Skip to content
View in the app

A better way to browse. Learn more.

Nikonland.it

A full-screen app on your home screen with push notifications, badges and more.

To install this app on iOS and iPadOS
  1. Tap the Share icon in Safari
  2. Scroll the menu and tap Add to Home Screen.
  3. Tap Add in the top-right corner.
To install this app on Android
  1. Tap the 3-dot menu (⋮) in the top-right corner of the browser.
  2. Tap Add to Home screen or Install app.
  3. Confirm by tapping Install.

Leaderboard

Popular Content

Showing content with the highest reputation since 05/06/2026 in all areas

  1. 23 TANDEM 17 Maggio 2026 Terza edizione della Ridebeat, gara ciclistica amatoriale che si è svolta all’Autodromo Nazionale di Monza. L'evento organizzato in collaborazione con l'ente benefico Cancro Primo Aiuto ETS ODV, devolvendo parte dei fondi e delle donazioni al loro "Progetto Parrucche" e ad altre iniziative di assistenza per pazienti oncologici. Più di 300 atleti amatori divisi in varie categorie, hanno gareggiato a livello individuale o in team (max 3 atleti). Particolarità di questa gara di 3 ore, è che la partenza è data alle ore 19:00 con luce, mentre l’arrivo al buio alle 22:00. Luce ZERO lungo tutto il circuito a parte il pezzo del rettilineo d’arrivo. Nikon Z8 e Z 24-120mm f/4 S – 1/30 sec., f/8, ISO 64 Panning in controluce a formare la gigantesca ombra
  2. 16Corrispondenze Nelle mie foto di strada amo trovare correlazioni, affinità o anche solo semplici somiglianze tra i soggetti che fotografo, e tra essi e il contorno in cui si muovono. E maggiore soddisfazione ne ho quando più di questi elementi risultano contemporaneamente presenti nello stesso scatto. E' la bellezza (e la difficoltà) di questo genere fotografico nel quale ci si muove in set che non si possono preordinare e che spesso sono avari di buoni esiti, ma che proprio per questo offrono infiniti ed inaspettati spunti a occhi attenti e un po' creativi. 9/5/2026 Nikon Z50 II + Nikkor Z DX 16-50
  3. 14 Ghiandaia Nikon z8 + Nikon 600 F6.3 1/500 ISO 3200 F6.3 Uno sguardo vigile e l'inconfondibile piumaggio azzurro risaltano anche in un momento di cura quotidiana tra i contrasti del sottobosco
  4. 10 Primavera Foto del 16 maggio scattata con Nikon Z50 II + Nikkor Z 28-400 mm f4-8 VR Questo sabato mattina ho deciso di uscire abbinando camera DX a super zoom e vedere cosa ne usciva.
  5. @Dario Fava: la tua, tra la 35 e a 36, è senza numero. Numerala con un numero in coda (se dopo la mia, il 46). @ Alberto Salvetti: la tua qui sopra sarebbe la 44. 45 Maggio poverissimo, anche a causa di degenza ospedaliera e convalescenza forzata. Per non postare il mio solito micio e non volendo mancare all'appuntamento, approfitto della tempesta con grandinata dell'altro giorno. ZfS, 24-120 a 64mm, 1/30 f/4 ISO 1600
  6. 9 "La battaglia del ponte di Lodi" scattata il 10/05/2026, Nikon z50II, NIKKOR Z DX 50‑250mm f/4.5‑6.3 VR rievocazione storica della Battaglia al Ponte di Lodi, La battaglia di Lodi o del ponte di Lodi fu uno scontro, avvenuto il 10 maggio 1796, fra l'armata d'Italia di Napoleone Bonaparte e la retroguardia austriaca.
  7. 5Foto scattata in data 8.5.2026 all'Oasi di Sesto Fiorentino (Parco della Piana) - Legambiente. Al calar della sera, una garzetta si apprestava alla meritata cena. Nikon z6III 300f2/8 duplicato, f5/6, 1/6400 iso 3200, scatto a pieno fotogramma, leggero crop lato inferiore per composizione.
  8. 4 Picchio nero, imbeccata, ripreso a distanza e ritagliato da Fx a Dx, forse un pochino ancora (20 mpx circa). Non è la stessa che ho pubblicato nella sezione fotografie, ma una ventina di scatti dopo 😜 😁.
  9. 49 Leggiadra come la farfalla. nel pomeriggio caldo pressi nella Galleria Giuseppe Mazzini vicino a piazza De Ferrari Genova dati scatto D4s Sigma VR 24-105 f/4 a 90mm f/a 1/2000 iso 1000 temperatura colore 5560K luce naturale e senza flash spero di non essere arrivato in ritardo...........
  10. 21 points
    17 Maggio 2026, è tornata la Ridebeat con la sua terza edizione, questa gara ciclistica amatoriale che si è svolta all’Autodromo Nazionale di Monza, può essere riassunta con tre parole: sport, adrenalina e solidarietà. L'evento organizzato in collaborazione con l'ente benefico Cancro Primo Aiuto ETS ODV, devolve parte dei fondi e delle donazioni al loro "Progetto Parrucche" e ad altre iniziative di assistenza per pazienti oncologici. Più di 300 atleti amatori divisi in varie categorie, hanno gareggiato a livello individuale o in team (max 3 atleti). Hanno partecipato team di gruppi ospedalieri, istituzionali come la Polizia di Stato e naturalmente gruppi o singoli di amatori. Una particolarità di questa gara di 3 ore, è che la partenza è data alle ore 19:00 con luce e arrivo al buio alle 22:00. Luce ZERO lungo tutto il circuito a parte il pezzo del rettilineo d’arrivo. Foto eseguite con Nikon Z8 e Z 24-120mm f/4 S Poco prima del via Questa e la successiva sono state eseguite sul lato opposto della pista per documentare il lato pubblico e la postazione monitoraggio tempi. Qui siamo già a quasi un’ora di gara, gli spettatori sono pochi, ma vi assicuro che al via c’era un bel delirio. A livello di concorrenti c’era un po' di tutto, giovani, meno giovani, anzianotti. Anche diverse ragazze, donne e signore mature. Però la mia attenzione è stata subito catturata dall’unico team con il tandem. Federico Andreoli campione mondiale paraolimpico ciclista ipovedente in coppia con il driver Edoardo Pizzoli sono stati velocissimi, già al primo giro si sono staccati dal gruppo facendo gara a se. 1/100 sec. Mi sono divertito ad eseguire foto in panning, prima con tempi più alti e poi sempre più bassi. Panning per nulla scontati perché eseguiti molto vicini ai concorrenti, praticamente si era in pista. 1/160 sec. Guarda che ti curo … – 1/125 sec. 1/80 sec. 1/80 sec. Con il proseguire della gara c’è stata la possibilità si spostarsi leggermente lungo la pista, all’altezza dell’uscita dei box rimanendo ovviamente sul lato pista, ho sfruttato il controluce per fare qualcosa di più ricercato. Prima un paio di mossi voluti. 1/20 sec. 1/20 sec. E poi un panning con un’ombra gigantesca che rafforza tutta la potenza espressa dai concorrenti. 1/30 sec. Dopo essermi spostato sul lato opposto della pista continuo a scattare. Il gruppo dei concorrenti dopo 67 minuti di gara 1/50 sec. The back Un concorrente felice – 1/40 sec. Ancora loro che chiudono l’ennesimo giro – 1/80 sec. Una veloce ragazza – 1/60 sec. Una coppia matura – 1/50 sec. Lei esprime tutta la sua gioia di esserci senza rinunciare alla sua femminilità, con occhiali griffati e orecchini – 1/50 sec. 1/60 sec. Sempre loro con una grinta unica - 1/80 sec. Ci si lascia andare anche a gesti particolari - 1/50 sec. Dopo un meritato panino e una birra, si ritorna in pista. Il colpo d’occhio al buio della tribuna centrale preparata per l’occasione ha il suo perché. Avevo messo nello zaino il flash, un Nikon SB-700 di qualche lustro fa. Il mio intento era quello di eseguire qualche scatto regolando la fotocamera sulla seconda tendina, quindi apertura dell’otturatore e colpo di flash immediatamente prima della chiusura. Sinceramente qualcosa che non avevo mai provato (non sono un amante delle foto fatte con il flash), ma che ero curioso di provare. L’intento ovviamente è quello di usare tempi moderatamente lenti per creare la scia e poi congelare l’azione con il colpo di flash usato in TTL. All’inizio tempi più veloci che creano una leggera scia – 1/6 sec. Poi sempre più lenti per aumentare l’effetto – 0.8 sec. 1.3 sec. 1.3 sec. Spostatomi nuovamente sul lato opposto della pista mi preparo per l’arrivo, il tandem viaggia spedito verso il traguardo, dopo 24 giri di pista passa, ma non sono ancora scadute le 3 ore, mancano ancora 22 sec., pertanto dovranno fare ancora un giro. A 2 min e 26 sec arriva il gruppo per la volata, predispongo la fotocamera per la raffica finale, ma che cavolo ho combinato non è più in RAW ma in JPG, non c’è più tempo, scatto ugualmente. La foto che ne esce è qualitativamente orribile, a 25600 ISO con quelle luci un disastro senza possibilità di agire sufficientemente sul rumore se non mitigare qualcosa con la “Luminanza” in Lightroom. La metto ugualmente per onore di cronaca, però posso capire che può dare fastidio. Ditemi voi, eventualmente la tolgo. La volata Dimenticavo, il tandem alla fine chiuderà i suoi 25 giri in 3h 07m 30s ad una media di 46.35 Km/h. Complimenti a loro e a tutti i partecipanti !!!
  11. 24 Equilibrio precario Il mondo della danza offre sempre spunti interessanti per chi si occupa di fotografia. Sara è una ballerina ma anche coreografa e gestisce una scuola di ballo come insegnante. Sicuramente un soggetto che sa come muoversi e che collabora attivamente nella scelta delle pose. Nikon z6lll, 24-120 f4 a 70mm 1/80 sec f4 iso 800. Foto realizzata il 17/5 (vedi exif) in studio utilizzando due softbox (led) rettangolari posizionati a 45 gradi circa dietro il soggetto in semi controluce. Luce principale s sinistra e di schiarita a destra.
  12. Questo articolo vuole solo portare la mia esperienza personale per completare il più possibile il resoconto su questo, a mio modesto parere, ottimo obiettivo. A dire il vero è già da un po’ che ne sono in possesso, e quindi le foto dell’apertura della scatola fatte ieri, sono un piccolo falso “temporale” … 😊 Detto ciò iniziamo a vedere la solita scatola bianca dei Tamron recenti con l’etichetta rossa dove viene indicato la garanzia estesa di 5 anni in Europa che diventano 10 se l’obiettivo è distribuito da Polyphoto e registrato entro breve sul portale dedicato (è questo il mio caso). Aperta la scatola troviamo i soliti documenti per la garanzia e le istruzioni (un po’ scarne a dire il vero). Aperta la confezione c'è l’obiettivo avvolto dalla solita busta “protettiva”. E’ costruito in policarbonato ad eccezione della baionetta di innesto che è in metallo. Anche se non è in lega metallica mi da l’impressione di essere ben costruito e non ha “giochi” di sorta. Anche l’innesto con la Z9 è fluido e preciso dando una bellissima sensazione di robustezza nonostante tutto. Sul bussolotto dell’obiettivo spicca in bell’evidenza la scritta bianca “progettato in Giappone”, mentre il paraluce è prodotto nelle Filippine e i tappi sono costruiti in Cina, ma ….. con mio stupore l’obiettivo sembra costruito, e non solo progettato, in “Giappone”. E’ un bene o un male questo non lo so, ma ultimamente non ricordo di aver visto molti obiettivi costruiti in Giappone … cmq questo è quanto e solo per dovere di cronaca ... Nell'immagine seguente si può notare la solita presa USB-c per l’aggiornamento firmware collegandolo al PC e alla sua app “TAMRON LENS UTILITY” e il tasto funzione che con il selettore a fianco “custom/1 “ può essere programmato con tre opzioni diverse. Anche in questo caso si può utilizzare l'Utility di Tamron. Per il momento io l’ho lasciato così come l’ho trovato e cioè impostato sul blocco della messa a fuoco e dell’esposizione su tutte e tre le posizioni. In futuro vedrò … anche se poi sicuramente non ricorderò mai cosa avrò impostato, ma questo è solo un mio problema … …. Una modifica che invece ho utilizzato, impostandolo dalla Z9, è stato disabilitare la ghiera di messa a fuoco manuale perché, con il modo che ho io di impugnarlo, inavvertitamente la toccavo e mi poteva sballare l’ AF. Dalla parte opposta del barilotto c'è anche il pulsante per il blocco dell'escursione dello zoom. Per quanto riguarda il peso, la mia bilancia segna 866 grammi anche se ho visto che alcuni siti riportano 855 grammi. Quindi o la mia bilancia è “abbondante” o forse gli 855 grammi sono per la versione Sony ? In ogni caso se consideriamo un 70-180 con stabilizzatore, direi che è un peso più che accettabile. Ovviamente l’ho pesato senza tappi. Ora il confronto delle dimensioni con il 24-120 Z tanto per avere un termine di paragone, sia a riposo che alla massima estensione. L’obiettivo è tropicalizzato, ma come tutti gli zoom che si estendono, il grado di “sigillatura”, per quanto ben costruito, è inferiore a zoom con movimento interno. Di seguito lo schema ottico e gli MTF Tutta siffatta premessa per dire che sono, fin da ora, affascinato anche da questo obiettivo come già per l’altro Tamron 16-30, sempre G2. E’ veloce, silenzioso e discretamente leggero… insieme alla Z9 l’ho quasi sempre tenuto in mano per tutta Siviglia senza grossi problemi. La resa ottica è piuttosto buona già a 2.8. Ecco forse a 180mm cala un poco la nitidezza pur rimanendo a un livello più che discreto. Un piccolo fastidio personale tra i due obiettivi (16-30 e 70-180) è che sono invertite le ghiere dello zoom e della messa a fuoco … nulla di che ovviamente… Ora posto diverse foto, forse troppe, scattate in diverse occasioni, nella speranza di riuscire a renderle visibili al meglio per tutti, perché ultimamente quando vado ad ingrandire le immagini inserite sui miei blog, non le vedo bene … eppure mi pare di seguire le indicazioni del sito salvandole al massimo a 2000 pixel per lato lungo … boohh… questa volto provo a salvare in modo diverso e vediamo il risultato… (scusate il piccolo O.T.) tutte con Z9 e ovviamente il Tamron 70-180 p.s. : ad alcune ho fatto un piccolo passaggio in un programma di denoise visto gli iso piuttosto alti, ma solo per evitare del rumore esagerato .. a 112mm f/2.8 1/400 iso 5000 a 135mm f/2.8 1/320 iso 640 a 90 mm f/8 1/500 iso 200 a 70 mm f/6.3 1/400 iso 64 a 126 mm f/5 1/800 iso 640 a 115mm f/2.8 1/800 iso 320 a 70mm f/2.8 1/800 iso 100 a 70mm f/2.8 1/800 iso 200 a 180mm f/2.8 1/800 iso 5600 .... il gattino ha pezzetto di orecchio mancante .. probabilmente frutto di qualche vecchia lite ... a 70mm f/2.8 1/800 iso 3600 a 70mm f/2.8 1/800 iso 11400 - scatto "rubato" a una pensierosa e solitaria vicina di tavolino in un bar di Siviglia .... a 70mm f/2.8 1/320 iso 20000 a 70mm f/2.8 1/640 iso 100 - esibizione di Flamenco in strada ... a 158mm f/2.8 1/160 iso 72 a 156mm f/3.5 1/1250 iso 320 - a 160mm f/4 1/1000 iso 1100 - corsetta sotto una pioggia battente a 160mm f/4 1/1000 iso 900 - idem - corsetta sotto una pioggia battente e a quanto sembra anche "fastidiosa" ... a 100mm f/2.8 1/640 iso 64 - costumi tipici gitani a una festa/fiera vicino a Siviglia a 180mm f/2.8 1/1000 iso 125 - sempre a una festa/fiera vicino a Siviglia a 178mm f/3.5 1/1000 iso 140 - sempre a una festa/fiera vicino a Siviglia a 180mm f/3.5 1/1000 iso 250 - sempre a una festa/fiera vicino a Siviglia - qui si tratta di un crop piuttosto spinto, ma anche in mezzo alla folla e da lontano, gli occhi così luminosi mi avevano colpito. Fatto qualche piccolo ritocco anche alla pelle per togliere qualche brufoletto giallo molto antiestetico a 83mm f/3.5 1/1000 iso 250 - sempre alla stessa festa/fiera vicino a Siviglia - particolare di addobbo agli asinelli a 109mm f/4.5 1/1600 iso 64 - freestyle a 99mm f/4.5 1/1600 iso 64 - freestyle a 141mm f/4.5 1/1600 iso 90 - freestyle grazie a chi ha avuto la pazienza di arrivare fino a qui
  13. 7"Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate" Lunedì pomeriggio, finito di lavorare avevo due possibilità: andare in palestra o andare a vedere da più vicino quei bei cumuli che vedevo dal balcone di casa. La palestra era decisamene meno accattivante di un giro in bicicletta con la macchina al collo. Effettivamente sembra proprio essere un antro che ispira molto il versetto 9 del Canto III dell'Inferno della Divina Commedia. Nikon Z8 con Ob. Zoom Z 24-120 f/4 - Dati di scatto ISO64 t1/200 f/16 La più bella del mese? E come faccio a saperlo? ogni foto dovrà essere numerata progressivamente ogni autore potrà mettere UNA SOLA FOTO, UNA SOLA VOLTA durante il mese la foto dovrà avere un titolo, la data di scatto e un commento compiuto di almeno 25 parole italiane Aspettiamo tutti il 31 del mese?
  14. 35 A tutta forza. 24/05 Giro D'Italia a Milano, uno dei ciclisti impegnato sotto lo sguardo dei cittadini. Nikon Z8 + 28 - 400 a 50mm, f/8, 1/125s.
  15. 39 16 Maggio 2026 UN ATTIMO DI LIBERTA’ Un altro mese povero dal punto di vista della fotografia personale. Questa fotografia è stata “rubata” a Riva del Garda in un piccolo attimo di pausa durante un lavoro che stavo seguendo. NIKON Z7 NIKKOR 24-120 f4S f8 • 1/640 • iso 64 • 24mm
  16. 25 Lince pardina - 16 maggio 2026 - Andalucia Tre appostamenti in capanno per fotografare la lince pardina, specie che vive solo in Spagna e che si differenzia dalla lince comune dalle macchie sul corpo molto più pronunciate simili al leopardo. E' un animale in via di estinzione e molto schivo. Si è palesato una sola volta per una ventina di minuti. L'esemplare in foto è una femmina che ha avuto un incidente stradale che ha causato l'amputazione della gamba posteriore destra per questo motivo le hanno messo un radiocollare (osceno) per monitorare la sua autonomia. Z9 + Z160-600 E' stato emozionante.
  17. Sapete già su Nikonland quanto io sia wind addict e saprete anche (come da titolo) che Pantelleria sia rinomata per un vento battente che non permette coltivazioni se non all'altezza massima che Eolo consenta su questi territori, sia per le viti, tantopiù per specie arboree usualmente più elevate, come gli ulivi... che quindi vengono potati bassi bassi, appositamente perchè non soffrano le raffiche potenti che investono quest'isola posta nel Canale di Sicilia, da tutti i quadranti della E' per questo che a Pantelleria tra le costruzioni in pietra, oltre a quelle abitative e quelle (preistoriche) funerarie, esistono anche i suggestivi giardini d'inverno, semplici recinzioni in pietra, abbastanza alte da preteggere le colture al loro interno, che si trovano un pò dappertutto in campagna... ma oggi anche elemento architettonico ricercato nei resort più eleganti dell'isola Ma torniamo, come dicevo, al vento... ...grazie al fatto che il circolo velico locale, in collaborazione cn un gestore di eventi settentrionale, ha organizzato una manifestazione sportiva pluri disciplinare, tra le quali anche un campionato italiano di classe Wingfoil, ossia una disciplina velico/surfistica delle più giovani, (come nella scala evolutiva umana) partendo dal naufrago sul relitto di legno, passando dalle tavole da surf, per poi agganciarvi un sistema propulsivo velico, prima incardinato (snodo d'albero/windsurf) poi librato (aquilone/kite gestito coi fili), quindi finalmente eliminando ogni infrastruttura, leonardesco/vitruviano, con la wing gestita a mano ed il torso umano a fare da connessione con la tavola da surf...🏄‍♂️ Scenario spettacolare il porticciolo di Scauri, nel versante sud dell'isola... quello in cui al tramonto, quando il sole è basso sull'orizzonte, illumina la sagoma della Tunisia (Kelibia) che peraltro si trova ad appena 38km in linea d'aria dove una facile combinazione di correnti e vento, dovrebbe favorire regate di queste discipline. Ma siccome tra il dire e il fare c'è sempre... 😁 non appena si organizzi, pubblichi, convochi, spenda e ci si presenti con Comitato di Giuria, assistenza a mare ed a terra, pubblico e majorettes, podio, medaglie, coppe e diplomi ... ecco che di tre giornate previste di regate, se n'è potuta poi ultimare una sola, la prima, per fortuna con ben otto prove che hanno consentito di stilare una classifica finale. E negli altri due giorni ci siamo chiesti tutti...E dov'è il vento....??? Per fortuna ci è rimasto il mare, che a Pantelleria è davvero un cosa sublime, dappertutto... come ben sanno questi due tursiopi... incontrati a poche decine di metri di distanza dal nostro gommone Acqua, pietra, lava e suoi derivati: ricetta di ineluttabile bellezza e maestosa immanenza, pur nella testimonianza delle profonde lacerazioni interne alla nostra Terra E le regate...? Certo: ecco, nell'unico giorno di venerdì, un pò di winds and wutherings...: ù Il senso vi è chiaro: piacere puro sia da vedere, sia, ovviamente, da fotografare ! E l'attrezzatura usata è stata molto semplice: gommone Giuria, zaino impermeabile a chiusura ermetica, dentro cui stavano poche cose, tutte utilizzate. Una Nikon Z9 col Nikkor Z 28-400/4-8 per ...tutto e in supporto un Viltrox 9mm utilizzato sulla Z 50II del tutto inadatta ad utilizzi dinamici e...umidi come questi (quindi tirata fuori solo per vedute e acqua ferma) IL 28-400/4-8 si conferma come uno zoom efficiente pur se poco luminoso (ma con il dual ISO della Z9 a 800ISO tutto diventa magicamente utilizzabile) e se sia andato in crisi con l'AF non è per cause endogene...ma puramente esogene (ho passato molto tempo ad asciugare la lente frontale con le pezze apposite che sono in barca l'accessorio fondamentale) Dimenticatevi in condizioni simili l'eye AF a tutto fotogramma e privilegiate piuttosto quello a sensore allargato (eventualmente anche i due customizzabili in orizzontale e verticale) A riprova di ciò, allego una sequenza dell'arrivo di una delle regate effettuate, dove i due concorrenti perdono all'unisono la tavola dai piedi e arrivano praticamente addosso al mio gommone... L'intera sequenza dura 27 scatti alla cadenza di 12 ftg/s (ineccepibile l'ensamble macchina/obiettivo su tutti): ne pubblico una sintesi: : ...squalificati poi dalla Giuria, per aver perso connessione con la tavola al traguardo (dal Giudice collepalle che intravedete qua, mentre tenta di ripararsi dagli schizzi con la bandierina 🤣) e dichiarato vincitore il terzo, arrivato subito dopo i due schiantatisi...godendo forte... Poi però in Overall, i due sono ugualmente risultati primo e secondo, sulla base degli altri risultati di regata. A Pantelleria vorrei restare sempre, lavorare e coltivare uva, olive (come già faccio in campagna da me) e capperi... Pantelleria col vento o senza, è il mio luogo dell'anima... di acqua e pietra... Max Aquila photo © per Nikonland 2026
  18. 26 Anacamptis pyramidalis var. nivea 10-05-2026 Erano ormai quattro anni che per vari motivi non riuscivo ad andare a fotografarla e anche quest'anno, causa vento continuo stavo per perdermela. Nonostante le difficolta in fase di scatto sono riuscito a fare una stacking di 3 foto alla "variante bianca" di questa bella orchidea. Le classiche porporine, che qui si vedono nello sfocato, non erano molto belle nel senso che ormai qualche fiore era andato, altri erano caduti, insomma non erano così belle piene perché ormai quasi a fine delle fioriture. Spero l'anno prossimo di riuscire ad andare in giornate meno ventose e quando saranno nel pieno della fioritura. Nikon Z50 II- nikon z 105
  19. Era l'anniversario della morte dell'Imperatore. E pioveva di brutto. Eppure sono riuscito a passare dietro alla mia vecchia caserma, tuttora sede di un reggimento di artiglieria come 40 anni fa quando ho prestato servizio come sottotenente. Ci dobbiamo trovare per andare a fotografare al fiume. Ma non smette di piovere. Stamattina c'è stato un mezzo diluvio e se ne vedono i segni. Ma ecco che arriva Giuseppe e comincia a spiovere. Per l'ora che ci raggiunge Elena, non piove più. Ma certo non è una giornata dalla temperatura più mite. Per essere maggio. Il programma prevede tre ore di scatti nell'acqua con intermezzo nel vicino boschetto. Lei ricorda una guaritrice celtica, con quegli occhi e quei lunghi capelli ricci con sfumature verdi. Adattissima al ruolo. E al luogo che conosce bene. L'acqua è bassa. Ma giusta per poterci camminare dentro senza inzupparsi le scarpe. Io ho scarpe da lavoro non impermeabili. Ma giusto per lo scopo. In borsa ho portato solo la Nikon Z8 e il nuovo Nikkor Z 70-200/2.8 VR S II alla sua prima uscita operativa. a tratti ricomincia piovigginare ma nulla che possa realmente fermarci. Stiamo solo attenti a non scivolare su sassi e cemento. Ad un tratto una carpa gigante salta fuori dall'acqua per beccare un insetto che solo lei ha potuto vedere. Sembra un salmone. E in effetti il posto sembra un salto per i salmoni. Un timido airone. Niente d'altro di interessante. questa è la situazione dell'acqua quando siamo arrivati. Ma a metà shooting il livello si è improvvisamente innalzato di forse 5-10 volte, con effetti insperati anche se ciò ha reso impossibile il guado. Cominciamo. Ho usato la Z8 con il 70-200/2.8. Nel bosco per molti scatti, il mio nuovo Godox V100 con testa libera. Pellicole Kodachrome 64 e 25, Portra 400NC quando volevo un contrasto basso. Sviluppo con Nikon NX Studio ed editing con Photoshop 2026 Ho scattato spesso in formato nativo 16:9 ma solo perché Nikon non ci offre qualche cosa di più cinematografico. Ma in Photoshop moltissime foto sono poi diventate in formato 65:24 facciamo spesso delle pause per far coprire Elena in modo che non intirizzisca e non sia poi non più in grado di posare con naturalezza. Lei comunque resiste bene. finalmente viene il momento di fare due passi nel boschetto di robinie qui accanto. Anche con la scusa di far rivestire e scaldare la modella. Ma la pausa dura poco ... dove alterno a seconda dei casi (il cielo è completamente coperto e siamo in ombra dagli alberi) flash e luce naturale. Kodachrome 64 e 25. Levo le scarpe ? No, cara, non vogliamo che tu ti punga i piedi. Sentiamo che il fiume è diventato più grosso e ritorniamo sui nostri passi. Elena ha freddo. Le concediamo vestito e cappotto. il ghiaione è stato tutto ricoperto dall'acqua e il salto, invero modesto sembra una cascata impetuosa. E shooting memorabile (almeno per me). Che conto di rifare col sole ma prima che la zona diventi dominio delle zanzare. [consiglio di ingrandire le fotografie panoramiche, sono larghe 4500 punti. Sayionara Bubu !
  20. 13"Temerarietà" Non è certo una "cattura" fotografica importante, ma mi ha colpito il "coraggio" e la curiosità di questi anatroccoli che, a dispetto dei versi probabilmente di avvertimento della madre in secondo piano, si sono avvicinati all'obiettivo della macchina fotografica a tal punto da non riuscire più a mettere a fuoco. Scatto effettuato in data 08 maggio nei giardini di Alcazar a Siviglia. Nikon Z9 Obiettivo Tamron 16-30/f.2.8 _ iso 280 -1/1000 - F/5
  21. Come scegliere a chi dare fiducia Qualche giorno fa la storica rivista online TNT-Audio ha pubblicato un editoriale coraggioso, mettendo il dito su una pratica ormai diffusissima : il recensore che guadagna una commissione del 20% (o più) su ogni vendita generata attraverso i suoi link di affiliazione, spesso abbinata a uno sconto “riservato ai lettori”. È una formula apparentemente innocua, ma che pone un problema etico e deontologico non trascurabile : può un recensore essere davvero obiettivo quando ogni clic che porta all’acquisto gli frutta denaro direttamente in tasca? La distorsione del modello YouTube Sul web, e soprattutto su YouTube, questo modello è diventato la regola. Molti canali importanti guadagnano molto più dalle affiliazioni che dalle sponsorizzazioni esplicite. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Recensioni entusiastiche anche su prodotti mediocri Difetti minimizzati o “trasformati in caratteristiche” Titoli clickbait e giudizi estremi (“il migliore di sempre” oppure “da evitare a tutti i costi”) Confronto quasi inesistente con la concorrenza reale Gli algoritmi di YouTube premiano chi produce contenuti frequenti, sensazionalistici e capaci di generare like, commenti e condivisioni. La conoscenza profonda del prodotto, della storia del marchio, delle sue reali caratteristiche tecniche e del suo posizionamento sul mercato diventa secondaria rispetto alla capacità di intrattenere e convertire in vendita. In pratica, molti “recensori” si sono trasformati in imbonitori di piazza moderni : bravi a catturare l’attenzione, meno bravi (o meno interessati) a fare un’analisi seria e spassionata. Un altro modo di fare informazione Esiste però un’altra via, più antica e forse meno appariscente: quella dei siti indipendenti gestiti da appassionati con esperienza pluriennale. Su Nikonland.it, come su altre realtà simili, non esiste alcuna commissione sulle vendite. Non vendiamo nulla, non abbiamo link affiliati sui prodotti recensiti e non offriamo sconti “riservati ai lettori”. Questo non ci rende automaticamente migliori, ma ci mette nella condizione ideale per dirvi ciò che realmente pensiamo, con i toni e le sfumature che solo chi usa quel marchio da anni può conoscere. Possiamo permetterci di dire che un obiettivo è ottimo in certe condizioni e deludente in altre, senza temere di perdere una percentuale su ogni vendita. noi ci possiamo permettere di dire che il Sigma 200mm f/2 ART è un pezzo d'arte. Eppure non esiste nemmeno per Nikon ma l'abbiamo comprato di tasca nostra, provato su Nikon e sappiamo di cosa stiamo parlando perché in passato abbiamo usato altri 200mm f/2 La vera expertise non si misura in follower Oggi il pericolo maggiore non è più solo la disonestà, ma la distorsione strutturale del sistema: Chi ha 300.000 iscritti viene considerato automaticamente un’autorità, anche se fotografa da tre anni. Chi ha 8.000 lettori fedeli da venti anni anni rischia di essere visto come “poco influente”. I produttori stessi, purtroppo, spesso corteggiano solo i grandi canali YouTube, trascurando chi conosce davvero i loro prodotti da decenni. Eppure è proprio l’appassionato di lungo corso, quello che ha visto evolvere i marchi, che ha provato tre generazioni di uno stesso obiettivo, che ha parlato con tecnici e altri utenti per anni, a poter offrire il contesto più prezioso. Non vogliamo fare una crociata contro YouTube. Ci sono ottimi canali che fanno un lavoro serio e trasparente. Ma è doveroso per chi legge o guarda essere consapevole del modello di business dietro ogni recensione. Quando leggete un articolo o guardate un video, fatevi sempre questa semplice domanda: “Questa persona guadagna direttamente se decido di comprare il prodotto ?” Se la risposta è sì, leggete o guardate con il beneficio del dubbio. Se la risposta è no, probabilmente state leggendo qualcuno che può permettersi di dirvi la verità, anche quando è scomoda. È esattamente quello che cerchiamo di fare su Nikonland.it dal 2006: informarci e informarvi con passione, competenza e indipendenza. Grazie a chi continua a darci fiducia, gli altri possono dilettarsi altrove.
  22. 46 Cosa non si fa… Tra le poche uscite fotografiche di questo mese ho scelto questa tenerissima immagine. Un passero italiano porta da mangiare alla sua bella, entrambi nascosti nel fogliame di un fitto albero nel bel mezzo di una giornata ventosa. Siamo nel pieno del periodo della riproduzione. Prima uscita fotografica con Z8 600mm (modalità DX) - 1/1000s - f7.1 - ISO 7200 Nikon Z8 + Nikon S 100-400 f4.5-5.6
  23. 38 Melitaea cinxia Appennino bolognese. Z9 ob. 105/2,8 mc 320 f/9 iso 320
  24. 36 Seongsu - Seoul. Foto di sera divertimento estremo :) z8, 24 120.
  25. 16 points
    SALERNO è una città della Campania affacciata sul Mar Tirreno, sviluppata lungo il Golfo omonimo tra il mare e le colline che ne delimitano immediatamente il tessuto urbano. La città si estende per circa 8 chilometri di costa e si trova tra la Piana del Sele e la Costiera Amalfitana, che inizia poco più a nord. Il mare ha rappresentato per Salerno un elemento determinante ben prima dello sviluppo turistico contemporaneo. La posizione strategica del golfo ha favorito nei secoli attività commerciali, traffici marittimi e collegamenti con il Mediterraneo, contribuendo alla crescita economica e culturale della città già in epoca longobarda e normanna. Tra il IX e il XIII secolo, durante il periodo del Principato di Salerno, il porto cittadino divenne un importante punto di scambio per il Mezzogiorno, favorendo la circolazione di merci, persone e conoscenze provenienti dall’area araba, bizantina e dal resto del Mediterraneo. In questo contesto si sviluppò anche la Scuola Medica Salernitana, considerata la più antica istituzione medica dell’Europa occidentale, favorita anche dalla posizione marittima della città e dai continui contatti culturali con il Mediterraneo. vista verso sud - piana del sele, visibili circa 6km di costa Ancora oggi il porto mantiene un ruolo centrale nell’economia cittadina. Oltre al traffico commerciale e passeggeri, negli ultimi anni il settore crocieristico ha assunto un peso crescente, contribuendo allo sviluppo delle attività legate al turismo, alla ristorazione e ai servizi. La particolare conformazione urbana di Salerno, sviluppata tra il mare e le colline lungo un tratto costiero relativamente compatto, fa sì che il porto e le grandi navi restino costantemente presenti nel paesaggio cittadino, visibili sia dal lungomare che dalle zone più alte della città. vista verso nord - piana del sele / panoramica tamron 28-75 6 scatti [clic per ingrandire] Sul lato nord della città domina il Castello di Arechi, fortificazione medievale situata a circa 300 metri d’altitudine sul Monte Bonadies. La struttura, legata al principe longobardo Arechi II, controlla dall’alto il Golfo di Salerno da oltre mille anni e ancora oggi rappresenta uno dei punti panoramici più riconoscibili della città. Più in basso, lungo il waterfront cittadino, si sviluppa il Crescent, edificio semicircolare progettato dall’architetto Ricardo Bofill come parte dell’intervento di riqualificazione urbanistica dell’area di Santa Teresa. La struttura si affaccia su Piazza della Libertà ed è composta da edifici destinati prevalentemente a residenze, uffici e attività commerciali. In basso a sinistra si distingue invece la Stazione Marittima progettata dall'archistar Zaha Hadid e inaugurata nel 2016. Le sue forme morbide e asimmetriche contrastano visivamente con le linee più rigide del porto commerciale e con il profilo storico della città alle sue spalle. Negli ultimi anni la presenza delle navi da crociera nel porto di Salerno è diventata sempre più frequente. Consultando il calendario degli scali si nota come, soprattutto tra primavera ed estate, le grandi navi siano ormai una presenza quasi continua nel golfo, spesso con arrivi contemporanei. La nave presente in queste immagini, con una capacità di circa 2.800 passeggeri + equipaggio, rappresenta inoltre una delle unità “intermedie” oggi presenti. Nel calendario del porto compaiono infatti navi ancora più grandi, come la Norwegian Epic (già il nome...) o la Enchanted Princess, entrambe oltre i 4.000 passeggeri. Queste tre immagini sono da circa 1,2km di distanza in linea d'aria. Sembra quasi un’estensione temporanea della città stessa. Sullo sfondo, esattamente sopra la nave, si distingue la cupola della Chiesa di San Giovanni Battista di Vietri sul Mare, celebre per le sue maioliche policrome. Vietri rappresenta la porta d’ingresso della Costiera Amalfitana, inserita dal 1997 tra i patrimoni UNESCO. Avvicinandosi alla zona d’attracco, la presenza della nave cambia completamente percezione. Prima ancora di raggiungerla visivamente da vicino, si inizia a sentire il rumore cupo e continuo dei generatori di bordo, una vibrazione costante che accompagna tutta l’area portuale e le vicine costruzioni. Poi, a seconda del vento e della direzione dell’aria nel golfo, arriva anche l’odore dei fumi e dei carburanti, percepibile soprattutto nelle zone più vicine al terminal. Durante la sosta restano attivi gran parte dei sistemi necessari alla vita di bordo. Di fatto, una piccola città galleggiante che continua a funzionare anche da ferma. Ed è qui che nasce inevitabilmente la domanda: quanto pesa tutto questo sull’aria e sul paesaggio delle città portuali? E soprattutto, il ritorno economico e turistico riesce davvero a compensarne l’impatto? La componente più bianca dei fumi è probabilmente dovuta anche agli "scrubber", sistemi utilizzati da molte grandi navi per abbattere parte delle emissioni “lavando” i gas di scarico con acqua di mare (e che poi in mare ritorna...) prima della loro espulsione in atmosfera. Il turismo crocieristico porta movimento, lavoro ed economia. Sarebbe ingenuo negarlo. Bar, ristoranti, taxi, servizi turistici e attività commerciali vivono anche grazie a questo flusso continuo di visitatori. Allo stesso tempo, però, è difficile non notare come l’aumento del traffico marittimo stia cambiando il rapporto tra le città portuali e il proprio mare. Lasciando il lungomare e le aree più vicine al porto, mi sposto progressivamente verso le zone alte della città. doppia esposizione Salendo tra le strade che collegano il centro storico, cambia ancora una volta anche il modo di osservare il porto: il rumore del porto si attenua, il traffico si allontana e la nave torna lentamente a inserirsi nel panorama urbano. Da qui, però, la sua scala appare ancora più evidente. vista dall'alto, 100 metri più su - ~950 metri in linea d'aria panoramica 6 scatti [clic per ingrandire] Con l’avvicinarsi dell’orario di partenza, anche l’atmosfera attorno al porto cambia gradualmente. Il rumore dei generatori aumenta di intensità e, sopra la nave, il movimento dei fumi diventa più evidente, complice il vento forte sembra di sentire ancora la puzza degli scarichi. Nel vento del tardo pomeriggio iniziano a comparire scie diverse tra loro: alcune più chiare e leggere, altre decisamente più dense e scure, con tonalità che arrivano quasi al nero petrolio nei momenti di maggiore attività dei motori di trazione. Il golfo, la Costiera sullo sfondo e il traffico marittimo convivono nello stesso panorama, mentre la nave si prepara lentamente a lasciare il porto dopo 12 ore trascorsa affiancata alla città. a dx - panoramica 2 scatti Vista della zona del porto commerciale e della Costiera Amalfitana. Lo stesso traghetto lo ritroverò più tardi, dopo circa 3 km di cammino in discesa. Anche da fermo, durante la sosta, continua a emettere fumo: un dettaglio meno spettacolare rispetto alla grande nave da crociera, ma forse ancora più utile per raccontare come il tema non riguardi un singolo attracco, bensì una presenza continua davanti alla città. sx rieccolo con l'allegro fumaiolo / dx un'altra nave Scarlet Lady di Virgin Voyager circa stessa capienza ma sembra più grande Osservando il porto dall’alto, la sensazione finale è quasi paradossale: tutto appare normale. Le navi entrano, sostano per l’intera giornata, ripartono. Il traffico marittimo continua a scorrere davanti alla città come parte integrante del paesaggio quotidiano. E Salerno, in questo, non rappresenta certo un caso isolato. Situazioni simili interessano ormai gran parte delle città portuali italiane affacciate sul Mediterraneo: Napoli, Genova, La Spezia, Civitavecchia, Venezia, Palermo. Anche a Salerno sono previsti interventi di elettrificazione delle banchine attraverso i sistemi di shore power, che in futuro permetteranno alle navi attraccate di collegarsi direttamente alla rete elettrica terrestre riducendo almeno parte delle emissioni durante la sosta. Probabilmente sarà un passaggio necessario, perché il tema non riguarda soltanto una singola nave o un singolo porto, ma il modello stesso di sviluppo che sempre più città costiere stanno scegliendo di adottare. La domanda, osservando il golfo dal lungomare o dalle zone alte della città, resta inevitabilmente aperta: stiamo andando davvero nella direzione giusta? murales nel centro storico E domani? Si ricomincia, magari anche con una più grande che avrà bisogno di ancora più energia. Grazie a chi è arrivato fino a qui. Ho utilizzato queste fotografie, realizzate in momenti diversi, per provare a osservare e raccontare una realtà che ormai fa parte della quotidianità di molte città portuali mediterranee. È un tema complesso, dove turismo, lavoro, sviluppo, ambiente e trasformazione urbana si intrecciano continuamente, senza risposte davvero semplici. Probabilmente qualsiasi scelta finirà per scontentare qualcuno: già si iniziano a sentire discussioni e polemiche persino sulle future cabine e infrastrutture necessarie ad alimentare i sistemi di shore power del porto. Queste immagini non vogliono dare soluzioni, ma semplicemente fermare per un momento una situazione che, proprio perché abituale, finisce spesso per non essere più osservata davvero. Attrezzatura utilizzata La maggior parte delle immagini è stata realizzata nella stessa giornata utilizzando la Z5II e il 70-180mm f/2.8, per la quasi totalità di queste è stato usato il polarizzatore; l'idea era di avere un forte contrasto con i colori del mare e dei fumi. Altre invece sono d'archivio e ho utilizzato il 28-75 e sempre il 70-180. La combinazione Z5II + 70-180 si è rivelata tutto sommato molto gestibile anche per diverse ore di cammino, permettendomi di muovermi facilmente senza dover ricorrere a uno zaino particolarmente pesante ed ingombrante. Principali punti delle foto.
  26. 20"Bocca d'Arno" - 13/05/2026 Nikon Z6 III con Nikkor Z 24-120mm f/4 S - (80 mm - 1/125 s - f/22,0 - Iso 250) Foto presa in raw a Marina di Pisa alla foce del fiume Arno e poi convertita in b/n con LrC. Le condizioni di luce non erano l'ideale e la giornata non era certamente limpida. Mi sono proposto di riprovarci in condizioni migliori.
  27. 41 Dopo il temporale Nikon Z7ii + Nikon Z 14-30 F4 @ 14mm 1/15 F11 18/05/2026 Stava ancora piovendo ma ho visto fuori dalla finestra una luce particolare, esco in balcone e vedo l'arcobaleno, ho scattato un paio di foto poi ho preso l'auto per cercare un posto migliore e scattato questa foto più altre ancora. E' durato circa mezz'ora.
  28. 15 points
    Materiale utilizzato per lo shooting di "boxe" : Nikon Z8, Tamron 28-75/2.8, Godox AD600 PRO con stripbox da 140x40cm con nido d'ape, Godox Xpro 2 Kodak Vision3 Per il resto dello shooting (qui illustrato solo per presentare la modella) : Nikon Zr con Viltrox AF 50/1.4 PRO e Viltrox AF 55/1.8 EVO SmallRig RC100B Kodachrome 25 o Kodak Portra 400NC alcune foto hanno solo editing, altre ritocco Vi presento Erika, istruttrice di fitness toscana dato il fisico atletico, mi dice, ho portato i guantoni da boxe. Interessa ? Ma proviamo ad unire glamour/faschion con l'attività fisica-sportiva, che ne dici ? Certo, non me lo faccio ripetere due volte. Quella che segue è una piccola selezione di circa 500 scatti con il flash che seguiva la mia raffica docilmente con pochissimi scatti neri. Tempo 1/100'', diaframmi tra f/5.6 ed f/8 non di più. Tamron 28-75/2.8 per poter seguire l'azione senza dovermi spostare troppo e senza intercettare elementi di disturbo del set. Tutto molto divertente. Modella che non si è annoiata, io che mi sono svagato in un sabato pomeriggio diverso dal solito. Ma lascio parlare le foto per non annoiarvi (il set è di ieri, le ho guardate solo stamattina. E con la Zr ho fatto circa 4500 scatti in luce naturale o mista continua)
  29. 6Alle volte mi diverto a tentare un po' di panning con i volatili. Abbandono i tempi velocissimi e mi incoraggio ad usare tempi relativamente lenti da 1/250 in giù, pur sapendo che spesso i risultati non conforteranno le attese. Troppi i fattori in gioco, non ultimo la stazza dei volatili e la conseguente tipologia di volo. Risultati discreti li ottengo con animali di stazza medio grande che presentano un volo relativamente lento e prevedibile. Un'eccezione a sé è rappresentata dai piccoli rapaci quando fanno lo "Spirito Santo", cioè quando si librano in volo restando "fermi" solo muovendo le ali. In quel caso l'immagine "buona" è quasi certa. Invece in questo caso l'incontro è stato con una coppia di Germani reali che si sono improvvisamente levati in volo dalle acque di uno specchio lagunare, con un volo lineare e relativamente lento e prevedibile.. Sempre belli da osservare. Ma, in questo caso, mi è piaciuto soprattutto lo sfondo su cui risaltano. Il mosso ha impastato le tonalità cromatiche del canneto conferendo, a mio avviso, un particolare "timbro" pittorico, complice la bella luce del tramonto. Exif 2026-05-10 19:37:31 1/250 sec f/13 ISO 500 NIKKOR Z 600mm f/6.3 VR S NIKON Z)(
  30. C'é gente su YT che continua ad insistere sulla risoluzione del sensore della futura Nikon Z90 dicendo che sarà da 33 megapixel. Ricordo che stiamo parlando di una "mini Z9", una ammiraglia APS-C con sensore stacked e il top delle prestazioni in ogni campo ma in formato DX per la nomenclatura Nikon. Quindi una macchina pensata per l'azione, non per la fotografia meditativa di paesaggio o di still-life o che so altro del genere. Un fardello di megapixel inutile si paga poi in termini di peso, trasporto e smaltimento dei flussi di byte e del calore generato. Personalmente credo che con 24 megapixel si possa fare tutto ciò che si vuole (noi ci siamo arrivati con la Nikon D3x già nel 2008) e a quella risoluzione ci si potrebbe anche fermare nei formati 24x16 e 36x24 (il medio formato ha altre regole anche quando è piccolo come il 44x33mm). Al di là del fatto che, calcolatrice alla mano, non fa una gran differenza avere 26 o 33 megapixel (è solo il 12% lineare, indistinguibile ad occhio), l'offerta attuale è abbastanza variegata e dipende dal posizionamento dei modelli nel catalogo dei singoli marchi. Sony e Nikon, che non hanno mai nascosto di puntare ognuna principalmente al formato pieno, non sono mai andate oltre i 20-26 megapixel. Diverso il discorso di Fujifilm che fa del formato APS-C il proprio cavallo di battaglia. Si capisce la differenza di taglio tra 26 e 40 nella stessa linea. Loro non hanno delle 35mm ma passano direttamente al 44x33mm da 100 megapixel. Canon si è posta in posizione intermedia con tagli diversi e molte macchine in formato 1.6x, tradizionale fattore di moltiplicazione per Canon. immagine informativa di come potrebbe essere una eventuale ammiraglia Nikon in formato DX : quasi una Z8 ma con un sensore molto meno costoso che ne faccia stare il prezzo non troppo sopra i 2000 euro in Italia Ho fatto un riassunto dell'offerta attuale di mirrorless in formato APS-C Riepilogo generale delle risoluzioni attuali Fujifilm domina con la risoluzione più alta (fino a 40 MP), grazie al sensore X-Trans CMOS 5 HR. Canon offre un buon compromesso con 32.5 MP sul modello top e 24 MP su quelli entry/mid. Sony si ferma a 26 MP (BSI) sul suo modello di punta APS-C. Pentax ha circa 25.7-26 MP. Nikon resta la più conservativa con 20.9 MP su tutta la linea DX attuale. Le risoluzioni più alte (30+ MP) su APS-C sono utili per ritagli pesanti, stampe grandi o paesaggi, ma richiedono ottiche molto nitide e possono peggiorare leggermente il rumore ad alti ISO rispetto a sensori a minore densità di pixel (soprattutto su sensori piccoli come l’APS-C). Fujifilm (X-mount, mirrorless)Fujifilm spinge forte sull’alta risoluzione APS-C. 40.2 MP (X-Trans CMOS 5 HR BSI): X-T5, X-H2, X-T50, X100VI, X-E5 e altri recenti. È il sensore APS-C a più alta risoluzione in commercio, ottimo per dettaglio e cropping. 26.1 MP (X-Trans CMOS 5 o 4): X-H2S (stacked, per velocità), X-S20, X-M5 e vari modelli entry/mid. Fujifilm offre la gamma più varia e avanzata in termini di risoluzione. Canon (RF-mount, mirrorless – crop factor 1.6x) Canon ha una lineup APS-C attiva e competitiva. 32.5 MP: EOS R7 (top di gamma APS-C, con IBIS e burst veloce). 24.2 MP: EOS R10, R50, R100 (e varianti). La R7 è tra le più equilibrate per chi cerca risoluzione + velocità. Sony (E-mount, mirrorless) Sony ha una gamma più limitata ma molto focalizzata su AF e video. 26 MP (Exmor R BSI CMOS): Sony a6700 (modello di riferimento attuale, con ottime prestazioni AF e video). Modelli più economici/entry (a6100, ZV-E10 ecc.) usano ancora sensori 24 MP (simili al vecchio a6600). Il 26 MP BSI è un buon passo avanti rispetto ai vecchi 24 MP, soprattutto in low-light. Nikon (Z-mount DX, mirrorless)Nikon mantiene una risoluzione conservativa su tutta la linea APS-C (DX). 20.9 MP: Z50II (nuovo), Z50, Z fc, Z30. È sufficiente per la maggior parte degli usi, con enfasi su elaborazione (nuovo Expeed 7 sulla Z50II) piuttosto che su megapixel. Ideale se dai priorità alla velocità AF, ergonomia e non hai bisogno di ritagli estremi. Pentax (K-mount, DSLR)Pentax continua con DSLR APS-C. 25.73 MP (BSI CMOS, senza AA filter): K-3 Mark III (e versione Monochrome). Ottimo per chi preferisce il mirino ottico e la costruzione reflex tradizionale. Risoluzione solida e buona gestione del rumore.Altri marchi / note Sigma e altri producono lenti ma non corpi APS-C nuovi a catalogo. Non ci sono produttori significativi di APS-C oltre questi (Leica ha linee diverse, ma non focalizzate su APS-C consumer/pro). Considerazioni finali sulla risoluzione Alta risoluzione (38-40 MP): Fujifilm X-T5/X-H2 → migliore per paesaggio, studio, stampa grande o cropping pesante. Richiede ottiche premium. Bilanciata (24-32 MP): Canon R7 / Sony a6700 → ottimo compromesso dettaglio/velocità/low-light. Bassa (20-21 MP): Nikon → più che sufficiente per web, ritratti, action; file più gestibili e potenzialmente migliore gestione rumore. Su APS-C la densità di pixel alta aumenta la domanda sulle lenti (diffrazione prima) e può penalizzare leggermente le prestazioni ad alti ISO rispetto a full-frame. Ecco il confronto sulle risoluzioni lineari (solo sulla larghezza, lato lungo del sensore 3:2) dei principali sensori APS-C attualmente a catalogo. Ho usato i valori reali di risoluzione massima (non arrotondati MP). Risoluzioni in pixel sulla larghezza (orizzontale) Marca / Modello principale Risoluzione orizzontale Megapixel totali Differenza % vs Nikon (base) Differenza % vs Fujifilm 40MP Fujifilm 40MP (X-T5, X-H2, X-T50 ecc.) 7728 px 40.2 +39% - Canon R7 6960 px 32.5 +25% -10% Sony a6700 6192 px 26 +11% -20% Pentax K-3 III 6192 px 25.73 +11% -20% Fujifilm 26MP (X-S20, X-H2S ecc.) 6240 px 26.1 +12% -19% Canon R10/R50/R100 6000 px 24.2 +8% -22% Nikon Z50/Z fc/Z30 5568 px 20.9 - -28% Come ho calcolato le differenze percentuali Differenza % = (Risoluzione_A - Risoluzione_B) / Risoluzione_B × 100. Esempio: Fujifilm 40MP vs Nikon = (7728 - 5568) / 5568 ≈ +39%. Percettibilità della differenza ad occhio nudo La percezione della risoluzione lineare non è lineare con i megapixel, ma segue più o meno la radice quadrata (perché l’occhio percepisce dettaglio in due dimensioni). Ecco una valutazione pratica: +39% lineare (Fujifilm 40MP vs Nikon 21MP): Molto evidente. Si nota chiaramente più dettaglio fine, soprattutto in stampe grandi (>A3), ritagli pesanti o al 100% sullo schermo. È come passare da Full HD a circa 4K in termini di nitidezza percepita. Ideale per paesaggio/studio. +25% (Canon 32.5MP vs Nikon): Abbastanza evidente. Miglioramento netto in dettaglio e cropping. La maggior parte delle persone lo nota in stampe A3-A2 o ingrandimenti. +11/12% (Sony/Pentax/Fuji 26MP vs Nikon): Appena percettibile in condizioni normali. Si vede soprattutto confrontando fianco a fianco al 100% o in ritagli medi. Nella pratica quotidiana (web, stampe fino A4, social) la differenza è minima. +8% (Canon 24MP vs Nikon): Quasi impercettibile senza confronto diretto. Tra 26MP e 32.5MP (+12% circa): Percezione moderata — utile ma non rivoluzionaria. Tra 32.5MP e 40MP (+11% circa): Ancora un passo visibile, soprattutto per chi fa cropping estremo o stampe molto grandi. Regola pratica: Sotto +10-12% lineare → la differenza è difficile da notare senza pixel-peeping o ingrandimenti estremi. Oltre +20-25% → diventa chiaramente visibile nella maggior parte degli usi. Oltre +35% → salto qualitativo importante. Altri fattori importanti oltre i pixel Densità pixel (e quindi richiesta sulle lenti): il 40MP ha pixel più piccoli (~3.0 µm) rispetto al 21MP Nikon (~4.2 µm) → serve ottiche più nitide per sfruttare tutto il potenziale. Diffrazione: su APS-C l’ottimo si raggiunge intorno a f/5.6-f/8 sul 40MP, mentre sul 21MP puoi chiudere di più senza perdere dettaglio. Gestione rumore e file size: file più grandi (40MP) pesano di più e possono mostrare più rumore a ISO alti se non gestiti bene. ConclusioniPersonalmente io faccio rarissimamente ritagli importanti, al massimo riquadro un filo per centrare il soggetto. Se fossi costretto a ritagliare un coriandolo da una foto grande, vorrebbe dire che ho sbagliato ottica. Cosa che capita ancora più raramente. Per cui la risoluzione effettiva di questa macchina (che mi interessa molto per sostituire l'alienata Z50 II) ... nella realtà non mi interessa molto basta che non abbia un fantastiliardo di pixel. Mi importano di più le altre caratteristiche che devono renderla una macchina la più simile possibile ad una Z8 anche se in formato piccolo (batteria, stabilizzatore, velocità, autofocus, zero blackout del mirino, buffer, schede di memoria, capacità di smaltimento del calore, etc. etc.). Peraltro non dimentichiamoci che oggi, con la disponibilità di Z9 e Z8, le macchine DX non sono altro che ... già delle ritagliatrici di immagine dal formato grande (cosa che possiamo ottenere anche in modalità DX con Z9 e Z8 avendo foto quasi identiche a quelle che avremmo con una Z50 II & Co.). Vogliamo proprio ritagliare anche il ritaglio ? In più non si deve dimenticare il fenomeno della diffrazione. Già con 45 megapixel in formato pieno, oltre f/8 incorriamo in cadute evidenti di nitidezza chiudendo il diaframma. Con una DX da 40 megapixel il problema sarebbe ancora più evidente. Per non parlare del rumore indotto da un sensore così popolato, dal calore generato, dalla dimensione dei file, dalla riduzione di velocità che invece un sensore da 26-33 megapixel al massimo - moderno ed aggiornato - consentirebbero. Mi aspetto che questa macchina sia una vera Nikon con un impatto epocale sul mercato, come lo è stata (e per certuni è ancora) la Nikon D500 del 2016 (già, oramai 10 anni fa belli pieni) che aveva già il sensore da 20.9 megapixel che dovrebbe essere "pensionato" proprio da questa Z90.
  31. Fuori Contest [ma voi continuate a numerare le vostre gradite fotografie] Rifatti la vista, Cowboy. Scatto del 24 maggio 2026 Nikon Zr e Nikkor Z 24-120/4@60mm, f/4, 800 ISO 1/640'', Kodak Panatomic X32, due luci SmallRig RC100B caldo tremendo, lenzuola di raso nel letto, finestra aperta, non un filo d'aria. Solo un paio di merli a fare da sottofondo. Lei è affascinante anche quando la senti parlare al telefono. Femminile al massimo e capace di esprimersi senza parlare. Il doppio controluce valorizza le forme. Per qualcosa di sussurrato, senza evidenza, che fa immaginare cosa stesse pensando di fare il ... Cowboy. Al prossimo mese guys !
  32. Gli "anni d'oro" sono lontani e probabilmente non torneranno. Di fatto sono finiti col tragico incidente di Toivonen e Cresto al Tour del Corse nel 1986. Quaranta anni fa. Da allora basta con prototipi pensati solo per correre di cui esistevano anche una manciata di macchine in vendita per uso non competitivo. La stessa splendida Delta Integrale era una macchina che pur con tutte le preparazioni del caso aveva molte similitudini con quella che si poteva ordinare dal concessionario. Oggi sicuramente le auto sono performanti ma a vederle sono delle utilitarie: Skoda Fabia, Renault Clio, Lancia Y fanno abbastanza tenerezza malgrado le prestazioni chiaramente ci siano e abbiano anche un bel rombo. Il fotografo è oggettivamente in difficoltà. Le gare su terra offrono molto di più ma su asfalto bisogna accontentarsi. E i rally storici richiamano folla più delle gare di campionato. Ieri pomeriggio sono andato in Valtellina attratto anche da una Prova Speciale in notturna. Tutto sommato mi sono divertito, queste alcune delle foto. Le prime con la luce: Z8 e 28-400 per poter riprendere anche punti distanti. La Lancia Y, senza cattiveria non sembra proprio un'auto da gara. Non mi è piaciuto neanche il motore molto scoppiettante. Però nella sua classe sembra che si comporti bene. Skoda a 400 mm Anche questa Passiamo alle foto notturne. Z8 "Nikon" 70-180 e SB800. Se vi state chiedendo perché vado ancora in giro con un Flash d'antiquariato vi dirò che non lo usavo da un anno e mezzo. Con questi ritmi una sostituzione non è giustificata. Ultime foto con Z5 II e 24-120 senza flash alla luce dei lampioni. Altra cosa che non mi piace delle macchine odierne: il castelletto fari che è diventato su molte auto una striscia led veramente brutta. Aridatece i faroni tondi, anche a led ovviamente. freni incandescenti 1 Freni incandescenti 2 Un grazie a chi è arrivato fino a qui.
  33. 37 Dall'evento organizzato dallo Showroom Orodì lo scorso weekend a Parabiago: ho trovato la location piena di spunti, e lo scattare principalmente in luce naturale (soffusa da finestre e tende) è stata secondo me una scelta che ha facilitato molto l'organizzazione e la resa delle foto nel primo weekend caldissimo dell'anno. Seguiranno altre foto in thread dedicato. Rachele, Zf, 85 f/1.2
  34. 12Il Cenerino di S. CarloDomenica, tardo pomeriggio, raggiungo il laghetto nel parcho in zona residenziale, al confine tra Seregno e Desio; sono confortato dal fatto che i bambini che frequentano il vicino parco giochi siano rientrati alle proprie case. Cammino sulla riva dello stagno cercando qualche damigella quando sentro un battito d'ali vicino: il cenerino si allontana di qualche metro nascondendosi poco più in la tra la vegentazione. Dopo qualche tentativo riesco a ottenere un'inquadratura che mi soddisfa. Foto del 17 maggio Z5 II e Sigma 100-400mm f/5-6.3 Contemporary (FTZ II) @ 400mm 1/400sec f/6.3 ISO 1000
  35. 11 Piccoli cigni crescono Foto del 15 maggio ore 18:00 Z8 e Nikkor Z 180-600@780 t:1/2000 f:7,1 ISO 1250 Un ritratto di famiglia ambientato, privato e tranquillo come lo specchio d'acqua che hanno scelto. I genitori attenti alle necessità dei loro piccoli. Mentre riprendevo questa scena, il mio pensiero è andato a questi tempi di incertezza che condizionano la vita ed i progetti delle persone da troppo tempo, con l'augurio che finiscano presto.
  36. 42 Biancone foto scattata con Z8+600 f6,3 1/1250 sec. f11 +0,3EV fatta il 21-05-2026. Abbiamo trovato questo Biancone posato su un Cipresso in una strada Bianca che attraversa la Val d'Orcia. Un esemplare molto molto chiaro, ed anche molto conficente, tanto è vero che ci ha fatto avvicinare moltissimo per quelle che in genere sono le distanze di fuga di questi animali. Dopo che si è involato ha volteggiato sopra alla nostra macchina spostandosi ora verso dx ora verso sx ,come se non sapesse dove dirigersi. Questo ci ha permesso di fare parecchie Foto e qualche Filmato, quella che posto è naturalmente una di quelle.
  37. Con molta probabilità la migliore di Maggio è questa, si stava facendo altro e mi serviva un dettaglio dei capelli per eventuali montaggi... è uscita questa. "Altro" poi è da rifare. ormai le aspettative sono troppo alte per riuscire al primo tentativo quindi ... si rifarà.
  38. 19 e lo sguardo dritto e aperto nel futuro Proprio lo sguardo mi ha colpito di questa atleta. Dritto e aperto sul traguardo a pochi secondi. ICF Canoe Slalom World Ranking Competition - Ivrea 1 maggio 2026 Nikon Z f - Tamron 50-400mm f4.5-6.3 – 1/3200 – f/8 - ISO 800 - PC Velvia Flex 100 by MM
  39. 15 primavera ieri, rondine fuori dall'ufficio nikon z8 300mm f4 e2x
  40. Ok, ammetto che non provo alcun fascino per le fotocamere del Nord Europa. Leica e Hasselblad per me sono nomi come altri. Però nel tempo sono stato attratto dai formati wide, delle Fujifilm in particolare, come la 617 ma anche della Hasselblad XPAN. Erano macchine a pellicola, in 120mm la prima, in 35mm la seconda. La Hasselblad era prodotta da Fujifilm su disegno svedese. Aveva tre obiettivi, un 30, un 45 e un 90mm. La particolarità era il formato. Si tratta di una macchina capace di inquadrare e di impressionare comune pellicola 35mm (quella che usavamo nelle reflex Nikon) ma in formato superpanoramico. Esattamente un formato 65:24, ovvero con il lato largo di 65mm e il lato corto che prendeva tutta la pellicola. Costava un botto, anche oggi, ci vogliono almeno 4000 euro per averla. Non parliamo delle Fujifilm. Erano macchine costose e anche complicate. Per la Fujifilm ci voleva un treppiedi enorme ed ogni scatto richiedeva meditazione, anche perché da un rullino si facevano pochi scatti. Ma perchè affascinato ? Perché io detesto il formato delle vecchie TV 4:3 - e tutte le fotocamere che usano questa diagonale - e anche il 3:2 mi va stretto. Il 16:9 comincia ad essere interessate ma non è abbastanza. Il superwide mitico del Cinemascope - la mia origine resta pittorica ma anche cinematografica dal punto di vista dell'occhio - è un'altra faccenda. 2.35:1 è fantastico ma 2.70:1 è ancora meglio. Che é esattamente il rapporto 65:24. Nessuno ha proposto fotocamere superwide digitali per un motivo semplice, fare sensori così costerebbe un botto ed essendo macchine di nicchia non avrebbero praticamente mercato. Però qualcuno ha inserito nelle sue fotocamere il ritaglio in 65:24. Che sfrutta il nostro sensore per il largo ma naturalmente riduce a poco più della metà l'altezza. Cosa che con tutti i megapixel che abbiamo tutto sommato non è problema. Ovviamente Nikon, attentissima alle esigenze creative dei suoi fotografi ... ha bellamente omesso questa opzione, ha tolto anche il 5:4 che piaceva ai matrimonialisti. Perché ? Non si sa. Pigrizia ? Boh. Ma io sono ostinato ed ho pensato ad una soluzione. Ovviamente si potrebbe sempre fotografare come facciamo sempre e poi impostare una taglierina in 65:24 per avere il risultato. Ma il fascino del formato nasce nell'inquadratura. Non ha senso immaginarsela e poi ricrearla al computer una immagine del genere. Si rischia di fare inquacchi. Quindi ? Un tocco di brico-attack ed ecco qua la soluzione. Prendiamo la Zr "calcio di fucile" che vagamente può ricordare una XPAN. E sfruttiamo il suo fantastico display posteriore trasformandolo in panoramico. Come ? Con un pezzo di gaff, il nastro che si usa per fissare i fondali in studio. Non lascia aloni e non danneggia. Si toglie in un attimo. Ma io comunque per sicurezza ho messo un bel vetro protettivo sul display. Non si sa mai ... uno di quelli cinesi da 3 pezzi a 7 euro su Amazon. forbici alla mano, nero opaco il colore, ed ecco la finestra sul cortile. Il nostro formato 65:24 già in ripresa. Ovviamente si dovrà rinunciare a qualche informazione sulle due parti nascoste del display. Ma in fondo le nostre Nikon ci cadono in mano e le conosciamo ad occhi chiusi, no ? E' una pratica che sconsiglio a chi smanetta più sul menù che a far foto. Ma se provate a fare la stessa cosa su una Nikon Z con il mirino, avrete le due opzioni : formato panoramico "nativo" sul display tutto schermo a mirino (anche per il menù) per poter lavorare in modo tradizionale Ma forse qualcuno non ha ancora apprezzato cosa sto farneticando. Due foto spiegano. Scatti in memoria della passeggiata comasca di oggi con gli amici di Nikonland. Qualche scatto visto al display come l'ho scattato e pensato. Composto, dicono quelli che di fotografia ne masticano più di me. Ecco, in questo modo si può comporre nativamente in formato 65:24 come se lo fosse anche la vostra Nikon Z. naturalmente in NEF o il JPG registrato sulla scheda è a tutto formato 36x24 ma qui lo vediamo già ritagliato e possiamo "comporre" in superwide. Il gioco poi si completa in sviluppo. Fatte le regolazioni di rito (io qui ho usato la Kodachrome e la Panatomic, quindi sviluppato in NX, fatti i JPG e poi aperto Photoshop) qui si imposta la taglierina in 65:24 e si ritaglia la foto tenendo tutto centrato come di default. La parte illuminata è la foto come l'ho composta io. Che è esattamente questa, una volta fatto il ritaglio : in superwide 2.7:1 o 65:24. Con la Zr avrà comunque 6048 pixel di lato maggiore mentre il lato corto scenderà da 4032 a circa 2234. Con 45 megapixel le grandezze in gioco saranno proporzionalmente maggiori. Vedete voi in che dimensioni stampate. Per il web tutto fa brodo. Bene e le ottiche ? Fatti due conti con le diagonali, c'è un rapporto di campo inquadrato di 1.8 a favore del 65:24 sul 36x24. Quindi il normale 45mm della XPAN inquadra come un 26mm in formato 35mm. Il 30mm è circa un 16, mentre per avere i 90mm ci vorrà un 50mm. Ma nessuno vieta di usare uno zoom come ho fatto io che alla prima uscita ho montato il Tamron 16-30/2.8. In futuro il Viltrox 26/2.8 EVO sarà un bel pancake in grado di inquadrare come il 45mm della XPAN. Mentre ho già il 50/2 per fare la stessa cosa in scioltezza sul lato lungo. Il 16/1.8 è grosso per i 30mm ma forse sono anche troppi per me. E le foto ? Eccone alcune, giusto di ispirazione, ma voi "stradisti" saprete certo fare meglio di me che mi adatto a tutto ma la mia passione sono i teleobiettivi sulle femmine/automobili. Ribadisco, sono tutte composte guardando lo schermo in 65:24, non sono immaginate. Quindi non frutto del caso o di rielaborazione. Sono "quasi" come le avrei potute scattare con una fotocamera superwide. Naturalmente una volta a casa si staccano "le pecette" di nastro dal display e la macchina torna come prima, un panno per togliere aloni ed è fatta. Ma volete mettere il gusto di scattare in superwide come un artista della fotografia, magari scegliendo di scatto in scatto una delle nostre pellicole digitali, la più adatta alla scena che abbiamo davanti, esattamente come ho fatto io stamattina ?
  41. 47 Ieri sera prima di andare a nanna, ho rischiato la giocata 🤣 Z8+180-600 Z in dx 1/1000 mano libera
  42. 44 Serapias vomeracea Nikon Z8 2.8/105 MC S F. 3,5, 1/400 sec., ISO 200, stacking di 30 scatti, 07.05.2026 Speravo di proporre qualcos'altro, ma questa è stata l'unica uscita di maggio. Spero cambi al più presto questa mia situazione di M.
  43. Anche quest'anno si è svolta nell'incantevole Villa Guarracino a Torre Annunziata la passerella Dream of Beauty giunta alla 3 edizione. Anche quest'anno non sono voluto mancare questa volta con un'attrezzatura più completa composta da 2 corpi Nikon Z 6 III ed una Z5II. Le ottiche che hanno accompagnato la giornata sono state il 24/70 2.8 ZII ed il 70/200 2.8 Z II , il Tamron 35-150 f 2 -2.8 che mi piace sempre di più ed il Viltrox 85 1.4. Tutte le ottiche non mi hanno deluso chiaramente sotto la lente il Viltrox 85 1.4 davvero molto bello e performante. Mentre per l'illuminazione delle modelle in interno sono stati utilizzati due GODOX ML60IIBi LED Video Light dotati di due softbox rispettivamente AD 60S ed AD 65S. Tutte le foto sono croppate ed hanno una lieve post-produzione in Lightroom per la correzione delle imperfezioni della pelle. E' stata una giornata chiaramente fantastica, ma molto impegnativa, con me anche un fotografo professionista, come si vede nelle foto, che si è dedicato di più ai contenuti video. Nota: Avevo portato con me anche il Nikon 35mm Z f1.4 , sono rimasto deluso per la difficoltà nella risolvenza dell'immagine al di la della nitidezza, è stata proprio la qualità della foto in toto, come se avessi scattato a 800/1600 iso mentre in effetti ero a 100 max 160 . Prenderò il Viltrox 50 1.4 e il 35 1.4 prossimo ormai alla presentazione.....è bello provare e sperimentare. Dream Of Beauty 3° Edition Z5II / 70-200 Z II (errata corrige), 1/180 f/2.8, ISO 500, crop Lr Dream Of Beauty 3° Edition Z6III / 24-70 f 2.8 ZII, a 70mm f2,8 1/200 iso 450 crop Lr Z Dream Of Beauty 3° Edition Z6III / Tamron 35-150 Z,1/250 f/2.7, ISO 200 crop Lr Dream Of Beauty 3° Edition Z6III / Tamron 35-150 Z, a 80mm ,1/250, f 2.5, iso 360 crop Lr Dream Of Beauty 3° Edition Z6III / 24-70 f 2.8 Z II, a 70mm, 1/200 f/2.8, ISO 400 crop Dream Of Beauty 3° Edition Z6III / 24-70 f 2.8 Z II a 40mm , f 5.0 1/200, iso 100 Dream Of Beauty 3° Edition Z6III / Tamron 35-150 Z a 95mm, 1/125, f 2.7, iso 1600, Lr Dream Of Beauty 3° Edition Z6III / Nikon 70-200 Z II, 1/250 f/2.8, ISO 320 Dream Of Beauty 3° Edition Z6III / Tamron 35-150 Z, 1/250 f/2.8, ISO 320 crop, Lr Dream Of Beauty 3° Edition Z6III / Viltrox 85 1.4, 1/250, f/2.7, ISO 640 crop Dream Of Beauty 3° Edition Z6III / Viltrox 85 1.4, 1/250, f/2.7, ISO 320 crop Dream Of Beauty 3° Edition Z6III / Nikon z II 24-70 2.8, a 34mm, 1/200 f/2.8, ISO 160 crop, Lr Dream Of Beauty 3° Edition Z6III / Viltrox 85 1.4 , 1/200, f 1,6, iso 100 crop, Lr
  44. 28 Un drink a lume di smartphone. Pensavo di scegliere come migliore del mese una del campo di papaveri, oppure un mosso del concerto di ieri sera, poi, sempre a quel concerto, ho scattato qualche foto tra il pubblico, questa della video maker col drink, illuminata solo dal suo display, mi ha colpito. Chissà se la vedrà mai, sarebbe bello, voi fate girare... Per la verità mi è già successo di essere contattato da qualcuno che si è riconosciuto in una mia foto, il web è piccolo. Sul palco si esibiva Francamente, giovane, brava, determinata, splendida voce. z6iii 70mm f3,2 1/320
  45. Non mi chiedete immagini tipo muro di mattoni, mira ottica, banconota da 10 marchi. Questo è un obiettivo da artisti che va comprato come è, senza stare a ragionare troppo. Vi serve ? Compratelo. Vi piace ? Compratelo. Ma credetemi non ci sono paragoni. Ma non semplicemente per quanto è bello. O per quel f/2 che vi darà uno stop di luce in più all'alba o al crepuscolo. Quelle sono cretinate. Dovete guardare a cosa combina alle vostre fotografie. Come tratta il soggetto, come lo mette in risalto tridimensionalmente su un fondale trasformato in un'opera d'arte a pastelli. Sceglietevi un bel soggetto (non un pennuto qualsiasi) e mettetelo in evidenza alla giusta distanza dal fondo che dovrà essere quello giusto e non uno qualsiasi. Poi stampatevi il risultato. E godete ! E in fondo potrei finirla qui mettendo queste foto ... dettaglio, guardate le palline di grasso in primo piano Ho avuto il Nikkor F 200/2 VR. Ho provato quasi tutti gli obiettivi che mi sono potuto permettere di avere in casa. Ma sinceramente io prima d'ora non avevo visto nulla di simile ... E dico sul serio. Non sono qui per vendere ma per comperare ! Su Nikon Z9 e Nikon Z8 via adattatore Megadap ETZ21+, pellicole Kodak varie a seconda della circostanza, luce naturale e mista, sempre ad f/2. Ma naturalmente voi volete vederlo nei dettagli, no ? sulla scatola che è grossina ma non enorme. In proporzione, con la Z8 va bene anche se è un pò complicato poi mettersi in verticale. No, meglio decisamente con la Z9 che è anche un pò più arzilla e precisa con l'autofocus. la nuova scatola nel grigio degli Sports (negli Art sono azzurre) Sigma incavato l'orgoglio del Made in Japan interno in spugna ben protetto. Niente di che gli accessori in dotazioni (tipo l'involucro in TNT per proteggere l'obiettivo, sostanzialmente inutile). Si dovrà procurare una borsa tipo quella del Nikon. il tappo (normale !) da 105mm, diametro che condivide col bellissimo Sigma 135/1.4 ART. eccolo, col paraluce inserito. Grosso ma non enorme. la bottoniera è completa così come i comandi (bottoni programmabili e interruttori). piedino Arca Swiss ben dimensionato e robusto in lega di magnesio. Gli innesti sono precisi e sicuri così come anche il blocco in posizione. matricola dettaglio della bottoniera e della ghiera di controllo del diaframma, solida e sicura, risponde perfettamente anche sulle Nikon senza dover fare nulla. i bottoni programmabili (mai usati in nessun obiettivo) il frontale, ben dimensionato, come il paraluce di innesto sicuro e ben costruito. Ma se è per Sony come fa a funzionare sulle Nikon Z ? Fatta la legge, trovato l'inganno. Con un adattatore in questo caso un Megadap ETZ21 PRO+ (ma il Viltrox E-Z funziona ugualmente), che fa vedere al sistema Nikon l'obiettivo come se fosse un Nikon. E come va l'autofocus ? Generalmente va bene, meglio con la Z9. A volte si impunta sull'infinito e l'unica cura è puntarselo ai piedi, a quel punto si riprende. Succede quando lo si lascia andare in stand-by, evidentemente l'adattatore va in tilt. Ma fotografando non succede nulla del genere. Ho fatto un fagotto di prove prima di approvarlo. Eccone un paio. Se la Nikon ci azzecca, allora la foto è a fuoco. Parliamo comunque di un 200mm usato sempre ad f/2 con una profondità di campo risibile. Quindi senza rete. Ma non mi posso affatto lamentare. E' come se fosse un Nikkor, specie grazie ai motori lineari adottati da Sigma in questo obiettivo. Non ho idea se vengano passati i dati di correzione nel file Exif. Ritengo di no, come abbiamo dimostrato per altri Sigma. Ma questo obiettivo (così come il 135/1.4 e il 300-600/4) non ha bisogno di correzioni. ù dati ufficiali schema ottico MTF geometrico Ma vi pregherei di soffermarvi sulla resa e sui risultati. Io sono ammaliato da questo obiettivo. Praticamente, al netto del fatto che il soggetto deve essere adatto e che si deve poterlo portare sulla scena (è più piccolo e più leggero del venerando Nikkor F 200/2 ma è comunque un obiettivo importante), una volta che lo uso e a mirino vedo come si materializza l'immagine, ne divento dipendente. Lo sfuocato è meraviglioso, il piano di messa a fuoco è nitido ma le transizioni sono assolutamente delicate e il soggetto inquadrato resta tridimensionale e non tagliato da un laser. Fuoco -> fuori fuoco. Non vorrei andare oltre, spero che le fotografie parlino per me. E' un oggetto del desiderio che Nikon ci impedisce di avere perché non autorizza Sigma a farlo con attacco Nikon Z. Io mi sono preso il rischio di adattarlo e ne sono ben felice perché è diventato il mio obiettivo migliore di sempre. Non sto qui a fare i pro e i contro. Costa la metà di quanto costava il Nikon F 200/2 VR II, praticamente io ho pagato usato 22 anni da Newoldcamera la prima versione, quella con il fischio, lo stesso prezzo di questo da nuovo con garanzia piena. Pesa meno di due chili, è più maneggevole, più veloce, nativo mirrorless, aggiornato ai tempi. Insomma, nonostante la resa pastello e leggendaria del Nikkor F, uscito di produzione da anni e non più sostituito dalla codarda Nikon (che comunque avrebbe messo la versione Z a 10.000 euro o più), questo è meglio. In tutto. Si tratta di imparare ad usarlo se non avete mai impiegato un apparecchio del genere. Per favore non fatemi sapere che lo usate per "l'avifauna" o per il paesaggio che vi faccio sparare. Questo obiettivo serve per ritrarre mammiferi, possibilmente bipedi e ben messi. Altro non so.
  46. 8 Pipes! - Scatto del 15 maggio 2026. Metà maggio e fuori continua a piovere a secchiate, allora torno alle mie modelle domestiche preferite. Ho usato Z50II con il DX MC 35mm. Iluminazione mista: per il fondale ho usato la torcia SmallRig RF05B munita di un suo filtro creativo poi un faretto led al minimo come rim-light e i soliti 2 flash a sinistra e destra come luce principale e di riempimento La SmallRig è una torcia davvero interessante ma anche molto poco potente quindi, per renderla visibile, mi ha costretto all'esecizio di svariate prove nell'uso combinato con altre luci. Alla fine i dati di scatto sono ISO800 0.5sec f/7.1.
  47. 1 Volano gli uccelli volano...aprono le ali...scendono in picchiata Scattata adesso, con Z50ii e Z18-140dx a t/3200 f/6,3 al molo trapezoidale mentre guardo le nuvole Buon primo di maggio...
  48. Premessa. Non sono diventato e non diventerò sonysta. Ma di questi tempi ci sta avere un secondo corpo di un altro marchio. Serve per ampliare la compatibilità approfittando di offerte che per Nikon non ci sono. Per fare esperienza. Per capire se certi miti sono veri. Per confrontare con il meglio che abbiamo in casa. E qui abbiamo l'unica ammiraglia che per il momento monti un sensore Global Shutter, l'unica e vera differenza con casa nostra. Perché Z9 e Z8 hanno sensori veloci ma non del tutto insensibili al rolling shutter, e soprattutto, al banding. In più volevo confrontare le prestazioni degli obiettivi Sigma per Sony che ho già in casa, che uso con soddisfazione con le mie Nikon e che probabilmente non vedremo mai nativamente per Nikon Z. Questo sarà un diario d'uso, non voglio essere asseverante e prego chi mi leggerà di prenderlo per quello che è : la curiosità di uno che pretende di sperimentare di persona prima di esprimersi verso gli altri.
  49. Eccomi qui con le foto fatte stamattina a Como, in occasone dell'incontro proposto da Mauro. Incontro molto ristretto: siamo io, Mauro, Valerio e Francesco. Arrivo alle 8:30 e trovo Mauro e Valerio su una panchina a far chiacchiere e a guardare i cantieri. Ci raggiunge Francesco. La giornata è splendida e ci mettiamo in cammino sul lungolago. Per l'occasione ho portato la piccolissima Ricoh GR IV. Messa a fuoco manuale in iperfocale. Qui sembra quasi di essere a Varanasi. Per questo scatto ho impiegato un profilo colore Cinematic Yellow: Poi ci incamminiamo su una passarella accanto al porto che ci porta in mezzo al lago. Ritorniamo verso il centro e la città si popola di gente. Francesco non sembra farci tanto caso: Passando per dei bei vicoli, si arriva in una bella piazza, ma non riesco a cavarci molto: Da qui si ritorna verso le auto. Intanto, i turisti sono sempre di più: Non solo turisti: OK, di nuovo turisti: Arrivati alle auto, prima di salutare Mauro, Valerio e Francesco, noto un tipo sui trampoli e non riesco a resistere: Ho ancora qualche minuto a disposizione e torno verso il lago da solo. C'è gente che fa il bagno: Gli immancabili ritratti e autoritratti: Qualcuno, intelligentemente, si rilassa guardando il panorama da un'ombrosa panchina (la tipa a destra non sembra tanto a sua agio): Poi torno all'auto, metto in moto, riparto, ma dopo 200m ho come un sussulto e mi fermo, ritrovo miracolasamente parcheggio e torno verso il monumento ai caduti. Imposto la Ricoh su BN e porto a casa queste due foto che mi piacciono molto: Questo è tutto. E' stata una bella mattinata di foto in compagnia, assolutamente da ripetere! Con oggi ho anche concluso le mie riflessioni sulla Ricoh GR IV. So che siamo su un sito che tratta materiale Nikon, ma ve ne parlerò comunque con un articoletto nel mio blog, anche perché Nikon non ha niente di paragonabile in catalogo.
  50. 10 points
    Erano un pò di giorni che volevo fare qualche scatto.. ma, le possibilità di potermene andare a zonzo erano alquanto limitate, a questo punto mi sono detto: ma perché non riprendi a fare qualche macro.. un pochino come si deve.. tanto i vetri essenziali li hai, il programma pure.. i ferri nel loro assieme non mancano.. Detto fatto ho re-iniziato.. primo scoglio, il 40 mm non fungeva a dovere.. ma vuoi che vado a pensare che al coso manca un contatto?.. lo comperato.. vediamo.. deve essere ormai un secolo fà, ma poi l'Ineguagliabile Max.. mi ha fatto capire, e questo era il primo.. il secondo invece è un'altra cavolata.. tempo fà avevo acquistato il SW Helicon Soft.. convinto di averlo utilizzabile.. e invece un be no.. lo avevo fatto per un'anno.. bello scemo.. mi sono detto.. mo paghi il resto. vabbè, risolto.. pure questo, ma adesso mettiamo gli scatti.. belli o meno che siano.. che tanto ci devo lavorare ancora un bel pò.. ma la strada penso di conoscerla, e poi vi dirò le mie idee in merito.. questa è la prima fatta.. un'assieme di una decina di scatti la seconda, ma gli artefatti sulla parte DX in alto disturbano non poco.., ma poi ci si arriverà altro experiment.. ma non sono soddisfatto , i particolari dei pistilli non sono un gran chè.. Allora il giorno dopo nel giardino condominiale.. arrubo.. dopo, sono andato a Binasco, perchè davanti al castello hanno posizionato due belle fioriere.. perché non aprofitarne? ancora sti segnacci... ed ecco il conto delle fioriere.. il vento.. ho sostituito l'ottica in mezzo al vento e... ecco il risultato.. munito di secchio d'acqua e spazzolone.. a nettare il filtro del sensore.. Pare pulito, e si ritorna alla carica Quì gli ingrandimenti iniziano ad essere interessanti.. 40 micro, FTZ + Tubo Z da 11 mm f8, assieme di 10 scatti di questi due 40 micro, FTZ + Tubo Z da 11 mm f8, assieme di 10 scatti , come sopra 40 micro FTZ + tubo Z da 11 mm f8 assieme di 10 scatti 40 micro FTZ + tubo Z da 11 mm f8 assieme di 10 scatti la metto.. ma avevo in testa una cosa più.. definita.. dati come sopra Particolari.. ma le cose cambiano.. Micro 35 posto a f4 ( circa il 50% della sua chiusura ) FTZ +anello conversione nikon su F e tubo Zeta da 36 mm gli sactti sono un bel 19, l'avanzamento è manuale con 0,25 mm tra uno scatto e l'altro Stesso come quello sopra ma gli scatti totali sono solo 13 ed arriviamo ai fiammiferi.. visto la pensata di un' altro NL ci ho aggiunto 2 cerini in più.. sono 7 scatti ma non mi sono accorto che la parte centrale di quello bianco aveva bisogno di un' altro scatto.. Questo è il famigerato obbiettivo macro da 35 mm, f 4.5 a tutt'apertura ma i diaframmi sono solo numerici da 0 a 9.. questa è la posizione di lavoro alquanto " spartana" l'illuminazione arriva da due Led da 100 watt eqv. sopra la testa..la rotazione micrometrica è di un giro da 360 ° pari allo spostamento di 1 mm

Account

Navigation

Search

Search

Configure browser push notifications

Chrome (Android)
  1. Tap the lock icon next to the address bar.
  2. Tap Permissions → Notifications.
  3. Adjust your preference.
Chrome (Desktop)
  1. Click the padlock icon in the address bar.
  2. Select Site settings.
  3. Find Notifications and adjust your preference.