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  1. Nell'editor del sito, se si va semplicemente a capo

    (cioé si preme soltanto INVIO) si ottiene una interlinea doppia.
    Che può essere utile alle volte quando si vuole separare un paragrafo dal successivo.
    Ma se vogliamo scrivere all'interno dello stesso paragrafo con interlinea semplice ?

    Facilissimo : basta ricordarsi di premere il maiuscolo (lo shift, la freccia a sinistra della tastiera) appena prima di premere l'invio :

    e l'interlinea sarà semplice.

    :sayonara:

  2. Dopo aver visto l’articolo di Max, , avevo deciso che alla prima occasione avrei acquistato come minicavalletto da viaggio il Marsace Mt-01. . Infatti il Marsace ha tutte le caratteristiche che si addicono a un cavalletto da viaggio: peso, trasportabilità, compattezza e naturalmente la capacità di non far collassare una reflex pesante che viene montata sopra.

    Sono queste caratteristiche  contrastanti, ma che fanno si che un cavalletto da viaggio, non sia un giocattolo inutile. Il Marsace Mt-01 ha tutte queste caratteristiche e convengo con Max, che è l’unico che non costi una fortuna. No perché volendo ci sono mini  cavalletti Rollei, Benro, Girzo, che hanno queste caratteristiche, ma anche prezzi che talvolta superano i 200 euro.

    Ok mi son detto appena mi servirà, lo acquisterò.

    Dannata sfortuna, però non avevo fatto i conti della non disponibilità del prodotto nei nostri normali circuiti di acquisto, ovvero negozianti in italia o la grande vetrina di Amazon.

    La indisponibilità è da oltre  da sei mesi. Per cui decido di valutare altre opportunità in seno stesso ad Amazon, maledicendomi per non aver acquistato subito il Marsace, quando Max l’aveva recensito.

     

    Gira scarta e confronta non trovo quello che mi serve, tanto che stavo pensando di portarmi dietro, ob torto collo, il mio manfrotto 190. Certo pero che sono sempre più di 5 kg con la sua testa, mentre il Marsace, mi sembra che non arrivasse neanche a un kg.

    Poi ecco aprirsi davanti ai miei occhi un prodotto con ottime valutazioni il mini cavalletto neewer in lega d’alluminio con testa girevole a 360° e sgancio rapido con borsa e trasporto con tre posizioni per le gambe, che richiuso si riduce a 135 mm, ma a cui altezza può raggiungere i 50 cm. Pesa esattamente  816 g…. DSCF0503.thumb.jpg.0a698d73eaf130c7d823cced306ddb28.jpg

    Sarà valido?  Penso che per 35 euro si puo’ anche rischiare. Se poi non dovesse andare glielo restituisco.

    Puntuale come un orologio mi arriva ben imballato il cavalletto nella sua scatola di vendita, all’interno di una più grande scatola amazon.

    Soppeso il cavalletto e mi sembra pesante al punto giusto.

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    Apro la scatola, apro la borsa di naylon a corredo e oltre al cavalletto con la sfera montata, il libretto di istruzioni, la garanzia e una chiave esagonale a brugola, per serrare secondo evenienza la durezza delle gambe.

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    Il cavalletto si presenta molto ben fatto, tutto in lega di alluminio, con nessun elemento in plastica tranne i gommini dei piedi, con le gambe allargabili in 3 posizioni e allungabili di 5 elementi con fermi a scatto ruotando in senso antiorario le punte di gomma.

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    La colonna è estensibile di qual tanto che serve a non snaturare le dimensioni del cavalletto ed è capovolgibile di 180 gradi in modo di avere la testa e la macchina fotografica in basso invece che in alto.

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    A corredo vi è come detto una chiave esagonale che serve per smontare o serrare le gambe e altre parti del cavalletto dotato di perni a brugola. E fornita anche una piastra universale per il serraggio di qualsiasi macchina fotografica non dotata di sgancio rapido. Con la mia fuji X-T1 dotata di un add-on per sgancio rapido, ne ho fato quindi a meno, ma in tutte le altre occasioni, basta avvitare detta piastra sotto la macchina fotografica per sganciarla rapidamente.

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    Ma questo cavalletto supporterà degnamente una macchina fotografica, una reflex? Posso dire che la testa a sfera è dotata anche  di bolla per l’allineamento di precisione e  non si è spostata di un millimetro, nè con la mia d700 dotata di battery grip, né con a fuji x-t1 con il 55-200, né tantomeno con una 6x6 come l’hasselbald.

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    Sono quindi molto contento dell’acquisto e credo che non si possa volere di più a questo prezzo. Consigliato, consigliatissimo, a tal punto che ho voluto subito condividere con Max il mio entusiasmo

    https://www.amazon.it/dp/B01MSAEZN8/ref=pe_3310731_189395851_TE_dp_1

     

  3. Questo mio articolino è un po' un test e un po' una nota di costume.

    Dalle sapienti mani del mio collega ed amico Fabio (di cui ho già scritto) è uscita un'altra scultura.

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    Prima la fotografia:

    Mi sono cimentato in alcune riprese still life. Ho usato la Nikon Z6 con il 24-70mm f4, flash Godox 860 V con trigger angolato da dietro e/o di lato ed una serie di pannelli diffusori/riflettenti "fai da te". Ecco un paio di risultati:

    Un profilo:

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    Nikon Z6 24-70mm a 67mm, f9,  1/200s, 200 ISO.

    Un tre quarti:

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    Nikon Z6 24-70mm a 70mm, f8,  1/200s, 200 ISO.

     

     

    Stessa foto ma in versione più estrema, "impressionista".

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    In tutte una buona dose di postproduzione.

    Ho disabilitato la previsualizzazione dell'esposizione. Operativamente mi sono trovato molto bene, sia con la Z6 che con il 24-70. Solo in alcuni casi una leggera indecisione nel focheggiare, ma eravamo in luce fioca e gli occhi del soggetto erano un po' diversi da quelli umani, poco contrasto, naturalmente ho disabilitato la ricerca automatica del punto di messa a fuoco (o come si chiama, avete capito), Af a punto singolo, insomma.

    Ed ora la nota di costume:

    Il soggetto è un ragazzino di una regione dell'Etiopia con le scarificazioni caratteristiche della sua etnia . Mi ha incuriosito  l'orecchino (una matita) e ne ho chiesto a Fabio: La matita è cinese, come si sa la Cina sta intervenendo pesantemente in Africa con cantieri e altro, anche con un certo impatto ambientale. matite come quelle vengono lasciate in giro un po' ovunque dai carpentieri cinesi (o assunti dai Cinesi) ed i ragazzini le prendono per farne un po' di tutto, tra cui orecchini e pendagli. Oltre all'impatto ecologico c'è anche quello culturale.

    PS Osservazioni e suggerimenti su inquadrature alternative sempre graditi.

     

     

  4. Nel mese di aprile scorso, ( più esattamente dal 17 nel pomeriggio, data che mi comunicarono senza se e senza ma l'intervento ) lo ammetto ero sull'abbacchiato andante, mille pensieri mi passavano dalla testa.. poi, l'ingresso e l'intervento, ed anche la degenza ora siamo a metà giugno, ogni tanto una piccola voglia di riprendere in mano l' attrezzo mi viene, ma poi non posso sollevare pesi e quant'altro mi passa.. ma quello che non mi passa è il vedere il passare di alcune manifestazioni, di fatto quasi uniche a cui non posso e non devo partecipare; non devo.. non che non vorrei..

    Ne cito due, la prima il centenario del fondatore della grande carrozzeria che è la Zagato, quest'anno anche per lei cade il centenario, malgrado sia Italiano gli eredi della Zagato hanno preferito festeggiare la cosa all'estero, salvo poi che il patron della Fratelli Cozzi di Legnano, sono riusciti a fare nel loro Museo Alfa Romeo una giornata commemorativa.. a cui non ho potuto partecipare..

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    La seconda, una serata all'aereo club di Como, con relativo volo sul lago di 30 minuti, vi è da dire che questo aeroclub è stato il primo al mondo come fondazione..   e scusate se è poco..

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    Certo, ne verranno altre di cose a cui partecipare.. non lo dubito, ma a queste permettetemi un po' di bile mi viene..

    Un consiglio: a settembre la Fratelli Cozzi riapre il Museo dalla chiusura estiva, visitatelo.. ne vale la pena..

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    La mia passione ha un prezzo sul piano fisico, nella maggior parte dei casi accettabile. Stavolta, invece, non è stato così. La prima giornata del WRC è stata in assoluto la mia peggiore giornata da fotografo: spossante, oltre 42° percepiti, uno scirocco rovente che risucchiava l'aria dai polmoni e la polvere... tanta, ma tanta da colorare di rosso me, i miei vestiti e la mia fotocamera. Per fortuna l'inferno è durato solo un giorno, già dalla sera i venti hanno cambiato quadrante, rendendo le seguenti due giornate enormemente meno faticose.

    Sul piano sportivo, invece, il WRC 2019 sembra iniziare bene: un rombo lacerante e la grinta di Sebrastien Ogier preannunciano una giornata fantastica

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    .... giusto due curve e poi il disastro col driver transalpino che rompe il braccetto dello sterzo su una roccia

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    Sarebbero bastati 10 minuti allo stesso Ogier per sostituire il braccetto... se Citroen si fosse ricordata di metterlo nel bagagliaio tra le dotazioni regolamentari. Oltre un'ora persa e un ritiro che non è avvenuto solo per le pressioni degli sponsor (immagino).

     

    The show must go on

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    Altre volte vi siete sorbiti il mio "pistolotto" sulle condizioni di lavoro svantaggiate. Beh, stavolta ho sfruttato la cosa a mio favore

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    Atterraggio duro per Mikkelsen

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    Thierry Neuville al salto

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    Ancora Ogier, ormai fuori classifica... ma riparato il guasto va come un proiettile

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    I veri "missili" sono però le Toyota ufficiali di Latvala e Tanak. Sfortunati entrambi: Latvala rallentato da problemi meccanici e Tanak che si fa sfuggire la vittoria finale.

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    Vittoria che va al più continuo e martellante Dani Sordo che con tanto merito ha saputo trovare il miglior equilibrio tra le prestazioni e la gestione della macchina.

    Questo il suo volo verso il traguardo

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    Dietro le quinte

    Un meccanico al lavoro sulla macchina di Latvala

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    Sebastien Oger controlla personalmente il lavoro dei suoi meccanici e trova anche il tempo di firmare una miniatura che rappresenta il suo salto dello scorso anno (quando correva con la Ford ufficiale) a Monte Lerno

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    Concludendo. Non sono pienamente soddisfatto, mi sono affaticato molto e questo mi ha limitato parecchio nella mobilità fra una postazione e l'altra; per non parlare dei trasferimenti in auto tra le varie speciali (sempre molto rapidi facendo lo slalom tra marshall inflessibili e security particolarmente attenta). Sto invecchiando, sicuro, ma non riesco a darmi un limite. Finirò per restarci seccoO.o

    Buona visione a tutti

    Pezzo consigliato, mi pare appropriato: Driving Towards the Daylight, Joe Bonamassa:)

  6. Immagini dello shooting del 9 Giugno 2019 al Trend Studio, con Justine, MUA Ilaria Ferrantello.

    1° Parte: "Justin Hat"

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  7. Viandante
    Latest Entry

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    Sono le dimensioni del sensore all'interno del mio smartphone.

    Ho voluto divertirmi qualche giorno scattando con lui piuttosto che con la Nikon, per capire se può "sostituirla" quando non posso averla con me per mille motivi o quando semplicemente non voglio portarla perchè farò solo foto ricordo che probabilmente rivedrò soltanto sul telefono/tablet.

    Si è ovvio che questo sensore ha grossi problemi rispetto ad una reflex, ci mancherebbe altro, gamma dinamica pessima, tenuta a medi e alti iso terribile, aberrazioni varie, problemi di MAF, perdita di dettaglio in punti random della foto e chi più ne ha più ne metta...ma è comunque un telefono e non ha senso pretendere foto di qualità assoluta.

    Io sono contento e soddisfatto di questi risultati.

    Le foto in notturna ed in interni sono logicamente fatte con un mini tripod e comando remoto BT. Tutte le foto in modalità manuale e scatto in raw. 

    Alcune foto le ho leggermente ridimensionate per limiti di upload.
    Doppio click per vederle meglio ;)

     

    Vigevano, La torre del Bramante

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    Segue

  8. Con l'amico Gianni54 e due altri suoi simpatici amici mi sono recato a San Quirico d'Orcia ad assistere al passaggio delle auto della 1000 Miglia storica, forse l'appuntamento più atteso dagli appassionati di tutto il mondo di questo tipo di manifestazione.

    Mi aspettavo una ressa di gente (e di fotografi) nella bella e famosa cittadina senese da sempre tappa obbligata della 1000 Miglia stante anche la bella giornata di sole, e invece - perlomeno dove mi ero appostato io, all'ingresso del corso principale - i pochi curiosi e turisti presenti non creavano disturbo a chi come me voleva immortalare con la sua fotocamera la carovana di auto rombanti che passava di là: una bella fortuna!

    Aldilà del divertimento per la spensierata giornata trascorsa e per la visione contemporanea delle più belle auto storiche da corsa che si possano vedere - la 1000 Miglia è un appuntamento di rilevanza mondiale a cui i proprietari di questi gioielli fanno a gara per partecipare - a posteriori direi che, se vi dovessi tornare, sceglierei di spostarmi in punti diversi del tracciato per variare le inquadrature e per fare magari anche qualche scatto "di contorno" non necessariamente legato alla manifestazione. Sì, insomma, qualcuno dei miei "street shot" che per la verità ho provato a fare ma che in quel contesto non mi è stato possibile effettuare per la mancanza di soggetti interessanti.

    Le foto portate a casa sono quindi poco variate, ma d'altra parte il timore di perdere quel buon punto di osservazione mi ha fatto desistere dal cercarne altri dove forse avrei potuto avere più difficoltà a muovermi in libertà e a scattare con una visuale ottimale. Vabbé, la prossima volta mi farò meno scrupoli e proverò scorci diversi necessari ad ottenere immagini più accattivanti ed interessanti.

    Buona visione della galleria! :)

  9. Nicola

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    Oggi 6 maggio 2019 c’è il sole. Ma ieri,  5 maggio, sull’altopiano di Asiago  la situazione era questa:

    salendo per il Costo verso Asiago

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    e poi passato Gallio sulla strada  verso Campo Mulo:

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    gli alberi con le foglie appena spuntate carichi di neve

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    rendono il paesaggio insolito e quasi irreale

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    mentre la luce cambia diventando più cupa man mano che si sale

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    Resto a guardare in mezzo al freddo che avevo ormai archiviato

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    pensando a come la natura riesce a sorprendermi.

     

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    Mi rifaccio all'articolo scritto sul mio blog qualche tempo fa sull'Abbazia di Sant'Eustachio con un piccolo aggiornamento fotografico: di recente l'edificio, o meglio quel che ne resta, è stato sottoposto a restauro conservativo portato a termine lo scorso anno a maggio. Una piccola parte dell'ex convento è stata ricostruita ed adibita ad esposizione mentre il resto della struttura è stato consolidato e liberato dalla vegetazione che ne stava minando la solidità. Al link qui sotto trovate l'articolo originale:
    [luoghi] Abbazia di S. Eustachio

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    Aguzzando la vista, nella foto qui sopra si può notare un proiettile d'artiglieria ancora conficcato nella parete.

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  11. Z7X_6241.jpg.6bb14315ebb4a0ad7f4bd4f56df7520e.thumb.jpg.c9cb1a923e50dbdb7ed8e7538606d9cf.jpg

    test tecnico consultabile qui

    Si tratta di una unità di storage esterna USB 3.0 ad alte prestazioni indirizzata per il campo video, foto ed audio.

  12. Mettiamo una domenica piovosa e la squadra del cuore che regala rare perle di inusitata bruttezza. Aggiungiamo due pargole che giocano per conto loro e una moglie che studia.

    Aggiungiamo infine: un vecchio portacomputer semovente riattato, due flash con cui giocare in attesa di accessori e diffusori di luce (prossimamente in dispensa). Un Sigma 105 macro e la D850.

    Ingrediente principe la voglia di giocare e fare pasticci, di sbagliare ed imparare.

    Risultato sperato? Ridare un pò di vita ai fossili preparati e regalati da mio cognato a mia figlia. Provare con la luce a far risaltare forme, rilievi e particolari, soprattutto con luce radente nel caso del pesce (amici, perdonatemi ma non ricordo il nome...).

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    Risultato ottenuto? Beh, al netto di alcuni errori tecnici (ad esempio nell'immagine del pesce si nota che non era perfettamente in piano) e senza l'ausilio di qualche accessorio senz'altro indispensabile almeno il divertimento è stato assicurato....

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  13. Tutti gli anni di questa stagione ho la smania di fotografare i pochi fiori che spuntano dopo il freddo. Sono sempre gli stessi, li ho fotografati innumerevoli volte, e ogni anno li cerco,   è un rito: li fotografo e le foto mi paiono più belle degli anni scorsi. Non è vero, ma fin che sarò in grado di farlo, per me è la felicità.

    1222613730_Pulsatillamontana.thumb.jpg.76755ecabdcd9b68af545c33978956ab.jpgAnemone montana, D850 + 2/100 Milvus F.2  1/500 sec. ISO 64

    Erba trinità   D850 + 4/200 Micro Nikon   F.6,3  1/400 sec. ISO 64

    908709189_Hepaticanobilis.thumb.jpg.23937b5d2f0b0dd5214cc2598dee6a92.jpg

    Dente di cane,   D850 + 4/200 Micro Nikon   F. 4,5  1/320 sec.  ISO 64

    Erythronium dens-canis.jpg

    Viola soave,  D850 + 2/100 Milvus   F.2  1/800 sec.  ISO 64

    Viola suavis.jpg

    Mimosa,   D5 + 4/200 Micro Nikon   F.5  1/400 sec.  ISO 100

    Acacia dealbata.jpg

    D850  + 4/200 Micro Nikon   F.4,5 1/400 sec.  ISO 64

    Castagne.jpg

    Consiglio di ingrandirle.

  14. Cris7-BLOG

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    cris7
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    Come lo scorso anno, anche per questo 2019 mi è stato proposto di realizzare delle immagini per il calendario della società di Short Track - Bormio Ghiaccio.
    Se volete sapere qualche cosa di più su questa società e su questo sport, lo potete trovare sull'articolo "Calendario 2018" del mio blog.

    Quest'anno ho deciso che il filo conduttore del calendario, il tema se vogliamo, sarebbe stato: "Il Colore".
    Per cui, come potete vedere dalle foto che seguiranno, mi sono parecchio divertito con l'uso dei flash e delle gelatine colorate.

    Questa è la foto di copertina, che è stata realizzata avvolgendo delle luci natalizie colorate attorno al braccio e alla gamba dell'atleta, tempo di esposizione "lungo" e sincronizzazione sulla seconda tendina. Messa a fuoco manuale in iperfocale obbligatoria, visto che il palazzetto era buio pesto (volontariamente) e neppure la D5 riusciva minimamente a tenere il tracking della messa a fuoco.

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    Per i gruppi dei ragazzini più piccoli ho realizzato dei collage colorati con le singole foto, di cui ne posto una solamente. Per rendere l'effetto "riflesso" del ghiaccio ho usato dei semplici pannelli di plexiglass.

    Gruppo-1.thumb.jpg.934427c6d2cfb4464ddabd40607caf3d.jpgGruppo-2.thumb.jpg.ec2a065cf254bc30c3e9f9ef1b822036.jpgGruppo-3.thumb.jpg.2f73ac54a21d8ae6f9dabf3f698663a2.jpgL1000237-552.thumb.jpg.ad3574783963062be79e01de93621287.jpg

     

    Di seguito posto altre foto di altri mesi del calendario, fatte agli atleti più grandi:

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    E anche per quest'anno è fatta!

    Ciao e già che ci siamo Buon 2019 a voi!


  15. 205dfffc-0eb4-11e9-81e4-4ae8cf051eb7.jpg.4fc4845abd33abf75eba6f1cc6f7afb9.jpg LANDED...! monalisa31.jpg.9b908652f1a289609a2669b3a279ad89.jpg

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    (Brain Damage)
    ...
    the lunatic is in my head
    ...

    And if the cloud bursts, thunder in your ear
    you shout and no one seems to hear
    and if the band your'e in starts playing different tunes
    I'll see you on the dark side of the moon.
    (Pink Floyd 1973)

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    I cinesi sono riusciti al loro quarto tentativo:

    Cita

    Con il lancio di Chang’e 4, la sua quarta missione con destinazione Luna, la Cina realizza il sogno nel cassetto di molti astronomi: utilizzare la faccia nascosta della luna a scopi astronomici.

    Tutti sanno (o dovrebbero sapere) che la Luna rivolge alla Terra sempre lo stesso emisfero perché il periodo di rotazione intorno al suo asse è identico al periodo orbitale (intorno alla Terra). Tecnicamente si dice che la Luna è in rotazione sincrona. Non è un fenomeno né unico né peculiare che ci fa vedere sempre la stessa porzione di Luna. L’altra metà è rivolta verso l’esterno. Attenzione, però, a parlare di faccia oscura della Luna. L’emisfero che non guarda la Terra non è affatto oscuro. Riceve una dose di insolazione identica a quella della faccia che noi vediamo. Se vogliamo essere evocativi, possiamo parlare di faccia nascosta che gli umani hanno visto per la prima volta nel 1959 attraverso la fotocamera della sonda sovietica Luna 3.

    Mentre fotografare la faccia nascosta della Luna è diventato un esercizio di routine per tutte le missioni in orbita lunare, lavorare sulla faccia nascosta della Luna implica grande difficoltà di comunicazione perché non è mai possibile avere un contatto diretto con la Terra. Eppure c’è chi sarebbe disposto a tutto pur di poter mettere i suoi strumenti proprio lì perché si tratta del luogo più “silenzioso” che conosciamo, l’unico ad essere naturalmente protetto dal fracasso elettromagnetico che la nostra civiltà produce. La faccia nascosta della Luna è il sogno proibito dei radioastronomi alla ricerca dei debolissimi segnali prodotti dalle nubi di gas prima che si formassero le prime stelle qualche centinaio di milioni di anni dopo il big bang. 
    Tuttavia, per poter fare qualsivoglia attività in questo posto così isolato occorre costruire un ponte (forse più prosaicamente un ripetitore) che unisca la faccia nascosta della Luna con la Terra. E’ proprio questo che vuole fare la missione cinese lanciata lunedì 21 maggio. Si chiama Queqiao che si potrebbe tradurre con ponte di gazze da una favola cinese dove le gazze costruiscono un ponte per fare incontrare due amanti che vivono nel lati opposti della nostra galassia. Quengiao dovrà andare al di là della Luna e orbitare intorno ad un  punto ben preciso (che gli astronomi chiamano L2) a circa 60.000 km dalla superficie della Luna proprio sopra la faccia nascosta. Se il satellite fosse posizionato in L2 sarebbe stabilissimo perché lì l’attrazione gravitazione della Terra e della Luna si annullano reciprocamente, ma sarebbe purtroppo invisibile da Terra perché nascosto dal corpo della Luna.  Per poter dialogare con il satellite occorre farlo orbitare intorno a L2 in modo di tenerlo fuori dall’ombra della Luna per continuando a sfruttare la combinazione gravitazione favorevole, che permette di mantenere la situazione stabile con poco dispendio di carburante. In più, l’orbita scelta permette di vedere sempre il Sole che può così fornire continuamente energia al satellite illuminando i suoi pannelli solari.
     
    missione cinese faccia nascosta luna  
    Una volta che il ripetitore dimostri di saper fare bene il suo compito, verrà inviato sulla faccia nascosta un lander completo di un rover, al quale è stato dato il nome di Yutu, che dispiegherà i tanto desiderati strumenti. Si tratterà ancora di prototipi, ma permetteranno di validare l’idea che gli astronomi discutono da almeno 40 anni.
    missione cinese faccia nascosta luna  
    Aspettando il lander ed il rover Yutu, che arriverà tra 5 mesi circa, Queqiao inizierà a fare misure con uno strumento radio fornito da radioastronomi olandesi, nel quadro di una collaborazione tra Olanda e Cina. Mentre l’orbita di Queqiao non è quieta come la superficie lunare (dell’emisfero nascosto) è ben al di sopra dell’atmosfera che è una sorgente di rumore per chi voglia studiare l’emissione radio di bassa frequenza dai corpi celesti. Queqiao ha anche un riflettore laser che permetterà di misurare con estrema precisione distanza tra la Terra e la sonda (quindi mappare con accuratezza il campo gravitazionale della Luna).
    La strumentazione è completata da due microsatelliti Longjiang-1 e 2 che lavoreranno in tandem e faranno altre test tecnologici. Uno dei due ha a bordo una microcamera fotografica sviluppata dall’Arabia Saudita. Quenqiao impiegherà 8-9 giorni per raggiungere la sua orbita, speriamo che il volo delle gazze sia coronato dal successo.
     
    Fonte AGI Blog Spazio - Patrizia Caraveo
     

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    e già si racconta di impianti alieni...1108965037_AlienbaseAliensbuildingstructuremoonsurfaceancientChinaChange2missionannouncementChinesediscoveredfoundETW56lunalunarapolloNASAufosight.png.f0482a24b4c6490a49e4d0bb6830c575.png

    The lunatic is on the grass...

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  16. ... e di nuovi propositi!

    Il mio 2018 è stato schizofrenico, fotograficamente sostenuto da un numero di viaggi e di giornate sul campo a fotografare decisamente superiore alla mia media con a contrasto impegni lavorativi asfissianti ed interminabili giornate in ufficio. Uno insegue l'altro perché se è vero che la stanchezza data dal troppo lavoro e la materiale mancanza di tempo tende a rallentare ed ostacolare tutto, è anche vero che appena possibile mette ancora più voglia e bisogno di staccare la spina per... sopravvivere!
    Gennaio in Canada, a fotografare gli splendidi gufi delle nevi.

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    Poi in Sardegna, a Pasqua, per fare seascapes ed un po' di relax familiare nella costa sud occidentale.

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    Fine aprile, alcuni giorni a Parigi, un po' di street. 

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    Poi Portogallo, agosto è tempo di vacanze - uno splendido giro on-the-road in camper tra Porto e l'Algarve, con le mie ragazze!

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    Per finire, ieri sono rientrato da Istanbul, dopo 5 giorni di zingarata a zonzo tra strade, moschee, bazar e localini, con le ragazze, Simona e Leo. 

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    Per non parlare delle decine di migliaia di metri di dislivello fatti in montagna (come qui andando per ungulati) e di tutte le ore passate in natura. 

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    Last-but-not-least quest'anno 10 giornate in studio/loft, tutte fantastiche.

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    Ho ricordi bellissimi, non solo molti file negli hard disks! 

    In totale:

    • 66 giorni di fotografia - secondo il catalogo di Lightroom, almeno quelli nei quali ho portato a casa foto da non cestinare.
    • 13.138, immagini per l'esattezza (io cancello moltissimo, anche se per motivi di tempo quest'anno non ho ancora terminato la selezione - quelli scattati in totale sono stati 34mila).
    • La D5 è la regina, con 9.651 immagini. Seguono, con enorme distacco, la D810 con 2996 e la D500 con 491.
    • Tre le ottiche più usate, che insieme fanno oltre l'85%, sostanzialmente nelle stesse quantità perché ciascuna di queste ha un numero di file compreso tra 3.500 e 4.000 - sono: 50, 70-200 e 500. 

    Già qui una mezza rivoluzione, perché nel 2017 con il 500 avevo fatto il 65% delle fotografie.

    Dicevo che è tempo di bilanci. Ma questo non è un post sui numeri, oltre a quelli che poc'anzi ho usato per riepilogare le giornate sul campo e le immagini fatte, e neppure sugli strumenti usati per fotografare. Bensì uno focalizzato sulla fotografia o, meglio, sul modo di fare fotografia che in questi anni e soprattutto nel 2018 sto imparando.

    La cosa più importante, il centro di tutto, è la definizione del Progetto. L'idea, cioè, da sviluppare fotograficamente. Questa è una cosa che ovviamente viene più alla mente pensando alla fotografia in studio - il regno della creatività perché li l'unico limite è la fantasia e l'unico ostacolo la capacità tecnica di realizzare quello che si è sognato. Ma non è, nei fatti, una cosa limitata a questo ambito perché se è vero che fotografando in natura è la natura a stabilire molto di quello che è possibile fare, è anche vero che è il fotografo a decidere quando andare, cosa fotografare, come comporre e via dicendo. 

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    Aiuta molto, nel pensare a cosa e come fotografare, ispirarsi a Maestri della fotografia. Personalmente trovo che sfogliare il libro di un fotografo che amo sia ogni volta un' esperienza nuova, perché ogni volta scopro aspetti diversi. Altrettanto efficace valuto la visione delle immagini di diversi di noi qui su Nikonland. Grazie a Mauro, qui, ci si è spinti ancora più avanti. Organizzando un corso sulle luci e numerose occasioni per condividere sessioni di scatto. Momenti che sono stati la colonna portante della mia crescita fotografica in quell'ambito. Si, direi che dopo Progetto la seconda parola chiave di quest'anno è stata Condivisione. È la Condivisione che in questo 2018 mi ha fatto crescere nella fotografia in studio e con il tramite della fotografia di studio anche negli altri generi che pratico, facendomi acquisire la consapevolezza della necessità di ragionare la fotografia come costruzione e non come reazione e cattura. Ricordo, Nikonland 1.0, una discussione di qualche anno fa tra fotografia attiva e passiva: proprio quello, per chi la ricorda, intendo.

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    Come detto, progetto significa innanzi tutto pensare a cosa e come fotografare, poi viene la scelta dell'attrezzatura per farlo. Spesso sento/leggo richieste di consigli sul materiale e sul modo di sfruttarlo al meglio senza indicare a quale fine questo debba essere impiegato. Stesso ragionamento circa le modalità più tecnologiche con le quali impiegarlo, come la scelta del diaframma più nitido e via dicendo.
    Io sono sempre più convinto che una bella foto dipenda esclusivamente dalla Visione del fotografo. Il materiale fotografico è asservito alla Visione, è il mezzo per realizzarla e non il fine. Questo, ovviamente, non significa che non siano utili ottime lenti e corpi prestazionali ma che, semplicemente, se una fotografia non trasmette non inizierà a farlo perché è stata scattata con l'obiettivo più nitido sul mercato. Questa cosa è ricorrentemente osservabile semplicemente mostrando le nostre fotografie a persone che non fotografano: Nessuno di loro guarda quanto sono nitide ciglia/piume/foglie ma tutti guardano l'espressione dei nostri soggetti, il contesto, la luce. Cercano insomma il messaggio, il perché della fotografia.

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    Quindi, l'attrezzatura giusta è quella che ci consente di assecondare la nostra visione. In questo senso, ci sono alcune scelte semplicissime, che quasi si fanno da sole - per fotografare l'azione con poca luce c'è bisogno di lenti luminose e corpi con sensori che reggano bene gli alti ISO e siano molto reattivi - altre da basare sullo stile personale - per fotografare in giro per la città si può optare per un paio di fissi leggeri e poco ingombranti o uno o più zoom, ma la scelta non deve essere fatta cercando la copertura di tutte le focali ma la disponibilità di quelle che servono con i diaframmi necessari a costruire le immagini desiderate. E questo non vale solo per corpi e lenti ma anche, banalmente, per treppiede, flash e quant'altro. E, di nuovo, torna il nostro forum perché qui su Nikonland sono condivise informazioni basate sull'esperienza sul funzionamento di elementi chiave dell'attrezzatura che consentono di orientare meglio le nostre scelte. Alcuni esempi sono la copertura delle nuove Z, o i test dei sigma Art o.....  

    Per me, il risultato più importante di questo 2018 appena concluso non sono le tante fotografie fatte quanto questa presa di coscienza, che considero per me un importante passo avanti sotto il profilo artistico.

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    Ma oggi è il primo dell'anno, un 2019 nuovo di zecca davanti a noi. E' quindi tempo dei buoni propositi per il futuro.
    Fotograficamente, questi i miei:

    • Proseguire la ricerca nella fotografia alle persone, non tanto nel ritratto da studio o nel nudo - anche se una cosa che vorrei molto fare è del nudo alla Angels di Russel James - quanto in quello ambientato, in un contesto come lo street fatto ai navigli o le immagini fatte nei loft del Cross Studio nel 2018.
    • Dedicare più tempo, in particolare alla fotografia di paesaggio, urbano o naturale, genere che negli ultimi 2 anni ho molto trascurato.
    • Ma anche uscire a fare street vicino casa, non solo se sono in vacanza in qualche posto particolarmente stimolante. 
    • Stampare, stampare, stampare. Perché la foto è di carta e già vederla uscire dalla stampante è una emozione, la chiusura del cerchio.

    Ovviamente non abbandonerò il Wildlife, finché potrò voglio continuare ad andare in montagna e regalarmi un viaggio esclusivamente fotografico ogni anno. Per il 2019 è già fissato il British Columbia per fotografare l'ecosistema della Great Bear Rainforest ed i suoi abitanti non umani, ma vorrei proprio, finalmente, riuscire ad organizzarmi per fotografare l'orso polare nel 2020, prima che sia troppo tardi!

    Ma ce n'è un altro: Contribuire di più alla vita di Nikonland

    Massimo
    1/1/2019

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    Una città dove i problemi non mancano anzi, sembrano irrisolvibili. A malincuore devo ammettere che la qualità della vita negli ultimi anni è peggiorata. Ma è la mia città e quando ho il tempo per fare il turista in giro nelle sue strade mi rendo conto di essere fortunato. Nel corso della storia diverse città hanno avuto l'appellativo di Città Eterna, per esempio Gerusalemme o Kyoto, ma se Roma è la prima e l'unica ad averlo conservato per oltre due millenni... ci sarà un motivo!

    Un saluto a tutti

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  17.  

    Una seconda serie di foto con l’accoppiata D500-500 f5,6 PF, sono foto fatte tutte al volo, dalla macchina, sfruttando dove possibile le caratteristiche di maneggevolezza e praticità del 500 PF, cercando di cogliere l’attimo che mi si presentava, durante una girata alla Diaccia Botrona ed Orbetello (GR) un giorno, ed un’altro a M. Labbro,

    per provare ancora questa accoppiata, sia liscia che con TC 1,4 e 2,0.

    Anche questa volta solo ridimensionamento e conversione in JPG.

     

    A monte Labbro

     

    comincio con due degli abitanti più comuni di questo posto meraviglioso….

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    poi due piccoli passeriformi


     

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    .Fringuello maschio con TC 1,4

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    in ultimo una coppia di caprioli allarmati quando ho fermato la macchina

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    Passiamo alla giornata in Maremma

    Diaccia Botrona Grosso Padule (Palude) vicino a Castiglion della Pescaia

    trovo subito una Juv. Ballerina Bianca mooolto confidente

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    Qui mentre si mangia tre formiche in un colpo solo

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    Falco di Palude in controluce con sfondo di due Gru

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    Falco Pescatore che mangiava su un Palo del telefono, ho fermato la macchina,

    era lontanissimo ma è partito lo stesso…..

    solo che mi è venuto passandomi un pò più vicino (sono pazzi questi F. Pescatori)

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    Garzetta  con TC 1,4

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    Airone Bianco Maggiore

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    Nella foto dell’Airone B. M. in Post Prod. un pò sparato l’animale e troppo saturo il campo lavorato con i diserbanti voi come Agireste???

    Gru lontanissime

    Gru_18_12_04_002.thumb.jpg.cc81d0062b548781b177354c5b4f92eb.jpg

     

     Gheppio

    Gheppio_18_12_04_031.thumb.jpg.6f6683e33a0b0b9f60390fab0d305817.jpg

    infine una Libellula mentre mangia un’insetto con TC 1,4

    Libellula_18_11_09_014.thumb.jpg.9975d7c31bf09da4eebd57dd4f04a12a.jpg

     

    Orbetello, dal posteggio

    Piro Piro Piccolo lontano ma bellino l’ambiente se non ci fosse quella buccia di arancio con TC 1,4

    P.P.Piccolo_18_11_09_004.thumb.jpg.743814946ea45db9f7b9fecf9c3d09e0.jpg

    un Pettirosso    

    Pettirosso_18_12_04_004.thumb.jpg.2f6997f48636cd526d44bb566c756d53.jpg                                                                           

    una  Gazza        

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    Tre foto di Airone cenerino con all’incirca la stessa posizione del corpo e della testa,

    fatte con un appoggio decisamente precario (il finestrino) soprattutto per il 2,0

    liscio

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    con Tc 1,4                                                                                                                                                                                    

    . 1918617603_Aironec._18_12_04_017.thumb.jpg.5da665f79b2649e8e8094c3cab62c8bb.jpg    

    e TC 2,0

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    infine le uniche fatte da un capanno

    Pettegola con TC 1,4

    Pettegola_18_11_09_001.thumb.jpg.fe025a44b0a129ba863f0ace01b960c6.jpg

    ed una F. di Mestolone che non mi aspettavo davanti alle feritoiee troppo vicina…..   

    Mestolone_18_12_04_002.thumb.jpg.5973f626fab9db3e1719a6c2d2bf68b3.jpg                 

    mentre spicca il volo

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    mentre rulla sulla pista 

    Mestolone_18_12_04_004.thumb.jpg.cfc558065523d9e0bbfaaee89d403de9.jpg                                                                                            

    mentre tira su il carrello….

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    Ho finito, sono anche troppe e soprattutto non sono gran che, forse con un pò di ritocco e un pò di Crop qualcuna potrebbe passare….

    Continuo a pensare che sia una bella bellissima accoppiata ottima in svariate occasioni, reattiva pratica leggera,

    a volte mi sembra anche troppo leggera, ma bisognerà farci la mano,

    comodissima da traportare, maneggevole in macchina e nei posti stretti.

    Col TC1,4 direi che si possa usare con soddisfazione, col TC 2,0 proprio se è una foto necessaria e senza pretese.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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    Valli piacentine, quella che è stata un centinaio e più di anni fa la casa di una famiglia numerosa ora viene ribattezzata "museo" e raccoglie, in un ambiente per quanto possibile conservato, oggetti di uso dell'epoca con riferimenti alle persone del posto ( principalmente contadini ).

    Vista dall'esterno

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    La casa era ed e' priva di corrente elettrica e acqua

    Al piano terra si trova un ingresso/cucina ( per dirla con nomi moderni ), con l'immancabile camino/stufa ( focolare )

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    lavandino e pentolame

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    frigor, cioe' ghiacciaia

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    l'altro un locale che ora raccoglie attrezzi per macinare, banconi per fare il pane e armadi con stoviglie e accessori per cucina

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    lampade per la notte

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    Dettaglio dei pavimenti

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    la scala che porta al piano superiore,

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    Dettaglio delle assi del pavimento e delle travi del soffitto ( tutte originali, solo sabbiate )

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    Camera matrimoniale

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    Stanza "da lavoro", cucito...

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    Al secondo piano, disimpegno con la scala per andare nel sottotetto

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    Cameretta

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    Camera da letto

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    Al piano interrato , che era la stalla, sono stipati alcuni attrezzi da lavoro dell'epoca.

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    A fianco della casa ( sulla sinistra rispetto all'ingresso ) un ampio spazio areato che fungeva da fienile

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    Dettaglio della fattura dei muri

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    e delle travi di sostegno

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    Scatti effettuati "di corsa" e senza pretese ( ne' cavalletto ) nell'agosto del 2017 "con D750 e 14-24, alcuni con il flash integrato ; mi riprometto ogni volta che torno lì di fare un lavoro migliore, in quella casa nel 1910 era nato mio nonno.

     

     

     

     

     

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  18. Esperienze

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    Per il mio primo post vi racconto le mie prime esperienze di escursione fotografica wildlife, tra le montagne della Val d'Aosta, a caccia di camosci!
    Ho la fortuna di conoscere Massimo Vignoli di persona, che mi ha guidato in questa mia prima volta e da cui ho imparato moltissimo.
    Quindi sveglia alle cinque e partenza per la Val d'Aosta! All'arrivo il tempo era insolitamente caldo, per cui si è optato per viaggiare leggeri e lasciare le ciaspole in macchina. La prima salita ha dimostrato la mia forma fisica abbondantemente precaria, tanto che dopo poche centinaia di metri già i polpacci avevano deciso di smettere di collaborare, e il peggio doveva ancora venire! Dopo neanche una mezz'oretta si inizia a vedere neve e dopo pochi altri minuti si vede solo quella... Ovunque, mezza sciolta dal caldo e fino al ginocchio, con ogni passo si sprofondava e con quello successivo cedeva ulteriormente, raddoppiando lo sforzo. Dopo oltre 4 ore riusciamo ad arrivare in cima stremati, ma ce l'avevamo fatta! E lo sforzo ci ha ripagato con qualche splendido esemplare, che evidentemente ha voluto premiare lo sforzo, mostrandosi vicino senza doverlo andare a cercare, anche perché... Non avremmo mai potuto fare un altro passo! Ma ormai il tempo era poco, la neve alta, gli altri camosci ben nascosti, quindi poche foto ed era già ora di prendere la via della discesa, che si è dimostrata sicuramente meno stancante, ma con la neve sciolta non è stata comunque una passeggiata.
    Una volta a casa c'è stato un pò di disappunto rivedendo le foto, troppi errori sciocchi, di messa a fuoco, di impostazioni della reflex... La stanchezza e l'aria rarefatta forse hanno giocato un tiro mancino, forse semplicemente l'emozione era troppa. Man mano che la stanchezza passava, aumentava la voglia di tornare nuovamente lassù, per cui alla fine abbiamo organizzato anche per il weekend successivo.
    Sveglia nuovamente alle 5 e via pronti a partire nuovamente! Questa volta il tempo era meno aperto, faceva un po' di nevischio, ma durante la settimana aveva fatto relativamente caldo, per cui anche questa volta niente ciaspole. Inoltre abbiamo fatto un percorso leggermente più lungo, ma anche meno ripido, che non ha convinto troppo i miei polpacci, ma complice la neve ben più ghiacciata in circa 2 ore e mezza eravamo già su, pronti per poter abbandonare il sentiero e lanciarci verso la vera "caccia".
    Ma la fortuna non era particolarmente dalla nostra, quindi dopo aver avvistato un gruppo di stambecchi, cercando di avvicinarci un nuvolone si piazza proprio intorno a noi. E siccome non c'era vento, il nuvolone ha pensato di tenerci compagnia per qualcosa tipo 4-5 ore, impossibilitandoci non solo di fotografare, ma anche di muoverci, con il freddo che penetrava sempre più attraverso le scarpe, i guanti, i vestiti. Momenti in cui le speranze ci stavano abbandonando.
    Ma proprio quando stavamo per cedere, all'improvviso le nuvole spariscono e lasciano spazio ad un sole bellissimo e diversi camosci intorno a noi! Abbiamo valutato la possibilità di tornare anche con il buio e ci siamo lanciati in altre foto, regalandoci scorci mozzafiato, animali stupendi, paesaggi emozionanti e persino una luna gigante che fa capolino dietro la cima di una montagna. Alla fine, sazi dell'abbuffata siamo tornati giusto in tempo per attraversare il bosco con la sola torcia ad illuminare il cammino, stanchi ma felici.
    Queste sono alcune delle foto scattate, e anche se sono il primo a dire che non sono le più belle mai viste, non è importante, perché sono le mie, scattate durante un'esperienza spaziale, che non vedo l'ora di ripetere nuovamente. Inoltre l'esperienza mi ha permesso di imparare con sul campo diverse cose. Per esempio:
    - la montagna la devi conoscere, non si può improvvisare. Siamo partiti con il sentiero pulito e ben tracciato, ci siamo ritrovati in un mondo di neve in cui tutto era ricoperto. Se non fosse che Massimo riusciva ad orientarsi e sapeva dove mettere i piedi, saremmo ancora lì dispersi... Inoltre bisogna anche sapere quali attrezzature portarsi, non può bastare la voglia e un paio di sneakers.
    - come approcciarsi agli animali: bisogna sapere come fare, mantenendo distanze di sicurezza, facendo capire il disinteresse attraverso il proprio comportamento, tutte cose che magari sulla carta si sanno a menadito, ma quando poi si è lì è tutto un altro paio di maniche da mettere in pratica, tra la foga, la stanchezza, la neve e i saliscendi.
    - ma soprattutto: mai mollare. Dopo 4 o 5 ore nella nebbia e nel freddo le speranze iniziavano davvero a vacillare, ma se non fossimo rimasti fino alla fine non avremmo avuto le occasioni che poi si sono presentate. Insomma è proprio vero quanto si dice: se ci sei può andare male, ma se non ci sei diventa una certezza.

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  19. Dopo poco più di un mese di utilizzo della Nikon Z 7 ed un migliaio di scatti, scrivo le mie osservazioni, anzi meglio i miei primi appunti sul viaggio intrapreso con la nuova creatura e l’obiettivo 24-70/4 S (presente nel Kit), note da utilizzatore non professionale, ma molto molto normale.

    Premetto che quanto già scritto già da Mauro (Z 7) e Max (Z 6) è “SCIENZA" ed anche più comprensibile del manuale d’uso, anche se la lettura di quest’ultimo resta necessaria. Io con questo blog ho buttato giù due righe terra terra, attesa la differente esperienza e professionalità, oltre alla diversa mole di scatti effettuati con Z 7 dal sottoscritto (la mia non ha ancora completato il rodaggio) e da Mauro. La sua, se fosse un’auto, avrebbe già sostenuto il primo tagliando.

     

    Ergonomia: la macchina cade in mano bene, le dita stanno comodamente sull’impugnatura ed anche lavorando a lungo con il 70-200/4 più FTZ (non ho ottiche più lunghe e neppure più pesanti), l’insieme non stanca, seppure la ghiera delle focali non sia posizionata nella parte anteriore a quella del fuoco, come nelle ultime creazioni. Mentre con il compatto 24/70 è una meravigliosa compagna di viaggio. Sarà perché ho le mani lunghe ed affusolate, ma per me le dimensioni sono giuste. D’altronde io mi sono trovato benissimo con l’F.3 e pure bene con la Df, come non potevo trovare confortevole anche la Z 7.

    Riporto le misure dei tre corpi per giustificare quanto sopra detto:

    F3 – 148,5x115x7,1

    Df – 143,5x110x66,5

    Z 7 – 134x100,5x67,5.

    Come si può notare le differenze sono minime, specie in altezza e profondità.

     

    Mirino: è semplicemente eccezionale, chiaro, grande, nitido. Sembra un mirino ottico che però non si scurisce quando fa buio. Inoltre, la sua conformazione (sporge circa 2 cm. dal corpo macchina), consente ai portatori di lenti ed a quelli come il sottoscritto che inquadra con l’occhio sinistro ed è pure dotato di una discreta proboscide, di vedere comodamente il 100% dell’area inquadrata e di lavorare con il pollice della mano destra senza colpire il naso o la lente degli occhiali.

    Da questo punto di vista il mirino è superiore a quello già ottimo della D850 (sempre per coloro che hanno i soliti miei problemi nell’inquadrare, per gli altri è eccezionale).

    Una nota negativa riguarda l’orizzonte artificiale, che seppure a colori e facile da mettere in bolla, invade completamente il centro del mirino ed ostruisce in maniera significativa la scena inquadrata. E’ utile solo per livellare la macchina sul cavalletto. Avrei preferito che fosse stata adottata la soluzione utilizzata per la D850, dove abbiamo due cursori ai lati del mirino che non danno alcun fastidio ed utilizzabili anche a mano libera. Posto le foto dei mirini (quello della D850 ripreso dal manuale) per rendere meglio l’idea.

     

     

    DSC_4408.jpg.15fc1123ae56377b3b0b745dadbb6570.jpg                                                         DSC_4413.jpg.ed0ce8238449be3c02336f8fe42712fb.jpg

                                                        Z 7                                                                                                                                                                                      D850 - I riferimenti della livella sono i n. 1 e 5

     

    Quindi, per evitare le linee cadenti operando a mano libera con la Z 7 è adoperabile solo il reticolo.

     

     

    Comandi principali e tasti funzione: dopo i primi scatti ho cercato di assegnare ai tasti programmabili tutte le mie funzioni preferite, cercando di riportare, seppure lontanamente, la funzionalità della D850. Utile è anche il menù selezionabile con il tasto “i”, anche se la manovra non è così immediata ed ancora stento ad operare correntemente, tanto che ricorro ai tasti funzione anteriori (facili da usare), a quelli posti vicino al pulsante di scatto (ho programmato anche quello destinato a video) e quelli posti sul retro, limitatamente al Joystick, al pulsante AF/ON e DISP. Gli altri con l’occhio sinistro al mirino non sono molto comodi da utilizzare.

    La torretta di sinistra non è confortevole e rapida come quella della D850, però lavorando quasi sempre in manuale, la uso poco. Comunque, è utile la selezione “U1/U2/U3”, dove si può personalizzare le impostazioni più diverse senza lavorare con i menù. Ad esempio ho settato sulla posizione “U1” le impostazioni che uso quando metto la macchina sullo stativo, per cui ho disattivato il VR interno alla macchina, ho impostato l’automatismo a priorità di diaframmi e la sensibilità ISO in manuale (64). Tale sistema mi consente con un solo clic di settare la macchina senza dimenticare qualche variazione necessaria quando uso il treppiede e con un altro clic torno ad operare a mano libera con le impostazioni preferite.

     

     

    Autofocus: Dell’autofocus dico solo che mi manca la messa a fuoco a gruppi, non ho ancora capito con cosa sostituirla, per il resto occorre leggere quanto già scritto da Mauro, ma per me è già ottimo così.

    Infatti, utilizzo raramente la raffica, in quanto i miei soggetti sono per lo più statici o non veloci (auto d’epoca), per cui non ho incontrato problemi. Le rare incertezze che per ora ho potuto verificare, le ho notate puntando il cursore dell’autofocus sui cofani delle auto, specie quelli piatti senza modanature. Comunque, è stato sufficiente spostare il punto di fuoco sulle intersezioni fra il cofano e il parafango o il frontale ed il gioco è fatto. Peraltro, una delle qualità sufficienti all’acquisto di tale macchina, è la possibilità di mettere a fuoco da un angolo all’altro del mirino, senza dover spostare l’inquadratura, bloccare la messa a fuoco, ricomporre l’inquadratura e scattare. Qui basta spostare il cursore con il joystick, mettere a fuoco il soggetto ed il gioco è fatto.

     

     

    Buffer: non parlo del buffer perché non scatto a raffica, ma ho notato, scattando in raw a monitor con Lexar 2933, che la spia di segnalazione della registrazione della foto si illumina solo per un battito di ciglia.

    Modi di scatto (otturatore elettromeccanico o elettronico): quando scatti la macchina non vibra neppure con l’otturatore meccanico, che è dotato pure di un suono molto soft ed usabile perfino a teatro. In modalità silenziosa è notevole. A proposito di quest’ultima modalità operativa, mi auguro che i progettisti quando installeranno sulle future mirrorless solo l’otturatore elettronico, inseriscano la possibilità di abbinare allo scatto un suono simile al rumore dell’otturatore meccanico, magari con il volume del “clic” regolabile.

    Inoltre, grazie alla modalità silenziosa ed alla sua forma, la fotocamera passa abbastanza inosservata, per cui tenendola ad altezza ombelico con il monitor leggermente aperto, si scatta che è una meraviglia senza destare sospetti o curiosità.

    stand-by: Una cosa particolare e un po’ fastidiosa è quando la macchina va in stand-by, perché non operativa. In questo caso il tempo di riattivazione è superiore a quello, brevissimo, che occorre passando da “Off” ad “On” con l’interruttore posto a corona del pulsante di scatto.

    Per ottimizzare i tempi morti dello stand-by, come ha già suggerito Mauro, basta avere l’accortezza di premere leggermente il pulsante di scatto o più comodamente il tasto “af/on” a portata di pollice e nel mentre si porta all’occhio, la Z 7 è già attiva. Tengo, tuttavia, a sottolineare che se perdo una foto è solo per colpa mia non della macchina.

    Batteria: La batteria in dotazione prima di chiedere di essere sostituita ha fatto 750 scatti, con un uso intenso del monitor, dello scatto silenzioso e di numerose foto eseguite con alti ISO.

    L’obiettivo: per ora il solo Nikkor Z 24-70/4 S Line del Kit. E’ un ottimo zoom direi pari al mio Sigma 24-35/2 anche se paga due stop di luminosità. E’ compatto, silenzioso e rapido nella messa a fuoco. Di seguito posto alcune immagini ed i relativi ingrandimenti di particolari al 100%, dove si può notare la nitidezza dell’ottica anche ai bordi.

    Speriamo, comunque, che i prossimi zoom non mantengano la necessità di essere sbloccati per attivare la ripresa, come accadeva anche con gli zoom della serie One. E’ solo un’inutile passaggio in più.

     

     

    ZSC_0197.thumb.jpg.fb9297d77d86a415f9e09c804cb5d629.jpg   Aston Martin Le Mans del 1933 (Focale 26,5 - F. 5,6 - ISO 1800 - 1/100) ZSC_0197-2.thumb.jpg.3da1bcc3c54aa31e9e941bd03f2652a3.jpg  Crop 100%

    ZSC_0238.jpg.c832dce138d3f34d7e953b613dd8a0de.jpg

    Aston Martin DB4 del 1959 (focale 41 - F. 5,6 - ISO 280 - 1/100)

    ZSC_0238_1.thumb.jpg.538873d7df035e8b8b0a280b44b651e4.jpg Crop 100%

    ZSC_0301.jpg.8dbbd4ff1478d2a8d3170602a5b89e95.jpg 

    Ferrari 365 GTC 4 del 1971 (Focale 53 - F. 5,6 - ISO 140 - 1/100) 

    ZSC_0301-2.thumb.jpg.8c7e4653ccdba5b842a6aedbd936461b.jpg  Crop 100%

    ZSC_0377.jpg.ba344182fc4f9f6f033154a7f3595511.jpg  

    Stand Porsche – auto restaurate in attesa di premiazione (Focale 28,5 - F. 5,6 - ISO 320 - 1/100)  

    ZSC_0377-2.jpg.b855efad678146e162d56854e400efa6.jpgCrop 100%

    ZSC_0541.jpg.ebe5188580c76f2c8e8e50e385cf8c05.jpg 

    Motore Ferrari V12 Tipo 125 di 2953cc montato su una Ferrari 250 GT Boano del 1956  (Focale 24 - F. 5,6 - ISO 5000 - 1/100)

    ZSC_0541-2.thumb.jpg.3f3d313845af96a0fae6d74bc264f858.jpg Crop 100%

    ZSC_0573.thumb.jpg.9f29168075121b27ae0e05c7caafdcef.jpg ZSC_0573-2.thumb.jpg.5052a3d63f6809cca0523432e604a306.jpg

    Alfa Romeo Giulia Sprint Speciale del 1964  (Focale 70 - F. 5,6 - ISO 720 - 1/100)                                                                                                Crop 100%

    ZSC_0591.jpg.429fd8f8850bb3dfdf8dbf173ce851e8.jpg  

    Maserati 3500 GT del 1960 (focale 48 - F. 5,6 - ISO 640 - 1/100) ZSC_0591-2.jpg.da794da936c0732e0e63c06e91b91cc2.jpg  Crop 100%

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    Motore Maserati 8V 4200 del 1963 che equipaggiava la Maserati Quattroporte del 1963 (Focale 29,5 - F. 5,6 - ISO 7200 - 1/100)

    ZSC_0598-2.jpg.5082ba2d58ce06f8ed511301a7f3e08c.jpg  Crop 100%

    Le foto sono state effettuate tutte a mano libera

    FTZ: una sola parola, efficientissimo. Non fosse per il rumore del VR del 70/200 non avverti differenze prestazionali. Ottimo anche con il Sigma.

    La Z 7 è divertente e facile da usare anche in modalità manual focus, ma di una cosa sono certo, non ci monterò i miei cari AIS, che resteranno nella vetrina della mia stanza dei giochi in bella mostra con la F 3. Per cui avanti con lo zoom dedicato, il 24-35/2 ed il 70-200/4 “effetizzati”. Resto, comunque, in attesa che Nikon mantenga gli impegni presi con la roadmap, ad iniziare dal 50/1,8 (previsto per dicembre) e successivamente del 20/1,8 e del 70/200 (previsti per il 2019), per mandare in pensione l’FTZ, seppure stia dimostrando tutta la sua efficacia. Non è previsto nella roadmap, ma confido anche in un 105 micro, per completare le necessità e le voglie.

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    Tramonto a Volpaia (24/70 - focale 24 - F. 5,6 - ISO 160 - 1/100)

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    Tramonto a Volpaia (24/70- focale 70 - F. 5,6 - ISO 200 - 1/100)

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    Vallombrosa - la foresta (24/70 - focale 64 - F. 5,6 - ISO 64 - 15 Sec.)

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    Limone selvatico (70/200 - focale 200 - F. 5,6 - ISO 64 - 1/320)

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    Fiore di Cardo selvatico (70/200 - focale 200 - F. 5,6 - ISO 560 - 1/160)

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    Loc. Casa Maggio  (70/200 - focale 120 - F. 5,6 - ISO 64 - 1/160)

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    Evoluzioni di storni (70/200 - focale 70 - F. 5,6 - ISO 640 - 1/160)

    ZSC_0883.thumb.jpg.b482f332d7af19c168549e80b557507f.jpg (70/200 - focale 70 - F. 5,6 - ISO 400 - 1/160)

    ZSC_0884.thumb.jpg.b68fbf45172b0529add5fad05f318e51.jpg (70/200 - focale 70 - F. 5,6 - ISO 560 - 1/160)ZSC_0888.thumb.jpg.2174e7db4627115124d9346b7f55a664.jpg (70/200 - focale 70 - F. 5,6 - ISO 640 - 1/160)

     

     

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  20. Finalmente, c’è l’ho fatta: sono andata al Lucca Comics!!!

    Il più importante appuntamento italiano dedicato ai fumetti, ai giochi di ruolo e da tavolo, ai videogiochi e fantasy. La fiera del Lucca Comics è considerata la più importante in Europa e forse seconda solo al Comic-Con di San Diego.

    Immaginatevi l’intero centro storico dentro le mura di Lucca e al suo interno migliaia di espositori, fumetterie, associazioni ludico-culturali e migliaia e migliaia di cosplayer.

    Durane l’evento oltre gli espositori si svolgono concerti, proiezioni di anteprime, incontri con autori, tornei di giochi di ruolo e varie parate di cosplayer.

    Pensate a un personaggio dei fumetti, di fantasy o fantascienza… c’era!!! Una folla sconfinata di cosplayers, dai personaggi di Star Wars a quelli di Walking Dead, dai personaggi di Overwatch a quelli di World of Warcraft e ovviamente non potevano mancare i personaggi Marvel e i grandi classici come Nightmare o IT.

    E ora vi lascio un estratto di alcune anteprime delle foto che ho fatto… ovviamente ogni suggerimento e/o commento è ben accetto!!!

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  21. E' un bell'obiettivo e non avrei mai pensato di metterlo in vendita, ma usarlo sulla nuova D850 e sacrificare più di metà sensore, non mi va giù.
    Avevo già previsto che sarebbe stato da cambiare in favore di un wide fisso (24) o zoom (24-35) stesso brand stessa linea.
    L'ho acquistato per la D7100 sostituendo il 18-105,  e da quel momento ho finalmente potuto godere di immagini migliori senza limiti di luce anche nelle chiese.
    A mio parere va bene anche sulla D850 a patto di accettare i limiti del fatto che è ottimizzato per il sensore DX e dell'angolo di campo risultante.
    Inserisco qui di seguito alcune immagini di test alla buona, per rispondere ad una richiesta di Max Aquila su come va agli angoli; sono foto, convertite in JPG senza nessuna PP, di un muro esterno alla minima focale (18) ed alla massima (35), da tutta apertura (F1,8) fino ad F8.
    Per tutte tempo fisso di 1/125 ed ISO da 320 fino a 6400 per quelle ad F8, in questa uggiosa giornata di oggi 28 ottobre 2018 alle 17:15:

    35mm F1,8

    DSC_0461.thumb.jpg.25525ace0f47ffa6d96d02f47240b2ef.jpg

    35mm F2,8

    DSC_0462.thumb.jpg.b50a0197f24bda456cbd63e484ddb83a.jpg

    35mm F4

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    35mm F5,6

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    35mm F8

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    18mm F8

    DSC_0466.thumb.jpg.55f6edc76584f98cdc5e161bfbee6f74.jpg

    18mm F5,6

    DSC_0468.thumb.jpg.e3e940141ec5dad602f81d48be26ef35.jpg

    18mm F4

    DSC_0469.thumb.jpg.62fc2fb93c1d74404fe6cf92edbb54c6.jpg

    18mm F2,8

    DSC_0470.thumb.jpg.bafc88b371c9312dde35261942918d68.jpg

    18mm 1,8

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    Ora basta con i test sui muri e vediamo come funziona dal vero su questo monumento posto all'ingresso dell'ippodromo San Siro di Milano

    35mm F2,8

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    35mm F4

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    35mm F5

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    Ecco come viene reso il soggetto in una giornata di tempo variabile ( 21 ottobre 2018) con il sole in alto a sinistra che quasi entra nell'obiettivo.
    A me non sembra un pessimo risultato considerando che siamo a 20mpx di risoluzione massima utilizzata, sui 46mpx della D850.
    E sulla D7100 non va peggio.

  22. Comments

    Nick Brandt il fotografo di natura con l’anima al posto del obiettivo.

    Si possono fare le foto della natura selvaggia in B&W?  La risposta e’ si, se consideriamo questi scatti del fotografo britannico Nick Brandt. Non sono fatti con la macchina fotografica, sono fatti con la sua anima. Sono immagini poetiche, spettacolari e di forte impatto. Vibrano di vita anche se manca il colore. Anzi l’assenza cromatica ci svela una nuova dimensione, un mondo tutto da scoprire che le nostre macchine non hanno l’automatismo che consenta loro di vederlo, ci vuole l’occhio umano allineato al cuore.

     

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    Per Nick Brandt, la fotografia è allo stesso tempo un mezzo di espressione artistica e un modo per focalizzare l'attenzione sulle specie in via di estinzione. Le sue fotografie belle, elegiache e spesso malinconiche sono guidate dalla sua passione per gli animali e dalla sua ambizione di aiutare a salvare la popolazione selvatica in declino dell'Africa.

    Ha iniziato a dedicarsi alla fotografia nel 2000 dopo una carriera di successo come regista di spot pubblicitari e video pop. Ha lavorato con artisti come Moby, XTC e più famosi come Michael Jackson, e per la prima volta ha visitato l'Africa orientale durante le riprese del video di Jackson's Earth Song. È stato l'inizio di una passione per questa regione e la sua natura selvaggia che ha cambiato la vita di Nick. "C'è qualcosa di profondamente iconico, persino mitologico, riguardo agli animali dell'Africa orientale e meridionale", ha scritto nel suo libro On This Earth (2005).

     

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    Brandt avvicina i suoi soggetti da una prospettiva artistica. Mentre la fauna selvatica tradizionale i fotografi sparano a colori, le sue immagini sono in bianco e nero; invece di usare il kit digitale, sceglie una fotocamera a pellicola Pentax 67 II di medio formato e sebbene molti dei suoi contemporanei utilizzino lunghi teleobiettivi, Brandt preferisce avvicinarsi al soggetto usando obiettivi molto più corti. Forse la caratteristica più distintiva del suo lavoro è che evita completamente i drammatici colpi di azione animale, come la caccia e l'uccisione. Le immagini di Brandt di solito prendono la forma di ritratti statici e meditativi che mostrano gli animali come individui. 'Voglio avere un vero senso di connessione intima con ciascuno degli animali - con quello scimpanzé specifico, quel particolare leone o elefante di fronte a me ", scrisse in On This Earth. "Credo che essere così vicino all'animale faccia una grande differenza nella capacità del fotografo di rivelare la sua personalità.

    In questo modo, Brandt ci invita a guardare di nuovo alle specie conosciute e a riacquistare un senso di meraviglia per quanto siano davvero straordinarie. L'originalità delle fotografie di Brandt ha portato inevitabilmente alla speculazione su come esattamente sono state create. Usa solo tre obiettivi: 55 mm, 105 mm e 200 mm (quest'ultimo è equivalente a circa 100 mm in termini di 35 mm). Preferisce usare la pellicola Kodak T-Max 100 e scatta attraverso pesanti filtri ND grad e rossi. Dopo lo sviluppo convenzionale, le immagini vengono ulteriormente perfezionate nella fase di post-acquisizione dopo essere state digitalizzate in Photoshop. Sebbene utilizzi tecniche digitali per migliorare le sue immagini attraverso un maggiore dettaglio delle ombre e una gamma tonale, rifiuta le manomissioni più evidenti, come la "clonazione" di animali aggiuntivi o la sostituzione di cieli. A volte la perfetta collocazione di animali in una scena ha portato alcuni critici a chiedersi se le sue immagini siano state alterate digitalmente. Tuttavia, Brandt insiste che le sue fotografie derivano da molte ore, giorni e talvolta settimane di pazienza in attesa che tutti gli elementi si uniscano, piuttosto che usare una soluzione rapida di post-elaborazione.

     

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    On this earth 2000-2004

     

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    A shadow falls 2008-2009

     

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    La sua prima mostra, nel 2004, seguita da On This Earth un anno dopo, ha rapidamente consolidato Brandt come una delle principali nuove voci nella fotografia d'arte (lui, tuttavia, era estremamente scontento della qualità di stampa del libro e da allora lo ha rinnegato). La sua seconda collezione, A Shadow Falls (2009), ha ulteriormente cementato la sua reputazione, seguita da On This Earth, A Shadow Falls (2010), una raccolta delle migliori immagini dei due libri con una qualità di stampa notevolmente migliorata. Nel 2010, Brandt ha iniziato a lavorare al terzo nella sua trilogia di libri. Queste immagini sono molto più scure e più scure di quelle girate negli anni precedenti e riflettono la crescente rabbia e disperazione di Brandt al ritmo accelerato della distruzione della fauna africana.

    Brandt dice di essere sempre stato pessimista sul futuro degli animali, ma che dopo il 2008 le cose si sono deteriorate ancora di più di quanto avesse previsto. Ad esempio, secondo alcuni esperti, l'aumento della domanda di avorio, in particolare dalla Cina, ha provocato la morte di almeno il 10% della popolazione di elefanti ogni anno. Gli animali uccisi hanno incluso molti elefanti particolari presenti nei precedenti lavori di Brandt. Le sue immagini più recenti includono una fotografia di una lunga fila di guardie forestali che tengono le zanne di elefanti uccisi dai bracconieri (un severo aggiornamento della sua prima fotografia di un branco di elefanti che cammina in fila), un cranio di giraffa in un vuoto, prosciugato paesaggio e resti calcificati di animali morti che Brandt è risorto in una macabra ri-creazione delle creature che erano una volta.

    Queste fotografie sono una potente condanna del nostro fallimento collettivo nel porre fine alla distruzione di queste specie un tempo abbondanti. La convinzione di Brandt che è necessaria un'azione urgente per arrestare il drammatico declino del numero di animali lo ha portato, nel settembre 2010, a fondare la Big Life Foundation, un'organizzazione senza scopo di lucro che mira a porre fine al bracconaggio e conservare gli animali nel loro habitat naturale . La grande vita ha ha finanziato l'assunzione di un certo numero di ranger per pattugliare il Parco Nazionale di Amboseli in Kenya, con il risultato che molti bracconieri sono stati arrestati. In effetti, gli sforzi della Fondazione hanno avuto un tale successo che Brandt intende estendere la propria area operativa.

     

     

    Nick Brandt Across the ravaged land (2010-2012)

     

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    Parte del testo e' stato tradotto dall'intervista che ha rilasciato Nick Brandt al David Clark il 20/02/2012

    Website:  www.nickbrandt.com

     

     

     

     

     

     

     

     

  23. Silvio Renesto
    Latest Entry

    La serie di Quattro chiacchiere con...  si chiude in bellezza con l'intervista al co-fondatore e anima vivace di Nikonland. Non ha bisogno dia presentazioni è lui: Mauro Maratta.

    Raccontaci qualcosa di te
    Ho da un pezzo passato i cinquanta anni ed ho rinunciato ancora da prima a tenere sotto controllo il mio "peso forma".
    Il mio lavoro é tra le cose più lontane al mondo dall'espressione fotografica o dall'arte in genere.
    Perchè io considero la fotografia come un mezzo di espressione, alla pari con le altre forme di arte e non certamente come una forma di riproduzione meccanica fedele.
    Io come fotografo non mi sento affatto un cronista o un "contastorie", ma un pittore o un compositore. Fotografare per me è il sistema più facile per esprimere la mia creatività.
    Da giovane studiavo musica e sognavo di diventare organista o direttore d'orchestra. Ma non ne avevo né il talento né lo spirito d'abnegazione necessari.
    Sono pigro e trovo sempre più pratiche le scorciatoie. Fotografare è - in apparenza - molto meno impegnativo. Ecco perchè !

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    Quando e come ti è nata la passione per la fotografia?
    Confesso che non mi sono mai interessato particolarmente alla fotografia fino ai venti anni di età.
    Le mie forme espressive più naturali sono la musica e la pittura.
    In casa c'era una Zeiss Contessa deputata alle foto familiari che usava mio padre esponendo aiutandosi con un misterioso foglietto piegato e riposto dentro l'astuccio della fotocamera (di quelle a soffietto, avete presente ?). Da grande ho poi scoperto che l'esposimetro era guasto e nel foglietto c'erano le coppie tipo di diaframma/tempo. Ma all'epoca non mi interessava per nulla.
    Tutto il mio interesse si riversava sulle macchinine, sui modelli da costruire, sui dischi di musica classica.
    La mia prima esperenza fotografica risale all'epoca del mio primo alano - Lisa - e di un regalo inaspettato, una Polaroid.
    Le foto erano pessime ma vedere lo scatto del mio cane che si materializzava in pochi minuti era emozionante.

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    Nikon perchè? Un caso o una scelta? E quando hai iniziato?

    Quindi con uno dei miei primi stipendi, nel 1983, finii per acquistare prima il mio primo vero impianto stereo con cui valorizzare i miei dischi e poi, solo poi, la mia prima macchina fotografica.
    Non ne sapevo nulla e quindi come mia abitudine mi documentai approfonditamente prima dell'acquisto. Tanto da capire che doveva essere una reflex. Che doveva avere un obiettivo fisso di qualità molto luminoso. Che doveva essere una macchina seria ed affidabile. Quindi uscii dal negozio con uno stipendio in meno e una Nikon FE2 e un Nikkor 50/1.4 AIs in più.

     

    Qual'è il tuo genere preferito oggi?

    Fotografo le cose vive - anche quelle animate da motori potenti - che mi guardano. Sostanzialmente i miei simili.
    Ma mi devono poter guardare negli occhi, come io guardo negli occhi loro.
    In fondo considero creature vive anche le automobili sportive. Gli aerei e le locomotive. Hanno anche loro occhi, cuore, braccia e gambe.
    E i fiori, che io cerco di fotografare come se fossero persone, quando ci riesco.
    Ho sempre fotografato questo e non mi riesce di stancarmi mentre il resto mi annoia.

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    Come ti trovi? Cosa ti manca?

    Ho sempre avuto la fortuna di potermi permettere il meglio del mercato. Se c'è qualcosa che mi manca, presto o tardi sarà disponibile.
    In generale per me la pellicola_è_una_cosa_fragile_che_puzza che non ho mai apprezzato, sono nato digitale per tutto quanto; i megapixel non sono mai abbastanza così come la focale che sto usando é sempre troppo corta. Già ad 85mm mi sento a disagio, quasi come se avessi un grandangolare in mano ...
    Ultimamente, per curiosità, ho usato materiale fotografico di altri marchi per vedere se dall'altro lato della siepe l'erba era altrettanto verde. Ho trovato la stessa risposta di quando ho scelto la mia prima Nikon. E non penso che mi avventurerò più fuori dal confine della Contea.
    Ho apparecchi che hanno svariate decine o centinaia di migliaia di scatti all'attivo, eppure sembrano nuovi appena acquistati. Facilità d'uso, ergonomia e tenuta nel tempo.
    Che altro chiedere di più ?

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    Oltre alla fotografia hai altre passioni o interessi?

    In realtà dovrei rispondere che oltre alle mie passioni, c'è anche la fotografia. La fotografia spesso è semplicemente la scusa per vincere la pigrizia e la ritrosia verso il mio prossimo ed andare là dove posso fotografare, con la scusa di fotografare ciò che mi piace. Proprio non riesco a fotografare qualcosa che non mi appassiona, non mi piace, trovo brutta o non mi parla !
    La mia più grande passione è la musica - quella cosiddetta "classica" - e poi la storia, quella militare in particolare. Mi interessano poi molte altre cose che mi appassionano ma che ho accantonato in attesa di riavere tutto il mio tempo per me (e non dovrebbe mancare oramai tantissimo tempo, toccando ferro !).

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    Fotografi i soggetti o gli oggetti di queste altre passioni? 

    La musica non si può fotografare ma le belle donne e le automobili da sogno che non mi potrò mai permettere nemmeno di provare, quelle si ! Va bene come risposta ?

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    Qual'è la foto, o il portfolio, il progetto fotografico da te realizzato a cui sei più affezionato?

    La realizzazione di una promessa fatta ad una ex-modella tanti anni fa. Essere l'ultimo a fotografarla prima che smettesse di posare.
    Il risultato sono più di 9000 foto molto personali che non mi piace condividere con gli altri ma che resteranno per sempre nella mia memoria e con cui mi confronterò per sempre, probabilmente incapace di andare oltre, in termini di coinvolgimento e di tensione emotiva e creativa.

     

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    E in futuro?

    Nell'immediato futuro voglio dedicarmi ancora di più a fotografare ciò che, facilmente, dopo non potrò più avvicinare come posso oggi.
    Più avanti non lo so. Come vi sto dicendo, per me la fotografia è tutt'altro che il fine, è un mezzo. E in futuro avrò modo di utilizzare più continuamente anche altri mezzi, con ritmi più tranquilli di oggi.
     

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    Nikonland, perchè?

    Bella domanda. Ci vorrebbe un libro solo per rispondere a questa. Diciamo che Max ed io ci siamo buttati in questa avventura perchè gli altri siti dell'epoca, non ci sembravano abbastanza nikonisti. O se lo erano, il vero motore non era la nostra stessa passione. Può bastare ?

     

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    Cosa ha rappresentato Nikonland e cosa rappresenta oggi?

    Grazie a Nikonland ho conosciuto tante persone care, con alcune ho costruito veri rapporti di amicizia duratura. Con molti ho avuto ed ho contatti frequenti. Qualcosa di inestimabile.
    Spesso Nikonland è lo sfogo principale della mia necessità di comunicare e di scrivere. La scusa è il test di un apparecchio, il vero scopo e dire agli altri le cose che penso.
    Metterlo a fattor comune, insieme alle esperienze di altri amici che condividono la mia stessa inclinazione per Nikon è un moltiplicatore che ha consentito al sito di arrivare fino ad oggi a 12 anni dal lancio.
    Oggi forse ci sono online meno contatti, ma è normale, quando pensiamo che per molti oramai uno smartphone è più che sufficiente per fotografare.
    Per quelli - sempre meno - per i quali una Nikon resterà invece l'unica risposta all'esigenza di avere una fedele compagna fotografica, Nikonland é parimenti l'unica voce fuori dal coro nella lingua del si.
    Averla fatta nascere ed aver contribuito a creare quella sottile rete di relazioni umane che l'ha alimentata, sarà sempre motivo di orgoglio per me.
    Ma Nikon, prima che Nikonland, per sempre. Non credete ?

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