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  1. 6 points
    Questo è tradizionalmente il periodo dell'anno in cui mi travesto da indovino, scruto la mia sfera di cristallo ed ipotizzo cosa ci proporrà Nikon per l'anno a venire. Spesso ci azzecco (D500), qualche volta ci vado vicino (le due D850h e D850x che Nikon ha fuso nell'unica D850), qualche volta ci spero soltanto (D5x), ma mai come quest'anno (il 2018) c'è una incertezza e una assenza di rumors tali da rendere praticamente "aria fritta" ogni anticipazione. Ma abbiamo dei fatti su cui basarci : - Nikon nel 2017 ha proposto sostanzialmente - correggetemi se sbaglio - due sole fotocamere : la D850 e la D7500. Del successo della D850 sappiamo, solo in questi giorni la si riesce a trovare senza prenotarla, della D7500 - ottima macchina - non sapremmo dire, è molto scontata, effetto della massa di invenduto a prezzi concorrenziali delle generazioni precedenti. Questo é un fenomeno abbastanza comune (quello del numero ridotto di annunci) che coinvolge più o meno tutti i marchi. La stessa Sony nel 2017 ha presentato "solo" 4 modelli nuovi, rispetto ai 18-20 di qualche anno fa. - sul mercato sono uscite tante nuove mirrorless, alcune decisamente allo stato dell'arte (Fujfilm GFX50s, Sony A7R III e Sony A9, e, in parte, Hasselblad X1D) e di nuove in arrivo nel 2018 si parla parecchio (sempre da Sony, Fujifilm, Panasonic). Il gap con le reflex si riduce, si annulla, alcune volte sono le mirrorless ad essere prevalenti in qualche aspetto. Di certo ci sono i dati di vendita, senza la D850 Nikon in questa stagione natalizia non avrebbe avuto molto da vendere. La D5 e la D500 - modelli di un certo successo - hanno certamente i riflettori spenti. E la D7500, come detto, non ha acceso le passioni di nikonisti e non, pur essendo un solido apparecchio. Mentre sulle mirrorless e sulle compatte Nikon non ha nulla di "caldo" e nemmeno di recente. - Nikon ha deciso di fare a meno dei sensori Sony e pure sulle macchine meno importanti, rispetto al passato, ha puntato su sensori progettati da se (precedentemente D7000-D7100-D7200 avevano un sensore Sony di quelli pensati per i clienti. Oggi la D7500 ha lo stesso sensore della D500). Si mormora che Sony abbia insistito con Nikon per adottare per la D850 il sensore della Sony A7R III ma non se ne è fatto nulla. Sony ha dichiarato che per effetto della richiesta del settore automotive ha ridotte capacità di lavorazione di sensori per fotocamere ad alte prestazioni ed ha ritardato il lancio dei sensori medio-formato su cui stava collaborando con almeno un grande cliente (ritengo Fujifilm o Phase One). - Tower Jazz, produttore di sensori californiano di lontane origini Panasonic (produce, tra l'altro, il Foveon Quattro), ha dichiarato che avrà nei suoi nuovi impianti in Cina una nuova generazione di sensori full-frame BSI e stacked e che sta collaborando allo sviluppo di uno di questi con un grande produttore mondiale di reflex. - il processo di ristrutturazione di Nikon, iniziato oltre un anno fa, è stato completato. I benefici si vedono a livello di bilancio (contenimento di costi). Ma è necessario un incremento del fatturato perchè non ne sia necessario un altro nei prossimi 3-5 anni. Finiti i "fatti" le illazioni. A distanza di due anni dal lancio, generalmente Nikon ha tradizionalmente proposto i modelli S delle sue ammiraglie. La Nikon D5 e la D500 hanno esattamente due anni. E la prossima estate ci saranno i campionati mondiali di Calcio. Per questa ragione ci saremmo attesi per i primi di gennaio il lancio di D5s e presumbilmente anche di D500s. Due modelli poco importanti sul piano del fatturato ma tutto sommato importanti per lo sviluppo delle reflex Nikon. Entrambe infatti richiedono ricadute delle tecnologia della D850. Un affare non banale perchè la D850 ha un processore molto più potente di quello delle due colleghe e il suo sensore ha impiegato per la prima volta in Nikon il BSI per ottenere maggiore velocità. Al momento, escludo un nuovo sensore per le due macchine - già sono prodotti in piccola scala e un nuovo modello costerebbe un botto - quindi lo sforzo da fare per aggiornare i due corpi sarebbe poi ripagato dalle effettive vendite ? Ho più di un dubbio, considerato poi che D5 e D500 sono ampiamente disponibili a prezzi molto convenienti mentre i loro aggiornamenti si riposizionerebbero a prezzo pieno. Come sia, non c'è alcun rumor su questo fronte. Magari Nikon ci farà la sorpresa per il CES invernale di Las Vegas. Ma mancano pochi giorni e per il momento proprio non se ne parla. Da febbraio in avanti, ci aspetteremmo poi anche l'aggiornamento della D750/D610. Anche qui, avendo a mente quanto fatto da Canon con la 6D Mk II - un modello sul cui successo non so assolutamente nulla né, francamente, me ne importa molto ... - l'apparecchio dovrebbe offrire ad un prezzo più ragionevole, in piccola scala le novità della D850. Potrebbe guadagnarsi il suo spazio .... ma la Nikon D750 è un modello di successo e io non ho idea di quanto interesse per una sua sostituzione ci sia. In ogni caso questa nuova macchina avrebbe bisogno di un nuovo sensore se, secondo la nuova politica di Nikon, è escluso l'uso di uno Sony. Sony, peraltro, è restia a concedere sensori con tecnologia avanzata ai concorrenti, mentre Nikon ha necessità di aggiornare nella sostanza e non solo nella forma la D750. Insomma, leggendo quanto successo con la D7500, una ipotetica D760 che inglobi solamente touch-screen, video avanzato e Snap Bridge quanto venderebbe ? Peraltro - è la parola del Presidente - Nikon va verso il formato 8K. E per quello ci vuole almeno un sensore da 32 megapizze ... Dilemma ! Ma anche su questo fronte, nemmeno un rumor. Solo nostre - ragionevoli - supposizioni. Mirrorless Nikon ha più volte questa estate anticipato di essere al lavoro per offrire ai nikonisti una mirrorless veramente nikonista che offra insieme a prestazioni d'eccellenza, anche una esperienza d'uso realmente nikonista. Dal dire al fare ... Fatto sta che la finestra utile è questa - diciamo da febbraio, al CP+ di Tokyo - fino a settembre, al Photokina di Colonia - perchè altrimenti non so cosa avrà da proporre sul mercato Nikon nei prossimi mesi. Nikon necessita "come il pane" di un altro colpo stile D850 ma evidentemente su un altro segmento di mercato, perchè credo che chi ha preso la D850 ne sia così tanto soddisfatto (io sono tra questi) da avere aspettative talmente elevate per una sua eventuale evoluzione mirrorless che forse i tempi non sono maturi. O, almeno, non sono maturi in casa Nikon, perchè una macchina che offra il connubio tra le potenzialità della D850 e della Sony A7R III/Sony A9, sarebbe ampiamente possibile sul piano della tecnologia presente sul mercato. I mirini elettronici oggi hanno qualità elevate. I sensori, liberati da specchi e mirini ottici, offrono anche 20 scatti al secondo in elettronico e 10 in meccanico anche ad altissima risoluzione. Per tacere delle modalità avanzate, tutte possibili - anche con la D850 - solo a specchio alzato o, meglio, senza specchio per nulla ! Ecco che il jolly per Nikon potrebbe essere una novella Nikon Df di gusto retro con tecnologia mirrorless. La cosa che ha in mente Goto e che il precedente management di Nikon ha massacrato con sovrastrutture inutili su una base mediocre. Questa macchina potrebbe avere un adattatore reflex avanzato o un avanzato adattatore ... integrato, in stile Sigma sd Quattro. Potendo contare già alla partenza su tutto il corredo consolidato in mano ai nikonisti. Che è in fondo la vera ragione del successo della D850. Perchè io, ad esempio, sarei stato molto meno soddisfatto della mia D850 se non avessi potuto usare dal giorno zero tutti i miei obiettivi senza limitazioni. Insieme a questa macchina, una mirrorless in formato DX, con un nuovo attacco, che vada di fatto a sostituire le Nikon 1 in tutto e per tutto. Compatta, leggera, non troppo costosa, non troppo "strana" come estetica ed ergonomia, ma nemmeno retro. Per questa potrebbero essere proposti nuovi obiettivi piccoli, compatti e prestazionali, come lo sono alcuni del sistema Nikon 1. Come quelli di Leica e di Fujifilm per i loro sistemi APS-C. Ma non basterebbe. Perchè Nikon ha anche bisogno di lanciare nuovi obiettivi, a cominciare da un nuovo 16-35/2.8 per andare a nuovi macro prestazionali. Oltre a proporre obiettivi nuovi che nel corredo non ci sono (mai stati). Ed ha anche bisogno di ripresenziare il segmento delle Coolpix di fascia alta. A cominciare da una nuova P900 con sensore da almeno 1'' e compatte ad obiettivo fisso di qualità, con sensore DX. Sempre che voglia tenere il mercato, chiudere il ritardo e ripresentarsi nel 2019-2020 pronta per lanciare la sostituta della D850 come reflex mirrorless senza compromessi e di prestazioni allo stato dell'arte senza timore di alcun confronto. Insomma, per il 2018 non ho nessuna previsione di cui sono convinto. Nikon si muove su un terreno minato e ogni passo falso é potenzialmente molto pericoloso (tipo Nikon DL lanciate al CP+ del 2016 in pompa magna e poi fatte morire perchè destinate ad insuccesso come quelle merde delle Key Mission). Ma tanta, tanta curiosità per vedere come supereranno le secche in cui si sono andati a cacciare.
  2. 5 points
    A chi dedica tanto impegno e riesce ad offrire un sito carico di contenuti, ai quali si dedica volentieri più volte il nostro tempo per leggerli con passione, non si può altro che fargli tanti complimenti e ringraziarli per l'opportunità di conoscenza e crescita che viene offerta.
  3. 4 points
    Non posso definirmi una fotografa, sono solo una persona che ha scoperto da pochissimo la passione per la fotografia. È iniziato tutto un giorno, ammirando delle foto di un amico, percependone la passione che ci metteva nel farle e mostrarle… guardando quelle foto, mi sembrava di essere li con lui mentre immortalava animali in luoghi lontani con panorami magnifici… mi sono ritrovata a voler mollare tutto e comprare una macchina fotografica per andare a fotografare. Non ho ancora un genere preferito, anche se il mio interesse è orientato verso la naturalistica, la ritrattistica e un genere che non so ben definire ma riguarda i luoghi misteriosi e abbandonati. La mia prima esperienza? Fotografare, insieme ad una amica, un cimitero nel sud Italia. Molti penseranno che un cimitero sia un luogo triste e brutto da fotografare, lo pensavo anche io! ma poi mi sono stupita della sensazione che ho provato camminando tra quei sentieri illuminati solo dalla luna: pace, armonia ed un eterno silenzio. Sono ben accetta a qualsiasi suggerimento o consiglio per migliorare le mie foto, nel frattempo vi lascio con una citazione di Gospodinov: “Ho imparato le lettere al cimitero di quella cittadina riarsa dal sole. Posso anche dire che la morte è stato il mio primo sillabario. I morti mi hanno insegnato a leggere”.
  4. 3 points
    L'anno appena passato é stato particolarmente importante per Nikonland. In agosto, dopo oltre 11 anni, abbiamo abbandonato lo storico sito Nikonland.eu (oggi ribattezzato Nikonland 1.0) e siamo passati al dominio .it (questo). Lo abbiamo fatto per necessità tecnologiche (la piattaforma precedente non ci consentiva più un aggiornamento indolore dei contenuti) ma anche per dare discontinuità con il recente passato fatto di esplorazione di altre soluzioni di altri marchi. Il nuovo sito è interamente dedicato a Nikon - e a tutto ciò che gira intorno a Nikon - ma abbiamo nuove possibilità espressive per i fotografi che seguono Nikonland (e questo a prescindere dal marchio che utilizzano). Il nuovo sito ha aggiunto i Club, mini-siti integrati dedicati a specifiche tematiche di comune interesse o anche di nicchia. L'aggiornamento, anche grafico, ha certamente aiutato a rinnovare tutta l'esperienza di utilizzo del sito. Del tutto casualmente - l'operazione era in programma già da due anni - questo passaggio è corrisposto al lancio da parte di Nikon di materiale particolarmente interessante che è culminato con la presentazione - avvenuta appena prima del passaggio al nuovo sito - della nuova Nikon D850, che noi abbiamo potuto provare in anteprima nazionale. Il nostro test è tra i più letti articoli di Nikonland di sempre se mettiamo le letture in relazione alla data di pubblicazione. Un notevole successo per un sito sostanzialmente ... nuovo, anche se arriva con l'eredità di uno dei più autorevoli siti tematici nazionali dedicati alla fotografia. E dopo tanti anni di contatti saltuari, abbiamo ottenuto una collaborazione più concreta con il distributore nazionale di Nikon - Nital Spa . che ci ha consentito di provare praticamente in prima visione le ultime novità Nikon, a partire dalla D7500, per arrivare, appunto, alla D850, passando per l'eccellente 28/1.4E e il nuovo 70-300 AF-P. Sia io che Max Aquila siamo stati invitati come addetti stampa a pieno titolo, ai Nikon D850 Live di Milano e di Roma, al lancio ufficiale della nuova macchina, giornate riservate alla stampa e ai rivenditori. Ma si é mantenuto vivissimo il contatto con il distributore di Sigma che ci ha inviato anche in anticipo rispetto alla data di distribuzione, tutte le novità Sigma mentre si è aggiunto, anche grazie all'attenzione da noi riservata ai flash del dinamico marchio cinese Godox, la collaborazione a titolo continuativo con il distributore italiano di Godox, Asphot che ci farà avere, tempo per tempo, le prossime novità. Riteniamo di aver fatto grandi sforzi nel 2017 e speriamo che quanto fatto sia stato apprezzato dagli iscritti e dai lettori del sito. In questo momento ci sarebbe molto, veramente molto utile un feedback da parte vostra, un commento, anche critico, qualche suggerimento. E' l'occasione per farlo, anche iscrivendovi appositamente per far sentire la vostra voce, il vostro appoggio ma anche il vostro eventuale disappunto per qualche cosa. Con il nuovo sito abbiamo volutamente semplificato al massimo le formalità per l'iscrizione, quindi in pochi secondi chiunque è in grado di poter lasciare un commento o un contributo. Comunque, siamo ancora solamente a metà gennaio ma possiamo tracciare in qualche modo i programmi sommari che abbiamo per il 2018. Punto nodale del sito resterà ancora - e per sempre - Nikon e tutto ciò che ruota attorno a Nikon. Quindi il materiale Nikon e quello di altri marchi che può essere utilizzato con le nostre fotocamere Nikon. In larga parte per questa attività ci appoggeremo ai tre distributori citati (Nital, Mtrading e Asphot) che ci assicurano continueranno nel prossimo futuro a considerarci favorevolmente. Mi corre l'obbligo - ma chi ci segue da anni lo sa - che tutto ciò avviene a titolo puramente amatoriale. Questo sito è e resta del tutto slegato da logiche commerciali, sponsorizzazioni e partecipazioni che non siano a titolo del tutto gratuito. Ne è prova l'assenza di qualsiasi banner. E le rare volte in cui segnaliamo opportunità vantaggiose, lo facciamo esclusivamente per favorire gli iscritti al sito. Quindi in relazione al materiale che avremo a nostra disposizione, continuerà l'attività di test e articoli relativi. Ci sforzeremo anche di sviluppare ulteriori contributi nelle guide agli acquisti e nelle guide in generale che abbiamo visto abbastanza apprezzate. In parallelo vorremmo valorizzare la presenza degli iscritti. Una iniziativa quasi ciclopica, di cui alcuni di voi già sono stati messi a parte, è quella proposta e avviata da Silvio Renesto, che riguarderà l'intervista di un selezionato numero di affezionati nikonlander.Queste interviste fotografiche popoleranno un nuovo blog. Speriamo che da un lato favoriscano la migliore conoscenza che abbiamo di noi iscritti e che invitino tutti quanti ad una partecipazione attiva più continua. Per partecipazione attiva non intendiamo necessariamente l'attività editoriale (anche se saremmo ben felici di poter valutare candidati ad entrare a far parte della redazione). Un commento, una puntualizzazione, un'immagine sono più che sufficienti. Portare gli altri a conoscenza di una propria esperienza è importantissimo, è la vera ragione per cui 12 anni fa abbiamo creato questo sito. In questo senso i blog, gli album, i Club sono tutti a vostra disposizione. Voi avete la chiave per valorizzare, moltiplicare e far crescere enormemente la potenziale utilità di Nikonland. Tenere per voi qualche cosa che sapete, perchè non la ritenete importante, il più delle volte è solo una occasione perduta di confronto ... Far vedere ciò che voi sapete fare con il vostro materiale fotografico, è il miglior modo, invece, per far si che ci sia un sano processo di imitazione che porta, al contrario, a condivisione, maggior confronto, in una parola, maggiore conoscenza. E a volte basta questo per stimolare anche il più depresso dei fotografi. Cominciate da qui, dateci un segno del vostro pensiero su Nikonland 2.0. Grazie a tutti. Mauro Maratta Admin e cofondatore di Nikonland 1.0 e 2.0
  5. 3 points
    Lo svasso maggiore (Podiceps cristatus) è il più grande e anche il più comune degli svassi europei. Negli sparuti canneti del basso Garda veronese, dove bazzico io, non è molto visibile negli altri periodi dell’anno, ma nel periodo della nidificazione si fa molto numeroso e diventa l’oggetto di notevole attenzione di fotografi più o meno naturalisti. Nonostante abbia innumerevoli foto di questo uccello, tutti gli anni ritorno a seguirne i rituali, le lotte e l’allevamento dei piccoli di questo strano e schiamazzante uccello. Prevedendo che per difficoltà motorie quest’anno frequenterò di meno questo luogo, vi propongo una piccola selezione del 2017. Già da febbraio si formano le coppie e cominciano le scenografiche lotte fra i maschi. I maschi accoppiati difendono il territorio pattugliando l’acqua antistante il nido emettendo sgradevoli richiami molto forti. I single sviluppano una continua azione di disturbo che molte volte si conclude momentaneamente con la lotta. Lotte che sono teatralmente molto spettacolari, all’apparenza violente ma non sono mai cruente. Da febbraio a giugno, gran parte del tempo è impiegato nel corteggiamento con i soliti rituali molto affascinanti. Nella mia zona, grazie ad una gestione demenziale del canneto, le nascite sono abbastanza rare. Ma una volta nati i pulcini, ingozzati incessantemente dai genitori, crescono velocemente e vanno a incrementare il gruppo.
  6. 3 points
    Mi è stato chiesto di fare le fotografie per il calendario 2018 della società sportiva Bormio Ghiaccio, che pratica lo sport di pattinaggio di velocità, più propriamente Short Track.E' stata un'esperienza molto divertente e molto interessante dal punto di vista fotografico. Insomma una di quelle esperienze che, se si prendono un po' "seriamente", te ne fa uscire molto più "ricco" di prima. Senza propinarvi l'intera versione, inserisco gli scatti che reputo meglio riusciti. Ciao!
  7. 3 points
  8. 3 points
    Francesco Tomasinelli, originario di Genova, si è laureato in Scienze Ambientali Marine presso l’Università di Genova. E'un libero professionista, lavora come biologo e fotogiornalista scientifico. Da sempre affascinato dalla natura, e soprattutto dagli animali più insoliti e curiosi ha lavorato in Italia e negli Stati Uniti, per poi dedicarsi all’editoria, alla divulgazione scientifica e alle consulenze ecologiche e ambientali per aziende e studi professionali. E' un apprezzato fotografo naturalista, nonchè convinto Nikon user. Ha collaborato e sta collaborando con l'Università dell'Insubria dove io lavoro, così non mi sono lasciato scappare l'opportunità di proporgli un'intervista, cosa a cui si è prestato volentieri. SR La passione per la fotografia è venuta prima o dopo quella per la natura? FT In realtà mi è sempre piaciuta moltissimo la natura. Ho cominciato a 3 anni con i dinosauri e non ho mai smesso. L'interesse per la fotografia è venuto molto, molto più tardi, quando ero all'università. All'epoca lavoravo part-time all'acquario di Genova e allevavo in un mio laboratorio alcune specie di insetti per approfondire le mie conoscenze. Uno dei curatori dell’Acquario, Giovanni Schimmenti, mi disse che era importante per una persona come me imparare a fotografare bene, e mi suggerì a grandi linee che attrezzatura acquistare. È stato probabilmente uno dei consigli più preziosi che mi siano mai stati dati. SR Fai solo fotografia naturalistica o ti dedichi anche ad altri generi? FT Ho cominciato a fotografare seriamente nel 2001 e sono professionista dal 2005 (nel senso che ho aperto una partita IVA da fotografo). All’inizio facevo molte diapositive di insetti e ragni, tra i miei gruppi animali preferiti, per documentare comportamenti e cicli vitali. Ma con la nascita del digitale ho ampliato sempre di più i miei orizzonti fotografici ad tutti i gruppi di animali e piante, alla fotografia di viaggio e alla documentazione del lavoro scientifico, che è un genere che mi piace molto. Guardo sempre con piacere il lavoro di altri sulle riviste e su instagram. E sinceramente trovo che oggi ci siano molti fotografi straordinari, più motivati e creativi di me, sia in Italia che all’estero. Esplorazione notturna della foresta pluviale con autoscatto (Tomasinelli è quello a sinistra). Servizio su turismo di avventura in Amazzonia per Rivista della Natura e Touring. Brasile. Delfini di fiume (Inia geoffrensis) nel Rio Negro. Servizio su turismo di avventura in Amazzonia per Rivista della Natura e Touring Raduno dei pipistrelli giganti Eidolon helvum nel Parco Nazionale di Kasanka, la più grande concentrazione di mammiferi in Africa, dopo la migrazione degli gnu in Zambia. Servizio per Rivista della Natura SR Quali aspetti del mondo naturale ti attraggono di più come fotografo? FT Con il passare degli anni ho maturato un interesse profondo per tutti gli animali e anche per le piante. In realtà passo più tempo a osservare, studiare e fare progetti che a fotografare. Tra i miei soggetti favoriti figurano senz'altro tutti i piccoli animali più trascurati come insetti, ragni e rettili e anfibi, i quali hanno una varietà di forme, colori e comportamenti assurdi e sorprendenti che non si ritrovano negli animali più grandi e carismatici. Ho avuto la possibilità di viaggiare spesso, come inviato di riviste, docente di corsi foto, biologo e fotografo aggregato a spedizioni e devo riconoscere che ai tropici si incontrano una moltitudine di specie straordinarie, dagli uccelli alle formiche. Cerco sempre di studiare prima di partire ma non basta mai… Quando sono sul campo scopro di aver trascurato sempre alcuni aspetti o singole specie. Mi piace anche documentare l'impegno degli scienziati e più in generale delle persone che fanno un lavoro tecnico, non solo in natura, e ho fatto diverse campagne per enti pubblici e per privati. Recentemente mi sono dedicato anche ai video e ho realizzato una serie di brevi clip con grafica che utilizzo nelle mostre che organizzo per i musei. Ragno di grotta Troglohyphantes pluto lungo pochi millimetri sulla sua ragnatela. Da servizio su progetto di ricerca Cavelab, dedicato all’impiego degli organismi di grotta come indicatori dei cambiamenti climatici. Italia Link ad un video di Tomasinelli realizzato per la mostra Predatori del Microcosmo,realizzato con Nikon D800 e due illuminatori LED. SR Cosa cerchi di trasmettere con le tue immagini di natura? FT Mi piace costruire storie fotografiche che raccontano come vivono le diverse specie: documentare il loro comportamento e le interazioni con l’ambiente e le altre specie. Molti degli animali che vediamo in giro sono molto più interessanti di quanto immaginiamo, basta raccontare le storie (anche a parole) nel modo giusto e far appassionare le persone. Il primo passo è sempre suscitare l'interesse con qualcosa di divertente, sorprendente e insolito. E poi in un secondo momento si può stimolare la volontà di proteggere e tutelare. Mi dicono spesso che ho fatto appassionare molte persone alla natura: è sicuramente il complimento che mi fa più piacere in assoluto. SR Quali progetti hai attualmente in corso? FT Anni fa mi impegnavo molto per confezionare reportage interessanti per le riviste, ma con la crisi dell'editoria e il calo dei compensi nel mio caso non ne vale più la pena. Quindi ormai faccio solo lavori su commissione (foto e spesso testi) per alcune pubblicazioni come Natura, Focus e Touring e per privati aziende o la pubblica amministrazione. In più assieme a Emanuele Biggi, fotografo e biologo come me, dal 2009 progetto esposizioni scientifiche per i musei dedicate alla natura e per questi lavori produco ancora molte immagini. Spesso utilizziamo animali in vivario (tutte specie non protette e nate in cattività) all'interno di habitat ricostruiti e illustriamo il loro stile di vita con storie fotografiche dettagliate. Il nostro più grande successo è “Predatori del microcosmo”, che è passata nei maggiori musei di storia naturale del Paese. Adesso si trova all’Ecomuseo del Freidano a Settimo Torinese, un grande spazio vicino a Torino. L'ultima mostra che ho concepito è "Alieni" dedicata agli animali e alle piante originarie di altri paesi che arrivano in Italia per colpa dei traffici dell’uomo e si affermano, soppiantando le specie autoctone. E’ un tema di grande attualità, perché oggi queste invasioni sono una delle maggiori minacce alla biodiversità su scala mondiale e motivo di enormi danni economici. Basta pensare alla zanzara tigre, al gambero della Louisiana o al pesce siluro. La mostra è nata da una collaborazione con l'Associazione Pithekos e con l'Università dell'Insubria e adesso è esposta a Villa Mirabello a Varese fino alla primavera. Chiaramente la fotografia è rilevante per questi lavori, ma è solo “una parte della storia”: bisogna tirare fuori qualche buona idea per il materiale espositivo, organizzare i contenuti, trovare pezzi o allestimenti interessanti, sistemare i testi, la grafica e fare presentazioni e conferenze per la stampa e il pubblico, cercando di confezionare un prodotto interessante con un budget limitato. Spesso coinvolgo fotografi di valore per produrre il materiale. Per Alieni, per esempio, Marco Colombo (vincitore del primo premio nella sezione Rettili e Anfibi del Wildlife Photographer of the year 2016 N.d.R.) ha fornito diverse belle immagini delle specie animali protagoniste della mostra, come nutrie, siluri e alcuni insetti. Gambero della Louisiana (Procambarus clarkii) in mezzo ad una strada durante trasferimento notturno. Italia. Da mostra Alieni a Varese Ricercatore che cattura un tarlo asiatico (Anoplophora chinensis). Italia. Da mostra Alieni a Varese SR La scelta di usare il sistema Nikon è stata casuale o motivata? FT Ho cominciato con Nikon per caso. Quando mi hanno consigliato di iniziare a fotografare all'acquario avevo in casa una vecchia Nikon f401 con la quale ho cominciato, abbinandola ad un Nikon macro 55mm, diapo Velvia e vari flash manuali. Sono passato al digitale nel 2005 con la Nikon D70, ma ho iniziato a fotografare solo in digitale, abbandonando la pellicola, solo con la Nikon D200. Ho utilizzato un po’ tutti i modelli della serie D ed ora mi sono fermato sulla D810, che trovo ottima, ma ammetto di non essere un “feticista” dell'attrezzatura. SR Quali pregi trovi nel sistema Nikon? Cosa vorresti vedere migliorato? FT Il sistema flash comandato a distanza CLS è stato di straordinaria utilità per i lavori che facevo e ancora oggi lo uso sempre. Per molti anni l’affidabilità e la precisione di questo sistema hanno reso per me Nikon molto più interessante rispetto a tutte le altre marche. A volte il sistema di attivazione dei flash non riceve il segnale ma so che il nuovo sistema radio sta risolvendo questo problema. SR Secondo te cosa manca davvero nel sistema Nikon? FT Non saprei davvero, a me manca una lente per fare fotografia macro ad altissimo ingrandimento, come il Canon MP-E. Adesso uso il 60 e il 105 con i tubi di prolunga, ma non è la stessa cosa. SR Cosa metti nella borsa per una sessione macro? FT Per un’uscita seria prendo un 105, e spesso aggiungo anche il 60 macro ed un duplicatore TC17. Per le immagini ambientate utilizzo un Sigma 24 mm e un Sigma 15 mm, due grandangolari non recenti ma molto nitidi che consentono di arrivare molto vicino al soggetto. Poi mi porto due flash SBR200 e un paio di SB900 o simili, con una varietà di diffusori, gelatine, tubi per deviare e canalizzare la luce modificarla in tutti i modi possibili. Utilizzo spesso anche i pannelli riflettenti, un cavalletto leggero e un gorillapod per poter posizionare in flash in giro. SR E se per una sessione di wildlife? FT Qua dipende davvero dal soggetto... Tre anni fa, per esempio, ho lavorato brevemente su gorilla e scimpanzé nelle foreste dell'Uganda. Non si può usare il flash che dà fastidio agli animali e neanche avvicinarsi troppo per evitare di passare ai primati eventuali malattie e bisogna essere molto agili e mobili. Ho impiegato con soddisfazione un Nikon 24-120 e il Sigma 120-300 f2,8 montati su una D700 con monopiede. Non ho mai acquistato super tele molto luminosi perché non è il mio genere. SR Usi molto il flash, e come? FT Se posso uso moltissimo il flash e lo ritengo indispensabile per quasi tutti i generi di fotografia che pratico. Mi piace l'idea di poter modificare la luce a mio piacimento con una serie di accessori. Uso sempre uno o più flash dislocati che aggancio a cavalletti ai supporti o alla vegetazione. A volte, se sono fortunato ho anche qualcuno che mi aiuta… SR Oggi sei conosciuto nel mondo della divulgazione naturalistica, collabori con Università ed emittenti radiotelevisive, come hai cominciato? FT Ammetto che è nato tutto dalla fotografia. Oggi ci sono moltissimi fotografi in gamba ma quando ho cominciato io non eravamo in molti a realizzare certe foto un po’ più tecniche ed era più facile mettersi in luce. Grazie alle fotografia ho maturato l'idea di sviluppare mostre per i musei, è sempre grazie ad essa ho conosciuto molte delle persone più in gamba con cui oggi collaboro proficuamente, da Emanuele Biggi ( biologo e fotografo italiano, conduce la trasmissione Geo NdR), fino ad editori, architetti e agronomi, per i quali faccio il consulente e l’ecologo (e a volte anche il fotografo). SR Raccontaci di qualche tuo progetto già realizzato e in corso d’opera. FT Oltre alle mostra Alieni, nel 2017 ho realizzato un libro Predatori del microcosmo, la lotta per la sopravvivenza di ragni, insetti, rettili e anfibi. Alla centesima persona che ad una mostra ci ha chiesto “Ma come mai non avete ancora fatto un libro su queste cose?”, io Emanuele Biggi ci siamo messi all’opera e abbiamo organizzato una parte del nostro materiale in un grande volume edito da Daniele Marson e uscito poche settimane fa. Avevo già realizzato libri in passato ma questo è sicuramente il più importante dal punto di vista fotografico, anche se c’è un testo divulgativo ma molto documentato che tiene conto delle ricerche più recenti. Predatori del microcosmo presenta una trentina di storie fotografiche che raccontano le vite sorprendenti e pericolose di tanti piccoli animali: le mantidi tropicali con i loro straordinari travestimenti da fiore e foglia, la caccia dei ragni pescatori che catturano pesci, la vita delle rane che usano le grandi migali tropicali come “guardie del corpo”. Chiude il libro una sezione dedicata alla conservazione, con l’impegno dei ricercatori per salvare alcuni di questi animali dall’estinzione. Il libro è frutto di tante spedizioni e viaggi all’estero, dall’Amazzonia al Borneo, anche se alcune sequenze sono state realizzate in Italia o in un laboratorio. Nel panorama italiano, in cui i testi divulgativi su questi temi sono pochissimi e tradotti dall’inglese, è un lavoro unico nel suo genere nel quale abbiamo messo tutto il nostro impegno. Copertina del libro Predatori del Microcosmo SR Piani per il futuro? FT Un progetto che mi sta appassionando riguarda il mimetismo in natura. Sempre assieme ad Emanuele Biggi a febbraio 2018 inaugurerò la mostra “Kryptos, inganno e mimetismo nel mondo animale” realizzata per conto del Museo di Storia Naturale di Genova, in occasione dei 150 anni dell'istituzione. Oltre ad una serie di specie sorprendenti in vivario, presenteremo nuove storie fotografiche con immagini in grande formato e un'ampia sezione video dedicata ai trucchi e al comportamento degli animali, proiettata sulle pareti delle sale. Mantide foglia in agguato (Choeradodis sp.), Colombia. Da libro e mostra Predatori del microcosmo Grazie Francesco. Segnalo il suo sito web: www.isopoda.net da non perdere per gli appassionati di Macro e divulgazione scientifica. Nel sito vi raccomando con calore questa sezione. E' un portfolio sui nostri naturalisti (qualcuno lo conosco di persona), ritratti con maestria, si vede quel che fanno, ma ancora di più si sentela passione, che ci credono. Starò invecchiando, ma nello scorrere la galleria mi sono quasi commosso. Silvio Renesto. Tutte le foto sono (c) di Francesco Tomasinelli.
  9. 2 points
    Vi ringrazio per l'apprezzamento. Fotografare i svassi è divertente appunto perché pur sapendo cosa combineranno ( i rituali sono sempre gli stessi), nell'attesa ci si rilassa. Ho fatto questa foto col 15 mm per distanziarli il più possibile da me. Io mi posiziono in un posto più sfigato ma nonostante questo porto a casa diverse centinaia di scatti ogni mattina. E non essendo distratto dalla truppa sono riuscito a fare uno scatto come questo in una mattina buia e nebbiosa. .
  10. 2 points
    La nuova Nikon D850 è una fotocamera con cui sono entrato immediatamente in sintonia. L'esperienza d'uso è di livello eccezionale. A distanza di 4 mesi e oltre 40.000 scatti non riscontro altro che qualche limite progettuale, in parte giustificato, in parte, larga parte, dettato da mie aspettative difficilmente possibili da soddisfare con la piattaforma reflex. Mi spiego meglio, se i progettisti mi dicono che non hanno inserito un autofocus a differenza di fase sul piano sensore per una precisa scelta di massima qualità dell'immagine, io ci credo e accetto le loro scelte perchè non posso farne a meno. Ma mi resta l'amaro in bocca di non poter avere un equivalente della splendida messa a fuoco reflex nella modalità live-view tipica delle mirrorless. La D850 d'altro canto offre tantissimo, molte sono solo funzioni già presenti su altre reflex ma qui più raffinate. E non essendoci un modello superiore ad alta risoluzione, Nikon qui ha dato il massimo. Tornando all'oggetto di questo articolo e alla mia soddisfazione, buona parte di questa (la soddisfazione d'uso) deriva secondo me anche dall'ottimo battery-grip Nikon, il nuovo modello MB-D18 specifico per la sola D850, che potenzia le prestazioni della macchina, oltre a migliorarne l'ergonomia. La Nikon D850 e il suo battery-grip MB-D18 In passato ho avuto il battery-grip (sia Nikon che "compatibili") su D100, su D300, su D600 e D750 e naturalmente su D500 e D800/D810. Ne ho sempre ricavato una impressione di "imposto", una cosa utile ma non al livello di paragonarla alla soddisfazione di maneggiare un perfetto corpo monolitico come quello di una D4 o di una D5. C'era sempre stato qualche "giochino", qualche indecisione, quando non c'erano difetti come nel primo per la D300 il cui pulsante di scatto verticale era troppo sensibile e quasi scattava da solo. Parliamo peraltro di tecnologia Nikon ma prodotti made in China, venduti a prezzi via-via crescenti fino a quello - abbastanza scandaloso - della D850. in alto , Nikon MB-D17 per Nikon D500, in basso, Nikon MB-D18 per Nikon D850 ovviamente, più che altro per questioni di incremento del fatturato, Nikon si è sempre guardata bene dal rendere compatibili i battery-grip tra le varie generazioni di macchine (con l'eccezione - ovvia - di D800 e D810) e con la scusa delle differenti batterie, renderci più dolce la pillola. Mi ha in verità un pò indispettito la scelta di fare l'MB-D18 differente dal MB-D17 che già possedevo ed usavo con la D500. Stesse batterie, corpo non necessariamente diverso nella parte inferiore. Eppure due modelli diversi. Ma poi ho accettato la scelta, una volta provato il nuovo modello. Ci sono solo piccole differenze in una struttura peraltro collaudata da 15 anni. Ma le migliorie e forse qualche ingrediente segreto a me sconosciuto e l'MB-D18 che all'apparenza è del tutto analogo al MB-D17 si presenta come un prodotto migliorato, quasi perfetto. Aderisce perfettamente al corpo della D850 creando un unico indivisibile, senza giochi anche nell'uso su treppiedi, limite del sistema D800/MB-D12 che me lo faceva detestare nei lavori in studio. Quasi fosse realmente quello che è : il surrogato della impossibile Nikon D5x. lo vedete anche voi da queste foto di uno dei primi importati in Italia. E' analogo ai precedenti, all'apparenza. Eppure, fidatevi, è sensibilmente migliore. Le funzionalità sono le medesime, si può inserire una batteria serie EN-EL15 come quella che c'è nel corpo macchina, oppure cambiando slitta, un gruppo di pile/batterie stilo da 1.5V. E togliendo la slitta, montando un adattatore Nikon BL-5 che incorpora anche un nuovo coperchio e una nuova sicura di sgancio, anche una batteria serie EN-EL18/a/b che permette prestazioni superiori. Si perchè, a parte l'autonomia maggiorata, a parte la migliore reattività consentita dall'alimentazione a tensione superiore, solo con una EN-EL18 la macchina passa dai 7 ai 9 fotogrammi al secondo a parità di risoluzione. due delle possibili alimentazioni del Nikon MB-D18. A sinistra una vecchia EN-EL18 prima serie, ereditata come batteria di scorta della D4, usata per anni su D800e e D810, che adesso continua a funzionare perfettamente anche sulla D850. Ovviamente non mi soffermo - chi usa i battery-grip lo sa - sulla migliore ergonomia del corpo macchina con il battery-grip quando si usano obiettivi impegnativi a mano libera e la possibilità dei comandi secondari e del pulsante di scatto per le inquadrature verticali. Qui nulla è cambiato. Come la possibilità, all'occorrenza, di rimuovere il battery-grip per un uso più disinvolto consentito dal corpo più compatto rispetto a D4 e D5. Insomma, esperienza molto positiva, nel suo complesso, che definisco eccezionale se rapportata a quella, sempre fonte di frustrazioni, dei battery-grip Nikon sulle precedenti macchine. Perchè se da un Meike possiamo accettare limitazioni - come l'impossibilità di montare una EN-EL18 - il prodotto Nikon, venduto a 6-7 volte il prezzo del Meike, dovrebbe essere sempre perfetto. Eppure "perfetto" mi sento di poter definire, per la prima volta, solamente questo nuovo modello e non i precedenti. Quindi, conclusioni : PRO - esperienza d'uso finalmente a prova di critica. Il montaggio è ineccepibile, i giochi quasi inesistenti. Rispetto ai precedenti le ghiere di fissaggio sono comode da azionare e il battery-pack si monta e si smonta facilmente, risultando sempre abbastanza fermo da consentire foto accurate anche se montato su treppiedi (per il corpo) e con tempi lentissimi in studio o in paesaggio - la batteria aggiuntiva stile D4/D5 che l'MB-D18 consente di utilizzare, (la stessa che permette alla D5 di essere la D5 !) oltre a portare maggiore autonomia (stimo in circa 10.000 scatti a raffica in uso reflex e in una giornata di utilizzo in uso tipo "mirrorless" con schermo posteriore attivo al 100%) è l'unica che consente di passare da 7 a 9 scatti al secondo senza limitazioni - ergonomia e utilizzo con ottiche lunghe a mano libera a tutta prova. Come del resto sempre con questi accessori. 9 scatti al secondo consentono di coprire quasi tutte le competizioni sportive. Qui una mia foto al recente gran premio di F1 di Monza, settembre 2017 CONTRO - la tassa dei 9 frame al secondo. Oltre al costo - faraonico - del battery-grip, se non si possiede almeno una D4 o una D5, si dovrà anche acquistare una batteria EN-EL18/a/b e il suo caricabatterie. Una spesa complessiva che aggiunge 800-900 euro al prezzo già elevato della Nikon D850. Qualche cosa che la fa avvicinare al prezzo di una Nikon D5 d'importazione (nuova) o di un usato sicuro Nital CONCLUSIONI Insomma, più che un accessorio, un "necessorio", ovvero un aggeggio che si deve acquistare, se si entra nell'ordine di idee che non c'è in listino una ammiraglia che sostituisce la Nikon D3x, questo complesso Nikon D850+MB-D18-EN-EL18 ci si avvicina tantissimo, a differenza di quanto capitato con le precedenti professionali "compatte", Certo costa tanto e le eventuali alternative di produttori cinesi non offrono le stesse potenzialità (per esperienza il Meike non vede per nulla la EN-EL18 ma solo una seconda EN-El15) ma la macchina diventa veramente una fuoriserie. Per me è una scelta irrinunciabile, per la reflex definitiva. Qualcuno obietterà che la D850 è bella perchè è più compatta della D5. Bontà sua, per me la D850 esiste solo perchè una D5x non c'è e quindi la questione non si pone. La mia percentuale d'uso è 99% con MB-D18, 1% senza ! Peraltro, aggiungo infine che l'MB-D18 anche in studio, oltre a consentire maggiore autonomia se lavoriamo in live-view, permette di usare un alimentatore a rete con adattatore interno, con una soluzione molto più affidabile e sicura che con il solo corpo macchina, dove la dummy-battery penzola dal compartimento aperto. PS : il modello ritratto nelle foto mi è stato prestato a suo tempo da Nital. Il mio, arrivato qualche settimana dopo, l'ho acquistato da Newoldcamera di Milano, garanzia Nital, al prezzo di 420 euro. Lo uso con il caricabatterie della mia Nikon D5 e rigorosamente con batterie Nikon EN-EL18, EN-EL18a oppure compatibili DSTE/VBHW da 2600 mAh, senza la minima esperienza negativa.
  11. 2 points
    Presente. Io sono uno di quelli Mauro. Guardo il sito diverse volte il giorno sempre in attesa di qualcosa di nuovo ed interessante da leggere, ma partecipo ...... mai. Ecche ci devo fa’. 😂 ho pubblicato un blog sull’altro sito, qualche foto , ma effettivamente non contribuisco per niente. Fotografo da tanto ma fotografo poco. Ritengo che commentare una foto solo con “ bella “ , “complimenti “, “mi piace” sia riduttivo e quindi non scrivo mai niente e sicuramente non ho le capacità tecniche , almeno verbali, per scrivere commenti più tecnici e critici Non fatemene una colpa😇. Ma posso sicuramente affermare , per mio conto, lo strepitoso aiuto che TUTTI, date a quelli come me, a cui a volte basta solo sognare di fare delle foto che si vedono qui, e che magari stimolate per organizzarsi a farle. grazie M e M
  12. 2 points
    più o meno atteso da mesi, dopo un periodo di sviluppo che supponiamo sia stato abbastanza lungo, vede la luce il nuovo Nikon 180-400mm f/4 con teleconverter incorporato. ha un aspetto decisamente importante e superprofessionale. Rispetto al precedente modello 200-400/4 che non credo vada a sostituire del tutto, è facile scambiarlo per un 500mm F4 ha una bottoniera decisamente estesa, ma la vera novità è il teleconverte incoporato che con un click lo allunga senza la necessità di inserire il classico TC14 nella montatura. i pulsanti di blocco e di ingaggio del teleconverter ne risulta uno schema molto complesso che grazie all'uso della fluorite - come in tutti i più recenti supertele Nikkor - non dovrebbe inficiare le prestazioni ottiche se possiamo credere ai grafici MTF presentati da Nikon Ovviamente, è un obiettivo professionale e quindi protetto da infiltrazioni e polvere le caratteristiche complessive sono queste (fonte Nikon USA) : Mount Type: Type E AF-S lens with built-in CPU and F mount (1.4x TC built-in) Focal Length Range: 180 - 400 mm With built-in TC 252-560 mm Zoom Ratio: 2.2 x Maximum Aperture: f/ 4 With built-in TC f/5.6 Minimum Aperture: f/ 32 With built-in TC f/45 Format: FX/35mm Maximum Angle of View (DX-format): 9° Minimum Angle of View (DX-format): 4° Maximum Angle of View (DX-format) with built-in Teleconverter: 6°20' Minimum Angle of View (DX-format) with built-in Teleconverter: 2°50' Maximum Angle of View (FX-format): 13°40' Minimum Angle of View (FX-format): 6°10' Maximum Angle of View (FX-format) with built-in Teleconverter: 9°50' Minimum Angle of View (FX-format) with built-in Teleconverter: 4°30' Maximum Reproduction Ratio: 0.25x (at 400 mm) 0.36x (at 560 mm) Lens Elements: 27 Built-in Teleconverter Lens Elements: 8 Lens Groups: 19 Built-in Teleconverter Lens Groups: 5 Compatible Format(s): FX DX VR (Vibration Reduction) Image Stabilization: Yes Diaphragm Blades: 9 Distance Information: Yes Nano Crystal Coat: Yes ED Glass Elements: 8 Fluorite Elements: 1 Fluorine Coat: Yes Super Integrated Coating: Yes Autofocus: Yes AF-S (Silent Wave Motor): Yes Internal Focusing: Yes Minimum Focus Distance: 6.6 ft. (2.0 m) from focal plane Focus Mode: Manual, Manual/Auto, Auto/Manual E-type: Yes Filter Size: 40.5 mm Accepts Filter Type: Drop-in filter Compatible with Nikon AF-S Teleconverters: Yes Approx. Dimensions (Diameter x Length): 5.0 in. (128.0 mm) x 14.2 in. (362.5 mm) Approx. Weight: 123.4 oz. (3,500 g) il peso non è contenutissimo (3500 grammi), proprio per lo schema che porta a 27 lenti il totale, di cui 8 dovute al teleconverter. Disponibilità dal prossimo mese di marzo 2018 ad un prezzo suggerito - negli USA - di 12.399 dollari. Attendiamo notizie da Nital per la disponibilità e il prezzo in Italia.
  13. 2 points
    I miei propositi per il 2018, sia fotografici che non, tendono alla crescita personale più che all'accumulazione di oggetti di pregio o meno che siano. Sicuramente aggiungere nuovi contenuti personali su Nikonland sarà una delle mie priorità. Perché così tante pagine di test e prove non possono essere meglio omaggiati che mostrando risultati fotografici.
  14. 2 points
  15. 2 points
    Anche se in natura parrebbe essere più il contrario ... Ogni modo siamo sulla S90 , chiamata Old Main Road , la strada che sale verso Nord , dal Satara Camp verso l'Olifant Camp , all'interno del Kruger Park , Sud Africa nella sua ultima parte , ormai a pochi km dal campo Olifant , attraversa l'omonimo fiume , Olifant River , in un tratto di rara bellezza , sembra di essere in un docu di Attenborough Qui mi imbatto in questa simpaticissima creatura , che si manifesta subito disponibile agli scatti ed alla compagnia decido così di fermarmi li ad ammirare le sue evoluzioni nella pesca e nel volo , e mi regala momenti veramente divertenti , è una signorina di Pied Kingfisher , una delle tante versioni di Martin Pescatore , Africane E' pomeriggio ed il campo dove passerò notte sta a pochi km , mi diverto ed il posto è fantastico , rimango con lui per un bel po' di tempo , a conti fatti passeranno tre ore caccia , vola , sale a 6/7 metri e stazione , osserva , nel loro classico "spirito santo" e poi giù a picco nel fiume Si è data un gran da fare , veramente instancabile , ma non riusciva a pescare un becco di pesce allora tornava e si posava sul muretto , mi dava un'occhiata , prendeva un po' fiato e poi ripartiva , cambiava zona del fiume , ma non riuscivo mai beccarla nel tuffo era veloce , ed io un po lento Poi , quando ormai io stesso disperavo per lei , ma tifavo per una presa , anche perché si stava avvicinando l'ora del rientro , la vedo fiondarsi per l'ennesima volta verso l'acqua , sparisce dietro ad un grosso isolotto di cespugli , sono attimi di attesa , ed eccola che la vedo girare attorno a questo isolotto , e venire verso di me Distinguo che ha qualcosa tra il becco , che si rivelerà essere un bel pesciolone Si è venuta a posare su questo tronco , proprio di fronte a me , col suo trofeo , ed è stata li , ferma , per 10 secondi , come a farmi vedere che era stata dura ma gliela aveva fatta Poi , è volata , a godersi il suo premio .... Ed io di corsa verso il campo altrimenti mi chiudevano le porte in faccia
  16. 2 points
    Ma c'è anche il 200-500/5.6 by Nikon, obiettivo di prestazioni di buon livello, che costa circa 1/10 di questo. A chi parla di fotografi sportivi, segnalo che, con quello che viene pagato un fotografo di sport nostrano (20 euro + IVA a foto pubblicata !) ci vorrebbero 20 anni per ripagare l'investimento. Questa è roba da ricchi, quale che sia l'attività svolta.
  17. 2 points
    Sono veramente stregato dalla maestosità delle aquile e l'ultimo giorno, lo scorso febbraio - ne ho raccontato qui, mi ero accordato con Eero per tornare in dicembre. L'occasione ghiotta era il ponte dell'Immacolata, che per i milanesi fa scopa con Sant'Ambrogio, al quale ho attaccato un lunedì di ferie: 5 giorni, 2 di viaggio e 3 per fotografare! Nella squadra Fabrizio, Elly e Nicola: gli esperti e collaudati compagni di molte avventure scandinave. Il viaggio era orientato a provare a fotografare questo splendido rapace in situazioni dinamiche, sperando in una maggiore concentrazione di animali che, questo il mio sogno ad occhi aperti, avrebbe favorito scontri e combattimenti. Dico subito che non se ne sono verificati perché "girava" un nucleo familiare - i genitori ed un giovane - ed un solo individuo ad esso estraneo. Ma la cosa fantastica era la luce, morbida e blu grazie a giornate molto corte - alba alle 10.10 e tramonto alle 14:15 - ed un meteo molto nordico, con il primo giorno di fotografia immerso in una intensa e persistente nevicata. Il secondo giorno, come spesso accade, è trascorso senza vedere essere vivente mentre il terzo era semplicemente nuvoloso. Tutte le notti il cielo, sempre coperto, era rischiarato dall'aurora boreale che non abbiamo così mai potuto ammirare. Giornate così corte, pur entrando in capanno prima di giorno ed uscendo a buio, lasciano un mucchio di tempo disponibile. Così, per la prima volta, ho avuto modo di assaggiare la cucina tipica finlandese, fatta di sapori molto interessanti che i vari ABC - un mix tra autogrill e fastfood dove spesso finivo per cenare - non mi avevano mai fatto nemmeno immaginare. E dire che questo è stato il mio sesto viaggio in Finlandia e l'ottavo in Scandinavia! Questo, unito ai capanni riscaldati, ha trasformato il viaggio in un soggiorno 5 stelle per fotografi naturalisti! Di seguito una piccola selezione delle immagini, tutte con D5 e 500 AFS VR G. ISO spesso alti, che ho abbassato nelle situazioni statiche perché i tempi lenti risultanti erano funzionali a riprodurre la bufera di neve. Un interessante gioco a nascondino con il mosso perché un'aquila affamata non sta mai ferma, a meno che non stia controllando quel che succede intorno ed in quei momenti il fotografo deve stare molto fermo ed in silenzio per non farla scappare (l'ho già detto che l'unico vero motivo per cui oggi vorrei una ML è lo scatto silenzioso? ). Massimo 4/1/2018
  18. 2 points
    Mah, non so ragazzi non che voglia fare il guastafeste però ... a che gioco vuol giocare Nikon? Ovviamente avranno fatto i loro calcoli fatto sta che su quelle cifre la middle class (presente!) è tagliata fuori. Mi aspettavo un prezzo più alto del già caro modello precedente, mi aspettavo però anche un prezzo competitivo con l'equivalente biancone. Invece nisba, allineato al rialzo come è stato per l'800/5.6 che non riescono nemmeno a vendere sul mercato dell'usato (non sono in tanti a pensare di fulminare 14keuro per un'ottica d'occasione). Insomma vien da chiedersi: Nikon vuole prendere per il collo oppure, peggio gli vuole male al suo bacino d'utenza? Io un upgrade dal mio 200-400 a questo nuovo lo farei anche, ma entro 3.5k di esborso ulteriore, così è veramente esacerbante. Insomma parafrasando Mauro, sarà pure una strafigata 'sto obice qui, ma oggi di alternative VALIDE ce ne sono in giro parecchie e con questi prezzi di listino è ovvio che le alternative vengono valutate tutte tutte tutte (e Sigma, sanamente, si ingrassa). Mi chiedo quanto convenga a Nikon questa modalità di commercializzazione. Boh, Stiamo a veder ...
  19. 2 points
    Io la penso come te e la pensavo come te anche ai tempi della pellicola. Ma ho capito che - ora come allora - c'è gente che si diverte anche a stampare. E mai come adesso ci sono strumenti magnifici per esprimersi al massimo anche nell'impegnativa arte della stampa. Che non può essere considerata una pura e semplice necessità : mica è detto che se tu/io avessimo da stampare svariate decine di foto, anche con il massimo impegno, saremmo capaci di farlo e farlo come lo fanno i professionisti del settore. Per tale ragione, che ognuno si diverta a stampare se crede, oppure si rivolga a chi sa fare del suo (anche modesto) scatto, un'opera d'arte su carta
  20. 2 points

    Dall'album Album del Valerio

    Quella mattina di fine autunno un nuvolone come nemmeno "incontri ravvicinati del 3° tipo" si è piazzato proprio sopra il Monte Rosa; e vuoi che me lo lasciavo scappare? Curiosamente sulla D3 avevo il 70-200/2.8 VR II con il TC17, non ho provato nemmeno a stare lì a smontarlo e ho fatto bene perchè non appena il sole è salito uno zic quella bella nuvola rosso rosa ha perso tutti i colori e il suo appeal
  21. 2 points
    In questo post, condividendo alcune immagini ad un soggetto ben più raro realizzate nello stesso giorno, ho raccontato perché mi piace cercare queste situazioni e come gestisco i preparativi e la giornata. Per cui non lo ripeto qui. Introdurrò le immagini, invece, con una riflessione su un aspetto che, da diversi anni, considero essenziale per me in questo genere di fotografia: l'importanza di uno zoom utilizzabile a mano libera. Spesso, ci si sofferma a discutere unicamente della nitidezza ed in generale delle capacità ottiche di un vetro. Ma non è tutto lì, anzi, più vado avanti nel mio personale percorso fotografico e più mi sto convincendo che quelle caratteristiche in molte delle foto che amo sono in fondo alla lista di quanto è stato funzionale a produrle. In particolare quando, come in questo caso, è il contesto degli scatti a caratterizzarli. Queste immagini sono tutte realizzate con l'80-400 AFS VR G, utilizzato praticamente a tutte le focali. Ho impiegato molto tempo a selezionare questa lente, confrontandone le prestazioni sul campo con il nikon 200-500 ed il sigma 150-600 sport - piuttosto che con 300 e 500 nikon, rispetto a tutti i quali è decisamente cedente in termini ottici ma assolutamente vincente per flessibilità d'uso. Perché in queste situazioni è a volte difficile, se non impossibile o pericoloso, spostarsi per "zoommare con i piedi" cercando una diversa composizione e problematico cambiare frequentemente ottica come il susseguirsi delle situazioni renderebbe necessario. Così come la fatica nel trasportare un treppiede o anche un monopiede con un tele più lungo tende a defocalizzarmi e a farmi perdere la capacità di cercare le composizioni o di salire quei 100 metri di dislivello in più che nessun supertele è in grado di coprire. E pure la soluzione teoricamente più semplice - più corpi con ottiche diverse - non riesco ad applicarla perché camminare con reflex che dondolano di qua e di la non mi piace e poi... non ho abbastanza resistenza per portare tutto lassù! Per carità, l'80-400 non è un "fondo di bottiglia", ma sicuramente tra le lenti che possiedo è quello meno "otticamente performante". Altro accessorio decisamente utile, e che uso abitualmente in montagna, è il supporto Peak Design Capture Pro per appendere la reflex allo spallaccio dello zaino. Dopo tante parole, spazio alle immagini. Come sempre, ogni commento è gradito. Tutte con D5. I file contengono gli EXIF per ogni riferimento. Nessuna immagine è croppata, le inquadrature sono quelle originali a parte la finitura "16:9" che ultimamente preferisco. Massimo 2/01/2018
  22. 2 points
  23. 2 points
    Non vorrei sembrare cinico, ma certe discussioni da ML vs Reflex mi sembrano molto come quelle da Nikon vs Canon o Genoa vs Sampdoria... beh, sono genovese ;-). Per me nikon dovrà passare a fare mirrorless per un semplice motivo di riduzione di costo di produzione legato alla riduzione di complessità meccanica. È solo questione di tempo e non solo perché ormai lo hanno dichiarato ma perché non potrebbero proporre niente di meglio dopo D5 e D850 che possa avere ancora un mercato adeguato, considerato sia la saturazione dello stesso sia il più ampio margine di profitto che la costruzione mirrorless garantisce al produttore. Nel farlo dovrà essere rapida, per questo non uscirà una macchina con obiettivi specifici: impiegherebbero un tempo troppo lungo a ricostruire il corredo. Nel farlo dovrà proteggersi, per questo non uscirà una macchina con obiettivi specifici: se devo cambiarli tutti perché ricomprare ancora Nikon - io probabilmente lo farei lo stesso ma quanti invece cambierebbero marchio? A questo punto due solo opzioni: adattatore o bocchettone inalterato. Per me è la seconda, vedo il cambio bocchettone e l'adattatore per il transitorio come una eventualità solo se Nikon ha capito che il bocchettone F è troppo piccolo e vuole, con questa manovra, risolvere anche questo problema. Sul sensore, FX tutta la vita. Ovviamente ho votato di conseguenza.
  24. 2 points
    Io credo che si debba smettere di decidere...da che parte stare (ML o reflex) solo comprendere ad oggi i punti salienti di ognuno dei due sistemi per poi decidere nel soggettivo di ogni utilizzatore cosa preferire per che uso. Io a mare a fotografare barche e surfers (con la vela e senza) una a9 per tutta la vita (fino a che non la faccia Nikon) A fotografare acqua benedetta e scambi di anelli....ancora reflex...indovinate? Nikon. Direi che in borsa oggi vorrei avere entrambe. La a9 per le prestazioni dinamiche di sensore otturatore ed af, oltre che per la silenziosità assoluta (teatro/animali/street) Le mie Nikon per l'equilibrio e l'affidabilità in ogni situazione, mutuate da trent'anni di abitudine al marchio. Se fossi un newbie probabilmente investirei direttamente sul nuovo:il sistema ML. Per inciso e' proprio ciò che consiglio a chi cominci. Ovviamente... Perché io mi reputo essere una persona intellettualmente onesta e disinteressata. Nonostante i.miei acquisti dell'ultimo anno ed anche i miei desiderata ancora inevasi, stiano tutti in ambito reflex.
  25. 2 points
    Beh, difficilmente io acquisterei una mirrorless Nikon per il solo gusto che sia una mirrorless. Dovrebbe darmi delle peculiarità che nemmeno D5 e D850 possono darmi senza farmi rinunciare a nulla di quello che D5 e D850 già mi danno. Il punto, in fondo, è proprio qui, nelle motivazioni di acquisto. Che dovrà stare all'interno e non certo nell'estetica, nel design o nel fatto che è del 2018, anzichè del 2017 o del 2016. Poi sul buttare via il vecchio per il nuovo, ne riparleremo quando li avremo per le mani questi mirabolanti prodotti
  26. 2 points
    Qualche anno fa, un amico ed un altro ingegnere con cui a volte collaboro hanno progettato una turbina eolica ad asse verticale la cui peculiarità era quella di poter girare con pochissimo vento. Terminati i collaudi, si accordarono con la sede di Lecco del Politecnico di Milano per installare un prototipo della turbina sul tetto della sede universitaria. Il problema era il trasporto ed il montaggio della turbina, quindi l’unico modo fu quello di utilizzare un elicottero che, dalla bergamasca, avrebbe portato la turbina a Lecco e l’avrebbe calata direttamente sul basamento di installazione. Il mio amico Danilo mi chiese di andare a fotografare tutta l’operazione, e così ho fatto. Inizialmente non avevo idea delle dimensioni della turbina, ma quando l’elicottero ha iniziato l’avvicinamento ho potuto rendermene conto. Nel frattempo i tecnici a terra si preparano. La parte più difficoltosa è stata ovviamente la posa vera e propria, in cui il pilota ha dovuto mirare uno spazio molto ristretto per calare la turbina, e poi centrare la flangia su cui fissarla. Quest’ultima credo avesse un diametro di non più di 60cm. I tecnici a terra devono fissare la turbina immediatamente per non perdere l’allineamento, è visibile il loro sforzo. Infine, lo sgancio. Tutto è andato per il meglio. E' strano come me ne sia completamente dimenticato finché non ho rivisto le foto sfogliando l'archivio, ma ripensandoci devo dire che è stata un'esperienza interessante. Non mi era mai capitato di assistere ad un'operazione del genere.
  27. 1 point
    Mi piace la tua idea di sviluppare un discorso attorno al nome del colore. Secondo il mio gusto quella sul "giallo” ti è riuscita meglio per originalità e accostamenti. Non so se è perchè il materiale a tua disposizione in questo caso fosse minore, ma come hai detto tu stesso, ci si prova. E sono sicuro che potremo condividere belle cose...
  28. 1 point
    Concordo in pieno le parole scritte da Massimo Vignoli. Mauro e Max state facendo veramente cose straordinarie, riuscendo a mostrarci prove di materiali che altrove arrivano dopo mesi di tempo dalla presentazione del prodotto e dalla Vostra prova sul campo, senza considerare i numerosi consigli che giornalmente ci dispensate, in virtù della Vostra esperienza. Cosa si può fare di più? A cominciare dal sottoscritto una maggiore partecipazione e così dovrebbe essere per tutti gli iscritti. Saluti e grazie di cuore per quello che fate.
  29. 1 point
    Bella la foto del cane e quella dei cani con dietro le pecore, le pecore da sole... sono solo pecore, le ho fotografate inutilmente tante volte anch'io... P.S. bellissime le foto di Kira
  30. 1 point
    Vedremo ciò che eventualmente verrà presentato. In ogni caso vista la serietà e la durata nel tempo dimostrata con la serie 1 comprare qualcosa di nuovo da Nikon non sarà più cosa d'interesse, spiego: una ML FX o DX con attacco F o con nuovo attacco ma dotato di adattatore assolutamente privo di limitazioni che consenta di utilizzare gli attuali obiettivi con baionetta F nel contempo creando una nuova linea nativa per il nuovo attacco ok, un nuovo attacco tipo ciò fatto a suo tempo con l'1 non mi vedrà cliente.
  31. 1 point
    @Spinoza Quando li ha scritti, li avevo letti e riletti: per avere un'infarinatura delle questioni puramente tecniche e soprattutto per gli innumerevoli suggerimenti pratici che scaturiscono dalla tua esperienza professionale. Probabilmente non averli più incrociati sulla nuova piattaforma, non scatta l'impulso per rileggerli al bisogno. Credo che sarebbe utilissimo per molti di noi che ci fosse qui su Nikonland 2.0, un raggruppamento dei titoli degli articoli che hai scritto sulla vecchia piattaforma con il relativo link.
  32. 1 point
    Grazie! i mangaka alle volte ambientano le loro storie in posto che conoscono e/o che hanno nel cuore, a volte possiamo trovare anche ambientazioni extra-giappone: in K-on, ad esempio, il film è in parte ambientato a londra, "A Certain Magical Index" ha degli episodi dell'anime (il manga non so perché lo sto leggendo ma sono indietro) ambientati a Chioggia, mentre Aria (sia anime che manga) è tutto ambientato a Venezia. LoL
  33. 1 point
    E' passata sul web la notizia del prossimo aggiornamento dell'illuminatore flash Godox AD600 con una versione PRO della quale è anche circolato un pdf poi sparito dal sito della Casa madre GODOX-AD600-PRO.pdf le variazioni riguardano: la mancanza nel nuovo della trasmissione ottica del segnale per Nikon e Canon, mentre resta garantita quella radio wireless con i consueti X-triggers, la batteria di maggior voltaggio e minore capacità ma evidentemente (guardando il tempo massimo di riciclo) di maggiore spunto che però consente una quantità inferiore di scatti rispetto l'immensa precedente, la migliorata stabilizzazione della temperatura colore su tutta la durata dell'alimentazione, una diversa lampada flash e diverso riflettore standard, cilindrico anzichè conico, la potenza quasi quadrupla della nuova luce pilota Ovviamente anche AC alimentabile, gode sempre della Bowens compatibility per tutti gli accessori passati. Cambia l'estetica del corpo ma rimane inalterata la disposizione dei pulsanti: migliora la leggibilità dei menu'... Compatibile in radio-wireless i-TTL flash con tutte le marche di fotocamere con le quali questa Casa ha stabilito connettibilità nei modi consueti cambia la posizione dei piedini della nuova lampada, dotata di una luce pilota di più degna potenza Godox, ancora una volta, per i regali non aspetta la Max Aquila per Nikonland 2018
  34. 1 point

    Dall'album Album del Valerio

    In formazione dirette verso i campi dove, spigolando le pannocchie avanzate, si riempiranno la pancia. La foto è dell'inverno 2015-2016 faccio notare la ricca e copiosa copertura nevosa sulle montagne di sfondo: che pena!
  35. 1 point
    Il costo del noleggio é proporzionale al valore del bene. Quindi puoi anche più che raddoppiare quei 490 euro. E in più Fotocolombo vuole un deposito (in titoli o in contanti) pari al valore dell'oggetto noleggiato. Quindi credo che nella fattispecie hai fatto bene a comprare il Sigma. Per fare gli sboroni, meglio noleggiarsi una Ferrari per un sabato pomeriggio, non ti pare ? O una Rolls con l'autista ...
  36. 1 point
    Credo sia uno di quegli oggetti che comprano soprattutto le agenzie che poi lo danno ai propri fotografi. Altri possibili acquirenti sono societa' di noleggio e un po' di facoltosi amatori. Credo che se facessi un viaggio naturalistico tipo in Africa potrei considerare il noleggio per un paio di settimane nel budget del viaggio. Per il resto mi sembra tanta roba ma non prendo minimamente in considerazione l'idea dell'acquisto, sono davvero troppi soldi per l'uso che ne farei.
  37. 1 point
    Bel reportage, mi piacciono questi tipi di percorsi naturalistici. Questi scorci dell'acqua che scolpisce la roccia sono sempre stupendi ai miei occhi. ciao
  38. 1 point
    Dopo la veloce anteprima dello scorso gennaio, ho chiesto un secondo round con la Sigma sd Quattro H, certo di poterne esaltare le sue peculiari potenzialità, questa volta con il tempo necessario a disposizione. Ricevo questo materiale in prova da Mtrading in qualità di Sigma Ambassador per l'Italia. Lo scorso gennaio è stato solo un breve assaggio (ne ho scritto qui) peraltro avendo a disposizione solamente il pur bellissimo Sigma 35mm F1.4 Art e per pochissimi giorni, non esattamente ciò di cui ho bisogno io per esaltare le potenzialità di questa fotocamera. Vi rimando a quella anteprima per le mie considerazioni generali sulla macchina perchè qui vorrei far parlare essenzialmente le immagini, presentate per quanto possibile in originale e senza post-produzione, salvo le necessarie regolazioni in sviluppo. Non lo nascondo, il recente contatto con la Fujifilm GFX 50S e con la Sony A7R II mi hanno in qualche modo drogato di superdettaglio ed altissima risoluzione. Ma nessuna di quelle macchine può usare nativamente gli splendidi obiettivi Sigma di ultima generazione. Quegli obiettivi che sono testati e sviluppati con una versione speciale del sensore Foveon che equipaggia la nostra Sigma sd Quattro H. Ecco perchè prima io - in questo nuovo articolo - e successivamente Max appena sarà disponibile il supergrandangolare che serve a lui per portare al limite questa macchina, cercheremo di spremere ogni singolo pixel e ogni fotodiodo colorato per dimostrare cosa si può fare con la giusta combinazione sensore-obiettivo e per arrivare là ... dove pochi fotografi sono arrivati prima Ma bando alle ciance, nelle prossime pagine le prime immagini in formato originale (attenzione, sono jpg ma sono pesanti !), l'articolo verrà successivamente aggiornato mano a mano che sarò in grado di ottenere i risultati che mi sono promesso di raggiungere. Sono originali che vi consegno così come sono, certo delle vostre buone intenzioni ai soli fini di verificare le capacità del sistema Sigma. Nella gran parte dei casi, lo anticipo, saranno scatti eseguiti con il formidabile Sigma Art 135mm F1.8 (di cui ho già parlato qui), ma in qualche caso anche con il Sigma Art 35/1.4, sempre verde e sempre eccellente. attenzione, i file che seguono sono jpg a risoluzione originale, molto pesanti. Abbiate pazienza ... Sigma sd Quattro H con Sigma Art 135mm F1.8 F4, F4.5, F5, F6.3 Flash Godox QT600 II con Softbox Quadralite 95cm ottagonale con nido d'ape makeup Ilaria Ferrantello Spazio Blu Modella : Julia K@nologomodels Sigma sd Quattro H con Sigma Art 135mm F1.8 F9 ed F11 Flash Godox AD600B con softbox Quadralite 60x60 con nido d'ape MauroLand Sigma sd Quattro H con Sigma Art 135mm F1.8 F11 (le riprese in campo vicino con la solita Marumi DHG 330 con step down) Flash Godox AD600B con softbox Quadralite 60x60 con nido d'ape MauroLand Sigma sd Quattro H con Sigma Art 135mm F1.8 F11 (le riprese in campo vicino con la solita Marumi DHG 330 con step down) Flash Godox AD600B con softbox Quadralite 60x60 con nido d'ape in studio, con Godox AD200 in esterni MauroLand Sigma sd Quattro H con Sigma Art 135mm F1.8 F11 (le riprese in campo vicino con la solita Marumi DHG 330 con step down) Flash Godox AD600B con softbox Quadralite 60x60 con nido d'ape in studio, con Godox AD200 in esterni MauroLand Sigma sd Quattro H con Sigma Art 135mm F1.8 F11 (le riprese in campo vicino con la solita Marumi DHG 330 con step down) Flash Godox AD600B con softbox Quadralite 60x60 con nido d'ape in studio, con Godox AD200 in esterni MauroLand Un accessorio più che utile, direi necessario, dato il rapido consumo della batteria in dotazione con la macchina. Il battery-grip che può contenere altre due batterie, per un totale di carica di oltre 5600 mAh, circa una giornata di lavoro per le mie abitudini ... le tre confezioni originali appena aperto il pacco. eccoli qui appena scartate vista posteriore vista anteriore il battery pack é in plastica, direi piuttosto leggero ma molto ben disegnato con una ergonomia che invita le dita e la mano. si avvita come di consueto dopo aver liberato la macchina del copricontatti elettrici. lo sportello per le batterie è sul posteriore. le due batterie entrano affiancate, capovolte i contatti sono sul frontale. E' così molto più facile estrarre l'una o l'altra a seconda della bisogna. La batteria principale resta nel corpo macchina, accessibile solo smontando il battery pack. Ma comunque così si arriva a ben tre batterie in linea. dettaglio dell'etichetta della batteria originale Sigma BP-61 da 7.2V e 1860 mAh ecco la vista laterale della macchina in configurazione completa con Sigma Art 135/1.8 e trasmettitore Godox XT32N nelle due ultime foto frontali senza obiettivo si notano le sagomature molto ergonomiche che rendono decisamente ... morbida la presa in mano. Le prime sensazioni sono fantastiche. La macchina è diventata da "ossuta" e difficile da tenere in mano per molto tempo a morbida e comoda, con il palmo della mano che riposa e non fa flettere il dorso. Così la nostra Sigma sd Quattro H (ma le stessissime considerazioni valgono anche per la sd Quattro) è diventata molto più professionale. Ed eccola in azione con il battery grip, 3 batterie e una coppia di Sigma Art, il 135/1.8 e il 35/1.4 Così ho fatto 436 scatti (che con una Sigma, per me è un record !) senza problemi di batterie (tutte residuano oltre il 50%). Però il caldo non ha aiutato lo smaltimento di calore e si è accesa una volta la spia di surriscaldamento. ecco le foto al 100% con interventi proprio minimi di postproduzione e di sviluppo (bianco misurato con termocolorimetro) Arya@EuRossModels Studio Spazio Blu di Milano Ilaria Ferrantello per trucco e parrucco Sigma sd Quattro H con Sigma Art 135mm F1.8 flash Godox QT-600 II e Fomex 600 HD, pilotati dal trigger Godox XT32. Conclusioni Bene, spero di non avervi annoiati con questa lunga carrellata di immagini in formato originale e con pochissimo (o nessun) intervento in postproduzione. Avevo in mente un obiettivo preciso e mi sono sforzato di individuare perfettamente i limiti del sistema. Volevo anche verificare se, con una spesa nettamente inferiore ed avendo a disposizione tutti i meravigliosi obiettivi Sigma Art, si poteva portare questa Sigma sd Quattro H al livello di ottenere risultati simili a quelli che ho potuto vedere con la Fujifilm GFX 50S. La risposta breve è si, a patto che il fotografo comprenda che dovrà metterci (molto) del suo per colmare le differenze operative e i limiti della Sigma, i risultati saranno paragonabili pur al metto della risoluzione pari a circa la metà (e con una spesa di un quinto o su di li). Arya@EuRossModels, acconciatura di Ilaria Ferrantello Vestiario, gioielli, dettagli, dettagli, dettagli Potenzialità - è comunque una piccolo-formato, sebbene grande ed abbiamo in gioco "solamente" 25 megapixel ma i risultati in termini di dettaglio rivaleggiano tranquillamente con una 44x33mm da 51 megapixel e si possono paragonare a quelli dei 36 megapixel di una Nikon D810. Con la differenza che la resa fotografica è nettamente differente da quella dei normali sensori a matrice di Bayer - l'unione con gli obiettivi Sigma Art è stata decisa in cielo (per cortesia, se vi comprate una Sigma sd Quattro non lesinate sugli obiettivi : compratevi gli Art, non roba vecchia trovata ai mercatini !) - ben costruita, solida, robusta, dotata di tutto il necessario, benchè "strana" si capisce che è stata studiata a fondo e per durare a lungo - la disponibilità del formato DNG (sebbene limitato a 12 bit) agevola di moltissimo il processo di lavorazione evitando di dover passare per il programma di sviluppo Sigma, che è da definire strano, oltre che primordiale in termini di prestazioni (benchè gratuito ...) Limiti - come per altre mirrorless, il bilanciamento del bianco tende a sovrastimare blu e rosso. Quando voglio ottenere i colori giusti io uso direttamente il mio termocolorimetro Sekonic 500C dopo aver profilato la macchina dentro Lightroom con il plugin di Xrite - la dinamica di questo sensore è zero (ripeto, non è bassa, è zero). In sviluppo non si possono recuperare né le ombre (si forma banding nelle zone nere e confetti colorati in quelle grigie) né le alte luci (irrimediabilmente pelate). Quindi bisogna esporre perfettamente ed illuminare perfettamente e con luce di qualità il soggetto - si deve intendere il sensore Foveon come se fosse caricato con una pellicola invertibile a colori da 80 ISO (e non di più : alzare la sensibilità è inutile, non c'è amplificazione interna) - l'autofocus è preciso ed efficiente se aggancia il soggetto. Sostanzialmente inutile se non c'è abbastanza contrasto, è impensabile utilizzarla in continuo - il focus peaking non è nella sua migliore implementazione presente sul mercato - la visione nel mirino elettronico in basse luci è pessima - il consumo è elevato, il battery-grip e le tre batterie indispensabile. - se usata intensamente tende a surriscaldarsi. A me è capitato in una occasione di vedere comparire l'allarme di overheating (un termometrino lampeggiante come su certi flash) - in alcuni generi fotografici l'elevato contrasto va combattuto (nel ritratto, ad esempio) illuminando bene e attenuando per quanto è possibile gli eccessi - i comandi non sono pensati per lavorare con l'occhio al mirino. Il sistema di spostamento della messa a fuoco è ... demenziale (i tastini incassati poi sono una iattura). Ingegneri, mettetevi in testa che ogni fotocamera deve avere il joistick per muovere il punto di messa a fuoco e che non dovete avere in mente esclusivamente i paesaggisti ! - i file DNG sono enormi - assenza di obiettivi macro di ultima generazione perfettamente funzionali (il 150mm da noi provato non mette a fuoco in automatico, il 105 fa fatica, Sigma stessa non li include tra quelli pienamente funzionali) Nel complesso però una bellissima esperienza e la prima volta in cui con una macchina Sigma di questo tipo sono riuscito a fare centinaia di foto per sessione senza recitare litanie e giaculatorie che mi impedissero di scagliare il tutto contro la parete più lontana. Insomma, si riesce a trovare il modo di lavorare abbastanza facilmente rispetto alla "impossibile " SD1 Merrill (che ti fa invece superare di slancio i primi sette livelli del percorso verso l'ascesi !), purchè la si consideri come una medio-formato (cavalletto e operatività very-slow). Se mi posso permettere, nel futuro consiglierei a Sigma una evoluzione in questo senso. - formato pieno 24x36, oramai con la sd Quattro H siamo vicini - una ergonomia dei comandi "normale" e che agevoli l'operatività - un autofocus efficiente - un mirino implementato come quello delle altre mirrorless - batterie più capienti a quel punto, con 35-40 megapixel in formato pieno e la potenza degli obiettivi Sigma Art, queste macchine secondo me entrerebbero di diritto in moltissimi studi fotografici, specie quelli dove si fanno riproduzioni. Non che in questa veste non possa già succedere. Considerando il risparmio netto rispetto all'investimento minimo in una medio-formato, c'è da rifletterci a fondo. Nel frattempo, io, in qualità di Sigma Ambassador e con il supporto di Mtrading, ditributore ufficiale per il territorio italiano dei prodotti Sigma, sono a vostra disposizione per consigli, suggerimenti e, soprattutto, dimostrazioni sul campo.
  39. 1 point

    Dall'album Album del Valerio

    tre pioppi sullo sfondo, un po' di brina, un po' di freddo alle mani e ai piedi ma che bella mezzora a fotografare la prima luce del mattino. Poi via di corsa in ufficio che mi telefonano.
  40. 1 point
    Benvenuta, anche a me piacciono le tue foto, specialmente la seconda, un'atmosfera fredda ma veramente "spleen". Amo il gotico e quindi aspetto con curiosità quel che ci vorrai proporre. Dentro o fuori dai cimiteri.
  41. 1 point
    Brava Simona, benvenuta!
  42. 1 point
    La lente antiriflesso produce un riflesso meno marcato ma sempre visibile, di tonalità verde o magenta o azzurro dipende dal tipo di trattamento, la sostanza è fare in modo che il riflesso non cada nella lente, non è difficile se hai una luce pilota, se non ce l’hai puoi sempre guardare lo scatto prima di fare gli altri. per le patacche dei marchi non so che dire, davanti all’occhio non m’è mai capitato, (porto occhiali da 40 anni ne ho provati) su un lato si cancella facilmente in pp.
  43. 1 point
    E' proprio così. E chi non lo prova non sa proprio di cosa stiamo parlando. Per questo leggiamo di certi "strani" dubbi
  44. 1 point
    Nulla da obiettare, sarà anche il tuo punto di vista ma è perfettamente calzante con quello di chi usa le macchine in maniera consapevole, continua e professionale. Nulla da aggiungere.
  45. 1 point
    Un ucello molto raro almeno per la Grecia ma credo anche per l'Italia. Non so come si chiama in italiano, forse tringa cinerea ?
  46. 1 point
  47. 1 point
  48. 1 point
  49. 1 point
    Mi hanno chiamato per comunicarci (ci leggono...) che hanno riscontrato un problema nel sistema che non eliminava la scheda prodotto dopo la prenotazione online, rendendo possibile che più persone prenotassero lo stesso oggetto. Motivo per cui ... stanno lavorando per correggere il bug, prima di causare disservizio. Evidentemente stanno attenti anche loro al sito Mi hanno detto anche che terranno in considerazione ogni istanza (sensata) che formuleremo sul nostro sito... Non c'è che dire: è l'alba del nuovo millennio...
  50. 1 point

    Dall'album Sensazioni

    Composizione.
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