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  1. 6 points
    Appassionato, ironico, ama la natura ed essere "fuori dal coro", senza di lui Nikonland non sarebbe la stessa. E' Valerio Brustia. Raccontaci qualcosa di te, Sono nato a Novara e pur di continuare a vivere in questa città mi sciroppo 100km al giorno di automobile per andare e tornare dal lavoro. Di mestiere mi occupo di automazione industriale, cioè configuro software “operaio” per sistemi di supervisione e telecontrollo . Quando e come ti è nata la passione per la fotografia? E' sempre stata lì latente, fin da ragazzino ino-ino, ma solo a 21 anni, con tre soldini, ho potuto permettermi una reflex. Fin da subito ho compreso come la fotografia fosse, per me, uno strumento formidabile per scandagliare il mondo, per conoscerlo meglio. E per un ventenne senza soldi fu naturale ricercare piccoli lavori e fare il “fotografo”; Nei primi anni '90 (1991 credo) cominciai a collaborare con il giornale cittadino: cronaca e sport. Purtroppo la passione e l'eccesso di curiosità non sono caratteri utili per guadagnare la pagnotta così fu che pur di fare “quella foto”, pur di essere in quel posto in quel momento, non badavo ad altro, domani sarebbe andata meglio, ma quel domani non arrivò mai. La passione per fare fotografia andò a discapito dei miei studi: vuoi mettere tra tirar mattina per seguire l'elezione del Sindaco con una notte insonne sui problemi di Meccanica Razionale?? Non c'è storia. Fortunatamente quegli studi li completai e la mia vita oggi è altra cosa. Mi resta qualche rimpianto e spesso mi ritrovo a pensare che se fossi nato in un altro paese probabilmente sarebbe stato diverso; certo che se quel paese fosse stato il Bangladesh … ed allora mi consolo. Qual'è il tuo genere preferito oggi? Lo stesso di ieri e di sempre. Dire la Natura è una grossolana riduzione, certamente quello è un soggetto mi regala momenti di pura “letizia” impagabili e spesso a pochi metri da casa, ma non sono un purista della fotografia naturalistica, no affatto. I miei obiettivi osservano tutto quello che mi colpisce, sia un paesaggio urbano piuttosto che dettagli del quotidiano. Non riesco ad incasellarmi sono un fotografo Onnivoro che detesta le riprese in studio, un limite non un vanto. E quando hai iniziato? I primissimi rullini li ho esposti nelle campagne intorno a Novara, luoghi che potevo raggiungere in bicicletta piuttosto che in motorino, ed il soggetto era ovviamente ”agropastorale”, naturalistico; per un ragazzo che ha trascorso gli anni '80 leggendo l'Airone di Mondadori, era ovvio che quello sarebbe stato soggetto d'elezione. Il miracolo fu comprendere che impugnando la reflex, ogni luogo può diventare miniera di situazioni esotiche nel completo senso del termine; così ho scoperto un delta dell'Okawango tra la roggia Mora e il torrente Agogna, foreste dimenticate oltre la statale padana superiore, agricoltori della bassa non meno interessanti dei Garimpeiros brasiliani. Mi si aprì un mondo, un universo di possibilità che è tutt'ora il volano della mia fotografia, un volano inarrestabile e vorticoso a cui solo il Tempo fa da freno. Nikon perchè? Un caso o una scelta? Una scelta, consapevole e necessaria, oltre che economicamente dolorosa quindi ponderata con attenzione. Nel fare fotografia lo strumento deve essere prima di tutto affidabile, magari non l’ultimo grido, ma deve fare click quando glie lo si ordina. Nikon ha sempre offerto prodotti di fascia media dall'affidabilità elevatissima. Nikon era LO STRUMENTO per chi cercava e cerca l’affidabilità essenziale oggi come alla fine degli anni ’80. Come ti trovi? Cosa ti manca? Mi trovo bene! Il mio corredo pur non aggiornatissimo mi offre tutto quanto necessiti; attendo un nuovo 16-35/2.8 ed una mirrorless, ma per il resto è solo questione di “pecunia”. Nelle mie vecchie borse Tenba non c'è un turn over folle di ottiche e fotocamere. Uso una coppia D800E/D800 per riprese generiche di cui una, all'occorrenza, mi segue in acqua scafandrata Sea&Sea; impiego la D500 sui teleobiettivi ed in tutte quelle occasioni dove il DX è comodo. Adopero ancora la D300 scafandrata Sea&Sea e tutt'ora ricorro alla D3 sul secondo teleobiettivo negli appostamenti fissi. Quello che veramente mi manca è un po' di tempo libero per fare le foto che vorrei. Oltre alla fotografia hai altre passioni o interessi? Suono pessimamente la chitarra folk. Mi piace un sacco, ma è attività veramente onanistica, non cerco nulla e non mi interessa alcunché oltre al suono che esce dal cassone. Fotografi i soggetti o gli oggetti di queste altre passioni? Beh, ascolto tanta bella musica e i vecchietti che la fanno cerco di vederli, almeno una volta dal vivo: vuoi mica che lascio a casa la reflex vero? Qual'è la foto, o il portfolio, il progetto fotografico da te realizzato a cui sei più affezionato? Qui bisogna intendersi. Avendo relegato la fotografia professionale in un certo ambito della mia vita, chiuso ed archiviato, non ho mai più avuto bisogno di strutturare la mia fotografia in portfolio o raccolte da sottoporre ad alcuno. Dico questo perché proporre un portfolio non è nelle mie corde, non fa sintesi di ciò che faccio con la fotografia. Per quanto riguarda le raccolte a tema il discorso cambia e sono in difficoltà nel dire quale sia il “set” di immagini a cui sono più affezionato. Ce ne sono tante e il legame che ho con loro è dovuto alle avventure (piccole cose, niente di epico) ad esse collegate Sicuramente sono legato alle immagini di casa mia, dal Parco delle Lame del Sesia, al Parco del Ticino, attraverso la spianata del riso fino alle colline e poi alle Alpi ossolane, luoghi a cui appartengo per nascita e formazione, immagini che scandiscono, in cronologia metodica, gli anni della mia vita. E in futuro? Fotografare, cioè vedere e vivere tanti bei momenti ed occasioni. L'Italia è una terra di paradosso, pur essendo densissimamente popolata e modellata dall'uomo in migliaia di anni, ha conservato il lupo appenninico, l'orso marsicano, lo stambecco, simbolo di tutte le Alpi, estinto ovunque, ma sopravvissuto nel Gran Paradiso a meno di 50 km in linea d'aria dalla popolosa Aosta. C'è tanto da vedere qui a casa, ma certo il desiderio di visitare luoghi remoti come le coste gelide di Terranova, gli antipodi della Tasmania, piuttosto che i colori folgoranti della grande barriera corallina australiana è e rimane molto forte. Vedremo, spero per il meglio come ho sempre fatto.
  2. 5 points
    Quando ero piccino si andava alle "giostre" ed erano sempre presenti i "castelli degli orrori", le "case delle streghe" sia quelli a piedi sia quelli in cui ti sedevi sulle automobiline. I bambini erano terrorizzati, gli adolescenti erano spaventati ma per far vedere che erano coraggiosi ci andavano ...in gruppo. dal di fuori sentivi le urla delle ragazzine e i rumori delle catene e i suoni agghiaccianti dei mostri che apparivano dal buio. Quando mi facevo convincere a partecipare a questa "prova di coraggio" pensavo semplicemente che tutto quello che era lì dentro era semplicemente "esagerato" per farti paura ma che in realtà era routine e che se ci andavi due volte sapevi prevedere esattamente cosa sarebbe accaduto. la "paura" poteva esserci la prima volta perchè non "sapevamo" ma non la seconda. E alla fine si esce più che spaventati direi, divertiti. Perchè racconto tutto questo? perchè mi rivolgo a te, fotografo di paesaggi, di sfilate, di ritratti ai propri bambini, di fiori e lucertole, a te che hai paura del buio! Il buio in questo caso è la figura femminile nuda che sta sul set in attesa di essere fotografata. Lo so che hai paura. Lo so che pensi "ma chissà cosa succede in quella casa degli orrori di cui si sentono urla strazianti dal di fuori" Ma si tratta di una paura effimera, inesistente, che si è creata nella tua testa "guardando la giostra dal di fuori". Ma hai provato ad entrarci? Hai verificato di persona che gli scheletri che ti parlano non sono veri? che i mostri senza testa sono di plastica? che i suoni terrificanti sono registrati? Se non hai verificato di persona, allora fai questa "prova di coraggio" e partecipa magari in gruppo ad uno shooting di nudo artistico e vedrai che i mostri sono frutto delle tue paure, nella tua testa. E se a farti paura, più che le modelle è tua moglie che minaccia il divorzio se vedi un'altra donna (più bella e giovane di lei) nuda allora porta anche la moglie, la fidanzata, l'amante o chiunque ti crei questi blocchi, in modo che non solo tu ma anche chi ti circonda capisca di cosa si tratta. Le nostre paure sono frutto della nostra 1) ignoranza e della 2) mancanza di fiducia in noi stessi. 1) Abbiamo paura di ciò che non conosciamo e si combatte l'ignoranza con la conoscenza, in questo caso diretta sullo stage. Vedere con i propri occhi per credere, senza ascoltare rumors, voci di corridoio o quelle della moglie. E chiedetevi perchè i più grandi fotografi di moda e le top models hanno fatto nudo. Perchè il nudo non è altro che un abito naturale che si indossa, quello con cui siamo nati e quello che religioni, governi e facebook hanno dipinto come "amorale", da non mostrare perchè "INDECOROSO", creando nella massa paure come facevano nel Medioevo con le streghe. 2) Se invece conosciamo l'argomento (quindi non siamo ignoranti) e non lo affrontiamo in prima persona è perchè non abbiamo fiducia in noi stessi. Ma in questo caso, cosa potrà mai capitare se falliamo? che non facciamo delle belle foto. Quindi non finisce il mondo, nè l'universo, semplicemente possiamo dire "ho provato di persona e non riesco". Quello che personalmente faccio da anni è proprio far affrontare l'argomento "foto di nudo" nel modo più naturale e semplice possibile, e dimostrare che non c'è differenza tra fotografare un antilope nella savana e una persona nuda, entrambe sono foto "naturalistiche" perchè ritraggono una bellezza della Natura. Perchè questo è lo scopo, immortalare la bellezza, che nella donna diventa arte e armonia. Hai ancora paura del buio? Allora accendi la luce e guarda con occhi diversi quello che ti circonda, partecipa ai nostri incontri dove imparerai divertendoti in un clima di assoluta professionalità e rilassatezza. L'unico modo per vincere la paura del buio è provare a te stesso che puoi trovare l'interruttore.
  3. 5 points
    Dire che mi avente lusingato è riduttivo: ho letto dichiarazioni di stima che mi sorprendono fino all'inquietudine. Grazie! Ma occhio, sono sempre il cazzaro che in molti hanno incontrato a tavola in tante belle occasioni. Lo scrivo per chi non sa, non conosce, passa di qui e chissà che idee si fa. Ma no, ma no, l'unica cosa che voglio veramente sottolineare è quanto sia importante per me che "dove finiscono le dita cominci una .." fotocamera Comunque grazie a tutti e soprattutto ai coagulatori di tutto questo cioè Mauro, Max e Silvio che tengono in piedi questa struttura web importantissima . A tal proposito mi pare il caso di fare il punto su quel che ho visto accadere nei 10 anni trascorsi insieme. Ciascuno ha il suo background, arriva a Nikonland con un bagaglio e con le sue idee ; dal confronto con gli altri il conflitto è naturale che si proponga. Sono il primo ad infiammarmi in discussioni che spesso involvono al solo ribadire ossessivo delle proprie ragioni, ma da quelle baruffe, sbollita l'incazzatura del momento, ho sempre cavato elementi su cui ragionare, argomenti da affrontare in modo diverso dal mio, sbagliati? Anche, ma diversi quindi utili. Cio nonostante ho visto, negli anni, molti nikonlander ridurre la propria presenza , alcuni fino ad arrivare ad abbandonare, altri addirittura che hanno preteso la cancellazione di tutti i loro contenuti. Onestamente io non comprendo questo atteggiamento, ci ho provato ma non ci riesco. La ricchezza di una comunità è nella sua varietà di punti di vista, di pratiche e di esperienze e non nell'uniformita' (solo con tante verdure diverse il minestrone è buono altrimenti si chiama sbabbazza e te la mangi te). Tante idee anche in conflitto tra loro, danno sale e pepe alla pietanza e tengono le testa accesa, vigile. Mi auguro che alcuni vecchi amici ritornino ed altri che hanno fatto un passo indietro o di lato si riattivino e diano segno più significativo della loro presenza (impegni permettendo) . Nikonland è diventata una vetrina tecnologica a livello avanzatissimo, sia nei tempi che nei contenuti, ma serve anche il contributo sul campo di tutti per dare conferme o segnalare smentite. Si litigherà? Meglio, vuol dire che il tema sta a cuore, ma abbandonare il campo è una sconfitta, ahimè, per tutti. grazie ancora
  4. 5 points
    Questo articolo è uno scherzo, perchè mette accanto due fotocamere che fanno parte di due diversi modi di inquadrare e scattare una foto, il mondo delle reflex vs il mondo mirrorless...: due mondi compatibili tra essi, quanto quello delle automobili rispetto quello delle motociclette. Modi differenti per ottenere lo stesso fine, quindi ...uno scherzo ! Ma stiamo infilandoci a mani basse nella vexata quaestio che da ormai più di un lustro coinvolge appassionati praticanti e smaliziati professionisti nella disamina dei pregi e dei difetti (oltre che dei "desiderata"), di entrambi i sistemi in maniera talmente accorata e faziosa da rendere questo ormai il primo interrogativo di un principiante che voglia accostarsi alla fotografia e non riesca più a capire nulla se abbia più senso una Sony a7III giunta alla terza generazione di un stirpe simillima di mirrorless, piuttosto che Nikon la quale, pochissimi mesi prima di questa Sony, se ne venga fuori con una reflex di quarta (?) generazione digitale, come la D850, capace di prestazioni talmente raffinate da fare il vuoto nelle vendite, ma sopratutto nelle richieste inizialmente inevase, di altrettanti fotografi, ugualmente accaniti. Allora, motivo di questo articolo è di certo la domanda se sia meglio l'uovo di oggi (le Sony ultime uscite) piuttosto che non la gallina che a quelle uova ha dato forma (la tradizione delle reflex digitali degli ultimi dieci-quindici anni) E siccome mi sono trovato nella contemporanea disponibilità temporanea di questa Sony a7III di recente commercializzazione, insieme ad una Nikon D750, macchina del 2014 che rappresenta in ambito reflex il suo potenziale confronto, in relazione alla stessa densità di pixel del sensore (poco più di 24 Mpx per entrambe) e della fascia di utenti alle quali sono destinate, ossia fotoamatori evoluti, professionisti alla ricerca di economie di esercizio e simili, non mi è parso vero di accostarle e contrapporle, più materialmente che fotograficamente, per stabilire se i presupposti di chi disputa intorno ai rispettivi pregi e difetti sia conscio davvero delle relative distanze (o vicinanze) Partiamo dal Primo Assunto ? (quello che ci ha un pò tutti affascinati all'alba della presentazione di questi sistemi...) La mirrorless è una macchina più piccola, compatta e leggera di una reflex Sony a7III: dimensioni 127x96x74 mm peso: 650g Nikon D750: dimensioni 141x113x78mm peso: 750g In effetti, affiancate, queste differenze non sembrano abissali a cominciare proprio dallo spessore, la dimensione che in una mirrorless ci aspetteremmo ridotta rispetto una reflex in virtù dell'eliminazione dello specchio, ma che nello specifico differisce di soli 4mm: un inezia, come in effetti anche le altre due dimensioni, nelle quali questa Nikon che non è certo la più compatta del catalogo, risulta più larga di 14mm e più alta di 17mm (considerata anche la presenza del flash pop up, assente sulla Sony 7m3). La differenza di peso? ... 100 grammi.... determinante ? Andiamo al Secondo Assunto? L' ergonomia delle reflex è migliore di quella delle mirrorless In realtà su queste due fotocamere la sensazione di maggior volume delle reflex è certamente dettata dalla differente prominenza delle impugnature, più arrotondata e continua quella della reflex, appuntita e magra, l'altra elementi questi, che poi fanno la differenza nell'utilizzo, come risulta ben chiaro in condizioni operative, quando nell'insieme le potenziali differenze si affievoliscono ulteriormente: come facilmente valutabile con due relativi zoom 24-105mm f/4 sia alla minima escursione dei barilotti... ...sia alla massima... Altra cosa che diventa rimarchevole è lo spazio residuale tra impugnatura ed obiettivo, nel caso si montino obiettivi impegnativi come questi zoom pochino sulla Sony, rispetto il barilotto dell'ottica... decisamente più agevole l'handling con la Nikon, con montato un 24-105mm peraltro dal diametro leggermente superiore a quello montato sulla mirrorless... Per non parlare poi di quando si vogliano utilizzare ottiche ben definite, come possano essere dei fissi luminosi, qui due ottiche da 85mm ...ma di luminosità differente, per cui la "piccola" mirrorless trasmetterà a chi la impugni la sensazione apparente che l'ottica sia del tutto sproporzionata rispetto la compattezza originaria del corpo macchina: però se è quella l'ottica che ci serva...come si fa? si ricompra una reflex? Se non si debba/voglia/possa acquistare un'impugnatura aggiuntiva, la soluzione più comoda tra i due corpi macchina, in funzione delle ottiche, è a mio parere ancora la reflex D750, grazie alle sue quote rassicuranti che ne consentono un utilizzo in scioltezza anche con ottiche professionali per peso e dimensioni, senza sbilanciamenti nè eccessiva trazione del corpo macchina sul palmo della mano (che alla fine di una sessione di scatto con la Sony potrebbe restare dolorante e/o intorpidito) d'altro canto se Sony stessa, parallelamente ai Vertical Grip dedicati alle sue serie 7 e 9 ha previsto anche questo accessorio GP-X1EM, estensione dell'impugnatura, ...ci sarà pure la sua brava ragione ? 👻 Potrebbe essere considerazione relativa all'ergonomia, ma questo Terzo Assunto fa storia a sè...: Le mirrorless sono fotocamere con enormi possibilità di personalizzazione dei comandi, rispetto le reflex. Vero o falso ? Andiamo a guardare Nikon D750 e Sony a7III Ponte di comando superiore: si nota immediatamente sulla Sony l'assenza di alcun display, invece ben piazzato sulla Nikon, col precipuo scopo di poter dare uno sguardo a macchina accesa alle regolazioni delle principali funzioni in diretta, senza dover premere alcun tasto info, (peraltro disponibile sul pannello posteriore della reflex a servizio del monitor). Il multiselettore della reflex sulla sinistra consente la regolazione coassiale dei modi e dei program di funzionamento della reflex, due posizioni di memoria funzione customizzabili, tutti i modi di trascinamento del motore della macchina, compresi autoscatto, mirror-up e funzionamenti silent. Mentre a destra, oltre al pulsante di accensione e scatto ed a fianco quello video (diretto) , a portata dell'indice due tasti importanti dedicati all'esposimetro ed alla correzione dell'esposizione, da premere contestualmente alla rotazione della ghiera posteriore per la relativa regolazione. Nella mirrorless a sinistra vediamo spazio bastevole per un eliporto (?) 😄 inspiegabilmente privo (per motivi di continuità estetica con le serie precedenti?) del commutatore che solo nelle a9 consente la regolazione di funzioni che in questa ML devono essere delegate a tasti personalizzabili. Sulla destra oltre al pulsante di accensione e di scatto fotografico (quello video è altrove e va abilitato dalla ghiera del modo) la ghiera dei modi di scatto e quella di correzione dell'esposizione, rotativa e sprovvista di blocco, oltre a due dei quattro principali pulsanti custom della fotocamera, da dedicare alle funzioni che più ci piacciano. Pannelli posteriori? A partire da sx in alto una serie di sette pulsanti, ognuno dotato di serigrafie con la/le funzioni cui è demandato, ormai standard nelle reflex Prosumer Nikon, (differerente l'impostazione nelle fotocamere PRO), in buona sostanza tutte quelle che si utilizzano più di frequente, tra le quali le regolazioni di White Balancing ed ISO. Alla dx del monitor i pulsanti di blocco Ae/AF, quello info relativo alla schermata d'insieme delle funzioni operative ed il multiselettore/navigatore, sotto il quale il tasto per i Live View. Sulla Sony a7III il pannello posteriore raggruppa la maggior parte dei pulsanti personalizzabili, tra i quali, al centro, spicca il pulsantino "fn" che io amo in quanto raggruppa dodici possibilità di personalizzazione di altrettante funzioni e, premendolo, appaiono tutte insieme in maniera da consentirne non solo la regolazione, ma di fare mente locale se oltre a quella funzione per la quale lo abbiamo pigiato, non ne se ne debbano regolare anche altre...: in sostanza sopperisce alla mancanza di un display funzioni come quallo presente sul ponte superiore di una reflex. A parte il tasto fn, sul pannello posteriore di questa Sony (e di ogni altra) ogni pulsante risulta personalizzabile anche a dispetto delle serigrafie che ci potrebbero aiutare a ...ricordare a cosa corrisponda che... Motivo per cui disponiamo quindi della bellezza di dieci diversi tasti custom, oltre ad fn, alle posizioni di memoria del selettore principale in torretta ed ai banchi di memoria dentro il menù... Il problema sta tutto nella nostra capacità di ricordare quale sia il pulsante al quale abbiamo dedicato la funzione che ci occorra: servirebbe un foglietto di carta promemoria... Probabilmente ritengo sia un approccio complesso, questo alle mirrorless in questo ambito, perchè vengo da più di trent'anni di reflex e per giunta prevalentemente dello stesso marchi, avendo quindi segito sempre gli stessi percorsi mentali posso non essere obiettivo in questo mio giudizio: mi aspetto quindi i commenti degli utenti più giovani nell'approccio alla fotografia digitale, che mi rispondano loro su cosa ritengano più immediato: se un approccio visivo con un numero contenuto di pulsanti, sempre dedicati a quelle funzioni, oppure questa facoltà che ci concede Sony di estrema personalizzazione di una fotocamera.... tale che due utenti della stesso modello possano per assurdo trovarsi a disagio se si scambiassero le loro Sony... Al contrario di due fotografi che usino Nikon. E in assoluta coerenza col precedente, enunciamo anche il Quarto Assunto: il Menù Funzioni delle Sony è caotico 😵 Beh... sicuramente più elegante e moderno nell'interfaccia grafica rispetto alla grafica Nikon identica, salvo qualcosa nella cromia, rispetto a quella delle prime sue reflex digitali del 1999, ma che si distingue ancora oggi per la sua "noiosa" chiarezza sia per la coerente divisione in blocchi per funzioni, sia per la comprensibile definizione delle funzioni stesse. Sony, inspiegabilmente, spesso mischia funzioni differenti tra loro e le definizioni delle stesse spesso non appartengono al glossario della fotografia corrente (per dirne una, il concetto di "enfasi equilibrata" come via di mezzo tra priorità allo scatto o all' AF mi fa sempre sorridere), ma la densità delle pagine di cui ogni sezione del menù è affollata è davvero troppo: passi certamente il fatto che la duttilità dello strumento Sony è estrema, ma di pari passo la difficile interazione con l'utente meno che esperto. Un menù Nikon, invece, è pressocchè per tutti... 😊 Come vedete non mi sono sognato di addentrarmi nelle differenze (o comunanze) sostanziali che denotano le caratteristiche delle due fotocamere: ho voluto solo parlare degli aspetti più superficiali ma non per questo meno utili a condurre una scelta per stabilire quale sia il sistema preferito a chi si ponga questa domanda. Se vi chiedessi con quale macchina abbia scattato le seguenti coppie di immagini, senza scaricarne gli EXIF, non sapreste dirmi quali con Nikon e quali con Sony e con entrambi i sistemi saprei descrivervi punti di forza e punti di debolezza... Non sono d'accordo sul fatto che determinate innovazioni introdotte da Sony suelle sue mirrorless siano trascurabili e tra queste considero importantissime la grande diffusione di sensori AF sull'intero fotogramma oltre che la stabilizzazione del sensore. Opposte fazioni si agitano circa la importanza di certi aspetti: a me preme ricordare che veniamo dalle reflex ma ci dirigiamo a grandi passi verso le mirrorless. Alla grande innovazione dell'introduzione del mirino elettronico, fa da contraltare di certo la grande luminosità relativa di un mirino ottico con un obiettivo f/1,4 attraverso il quale si valuti la scena a tutta apertura...ancora inarrivabile ! I sistemi AF attuali sono tutti perfettibili ancora. le schede di memoria stanno per essere ancora perfezionate in step ulteriori di velocità di scrittura e capienza di immagini dinamica di immagine e velocità dei buffer sono ancora aspetti sui quali si giocano forti differenze tra i due sistemi Non ho dubbi che la mia prossima fotocamera sarà una mirrorless di ultima generazione: il nostro attuale, è un momento bellissimo ! Max Aquila photo (C) per Nikonland 2018
  5. 5 points
  6. 5 points
  7. 4 points
    In qualità di Sigma Ambassador per l'Italia, ho ricevuto in test questo obiettivo da Mtrading Srl, distributore nazionale del marchio Sigma 22 dei dettagli costruttivi di questo apparecchio ho già parlato qui : Sigma 105mm f/1.4 Art : prova sul campo (prima parte), in questa seconda parte mi soffermerò invece esclusivamente sulle prestazioni e, soprattutto - come da mia abitudine - sulle impressioni d'uso pratiche. Come d'abitudine da quando ho D5 e D850 che consentono una messa a punto automatica della messa a fuoco, ho fatto una verifica dell'allineamento alla minima distanza dell'obiettivo così come mi è arrivato. Ho trovato un piccolissimo errore che si è rivelato mediamente sui 2-3 punti front-focus. Tanto che ho corretto solamente in macchina, senza nemmeno scomodare il programma Sigma e la USB Station in mio possesso. Lo farò in un secondo momento. Già che c'ero ho voluto valutare l'entità dell'aberrazione cromatica assiale, tipicamente presente in tutti gli obiettivi superluminosi. L'ho trovata ben controllata come si vede in questo scatto. anche a livello di vignettatura le cose vanno bene. Ero particolarmente curioso perchè un obiettivo con un diametro di apertura pari alla lunghezza focale ancora non l'avevo visto ! diciamo che c'è una certa presenza di vignettatura tra f/1.4 ed f/2 che ad f/2.8 è quasi impercettibile e scompare ad f/4. Perdonatemi ma io non sono amante di mattoni e di quello che succede in periferia non ho mai avuto una gran curiosità. I miei soggetti usualmente mi seguono al centro e tanto mi basta. Per vedere la forza dell'obiettivo già a tutta apertura ho provato con le modelle di casa : e poi con il mio migliore amico qui ripreso nel suo giardino il dettaglio a tutta apertura fa impressione, per nitidezza e per tridimensionalità delle forme. L'obiettivo sa essere delicato con la luce giusta f/1.4 f/2.8 anche in studio si dà da fare ma con meno incisione del 135/1.8 Sigma Art f/1.4 f/8 f/16 probabilmente di fronte a questa prova, se avesse avuto la parola, mi avrebbe insultato : ehi, ma ti pare che io mi debba sforzare per cosette del genere ? Sfuocati Come sappiamo la qualità dello sfuocato di un obiettivo dipende anche sempre dalle proporzioni tra soggetto e sfondo, oltre che dalle qualità ottiche. Non è prevedibile e in molti casi si finisce con il dare giudizi inesatti. Due punti di vista differente, sempre ad f/1.4 e con davanti un soggetto con tanto di colpo di flash sfondo ordinato e sfondo chiassoso vari soggetti ravvicinati e differenti punti di luce e di colore sullo sfondo In azione ma non è così che mi esalto. Se mi date in mano un centocinque io cerco un soggetto che lo possa valorizzare. E mi interessa soprattutto come lo sfuocato contribuisce a rendere il soggetto In questa serie le lucine led colorate dietro alla testa di Sonia, stanno a circa 2 metri. Lei è illuminata con un led bianco a 4550 K, -3 se in perfetto piano i due occhi sono entrambi nitidissimi. Altrimenti solo l'occhio è nitidissimo (con enfasi sull'issimo !) ma il resto del soggetto viene reso in modo molto graduale, sfumando. Diversamente dal 135/1.8 che crea una specie di campo spazio-temporale tra ciò che è a fuoco e ciò che non lo è. Allontanandoci dall'occhio tutto diventa progressivamente più morbido ma resta comunque leggibile. La messa a fuoco è rapidissima e precisissima. Nessuna incertezza. Nessun rumore, anche in condizioni molto sfidanti (due ventilatori e un sacco di capelli ... !) e si può giocare all'infinito con gli effetti dello sfuocato. Tutto ciò che vedete qui sotto è ad f/1.4 o al massimo, ad f/2 alla prova dei fatti mi sono ritrovato a scattare oltre il 70% dei circa 8000 scatti di queste settimane, sotto ad f/2.8. Quindi non chiudiamo mai il diaframma ? Ma si, però non si ottiene altro che avere tutto a fuoco, come segue : con risultati abbastanza ... abbaglianti che mi piacerebbe già vedere stampati. In location Usciamo dallo studio e continuo a ritrovarmi ad usarlo sempre a tutta apertura. dettaglio perchè tanto anche ad f/1.4 quello che è a fuoco è perfettamente nitido insomma che limiti ci sono ? Nessuno, direi, nemmeno a trovarlo. E' un obiettivo che dà assuefazione. Quasi ... una droga. davanti una lampadina da 150w, dietro un faretto più potente, 3200 ISO. Potrei mettere altre foto, magari nei commenti, non vorrei sembrare ridondante ma mi pare di aver già detto tutto e passiamo alle conclusioni. PRO - costruttivamente è una capolavoro. Pochi, pochissimi obiettivi sul mercato possono vantare un livello costruttivo e una cura di questo livello. Quel paraluce, quel paraluce ! - tutte le caratteristiche ottiche - almeno quelle che per me contano - sono ben controllate con difetti - tipici dei superluminosi - ben attenuati - nitidezza esagerata già a tutta apertura. All'atto pratico è inutile chiudere il diaframma. Se volete potete farlo, ma perchè usare un obiettivo del genere ? Certamente in borsa avrete anche un 70-200/2.8. Se volete chiudere, fatelo con quello ! - sfuocato ben impostato in tutte le condizioni, basta imparare a servirsene, in particolare quello che sul soggetto - più che sullo sfondo - contribuisce a creare l'illusione di tridimensionalità del soggetto stesso. Non siamo in una dimensione onirica o artistica, qui c'è scienza, non occultismo. CONTRO Non saprei. Il prezzo mi pare in linea con la costruzione. Il peso e l'ingombro sono figli del progetto. Se devo proprio cercare il pelo nell'uovo, ci vuole la borsa grande, perchè nei normali scomparti delle borse piccole semplicemente non ci sta ! Concludendo Personalmente continuo a preferire il 135mm per rendere al meglio la testa e le spalle. Ma con il Sigma 135/1.8 Art quando ci si avventura verso la figura intera, ci si scopre a montare un cavallo selvaggio, difficile da domare. Questo 105 ha caratteristiche molto più simili a quelle del 85mm Art. Ma di questo parleremo in un altro articolo di confronto. Credo in estrema sintesi che Sigma con questo oggetto abbia veramente contribuito alla storia dell'ottica in formato 35mm. Difficile stargli alla pari. Improbabile andare oltre. Se ve lo potete permettere, anche se non vi serve davvero, compratevelo. Mi ringrazierete in eterno. Per quelli che sono abituati ad andare all'Ikea con il metro di carta per misurare cassettiere e scarpiere in base alle dimensioni del loro piccolo garage : fatene a meno, ci sono ottimi zoom midrange per voi in liquidazione ! Sentiti ringraziamenti a Mtrading Srl, distributore nazionale di Sigma. Compratelo con la loro garanzia, il piccolo risparmio del mercato parallelo non vale la differenza ! Credetemi.
  8. 4 points
  9. 4 points
    In quanto dissidente e non voglio mettere modelle metto un'amica e pure struccata 😛 Giulia, sett. 2015
  10. 4 points
    Nei pressi di Matera - Dicembre 2017
  11. 4 points
  12. 3 points
    L' Emilia Romagna è ricca di suggestive cascate, perché quindi non visitarle tutte e... fotografarle?! Iniziamo con la: Cascata di Moraduccio (Cascata del Rio dei Briganti) Si trova lungo il fiume Santerno, al confine tra le province di Bologna e Firenze, percorrendo la provinciale Montanara per il Passo della Futa. Frazione di Moraduccio, comune di Castel del Rio. In estate è affollato come Rimini ma di mattina presto e dopo le 19:00 si riesce a fotografare bene, senza gente e senza forti contrasti
  13. 3 points
    Avevo scritto queste 4 righe ieri sera subito dopo i primi 4 commenti, poi non sono più venuto al computer e la discussione si è ampliata..... Posto ora anche se in ritardo e non aggiungendo niente di più a quanto detto di interessante da parte di tutti..... “Bella discussione tutti gli interventi sono ben motivati ed esprimono diversi punti di vista (chissa poi quanti ce ne sono ancora). Certo l’invito di Rossano non fa una piega, ed è un invito invitante…. Provare.… se provi puoi dire la tua se non lo fai parli per sentito dire o per sensazioni… ma anche le cose dette da Silvio sono giustissime e condivisibili, non sempre c’è la paura o il blocco morale, ma la mancanza di interesse per quel tipo di fotografia…. Anche io ho problemi a fotografare “la gente” vestita o nuda non fa differenza…. problemi di timidezza mi vergogno non poco a girare con la macchina fotografica e mettermi davanti…. ad un palco, davanti ad altri spettatori per fotografare meglio fotografare la gente per strada quando questa ti può vedere…. Anche a me piace tantissimo lo street, anche il ritratto e provassi penso mi piacerebbe anche il nudo…. Infatti uso V3 ed i suoi obbiettivi per fare queste foto, in giro, al Bar e ultimamente anche agli spettacoli, piccola quasi invisibile e non fa rumore, mi diverto e qualche foto mi piace proprio….. Vincere il mio Buio, per ora, sarà quello di Postare queste foto e sperare che piacciano anche ad altri…”
  14. 3 points
    Aldo, con l’inizio del tuo post hai risposto: fuori dalla tua confort zone, che ti fa paura e per la quale ti senti inadeguato, c’è la fotografia di strada. La gente vera, come la definisci tu. Su questo c’è il consiglio intelligente di Ross: provaci! Male che vada farai foto brutte, nessun male! Un po’ off topic, se vogliamo, ma in qualche modo la tua risposta è stata coerente, anche se articolata in modo contrario. Non capisco, invece, la considerazione - espressa in termini negativi - circa il fatto che le nostre foto siano lo specchio di noi stessi. Dovrebbe essere così per le foto di tutti i fotografi, non credi? Circa il fatto che non ti dicano nulla, mi spiace!!! Ma credo che anche dopo questa stroncatura continuerò a provarci: fotografare mi piace un sacco😂😂😂😂😂
  15. 3 points
    Nel buio c'erano (e ci sono ancora anche se diversi) i predatori pronti a divorarti, un ricordo ancestrale di quando eravamo scimmie e di notte ci rifugiavamo tremanti in cima agli alberi o alle rupi per paura del leopardo e della tigre dai denti a sciabola. Poi sono venuti i fantasmi, i vampiri e i veri predatori di oggi (maniaci e rapinatori), quindi il buio richiede sempre coraggio, a meno che non si sia diventati noi una delle creature del buio. Ma veniamo al vero punto del tuo discorso. Parlo ovviamente per me solo, perchè non so cosa c'è nella testa degli altri. Però è un bellissimo spunto di riflessione una bella provocazione, spero vivamente che ci siano molte risposte. Non sono certo certo un viveur, ma nemmeno "temo" la donna, vestita o nuda che sia anzi, ammiro d'istinto e all'istante una bella donna. Altra cosa: in tutta sincerità, non ho il minimo accenno di rifiuto puritano verso il nudo o chi fotografa il nudo. Niente di più lontano da me. Io detesto dal profondo del mio essere i falsi moralisti e i bacchettoni. E non giudico male chi apprezza la bellezza femminile (lo faccio anch'io) e la fotografa, se quello gli piace e gli riesce, fa benissimo a farlo e ci mancherebbe . Sono anche convinto che nessuno o molto pochi abbiano questi pregiudizi sulla foto di nudo (tranne pochi davvero poveri di spirito). Non ho sicuramente paura di mia moglie, che non mi ha mai impedito di fare quello che ritenevo fosse veramente importante per me. Allora perchè non faccio foto di nudo? Il motivo principale non è tanto la paura di qualcosa, ma il fatto che, come scrive Valerio, non sono il tipo. Non sono molto interessato a realizzare delle fantasie, quanto a stupirmi e incuriosirmi della realtà terrena. Per fotografare un soggetto devo provare qualcosa per quel soggetto, curiosità, affetto o entrare in relazione vera in qualche modo. Prendere una bella ragazza e farle fare delle pose o anche ambientare una pseudo-street, non è nelle mie corde. Fermare nell'immagine i particolari di una piccola creatura in natura invece lo è. Fotografare un'amica lo era/è. Se fossi capace farei un sacco di street vero e se avessi tempo per imparare, vorrei imparare a fare quello. In uno shooting che avete fatto la foto che ho apprezzato di più è una "rubata", in bianco e nero di Massimo Vignoli, perchè non c'era una posa e percepivo una vera sensazione. Per riprendere una tua frase, senz'altro la donna è una sublime (la più sublime per un essere umano) espressione della bellezza della natura (anche l'uomo, visto da una donna, almeno credo), ma come la tigre in studio di Joel Sartore è bellissima, ma io così non la vorrei proprio fare, così la modella. Sono un chiacchierone e andrei avanti all'infinito a discutere di tutto, ma non sarebbe saggio. Anche perchè tu pensi di avere ragione, così come lo penso io, e va bene così. Ma voglio essere chiaro: io sono convinto che chi non fa foto di nudo solo perchè ha paura di qualcosa o qualcuno , dovrebbe leggerti e seguire il tuo consiglio, sarebbe per lui liberatorio e ne uscirebbe gioioso, come minimo. Lo dico con convinzione. Ma non siamo tutti uguali. Ad alcuni può genuinamente non interessare. Come dice lo Zen, essere diversi non significa che uno è superiore od inferiore ad un altro, ma solo che non è uguale. Ed è il bello della vita. Infine, esprimo qui tutta la mia simpatia per tutti quelli che, come te con questo intervento smuovono con foto, pensieri e provocazioni, lo stagno Nikonland che nel mio pensiero non può e non deve essere solo tecnica, accrocchi e rumours, ma una realtà viva e vitale. Se ho offeso qualcuno, non volevo.
  16. 3 points
  17. 3 points
    Le considerazioni di Rudolf sono totalmente condivisibili. Nei primi tempi della fotografia digitale il formato APS era una necessità tecnologica perchè non c'erano sensori FF, ma dopo l'introduzione del FF da parte di Canon, Nikon, Pentax e Sony il "drive" del formato APS è stato puramente economico. La possibilità di acquistare una "REFLEX" per meno di 500€ lente compresa è sinceramente una prospettiva allettante. Non so voi, ma io quando passo da Mediaworld e vedo le Nikon APS belle lucide in vendita per 350-400€...un attimo di tentazione mi viene Per le persone non "fanatiche" le macchine fotografiche si dividono in due categorie: la Reflex e la non-Reflex. Punto. Spesso sento amici commentare tra loro: "Ti sei fatto la Reflex! paghi da bere" neanche fosse un'automobile. Il termine Reflex, almeno in Italia ha un potere di Marketing altissimo. Mi è capitato di parlare con un amico e dirgli che avevo preso una Sony A7RIII, lui mi chiede: ma è una Reflex?...beh io gli dico non esattamente e cerco di iniziare a spiegare, ma lui mi interrompe subito: mia cugina si è presa una "vera" Reflex, una Nikon D3300! (storia vera, compresa la mitica cugina) Quindi le Case si trovano davanti a questo dilemma: da una parte la grande appetibilità delle reflex APS low-cost , ma dall'altra la bassissima marginalità che producono. Una APS ha un costo variabile di produzione che è pericolosamente vicino a quello di una FF...solo che si vende a 5-10 volte di meno... vogliamo ancora giocare alla storia del contributo ai Costi Fissi? quante industrie si sono rovinate così? Per questo penso che per ora tutti manterranno in listino le APS, più vecchie sono meglio è perchè possono venderle a prezzo di magazzino-deprezzato. Poi se le ML saranno un giorno le uniche macchine ancora in produzione ci potrebbe essere una nuova linea di prodotti per Nikon. Le altre Case hanno già le ML APS. Però anche qui dobbiamo distinguere tra le High-End come le Fuji e le Low-End come le Canon e le vecchie Sony A6000. Nikon dovrà prendere una decisione presto perchè il Time-To-Market è sempre considerevole.
  18. 3 points
  19. 3 points
    Viaggio (vacanza di quest'anno) dalle Dolomiti a Capo Spartivento in macchina non è stata proprio un passeggiata...
  20. 3 points
    Per quanto mi riguarda, non può essere che Lei. Scattata nel 2011 a Torino, nell'ambito di un WS ispirato a Richard Avedon. Ho foto più recenti, in cui coi capelli rasati è ancora più bella, ma a questa foto sono particolarmente affezionato.
  21. 2 points
    Posso scrivere questo articolo grazie ad Mtrading Srl, distributore italiano di Sigma. Io sono Sigma Ambassador per l'Italia e quale miglior occasione per un ambassador, ritrattista, ragionare a voce alta sul trio da ritratto per eccellenza ? i tre oggetti del confronto ragionato di questo articolo. 85, 105 e 135 Sigma Art Arrivato il nuovissimo Sigma 105mm f/1.4 Art si completa un dream team che al momento mi pare di poter dire che nessuna casa ha. Sigma lo offre per Nikon, per Canon e per Sony, permettendo a tutti i fotografi ritrattisti del mondo di avere una gamma completa che speriamo quanto prima sarà completata anche da un Sigma 70-200/2.8 Art che possa arrivare effettivamente a 200mm alla distanza di un metro o giù di li. Ma torniamo a questi tre begli esemplari della moderna ingegneria ottica. Visti insieme così non si direbbe. Sembrano addirittura molto simili tra loro per volume e ingombro. Rimando agli articoli specifici che abbiamo scritto in questi anni su queste ottiche (li trovate in questa stessa sezione di Nikonland qui) ma veniamo al sodo. Siamo stati per anni abituati ad obiettivi di questa fascia con 72 o al massimo 77 di passo filtri. E un peso non superiore ai 6-700 grammi. Ma qui la ricerca delle prestazioni massime e l'impegno a correggere per quanto possibile i tipici difetti degli obiettivi superluminosi, ha fatto decidere a Sigma di non accettare compromessi. Abbiamo il più "piccolo" dei tre - che in realtà è il più lungo - con un passo filtri di 82mm : il 135mm. Passiamo all'85mm ed aumentiamo a 86mm. Per giungere al 105/1.4, ultimo arrivato, che va decisamente oltre : 105mm. Bocche da fuoco di questo genere sono intese per catturare tutta la luce possibile e limitare al massimo la caduta di luce e i difetti agli angoli. Ci sono riusciti. Facendo al contempo oggetti molto ben costruiti - mediamente superiori a tutti gli obiettivi degli altri marchi - ma comunque dotati di ergonomia adeguata all'uso. Pur ammettendo che i pesi non sono trascurabili : 1130 grammi per 85 e 135, 1650 grammi per il 105mm. 105 mm f/1.4 e 135mm f/1.8 : quel mezzo stop di differenza comporta un notevole incremento dimensionale per mantenere le stesse prestazioni più evidenti senza il paraluce l'85mm è quello con la ghiera di messa a fuoco più ampia. Il 105 invece ne ha una decisamente più ridotta. Ma sinceramente con questi eccezionali motori di messa a fuoco, chi li utilizza a mano libera ? metallo da tutte le parti. Costruzione coerente. Oggetti pensati per durare. I tre sono tutti dotati di diaframma elettromagnetico e di motore ad alte prestazioni, silenzioso e molto rapido. NEI TEMPI ANDATI QUESTA CATEGORIA DI OBIETTIVI SI DEFINIVA MEDIOTELE O MEZZOTELE. Ma questi sono teleobiettivi in tutte le loro caratteristiche, con MTF che somigliano a quelli dei superteleobiettivi. E schemi ottici complessi, composti da un elevato numero ognuno di lenti speciali (il 105 esagera addirittura con 3 lenti tipo fluorite, due a dispersione bassissima e una asferica ma il risultato si vede). Differiscono per dettagli e per modalità d'uso. Ed è di questo che siamo qui a dibattere. Perchè volendo e potendo, basterebbe averli tutti per non avere l'imbarazzo della scelta, usandoli tutti e tre alla bisogna, a seconda del risultato atteso o del tipo di soggetto. Ma sebbene siano proposti a prezzi più che ragionevoli vista la concorrenza, il conto totale richiede certamente un investimento graduale. Quindi vediamo le loro caratteristiche sul piano pratico, anzichè dibattere per astratto. LA COMPRESSIONE O DISTORSIONE PROSPETTICA Simili e coerenti tra loro ma non identici. Le tre focali - classiche - differiscono tra loro di una percentuale che produce un gradino importante in termini di prospettiva - a parità di distanza di scatto - e di ingrandimento. Inoltre, se 85 e 135mm offrono una distanza minima di messa a fuoco di circa 88-90cm, il 105 si ferma a 100cm. E questo sul piano pratico crea immagini differenti. Soggetto comune, luce identica, minima distanza di messa a fuoco Sigma 85mm f/1.4 Art, f/1.4, Nikon D850 Sigma 105mm f/1.4 Art, f/1.4, Nikon D850 Sigma 135mm f/1.8 Art, f/1.8, Nikon D850 appare chiaro direi l'effetto della distorsione prospettica su un soggetto che ha un tipo di volto che probabilmente richiederebbe la focale più corta delle tre. In questo caso il soggetto - lasciato per quanto possibile al naturale - viene ingrandito al massimo nello scatto a 135mm. Sembra poca ma guardate bene le proporzioni del naso rispetto agli occhi, la forma del volto, la distanza tra la punta del naso e i capelli. Cosa che si conferma anche in modalità "ritratto" 85mm 105mm 135mm Ne possiamo concludere che usare l'uno o l'altro non è indifferente. Ma che i tre offrono comunque nitidezza esagerata (e qui siamo a tutta apertura, chiudendo il diaframma ad f8 andiamo su rendimenti da obiettivi macro, senza alcun problema) e sfuocato simile, sebbene diverso per le diverse proporzioni tra soggetto e sfondo. Il Sigma 85mm f/1.4 : il Playboy Dei tre è probabilmente il più immediato e il più semplice. Meglio del 50mm quando il soggetto ha il viso un pò "orientale (piatto !), perchè è già quasi privo di distorsioni ottiche. Consente però di inserire il soggetto nel contesto in cui si trova, ma con gli effetti tipici dei superluminosi. dei tre è il meno analitico e più indulgente anche in termini di tempo di scatto é più immediato contestualizzare il soggetto nell'ambiente ma lo sfondo non si liquefa come fa con gli altri due e questo sia un bene o un male, decidetelo voi in base al vostro stile. chiudendo diventa radiografante ma senza diventare molesto insomma è una gioia da usare e non vi costringe ad uscire dalla stanza per passare dal primissimo piano alla figura intera Il Sigma 105mm f/1.4 : il Palestrato fatta subito l'abitudine "al coso", possibilmente smontando il collarino del treppiedi se lo userete per lo più a mano libera, il 105 si scopre molto simile al 85mm. Quei 12 cm di distanza minima inferiore però si mangiano in parte la capacità di ingrandimento e tolgono un pò di effetto alla luminosità relativa (se mettesse a fuoco da 87 cm anche questo, potrebbe funzionare come un 85mm f/1.2 equivalente). Però sono le caratteristiche che lo rendono bilanciato. Si può descrivere il soggetto senza andarci troppo "dentro". Ce l'ho da poco ma già ho potuto fare foto memorabili. ergonomicamente è perfetto. Ma per sicurezza l'ho usato tendenzialmente con tempi nettamente più rapidi di quelli che uso con l'85mm. Anche questo, come l'85, non riesce a dare quegli effetti di "liquefazione" tipici del 135/1.8 Il Sigma 135mm f/1.8 : il Mustang L'avessero fatto f/1.4 anche questo, sarebbe stato ingestibile. Per fortuna si sono contenuti. Eppure ne è venuto un capolavoro che io tendo ad usare per tutto, anche per le riproduzioni e per le "simil macro" (con una lente addizionale, permessa dal passo filtri ancora "umano"). lo sfuocato è normalmente memorabile Nel ritratto consente di essere decisamente analitici potendo entrare nel soggetto senza farlo notare troppo specie se il soggetto collabora 135mm è esattamente la media tra 70 e 200mm. Se mi dimentico a casa il 70-200/2.8 posso utilizzare tranquillamente questo al suo posto, come in questo caso, dove ho selezionato il formato quadrato con la macchina sul treppiedi in live-view ma è in esterni dove sorprende con effetti di sfondo più tipici di un 300/2.8 che di un MEZZOTELE ! Mi fermo qui altrimenti, giustamente, mi mandate a quel paese ! Forse si sarà capita la mia preferenza per il 135mm ? Ebbene si, potendo, io sceglierei sempre il 135mm per tutto. E' la focale ideale per me nel ritratto e anche in tutto il resto. Ma non è sempre possibile, dipende molto dal soggetto. E poi è un obiettivo decisamente più impegnativo degli altri. Più docile in tutto l'85mm, come la mamma per chi non è uno specialista o per chi non vuole isolare del tutto il soggetto dal suo contesto la dolce Sabina in luce naturale ripresa dal 85/1.4 Art ad f/1.4 il 105 è il nuovo campione per prestazioni. Si staglia in tutto. E' più vicino all'85 che al 135 per caratteristiche d'uso e di impiego. Vivian e il 105/1.4 ad f/1.4 (vignettatura aggiunta in sviluppo) Volete un consiglio da me ? Se avete già l'85, puntate al 135. Se avete già il 135, puntate al 85. Se non avete nessuno dei tre, procuratevi un soggetto bello, solare e sorridente come Vivian e provateli. Probabilmente vi innamorerete del 105 e non avrete da pentirvene. Per casi speciali, parliamone pure nei commenti. Io, potendo, li continuerò ad usare tutti e tre, a seconda dei casi o tutti insieme, per continuare a provare il gusto che c'è ! Sigma 135mm f/1.8 Art su Sigma SD Quattro H sempre sia lodata Mtrading Srl che distribuisce tutto questo ben di Dio sul territorio italiano
  22. 2 points
    Luciano fai bene i conti: 400-500 euro per un paraluce sono composti da 1% costo di fabbricazione (perché son fatti abbondantemente col deretano, nonostante il carbonio) 99% tassa "ce l'ho solo io e per di qui devi passare". Serenamente non è il costo di un paraluce decente a far lievitare il prezzo della giberna, ma il dettaglio scadente serve a magnificare la differenza tra questo e i supertele dell'olimpo. Intanto nikon cominciasse a calare l'asso e poi magari salterà fuori un qualche artigiano cinese in grado di realizzare un paraluce dignitoso, come degni sono i piedi di sostituzione a quelle boiate che nikon ci ha propinato fin ora.
  23. 2 points
    Vabbé, per provar. Magari scopro di aver più talento che a fotografar donzel...
  24. 2 points
    Prima cosa: disprezzo no Mauro, mai, ma perchè la prendi in questo modo? Nessuno voleva ferire nessuno, casomai qualcuno scrive in modo un po' ... asseverante. Io tutte le domeniche pomeriggio mi prendo a pugni e calci per un'ora con un mio amico anche lui istruttore di kung fu. E mi diverto come un matto. Se ti invitassi a venire, non credo accetteresti perchè... è cosa lontana da te e potresti anche pensare che a quasi sessant'anni è un po' una una cosa da matti. E potresti anche dirmelo che per te è cosa da matti. Ma mi disprezzeresti perchè mi piace fare questo e invece tu lo trovi anche poco intelligente? O io disprezzerei io te perchè non lo vuoi fare e lo trovi una cosa assurda? No! Da persone mature avremmo rispetto della nostra differente posizione. Tu mi disprezzi perchè non capisco un'acca di musica e lo dico e non mi interessa capirci? Spero di no. TU disprezzi quelli che non amano fare le foto di nudo? Perchè loro dovrebbero disprezzare voi? Non prendere per disprezzo il disinteresse per una cosa. Seconda cosa: Io avevo capito (male?) che fosse un invito ad una discussione. Anche sulla base della tua risposta, dato che tu non sei certamente uno di quelli da convincere a provare. Sembrava proprio un invito a spiegare perchè sì e perchè no. Tu hai scritto che ti ci diverti, Massimo ha scritto che gli si è aperto un mondo, altri hanno scritto che hanno qualche problema ed altri ancora che non gli dice nulla. Si credeva fosse una discussione aperta. Se uno aprisse una discussione simile sui paesaggi, scriverei tranquillamente che mi interessano pochissimo, ma non per questo mi sentirei di esprimere disprezzo chi fa paesaggio, se lui è contento, fa bene e deve farlo, se gli da' gioia e io sarei felice per lui.
  25. 2 points
    Su Nikonland non prendiamo posizioni di bandiera o di colore politico. Certamente per passione propendiamo per Nikon ma non siamo tanto ciechi dal non saper riconoscere a Sony una potente azione di impulso al miglioramento tecnologico nel comparto delle mirrorless: se guardassimo al resto del mercato verrebbe da sorridere: le migliorie tra i primi modelli Fujifilm e gli attuali (tanto per fare un altro marchio che conosciamo abbastanza bene) non valgono neppure il passaggio che in Sony c'è stato tra prima e seconda serie di 7 e 7R ... e siamo arrivati alla terza generazione. In questi giorni farà la sua comparsa sul mercato una coppia di Nikon Z... o qualunqua altra sigla adotti il nuovo sistema mirrorless Nikon. Ci aspettiamo che l'esempio dato fin qui da Sony venga messo a frutto: se nò... le reflex sono ancora un'opzione ben praticabile, in tutte le fasce di prezzo, anzi specialmente nelle fasce entry level, dove ancora il prezzo delle mirrorless è quasi impossibile. Ad maiora, Nikon !
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