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  1. Il 2022 è per me un anno fotograficamente molto speciale, iniziato a febbraio con una grande avventura in Norvegia, in cerca dei Musk Ox al Dovrefjell NP. Ma è nei mesi successivi che si fa ancora più interessante quando, sbirciando i soliti siti, vedo che incredibilmente - di solito occorre prenotare con grandissimo anticipo, sono disponibili posti per un viaggio che sogno di fare da anni, in giugno 2022!!! Si tratta di andare alle isole Svalbard, territori di oltremare incorporati alla Norvegia, che, posizionate tra i 74 e gli 81° di latitudine nord, sono le terre abitate più a nord del pianeta Terra. Ad un passo dal polo nord! Lì è tutto coperto dai ghiacci per la maggior parte dell’anno e, anche dove in estate questi si sciolgono, la terra si scongela solo in superficie consentendo la crescita di nient’altro che piccola vegetazione - poca erba, muschi e licheni - nelle zone più riparate e soleggiate. Insomma, un ambiente veramente severo, anche in estate, che mi attrae in particolare per la presenza dell’Orso Polare. Vederlo, e auspicabilmente fotografarlo, è un sogno che ho da anni. E pur essendo le Svalbard abitate da altri bellissimi animali, se andiamo è proprio per lui. Plurale, perché è della partita anche il mio amico Alberto, guarda caso conosciuto diversi anni fa in Finlandia a fotografare orsi… Come avete visto dalla cartina, il viaggio è piuttosto lungo: da Malpensa via Francoforte ed Oslo si arriva a Longyearbyen. Ma non è finita, perché sostanzialmente è tutto un viaggio: da li proseguiremo su una piccola nave, appositamente attrezzata per queste spedizioni, la MS-Malmo, che è un guscio di noce di 37 mt di lunghezza e 8.8 mt di larghezza. Eccola in azione in una delle serate del nostro percorso insieme: Z9 su 100-400/4.5-5.6S@400mm 1/1000 f8 ISO320 La MS-Malmo è un vascello storico, costruito nel 1943 con la struttura rinforzata necessaria ad operare sul mare ghiacciato, che ha servito la Swedish National Maritime Administration come nave pilota e nella manutenzione dei fari. A fine servizio, nei primi anni 2000, è stata convertita in nave da spedizione ed è in grado di imbarcare 12 fotografi, 2 guide e 7 persone di equipaggio. Essere accompagnati da guide esperte è fondamentale, non solo perché nonostante si dica che qui ci siano più orsi polari che persone, incontrarli non è così semplice, ma anche perché gli animali sono protetti e la guida ha l’obbligo di rispettare, e far rispettare, rigide regole di comportamento. In questo viaggio, noi siamo particolarmente fortunati perché oltre a Svein Wik, il capo spedizione che da oltre 10 anni organizza questi viaggi, abbiamo Audun Rikardsen, che è professore di biologia marina all’università di Tromso e un fotografo piuttosto bravo ed affermato (ad esempio, nel 2015 ha vinto il Wildlife Photographer of the Year nella categoria portfolio). Compito delle guide è sia indicare al capitano dove portare la Malmo che guidare i gommoni. Ne abbiamo 2, che imbarcano ciascuno 6 fotografi ed una guida, da dove si fanno la maggior parte delle fotografie. Quindi tutto a mano libera! Giusto per farvi un’idea: Z6II su 100-400/4.5-5.6S@100mm 1/400 f8 ISO100 Anche sulla nave si va a mano libera: il motore fa vibrare notevolmente tutta la struttura e, compatibilmente con la capacità del fotografo di usare lenti lunghe in questo modo, è più semplice così. Z9 su 24-120/4S@24mm 1/320 f10 ISO200 Come il titolo di questo articolo lascia già intendere, la mia attrezzatura era - quasi - tutta Z: Z9 e Z6II 14-24/2.8S 24-120/4S 100-400/4.5-5.6S L’unica lente F il 500/4E, con il suo TC14EII. Sarebbe stato bellissimo avere nello zaino anche un fiammante 400/28S, ma le consegne di Nikon non avranno volumi adeguati ancora per molto tempo e non è stato minimamente possibile averne uno, chissà se per la prossima volta… Il materiale si è comportato benissimo e ho avuto modo di apprezzare l’utilità di alcuni elementi di design capaci di semplificare molto la vita del fotografo in viaggio, come la possibilità di caricare rapidamente le batterie attraverso il cavo standard USB-C e l’alimentatore del portatile, evitando di aggiungere al bagaglio 2 carica batterie. O la saracinesca a protezione del sensore della Z9, che con il vento che tirava ha fatto il proprio dovere in più di una occasione. O, sempre per la Z9, la grande semplicità ed efficacia nel passare al formato DX, con il quale ho fatto circa il 15% delle immagini. O la sua ergonomia.... insomma potrei andare avanti a descrivere cosa mi piace per un mucchio di tempo. Per dare qualche elemento quantitativo del materiale alla base di questa experience, in totale ho scattato quasi 20.000 immagini in poco meno di 2 settimane, di cui 3/4 con la Z9, che cercavo di avere, situazione per situazione, sulla lente principale nell'occasione. Ma senza farne una ossessione, vi assicuro che, con tutti i propri limiti, la Z6II non ha affatto sfigurato, anzi si è confermata essere un ottimo secondo corpo, migliore nell’operatività della D810 che accompagnava la D5 prima della mia transizione mirrorless. A ogni modo, l'evidenza del beneficio nella transizione credo sia chiara a tutti: la D5 era macchina ottimizzata per fotografare l'azione in bassa luce, mentre la Z9 sa fare tutto! In relazione alle lenti: la parte del leone l’hanno avuta il 500/4 (44%) ed il 100-400 (38%). Direi che questa, come attestato della qualità del 100-400, sia una informazione da valutare. Il resto lo ha fatto il 24-120 mentre il 14-24 è restato li ad aspettare il suo turno… che non è mai venuto. Ci fosse stata la giusta situazione, grazie a lui avrei potuto fare immagini stratosferiche, per cui nessun pentimento per averlo portato. Tornando alla fotografia, i primi scatti li facciamo prima di imbarcarci, su una piccola laguna vicino all’aeroporto. Servono ad acclimatarci e a smaltire un po’ di stress: il viaggio era partito subito in salita, con la perdita dei bagagli miei e di Alberto… fortunatamente ritrovati e recapitati dopo un giorno e mezzo. Cosa che, grazie alla prudenza di arrivare a Longyearbyen 2 giorni prima dell’imbarco, fortunatamente non avrà conseguenze. Z9 su 500/4E+TC14II@700mm in DX mode 1/1600 f5.6 ISO720 Z9 su 500/4E+TC14II@700mm 1/3200 f5.6 ISO800 Ma per i nostri standard, è già natura selvaggia praticamente già tra le case di Longyerabyen... Z9 su 500/4E@500mm 1/500 f5.6 ISO140 Z9 su 500/4E@500mm in DX mode 1/1600 f5.6 ISO320 ...anche perché l’area dove è possibile muoversi liberamente è decisamente ristretta e per uscirne occorre essere armati o accompagnati da una guida armata. l’Orso Polare è il più grande carnivoro terreste (un maschio è alto 2.5-3 mt, pesa 500-600kg) e non ha paura dell’uomo, anzi lo considera una preda possibile se non trova di meglio (nel senso che le foche sono più gustose di noi, ma la fame è brutta). Nel passato, anche recente, sono capitati numerosi incidenti, in apparente intensificazione anche nella zona cosiddetta sicura (nel 2020 un uomo di 38 anni è stato attaccato ed ucciso nel piccolo campeggio che è in paese). Uno dei tanti effetti del cambio climatico che qui si vede in modo ancora più chiaro che da noi. Ma, come dicevo, il motivo per cui siamo qui è raggiungere la natura più selvaggia ed auspicabilmente avere l’occasione di vedere e fotografare non solo l’orso polare ma anche altri animali iconici dell’Artico. Per farlo navigheremo un sacco, qui vedete la cartina con gli appunti di pugno di Svein, affissa in salone. Avrei potuto ricostruire tutto su Google maps grazie alle coordinate GPS registrate da Alberto e fare un file perfetto... ma sintetico. È stata una fantastica avventura! Spero che, attraverso questa istantanea, possiate percepire un po’ del fascino che hanno quegli appunti. Immaginate vederli crescere, giorno dopo giorno, fissando nella memoria situazioni ed emozioni che saranno per sempre con me. E che spero le mie fotografie siano almeno un po' in grado di evocare. C’è anche l’annotazione di dove ci siamo fermati con il motore in avaria. Credo che non dimenticherò mai il momento in cui il motore si è spento ed è suonato l’allarme. Ero in cuccetta a rivedere un po’ di foto, sono saltato giù e ho raggiunto tutti gli altri che si stavano radunando nel punto di raccolta, in salone. Il capitano ci ha riferito che, per un guasto alla pompa di raffreddamento, eravamo senza motore. Ci ha trasparentemente spiegato che non avevano il ricambio e che non potevano ancorare la Malmo perché lì l’oceano era troppo profondo. Ma che, ovviamente, avrebbero cercato di gestire la situazione al meglio. Non lo abbiamo visto per diverse ore, chiuso in sala macchine con l’ingegnere di bordo. Questo era l’ambiente in cui andavamo alla deriva: Z6II su 24-120/4@69mm 1/400 f8 ISO100 Poteva andare malissimo, ma fortunatamente non c’era vento forte o mare grosso e il fenomenale ingegnere di bordo è riuscito, cannibalizzando la pompa del circuito antincendio (!) a ripristinare il circuito di raffreddamento del motore. In caso di condizioni avverse e/o di impossibilità di riparazione, la via di uscita sarebbe stata quella di essere evacuati con elicottero militare, sul quale salire via verricello. Insomma non proprio una cosa piacevole, non solo perché avrebbe rappresentato la fine anticipata della vacanza (il rischio era concreto e le istruzioni, in quella eventualità, sarebbero state di lasciare tutto sulla MS-Malmo ed indossare le tute stagne). Abbiamo capito l’ultima notte e giorno di navigazione, dentro una tempesta con 20 m/s di vento e le onde che spazzavano il ponte, quanto nella sfiga fossimo stati fortunati che, al momento del guasto, il tempo fosse stato buono. Ma forse è solo perché non sono un marinaio. Il capitano quella tempesta l’ha definita “a day in the office for the crew, you have to be prepared to stand it”… ma il suo viso e quelli dell’equipaggio, che evidentemente la notte non l'avevano passata come me in cuccetta imbottito di xamamina, raccontavano una storia diversa. Ma parlavamo di paesaggi un po’ speciali, no? Z6II su 24-120/4@48mm 1/640 f8 ISO200 Z9 su 24-120/4@70mm 1/500 f8 ISO64 Z6II su 100-400/4.5-5.6@100mm 1/640 f11 ISO160 E questo è il primo orso polare che io abbia mai visto. Fotografato, grazie al sole di mezzanotte, alle 1:56:40 di mattina. Anche qui un ricordo emozionante. L'orso lo abbiamo visto per ora di cena, dormiva pacifico. Abbiamo fatto un giro, e lui continuava a dormire. Allora si è deciso di fare la stessa cosa.... una mezz'ora al massimo di sonno e poi "Polar bear... Polar bear... GET UP!". In 10' netti sono vestito ed attrezzato di tutto punto seduto nello zodiac. Ovviamente nel frattempo l'orso non si vede più e giriamo in gommone una mezz'ora buona per ritrovarlo. Ma eccolo! Z9 su 500/4E+TC14II@700mm 1/2000 f6.3 ISO1250 Uno splendido maschio. L’orso polare come nome scientifico ha Ursus maritimus. Indovinate perché? Z9 su 500/4E@500mm 1/2000 f5.6 ISO900 Z9 su 500/4E@500mm 1/2000 f5.6 ISO1000 Ma non è stato l’unico incontro, abbiamo visto un altro maschio e questa bella famigliola, impegnata a fare incetta di uova di edredone su un' isoletta - ovviamente raggiunta a nuoto - e poi a farsi un mucchio di coccole. Z9 su 500/4E@500mm 1/2000 f5.6 ISO1800 Ma come dicevo non ci sono solo orsi....Questa è l’emersione del più grande mammifero del pianeta, fotografato dallo Zodiac: una balenottera azzurra (33metri di lunghezza, 190 tonnellate di peso). È poco più piccola della Malmo. Impossibile avere un’idea precisa della sua enorme dimensione senza essere in posizione molto elevata. Ed un incontro piuttosto fortunato, visto che è la prima anche per Audun! Z9 su 100-400/4.5-5.6S@400mm 1/2000 f8 ISO400 Si naviga con condizioni di luce sempre mutevoli... Z6II su 24-120/4@49mm 1/800 f5.6 ISO100 E si fanno incontri (i più attenti vedranno che questa famigliola è anche nello scatto precedente, che di fatto è di pochi minuti prima). Z9 su 500/4ES@500mm 1/1000 f4 ISO100 A volte si scende a terra... Z9 su 100-400/4.5-5.6S@400mm 1/2000 f5.6 ISO320 Z6II su 24-120/4@120mm 1/400 f16 ISO900 Ma solo dopo aver verificato con cura l'assenza di orsi nei paraggi e sotto l'occhio vigile delle guide, che non si separano mai dal fucile e dai dispositivi per spaventarli - dover sparare ad un orso per salvarci la vita solo per aver fatto fotografie nel momento sbagliato sarebbe una tragedia che nessuno di noi vorrebbe vedere mai. Z9 su 500/4E@500mm 1/500 f4 ISO110 La Z9, consente di fare cose che mai avrei potuto fare con la D5. Prima ero sulla spiaggia, quindi era un po' più facile. Mentre qui sono sporto fuori bordo, sdraiato sul tubolare del gommone, e la Z9 con montato il 100-400 è a pelo d’acqua. Perché solo con la Z9? Impugnatura ergonomica e monitor basculante… Oltre al coraggio di abbassarla sull’acqua fino a quando le dita non la toccano (dritta di Audun e questo sarebbe un altro filone da trattare...)! Z9 su 100-400/4.5-5.6S@230mm 1/500 f8 ISO250 La varietà di soggetti e situazioni nelle quali ho usato con successo l'attrezzatura è lunghissima, impossibile sintetizzarla in un solo articolo: Z9 su 100-400/4.5-5.6S@400mm 1/1600 f5.6 ISO360 Z6II su 500/4E@500mm 1/3200 f4.5 ISO100 Z9 su 100-400/4.5-5.6S@290mm 1/160 f16 ISO200 Z9 su 500/4E@500mm 1/2000 f5.6 ISO1000 Z6II su 24-120/4S@70mm 1/320 f11 ISO160 Z9 su 100-400/4.5-5.6S@400mm 1/2000 f5.6 ISO500 Chiudo con una foto che, ancora, suscita in me una forte emozione. Lo so, quelle che la precedono sono più spettacolari, ma questa è la fine del mare navigabile e l’inizio della banchisa. Almeno dove era il 19/6/2022, 80° 00'N 015° 00'E off Moffen Island. Il punto più a nord che io abbia mai raggiunto, con il Polo a circa 1000Km da noi. Z9 su 24-120/4S@49mm 1/200 f11 ISO64 Ci siamo volontariamente incagliati qui un giorno intero, sperando che 3 lontanissimi orsi, appena visibili con il binocolo, in caccia di foche, si avvicinassero. Spesso capita addirittura di incocciare in qualche orso curioso che si avvicina moltissimo alla nave. Purtroppo non è successo. È l’unica cosa che avrei voluto avere in più da questo viaggio: vedere un orso in caccia sulla banchisa, ma alla fine è meglio così: ho un validissimo motivo per tornare! Questo probabilmente è l’articolo più lungo che io abbia mai scritto, è ormai tempo di bilanci. Dopo il 2021, quando vendendo le reflex avevo un po’ buttato il cuore oltre l’ostacolo, il 2022 lo ricorderò come l’anno della raggiunta maturità del mondo Z. Ho fotografato molto e fatto due spedizioni fotografiche decisamente impegnative, usando con grande profitto solo corpi Z, lenti Z e residuando con bocchettone F unicamente i miei 500mm. Senza dubbio, la Z9 è l’ammiraglia che aspettavamo. Occorre solo lasciarla correre come preferisce e non forzarla a fare la reflex senza specchio. Se lo farai, ti darà risultati fantastici e ti aiuterà a portare la tua fotografia oltre ai tuoi precedenti limiti. La Z6II ha ottime qualità, ma non è un'ammiraglia. Sfido chiunque a capire delle immagini fatte sopra cosa è scattato con quale corpo, senza guardare le mie note. Ha qualità di immagine da vendere. Solo corre molto meno della sorellona, ma non sempre serve correre. Il 24-120 è il tuttofare di qualità che risolve tutte le situazioni, un must have per chi fotografa come me. Paesaggi, reportage, animali: è buono per tutto. Il 100-400 ha una qualità eccellente, è semplicissimo da usare a mano libera ed ha un AF estremamente veloce. Il range di focale è enormemente comodo ma non fa rimpiangere minimamente zoom meno spinti come il 70-200. C’è solo una cosa che vorrei chiedere a Nikon: un supertele con cui sostituire il 500/4E e abbandonare l’FTZ. Nikon? Mi senti? Massimo Vignoli per Nikonland (c) 11/9/2022
    29 points
  2. 9 Ho voluto cimentarmi nel controluce, o quasi, per creare immagini meno didascaliche, sfruttando nelle prime due il particolare colore delle ali della Trithemis annulata. Nikon Zfc, Micro-nikkor 105mm AfS VR G conTC 14 Eii, FTZ. Atterraggio Ali d'oro Obelisco! L'obelisco starebbe bene anche quadrato, ma ho seguito le indicazioni ed eccolo orizzontale.
    20 points
  3. 22 Alta Val Sessera (BI) per me una scoperta ... dietro casa (rob de matt) Uno dei tanti caprioli che questa estate ho incrociato lungo il fiume Sesia nel Parco delle Lame Ad Entracque di Valdieri, vallone della Rovina PN Alpi Marittime, piene di stambecchi giovani
    20 points
  4. 21 Il nostro 4 settembre: scarpinata fino su alla caverna del Monte Fenera, unico pezzo di calcare delle alpi del piemonte orientale quindi pieno di cavità carsiche Nikon D800 con Nikon AFs 8-15/4.5 fisheye Tripod Leofoto LS-254C, 30s-f/11 ISO 800 + illuminazione mini fari sub led Light&Motion GoBe 500 spot
    19 points
  5. 2 Project organizzato apposta per Nikonland in a Day. China beauty Nikon Z9, Nikkor 70-200/2,8E + FTZII. Abbiate pieta' di me, si tratta della mia prima prova di nudo. Osare fa bene alla salute.
    19 points
  6. Mauro Maratta e Max Aquila hanno appena scritto due articoli molto ben fatti che ci raccontano come le piccole Nikon con le loro Ottiche possono bastare e avanzare se non si ha la necessità o la possibilità di avere corredi di maggiore formato, ma si ha un po' di "manico". Il mio amico Gianni Ragno ne è convinto da tempo, tanto da averlo già detto in un'intervista: E siccome il suo occhio nello street è più acuto del mio (strano, i ragni dovrebbero essere miopi ) ecco una selezione dei suoi scatti dall'uscita insieme a Mauro e me di Domenica mattina, lungo il Naviglio Grande. Tutte le foto sono state scattate con la Nikon Z50 ed il 16-50 Z: Chi non vorrebbe in casa un tappeto così ? I colori che puoi tirar fuori dal 16-50. Quasi un quadro di quadri, tempi cupi... Un po' di street "vero". Love is all we need! Per salutarci: pure incontri alieni! Ma In compagnia si fotografa meglio? Foto di Gianni Ragno. Alla prossima!
    17 points
  7. 5 Le foto sono state fatte ieri durante un workshop (@rfpworkshop), oggi per impegni di famiglia non potevo fare foto. Ho incluso gli exif, spero si leggano in modo da poter controllare data, ora e parametri di scatto. La modella si chiama Marta Molinari. Buon 4 settembre a tutti.
    17 points
  8. 29 A Diver... Nikon Z50 e Nikkor Z 50-250mm f/4,5-6,3 VR @230 mm t/1600 f/6 ISO280 Nikonland in a day 2022
    16 points
  9. 27 L'autunno tarderà parecchio. Meteo e luci pessime sulle coste, ma una passeggiata nell'interno giusto per vedere la campagna riarsa dal sole e il lavoro dei contadini che hanno già iniziato a dissodare il terreno in vista delle piogge... prima o poi. Settembre Nikon Zfc + 16-50, a 33,5mm. ISO 100, 1/640 f.14. Compensato -0.3 Nikon D500 + 200-500, ISO 4000. 1/3200 f. 13. Compensato -0.3
    16 points
  10. 23 Sono uscito apposta per Nikonland, era questo lo scopo no? Senza soggetto senza un'idea.. un giro in un posto della mia zona che attira un po' di turisti, Grazzano Visconti, forse erano troppi i turisti perché trovare un angolo pulito è stata un'impresa... Ve la propongo così. Z9 con 28/75 a 28mm
    16 points
  11. 15 e oggi che ho fatto? come sempre a mollo, con il mare e i miei allievi. Oggi concluso il corso di Fotografia subacquea una full di tre giorni intensi tra teoria e pratica in acqua. Beh non mi dilungo ...ecco le mie tre foto. Ambiente ...Grotta dell'olio Palermo Foto pesce ravvicinata ..Pesce Pappagallo Macro ... Bavosa
    16 points
  12. 11 Z9 con MC105/2.8 Z9 su MC105/2.8 1/500 f8 ISO 90 Z9 su MC105/2.8 1/500 f5.6 ISO 72 Z9 su MC105/2.8 1/500 f8 ISO 90 Ed un grande grazie a Nikonland. Oggi se non ci fosse stato il Nikonland in a day non avrei preso la macchina fotografica... ma fotografare e stare un po' nella natura mi ha fatto un sacco bene!
    15 points
  13. 1 "Reflexio rosae” Rosa riflessa su specchio ottico. Luce led riflessa da specchio. Sigma SD1 Merrill + 105 f: 2,8 Macro.
    15 points
  14. Sabato ho fatto un salto ad Olbia per motivi familiari. MI sono trattenuto un paio di giorni e ho approfittato per fare qualche scatto al molo Brin dove si svolgeva il campioanto del mondo di aquabike. Giusto una mezz'ora non di più. Il fato (e sottolineo fato) ha voluto che Laura chiudendo lo sportello dell'auto chiudesse dentro anche il mignolo della mia mano sinistra fratturandolo. Qualsiasi cosa irripetibile vi possa passare per la mente io nei cinque minuti seguenti l'ho detta senza curarmi troppo dei decibel. Un dito della mano non si puo ingessare, bisogna solo aspettare che guarisca da solo. Fa male. Oggi un po' meno. Tutto questo per mezz'ora di scatti col mignolo dolorante e viola. Ma ne valeva la pena? Un dito rotto per una buona foto? Eh sì, una. Forse due o tre, ma una di sicuro. Un controluce pazzesco .... e per la miseria se ne valeva la pena Nikon D500 + 200-500 a 500mm. 1/3200 f.13 - ISO 250 compensato -0,3
    14 points
  15. 33 Un paio di scatti "stradali". visti e presi quando però avevo in mano la piccolina (Olympus OM-D EM-10 mk II + Zuiko 17mm f/2.8). Questo, con Z6 + 24-200mm: e questo con la piccola Olympus OM-D EM-10 MKII + Zuiko 17mm f/2.8:
    14 points
  16. 22 Purtroppo il 4 ero in viaggio.. ma queste sono state scattate di corsa il 3 a poche ore dalla mezzanotte. Solo per partecipare.
    14 points
  17. La fotografa naturalista spagnola Marina Cano, specializzata in fauna selvatica africana, ha ricevuto uno straordinario riconoscimento per il suo lavoro. Le sue spettacolari immagini del regno animale hanno vinto numerosi premi e sono state esposte in tutto il mondo. Diplomatasi come musicista, Marina ha trascorso i suoi primi anni insegnando musica classica. Tuttavia, scatta fotografie da quando era un'adolescente, affinando le sue abilità al Cabárceno Wildlife Park in Cantabria, un rifugio per la fauna selvatica in via di estinzione. Anni dopo, Marina è diventata professionista e ha iniziato a viaggiare in Africa, dove si è subito innamorata del continente. La devozione per tutta la vita di Marina alla fauna selvatica e alla natura alla fine l'ha portata a dedicarsi alla fotografia a tempo pieno. Ha pubblicato i libri: Cabárceno (2009) Drama & Intimacy (2011) l'e-book Babies of The Wild (2015), Inspiración y Naturaleza (2016) e il suo volume più recente, Wild Soul (2018) Le sue immagini sono state pubblicate in tutto il mondo in numerose pubblicazioni di rispetto, tra cui una copertina del libro del National Geographic The Wisdom of Mums, una copertina della rivista National Geographic Traveler in Spagna, nonché immagini nelle sue guide di Spagna, Portogallo e Polonia . Nel 2015 è stata finalista al prestigioso concorso Wildlife Photographer of the Year. Nello stesso anno è stata nominata Canon Ambassador. Tiene conferenze e corsi di fotografia in tutto il mondo e ha esposto in città di tutto il mondo, tra cui L'Avana, Seoul, Cape Town, Siviglia e Londra. Conosciuta per la sua arte distintiva, lo stile di ritrattistica della fotografia naturalistica, Marina afferma che non esiste una ricetta magica per creare immagini di animali in modi che le persone non hanno mai visto prima. Tuttavia, crede che se sei appassionato e dedicato a dedicare del tempo, svilupperai presto il tuo stile unico di immagini. Lei stessa afferma: Ho un impegno speciale con il pianeta e la fauna selvatica minacciata e spero che il mio lavoro possa toccare il cuore delle persone. I fotografi di solito dicono di "catturare" le immagini, ma per me è vero il contrario, mi hanno catturato gli animali. Per approfondire Website: www.marinacano.com Instagram: @marinacano Facebook: @marinacanowildlifephotographer Twitter: @MarinaCanoPhoto Tutte le foto sono (c) di Marina Cano.
    13 points
  18. Chi non sogna una fiammante Alfa Romeo Giulia GTAm Rosso Competizione con scarico Akrapovic ? Non tutti possiamo permettercela, però. E chi potrebbe, fa bene a chiedersi quanto potrebbe sfruttarla per le sue speciali ed uniche caratteristiche che ne hanno già fatto un'auto di culto. Tenerla in garage ad invecchiare ? Mai. Uscire nel traffico congestionato e viaggiare a 30 allora ? Che vergogna. Ognuno di noi, se ne ha bisogno, dovrebbe avere l'auto che fa per lui. Il giusto compromesso di tutte le sue caratteristiche. Ragionamento - se perdonate la mia passione per le auto sportive e le fuoriserie - che si può estendere a qualsiasi altro oggetto (o soggetto : vedi il partner) sulla terra. Anche la fotocamera. Molti di noi hanno comprato la Nikon Z9 e se la godono. Ma la Z9 si può paragonare alla Giulia GTAm per molti aspetti. Va bene in pista. Meno per la gita fuori porta con i figli, i suoceri e il cagnolino. Si, ci si può fare un paesaggio. Ma una Z7 non darebbe nulla di meno. Anzi. A molto meno. Ma non mi fermo qui. Proseguo. Nella realtà, per le foto di un fotografo di tutti i giorni, non c'è nemmeno bisogno di una Z7 o di una Z6. Spesso una Z5 è più che sufficiente. Spesso una Z50 basta tranquillamente. Io ho avuto una Z50 che ho passato a Max quando ho comprato la seconda Zfc. Si perchè la Zfc - che è la sorella carina della Z50 quanto la Z30 è la gemella con gli occhi castani della Z50 - mi piace molto ed è la fotocamera che impiego per praticamente tutte le foto di tutti i giorni. Tranne quando devo fare un lavoro tanto impegnativo per cui è necessario far uscire dal garage la Z9 ! E' una cosa strana perché 20 anni fa, quando sono uscite le prime reflex digitali, ci sentivamo menomati da quel formato ridotto, imposto dal contenimento dei costi dei sensori che riduceva la potenzialità dei nostri obiettivi. Ma, appunto, dopo 20 anni, la tecnologia è andata tanto avanti che una Nikon in formato DX non ha moltissimo da invidiare in termini di qualità di immagine, rispetto ad una FX. Si arriva a sensibilità che nemmeno la D3 poteva permettersi, avendo una dinamica complessiva anni luce più avanti. Le funzionalità sono tali e quali a quelle delle Nikon Z in pieno formato. Ma sono più economiche, più compatte, più ... alla mano. Anche più "spendibili", consentitemi di dirlo, di una Z9 con attaccato un obiettivo da 5000 euro quando andiamo in certi posti ... Direte voi, ma c'è il problema degli obiettivi. Nikon propone solo tre corpi macchina e tre zoom di taglio medio-basso. Ecco, questo oramai è solo un retaggio del passato, un preconcetto. Questi tre zoom, ne abbiamo parlato a lungo su queste pagine, sono di qualità eccellente, anche il plastichino 16-50 VR che io uso per quasi la totalità degli scatti dei prodotti oggetto delle prove e dei test per Nikonland. Scatto nel mio studio con la piccolina e il piccoletto, pilotando flash professionali per 2400 W/s con softbox da 120 e 140cm di diametro. Figuriamoci se smuovo la Z9 per fare cosine del genere ... Ma ai tre obiettivi Nikon, possiamo già oggi aggiungere una serie di proposte "di terze parti" che possono incontrare l'interesse di tutti. In questa foto che riprende la mia Bella Nikon Zfc con il suo vestitino verde menta, vedete tutti gli obiettivi adatti ad una Zfc/Z50/Z30 che ho in casa. Ma non sono tutti. Altri, e di belli, ne mancano. Come ad esempio i Viltrox AF 23/1.4 e 33/1.4. Mentre ne ho aggiunti tre che sono full-frame ma che sembrano fatti apposta per le nostre piccoline : i due Nikkor Z 28/2.8 e 40/2 e il nuovo TTArtisan AF 32/2.8 e nulla vieta di aggiungere il 50/2.8 MC che per l'appunto è stato usato per questo scatto foto scattata con l'altra Nikon Zfc e il Nikkor Z MC 50/2.8 in luce naturale (focus stacking di 16 scatti montati con Helicon Focus). E' tanto "perfetto" che potrebbe andare su un catalogo commerciale ... Sono già molti gli obiettivi adatti alle nostre piccole Nikon Z DX, molti sono autofocus, altri manual focus. Ci sono fisheye, superwide, obiettivi da ritratto, obiettivi superluminosi f/0.95 ... ed altri, intraprendenti produttori universali proporranno prossimamente altri obiettivi. Come Viltrox che sta costruendo un corredo di eccellenti obiettivi AF che consentono poi di scegliere il marchio del corpo macchina da abbinare loro. Ma anche Tamron si aggiungerà, facilmente, ai produttori di obiettivi autofocus in formato DX. E come vedete mi sto limitando ad indicare obiettivi nativi con attacco Z, trascurando l'enormità di obiettivi di tutti i tempi utilizzabili via adattatore "scemo" o "intelligente". Insomma, già oggi, l'alibi della mancanza di obiettivi decade. Se le immagini che seguono non vi convincono, allora la causa è il vostro snobismo Seguono foto prese da Nikonland, scattate rigorosamente con Nikon Z in formato DX con gli obiettivi più vari, dal modesto 16-50 al supercremoso TTArtisan 50/0.95, senza trascurare tutti gli altri. Ditemi voi se, senza saperlo, potreste pensare che sono stati scattati con una Z50 anziché con una Z7 II da 3.600 euro. con un flash professionale a batteria da 600 W/s e softbox acconcio con un flash professionale a batteria da 600 W/s e softbox acconcio in esterni, davanti a tutti ! con 1800 Watt/s di flash professionali con svariati metri cubi di softbox davanti, fondale, esposimetro esterno, etc. etc. La risoluzione è bassa, limitata a 20 megapixel ? Errore, ho consegnato un file per la stampa in formato poster portata a 80 megapixel di un mio scatto fatto con la Zfc e un obiettivo del 1957 Nikon Zfc e Trioplan 2/100mm del 1957. Scatto portato a 11557 pixel di lato in formato TIFF a 16 bit partendo dal NEF originale via Photoshop (migliora AI) e stampato poi "a parete". Insomma, rifletteteci bene. Forse vi basta una DX, purché sia una Nikon Z ... Si perchè queste macchine - e qui non abbiamo esplorato il video, eccellente, che hanno, ma solo il lato fotografico - sono piccole, modeste e relativamente economiche e sono solo la prima generazione di Nikon Z. Ma nei fatti sono delle Supergirl a tutti gli effetti ... e vi sfido a dimostrare il contrario. Che sia il primo corpo o il secondo corpo rispetto ad un'altra macchina più impegnativa e costosa, faranno tutto ciò che saprete far loro fare ... tutti gli scatti di questo articolo provengono da fotocamere Nikon Z in formato DX. Nessuna Nikon FX è stata sacrificata per ottenere il risultato. Usando fotocamere FX ed obiettivi da 2500 euro sarebbero venute foto migliori ? Forse, se ne sareste stati capaci. Ma già così vi sfidiamo a provarci ... In ogni caso, comprate Nikon : vivrete più sani e sereni
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  19. "Sono Lighea, sono figlia di Calliope.Non credere alle favole inventate su di noi:Non uccidiamo nessuno, amiamo soltanto." ( La sirena di G.Tomasi di Lampedusa) Non sono guizzi di pesci argentati, non sono le onde cristalline che si infrangono laggi˘ dove il mare bacia l'azzurro del cielo, sono loro,le mitiche sirene .Il mare le ha rapite per non farle fuggire dal suo liquido abbraccio. Eterne seduttrici, amanti appassionate, splendide madri dalle cui viscere nasce la vita.Esseri fatati che solcano gli oceani e si librano nelle loro profondit‡ per poi ritornare in superficie e regalare agli uomini, immaginari, meravigliosi scenari e donare loro la bellezza di un mondo incantato, dove l'amore Ë l'immortale sovrano. Ma le sirene sanno anche spogliarsi dalle apparenze, dalla storia terrena e dal tempo che ne segna l'avvicendarsi degli eventi, esse, immortali creature del mare, racchiudono nel loro corpo di donna e di pesce il passato e il presente, la passione dell'amore puro e la saggezza della madre.Come il mare Ë detentore di intimi segreti, di realtà insospettate, di storie vissute, di vita e di morte, le sirene, estrema rappresentazione mitica dell'eterno femminino, racchiudono con il loro essere donna, millenari segreti della natura.Il mare le avvolge delicatamente, esse sanno come accondiscendere alla sua volontà, sanno volare tra le acque senza ali, scendere e poi risalire, lasciarsi andare o lottare contro le correnti.La natura Ë donna, la natura, risultanza perfetta di amore, poesia e arte, si fonde con il femmineo sentire.L'acqua dà la vita all'uomo, la vita nasce dalla donna, la donna torna all'acqua. Il suo sentire interiore, immortale come la sirena, sfuggire sempre alla ragione prima che essa possa catturarlo e imprigionarlo. Da molto tempo ormai tengo nel cassetto questo progetto ...è ora di farlo girare, conoscere, sentire le opinioni, anche brutali... Il lavoro è di 40 immagini, tutte realizzate con modelle amiche che si sono prestate al gioco.
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  20. 36 Valle del Primiero scatto di Domenica 4 Settembre , dal paese di Mezzano, sullo sfondo in piccolo il campanile del paese di Imèr D810 - sigma 24-105
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  21. 35 Il giorno " DAY di Nikonlandsono uscito presto per fare un giro che mi permettesse di avere qualcosa da presentare. Tempo nuvoloso con pioggiarella continua. Per farla corta ho fatto diversi Km facendo foto qua e la, ma niente, ero sicuro, che mi soddisfacesse. Tornato in pase per "affogare nell'alcol la mia delusione" tradotto un Bianco prima di pranzo, scopro che deve arrivare un gruppo di Harley Davidson. Mi decido ad ad aspettare e le tre foto sotto sono quelle che ho scelto per il DAY..... Tutte fatte con ZFC+24-200z
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  22. 32 Dopo le piogge della scorsa settimana, sui prati aridi sono spuntati un po' di fiori e di conseguenza sono ricomparse le farfalle di stagione, prima completamente sparite. C'era solo l'imbarazzo della scelta. Erebia aethiops. Nikon Z 7 2.8/105 MC Z F.6,3, 1/200 sec., ISO 64, mano libera Pontia edusa. Nikon Z 7 2.8/105 MC Z F. 9, 1/320 sec., ISO 64, mano libera Melitaea didyma. Nikon D500 4/300 PF ED + I.4 TC F. 11, 1/640 sec., ISO 400, mano libera
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  23. Il Nikkor Z 24-120mm f/4 S ha fatto un rapido passaggio per casa mia in queste settimane di settembre. Era tanta la curiosità di provarlo. Non come "tuttofare giramondo" come pare sia considerato dai più. Ma come ottica specializzata in grado di sostituire il Nikkor Z 70-200/2.8 S (alle gare di dragway) e tutto un arsenale di Nikkor Z in studio fotografico. Ed è questo l'oggetto di questo test. Che poi un vero test non è. Nel senso che quando io prendo totale confidenza con il mezzo che sto usando (è il caso della Nikon Z9 già con me da inizio anno ma è stato altrettanto immediato con questo zoom transtandard) mi dimentico del tutto che ... sto provando un obiettivo e mi concentro su quello che mi piace di più : fotografare. Ecco, credo che questa sia la sintesi estrema delle mie settimane d'uso con questo obiettivo. E' talmente naturale usarlo che tutto il resto passa in secondo piano. E' privo di difetti ottici (giusto un filino minimo di vignettatura alle focali più corte). E' nitidissimo sempre. Ha un autofocus rapidissimo. E' tanto affidabile da toglierti ogni ansia. Anche di cambiare obiettivo Morale, ho fatto 17.582 scatti in quattro sessioni fotografiche con due modelle. Usandolo in tutta la gamma focale ma principalmente - ma guarda un pò - tra 85 e 105mm. Difetti ? Si, personalmente rinuncerei ai 24mm per arrivare invece a 135 sul lato più lungo ! Per il resto capisco perfettamente perché Nikon non riesca a produrne abbastanza per soddisfare le richieste. La finisco qui nell'introdurre la lunga teoria di foto che ho selezionato per convalidare quanto dicevo più sopra : altro che test, io ho scattato con questo obiettivo come se facesse parte del mio arsenale in pianta stabile ... da anni. Mi scuso se la gran parte di queste foto sono da visualizzare in situazioni di privacy ma io adoro le donne. Tanto più quando, così belle, lo sono ancora di più al naturale ! *** Location : Cross+Studio di Milano, sale Bridge e Watt Modelle : Silvjia e Ginevra Luci : Godox M600D e UL200 con fresnel da 10'' e riflettore in ambiente misto naturale+artificiale Diaframma quasi sempre f/4, sensibilità ISO 64 e ISO 500, bilanciamento del bianco su Natural Auto, picture control su Portrait o Monocromatico, NEF compresso ed efficienza elevata e ovviamente la mia adorata Nikon Z9 Messa a fuoco perfetta ? Checked ! immagine piena dettaglio del viso immagine piena dettaglio del viso al 100% immagine piena dettaglio al 100% La capacità di lettura del sistema è tale da poter aprire impunemente le ombre per ottenere ogni dettaglio visibile mentre le tonalità di colore sono esattamente come le vedo ad occhio nessuna incertezza sull'incarnato. Queste foto non hanno alcun ritocco se non in dettagli marginali. Nessuna teoria del colore applicata, né gradazioni tonali o altre sofisticherie. Io scatto troppo per permettermi anche queste complicazioni ... al limite posso starare io il bianco per avere un effetto a piacere ... Ma partendo da una base assolutamente neutra, come si conviene per uno strumento chiaramente professionale dettaglio della foto precedente (con la pelle e tutto il resto di Silvjia al naturale) insomma, lavoro se uno lavora, divertimento se uno si diverte. Senza pensare un secondo allo strumento che deve essere del tutto duttile, come la creta dello scultore. Altra situazione, altra modella, altro tipo di luce : Ma torniamo per un attimo all'altra scena, per confrontare i differenti contrasti resi. sono mezzi busti ma ho la certezza che se ingrandisco gli occhi al 100% li avrò perfettamente a fuoco ! Ma per averne la certezza ... voilà ! Chiudiamo una sala ... ... per spostarci nell'altra In questo set alternavo la Z9 con il 24-120/4 ad f/4 con la Zfc e un obiettivo f/1.4 per differenziare le riprese, quindi la gran parte delle immagini riprese con il 24-120/4 sono figure intere o quasi in varie situazioni di luce e postura. Concludendo in una visione caravaggesca dove si esaltano forme e volumi. Insomma ... ... il più l'ho già detto. E' difficile che trovi la confidenza assoluta con un obiettivo nuovo già la prima volta. E' come con le modelle, devo prendere bene le misure per sapere fin dove posso osare con la giusta tranquillità. Ma non è raro che con i Nikkor Z già dai primi scatti la sintonia sia totale. Con questo Nikkor Z 24-120/4 S ho fatto circa 25.000 scatti in tre settimane. Non so se qualcuno sia da buttare. Certamente non per causa sua. Piena soddisfazione. Ecco, in questo articolo potete vedere cosa pensa questo obiettivo, delle donne. Io non c'entro, ho lasciato fare a lui e a loro (il problema adesso è che mi è piaciuto tanto che, una volta spedito al destinatario, mi manca. Ma che diamine, come dice il mio amico Giuseppe, mica posso comprarmi sempre tutto !)
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  24. Z9 ordinata il 19.12.21 e ritirata il 22.08.22. Parto il 26.08 per fotosafari in Kenya, programmato da oltre 1 anno. nemmeno il tempo di provarla...
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  25. Un aperitivo per la settimana del bianco e nero (mi sto esercitando).
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  26. In ritardo per la pubblicazione oltre che per data dello scatto ma, un paio di foto le pubblico
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  27. 12 points
  28. Laghetti di montagna, ripresi all'alba dal rifugio Locatelli, un momento stupendo. Nikon Z6 - Nikkor Z 24/70 f4 S
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  29. Alcune prove con la Z9 e il nuovo Z 400/4.5 liscio, le prime impressioni sono molto positive; è una piuma, non una novità chiaramente, ma lo posso confermare molto nitido e con un autofocus altrettanto performante poi l'altra sera sono riuscito ad avere un irreperibile (anche quello) tc Z 1.4x e da alcune prove a casa sono sorpreso in modo incredibile, infatti ho sempre detestato i tc e praticamente mai usati sul campo qui mi pare aprirsi un nuovo mondo ma le prove in casa di solito contano molto poco vedro sul campo. Ottimo anche il VR che permette di scattare tranquillamente a mano libera ad 1/30" stupefacente. Ciao Francesco Un primo piano di gipeto adulto al tramonto del sole nel vallone ISO 320 1/2000 f5.6 Un immaturo di aquila reale con un tag gps probabilmente proveniente da qualche vallata della Francia dove si svolgono alcuni progetti per capire e prevenire incidenti mortali seguito impatti degli animali sugli elettrodotti dell'alta tensione. ISO 720 1/2000 f4.5 Infine un grifone estivante, controluce, sul sole appena sorto dalla cresta. ISO 400 1/1600 f4.5
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  30. La Nikon Z9 sul più improbabile dei treppiedini Manfrotto. il mio contascatti, partito a zero il 29 gennaio 2022. Leggo di gente atterrita dal "mezzo meccanico" che, in preda ai dubbi, davanti alla Z9 sembra come la classica sposina d'altri tempi alla prima notte di nozze (altri tempi, altri tempi ...). Altri che nel dubbio ... si astengono. Chi dice che aspetterà la Nikon Z8, nella speranza che sia come la sorella, altrettanto 'bbona ma un pò più stretta di ... fianchi. Chi la usa per fare il paesaggio, uno scatto solo, uno scatto solo. Mentre c'è chi l'ha portata a Svalbard tra gli orsi e in Scandinavia tra i bisonti. Ma mai una volta in studio. Sai mai che se la prenda a male ... Qualcuno pensa che non sia come la D5. Perché, chissà mai che quella si offenda e che al momento cruciale metta in sciopero le Trombe di Falloppio (cit. Lina Vertmuller). Chi dice che le manca la parola, chi che al buio non ci vede una mazza. Ma la verità, in questo mondo funestato dall'informazione che invece è opinione di parte, non esiste. Esiste solo un fatto, vero, incontrovertibile. Potete aspettare, pensarci su, crearvi alibi, farvi convincere dalla moglie che il bagno del seminterrato è più urgente. Dire che tanto serve solo a quei pazzi di Nikonland. Ma la verità vera è che la Nikon Z9, c'è, esiste, si può comperare. Volete desistere, resistere, attendere, aspettare, non farvi indurre in tentazione. Sono tutti sonori 'azzi vostri. Continuare a fare autoerotismo se vi va bene così. Io invece vi dico : la volete ? Eccovela, accattatevilla ! Nikon Z9 + Nikkor Z 100-400@400mm, f/5.6, 1/60''. Autodromo Nazionale di Monza, Tribuna 15 Ascari II. Venerdì 9 settembre 2022. Questa foto l'ho fatta io, con la mia Z9, insieme ad altre 34.000. Perchè la vita è adesso. Non domani, il mese prossimo, l'anno che viene ... Accattatevilla ! (comperatevela !)
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  31. 11 points
  32. 50 Eccomi in scivolata, come al solito all'ultimo minuto utile Dalla splendida mattinata di oggi insieme a Mauro e alla bellissima Silvy, due b/n e due a colori! Nikon Zfc + Nikkor Z 50 1.8S
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  33. Quando un numero ti si fissa addosso senza scampo, diventa un leit motiv. Quattrocento millimetri è la mia focale di base nel genere che pratico con i teleobiettivi: ossia fotografare a mare, qualunque soggetto mi si pari davanti, interpretandolo... Motivo per cui, proprio sere fa, ad un ragazzo che fotografa e mi chiedeva che genere preferissi, ho risposto: "la fotografia sportiva" e lui, deluso un pò (dati i discorsi appena intercorsi): "si...ma in ambito artistico ?" ed io: "ah, si... la gente !" Sono molto fortunato, perchè mi è stato concesso in prestito temporaneo l'ultimo figlio di una saga di teleobiettivi Nikkor, iniziata decenni fa e che annovera tra i suoi esemplari eccellenze e comprimari. Io li ho potuti provare quasi tutti, tranne gli f/2,8 di ultima generazione, sicuramente tutti quelli di middle class e contenuti all'interno di zoom di varia focale. Uno dei miei primi test a confronto su Nikonland, riguardava appunto due tele MF di questa focale, un Nikon ed un Sigma. Un'altro articolo, era dedicato al 400/3,5 AiS, un gladiatore che ancora posseggo. Mauro Maratta ha appena scritto in maniera entusiastica del nuovo figlio di Nikon Anche io ne scriverò ampiamente nelle prossime settimane, dopo averlo reso. Ma volevo testimoniarvi del primissimo approccio di oggi pomeriggio: 1500 scatti sulla Z9 in varie modalità di formato, sensore AF e profilo colore: in condizioni luminose di luce bassa sul mare, prevalentemente di controluce. Prima di tutto ...la sensazione di avere a che fare con un capolavoro di progettazione dei pesi e del baricentro: con o senza piedino per treppiede, cade in mano nel modo in cui ci si aspetta/desidera: un campione di bilanciamento dei pesi, grazie anche al paraluce rinforzato (rispetto altre recenti realizzazioni Nikon) che compensa la leggerezza generale di questo teleobiettivo. Quindi...: la scarsa necessità di posproduzione dei files ottenuti: anche di quelli più velati dal controluce. Un bokeh che a mio avviso oscura del tutto quello degli PF, outsider di questi ultimi anni... ineluttabilmente... A presto, per un'analisi puntuale delle caratteristiche e potenzialità ulteriori di questo 400mm Si, penso di essere davvero fortunato Max Aquila photo (C) per Nikonland 2022
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  34. 24 Non fotografavo un'alba dal 2019 e mi è sembrata l'occasione giusta. Sopralluogo qualche giorno prima e domenica levataccia. Tutte con Z9 e 14-24. Alba in Val Rosandra.
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  35. 6 Ed ecco il mio piccolo piccolo contributo, si tratta in fondo di una cosa molto personale.. oltre al fatto che è pure una cosa semplice, di tutti i giorni per alcuni; si tratta dell'ingresso che condizionerà la nostra vita , la mia e quella di mia moglie per i prossimi tre anni, si tratta dell' asilo dove tra due giorni la nipotina inizierà il suo nuovo percorso. Gli scatti sono stati fatti con la mia Z 50, in tre sessioni differenti, la prima stamane, il sole.. era da un'altra parte.. poi nel pomeriggio, il vetro è il Nikkor DX 10-20; buon 4 settembre a tutti quanti Chiedo scusa.. penso la migliore sia la seconda...
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  36. Sabato 24 settembre 2022 Autodromo di Monza, pioggia abbondante Ingresso seconda Variante - Nikon D850@600 f/6.3 t:1/800 Auto ISO EXP -0.3 Seconda variante, panning in uscita - Nikon D850@400 f/6.0 t:1/50 Auto ISO EXP -0.3 Prima variante, panning Nikon D850@240 f/7.1 t:1/60 Auto ISO nessuna compensazione EXP Nessun ritaglio applicato alle foto, PP tutta in automatico corretta dopo a sentimento. Scusatemi se ho esagerato un po' con le foto, ma spero che si veda quanto mi sono divertito. Alla prossima
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  37. Proposto in prima battuta solo per Fujifilm si è fatto una grande reputazione anche a confronto con i migliori Fujinon. Esce adesso dopo una fase di sottoscrizione pubblica per finanziarne lo sviluppo anche per Nikon Z. E' il quarto obiettivo in formato DX proposto da Viltrox per le nostre Nikon Z30/Z50/Zfc, dopo il primo trio composto da 23,33 e 56 tutti f/1.4. Abbiamo recensito con buon giudizio il 33/1.4 su queste pagine e presto parleremo anche del 56/1.4 ... ... ma devo anticipare che questo 13mm, supergrandangolare estremo sia per focale che per luminosità, fa parte di una classe a se. Ed è semplicemente il miglior obiettivo in formato APS-C che io abbia mai provato, a prescindere dal marchio. Punto Potete fidarvi o meno di questa affermazione che non cerco di appoggiare con argomenti artefatti. Credo che bastino pochi scatti dell'oggetto e delle prime foto che ho potuto scattare per capire cosa sia, a cosa possa servire, cosa significhi per il mercato. E' vero, Viltrox è un piccolo produttore cinese ma si è presentato sul mercato con una concretezza che stupisce. Ogni dettaglio dei suoi prodotti parla da se. Il rapporto prezzo/prestazioni è in generale sul lato del "miracoloso". Resta il dubbio, purtroppo suffragato da tante esperienze lette in rete di un controllo di qualità non sempre all'altezza e di una rete di assistenza piuttosto evanescente. Ma queste non sono cose che si ottengono al tavolo da disegno (pardon, al CAD/CAE/CAM), si deve sudare per farsi una fama di qualità ed affidabilità. Cos'è E' un supergrandangolare rettilineare superluminoso in formato APS-C per mirrorless Nikon Z, autofocus con compilazione completa dei dati Exif nei file Nikon. Fino a qualche anno fa era impensabile un oggetto del genere, non solo per la focale, che avrebbe richiesto costosi processi produttivi e lenti ultraconvesse ma per la luminosità così elevata, degna più di un obiettivo da ritratto - di quelli belli - che di un grandangolare estremo. Pensiamo a cosa era il 13mm Nikkor AIS o anche solo a cosa sia il 14mm Sigma Art per definire la portata di oggetti del genere. Certo, il formato DX aiuta sia nel progetto che nella realizzazione. Ma la focale 13mm resta comunque estrema. Ed f/1.4 di apertura massima del diaframma, più unica che rara. Questo lo connota, più che come il classico obiettivo da paesaggio, da interni o da architettura (treppiedi etc. etc.), come obiettivo da ritratto ambientato, sia per fotografia che per video/vlog etc. Anzi, è proprio per il video che è ottimizzato questo obiettivo. Come è fatto schema ottico ed MTF. C'è grande impiego di lenti, di cui la gran parte speciali. L'obiettivo non è tropicalizzato ma ci sono anelli a tenuta. il barilotto è lungo 90mm per 74mm di diametro. Pesa 455 grammi e mette a fuoco a 22 cm. Il passo filtri è un modesto e oramai comune 67mm. L'angolo di campo è di 94°. Il diaframma apre da f/1.4 ad f/16. a proposito di diaframma. L'anello dei diaframmi in tutti i Viltrox è fisico. E funziona automaticamente. Nel senso che con la Nikon Zfc si compie il paradigma compiuto di funzionamento vecchio stile, con il diaframma che si regola a mano con la sinistra con cui si regge l'obiettivo. Senza indicare nulla nel menù della macchina. Funziona così e basta. Come una volta. la scatola, bianca, è piuttosto corposa. ed è molto ben confezionata con soluzioni premium sia nell'involucro che nell'interno. insomma, meglio di Nikon, giusto per capirci ... L'obiettivo è in metallo, paraluce compreso. Solo il tappo è in plastica comune, stile Sigma, per capirci. serigrafie ed iscrizioni sono perfettamente realizzate. Il paraluce ha una sua specifica, come per i marchi importanti. diaframma chiuso e aperto. La baionetta è ben realizzata, l'anello blu è tipico dei Viltrox. Non sfugge la presa USB-C per effettuare eventuali aggiornamenti firmware (io l'ho fatto appena arrivato a casa, via Amazon.it in pronta consegna). Come sta sulla Nikon Zfc Io l'ho comprato per montarlo ed usarlo sulla mia Nikon Zfc. Bella - quella col completino verde menta - si è precipitata subito a conoscere il nuovo arrivato e queste sono le loro foto di coppia credo che la qualità della realizzazione parli da sola. Al tatto il complesso è ... sensazionale. L'obiettivo sembra invero pensato per la Nikon Zfc in termini di fattura e modalità operative. Anche se come dimensioni e peso siamo al limite massimo che la piccola Zfc priva di impugnatura può sopportare. Io la tengo sempre con la SmallRig montata e quindi ci siamo. Ma ognuno si sappia regolare. Come va Andiamo a noi. Smarcato il fatto che questo obiettivo è bello e ben costruito, alla fine conta la qualità delle sue foto. Ebbene, da lasciare a bocca aperta. Al netto che su Lightroom mi sono trovato il profilo di correzione integrato questo obiettivo è sostanzialmente privo di difetti ottici. Non mostra distorsioni di nessun genere (se non quelle prospettiche, se non stiamo in bolla), niente aberrazioni cromatiche, poca o scarsa vignettatura. Ok, ai bordi non avrà la stessa nitidezza che al centro, ad f/1.4. Ma come ho scritto all'inizio questo non è un obiettivo per riproduzioni o per paesaggio. E un obiettivo pensato per ambientare i soggetti. Come ho potuto fare solo con Archie e Toby, non avendo altra occasione prima di questa anteprima f/1.4, 1600 ISO, 1/250'', sul tavolo di cucina, senza correzioni. Questi due cuccioli sono alti al garrese i canonici 28 cm ... come in queste foto, in esterni, ai mercatini d'arte dei navigli di Milano. ribadisco : linee tese, senza correzioni Naturalmente non voglio essere asseverante, ognuno userà questo "19.5" mm come crede sulla sua Nikon Z. Sia essa una DX che una FX, magari una Z7 o una Z9 per avere in formato crop la stessa risoluzione di una Zfc/Z50/Z30. Alla ricerca di linee e prospettive o studiando forme e colori coi colori che sa offrire, anche senza interventi in sviluppo restando le persone in ambiente, il suo soggetto prediletto dove tutto è leggibile pur a diaframma medio ma quando ci va possiamo passare ad un'altra dimensione, sempre fatta di linee tese, forti, corrette insomma, lo strumento c'è, il resto lo deve fare il fotografo. Volendo trovare un difetto, lo troviamo nella comparsa di flare in alcune situazioni ma non sempre. Dipende dalla scena. flare cercato, scatto lasciato tutto al naturale (ovviamente da cestinare). Conclusioni Non vi annoio oltre, perché credo che un obiettivo così necessiti di un certo periodo per prenderne completamente possesso. Quindi ne riparleremo. In questa occasione volevo solo darvi a grandi linee un'idea delle sue prestazioni e potenzialità, il resto sta a voi. Per me per Nikon Z è un must-have. Al prezzo di 492 euro, spedito a casa, con IVA, è anche un discreto affare. Ma questo lo lascio decidere a voi ... PRO bello, consistente, funzionale, sembra un Nikon Z a tutti gli effetti per autofocus (silenzioso e preciso) e integrazione nel sistema anche in ambito di sviluppo dei file costruito benissimo lineare, praticamente esente da difetti ottici evidenti pensato con lo scopo di farne uno strumento creativo per ritratto ambientato, sfruttando la linearità di risposta e il diaframma molto luminoso rapporto prezzo/prestazioni eccezionale con la Nikon Zfc abbiamo l'anello del diaframma funzionante, a completamente di ghiere e torrette superiori, per un uso all'antica, tutto manuale CONTRO grosso rispetto ad altre soluzioni, al limite del massimo possibile da montare su una Nikon Zfc comparsa di velature e flare in certe situazioni (ma bisogna andarsele a cercare) quella C rossa che mi ricorda Canon ! la mia Zfc, il Viltrox 13mm f/1.4, di fianco il piccolissimo TTArtisan 32/2.8 AF. Per capire le proporzioni ...
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  38. 30 Il comune di Ancona, per il Nikonland day del 4 settembre ha appositamente organizzato un breve spettacolo pirotecnico ripreso da me con Z7II e 24 120 Z
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  39. 18 Buonasera, Premetto , che non so se la sede è quella adatta. Il mio 4 settembre fotografico lo dedico ai miei genitori in rsa. Mio padre ad un certo punto... " sai qua ci conosciamo tutti, ma siamo tutti dai 80/90 anni per cui ci capiamo molto poco
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  40. 10 points
  41. 20 ...da una lacrima sul viso... frogeye.. ...landing Tutte e tre col mio outfit estivo: Z50 + Z50-250 + lenti addizionali Nikon 5T e 6T
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  42. 17 (Porterà male?) Mi aggrego con pochissimo ma .... due scatti di notte per provare filtro natural night NISI Z7 + 100-400 Z Villa Grock in notturno con ospiti e il molo lungo (sempre Z7 con 100-400 Z). Ed infine, una delle ragioni dei miei impegni ..... primo nipotino, di 4 giorni, appena a casa, in braccio alla mamma (mia figlia). Z9 con 85 mmZ (due Speedlight in remoto a 1/128 - Godox e Nikon - guidati da Godox XPro-N) Buona settimana a tutti dal nuovo nonno!!
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  43. Vi arriva direttamente in un bel trolley in cordura, dotato di tutte le comodità con dentro ben stipato ogni componente. per me già questo è stato un motivo a favore dell'acquisto, perché tendo a perdere ogni accessorio se non sta in una borsa sola. perché qui i componenti sono diversi. Non è una luce pronta all'uso, bisogna montarla sul campo. è composta da due elementi principali : la lampada, piuttosto compatta e con il suo bel sostegno ad arco, il generatore separato, da appendere alla gamba del treppiedi (robusto, anzi, meglio se robustissimo) tramite un bel clamp ben dimensionato, i due cavi e il riflettore argentato. In più, nella cappelliera, il fresnel dedicato, da 10 pollici con una angolazione del cono di luce da 10° a 35°. qui montato su uno stativo a cremagliera da palco di Manfrotto. Un arnese che costa il doppio della luce stessa (in dotazione allo studio, io a casa, se mai userò questa luce, la impiegherò con uno stativo tedesco, da 100 euro). eccolo nel set, di controluce un Godox UL200 usato come luce d'effetto. A destra Pietro sta infastidendo Ginevra mentre Rossano, al solito, sbriga i suoi affari con lo smartphone ... sempre lo stesso set, non sovraesposto per rivelare il Godox M600D che resta, discreto, a 3 metri di altezza e lontano dal soggetto. che qui invece si intravede sulla sinistra. *** Ma torniamo indietro di qualche anno. Sono artisticamente molto legato alla luce teatrale e fotograficamente mi esalto quando i contrasti ricordano le tele di Caravaggio. Oramai molti anni fa mi sono fatto costruire un workshop di una giornata di infarinatura con le luci teatrali condotto magnificamente da Marco Maria d'Ottavi e Luca Mosconi. Quel giorno mi fecero vedere l'effetto in uno studio molto grande e con il soffitto molto alto di due fari da svariati kilowatt muniti di tutti i modificatori dedicati (gobo, occhio di bue etc.), cose che scaldano come un altoforno e necessitano di elementi in titanio perché non si cuociano. Ma pur in luce ambiente (mica in una stanza oscurata, come non era oscurata la stanza in cui ho messo il mio Godox nelle foto di backstage proposte più sopra), gli effetti che ci permisero nel workshop quelle luci mi entusiasmarono. L'inizio della mia carriera di fotografo di questo genere è avvenuto con luci continue tipo le Arri da 500W che cuocevano sia le modelle che i fotografi per non parlare dei softbox, resi marroni dall'uso. Altro che bilanciamento del bianco. Questo mi ha fatto trasmigrare ai flash da studio per ottenere almeno la potenza necessaria, sebbene perdendo quasi del tutto l'immediatezza della luce reale e continua, quella che siamo abituati a vedere ... grazie al sole. Grandi profondità di campo e facilità di impiego per scopi commerciali (tipo moda, beauty etc.) ma meno artistica secondo me e decisamente artificiale. Perché le luci fisse disponibili erano improponibili. Saltava il contatore, erano instabili, si bruciavano, facevano da stufa, la temperatura colore era impossibile. Questo fino all'arrivo dell'ultima generazione di LED, in particolare dei COB (“Chip On Board”, chip di led multipli, legati fra loro a formare un unica unità), come i vari Godox che ho usato in questi anni e che ho presentato anche su queste pagine. Ma parliamo di luci fino a 200 Watt, potenti si ma non tanto da sembrare una luce teatrale. Ma lo scorso dicembre, a sorpresa, la presentazione di di questa nuova serie, denominata Knowled e pensata proprio per scopi teatrali/cinematografici/televisivi. Sorvolando sugli aspetti tecnici, qui parliamo di una lampada che assorbe fino a 720 watt e ne scarica attraverso il suo riflettore circa 600, ottenendo un cono compatto e assolutamente neutro. Le regolazioni avvengono via pannello di controllo sul generato che resta a portata di mano dell'operatore (a differenza degli altri led che una volta tirati all'altezza necessaria per le riprese, sono irraggiungibili per un tappo come me !), oppure via app su smartphone. Le connessioni sono a standard che definirei militari, la qualità del prodotto impressionante per un hobbysta come me. La potenza della luce straordinaria e misurata in decine di migliaia di lux ... a 3 metri di distanza. Aggiungendo il fresnel da 25 cm si ottiene addirittura un incremento di luce (ho misurato ad un metro qualche cosa tipo 300.000 Lux, ma forse erano anche di più ...) che va da 3 a 20 volte a seconda dell'angolo di campo selezionato(mediante rotazione meccanica del cilindro in cui è alloggiata la lente di fresnel). E' il principio di funzionamento dei fari delle automobili che da pochi watt diventano abbaglianti. Ecco l'impressione, una volta acceso e tirato su, anche solo a metà potenza e con il cono del fresnel a 35° è quella di un faro o di una fotoelettrica per scoperta aerea. Sovrabbondante per ogni esigenza fotografica o videografica. Ovviamente, venerdì mi è arrivato e già nel week-end si è fatto 5 ore di scatti. In varie sale del Cross+Studio, uno dei pochi posti cui posso accedere che abbia il treppiedi che ci vuole e l'altezza da terra necessaria ! Nelle foto che seguono, le mie solite, chiedo scusa, mostro svariate possibilità di utilizzo, anche in unione ad una ulteriore luce d'effetto che può essere un altro led a più bassa potenza (che solo 60 o 100 watt). le foto del set di cui al backstage più sopra. Nikon Z9 e Nikkor Z 24-120/4 ad ISO 500 per f/4 e 1/500''. Il bello è che la scena dal vivo è esattamente così, come si vede nelle foto. Non si deve immaginare, scattare e poi guardare per modificare le impostazioni, come si deve fare con i flash. Qui è tutto in tempo reale e fedele alla realtà. Come nei mirini delle nostre Nikon Z ! qui siamo con il fresnel al minimo angolo di 10°, la luce è più dura, giusta per l'effetto che volevamo qui qui è la luce al naturale, senza trucchi in postproduzione (sui capelli, ancora l'effetto del piccolo led su treppiedino amatoriale) questo è l'effetto in controluce a ad oltre 5 metri di distanza. Considerate che in tutte queste foto ho usato metà potenza. A piena potenza si scatta ad f/8 senza troppi problemi, a 500 ISO, sensibilità base della Z9. le ombre ovviamente sono ben caratterizzate ma questo dipende molto da voi, si possono anche azzerare, quando possibile oppure usarle per modellare il soggetto, secondo le sue caratteristiche e poi dipende anche da dove vi mettete voi. Ma la cosa che continuo a sottolineare, al di la della potenza sufficiente per fare qualsiasi cosa, è l'assoluta naturalezza della tonalità della luce e della visione reale che noi fermiamo nel fotogramma come la stiamo vedendo. Qualità che sono fondamentali nel video, dove non c'è paracadute, la ripresa avviene come l'abbiamo davanti e come l'abbiamo illuminata. dosarla naturalmente è affare vostro. E ci vogliono muscoli per spostare, guardare e scattare. In sintesi : apparecchio certamente impegnativo per peso, ingombro, necessità di montarlo e smontarlo sul campo costoso (ma non più di un bel obiettivo da ritratto, con la differenza che una luce buona come questa rende molto di più del miglior obiettivo quando non c'è la luce buona ...) non alla portata di tutti e specialmente di chi non ama sperimentare ma assolutamente straordinario per potenza, qualità della luce, possibilità creative e, ciliegina sulla torta, se non avete la 220 volt, si possono anche usare V-battery (a potenza ridotta al 60%) ce n'è già una serie (anche le potenze più addomesticabili di 200 e 300 W ma sempre con questo impianto) e ci sono svariati accessori. Può essere combinato con altre luci Led per sistemi a più alto potenziale creativo. Io ne ho ricevuto una impressione ben al di là delle più rosee previsioni. Prevedo molte ore di divertimento insieme !
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  44. Magie della luce nel bosco.
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  45. Ok, non parliamo di rumors. Ma praticamente tutto il web frigge aria già fritta, straparlando di questa fantomatica immagine messa disgraziatamente online da Nikon China sulla versione cinese di Facebook. Si tratta di una immagine bluastra che riprende tappi di bottiglie di birra, invero abbastanza anonima. Se non fosse che qualcuno dalle parti di Nikonrumors ha scoperto che ha una risoluzione di 10.000x6670 pixel. Un formato strano in se ma sicuramente non di un sensore esistente. Non ci sono informazioni exif e nessuno ha idea se si tratta di una estrapolazione, di una immagine ripresa con una fotocamera medio formato (Nikon una volta fotografava i propri prodotti per le proprie brochure con macchine medio formato Phase One, non so cosa usi oggi) o che altro. Fatto sta che mezzo mondo adesso si passa la voce che Nikon ha in mano un nuovo sensore da 67 megapixel e che questo sarà montato certamente sulla mitica Nikon Z8. Magari, chissà, potrebbe anche essere. Personalmente non ci credo. E' una cosa che ha poco senso. il gruppo sensore + stabilizzatore della Nikon Z9. Progetto e sviluppo Nikon, compresa la prototipazione. Poi produzione esterna in uno stabilimento Sony. Sappiamo per voci riportate degne di fede che dall'inizio dell'anno Nikon sta trafficando con un numero inusitato di prototipi di sensori e di fotocamere. Sta anche facendo una profilazione della clientela, usando i dati di vendita dei suoi mercati principali più omogenei, ovvero Giappone e Stati Uniti. Per esempio stanno creando un modello dell'acquirente tipo della Nikon Z5 per confrontarlo con quello che avevano in mente loro quando hanno lanciato la Z5. Si tratta di attività di sviluppo, lato hardware e lato marketing, per fornire alla direzione gli elementi necessari per decidere quali prodotti autorizzare per la fase industriale. Al momento, le nostre informazioni escludono nuove fotocamere per il 2022. L'unica novità sarebbe la Nikon Z30, peraltro messa in produzione fermando temporaneamente quella della Z50 con cui condivide tutto tranne la presenza del mirino. La questione, ne abbiamo parlato più volte su queste pagine, è la disponibilità di sensori nuovi. Perchè i vecchi son vecchi. Quindi, ancora, non è una questione di tappi di bottiglia ma di sensori con le caratteristiche necessarie ad una nuova gamma di prodotti che possa stare sul mercato per anni. Vediamo di cosa dispone Nikon. il sensore DX della D500 che è stato riciclato più volte anche nelle Z è arrivato al capolinea e potrà essere adattato a modelli di base. E' un sensore Nikon prodotto da Sony. (equipaggia Z30/Z50/Zfc) il sensore FX della Z5 è quello della D750 che non è più in produzione ed è di derivazione Sony il sensore FX della Z6 è quello Sony che equipaggia la gran parte delle macchine full-frame da 24 megapixel il sensore FX della Z7 che deriva da quello della D850. E' un sensore Nikon prodotto da Sony. il nuovo sensore stacked FX della Z9. E' un sensore Nikon prodotto da Sony. sono in tutto 5 sensori, di cui 3 sviluppati da Nikon e 2 comprati da Sony per contenere i costi dei modelli corrispondenti. Quelli sviluppati da Nikon sono stati riutilizzati per più modelli possibili per assorbire al meglio i costi di sviluppo stesso. In un mercato che si è intanto contratto e che solo oggi forse ha toccato il minimo ma che non si vede - con i chiari di Luna che abbiamo in Europa - come possa crescere in modo significativo, è dannatamente difficile ipotizzare che Nikon possa cambiare modello di acquisizione dei sensori. Quindi ragionevolmente potrebbe continuare a sviluppare in proprio i sensori più strategici ed acquistare direttamente da Sony quelli più convenienti per i modelli che vuole proporre a prezzi più contenuti. Vediamo la gamma attuale delle macchine Nikon. Sepolte le reflex, abbiamo : Z9, è il modello di punta. Z5. Modello di base con un sensore di vecchia generazione, limitato in termini di velocità Z6 II. Il modello principe, quello che si confronta con la concorrenza più agguerrita Z7 II. Sostanzialmente una macchina da paesaggio. Sensore a fine vita Z30/Z50/Zfc : la stessa macchina in tre formati diversi, stesso sensore del 2016 insomma, non sfuggirà che il problema sono i sensori. Al momento Nikon usa 5 sensori per 7 macchine. E che Nikon difficilmente si può permettere di sviluppare e mantenere più di due sensori diversi fatti in casa, usando possibilmente per le altre macchine, soluzioni esterne. Quindi, dove andrebbe questo fantomatico sensore da 67 megapizze ? Nella Z8 ? Nella Z7 III ? E basta ? Sinceramente dubito. Come dubito che Nikon abbia interesse a passare la relativamente vecchio sensore da 61 megapixel che Sony e Sigma montano sulle loro macchine ad alta risoluzione. Il vantaggio sul sensore da 45 megapixel è piccolo e il sensore resta lento in termini di capacità di lettura (ed inerente rolling-shutter). Mentre non avrebbe avuto senso sviluppare quello stacked da 45 megapixel della Z9 per poi montarlo solo su quella macchina, proposta a prezzo "interessante" rispetto alle precedenti ammiraglie. Proviamo perciò ad ipotizzare uno scenario più probabile con i mezzi di Nikon di qui al 2024 Z9 II, attuale sensore, nuovo processore. 30 o 40 scatti al secondo etc. Nulla fa pensare che ci possa essere una reiterazione della macchina prima delle Olimpiadi del 2024, quando presumibilmente vedremo Canon R1 e Sony A1 Mk II con cui confrontarsi. E anche allora credo fermamente che il sensore non cambierà, ci sarà probabilmente l'Expeed 8 Z7 III, attuale sensore, Expeed 7 per accelerarne finalmente le prestazioni e l'autofocus e magari metterci il pixel shift Z5, attuale macchina così come è, lasciata a svernare come fatto con D610 e D750 Z8, la Z9 senza la basetta incorporata. Stesso tutto tranne la batteria e tutto ciò che non è possibile fare senza la EN-EL18d Z DX piccole. Attuali Z70, nuovo sensore più veloce ed Expeed 7 Z6 III, sensore Sony da 33 megapixel, Expeed 7 macchine stacked da meno di 4.000 euro non ne vedo possibili (vedi Sony a9 II). La Z8 andrebbe a fronteggiare la Canon R5 e la Sony a7R V su basi molto forte, potendo anche spingere sulla leva del prezzo. Servirebbe però un sensore per la Z70. Che dubito possa essere stacked, visto il prezzo proibitivo per una DX media, proposto da Fujiflm per la sua X-H2s (€2800). Questo sensore potrebbe essere parente di un futuro sensore FX adatto al 12K. Fanno in totale 1 sensore stacked già disponibile, 1 sensore FX da comprare da Sony o da fare in casa (non stacked), un sensore DX nuovo (non stacked) da riutilizzare poi per tutta la gamma. Il resto riciclato in casa fino ad esaurimento scorte. Totale = 5 sensori per 8 macchine Ogni soluzione diversa richiederebbe l'investimento supplementare in un sensore che non c'è. Che Nikon mai sarebbe disposta ad utilizzare in una sola nuova fotocamera. Sbaglierò ma è il mio pensiero. Approfitto per ribadire che di tutte le macchine che ho elencato, continuo a pensare che sia la Z6 III quella più strategica e su cui dovrebbero essere accelerati i passi a tutta. La Z8 non è così fondamentale ...
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  46. 26 Leo e Leo. Nikon Z + Nikkor Z 400/4.5, in penombra. Foto del 4/9 mattina in compagnia di un altro Nikonlander.
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