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  1. 10 points
    L'ultima guida all'acquisto, l'abbiamo proposta due anni fa, dopo l'uscita della Nikon D850. Non è cambiato moltissimo da quel tempo ma vorremmo presentare in questa occasione una disamina più estesa, che comprenda di fatto tutti i modelli delle ultime generazioni (sia ancora in vendita che usciti dai listini) e anche le due mirrorless. Con una parola anche sui prossimi - imminenti o meno - annunci che vedremo di qui a fine 2020. Escludiamo per puro pregiudizio tutte le Nikon entry-level - le reflex D3x00 e D5x00 - perchè non le riteniamo delle vere Nikon. Inadatte al fotografo esperto ... che non le saprebbe usare, inadatte dal fotografo inesperto che finirebbe per essere filoguidato dalla fotocamera senza imparare niente, sono - pur offrendo una qualità di immagine del sensore di buon livello - da evitare come la peste ... ! Nikon D7500 Bella e aggiornata, utilizza lo stesso sensore della sorellona Nikon D500, ci obbliga a qualche rinuncia (tipo il doppio slot di memoria o la possibilità di aggiungere un battery-grip) ma, ad un prezzo decisamente interessante (cercando la si trova facilmente sotto ai mille euro) offre la stessa medesima qualità di immagine della D500 e un autofocus che sebbene non abbia il più evoluto modulo condiviso da D5 e D500 e D850, è di ottima qualità. Il prodotto nel complesso è aggiornato (schermo LCD mobile e touchscreen, video, connessioni wireless). Le manca - ma questo è un discorso che vale per tutte le Nikon APS-C/DX - solo una serie di obiettivi pensati per il formato piccolo di buona qualità, aggiornati, compatti e non troppo costosi. Che purtroppo non esiste sul mercato, né con marchio Nikon né con altri marchi. PRO ok il prezzo è giusto buona qualità di immagine, autofocus efficiente, video, funzionalità aggiornate buon mix tra prestazioni/peso/ingombro CONTRO non è una macchina professionale (no doppio slot di memoria, solo memoria SD, no battery-grip, no presa pc-syncro) non ha una gamma di obiettivi moderni pensati per il suo formato (il sensore ha formato APS-C da 20.1 megapixel, con fattore di moltiplicazione 1.5x rispetto al 36x24) Alternative fuori listino Le precedenti Nikon D7100 e D7200 sono ancora disponibili sia nell'usato che come NOS (new-old-stock : fondi di magazzino) a prezzi molto concorrenziali. Offrono opportunità di acquisto se si rinuncia ai piccoli aggiornamenti portati dalla D7500, con buone qualità di immagine e prestazioni di insieme. Da evitare la più vecchia D7000 che aveva un modulo di autofocus non efficiente. Tra la D7100 e la D7200 la differenza sta sostanzialmente nel buffer (per chi scatta spesso a raffica, altrimenti la differenza non si nota). Tutte le Nikon D7x00 hanno doppio slot di memoria SD Nikon D500 La D500 è l'ammiraglia delle fotocamere Nikon in formato 24x16mm (fattore di moltiplicazione 1.5x rispetto al 36x24mm). Ha un corpo professionale costruito a regola d'arte. Ha prestazioni allo stato dell'arte con un autofocus che può operare nelle stesse condizioni dell'ammiraglia a pieno formato Nikon D5 con la quale condivide quasi tutto a parte il corpo e il mix di memorie (la D5 monta due schede XQD, la D500 una scheda XQD e una scheda SD ... un pò zoppa). Non è aggiornatissima nel comparto video e nell'uso a specchio alzato. Ma è uno strumento eccezionale per fotografi di sport e di natura oltre che di azione in generale. Paga circa uno stop in termini di dinamica e di tenuta al rumore rispetto alle full-frame. Oramai si trova ad un prezzo molto interessante. Non sarà l'ultimo grido ma è costruita per durare. PRO il prezzo è adeguato alle sue prestazioni buona qualità di immagine, autofocus di elevate prestazioni con copertura di quasi tutto il frame costruzione e caratteristiche (comandi, interfaccie, memorie) professionali possibilità di utilizzo anche della batteria ad alte prestazioni della D5 con il suo battery-pack dedicato assimilabile, con le opportune distinzioni, alla Nikon D5 in formato ridotto CONTRO non è l'ultimo grido in materia di video, a specchio alzato è primitiva non ha una gamma di obiettivi moderni pensati per il suo formato (il sensore ha formato APS-C da 20.1 megapixel, con fattore di moltiplicazione 1.5x rispetto al 36x24) ma di fatto è stata pensata per utilizzare superteleobiettivi full-frame per dare il meglio di se, sfruttando proprio il fattore di telemoltiplicazione (attenzione, non è che un 600mm diventi un 900mm usando la D500, è come fare il crop del centro immagine senza sprecare megapixel in aree prive di interesse fotografico se si fotografa da lontano. Da vicino invece il problema è opposto). qualche problema con le batterie universali, con i battery-pack universali, con le memorie SD nel secondo slot (che ne azzoppano le prestazioni : decisamente consigliate le memorie XQD con il loro lettore dedicato). Alternative fuori listino NESSUNA. Dubitiamo che verrà sostituita a breve/medio termine. E se mai ci sarà un modello sostitutivo, quasi matematicamente sarà una mirrorless. Nikon D610 La Nikon D610 è di fatto fuori produzione ma si trova ancora nuova (e usata a prezzi fantastici !). E' la entry-level delle Nikon full-frame. Nikon l'ha lanciata sul mercato per sostituire la Nikon D600 offrendo prestazioni praticamente identiche sostanzialmente perchè la D600 a causa del famigerato problema ad otturatore e mirrorbox (formazione autonoma di detriti sul sensore) era invendibile. Oggi è da considerare una fotocamera obsoleta, con un autofocus inefficiente e prestazioni complessive non aggiornate. La qualità d'immagine è buona se si utilizzano obiettivi buoni. Ha un sensore in formato pieno 36x24 da 24 megapixel, buono anche a 6400 ISO, due schede di memoria SD, display posteriore fisso e non touch, video primitivo, live-view primitivo, autofocus inadatto a soggetti in movimenti (specie nei sensori laterali). Sinceramente non ne consigliamo l'acquisto salvo che il prezzo richiesto non sia proprio ridicolo e non ci si possa permettere di meglio. Non abbiamo mai provato una D610 su Nikonland ma conosciamo bene la D600 da cui differisce realmente per pochi dettagli (qui la nostra prova) PRO si può trovare usata anche a 450-500 euro buona qualità di immagine full-frame doppio slot di memorie e battery-grip dedicato CONTRO é una macchina superata é una macchina decisamente amatoriale l'autofocus è di seconda scelta specie nei sensori laterali e con soggetti in movimento Alternative Nikon D750 se ci serve una reflex perchè abbiamo già parecchi obiettivi. Altrimenti siamo pronti per il viaggio con le Nikon Z (la Z6 è la candidata ideale a sostituire sia D610 che D750). Nikon D750 La Nikon D750 è stata ed è tuttora il modello mainstream tra le fotocamere full-frame Nikon a densità di megapixel non esagerata. Il suo sensore è di fatto della stessa famiglia di quello che ancora oggi viene montato sulla Nikon Z6 (e sulle consorelle di altri marchi), il suo autofocus è dello stesso livello di quello delle precedenti ammiraglie Nikon, solo un pò più concentrato nella disposizione dei punti. E' però di costruzione e di caratteristiche di livello amatoriale. Cosa che certamente non ha impedito a tantissimi professionisti di adottarla come macchina principale (magari in 2 o 3 esemplari). Doppio slot SD, display LCD mobile (non touch). Video di buona qualità ma non 4K. Prestazioni in Live-view antiquate. E' ancora in listino e la si trova a prezzi convenienti (intorno o anche sotto ai 1500 euro). E' la scelta equilibrata. PRO si può trovare a buon prezzo sia nuova che usata buona qualità di immagine anche ad alti ISO buon autofocus full-frame 24 megapixel, cosa chiedere di più ? doppio slot di memorie e battery-grip dedicato pur non avendo un corpo di fascia professionale è sufficientemente robusta adatta ad ogni genere di fotografia CONTRO é una macchina superata é una macchina costruita con scelte di tipo amatoriale é tra le reflex che ancora potrebbero essere sostituite da un modello nuovo e aggiornato (Nikon D760 attesa entro 6-9 mesi) Alternative Sull'usato l'inossidabile Nikon D700 potrebbe essere ancora giudicata interessante. Però ha un sensore antiquato con soli 12 megapixel segnato da bassa dinamica alle sensibilità basse (la D750 ha invece un sensore di generazione successiva ad alta dinamica che sopporta l'apertura spinta delle ombre in sviluppo : una cosa che quando la si inizia ad utilizzare diventa insostituibile). Se invece si necessita di più alta risoluzione e/o di un corpo professionale, non c'è alternativa alle Nikon D8x0. Ma guardando al futuro, la reale alternativa alla Nikon D750 è la nuova mirrorless Nikon Z6 ! Nikon D810 Sostituita dalla più recente D850, si può ancora trovare nuova a buon prezzo, usata ad ottimo prezzo. Ha un sensore full-frame da 36 megapixel di altissima qualità, specie in termini di dinamica alle basse sensibilità. Cede alle sensibilità più alte. Se ha due punti deboli sono l'autofocus, non prestazionale e il buffer di memoria, veramente ridotto (si possono fare sequenze di scatti limitate a 13-14 immagini, dopo di che la macchina rallenta per scrivere i file sulla scheda di memoria). Usa ancora memorie di tipo CF con il secondo slot SD di tipo UHS-I. Può essere una alternativa per chi vuole un corpo professionale ed è tentato da una risoluzione superiore ai "soliti" 24 megapixel, spendendo il giusto. Richiede però disciplina per sfruttarla al massimo, ed obiettivi di grande qualità. PRO si può trovare a buon prezzo sia nuova che usata ottima qualità di immagine e grandissima dinamica a basse sensibilità costruzione professionale full-frame da 36 megapixel, offre qualcosa in più rispetto ai "soliti" 24 megapixel doppio slot di memorie e battery-grip dedicato (ma memorie di tipo low-end) adatta soprattutto al paesaggio e alla foto di studio, non allo sport e all'azione CONTRO é una macchina superata l'autofocus non è all'altezza di quello di ultima generazione il buffer è limitato Alternative La precedente D800 con cui condivide il sensore è la candidata ideale. Ma l'autofocus della D800 ha prestazioni realmente limitate, quindi la macchina si presta essenzialmente al paesaggio, alla macro, agli scatti a diaframma chiuso. E' stata sostituita dalla più recente e prestazionale Nikon D850 Nikon D850 E' l'ultima reflex full-frame presentata da Nikon due anni fa. Al lancio per averne una c'era la lista d'attesa di 90 giorni. Oggi si trova facilmente e anche con un discreto sconto sul prezzo ufficiale. E' una macchina fantastica, buona anche a specchio alzato in live-view (la migliore reflex Nikon su questo fronte). Ha prestazioni altrettanto fantastiche anche se l'autofocus, pur essendo equivalente a quello di D5 e D500 non è esattamente allo stesso livello prestazionale. Adatta ad ogni genere di fotografia ma per dare il meglio di se bisognerà sfruttarla a 64 ISO e con i migliori obiettivi disponibili. Non è la macchina per il fotografo casuale che usa obiettivi del papà e scatta solo in jpg. PRO è probabilmente la migliore reflex proposta sinora da Nikon ottima qualità di immagine e grandissima dinamica a basse sensibilità costruzione professionale full-frame da 45 megapixel, praticamente il doppio rispetto ai "soliti" 24 megapixel doppio slot di memorie e battery-grip dedicato (ma memorie di tipo differente tra loro ! con la meno prestante SD che azzoppa la macchina rispetto all'uso con la sola XQD primaria) il modulo AF è lo stesso ma alla prova dei fatti la Nikon D5 è ben più chirurgica nella messa a fuoco CONTRO é una macchina molto costosa e per certi fotografi o usi, la risoluzione é eccessiva il modulo AF è lo stesso ma alla prova dei fatti la Nikon D5 è ben più chirurgica nella messa a fuoco il buffer potrebbe essere superiore pretende i migliori obiettivi disponibili e di essere utilizzata alle più basse sensibilità per dare il meglio di se. Altrimenti abbiamo sprecato i nostri soldi ! Alternative Se servono le sue caratteristiche non ci sono alternative sul mercato. Altrimenti la Nikon Z7 condivide lo stesso sensore ma ha in più le prerogative delle mirrorless di ultima generazione. Se i 45 megapixel non sono necessari e si può vivere con un autofocus meno prestazionale e senza le prestazioni in video e in live-view che solo la D850 tra le reflex sa offrire, una D810 costerà certamente di meno. Nikon Df Vista oggi è in tutto e per tutto una semplice "operazione nostalgia". Nikon ha preso la scocca della D600, ha inserito dentro il sensore della Nikon D4, lo ha alimentato con una batteria da Coolpix, ha messo la scheda SD dentro al vano batterie ma ha messo attorno un involucro - largamente plasticoso - che ricorda vagamente una vecchia reflex a pellicola tipo Nikon F3. Purtroppo le altre promesse non sono state mantenute. La macchina è fragile quando sottoposta all'accoppiamento con gli obiettivi pre-AI per cui sarebbe nata e finisce col rompersi. Il prezzo elevatissimo no ne ha favorito la diffusione anche se i pochi esemplari sono andati via tutti. Ma i giapponesi si sa sono molto sensibili a tutto ciò che sa di vintage e certamente la Nikon Df resterà a lungo nelle mani dei più maturi, almeno finchè non ci sarà una riedizione senza specchio. Della Nikon Df abbiamo scritto abbondantemente su Nikonland.eu PRO l'unica reflex recente Nikon in grado di utilizzare quasi tutti gli obiettivi Nikkor anche di era pre-AI grazie alla possibilità di aprire il dentino di indicizzazione del diaframma aspetto retrò sensore full-frame a bassa risoluzione ma ad alta sensibilità CONTRO é una macchina di prestazioni modeste che manca di molte funzionalità che invece esistono anche in macchine entry-level l'impostazione (con le rotelle superiori) è appariscente ma ridondante e oggi, di impiego abbastanza desueto in fondo è una D600 ricarrozzata ... venduta ad un prezzo da collezionisti l'autofocus è (quasi) osceno per una macchina del genere. Ma certo, è stata pensata per utilizzare (anche) obiettivi manual focus senza però avere alcun aiuto automatico, salvo il telemetro elettronico a mirino (quello che hanno tutte le reflex Nikon) adatta per lo più a generi "contemplativi" dove però mostra la corda in termini di risoluzione Alternative Idealmente una bella macchina a pellicola anni '70, tipo una F2 o una F. Se invece la si prende in considerazione per il sensore ... una D4/D4s rappresenta una alternativa più completa. Ma tolto il rassicurante aspetto da ... tardona, oggi le Nikon Z offrono ben superiori qualità di utilizzo con obiettivi "vintage" di ogni marca, non solo Nikon ... ! Nikon D5 Ammiraglia Nikon a tutto campo ma ... a breve attesa la Nikon D6. Quindi fatevi i vostri conti. La D6 certamente sarà una D5 aggiornata in tutti quei dettagli dove la D5 presta il fianco a critiche. Ma per chi può convivere con i (pochi) limiti della D5, una D5 è per sempre. PRO l'unica ammiraglia a corpo esteso (stile Nikon F5) oggi in produzione. La sua forma e la sua costruzione sono un'icona Nikon dal 1995 la Nikon digitale più affidabile di sempre autofocus praticamente infallibile, il migliore tra tutte le reflex Nikon dal 1959 ad oggi altissima dinamica ad altissima sensibilità, la migliore Nikon oltre i 1600 ISO di velocità inesauribile, adatta ad ogni genere di fotografia d'azione costruita per durare, nella sua carriera sinora non ha dato alcun problema, né é stato riscontrato alcun difetto operativo é l'unica macchina Nikon ad avere due slot per memorie XQD CONTRO ha una risoluzione relativamente bassa per i criteri del 2020 la dinamica del sensore è scadente sotto ai 1600 ISO perchè di fatto la sensibilità base del sensore è di 1600 ISO video e prestazioni in live-view primitivi rumorosa (lo scatto è come un colpo di pistola) grossa, ingombrante, molto costosa inutile e ridondante in qualunque genere che non sia d'azione è attesa la commercializzazione della Nikon D6 entro febbraio 2020 Alternative Nessuna. D4 e D4s impallidiscono rispetto ad una D5, sebbene per molti generi ci siano fotografi che ancora usano D3 e D3s. La Nikon D6 sarà certamente meglio e qualcuno potrà sfruttarne le superiori qualità ma a costi oramai difficili da giustificare (ipotizziamo ben oltre i 7.500€) Ma molti si fermeranno alla D5. Nikon Z6 Presentata insieme alla Nikon Z7 nell'aspetto le due macchine sono gemelle. Differiscono nel sensore e nel numero di punti di autofocus. Il sensore della Z6 è della stessa famiglia di quello della Nikon D750, quello della Z7 è praticamente identico a quello della Nikon D850. Per questo (e le sue conseguenze : migliore resa alle alte sensibilità, maggiore velocità di esecuzione) la Z6 si presta di più ai generi dinamici, la Z7 a quelli statici. Sono entrambe delle vere Nikon e scegliere tra le due - a parte il prezzo - dipende esclusivamente dalle aspettative del fotografo. Le due macchine hanno portato con loro in dote : un nuovo attacco (il Nikon Z) diverso, con tiraggio più corto, con gola molto più ampia, del vecchio Nikon F del 1959 una nuova generazione di obiettivi - i Nikkor Z - che si stanno rivelando ciascuno di classe superiore ai ... pariclasse per reflex lo stabilizzatore sul sensore un mirino elettronico di grande qualità autofocus a tutto frame con modalità avanzate come il riconoscimento di volto e occhio dei soggetti inquadrati avanzate prestazioni in campo video compattezza e maneggevolezza rispetto alle reflex professionali interoperabilità con i software di sviluppo Adobe (i parametri impostati oncamera vengono riconosciuti ed utilizzati in ACR e LR) di contro alcune funzionalità non sono ancora all'altezza di quelle delle migliori reflex (parliamo dell'ultima generazione 5 con l'autofocus più avanzato presentato da Nikon, non delle precedenti che invece sostanzialmente sostituiscono). PRO rapporto prezzo/prestazioni di livello accettabile per una mirrorless full-frame autofocus a tutto frame ottime prestazioni generali in tutti i generi fotografici ottima resa alle sensibilità superiori raffica elevata ottimo stabilizzatore utilizza memorie evolute di tipo XQD e a tendere le prossime CFExpress ottimo video (anche 4K) a differenza di quanto praticato con le reflex, Nikon sviluppa le funzionalità delle sue mirrorless via firmware disponibilità dell'adattatore elettronico Nikon FTZ che consente di utilizzare sulle Nikon Z la gran parte degli obiettivi Nikon F CONTRO l'autofocus non è ancora di classe "Nikon D5" che resta il nostro benchmark al riguardo (ma in compenso una Nikon Z6 mette a fuoco dove volete, anche nell'angolo estremo in basso !) i punti di messa a fuoco sono relativamente poco numerosi e "troppo" grandi dispone di un solo slot di memoria non è previsto un battery-grip con scatto verticale é una macchina di prima generazione con tutto ciò che ne consegue Alternative In casa Nikon la sola Z7 per chi necessita delle sue peculiarità. In futuro certamente usciranno altre Nikon Z più evolute. Nikon Z7 E' la sorella gemella della Z6 da cui esternamente differisce solo per la targhetta. E' una macchina pensata per la fotografia statica, specie alla sensibilità più bassa, con buona luce o con il flash. Ideale per paesaggio, macro, riproduzione, studio, ritratto. Inadatta per sport, wildlife e la fotografia d'azione in generale. PRO autofocus a tutto frame con un numero adeguato di punti di messa a fuoco il sensore ha prestazioni analoghe a quello della Nikon D850 (che ha ancora però un leggerismo vantaggio ad ISO 64) ottima dinamica alle sensibilità inferiori ottimo stabilizzatore utilizza memorie evolute di tipo XQD e a tendere le prossime CFExpress buone qualità video (anche 4K) ma non all'altezza di quelle della Z6 a differenza di quanto praticato con le reflex, Nikon sviluppa le funzionalità delle sue mirrorless via firmware disponibilità dell'adattatore elettronico Nikon FTZ che consente di utilizzare sulle Nikon Z la gran parte degli obiettivi Nikon F CONTRO ha il rapporto prezzo/prestazioni peggiore tra tutte le fotocamere Nikon l'autofocus é decisamente inadatto alla fotografia d'azione la messa a fuoco in situazioni di bassa luminosità è scarsa buffer molto limitante (in attesa delle agognate CFExpress ?) dispone di un solo slot di memoria non è previsto un battery-grip con scatto verticale é una macchina di prima generazione con tutto ciò che ne consegue Alternative Sostanzialmente due : la Nikon Z6 se si vuole una mirrorless più reattiva, la Nikon D850 se si cerca la maturità raggiunta da quella reflex. Ma in futuro certamente usciranno altre Nikon Z più evolute che chiuderanno definitivamente il gap con le reflex. Un sito come Nikonland non si limita a fare un elenco di caratteristiche più o meno dettagliate per ribaltare sul potenziale acquirente le scelte. Andiamo oltre e certamente non ci balocchiamo troppo sulla targhetta del prezzo, consci del fatto che spesso, spendendo di meno, si finisce con l'acquistare ciò che si può comprare ma non necessariamente ciò che ci serve. Per questo non riteniamo banalissima la scelta tra le due Nikon Z attuali, specie per il fatto che Nikon a differenza di quanto fatto con le reflex negli ultimi anni, con le Z ci ha messo a disposizione due macchine sostanzialmente identiche in tutto, tranne nel sensore. Ci fossero state una D8x0 per l'alta risoluzione e una per l'azione, probabilmente le cose negli ultimi tempi sarebbero andate diversamente, e probabilmente molti meno si sarebbero "accontentati" della D750 e molti meno avrebbero comprato la D850 perchè sovradimensionata per le loro esigenze ma pur sempre l'unica reflex professionale Nikon a disposizione sul mercato (per tacere di chi ha comprato la D5 senza averle mai fatto fare una sola raffica ... liberatoria !). Ecco perchè vi invitiamo a leggere la nostra guida per la scelta tra Z6 e Z7 senza contare troppo sul vil denaro ma sulle specificità dei due modelli. *** Obiettivi Bene, abbiamo una disamina abbastanza dettagliata, tanto da avere un quadro complessivo delle possibilità di scelta della nostra fotocamera. Che ci siano limiti di budget (sostanzialmente quelli che porterebbero oggi a comrpare una D7500) o necessità legate all'azione (D500, D5, Z6) o alta risoluzione (Z7, D850) abbiamo - forse - l'imbarazzo della scelta. Ma non saremmo qui a parlare di fotocamere ad obiettivi intercambiabili se il punto nodale di tutta la faccenda non riguardasse piuttosto gli obiettivi da montare su queste fotocamere, che non i semplici corpi. E qui per certi versi che Nikon mostra il fianco a più di una critica, perchè nell'ultimo lustro o poco più ha mantenuto un passo a dir poco riflessivo nella proposta di obiettivi aggiornati all'altezza delle migliori fotocamere. In particolare per quanto riguarda il formato ridotto APS-C/DX che è l'unico a consentire ancora un rapporto costo/ingombro vincente rispetto alle migliori qualità dei sensori full-frame che però richiedono spese maggiori e ingombri superiori. Ancora oggi il panorama è abbastanza limitato, cosa che invita il fotografo a procurarsi quanto gli servi presso altri marchi. Ma anche per le full-frame le cose non sono del tutto rosee. Se escludiamo i soliti super-tele, sono pochi gli obiettivi all'altezza di una Nikon D850, segnatamente gli ultimi realizzati. Così a mente consiglieremmo : - formato APS-C/DX : Nikon 10-20mm AF-P, Nikon 16-80/2.8-4 - in formato FX : Nikon 28/1.4E, Nikon 105/1.4E, Nikon 300/4E, Nikon 500/5.6E, Nikon 70-200/2.8E, Nikon PC 19/4, Nikon 70-300mm AF-P (oltre ai già citati superteleobiettivi, compreso l'ultimo zoom 180-400 con annesso teleconverter) gli altri, chi più chi meno, sono veramente invecchiati male o nati ... male, vedete voi. E dubitiamo che l'offerta possa migliorare nel breve/medio periodo, in quanto è più che assodato quanto l'intera attenzione di Nikon sia oggi assorbita dal mondo mirrorless. - formato FX Nikon Z : qui siamo soltanto agli inizi ma già gli auspici sono dei migliori, perchè ogni Nikkor Z alla prova dei fatti si dimostra migliore dell'omologo (se esiste) Nikkor F. In particolare i Nikkor Z 24-70/2.8, 50/1.8 e 85/1.8 sono chiaramente i migliori obiettivi proposti con quelle focali da Nikon in precedenza. Mentre un obiettivo come il 14-30/4 - pur con le sue luci ed ombre - non si era visto mai in full-frame, da nessun marchio, con quelle peculiarità di peso/ingombro/prestazioni. E anche l'onesto 24-70/4 S è di gran lunga il miglior zoom da kit ma offerto da Nikon. La roadmap di Nikon per attacco Z è abbastanza ricca e si propone di offrire un corredo minimo completo di qui a due anni. Cosa che in formato DX per reflex Nikon non è riuscita a fare in 18 anni. E che per reflex è ben lontana da offrire, almeno a prestazioni adeguate ai tempi. Ciò ci ha indotto a considerare questo aspetto : Sottolineando che l'attacco F e le sue ottiche sono il passato che difficilmente verrà implementato sostanzialmente in futuro. L'attacco Z e le sue ottiche invece si svilupperanno come business principale per Nikon nel prossimo quinquennio. Lo Z Mount è la ragione d'essere delle Nikon Z più che le loro peculiarità indotte dal mirino elettronico e dall'assenza di specchio. Riflettete bene su questo punto e fate le vostre scelte al riguardo. Certo, è vero, per Nikon F esistono decine e decine di obiettivi differenti anche di marchi universali, disponibili anche abbondantemente sul mercato dell'usato. Ma la nostra esperienza di questo ultimo anno nell'uso delle Nikon Z ci parla di un passo in avanti sostanziale e che a tendere distaccherà ulteriormente il mondo con lo specchio proprio sulla disponibilità di obiettivi che permettano di esprimere al massimo le potenzialità dei corpi macchina (a differenza di quanto invece capitato con la Nikon D850, in un certo qual modo limitata dalla disponibilità per lo più di obiettivi di vecchia generazione incapaci di renderle giustizia a pieno). Due parole, infine, per anticipare - ma chi ci legge già lo saprà - che a breve Nikon presenterà anche delle mirrorless in formato DX/APS-C con una loro linea di obiettivi Nikkor Z che amplieranno il quadro a prezzi più competitivi di quelli della Nikon Z/Nikkor Z di classe S. L'attacco sarà il medesimo e quindi con la possibilità di scalare verso l'alto. Sulle loro peculiarità attendiamo con curiosità, benchè non sia il target specifico del nostro sito. *** Flash portatili a slitta Mi verrebbe da liquidare il capitolo con un bel "ND" - non disponibile o "NC" non classificato. Nikon oggi offre un solo flash "moderno", il suo SB 5000, molto costoso, macchinoso da controllare a distanza per mezzo di trigger estremamente costosi e molto ... stupidi. Il flash è grosso, usa ancora batterie stilo, non è adatto alle mirrorless (tra le altre cose le mirrorless non possono usare l'infrarosso come guida dell'autofocus, hanno bisogno di luce di altra frequenza - e non può fare sistema a se. Mancano gli accessori, mancano modelli superiori ed inferiori che condividano la trasmissione radio (visto che quella luminosa è stata abolita pure alla scuola nocchieri della Marina Militare del Madagascar ... !). Sinceramente crediamo che l'SB-5000 resti in catalogo perchè un flash ci vuole ma oggi l'offerta è tanto ampia da parte di produttori universali molto agguerriti che non ci soffermeremmo oltre. Non è un caso se in dieci anni su Nikonland non ci sia stato nemmeno un test di un flash Nikon. Accessori Idem con patate. Per fortuna che anche qui ci aiutano i cinesi. *** Bene, speriamo di aver fatto cosa gradita concentrando il nostro pensiero su quanto Nikon ci mette a disposizione in una sola pagina abbastanza dettagliata. Ovviamente ogni eventuale scelta andrà approfondita a parte avendo però sempre a mente i principi fondamentali che dovrebbero muovere e motivare una necessità d'acquisto. Ovvero : cosa effettivamente mi serve per fare cosa che limiti trovo nel materiale che sto utilizzando adesso e che vorrei fossero superati dal nuovo acquisto cosa mi aspetto che il nuovo acquisto mi consenta di fare che adesso non riesco a fare insomma altri perchè, piuttosto che la solita, classica valutazione del prezzo, del costo, del soldo. Perchè con i soldi non si fotografa necessariamente meglio, che siano tanti o pochi quelli a disposizione. E quelli ben spesi, dovrebbero essere sempre non quelli utilizzati per "fare un affare" (chiunque sia quello che lo fa ... spesso solo il venditore !) piuttosto quelli spesi per assicurarci foto migliori. Per il resto, siamo a vostra disposizione qui di seguito nei commenti per rispondere alle vostre domande e mettervi ulteriormente in difficoltà. Sayonara !
  2. 8 points
    Gennaio 2019, da qualche parte in Piemonte : "Da grande sarò un'aquila, hai capito ?"
  3. 7 points

    From the album: Nikkor Z 50mm f/1.8 S - Album Collettivo

    Il primo scatto col 50, non avendo un 50 serio (AFS 1.8) sono anni che non uso più quella focale, mi sono deciso a prendere questo e di riprovare a passare per il normale. In questa foto si percepisce ciò che molti chiamano "muro" ovvero lo stacco deciso tra il fuoco e fuori fuoco, è una cosa che mi piace, proverò metterlo alla corda.
  4. 6 points
    Io metto un lavoro creato per la fiera internazionale d'arte contemporanea di Parigi... che poi ho portato altro però il progetto è nato per caso, si andava a braccio ed è uscito questo. Sono quattro scatti uniti insieme a formare un polittico che rappresenta le quattro pulsioni innate dell'essere umano. È la foto del quadro montato quindi prendetela per com'è una riproduzione. Da sx verso dx Sopravvivenza.. Appartenenza.. Conoscenza e Crescita... Autorealizzazione. Anno 2018, non so se è il mio lavoro migliore, ma mi piace ciò che ci sta dietro.
  5. 6 points
    Bad Gastein è un noto centro turistico situato a ridosso degli Alti Tauri nella regione saliburghese, celebre per i suoi stabilimenti termali e per gli sport invernali. I primi insediamenti risalgono a circa 2000 anni fa, colonizzata dai Romani e successivamente dai Celti, la valle era un luogo di transito delle merci; ma è a partire dal XVII secolo che diventa meta dell’aristocrazia europea. Frequentato da Otto von Bismarck, da Guglielmo di Prussia e Francesco I° con sua moglie Elisabetta (la celebre Sissi), in tempi moderni ha conservato nell’architettura i fasti del secolo scorso abbinando costruzioni moderne e funzionali per gli sport invernali. L’ho visitata fuori stagione, con poca gente in giro, lontano dai clamori turistici. Dall’Italia si può accorciare la strada approffittando della navetta ferroviaria che si prende a Mallinitz : caricata l’auto sul treno dopo circa una decina di minuti si arriva a destinazione: Verso sera il cielo è grigio, siamo ai primi di ottobre, e all’arrivo giusto il tempo per una passeggiata fugace per prendere confidenza col luogo, rimandando al giorno successivo una visita con tutta calma. Al risveglio le aspettative vengono confermate: dopo la pioggia a valle, la neve ha spolverato le cime circostanti e il sole prende animo Il paese è attraversato dal torrente Gastainer Ache che alimenta le celebri cascate. L’acqua è sicuramente un elemento importante sia sotto il profilo paesaggistico che salutistico. Bad Gastein è famosa sia come stazione sciistica che per le sue acque termali fin dall'ottocento. La struttura alberghiera riflette vecchi fasti che ancora oggi sono ben curati e conservano un certo fascino pur in presenza di segnali di abbandono Il contrasto urbanistico tra vecchio e nuovo non mi è sembrato stridente, anzi. Come questo sovrapasso ferroviario, che consente ai pedoni di raggiugere agevolmente l’altra metà del paese, perfettamente integrato con il resto Non potevo trascurare la chiesa dedicata a San Nicola... dall’interno semplice e di buon gusto, con annesso cimitero come si usa da queste parti (e non solo) Un ultimo sguardo e un arrivederci magari sugli sci…
  6. 5 points
    Intanto metto questa. Non so se sia fra le migliori che ho scattato nel 2018-19, ma è una delle più recenti e trasmette abbastanza il mio modo di fotografare.
  7. 4 points
    In questi giorni, stavo guardando alcuni scatti, nulla di che ho visto cose moltissimo migliori di queste ma, le metto lo stesso.. ho scelto il Blog per la ragione che vi è più di una classificazione, ci sono scatti fatti anche con la D 70... fate un po' voi.. Queste tre sono state scattate in Germania nel 2009, nel marzo esattamente e già allora ero imbottito di antidolorifici per la schiena.. in giro per i campi.. con il fido, per allora, 70-180 macro.. per la libellula però è stato usato il micro 200 AF.. peccato per la sua strepitosa velocità, ma i tempi erano quelli.. ero come ipnotizzato a nell'osservare questo mare verde che ondeggiava al vento.. a Torrile tanto tempo fa, durante il pranzo.. nel laghetto antistante lo vidi.. ed eccolo quì una pallida idea di cosa può fare il Macro 35 Nikkor ne è passato del tempo.. il Valerio ci passa nei pressi al mattino ed alla sera quando è in ufficio.. cioè quasi mai.. queste due.. beh.. un indovinello dal risultato scontato, dove solo? vi aiuto.. mi ricordo la la bambina dai capelli rossi, il cui nome era Fanny, doveva essere a detta dei rispettivi genitori " mia moglie " una volta grandi.. ma poi il caso ha deciso diversamente.. come vedete non vi sono cose da fantascienza... dovevano essere di più..
  8. 4 points
    Ma il vento non si vede Ero come al solito uscito per libellule, e poi mi sono imbattuto un un paio di Iphiclides podalirius, cioè Podalirio, indaffarati attorno a dei fiori. C'era una bella brezza così ho usato il "metodo Salvetti" , ossia 300mm+ Tc 14 EIII a mano libera, scattando a raffica nei momenti in cui mi sembrava il vento si calmasse. Purtroppo non hanno mai aperto (o chiuso) completamente le ali così da averle su un solo piano, erano sempre a "V". Per questo, più che per il vento, ho dovuto buttare molte foto, in quanto una o l'altra estremità delle ali finiva fuori fuoco. Una decina però sono venute abbastanza bene, eccone un paio delle migliori:
  9. 3 points
    Galleria dedicata ad Heidi Romanova.
  10. 3 points
  11. 2 points
  12. 2 points
    Next time aggiungi "nikonland" alle parole di ricerca su google in ambito fotografico. C'est plus facile...
  13. 2 points
  14. 2 points
    Pubblicai questo mio lavoro nel vecchio sito Nikonland, ci sono molto affezionato per cui lo ripropongo anche su questo portale sperando di fare cosa gradita. "Il luogo di confine tra terra e mare" Reportage sulla "vita" del porto di Katsuura - Giappone Premessa Il luogo di confine tra terra e mare. E’ così che vedo il porto. E’ un luogo che mi ha affascinato fin da piccolo, quando andavo con il babbo a girellare tra le barche ed i pescatori alla scoperta del pescato del giorno. Mi chiedevo “chissà se il mare sarà stato un pacifico amico o un feroce nemico in quest’ultima notte? Chissà cosa avrà donato loro in cambio di tanta forza e determinazione?”. Così lo stridio dei gabbiani, la brezza salmastra e gli schiamazzi dei pescatori mi sono sempre rimasti dentro, ammantati da quell’aura di magia che solo un bambino può percepire. Vorrei accompagnarvi in questo mio viaggio in Giappone, farvi vedere l’approssimarsi dell’alba, il chiarore del nuovo giorno che si intensifica sempre più per poi lasciare spazio nuovamente alla dorata luce del tramonto, anticamera di una nuova notte. Farvi ascoltare il rumore delle macchine che si mescola al garrito dei gabbiani, farvi sentire il vento che fa entrare nelle narici l’odore del mare, del pesce, del sale. Vorrei farvi compagnia mostrandovi ciò che ho potuto imparare nel tempo che ho passato in compagnia dei tanti lavoratori che questo luogo, che io chiamo “Il luogo di confine tra terra e mare”, lo chiamano “Casa”. Buon viaggio. (Click sulle anteprime grazie) Ore 03,00 am Lascio il tepore della casa e vengo accolto dall'aria fresca della notte. Scruto il cielo per sapere se pioverà e penso che, nello stesso momento, di fronte ad altre case, ci sono persone che stanno facendo la stessa cosa, come ogni mattina. Intorno a me le strade sono silenziose, buie le finestre delle case. M’incammino invisibile per strade cieche. Arrivo al porto e non sono certo il primo, le barche per il Kimmè sono appena uscite in mare e la banchina è quasi deserta. Quest'atmosfera mi dà un senso di calma e tranquillità, il silenzio mi circonda ed è interrotto solo ritmicamente dalle piccole, discrete onde che s’infrangono sulla rada. Siedo su una bitta arrugginita e gusto un caffè caldo mentre, sommessamente, arrivano i primi uomini e donne, lavoratori e lavoratrici che chiacchierano tra loro in attesa del ritorno della prima barca. Preparo l'attrezzatura fotografica con calma, so che le barche sono ancora lontane, perse nel mare. Poi si ode un rumore e, come fanno tutti gli altri, mi volto verso il mare aperto sapendo che vedrò una piccola luce bianca avvicinarsi rapidamente. La lunga giornata del “Porto” sta per avere inizio. I primi ad arrivare sono i pescatori di aragoste che hanno appena ritirato le reti. Il loro arrivo è rapido, come rapida è la loro ripartenza, giusto il tempo per scaricare a terra un intrico di reti gialle e rosse che sono già scomparsi, inghiottiti dal nero della notte. Le baracche di lamiera che prima attendevano silenziose nella penombra, s’illuminano e si animano di operai che, con gesti rapidi ed esperti, iniziano a districare e ripulire quell'ammasso fatto di reti, alghe, pesci e conchiglie. Le aragoste finiscono nell'acqua di secchi colorati, i pesci in altri contenitori, le conchiglie e le alghe vengono scartate e le reti appese ordinatamente sui loro supporti. Bisogna lavorare rapidamente, altre barche hanno già salpato il loro carico e stanno correndo verso di noi, quando il vento gira sento già il loro motore. Ma questa gente non ha bisogno di guardare l’ora per sapere quanto tempo gli resta, finiscono di dare l'ultima spazzata alle alghe che hanno accumulato proprio mentre una barca entra nel porto. E si ripete lo stesso copione, un'altra volta ancora, e non sarà l'ultima stamani. Il tempo passa, l'alba sta arrivando, il cielo cambia colore e sono l'unico che ha il tempo e la voglia per accorgersene. Scatto un'altra foto, magari un giorno avrò l'occasione per far vedere a queste persone di che colore è il cielo della mattina su di loro. Mentre penso queste cose inizio ad allontanarmi, ne avranno ancora per un bel po', ma io so che dall'altro lato della banchina, tanto lontane da non sentirne le voci, ci sono altre persone che stanno arrivando. Sotto l'enorme tetto in cemento iniziano i preparativi per lo sbarco dei tonni. Le navi gonfie di pesce hanno aspettato tutta la notte ed ora, così come i loro occupanti, si stanno agitando. Insieme ad una giovane operaia guardo la lavagna verde, non comprendo la lingua ma so che ci sono scritti i nomi delle navi, gli orari, le quantità ed i tipi di pesci che saranno scaricati di lì a poco. Per me non sono molto di più che graffi di gesso bianco, vergati ordinatamente sull'ardesia, per lei e per gli altri invece significano tanto lavoro e fatica. Vedo arrivare due grosse gru e, alle mie spalle, un giovane cosparge buona parte del pavimento di ghiaccio tritato, preludio allo sbarco di grossi tonni e pesci spada. Di lì a poco tutto si anima. Dal ventre scuro delle bianche navi salgono enormi pesci argentati che vengono deposti con cura a terra. Le operazioni da fare sono molteplici ed ognuno sa qual è il suo compito, lavare, pesare, trascinare, smistare, tagliare, scrivere ed annotare, tutti fanno la loro parte. Il lavoro è duro, l'acqua fredda che lava i tonni schizza ovunque, il ghiaccio rende scivoloso il pavimento, muletti elettrici vanno e vengono dalla fabbrica del ghiaccio, c'è chi trascina un pesce spada lungo metri mentre qualcun altro pesa un enorme tonno. Il rumore dei motori delle gru si mescola con il cicalino della retromarcia del muletto elettrico, devo stare attento, non posso permettermi di essere sbadato o di pensare solo a scattare, devo fare in modo di non essere d'intralcio per loro, non possono lavorare e pensare anche alla mia sicurezza. Ma comunque sono tranquillo, li vedo scherzare, scambiarsi battute e risate mentre corrono e faticano e questo mi rasserena. Sono un intruso ma non sono un impaccio. Mentre le operazioni di scarico volgono al termine, vedo arrivare alcune auto lussuose dalle quali scendono distinti signori accompagnati da lavoratori in stivali di gomma. Nonostante l'apparenza, si avviano sicuri tra tonni ed operai, sono di casa qua, sono esperti compratori. Osservo la disposizione dei pesci, noto che sono stati suddivisi per file e per peso ed è quasi tutto pronto per l'avvio dell'asta di vendita, si aspetta solo che vengano tagliate e pulite le ultime code dei pregiati tonni. Dall'aspetto del grasso e delle carni della coda tagliata capiranno la qualità di ogni singolo pesce e faranno la loro offerta…che vinca il più bravo ed astuto. Mentre intorno a me i lavoratori sono indaffarati con tonni e ghiaccio, ci sono alcuni di loro che stanno svolgendo pacatamente altre singolari mansioni. Il cuoco di bordo siede tranquillo a poppa e sfiletta un piccolo tonnetto per il pranzo dei suoi amici marinai mentre uno di loro, armato di una piccola spazzola, si adopera per lavare la bianca fiancata della grande nave. Poco più in là è arrivato il Kimmè. Ceste blu sono piene di pesci di un rosso acceso e dagli occhi dorati, che gli valgono il nome “Occhi d'oro”. Seguiranno la stessa sorte dei tonni, saranno suddivisi per peso e venduti al miglior offerente. Il piccolo peschereccio ha finito di scaricare e molla gli ormeggi, al suo posto è arrivata una possente nave che lascia immaginare un carico di ben altre proporzioni. Con una grossa rete viene svuotata lentamente la stiva e le innumerevoli casse, riempite di argentei Sanma, vengono allineate in lunghe file per essere pesate e vendute. Di contorno ci sono le ceste, quasi snobbate, dei pesci comuni, quelli di minor pregio e richiesta, quelli che vorresti scambiare con un Kimmè, quelli che finiscono nelle zuppe, mescolati tra loro, senza neppure la dignità per un nome vero, altisonante o romantico. Pesci di poco conto per piccoli mercati e tavole discrete. Poi mi accorgo che, a pochi metri da noi, fervono i preparativi per qualcosa di grosso. Sono fortunato, uno splendido peschereccio sta entrando nel porto. E' bellissimo, diverso da quelli che, ormai vuoti, hanno scaricato i grossi tonni. Slanciato e candido è di ritorno dall'oceano, dove ha catturato il pesce che ha reso famoso questo porto, il Katsuo, tonnetti argentei di 2-4 kg dalle carni prelibate. Vedo un nastro trasportatore già pronto ad accogliere il prezioso carico ed ai suoi lati una fila di bilance ed enormi contenitori con acqua e ghiaccio. La grossa nave sta ancora manovrando con cautela ed a terra gli operai hanno ancora qualche minuto di riposo, ne hanno bisogno, molti di loro sono gli stessi che hanno da poco finito di scaricare e preparare i tonni, gli spada ed i marlin. Anche molte donne si preparano all'arrivo del Katsuo, che sarà smistato nei grossi cassoni blu e gialli. La stiva della nave inizia a riversare i tonnetti sul nastro, un passamano rapido tra i marinai, otto o dieci esperte operaie separano i pesci, individuano rapidamente quelli troppo piccoli o troppo grossi, non c'è tempo da perdere, il nastro scorre inesorabile e dalla nave il pesce sembra non aver mai fine. Tra loro ed i compratori di tonni che stanno ancora partecipando all'asta, altre persone si sono preparate ad accogliere anche il frutto della pesca delle aragoste. Chi con un piccolo furgoncino, chi in bicicletta trainando un carrello o chi a piedi, ecco per ultimi coloro che per primi erano arrivati al porto. Le ceste di aragostine vengono scaricate sullo scivolo e, una volta ancora, selezionate e vendute. Guardo l'ora, le 10,30, sono stanco, io che non ho fatto molto stamani se non osservare e fotografare gente che lavora sodo. La mattinata è stata davvero lunga e dura ma ora è il momento del riposo. Qualcuno ancora è indaffarato nella pulizia delle attrezzature, un gruppo di amiche si lascia andare in chiacchere e risate mentre un thè caldo le ristora. Tra non molto le tante biciclette, scooter ed auto svaniranno ed il silenzio occuperà ogni spazio, almeno per qualche ora. E' tempo di rientrare a casa, mi devo riposare perché nel pomeriggio voglio tornare qua. Voglio tornare in questo luogo che con il passare delle ore si trasforma continuamente e non rimane mai inanimato. Ci saranno operai che preparano il pescato per le spedizioni in tutto il paese. Troverò qualcuno a stendere il pesce a seccare al sole. So che troverò i vecchi pescatori in pensione, che mai hanno abbandonato il porto, chiacchierare tra baracche, biciclette e vecchi randagi. So che troverò alcuni di quegli operai, che tanto hanno faticato all'alba, ancora qua a riposarsi e scambiare due parole tra loro seduti su un muletto elettrico, questa volta spento. Continua nei commenti...
  15. 2 points
    Io invece non farei alcun confronto, se avete una zeta e volete usare un 85, questo è quello giusto, il resto è un ripiego. La mia curiosità versa solo sulla qualità del bokeh che dal video pare eccellente.
  16. 2 points
  17. 1 point
    Propongo anche una sezione Colore, per non essere monotono. "Eriophorum callitrix"
  18. 1 point
    Sapevo che lo sapevi, avrei dovuto mettere come clausola che i fotografi naturalisti erano esclusi dal gioco ESATTO. A beneficio dei non naturalisti approfondisco: Molto spesso le libellule usano ripetutamente lo stesso posatoio, da cui prendono il volo per scacciare i rivali o per catturare le prede e poi vi ritornano. Focheggiando quindi sulla canna avevo ragionevoli probabilità di riuscire a coglierla un momento prima che si posasse. Non guardavo nemmeno nel mirino perchè quando entrano nella visuale del mirino sono talmente veloci che può essere troppo tardi. quando vedevo che si avvicinavano facevo partire la raffica. Ho collezionato decine di posatoi vuoti e libellule sfuocate, in pratica mi sono uscite due foto buone su una sessantina, un po' come te con il parnassio al vento. Ma è stato divertente.
  19. 1 point
    Ah, incidentalmente, insieme ai premi meritati praticamente da tutti gli altri anche Nikon ha "strappato" il premio per la fotocamera dell'anno (la Nikon Z6) e per l'obiettivo professionale dell'anno (il Nikkor Z 24-70/2.8 S). Ero così concentrato sul dato statistico che mi sono dimenticato di quello contingente (che, visto il numero di premi distribuiti, vale quanto una pacca sulle spalle del tipo : "bene, quest'anno ci sei anche tu" !, quanto la medaglia d'oro di Dpreview, per intenderci !).
  20. 1 point
    é probabilmente il riconoscimento meno significativo al mondo ma questa volta un segnale lo da. Sono solo mirrorless le macchine premiate, nessuna reflex. Un segno dei tempi anche perchè nel 2018 non è stata presentata alcuna reflex importante. Ma scommettiamo che anche nel 2020 ci saranno solo mirrorless in questa premiazione ?
  21. 1 point
    Grazie, ma sono foto di due/quattro anni fa, il sospetto è che stia peggiorando 😂 Comunque i controluce in high key sono un pallino che ho sempre avuto. Sono relativamente semplici da fare e hanno un buon impatto.
  22. 1 point
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  24. 1 point
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  26. 1 point
    Misumena vatia è un piccolo ragno della famiglia dei Tomisidi, detti Ragni granchio, perchè non tessono la tela ma cacciano all'agguato afferrando le prede con le prime due paia di zampe più lunghe, come fossero le chele dei granchi. Sono altamente mimetici, infatti assumono il colore del fiore si cui stanno in agguato, per cui li trovate gialli sui fiori gialli, bianchi sui fiori bianchi ecc. Meraviglie della natura. Ecco l'indovinello: Questo è un crop 100% senza alcun intervento sulla nitidezza. il ragno è lungo circa 1 cm (zampe escluse) stava nascosto in un fiore di Convolvolo dentro un cespuglio. quindi ho scattato a mano libera. Secondo voi con cosa ho scattato la foto (oltre alla D500)? Se indovina qualcuno, scrivo un articolo (sull'attrezzatura usata, non sul ragno ). Se no, magari lo scrivo lo stesso .
  27. 1 point
    Briancon - Tour de France 2019 -Z7-FTZ-70-300 FP
  28. 1 point
    I naturalisti ortodossi storceranno il naso perchè si tratta di fotografie di uccelli liberi fatte da un capanno, Me ne dispiace ma io non ho altre opportunità, mentre ho creduto utile mostrare a chi possa essere interessato a questo genere di fotografia da praticare con le Nikon Z quali possano essere le potenzialità o gli svantaggi nell'uso pratico. Abitassi in Canada, nelle zone più selvagge e fossi più incline alle sofferenze e alle fatiche fisiche, offrirei prove differenti. Ma qui lo scopo non è far vedere se il fotografo valga ma quanto vale il materiale ! *** Grazie all'interessamento dell'amico Silvio Renesto e all'organizzazione di una associazione fotonaturalistica, ho potuto passare qualche ora in un capanno del vercellese, con la promessa concreta di poter fare qualche foto alle poiane. Attirate da qualche incentivo nutriente loro non si sono fatte attendere molto. Hanno anche offerto un breve spettacolo supplementare non programmato - una lotta mimata, quasi del tutto incruenta - per la gioia dei fotografi. Io sono abituato ad ingaggiare i miei soggetti, pagando il giusto compenso, e quindi per me è normale. Comprendo il fastidio di chi invece sia abituato ad andare all'avventura. Lo farei anche io, probabilmente, se fossi sul posto, avessi tutto il mio tempo a mia disposizione e non dovessi rispedire a Moncalieri la Nikon Z6 prestatami dal distributore italiano. Per tutti gli altri ecco le mie considerazioni al riguardo di questa "gita". Non troppo freddo, sui -3 °C, giornata secca e serena. Verso mezzo giorno la temperatura è salita addirittura a +17 °C, anomalia di questo inverno caratterizzato dal Fohn, il vento del nord che crea queste condizioni. Il capanno è comodissimo, organizzato per due. E' in legno, c'è un vetro ampio che permette di osservare la scena, attrezzata di svariati posatoio ben dimensionati per il genere di volatili che capita da queste parti. Noi vediamo bene, loro sanno che ci siamo ma non si sentono minacciati. Arrivano le poiane. 2, 3, 4 esemplari diversi. Si annunciano con il loro particolare richiamo. Dopo un sopralluogo, impongono le gerarchie e il territorio. I dominanti mangiano, gli altri attendono il turno sui rami degli alberi. Ho portato la Nikon D5, il 500/5.6E PF, il 300/4E PF, la Nikon Z6 e la Nikon Z7 con due Nikon FTZ. Una Lowepro Nova 200 AW è più che sufficiente. Dopo pochi scatti con la D5 capisco che è ... overkill. Come se la Guardia di Finanza fermasse le auto alla rotonda con un carro armato da battaglia. Potevo anche fare a meno di portarla. La ripongo e mi dedico alle Nikon Z. Il 500mm è addirittura troppo lungo e finisco per scattare per lo più con il 300/4. Che ha anche il vantaggio di darmi uno stop in più di luce. La posizione è buona ma purtroppo il sole invernale molto basso fatica a farsi strada e buona parte della scena è in ombra. Per avere tempi rapidi con questi diaframmi (ideale sarebbe stato un 400/2.8 ma avremmo perso tutta la portatilità dei sistemi. Invece questo è stato uno shooting treppiede-free ) si sale anche a sensibilità che avrei evitato. La Nikon Z6 non fatica ad andare anche a 7-8000 ISO ma si perde la buona parte del dettaglio del piumaggio. Ed è un peccato. La Z7 sfavilla quando gli uccelli posano al sole. Ma se la cava anche nelle altre situazioni. Raffica in H per entrambe, manuale 1/1000'', diaframma aperto. WB su Auto(preserva toni caldi), spot o semispot_preserva_alte_luci, Picture Control su Standard. ADL auto sulla Z6, niente sulla Z7. Ovviamente otturatore elettronico. Non mi passa nemmeno per l'idea di fare scatti in volo, sarebbe troppo complicato per la distanza e per le focali. Peraltro sappiamo che le due Z non eccellono per velocità AF in continuo. Quindi sarà una sessione di ritratto. Con la messa a fuoco con il puntino sull'occhio. In AF-C, naturalmente. Dopo 5 o 600 scatti, Silvio candidamente mi chiede, "ma perchè inquadri ma non scatti ?" Lo comprendo, se non sei abituato non ci badi. Ma gli uccelli sentono il click-clack di specchio e otturatore della sua D500 e qualche volta si allontanano. Io invece scatto in continuo senza fare alcun rumore. Parlo anche naturalmente a voce bassa. E' la situazione ideale per me. Metto a fuoco dove voglio anche a bordo frame Nessuno mi sente Le macchine mi seguono docilmente Nessun problema di autonomia, temperatura, inceppamenti. La proporzione delle foto scattate è a vantaggio della Z6 perchè fa più scatti al secondo e perchè più spesso uso lei quando scatto agli uccelli in ombra. Ma nessuna delle foto della Z7 è disprezzabile. Almeno secondo il mio giudizio. Tanto che ve le mostro senza indicazioni (ma se volete sapere con che macchina sono state scattate, vi basta passare il cursore del mouse sopra le foto e leggere il nome del file ...), vi avviso che ce n'è qualcuna fatta con la D5, per mostrare che le foto sono tutte omogenee qualitativamente, perfettamente "sovrapponibili". sequenza "mimata" con passaggio da dominante e sottomesso dei due esemplari che è durata svariati minuti, apparentemente senza danni (niente piume e niente graffi) ghiandaie e gazze tra i rapaci. I piccoli passeriformi si sono tenuti alla larga, tranne un simpatico pettirosso, troppo piccolo anche per il 500mm ombra e luce, lame di sole nell'ombra. Facile da dominare giudicando l'esposizione ad occhio nel mirino elettronico e regolando esposizione e sottoesposizione fidandosi dell'istogramma in tempo reale sovrimpresso a mirino mi sento un'aquila Conclusioni Bella esperienza e materiale pienamente promosso in queste circostanze. Benchè io sia (molto) critico nei confronti delle Nikon Z in termini di velocità di autofocus in continuo quando i soggetti si muovono velocemente, in questa situazione siamo praticamente come a teatro o in studio con le modelle. Il risultato viene facilmente. Si fanno tanto foto "perfette" con l'occhietto nitido, centrato perfettamente ovunque esso sia nel frame, grazie alla possibilità di portare il joistick dove si vuole molto rapidamente. In scatto silenzioso (otturatore elettronico), per il ridotto movimento, non c'è alcun fenomeno di rolling shutter e nessuno ti sente, nemmeno se fai raffiche infinite. Passare da foto a video è un attimo. E i video vengono anche meglio delle foto. Le prestazioni sono eccellenti, con entrambe le macchine, sia nel dettaglio che nella dinamica che nei colori. Con ampia possibilità di sviluppo e post-elaborazione. Il corredo, specie con i tele Nikon PF, è compatto e leggero. Il treppiedi non é affatto indispensabile (per tempi lenti mi sa che non avrei avuto tutta quella nitidezza per il movimento dei soggetti, non per la necessità di stabilizzare le ottiche). Unico appunto, al freddo, con i guanti di lana (non indumenti specializzati per il genere wildlife, quelli comuni per l'inverno) i comandi non sono agevolissimi da trovare e per molte regolazioni si devono liberare le dita. Nel complesso un gran divertimento e belle foto, a mio giudizio. Sistema Z approvato anche nel ritratto naturale
  29. 1 point
    Rustico ma... leggibile ed efficace più di certi cartelli led a messaggio variabile.
  30. 1 point
    Comunque indipendentemente della fotocamera, moderna antica o cellulare che sia, si possono ottenere immagini decenti anche con mezzi non certamente pensati per fotografare.
  31. 1 point
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    Il Pixel, che il rivenditore dopo avermi rimborsato mi ha chiesto di provarne un altro per il costo di un euro e che mi è arrivato ieri, funziona perfettamente, almeno per ora. Fatti solo alcuni scatti in casa e va. vedremo alla lunga...🙂
  34. 1 point
    Sinceramente io trovo del tutto inadatta la Z7 a questo genere di fotografia, quali che siano le impostazioni. La Z7 ha velocità operativa a portata solo di soggetti in posa. Parlo per esperienza.
  35. 1 point
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    Scoperta ad un mio casting a Bangkok due inverni fa... ho capito subito che avrebbe avuto un successo internazionale ed eccola nuovamente qui a Milano, dove abbiamo realizzato la maggiorparte dei nostri scatti Pur non avendo l'altezza da modella fashion, è ben proporzionata e anche in questo stile rende moltissimo Seppure il genere più adatto sia comunque il nudo artistico, anche nel Glamour rende direi, molto bene Il suo fisico longilineo la fa sembrare molto più alta di quello che è realmente Insomma la bellezxza Thailandese, unita ad un talento naturale, la rendono adatta a variegate tipologie di fotografia
  39. 1 point
  40. 1 point
  41. 1 point
    Sono di un paio di mesi fa, io non vedo all'orizzonte qualcosa che la possa sostituire. E perché mai dovrei sostituirla?
  42. 1 point
  43. 1 point
    Sabato 17/11 - e non è vero che 17 porta sfortuna 😀 D5 e 80-400/4.5-5.6. Un bel maschio con il pelo irto sulla groppa scruta il pendio innevato in cerca di femmine in estro, sullo sfondo le nebbie coprono l'altro versante della valle. La giornata raccontata qui .
  44. 1 point
    Good Morning Mrs Peel Nikon D850 e Nikkor 105/1.4E ad f/2
  45. 1 point
    Dettagli abbandonati. 850 con 85 ART, numeri da favola...
  46. 1 point
    Fiore d'ibisco D850 - Sigma 24-35/2 alla focale di 35mm F. 11 1/200 iso 800 - luce ambiente
  47. 1 point
    Mantova (Pescherie) Ravenna (P.zza del popolo) _______ Andrea
  48. 1 point
    fresche fresche di giornata Nikon D850, Sigma 135/1.8 Art, Godox AD600B in TTL via GOdox XPRO-N
  49. 1 point
    Picchio muratore. D850 + 200-500 F.5,6 1/500 sec. F. 5,6 Auto ISO 160 mano libera. Pieno controluce con recupero di 3 stop in postproduzione.
  50. 1 point
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