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  1. L'editor di questo sito legge tutto quanto viene pubblicato su Nikonland.
    E se trova un contributo di particolare interesse che ritiene sia il caso di mettere in evidenza per facilitarne la lettura anche ai più distratti, allora lo promuove tra i titoli Scelti per Voi.
     

    Scelti per Voi è una scelta del menù principale, visibile a tutti anche ai frettolosi, il link è questo (qui)

    Il contenuto cambia per tempo ma non in base a regole temporali precisi, piuttosto in base ai contributi offerti dagli iscritti.

    In questo preciso istante si presenta così :

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    ma potrebbe cambiare.

    Nella pagina troverete una o più foto tratte dal contributo e l'incipit del testo.
    Starà a voi poi seguire il link per prendere visione dell'intero articolo.

    Vi ricordo che - se siete iscritti - avete l'obbligo morale di dare una valutazione di quanto avete letto, se vi ha colpito (sia positivamente che negativamente).

    _____________________________
    Il Sorridente

  2. Silvio Renesto
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    Chi ha letto la mia intervista
    a Francesco Tomasinelli, sa già che a Varese presso i Musei Civici di Villa Mirabello, piazza della Motta 4; è allestita la mostra "Alieni. La conquista dell'Italia di piante ed animali introdotti dall'Uomo",che durerà fino a fine maggio 2018. E' una mostra sia fotografica (con fotografie  di Tomasinelli e di Marco Colombo, quest'ultimo vincitore del Wildlife Photogapher of the year  2016 per la sezione rettili ed anfibi)  che naturalistica con  terrari con esemplari  vivi.

    Le conferenze , ad ingresso gratuito e pensate per un pubblico ampio,  saranno  dedicate al concetto di "alieno" , sia in senso biologico-naturalistico (= specie estranea  introdotta artificialmente dall'uomo), sia sotto una più ampia prospettiva, con attenzione anche al mondo della medicina, della storia, della filosofia e dell'arte. Le conferenze si terranno presso la Sala del Risorgimento del Museo  ogni venerdì (salvo festività) dalle 17.30 alle 18.30.

     

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    Segnalo in particolare la prima conferenza del 19 gennaio, tenuta dal mio collega Adriano Martinoli (zoologo, esperto di Mammiferi): "Gli strani fenomeni del mondo animale: tornati, arrivati, introdotti. Come l’uomo influenza la fauna (e la fauna l’uomo…)": Non tutti i fenomeni che accadono in natura e riguardano le specie animali avvengono perché l’uomo “ci ha messo lo zampino”, per fortuna le le comunità di animali  mantengono molte delle loro libertà “adattative”... Ma quando accade che l’uomo vuole, direttamente o indirettamente, dirigere le danze, i risultati spesso sono catastrofici.

    E...  naturalmente :P ... la mia,  del 2 marzo (non temete, tornerò a seccarvi in prossimità della data ;) ) : Convergenze evolutive, invasioni aliene e cambiamento climatico: il Grande Interscambio Americano:  I Mammiferi del Sud America si erano evoluti in condizioni di isolamento dagli altri continenti, sviluppando forme uniche.  3 milioni di anni fa l'emersione dell' l'istmo di Panama  unì le due Americhe  e si ebbe una intensa migrazione di animali nei due sensi, il Grande Interscambio. Scambio impari: ben poche specie sudamericane ebberon successo in Centro e Nord America, mentre in Sud America  gran parte delle specie native  vennero sostituite dagli invasori nordamericani, più competitivi. Ultimo atto,  12.000 anni fa un micidiale cocktail di cambiamento climatico e (guarda caso)  e arrivo dell'Uomo nelle Americhe,  provocò l'estinzione di quasi tutti i Grandi Mammiferi nelle due Americhe  (lo sapevate che in America c'erano i Cammelli e i Mammut, vero?). 

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    Se non avete di meglio da fare e siete in zona, potrebbe essere un'occasione per scambiare quattro chiacchiere fra nikonlander. ;) 

    Qui il Link alla mostra.

     

     

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    Lo svasso maggiore  (Podiceps cristatus) è il più grande e anche il più comune degli svassi europei. Negli sparuti canneti del basso Garda veronese, dove bazzico io, non è molto visibile negli altri periodi dell’anno, ma nel periodo della nidificazione si fa molto numeroso e diventa l’oggetto di notevole attenzione di fotografi più o meno naturalisti.

    Nonostante abbia innumerevoli foto di questo uccello, tutti gli anni  ritorno a seguirne i rituali, le lotte e l’allevamento dei piccoli di questo strano e schiamazzante uccello.  Prevedendo che per difficoltà motorie quest’anno frequenterò di meno questo luogo, vi propongo una piccola selezione del 2017.

    Già da febbraio si formano le coppie e cominciano le scenografiche  lotte fra i maschi. I maschi accoppiati difendono il territorio pattugliando  l’acqua antistante il nido  emettendo sgradevoli richiami molto forti. I single sviluppano una continua azione di disturbo che molte volte si conclude momentaneamente con la lotta.  Lotte che sono teatralmente molto spettacolari, all’apparenza violente ma non sono mai cruente.

    Da febbraio a giugno, gran parte del tempo è impiegato nel corteggiamento con i soliti rituali molto affascinanti.

    Nella mia zona, grazie ad una gestione demenziale del canneto, le nascite sono abbastanza rare. Ma una volta nati i pulcini, ingozzati incessantemente dai genitori, crescono velocemente e vanno a incrementare il gruppo.

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  3. Paolo Mudu
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    Per abituarmi al digitale cosa c'è di meglio di un viaggetto?!

    Era il 2004 e volevo finalmente viaggiare leggero. Coolpix 5400. Peccato non registrasse in il RAW!

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    Andrea Zampieron
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    Ho approfittato del passaggio di un gregge di pecore in paese,che dire hanno sempre il loro fascino

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    I Depeche Mode sono uno dei miei gruppi preferiti e sono sempre rimasto affascinato dai loro video opera quasi tutti di Anton Corbijn che oltre ad essere regista è anche fotografo, avendo immortalato molte star internazionali con uno sitile che mi piace molto: b/n molto contrastato, spesso di scarsa qualità (sgranato, sfocato), ma di forte impatto, in una intervista ho letto usi ancora l'analogico.

    I miei video preferiti:

    Depeche Mode - Behind The Wheel

    Depeche Mode - Never Let Me Down Again

    Depeche Mode - Strangelove

    Depeche Mode - it's no good

     

     

    Di seguito una biografia trovata in rete su l'indipendente

     

    La carriera di Anton Corbijn, fotografo, videomaker e regista olandese ha inizio nel 1972 quando si reca ad un concerto dei Solution, immortalando la pop band con una macchina fotografica presa in prestito dal padre. Il binomio musica-immagini sarà da quel momento la cifra distintiva che caratterizzerà la sua brillante parabola artistica.
    La passione per la musica lo spinge, sul finire degli anni Settanta, a trasferirsi a Londra dove inizia a frequentare la scena post-punk che lo ispira a tal punto da diventarne il maggiore interprete visivo.

    “I moved from Holland to England in ’79 because of Joy Division”, racconterà Corbijn, ed è proprio ai Joy Division che il fotografo scatterà la prima foto famosa entrata nella storia dell’immaginario visivo musicale del tempo, quella con la band di spalle in cammino sotto ad una galleria ed il solo Ian Curtis fermo a guardare indietro. Immagine bellissima ed incredibilmente premonitrice se si pensa alla storia futura dei New Order e al destino spezzato di Ian.

    I Joy Division fotografati da Anton Corbijn I Joy Division fotografati da Anton Corbijn

    Negli stessi anni collabora con il New Musical Express, il maggiore settimanale di musica inglese e molti dei suoi lavori vengono pubblicati su riviste come Vogue, Rolling Stone, Us, Details, Elle, Max ed Entertainment Weekly. Le mostre delle opere di Anton Corbijn hanno riscosso un enorme successo in tutta Europa e possono essere ammirate in musei, gallerie e in 14 libri finora pubblicati. Inoltre, il suo lavoro figura su circa 100 copertine di dischi o CD per artisti quali U2, R.E.M., The Bee Gees, Travis, Morrissey, The Rolling Stones, John Lee Hooker, Bryan Ferry, Herbert Grönemeyer, The Killers, Bruce Springsteen, James Last, JJ Cale, Nick Cave, Marianne Faithfull, Tom Waits.

    Morrissey fotografato da Anton Corbijn Morrissey fotografato da Anton Corbijn

    Ma l’incontro più importante Corbijn lo fece prima con gli U2, con i quali instaurò un rapporto così stretto che Michael Stipe dei REM definì “un matrimonio”, e poi con i Depeche Mode. Due band importantissime che le visioni di Corbijn contribuirono a lanciare nell’olimpo musicale.

     

    Il sodalizio con i Depeche Mode

    Il primo scatto con i Depeche Mode risale al 1980. Si trattava di realizzare una copertina per il NME e Corbijn lo ricorda così:

    It was a colour shot and I had Dave at the front and the others behind him; I focused on them and not on Dave. They were in very sharp focus, he was wearing a bright-pink shirt and it was very blurred. I don’t think Dave was expecting that.

    La copertina di NME con i Depeche Mode scattati da Anton Corbijn - 1981 La copertina di NME con i Depeche Mode scattati da Anton Corbijn – 1981

    Passarono quattro anni prima di poter collaborare nuovamente insieme per il singolo “A Question of Time”, di cui Corbijn girò il video, e poi altri nove mesi di reciproca assenza, fino al tragico episodio di overdose di cui fu vittima Dave Gahan, dopo il quale i due si sono ritrovati e mai più lasciati, dando inizio ad un sodalizio artistico che non è mai più finito.

    Anton Corbijn è stato per i Depeche Mode una guida, un amico, un collaboratore, ne ha interpretato l’anima artistica, intervenendo spesso direttamente con le sue visioni, influenzandone l’immaginario, attraverso una simbiosi così forte che farà dire all’artista olandese: “I felt like I ended up becoming a thinking member of the band.”

    Dall’86 a oggi Corbijn ha girato infatti la maggior parte dei video del gruppo, ha realizzato tutte le copertine degli album e dei singoli dal 90 ad oggi e ha curato la regia e la scenografia dei loro concerti.

    Depeche Mode by Anton Corbijn Depeche Mode

    Corbijn racconta la musica attraverso le immagini e lo fa non soltanto per mezzo della fotografia, ma anche dei video. Siamo a metà degli anni Ottanta, in tal periodo inizia a girare come regista i suoi primi videoclip per gli artisti più disparati (a oggi più di 60): New Order, Depeche Mode, Nirvana, Red Hot Chili Peppers, U2, Metallica, Nick Cave e tantissimi altri.

    Nel 1993 vince l’MTV Music Award per Heart Shaped Box dei Nirvana (Miglior Video dell’anno), in quello stesso anno realizza un cortometraggio per la BBC, Some YoYo Stuff, un documento unico su Don Van Vliet aka Captain Beefheart.

    Nel 1994 riceve il Dutch Photography Award e nel 1995 guadagna una nomination ai Grammy per Devotional dei Depeche Mode (Miglior Video Musicale). Nel 2007 vede la luce il suo primo lungometraggio, Control, un racconto intenso e fedele sulla vita di Ian Curtis, che ottiene un buon riscontro al Festival di Cannes.

     

    Lavori recenti

    Nel 2009 collabora ancora con gli U2 dando alla luce il film del loro album No Line on The Horizon intitolato Linear, distribuito con lo stesso album o in download digitale. Nel 2012 ritorna al cinema con The American interpretato da George Clooney e Violante Placido.

    Quello di Corbijn è un lavoro enorme e prezioso, sia dal punto di vista estetico che da quello storico. La sue immagini, sempre in bilico tra sogno e realtà, illuminate da luci sfibrate e sgranate, poste all’interno di inquadrature potenti in cui dialogano dialetticamente sistemi di sfocature in primo piano e sfondi perfettamente a fuoco, esasperate ora dai contrasti in bianco e nero, ora da colori acidi, ci parlano del tentativo di afferrare l’anima di un suono (perché “i musicisti sono veramente una prolunga della musica che suonano”) a partire dalle apparenze. La vera scommessa, quindi, è proprio questa: cercare nell’apparire un senso di bellezza e verità. Corbijn ci è riuscito.

     

    Un' intervista su i-D

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    Patti Smith, New York, 1999, photo © Anton Corbijn

    È la mente brillante dietro al video "Do I Have to Say the Words?" di Bryan Adams agli inizi degli anni '90: Anton Corbijn, il fotografo, regista e graphic designer olandese che ha immortalato i rocker canadesi mentre si aggiravano per le strade di Istanbul. 

    Appena 25 anni dopo Corbijn, che si è fatto un nome scattando musicisti come i Depeche Mode e Prince, è tornato nella metropoli turca per inaugurare una exhibition, "Number 5", che verrà ospitata dalla galleria Istanbul'74 di Galatasaray. L'evento è stato aperto al pubblico in occasione della sesta edizione del festival dell'arte e della cultura, che si è conclusa il 5 giugno. "Number 5" ospita sei grandi fotografie in bianco e nero degli anni '90 (in mostra insieme per la prima volta) di Patti Smith, Nick Cave, David Bowie, Henry Rollins, Dave Grahan e Johnny Cash. Il leggendario fotografo, che ora si occupa principalmente di regia e sta attualmente finendo di girare il film biografico su Thurgood Marshall, ci ha parlato della mostra, del processo creativo e dei soggetti che sogna di scattare.

     

    Come ti sei avvicinato alla musica?
    Ero attirato dalle emozioni forti che provoca, credo. Sono cresciuto su di un'isola con un ambiente con delle regole molto rigide e dai valori protestanti, e la musica del 1964 e del 1965 parlava di un mondo che sembrava molto invitante per un giovane ragazzo che viveva in un paesino su di un'isola. Mi sembrava sempre che tutto il divertimento fosse dall'altro lato delle acque.

    Parlami del processo creativo e di come ti prepari ad uno scatto. Quante volte è spontaneo?
    Non mi servo di luci artificiali. Non mi preparo davvero alle fotografie, scatto manualmente. In un certo senso è come fotografia documentaria, ma più controllata. Uso ancora la pellicola. Il problema con le foto di oggi è che sono tutte eseguite sotto la guida di direttori artistici. C'è una figura che ti dice come dovresti fare il tuo lavoro ed è questo il motivo per il quale le foto che ne risultano non sono belle: si tratta di una persona che cerca di concretizzare le proprie idee tramite il lavoro di qualcun altro. Le mie foto sono la mia storia ed è per questo che sono diverse da quelle degli altri. Penso si tratti di un fattore molto importante. 

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    Nick Cave, London, 1996 © Anton Corbijn

    Hai immortalato David Bowie per la prima volta all'inizio degli anni '80 e hai continuato a farlo nel corso di tutta la sua carriera. Com è stato fotografarlo per così tanti anni?
    Penso che il mio primo scatto sia stato il più importante, perché gli altri sono stati commissionati da riviste. La prima foto era quella di The Elephant Man e ne ho scattate qualcuna anche più tardi un un café. Gli piacevano molto, anche se devo dire che con me si è sempre comportato da gentiluomo. Mi piaceva molto. Non penso di aver contribuito molto nella sua storia visuale in questo senso, solo per The Elephant Man.

    Cosa cerchi di catturare mentre scatti un soggetto?
    Mi piace riuscire a mostrare qualcosa di inedito che le persone non hanno mai visto prima. Voglio esprimere qualcosa di quella persona e anche di me stesso: questi tre elementi.

     

    Cosa stava accadendo mentre hai scattato la foto di Patti Smith che si può vedere alla mostra?
    Si tratta di una foto di Patti Smith. Se inizio a spiegarti troppe cose tolgo forza al potere evocativo della fotografia, quindi non lo faccio. La bellezza delle foto è che puoi rendere tue le immagini che vedi, puoi inventare una tua storia. Spiegare non fa altro che rovinare la magia.

    Hai scattato anche moltissime persone che non facevano i musicisti, tra i quali Gerhard Richter, Robert De Niro, and Naomi Campbell...
    Durante gli anni '70 e '80 ho fotografato musicisti. Negli anni '90 ho iniziato a scattare molte persone diverse, mentre in questo secolo mi sono concentrato sui pittori.

    Sono uguali per te? Oppure i musicisti sono diversi dagli artisti e gli artisti sono diversi dagli attori?
    Gli attori sono i più difficili da fotografare.

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    Henry Rollins, Los Angeles, 1993 © Anton Corbijn

    Perché?
    Perché sono coloro che hanno meno controllo su ciò che fanno. I musicisti si creano da soli e il loro look fa parte di ciò che fanno. Gli attori passano il loro tempo fingendo di essere chi non sono: è difficile per loro. Ma a me interessa l'arte, che si tratti musica, teatro, film, o dipinti. Ci sono persone che ammiro. Io cerco di incontrarle e scatto loro una foto. È così che funziona.

    Chi sogni di scattare?
    Frank Auerbach. Mi piacciono moltissimo i suoi lavori.

    E i social media? Te ne servi? O pensi che sia una democratizzazione della fotografia?
    Sì, ma penso anche che…

     

    Pensi che ci sia un sacco di spazzatura?
    Sì, proprio così.

    Qual è il tuo consiglio per gli aspiranti fotografi?
    Crea il tuo mondo, perché al giorno d'oggi tutti fotografano tutto e ogni persona si sente importante per ciò che fa. Si tratta di un momento stupendo per la fotografia e molto difficile per i fotografi. 

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    Simona85
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    Il parco divertimenti Città satellite, denominato successivamente Greenland, è stato creato tra il 1964 e il 1965, in concomitanza con il parco divertimenti , e sorge su un’area di circa 370 mila m². Nel 2002, a seguito di un sequestro causato da alcune difficoltà di gestione e irregolarità nelle norme di sicurezza e igiene, il parco fu chiuso.

    Grazie ad un’apertura straordinaria del luna park, avvenuta domenica 17 settembre 2017, sono riuscita a visitarlo. Cosa ho trovato? Beh… una vera è propria boscaglia che ha ingoiato le rovine di quello che un tempo era uno dei parchi più belli della Lombardia.

    È un posto molto suggestivo, dove il degrado del parco si mischia con le giostre per bambini, enormi pupazzi sorridenti e vecchie insegne colorate erose dal tempo… percorrendo i sentieri ormai invasi dalla vegetazione mi sentivo rapita da quel luogo un po’ nostalgico...

    Ma ora vi allego qualche scatto di quella giornata (tutte fatte con una D3300)

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    Quando pensiamo al Giappone non possiamo non pensare a uno dei suoi "prodotti" più conosciuti al mondo, quello dell'animazione, che fin dagli anni 70 ha invaso gli schermi delle nostre televisioni anche in modo indiscriminato a causa, si dice, della nascita delle Tv private.
    Ma ciò su cui vorrei puntare l'attenzione ora è il riferimento al mondo reale che l'animazione porta con sé, specie in produzioni più recenti, soprattutto quel genere che prende il nome di slice of life.
    Potrei portare diversi esempi di quanto detto

    Potrei portare diversi esempi di quanto detto ma uno concreto di cui posso parlarvi l'ho ritrovato a Uji, città della periferia meridionale di Kyoto e famosa per il suo té verde.

    Un primo luogo è il ponte stradale sull'Uji river, riprodotto tale e quale nel disegno:
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    Altro luogo è il parco dietro al Byodoin:

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    Su quella panchina mi ci sono seduto ma (per fortuna dei passanti) non mi è venuta voglia di suonare l'eufonio ;)
    Chiudo questa piccola carrellata di luoghi con un altro ponte:

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  5. Alcune settimane fa un amico, impegnato nel settore del rugby giovanile, mi ha proposto di andare a bordo campo a fotografare un torneo. Ho accettato con entusiasmo perché vedere la grinta e l'impegno che questi ragazzi portano in campo mi emoziona tantissimo. 

    In più, ed è una cosa altrettanto importante, io credo che questo sport sia veramente formativo e capace di trasmettere ai ragazzi concetti molto importanti, come il valore del lavoro di squadra e del sacrificio. Inoltre, a differenza di quanto molti pensano, non è affatto uno sport violento e, anzi, grazie anche ad un pubblico molto corretto, le partite, ed il dopo partita - il famoso "terzo tempo", scorrono con grande serenità. Cosa che purtroppo non si può dire di sport molto più seguiti come il calcio, ma questo è altro discorso...

    Fotograficamente, le situazioni sono assolutamente simili a quelle delle fotografia naturalistica: è importante cercare di anticipare quanto sta per succedere e seguirne le evoluzioni. Quindi essere veloci nel muovere il sensore di messa a fuoco, per la quale ritengo che l'impostazione migliore sia "gruppi". Così come è importante utilizzare l'esposizione manuale per evitare che i diversi sfondi finiscano per ingannare l'esposimetro, ricontrollandone e modificandone i valori mano a mano che la luce cambia con il proseguire della giornata. 

    Spero di essere riuscito a rendere l'intensità di quei momenti e, come al solito, sono graditi tutti i commenti!

    Tutte le immagini con D5 ed 80-400 AFS VR.

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    Massimo 

    7/1/2018

     

     

  6. Pedrito
    Ultimi Argomenti

    Alla voce "Blu" Wikipedia  recita: "Il blu è uno dei colori dello spettro elettromagnetico percepibili dall'uomo e appartenente quindi allo "spettro del visibile". Si trova tra il ciano e il violetto e ha una lunghezza d'onda di circa 470 nanometri. È uno dei tre colori primari additivi, insieme al verde e al rosso. Il suo colore complementare è l'arancione".

    Il Blu è un grande colore perché è quello della volta celeste che sovrasta il mondo intero. E' anche il colore del mare, profondo e sterminato, che si estende sulla maggior parte della terra.

    Cyanos, il blu greco, è il colore della sofferenza, tant'è che una persona pallida e sofferente viene definita "cianotica". E il blues è una forma di musica popolare legata ad una condizione melanconica, triste, depressa, che ha caratterizzato e caratterizza lo status e la cultura delle popolazioni nere americane, una volta in condizioni di schiavitù nel paese. Anche per gli antichi greci e per i romani il Blu non era un colore apprezzato in quanto associato agli occhi dei barbari e, pertanto, considerato negativamente in quanto straniero e diverso.

    Successivamente però il Blu diventa un colore pregiato, aristocratico, che traccia la differenza tra  i braccianti e i contadini che per campare lavoravano la terra ed erano abbronzati perché esposti costantemente al sole, e i nobili che potevano fare a meno di questa attività e che ostentavano orgogliosamente il pallore della loro pelle, simbolo di ricchezza e benessere, e sulla quale spiccavano le vene superficiali che apparivano blu: da qui l'equazione "sangue blu = sangue nobile".  

    Per me il Blu è semplicemente un colore che fa da filo conduttore ad una serie di scatti che ho raccolto e che voglio qui presentare.

    (aprire le foto)

    1.

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    2.

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    3.

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    4.

    D75_2374low-2.thumb.jpg.11100f7a427781b48a8fdaf8e0f9ac70.jpg

     

    5.

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  7. I più vecchi di NL, vecchi come iscrizione..  non penso all'età, siamo tutti giovanotti vero?   dicevamo.. i più incalliti di NL forse ricorderanno un paio di articoli miei su Alfa Romeo, bene.. oggi vi posso far vedere l'anteprima..  ( spero  ) della F1 che correrà nel 2018 con il logo del Biscione, ho chiamato il Boss oggi ma.. era preso con la 7à di Reginaldo.. e quindi non raggiungibile da noi mortali..

    L'artefatto è stato un trafiletto pubblicato sul corriere e, come purtroppo accade di sovente di questi tempi, non corretto al 100%.. forse nemmeno al 20 %.. ma sorvoliamo;  ad arese nel Museo Alfa ci doveva essere con termine al 1° gennaio una Kermesse particolare dal titolo: " Cofani Aperti " urca, mi sono detto.. si possono vedere le meraviglie  nascoste dai cofani.. e allora oggi alle 13,20 puntuale come la Peste.. eccomi..

    delusione..  atroce delusione...

    la kermesse, è finita..  chissà quando la rifaremo..   che fai?  vai via?  giammai..  vediamo cosa hanno combinato lor Messeri, se la promessa fattami tempo fa è stata mantenuta  ( quella di far ruotare le vetture esposte, perché nel loro gigantesco caveau...  omiss  omiss  )  e cosa mi trovo? la f1 portata fresca fresca..   ed io fresco fresco me la mostro..

    Poi.. se il prossimo anno farà faville o meno.. non spetta a me, io lo spero..

    Ho chiesto di poter vedere il motore, sono stato acconsentito..  mi devo presentare domani dalle 12.00 a Mezzogiorno all'ingresso principale.. oppure dalle 24.00 a Mezzanotte, però devo portare io le candele..

    Spero che possa far piacere ad alcuni di lor messeri, e nel contesto... 

     

    Buon Anno a tutti quanti..

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    Speriamo solo che un Volante simile, non diventi d'obbligo... anche sulle nostre carrette.. cielo che Emicrania...

    Chiedo scusa.. in rete vi era qualche scatto della presentazione dei primi di dicembre..   ma.. non i particolari, almeno quelli... non li hanno altri..

     

  8. Cris7-BLOG

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    cris7
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    Mi è stato chiesto di fare le fotografie per il calendario 2018 della società sportiva Bormio Ghiaccio, che pratica lo sport di pattinaggio di velocità, più propriamente Short Track.
    E' stata un'esperienza molto divertente e molto interessante dal punto di vista fotografico. Insomma una di quelle esperienze che, se si prendono un po' "seriamente", te ne fa uscire molto più "ricco" di prima.
    Senza propinarvi l'intera versione, inserisco gli scatti che reputo meglio riusciti. Ciao!

     

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  9. Ultimamente sto giocando ad Elite: Dangerous, un simulatore spaziale che, come tutti i giochi di questo genere, ha bisogno di un sacco di comandi diversi da tastiera.

    Per ovviare alla scomodità di dover imparare una ventina di tasti a memoria, mi è stato consigliato il sorftware Power Grid di Roccat. La società produce articoli da gaming, ed il Power Grid è un programma che trasforma il vostro cellulare o pad in un touch screen con tastiera dedicata al gioco che vi interessa. In questo modo ogni comando è facilmente individuabile grazie a icone, colori, etc. Il programma è del tutto gratuito.

    Vi starete domandando: “ok, ma a noi che ce ne frega?”. Magari frega perché c’è anche la tastiera dedicata a Photoshop. Vediamo come installare il tutto.

    La prima cosa da fare è puntare il browser al sito Roccat, in particolar modo alla pagina dedicata al Power Grid  

    Qui bisogna premere il tastone download in azzurro ed installare il pacchetto.

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    Dopodiché è necessario andare alla sezione “store” nel menù in alto (non vi preoccupate, è comunque gratuita) e scaricare la griglia dedicata a Photoshop. Ce ne sono svariate, si possono trovare tramite l’apposita casella di ricerca,e  potete vedere le preview per scegliere quella che più vi piace. Scaricatela ed installate il pacchetto.

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    Aprite il software desktop, nella finestra che si aprirà selezionate la griglia “Photoshop”

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    e premete “Add to bar”

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    Ci siamo quasi: andate col dispositivo mobile all’ Appstore o su Google Play, e scaricate l’app gemella. Installate anche questa, e ci siamo quasi.

    Ora si deve lanciare l’app su desktop e su mobile, ed effettuare il pairing inserendo l’indirizzo IP del vostro computer, e premendo poi su connect.

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     Fatto questo, si aprirà la schermata sul vostro cellulare / tablet, e potrete utilizzare comodamente tutte le scorciatoie da tastiera comodamente allineate in icone.

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    Onestamente è molto più difficile da spiegare che da farsi, ma se avete domande son qui :)

  10. Ci fu un giorno in cui, per una strana congiunzione astrale, mi sono ritrovato particolarmente in sintonia con un luogo (per me il più bello del mondo a prescindere) in un tempo (insieme di momenti e luce), con il mio corredino e con me stesso, libero da pensieri e pare. Ero partito senza troppe pretese con quello che la mattina stessa mi aveva ispirato: il Samy 14mm, il 24 D, il 180 D e il 105 Ai con la D750. Abitando ad un'ora da Venezia ed avendo l'HD (e i raccoglitori di negativi) pieni di foto di Venezia non è che dovessi per forza documentare il "bello". Volevo solo divertirmi con la macchina fotografica.

    Di prima mattina con il Samyang 14mm

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    Come dite? Cartoline? Ma si certo, mi chiamo mica Gianni Berengo Gardin? E infatti con il 14mm da che mondo è mondo si deformano le prospettive no?

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    La Scala esterna di Palazzo Contarini "del Bovolo" oh, finalmente dopo anni sono riuscito ad andarci... incantevole veramente... Ok però adesso basta con 'sto 14! Vai di 180!

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    Per finire con il 105 Ai e con il 24D per una Venezia che è quella che mi ha fatto innamorare, quella più intima e nascosta... 25317249056_b76d2213a1_k.thumb.jpg.9e35cea688bedbe7b39ad13ee3e00e31.jpg24737267194_914a69cacd_k.thumb.jpg.0eef98d8cce9a5c87874759daa991a38.jpgquella delle ciacole nel campo... 25254559982_8cfd15852a_k.thumb.jpg.105e04e90a24dc947ea420e03320e226.jpgquella della laguna e dei silenzi....25376009175_3c162c6e59_k.thumb.jpg.8c04c2db4428e8412f5920743db68065.jpgquella dei choistri e dei gioielli nascosti....25083539220_4e2dbc9682_k.thumb.jpg.702995d18bd5cc7e0c8767d418f0f121.jpg25151768530_b7a8de0431_k.thumb.jpg.676756696d7fd711af5d54ba5ec8ca61.jpg25447604275_fbb56a57e1_k.thumb.jpg.5e12fd4a278ce393fb13f3a85055d6f2.jpg

    Ok, scusate la lunghezza e la prolissità (ma si dice?)... volevo solo dire che Venezia mi piace un sacco e che per divertirsi talvolta sia necessario avere solo un pò di spirito sbarazzino...

    Personalmente non do troppo merito agli obiettivi e agli strumenti ma solo ad una situazione di "sgombero mentale" che, lungi dall'avere prodotto qualcosa di valido (a scanso di equivoci sono croste.... ma sono le mie croste 9_9), mi ha fatto divertire... ecco divertire è la parola giusta....

    C'è anche un pò di post-produzione, ma sono riuscito anche li (strano) a mettermi nella situazione che mi "facessero sentire bene" comunque... E' anche un piccolo "omaggio" ad alcuni strumenti che presto o tardi partiranno da casa mia...

     

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  11. Muncias

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    Ile De Camargue , così la chiamano i Francesi , un territorio stretto tra i due bracci del Rodano , 800 kmq completamente pianeggianti con un dislivello di 5 m tra il punto più alto 

    e quello più basso , nonostante questo la biodiversita di questo unico ecosistema è estremamente varia ed allo stesso tempo fragile , in quanto si sono create zone distinte e 

    diverse fra loro , ed un minimo cambiamento della salinità nelle acque potrebbe distruggere specie vegetali e di conseguenza allontanare specie animali 

    Insomma , un posto da salvaguardare

     

    Saintes Maries de la Mer 

    il miglior posto per soggiornare e godersi la Camargue 

    Saintes Maries de la Mer.jpg

    Nikon D4 + 24mm -1.4 

     

    Cavalli e Tori sono un simbolo per questi luoghi 

    Cavalli.jpg

    Nikon D4 + 300mm 2.8 + TC 1.4 

     

    Tori.jpg

    Nikon D4 + 300mm 2.8 + TC 1.4 

     

    Tramonto sull'Etang de Monro 

    questo stagno è il più vicino al mare , costeggia tutta la D85 , in direzione Nord-est  , verso il ben più grande di Vaccares 

    Etang de Monro.jpg

    Nikon D4 + 24mm 1.4 

     

    Il vero protagonista della Camargue è lui , il Fenicottero , nei periodi estivi sono decine di migliaia , in quelli invernali in numero ridotto , ma sempre presenti 

    vi è , sia una osservatorio Ornitologico , nella zona di Salin de Giraud , che un Parco , a Pont de Gau , poco fuori della cittadina di S.M. de Mer , quest'ultimo

    visitabile e molto carino 

    Fenicotteri.jpg

    Nikon D4 + 300mm 2.8 

    Fenicotteri1.jpg

    Nikon D4 + 300mm 2.8

    Gabbiani.jpg

    Nikon D4 + 300mm 2.8 

     

    La parte sicuramente più interessante a livello avi-faunistico , rimane quella nell'interno , seguendo le strade D37 e poi scendendo nuovamente a Sud con la D36b

    praticamente si circoscrive tutto l'Etang de Vaccares scendendo poi all' Etang du Fangassier , qui si possono fare begli incontri in un ambiente decisamente 

    ancora poco antropizzato 

     

    Lungo la strada che porta all'Etage du Fangassier 

    Occhiocotto

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    D4 + 300mm 2.8 

     

     

    Piro Piro culbianco 

    Piro Piro Culbianco.jpg

    D4 + 300mm 2.8 

     

    Poiana 

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    D4 + 300mm 2.8 + TC 1.4

     

    Etange du Fangassier 

    qui è ancora possibile proseguire per la spiaggia di Beauduc , lungo una striscia di terra che taglia un paesaggio bellissimo 

    Fangassier.jpg

    Nikon D4 + 24mm 1.4 

     

    sulla strada del ritorno facendo il giro dalle saline di Giraud 

    South Africa-1-4.jpg

    Nikon D4 + 24mm 1.4 

     

    un ultimo tramonto 

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    Nikon D4 + 24mm 1.4 

     

     

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    Novità da Las Vegas, al DEMA 2017 tutti i  produttori di articoli per la Fotosub hanno messo in mostra le loro news e i loro pezzi forti.

    Io uso Sea&Sea e la mia fonte di informazione è ovviamente  Wetpixel, portale dedicato alla fotosub. Purtroppo Wetpixel ha relegato le news Sea&Sea in fondo all'oceanico report dal DEMA 2017, tacendo le importanti novità che il costruttore giapponese ha introdotto recentissimamente. Diciamola tutta: in verità si tratta di aggiornamenti della produzione di Sea&Sea che in questo modo si va ad allineare con altri costruttori particolarmente agguerriti (Nauticam su tutti). Di che si tratta

     

    Partiamo dallo scafandro più atteso

     MDX-D850Front.thumb.jpg.e8ab3ef0ab85861252f689126f6fb93d.jpg

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    Lo scafandro MDX-D850 MADE IN JAPAN eredita sostanzialmente la stessa struttura progettuale dell'MDX-D500 e si discosta parecchio, nella disposizione dei comandi rear side, dal molto pratico MDX-D800 che uso con notevole dimestichezza. Come si può notare, dal confronto con la seguente immagine, Sea&Sea ha riportato il cursore a 4 posizioni tal quale è sulla fotocamera, mentre nella MDX-D800 proponeva 4 pistoni abbastanza comodi da governare anche con guanti spessi

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     Evidentemente Sea&Sea punta sul joystic accessibile là in alto vicino al mirino. Non è una gran trovata per me che fotografo con l'occhio sinistro e già adesso fatico non poco tra maschera ed erogatore a non impicciarmi nell'accedere con il pollice ai pistoni cursore,  quindi il joistic lo vedo molto male; mi piace invece, sul nuovo scafandro, il posizionamento laterale dei pulsanti cursore, anche se rimango un po' perplesso sulla loro dimensione, perchè sott'acqua piccolo non è MAI sinonimo di bello.

    I pulsanti della MDX-D850 sono retroilluminati e questo è un fattore drammaticamente utile nelle immersioni notturne o in grotta; io,per capire dove mi trovo, devo arrangiarmi con una torcetta puntata sullo scafandro.

    Per il controllo flash TTL Sea&Sea picchia duro sul suo optical converter e per questo dispositivo (venduto a parte) sagoma lo scafandro in modo adeguato: da qui il torrione sopra il pentaprisma che ingigantisce in modo spropositato la dimensione della custodia. Il nuovo sistema di controllo luci di Sea&Sea sfrutta la conversione del segnale elettrico di pilotaggio flash in segnale ottico da veicolare via cavi in fibra ottica ai recettori posizionati sui flash. Sea&Sea offre questa opzione di controllo luci per i suoi flash YS-250 YS-D1 e YS-D2 (e anche altri modelli non più prodotti, ma non gli storici YS-120 o YS-350, troppo vecchi per l'applicazione)

     

    Una curiosità:

    il flash YS-D2 è al momento lo strobe di punta di questa casa Giapponese. Il modello in questione fino a questa scorsa primavera veniva prodotto in Cina , ma dopo diversi guai "esplosivi", Sea&Sea ha deciso di riportarne la produzione su suolo nipponico. Okkio quindi ad offerte sul YS-D2  presenti sul web; al più fidatevi dell'importatore ufficiale e a lui rifatevi se qualcosa non va .

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    Ma la vera novità che mi ha spinto a tornare a scrivere due righe è in quel che segue

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    BENTORNATO CRISTALLO OTTICO!

    Ad un prezzo da far sanguinare le orecchie solo a sentirlo (tanto che l'importatore italiano non è molto convinto) Sea&Sea ha lanciato 3 Dome port (100/170/230 mm) in cristallo ottico multicoated dentro e fuori. Sono tre dimensioni differenti, come quelli offerti da altri brand, e come questi strumenti offrono prestazioni ottiche superiori, meno bolle sulla superficie esterna e ottima tenuta al flare e controluce.

    Io sto sbavando per il 230 mm purtroppo costa 100 euro al cm di diametro :( speravo qualcosa meno.

    Vedremo, per ora mi beo della novità

    un saluto

     

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    RikyM
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    Sfruttando qualche ora di un non pianificato giorno di ferie ho preso la moto per una toccata e fuga fotografica in un posto vicino e di cui avevo sentito solo parlare.

    Il risultato poteva essere meglio se non avessi avuto fretta di tornare a casa per altri impegni.

    Il sentiero pare nei pressi della chiesa di S. Martino, poco fuori dall'abitato di Valmadrea (LC)

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    Pochi passi e si cominciano a incontrare le "vasche", pozze scavate dal torrente nella roccia

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    Il sentiero sale in parte lungo il corso del torrente per poi allontanarsi per alcuni tratti

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    e ricongiungersi dopo i salti più impervi

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    Mi fermo qua e la piazzando a volte il cavalletto anche se avverto la mancanza di un filtro ND.

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    Si è fatto tardi, meglio rientrare alla base... Ritorno sui miei passi

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    ... fino a tornare a S. Martino

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    Chissà, magari ci tornerò con più calma raggiungendo la fine del sentiero che, porta fino alla piana di San Tomaso.

     

  12. Ho ordinato l'evaporatore A/C di una NSX in USA, qui costa 2000€, lì 35$,  O.o ma quello che mi sta affascinando è il tracking del suo viaggio verso casa. Nomi di piccole città del West e Mid-West, tutti aeroporti "B", nomi che sembrano tratti da un film...che voglia di fare questo viaggetto insieme al mio pacchetto...beh magari non nella stiva!

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    Non saprei dire perché questa città mi piace e ci torno sempre volentieri. Sarà perchè da piccino (forse avevo 4 o 5 anni) ci andammo in treno con i miei, oppure perché è così urbanisticamente monumentale ma se ti sposti di poco sembra il retrobottega di un negozio del centro. O ancora la cadenza del dialetto o il fatto di essere vicino al confine di un mondo totalmente diverso dal nostro fino a qualche decennio fa. La città si arrampica dal litorale alla montagna aspra che le sta alle spalle; sembra quesi di essere in Liguria. In realtà il richiamo è superficiale per diversità di profumi, odori, fisionomia delle persone. 

    Sono partito senza aspettative particolari e con un tempo incerto per non aspettare sempre le condizioni “migliori” che spesso è un ottimo alibi. Mi sono lasciato guidare dal caso, anche se una qualche idea programmatica era ben presente, ma aperto anche a cambiamenti repentini. Sono tornato soddisfatto e con la voglia di tornarci, magari col brutto tempo. Vi mostro qualche immagine di questo giorno. 

    # 1

    Il celebre Faro

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    # 2 

    San Giusto

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    # 3

    Interno della chiesa

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    # 4

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    #5

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    # 6

    Il Santo a cui è dedicata la chiesa

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    # 7

    Duomo di Muggia dalla facciata particolare

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    # 8

    Verso il castello di Duino

     

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    # 9

    dal sentiero Rilke

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    # 10

    Il Castello di Duino visto dalla Rocca

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    # 11

    Veduta da una finestra del castello

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    # 12

    Particolari: terrazza

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    # 13

    All'interno

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    # 14

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    # 15

    Parte del giardino

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    # 16

    Ritorno verso Trieste

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    # 17

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    #18

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    # 19 In Centro

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    # 20

    Piazza Unità d'Italia

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    Andateci se potete: è una città di mare ma con tradizioni culinarie di terra, severa e austera, aperta e misteriosa. O almeno a me è parsa così.

  13. Prendo spunto da una breve video intervista di Alex Majoli vista su facebook.

    Alla domanda circa le fonti dalle quali un fotografo avrebbe dovuto attingere per la sua formazione, lui risponde escludendo in modo espliciti i testi di fotografia, in particolare i volumi fotografici! E' un concetto che ho già visto o letto esposto da altri professionisti, seppure ognuno a modo suo. Ovviamente detto così colpisce l'attenzione ed è strano e, verrebbe di rispondere, anche poco sensato, eppure ha un senso.

    Il concetto di base, per come lo interpreto io, è che ognuno di noi mette nelle foto che scatta il proprio essere, la propria sensibilità, le proprie tendenze o manie. Chi è precisino, chi odia il buio e vuole immagini luminose, chi evita lo sguardo del modella/modello e chi invece lo cerca sempre... insomma noi stessi.

    Ed ecco che alimentare la nostra conoscenza leggendo libri di poesia o di narrativa, andando al cinema per vedere commedie o drammi, visitare musei per ammirare sculture e dipinti, ma anche ascoltare buona musica e cimentarsi in attività sportive per noi piacevoli contribuendo a costruire una coscienza ed allargare le nostre vedute e la nostra sensibilità, così da dare al nostro cervello concetti potrà assorbire ed elaborare per poi riversarli, spesso a livello inconscio, nelle nostre foto.

    Io ho avuto modo di sperimentare questo meccanismo durante il mio viaggio in Africa. Sono partito per un safari fotografico senza aver mai fotografato animali, davvero, nemmeno in uno zoo o bioparco che sia. E nemmeno avevo letto volumi sull'argomento; per mancanza di tempo sono partito quasi a digiuno di esempi o di tecniche. Avevo solo quello che ho visto in TV o sul web.

    Eppure mi sono reso conto che, scattando, inseguivo delle situazioni specifiche, soprassedevo dallo scattare in alcune situazioni perché la scena non era come la volevo. E mi sono accorto anche che, nella composizione, seguivo dei canoni precisi, come se il senso estetico che mi guida quando fotografo una modella in studio fosse lo stesso anche per un leone o per una giraffa ripresi libero nel loro ambiente.

    Io credo che questo sia un'aspetto importante nella vita di un fotografo, non tanto perché non possiamo seguire solo le orme di altri, ma proprio per capire che un'arte come la fotografia non si alimenta da sola ma pesca da tutto ciò che ci circonda. Tanto più oggi che tutti hanno uno strumento fotografico e che il numero di immagini prodotto è addirittura ridondante.

    My two cents.

  14. effe

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    Un pomeriggio di ottobre, assolato, l'autunno sembra ancora parecchio distante e un amico fotografo mi invita a fare una passeggiata sulla costa nord-occidentale. La location scelta è Punta Argentiera, situata a metà strada fra Alghero e Stintino. Luogo affascinante ma particolarmente difficile da raggiungere. Lo guardo un po' incredulo, pronto a rifiutare l'invito (la mia povera schiena non sopporterebbe mai un paio di chilometri in salita su un tratturo drammaticamente accidentato che ha la pendenza del Mortirolo). Ma lui mi precede: “Tranquillo, si va su con la Panda 4x4”. E benedetta sia... Il viaggio è breve, una mezz'ora di asfalto e poi la Panda inizia l'arrampicata e siamo su in meno di cinque minuti. Sono passati alcuni decenni dall'ultima volta che ci ero salito a piedi (ma allora me lo potevo permettere, senza correre il rischio di finire alla stroke unit). Ciò che non ricordavo è quanto fosse mozzafiato questo panorama

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    Quella che vedete sullo sfondo è Punta Cristallo con sotto l'Isola Piana, giusto dietro ci sono Capo Caccia e il golfo di Alghero

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    Non male il precipizio, il vento era notevole ma non preoccupante (per fortuna) però un pelino di vertigini...

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    Sull'altro versante non era interessante solo la luce di taglio... ma anche la compagnia. Assolutamente imprevista.

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    Non era un vento fortissimo, l'ho già detto (forse 10-12 nodi) ma il tanto che bastava per sollevare queste vele

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    Ho trascorso un bel pomeriggio anche se la luce non era proprio a favore e ho passato metà del tempo ad evitare i flare e a giocare con la compensazione. Ma altrimenti che gusto ci sarebbe? Buona visione a tutti :)

    -----

    Pezzo consigliato: Sea Breeze (Chick Corea)

     

  15. ABBECEDARIO: espressione di sollievo di chi s'è accorto che c'è anche Dario

    ADDENDO: urlo della folla quando a Nairobi stai per pestare una merda

    ALLUCINAZIONE: violento colpo inferto col ditone del piede

    APPENDICITE: attaccapanni per scimmie

    ASSILLO: scuola materna sarda

    AUTOCLAVE: armi automatiche dell'età della pietra

    BACCANALE: frutto selvatico usato una volta come supposta

    BALESTRA: sala ginnica per gente di colore

    BASILICA: chiesa aromatica

    BIGODINO: doppio orgasmo piccolino

    BUCANEVE: precisa pisciata maschile invernale

    CACHI: domanda che rivolgi ad uno chinato dietro un cespuglio

    CALABRONE: grosso abitante di Cosenza

    CALAMARI: molluschi responsabili della bassa marea

    CERBOTTANA: cervo femmina di facili costumi

    CERVINO: domanda dei clienti all'oste romano

    CINCISCHIARE: perdere tempo fotografando cince.

    CONCLAVE: riunione di cardinali violenti e trogloditi

    CONTORSIONISTA: ebreo arrotolato

    COREOGRAFO: studioso delle mappe della Corea

    CUCULO: gay balbuziente

    CULMINARE: fare uso di supposte esplosive

    DOPING: pratica anglosassone di rimandare a più tardi

    ELETTROPOMPA: novità bolognese a luci rosse

    EQUIDISTANTI: cavalli in lontananza

    EQUINOZIO: cavallo che non lavora

    FAHRENHEIT: tirar tardi la notte

    FANTASMA: malattia dell'apparato respiratorio che colpisce i consumatori di aranciata

    FOCACCIA: foca estremamente selvaggia

    FONETICA: disciplina che regola il comportamento degli asciugacapelli

    GESTAZIONE: gravidanza di moglie di ferroviere

    GIULIVA: slogan di chi è vessato dall'Imposta sul Valore Aggiunto

    INTERPRETATO: posto tra due preti

    LATITANTI: poligoni con moltissime facce

    MAIALETTO: animale che non dorme mai

    MASCHILISTA: elenco di persone di sesso maschile

    MELODIA: preghiera di una vergine

    NEOLAUREATO: punto nero della pelle che ha fatto l'università

    PARTITI: movimenti politici che nonostante il nome sono ancora qui

    PRETERINTENZIONALE: un prete che lo fa apposta

    PREVENIRE: soffrire di eiaculazione precoce

    RADIARE: colpire violentemente usando una radio

    RAZZISTA: fabbricante di missili

    REDUCE: sovrano con tendenze di estrema destra

    RUBINETTO: gemma preziosa di piccole dimensioni

    SANCULOTTO: patrono degli omosessuali

    SCIMUNITO: attrezzato per gli sport invernali

    SCORFANO: pesce che ha perduto i genitori

    SMARRIMENTO: perdita del mento

    SPAVENTO: società per azioni eolica

    STRAFOTTENTE: persona di grandi qualità amatorie

    SUCCESSO: posizione da toilette

    TACCHINO: parte della scarpina

    TELEPATIA: malattia che colpisce chi guarda troppo la TV

    TEMPOREGGIARE: scoreggiare andando a tempo (tipico dei musicisti poco educati)

    TONNELLATA: marmellata di tonno

    UFFICIO: luogo dove si sbuffa

    VERDETTO: cosmetico verde (a differenza del rossetto che è rosso)

    ZONA DISCO: parcheggio per gli UFO

     

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    La natura selvaggia del continente nero, per quanto l’uomo l’abbia ridimensionata e ristretta, e’ uno degli ultimi limiti: e’ la dove la nostra civilta’ diventa piccola e lontana e la forza del paesaggio incontaminato e primitivo ci soggeziona ancora. Nicolas Lotsos ci presenta questa lontana realta’ con tanta passione e forza espressiva.  

    Lotsos oltre ad essere un manager di giocatori di basket e’ anche un fine art fotografo. Viaggia spesso in Africa, la quale gli ha offerto esperienze di vita uniche e lo ha anche premiato di vari riconoscimenti fotografici internazionali. La fotografia della natura e della vita selvaggia, delle varie tribu’ e delle persone che le popolano, ha come obbietivi la salvaguardia, la mobilitazione dell’ opinione pubblica e soprattutto offrire aiuto. Nel 2010 diventa protagonista di un’ iniziativa nelle scuole di Kimbera raccogliendo aiuti tramite il suo blog.

    Dal 2010 fino ad oggi ha vinto moltissimi premi. Quello pero’ che lo ha reso famoso  e’ stato  il riconoscimento come SPIDER AWARDS WINNER 2012 nella Wildlife category, 1o posto.

    Ho raccolto qua alcune delle sue foto che rappresentano il suo lavoro.

     

     

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    2012 SPIDER AWARDS WINNER, Wildlife category.

     

     

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    Per approfondire di piu’ potete visitare il suo sito: www.nicolaslotsos.com

    NOTA: Tutte le foto sono (c) di Nicolas Lotsos.

     

     

  17. Venerdì 27 ottobre ho colto l'occasione di andare a vedere la "fiera"  delle Auto e moto d'epoca a Padova. Una manifestazione di grande spessore con una notevole quantità di modelli in mostra ed anche in vendita (con il valore dei mezzi esposti si potrebbe fare una finanziaria). Un padiglione era riservato alla casa d'asta Bonhams, dove erano in attesa di essere battute all'asta numerose auto di rara bellezza. Gli unici difetti della manifestazione erano rappresentati dalla gran massa di visitatori e, ad eccezione degli stand delle casa automobilistiche (Porsche, Mercedes, Audi, ecc,) che esponevano auto dei loro musei, gli spazi concessi agli altri espositori erano alquanto limitati, o a causa dei loro numerosi prodotti, l'esposizione degli stessi era molto sacrificata. Nell'insieme la giornata è corsa via veloce ed è stata interessante ed istruttiva.

    Nell'occasione ho portato a casa molte foto, alcune delle quali le posto di seguito a queste poche righe, sperando sappiano dare un'immagine dell'evento. Noterete, molte auto e poche motociclette, ma la mostra era fortemente sbilanciata a favore delle quattro ruote. Le foto sono state tutte eseguite  con una Nikon D850 ed il 24/35 Sigma, senza ausilio di flash, nonostante un miscuglio di luci non proprio ideale.

     Lancia Aurelia B20 (1958)

     

    DSC_0717.thumb.jpg.3ffb880e9d1494837adc62545970556c.jpg Alfa Romeo  6C 1750 GS - Zagato (1930)

    DSC_0618.thumb.jpg.ea657a5d41a876c9ae18c04d3d0fb7b0.jpg Harley Davidson 1200 cc (1925)

    DSC_0564.thumb.jpg.bc38ffb57a6a639015e9a7564f9bf33d.jpg Pompe Shell

    DSC_0450.thumb.jpg.7a94217c3827244e222d389ba93b7a6e.jpg   Diatto 20S Bateau E. Mouche & C. 4C. 1995cc. (1923)

    DSC_0570.thumb.jpg.8ec420b469abf966e974b35f7d49fd2e.jpg Diatto 15/20 CV 4C 2920cc (1909)

    DSC_0655.thumb.jpg.32298eae203d05544932c7b6e1332afb.jpg Fiat 501 Sport (1924)

    DSC_0725.thumb.jpg.bb5f7b24201689fabbac180c9ad131bd.jpg Fiat 525 SS 6C 3739cc (1931)

    DSC_0755.thumb.jpg.6eed8330800d6c9fa70b22c01a35eab2.jpg Alfa Romeo 6C 1750 GS (1933)

    DSC_0745.thumb.jpg.e7e6a1568ff11ecf03a8ba870d8b9d46.jpg Bugatti Tipo 37 4C 1496cc (1926)

    DSC_0744.thumb.jpg.3a0f8ee9f83a9dfc3f6aa7b78c91b87f.jpg Bugatti Tipo 37 4C 1496cc (1926)

    DSC_0560.thumb.jpg.9b529284b5698e3c29e303266e555709.jpg Fiat 500B Furgone (1949)

    DSC_0712.thumb.jpg.90799c95d973f7b90f8a54f81a1fc0d0.jpg  Indian Chief Black Hawk bicilindrica 1200cc (1947)

    DSC_0629.thumb.jpg.8ab80bdc36f3d260e6f410c774290f54.jpg Porsche 356 1300 Super  (1954)

    DSC_0714.thumb.jpg.4ddc202b5d6437823b4e49db682dd315.jpg  Lancia B20 Conrero Sport (1954)

    DSC_0751.thumb.jpg.e358c5ca7f53ae810312e9c9d98bbca1.jpg Lancia Aurelia B24 Spider (1955)

    DSC_0619.jpg Lancia Aurelia B20 (1958)

    DSC_0622.jpg Jaguar XK 120 Roadster (1953)

    DSC_0673.thumb.jpg.a31e794159181fc3abd3ba208a8db7bd.jpg Jaguar D Type 6C 3442cc (1955)

    DSC_0727.thumb.jpg.7a71937d028a0e41df9fa28fc478e037.jpg Mercedes Benz 300 SL  6C 3 litri (1953)

    DSC_0731.thumb.jpg.39e0045cb1ba3ae10af311be1e97fe4c.jpg Mercedes Benz 300 SL  6C 3 litri  roadster (1958)

    DSC_0610.thumb.jpg.57e439f26199cc396106aba4eb2c796d.jpg Mercedes Benz 300 SL  6C 3 litri (1960)

    DSC_0659.thumb.jpg.3652ed2e963236f33098a7abc8c459bb.jpg Fiat Abarth 1000 Record Pininfarina - La Principessa - (1960)

    DSC_0566.thumb.jpg.811229d798993a90cd091e1b8634f0c5.jpg Pompe Gulf e Texaco

    DSC_0754.thumb.jpg.1b6bdeeb2731b4be94acf4fa496cd8bb.jpg Ferrari 250 GTO competizione 12V 3000cc (1964)

    DSC_0720.thumb.jpg.1f93496d04b57f20b179cf344488efa4.jpg Alfa Romeo Tipo 33/3 Le Mans (1970)

    DSC_0760.thumb.jpg.905ab01c173f27bc9d446830c022968d.jpg Alfa Romeo Tipo 33/3  (1971)

    DSC_0575.thumb.jpg.97437410d5a427bcb2b093b71ad1d7ea.jpg Lancia Stratos  6V 2418cc - colori dello sponsor Alitalia (1974) - allo stand, come di può vedere in alto nella foto, era presente Daniele Audetto (ex Direttore sportivo Fiat/Abarth, Lancia, Ferrari)

    DSC_0664.thumb.jpg.9e91310f0dc7bc7193d249f0ee1517e6.jpg March Leyton House F1 - ex Ivan Capelli (1987)

    DSC_0421.thumb.jpg.4a1f17029890a9a6b0833bd52591a19d.jpg Auto Union Type D - V12 2990cc Kompressor (1938)

    DSC_0430.thumb.jpg.9b3f3fa7f00d83248c74b0d385ae19f2.jpg Audi R18 e-Tron (2016)

    DSC_0626.thumb.jpg.ffd2d8e3b19ffab2f8a84cfb6b38a23d.jpg Porsche 911 GT1 (996) - (1997)

    DSC_0601.thumb.jpg.28ff56397a93132e067ed4be689e9884.jpg Porsche 919 Hybrid (2017)

     

    Se questi soggetti vi hanno appassionato, posso eseguire una seconda cernita. 

     

     

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