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  1. ... Pare proprio di sì. Almeno, per questo ambulante lo è di sicuro. Ma per me è appena iniziata: le luci si inclinano e i contrasti aumentano, l'aria è più pulita e i colori risplendono... peccato che il levante con le sue alghe al seguito mi abbia tolto la striscia turchese, non ci voleva. Ma non si può avere tutto. Il campo si gioca come si trova... Nikon D500, Sigma 10-20 a 10mm,, 1/160 - f.14 ISO 100
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  2. Come da titolo, ma non ci è riuscito nemmeno stavolta Andiamo con ordine. Nelle settimane precedenti Ross ha cominciato a ventilarmi la possibilità di uno shooting remoto, e di vederci per tale occasione perché mi considerava "esperto" del genere poiché ne avevo fatto uno lo scorso anno. Dopo qualche giorno mi disse di tebermi libero per domenica 11, senza possibilità di replica. "Molto bene", dico io, "mi libero di un appuntamento già preso così siamo a posto". Arriva il giorno dello shooting e sembra di pescare l'intero mazzo di Imprevisti del Monopoli. Si comincia al mattino con febbre da cavallo che si trascina da venerdì notte, e per un problema collegato sono praticamente vestito per andare i pronto soccorso. Avviso Ross, che giustamente mi dice di correre in PS e tenerlo aggiornato. Per fortuna il problema da PS si risolve da solo (circa), e con tachipirine come caramelle la febbre scende. Confermo quindi a Ross che nel pomeriggio può venire tranquillamente. Ross arriva, finalmente conosce mia madre (ci teneva tipo da sei anni), io ho preparato il PC e sono in postazione in studio. Sento che Ross traffica in salotto, viene da me e mi dice che ci son problemi di connessione, io rispondo ok, ci beviamo intanto un aperitivo. Andiamo in salotto. Mi trovo davanti Sabi con una candelina in mano che canta "Happy Birthday to you" (Kennedy puppa!). Fingo di non avere l'arresto cardiocircolatorio che ho per qualche secondo, la saluto come si conviene e soffio sulla candelina. Poi siccome Ross è Ross, la candelina è una di quelle che non si spengono, quindi momenti ilari a mie spese fin da subito. Poi da lì, un po' di relax... come stai, come non stai, non ci vediamo da un sacco di tempo e insomma sembra quasi che l'ultima volta ci si sia trovato l'altro ieri. E' andata a finire che lo shooting è stato molto poco remoto e molto divertente (perdonate la qualità non "da portfolio" delle foto, ma sono praticamente come scattate) Momento top: foto n.6 con Sabi nuda sul balcone che saluta verso una delle rotonde più trafficate di Lecco raccogliendo una sinfonia di clacson. Ah, questione zia: in realtà ha visto Sabi solo a fine shooting, quindi era già vestita. Niente foto della zia basita, mi dispiace Questioni tecniche sulla Z fc, a seguire. E' stato il primo shooting "serio" con la nuova macchina e devo dire che, finché è durata, si è comportata egregiamente. Il principale punto a favore è senza dubbio la leggerezza, in mano sta come una piuma; il secondo è il display regolabile, soprattutto per me. Avendo fatto l'intero shooting da seduto (con Ross che mi muoveva di qua e di là ) l'altezza di ripresa sarebbe stata estremamente limitata senza il display basculante. Con esso, invece, si può usare la fotocamera ad ogni altezza senza la necessità di dover per forza guardare nel mirino. Per il resto, c'è stata ancora qualche incertezza nel trovare alcune opzioni ma niente di insormontabile. Dicevo "finché è durata", perché a metà è andata in rosso la batteria (mi era stato detto che serviva per un Backstage e vedendo la batteria a tre tacche la sera prima, non l'avevo caricata). Per fortuna Ross mi ha prestato la sua Z6 II e tutto è proseguito liscio Di nuovo, un grazie gigantesco a Ross per la sorpresa clamorosa e inaspettata, e so che ci è voluta anche parecchia organizzazione e... segretezza! Per fortuna non ho deciso di rimandare, mi sarei mangiato le mani fino ai gomiti. Doverosa, Menzione d'onore sempre per Ross anche per avermi scarrozzato per casa in lungo e in largo, compreso un numero per superare il gradino per uscire in balcone, che pensavo di finire di sotto
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  3. Gabriele Castelli in versone giornalista ha bisogno della cronostoria dal punto di vista di chi ha preparato la sorpresa Tutto nacque in quel lontano Luglio 2021 (faceva ancora caldo) quando si progettava il regalo della Z... io e il megaboss ci siamo interrogati su come un tale regalo potesse essere valorizzato nelle mani del cuccioloso Castelli. Sicuramente non fotografando panorami o fiorellini, per cui si è pensato a qualche bella gnocca Scartate Cara Delevigne e Emily Ratajkowski solo per problemi legati a loro precedenti impegni, ci siamo chiesti: quali sono i grandi amori di Castelli? Sono spuntati tre nomi: Dora, Saba, Edit (chi non le conosce se ne faccia una ragione e chieda a Castelli di mostrarvele:) Ho puntanto decisamente su Saba (Sabina) dato che con lei c'è stato un tentativo (poi abortito per covid) l'anno scorso di farla venire a Milano: che questa sia la volta buona? La macchina organizzatrice (io) si mette in moto e quando spiego a Sabina di cosa si tratta, mi risponde: "Castelli? quello tanto bello con gli occhi da cerbiatto? essere io il suo regalo di compleanno? Certo che si!" Ok è fatta! eh beh non proprio... il problema era adesso come far recapitare Sabina a casa Castelli a sua insaputa... 1) scassinare la porta di notte e fargli portare da Sabina la colazione a letto 2) trovare una scusa per andare a trovarlo, iniettargli un sedativo e svegliarlo con i sali di fronte a Sabina 3) organizzare uno shooting a casa sua senza dirgli chi fosse la modella Il mio avvocato mi ha sconsigliato le prime due, per cui si è optato per la terza Solo che la scusa dello shooting con modella me la sono giocata quando ho portato Mauro al posto della "finta" modella per regalargli la Z... dovevo trovare un altra soluzione, così mi sono inventato lo shooting remoto e gli ho detto di preparare la postazione al computer che sarei venuto a vedere come si faceva per imparare da lui (lo so è inverosimile, io che imparo da Castelli...lo so...) In sostanza, tutto era pronto da settimane, la modella è arrivata in incognito, chiedendole di non pubblicare sui social che sarebbe stata a milano, chiedendo a mauro di non pubblicare le foto che le aveva fatto il giorno prima (questa è stata la parte più ardua), chiedendo agli altri fotografi di mantenere il silenzio stampa fino al lunedi successivo. E poi, la domenica mattina... Castelli mi scrive che sta per andare al Pronto Soccorso!! Potete immaginare la nostra faccia quando io e Sabina abbiamo letto il messaggio... A poche ore dallo shooting, cosa si poteva fare? Vestire Sabina da infermiera e infiltrarla al Pronto Soccorso era un'opzione, ma sapevo che qualunque fosse stato il problema di salute se avessi detto a Castelli che gli avrei portato Sabina a casa, sarebbe guarito di colpo. Ma mi sarei giocato la sorpresa... mumble mumble... che si fa? Ore di panico intervallate da ore di apprensione, fino a quando non ricevo il messaggio "sto meglio, puoi venire" Dio esiste! (Almeno oggi) Si parte! e quando si arriva la sorpresa la ricevo io... al citofono mi risponde la mamma! E adesso??? Non mi resta che raccontarle tutto ed avere un alleato in più... Portiamo Castelli nella sua camera e intanto facciamo entrare di soppiatto Sabina in casa. Mentre annuncio con faccia dispiaciuta e addolorata che lo shooting remoto ha un contrattempo e dobbiamo rimandare, la mamma lo chiama in salotto per un aperitivo... e quando Castelli arriva, si trova Sabina con una candelina in mano che gli canta happy Birthday to you... Ora, la delusione di non vedere neppure una lacrimuccia, è tanta assai, ma purtroppo il nostro nikonlander non si commuove facilmente (io avrei pianto come un bambino a Natale)... ma la felicità nei suoi occhi era chiara, evidente e impagabile:) Ecco tutto l'antefatto... e non ho raccontato che Sabina nel piano originale doveva presentarsi in sexy lingerie, ma la presenza della mamma l'ha "costretta" ad indossare una vestaglietta e non ho raccontato che Sabina mi aveva suggerito di comprare qualche metro di carta da pacchi per farsi impacchettare come un regalo e non ho raccontato che, arrivando da uno shooting al mattino, mi ero portato la macchina fotografica, per cui è stata pura fortuna che l'avessi con me (la batteria della Z si è scaricata dopo 20 scatti) e non ho raccontato che la candelina che si accende da sola arriva dalla Thailandia, lì è molto usata:) e non ho raccontato della zia...:) a circa metà dello shooting arriva la notizia che la zia sta per arrivare.. occorreva fermarla a tutti i costi! Nonostante le numerose chiamate non è stato possibile raggiungerla così ad un certo punto..suona il campanello: Allarme zia! Corriamo (su due ruote) in camera e continuiamo lo shooting con Sabina che saluta nuda dal balcone gli automobilisti di passaggio... Che altro aggiungere? Per me e per Sabina è stato un compleanno indimenticabile, spero anche per Gabriele
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  4. … non entrerete nel regno dei cieli, recita il Vangelo di Matteo. Questo bambino che guarda incuriosito ed ammirato l’artista che si esibisce in una piazza mi ha fatto venire in mente questo famoso passo della Bibbia, e mi suggerisce la meraviglia di tutti i bambini del mondo quando scoprono qualcosa che non hanno mai visto, o che rimangono attratti e spesso quasi ipnotizzati da ciò che colpisce particolarmente la loro attenzione. Aldilà del senso ben più profondo che nel Vangelo viene dato a queste parole, mentre scattavo queste foto mi sono rivisto in quel bambino, in fondo anch’io come lui attratto dai lazzi e dalle acrobazie dello street artist, e riflettevo sulla bellezza di farsi stupire dalle cose, siano esse un gioco, un paesaggio al tramonto, un animale nel bosco o un fiore in un prato. Proprio come fa un bambino. E forse è proprio con gli occhi di un bambino che dovremmo guardare attraverso il mirino della nostra macchina quando scattiamo le nostre foto. Ancora meravigliati e rapiti dalle piccole cose che ci circondano. Se le sappiamo guardare. 1. 2. 3. 4. 5.
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  5. Gli anni che vanno dal 1970 al 1976, sono stati quelli che per motivi di servizio, ho lavorato come un scemo ma anche divertito di più, oltre e non fa male a guadagnare cifre di tutto rispetto.. beh, per me almeno.. se considerate che avevo un rimborso spese complessivo decisamente più alto dello stipendio.. è pur vero che generalmente partivo verso la fine mattinata del lunedì e se andava bene ero a casa al venerdì sera tardi.. se invece andava male.. era il venerdì successivo, comunque mai stato fuori per più di due settimane.. La soc. per cui lavoravo esiste ancora in quel di Rozzano, solo che ora.. la produzione che avevamo all'interno è.. sparita, ora è solo poco più di vendite e magazzino; la merce è ancora quella, la strumentazione per il controllo dell'aria e della sicurezza, chissà quante volte ai telefilm di 911 avete visto i pompieri con indosso materiale della MSA, Mine Safety Applinaces, io personalmente con la mia vettura caricata con ricambi e cosucce varie, compresa una piccola bombola con il gas tarato, giravo per le aziende e generalmente si controllavano apparecchi a raggi infrarossi che misuravano la quantità di co, gas diciamo sul pericoloso.. Sono sopra la struttura dei un gasometro, l'altro si intravede in basso a dx, ero alla famosa Italsider di Bagnoli, ora non esiste più.. rimane però un'area enorme paurosamente inquinata, sullo sfondo vi è Pozzuoli.. Questo "signore" e sono buono a chiamarlo così.. era uno dei responsabili che dovevano tenere la strumentazione in ordine, ma visto che il lavoro nel ciclo notturno era ben pagato e, quando suonava l'allarme era una seccatura a controllare .. allora si tacitava il tutto con un fiammifero di legno che forzava il reset.. e magari si starava anche lo strumento.. ogni tanto qualcuno ci lasciava la pelle.. altra vista dall'alto, quello che si vede mim sembrano scorie... di lavorazione.. ma potrei ricordare male.. ed ecco la centralina.. in custodia protetta in quel posto, all'nterno invece erano in un armadio. Altra vista della baia.. sullo sfondo la ciminiera della Montedison, che generalmente rilasciava di tutto e di più.. pensate alla Ilva di Taranto, che poi era la stessa azienda.. Ma adesso si cambia registro... siamo in direzione di Tarvisio.. a far che? calma.. e gesso... Mi è stato richiesto di andare A Tarvisio, dopo anni di lavoro.. il gasdotto che porta il metano dalla Russia arriva nel nostro paese e io devo fare il collaudo dei nostri impianti.. queste nuvole.. mi fanno pensare.. Ma poi.. al mattino lo spettacolo era incantevole.. La mia Automobilina.. andava che era una meraviglia.. è forse la vettura in cui mi sono sentito più tranquillo al suo interno in tutta la mia vita.. altro spunto.. e vedete la pietra miliare Adesso però arriva il bello.. questo è l'ingresso di servizio della galleria dove passano le condotte, e sono da 2400, ossia 2 metri e quaranta di larghezza, questo tubo.. che penetra nella montagna fa impressione.. ma ancor più impressione mi ha fatto il venire a sapere che le gallerie sono minate, almeno all'epoca era così; tutte le gallerie che portano all'estero per precauzione hanno gl'accessi minati.. non si sa mai.. mi dicevano gl'alpini di stanza.. In Blu, gli apparecchi che controllavano le eventuali perdite di Metano.. mannaggia.. devo avere anche delle stampe.. da qualche parte nelle scatole, bisogna che le cerco.. lungo la tratta vi erano delle stazioni e se la pressione saliva oltre ad un certo valore, dalla piccola ciminiera facevano uscire il gas in eccesso e.. certe botte, le prime volte, una gran paura.. Un gruppo elettrogeno.. ancora da portar via.. E finalmente il lavoro è finito, si torna a casa.. questo è un emissario del tagliamento se la commessa di lavoro era breve, non conveniva scendere in auto, la recuperavo a noleggio sul posto, all'epoca in aereo si poteva fare di tutto, beh.. di lecito.. ora non è più affatto possibile; questo era un caravelle a quanto mi ricordo.. Andare in gabina a scambiare due parole con il capitano o il secondo.. lo vorrei vedere adesso.. Penso di aver finito.. vediamo se riesco a trovate le stampe.. ma sopra tutto se la cosa vi ha interessato, sono posti, pensieri e cose vecchie lo sò.. magari non interessano a nessuno queste elucubrazioni di un barboso.. e non si vedono neppure le modelle.. e le foto fanno, diciamolo pure pena... va bene, andrò a dormire... forse..
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  6. Habemus Macro ! (ph. Maratta) E non perchè non ci bastassero le lenti addizionali su fissi e zoom, come abbiamo fatto da anni in qua, specificamente su Z (grazie alla alta qualità intrinseca di quasi tutte le lenti presentate in questi tre anni), visto che noi (plurale maiestatis) facciamo più close-up potograpy che macro o micro vere e proprie, per limiti intrinseci e personali: ma perchè era davvero impensabile che l'ultimo obiettivo specifico, marchiato Nikon, fosse un mamozzone di quindici anni fa, evoluzione di un progetto originariamente datato 1990... (ph. Renesto) con gli immaginabili limiti dovuti alla sperimentazione del tempo (2006) relativa ai sensori ante D3... Negli articoli pubblicati su Nikonland, specialmente quello a firma di Silvio Renesto, trovate ogni specificazione tecnica, in rapporto all'obiettivo appena presentato e che sta spopolando in tutti i negozi e vetrine di e-commerce, già solo col passaparola, vedendo la qualità degli scatti pubblicati, di gran lunga superiori alle aspettative e per giunta in assenza, (ancora per poco) di una mirrorless di riferimento, con la Z di Nikon, per riuscire a sfruttare il livello ancora ignoto delle migliori ottiche Nikkor S, fin qui presentate. Quindi il taglio di questo mio articolo, certamente più rivolto ad un utilizzo meno competente di chi ha già scritto, vuole rimarcare ulteriormente le potenzialità di questo macro, anche nelle..."mani sbagliate", quali possono essere le mie, invece di quelle degli scienziati che potranno estrarre da questo succo elementi di gran lunga più ...sostanziosi dei miei. Gli scatti, eseguiti con la Z6ii prima di venderla, sono dei miei soliti soggetti campagnoli, che illustro anche e con equivalente soddisfazione nell'articolo che riguarda il fratellino piccolo, quel MC50/2,8 che sta facendo breccia anche lui per la sua compattezza e leggerezza, unite anche in questo caso, alla qualità generale ottica La prima sensazione di piacevolezza di questo MC 105/2,8 è, secondo me, conferita dalla marcata sensazione di tridimensionalità, nella combinazione tra soggetto focheggiato ed il resto dell'inquadratura anche gli elementi eventualmente di disturbo nell'inquadratura, vengono resi in una maniera così elegante ed attenuata, da divenire soggetto a loro volta perfino in una foto apparentemente senza soggetto, gli oggetti prendono predominio nell'immagine, grazie a questo Nikkor MC 105/2,8 la dove non si arrivi addirittura a scambiare di importanza soggetti e strutture... specie nei pressi di tutta apertura, se prive di elementi forti di...interpretazione Non sono mai riuscito a trovare spiacevole, nervoso, lo sfuocato, anche nelle sue condizioni peggiori, dove cioè sia già identificabile senza ancora la giusta definizione Isolando poi in inquadratura il soggetto, basta il contrasto cromatico a fare il resto definizione eccellente sia in luce sia in controluce come si vede da questo crop della precedente immagine i punti di luce fuori fuoco determinano riflessi vagamente poligonali, nonostante il diaframma a nove lamelle, ma comunque tenui e composti, senza la benchè minima traccia di flares o ghosts, che nell'era moderna sembrano brutti ricordi, apprezzati solo dai vlogger come effetto ...speciale il controluce pieno e diretto, anche non assistito da luci di schiarita è entusiasmante Figuriamoci scegliendo il soggetto adatto per cromie e trasparenza, in favore di luce ancora, sulla differenza di resa a diaframma medio aperto: qui f/5,6 oppure chiuso, ad f/16 Chiaramente incrementando progressivamente anche nitidezza e contrasto... qualità che farà scegliere il diaframma più adatto alla resa del soggetto ritratto Tra le caratteristiche salienti dell'obiettivo, molto apprezzato dai possessori, è sicuramente il peso limitato a soli 630 grammi (cento in meno del precedente F) che, unitamente alle dimensioni, ergonomicamente ideali, le due ghiere, una delle quali ampiamente personalizzabile, il pulsante funzione ulteriore ed il display fornito anche di scala del rapporto di riproduzione, ne fanno un attrezzo da lavoro di grande maneggevolezza e facilità d'uso (handling), qualità che consente a tutti di avvicinarvisi. Il tutto insieme ad un prezzo d'attacco (sotto i 1200 euro) davvero azzeccato, ne farà un successo di vendite a patto di produrne i quantitativi richiesti (cosa che è il cruccio di tutti i produttori ai nostri giorni) Ugualmente, nell'appassionante ricerca dello scatto più interessante agli insetti che sono i più interessati vicini dei fiori che ho ritratto, questo obiettivo si manifesta con una resa adatta ad ogni esigenza di ripresa, dagli sfondi più uniformi a quelli più definiti (insieme al soggetto, ovviamente) e la sua maneggevolezza invita alla sfida in velocità e prontezza di azione dell'AF tanto quanto nell'avvicinamento fino ai 29cm dal sensore della minima distanza di maf (nessuna pretesa rispetto i capolavori ammirati negli articoli prima ricordati) f/4 f/13 allo stesso diaframma, con differente sfondo, ovviamente cambia tutto: idem...aumentando la distanza fino a servire da puro e semplice strumento da ripresa, invece che da...test, aiutando a scoprire...insperate scenette...! Manifestando una resa eccellente anche nei crop immagine di queste ultime quattro foto, dove siamo arrivati, nella penultima, quasi ad un 2x Finito il periodo di prova e ceduta la Z6ii, ho reso l'obiettivo che in mani più capaci delle mie sarà capace di produrre immagini ben più spettacolose. Mi è rimasta una interiore soddisfazione della capacità di rinascita Nikon nell'ambito che la aveva più caratterizzata alle sue origini: la produzione di ottiche al di sopra di ogni immaginazione, senza dovere eccedere, cadendo nel più facile (a ben pensarci) NO COMPROMISE Qui, invece il compromesso è stato fatto, contenendo il prezzo ad un livello al quale tutti gli interessati non avranno più scuse per cambiare sistema. Nikon Z, of course ! Max Aquila photo (C) per Nikonland 2021
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  7. Oggi nel pomeriggio, sono riuscito ad avvicinarmi alla Torre dei Moro, avrete tutti visto i servizi lanciati dalla televisione nei giorni scorsi; per prima cosa vi devo dire che tutta la zona è giustamente transennata e guardata a vista, non si scappa.. solo pochi sfortunati posso entrare in quel nero Santuario.. visto che oltre il danno vi sarà anche la doppia beffa, la prima è che salvo rare eccezioni, le assicurazioni non sborseranno non dico nulla.. ma ci andremo molto vicini.. e la seconda beffa è quella che gli autori di questa bella pensata.. non saranno perseguibili; provate a pensare di perdere tutto..ma tutto tutto.. salvare solo la pelle e i vestiti che s'indossano.. però le banche che hanno dato i vari mutui, i Soldini bene o male li devi dare.. e tra il tutto, ci mettiamo anche vi ricordi più o meno tangibili di una miriade di posti lungo la tua vita.. Ho voluto fare un'esperimento, gli scatti sono stati fatti in BN nativo, alcuni poi li ho rifatti a colori.. ebbene, a mio parere.. il Bn ci perde.. o forse si sarebbe dovuto usare in maniera differente.. è da quando ero ragazzo, che non uso più il BN, ma adesso lascio parlare alle immagini.. intanto che penso ad un titolo.. Eccolo il moncone dove settanta nuclei pensavano di aver trovato la loro " Isola " chissà ora tra lavori con consolidamento e ripristino, sempre ammesso che lo si possa fare, quanto tempo e soldi saranno impiegati Un particolare dell'apice, solo una cosa risulta estremamente positiva: che per una serie di coincidenze non vi sono vittime.. nemmeno i due mici, che i padroni pensavano aver perso.. trovati il giorno dopo, malconci, bruciacchiati..ma vivi.. Tutta la copertura esterna è semplicemente dissolta.. fondendo anche l'alluminio del telaio.. ( questo metallo fonde a circa 630 C° ) ho scambiato alcuni pensiori con un'operatore.. poco più giovane del sottoscritto.. e bestia.. se pesava quel marchingegno sulla spalla.. il parcheggio sottostante, per il grosso degli scatti è stato usato il 50-250, e gli ISO erano 100 un rottame piovuto dal cielo, tutto il materiale pirotecnico è statop lasciato sul posto di caduta. Ora una certa quantità di scatti li ho rifatti a colori.. per me ci guadagnano ( per dire.. ) lo potete osservare due scatti prima.. Nessuno ormai verrà ad acquistare oggetti per neonati.. a pochi metri, e si vedono i rottami sotto le finestre, vi è un' altro stabile.. abitato che per fortuna non è stato danneggiato.. cosa avrà pensato.. e quanto terrore sarà passato per la sua testa durante l'incendio.. che dopo alcuni giorni è li che guarda stranita.. il vento però ha giocato a favore, e la parte posteriore non è rimasta molto danneggiata, la sezione scientifica dei Pompieri in primis.. hanno già fatto l'analisi del materiale.. che è stato: infiammabile al 100%.. si vedono postazioni di auto pompe.. I gazebo della protezione civile, con nei pressi alcuni pompieri.. la polizia no quella non è stata ripresa.. Ma il nostro Mc Donald's continua a sfornate hamburgher.. forse più di prima.. Una cosa però mi ha colpito.. questo piccolo insetto.. che alla faccia della nostra continua barbarie.. vive.. e numericamente sono molto più di noi.. Nei pressi questo piccolo e splendido fiore.. Ma il titolo?.. sono in alto mare...
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  8. Dopo diecimila imprevisti sono riuscito a organizzare con un amico una piccola uscita naturalistico-fotografica ad un capanno, dove mi avevano detto che c'era un po' più di varietà rispetto alle solite cince e, se fossi stato fortunato ... anche una sorpresa. Amo gli animali, amo vederli in libertà e li fotografo al meglio che posso, soprattutto per portarmi a casa il ricordo e l'emozione di quell'incontro, e pubblico le foto per condividere queste emozioni, questi ricordi, con chi ama gli animali come me. Fare foto diverse alle vecchie conoscenze è sempre bello, ma fare nuovi incontri è ancora più emozionante! Ecco, per gli amanti del genere, qualcuno degli gli amici vecchi e nuovi che ho incontrato (tutte le foto sono state scattate con la Nikon Z6 ed il Sigma 150-600 f5-6.3 Contemporary): Appena sistemati nel capanno davanti alla piccola pozza, subito una novità, una Balia Nera femmina (Il nome deriva dal maschio che è veramente bianco e nero, la femmina è un po' smorta). Cince bigie, Cinciallegre, Cinciarelle non si contano, formano una chiassosa brigata che mette allegria, starei a vederle per ore, ma le ho fotografate già tante volte, per cui ho dedicato a loro solo qualche scatto quando ho visto scenette simpatiche, ve ne propongo uno solo: Ma insomma, non si può fare il bagno in pace! Indaffaratissimo, il Picchio Muratore corre su è giù per i tronchi. Il Picchio Rosso Maggiore, metodico, ispeziona tutto il vecchio tronco. Bellissimo, un maschio di Codirosso Comune, non l'avevo mai fotografato come si deve! A me piace inquadrarlo così: Per chi preferisce invece ritratti più stretti metto un crop (l'unico di tutta la serie). Sorpresa, arriva un giovane scoiattolo assetato. Doppia sorpresa c'è anche il fratellino, più scuro, direi che i due sono quasi agli estremi del range della variabilità di colore dello Scoiattolo Europeo. Normalmente è solo in alta montagna che se ne trovano di più scuri. Probabilmente sono in cerca di un territorio libero dove insediarsi. Ho fatto veramente tante foto, in condizioni di luce diverse, anche ad altri uccelli, ma mostrarne altre qui sarebbe troppo, le farò vedere un'altra volta. Ora veniamo al piatto forte: Ad un certo punto della giornata spariscono tutti, di colpo. Ed arriva lui, lo Sparviero. E' così bello che mi sarebbe bastato il solo vederlo, ma... comincio a scattare ! Si posa e si guarda intorno più volte, Sembra sapere che ci sono. Ma non gli interessa. Non resisto e faccio un ritratto stretto a 600mm. Purtroppo il bosco e fitto e gli ISO tanti. Si rilassa e si concede un bagno. Una scrollata finale. Un istante dopo è già su un ramo, da cui si involerà subito, scomparendo nel bosco. Io, dopo giornate come queste sono contento, di più, sono felice. Poche cose mi fanno bene come stare nel bosco (nella palude...) con gli animali! Silvio Renesto
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  9. Mentre Nikon continua a lavorare, personalmente attendo pazientemente alcune novità, il mondo Z ha ormai raggiunto una buona maturità ed è in grado di dare grandi soddisfazioni a tutti i fotografi. Scopo di questo articolo è quindi presentare e condividere la mia personale selezione di lenti per fotografare il paesaggio, diurno e notturno, insieme ad alcuni "trucchi" appresi sul campo con un uso prolungato di questi strumenti che, a parte il relativamente recente 14-24/2.8S, non sono assolutamente delle novità. Ma credo che trasmettere le esperienze, anche di lungo periodo, e quello che da queste deriva sia una delle cose utili che Nikonland può fare per i Nikonlander e per tutti i lettori. Ancor di più se questo può contribuire non solo a definire i pro e contro di un singolo strumento ma a presentare un kit definito ed ottimizzato per un compito specifico, con i razionali delle scelte fatte per comporlo rispetto alle alternative disponibili. Presentiamo quindi i protagonisti! Parleremo di: Z6II, che qui vedete seduta sull'indispensabile impugnatura/basetta arca (meike in questo caso) 14-24/2.8 S, con tappo portafiltri 24-70/4 S 70-300/4.5 5.6 AF-P, con il suo FTZ Io fotografo prevalentemente in natura e, quindi, nell'assemblaggio del mio kit, ho cercato il compromesso tra più esigenze. Innanzi tutto, un'ottima qualità di immagine contrapposta ad una adeguata semplicità di trasporto e d'uso sul campo. Per questo ho scelto tre zoom, capaci di garantirmi il meglio in assoluto sulle focali grandangolari ma anche ottime prestazioni, in particolare chiudendo un poco il diaframma, nelle focali intorno alla normale e lato tele. Tele che, per come mi piace fotografare, è opportuno abbia una lunghezza massima di almeno 300mm. Ma andiamo con ordine. La Z6II non ha la massima risoluzione disponibile, appannaggio della Z7II, ma ha un ottimo equilibrio complessivo tra gamma dinamica, risoluzione e tenuta agli alti ISO. La qualità di immagine è sostanzialmente la stessa della Z6, ma con una apprezzabile differenza: ha una maggior capacità di recuperare le ombre senza mai far trasparire la matrice dei sensori AF. Intendiamoci, non è una cosa che ai file della Z6 succeda con frequenza ma, in condizioni di luce estreme (3-4 stop da recuperare), a me è capitato mentre con i file della Z6II mai. Sulla risoluzione di Z6II vs Z7II ho già detto nel passato, ripeto per comodità dei lettori: dalle prove pratiche risulta che è pressoché impossibile vedere la differenza di dettaglio tra una stampa prodotta da un file 24 mpix ed uno a 45 mpix per dimensioni inferiori ad A2. E questo se il file della Z7 viene prodotto nelle migliori condizioni (perfetta messa a fuoco, perfetta tecnica, perfetta lente, ISO base) in quanto ogni "errore" in ripresa contribuisce a ridurre questa differenza. Allargando il discorso, c'è un'altra caratteristica che ha uno straordinario impatto nella pratica fotografica: il sensore stabilizzato, che consente tempi di scatto a mano libera incredibilmente lunghi ed impossibili alle reflex. Quanto lunghi? beh, il mio record a mano libera è 1/15" di secondo con il 500/4! Ma sostanzialmente l'impatto nella foto di paesaggio è tale che, dopo una vita passata sotto zaini affardellati dal treppiede, ora porto questo ausilio solo se prevedo di fotografare prima dell'alba o dopo il tramonto o se voglio utilizzare tempi lunghi con intento creativo. E anche quando lo porto, lo uso solo quando serve in modo da essere più agile e veloce nelle inquadrature. Me lo avessero detto 5 anni fa non ci avrei creduto! Del 14-24/2.8 S abbiamo scritto moltissimo, io in particolare per questo genere fotografico qui e qui. Pure Max si è parecchio dato da fare, cercate su Nikonland e troverete tutte le informazioni utili a valutarlo. Più lo uso e più mi convinco che sia il miglior zoom grandangolare che si sia mai potuto montare su una Nikon. Zoom che è stato corredato anche di una comodissima funzionalità per utilizzare i filtri, che è la proverbiale cigliegina sulla torta fatta da prestazioni ottiche inarrivabili unite ad un peso piuttosto leggero ed a dimensioni contenute. Il 24-70/4 S lo abbiamo conosciuto al debutto del sistema, è la lente kit apparsa per prima insieme a Z6 e Z7. Non ha la brillantezza del fratello maggiore f2.8 e neppure dei fissi Z di pari focale, ma ai diaframmi più usati nella fotografia di paesaggio (tra f8 ed f16) è un eccellente performer. Se consideriamo quanto è piccolo e leggero lo definirei uno straordinario performer! Il 70-300/4.5 5.6 AF-P è.... l'intruso. Perché non è frutto della nuova progettazione e produzione Nikon e, quindi, ha ancora bisogno di essere intermediato dall'FTZ per connettersi al bocchettone delle Z. Ma, una volta fatto, funziona perfettamente e rende disponibili un bel autofocus e prestazioni ottiche che il prezzo esiguo non farebbero lontanamente immaginare. Nikonland, alla sua uscita e probabilmente in anteprima mondiale, è andata a provarlo ed ha scoperto e svelato questa vera e propria gemma! Ovviamente ringrazierò moltissimo Nikon quando farà un tele Z nativo con la sua leggerezza e, prevedibilmente, prestazioni ancora migliori. Ma ne frattempo uso lui senza remore. Come dicevo, questo è il kit che viene con me tutte le volte che vado "per paesaggi". Come lo trasporto? Beh, io sono "allergico" ai vari zainetti fotografici perché nessuno ha uno schienale veramente comodo, capace cioè sia di scaricare il peso sul bacino del fotografo e non sulle sue spalle sia di essere adeguatamente traspirante (compresi anche quelli "più ottimizzati" come gli fStop). E fotografando nella natura, spesso camminando molte ore, la differenza tra un buono zaino pensato per la schiena del fotografo ed una "soluzione da fotografi" è abnorme. E, di più, a me lo zaino serve per portare anche acqua, cibo, indumenti.... tutte cose che nel normale zaino fotografico non stanno. Ma come proteggo tutto nello zaino? E come rendo comodo l'uso sul campo? Usando una custodia appositamente progettata e prodotta da Tenba: la BYOB 10 DSLR (BYOB=Bring Your Own Bag!). I più attenti noteranno 2 cose. La prima è che questa custodia è più lunga che larga e la seconda è che la cerniera non segue il bordo ma va quasi a metà del lato corto. Entrambe queste caratteristiche sono state pensate per rendere più semplice l'uso dentro ad uno zaino invece che in una borsa a spalla (Tenba produce anche un modello orientato orizzontalmente per inserirlo in una messenger bag). Per maggiore flessibilità sul campo, ho sostituito i divisori di serie con normalissimi "tubi" in neoprene (Lenscoat in questo caso). Questo mi consente di riporre dentro Tenba+tubi tutte le combinazioni d'uso (cioè qualsiasi delle 3 lenti montata sulla Z6II e le altre 2 nei tubi) e di appoggiare il tutto su rocce o erba umida senza necessità di particolari precauzioni. Mi consente inoltre di portare anche la sola custodia, con la sua comoda maniglia, se ad esempio decido di lasciare a terra o in tenda lo zaino. Ok, ma quanto pesa tutta questa roba? Meno di 3.5KG! Considerando che il tutto è eccellentemente protetto nel trasporto e che mi rende disponibili tutte le focali da 14 a 300 con un'ottima qualità direi che non è niente male. Si potrebbe andare più leggeri? si, in più modi: 1) sostituendo il 14-24/2.8 S con il 14-30/4S. Ma non sarebbe la stessa cosa, non solo perché il 14-24 è a 360° una lente migliore del 14-30 - alla fine della fiera anche il 14-30 fa ottime foto ed è migliore del 16-35/4 che ho usato per migliaia di fotografie con le mie reflex - ma perché fotografando di notte lo stop di differenza è dirimente. E la differenza di peso è comunque di meno di 2 etti, cioè il 5% del peso del mio kit. Per me assolutamente non ne vale la pena. 2) sostituendo 24-70/4 S E 70-300/4.5 5.6 AF-P con il 24-200/4 6.3. Qui la partita è veramente dura perché le due lenti che ho scelto, insieme, pesano 1.5kg mentre il nuovo super zoom pesa meno di 600gr, e cioè risparmierei il 26% del peso nel mio kit. Ed un chilo in più o in meno in montagna si sente. Questa strada è stata seguita da molti, anche qui su Nikonland, e pure io l'ho provata. Ma, per me, questo risparmio impatta sulla qualità delle immagini in un modo che rende il compromesso non funzionale all'obiettivo. I motivi più importanti sono l'inferiore qualità ottica attraverso tutto il fotogramma/focali e la mancanza delle focali 200-300, aspetti che nella mia fotografia di paesaggio hanno più importanza di quel kg nello zaino. Di più, il vantaggio principale della soluzione super zoom - passare da 24 a 200 senza cambiare obiettivo - per me è del tutto marginale. Ovviamente per altri le cose possono stare diversamente: sopra ho scritto i miei motivi, ciascuno valuti per se! Ed ora un po' di foto, spero capaci di illustrare quanto detto. Il Dente del Gigante, illuminato da un pallido sole, fa capolino tra nuvoloni che coprono quasi tutto in un pomeriggio decisamente burrascoso. In casi come questi la capacità di chiudere le inquadrature con il teleobiettivo rende possibile trovare scorci interessanti anche in situazioni di luce decisamente sfavorevoli. Z6II su 70-300/4.5 5.6 AFP@92mm f8 1/320 ISO100 Il cielo migliora ed aumentano le zone illuminate dal sole, la sfida è aspettare ed avere il momento giusto con la luce che pennella dove si desidera. Z6II su 70-300/4.5 5.6 AFP@116mm f8 1/200 ISO100 Ma in certi casi sono utili focali ben più lunghe e lo stabilizzatore aiuta tantissimo a farlo anche a mano libera e con gli ultimi od i primi raggi di sole. Z6II su 70-300/4.5 5.6 AFP@300mm f6.3 1/80 ISO100 Z6II su 70-300/4.5 5.6 AFP@300mm f5.6 1/200 ISO100 Per avere una adeguata profondità di campo, ed estendere la nitidezza da un primo piano molto vicino ad uno sfondo distante Km, è necessario chiudere molto il diaframma. Ma noterete la nitidezza esemplare da angolo ad angolo, a dispetto della diffrazione che molti fotografi sembrano temere in modo eccessivo, merito di questa lente kit decisamente sopra la media. Z6II su 24-70/4S@24mm f16 1/20 ISO100 Una lente versatile come il 24-70 è spesso indispensabile per rifinire la composizione quando non è possibile "zoomare" con i piedi. Inoltre, quando il sole spostandosi cambia il modo in cui la luce colpisce le montagne, potersi muovere rapidamente fotografando a mano libera è impagabile. In casi come questo, con i riflessi da "riprendere a piombo", oltre allo stabilizzatore sul sensore è estremamente utile anche la bolla elettronica presente a mirino. Z6II su 24-70/4S@60mm f11 1/13 ISO100 Per avere il sole "a stella" con tutti quei raggi e le lame di luce sulle vette occorre essere li nell'istante esatto, chiudere a f16 ed avere una lente resistente ai riflessi quando il sole colpisce la lente frontale dell'obiettivo. L'ho già detto che il 24-70/4S è una gemma? Z6II su 24-70/4S@62mm f16 1/100 ISO100 La luna e la primissima luce del sole (sono le 5:58) illumina le vette più alte. A 1600ISO, solo un ottimo sensore ed una esposizione perfettamente centrata possono catturare sullo stesso fotogramma quelle luci senza sfondarle e quelle ombre senza chiuderle sul nero. Questi ISO sono necessari a ad avere un tempo di scatto relativamente rapido per evitare il movimento della luna, anche a 14mm! Ovviamente occorre anche un obiettivo capace di non chiudere le ombre e luminoso abbastanza da non obbligare ad ISO ancora più alti, cosa che avrebbe sia aumentato il rumore sia ridotto la gamma dinamica del sensore. Z6II su 14-24/2.8S@14mm f2.8 1" ISO1600 Quando ho fatto queste foto per illustrare l'articolo - non tutte - ero a Chamonix. L'obiettivo era fotografare la via lattea sopra il monte bianco e tutta la catena fino all'Agulle Verte, passando tra gli altri per Aguille du midi, Dente del gigante, Grand Jorasses e Drus. Con il tutto specchiato nel lago! Purtroppo il meteo ha fatto i capricci e dopo la pioggia pomeridiana e le schiarite serali, tutto previsto nelle ottime previsioni del tempo di MeteoFrance, abbiamo avuto cielo coperto fino alle 3AM. Per il movimento della terra, a quel punto la via lattea non era più dove avrebbe dovuto essere e ci siamo inventati un "piano B". Fotografare il cielo stellato illuminato dalla falcetta di luna presente a tarda notte. Ed eccoci qui. Difficile da vedere nel file ridotto che ho postato qui, sulla cresta del Monte Bianco si vedono salire gli scalatori con la pila frontale!!! Z6II su 14-24/2.8S@17mm f2.8 13" ISO 3200 (10 file raw sovrapposti in postproduzione con Starry Landscape Stacker) Massimo Vignoli per Nikonland (c) 12/9/2021
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  10. SCOPRII per puro caso, lo scorso anno, che una tappa del campionato del mondo di aquabike si svolgeva in Sardegna, non lo sapevo proprio. Ovviamente l'edizione 2020 venne totalmente cancellata dopo due prove, ma nel 2021 si sta cercando di recuperare, Per ora le prime tre prove Polonia, Ungheria e Italia sono andate a buon fine. La location scelta è Olbia, esattamente il molo Brin, un ampio spazio acquatico non più utilizzato di fronte al marina Mi ero riproposto di non perdere l'appuntamento e sono riuscito nell'intento ma solo in parte (per istinto di autoconservazione e anche per motivi indipendenti dalla mia volontà). Comunque per un pomeriggio e una mattina sono riuscito a produrre qualcosa. Lo dico subito: mai fotografato l'aquabike fino ad oggi e a dire il vero non conosco neanche le classi di gara e neanche il regolamento e, mea culpa, non conosco neanche i nomi degli atleti in gara... un disastro. Ciononostante il tempo che ci ho speso ritengo sia stato proficuo. Poche le postazioni a mia disposizione ma comunque una certa libertà di movimento l'ho avuta grazie a un servizio d'ordine comprensivo e a un limitatissimo affollamento. Ho lavorato tranquillo per qualche ora ed era ciò che più mi interessava. Sport magari noioso da vedere dopo i primi cinque minuti ma decisamente divertente da fotografare. Con grande sorpresa ho scoperto che si può fare tanto e le situazioni in acqua sono le più disparate. Un antistress consigliatissimo. Una grinta pazzesca questi ragazzi e anche tanti muscoli, perchè tenere un jet sky non è facile. Sulle boe fanno pieghe da paura... le orecchie in acqua E le ragazze non sono da meno, meravigliosamente aggressive. Da brivido L'unico rammarico è stato non poter assistere alla parte più divertente dello show, la specialità freestyle che potete ben immaginare. Purtroppo si è svolta ieri in notturna, con inizio alle 21. Per i motivi che ben conoscete ho dovuto rinunciare. Ero già in tira da ieri mattina e non posso più permettermi certe zingarate. Cercherò di gestirmi meglio nel 2022, sperando che il mondiale resti in Sardegna. Mi sono divertito veramente tanto e, sinceramente, non avevo mai prodotto tante immagini in un' paio di sessioni di poche ore ognuna. Vorrei pubblicarle tutte, Quest'ultima credo spieghi molto bene a cosa si va incontro... ci si può sbizzarrire veramente tanto. Pezzo consigliato: Let It Ride, della Bachman Turner Overdrive, per chi ancora se la ricorda. Alzate il volume Copyright Enrico Floris 2021 per Nikonland
    11 points
  11. l'uso più appropriato per una macchina fotografica...
    10 points
  12. Visto il post dei Tramonti di Campagna dell'ottimo Zampieron, molto impunemente ne condivido tre di questi giorni sul mare.
    10 points
  13. Mi aveva preso la voglia di "interpretare" dei Gatti esotici. Questo è il Gatto di Pallas (nota: Pallas è il cognome di uno zoologo tedesco, non la dea Atena ) detto anche Manul. Grosso gatto selvatico delle steppe fredde dell'Asia Centrale. Diversamente dai Gatti domestici e selvatici che conosciamo, al Gatto di Pallas la pupilla rimane sempre tonda, anche quando si contrae per la luce intensa, come nei grossi felini. Questo gli da' uno sguardo particolare, un po' più dolce forse (ma ha un carattere piuttosto irascibile). Ecco il risultato: Fotografato in Azerbaijan no, alla Torbiera di Agrate Conturbia (NO). Avrei voluto vedere e tentare di fotografare "artisticamente" anche un altro paio di felini arrivati da poco, il Gatto Pescatore ed il Gatto Leopardo, che non ho mai visto dal vivo, ma da buoni Gatti... erano da qualche parte a dormire.
    10 points
  14. Il Cane è stato quasi certamente il primo animale addomesticato dall'Uomo, lo dice la Paleontologia e lo conferma la Genetica. 20.000 anni fa, durante l'ultimo massimo glaciale, l'Uomo, ancora solo cacciatore/raccoglitore, aveva a che fare con il Lupo, a volte avversario temibile ma al tempo stesso onorato. In più parti del mondo indipendentemente, in quei tempi antichissimi, l'uomo ha addomesticato una specie di Lupo oggi estinta (lo dice la Genetica), specie da cui discendono sia il Cane domestico che il Lupo Grigio attuale (Cane e Lupo "attuale" sarebbero quindi sotto-specie sorelle, nate da una specie madre -sempre di Lupo, si possono incrociare facilmente e l'hanno sempre fatto). Ventimila (ma qualcuno sostiene anche trentamila) anni fa, il Lupo ancestrale si aggirava intorno agli accampamenti umani, probabilmente in cerca di scarti di cacciagione. Erano brutti tempi, molta della fauna di erbivori di cui si nutriva era estinta o divenuta rara. Si pensa che il Lupo fosse spesso costretto a .. fare lo Sciacallo. Foto Silvio Renesto. Già nel Paleolitico uomo e lupo (quello "antico") iniziarono così a frequentarsi, nel bene e nel male, e l'uomo selezionò quei cuccioli più obbedienti ed amichevoli, facendone un guardiano ed un aiuto nella caccia. Poi venne tutto il resto, una storia molto lunga intricata ed affascinante, ma io ho raccontato del cane solo per parlare dei Gatti. Il Lupo, come la Capra, poco dopo, e molto tempo dopo la Mucca, l'Asino e poi gli altri, sono stati addomesticati perchè erano utili e perchè erano facili da addomesticare. Come animali sociali, avevano già una gerarchia e ubbidivano ad un capo, bastava quindi selezionare i più docili (i più infantili) e sostituire l'uomo al capo branco. I Lupi hanno un preciso ordine sociale all'interno del branco che comprende intensi rapporti fra gli individui. Foto Silvio Renesto. Il Gatto selvatico invece era, ed è ancora un animale solitario, territoriale e intollerante dei propri simili, cioè non aveva nessuna delle caratteristiche per diventare un animale domestico. L'Uomo nella preistoria lo cacciava, per lui era fonte di cibo e di pelliccia, quindi il Gatto, oltre al carattere, aveva ben poche ragioni per essere amichevole. E allora cos'è successo? Il Gatto ha deciso di "addomesticarsi" (almeno un po', chi lo sa) da solo. Molto, molto tempo dopo l'addomesticamento del cane, 10.000 anni fa circa, l'uomo diventò agricoltore e sedentario, a cominciare da due luoghi: la Mezzaluna fertile (il tratto di terre comprese fra i due fiumi Tigri ed Eufrate, dove sorsero le prime grandi civiltà, i Sumeri e gli altri) e la Valle del Nilo. la coltivazione genera un surplus di risorse di cibo che devono essere immagazzinate, e queste quantità di cibo attirano i roditori, prede di elezione del Gatto. Così in quelle zone, il Gatto selvatico nordafricano (Felis silvestris lybica), una delle quattro o cinque sottospecie di Gatto selvatico, si è arrischiato ad avvicinarsi agli insediamenti umani, attratto dall'abbondanza di prede. Il Gatto selvatico Nordafricano (Felis silvestris lybica). Foto da Internet Il Gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris). Le differenze fra le due sottospecie sono soprattutto legate la clima e all'ambiente, l'europeo è più tozzo e con gambe più corte per conservare il calore e muoversi nel sottobosco fitto, il nordafricano è più snello e sottile con zampe più lunghe per disperdere meglio il calore e perchè vive in zone più aperte con vegetazione più rada. Foto Silvio Renesto Questo ha portato a diverse conseguenze, da una parte l'uomo ha riconosciuto l'utilità del gatto per il controllo dei roditori, dall'altra il gatto "libico" ha iniziato ad avere meno paura dell'uomo e, per necessità ,se voleva approfittare dell'abbondanza di cibo, anche a tollerare di più i propri simili, diventando un po' (poco) più sociale. Abbiamo quindi le prime "colonie feline". Naturalmente nessun Gatto ha fatto questi ragionamenti, è la Selezione Naturale: intorno agli insediamenti umani i più sociali e tolleranti avevano accesso a più risorse, vivevano più a lungo e si riproducevano di più, trasmettendo la "socialità" (controllata da una serie di geni che regolano alcuni ormoni, ma non chiedetemi di più) ai loro discendenti. Questa minore aggressività e maggiore confidenza si è cominciata ad estendere anche nei confronti dell'uomo. Il Gatto cominciò a frequentare gli insediamenti, e poi le case degli uomini, di sua volontà, mantenendo però il suo carattere indipendente. Il Gatto selvatico in Europa invece ha mantenuto il suo carattere.. scontrosissimo. Intanto l'Uomo nel Mediterraneo ha cominciato a considerare il Gatto una preziosa risorsa. Il primo ritrovamento di Gatto sicuramente domestico risale a 9500 anni fa ed è stato trovato a Cipro. Possiamo dire che era domestico perchè è stato seppellito in una tomba e perchè Cipro come isola non ha mai avuto Gatti e siccome nessun Gatto si sognerebbe di traversare a nuoto dei bracci di mare, l'unico modo in cui quel Gatto è potuto arrivare a Cipro è perchè qualcuno ce l'ha portato, su di una nave, magari come cacciatore di topi, oppure già come animale di compagnia. Lo stesso è accaduto nell'antico Egitto, e qui vediamo meglio l'altro fattore che ha giocato a favore del rapporto uomo-gatto (in tutto il mondo): il gatto diventa un animale da compagnia: Rispetto ad altri cacciatori di topi (mustelidi, manguste ecc.), il gatto è più "carino" (gli inglesi hanno la parola giusta "cute") le mascelle corte, la testa tonda gli occhi grandi e frontali come i nostri, sono caratteri che ricordano i cuccioli (anche umani), quindi il Gatto, oltre ad essere utile, "piaceva". La testa rotonda e le piccole dimensioni inducono tenerezza per questi piccoli killer. Foto Silvio Renesto Gli egiziani tra i primi lo adottarono come animale da compagnia, e poi loro ne fecero una divinità, ma il Gatto appare in molti miti e racconti delle civiltà orientali (ma anche tra i Vichinghi ). In questo affresco egizio che rappresenta un sontuoso pranzo di una coppia, si vede un gatto seduto sotto alla sedia, che mangia un pesce, quasi sempre il gatto è raffigurato sotto alla sedia della donna (abito lungo). Il Gatto dell'affresco ha il tipico mantello di Felis silvestris lybica, ed ha ancora la grossa riga scura sul dorso tipica dei Gatti selvatici e assente nel Gatto domestico. Da Internet . Altro frammento egiziano in cui il Gatto è raffigurato come uccisore di Serpenti (figurativamente, con un coltello!). Altro buon motivo per essere amato da quelle parti. Da internet Raffigurazione del più antico Gatto di cui si conosca il nome: Nedjem (Dolcezza). Da Internet. Il Gatto ha anche un altro asso nella manica, non ha bisogno di assumere vitamina C dal cibo, per cui non si ammala di scorbuto, così può essere portato sulle navi e nutrito con cibo secco anche per lunghi viaggi, senza necessità di cure particolari e fare il suo servizio da acchiappatopi. Dagli Egiziani ai mercanti Fenici (e ai Romani) e poi ovunque. Come compagno dei marinai, il Gatto è arrivato in tutto il mondo. Il resto è storia (troppo lunga). Solo un paio di notizie di "colore": Il Gatto selvatico nordafricano ha un mantello con una leggera striatura appena evidente, un po' più marcata sulle zampe. Il Soriano o Tabby, come il mio Vincent, è una delle varietà domestiche più antiche (Nel Medioevo veniva chiamato anche Gatto di Cipro), ha sempre delle strisce che formano una M sulla fronte, e può essere macchiettato, tigrato o con strisce a spirale. Il nome Soriano viene da Soria (Siria, siamo sempre lì), il nome Tabby viene dal francese Taffetà, una stoffa setosa e lucida che anticamente era prodotta regione dell'Attabi (Irak, sempre da quelle parti). Un Soriano/Tabby corrucciato con la sua M sulla fronte. Foto Silvio Renesto Vecchia foto di un Vincent ancora giovincello, con la sua M da Tabby. Nei Gatti il colore rosso aranciato è quasi sempre legato al sesso maschile (ci sono eccezioni) . Foto Silvio Renesto. Più tardi, nella Grecia antica sono apparsi i primi gatti neri e solo poi quelli macchiati, segno che come per le mucche, i cani e i cavalli sono avvenuti cambiamenti genetici dovuti alla "civilizzazione". Sembrerebbe che il mantello nero abbia preceduto quello macchiato. Foto Silvio Renesto. Un Soriano (c'è la M e le striature) ed un "Tuxedo" (bianco e nero come l'abito da cui ha preso il nome). Attenzione non si tratta di nomi di razze ma solo di tipi di colorazione. Foto Silvio Renesto Le "razze" feline create in tempi moderni sono un'altra storia ancora, non sempre bella, a mio parere.
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  15. ecco alcune foto fatte nel fiume nei pressi di Racconigi con la modella Lariccia Valeria
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  16. Non ho mai fotografato "bene" la pernice bianca, anche se è un soggetto che sto attivamente cercando. E a dirla tutta, fino a questa estate neppure ero riuscito a vederla da vicino in natura. Ma questa estate, all'ultimo giorni di vacanza in dolomiti e all'ultima gita (Piz Boè per il Lichtenfels e la Cresta Strenta, uno splendido sentiero attrezzato straordinariamente panoramico e divertente da percorre purché si disponga della giusta esperienza e "sicurezza di passo") ecco che ne vedo 4 zampettare a pochi metri da me, ovviamente in abito estivo. Nello zaino il mio "kit da paesaggio", di fotografare animali non c'era nessuna idea, che per fortuna arriva a 300mm. Ho fatto qualche scatto, senza insistere perché la lente troppo corta mi avrebbe obbligato ad avvicinarmi troppo e quindi a disturbarle. Z6II su 70-300/4.5 5.6 @300mm f5.6 1/4000 ISO200 Z6II su 70-300/4.5 5.6 @300mm f5.6 1/3200 ISO200 Z6II su 70-300/4.5 5.6 @300mm f5.6 1/800 ISO200
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  17. Nikon Z fc Versatile Vintage Ho testato, anche se per ora solo superficialmente, la nuova mirrorless di Nikon, la Z fc, ispirata nelle forme alla straordinaria Nikon FM2 a pellicola, qui di seguito le mie prime impressioni, dopo il primo contatto che potete trovare su questo video: https://youtu.be/sw4kl7C-Z8k Buona visione e buona lettura a tutti Gerardo Bonomo Entusiasmi, entusiasmi… “Giunto al termine della mia vita di peccatore, mentre declino canuto insieme al mondo, mi accingo a lasciare su questa pergamena testimonianza degli eventi mirabili e tremendi a cui mi accadde di assistere in gioventù, sul finire dell’anno del Signore 1327.” Mirabile inizio del romanzo “Il nome della rosa”, del compianto e straordinario Umberto Eco, di cui faccio mia l’accezione “ declino canuto”. In questi primi cinquant’anni’anni di passione-amore per la fotografia ho usato un numero sterminato di fotocamere, alcune mi hanno entusiasmato, come Al Capone / De Niro faceva credere di avere come entusiasmo nella vita il baseball, altre mi hanno deluso o sono finite in fondo alle borse. Il 99% delle macchine che mi hanno entusiasmato sono state macchine a pellicola, ma non posso non ricordare l’entusiasmo con cui accolsi una delle prime Nikon Coolpx, che permetteva con un sistema a swing, di ruotare l’obiettivo indipendentemente dal monitor. E cosa dire dell’arrivo sul mercato della Nikon D70, non tanto per la qualità, quanto per il prezzo, finalmente accessibile a tutti. Bene, quando ho preso per la prima volta tra le mani la nuova Nikon Z fc l’entusiasmo è stato lo stesso di un bambino che trova nell’uova di Pasqua centomila mattonici Lego… Ispirata, nell’estetica, alla Nikon FM2, la Z fc non solo a mio parere a un design vintage a dir poco accattivante, ma racchiude al suo interno una qualità e una duttilità, pur digitale, che neppure sotto i miei occhi argentici è potuta passare inosservata. Pensare di eviscerare una fotocamera come la Nikon Z fc in un solo video e in un solo articolo è fantascienza. La Nikon Z fc ha centinaia di feature sia fotografiche che video, non dobbiamo dimenticare che la macchina è in grado di registrare video fino al formato 4K. Mi sono quindi limitato a uno sguardo dall’alto. Qui di seguito i link ai manuali Manuali, Software e Firmware Nikon Z fc in Centro Download Nikon: https://downloadcenter.nikonimglib.com/it/products/539/D780.html PDF Manuale d’Uso Nikon Z fc https://download.nikonimglib.com/archive4/tqKMn00nHOVV05r3Mk504pgJs380/ZfcUMEUR_(It)02.pdf Manuale Online Nikon Z fc IT: https://onlinemanual.nikonimglib.com/zfc/it/ Le mie prime impressioni? Naturalmente l’spetto vintage e il vantaggio di possedere diversi comandi principali posizionati sulle ghiere della calotta superiore. A seguire la leggerezza, che non è stata compresa da tutti, frutto del fatto che la macchina è stata realizzata in un materiale leggero quanto robusto: il magnesio Ho apprezzato il display che può essere ruotato in ogni direzione, comodo sia per le riprese dal basso, che per le riproduzioni con la macchina posizionata su uno stativo, oltre che per le riprese video. Le connessioni Bluetooth e WiFi, in accoppiata con il software Snapbridge, mi hanno permesso sia di remotare la fotocamera da smartphone e tablet che di scaricare le immagini, o alla risoluzione nativa o a quella più conveniente per gli smartphone – in termini di peso e velocità di download, di 2MP. La presentazione ufficiale: Nikon Z fc: La Nikon FM2 del Terzo Millennio Cito testualmente da sito di Nital, il distributore ufficiale Nikon per l’Italia: Le ghiere di controllo sono disposte esattamente come sulla Nikon FM2 e ogni ghiera è stata creata in alluminio solido. I meccanismi si azionano con incredibile precisione: sentirai l’emozione del clic. Se hai già utilizzato in precedenza una fotocamera SLR Nikon, farai un salto indietro nel tempo. Se non l’hai mai usata, amerai la fisicità delle ghiere. Ne parlerò anche in seguito ma il perchè Nikon abbia presentato la Z fc come una “erede”, se non altro nel design, della FM2 non mi è chiaro. Negli anni 80 – e a seguire nel 2000 – le cinque sorelle di Nikon erano: la FM, la Fe, la FM2 – FM2 new – la Fe2 e la FM3a. Dal punto di vista del design sono sostanzialmente identiche. Cambiano e non poco nella sostanza. Oggi delle cinque sorelle, la più, anzi, l’unica richiesta è la FM2. Perchè è una macchina completamente meccanica che a batteria scarica ha solo l’esposimetro non funzionante. Eppure io negli anni 80 acquistai la FE e per un preciso motivo: disponeva della priorità di diaframmi. Certo, aveva un solo tempo di scatto meccanico, 1/90 di secondo che erano l’unica parte della fotocamera funzionante a batterie scariche, e per 40 anni mi sono sobbarcato il peso di una batteria di scorta, qualche grammo, e non ho mai dovuto ricorrere al tempo obbligato di 1/90 di secondo. Certo, un otturatore elettromeccanico è più complesso e “più fragile” di un otturatore meccanicp. Ma la mia FE non ha mai fatto uno scatto a vuoto in 4 anni, ho solo dovuto, dopo 20 anni, cambiare le guarnizioni del dosro e del box specchio. Eppure le persone rifuggono dalla Nikon MF elettromeccancihe. Se vogliamo fare un confronto più allinetao, parliamo della FM e della FE2: la prima arriva solo a 1/1000 di secondo ma consente di montare anche le ottiche pre Ai del 1959. La seconda arriva a 1/4000 di secondo ma non permette di montare le ottiche pre Ai. Idem per FE e Fe2, la prima può montare le ottiche del 1959 e arriva a 1/1000 di secondo, l’altra arriva a 1/4000 ma non può montare le ottiche pre Ai. Mi sono sempre chisesto l’utilità del tempo di scatto di 1/4000 di secondo. Per come la penso io, meglio 1/1000 di secondo e la possibilità di montare le ottiche pre Ai che il contrario. Persona il valentissimo sito di Wikipedia, nel trattare la FM2, afferma che è possibile montare le ottiche pre Ai, ma non è possibile, come anche per la FE2, a causa del fatto che il Meter Coupling Lever non può essere sollevato, rendendo impossbile il montaggio delle ottiche pre Ai Nikon FM3A: più assonanze con la Nikon Z fc Ho parlato di Nikon FM3A in modo credo esaustivo: https://www.gerardobonomo.it/2020/04/15/nikon-fm3a-la-regina-istruzioni-per-luso-prima-parte/ https://www.gerardobonomo.it/2020/04/17/nikon-fm3a-la-regina-istruzioni-per-luso-seconda-parte/ https://www.gerardobonomo.it/2020/05/08/nikon-fm3a-la-regina-lo-shooting-terza-parte/ https://www.gerardobonomo.it/2020/05/14/nikon-fm3a-la-regina-lo-sviluppo-quarta-parte/ Presentata nel 2001, questo gioiello non venne affatto compreso: In grado di funzionare su tutti i tempi senza batteria, con la batteria oltre ad avere l’esposimetro attivo, è in grado di lavorare anche in priorità di diaframmi: un incredibile e complesso connubio tra un otturatore meccanico ed elettromeccanico. I tempi meccanico vanno da 1/4000 alla posa B, quelli elettromeccanici, come dati di targa, in priorità di diaframmi, arrivano in teoria a 8 secondi, come la Nikon FE, ma nella pratica in situazioni crepuscolari, in modalità A l’otturatore è in grado di rimanere aperto per minuti. Oggi praticamente introvabile con la sua ottica elettiva, il 45mm f/2,8 Ais P, sfiora nel mercato dell’usato cifretra i 1000 e i 1500 Euro. E’ forse la Nikon MF più cara in assoluto, certamente ben più costoso di FM, FE, FM2 e FE2 e addirittura F3 HP Nelle foto in alto vediamo l’accoppiamento e lo sganciamento del Meter Coupling Lever che è stato reintrodotto da Nikon proprio per la Nikon FM3A. Ecco, se mi fossi occupato io della presentazione della Nokon Z fc l’avrei confrontato, nel design e nella filosia di scatto di base, o alla FE o alla FM3A. Comunque questo sofismi non cambiano nè il senso, nè l’utilità, nè la valenza dell’interprete di questo articolo, ovvero della Nikon Z fc Anche l’occhio vuole la sua parte La fotocamera è uno strumento particolare, non deve solo essere efficiente e funzionale, ma deve appagare anche l’occhio. Posto la che la Nikon Z fc è una rivisitazione della Z 50 – che non dispone della funzione focus staking nè della possibilità di lavorare prendendo l’energia dalla presa USB – questa rivisitazione estetica non passa inosservata Photokina 2011 Correttezza, innanzitutto. Prima della Nikon Z fc ci fu un’altra fotocamera che colpì e non poco l’attenzione del pubblico. Era la Photokina del 2011. Durante quella Photokina vennero presentate novità a dir poco rivoluzionarie. Nikon presentò la Nikon D600, una full frame nuovamente, nello stile Nikon, con un prezzo alla portata di quasi tutti e la Nikon 1, la prima “mirroless di casa Nikon. Altri brand presentarono prodotti altrettanto innovativi. Ma TUTTA l’attenzione sia della stampa di settore che del pubblico si concentrò sulla Fuji X100, una “compatta a focale fissa che richiamava in modo netto anche se non servile l’estetica delle Leica M. Fu il trionfo di quella Photokina e il valore aggiunto non fu nelle feature ma nell’estetica della fotocamera. la X 100 è tuttora in produzione ed è stata rivisitata sia nell’estetica che nelle funzioni più volte. Ma a differenza della Nikon Z fc, la X 100 non si ispira a qualche precedente modello di Fuji, ma più in generale a una macchina dal design retrò. Nikon invece non solo si è ispirata, ma ha quasi clonato una fotocamera che vide la luce nel 1982, la Nikon FM2. Ma se volgiamo essere un poco più precisi, la Nikon FM2, al netto del tempo di posa più veloce portato a 1/4000 di secondo, altro non è se non la Nikon GM. E la Nikon FM venne presentata nel 1977… Parliamo oggi di Nikon Z fc, che trae ispirazione da una Nikon di ben 44 anni fa…… Photokina 2013 – qualche settimana dopo… – E della Nikon Df non vogliamo parlare? Qualche settimana dopo la Photokina 2013 Nikon annuncia la Nikon Df. Questa è stat la prima vera fotocamera digitale vintage di Nikon. Se mi è piaciuta? Leggete qui: https://www.nikonschool.it/experience/nikon-df.php Disponibile sia silver che black, la Nikon Df poteva montare tutte le ottiche Nikon, come la Nikon Z fc, aveva molti comandi “analogicizzati”, ma non incontrò granchè il favore del pubblico, a causa delle dimensioni troppo generose: 143,5x110x66,5mm con un peso di 765 grammi contro i 134,5 x 93,5 x 43,5 mm della Nikon Z fc e i suoi bravi 445 grammi Sensore FX da 16MP, io la trovai fantastica e mi adattati subito alle dimensioni oggettivamente generose. Certo, io e e molti altri si aspettavano una Nikon FM digitale, abbiamo aspettato “solo” 8 anni ma siamo stati accontentati. Non so Nikon Japan cosa pensi oggi della Df, sta di fatto che nella presentazione della Z fc da nessuna parte ha accennato a questa prima macchina digitale in un corpo analogico. D’altronde, le leggi di mercato imperano, e la prima delle Leggi recita che LA LEGGE NON AMMETTE IGNORANZA…. Il monitor basculante Sembra una follia mettere tra i primi posti nei vantaggi di una fotocamera digitale il monitor basculante. Io di solito lavoro con una Nikon D5600 e vi garantisco che il monitor non solo basculante ma anche richiudibile per evitare graffi è un plus a cui non rinuncio. Ho provato la Nikon Z 50 e la prima cosa che mi ha fatto storcere il naso è stato proprio il display, che non solo può essere ribaltato su sè stesso per evitare che si graffi, ma può essere basculato solo in orizzontale, per le riprese dall’alto o quando faccio le riproduzioni collegando la macchina alla colonna di un ingranditore, per non dovermi arrampicare al di sopra della macchina. Il display della Z fc bascula in ogni direzione e può anche essere tenuto di lato, cosa che io trovo vantaggiosa nelle riprese video; non a caso la maggior parte delle videocamere ha il display che può essere basculato di lato. La possibilità di passare automaticamente dal mirino elettronico al display grazie a un sensore di prossimità è un’altro vantaggio che io trovo primario La riduzione delle vibrazioni Anche se la Nikon Z fc supera la sensibilità di 51.000 ISO la riduzione delle vibrazioni è comunque utile, da un lato proprio per evitare di arrivare agli altissimi ISO, dall’altro per sfruttare in pieno sia il VR integrato in alcuni obiettivi, che il VR elettronico integrato nella fotocamera, che si attiva unicamente se posizionato su On, e solo nelle riprese video. Quindi non abbiamo purtroppo lo stabilizzatore meccanico a 5 assi come le sorelle Z più grandi della Z fc, ma abbiamo la possibilità di utilizzare obiettivi Z nativi VR da un lato, e la stabilizzazione elettronica nelle riprese video. La pulizia del sensore Il fatto che sulla Z fc non ci sia una tendina meccanica che protegga il sensore, fa sì che sia necessaria una certa attenzione nel cambio ottiche. Al contempo, grazie alla mancanza della tendina e alla ridottissima distanza tra la baionetta e il sensore, permette anche una pulizia fai da te più agevole. Io, personalmente, consiglio di limitarsi all’uso di una pompetta per soffiare via la polvere secca. Per le pulizie wet con gli appositi tool, consiglio di rivolgersi a un centro assistenza, onde evitare i noti guai di una pulizia wet mal condotta. Non dimentichiamo poi la possibilità via software del Image Dust Off: si scatta una foto e poi, attraverso appositi programmi di Nikon, è possibile sottrarre via software la polvere dalle immagini “ contaminate. Non dimentichiamo infine che la Nikon Z fc non è weatherproof, è quindi opportuno non esporla nè all’acqua – pioggerella – nè alla sabbia. L’importante è sapere le cose e agire di conseguenza. La duplicazione dei negativi Mi sono già occupato della duplicazione dei negativi usando fotocamere digitali Nikon Anche la Nikon Z fc permette la duplicazione, tanto dei negativi che delle diapositive, utilizzando il modulo ES-2. La grande novità sta nel fatto che Nikon ha anche presentato un nuovo obiettivo, il Nikkor Z 50mm f/2.8 Macro FX, che è perfettamente compatibile tanto con il modulo ES-2 che naturalmente con la Nikon Z fc. Non ho ancora fatto dei confronti tra questa nuova ottica macro e il mio prediletto AF-S Micro NIKKOR 60mm f/2.8G ED: sarà un confronto d’obbligo ma questa volta ho dubbi sul vincitore: il nuovo 50mm è stato appositamente progettato per le fotocamere Nikon serie Z ed è più recente del 60mm, che, di fatto, venne presentato al PMA del 2008, sono passati 13 anni…. E gli obiettivi Z ? Attualmente Nikon ha a catalogo, oltre a due moltiplicatori di focale, 18 obiettivi Z fra FX e DX, un parco ottiche di tutto rispetto a cui si aggiungono, con l’adattatore FTZ, quasi tutte le ottiche Nikon prodotte dal 1959, dagli obiettivi Ai ai modelli autofocus D e G. Un parco ottiche quindi di tutto rispetto che permette, a chi già possiede degli obiettivi Nikon, di utilizzarli sulle Nikon serie Z, Nikon Z fc compresa. Moltiplicatori di focale, zoom, focali fisse, ottiche macro, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Diversi obiettivi Z sono stabilizzati e/o weatherprooof Cliccate QUI per avere il panorama completo e le caratteristiche di tutti gli obiettivi Z attualmente disponibili La funzione video La Nikon Z fc è in grado di registrare video fino al formato 3840 x 2160 (4K UHD) Il monitor che può essere ruotato anche esternamente alla fotocamera agevola il controllo dell’inquadratura nelle riprese video e permette di inquadrare da punti di vista inusuali, come dal basso o dall’alto. A questo si aggiunge la possibilità di registrare video in modalità rallenty e time lapse. Ricordiamo che in modalità video, con un leggero crop sulla scena inquadrata, è possibile attivare lo stabilizzatore elettronico Qui un esempio di un video in 4K – ridotto per esigenze del web - E qui un esempio di un video in modalità rallenty Uno smartphone costa uguale Per relativa provocazione riporto qui sotto le caratteristiche di uno smartphone tra i più performanti oggi sul mercato, iPhone 12 Pro, che è quotato intorno ai 1300 Euro Sistema di fotocamere Pro da 12MP: ultra‑grandangolo, grandangolo e teleobiettivo Ultra-grandangolo: ƒ/2.4 e angolo di campo 120° Grandangolo: ƒ/1.6 Teleobiettivo: ƒ/2.0 (iPhone 12 Pro); ƒ/2.2 (iPhone 12 Pro Max) Zoom digitale: fino a 10x (iPhone 12 Pro) Zoom in ottico: 2,5x; zoom out ottico: 2x; estensione totale dello zoom ottico: 5x (iPhone 12 Pro Max) Zoom digitale: fino a 12x (iPhone 12 Pro Max) Modalità Notte per i ritratti tramite scanner LiDAR Modalità Ritratto con effetto bokeh avanzato e Controllo profondità Illuminazione ritratto con sei effetti (naturale, set fotografico, contouring, teatro, teatro b/n, high key b/n) Doppia stabilizzazione ottica dell’immagine (grandangolo e teleobiettivo) Stabilizzazione ottica dell’immagine su sensore (grandangolo di iPhone 12 Pro Max) Obiettivo a cinque elementi (ultra-grandangolo); obiettivo a sei elementi (teleobiettivo); obiettivo a sette elementi (grandangolo) Flash True Tone più luminoso con Slow Sync Panorama (fino a 63MP) Rivestimento dell’obiettivo in cristallo di zaffiro 100% Focus Pixels (grandangolo) Modalità Notte (ultra-grandangolo, grandangolo) Deep Fusion (ultra-grandangolo, grandangolo, teleobiettivo) Smart HDR 3 Apple ProRAW Foto e Live Photos ad ampia gamma cromatica Correzione dell’obiettivo (ultra-grandangolo) Correzione occhi rossi evoluta Geotagging delle foto Stabilizzazione automatica dell’immagine Modalità scatto in sequenza Formati immagine acquisiti: HEIF e JPEGIl fatto è che non solo uno smartphone non è comunque ancora in grado di raggiungere la qualità ottica di , in questo caso, una mirrorless, ma per quanti obiettivi aggiungano sul retro, ciascuno dedicato a una funzione, non solo la qualità finale è molto lontana, ma le possibilità di controllo dell’immagine di una mirrrorless sono infinite. Chiaro, dallo smartphone ai social il passo è istantaneo. ma se fosse la stessa cosa anche per la Nikon Z fc? Snapbridge: è la Nikon Z fc diventa uno smartphone, molto più che uno smartphone Snapbridge è il programma gratuito di Nikon, disponibile sia per piattaforma Android che iOS che permette di remotare la propria Nikon, scattare, scaricare le immagini sia alla risoluzione nativa che a 2 MP pr avviarle poi al Cloud o ai social. Attraverso Snapbridge inoltre la Nikon Z fc acquisisce dallo smaetphone o dal tablet la georeferenziazione dell’immagine ( altitudine, latitudine, longitudine ) così da poter poi contestualizzare l’immagine sia attraverso i software Nikon che di terze parti. Due note su Snapbridge Con Snapbridge è possibile: Sceglere la modalità di scatto Scegliere il diaframma di lavoro Scegliere il tempo di scatto Sceglere un’eventuale staratura intenzionale dell’esposizione Scegliere il bilanciamento del bianco Scegliere il punto di fuoco E’ quindi una app completa con la quale non solo si remota lo scatto e si scaricano le immagini ma si modificano in remoto la maggior parte delle impostazioni delle fotocamere. Ecco colmato, in modo egregio, il gap con gli smartphone e, credetemi, nonostante la qualità oggettivamente sempre più elevata delle immagini ottenute dagli smartphone, qui siamo a eoni di distanza. I risultati Uno scatto realizzato con la Nikon Z fc e il suo “innocente” zoomettino 16-50mm, e il relativo crop Qui potete scaricare l’immagine alla risoluzione nativa. Black & White La Nikon Z fc tra i Picture Control ha anche quello monocromatico. In più è possibile aggiungere dei filtri “virtuali” tra cui il filtro rosso. Dall’alto: Picture Control Standard Picture Control Monochrom Picture Control Monochrom + filtro rosso virtuale: i petali del girasole si schiariscono ma non aumenta la saturazione delle campiture azzurre del cielo Picture Control Monochrom + filtro rosso virtuale+ filtro rosso reale + polarizzatore reale: il cielo si scurisce leggermente. ma siamo a eoni dal risultato che si otterrebbe con una pellicola impiegando i medesimi filtri reali. Giocherellando con l’obiettivo Z 50mm macro La macro non è il mio forte, qui uno scatto realizzato con l’obiettivo NIKKOR Z MC 50mm f/2.8 ISO 800, f/8, 1/1000 di secondo ( così ho imparato che il battito delle ali di un’ape bottinatrice ha bisogno di tempi di scatto più veloci, il battito oscilla dai 200 ai 400 battiti al secondo … ) Qui potete trovare l’immagine nativa in alta risoluzione In macro a 1:1 Non dubitavamo della qualità del nuovo NIKKOR Z MC 50 mm f/2.8 Qui l’abbiamo messo alla prova a ISO 100, f/20 e 1 secondo di posa. Qui sotto l’immagine originale E se vogliamo scaricare le immagini in tempo reale sul computer? Wireless Trasmitter Utility Prassi utilizza, soprattutto negli studi professionali, per permettere a chi fa la post produzione di controllare in tempo reale il lavoro del fotogrfao. Basta scaricare, disponibile sia per piattaforma Windows che per Mac OS il programma gratuita Wireless Trasmitter Utility. Senza neppure di bisogno di una connessione via cavo ma usando il modulo WiFi integrato nella fotocamera, è possibile scattare le immagini, salvarle sulla scheda di memoria della fotocamera e contemporaneamente scaricare sul computer o il JPG, o il NEF, o entrambi i file. Nikon Z fc è naturalmente compatibilissima. Qui, giusto per provare, ho fotografato il monitor del computer sul quale avevo già istallato WTU. E il gioco è fatto Nikon Z fc versus Nikon FM2 Sembra che la Musa ispiratrice della Nikon Z fc sia stata la Nikon FM2; mi chiedo perchè non la FM, identica in tutto tranne nei tempi di scatto che si fermano a 1/1000 e il vantaggio di poter montare ottiche Ai. Io credo che la Musa ispiratrice sarebbe potuta benissimo essere la Nikon FE, piuttosto che la FE2, ma, visto che la FM2 è la Nikon più richiesta nel mondo dell’usato, ecco spiegata la Musa ispiratrice, che si limita a una similitudine nel design del pentaprisma e nel fatto di avere, ovviamente, una ghiera dei tempi meccanica al di sopra della calotta. Addio attacco F mount Nel 2018, con la presentazione delle Nikon Z6 e Z7, la casa giapponese abbandona lo storico innesto F mount, presentato contestualmente alla Nikon F. Diametro baionetta 44mm e distanza dal piano focale di di 46,5mm L’abbandono del box specchio cambia tutto, la distanza dal piano focale passa a 16mm e il diametro della baionetta a 55mm. Giusto per la cronaca, la fotocamera con il piano focale più ridotto è la Samsung NX mini con solo 6,5mm di distanza dal piano focale, mentre la Contax N arriva a 48mm. La macchina, banchi ottici esclusi, con il piano focale più profondo è la Mamiya RB, con.112mm Per parlare di fotocamere “ normali, Leica M è 27,80mm, mentre Leica a vite 28,8mm, Canon FL e FD 42mm. Ma per tornare a Nikon, che con l’avvento dell’autofocus non cambiò, come fece Canon, la baionetta, permettendo alla sua clientela di continuare a usare sulle macchine AF anche le ottiche MF, per sanare questo passaggio obbligatorio Nikon ha poroposto, contestualmente al sistema Z, l’adattatore FTZ che permette di utilizzare TUTTE – o quasi – le ottiche Nikon, prodotte dal 1959 a oggi, naturalmnete con le limitazioni del caso: una focale MF non diventa AF, alcune modi di esposizione o sistemi di esposizione non sono compatibili. Ma le ottiche sono tutte compatibili, e il prezzo è accettabile, 299 Euro – si trova anche a meno -. L’adattatore FTZ dispone anche di un attacco filettato per potersi collegare ai treppiedi ed evitare di sbilanciare la fotocamera. Con gli obiettivi di tipo G e D tutti i dati exif vengono inseriti nel file, il che significa che il NEF, trafilato con Nikon NX Studio, può beneficiare di tutte le correzioni ottiche presenti nella libreria proprietaria di Nikon NX Studio. E gli obiettivi Z ? Attualmente Nikon ha a catalogo, oltre a due moltiplicatori di focale, 18 obiettivi Z fra FX e DX, un parco ottiche di tutto rispetto a cui si aggiungono, con l’adattatore FTZ, quasi tutte le ottiche Nikon prodotte dal 1959, dagli obiettivi Ai ai modelli autofocus D e G. Un parco ottiche quindi di tutto rispetto che permette, a chi già possiede degli obiettivi Nikon, di utilizzarli sulle Nikon serie Z, Nikon Z fc compresa. Moltiplicatori di focale, zoom, focali fisse, ottiche macro, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Diversi obiettivi Z sono stabilizzati e/o weatherprooof Cliccate QUI per avere il panorama completo e le caratteristiche di tutti gli obiettivi Z attualmente disponibili E’ meglio una fotocamera fatta di bronzo o di lega di magnesio? Una delle prime cose che venne notata dal pubblico, quando la Nikon Z fc venne semplicemente presentata, ma non mostrata al pubblico, alla fine del luglio 2021 fu il peso. Troppo poco pesante, o troppo leggera. In fotografia, e non solo, è cosa nota che più uno strumento è pesante maggiore è la sua qualità I primi rumors dichiaravano che la Z fc fosse fatta di plastica. E invece, come vediamo nelle prime due immagini accoppiate, la Nikon Z fc è fatta in lega di magnesio, come le fotocamere professionali di Nikon. Se il LEM fosse stato fabbricato in bronzo, l’Apollo Xi non sarebbe riuscito a farlo depositare, leggero quasi come una piuma, sulla superficie lunare. Se confrontiamo il peso della Nikon Z fc con quello della sua musa ispiratrice, la Nikon FM2, ci accorgiamo che la sua musa pesa quasi il doppio. E stiamo parlando di macchine di piccolo formato. E nonostante questo, tenersi al collo per un’intera giornata di shooting, quasi un chilo di macchina vi garantisco che non è la stessa cosa che portarsi al collo una macchina pesante quasi la metà. Certo, io stesso, quando ho confrontato il nuovo 50mm Z Macro f/2.8 con il caro e beneamato Micro Nikkor 55mm f/2.8 mi sono reso conto che nel nuovo 50mm di metallo non ce n’era neanche l’ombra.Ma al contempo tra i due obiettivi, in termini di qualità non c’è confronto. Io quindi di queste leggerezze approfitterei, e prima di giudicare la qualità in proporzione al peso, quantomeno farei delle prove…. Detto questo la Nikon Z fc pesa 390 gr che salgono a 445 con batteria e card di memoria. Ed ecco le dimensioni: Circa 134,5 x 93,5 x 43,5 mm La Nikon FM2 pesa 540 grammi ( senza rullino e le misure sono circa circa 142 x 90 x 60 Alla fine la Nikon Z fc pesa il 20% in meno della Nikon FM2 La raffinata ghiera dei tempi di scatto. In alto a sinistra la ghiera dei tempi della Nikon F3, a destra della Nikon FM2 in basso a sinistra della Nikon FE, a destra della Nikon Z fc Qui Nikon merita un plauso: innanzitutto ha mantenuto i 4 secondi di posa, non saranno gli 8 della Fe e della F3 ma sono impostazioni che sulle fotocamere a pellicola hanno una grande utilità. Il tempo più veloce è il 1/4000 di secondo, per gli amanti del bokeh…. Straordinaria la presenza della posa T, che è presente sulla F3, ma mentre sulla F3 la posa T non consuma corrente, sulla Z fc consuma corrente eccome, così, giusto per saperlo. E dulcis in fundo la possibilità di frammentare i tempi in terzi di stop, come nel disegno qui sopra, funzione che può essere attivata in modalità manuale ( qui si possono impostare fino a 900 secondi… ) o a priorità di tempi, agendo sulla ghiera secondaria. In questo modo con la ghiera secondaria frontale si comandano i diaframmi, con quella posteriore i tempi, ma in terzi di stop. I prezzi Nital su sito NIKONSTORE propone attualmente ( primo settembre 2021 ) quattro kit, body, con il 28mm Nikkor Z f/2.8 edizione limitata – nero con una ghiera argentata che richiama il silver della fotocamera, con il 16-50 e il 50-250mm DX, e con il 16-50mm DX VR, quindi stabilizzato Io non avrei dubbi: punterei sul kit con il 16-50 stabilizzato – equivalente a un 24-75mm nel formato FX, da un lato per approfittare della stabilizzazione, dall’altro perchè a mio parere sono le focali bastanti per il 99% dei generi fotografici. per chi volesse un lungo fuooco o un tele zoom c’è sempre tempo per un acquisto successivo. Per coloro che già dispongono di ottiche Nikon di qualsiasi tipo consiglio vivamente l’acquisto dell’adattatore baionetta FTZ. Il telecomando opzionale ML-L7 può tranquillamente essere sostituito dal vostro smartphone e dall’applicazione gratuita Snapbridge che non solo consente di remotare la macchina, ma di controllare, come spiegato sopra, l’inquadratura in live view oltre a cambiare diversi parametri di scatto. Inutile dire che è sempre meglio dotarsi di una seconda batteria EN-EL 25. Nikon dichiara l’otturatore per 100.000 . la batteria in dotazione garantisce 310 scatti utilizzando il mirino elettronico, e 360 scatti utilizzando il monitor, e 80 minuti, sia usando il mirino che il monitor di registrazione video ( non dimentichiamo che la Nikon Z fc registra video con microfono stereo incorporato fino alla risoluzione 4K. ma non siete obbligati a comprare una seconda batteria, Potreste comprare, o utilizzare… La magia della porta USB ( Type C ) La Nikon Z fc ha tre ingressi, microfono, Mini HDMI e USB ( Type C): attraverso questo ingresso la Nikon Z fc consente non solo la ricarica della batteria proprietaria ma anche l’alimentazione della fotocamera stessa. Quindi: …..o utilizzare il caricatore del vostro smartphone, piuttosto che l’adattatore per la presa accendisigari della vostra auto – che ormai ha almeno una presa USB e in alcuni casi anche la presa 220V se doveste ricaricare la batteria con il caricatore a corredo, o ancora un Power Bank. usando un Power Bank la cosa interessante sta nel fatto che, se nella vostra Nikon Z fc è presente la batteria proprietaria, la fotocamera prenderà l’alimentazione direttamente dal Power Bank. Se calcoliamo che la batteria proprietaria ha una disponibilità di 1120 mAh, è facile immaginare a che autonomia ininterrotta si arriva se si calcola che oggi diversi Power Bank arrivano a una riserva di carica di 40.000 mAh… Conclusioni Se pensiamo che il manuale – naturalmente cartaceo – dell’Hasselblad 500 C/M era di 32 pagine, mentre quello della Nikon Z fc è di 622 pagine, è chiaro che non ho neppure scalfito la macchina in questione Questo non sarà l’ultimo mio lavoro sulla Nikon Z fc: oltre alla possibilità di riprodurre i negativi con l’eccellente Nikkor Z 50mm F72.8 Macro, le sinergie con il mondo della pellicola non finiscono qui. E’ chiaro che, come già scritto, visto che anche l’occhio vuole la sua parte, scattare, seppur in digitale, con una Nikon che somiglia alle Nikon degli anni 70 è più che divertente. Io ho sempre considerato i due sistemi, analogico e digitali, distinti e paralleli, anche se naturalmente privilegio la pellicola, ma in molte situazioni, e l’ho già dimostrato, il digitale è l’unica strada percorribile Alla prossima, quindi, e vi ringrazio per il vostro tempo e la vostra attenzione Il vostro affezionatissimo, iridescente, senescente, e soprattutto, monopolicromatico, Gerardo Bonomo I miei video e i miei articoli sono accessibile a tutti e gratuitamente.
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  18. .... che mi piace un sacco La mantide? è venuta lei sul balcone. L'ha "trovata" mia moglie ed ho dovuto soccorrere/salvare entrambe. Mia moglie che ha avuto un mezzo infarto e la mantide dalla sua ciabatta. Poi l'ho tirata su dal pavimento proponendole un bastoncino su cui arrampicarsi e l'ho messa sulla pianta, ho preso su la macchina e ho fatto qualche scatto. Poche regolazioni, tutta farina del sacco di questa lente specialissima. Nella prima sembra dirmi "fai il furbo perché sei fuori tiro, ma prova ad avvicinarti e ti stacco un dito e lo sgranocchio". C'è proprio da essere felici che non ce ne siano grandi come un cane: non avremmo il coraggio di uscire di casa!
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  19. Che ne direste di andare dal macellaio, o al supermercato e trovare una freschissima ala di ... Dinosauro, no di Pollo, no... insomma di... una cosa a metà? Tranquilli, non è possibile, almeno per ora. Ma qualcuno ci ha realmente provato, a riportare in vita i Dinosauri, ma non alla Jurassic Park, con il DNA fossile, in un modo ancora più insolito, ma per ora lascio la suspence. Questo qualcuno è Jack Horner. Jack Horner, classe 1946 è un paleontologo americano piuttosto famoso nell' ambiente, ma anche fuori. Foto da Wikimedia Commons. La prima notorietà l'ebbe per un colpo di fortuna, se così si può dire, in realtà la fortuna va incontro alle persone che se la meritano. Fu il primo a scoprire dei nidi di un nuovo (per allora) dinosauro, che chiamò Maiasaura (buona madre), nidi raggruppati in colonie, come fanno certi uccelli ad esempio le Sule, erano nidi con uova fossili contenenti embrioni fossilizzati e resti di giovani troppo grossi per essere ancora dei nidiacei. Erano le prime prove che i Dinosauri avevano un comportamento sociale e si occupavano dei piccoli come i loro parenti Uccelli. Ricostruzione di un uovo di Maiasaura con l'embrione che emerge. Un'altra sua teoria che fece molto scalpore riguarda il Tyrannosaurus rex, Horner sostenne che un Tyrannosaurus adulto era troppo lento per essere un attivo predatore, per cui doveva nutrirsi solamente di carogne. Ci furono feroci discussioni pro e contro e ancora adesso ci sono strascichi ma la maggior parte (me compreso) non è d'accordo. Ma non andiamo fuori tema. Predatore o mangiatore di carogne? La soluzione ce l'aveva già Calvin, qui sotto: In ogni caso la faccenda fece scalpore e Horner fu il consulente scientifico di alcuni Jurassic Park. Ma torniamo al Dinopollo. Horner lavorò col suo team sul DNA fossile, ma concluse che era troppo frammentario, mal conservato e raro perchè ci si potesse fare qualcosa. Poi, l'illuminazione. Gli Uccelli sono Dinosauri, gli unici viventi, per cui nel loro DNA ci potrebbero essere (e in effetti ci sono) dei geni inespressi per i caratteri da dinosauro che gli uccelli hanno perso. Come noi abbiamo, bloccati, i geni per la coda (se uno è esperto di Genetica perdoni il mio linguaggio impreciso, ma è per far capire) così gli uccelli hanno ancora dei geni da Dinosauro. Qualche volta si rivelano anche: Il pulcino dell'uccello tropicale Hoatzin ha ancora dita artigliate sulla mano che gli servono per aggrapparsi mentre si sposta fra i rami delle mangrovie. Poi l'adulto le perde. Pulcino di Hoatzin. Sotto l'adulto. Horner, con un team di specialisti, si mise a cercare questi geni bloccati nei polli e li trovò, geni per i denti, per la coda e per gli artigli sulle "braccia". Scrisse un libro: "Come costruire un Dinosauro" in cui delineava la sua strategia. Trovarli è una cosa, "svegliarli" è un'altra. L'ho sentito quando è venuto a fare un ciclo di conferenze in Italia. Era riuscito ad attivare i geni di coda e denti in modo che cominciassero ad esprimersi in embrioni di pollo, ma gli embrioni non arrivavano a termine. Quando ho raccontato questa cosa in una radiointervista il conduttore ha sussurrato "meno male". Avremo il Dinopollo prima o poi? Niente dinopollo (per ora?). Penso proprio di no, Horner è andato in pensione, e sembra non ci sia interesse a continuare. In ogni caso è molto probabile che le complicazioni sarebbero troppe per essere un progetto realizzabile. Meno male, lo dico anch'io, una gallina che morde non è simpatica. Prima che pensiate che i paleontologi siano dei pazzi (un po' sì, ma non troppo ), ed anche chi ha finanziato Horner, la ricaduta di questi studi, ha spiegato Horner, potrebbe esserci stata in campo medico, un contributo sul capire il meccanismo per sbloccare geni importanti potrebbe essere utile ad esempio per contrastare malformazioni ereditarie. Quien sabe? Il vostro affezionato naturalista.
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  20. Arrivato in prestito breve, il primo marchio di terze parti di obiettivi Autofocus per attacco Nikon Z. Sulla mia Nikon Z fc vedete montato un Viltrox APS-C 33mm f/1,4 Il perchè di questa inconsueta focale? Ma ricreare con l'effetto moltiplicatore del formato, uno standard, un 50mm f/1,4 equivalente. E' una prima anche in questo senso: su Z non abbiamo ancora obiettivi di questa luminosità, dagli f/1,8 si passa agli f/1,2 ed oltre, dei nostri fantastici standard Z Arriva così... ...in una scatola che...ne contiene una seconda aperta la quale...spunta il faraone nel suo sudario, corredato da sacchetto in microfibra (in puro stile Z), pieghevole e cartoncino di garanzia carino già a prima vista, nella gommapiuma che l'ha tenuto al riparo di una delle solite botte da trasporto Shenzen Jueying Technology Co, ovviamente made in China... e dove se non...? lente ED in giallo, ad alto indice di rifrazione in azzurro dotato di coppia di tappi identici a quelli Z per Nikon e paraluce in metallo massiccio, come tutto l'obiettivo realizzato in alluminio, pesante solo 310 grammi (per il materiale), schema di 10 lenti in 9 gruppi, maf minima di 40 cm, lungo 7,2cm e largo 6,5: ghiera dei fitri da 52mm. Dotato di ghiera di maf manuale e... DI UNA VECCHIA AMICA: la ghiera dei diaframmi !!! Senza click (ottima per i vlogger) e con la posizione Auto oltre il diaframma più chiuso Subito messa alla prova sulla Z fc, la ghiera trasmette perfettamente alla macchina i rispettivi valori e può essere considerata anche un preset dell'apertura di lavoro utile. direi che faccia la sua bella figura sulla vintage Z fc e finalmente immune da critiche estetiche diaframma a nove lamelle... e contatti elettrici per dirsi...tutto ciò che ci sia da discutere con la fotocamera... paraluce a petalo, finalmente anch'esso in metallo dopo anni di policarbonato nipponico.... Tanto in metallo, da dover essere rodato le prime volte: non stupitevi se vedrete qualche ricciolo di alluminio che viene... trafilato dal blocco di fine corsa... Come funziona questo Viltrox ? Ve lo dirò nei giorni a venire....prima di rimandarlo indietro. Il prezzo attuale di 315 euro ne fa un competitor addirittura più costoso del meno luminoso e più leggero Z Nikkor 40/2 appena annunziato. Qui su Nikonland Max Aquila photo (C) per Nikonland 2021
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  21. Questo è l'aperitivo. Appena riesco a sistemare le altre foto (sono un mucchio) e fare una scelta, farò sul blog un nutrito reportage della giornata da naturalista fotografo che (finalmente!) sono riuscito a fare.
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  22. Ok, lo so, sono di nuovo OT rispetto allo scopo del forum, in quanto sono foto di animali in cattività, ma è l'ultima volta, prometto . Visto che i Gatti esotici dormivano, mi son fermato dalle Lontre, che nel mio immaginario personale sono seconde solo ai felini in quanto ad essere graziose, carine, simpatiche e vivaci, insomma quel che gli inglesi, maestri di sintesi, esprimono con la parola cute. Che succede? Psst, non dirlo a nessuno! Queste foto, come quella del Gatto di Pallas sono state scattate con la Nikon Z6 e il Sigma 150-600 C (+FTZ of course).
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  23. Avevo deciso in tempi non sospetti di fare le vacanze (se si possono chiamare tali 8 giorni) con Laura nella costa ovest della Sardegna, a Torre del Pozzo. Posto tranquillo, anche in estate, per chi vuole riposare in santa pace o comunque cercare di dormire quando ha voglia di dormire. Unica controindicazione (consideriamola tale, a nostra insaputa quando prenotammo) è che siamo ubicati a pochi chilometri dalla zona del megaincendio che ha mandato in fumno 20.000 ettari del Montiferru ma fortunatamente non ha fatto danni sulla costa. Questo però ha comportato diversi sorvolamenti di elicotteri "presidenziali" dal momento che il presidente Mattarella in vacanza a Porto Conte ha voluto visitare dall'alto la zona del disastro a bordo di un Agusta Super Siuri (avrebbe detto Max Magnus) dei CC. Ma questo prima che arrivassi io. Solo che oggi i giornali riportavano la notizia che anche la presidente del Senato Casellati era in vacanza ad Alghero. Chiarito questo arrivo al punto. Laura dormiva beatamente e io stavo cercando di addormentarmi con le cuffiette quando all'improvviso.... uno stramaledettissimo elicottero ha iniziato a sorvolare il B&B che ci ospita a bassissima quota... insomma ho pensato che fosse la Casellati che in un'ora assolutamente inopportuna aveva deciso _ anche lei _ di fare un bel giro panoramico per accertarsi di persona di quanto fosse estesa la zona carbonizzata (tanto comunque nessuno farà una cippa) invece no. Stavolta (ma solo stavolta) la povera presidente del Senato è risultata innocente perchè persistendo il casino ho deciso di guardare fuori dalla finesta... era l'elisoccorso. Non penso sempre troppo in questi casi, ho acchiappato l'unica fotocamera che non era nello zaino, la D7100, con l'obiettivo che vi era attaccato in quel momento, il Sigma 10-20 e sono corso in strada. Qualcuno è stato molto male, spero non troppo, nel residence vicino e l'ambulanza era per strada ma non sarebbe mai arrivata in tempo. Ci ha pensato comunque l'elisoccorso a scaricare il medico e il paramedico in attesa dell'arrivo del 118. Poche foto, avrei preferito una posizione più favorevole ma questo è quello che si può fare in un paio di minuti... Medico e paramedico sono imbragati assieme Il tono vagamente drammaico ritengo sia appropriato. Don't crash the ambulance - Mark Knopfler Copyright Enrico Floris per Nikonland
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  24. Ha ecco, non avevo capito.. allora all'epoca non leggevo certo i giornali.. per i carabinieri che avevano indagato su di me, non scherzo.. è vero, ma lo venni a sapere tempo dopo.. io ero una persona tranquilla orientato verso il socialismo, comunque ero curioso di vedere come vivevano da quelle parti, pensavo ci fosse del bello e del buono.. pensavo.. ( poi mi sono chiesto con quale testa ) e allora ci andai, gli amici mi davano del matto, erano a Jesolo ad aspettarmi.. se tornavo; le persone che mi ospitavano gentilissime, ma capii dopo con un secondo fine, avevano due figli, un maschio e una femmina, la ragazza non lo nascondo era carina davvero, e loro facevano di tutto per lasciarci soli.. ma capita l'antifona mi guardavo bene.. lei come lavoro controllava dei negozi di frutta e verdura, controllava i registri di carico e scarico, solo che era la terza persona in cascata che faceva quel lavoro.. mi sembrava alquanto stupido, però tutti avevano un lavoro.. il figlio studiava elettrotecnica e, peccato che non ho fatto una foto.. ma questo è il senno del poi.. mi fece vedere su una tavola di legno, con una serie di chiodini piantati su, un circuito con un galvanometro che probabilmente al tempo di G. Marconi era già vecchio.. tra i chiodini vi erano una serie di resistenze fatte a mano.. grande spirito di costruzione ad ogni costo, io tirai fuori il mio ICE 680 R ( un vecchio tester ) usato, e lo regalai.. era trasecolato di cosa e come non ché quante misure potesse fare.. non aveva mai visto una cosa simile.. non so quanti residuati abbia visto in giro, marciare allegramente.. parlo di vecchie automobili anteguerra, vi erano anche qualche vettura fiat 124 o giù di li.. ma erano poche.. le prostitute davanti al ristorante per stranieri, che rimorchiavano quando possibile.. erano in combutta con la polizia, ho portato quella ragazza al ristorante una volta sola.. poi non ha più voluto, primo, i polacchi era proibito entrare, si pagava solo in dollari, mi portarono su mia richiesta la coca cola, che lei non aveva mai bevuto.. in bicchierini da liquore.. mi incavolai e feci fatica a far lasciare la bottiglietta in vetro.. sul tavolo.. vedere i ragazzi bere di nascosto.. un' ingegnere della Polmo-Fiat che credimi.. pensavo fosse sull'altra sponda.. portarmi fuori a mangiare il gelato ed altro.. e alla fine la ragione me la disse: le piacevano gli schienali in paglia che avevo sui sedili.. unti e bisunti.. mi vergognai e non li diedi.. mi pento ancora se ci penso.. era povera gente che viveva come poteva, eravamo nei primi anni 70... e noi per loro eravamo l'eldorado.. spero di averti accontentato.. Dimenticavo.. non volevo che la mia permanenza fosse un costo per loro e i dollari che avevo con me, ne lasciai una parte a loro.. la polizia al momento dell'ingresso si fece far vedere quanti dollari avevo in tasca, tot dollari per giorno per n giorni all'uscita non ne puoi aver di più.. senno vuol dire che hai fatto cose losche.. non mi accorsi che mi avevano infilato dei dollari nel bagaglio, loro speravano che mi portassi via la figlia.. e non ci pensavo per nulla.. alla frontiera mi controllano, saltano fuori, dopo un pò di tempo, la confisca e posso tornare.. ha anche la loro moneta non era possibile portarla fuori.. stop.
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  25. Ecco finalmente quello che nelle intenzioni di Nikon e nelle aspettative (devo dire soddisfatte) degli utenti, veniva classificato nelle conversazioni da forum come "pancake" ossia appartenente a quella stirpe di obiettivi che nascono minuscoli di dimensioni, in profondità sopratutto, per rendere la fotocamera cui abbinarli, quanto più maneggevole e tascabile possibile. Nella realtà dei fatti, il Nikon Z Nikkor 28mm f/2,8 SE (dove SE non sta per Serie E come i vecchi suoi antenati della fine anni '70) è un grandangolare "compatto" da 7,2x4,3cm e, sopratutto, 155 grammi di peso, che se non ne fanno il Nikkor più sottile e piccolo della storia, credo che invece per il peso sia realmente un record. 9 lenti in 8 gruppi e due elementi asferici: Aria di famiglia con i suoi antenati Ai ed Ai-S, ossia gli obiettivi Nikkor del periodo 1977-1985, ante periodo AF successivo: in fondo un brevissimo periodo di produzione in termini di tempo (prima del '77 l'estetica dei nonAi era differente, così come per i successivi AF), caratterizzato da questa estetica "diamond ridged" delle ghiere di messa a fuoco e del diaframma, probabilmente la più funzionale di tutti i tempi, in termini di presa, in un periodo nel quale mettere a fuoco con precisione era buona parte del lavoro, oltre quello della composizione. Eccolo quindi in buona compagnia, insieme ai suoi nonni e trisavoli di quel periodo, delle focali più disparate e, per me, rappresentative. Aria di famiglia, che è ciò che Nikon ha voluto alimentare con questo obiettivo dedicato alla Z fc, per buona pace di chi si scomoda a parlare di imitazioni con i modelli di quel passato: in realtà Nikon non ha mai copiato nella sua Storia, ma sempre e solamente innovato, sempre nel solco della sua tradizione, secondo il principio più volte riportato nei miei scritti, del ossia del miglioramento continuo nella vita personale, privata, sociale, professionale, nel segno della continuità col proprio passato... Spiegatelo a chi, dentro Nikon stessa di oggi, continua a cercare somiglianze tra la Zfc con questo 28/2,8 e le vecchie FM-FE con le loro successive migliorie. Solo aria di famiglia, quindi, per questo bell'esercizio tecnologico, che cambia la veste di una Nikon Z50 non abbastanza amata, con la veste simile a quella dei parenti "amarcord" della famiglia Nikon. Ma la somiglianza che suscita questa nuova mirrorless con questo obiettivo, si ferma qui: tutto il resto è modernità e dinamismo digitale. 150 grammi di peso, si possono ottenere solo abbondando in plastica, molto più che in qualsiasi altra realizzazione Nikon, davanti dietro ed in mezzo, lasciando solo l'idea del metallo alla zigrinatura di presa per il montaggio dell'ottica sulle fotocamere Z, che biancheggia al centro del barilotto, ma è...in plastica anch'essa. Ovviamente munito unicamente di ghiera di messa a fuoco manuale, trasformabile via menù (sezione f2) in ghiera di variazione del diaframma ....(per ora non funziona la possibilità di variare la compensazione dell'esposizione, pure disponibile in impostazione f2, problema che forse verrà risolto da un futuro aggiornamento fw). Oggi il peso di un 28/2,8 non scende mai sotto i 200 grammi (il vecchio e molto più piccolo AFD ne pesava 205), il "plasticone" AFS f/1,8G (lungo però il doppio) ne pesa 330. Solo il mini 16-50DX (lui davvero pancake) pesa meno di questo 28mm, ma perlappunto è un obiettivo DX e non un FX come questo Nikon SE che alla fine della fiera...ha solo un lontano parente proprio nel bruttissimo e altrettanto plasticoso 28/2,8 Serie E del 1979 che pesava esattamente uguale! In effetti quindi, più che pancake un obiettivo compatto (proprio come sarà anche il prossimo 40/2) come si può ben vedere a confronto con veri campioni per dimensioni della famiglia AiS di quarant'anni fa: qui a confronto con un 50/1,8 (lui si pancake) ed un ben più luminoso, 24mm f/2 Dove questo 28mm vintage non vede concorrenti di nessuna epoca e marca è invece per una caratteristica ben serigrafata sul barilotto, vale a dire una distanza minima di messa a fuoco di soli 19cm, autentico primato questo, scorrendo le caratteristiche tecniche degli altri wide di questa stessa focale E proprio per questa caratteristica ho fatto i primi scatti con questa ottica, restando a minima distanza di messa a fuoco dal soggetto, a tutta apertura e poi a tutta chiusura (f/16) cercando di avvicinare i due soggetti ritratti per ottenere una pdc utile a tenerli entrambi nitidi... Si ragazzi, qua però stiamo parlando di un leggero wide come un 28mm con le ali tarpate dal formato DX della fotocamera di destinazione !!! Nikon, non sarebbe stato più coerente di far uscire per primo il 40mm f/2 stessa serie, per ottenere un 60mm-eq sulla bella Ztc invece di questi detestabile nè carne nè pesce 42mm-eq, ciò che appunto un 28mm produce sul formato dx? Dobbiamo fare di necessità virtù e quindi, le caratteristiche globali di questo obiettivo, saranno poi meglio messe alla prova su una Z FX, per vedere come questo economico obiettivo renda ai bordi immagine, qui asportati dal sensore piccolo della Ztc. La cosa strana è che i piedi, guidati dal cervello, mi fanno posizionare da dove scatterei la foto con un vero angolo di campo da 74°, come se la fotocamera fosse FX: invariabilmente devo quindi retrocedere...ed anche di tanto, per ritrovare il soggetto tutto intero in inquadratura. Il risultato che ne deriva è purtroppo una ben visibile curvatura del campo inquadrato: quella di un 28mm appunto, senza gli estremi, nello spazio di un 40-45mm che per sua geometria, sarebbe di certo molto più plano. Pazienza: stiamo solamente valutando qui di seguito, la resa cromatica, il contrasto e la tenuta ai riflessi di questo obiettivo, che mi pare comportarsi bene in tutti i sensi. Ovviamente la stessa inquadratura, ma in verticale,contribuisce ad evidenziare la curvatura del wide che, per quanto leggera, non ci aspetteremmo in una focale equivalente standard. cosa che ci agevola invece con i soggetti che della curvilineità si...nutrono Questo scatto, sovraesposto audacemente per evidenziare forme e disegni, non perde brio nei colori che restano ben saturi anche in condizioni di luminosità precarie, in ombra totale, a dimostrazione dell'ottima qualità dell'abbinamento lente/sensore. Ancora in ombra e ciononostante carico di informazioni, tanto quanto in luce diretta a mio giudizio una resa un pò pastellata ma proprio per questo piacevole, non per forza carica di saturazione e contrasto, pur con una sorgente luminosa così...decisa. La texture è proprio quella che ci si augura in un obiettivo da architetture come un 28mm (in FX), sia in luce sia in ombra chiusa la profondità di campo, anche a diaframmi medi, come f/8, non mi pare poi enorme, nonostante peraltro il formato inferiore che dovrebbe agevolare anche qui di 1,5x e chiudendo ad f/11 ne abbiamo la riprova grazie a Giacomo Leopardi il cui sfondo, a quel diaframma ed in formato dx, ci saremmo di certo aspettati un pò più nitido Alla fine, neppure troppo distante dalla stessa valutazione, condotta però a tutta apertura: il cui crop rivela una progressione non dissimile alla precedente, pur considerando l'enorme variazione di apertura Bellissima la resa dei bianchi estremi sotto la luce diretta... variabile...variando cellula esposimetrica, come è possibile fare sempre, ma ogni tanto ...in molti se lo dimenticano... anche nelle ombre miste a luci... e, come sempre nelle mie prove su strada, ombra rischiarata da lampi talmente brevi da lavorare il più delle volte in diurna in HSS , con risultati molto differenti nelle resa globale, sempre molto accettabili, a mio modesto avviso. Un obiettivo leggero ed economico, facile da usare, specie potendosi avvicinare tantissimo al soggetto, dotato di caratteristiche cromatiche in linea con la qualità delle ottiche del sistema Z, ossia molto più alte del precedente standard, espressivo in termine di elevati contrasti luminosi, senza perdere nè nelle luci, tantomeno nelle ombre pur forzando appositamente l'esposizione. Capace di molto più che questo, che scopriremo mettendogli dietro il sensore che si merita, in altro test, lasciando in questo immutata l'aria di famiglia delle vecchie foto seppiate, che Nikon ha voluto infondere a questo ensamble di Nikon Z fc con Z Nikkor 28/2,8 SE Max Aquila photo (C) per Nikonland 2021
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  26. Grazie a tutti !! Aggiungo qualche altra foto.
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  27. Un microcosmo: ricordate la pozzanghera di Z la formica...? Bene, questa è una storia di un'altra formica, Zfc vista attraverso l'occhio del suo MC 50/2,8 in un ambito non più grande di un metro cubo: una gebbia, un albero di fico che vi si specchia ed il loro mondo attorno. Basta solo sedersi e....osservare. Partanna (TP), Cassaro 28 agosto 2021 Mi avete visto spesso alle prese con gli stessi soggetti, più o meno nello stesso posto, la gebbia del mio vigneto, una vasca larga un metro quadro, in mezzo alla campagna, popolata dai suoi protagonisti. Eccoli, alcuni di essi, in queste foto: a voi attribuir loro un nome. Tra una settimana, molti di loro saranno altri, o altrove: questo è il senso della Natura (della quale anche noi siamo parte) io, finchè potrò, non cambio il luogo: è tutto il resto che ruota intorno. Nikkor MC 50/2,8 su Nikon Ftc e, in alcune foto, un lampo di luce di schiarita, fornito da un Godox AD100 col suo trigger. Qualcuna è leggermente croppata in postproduzione. Questo obiettivo macro della linea di lenti Nikon Z, appena presentato, il Nikkor MC 50/2,8 sarà un protagonista delle immagini a venire, non soltanto mie, a causa della sua facilità estrema nell'utilizzo, delle sue qualità indiscutibili di nitidezza e contrasto, tali da farlo stare in catalogo anche senza una S (tipica degli obiettivi Z di maggior pregio), degno di ogni Nikon Z sulle quali verrà utilizzato. Provate e tornate a raccontare... Max Aquila photo (C) per Nikonland 2021
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  28. Altro infarto scampato per miracolo procurato da Ross e Nikonland E' stata una giornata che dire movimentata è poco, con tanto di zia quasi 90enne che ha fatto un'improvvisata mentre Sabi posava in "birthday suit" in giro per casa. A breve farò un post nel blog con tutti i dettagli. Nel mentre, grazie di nuovo. Fossi donna lancerei il reggipetto a Ross.
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  29. Gabriele, comodamente seduto a casa sua, fotografa la bellissima Sabina, invitata appositamente in Italia per il test definitivo della nuova Nikon Z fc Fino a sabato aveva solo scherzato ma con Sabina non si può scherzare
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  30. Dopo una discreta pausa torno a postare qualche foto. Sabrina ha un fisico molto interessante, gentilissima e collaborativa in fase di scatto. Primo set con limbo Secondo set con parete scura Terzo set con drappi e divano bianco
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  31. No, dai, ci saranno sempre tutte quelle mamma che, tenendo agli scarrafoni loro, cercheranno di convincere altre mamme che il loro 60/2.8 (di qualsiasi generazione) ha ancora da dire la sua. Per non parlare del 105/2.9 VR pensato quando la D2x ancora doveva uscire. Per me che non faccio macro, questo 105/2.8 Z ha dimostrato ulteriormente che : i margini di sviluppo degli obiettivi Z sono ancora ampi che i fissi di qualità continuano ad essere superiori agli zoom che posso elevare ulteriormente le mie aspettative per tutto il resto che deve ancora venire che finché i ministri competenti non giudicano sicuro per me poter tornare in impianti sportivi all'aperto per fotografare, posso persino permettermi di fare a meno del 70-200/2.8 Z usando al suo posto questo 105 insomma se c'è un motivo per passare a Z al momento risiede nella assoluta superiore qualità dei nuovi obiettivi. Quindi qualunque tentativo di adattare obiettivi F (per affezione, spilorceria, convinzioni sbagliate) su corpi Z è la strada sbagliata : quella opposta, che noi di Nikonland sconsigliamo. Almeno a chi voglia farsi consigliare. Per tutti gli altri, i magazzini sono pieni di vecchi sifoni sempre con meno mercato di rivendita che si possono comprare per pochi denari. Io però me ne sono già da tempo liberato
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  32. Gechnology è un marchio di proprietà di Western Digital, (ex HGST famosa per produrre dischi rigidi tra i più affidabili del mercato), che offre soluzioni di storage personale e di gruppo di lavoro indirizzate a professionisti ed entusiasti in campo video, foto e audio. Il nostro sito si occupa di musica registrata, per lo più in formato digitale (cosiddetto liquido) le tematiche di storage non possono esulare dal nostro campo di interesse quotidiano. Specie quando quei file audio che gelosamente conserviamo per poterli ascoltate al meglio, ci sono costati soldi, soldi, soldi. Molti più soldi di quando costi un buon hard disk ! G-Technology Conosci G-Technology ? No, dovrei ? Pensaci bene. Dischi desktop, in alluminio stylish, il logo con la G maiuscola illuminato ... Ah, si, certo che li ho presenti. Ma in ambiente Apple, vero ? Non solo, sono compatibili perfettamente anche con Windows. G-Technology è un marchio americano di proprietà di Western Digital (era HGST), pensato per offrire al mercato soluzioni pronte per lo storage di qualità ed affidabilità, utilizzanti internamente dischi HGST (ex Hitachi, oggi Western Digital), pensati specificatamente per le esigenze moderne dei professionisti ed entusiasti del campo fotografico, video e audio. La gamma di prodotti è completa e scalabile. Dalle soluzioni portatili autoalimentate ai grossi NAS a 8 bay con RAID hardware, passando per dischi personali USB/Thunderbolt a 1 o a 2 dischi fissi. tre esempi dei prodotti G-Technology, coerenti tra loro per prestazioni, costruzione, affidabilità, sistema, scalando dal disco portatile da 12 cm al grosso sistema desktop a 8 dischi rimuovibili a caldo e RAID hardware. Diciamo anche che il concorrente principale - e più conosciuto - di questo marchio è Lacie che offre soluzioni simili, in uno stile anche esteticamente raffinato (Porsche Design) in casa Seagate. Ma la caratteristica che rende interessante anche ad un sito come il nostro questa gamma di prodotti è il fatto di indirizzarsi per vocazione al mondo multimediale professionale, quindi a fotografi, registi, video-operatori, tecnici del suono e chiunque necessiti di acquisire, conservare, utilizzare grossi file multimediali in sicurezza. Per questo test ho ricevuto un prodotto desktop, utilizzabile via porta USB 3.0 che contiene al suo interno un disco HGST da 3.5 pollici, di taglio da 6 TB (con 1 TB inteso come 1.000.000.000 di byte) da 7200 giri con 64 megabyte di memoria cache. La linea si compone di dischi di taglio da 2 a 10 TB di costo decisamente abbordabile anche per l'hobbysta. Soluzione adatta come vedremo, non solo al backup - sarebbe riduttivo - ma anche come disco di "lavoro". Come è fatto ? Il disco è contenuto in una rassicurante scatola azzurra che riporta su una etichetta arancione le caratteristiche di targa. già così appena estratto con il suo contenitore in alluminio spazzolato fa bella mostra di se. L'unità mostra buona consistenza al tatto, il peso è indice di sostanza, come la presenza di 4 bei peidini antivibrazioni sotto alla scocca. Anche il frontale è in alluminio, forato per permettere la ventilazione durante il funzionamento con al centro il logo G in plastica trasparente. Sopra alla scocca di nuovo il marchio G stampato in grande. la dotazione comprende l'unità, l'alimentatore di rete con una spina aggiuntiva per standard diversi da quello nazionale, un cavo USB 3.0 con l'attacco specifico di tipo B (come quello delle stampanti). L'unità necessità di alimentazione perchè contiene un disco desktop ad alte prestazioni che non sarebbe possibile via USB 3.0 Quando è in tensione e durante le operazioni di lettura/scrittura, il logo G si illumina con una sfumatura leggermente azzurrina. dettaglio del logo sopra alla scocca. il pannello posteriore che, oltre alla presa USB 3.0 e quella di alimentazione, ha anche un attacco Kensington di sicurezza antifurto e ... più unico che raro, l'interruttore di accensione e spegnimento. Complessivamente un apparecchio molto ben costruito anche nei dettagli. Avrete notato oltre alla finitura anche gli angoli lunghi smussati. Molto robusto, non mostra problemi anche ad impilare più unità una sull'altra. Di aspetto molto elegante, per gli studi che devono anche colpire l'occhio dei clienti, intonato certamente allo stile dei desktop Apple ma in ogni caso, del tutto inseribile anche in un salotto elegante, perchè di informatico non ha quasi nulla a prima vista. Come va ? Ma un bell'aspetto non ha alcuna rilevanza con le prestazioni di un disco di memoria, quindi passiamo immediatamente alla parte più tecnica di questa prova. Innanzitutto una considerazione. Il manuale si dilunga molto sulle caratteristiche di utilizzo in ambiente Apple. Senza informare in modo evidente l'utente Windows che no, al primo collegamento non deve esclamare "urka, è guasto, maledizione !". Infatti la procedura di inizializzazione per far vedere il disco a Windows è citata solo in fondo, in un paio di paginette. E in effetti tanto basta ... per indirizzare l'utente verso il sito G-Technology per scaricare ed installare l'utility che converte l'unità da Mac a Windows. Una procedura che richiede pochi click e qualche istante, giusto per indicare il nome o la lettera dell'unità. Solo allora il disco verrà visto. Disco che da quel momento diventa parte integrante del vostro sistema, in modo del tutto trasparente dal vostro sistema, sia esso un desktop o un notebook. Per saggiarne le prestazioni mi sono servito delle solite utility disponibili per Windows. Secondo CrystalDiskmark la performance é di rilievo con oltre 161 megabyte in lettura e 149 in scrittura. non sono i dati di performance massima indicati dal produttore ma si deve tener conto che il mio pc non è un sistema da laboratorio ma un computer da lavoro, carico di tutti i normali software che girano in un normale pc. La misura vuole qui indicare una modalità di funzionamento reale, su un computer di prestazioni medie, non aggiornatissimo, come sarà probabilmente anche il vostro. Per raffonto devo anche dire che se il mio SSD di avvio ha prestazioni certamente superiori, i miei dischi interni (della stessa serie e tipo di quello del G-Tech, solo di taglio da 8TB) collegati direttamente al bus del mio computer non arrivano a queste prestazioni e si fermano ad un più modesto valore di 135-125 megabyte al secondo (ma certamente non sono vuoti ... anzi, sono piuttosto carichi ) Il test CrystalDiskMark è di tipo sintetico e simula un carico di input/output generico. In un ambito multimediale non c'è che la codifica video per valutare la capacità di un disco rigido. Se le prestazioni in video saranno elevate, a maggior ragione lo saranno nell'audio, visto che il trasfer-rate richiesto, anche per i formato a più alta risoluzione è be più modesto. Il valore determinato dal Aja System Test mi sembra di tutto rispetto. Per un formato 4K a 10 bit vediamo una prestazione bilanciata di oltre 200 megabyte al secondo sia in scrittura che in lettura. per di più tenuti in modo costante per tutta la durata della simulazione. Andando ad una prova un pò più terra terra, ho selezionato i file musicali caricati nel mio sistema nel 2018 (oltre 2 TB) ed ho provato a copiarli sul G-Tech. ed ho poi provato a conferma anche con una cartella un pò più ridotta (i file degli ultimi giorni) ho rilevato una conferma della performance già esibita nei test, mantenuta per tutta la durata delle operazioni di copia. Al termine delle 5 ore necessarie al trasferimento, avvenuto senza intoppi, il disco era tiepido ma non di più a conferma che il guscio di alluminio e le forature, oltre allo stile, hanno funzionalità concrete. Dubito che anche dopo ore ed ore di utilizzo continuato e a pieno l'unità tenderà a risultare più calda della vostra mano in maniera troppo evidente. Conclusioni Ho tenuto questo disco per circa un mese ed ho simulato operazioni normali sia per una unità di backup che per una di produzione. Ritengo il periodo di prova certamente sufficiente per saggiarne le prestazioni, non abbastanza per verificarne l'affidabilità. Ma dalla mia c'è l'uso continuativo di altri dischi simili della HGST ( di taglio da 4 e da 8 TB) che possiedo nel mio sistema da anni e che i check-up mi confermano essere tutti in ottimo stato d'uso (nei NAS girano 24 ore al giorno, sempre, nel PC spesso stanno in tensione per giorni durante i backup o le altre operazioni onerose di un fotografo bulimico come me che è anche super-appassionato di musica e che conserva centinaia di migliaia di file di immagini e di musica). Le performance sono addirittura superiori ai miei dischi interni, segno che l'interfaccia USB 3.0 è sfruttata al suo meglio e non esiterei a consigliarne l'utilizzo come disco di lavoro, magari facendone il backup periodico su una unità identica da conservare a parte. Tanto che sto ragionando se non comprarmene uno anche io. Di taglio maggiore, visto che nel catalogo c'è ! Insomma, è bello, è robusto, è potente ed io credo, affidabile. Cosa chiedere di più ad un disco rigido esterno ? Complimenti a G-Technology per la qualità del prodotto e ancora di più ad MTrading Srl, distributore italiano del marchio che ne sta curando la diffusione, immeritatamente ridotta a causa di concorrenti più cheap o più "famosi".
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  33. Alba del 23 Agosto 2021 sullo sfondo a dx parte del gruppo delle Pale di San Martino
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  34. Sulla ferrata Olivieri a Punta Anna, Tofane, Dolomiti...
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  35. Cari Nikonlander... non fate i Furbini.. con me perchè... Io.. vi vedo... eccome se vi vedo... E a volte mi fate Ridere... mannaggia se mi fate ridere... beh.. mi è venuta così.. guardando degli scatti fatti nel.. beh non diciamolo.. altri momenti.. Però, mi raccomando.. è una battuta.. non voglio offendere nessuno.. sennò, mi vien da ridere.--- ha.. ha... ha...
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  36. Vivo tra il trentino e il veneto , in montagna e in campagna, la montagna come avete visto, mi affascina sempre e in qualunque stagione, ma i tramonti che trovo in campagna...vi giro alcuni scatti
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  37. Civette, qualche anno fa, inizio stagione degli Amori e c'è chi dice che gli Animali non hanno sentimenti.... D500+ Nikkor 200-500
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  38. Artcise è una delle miriadi di case/brand e derivati da costole di altre imprese cinesi, di Shenzen, nome che vuol dir tutto e niente allo stesso modo, costituendo la cerniera territoriale di connessione tra Hong Kong ed il territorio cinese Art of precision quindi, costruisce cose che a noi fotografi piacciono assai: tripodi e teste in fibra di carbonio, della quale i cinesi sembrano aver fatto incetta, (come di tante altre piccole cose che stanno alla base dell'economia mondiale) e poi li vendono attraverso i canali della distribuzione globale, Amazon ed Ebay prima di tutti. Leggendone su Nikonland nelle settimane scorse, mi sono incuriosito sfogliando il loro sito e puntando la mia attenzione su di un paio di cose che mi interessavano, come ad esempio la loro testa gimbal in carbonio e con i blocchi frizionati, venduta su ebay alla cifra solleticante di euro 155, spedizione inclusa Pensate... compare in homepage e non ancora nelle pagine interne del loro sito...a significare l'attenzione alla comunicazione di queste case cinesi ben diversa dall'attitudine produttiva e commerciale. Ed allora ordino e, dopo un paio di settimane, eccola a casa, in un pacco tanto anonimo da sembrare uno di quelli pieni di stupefacenti che vediamo nei telefilm... Aperto il quale, la desolazione della confezione si accompagna alla bellezza dei singoli pezzi, tutti realizzati in carbonio oppure alluminio, come le manopole e la piastra a norma Arca-Swiss, lo standard che vorremmo reso ormai universale per i produttori tutti di simili prodotti. Sbloccate le viti ....saldate a pressione dal viaggio aereo nel bagagliaio non pressurizzato ecco montato il tutto sul mio Leofoto LN-364C al posto della Gimbal di prima, sempre cinese, ma grezza in tutti i suoi particolari, certamente non realizzata in nobil fibra di carbonio come questa, nel peso abbastanza simile (890 contro 906 di questa), nonostante le nettamente maggiori dimensioni della ARTCISE, che agevolano nell'impugnatura certamente, ma sopratutto nei bracci di leva ottenibili, specie con ottiche pesanti. ineccepibile estetica e, alla prima occhiata, la fluidità di scorrimento, che era la principale dote richiesta a questo acquisto Questo è naturalmente un work-in-progress che si completerà delle impressioni di uso che nelle prossime uscite con questo ensamble realizzerò. Quindi, gli interessati, in campana ...! Max Aquila photo (C) per Nikonland 2021
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  39. Questa mattina ero nei pressi del piccolo supermercato del paese e incontro un amico, visto che anche lui scatta con una D 500 ed è appassionato dio posti un pochino particolari, visto la mia personale scoperta di Pointbozet, le do gli estremi per andarci; mi risponde che domani era in partenza niente popò di meno che per la Finlandia in auto lui e la moglie, andrebbero a trovare il figlio che abita da quelle parti. Mi ha descritto le varie tappe , la permanenza sarà di almeno un mese, e il ritorno pensavano di passare dalla Polonia….. Polonia? Ma io.. qualche tempo fa ci sono stato.. o meglio, uno scampolo di tempo ecco.. due settimane o poco meno.. la testa comincia a viaggiare a ritroso.. e, visto che il "Sciur Massimo " mi ha detto che finalmente scrivo.. mi sono detto: perché non mettere qualche cosa del trip di quel momento? Trovate le dia.. ma poi.. ho aggiunto altro, adesso vi racconto, sperando di non annoiarVi troppo.. “Avevo ventisei anni, con la mia fida ( per dire.. ) Fiat 127 mi organizzai un viaggio sino a Katowice in Polonia, ospite di una famiglia del posto, caricai la mia vettura con tutto ed ancor di più.. avevo anche un battellino a remi.. una Nikon F e diverse ottiche, una marea di rotolini.. una volta avuto il visto dai consolati, mi ritrovai con la bella sorpresa di dover passare il confine tra Austria e Cecoslovacchia con una data e un’ orario stabilito, poi il transito per la Cecoslovacchia era di fatto con percorso obbligato dato che dovevo essere al confine ceco-polacco dopo un numero limitato d’ore. Ci riuscii, e adesso lasciamo parlare le immagini, quelle che come diapositive mi sono rimaste, avrò senz’altro anche dei negativi in B/N, ma tirar giù le scatole.. per le dia, la scansione è quel che è.. chiedo scusa poi, volutamente non vi tedio con lo scatto di alcuni piatti che mi avevano servito.. e neppure della visita del museo di un campo di concentramento, non mi pare il caso ecco.. Però poi vi farò vedere altre cose.. tranquilli.. La prima sosta è stata fatta in un campeggio dalle parti di Vienna, si vede la Canadese e la 127, ma ho anche ( purtroppo ) scoperto che le dia più vecchie stanno andando a ramengo.. sembra abbiano la lebbra. Le starde di Katowice.. rispetto alle nostre.. deserte.. Per strada la 127 ha più volte dato uno strano problema, si accendeva la spia dell'olio.. figuratevi lo spavento la prima volta.. ero poi già oltre confine italico, controllo l'olio ed è a posto, perdite non se ne vedono, la temperatura era corretta.. ma la spia.. A Katowice vi era la Polmo-Fiat, mi sono rivolto lì e mi hanno spiegato di non poter far nulla, ma mi diedero il recapito di un'officina.. a vederli lavorare era da spavento, la buca era.. una buca nel terreno.. ma sistemarono la cosa per una cifra irrisoria, il problema? nella coppa dell'olio vi è il pescante nel percorso si passa attraverso una molla tarata se la pressione cambia per la mancanza dell'olio si accende una spia , benne.. hanno modificato la molla.. NON HO PIU AVUTO PROBLEMI durante tutto il periodo che ho tenuto quel veicolo.. Nella città vi erano i tram come i nostri ma, le lenee erano poche e i mezzi pure.. a sopperire l'inconveniente, vi erano i mezzi dell'esercito.. con percorsi alternativi.. Non credevo ai miei occhi.. una Signora Giulia.. il polacco era uno di quelli che contavano allora.. Non sò cosa diavolo mi ero fermato a fare.. Ecco, di vetture come questa ne ho viste a josa.. oltretutto, quando portai la mia 127 in " officina " curiosai in giro e vidi per la prima ed ultima volta nella mia vita, un battilastra, un omino che con una serie di martelli sagomava le lamiere a mano, per riparare le carrozzerie.. Ho messo tre immagini, non di più.. una delle loro piaghe.. malgrado il traffico fosse inesistente erano due, la prima.. l'alto tenore di alcoolici che bevevano, ma di brutto credetemi.. e la seconda era che di sera.. beh.. chi passa prima ed è il più grosso.. ma spessissimo poi perdevano il controllo del mezzo, e alla mattina.. si vedevano rovesciati lungo le strade.. come vedete.. il cemento e il traffico.. erano rari.. Una bella scena.. il rifornimento.. l'apertura era a ore, e si formava generalmente la fila, il mezzo più usato erano motociclette in larga parte a due tempi, una cosa che ricordo era che il carburante, benzina più o meno decente era di color azzurro.. ed eccomi in fila.. questa non ho potuto fare a meno di fotografarla.. e siamo sulla strada del ritorno.. Adesso sono tornato in Austria, non mi possono far più nulla.. posso fotografare quel che mi pare.. beh, più o meno.. ma laggiù era diverso.. Quando ho valicato il confine a Bratislava, per entrare il Cecoslovacchia, vidi subito quel che era la Cortina di Ferro, e esteticamente non era poi male.. una volta di là mi fecero tirar fuori dalla mia vettura tutto.. e dico tutto.. alla vista del canotto e della tenda, stortarono il naso, non dico poi con la pellicola e il resto ma, la destinazione era segnata, ma sopra tutto i Dollari li avevo.. in maniera giusta, e alla fine passai.. una volta passato alle mie spalle il verde, e sullo sfondo le torrette e i reticolati, la strada era libera, non vi era nessuno.. mi fermai per fare uno scatto; ancor oggi quando ci penso.. non sò da che parte uscirono.. erano due Vopo con i mitra e i cani.. con la canna mi fecero segno di andare.. con le braccia alzate risalii in macchina e.. andai, con la paura che mi fermassero.. una mattina sulla strada che portava alla città, vedo sul marciapiede una piccola colonna di persone, un militare con il moschetto in spalla era con loro..uomini e donne che con atrezzi lavoravano la strada.. ma avevano la catena al piede e una palla.., la Nikon sul sedile.. è rimasta là; quindi una volta tornato nel mio mondo.. ho tentato con un tele di fotografare la Cortina ma, poco dopo un'agente austriaco mi disse di togliermi che ostacolavo.. Era il giugno del 1972, entrato il 14 e uscito il 30...
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  40. 6 ore e mezza di shooting in due giorni 15.446 scatti di cui 958 con il flash 9.636 scatti con la Z6 II (una scheda CFE ProGrade da 325 GB) 5.810 scatti con la Zfc (una scheda SD Lexar da 256 GB 1667x) - 4252 scatti con il 24-70/2.8 - 5318 scatti con il 28/2.8 - 2.721 scatti con il 50/2.8 MC - 3.155 scatti con il 105/2.8 MC e arrivederci all'anno prossimo (io ci conto, voi no ?)
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  41. Si può fotografare per strada anche con quel... trombone del 24-200mm pur in una silenziosa strada del centro storico, grazie al quasi impercettibile rumore dell'otturatore meccanico della Z6.
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  42. Non pensate male: qui si parla di distanza minima di messa a fuoco ! Come già sottolineato in un paio di occasioni, questo Special Edition 28/2.8 per Z fc ha una caratteristica per cui si distingue dagli altri pari focale e che in formato DX può ulteriormente essere messa in evidenza mette a fuoco già a 19cm dal sensore ! Il che, tenendo conto che sulla Z fc "guadagna" 1,5x di focale (cosa che non mi è mai piaciuta in un 28mm) utilizzando sull'obiettivo una semplice lente addizionale come una Marumi acromatica DHG200 dello stesso diametro filtri dell'obiettivo (i 52mm che per lunghi decenni sono stati uno standard per Nikon) si può ulteriormente avvicinarsi al soggetto, grande o piccolo che sia In attesa quindi di testare questo light wide (anche nel senso del peso) su un sensore FX di debite dimensioni, proviamo a vedere di che pasta sia fatto. (set composto da Z Nikkor 28/2,8SE, Marumi DHG200, Nikon Z fc, talvolta anche flash Godox AD100 con dome diffuser) Buona , direi anche ...succosa ...! a giudicare da luce, colore, saturazione, nitidezza, in luce ed anche in ombra, rischiarata da un lampetto di flash Aprendo queste foto ne avrete conferma che in tutte le condizioni nelle quali ci si avvicini pressocchè ai 19cm della distanza minima di maf dal soggetto, non si ingennerano distorsioni, nè tantomeno cali di nitidezza: anzi...! anche la luce laterale non causa neppure troppa desaturazione (ho il dome diffuser sul flash) e nelle condizioni più critiche di controluce, questa lente se la cava molto bane, a dispetto del prezzo d'acquisto tra i più bassi del catalogo di ottiche Z e la variabile diventa solamente il differente livello di luminosità a cui destinare il flash Ma...come ho sempre creduto: fortuna adiuvat audaces... e quindi, innestata la lente addizionale Marumi su questo 28mm, vediamo di quanto e come sforare rispetto questi mitici 19cm di distanza minima: è un crescendo di divertimento tra le foglie e gli acini maturi del mio catarratto lucido, pronto da mò per essere vendemmiato... e vi assicuro che, se non si fosse notato, mi sono divertito un mondo a cercare soggetti dentro un ...soggetto e questa è l'immagine di questo shooting a cui tengo di più f/11 t/250 ISO100 + Godox Ad100 in TTL (-0,7 EV) E se foste stanchi di uva, non vi risparmio... Concludendo con la foto di prammatica alla mia Baronessa Rossa della Gebbia: a 19 cm di distanza, (Nikon Z fc, Nikkor Z 28/2,8 SE, Godox AD100, t/160 f/8 ISO100) mentre questo è il suo crop 2x Per buona pace di chi comprerà questo barattolino di plastica solo per fare scena sulla Nikon Z fc portandolo a spasso... Max Aquila photo (C) per Nikonland 2021
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  43. Sabina and me Nikon Z6 II con Nikkor Z 24-70/2.8 @44mm, f/2.8, ISO 500
    4 points
  44. Prezzo italiano €289, in consegna dal 30/9. Pochi pezzi (come al solito). Quindi : prenotate !
    4 points
  45. In questo momento sono a Chamonix, o meglio circa 1400mt sopra Chamonix, in tenda. Piove da due ore ed ho montato la tenda sotto l’acqua, che è una bella premessa ad una notte umida. Diciamo che mi diverto ma in un modo un po’ fuori dagli schemi 😂😂😂😂 Per la sera le previsioni sono di schiarite e poi notte serena: Vediamo se il Bernacca di MeteoFrance ci prende 😉
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  46. Hai postato attorno alle 4,00, qundi magari ti sei svegliato"nel cuore della notte" verso le 3,00. Dalle 21,30 in cui ti sei addormentato fino, poniamo, alle 3,00 hai dormito più di 5 ore, e altre 2 ore le hai dormite dalle 6,00 alle 8,00: totale, oltre 7 ore di sonno, che per la tua età sono abbastanza normali. Quindi non dormi così poco. Così mi hai fatto venire in mente un mio carissimo amico, di professione avvocato, che mi prende in giro da una vita dandomi dello sfaccendato perché tendenzialmente mi piace / mi piacerebbe alzarmi tardi da letto, affermando che lui invece si alza alle 4 / 4,30 per studiare le cause per poi lavorare tutto il giorno. Ed io da una vita gli oppongo il fatto che non mi corico mai prima delle 23,30 / mezzanotte, stento a prendere sonno e mi sveglio (stanco) alle 7,30. Mentre lui, come mi confessa, spesso alle 20,30/21,00 crolla sul letto o sul divano, per poi svegliarsi - come è giusto per un cinquantaquattrenne - dopo circa 7 / 7 ore e mezza. Entrambi abbiamo dormito lo stesso numero di ore, ma lui è uno stakanovista del lavoro ed io un dormiglione... Si fa per scherzare, ovviamente...
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  47. Settimana scorsa sono tornato dopo un bel po' di tempo sulle rive del Ticino a Motta Visconti. Il luogo è piuttosto frequentato, ma confidavo che nella settimana di Ferragosto ci sarebbe stata meno gente del solito. Su questo avevo ragione. Il posto offre scorci suggestivi, almeno per me che amo il genere: Il motivo principale però era cercare dei soggetti interessanti per la macrofotografia. Ahimè non è andata molto bene. Penso i motivi siano due: il primo è una effettiva scarsità di animali, veramente poca diversità, non so perchè. Il secondo motivo è che sono diventato più esigente: buona parte di quel che c'era l'avevo già fotografato e lo avrei rifotografato solo se fosse stato possibile fare meglio di quanto già fatto, invece nessuna occasione particolare. Di nuovo appunto, quasi nulla. Per cui sono tornato a casa con tre foto nella sufficienza: Una farfalla in controluce (devo ancora indentificarla, se qualcuno mi da' una mano sono grato...) Una femmina di Orthetrum albistylum che mangia una mini cavalletta (almeno quello mi sembra). Per finire non certo una novità, ma l'Argiope bruennichi è un soggetto non facile,sia per i luoghi che sceglie per tessere la tela (roveti, quindi sfondi quasi sempre pesantemente chiazzati) che per il grosso addome quasi sempre su un piano di messa a fuoco diverso dal resto del corpo (e se c'è appena un alito di brezza ti scordi lo stacking). In più si vedeva bene lo "stabilimentum" la "firma" a zig zag che questi ragni fanno sulla loro tela per motivi ignoti (qualcuno sostiene che è un avviso, un po' come le sagome sui vetri, per evitare che cose troppo grosse per essere impigliate, la sfondino volandoci attraverso , ma non ci sono prove). In ogni caso è una tela interessante, unita all'addome vivace (gli Inglesi la chiamano Wasp Spider cioè Ragno Vespa) e ad una luce favorevole mi sembrava che il tutto meritasse una fotografia. Poca roba quindi, ma una passeggiata comunque rilassante tra il bosco ed il fiume. Bisogna sapersi accontentare. Tutte le foto scattate con Nikon Z Fc 300mm f4 Pf e TC 14 EIII, con treppiede e nel caso della libellula e del ragno, flash SB 400.
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  48. 21 agosto 21: parte da Mondello la 16^ edizione di questa regata, long distance, che porta senza tappe in due giorni e poco più (record attuale 47 ore e rotti) una sessantina di yacht e maxi yacht, appartenenti a molte categorie IOR, tutte con il proprio coefficiente di compensazione, che tiene conto della stazza e del piano velico, nel Principato di Monaco, partendo dal Golfo di Mondello, seguendo un percorso a piacimento nel Mar Tirreno, seguendo venti e correnti, senza mai poter approdare, appassionati di mare e vela ad attraversare la parte forse più bella e più sfidante del Mar Mediterraneo. Sicuramente il Mare Nostro. L'anno infame che è passato ha visto annullata questa, come mille altre competizioni sportive ed io che di scattare qualche foto alla partenza (non riuscendomi ad imbarcare mai per tempo) ne ho fatto un appuntamento fisso, anche quest'anno mi sono in qualche modo approcciato a questa opportunità. Devo dire subito di non essere contento degli scatti, perchè stavolta ho sbagliato del tutto il punto di ripresa: controluce pieno, trasmissione UV terrificante, barche lontane dal consueto giro di boa iniziale dentro il golfo. Pensate che la luce disponibile era questa e che neppure verso terra le condizioni le dicevano meglio: Probabilmente, scattando verso il paese, ecco che le barche sarebbero state ben esposte... ma purtroppo queste inquadrate...non erano omologate per la regata... InZomma: sarei dovuto esser in acqua, al di là della flotta per godere delle migliori condizioni di brillantezza e contrasto: inoltre mi sono appostato sul molo di Mondello col mio 500/4 fisso, ottica eccezionale, con la quale ho usato anche il TC20EIII per arrivare a vedere da quella distanza qualche ingaggio, ma l'obiettivo principe in queste condizioni è il Nikkor Z 200-600 f/?? che Nikon mi sta finendo di costruire con la Z9 come tappo posteriore. Risultato? L'ennesimo compromesso: ma fino a quando non si trovi un imbarco il problema sussiste. Basti vedere la differenza di risultato di alcuni anni fa (2015), stando con la Nikon ONE V3 ed il suo 70-300 sul gommone... Per farla breve, allineamento intorno alla barca Giuria e ...partenza Arca SGR, il colossale di sinistra, candidato facilmente alla vittoria assoluta è un maxi 100' IRC Do Jones : notare la differenza sostanziale della randa, rispetto le "normali" IOR il momento topico di una regata di simile durata, la partenza, quando per l'ultima volta si rischiano le barche negli ingaggi all'ultimo mm del proprio bordo e poi si risolvono le schermaglie con una decisa puntualizzazione della realtà dei fatti qui mi stufo del 500 liscio e, per peggiorare le cose , aggiungo il moltiplicatore TC20Eiii giusto per schiacciare ulteriormente la prospettiva e realizzare qualche scatto con grafismo maggiormente ...ardito, del resto siamo a 1000mm f/8 su sensore DX della D500 = 1500 mm-eq Nemmeno una veloce fuga in moto verso un punto a pochi km di distanza, a Sferracavallo, mi ha portato a risultati migliori, ci ho provato coi gabbiani... cor bianchennero... col draghetto... ...ma nulla: guardate la distanza immensa che distorsioni provocava... ecco dove sono arrivati ad oggi... Vabbè: all'anno prossimo Max Aquila photo (C) per Nikonland 2021 WhatsApp Video 2021-08-22 at 12.10.33.mp4
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  49. Chi ha storie da raccontare, Roby, dovrebbe scriverle. Nel senso proprio del dovere. Non solo per gli altri: scrivere è rivivere, ma nel modo in cui avremmo voluto.
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