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  1. Come diventare un fotografo migliore ? Come fare foto migliori ? Devono essere quesiti comuni, a giudicare dai tanti "tutorial" che si trovano per il web. Ne è prova la risposta - molto più articolata delle attese - propostami da Copilot che riporto qui di seguito (ho omesso i link alle fonti citate nel testo) : Diventare un fotografo migliore richiede impegno, passione e costante apprendimento. Ecco alcuni consigli che potrebbero aiutarti nel tuo percorso: Leggi libri sulla fotografia: Esistono molti libri che insegnano le basi della fotografia, dalla composizione all’esposizione alla gestione della luce. Cerca guide generiche o testi mirati che approfondiscano specifici aspetti fotografici Segui fotografi famosi: Molti fotografi contemporanei condividono il loro lavoro su blog e siti web. Studia le loro opere, leggi i loro pensieri e impara dai loro stili. Anche se l’inglese potrebbe essere necessario per accedere a risorse più ampie, vale la pena esplorare il mondo della fotografia attraverso le parole e le immagini di esperti Partecipa a corsi o workshop: Se desideri una formazione strutturata, considera l’iscrizione a corsi di fotografia o workshop. Questi ti forniranno una solida base e ti aiuteranno a sviluppare le tue abilità tecniche e creative Sperimenta e pratica: Non aver paura di sperimentare con la tua fotocamera. Scatta molte foto, prova diverse impostazioni e stili. La pratica costante è fondamentale per migliorare le tue capacità fotografiche Studia la luce: La luce è l’elemento chiave nella fotografia. Impara a riconoscere la luce naturale e artificiale, e scopri come influisce sulle tue immagini. Gioca con l’illuminazione e osserva come cambiano le tue foto Analizza le tue foto: Dopo aver scattato, analizza le tue foto criticamente. Cosa funziona bene? Cosa potrebbe essere migliorato? Questo ti aiuterà a sviluppare un occhio più attento e a identificare aree di crescita Condividi il tuo lavoro: Mostra le tue foto ad amici, familiari o altri fotografi. Ricevere feedback e opinioni esterne ti aiuterà a crescere e a vedere le tue immagini da prospettive diverse Mantieniti aggiornato: La tecnologia e le tendenze fotografiche cambiano rapidamente. Segui blog, riviste e canali social per rimanere informato sulle ultime novità e ispirazioni nel mondo della fotografia Esplora diversi generi fotografici: Prova a scattare paesaggi, ritratti, street photography, macro, ecc. Ogni genere ha le sue sfide e ti aiuterà a sviluppare abilità diverse Crea una tua visione: Oltre alle tecniche, sviluppa uno stile personale. Che messaggio vuoi trasmettere attraverso le tue foto? Qual è la tua visione unica? Rispondi a queste domande e lavora per esprimerle attraverso il tuo lavoro fotografico Ricorda che diventare un bravo fotografo richiede tempo e dedizione. Continua a esplorare, imparare e divertirti con la tua passione per la fotografia! Mentre qui di seguito riporto "un decalogo", praticamente le tavole della Legge, scritte da un paesaggista anglosassone : Padroneggia la tua attrezzatura Studia la Composizione Esercitati regolarmente Cerca feedback Studia il lavoro degli altri Sperimenta stili diversi Impara dal fallimento Approfitta delle offerte educative (corsi, workshop, mostre) Avvia un progetto personale Resta ispirato Crescere come fotografo è un processo continuo che richiede dedizione, pratica e volontà di uscire dalla propria zona di comfort. Padroneggiando la tua attrezzatura, studiando la composizione, cercando feedback e sperimentando stili diversi, puoi portare la tua fotografia a nuovi livelli. Ricorda di rimanere ispirato, rimanere curioso e non smettere mai di imparare. Con il tempo e la perseveranza, continuerai a crescere ed evolverti come fotografo. Guardare indietro alle tue origini è anche un ottimo modo per vedere quanto sei migliorato, poiché quando lo viviamo quotidianamente, è difficile vedere quei macro miglioramenti. *** Onestamente non mi sento in grado di dettarvi la mia ricetta anche io. Sicuramente non sarei capace di definire una formula da applicare con costanza, con le proporzioni di questo e di quello. In fondo, la ricetta, lo ammetto, non la conosco nemmeno io. E allora vi chiederete il perché di questo editoriale quando sul web ci sono così tante ricette di bravi chef che persino un algoritmo automatico (non dei più evoluti) è in grado di declinare con nonchalance. Perché se sono convinto che due-tre dei punti elencati (in comune) siano proficui e consigliabili, credo in assoluta buona fede che nessun "metodo di lavoro razionale" possa portare a risultati consolidati e "sostenibili" - come è di moda dire oggi - senza un ingrediente fondamentale. La Passione ! Non la passione di Gesù Gristo, siamo in Quaresima ma ancora c'è tempo per Pasqua, ma la passione per la fotografia. Che non possiamo considerare semplicemente un hobby (ovvero un passatempo) alternativo ad altri, che so, alla bicicletta, alla motocicletta, alla serata poker con gli amici. Ma una necessità espressiva di ogni fotografo, equivalente a quella che muove un qualsiasi artista figurativo. Restando online, la prima definizione di Passione che ho trovato : - Vivace e lodevole inclinazione : passione per la musica, per la pittura, per la caccia; anche, l'oggetto che suscita interesse. "la fotografia è la mia passione" - Con passione, con intensità di sentimento (fotografare con passione), che può anche tradursi in entusiastica e totalitaria dedizione. Secondo me - mi sbaglierò - ma se c'è la passione (e c'è l'inclinazione, ovvero una certa predisposizione per ... la fotografia), abbiamo già due terzi del necessario. Poi naturalmente questa passione la dobbiamo coltivare. La dobbiamo coltivare nel tempo, dedicandole il tempo necessario, per il tempo necessario. Quanto di tutto questo ? E quanto basta, restando in tendenza culinaria. Anche qui non ci sono ricette adatte a tutti. Ognuno saprà/potrà/vorrà. Da 0 a 100. La fotografia è "luce". La luce è amica o nemica del fotografo. Saper vedere, leggere, sfruttare, creare, la luce giusta, consente di fare foto migliori. Tra uno scatto mediocre ed uno eccezionale quasi sempre, al di là dell'attrezzatura e del soggetto, ci sta sempre la luce giusta. Puoi usare un 600/4 ed avere di fronte una tigre del Bengala, ma se la luce ti è contraria, farai una foto mediocre come se avessi di fronte una gatta spelacchiata e il più scadente zoomone cinese. Se sai guardare bene, riesci a capire ben prima di scattare ... se è il caso di scattare o no. Sai già se la foto sarà come te la aspetti o se sarà priva di interesse. La fotografia è "pratica". Come per qualsiasi altra attività pratica, è necessario praticare la fotografia. Non si può studiare ogni libro disponibile, partecipare ad ogni workshop che ci possiamo permettere, disporre della migliore attrezzatura che il denaro può comprare, se non facciamo pratica. Bisogna fotografare ogni volta che è possibile, bisogna fotografare tanto, in tante situazioni diverse, anche mettersi alla prova in circostanze sfidanti, aggiungendo sempre un tassello al proprio bagaglio di esperienza. Che dovrà essere costantemente rinfrescata perché se non si ripetono continuamente, le esperienze accumulate si perdono, disperdono, annacquano. L'attrezzatura deve diventare una "seconda pelle", non ci deve dominare. Con la pratica la nostra attrezzatura deve diventare di utilizzo automatico. La scelta di questo o quell'apparecchio e le loro modalità di utilizzo devono diventare immediate, quasi senza pensarci. La focale, il diaframma, il tempo, la potenza etc. non devono essere oggetto di considerazione ma meccanismi intuitivi e istintivi. Senza condizionamenti e senza che il risultato ne possa essere negativamente influenzato. Non siamo fotografi mediocri perché ci manca il tal obiettivo. Non diventiamo fotografi eccezionali perché abbiamo comprato l'obiettivo eccezionale. Fotocamere e obiettivi sono solo strumenti. Dobbiamo saperli utilizzare ad occhi chiusi, senza nemmeno pensarci. a questo stadio ci si arriva esclusivamente con la pratica. E spesso, ogni volta, è necessario riprendere perché le mani seguano l'ispirazione senza influenzarla ma essendone solo duttile strumento. Gli strumenti devono essere totalmente al servizio del risultato atteso. La fotografia è "ispirazione". Chi immagina che i grandi artisti del passato si immaginassero quello che poi dipingevano sulle loro tele o nei loro affreschi, sogna. Avevano davanti modelli reali. E questi modelli li sceglievano secondo quelli che li ispiravano. Solo osservando la scena - quale che sia il nostro genere fotografico - si trova l'ispirazione. Vermeer posava diverse stoffe sulle sedie del suo studio e le lasciava là per mesi, per osservare come cambiavano con la luce diversa di ogni stagione. E noi, solo studiando le fotografie degli altri, migliori di noi, quelli che ci ispirano di più, troviamo l'idea per il nostro prossimo progetto. La fotografia è "confronto". Studiare le foto degli altri - grandissimi, grandi e meno grandi - è fondamentale per valutare le nostre fotografie. Mostrare e condividere le nostre fotografie agli altri per ascoltarne il pensiero al riguardo - che sia o meno coincidente con il nostro - è altrettanto importante. Avere spirito critico sia per le proprie foto che per quelle degli altri. Per imparare dai propri - e dagli altrui - errori, e fare meglio la prossima volta. *** Ma tutto questo promana esclusivamente dalla passione, dalla dedizione e dalla voglia di dedicarsi alla fotografia. Questo in fondo è l'unico consiglio che mi sento di offrirvi. Dedicatevi appassionatamente e con grande applicazione di autocritica alla vostra passione. Di fronte a questo non ci sono algoritmi che tengano. E non sono necessarie proporzioni, percentuali e disequazioni, Né alcun "vai al punto 2 del flowchart e reitera". Buone fotografie a tutti.
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  2. Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera Qualche anno fa biasimavo con vigore l'abitudine ormai consolidata di utilizzare qualsiasi mezzo per scattare immagini ai selvatici; complice un'occasione di gruppo, con gli amici Massimo, Marco e Andrea mi sono ritrovato proprio nel luogo che 5 anni fa mi produsse brutti pensieri ed amare constatazioni (per i chi vuole approfondire, QUI i miei ragionamenti di allora). Questa volta ho bellamente ceduto alla lusinga fotografica, lasciandomi andare ad gioco che, in tutta onestà, è piuttosto divertente, ma che rimane un gioco (appunto). La questione si è articolata così: un'uscita fotografica flash in quel di Pont in Valsavarenche con l'intenzione di inquadrare il gipeto che qui è segnalato ed avvistato con una certa regolarità. Massimo, abituè della zona, mi ha convinto con poco sforzo, così ho infilato nello zaino il mio nuovissimo Nikon Z 400/2.8 S TC per la sua prima uscita montanara. Eccoci quindi di buon mattino al parcheggio di Pont pronti alla salita verso una fantomatica "paretina" un muro di granito su cui scivolano le correnti ascensionali. I veleggiatori come il gipeto sfruttano combinazioni di questo genere per attraversare le valli, battendo con poco sforzo centinaia di chilometri al giorno alla ricerca di qualche carcassa da "disossare". I miei soci sono preparatissimi, conosco Massimo da un diversi anni e so che non lascia nulla al caso. E' attentissimo ad ogni minimo particolare, dalla calza ai piedi al cappello in testa passando per tutto ciò che è utile per ottimizzare una ripresa fotografica. Io, con il mio corredo Decathlon in offerta fine serie, a paragone sono decisamente un "cazzone". In comune abbiamo le scarpe, su quelle non ho mai lesinato. La salita è abbastanza breve da non stancare troppo, ma lunga a sufficienza per sudare un po', anche perché, appena usciti dall'ombra delle montagne, il sole è bello caldo. E' tutto un togli e metti di strati di vestiti, salvo i ramponi che terrò ai piedi fino al ritorno a Pont; sono utili mi danno grip e sicurezza, ho fatto bene a comperarli la sera prima, alla Decathlon ovviamente. A mezza mattina raggiungiamo il punto di osservazione dove troviamo altri fotografi in attesa, Uno di questi si chiama Andrè ed è amico di Marco, l'appuntamento era programmato. Restiamo sulla balconata ad aspettare per diverse ore, sotto di noi la valle con la pista di fondo che pian piano si popola. Del gipeto avremo solo una breve apparizione, lontanissimo più in basso; ci sorprende invece un'aquila in volo radente di cui salvo qualche scatto solo dopo aver ripreso il controllo dell'autofocus della Nikon Z9. Gli stambecchi sono lontani, le montagne sono bellissime ed i camosci ci vengono a vedere. Le ore volano ed è già tempo di rientrare. Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera Il massiccio dell'Herbetet. Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera Cima della Tresenda. Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera Versanti del col del Nivolet. Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera Nikon Z9 in DX ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera Ridiscesi al parcheggio, mentre carichiamo gli zaini in auto, percepiamo del trambusto intorno al rifugio di Pont. I miei compagni sanno di che si tratta, io intuisco che, come 5 anni fa, un visitatore sta attirando l'attenzione dei fotografi: la volpe di Pont è scesa al ristorante. E così è infatti, dietro al locale tra i bidoni della spazzatura, un discreto gruppo di fotografi sta puntando i tele verso uno splendido piccolo cane rosso. Con la scusa di aver con me il nuovo Nikon 400/2.8 Z, CEDO ALLA DEBOLEZZA, mi unisco alla banda e mi concedo al gioco. Effettivamente è fantastico disporre di un selvatico così docile all'obiettivo, ma non nascondo nulla delle modalità di ripresa che sono descritte nelle immagini finali. Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera Va bene, è stato divertente, ma c'è di più, ed il di più, come al solito, lo fanno gli incontri e le persone. Così è avvenuto che ho conosciuto Andrè, amico di Marco.; sapevo di questi due giovani fotografi valdostani, di una loro pubblicazione, ma non avevo messo in cantiere l'ipotesi di tornare a casa con un libro nuovo, ed invece... Nuovi Equilibri, storia di incontri con il Lupo Un libro deve raccontare una storia, se questa è avvincente e sorprendente allora resterà a lungo nella memoria diventando cultura propria dell'individuo. Se il libro è fotografico allora quella storia si leggerà velocemente, ma poi si espanderà "nell'immaginario" del lettore che tornerà più e più volte a cercare quelle fotografie. Il "Nuovi Equilibri" di André Roveyaz e Francesco Guffanti è un volume che aprirò molto spesso, le immagini che i due fotografi hanno raccolto sono spettacolari, il lupo è ripreso nell'ambiente montano, in ogni stagione e con ogni meteo, così come gli altri piccoli e grandi animali che popolano le nostra Alpi a cui Andrè e Francesco hanno dedicato doverosa attenzione. Nella scelta degli scatti di questa raccolta si percepisce un forte il desiderio di mostrare il lupo in connessione con la montagna su cui è tornato ad abitare. E questa montagna è il massiccio del Bianco e le valli della profonda Val D'Aosta in cui mezza Italia si inerpica solo per raggiungere le piste da sci. Al chiaro di luna, nel bagliore giallo delle luci degli abitati zeppi di turisti, il lupo porta Equilibri che, più che "Nuovi", sono "Ristabiliti". Le immagini testimoniano incontri vis a vis tra fotografo e lupo, segno concreto di una popolazione in crescita ed in salute, stabilmente arroccata sulle Alpi italiane, ma anche di una relazione con l'uomo priva di conflitto. I lupi ci osservano invisibili ed incontrarne uno è un evento molto speciale: Francesco ed Andrè questo privilegio lo hanno vissuto molte volte, li invidio apertamente. Il volume "Nuovi Equilibri" non è in vendita in nessuna libreria, l'editore non lo può distribuire quindi il lavoro di diffusione e smercio è a carico dei due fotografi Andrè e Francesco. In una società iperconnessa e ipertecnologica per distribuire un libro siamo regrediti al tempo dei pizzicagnoli di quartiere. Ottimo. Ciò detto, da fotografo A fotografi, ve lo consiglio, perchè è un lavoro ben fatto da cui possono scaturire grandi ispirazioni e soprattutto dona la vertigine di un'avventura del fuori porta come mai se ne potevano vivere (nemmeno ai tempi del Pilone centrale di Walter Bonatti). Per qualsiasi informazione di dettaglio non esitate a contattarmi via MP, vi metterò in contatto diretto con i due fotografi (Nikonisti pure loro) Attendo vostre
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  3. Due anni fa, di questi tempi, mi veniva consegnata la mia Nikon Z9. Abbiamo parlato molto di questa macchina, tantissimi articoli la ritraggono con questo o quell'altro obiettivo. L'ho anche prestata per una gitarella tra le nevi norvegesi ad un redattore di Nikonland. E dimostrata in svariate occasione. Ma non è per questo che ne parlo ancora. Casualmente, in questi giorni la Nikon Z9 matricola 5042 ha superato il milione di scatti. per la precisione, pochi minuti fa, Mauro Maratta ha premuto per l'ennesima volta il pulsante di scatto della Z9 e il contascatti della macchina ha registrato che è stato salvato il file n. 1.007.179 Non credo che sia un record. In fondo sono solamente circa 10.000 scatti a settimana. Un professionista che segue un paio di discipline agonistiche ne fa di più. L'amico Fornasetti a suo tempo superava i 500.000 con D3 e D4 prima di far cambiare l'otturatore, fotografando rugby, football e hockey. Ma forse per un fotoamatore che gioca solamente con la sua fotocamera è un bel traguardo. Ho avuto in passato molte ammiraglie Nikon, dalla F5 alla D5. Tolta la prima D3 che è arrivata a 190.000 scatti, le altre non hanno superato gli 80/90.000 Eppure ho sempre fotografato sport a raffica. Persino con la D3x ! Questa Z9 ha visto polvere del motocross, l'asfalto rovente e gradoni infuocati in autodromo dove si anche inzuppata come me e il 100-400. Ha scattato ad ogni tipo di raffica, con ogni formato di file. Ha registrato sulle mie schede CFexpress molti terabyte di informazioni. Eppure se la guardiamo, eccola qui, non l'ho nemmeno spolverata : le "gomme" sono in ordine, senza cedimenti, allentamenti, scollature i pulsanti sono tutti in ordine. Forse quello di accensione mostra un minimo di indurimento nella rotazione lo sportellino del vano memorie - era il mio timore - è ancora al suo posto. Forse si è allentato un pochino, rendendo così più agevole la sua apertura ... il sensore è stato sempre protetto dalla "saracinesca" che vedete in bella vista nella foto qui sopra, che è in condizioni apparentemente intonse certo la baionetta qualche segno ce l'ha ma si sono susseguiti obiettivi su obiettivi ma soprattutto, la batteria originale EN-EL18d, a parte la richiesta automatica di 3-4 cicli di calibrazione, nonostante sia stata ricaricata ennesime volte, mostra ancora 0 usura. per il resto, una pulitina approfondita e nessuno potrebbe dire che ha due anni e un milione di scatti all'attivo. Non ha un segno. Potere delle potenzialità del suo autofocus che si adatta perfettamente al mio stile attuale. Con la D850 e la D5 ho raggiunto il limite che erano le fotocamere a non assecondarmi, tanto che la D850 la usavo spessissimo in live-view su treppiedi con parecchio scorno. Ma con l'autofocus della Z9 la mia confidenza è tale che scatto senza timore che le foto non siano a fuoco. Così mi concentro su tutto il resto, principalmente ... sul fotografare. Che è quello che mi piace fare con questa macchina. Il suo mix di caratteristiche mi è congeniale. La risoluzione è elevata ma non esagerata. Il formato file, compresso con i nuovi algoritmi TicoRAW - ha un peso ridotto tale che tutti questi scatti non mi costringono a comprare un hard-disk nuovo al mese (ma uno l'anno si ... io faccio fatica a selezionare e a cancellare foto. Perché sono quasi tutte ottime !). L'ergonomia è la migliore tra tutte le ammiraglie Nikon che ho avuto. Sta in mano come un guanto, non stanca. Non pesa. Il vantaggio di un corpo più leggero della classica reflex D5/D6 e obiettivi altrettanto più leggeri è impagabile. L'assenza di parti meccaniche soggette ad usura elevata, come l'otturatore (per tacere di specchio e sistema di autofocus separato), fa si che non debba pensare troppo allo scatto in più. Cosa che faccio invece con la Zf quando sono "costretto" a scattare con l'otturatore meccanico. Anzi, devo ammettere che sempre più spesso finisco per non sopportare più il rumore dello scatto anche se è solo simulato. E lo tolgo. Sempre quando fotografo sul campo, e spesso in studio con il consenso delle modelle. Anche loro sempre più abituate a posare come se si girasse un video, anziché imbalsamarsi tra una posa e un'altra. io ricarico sempre la Z9 via porta USB-C e quella protezione di gomma è molto sollecitata. Mostra qualche minimo segno di usura ma non più di tanto. Per il resto, la vedete anche voi, brilla e luccica. E non l'ho nemmeno spolverata. Nella foto di apertura la sua sorellina Z8 con il battery-grip le copre le spalle. E' quello che farà nei prossimi giorni perchè la Z9 domani parte per Moncalieri verso LTR. Dove farà - se lo merita - un checkup il più approfondito possibile per verificare che quello che si può usurare sia in ordine (baionetta, tiraggio, planeità del bocchettone, del sensore, dello stabilizzatore; lo stabilizzatore stesso) e per le verifiche e "tarature" di rito, oltre ad una pulizia professionale che io non saprei fare. Ma in questa occasione ci tenevo a fare un punto nave sulle impressioni d'uso e sullo stato dell'arte della Z9, che da quando l'ho ricevuta, è passata dal firmware 1.0 al 4.1 (e qualcuno vocifera che non passeranno anni prima di vedere una versione ulteriormente perfezionata). Dell'autofocus dicevo prima. Al di là del riconoscimento degli oggetti e dei loro occhi (o ruote o eliche, se ne hanno), c'è la capacità di tracciarli anche al di là di ostruzioni. Come faccio io con le auto che escono dalla corsia box e sono inevitabilmente dietro ad una spessa rete. La macchina le aggancia in automatico e poi le segue. E non è raro avere una sequenza, magari in panning a 1/30'' di 40-50 scatti tutti utilizzabili. Con le modelle è un gioco da ragazzi. Per sbagliare una foto bisogna puntare la macchina verso il pavimento ! Ci sono aspetti che, appunto via firmware, potranno essere ancora affinati. Ma ho come l'impressione che siamo arrivati al culmine delle capacità del processore Expeed 7 che, dopo il sensore stacked e l'assenza dell'otturatore meccanico, è il vero responsabile delle prestazioni meravigliose della Z9. Tra la versione 1.0 e la 4.1, non posso documentarlo, ma io ho riscontrato un aumento del consumo. Che ovviamente si estrinseca in maggiore dissipazione di calore. Fenomeno che la ferramenta del corpo della Z9 e tutta la sua superficie radiante permette tranquillamente di smaltire senza un cedimento durante l'uso. Non è raro per me arrivare a superare i 50.000 scatti in una sessione sola in autodromo, e anche sotto al sole, non ho mai avuto inceppamenti. Se c'è un punto che vorrei fosse migliorato, se possibile, è ancora la fase di aggancio. Che, in automatico, sulle prima mostra qualche tentennamento. Una volta preso poi non si perde più, ma all'inizio è facile che non ci azzecchi. Su sfondi impegnativi le cose sono molto migliorate ma forse anche qui si potrebbe fare qualche cosa per affinare il processo in tempo reale. Per il resto non ho lamentele da fare. Anzi, se non è questa la macchina perfetta per me, in questo momento, non saprei che altro considerare. Lo prova il mio contascatti e il fatto che solo con questa macchina io mi sia sentito di avventurarmi a fare cose che non avevo mai fatto. Prima tra tutte scattare sistematicamente sempre a tutta apertura con "lame" come gli obiettivi f/1.2 o il meraviglioso 135/1.8 Plena che è un oggetto impegnativo sul piano della precisione di fuoco. Per non parlare del video. O del prendere al volo cose che volano in modo casuale. Ma non ci sono limiti alla fantasia. E se abbiamo adesso macchine meravigliose che fanno milioni di scatti senza usura (mi aspetto che la mia Z9 nei prossimi anni arrivi a duplicare o addirittura a quadruplicare il suo contascatti) sono oramai da considerare dei veri e propri elaboratori elettronici. Se sul piano ergonomico e meccanico, in una nuova versione non cambierei tantissimo (mi piacerebbe che la torretta di sinistra fosse ribassata come quella della Z8 e che dalla Z8 fosse ereditato anche lo sportellino del vano memorie, mi piace di più), forse solo il display posteriore che è robusto certo ma quello della Zf mi consente di fare tante cose di più. Invece sul piano elettronico e sul sensore vorrei delle vere novità. Che passerebbero per un processore più veloce, molto più veloce ma anche in un sensore più veloce. Con un tempo sincro almeno dimezzato (l'ideale sarebbe da 1/1000''). E con una sensibilità raddoppiata. Mi perdoneranno quelli che usano la Z9 per fare paesaggio, macro o still-life. Ovviamente si possono fare ma per me è come mettere una portaerei in un laghetto di montagna e sperare che possa manovrare ... Per questo se la risoluzione è il massimo che vorrei (ma potrei anche contentarmi di meno in cambio di altri vantaggi), la sensibilità mi piacerebbe che fosse superiore. I 64 ISO sono per i miei usi totalmente inutili. Se il Base stesse a 125 ISO e il Dual Gain stesse a 1000 ISO sarebbe di gran lunga meglio. Ovviamente con lo stesso rumore attuale (a 64 e 500 ISO rispettivamente) e la stessa dinamica. Non scambierei mai la mia Z9 con D5 e D6. Non più ... per quanto abbia apprezzato ed amato quelle macchine, il loro sensore per me era il loro limite, tanto che le usavo veramente pochissimo al di fuori dello sport. Questo mi convincerebbe ad accoppiare la mia Z9 con quella macchina. Che si possa chiamare Z9 II o Zh poco importa. Sul quando anche in questo caso, poco importa. Ma speriamo non troppo più in la negli anni. Altrimenti, anche senza usura, la mia Z9 vedrà milioni di scatti. POVERINA ! Post Scrittum per negozianti e fotografi vecchia scuola. La mia Z9 ha un milione di scatti ma la sua batteria è ancora integra con zero usura. Ma davvero la valutereste per il numero di scatti se io volessi - non sarà mai - cedervela ? Oppure da cosa ricavereste un prezzo corrente per l'usato ?
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  4. Apple ha lanciato la soluzione ideale per molti fotografi con i suoi Apple Mini, specie con l'ultima generazione di macchine dotate di SoC serie M. Chi non ha bisogno di un portatile trova in questi sistemi un perfetto complemento da scrivania grazie al complesso di estetica moderna e basso impatto in termini di occupazione di spazio. Avendo a disposizione una discreta potenza in una piccola confezione. Collegando un monitor e con mouse e tastiera wireless in un attimo si è attivi. E non è così complicato portarselo dietro se a destinazione si trova un monitor adatto. un Mac Mini con processore M2 dotato di 8 core con dotazione di 8 gigabyte di RAM e 256 GB di spazio su disco costa solo €549. Ma non tutti sono attratti dal sistema operativo Apple, molti si trovano bene con Windows, specie con la stabilità raggiunta dalla versione 11. Però trovano accattivante l'idea di abbandonare il solito "scatolone" tower pieno di ventole, pesante ed enorme. Fino a poco tempo fa non restava che invidiare i colleghi Apple. Ma nell'ultimo periodo, anche con la spinta della stessa Intel che ha promosso una sua linea di mini PC (Intel NUC, recentemente ceduta per intero ad Asus che adesso la sta sviluppando in proprio), si presentano soluzioni interessanti anche per chi usa Windows. Ci sono svariati marchi cinesi che offrono apparecchi esteticamente non così aggraziati come gli Apple ma in compenso più semplici da integrare e con tanta potenza a disposizione. Noi stiamo provando il Minis Forum UM 790 PRO, un mini PC da 5 pollici e un quarto di lato e 2 pollici di altezza, per un volume di 0.7 litri e un peso di 450 grammi. Che monta al suo interno un potente AMD Ryzen 7945HS a 8 core e una scheda grafica integrata 780M su una scheda madre lillipuziana - probabilmente di produzione Asus ma con BIOS Minis Forum - accoppiato con un alimentatore esterno grande come un lettore di schede CFexpress da 140 watt massimi. Che offre all'interno due slot di memoria SODIMM DDR5 con spazio fino a 64 Gigabyte e due slot M.2 da 80mm. Abbiamo scelto AMD - dopo 30 anni dall'ultimo computer dotato di un processore di questo marchio - perché offre il miglior bilancio potenza/consumo forte del suo processo di produzione a 4nm, che Intel per il momento non mette a disposizione. Vedremo se le prossime generazioni di Intel ristabiliranno gli equilibri in campo ma al momento un i9 13900H è penalizzato da thermal throttling (limitazione della potenza per effetto del calore generato) mentre il Core 185H sembra ancora immaturo. alimentatore e cavetteria. Nella scatola c'è anche una piastra per eventualmente montarlo dietro ad un monitor VESA. Il pacchetto "chiavi in mano" viene €845 euro, con 64 GB di RAM e un M.2 Kingston da 1TB. a cuore aperto, in primo piano sulla sinistra, il disco M.2 da 1TB e i due DIMM per 64GB. Sulla destra, sulla griglia, la miniventola e più a destra, i due "dissipatori" per gli M.2 Incontentabili e sempre alla ricerca di spazio di storage e volendo sfruttare al massimo questo mini PC, abbiamo scelto di supercaricarlo con due M.2 Crucial da 4 TB abbinati in RAID 0 prima e dopo sono dischi PCIExpress Gen.4 di buone prestazioni ma soprattutto di un eccellente rapporto prezzo/prestazioni (circa 230 euro l'uno). Gli stessi che, sempre in RAID 0, equipaggiano il desktop principale impostato su un Intel i9 13900K e che hanno mostrato eccellenti capacità. rimontato (sono solo 4 vitine nascoste sotto ai piedini in gomma) con sopra uno dei nostri obiettivi Nikkor Z "vintage" compatti. e qui con sopra un lettore combinato ProGrade, davanti ad un monitor ASUS da 32'' e un monitor Adam Audio T8V, praticamente scompare. per citare il Professor Zichichi, dall'infinitamente piccolo (il mini PC) all'infinitamente grande (il preamplificatore/amplificatore/DAC Audio-GD in classe A da 25 chilogrammi). ma forse il confronto con l'iPhone 15 Pro rende ancora più l'idea. Insomma sta in una mano. Questa configurazione, con il disco M.2 da 1TB riciclato dentro ad un involucro in alluminio con porta USB 3.2 Gen.2, è costata in totale circa 1.300 euro. Ha una potenza di calcolo che i benchmark stabiliscono essere intorno a quella di un Apple Mini M2. Ma un Apple Mini M2 con 64 GB di RAM e 8TB di dischi costa, all'Apple Store, € 5.669 spedizione gratuita o ritiro a mano in Piazza Liberty. Noi abbiamo comprato tutto su Amazon.it *** Questa macchina su cui stiamo scrivendo in questo momento, ha sostituito integralmente un desktop da 20 chilogrammi di 54x44x24cm dotato di Intel i9, scheda video RTX 2070 Super, alimentatore Gold da 750 Watt e raffreddamento a liquido con una decina di ventole da 120 e 140mm. Rispetto a quello, in termini di prestazioni, siamo li. La differenza tra la scheda video integrata e quella discreta si vede per lo più nell'esportazione di video e nell'applicazione di plugin con intelligenza artificiale. Ma restiamo nell'interno della potenza di un Apple Mini M2 (se possiamo credere ai test su Youtube, da parte di persone credibili). Monta Photoshop e Lightroom. Legge schede di memoria ad 1 GB/secondo dalle porte USB 4. Ha in dotazione solo porte aggiornate e può collegare fino a 4 monitor. Sta in una mano e le temperature non si alzano mai nemmeno dopo 24 ore di utilizzo continuato. A riposo consuma circa 8W mentre di picco non raggiunge i 65 Watt. La ventolina probabilmente farà 23 dB di rumore. L'unico benchmark che presentiamo noi, perché è una nostra "creatura", il RAID 0 da 7450 GB fornisce prestazioni molto elevate. Ovviamente è in backup con un disco meccanico via Terramaster D5-300C collegato in USB 3.2. le temperature, pur senza dissipatori sofisticati stanno su livelli al di sotto di quelle corporee degli umani sani. Ah, mentre stiamo scrivendo, il Minis Forum sta anche suonando Bach via USB attraverso l'Audio-GD R27 HE e due monitor professionali Adam Audio A77H. Il tutto senza un cedimento mentre sono collegati due monitor video da 32'' Asus in 4K. E' arrivata, anche per gli utenti Windows, la fine dell'era dei grossi desktop e la libertà dal tutto in uno dei notebook ? Tranne il caso in cui si faccia video sofisticato o rendering 3D ci sentiamo di rispondere un sentito si ! Le prossime generazioni di processori, sia Intel che AMD si annunciano particolarmente interessanti, sia lato prestazioni per watt (e quindi bassi consumi e temperature) ma anche in termini di pura potenza grafica, sfruttando un processo di metallizzazione ancora più spinto e in linea con quello, prima esclusivo, di Apple. Che in borsa comincia un pò a soffrire.
    25 points
  5. tra le regolazioni più importanti che possiamo fare alle nostre fotografie, ci sono quelle relative alla riduzione del rumore digitale. Il rumore digitale è sempre presente. Noi lo percepiamo ad occhio più facilmente alle sensibilità di scatto più elevate e in situazioni di contrasto particolare. Una cosa che facciamo fatica a percepire è la riduzione relativa di nitidezza, almeno sino a quando non confrontiamo una fotografia così come ripresa ed una elaborata. Nella pratica, quando alziamo gli ISO della nostra fotocamera, imponiamo l'applicazione di un guadagno superiore allo stadio di amplificazione che è a valle del sensore di cattura. Tale "amplificazione", che sia elettrica o digitale, di fatto è sempre associata ad una di "filtraggio", ovvero di riduzione del rumore elettrico o digitale che l'amplificazione stessa induce. Queste operazioni non sono indolori. Nella pratica ad ogni passaggio/filtraggio si ha una perdita di informazione. Che ai nostri fini è una perdita di dettaglio. Insomma, la risoluzione dell'immagine è sempre quella nominale del sensore, ma la definizione della stessa è inferiore a quella che avremmo in condizioni di illuminazione ideale e alla sensibilità minima del sensore. Il software di sviluppo ci aiuta nella riduzione di queste limitazioni che nella pratica si materializzano con stampe (o anche solo immagini a video) prive di dettaglio e di mordente, scialbe. Ci sono software specializzati - veri e propri programmi a se stanti o plugin per programmi di sviluppi consolidati - che opera in vario modo in questo campo. Sono programmi che generalmente vanno acquistati a parte, la cui licenza ha un costo non trascurabile - visto che già paghiamo quella di Adobe - e il cui funzionamento dovremmo imparare per servircene a pieno. Adobe è intervenuta nei suoi sistemi e da qualche tempo abbiamo anche noi, direttamente nello sviluppo dei file - sia in Lightroom che in Adobe Camera Raw - un modulo di riduzione del disturbo digitale che opera con tecniche basate su autoapprendimento. In effetti la regolazione non è lineare, ovvero applicata allo stesso modo a tutta l'immagine, ma opera dopo un'analisi della stessa, intervenendo più dove c'è necessità e meno dove un approccio più grossolano porterebbe anziché ad un vantaggio, ad una perdita ulteriore di dettaglio e nitidezza. Operando in modo accurato e insieme agli altri strumenti che Adobe ci mette a disposizione possiamo ottenere risultati interessanti. Sia chiaro, non si arriva all'impossibile. Nè sarebbe utile. E naturalmente non in tutte le occasioni. Una foto irreparabilmente compromessa da una esposizione sbagliata, specie se sottoesposta malamente e con le ombre troppo chiuse, mossa o con dettagli impastati non porterà a risultati adeguati. Ma se la fotografia nelle sue basi ha una sua sostanza e validità, allora le cose sono diverse. Qui c'è il nostro guerriero normanno Sir Archibald ripreso sotto al portico in un pomeriggio piovoso a 6400 ISO sulla sinistra c'è il navigatore ad indicare il livello di ingrandimento. Poi c'è l'immagine di base e alla sua destra quella regolata. Ingrandendo non sfuggiranno le differenze. La pelliccia degli animali è probabilmente tra le prove più interessanti in questi tipi di sviluppo. Ma anche una foto senza alcun elemento di spicco come quella che segue, peraltro ripresa ad ISO 25600 offre qualche elemento di intervento. un elemento ingrandito di un colorchecker. E' uno scatto fatto con la Z8 e il 105/2.8 Z ad f/8 in luce ambiente. Anche qui, probabilmente, non sfuggirà la differenza tra lo scatto come proposto dalla fotocamera - a sinistra - e quello regolato - a destra. Premesso che abbiamo operato con esagerazioni utili a rendere evidenti gli interventi, noterete che sulla parete blu, a destra è scomparso del tutto il rumore di fondo. Mentre il dettaglio sul colorchecker, i colori e le scritte è indubbiamente migliorato. nei riquadri colorati compaiono dettagli quasi invisibili a sinistra o persi nel rumore. Dettagli che ad occhio nudo fatichiamo a notare. Siamo ad ISO 25.600 ... Naturalmente operiamo comunque in condizioni ideali. Ma questo è un tutorial, non è la realtà e vorremmo offrire punti di vista semplici da percepire con niente di magico, prestidigitazioni o pratiche esoteriche che necessitano operazioni inaccessabili. Tutt'altro. Ma andiamo a noi. Toby che guarda suo fratello. Scatto ad ISO 6400 che necessita di una bella elaborazione. Nel modulo di sviluppo abbiamo un bel comando che evidenzia (Riduzione disturbo) qui indicato dalla freccia rossa. Questo apre l'anteprima che abbiamo già visto nel Migliora che porta alla Super Risoluzione. In effetti è proprio lo stesso. solo che qui evidenziamo Riduzione disturbo anziché Super Resolution. Attenzione, questa funzione si attiva solo per file di tipo NEF o DNG, non per i JPG. E Adobe raccomanda di fare queste operazioni PRIMA di qualsiasi altra regolazione (ombre, colore, nitidezza etc.). Nell'anteprima qui vediamo il dettaglio dell'occhio prima dell'intervento. mentre qui abbiamo un'idea di come sarà il risultato. Possiamo regolare il livello di intervento che di base è impostato a 50. Si tratta di un livello equilibrato. Fare di meno porta a risultati meno convincenti mentre impiegare fattori superiori induce maggiore liberalità delle soppressioni ... sia di rumore che di dettaglio. Provando e riprovando, abbiamo verificato che 50 può andare meglio di valori diversi. Premendo Migliora parte l'operazione. Che durerà un bel pò di tempo, in dipendenza della potenza del vostro elaboratore. Questo campo è uno di quelli in cui una scheda grafica discreta di potenza adeguata può fare la differenza. Qui abbiamo verificato che il mini PC di cui abbiamo parlato di recente, impieghi tempi anche 3-4 volte superiori al desktop che dispone di una scheda grafica separata con 16 GB di memoria GDDR6. avremo la solita barra di avanzamento a sinistra E aprendo Gestione Attività vedremo che la GPU è impegnata a pieno insomma, qui si apprezzano gli investimenti in hardware. Ma se non avete fretta e non fate di queste operazioni con frequenza costante, non c'è alcun problema. In qualche minuto avrete il vostro bel file DNG nuovo. anche in questo caso Lightroom crea un nuovo file che chiama con il nome iniziale seguito da -Migliorato-NR e lo salva in formato DNG. Lo impila insieme all'originale e lo propone in cima. a questo nuovo file andiamo ad applicare le regolazioni che il nostro estro, gusto o necessità ci ispiriano. Tra cui un bell'incremento di nitidezza e di dettaglio - localizzati sulle parti nitide, quindi mascherando il resto - che ripristini in parte la perdita di risoluzione indotta dall'amplificazione elettrica/digitale dell'innalzamento della sensibilità di ripresa (e poi dal software di riduzione del disturbo). Ricordiamo che la ripresa è stata fatta in ombra e ad ISO 6400. in questo modo abbiamo un bel boot alla pelliccia e ai dettagli del volto del nostro Toby. il confronto tra l'immagine di partenza - a sinistra - e quella di arrivo - a destra - seppur un pò esagerata (immaginiamola indirizzata ad una stampa in 70x70cm) ci sembra apprezzabile. Qui di seguito le due foto ridotte a 2500 pixel originale elaborata e siccome sono invidiosi, ecco anche la fotografia iniziale di Archibald, base ed elaborata *** In estrema sintesi, esistono software specializzati che applicano tecniche di intelligenza artificiale in modo più o meno guidato in questo campo (Topaz, DxO & SoDa). Ognuno di questi richiede altri soldi, richiede apprendimento per saperli usare, richiede adattamento e modifiche, anche importanti, al normale flusso di lavoro. Se fotografiamo prevalentemente a sensibilità elevate ed elevatissime, certo varrà la pena di valutarli, ma se queste operazioni ci capitano non così frequentemente, nel familiare ambiente Adobe - sia Lightroom che Adobe Camera Raw - sono abbastanza efficaci. I risultati, sebbene in situazioni circoscritte e poco differenziate, ci pare che siano abbastanza evidenti in questo breve tutorial che speriamo sensibilizzi la vostra curiosità al riguardo. Se avete Photoshop o Lightroom aggiornati, li possedete già anche voi, non avete che da provare ad utilizzarli se non l'avete mai fatto. Adobe ha anticipato recentemente in un convegno internazionale aperto al pubblico che nel prossimo triennio investirà moltissimo in queste tecniche che saranno evolute in modo estremo. Noi siamo particolarmente curiosi di poter valutare e poi sfruttare le potenzialità che in questo campo, sappiamo essere infinite. Il fotografo digitale è a nostro avviso incompleto se si limita alla fotografia come l'ha scattata la fotocamera. E' esattamente come quello che, scattando a pellicola, andava dal suo negoziante e gli chiedeva di togliere il rullino dalla fotocamera per svilupparlo, e poi di ricaricare la fotocamera, perché lui non sapeva fare nemmeno quello. E poi le fotografie stampate, così come erano, per lui erano il prodotto della fotocamera, non del negozio di fotografia e del suo stampatore ...
    23 points
  6. La redazione di Nikonland è riuscita ad ottenere in visione e prova per alcuni giorni il più costoso degli obiettivi del catalogo Z ed io ho avuto l'onore di utilizzarlo nei limiti delle possibilità offerte da questo periodo invernale e di scriverne dopo opportuna metabolizzazione. Arrivato in commercio nel Novembre del 2022, un anno dopo il 400/2,8 TC, era di certo molto aspettato da tutti coloro che fanno uso corrente di lunghezze focali di questa portata e che in passato avevano operato delle scelte su reflex, condizionate dagli elevati prezzi all'acquisto che questi super tele non possono di certo evitare, spesso attuando dei compromessi attraverso l'uso di focali inferiori a quelle necessarie, aggiustate da sensori DX in funzione moltiplicatrice se non addirittura dall'accoppiamento ai moltiplicatori dedicati, sicuramente mai migliorativi del bilancio complessivo nitidezza/rumore/luminosità massima. Le caratteristiche di targa di questo 600/4TC sono sensazionali: una riduzione di peso rispetto al 600/4 reflex di ben 550 grammi a parità di dimensioni nonostante uno schema ottico rivoluzionario da ben 26 lenti in 20 gruppi rispetto le 16/12 dello schema del reflex di ultima edizione. Quindi se questo 600/4 TC è a buon diritto l'obiettivo Nikkor Z più costoso, è grazie alla dotazione di lenti ed alla relativa progettazione che ne determina a livello di MTF un reale non plus ultra sul mercato fotografico. Non a caso, come il più luminoso 400/2.8 TC anche questo tele è dotato di TeleConverter 1,4x integrato: facilissimo da azionare col dito medio della mano destra, mantenendo il dito indice sul pulsante di scatto, questo 600/4 si trasforma in una serie di teleobiettivi di varie focali, grazie anche al combinato disposto dei vari formati selezionabili sul sensore di una Z9 o Z8 Per cui dalle focali in formato FX di 600/4 ed 840/5,6 (col TC inserito) si arriva in formato DX a 900/4 e 1260/5,6 (col TC) per non parlare dell'integrazione ai formati video delle ammiraglie Z, con cui si raggiungono i 1932mm in ritaglio 2,3x. Ed è ovviamente compatibile con i due teleconverter TC Z ...(da qui la definizione, nel titolo, di tele multiplo) Il moltiplicatore incorporato lateralmente, consente con uno spostamento dell'apposita leva, morbido e senza esitazioni, l'inserimento di un gruppo di 7 lenti (una ED) alloggiate nel rigonfiamento evidente, senza produrre alcun suono che possa disturbare l'eventuale soggetto diffidente: si aziona come detto, senza dover sollevare il dito dal pulsante di scatto, perchè si trova al volo. Il sistema è dotato anche di un blocco di sicurezza per evitare azionamenti indesiderati. La presenza del teleconverter determina la necessità dell'analisi delle sue caratteristiche in entrambe le configurazioni, da liscio o moltiplicato Lo schema ottico, come detto, consta di 26 lenti in 20 gruppi delle quali 2 alla fluorite, 2 ED, 1 Super ED, 1 SR (con TC a sette lenti inserito, 1 ED in più) elementi trattati con Meso Amorphous coat e Nano Crystal coat e lente frontale con trattamento al fluoro, dotato di O-ring anti umidità in tutte le sue parti esposte. Questo il lancio che ne fa Nikon sui suoi siti internazionali, riassumendo il concept che ne sta alla base: totalmente reimmaginato per il sistema Z mirrorless... Il trattamento speciale delle lenti di questo teleobiettivo Meso Amorphous Coat è addirittura superiore ai già ben noti Nano Crystal ed ARNEO (comunque utilizzati) sulle luci incidenti e, sopratutto, laterali: perchè con questo sistema di rivestimento, le particelle amorfe, che sono addirittura più piccole delle nanoparticelle, vengono utilizzate per creare ancora più spazi all'interno del rivestimento per formare una struttura mesoporosa ultrafine, ottenendo un indice di rifrazione inferiore. Il nuovo speciale driver dei motori AF, Silky Swift VCM, già per definizione descrive come sia migliorata la sensibilità e la silenziosità di questa fondamentale funzione: ottimizzata su obiettivi di peso elevato. (Nikon avverte che il campo magnetico generato potrebbe interferire con apparecchiature e protesi elettromedicali.) Sulla guancia sinistra troviamo, oltre a un tasto personalizzabile da menù fotocamera (matitone/f2), lo slider di scelta tra AF ed MF ed il selettore del campo di azione della messa a fuoco col limitatore ai 10metri rispetto la messa a fuoco minima di 4,30m. nell'utilizzo anche a brevi distanze, non ho mai sentito la necessità di utilizzarlo perchè non mi è mai capitato alcun fenomeno di "hunting" anche con soggetti in rapido movimento e a distanze ravvicinate. Tantomeno se lontani. Come da tradizione per i supertele Nikon, la bellezza e fluidità delle forme si accompagna alla qualità costruttiva, inclusa quella dei materiali utilizzati ed in questo particolare caso, alla bellezza inconsueta del disegno stesso delle varie parti di cui si compone: a cominciare dalla presenza di ben tre ghiere nonostante non sia uno zoom, due delle quali programmabili, tutte con zigrinature drasticamente differenti, per poterle individuare esclusivamente al tatto e dei consueti pulsanti di blocco dell'esposizione o del fuoco, secondo come siano programmati da menù fotocamera. La ghiera più avanti (quella più a dx qui sopra) è in realtà un attuatore a due posizioni che di default serve a richiamare velocemente la posizione di memorizzazione dell' AF preimpostata col pulsante Memory Set a fianco al TC: un sistema validissimo per chi utilizzi l' AF in Trap Focusing e non voglia staccare l'occhio dal mirino durante la ripresa Naturalmente tale attuatore può essere variato nella sua funzione ed io, durante i miei test, lo avevo programmato per far passare da un soggetto all'altro l' EyeAF (quando segnalato a mirino dalla freccetta sul quadratino giallo sull'occhio). Tre chili e 260 grammi sono di certo una quota ponderosa anche se "dimagrita" rispetto il vecchio Nikon FL: non tutti possono pensare di usare a mano libera questo tele su di una Z9 che di suo porta il peso complessivo a 4,6 kg: ma la perfetta simbiosi tra la stabilizzazione di questo tele, in combinazione con quella del sensore della fotocamera, promette 5,5 stop di tolleranza rispetto i tempi di sicurezza, ossia la possibilità di scattare a mano libera (il peso ed il bilanciamento perfetto lo consente anche se non per lunghe sessioni) anche con tempi davvero impensabili: fino ad 1/125" mi sono spinto, con successo... (t/125 f/4 iso 1000) In condizioni operative normali questo tele verrà usato perlomeno su monopiede se non direttamente su treppiede, ma la capacità della stabilizzazione a cinque assi del sistema Z, porta a tenere considerazione anche di questa possibilità in condizioni nelle quali già un monopiede sia da considerarsi un impedimento nelle riprese cui sia dedicato. Il suo perfetto bilanciamento, con la zavorra di una Nikon Z9 alle sue spalle ne fa un ensamble davvero micidiale per chi abbia la forma fisica e l'allenamento a gestire tale tipo di carichi per tempi più o meno lunghi di ripresa: io ho spesso sfruttato questa sua caratteristica, sfruttando l'ampia slitta di fissaggio al treppiede come baricentro del sistema e grazie alla costruzione IF (internal focusing) del suo schema ottico, non ho mai sofferto alcun senso di sbilanciamento, per esempio inquadrando e scattando agli aerei in partenza, oppure ai volatili disponibili....prevalentemente gabbiani Nelle occasioni nelle quali ho utilizzato il TC incorporato ho sempre notato un aumento della vignettatura, facilmente gestibile successivamente in postproduzione, ma tanto più evidente quando a delimitare gli angoli anche in basso sia una superficie omogenea come il cielo. Piccolo difetto che risalta certamente anche in confronto alla resa eminente senza l'utilizzo del TC rispetto questa caratteristica complementare che è la vignettatura. La staffa per il collegamento al treppiede, se da una parte è mirabile ancora una volta per la cura nella definizione della forma e del materiale utilizzato (da citare senza dubbio il cuscinetto che ne aumenta il comfort quando sia usata rovesciata, per il trasporto dell'obiettivo) ha destato una volta di più il nostro disappunto per la reiterata decisione di non sagomarla secondo gli standard Arca-Swiss ormai decisamente dominante sul mercato per la sua facilità di innesto senza necessità di piastre aggiuntive (precarie nell'aggancio e che aumentano pesi ed alzano anche se di pochi mm il baricentro), ma anche per la scriteriata decisione di cambiare la disposizione delle viti di aggangio del piede, che non potrà quindi essere intercambiato con quelli universali già presenti sul mercato e quindi, nell'attesa che ne venga prodotta una specifica aftermarket, continueremo a usare piastre aggiuntive di fissaggio... Andiamo a vedere il cassetto posteriore, che accoglie filtri a vite da 46mm, ma in mancanza di esigenza specifica, può restare vuoto, senza necessità di filtri neutri. Il passaggio ai filtri da 46mm rispetto a quelli da 40,5mm del precedente FL aiuta sicuramente nella reperibilità e per abbassare il peso complessivo, il portafiltri è completamente in plastica (l'unica plastica di tutto l'obiettivo). Nel caso si desideri montarvi un filtro polarizzatore circolare, è disponibile insieme al portafiltro specifico, munito di rotellina di regolazione dell'intensità, da sostituire a quello originale il modello C-PL460 ovviamente...costosetto, ma di certo accessorio elitario per obiettivi di questa fatta. Attorno alla gola del cassetto uno dei tanto O-Ring di tenuta a polvere, umidità, pioggia. Insomma, tutto in questo obiettivo è progettato per esprimere il top dello stato dell'arte attuale e per migliorare le eccellenze degli obiettivi analoghi in baionetta F. Utilizzandolo in vari contesti e quasi sempre in ambiti sportivi, se non dovessimo intendere come naturalistici quelli dedicati ai miei gabbiani in volo, non solamente per la facilità di reperimento, ma sopratutto per la mancanza di necessità di appostamento (e di treppiede, mimetismi e conoscenze etologiche) sono portato a pensare che questo teleobiettivo sia davvero il condensato di diverse anime fotografiche frutto delle sconfinate esperienza Nikon in questo ambito. Chiaramente la gran parte del risultato ottenibile, sarà frutto dell'esperienza di chi lo utilizzerà nella conoscenza dell'interazione con le varie parti del sistema (AF, esposizione e curva del S/R del sensore) si leghino bene alla distanza dal soggetto, gradevolezza dello sfondo per l'ottimizzazione del bokeh, sicuramente avvantaggiato dalla presenza del diaframma a 9 lamelle, ma sopratutto, utilizzando un tele che può diventare così estremo nel suo essere multiplo: la LUCE e la sua qualità, siano quelle adatte alla valorizzazione di tanta tecnologia messa insieme. Perchè quando le condizioni di ripresa siano povere di questa qualità, tutto il resto della catena non potrà che soffrirne. Motivo per cui la molteplicità di utilizzo e la elasticità di adattamento a situazioni di ripresa delle più disparate, mi fa davvero essere d'accordo con quella definizione americana di "totally reimagined for Z mirrorless" Un sistema che si basa sull'interazione elettromeccanica e poi anche tra sw ed hw di obiettivi, fotocamere e programmi di sviluppo, si può permettere di costruire capolavori come questo Nikkor Z 600/4 TC S...anzi lo deve a se stessa, come sintesi del know-how degli ultimi vent'anni, ma ancora di più a noi Utenti, che a costo del sacrificio economico superiore a 17mila euro, ci può mettere nella disponibilità di un altro tassello sulla strada verso la perfezione assoluta. Oggi, con questo teleobiettivo, sono poche le opportunità precluse... e senza voler fare spoiling, alcune di queste poche portano verso soluzioni che non sono per nulla di compromesso. (e se cercate il sequel, guardate sotto la firma....) Max Aquila photo © per Nikonland 2024 ... e prossimamente....:
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  7. fanciulla con gli occhi verdi il cui volto nasce dal marmo. Immagine generata con Adobe Firefly. Il formato originale è di 2304x1792 pixel. Ottimi per la presentazione, meno per l'uso editoriale su carta stampata. Che fare ? Possiamo semplicemente ingrandirla con Photoshop. L'algoritmo è flessibile e preciso e permette di ingrandire o rimpicciolire una immagine. Ma è "grezzo", non tiene conto della capacità di percezione umana e il risultato a volte può non soddisfare. Gli strumenti attuali però permettono di aggirare questo limite. Immagine ingrandita. Premere per vedere al 100% questo file è il precedente, portato a 4608x3584, sufficiente per la stampa a tutta pagina su Nikonland Magazine. nel riquadro davanti, l'immagine originale, sotto, quella ingrandita del 200% con tecniche "intelligenti" Abbiamo mantenuto lo stesso livello di nitidezza adattandolo per le dimensioni maggiorate, lasciando quel velo di grana introdotto in origine che, nella nostra percezione, consente di apprezzare un maggior dettaglio ... anche se questo dettaglio in realtà, magari non c'è. Ma come abbiamo fatto ? Il Migliora di Adobe Adobe ha introdotto una funzione "Migliora", attiva sia in Camera Raw che in Lightroom. Dietro ad un semplice comando di menù si nascondono tecniche operative che utilizzano tecnologia di Intelligenza Artificiale. In pratica non viene semplicemente ingrandita l'immagine scalandola linearmente verso la nuova dimensione ma vengono "creati" dettagli che ci consentono di apprezzarne "quasi" lo stesso tipo di dettaglio che nella versione originale di dimensioni più piccole. E' un trucco, ovviamente, ma visibilmente funziona. Possiamo partire da qualsiasi immagine, un jpg on un RAW ed ottenerne la versione ingrandita due volte. In pratica la larghezza risulterà raddoppiate e la risoluzione complessiva, quadruplicata. Vediamo questa immagine originale della Z8, qui in formato jpg originale è uno scatto ad f/1.2 e ISO 500, 1/500'' da 8256x5504, cioé 45 megapixel. Solo il punto inquadrato è bene a fuoco, come ci si potrà immaginare, avendo usato il 50/1.2 tutto aperto. Ma noi vogliamo portare questa immagine a 180 megapixel, ovvero a 16512 x 11008 per esaltarne il dettaglio e stamparne un murale ... ed ecco qua la parte centrale ingrandita al 100%. Ovviamente anche qui abbiamo regolato la nitidezza finale e mantenuto la grana generale per dare maggior materia all'immagine nel suo complesso. Pensate che sia complicato ? Nemmeno per idea. Vediamo come si fa dentro a Lightroom (ma con Adobe Camera Raw è praticamente la stessa cosa). Ovviamente si dovrà partire da una immagine il più nitida e ferma possibile. Fotografie mosse e poco nitide risulteranno amplificate nei loro difetti quando ingrandite. Naturale, no ? Qui abbiamo Lorenza, Z8 e 135/1.8 Plena ad f/3.5 Restando nello stesso modulo, selezioniamo nelle miniature la nostra fotografia e premiamo il tasto destro del mouse compare il solito menù a scomparsa di Lightroom. Premiamo il comando Migliora la cui scorciatoia da tastiera è Ctrl+Alt+I dopo una breve preparazione appare una Anteprima che riporta diverse opzioni. La Riduzione disturbo (altrettanto interessante) la vedremo in un successivo articolo. Qui ci interessano i Dettagli raw e in particolare la Super Resolution. Nell'anteprima abbiamo selezionato una zona che riprende una parte dell'occhio. Lo vediamo già ingrandito 2x Premendo dentro con il mouse possiamo vedere come è attualmente : l'incremento di dettaglio è evidente. Se siamo convinti, premiamo il tasto Migliora a destra. in base alla potenza del nostro computer l'azione durerà qualche secondo in più o in meno, evidenziata da una barra di scorrimento in alto a sinistra, qui evidenziata con la freccia verde. Alla fine verrà creato un nuovo file in formato DNG che è l'effettivo ingrandimento. Adobe crea un nuovo file per non danneggiare l'originale che resta intatto, anche ai fini del confronto. E' utile ma non comodissimo. Comunque, da questo momento ci sposteremo nel nuovo file DNG. il nuovo file si chiamerà come il precedente con l'aggiunta della parola Migliorato-SR e la terminazione .dng ingrandiamo al 100% e regoliamo la nitidezza al livello che ci convince di più, mascherando la parte non a fuoco (premendo il tasto Alt mentre si muove il cursore di Mascheratura si vedrà quale parte dell'immagine sarà effettivamente interessata dalla regolazione della nitidezza) a riprova delle dimensioni dell'immagine, qui abbiamo il file DNG aperto in Photoshop. Sono 16.512x11.008 pixel per oltre un gigabyte di occupazione su disco (file a 16 bit). salvando in TIFF potremo vedere le informazioni anche nella finestra dei dettagli della cartella di Windows. Ma come si diceva all'inizio, le "migliorie" saranno effettive solo ed esclusivamente se l'immagine iniziale è nitida e ferma. qui abbiamo il dettaglio finale dell'occhio, applicando anche una certa miglioria in Photoshop a livello di passaggio tra i bordi dei pixel. Crediamo adeguata alla stampa ma in questo senso faremmo giudicare allo stampatore che conosce la sua attrezzatura meglio di noi. Proviamo con una immagine a più bassa risoluzione iniziale, una fotografia ripresa con la Zfc e il suo 16-50, colpo di flash per linearizzare ombre e dettagli. è una bella Mazda MX-5 personalizzata, fotografata all'Autodromo Nazionale di Monza allo scorso MiMo. E' uno scatto da 20 megapixel ma a noi serve che arrivi a 80. Da Lightroom, procediamo come prima, selezioniamo l'immagine e dalla miniatura facciamo comparire il menù a scomparsa e selezioniamo Migliora. l'anteprima ci mostrerà il risultato finale. Procediamo come sopra e creiamo il nuovo file DNG in Super Risoluzione. qui riaperta in Photoshop calcolatrice alla mano, abbiamo 82,7 megapixel utili con cui fare ulteriori lavorazioni o avviare la stampa in grandissimo formato. Naturalmente esistono altri programmi e plugin in grado di aiutarci in queste operazioni. E resta il normale algoritmo di ingrandimento/riduzione di Photoshop che opera su basi lineari e non percettive con autoapprendimento come gli altri. Ma questo è gratuito ed è intelligente, restando dentro a Lightroom o ad Adobe Bridge senza dover imparare nulla di nuovo. Sono procedure automatiche ma l'occhio del fotografo è il giudice finale di questi procedimenti. In base alle necessità e al risultato atteso sceglieremo la via migliore, operando anche tutti gli interventi intermedi atti ad ottenere il risultato migliore. Noi usiamo queste tecniche correntemente per la realizzazione dei numeri di Nikonland Magazine, quando l'immagine di base non ci soddisfa ma ne vogliamo fare la copertina o la doppia pagina. O per le nostre stampe a risoluzione esagerata. Speriamo di avervi incuriositi se non vi siete mai avventurati in queste procedure. Nella prossima puntata ci occuperemo invece di Riduzione del Rumore e di recupero della nitidezza dopo quel processo.
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  8. Una settimana fa vi ho parlato del traguardo del milione di scatti superato dalla mia Z9 : e vi ho anticipato che l'avrei mandata in assistenza per controllare un paio di cosette "strane" che ho notato ultimamente, insieme ad un controllo generale approfondito. Ho aperto il ticket elettronico lunedì scorso ed ho scelto di utilizzare la procedura di ritiro di LTR tramite corriere espresso DHL. Detto fatto, martedì è passato il furgone e il gentile autista mi ha firmato la ricevuta di ritiro. Il mercoledì la macchina é arrivata in LTR. Avevo chiesto che mi facessero un colpo di telefono per spiegarmi quali lavorazioni avrebbero intrapreso, anticipando che quanto da me compreso sarebbe entrato in questo articolo. E così giovedì mi ha chiamato il gentile Massimiliano per spiegarmi che queste macchine prevedono interventi standard previsti da Nikon tramite tools appositi. In particolare dopo aver verificato che il file-log della macchina non presentava errori o segnalazione di anomalie, l'intervento principale prevede la registrazione dello stabilizzatore integrato nel sensore - che oramai è l'unica parte meccanica soggetta ad usura di queste Z - insieme alla verifica dell'allineamento del sensore stesso con il piano focale. Evidentemente il movimento indotto dallo stabilizzatore potrebbe andare a modificare l'assetto. Rispetto al passato la baionetta non è più soggetta a disallineamenti, probabilmente per il maggior diametro del bocchettone che riduce in qualche maniera lo sforzo di trazione. Mi è stato confidato che raramente arrivano baionette che necessitano la sostituzione. La mia, anche se segnata, è risultata del tutto normale. Come è nei normali parametri di funzionamento la fotocamera. Che peraltro è in ottima compagnia perché sono svariate le Z9 che hanno superato i milioni di scatti, invariabilmente di fotografi impegnati nel motorsport dove sono normali i 100-200.000 scatti a weekend di gare. Il resto della lavorazione ha riguardato la manutenzione, pulizia, lubrificazione. E così già il venerdì, lo stesso omino di DHL mi ha recapitato di ritorno il pacchetto con la mia Z9 fresca di manutenzione. riporto qui la fattura (euro 60 + IVA, pari ad un'ora di manodopera con lo sconto previsto per il materiale con garanzia valida Nital) con l'elenco delle lavorazioni. Compreso l'olio nel pulsante di accensione che era leggermente indurito. le foto che ho fatto non rendono giustizia alla macchina che, nemmeno ad un esame ravvicinato con la lente di ingrandimento, dopo questa accurata pulizia, potrebbe far sospettare un uso così massiccio. Almeno per gli standard di un "normale" fotoamatore come me. Segno che già la prima generazione di Z è composta da prodotti affidabili, longevi, solidi. Oltre che estremamente performanti. Insomma, unmilionesettemilacentosettantanove scatti e ... non sentirli ! Nel ringraziare Nikon (produttrice di fotocamere così solide seppur sofisticate), Nital (titolare oltre che della distribuzione anche della garanzia) ed LTR (servizio impeccabile sotto tutti gli aspetti, anche di comunicazione), vi prego di ... non affrettarvi tutti ad inviare la vostra Z9 a fare un checkup. Se non riscontrate problemi (nel qual caso, vi saranno valutati in garanzia) e se la vostra macchina è "tenuta maniacalmente", con pochi scatti e senza un segno, non credo sia necessario inviarla a fare un tagliando. Fatevi almeno un milione di miglia come me, prima
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  9. Per un periodo,da metà anni 90 alla fine degli stessi,negli States,operò una aerolinea che si distingueva per la livrea dei propri velivoli.La Western Pacific,una piccola compagnia che operava dal Colorado con rotte dal Pacifico al Mississippi,era nota tra i viaggiatori per i suoi coloratissimi velivoli che sponsorizzavano resort o altre attività turistico/commerciali.Così dopo averne visti alcuni,presi l'abitudine di portare con me in cabina,una piccola compatta per fare qualche scatto, qualora ne avessi incrociato uno in aeroporto e così nacquerò questi scatti,viziati dalla presenza dei vetri degli oblò non sempre puliti.....ma comunque almeno il ricordo resta. buona visione. Stardust è uno dei tanti casinò presenti in quel di Las Vegas.. Qui la livrea celebra la famosa serie dei cartoni Simpson Qua invece abbiamo la sponsorizzazione di una compagnia di autonoleggio Qui si celebra Durango Springs,una cittadina del Colorado Questo invece pubblicizza un museo dedicato ai cow-boy sempre a Durango Springs,Colorado Sam's Town,invece pubblicizza una catena di Hotel e sale a gioco presenti in diverse città,i nomi di alcune delle quali si leggono in fusoliera sotto i finestrini Questo invece pubblicizza una stazione sciistica in quel di Durango,Colorado Questa invece è la pubblicità del Womack's Casinò a Cripple Creek in Colorado
    15 points
  10. Qui Modifiche rispetto alla versione firmware "C" da 1.01 a 2.00 Nota: gli utenti del seguente software dovranno aggiornare alle versioni più recenti. • Camera Control Pro 2 versione 2.37.0 o successiva, IPTC Preset Manager versione 1.3.0 o successiva, NX Studio versione 1.6.0 o successiva, NX MobileAir versione 1.2.0 o successiva (edizione Android) o versione 1.1.4 o successiva (iOS), NX Field versione 1.4.0 o successiva, NX Tether versione 2.0.0 o successiva Nota: le modifiche elencate di seguito sotto "Fotografia di immagini fisse", "Registrazione di video", "Riproduzione", "Controlli", "Display" e "Rete (anche NX Field)" sono presentate in dettaglio nella Manuale di aggiornamento firmware supplementare. Nota: a causa dell'aggiunta di nuove opzioni di menu, alcune opzioni del menu Personalizzazioni sono state rinumerate. ■ Fotografia di immagini fisse • È stato aggiunto [Ripresa con decentramento pixel] al menu di ripresa foto. • Sono stati aggiunti nuovi Picture Control. • È stato aggiunto [Uccelli] a [Opzioni rilevamento soggetto AF] nel menu di ripresa foto. • Il rapporto di zoom massimo per la visualizzazione di ripresa è ora 400%. • È stato aggiunto [Acquisizione auto] al menu di ripresa foto. Gli utenti possono selezionare i criteri di acquisizione da [Movimento] (la direzione in cui il soggetto si muove), [Distanza] (quanto è distante il soggetto dalla fotocamera) e [Rilevamento del soggetto] (se un soggetto di un determinato tipo viene rilevato o meno), e la fotocamera scatterà foto automaticamente mentre rileva i soggetti che soddisfano i criteri selezionati. Si noti che [Distanza] è disponibile con obiettivi NIKKOR Z e potrebbe non funzionare come previsto quando utilizzato con altri obiettivi. Le aree immagini [FX (36x24)] e [DX (24x16)] sono disponibili con Auto Capture. • Il periodo di tempo per cui la fotocamera continua ad effettuare il buffer dei fotogrammi prima di annullare la ripresa durante la fase di Pre-Scatto Capture dell'acquisizione fotogrammi ad alta velocità + è stato aumentato da 30 a 300 secondi. • È stato aggiunto [Grande] alle opzioni di dimensione disponibili per [Funzione slot secondario] > [JPEG primario - JPEG secondario] nel menu di ripresa foto. • Sono stati aggiunti nuovi incrementi di bracketing per l'uso durante il bracketing automatico con [Bracketing AE e flash], [Bracketing AE] o [Bracketing flash] selezionato per [Opzioni auto bracketing]. Questa modifica si applica anche a [Riprese intervallate] > [Opzioni] > [Bracketing AE] > [Incremento]. ■ Registrazione di video • Sono stati aggiunti nuovi Picture Control. • È stato aggiunto [Uccelli] a [Opzioni rilevamento soggetto AF] nel menu di registrazione video. • Il rapporto di zoom massimo per la visualizzazione di ripresa è ora 400%. • È stato aggiunto [Acquisizione auto] al menu di registrazione video. Gli utenti possono selezionare i criteri di acquisizione da [Movimento] (la direzione in cui il soggetto si muove), [Distanza] (quanto è distante il soggetto dalla fotocamera) e [Rilevamento del soggetto] (se un soggetto di un determinato tipo viene rilevato o meno), e la fotocamera registrerà automaticamente i video mentre rileva i soggetti che soddisfano i criteri selezionati. Si noti che [Distanza] è disponibile con obiettivi NIKKOR Z e potrebbe non funzionare come previsto quando utilizzato con altri obiettivi. Le aree immagini [FX] e [DX] sono disponibili con Auto Capture. • Sono state aggiunte opzioni di sensibilità ISO bassa a [Impostazioni sensibilità ISO] > [Sensibilità ISO (modo M)] per l'uso durante la registrazione di video N-Log. • È stata cambiata la gamma di velocità disponibili per Zoom Hi-Res. • È stata aggiunta la registrazione di video al rallentatore. ■ Riproduzione • È stato aggiunto [Velocità di riproduzione video] nel menu "i" di riproduzione video. • È stato aggiunto [Rotazione auto immagine] nel menu riproduzione. • È stato aggiunto [Opzioni riprod. automatica serie] a [Riproduzione serie] nel menu riproduzione. • Sono state apportate modifiche alle voci [Selezione per caric. su computer] e [Selezionare per caricamento (FTP)] nel menu riproduzione "i" e sono stati aggiunti [Selezione per caric. prioritario su computer] e [Selezionare per caricamento prioritario (FTP)]. ■ Controlli • È stata aggiunta la voce [Prem. a metà per annul. zoom (MF)] al [MENU PERSONALIZZAZIONI] nelle posizioni d18 e g17. • È stato aggiunto [Larghezza limite punto AF] ad a11 [Visualizzazione punto AF] nel [MENU PERSONALIZZAZIONI]. • Sono state apportate modifiche alla modalità di esecuzione di un pieno formato con [Formatt. card di memoria] nel [MENU IMPOSTAZIONI]. • Il bilanciamento del bianco e la compensazione dell'esposizione possono ora essere regolati mentre si richiamano le impostazioni della funzione di ripresa. • È stato aggiunto il supporto per la funzione zoom motorizzato sugli obiettivi con zoom motorizzato. • È stata aggiunta una voce [Esposizione posticipata] al [MENU PERSONALIZZAZIONI] nella posizione d6. • Sono state fatte aggiunte ai controlli personalizzati e ai ruoli assegnabili tramite le seguenti voci nel [MENU PERSONALIZZAZIONI]. Sono state aggiunte anche nuove opzioni di ripristino. - f2[Controlli personalizz. (ripresa)] - f3[Controlli personalizz. (riproduz.)] - g2[Controlli personalizzati] Scegliere [Preferenze punto AF] o [Pref. punto AF (priorità volto)] per f3 [Controlli personalizz. (riproduz.)] > [Ghiera principale] o [Ghiera secondaria] > [Posiz. zoom avanzam. fotogr.]. Le impostazioni per f3 [Controlli personalizz. (riproduz.)] > [Ghiera principale] o [Ghiera secondaria] > [Avanzamento fotogramma] possono ora essere applicate durante lo zoom in riproduzione. • Sono stati effettuati aggiornamenti a [Dati obiettivo senza CPU] nel [MENU IMPOSTAZIONI]. • È stato aumentato da 3 a 256 il limite dei caratteri per le voci "Category" nelle premisurazioni IPTC. • È stata ristrutturata la voce [Suoni fotocamera] nel [MENU IMPOSTAZIONI] con l'aggiunta di nuove opzioni, compresi nuovi suoni e la regolazione del livello del volume per l'otturatore elettronico. ■ Display • Sono state aggiunte informazioni sulla distanza di messa a fuoco all'indicatore distanza di messa a fuoco visualizzato durante la messa a fuoco manuale. • L'opzione selezionata per [Dimens. vis. display del mirino] (in precedenza [Dimensione visual. mirino (Lv foto)]) nel [MENU IMPOSTAZIONI] ora si applica anche nei modi video e riproduzione. ■ Rete (anche NX Field) • Viene ora visualizzata un'avvertenza quando la connessione a un accessorio ATOMOS AirGlu BT è instabile o interrotta. • Gli accessori ATOMOS AirGlu BT e le impugnature remote MC-N10 possono ora essere utilizzati insieme. • Sono state effettuate modifiche e aggiunte alla voce [Collega a server FTP] nel [MENU OPZIONI DI RETE]. • È stata modificata la procedura utilizzata durante la configurazione della fotocamera per lo scatto sincronizzato, aumentando a venti il numero di gruppi che possono essere creati, mentre il numero di fotocamere in ciascun gruppo che possono essere controllate dalla fotocamera master è stato aumentato a sedici. • È stato aggiunto [Sovrascrivi info copyright] sotto [Collega ad altre fotocamere] nel [MENU OPZIONI DI RETE]. ■ Modifiche correlate all'app Con NX MobileAir: • il display live view della fotocamera per il modo foto ora mostra lo stato di NX MobileAir e • le impostazioni della fotocamera salvate su una scheda di memoria utilizzando [Salva/carica impostazioni menu] possono ora essere scaricate sullo smart device o copiate dallo smart device alla scheda di memoria della fotocamera utilizzando NX MobileAir. ■ Altre modifiche • Il tempo in cui la visualizzazione di ripresa diventa scura dopo il rilascio dell'otturatore quando è selezionato [ON] per [Riduzione dello sfarfallio foto] nel [MENU DI RIPRESA FOTO] è diventato più breve. • È stata migliorata la precisione di [Tracking 3D] per soggetti piccoli, in movimento veloce, quando [Auto], [Persona], [Animale] o [Veicolo] viene scelto per [Opzioni rilevamento soggetto AF] e non sono rilevati soggetti del tipo selezionato. • È stato migliorato il blocco della messa a fuoco con rilevamento effetto flicker (sfarfallio della luce) nel modo di scatto continuo a bassa velocità. • Sono stati apportati altri miglioramenti all'operazione di autofocus e alla sua affidabilità. • È stato risolto un problema che a volte faceva sì che il mirino si oscurasse durante la riproduzione quando [Auto] era stato selezionato per [Luminosità mirino]. • Ora è più semplice ottenere l'esposizione corretta dal primo scatto durante le foto intervallate in ambienti ad alto contrasto o in ambienti sufficientemente scuri per la vista della luce stellare. • Il display istogramma non è più disponibile quando è attivata la vista della luce stellare. • È stata modificata l'avvertenza bassa capacità del video in modo che ora venga visualizzata in bianco su uno sfondo rosso quando c'è meno di un minuto rimanente. L'avvertenza ora viene visualizzata anche quando la registrazione non è in corso. • Gli utenti ora hanno un controllo più preciso quando scorrono tra i video durante la riproduzione utilizzando la barra di avanzamento. • Quando [Modo area AF] è impostato su [Tracking 3D] e il soggetto umano è grande rispetto al fotogramma e più occhi vengono rilevati vicino al punto AF di tracking, la fotocamera assegna la priorità per la messa a fuoco all'occhio più vicino al punto. • L'istogramma RGB è ora più facile da visualizzare quando [Modo 1] o [Modo 2] è selezionato per d11 [Colori caldi display] nel [MENU PERSONALIZZAZIONI]. • Sono stati risolti i seguenti problemi: - Le foto scattate con le foto intervallate potrebbero a volte essere sottoesposte. - Il flash a volte potrebbe non attivarsi durante il cambio messa a fuoco. - La posizione di messa a fuoco tornava involontariamente alla posizione salvata utilizzando [Salva posizione di messa a fuoco] se il timer di standby era scaduto mentre l'alimentazione veniva fornita tramite USB e un WR-R10 era collegato. - A volte non era possibile ottenere un'esposizione ottimale durante la ripresa in sequenza o con cambio messa a fuoco. - La pressione del pulsante AF-ON terminava immediatamente la riproduzione quando [Riproduzione] era stato assegnato a [Pulsante AF-ON] e [Priorità al mirino (2)] era selezionato per il modo monitor. - Il rilascio dell'otturatore a volte era disabilitato quando "Posa B" era selezionato per il tempo di posa. - La selezione del punto AF utilizzando il multi-selettore e il selettore secondario non era disponibile se un'operazione di tocco era eseguita utilizzando [Posizionamento del punto AF] quando [Tracking 3D] era selezionato per modo area AF. - I valori di regolazione fine impostati in [Opzioni di regolazione fine AF] nel menu impostazioni non venivano applicati quando il soggetto veniva rilevato con [AF area estesa (piccola)], [AF area estesa (grande)], [AF area estesa (C1)] o [AF area estesa (C2)] selezionato per [Modo area AF].
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  11. E quello che leggiamo noi, per sommi capi in questo lungo intervento, molto più diretto e chiaro di certe interviste formali del passato. il settore è tornato ai livelli pre-pandemia, con enfasi sull'alto di gamma Nikon non smentisce affatto la fine del sistema Nikon F ma garantisce di continuare il supporto a chi continua ad utilizzarlo anche se di fatto al CP+ la presenza "reflex" era sostanzialmente "fantasma" Nikon è l'unico produttore che si fa il vetro speciale in casa (è vero anche se pure Nikon compra da Hoya e da Schott) Z8 e Z9 sono macchine solo parzialmente sovrapposte ma si rivolgono a fotografi di segmenti diversi dal lancio della Zf hanno ricevuto valanghe di richieste di nuovi obiettivi "in stile", possibilmente con la ghiera dei diaframmi la Cina è un mercato estremamente importante pe loro e gli interessa svilupparlo. Se obiettivi da parte di Viltrox, Sirui o Artigiani_Vari aiutano a sostenere le vendite di materiale Nikon : ben venga ! Nikon produce obiettivi da 90 anni e non ha timore che gli obiettivi degli altri possano essere migliori dei suoi ma "vogliono che i loro clienti si divertano a provare diversi obiettivi compatibili con Z e si divertano a fotografare". Una frase del genere, in passato, l'avremmo sentita solo da Yamaki ! la stabilizzazione localizzata sul punto di messa a fuoco della Zf è stata ottenuta senza modifiche hardware ma solo software. Potrebbe essere estesa in futuro ad altre fotocamere sono consapevoli che al CP+ la gente si aspettasse novità (la Z6 III era sostanzialmente il convitato di pietra) la fine della roadmap dei Nikkor Z non significa nulla, tranne che da questo momento si vogliono riservare il privilegio di sorprendere i nikonisti con presentazioni inattese "Per noi è un punto d'onore sorprendervi in futuro" sanno che c'è attesa per corpi macchina DX di fascia alta. Come Z7500 e Z500. Ci stanno lavorando. sui firmware (il settore di cui era responsabile l'intervistato), costa relativamente poco in termini di risorse e gli sviluppatori sono più a contatto con le reazioni della clientela. Mentre il firmware 2.0 della Z9 era già pianificato al lancio, le versione 3, 4 (e 5) sono state sviluppate secondo le richieste dei clienti. E' un cambio di paradigma inusuale per Nikon e probabilmente il fiore all'occhiello della gestione Z. Onore a Hino sulle batterie, loro (e anche noi) ritengono che sia meglio utilizzare quelle originali e certificate per ragioni di sicurezza. Queste batterie si ricaricano via porta USB-C dentro alla fotocamera. Una batteria non certificata che dovesse gonfiarsi o scoppiare durante la ricarica che danni farebbe ? E per cosa, per risparmiare qualche decina di euro. Ancora più in sintesi. La roadmap obiettivi è finita (il 35/1.2 è dietro l'angolo) la Z6 III è in arrivo. E' in arrivo il firmware X.X di Z9 che ristabilirà il vantaggio sulla Z8 (la Z9 è dedicata alla fascia più alta del segmento e questa pretende un trattamento di favore). Che i cinesi continuino a sfornare 10 obiettivi al mese, è tutto a vantaggio nostro (per Sigma è un altro paio di tasche ma Yamaki è un indipendente ...). Usciranno tanti nuovi obiettivi sorprendenti. Il sistema Nikon F è finito ma continueremo a ripararlo finché ci saranno i pezzi di ricambio. Faranno sia nuovi obiettivi in stile che almeno una nuova Z in formato DX di fascia superiore alle tre sorelle-gemelle. Con i firmware ci piace giocare anche con i miagolii dei gatti ma principalmente andiamo a tarare l'interfaccia utente sulle richieste del cliente fino al punto in cui è necessario aggiornare anche l'hardware. Le cose vanno bene e siamo qui per farle andare ancora meglio (ovverosia = 2024 e 2025 saranno anni frizzanti grazie alla forte concorrenza di mercato)
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  12. Come si mettono insieme reportage ed Afghanistan, il connubio più soft che viene alla mente riguarda di certo Steve Mc Curry e Sharbat Gula: la ragazza afghana fotografata nel 1984 ed apparsa l'anno seguente sul National Geographic in copertina, per poi diventare "the Icon" delle guerre in tutto il versante mediorientale ed in generale, icona della resistenza della popolazione alle invasioni territoriali. Da questa copertina in poi, il suo autore ha goduto, gode e godrà di meritata fama per la sua produzione fotografica del secolo scorso, perchè di quella del secolo corrente....non abbiamo avuto traccia, se ve ne sia, salvo il malaugurato viaggio del 2002, 17 anni dopo la foto, finanziato dalla rivista per organizzare il nuovo incontro, con la drastica presa di coscienza della legge del Tempo che non risparmia nessuno, nemmeno le Icone. Di tutto il resto accaduto dopo e dell'arrivo di Sharbat Gula in Italia di qualche anno fa mi interessa poco: ho preso a prestito la sua storia da trama di film come " perfetti sconosciuti " perchè è ben nota e talmente impressa nell'immaginario collettivo che pochi di voi si saranno chiesti con che attrezzatura Steve Mc Curry viaggiasse in quegli anni in quei paesi, nei quali ha realizzato miriadi di reportage, oggetto di molte pubblicazioni e di un'infinità di mostre itineranti, una delle quali appunto intitolata ICON ... Fotocamera ed obiettivo erano questa generazione di attrezzatura Nikon (la sua era una FM-2) e pellicole Kodachrome 64 e 200. Insieme al 105/2,5 un paio di altri fissi e solo molti, ma molti anni dopo, il passaggio a comodità come autofocus e zoom. Il risultato si valutava molto dopo aver scattato: la previsualizzazione e la conoscenza dell'esposizione valevano il 50% del risultato, la creatività il 30%...il restante 20% era suddiviso tra riuscita dello sviluppo del rullino e valenza del materiale, nel caso di quei films, effettivamente sopra il resto delle altre opportunità sul mercato: a patto che il trattamento fosse effettuato da tecnici alla stessa altezza... ed il Kodachrome andava spedito (se non eri un fotografo del National) restando a tenere le dita incrociate fino al suo ritorno... Bene...e se mi prudessero le mani e volendo emulare Steve McCurry, organizzando un viaggio in Afghanistan (cosa tristemente impossibile ancora oggi a distanza di 40 anni) mi indebitassi per comprare quello che è stato progettato per essere il miglior obiettivo standard-about del mondo, ossia il Nikkor Z 58mm f/0,95 S Noct ??? due chili di obiettivo con 17 lenti, attacco per treppiede e però a fuoco manuale, come il 105/2,5 di McCurry...? Posto che riuscissi a procurarmelo ed a spacciarmi per un inviato, riuscendo ad entrare in quella disgraziata parte del mondo, cosa ne direste .....? Sarei facilitato rispetto alle difficoltà fotografiche di Steve, pur utilizzando dietro questo monumento dell'ottica moderna, un corpo macchina digitale, forte di mirino elettronico e monitor di visione, esposimetro a scelta tra modi differenti , schede di memoria per immagazzinare 36 scatti...al secondo (e non a singola pellicola come nel 1984), sfruttando le enormi latitudini di posa di sensori che operano con rumore bassissimo anche oltre i 10mila ISO, ma che riescono a scendere, guarda caso, ai 64 iso della Kodak di Steve? Cosa porterebbe Steve McCurry con sè, se avesse ancora quei suoi 35 anni e avesse deciso come me oggi, di avventurarsi tra AK47 e mine europee sparse dappertutto, come il pecorino romano su di un piatto di gricia, oltre al rischio che qualche bombardiere USA decida di sganciare ancora confetti non certo da matrimonio? Beh, ve li elenco io, anche in sua assenza su Nikonland, i motivi per i quali oggi Steve non si porterebbe il Nikkor 58/0,95 Noct appresso: perchè la strutturazione progettuale di questo obiettivo è quella di un utilizzo sul campo previsualizzato e preprogettato come uno scatto a 64ISO in available light da t/15 a tutta apertura: ogni scatto col Noct deve essere frutto di una completa sinergia tra distanza del soggetto dal fotografo e dello sfondo dal soggetto stesso: non basta tenerlo a tutta apertura per ottenere il risultato sperato e comunque non si può pensare di impiegarlo in un modo standard, da ripetere volta per volta, come se si scattassero delle fototessera. Luce, colore (oppure contrasti di illuminazione nel BN), qualità e direzione dell'illuminazione sul soggetto ed attorno ad esso, sono elementi necessari per fare scaturire la Magia che può promanare da uno scatto con questo obiettivo. Ma la composizione dell'inquadratura è un elemento altrettanto fondamentale, scattando a diaframmi così aperti, per evitare di rovinare nel complesso uno scatto nel quale di un soggetto si abbiano nitidi solo gli occhi e il resto delle parti del suo corpo brutalmente indistinte perchè in un ambito operativo così speciale, bisogna essere lesti a scattare. E l'Afghanistan ci serve solo come parallelo con il beneamato Steve: ma le cose non cambiano in un viaggio fotografico come potrebbe essere in un qualunque paese che non appartenga alla nostra cultura occidentale, nel quale bisognerebbe prima di tutto correttamente ambientarsi per poter instaurare quell'empatia necessaria affinchè uno scatto non sia al tempo stesso uno scippo, cosa non certo ben vista in molti paesi arabi, ma neppure in altri oggi in voga del sud est asiatico, come Thailandia, Laos, Malesia, Vietnam per non parlare di Cina e dello stesso Giappone: la cura ed il rispetto verso il prossimo sono aspetti non sempre abbastanza tenuti in considerazione, spesso a causa del poco tempo a disposizione del turista. Un viaggiatore è chi invece può soffermarsi, conoscere e decidere se scattare una foto sia opportuno oppure no perchè a disposizione per un viaggio in paesi lontani oggi, nel 2024, abbiamo a disposizione strumenti di classe intermedia, performanti molto di più di quelli di allora, in una scala pressocchè continua che dal Noct arriva allo zoomino entry level, a patto di compromessi crescenti che possono tranquillamente essere gestiti dapprima on camera e successivamente in post produzione, con opportunità del tutto inaccessibili anche ai migliori tecnici dell'epoca di Steve: ogni tassello può essere utilizzato per destinare la propria creatività al risultato finale. Oggi Steve viaggerebbe probabilmente con un 24-120/4 sulla sua Nikon Z e tra queste sceglierebbe il corpo macchina più indicato all'esigenza da affrontare, senza preclusioni. D'altro canto la digitalizzazione dei suoi scatti su diapositive o negativi, per ottenere le gigantografie che oggi campeggiano nelle mostre fotografiche che lo ricordano, come pensiamo che siano state rese possibili se non da successive interpolazioni digitali delle scansioni dei suoi vecchi originali? perchè un Nikkor 58/0,95 S Noct è un monumento alla fotografia ragionata e non va svilito da un utilizzo che ne tarperebbe le enormi potenzialità se utilizzato in maniera casuale, randagia, esibizionista...si... E' proprio questo il senso di chi dovesse compiere qualcosa di simile... NdA: chiedo scusa a Steve McCurry per averlo indebitamente citato, ma ormai è diventato un' icona al pari delle sue immagini... Max Aquila per Nikonland 2024
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  13. Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato la traduzione dell'intervista rilasciata al proprietario di Sigma, interessante anche per noi nikonisti ma mai quanto quella direttamente a Nikon, al capo della pianificazione di prodotti come i corpi macchina ed accessori ed ex responsabile dei firmware di fotocamere ed obiettivi, Mitsuteru Hino. L'intervista è stata rilasciata a Phototrend, rivista online francese. La traduzione è automatica (facilmente con passaggi di 3 o 4 lingue, quindi da prendere con liberalità nei vocaboli e nelle costruzioni grammaticali, leggendo tra le righe ciò che non si potrebbe dire). Qual è l'attuale posizione di Nikon nel mercato full-frame? Sembra che le vendite dei corpi Z 8 e Z 9 abbiano consentito a Nikon di migliorare la salute finanziaria della divisione Imaging. Cos'è veramente  ? L’anno 2023 è stato caratterizzato dalla ripresa delle attività un anno dopo la stabilizzazione della pandemia di COVID-19. Si sono svolti molti eventi e la gente ha iniziato a uscire di più, il che ha creato più opportunità per la fotografia. Durante la pandemia, i giovani – gli studenti, la Generazione Z – sono stati costretti a restare a casa. Tuttavia, con l'eliminazione di queste restrizioni, il desiderio di partecipare e catturare questi eventi ha stimolato l'interesse nell'acquisizione di nuove fotocamere, non solo di Nikon, ma anche di altri marchi. Nel complesso, il settore è tornato al livello pre-pandemia. Durante questo periodo, abbiamo lanciato molti nuovi prodotti, come le fotocamere Z 8 e Z f , i teleobiettivi lunghi, nonché il Nikkor Z 135mm f/1.8 S Plena , attirando l'attenzione sui prodotti di fascia alta della gamma. Si è diffusa online la voce secondo cui Nikon avrebbe interrotto la produzione di corpi e obiettivi con attacco F. Puoi dirci di più? Poiché queste informazioni non sono state divulgate da Nikon, preferiamo non commentarle. Tuttavia, c'è una cosa che vorrei farti sapere: continuiamo a fornire pieno supporto per i nostri prodotti con attacco F, sia in termini di produzione, vendita o supporto, come al solito. Non c'è stato alcun cambiamento in questo senso. Quindi, puoi stare tranquillo sull'utilizzo di obiettivi e fotocamere con attacco F in futuro. Nikon ha anche creato un logo per il 90° anniversario del marchio Nikkor. Quali sono le sfide future per Nikkor in termini di sviluppo per creare lenti atipiche? Innanzitutto Nikon produce il vetro per i suoi obiettivi, il che rappresenta un enorme vantaggio. Fin dalla nostra creazione, abbiamo sempre progettato le nostre lenti basandoci sull'arte del vetro, una tradizione storica. Queste lenti sono prodotte in una regione settentrionale del Giappone. Siamo sempre stati pionieri nello sviluppo e nella produzione di lenti in vetro e ci impegniamo anche a integrare tecnologie all'avanguardia nella produzione di queste ottiche. Vogliamo continuare su questa strada. Nikon è quindi l'unico produttore a produrre i suoi obiettivi dal tavolino in vetro. L'azienda di vetro [Hikari Glass, ndr] fa parte del gruppo Nikon, il che ci permette di avere uno scambio costante e di specificare le nostre esigenze in termini di obiettivi. Questo rappresenta un vantaggio significativo per Nikon, è una capacità che altri produttori non hanno. E soprattutto quando si tratta di fotocamere mirrorless, ci concentriamo sull'ascolto del feedback dei nostri clienti in modo da poter incorporare le loro esigenze e aspettative nella pianificazione e nello sviluppo di nuovi obiettivi. La Nikon Z 8 è senza dubbio uno dei migliori corpi full frame. Tuttavia, non temete che ciò possa cannibalizzare le vendite della Z 9? Innanzitutto, la base clienti per Z 9 e Z 8 è leggermente diversa. E le esigenze poi differiscono anche tra gli utenti Z 9 e Z 8. Per gli utenti di Z 9 le principali aspettative riguardano la robustezza e la durata del dispositivo, le prestazioni in ambito fotografico e la capacità di registrare video ininterrottamente per ore. Queste caratteristiche sono particolarmente apprezzate dai professionisti. Il nostro obiettivo è offrire questo prodotto per garantire che non si verifichino problemi durante le riprese. Pertanto, questo modello è destinato a diventare il dispositivo di prima scelta per questi utenti. La Z 8 offre anche ottime prestazioni, ma soprattutto si distingue per la sua praticità per un'ampia fascia di clientela. Grazie alla sua maggiore compattezza potrai portarlo ovunque con te e scattare le foto che desideri. Questa versatilità lo rende accessibile a un’ampia varietà di utenti. Le sue dimensioni permettono inoltre di trasportare più obiettivi a scelta, offrendo così la possibilità di scattare varie tipologie di foto. La Nikon Z fc poi la Z f sembrano aver riscosso un grande successo. Come si confronta questa gamma di fotocamere dall'aspetto vintage con le fotocamere dall'aspetto più moderno? La Z f è dotata della terza generazione del processore EXPEED 7. È nuovo, ma questa fotocamera si ispira anche all'era della fotografia su pellicola. Abbiamo racchiuso questa tecnologia moderna in un corpo che, per dimensioni e design, ricorda le fotocamere del passato. Abbiamo combinato tradizione e nuove specifiche per sorprendere nuovi clienti. I nostri clienti esistenti potrebbero dire: “Wow, Nikon ha fatto questo”. Aiuta anche a generare più entusiasmo tra i nostri clienti per i futuri prodotti che intendiamo lanciare sul mercato. Svilupperai anche altri obiettivi Special Edition come Z 28mm f/2.8 SE e Z 40mm f/2 SE, o anche obiettivi con ghiera dei diaframmi, o ti affiderai a produttori di terze parti, come Sigma, per offrire questo tipo di lente? Dal lancio della Z f lo scorso anno, abbiamo ricevuto molti feedback dai nostri clienti riguardo agli obiettivi FX. Desideriamo esaminare e analizzare attentamente questo feedback in modo da poterlo incorporare nello sviluppo degli obiettivi in Nikon. Temete la crescente concorrenza dei produttori ottici cinesi come Viltrox , Sirui o 7Artisans , che ora offrono obiettivi con messa a fuoco automatica? Poiché la nostra base di utenti si è ampliata, ognuno ha le proprie preferenze e gusti. Quindi ha davvero senso espandere la gamma di obiettivi disponibili. Vogliamo davvero che i nostri clienti si divertano a provare diversi obiettivi compatibili con attacco Z e si divertano a fotografare. Come accennato in precedenza, abbiamo anche una storia di 90 anni nella produzione di lenti. Inoltre, gli obiettivi Nikkor Z rimangono la prima scelta, poiché si adattano perfettamente al nostro corpo. Questi obiettivi sono compatti e scattano foto eccellenti, quindi vorrei che sfruttassi questa combinazione. Con la Z f, Nikon ha svelato un corpo retrò molto attraente che è in vantaggio rispetto agli altri corpi. Quest'ultimo presenta in particolare la nuova tecnologia Focus Point VR. Potete spiegarci in quali casi questa tecnologia migliora le performance di stabilizzazione? In passato, con la modalità VR (Riduzione Vibrazioni), si cercava di migliorare la stabilizzazione quando il soggetto era al centro dell'immagine. Utilizzando la tecnologia Focus Point VR, anche se il soggetto o l'oggetto è molto vicino al bordo dell'inquadratura, il sistema può metterlo a fuoco e migliorare la stabilizzazione. In termini di sviluppo, si tratta di una nuova unità di stabilizzazione? Come avete ottenuto tale tecnologia? No, abbiamo migliorato l'algoritmo. In precedenza, la stabilizzazione era sempre centrata, ma ora, indipendentemente dalla posizione del soggetto, possiamo stabilizzarla. Quindi questo è un cambiamento nel nostro algoritmo. Ciò significa che in futuro altre fotocamere Nikon potrebbero includere Focus Point VR sul punto AF? Siamo spiacenti, non possiamo discutere i dettagli al momento, forse in futuro. Tutti si aspettavano l'annuncio di una nuova fotocamera full-frame Nikon al CP+. Pensi che dovranno aspettare ancora un po' per questo? Comprendiamo che ci sono molte aspettative da parte dei nostri potenziali clienti riguardo a un nuovo prodotto. Ne siamo consapevoli. Ma questo è tutto quello che posso dire per ora. La tabella di marcia ottica di Nikon indica che è rimasto solo un obiettivo da annunciare, un S-Line da 35 mm. Dopodiché, pensi che la gamma di obiettivi sia completa? Secondo la nostra tabella di marcia, questa è la fine dell’attuale linea di prodotti. Ma anche dopo, vogliamo continuare a suscitare molto entusiasmo tra i nostri clienti per i nostri prodotti futuri. Vorremmo sorprenderti, quindi per favore sii paziente. Quindi, pubblicherete una nuova tabella di marcia o solo nuovi obiettivi senza una tabella di marcia? Per noi è un punto d'onore sorprendervi in futuro. Questo è tutto quello che posso dirti per ora. Si parla molto di intelligenza artificiale. In che modo Nikon adotta generalmente l'intelligenza artificiale nella divisione Imaging? Il nostro primo utilizzo dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico è applicato alla messa a fuoco automatica. Lo usiamo da molto tempo anche per l'esposizione automatica (AE) delle foto. Abbiamo iniziato a lavorare sullo sviluppo utilizzando l'intelligenza artificiale e l'apprendimento automatico per creare l'immagine desiderata dai clienti. Con l'uso dell'intelligenza artificiale e dell'apprendimento automatico, possiamo migliorare ulteriormente la capacità o le prestazioni di elaborazione delle immagini, messa a fuoco automatica, esposizione automatica e bilanciamento del bianco automatico. E vogliamo aumentare la precisione del rilevamento del soggetto e anche le prestazioni del riconoscimento degli oggetti. Ad esempio, la funzione Auto Capture è stata introdotta nella Nikon Z 9 nella versione 4.00. Questa funzione combina il rilevamento o il riconoscimento del soggetto e la cattura automatica. Supponiamo di posizionare la fotocamera vicino all'ingresso di questa sala conferenze. E quando qualcuno entra, l'attenzione si sposta automaticamente su quella persona e viene scattata automaticamente una foto. In realtà abbiamo iniziato a utilizzare questa funzionalità in questo ambiente. Combinando il rilevamento del soggetto con la cattura automatica, puoi scattare foto di cani, gatti, uccelli, automobili e altri oggetti in movimento. Nikon è l'unica azienda ad offrire questo tipo di funzionalità. In passato, per raggiungere questo obiettivo era necessario cambiare obiettivi. Ora le foto possono essere scattate automaticamente. Per lo zoom o i primi piani, puoi utilizzare una seconda fotocamera e scattarli tu stesso. Questo può attrarre molti tipi diversi di utenti. È intelligente, ora puoi vendere più facilmente due fotocamere e obiettivi invece di uno solo. Sì, ma in passato i clienti a volte perdevano l'opportunità di realizzare lo scatto migliore. Ora, con queste combinazioni, non perdono mai l'occasione di scattare le foto che desiderano. L'acquisizione automatica e il rilevamento del soggetto sono progettati per assicurarti di non perdere quei momenti unici. Ciò è vantaggioso non solo per i fotografi sportivi, ma anche per chi fotografa, ad esempio, gli uccelli selvatici. Possiamo aspettarci presto un corpo ibrido APS-C di fascia alta? Condurremo studi basati sul feedback dei clienti. Riteniamo che Nikon abbia stabilito una forte presenza con la D7500 e la D500 nello spazio delle fotocamere DX/APS-C. Quindi continuiamo ad ascoltare le opinioni dei clienti per il futuro. A causa della democratizzazione dei social network come YouTube, TikTok o Instagram, i clienti sono interessati non solo alla fotografia, ma anche ai video. Le generazioni più giovani richiedono immagini di alta qualità perché vogliono esprimere i propri pensieri ed emozioni. Questo è il motivo per cui richiedono fotocamere con obiettivi intercambiabili. Potrebbero quindi utilizzare fotocamere APS-C, che sono più compatte rispetto alle fotocamere full-frame. Dobbiamo continuare a lavorare su questo tema per riuscire a soddisfare le richieste di questa generazione. Parliamo degli aggiornamenti firmware. Negli ultimi anni abbiamo visto molti più aggiornamenti firmware da parte di Nikon. È più semplice aggiornare le fotocamere mirrorless rispetto alle DSLR? Stanno accadendo molte innovazioni, soprattutto quando si tratta di processori e sensori per fotocamere mirrorless. Con queste informazioni e conoscenze accumulate, possiamo estendere ulteriormente queste funzionalità. Anche dopo che i nostri utenti avranno acquistato un prodotto, con questi aggiornamenti firmware potranno continuare a divertirsi e a utilizzare la propria fotocamera Nikon Z. Vogliamo superare le aspettative dei nostri clienti. Ai tempi delle DSLR, facevamo molto affidamento sullo specchio e sugli elementi meccanici all'interno della fotocamera. È vero che per le ibride diamo maggiore enfasi agli aggiornamenti del firmware. Ad esempio, abbiamo ricevuto molti feedback dai nostri utenti quando abbiamo introdotto per la prima volta la funzione di rilevamento del soggetto sullo Z7. Nikon ha anche cambiato organizzazione: gli sviluppatori di firmware sono ora più esposti rispetto a prima al feedback dei clienti, quindi possiamo riflettere rapidamente le richieste dei clienti in questi aggiornamenti. Ai tempi della pellicola e poi delle reflex digitali, stavamo già accumulando recensioni dei clienti. Ma tutto ciò che potevamo dire loro a quel punto era che avremmo incorporato questi cambiamenti nel modello successivo. Al giorno d'oggi, poiché gli sviluppatori di firmware possono identificare le cose che possono essere fatte, non dobbiamo aspettare il modello successivo per apportare miglioramenti. Alla fine del 2021, abbiamo lanciato la Nikon Z 9. Dal lancio, abbiamo ricevuto tre importanti aggiornamenti del firmware, v2.00, v3.00 e v4.00. L'aggiornamento firmware v2.00 era già pianificato. Ma per le versioni v3.00 e v4.00, la maggior parte degli articoli rifletteva le richieste o le recensioni dei clienti. Naturalmente dobbiamo considerare anche la capacità del sensore e la velocità del processore. Quindi non tutte le richieste possono essere soddisfatte, ma facciamo del nostro meglio per soddisfare il più possibile le richieste dei clienti. Prima della mia posizione attuale, ero responsabile dello sviluppo degli aggiornamenti del firmware, quindi sono molto appassionato di questo argomento. Riteniamo infatti che le attuali fotocamere mirrorless possano avere una durata di vita più lunga, soprattutto finché rimangono attuali. Come si sceglie quali funzionalità aggiungere tramite firmware e quali integrare in un nuovo modello? Innanzitutto, in termini di risorse, lo sviluppo del firmware è piuttosto limitato. Naturalmente un aggiornamento del firmware non può superare le capacità definite dall'hardware. Non possiamo aumentare la definizione di un sensore o la sua gamma dinamica, capisci (ride). Per queste richieste dobbiamo attendere il prossimo modello. Se si tratta di una richiesta relativa all'interfaccia utente, ad esempio, possiamo implementarla rapidamente e quindi incorporare tali modifiche nel case tramite un aggiornamento del firmware. Questo è il modo in cui giudichiamo se dovremmo aspettare il modello successivo o se possiamo incorporare la modifica in un aggiornamento del firmware. Inoltre, ascoltando attentamente i clienti, spesso scopriamo cose nuove che non avevamo mai notato. Impariamo molto da queste scoperte e iniziamo a lavorare su aree a cui prima non prestavamo attenzione. Hai un esempio? Sì, il suono dell'otturatore della Z 9 e della Z 8. Dato che la Z9 non ha un otturatore meccanico, abbiamo pensato che non dovesse emettere alcun suono dell'otturatore. Per questo motivo abbiamo optato per un unico suono che possa essere emesso dall'altoparlante del dispositivo. Sulla Z9 abbiamo anche posizionato l'altoparlante abbastanza vicino al mirino elettronico in modo che il fotografo potesse sentire il suono. uttavia, ci siamo resi conto che il suono dell'otturatore viene utilizzato, ad esempio, anche per comunicare con la modella. Abbiamo quindi dovuto cambiare la posizione dello speaker, ma questo riguarda la parte hardware. Poi abbiamo capito che se disponi di più opzioni per il suono dell'otturatore, puoi usarle per la comunicazione. Ci siamo anche resi conto che dovevamo regolare il livello del suono, non solo per il fotografo, ma anche in modo che la modella potesse sentirlo. Quindi, oltre all'idea del miagolio del gatto, abbiamo aggiunto la possibilità di modificare il livello del suono dell'otturatore, nonché diversi tipi di suono dell'otturatore dopo il lancio della Z 9. Puoi spiegarci in cosa consiste la mission della 1° sezione UX Planning? Come responsabile della pianificazione UX, mi occupo di progettare tutto ciò che riguarda i corpi macchina, oltre agli accessori come telecomandi e flash. Supporto anche la pianificazione degli aggiornamenti firmware per le fotocamere. Allora forse puoi dirci perché alcune fotocamere recenti come la Z 8 o la Z f non accettano più batterie di produttori terzi? Il motivo per cui alcune delle nostre fotocamere non accettano batterie di terze parti è la sicurezza. Ecco perché preferiamo utilizzare batterie Nikon ufficiali.
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  14. Ne ha già parlato ampiamente Max nei suoi articoli (per esempio qui). Per questo non mi dilungo troppo sulle presentazioni. Questo è il suo, in prestito per poterne parlare ancora. Perché su Nikonland ci piace offrire punti di vista anche differenti. Pensiamo non sia una perdita di tempo ritornare su un apparecchio già presentato. Anzi, crediamo sia sempre bene farlo quando questo non è più una novità ma ci sembra che sia interessante sul piano pratico, anche per ricordare opportunità differenti a fotografi che intanto magari hanno perso di vista quell'oggetto. E quindi eccolo qui, sposato da quando è arrivato a casa, con la mia terza Zfc, quella interista che già si prepara a festeggiare il 72° scudetto. così di tre-quarti non si riconosce perché il furbissimo paraluce nasconde le iscrizioni. che però restano abbastanza poco visibili. Insomma, non è un oggetto da esibire. Non ha filetti rossi, non ha un nome che finisce con CRON nè con LUX o RON. 24mm f/1.7, che io ricordi non è una luminosità massima consueta per Nikon. Ma forse mi confondo, solo che così mi ricorda più Pentax. Dicevo del paraluce, è conico, a vite, in plastica, leggerissimo, non aggiunge nulla al peso dell'obiettivo e ne fa da complemento elegante. l'obiettivo di se è in plastica, baionetta inclusa io non grido allo scandalo, ci sta su queste latitudini di prezzo e su queste fotocamere. Non sarà mai montato nemmeno per sbaglio su una Z9 e su una Zfc d'uso gentile non si noterà la baionetta di plastica. Che comunque all'occorrenza si cambia esattamente come una in ottone o in lega leggera. ma credo che solo così si possano avere da Nikon obiettivo compatti, leggeri e dal prezzo contenuto. Chi mai vorrebbe un equivalente DX di un 35mm f/1.8 a più di 300 euro ? Io non lo comprerei mai. Piuttosto (come ho fatto) andrei a cercarmi in outlet, un 35/1.8 S. Uffa, avevo detto che non mi sarei dilungato e invece ... Andiamo alle foto. L'ho usato con il brutto e il cattivo tempo, sempre su questa Zfc. Ne ho ricavato belle foto, fatte in scioltezza. E' un obiettivo facile da capire e da sfruttare. Come si conviene - credo - a questo progetto. permette in due passi di cercare punti di inquadratura diversi. Pur essendo comunque un 24mm (con la sua curvatura di campo e la sua distorsione prospettica) offre un angolo di campo su Zfc pari a quello di una visuale umana appena allargata. che sia campo aperto, oppure scorci viste particolari spazi larghi o stretti visuali o entrare nella scena in modo abbastanza discreto senza forzare troppo il soggetto Consente anche di vedere le cose in modo più artistico, come quella mattina che mi ispirava la nebbia. e poi è uscito improvvisamente il sole ma io avevo caricato con la pellicola in bianco e nero ... Insomma, fotografia. Che avevate capito ? E' un obiettivo da uso, non di quelli da sfoggiare. Con cui, con poca spesa, si ottiene molto. Che altro aggiungere ? PRO E' luminoso ma non impegna, né in pesi/ingombro, né nel costo la luminosità è sufficiente per fare foto in luce disponibile il complesso delle prestazioni è secondo le caratteristiche del progetto (distorsione/nitidezza/resistenza in controluce) il paraluce è strano ma geniale nelle sue prerogative è l'unico Nikkor Z DX fisso e luminoso, altrimenti si deve prendere un Nikkor S o un Viltrox CONTRO il paraluce per me è piccolo. L'invito conico mi porta a mettere le dita davanti alle lenti e me ne accorgo solo dopo che ho scattato presenza di aberrazione cromatica assiale evidente il diaframma è il suo punto debole. Non chiude a più di f/11 (ma dai, nel 2024 ?) e la sua forma è stramba. anche per questo, lo sfuocato non è il suo forte evidente l'aberrazione cromatica magenta e verde sulle linee dei cavi sfuocato decente ma non indimenticabile. Punti luce influenzati dallo strano diaframma che non offre una forma regolare e la butta in "cipolla" : dettaglio di una rappresentazione (doppia) della forma del diaframma su un particolare in primo piano Per il resto, si ha ciò per cui si è pagato. Ma siamo dentro ai parametri dell'oggetto, secondo me. Sayonara.
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  16. ... non ha guardato, non ha intenzione di guardare, non guarderà : il Festivàl !
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  17. Le immagini che illustrano questo articolo sono state tutte generate da me tramite Intelligenza Artificiale (Bing Image Creator e Adobe Firefly). Ma io avevo in mente che immagine volevo, ho solo dovuto spiegarlo al generatore di immagini ed avere la pazienza che ci capissimo. Insomma, anche l'Intelligenza Artificiale è uno strumento. Come tutti gli altri. Per creare una fotografia di "una donna bianca con gli occhi verdi il cui volto nasce dal marmo" avrei impiegato giorni, usando modelle, fondali, make up artist, ore di Photoshop. E probabilmente non avrei ottenuto lo stesso risultato. Ma il fotografo sono comunque io, quale che sia lo strumento usato. Sono io che ho avuto l'ispirazione per scrivere e illustrare questo articolo. L'ho fatto ... per passione.
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  18. 9 Ranerrima... 6/2/24 gebbia del Cassaro, Z9 e Z 840/5,6 @ t/2000 f/8 iso900
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  19. Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera Qualche anno fa biasimavo con vigore l'abitudine ormai consolidata di utilizzare qualsiasi mezzo per scattare immagini ai selvatici; complice un'occasione di gruppo, con gli amici Massimo, Marco e Andrea mi sono ritrovato proprio nel luogo che 5 anni fa mi produsse brutti pensieri ed amare constatazioni (per i chi vuole approfondire, QUI i miei ragionamenti di allora). Questa volta ho bellamente ceduto alla lusinga fotografica, lasciandomi andare ad gioco che, in tutta onestà, è piuttosto divertente, ma che rimane un gioco (appunto). La questione si è articolata così: un'uscita fotografica flash in quel di Pont in Valsavarenche con l'intenzione di inquadrare il gipeto che qui è segnalato ed avvistato con una certa regolarità. Massimo, abituè della zona, mi ha convinto con poco sforzo, così ho infilato nello zaino il mio nuovissimo Nikon Z 400/2.8 S TC per la sua prima uscita montanara. Eccoci quindi di buon mattino al parcheggio di Pont pronti alla salita verso una fantomatica "paretina" un muro di granito su cui scivolano le correnti ascensionali. I veleggiatori come il gipeto sfruttano combinazioni di questo genere per attraversare le valli, battendo con poco sforzo centinaia di chilometri al giorno alla ricerca di qualche carcassa da "disossare". I miei soci sono preparatissimi, conosco Massimo da un diversi anni e so che non lascia nulla al caso. E' attentissimo ad ogni minimo particolare, dalla calza ai piedi al cappello in testa passando per tutto ciò che è utile per ottimizzare una ripresa fotografica. Io, con il mio corredo Decathlon in offerta fine serie, a paragone sono decisamente un "cazzone". In comune abbiamo le scarpe, su quelle non ho mai lesinato. La salita è abbastanza breve da non stancare troppo, ma lunga a sufficienza per sudare un po', anche perché, appena usciti dall'ombra delle montagne, il sole è bello caldo. E' tutto un togli e metti di strati di vestiti, salvo i ramponi che terrò ai piedi fino al ritorno a Pont; sono utili mi danno grip e sicurezza, ho fatto bene a comperarli la sera prima, alla Decathlon ovviamente. A mezza mattina raggiungiamo il punto di osservazione dove troviamo altri fotografi in attesa, Uno di questi si chiama Andrè ed è amico di Marco, l'appuntamento era programmato. Restiamo sulla balconata ad aspettare per diverse ore, sotto di noi la valle con la pista di fondo che pian piano si popola. Del gipeto avremo solo una breve apparizione, lontanissimo più in basso; ci sorprende invece un'aquila in volo radente di cui salvo qualche scatto solo dopo aver ripreso il controllo dell'autofocus della Nikon Z9. Gli stambecchi sono lontani, le montagne sono bellissime ed i camosci ci vengono a vedere. Le ore volano ed è già tempo di rientrare. Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera Il massiccio dell'Herbetet. Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera Cima della Tresenda. Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera Versanti del col del Nivolet. Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera Nikon Z9 in DX ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera Ridiscesi al parcheggio, mentre carichiamo gli zaini in auto, percepiamo del trambusto intorno al rifugio di Pont. I miei compagni sanno di che si tratta, io intuisco che, come 5 anni fa, un visitatore sta attirando l'attenzione dei fotografi: la volpe di Pont è scesa al ristorante. E così è infatti, dietro al locale tra i bidoni della spazzatura, un discreto gruppo di fotografi sta puntando i tele verso uno splendido piccolo cane rosso. Con la scusa di aver con me il nuovo Nikon 400/2.8 Z, CEDO ALLA DEBOLEZZA, mi unisco alla banda e mi concedo al gioco. Effettivamente è fantastico disporre di un selvatico così docile all'obiettivo, ma non nascondo nulla delle modalità di ripresa che sono descritte nelle immagini finali. Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera Va bene, è stato divertente, ma c'è di più, ed il di più, come al solito, lo fanno gli incontri e le persone. Così è avvenuto che ho conosciuto Andrè, amico di Marco.; sapevo di questi due giovani fotografi valdostani, di una loro pubblicazione, ma non avevo messo in cantiere l'ipotesi di tornare a casa con un libro nuovo, ed invece... Nuovi Equilibri, storia di incontri con il Lupo Un libro deve raccontare una storia, se questa è avvincente e sorprendente allora resterà a lungo nella memoria diventando cultura propria dell'individuo. Se il libro è fotografico allora quella storia si leggerà velocemente, ma poi si espanderà "nell'immaginario" del lettore che tornerà più e più volte a cercare quelle fotografie. Il "Nuovi Equilibri" di André Roveyaz e Francesco Guffanti è un volume che aprirò molto spesso, le immagini che i due fotografi hanno raccolto sono spettacolari, il lupo è ripreso nell'ambiente montano, in ogni stagione e con ogni meteo, così come gli altri piccoli e grandi animali che popolano le nostra Alpi a cui Andrè e Francesco hanno dedicato doverosa attenzione. Nella scelta degli scatti di questa raccolta si percepisce un forte il desiderio di mostrare il lupo in connessione con la montagna su cui è tornato ad abitare. E questa montagna è il massiccio del Bianco e le valli della profonda Val D'Aosta in cui mezza Italia si inerpica solo per raggiungere le piste da sci. Al chiaro di luna, nel bagliore giallo delle luci degli abitati zeppi di turisti, il lupo porta Equilibri che, più che "Nuovi", sono "Ristabiliti". Le immagini testimoniano incontri vis a vis tra fotografo e lupo, segno concreto di una popolazione in crescita ed in salute, stabilmente arroccata sulle Alpi italiane, ma anche di una relazione con l'uomo priva di conflitto. I lupi ci osservano invisibili ed incontrarne uno è un evento molto speciale: Francesco ed Andrè questo privilegio lo hanno vissuto molte volte, li invidio apertamente. Il volume "Nuovi Equilibri" non è in vendita in nessuna libreria, l'editore non lo può distribuire quindi il lavoro di diffusione e smercio è a carico dei due fotografi Andrè e Francesco. In una società iperconnessa e ipertecnologica per distribuire un libro siamo regrediti al tempo dei pizzicagnoli di quartiere. Ottimo. Ciò detto, da fotografo A fotografi, ve lo consiglio, perchè è un lavoro ben fatto da cui possono scaturire grandi ispirazioni e soprattutto dona la vertigine di un'avventura del fuori porta come mai se ne potevano vivere (nemmeno ai tempi del Pilone centrale di Walter Bonatti). Per qualsiasi informazione di dettaglio non esitate a contattarmi via MP, vi metterò in contatto diretto con i due fotografi (Nikonisti pure loro) Attendo vostre
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  20. Ogni anno, per la giornata di Sant'Antonio il 16-17-18 gennaio o per quella di San Sebastiano il 20 gennaio si svolgono delle feste, in varie località, con l'accensione di grandi falò, che spesso coincidono con l'apertura del Carnevale. Avevo sempre desiderato vederne una ma per un motivo o per l'altro non lo avevo mai fatto...quest'anno, complice il fatto che si svolgesse di sabato, siamo stati a Sadali il 20 gennaio, col camper, in maniera da poter poi rimanere a dormire lì. Le temperature previste erano alquanto rigide, perlomeno per quelle alle quali siamo abituati noi sardi, durante la festa eravamo di poco sopra lo zero ma il fuoco scaldava tantissimo; durante la notte la temperatura è scesa sottozero ma eravamo ben attrezzati... Sadali è un paesino di neppure mille abitanti ma ha un centro storico molto grazioso, ricco di fontane e c'è persino una cascata all'interno del paese, la cascata di San Valentino Oltre ai falo' ci sono durante la festa delle maschere, una qui raffigurata, "S'Urtzu e Su Pimpirimponi" : Dal pomeriggio, iniziano i preparativi: Viene preparata una grande pira nella piazzetta tra la chiesa e il Municipio, con grande abbondanza di legna... L'area camper al tramonto Dopo il tramonto la piazzetta inizia ad animarsi Sara' stata la Z8 appesa al collo o la mia capacità nel propormi...sono riuscito a entrare nel Municipio e affacciarmi da una finestra al primo piano, per fotografare l'accensione del falo' principale: all'inizio tanto fumo.... poi la fiamma ha divampato sempre meglio e con essa le scintille, che grazie ai tempi di posa impostati, tra 1/15 e 1/4 di secondo a mano libera, hanno permesso di ottenere degli effetti gradevoli Fortunatamente non è successo nulla, visto il rischio con la folla praticamente attaccata al fuoco, a parte qualche giacca bucata... Sceso dalla postazione privilegiata, ho fatto altri scatti dal basso: poi sono arrivate le maschere E' stata una cosa bella, mi è piaciuta molto...fotograficamente, ho apprezzato moltissimo il 20mm f1,8S, con cui ho fatto le foto dei falò, e anche il 24-70 f4S con cui ho fatto le foto di pomeriggio con la luce. Forse avrei dovuto portarmi un flash da usare, regolato in modo da non modificare l'atmosfera, per qualche primo piano alle maschere. La Z8 si conferma eccellente, anche per quanto riguarda la resa agli Iso elevati. Forse mi sono dilungato un pò, spero di non avervi annoiato.
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  21. 10 points
  22. Sion,ridente cittadina del cantone Valois in Svizzera,è stat a lungo nel circuito degli airshow e un weekend da quelle parti non deludeva mai,sia per il meteo,sia per la varietà di velivoli che ci si esibivano.E' facilmente raggiungibile dall'Italia,sia in macchina che in treno,anzi ancor più comodo quest'ultimo dato che la stazione confina con l'aeroporto.... inserisco qui alcune immagini fatte in alcune edizioni,speriamo che dopo lo stop di alcuni anni,si possa rivedere di nuovo un airshow. qui in rullaggi un Venom delle forze aeree svizzere,fu uno dei primi tipi di aviogetto in servizio in Svizzera assieme al Vampire. Qui un Grummann F7F3 Tigercat,all'epoca c'era anche una bella presenza di warbird come questo esemplare,purtroppo oggigiorno la loro presenza agli airshow si è un po' diradata. Altro veterano spesso presente il P-51D Mustang,qui in colorazione Olive Drab per la parte superiore e neutral grey per quella inferiore.sul muso reca il nick "candyman" Altro visitatore interessante,questo Ju52 "tante ju",della Ju-Air,volò per diversi anni e a metà anni 2000 a seguito di un incidente tutti voli furono sospesi. Sempre presenti pure gli acrobati della pattuglia Crunchie che erano molto aprezzati in tutta Europa. Il famoso Fielser Storch era sempre una bellezza vederlo volare e stare quasi immobile in aria col vento contrario.Era di proprietà di un appassionato francese e dovrebbe volare tutt'ora. Il Mirage IIIS,fu per anni il cavallo di battaglia della forza aerea svizzera.Curiosamente l'azienda che costruiva su licenza il motore per gli esemplari svizzeri,la Sulzer,fu al centro di un caso di spionaggio internazionale che vide coinvolto un suo dipendente di origine ebraica che passò ad Israele i disegni costruttivi di motore e velivolo. Un MiG-21 UTI,della repubblica Ceca in atterraggio,in quegli anni,dopo la caduta del muro i velivoli ex patto di Varsavia era un'attrazione per gli appassionati. Qui ualcuni fotogrammi della sequenza di decollo con l'ausilio di razzi,da parte di un mirage 3RS,la versione da ricognizione del mirage.Questa tecnica di decollo,con l'ausilio di pacchi di razzi fissati ai lati della fusoliera o sul ventre dell'aereo,si usava al decollo da piste corte e a pieno carico.Ufficialmente era nota come decollo ATO (Assisted Take-Off),ma spesso nei giornali e riviste veniva indicata come JATO o RATO,Jet Assisted Take-Off,oppure Jet Assisted Take-Off.
    10 points
  23. 15 03.02.2024 Isola di Sant'Antioco "Cala triga" Nikon Z9, nikon Z 14-24, filtro graduato, scatto singolo.
    10 points
  24. Intervista a Kazuto Yamaki, CEO e proprietario di Sigma al CP+ (in francese). In sintesi : i tre obiettivi APS-C per Nikon Z presentati circa un anno fa non hanno venduto per niente bene è curioso di vedere che accoglienza avrebbero degli obiettivi full frame per Nikon Z il mercato cinese per loro è importante (i cinesi amano il paesaggio e la foto agli uccelli) vogliono essere leader di mercato, quindi obiettivi di nicchia come il 15/1.4 fisheye sono necessari, anche se non ci guadagneranno nulla il nuovo sensore Foveon full-frame è e resta in alto mare foto di tutta eloquenza (NdA) testo completo con traduzione automatica L'ultima volta che ci siamo visti è stato in occasione del lancio a Parigi dei due obiettivi Sigma 70-200mm f/2.8 DG DN OS Sports e 10-18mm f/2.8 DC DN Contemporary. Come è avvenuto questo lancio e come sono stati accolti dal grande pubblico? Questi due obiettivi sono stati entrambi accolti molto bene da molti clienti in tutto il mondo. Sono apprezzati per il loro form factor , il loro peso e le loro dimensioni ridotte. Prima di parlare dei due obiettivi presentati da Sigma al CP+, vorrei tornare agli ultimi dati CIPA . Quali sono secondo te i principali trend del mercato giapponese? Il mercato giapponese lo scorso anno è stato in crescita rispetto al 2022. Sembra che il grande pubblico sia ancora interessato alle nuove attrezzature fotografiche. I nostri clienti apprezzano l'innovazione, non importa quanto grande o piccola. Qual è il posto della Cina nel mercato fotografico? Sigma ha visto una forte crescita nel mercato cinese. In generale, l’economia cinese non è in ottima forma, ma quando si tratta di corpi macchina e obiettivi, la crescita c’è sicuramente e ne siamo molto contenti. In generale, i cinesi hanno un grande interesse per la fotografia. La fotografia di paesaggi è molto popolare, ma la fotografia di uccelli è particolarmente apprezzata. E la qualità dell’immagine è molto importante per i consumatori cinesi. Recentemente è emersa una nuova tendenza con l’uso delle telecamere per lo streaming video, poiché in Cina lo shopping dal vivo è molto popolare, soprattutto tramite TikTok. E per questo tipo di pratica la richiesta di corpi e obiettivi è molto forte. E consigliamo in particolare il Sigma 24-70mm f/2.8 DG DN Art (full frame), così come il Sigma 18-50mm f/2.8 DC DN (APS-C). Parliamo del tuo nuovo obiettivo Sigma 15mm f/1.4 DG DN Diagonal Fisheye Art. Perché combinare fisheye e apertura ampia? Diversi anni fa gli astrofotografi ci hanno chiesto un obiettivo che combinasse il fisheye con un'apertura molto luminosa per poter catturare quante più stelle possibile. Sappiamo che la domanda per questo obiettivo sarà limitata. Ma voglio che Sigma diventi un'azienda leader nel settore ottico. E come leader, dovevamo avere un obiettivo così specifico. Questo obiettivo sembra essere rivolto agli astrofotografi, proprio come altri obiettivi Sigma ad ampia apertura rivelati di recente. Si tratta di un segmento di utenti importante per te? Sì, questo segmento è molto importante per noi, sia per i fotografi professionisti che per gli amatori illuminati. Anche se la domanda è limitata, è per noi un grande piacere lavorare con questi clienti. Come uomo d'affari, devo essere interessato anche al fatturato e alla redditività dell'azienda. Ma realizzando diversi progetti in parallelo, possiamo sia produrre obiettivi in grandi serie, ma anche produrre obiettivi in quantità minori. Non facciamo questo lavoro solo per soldi, ma anche per passione. È un grande piacere realizzare obiettivi di questo tipo, che avvantaggiano davvero i fotografi professionisti o appassionati. Questo è il motivo per cui siamo così entusiasti di realizzare obiettivi così speciali. Con lo sviluppo di sistemi ottici su tutte le montature, come fa Sigma a decidere la priorità di ciascuna lente? Questo compito è uno dei più difficili, ma anche uno dei più interessanti. Ho già la mia lista dei desideri fino al 2027, che ho trasmesso ai miei ingegneri. Ne discutiamo e decidiamo quali prodotti rilasciare per primi. Certo, pensiamo sempre in termini di fatturato e fatturato, ma anche in termini di passione. Quindi proviamo a combinare questi due fattori e creiamo una tabella di marcia per ogni anno. Forse i due obiettivi più interessanti che abbiamo rilasciato finora sono gli ultimi Sigma 500mm f/5.6 DG DN OS Sports e Sigma 15mm f/1.4 DG DN Diagonal Fisheye Art . Questi due obiettivi sono unici e sono sicuro che molti fotografi stavano aspettando obiettivi così speciali. La compattezza del Sigma 500mm f/5.6 DG DN OS Sports è davvero sorprendente. Come siete riusciti a ridurne le dimensioni e il peso? Solitamente, per ottenere una lente così compatta, è necessario utilizzare un elemento in vetro di diffrazione ( o lente di Fresnel, ndr ). Ma non è il caso di questo obiettivo. Abbiamo invece utilizzato un gran numero di elementi speciali a bassa dispersione. Questa tipologia di vetri ha già una lunga storia alle spalle, ma le nostre lenti FLD sono di grande attualità. Entro i 500 mm utilizziamo 3 obiettivi FLD nella parte anteriore e una lente SLD nella parte posteriore. Queste quattro lenti producono lo stesso risultato di una lente di diffrazione. Ciò richiede un know-how su larga scala con una precisione molto elevata. È combinando nuovi vetri speciali e le nostre capacità produttive che siamo riusciti a progettare questo 500 mm. Il Sigma 500mm f/5.6 DG DN OS Sports è dotato di un sistema di stabilizzazione ottica OS2 “intelligente”. Potete spiegarci cosa comporta tutto ciò? Abbiamo ottimizzato gli algoritmi di stabilizzazione ottica. Purtroppo non posso spiegartelo più nel dettaglio perché tecnicamente è molto complicato. In generale, stiamo perfezionando i nostri algoritmi delle lenti per ottenere una compensazione molto più efficiente. Dato che si tratta di ottimizzazioni software, sarebbe possibile implementare questi algoritmi su altri obiettivi più vecchi? Sì, ma il livello di ottimizzazione non sarebbe così elevato come sui nuovi obiettivi. Infatti, quando iniziamo a lavorare su una nuova ottica, teniamo conto fin dall'inizio della tecnologia OS2. Le lenti che abbiamo progettato in passato non sono adatte ad ospitare la tecnologia OS2. Se lo implementassimo su questi prodotti, potresti ottenere un miglioramento delle prestazioni, ma sarebbe inferiore rispetto ai nuovi obiettivi. Tuttavia, abbiamo già aggiornato il firmware degli obiettivi esistenti come il Sigma 150-600 mm f/5-6.3 DG DN OS Sports e il Sigma 100-400 mm f/5-6.3 DG DN OS Contemporary . Gli aggiornamenti del firmware sono sempre molto graditi, poiché l'obiettivo rimane all'avanguardia più a lungo, anche 2 o 3 anni dopo il suo lancio... Sì, assolutamente! E in più è un bene per l'ambiente. D'altra parte, potremmo notare che il Sigma 15mm f/1.4 DG DN Diagonal Fisheye Art non è l'obiettivo più compatto sul mercato. Perché quel ? Questo perché è un obiettivo fisheye con un'apertura molto ampia af/1.4. Non avrebbe avuto senso scendere a un compromesso, ad esempio con un'apertura di f/1.8? Il nostro obiettivo per questo obiettivo era l'apertura f/1.4, perché era richiesta dagli astrofotografi che vogliono catturare quanto più cielo possibile, ma anche utilizzare la velocità dell'otturatore più elevata e il valore ISO più basso. Per ottenere ciò era necessaria un'apertura di f/1.4. È anche un obiettivo che puoi utilizzare anche per ritratti di moda ultra grandangolari… Hai ragione. Se guardi su Instagram puoi vedere diversi esempi di foto ritratto scattate con un obiettivo fisheye, che le rendono uniche, poiché il soggetto è distorto. Vogliamo liberare la creatività dei fotografi offrendo prodotti unici come questo. Abbiamo visto che il Sigma 500mm f/5.6 DG DN OS Sports ha una ghiera dei diaframmi, una novità per questo tipo di obiettivi. Perché quel ? Per prima cosa abbiamo aggiunto una ghiera dei diaframmi al nostro Sigma 70-200mm f/2.8 DG DN OS Sports, e abbiamo pensato di aggiungerla anche al 500mm. Solitamente il diaframma si regola direttamente sul corpo, ma poiché viene a portata di mano quando si impugna l'obiettivo, sbaglieremmo a privarcene! Torno su argomenti più ricorrenti. Pertanto, alcune fonti credevano che Sigma avrebbe lanciato uno o più obiettivi con attacco RF su CP+. Puoi dirci di più? Purtroppo non posso darvi ulteriori informazioni su questo argomento. Come vi ho detto l’anno scorso, siamo consapevoli della domanda dei clienti in questo senso. In effetti, questa domanda sta diventando sempre più forte. In Sigma tutti crediamo di dover rispondere a questa richiesta, ma per il momento non abbiamo una risposta da dare. Non ho una tabella di marcia da annunciare per l'attacco RF Canon. D'altra parte, nella Nikon Z-Mount abbiamo già tre obiettivi. Ma non sono stati accolti molto bene dagli utilizzatori di corpi Nikon, forse perché sono ottiche APS-C. Inoltre, dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per conquistare il cuore dei Nikonisti. In particolare, lanciando obiettivi full-frame con attacco Z? Sì, il formato completo è per noi una fonte di opportunità. Ma il nostro piano era lanciare queste 3 ottiche per APS-C per osservare la risposta del mercato. Ma oggi vorrei vedere come verrebbero recepiti gli altri obiettivi. Ma per vedere la risposta del mercato agli obiettivi full frame, dovresti lanciare questi obiettivi, giusto? Sì, assolutamente (ride). Uno sguardo al Sigma 70-200mm f/2.8 DG DN OS Sports: un giorno saremo in grado di utilizzare un moltiplicatore di focale Sony con attacco E, allo stesso modo della versione con attacco L? NO. Abbiamo un moltiplicatore di focale solo con attacco L. La nostra prossima domanda riguarda i sensori Foveon. Hai qualche novità da condividere con noi su questo punto? Siamo ancora nella fase di produzione di un prototipo più piccolo del full-frame e stiamo attualmente testando la nuova architettura pixel. Questo è già quello che ho condiviso con voi l'anno scorso. Da allora non abbiamo fatto progressi significativi. L'anno scorso abbiamo testato un nuovo chip, che ha funzionato bene. Ma abbiamo riscontrato anche diversi errori di progettazione. Una volta corretti gli errori, li sottoponiamo al nostro partner che realizza il prototipo. Ma non abbiamo ancora deciso di avviare la produzione di massa, il che rappresenta un’altra sfida. Ultima domanda: Sigma lancerà altri obiettivi a focale fissa a lunghissimo raggio? Come ti ho detto, sempre più persone amano fotografare gli uccelli e la fotografia naturalistica in generale. Questo è un segmento in crescita. Interessante è il design delle lunghezze focali fisse a lungo raggio. Ad essere onesti, al momento non abbiamo questo tipo di obiettivi nella nostra tabella di marcia, ma penso che valga la pena considerarli per il futuro.
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  25. Le mie foto dell'anno sono tutte di rosse. Tutte fatte in estate. La scelta, è stata facilissima. Il perché ... forse lo sapete. 3.1 Barbara è stata la modella dell'anno 2023. Milano, Cross+Studio, 16 luglio 2023, Nikon Z9 con Nikkor Z 70-180/2.8 @180mm, f/2.8, ISO 500, 1/1000'' 3.2 La Ferrari 499P è l'auto più bella del mondo. Monza, 7 luglio 2023, Prima Variante, Nikon Z8 con Nikkor Z 70-180/2.8 @360mm, f/22, ISO 64, 1/60'' 3.3 Il Principe Charles con la sua Ferrari SF23 #16, viene fotografato da due tifosi che indossano la maglia Ferrari #16. Ingresso dei box, venerdì di prove libere del Gran Premio d'Italia 2023 Monza 1/9/2023, Nikon Z8 con Nikkor Z 70-200/2.8@96mm, f/11, ISO 500, 1/1000''
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  26. Come ogni anno, è arrivato il Carnevale ed io andrò a fotografare Venezia e le maschere all'alba o forse vado a ricaricarmi, a rigenerarmi per affrontare il nuovo anno con entusiasmo perché per me la bellezza di Venezia all'alba mi rilassa, mi fa stare bene. La sindrome di Stendhal mi ha contagiato. Io sarò in riva degli Schiavoni, davanti palazzo Ducale, ogni mattina dalle 6 alle 8 dal 3 al 10 febbraio. Se qualche Nikonlander è nei dintorni e ha voglia di raggiungermi è il benvenuto. Sabato e domenica verrà con me anche @Alessandro Pisano e domenica si aggiungerà anche @Giuseppe Paglia e rimarremo più a lungo. Non serve informarmi con largo anticipo, è sufficiente la sera precedente. Vi aspetto.
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  27. 28 il Mio primo Carnevale molto mattutino. Z9 70-200 mm f.2.8 @125mm f.2.8 1/400 ISO 100, con Flash 1/128 M , Area Small, riconoscimento Persone
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  28. E' una giusta osservazione che ci permette di fare una aggiunta in coda all'articolo. Abbiamo scelto una soluzione di alta fascia, più che altro per dimostrare di fatto che un mini pc come quello descritto possa sostituire anche un desktop con processore i9 e architettura da workstation, rivaleggiando anche con le proposte di fascia media di Apple. Cosa che ci ripromettiamo di ripetere l'anno prossimo quando Intel ed AMD proporranno soluzioni ancora più sfidanti in termini di potenza di calcolo per watt consumato (perché invece è dimostrato che se non si hanno limiti di alimentazione, i processori desktop e le schede grafiche separate non hanno rivali). Ma per usi normali non è necessario arrivare a tanto, anzi, per la maggior parte dei fotografi basterà di meno. Quello che ci permettiamo di raccomandare è di non lesinare con lo spazio di memoria e di storage. Possiamo anche pensare di mettere la gran parte delle fotografie su un disco esterno collegato in USB 3/4 ma se usiamo Lightroom lo spazio per cache e anteprime rapidamente andrà ad esaurirsi se abbiamo un SSD principale da soli 256 GB. (raccomandazione che estendiamo a maggior ragione agli utenti Apple, visto che anacronisticamente Apple si ostina a proporre macchine di primo prezzo con dotazioni che sono surclassate dalle nostre schede di memoria che usiamo correntemente sulle fotocamere). E sulle porte di comunicazione, perché è inutile avere un processore veloce e poi mortificarlo con porte USB 3.0 Cordialmente.
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  29. Aggiornamento di elevato livello o come direbbero gli americani, Major Upgrade. Si allinea - e supera - alla Nikon Z9. Sostanzialmente, e non è un modo di dire, la Z8 di oggi non è la fotocamera che abbiamo comperato, ma è un modello superiore con questo aggiornamento firmware. Che arriva come era stato anticipato da Nikon stessa, senza ritardi, e gratis (mentre altri marchi stanno chiedendo denaro in cambio di aggiornamenti). Sviluppare a questo livello il software di una fotocamera ha costi elevati. Che in pratica Nikon ci fa pagare una-tantum, con l'acquisto iniziale del prodotto. Onore a Nikon. Aggiornamento. il file è già pronto per l'uso, non cercate di scompattarlo : NON E' NECESSARIO come al solito, batteria pienamente carica e pazienza, ci vuole del tempo. dopo lo spegnimento la prova dell'avvenuto aggiornamento. e giusto solo alcune delle aggiunte adesso disponibili nel menù Grazie Nikon !
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  30. Piccola premessa... utilizzo i flash tipo speedlite veramente molto di rado e, in quanto nikonista da sempre, tutto quello che non iniziava con "SB" per me era inesistente. Questa cosa però ha iniziato a fare a cazzotti con il fatto che sono un amante della tecnologia, delle novità, delle cose un po' sfiziose e i miei due SB-900 insieme all'SU-800 con i loro 10 e passa anni sulle spalle dimostravano tutta la loro età. Un upgrade in casa Nikon l'ho scartato perché l'SB-5000, pur ottimo, non ha niente di particolarmente sfizioso da offrire. Quindi mi sono fatto un po' di violenza ed ho iniziato a guardarmi in giro. I Godox, pur ottimi, hanno ancora interfacce tipo i Nikon, con menù tristanzuoli e macchinosi; i Neewer mi hanno sempre lasciato un po' perplesso e la rimanenza delle cinesate non le ho prese in considerazione. Mi sono imbattuto in Westcott che non conoscevo, ma si promuovono come azienda americana che lavora a fianco dei fotografi ecc ecc e le recensioni sui vari social non sono male. E sono interessanti dal punto di vista del design, con display touchscreen e tecnicamente (sulla carta) validi. Anche il trigger non sembra male, in grado di pilotare anche i vari flash da studio che la casa propone. Il prezzo di flash (FJ-80 II M) e di trigger (FJ-X3) è pari a 356 euro sul loro sito ma... purtroppo calcolando spedizione e tassa doganale si passano i 560 euro. Mi sembra troppo. Continuo a cercare e su eBay noto questo Jinbei (HD2 MAX) che a guardarlo bene... beh è il Westcott in tutto e per tutto. Anche il trigger (TR-Q7II) è identico così come la grafica del display. Anche le specifiche e tutte le funzioni sono le stesse. Il prezzo da un venditore serio che conosco, con un minimo di trattativa scende a 330 euro (flash, trigger, spedizione e tasse). Beh, ci provo e lo prendo. Oggi, dopo 10 giorni è arrivato! È il modello compatibile con Nikon, Canon, Pentax, Fuji ecc ma non con Sony che invece richiede un adattatore. Carico le batterie e per primo provo il flash... beh, niente da dire, proprio quello che cercavo, performante, esteticamente piacevole, assolutamente intuitivo (in 2 secondi lo imposto senza dover nemmeno guardare le istruzioni). Idem per il trigger che tramite bluetooth si collega ad una app sullo smartphone permettendo di configurarlo rapidamente. L'unica cosa è che non riesco a farli dialogare. Pur avendo impostato gli stessi canali/gruppi sembrano due cose non compatibili. Provo ad aggiornare il firmware (la procedura è semplicissima, basta collegare il flash/trigger al Mac che lo vede come unità rimovibile, ci si copia il .bin, lo si accende e il gioco è fatto. Però non cambia niente. Provo a cercare su internet, magari c'è una procedura che ho saltato ma le poche info mi dicono che tutto è corretto. Un po' sconsolato metto tutto da parte per riprovarci in serata ma mi viene un'idea... Westcott! Vado sul loro sito e decido di fare un tentativo, mi scarico il loro firmware per entrambi, li installo e... funziona! Con le stesse impostazioni di prima flash e trigger si parlano alla perfezione e, dopo aver scaricato l'app di Westcott anche il collegamento con lo smartphone va che è una meraviglia, il tutto condito da una grafica un poco più curata. Indago un po' di più e scopro che tutta la linea dei prodotti Westcott non è altro che Jimbei rimarchiata inclusi tutti i flash da studio. E così tutta l'americanità sbandierata va a farsi benedire. Per quanto riguarda l'utilizzo, beh, niente da dire ma ho fatto solo pochi scatti. La potenza comunque c'è (80w dichiarati) e il TTL sembra dialogare bene con la Z8 dosando la luce dove c'è più o meno bisogno, gestisce bene i 20 fps e il sync speed arriva a 1/8000 di secondo. Il flash ha anche una lampada "model" integrata, da valutare se può aiutare nei video. Metto qualche foto e mi riservo in futuro qualche update.
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  31. 2 Nebbia in valle 16-02-2024 Nikon Z9 24/120 F4 t1/80 f6,3 ISO 240 Nebbia in Valle 16-02-2024 Nikon Z9 14-24 f2,8 t1/80 f6,3 ISO125
    8 points
  32. Continuo qui con alcuni altri soggetti,principalmente europei,dopo il periodo di fine anni '70,inizio '80 in cui diverse compagnie vedevano nella sverniciatura dei velivoli,un modo di risparmiare sul carburante si tornò a fine anni '80 inizio '90 a vedere gi aerei colorati con le più disparate livree dove si faceva pubblicità a prodotti od eventi sportivi o commerciali .L'unica compagnia ad essere rimasta fedele al velivolo a tutt'oggi,quasi interamente natural metal , è l'American Airlines. qui con la livrea Siemens telefonia,un 737 della Germanwings,compagnia sussidiaria della Lufthansa Questo 747 della JAL giapponese,riporta una livrea celebrativa di vari cartoon,c'erano almeno altri due velivoli con livrea simile Questo è un 737 della TAP Air Portugal con livrea celebrativa dell'expo di Lisbona del 1998 Qui invece un DC-8 della Fliyng Tiger,ricolorato per un safari organizzato da una agenzia statunitense specializzata. Qui un altro DC-8 della compagnia charter statunitense ONA,con la livrea celebrativa del Bicentenario USA Qui un 737 della Delta Express,sussidiaria per voli brevi della Delta Airlines,porta la pubblicità della emittente Cartoon Network,ce n'erano poi altri con livrea CNN ,Discovery Channel etc etc Qui la spagnola Air Europa con la livrea MARTINI Anche Ryan Air non seppe resistere alle sirene pubblicitarie e qui un 737 in livrea Hertz Sempre Ryan Air con livrea natalizia Sempre loro con livrea Jaguar e infine non poteva mancare la pubblicità del Whiskey irlandese Kilkenny Pure Alitalia si intrufolò nel settore,qui la pubblicità per Renault Qui il 747 sponsorizzato dal noto negozio Bulgari Infine il famoso 747 col logo dei Baci Perugina Qui sempre Alitalia,un MD80 con la pubblicità di un Tour Operator.
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  33. 14 Lorenza Limbiate, 6 febbraio 2024 Nikon Z8 e 70-200/2.8 S e 135/1.8 S
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  34. 3 Lea e Mafalda. Io ho due figlie, una si azzuffa con i suoi simili, non condivide il cibo, mangia sempre le stesse cose e ti fa le feste quando vuole qualcosa, l'altra è un golden retriever. 2/2/2024 z6 viltrox 85mm 1,8 f4,5 1/160 iso 100
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  35. 2 Tu ed io Cesano Maderno, 4 febbraio 2024 Nikon Z8 e Nikkor 50/1.2 S, luce naturale
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  36. Oggi Z9 100-400 @100 3.200iso no flash
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  37. In un paese di poco più di 20 anime si racconta che un'anima non abbia ancora trovato pace: leggenda o verità? Il contesto storico è noto e reale: nel 1300 in Romagna dominava la famiglia Malatesta i cui domini dal 1295 al 1528 si estendevano principalmente nel territorio di Rimini e provincia, fino ad arrivare, nel periodo di massima influenza, ai castelli settentrionali di San Marino, alla provincia di Pesaro e parte di quelle di Ancona, di Forlì, di Cesena e di Ravenna. Attorno alla metà del 1300 signore di Montebello di Torriana era Ugolinuccio (o Uguccione) Malatesta. Si dice che questi ebbe dalla moglie Costanza una figlia, Guendalina, con una caratteristica particolare: era albina. La piccola aveva i capelli candidi come la neve, la carnagione color latte e gli occhi verdi (o azzurri) che sembrano brillare nella notte e, nel medioevo, epoca di superstizioni in cui si diffuse la caccia alle streghe e la paura del demonio, l’albinismo era visto con sospetto e paura. Gli albini venivano considerati figli del demonio e, se di sesso femminile, streghe capaci di qualsiasi sortilegio. "...Anno dopo anno, i colori di quel mondo e di quella storia iniziarono a spegnersi. I ricordi divennero polvere nella mente dei posteri ed il tempo ne approfittò per continuare indisturbato il suo corso. Passò un secolo. Montebello cambiò i propri signori regnanti. I nuovi castellani vennero a conoscenza,dalle voci dei più anziani, di una vecchissima leggenda legata alla rocca. Parlava di una strana bimba dalla pelle pallida ed i capelli azzurri. Durante certi giorni, all'imbrunire, un flebile lamento sembrava provenire dal nevaio. Era appena percettibile e bisognava essere molto attenti per udirlo. Passò quasi un altro secolo e tutti, proprio tutti si dimenticarono di Deline. La sua vicenda pareva essere definitivamente sepolta nel passato. Poi, un giorno, uno strano giorno, incominciarono improvvise le apparizioni..." Sono passati tre secoli dai fatti di cui si narra alla prima stesura scritta, ad opera di un parroco della zona... e la storia si perde nella leggenda: Il nomignolo deriva dal fatto che per coprire il colore candido dei capelli, al fine di proteggerla, la madre li tingesse con pigmenti di natura vegetale che, anche a causa della loro scarsa capacità di trattenere la colorazione, davano alla capigliatura della bambina un riflesso azzurrognolo. Come spesso accade, passando di bocca in bocca i fatti vengono alterati, abbelliti, perdendo in tutto o in parte la corrispondenza con la verità storica, un po’ come succede ne ‘telefono senza fili’ dei bambini dove 10 di loro si mettono uno di fianco all’altro, una frase viene sussurrata dal primo all’orecchio del secondo e così via fino all’ultimo. All’ultimo la frase non giungerà fedele all’originale, ma subendo un'arbitraria modificazione. Secondo la leggenda il 21 giugno del 1375, nel giorno del solstizio d'estate, mentre il padre era lontano impegnato in una guerra, Azzurrina giocava nel castello con una palla di stracci, cosa normale in quel tempo, mentre fuori infuriava un temporale. Era vigilata da due armigeri di nome Domenico e Ruggero. Secondo il resoconto delle guardie la bambina inseguì la palla caduta all'interno della nevaia sotterranea. Avendo udito un urlo le guardie accorsero nel locale entrando dall'unico ingresso ma non trovarono traccia né della bambina né della palla. Nei giorni seguenti, il castello, le campagne e l’intero borgo, vennero setacciati nella disperata ricerca della bambina. Il suo corpo, però, non venne mai più ritrovato. Da quel giorno di giugno, secondo la leggenda, ogni 5 anni, nella notte del solstizio d’estate, nel castello di Montebello ritorna il fantasma di Azzurrina. La si sentirebbe ridere, parlare o piangere. Su quella che è stata veramente poi la sorte di questa creatura ci sono versioni diverse tra loro che concordano solo nel finale. Nel 1989 il castello, inserito quello stesso anno tra i monumenti nazionali italiani, riapre i battenti dopo essere stato ristrutturato dagli attuali proprietari con lo scopo di creare un museo aperto al pubblico con visite guidate. Da lì a un anno la leggenda diventa di dominio pubblico, tanto da attirare, oltre a numerosi cuoriosi, anche studiosi e troupe televisive. Durante i lavori di ristrutturazione, che hanno interessato anche le cantine, sono stati trovati molti cunicoli, alcuni dei quali portavano ad accessi chiusi nel corso dei secoli precedenti, per evitare intrusioni nel castello. Tutte le porte murate vennero riaperte, ridando la possibilità di accedere a quelle stanze. Tutte tranne una. Ci si accorse, durante la ristrutturazione, che una stanza non era più accessibile e chi ne murò l’accesso lo fece in modo che, se fosse stato violato, la stabilità dell’intero edificio sarebbe stata compromessa. Numerose ricerche sono state fatte da parapsicologi col fine di catturare, mediante registratori audio ad attivazione sonora, i rumori all'interno del castello chiuso ed isolato, prodotti dal presunto fantasma. Le registrazioni, che vengono normalmente fatte sentire ai visitatori al termine della visita guidata, finora non hanno portato a nessun risultato concreto ma hanno registrato suoni che, a prescindere dalla leggenda, non hanno ancora una spiegazione sull’origine. Varie registrazioni sono state effettuate anche dalla Rai e dall’università di Bologna. In esse vi si sentirebbe una voce di bambina piangere sommessamente in mezzo ai rumori di un temporale. Nel 1995 e nel 2000 si sarebbe riuscita a captare più chiaramente la voce di Azzurrina che, in una delle due occasioni, avrebbe pronunciato, in mezzo al suono delle campane, la parola “mamma”. Diverse ipotesi sono state fatte su cosa potrebbe essere successo in realtà: secondo una prima versione, data da una medium che si sarebbe messa in contatto con lo spirito della bambina, si sarebbe trattato di un incidente , la bambina sarebbe morta sul colpo cadendo dalle scale. Le guardie, temendo l’ira del padre, l’avrebbero sepolta da qualche parte in giardino e alla madre avrebbero raccontato della misteriosa sparizione della piccola. A nulla sarebbero valse le loro scuse dato che il padre, una volta rientrato, preso dall’ira e ritenendoli comunque resposabili, li avrebbe fatti mettere a morte. Una seconda ipotesi darebbe proprio il padre della bambina come responsabile del fatto in quanto, non potendo nascondere l’anomalia della figlia, avrebbe preferito farla uccidere e, dopo averla fatta murare in qualche segreta dei sotterranei, avrebbe raccontato, soprattutto alla moglie, della misteriosa scomparsa. Qualcuno si spinge anche oltre nei dettagli di quello che sarebbe accaduto: Ugolinuccio Malatesta, stanco di nascondere la piccola e colto da un attacco di follia omicida, una notte del 1470 avrebbe strangolato Azzurrina gettandone poi il corpicino ancora agonizzante in una fossa comune piena di punte affilate, ricoprendola con della calce bianca, per evitare il disperdersi dell'esalazioni corporee. Una terza ipotesi vorrebbe le guardie artefici dell’omicidio, a causa della superstizione dilagante dell’epoca. Anche in questo caso i due sarebbero stati messi a morte dal signore del castello. In mezzo a tutte queste ipotesi non abbiamo nemmeno la certezza del nome della bimba. Secondo lo storico Marco Filippi, stando a quanto dichiarato dalla sensitiva Marina Dionisi, è probabile che il nome non fosse Guendalina, entrato in uso in Italia solo agli inizi del 1800, ma Adelina. Questo nome si avvicinerebbe maggiormente al titolo dell’unico presunto documento sulla storia di Azzurrina: “Mons Belli et Deline”. “Deline”, tradotta dal latino all’italiano, corrisponde al nome di “Adelina” e non di “Guendalina”. Il castello, essendo di proprietà di privati non è fotografabile all’interno ma solo esternamente. Qui trovate Gli altri articoli del mio blog. Al prossimo articolo! ciao!
    8 points
  38. 19 "Frozen" Narciso Nikon Z9, 24-120 Z a mano libera. foto del 21.01.2024
    8 points
  39. 6 La casa abbandonata D700 - 70-200 f4 21 Gennaio 2024
    8 points
  40. 3 3.1 3.2 3.3 Salita al Forcellino 21 gennaio '24
    8 points
  41. Un anno un po' avaro dal punto di vista delle occasioni, non molto prolifico. Ciononostante in quelle poche uscite sono riuscito a divertirmi (e non è roba di poco conto) In ordine sparso e con un po' di ritmo: 13.1 Ottana, Carnevale 13.2 Loelle, Lappi brutale. E qua davvero manca solo il rombo 13.3 Mini Capo, equilibrio instabile.
    7 points
  42. La scorsa estate mi è venuta l’idea di realizzare uno slideshow, non so se il nome è appropriato, cioè un video con musica e foto del carnevale di Venezia e, se il risultato mi soddisfaceva, realizzarne altri. Una volta scelte le foto era da capire quale programma usare, così ho chiesto consulenza al figlio di amici che si apprestava a partire per Milano dove avrebbe studiato per diventare cameraman. Mi ha consigliato DaVinci Resolve perché usato in campo professionale e, non ultimo, gratis. Dopo una serata in cui mi ha dato un’infarinatura sulla logica del programma, mi sono lanciato in questa nuova esperienza. Il risultato è questo Alba.mp4 Creare slideshow l’ho trovato più complesso che fare una buona foto in quanto i dettagli, ma non sono dettagli, da curare sono tanti e tutti importanti. Per prima cosa ho dovuto pensare come organizzare la sequenza delle foto per creare una narrazione (e non sempre le foto più belle sono funzionali), poi la musica per supportare la narrazione e dare ritmo, gli eventuali testi e quale carattere/dimensione usare, il titolo (senza sarebbe monca) e solo alla fine inserire il tutto sulla timeline. Lasciare decantare qualche giorno/settimana e riguardarla. O meglio correggerla. Ci ho messo qualche mese perché durante la lavorazione mi confrontavo con mio figlio ventenne e un suo amico per svecchiarla, renderla meno boomer. Per questo confronto li ringrazio moltissimo, è stato molto bello confrontarmi con loro e da allora lo faccio spesso. Il risultato mi soddisfa molto perché sono riuscito a ricreare quello che avevo in mente dove testo e musica sono funzionali a ricreare l’emozione che l’alba a Venezia mi da. Spero di essere riuscito a trasmetterla anche a voi. Grazie. PS: ne sto creando altri, con le foto del 2023 e il 27 marzo farò una serata al Fotoclub Padova. Se qualche Nikonlander è nei dintorni e mi viene a trovare è il benvenuto.
    7 points
  43. la Passione, che tanti scrivono sia scontata, è invece un sentimento che va rinnovato così come nel matrimonio (o in una unione di qualsiasi genere) si parla dell' Amore. La Passione non è mai scontata, come neppure l' Amore. Entrambi vanno rinnovati e coltivati: nel senso che vanno annaffiati e concimati, zappati e rastrellati, come se fossero le fragoline del vostro orticello. Se nò verranno ridotte al ricordo della passione di un tempo che avevo per la fotografia, specie in soggetti datati come siamo noi lettori di Nikonland. No... la passione non è per nulla scontata: chi lo scrive, si interroghi quotidianamente. Il terapista coniugale, riguardo l'Amore chiederebbe: "e tu cosa fai oggi per coltivare la tua fragolina ?"
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  44. Bellissima iniziativa , dobbiamo sceglier tra i nostri scatti migliori e questo ci fa crescere , ecco un altro importante consiglio dato da Mauro in un recente articolo , come pure la Luce che qui in questo scatto mi ha colpito 1.1 Di Buon mattino - D810 - 80-200 AFD f2,8 - primi di Giugno 2023 1.2 La Panchina - D810 .SIGMA 24-105 f/4 - Maggio 2023 1.3 La fortuna , D810 Sigma 24-105 f/4 22 Giugno 2023 , questa coppia è partita dalla Lombardia per fare cena e foto in una della località più belle delle Dolomiti , l'incognita ovviamente è il tempo , invece loro ed io abbiamo trovato uno dei più belli tramonti che si potesse desiderare
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  45. Si chiude anche il secondo contest. Abbiamo avuto : 22 partecipanti 46 foto 23 votanti vince la foto 35 con 4 voti (il 17%) seguita da 18/29/36 a pari merito con 3 voti.
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  46. il nuovo Viltrox 20/2.8 AF su Nikon Zf, di fianco al Nikkor 40/2 SE Il nuovo obiettivo è in fase di distribuzione mondiale, in Europa dovrebbe arrivare verso marzo. qui vicino al 40/2 e al 105/2.8. Si nota il "ringrosso" per pareggiare il maggior diametro del bocchettone rispetto a quello Sony e il paraluce a petali di dimensioni contenute.
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  47. La prima pecca della neo presentata Nikon Z50, alla fine del 2019, era sicuramente individuata nella batteria in dotazione: per risparmiare spazio prezioso, i tecnici si erano inventati una batteria da Coolpix, la EN-EL25, di scarsa capacità (7,6V e 1120 mAh) e sopratutto di nessuna comunicazione con la fotocamera, per cui l'unica misura della carica residua stava nell'icona a mirino e monitor, che dopo pochi scatti cominciava subito a perdere il primo trattino per passare quasi direttamente a rosso, allorquando la Z50 venisse sottoposta ad un carico di lavoro evidentemente non nelle corde del progettista di questa sorgente di alimentazione. I pochi aggiornamenti fw non solo della Z50 (dopo cinque anni ancora rimasta alla versione 2.50) ma anche delle successive DX che utilizzano quella batteria, la Z30 e le Zfc, anch'esse rimaste a versioni fw vicine a quella di presentazione, fanno pensare che questa nuova batteria sia più una piacevole notizia legata all'uscita di una nuova Nikon Z DX piuttosto che ad un improvement per le Z esistenti. Innanzitutto questa "a" aggiuntiva, porta la colorazione grigia ed un piccolo incremento dei milliampere, adesso 1250 (e dei Wh: da 8,5 a 9,5) Le differenze valutabili sull'etichetta posteriore, portano un riferimento al nuovo manuale di istruzioni ed in basso, la data di produzione ed un QR code di riferimento interno. Nikon avvisa che l'utilizzo sulle Z DX è condizionato all'ultima versione fw delle rispettive fotocamere, la più vecchia delle quali, quella della Z30, risale al maggio dell'anno passato e quindi conteneva già disponibilità a questa nuova batteria. Ne ho prese due e per adesso la terrò a banco sulla mia Z30 per potervi riferire delle eventuali, auspicabili migliorie. Che spero vivamente risiedano nella tolleranza al carico di lavoro foto o video, tale da consentire una scalatura più graduale della carica disponibile, prima di arrivare al panico da spia rossa, in assenza per adesso di indicazioni più precise sul suo stato a menù. Che magari invece ci saranno su una ipotetica nuova Nikon Z50x oppure Z70 o Z500 che sia, forse già disponibili a colloquiare col pettine contatti di questa 25a. Ovviamente su una Z DX futura, di livello medio o medioalto, ci aspetteremmo ben altro che una batteria di queste dimensioni e capacità. Senza nulla togliere alle qualità di questa EN-EL25a, ancora tutte da svelare. Intanto mi sto inventando test di durata che possano in qualche maniera comprovare eventuali differenze tra batteria vecchia e batteria nuova, iniziando per esempio, col tenere fino al suo limite in video la Z30: di certo entrambi gli accumulatori bastano per il massimo di ripresa singola della Z30 (2 ore e 5') ma si differenziano per la durata di carica residua. Insomma....vi terrò aggiornati al riguardo ! Già disponibile nei negozi e sul Nikonstore.it Max Aquila photo © per Nikonland 2024
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  48. 21 "Crocus" Nikon Z9, 400 f.4,5 + tc 1,4 Z a mano libera. foto del 27.01.2024
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  49. 20 "Pivieressa" Nikon Z9, 400 f.4,5 + tc 1,4 Z a mano libera. foto del 21.01.2024
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  50. 16 Aspettando 27 gennaio 2024 al mio paese Z9 40 f2
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