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  1. Past hour
  2. Con la CLR in Mercedes nel 1999 pensavano di avere l’arma giusta per la 24h, avevano messo in pista un’auto che potesse privilegiare la velocità massima, ma evidentemente gli ingegneri non avevano previsto proprio tutto. Quello della foto è il secondo decollo di Mark Webber, ironia della sorte il giovedì (un paio di giorni prima) aveva già avuto la stessa esperienza nello stesso punto. E non finisce qui, la stessa sorte capitò anche alla macchina gemella guidata da Peter Dumbreck durante la gara. Fortunatamente a parte qualche botta, i due piloti uscirono incolumi dai loro 3 decolli.
  3. Today
  4. Yesterday
  5. Questo Wankel aveva un suono pazzesco. La pelle d'oca...
  6. quanto hai ragione! Se penso a come ascoltavo musica riprodotta negli anni 70 e 80, oggi siamo in paradiso. Grazie per la disamina come sempre dettagliata ed appassionata. Dal canto mio sto apprezzando il fratello che mi hai ceduto...e viene voglia di citarti di nuovo... "mi chiedo perché gli "audiofili" non si contentino mai e cerchino sempre il confronto" frase tanto vera quanto priva di una risposta sensata. Difetto dal quale non sono esente (nemmeno in fotografia purtroppo...), ma oggi, sarà la maturità, mi sto veramente godendo ciò che conta davvero: le emozioni che la musica, così riprodotta, è in grado di provocare. E va bene così, non c'è nulla da aggiungere
  7. Davvero un bell'articolo, Max. Fotografavo e sviluppavo in BN, nel secolo scorso. Lo faccio in digitale, quando ne vedo l'opportunità, usavo già io spot, ma non mi ero accorto della possibilità di utilizzare i filtri in fase di ripresa, adesso mi hai messo la voglia di scattare, soprattutto con il filtro rosso! Grazie
  8. Strumento musicale comprato per le mie esigenze e pagato di tasca mia, non inviatomi dal produttore per una "onesta e indipendente recensione" (se ... campa cavallo !). E' stato il mio primo preamplificatore bilanciato e il mio primo amplificatore per cuffie serio (a parte lo Stax a valvole che però funziona solo con le elettrostatiche). Ha lavorato tanto ma è ancora in perfette condizioni sul piano funzionale come tutti gli altri Audio-Gd che ho in casa. Quando uno costruisce una cosa con coscienza lo fa perché pensa di farla durare per sempre. E sembra proprio il caso con queste elettroniche. Se qualcuno lo volesse me ne priverei (al giusto prezzo). Ma mi dispiacerebbe molto (però verrebbe subito sostituito da un fratello classe 2024).
  9. Audio-Gd è un marchio cinese di cui abbiamo già avuto modo di parlare spesso su Variazioni Goldberg. La sua anima è il progettista, Kingwa (traslitterazione occidentalizzata), ingegnere formatosi negli Stati Uniti che ha assorbito le logiche progettuali Krell. I suoi progetti sono frutto dell'amore per la musica prima che per le esigenze commerciali. La filosofia di Audio-Gd si basa su un'idea semplice che però, in un'era di miniaturizzazione e di virtualizzazione, pare eretica o rivoluzionaria. Ci sono due aree fondamentali che compongono un apparecchio audio : l'alimentazione e gli stadi finali. Quello che c'è in mezzo è importante ma se non viene messo in condizione di ingerire corrente pulita ed emettere corrente pulita, può essere il migliore del mondo ma non si sentirà la differenza tra un prodotto da $200 e uno da $20.000 Quindi alimentatori sovradimensionati, spesso con tre o più trasformatori separati, PSU in classe A con transistor di alta potenza con dissipatori enormi. Schermature, separazione dei canali compreso il controllo di volume. Terminali a discreti di potenza tale da poter pilotare dei diffusori anche se si tratta di un preamplificatore. Circuiti realmente bilanciati. Zero Feedback. Telai in alluminio adeguati al modello, alcuni realmente molto pesanti. Controlli torniti dal pieno. Etc. Questo preamplificatore e amplificatore per cuffie è un apparecchio di ingresso per il marchio. Prodotto tra il 2017 e il 2018, a formare una linea con un DAC coordinato. Di "mezzo formato" rispetto ai vari Master 9 e 19 che hanno sempre rappresentato la prima linea dei preamplificatori Audio-Gd. Derivato dal Master 9, ne ricalca la filosofia pur con alcuni compromessi, necessari per poter stare in un piccolo telaio e pesare non più di circa cinque chilogrammi. E costare 600 euro, ovvero quanto chiedono certi altri marchi cinesi per un integrato con alimentazione switching, controllo di volume digitale, operazionali in ingresso e in uscita. Ma un display fancy a colori, un nome pompato dagli influencer a suon di apparecchi regalati a tutti e prestazioni di laboratorio perfettine, e tutte uguali tra loro. Audio-Gd non ha praticamente comunicazione. Ha un sito in cinese e in un inglese molto approssimativo, disegnato in HTML old-fashion. Parla solo per email e con messaggi difficili da interpretare. Cambia linea di prodotti solo quando ha qualche cosa di nuovo da proporre sul mercato. Ma andiamo al nostro NFB-1, è uno dei pochi Audio-Gd di cui troverete tante recensioni. Degli altri si parla poco o per niente. alluminio spazzolato naturale di adeguato spessore ma senza esagerazioni. 240x360x80 mm di dimensioni; circa 5 chilogrammi, per lo più concentrati sul trasformatore a doppio avvolgimento. A riposo assorbe 30 W. E' in grado di erogare sull'uscita cuffie : 9900 MW / 25 ohm 8000 MW / 40 ohm 3500 MW / 100 ohm 1200 MW / 300 ohm 600 MW / 600 ohm lo fa con un circuito che permette due livelli di guadagno, uno a +16dB e uno a +25db, con un controllo di volume esponenziale a 100 livelli le due curve esponenziali di uscita a seconda della posizione del volume (in verde quella marchiata L sul display) Le forme sono spartane, quasi di stile post-industriale. I comandi sono digitali a relais ma fermi e solidi. La manopola del controllo di volume è ricavata dal pieno. Ma attenzione, dietro non c'è un potenziometro. Si tratta di un controllo a scatti, by-wire che controlla una rete di relais che inseriscono o disinseriscono maglie di resistenze di altissima precisione. qui è ripreso in studio mentre qui è sul mio tavolo di prova con collegate delle AKG K371 nell'ingresso single-end. Le due prese cuffie sono sulla sinistra, appena dopo il pulsante di accensione, quella sopra è la classica per lo spinotto coassiale da 6.3 mm, quella sotto ha le quattro prese XLR/Cannon. Sotto al display a linea singola ci sono i controlli, la modalità di uscita (altoparlanti o cuffie), il livello di guadagno (+16 o +25 dB), l'ingresso. Infine il manopolone del volume. Il display è a segmenti blu, sembra quello di una calcolatrice degli anni '70. Non parla, bisogna sapere cosa dice e cosa può dirci. qui è nella configurazione standard : H-> Headphone, L-> Low Gain, Ingresso 3, volume a 26 sulla scala che va da 0 a 100. Il volume all'accensione è sempre a Zero, per evitare sorprese. Bisogna ricordarsene per non domandarsi perché diamine non si sente niente. Volendo sarebbe possibile programmare l'aggeggio perché si ricordi l'ultimo volume impostato prima dello spegnimento. Ma morire se io, pur seguendo le istruzione sul sito, ci sono riuscito ! qui abbiamo selezionato l'ingresso 4, non chiedetemi cosa sia, per saperlo devo guardare il quadro posteriore qui abbiamo il Gain ad High, le cuffie ricevono 9 decibel di guadagno in più e suonano veramente forte. E' un modo per smuovere sassi come le prime HE-5 HIFIMAN, oppure per simulare che delle cuffie single-end come le AKG K371 siano bilanciate (ma con cuffie da 106 dB di sensibilità, sinceramente ve lo sconsiglio). infine, quella P non significa che siamo sull'ingresso Phono ma che il segnale è stato commutato dalle uscite anteriori alle porte posteriori. Quindi se abbiamo collegato dei diffusori, questi suoneranno. E' in vecchio stile degli NFB Audio-Gd. I nuovi display sono differenti per stile e materiale. Purtroppo però sono ancora più criptici di prima ... i display dell'interfaccia digitale DI-24HE e sotto del DAC R-1R NOS 2024. Esaurito il frontale, andiamo al retro. abbiamo un set di ingressi abbastanza articolato, per cinque linee complessive. Di cui due sono bilanciate, 3 sbilanciate, una é quella bilanciata speciale di Audio-GD denominata ACSS. E un sistema di trasmissione del segnale che è coerente da un apparecchio ad un altro e consente di mantenere il dominio analogico in modo lineare, senza inutili buffer intermedi. E il metodo d'elezione che io utilizzo per l'ingresso del segnale dal DAC e che userei, in uscita, se avessi un finale Audio-GD. Non mancano, ovviamente, uscite linea bilanciate e sbilanciate tradizionali. Nella configurazione attuale, il mio NFB-1 riceve il segnale dalla coppia DI-24HE + R-1R NOS via cavi ACSS Audio-GD e pilota un paio di monitor da studio Adam Audio A77H. Ma naturalmente il bello sta dentro, se fosse per l'esterno, non degnereste di uno sguardo alcun apparecchio Audio-Gd. qui si intravvede il trasformatore e la paratia di separazione dell'alimentazione dagli stadi di amplificazione. alzando lo sguardo dal retro abbiamo un vista d'insieme con in primo piano i due canali e i transistori di potenza, degni di un integrato da 70 Watt (sono a 150 Watt l'uno, polarizzati in Classe A e scaldano come un termosifone). questi sono i due canali di uscita, totalmente simmetrici anche se composti su una scheda madre unica. In primo piano ci sono i controlli di volume (relais digitali e resistenze di precisione), completamente separati per realizzare una topologia veramente bilanciata dal segnale alle uscite di "potenza". una vista dal posteriore all'interno l'intero apparecchio qui in pianta. A destra l'alimentazione. Il trasformatore è unico, concessione alla dimensione ridotta del telaio. Lo stadio di alimentazione è in classe A ed impiega transistor ad alta potenza. Non ci sono integrati in nessuna parte dell'apparecchio. Il trasformatore ha una piccola schermatura in lamierino. Io preferirei un dispositivo resinato ma c'è una scuola di pensiero contraria a questa pratica. Io non ne sono molto per dare un parere. I condensatori di livellamento sono di qualità e tali da poter stare in un finale di potenza. Quindi andando verso sinistra c'è una paratia di separazione che lascia spazio alla camera che ospita i due canali di amplificazione. C'è un solo cavo volante che porta la corrente all'altra parte della scheda madre. Si sarebbero potute scegliere soluzioni più eleganti. Ma qui abbiamo una ingegnerizzazione che ricorda più i lottatori di Sumo che i ballerini di Flamengo. una vista identica, con un'altra luce. Il coperchio è in alluminio, bloccato da 6 viti. completiamo il tour con altre viste esterne, compreso il fondo che esibisce quattro bei piedini di isolamento. Sopra e sotto hanno una piccola griglia di ventilazione. Ma il forte calore emanato viene sostanzialmente dissipato per convezione da tutto questo alluminio. A suo tempo, ovviamente, c'era anche la versione nera. Ma io quando l'ho ordinato ho trovato solo la versione Silver da Audiophonics di Bordeaux. ancora l'alimentazione, fonte di energia a basamento su cui il progettista costruisce ogni strumento musicale Audio-Gd. Andando alle prestazioni sonore non c'è moltissimo da dire. Per anni è stato il centro del mio impianto audio, ricevendo il segnale dal NFB 7, DAC da 23 chilogrammi sempre Audio-GD, in un sistema per il resto composto da finali AM Audio (classe A) di Vigevano. E' poi stato sostituito da un integrato R-28 ancora Audio-Gd che è composto per la parte amplificazione da una circuitazione simile a questa e per la parte DAC da un sistema analogico a "ladder" (rete di resistenze). Adesso è il sistema di backup da tavolo. A parte ho l'Audio-Gd R-27HE per gli ascolti critici in cuffia e la coppia Gustard+miniDSP per il controllo dei diffusori dipolari attivi a quattro vie. Il suono è neutro, pulito, lineare. La classica linea di tensione amplificata (o di corrente a seconda dell'uscita). Non ci sono cuffie che non possa pilotare. Con il Gain in H si perde di dinamica. Ma alle volte ci vuole. Chiarezza, dettaglio e tridimensionalità sono quelli desiderabili. Secondo quello che si dice oggi, non ha un fondo scurissimo. Ma io penso che sia un parto dell'immaginazione e per lo più, responsabilità del DAC. Un preamplificatore principalmente non deve suonare. Deve fare il suo lavoro e basta. Lato cuffie manca quel punch e quella dinamica che invece non mancano nel R-27. La resa è composta e meno emozionale. Parliamo semplicemente di progetti che non appartengono alla stessa classe (per prezzo, dimensioni, logiche). Come tutti gli Audio-Gd per suonare bene deve scaldarsi un'oretta. Altrimenti è piuttosto aspro. Ma se mettete le cuffie giuste e al alzate il volume al punto che la musica richiede e mettendo la vostra mano sopra al coperchio lo sentite caldo al punto giusto ... allora nessuno che non abbiamo modo di commutare su un sistema decisamente di classe più elevata, avrà nulla da rimproverare. In fondo l'ho pagato quanto certi pagano un cavo di potenza. Anzi, di meno ... una vista dell'interno, appena smontato il coperchio (le viti sono in alto a sinistra, il coperchio a destra : è il mio non sto parlando per sentito dire !) Giudizio complessivo PRO: compatto per gli standard Audio-Gd economico per gli standard Audio-Gd e in generale per le caratteristiche costruttive eroga potenza da vendere, nessuna cuffia può resistergli tutto in classe A dalla presa di corrente alle uscite; potenza in eccesso; controllo di volume e circuiteria realmente bilanciata e dual-mono dalla testa ai piedi funziona senza un intoppo da 7 anni : eh, questi cinesi inaffidabili (ogni Audio-Gd esce dalla fabbrica con 100 ore di impiego reale, non con due misure e via in scatola) suono lineare e corretto, neutrale si potrebbe dire CONTRO: estetica da Germania anni '20 controlli e display criptici il telaio in alluminio naturale è sensibile a graffi e segni; gli altri Audio-Gd di casa verniciati in nero sono meno "delicati" qualcuno potrebbe pensare che manchi di eleganza e di microdettaglio : ma è un boxeur come Rocky, non un ballerino non è più in produzione e non è stato sostituito; oggi per avere queste prestazioni si deve spendere almeno il doppio Impianto usato per la prova : Audio-GD DI-24HE + Audio-GD R-1 NOS 2024, cavi ACSS Audio-GD, monitor attivi Adam Audio A77H connessi con cavi bilanciato Audioquest cuffie HIFIMAN Arya, Sundara Closed Back, Edition XS mentre chiudo questa recensione sto ascoltando i miei dischi preferiti per i test. Quello che ascolto, pur con cuffie non ancora troppo rodate è tanto bello che mi chiedo perché gli "audiofili" non si contentino mai e cerchino sempre il confronto. Questo è un amplificatore eccezionale ! Peccato che a listino Audio-Gd ne abbia di altri, più grandi, più forti, più sofisticati. Ma con una base di design elettronico e una filosofia totalmente consanguinei. Che bello amare la musica ben riprodotta nel 21° secolo !
  10. Oppure basta guardarsi intorno per trovare qualcosa di particolare … Strani personaggi Gente ubriaca già prima del via Detto alla Sordi … “Io me te magno!” … e bevo Con l’inevitabile effetto Inguardabili trasformazioni O lo specchietto del trattore di servizio
  11. Continuando come dimenticare il Museo … sfortunatamente la lente più corta che avevo in borsa era il cinquantino, pertanto le inquadrature sono quello che sono.
  12. Già solo entrando in circuito ti emozioni, come anche solo a guardare da lontano il famoso ponte Dunlop. Quando sei alla 24h di Le Mans non c’è solo la competizione che ti assorbe, ci sono tante, tantissime altre situazioni che si possono seguire, vedere, godere … o gustare come le famose crepes al Grand Marnier. Un esempio non competitivo è la parata dei vincitori (alcuni, non certo tutti). 1949 - Ferrari 166 MM (la prima vittoria Ferrari alla 24h di Le Mans) – piloti: Luigi Chinetti, Peter Mitchell-Thomson 1966 – Ford GT40 Mk. II (dopo 6 anni di dominio Ferrari) – piloti: Bruce McLaren, Chris Amon Se non l’avete ancora visto guardatevi il film “Le Mans ’66 la grande sfida”. Mitica la scena quando Shelby porta a fare un giretto Henry Ford II. 1970 - Porsche 917K – piloti: Hans Herrmann, Richard Attwood 1987 - Porsche 962C – piloti: Derek Bell, Hans-Joachim Stuck, Al Holbert 1991 - Mazda 787B (con motore rotativo Wankel) – piloti: Volker Weidler, Johnny Herbert, Bertrand Gachot 1993 - Peugeot 905 Evo 1B – piloti: Geoff Brabham, Christophe Bouchut, Éric Hélary 2000 - Audi R8 (inizio epopea Audi, 13 vittorie in 15 anni) – piloti: Frank Biela, Tom Kristensen, Emanuele Pirro Mi perdonerete se le macchine sono ferme/congelate ma facendo un unico giro non volevo certo rischiare di perderle.
  13. mi fa molto piacere vedere che un sacco di voi avete scelto il 70-200mm come obiettivo imprescindibile. Io comprai quello per F-mount ma poi lo vendetti durante il passaggio a mirrorless perché, statistiche alla mano, era l'obiettivo che usavo meno nel rapporto scatti/prezzo. Il mondo è bello perché è vario
  14. kappona

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    Grazie per il suggerimento Max. Ci provo subito! Ciao
  15. Grazie mille Antonio! Hai perfettamente ragione!...Lo vendo a € 3000
  16. Max Aquila

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    Remigio, devi abilitare sul tuo browser il sito di Nikonland come non spam: di solito io vado nella spam e prendo uno dei messaggi che sono stati classificati come spam e cerco il pulsante (oppure con tasto destr dal menù a scorrimento) lo riclassifico come "non spam": da quel momento isuccessivi che provengono da quel sito, li ritrovo nella posta ordinaria
  17. Anch’io attualmente non rinuncerei al 105 perché quest’anno è quello che ho usato di più. Ma oltre a questo è forse quello con il quale ho trovato più feeling.
  18. kappona

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    Buongiorno, da quando ho cambiato il computer, gli avvisi Nikoland che ricevevo regolarmente sulla mia posta, ora vanno sempre nella casella dello Spam! Come posso fare per far si che questo non accada più? Remigio
  19. Premesso che non sono interessato perché lo possiedo…………. dovresti indicare il prezzo
  20. Be', al 105 macro, perché è l'attività fotografica che esercito di più, relativamente al mondo degli insetti. Invece, per gite escursionistiche non impegnative, foto campagnole, talvolta porto con me la Z5 col 40mm, ma pesa ancora troppo, per cui mi servirebbe una compatta, magari apsc o micro 4/3, con obiettivo fisso, con o senza zoom, ma non elettrico... una macchina robusta, che resista alla polvere o a eventuali altri fattori che ne determinino un danno. Dico questo perché ho un buon curriculum come distruttore di fotocamere tascabili o quasi... Saluti a tutti!
  21. Obiettivo praticamente come nuovo, perchè dopo l'arrivo del nuovo Z 180-600...non lo sto più usando! Lente Nital con garanzia fino al 29/9/2027, completo di scatola e tutti i suoi accessori, compreso nel prezzo doppio piedino, il suo originale + uno tipo Arca Swiss.
  22. anche. Ma nel nostro campo, fotocamere che principalmente sono videocamere con una modalità per riprendere ... foto e risoluzioni derivate tutte dai formati video
  23. Quindi cosa dobbiamo aspettarci? Cellulari con un sempre maggior numero di lenti o -fantascienza- a lenti intercambiabili?
  24. Le Mans è una pista straordinaria. Se io abitassi la vicino, sarei sempre dentro a respirare aromatici incombusti ! Grazie per questo frammento, Renato. Io ho tutte quelle macchine in scala 1:18. Ti ricordo che siamo avidi di questi blog !
  25. Last week
  26. Ciao Enrico, prima di tutto posso dirti che per fare un’esperienza di questo tipo bisogna essere in buone condizioni fisiche e organizzare tutto per tempo (voli, noleggio auto, sistemazione per la notte), biglietto d’ingresso compreso, quest’anno non so dirti ma lo scorso anno tra centenario, ritorno Ferrari e via dicendo, i biglietti sono andati a ruba e chi si è mosso all’ultimo momento è rimasto a piedi. Una sistemazione notturna per dormire qualche ora è fortemente suggerita, altrimenti la 2 giorni diventa dura, durissima. Il primo anno ho “dormito” in macchina all’interno del circuito riposando poco o nulla (sconsigliato). Il secondo anno prenotato per tempo un B&B vicino al circuito è andata molto meglio. Con largo anticipo si può prenotare anche un albergo in città, i mezzi pubblici collegano la città al circuito se necessario. La mia esperienza ormai è datata di 11 anni, però la parte godibile (a piedi) del circuito va dal rettilineo d’arrivo, chicane Dunlop, Esses, Tertre Rouge. Arnage e Indianapolis bisogna spostarsi in macchina o con pulmini dell’organizzazione, stessa cosa dicasi per Mulsanne. Chicane Dunlop, fotografavo tra prima e seconda rete a ridosso della prima rete in un angolino che oggi mi dicono non è più accessibile. Non sarebbe neanche un problema fotografare da dietro la seconda rete perché è bassa, però la prima rete è distante e anche zoomando l’effetto rete è evidente. Tutti gli altri posti sono più alti delle reti quindi nessun problema. Relativamente all’attrezzatura in considerazione che le foto sono state eseguite con una D7100 (4800x3200 pixel), i dati delle foto dicono: Esses (all’interno) Audi R18 e-tron quattro #1 102 mm (153 mm equivalenti) - 3376 lato lungo (70%) Uscita chicane Dunlop l’Audi si appresta a superare la Ferrari GT2 270 mm (405 mm equivalenti) - 3512 lato lungo (73%) All’esterno della Esses coppia di Ferrari 458 Italia GT2 - #51 dietro la #71 270 mm (405 mm equivalenti) – 4271 lato lungo (89%) I migliori panning si fanno prima della frenata del Tertre Rouge Macchina vincitrice Audi R18 e-tron quattro #2 135 mm (202 mm equivalenti) – 4307 lato lungo (90%) Toyota TS030 Hybrid #7 135 mm (202 mm equivalenti) – 4453 lato lungo (93%) SRT Viper GTS-R #53 155 mm (232 mm equivalenti) – 4654 lato lungo (97%) Sono quasi le 22:00, adesso per fare qualche foto si cercano le zone illuminate Lola B12/60 #13 92 mm (138 mm equivalenti) – 4800 lato lungo (100%) Il mattino successivo alla Indianapolis si gioca attraverso la rete e il teleobiettivo 230 mm (345 mm equivalenti) – 4800 lato lungo (100%) L’uscita di Arnage Porsche 997 GT3-RSR #77 280 mm (420 mm equivalenti) – 4170 lato lungo (87%) Mulsanne Coppia di Audi #1 e #3 250 mm (375 mm equivalenti) – 3967 lato lungo (83%) Direi che oggi il giusto connubio potrebbe essere Z8/9 con Z 100-400mm.
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