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  1. Qui: https://www.nikonland.it/index.php?/forums/topic/4080-con-il-100-400mm-z-si-fa/ Avevo pubblicato delle foto tanto per far capire la grande versatilità di questo zoom per il naturalista (e non solo), in questo Blog approfondisco un po' di più, non tanto con le parole ma con le immagini, quello che si può fare, in questo caso da appostamento fisso. Classico Picchio Rosso leggermente ambientato: Tortora Comune La voglio leggermente più ambientata? Verdone: Fringuello e riflesso (e pure un'ape): Capinera femmina al bagno: Bagnetto a due (Cinciallegre) Ma se voglio posso cambiare completamente soggetto, con disinvoltura: Api all'abbeverata: Oh, un Ramarro maschio in amore (lo so perchè ha la gola blu)! Ramarro femmina: Lucertolina alla pozza: La foto più simpatica di oggi: Ramarro maschio in amore ...con Ape! Qualità di immagine? Voi che ne dite (crop immagine precedente)? Se devo trovare un difetto in questo zoom è che... devo renderlo al proprietario. CIAOOO! Ancora grazie a Mauro Maratta per avermi prestato il suo 100-400mm.
    17 points
  2. Non è ancora il mio ma è un esemplare definitivo. La commercializzazione comincerà il mese prossimo, questo è soltanto in visione grazie a Nital, distributore nazionale dei prodotti Nikon. Ma spero che il mio arrivi presto perché ne sono già innamorato ... Intanto vi propongo l'unboxing. Chi lo ha ordinato, porterà pazienza, ma quando arriverà il suo, sarà esattamente così. Quindi è come se lo facessimo qui, tutti insieme. Arriva in una scatola di cartone con ben evidente la garanzia e la distribuzione regolare anche sul lato superiore aprendo il cartone si vede la sagoma della sacca CL-L3 sotto all'imballaggio di protezione bugnato. mi libero della scatola ed ecco qui la sacca di protezione - chiamarla astuccio mi pare riduttivo - e i manualetti di garanzia multilingue. un dettaglio vezzoso, le cinghiette gialle per tirare le due zip di apertura della sacca. il marchio Nikkor cucito in argento all'interno altre protezioni in spugna la cinghia ... il basamento della sacca è in cordura rinforzata con inserti plastici ecco qua : obiettivo, paraluce e cappa parapolvere molto ben rifinita il meccanismo di blocco/sblocco del paralucione in plastica ma eccolo qua, lui, che si prende tutta la scena : tutti i dettagli sono nella più piena ultima tendenza dei Nikkor S, quella inaugurata con il 105/2.8 S (ghiere diamantate) E non aspetto ulteriormente per montarlo sulla Z9. O meglio, per montare la Z9 dietro al 800mm ... per confronto ho scelto i miei due lunghi, il bellissimo 500/5.6 PF di cui non intendo privarmi, e il nuovo 100-400 Z che è il mio compagno di giochi di questi mesi Insomma, questo è il tour di unboxing. Le prime impressioni sono notevoli ma non ve le voglio anticipare. Dico solo che da terra, della casa di fianco riesco ad inquadrare soltanto il camino della cucina sul tetto ... La messa a fuoco fulminea. Si tiene bene in mano anche a mano libera. La separazione dei piani mi pare eccellente per questa focale. Ma di foto con questo capolavoro parleremo nei prossimi giorni Ultimi dettagli : la S dei Nikkor Superiori il piedino del treppiedi visto da sotto dettaglio delle viti di connessione. Si svitano. Aspettiamo un ricambio Arca Swiss vista laterale ancora una ripresa, artistica, delle incisioni. la focale e posato sul piano.
    15 points
  3. Chi non lo sa, alzi la mano: ma guardandosi intorno si ritroverà da solo, perchè tutti lo sanno che la Targa Florio è la corsa più antica del mondo e disputata per più edizioni consecutive, più di Le Mans, di Indianapolis e di qualsiasi altra competizione motoristica della Terra. Nata nel 1906 come banco di prova motoristico della Novelle Vague palermitana, sotto l'egida del rampollo della più famosa famiglia di imprenditori del nostro Paese di allora, Vincenzo Florio, inaugurò la serie delle gare di velocità su strada che per lungo tempo, fino al secondo dopoguerra, ebbero cassa di risonanza ben più ampia di quelle su pista, ne più ne meno come la concorrente Mille Miglia, però di un ventennio più giovane. Si correva su un percorso che definire stradale nel 1906 sarebbe un bell'eufemismo, perchè si articolava per ben 148km fra i paesi e le trazzere dell'entroterra madonita siciliano, trasformandosi, decennio dopo decennio in un tracciato sempre più compatto e definito, nonchè finalmente anche qua e la, asfaltato, fino alla sua ultima versione del Piccolo Circuito di 72km da ripetersi per ben otto volte: come avvenne fino all'ultima edizione di velocità, quella del 1977, dopo la quale la Federazione Internazionale bandì per sempre le competizioni di velocità su strada, funestate da troppi incidenti, anche mortali. Per non perdere la sua anzianità e il primato, la Targa Florio si trasformò in un rally, grazie alla brillante idea scaturita dalle menti e dalla collaborazione di un gruppo di amici che facevano capo all' AC di Palermo, tra i quali anche mio padre, Vicio Aquila, che ne divenne il Direttore di Gara, contribuendone al rilancio culminante con la partecipazione al Campionato europeo rally, che comprendeva tracciati blasonati come quello di Montecarlo, di Sanremo, dell' Akropolis, e del Tour de Corse, con la partecipazione delle Squadre Corsa ufficiali dei marchi e dei piloti più importanti di quei rallies, principalmente Lancia, Audi, Peugeot, Opel e via dicendo. Oggi si corre la 106^ edizione della Targa Florio e non è certo l'epoca di quei trionfi di organizzazione e disponibilità di percorsi. In una veste più dimessa, ma pur sempre con l'allure che si merita, oggi la sua validità si limita ai Campionati italiani rallies e delle auto storiche, ma attira sempre una gran massa di piloti (in questa edizione più di duecento). E con il Nikkor Z 100-400 sono andato, a testarlo anche contro le intemperie che il forte vento di scirocco preannunziava da giorni: una giornata intera sotto la pioggia mi ha consentito di definire la sua resistenza oltre alle qualità di ripresa già ben note e decantate sulle pagine di Nikonland. Il giudizio finale lo potrete tracciare voi, anche dopo aver visto di cosa sia capace, pur se al servizio della semplice Nikon Z50, in attesa di provarlo sulla Z9 in arrivo. i bolidi del passato, dalle Lancia, Ferrari, Porsche ed Alfa Romeo hanno ceduto oggi il passo (nel rispetto dei regolamenti attuali) a marchi come Skoda, Citroen, Hyundai, Suzuki e qualche Volkswagen, a cercare di suscitare negli spettatori una parvenza delle sensazioni che il motore di una Lancia 037 o di un motore Abarth un tempo suscitava, ma siccome siamo appassionati di tutto ciò che da sotto un cofano possa trasmettersi all'asfalto attraverso la trazione di un motore a combustione (= gran casino) ce le facciamo bastare... che sia drift, se l'asfalto è asciutto, o controsterzo sul bagnato, ciò che conta è il movimento e la dinamica che una quattro ruote DEVE dimostrare ( bastano gli schizzi da un passaruota? ) cosa credevate...che la Nikon Z50 servisse solo a scattare al tramonto sulla spiaggia...? o che un equipaggio tutto femminile non sia in grado di iniziare la esse su tre ruote? essendo stata annullata la P.S. delle autostoriche per la bufera di acqua scatenatasi alle 15, il passaggio successivo è iniziato alle 18,10 mettendomi nella condizione di switchare dai primi scatti con tempi di otturazione mediamente veloci, fino a quelli nei quali ho dovuto scattare fino al 1/160" che, data la vicinanza al soggetto non era di certo l'opzione migliore per realizzare ciò che avevo in mente di ottenere, pur se con una buona quantità di scatti, secondo me, efficaci... quando si dice una equipe ben assortita... fino ad arrivare ad orari ben oltre il tramonto del sole (peraltro in perfetto controluce diretto) che ha dato ulteriore corpo a questa giornata di fotografie anche con le macchinine dell'autoscontro, come sembrano queste suzukine Swift... e un gran piacere nell'incontrare vecchi amici, piloti e giornalisti che si ricordano ancora di Vicio Aquila e lo ricordano anche a me... Si certamente: il Nikon Nikkor Z 100-400mm f/4,5-5,6S VR ha superato anche la prova dell'acqua e dello scirocco siciliano, quello che fa piovere la sabbia del Sahara Ve lo consiglio caldamente... Max Aquila photo (C) per Nikonland 2022
    15 points
  4. beh... infine è giunta... come al solito, tocca aprire qualche sigillo e spogliarla dai suoi teli, ...come si sfogliano i petali di una m'ama o non m'ama...? Scelgo allora ...la MAMMA per questo unboxing Lei, che tante belle cose del genere ha ricevuto per mia comodità, a casa sua Un buon augurio per questa che le ho presentato essere l' Ultima macchina fotografica che mai comprerò... così come, con la prima di queste Nikon nel 1987, fu proprio alla mamma che scattai la prima foto del rullino... ora è là, sul tavolo a caricare la batteria: intonsa, ancora per poco. In attesa di me... La mia Z9 n.6008570
    14 points
  5. Fresca fresca, in una grigia giornata di pioggia, finalmente mi è arrivata la Z9!!! Davanti al corriere mi sentivo esattamente così
    14 points
  6. Finalmente una mattina senza fotografi, con due pontili completamente a mia disposizione e un cielo leggermente velato, mi hanno consentito di fare diverse foto. Tutte con Nikon D5 e Nikon 5,6/500 PF ED, mano libera La colonna sonora era garantita dall'incessante canto dei cannareccioni. Una famiglia di cigni insegnava ai piccoli come procurarsi il cibo. Un fistione turco è venuto a curiosare, lasciando momentaneamente la femmina. Ogni tanto le folaghe litigavano. Ormai gli svassi maggiori litigano raramente. L'attività è di pattugliamento del territorio o di rincorsa agli intrusi. Molte le coreografie di rafforzamento della coppia e diverse figure del pinguino. In controluce pieno.
    12 points
  7. Ieri giornataccia, ha piovuto tutto il giorno, poi verso le 18,30 una timida apertura , quindi esco a prendere 2 cose e porto ovviamente lei, qualcosa porto a casa, l'ultima invece l'ho fatta proprio dal terrazzo di casa. buona giornata Andrea
    12 points
  8. A me è arrivata questa mattina, dopo mesi di attesa (oltre 3 dal secondo ordine e direi 6 dal primo). Sono contento come un ragazzino! Non sono fotografo da numeri come i tuoi, ma credo proprio che la ragazza avrà parecchio da fare nei prossimi giorni/mesi/anni. E non parlo delle prime prove, l'ho già usata (la tua), ma di fotografare con la gioia di chi ha la fortuna di poter praticare la propria passione con il miglior strumento esistente. Che si può volere di più?!?!?
    12 points
  9. Grazie alla gentilezza di Silvio, Gianni ed Alberto - esperti di marco e del posto, ieri sono andato al Parco Nord a fotografare le libellule. E' stata un'altra divertente occasione in cui giocare con la Z9, il 105/2.8MC ed il nuovo arrivo 100-400/4.5-5.6S. In un paio d'ore abbondanti circa 900 scatti, di cui il 99% a mano libera e con molte raffiche per cercare di gestire un po di brezza (faceva un caldo micidiale, ma quando ti mettevi bello scomodo ad inquadrare lo stelo si muoveva sempre!!!). Fare macro a soggetti vivi non è per nulla semplice: è un mondo da esplorare, una sfida al fotografo che, con ingredienti semplici semplici, deve mettere del suo per tirar fuori una foto interessante. Cosa che non credo di essere particolarmente riuscito a fare, ma ditemi voi. Z9 su 105MC 1/800 f3.3 ISO 64 Z9 su 105MC 1/640 f3.2 ISO 64 Z9 su 100-400/4.5-5.6S@400mm 1/250 f8 ISO 64 Z9 su 100-400/4.5-5.6S@400mm 1/125 f8 ISO 64 Z9 su 100-400/4.5-5.6S@400mm 1/1250 f8 ISO 500 Z9 su 105MC 1/200 f8 ISO 100 Z9 su 100-400/4.5-5.6S@400mm 1/250 f11 ISO 280 Due note sul materiale, da prendere ovviamente come le prime impressioni di un inesperto: - Il 105 macro è fenomenale, nitidissimo a tutte le aperture. Il problema con questi soggetti è quanto ti devi avvicinare e la difficoltà di selezionare un buono sfondo. - Il 100-400 mette a fuoco veramente vicino e conserva una distanza di lavoro molto "di sicurezza" - cioè consente di non fare scappare i soggetti. A tutta apertura, alla minima distanza di messa a fuoco, tende ad impastare. Occorre chiudere a f8 o, anche meglio, a f11. - La Z9 è veramente ostica, risente di ogni più piccolo difetto sul fuoco (qui dovremmo dire sul parallelismo del soggetto). In più ieri ho visto per due volte l'avviso "HOT CARD"... non un buon segno, visto che scattavo brevissime raffiche a 10fps (900 scatti in due ore abbondanti) ed era caldo ma intorno ai 30°, non temperature sahariane insomma!
    11 points
  10. Ho avuto in prestito per quasi due settimane questo nuovo zoom di Nikon e ho scattato complessivamente qualcosa come quindicimila foto nel breve volgere di tre uscite o poco più. Per giunta, la maggior parte forzatamente in DX con la piccola Z50 (assolutamente sottodimensionata), perchè in attesa della Z9, alla fine arrivatami. Ma pur con i necessari distinguo, circa l'utilizzo parziale che ne ho fatto, in funzione del formato ridotto che lo trasforma in un esplosivo 150-600 (vi dice niente?) senza colpo ferire, condizionato dalla frequenza di rolling shutter cui la piccola di casa Nikon Z è afflitta nelle sequenze veloci di ripresa, ciò nonostante ho capito molto presto a cosa poter paragonare questo zoom molto desiderato dai nikonisti già possessori su baionetta F del vecchio (e spesso vituperato) 80-400mm: ad un trattore... si: per la sua inesorabile capacità di scatto in tutte le condizioni di ripresa e di trasmissione luminosa, dal cielo nuvoloso a quello brillante delle foto a Mondello (quando il sole brilla) ma anche quando il cielo sia grigio... ed a tutte le sue focali dettagliato sui particolari più sottili e netto sui colori complementari Insomma, gli ho fatto tratturare campi di tutti i generi e delle specie anche meno indicate alle motivazioni per le quali nasce e si affianca all'altro zoom cui l'ho da subito paragonato, non solamente per le dimensioni ed il peso... inquadrando in queste due settimane tutti gli oggetti e soggetti possibili, fiori, frutti, insetti, pietre trovando a tutte le distanze, anche le più ravvicinate, con ognuno di questi soggetti, motivo per inquadrare, comporre, scattare, traendo soddisfazione anche da inquadrature di prova, (come quella appresso) per la pienezza di risposta cromatica, pur nell'assenza di contenuto formale. Poi però mi torna in mente il catalogo Nikkor Z... secondo il quale per i ritratti abbiamo già un 85/1,8 e ne sta arrivando un secondo f/1,2 per la ripresa macro abbiamo due obiettivi di fascia diversa, gli MC, uno dei quali, il 105/2,8S ha la "S" perchè è Semplicemente Strepitoso... per la luminosità di focale variabile, abbiamo già il gemello diverso, il 70-200/2,8S assolutamente ineccepibile sotto tutti i punti di vista come tuttofare economico, abbiamo l'outsider 24-200 VR, davvero paragonabile ai fissi Nikkor corrispondenti della generazione passata in arrivo, sia annuncia il prossimo zoom, quel 200-600 del quale si sospetta possa essere il best buy della categoria... e allora? Questo 100-400...dove lo mettiamo? A chi lo vogliamo vedere in mano? Perchè costa quanto un 70-200/2,8 sempre più luminoso a qualsiasi focale? Elementare Watson: questo Nikkor Z è un 100-400mm (un cento-quattrocento)... mica panna e fragoline...! E va bene: può spaccare in quattro i vostri monitor aprendo la foto del fiore di turno, ripreso con tutti gli ausili del caso.... ...ma resta pur sempre un tubone compatto che vi porta velocissimamente da 24 a 6 gradi di angolo di campo in FX !!! E' un attrezzo progettato per scattare ad oggetti in rapido movimento da una normale distanza di lavoro, (100mm sono il doppio di un obiettivo standard) ad una quattro volte maggiore, tenendo quell'oggetto sotto il puntamento dell'AF della vostra Nikon Z ! Altro che i 200mm di 70-200 e 24-200...giocattoli quelli, se invece di una tennista in gonnella, dobbiate affrontare un rinoceronte nella savana o (più semplicemente) un'automobile da corsa che vi schizzi davanti e voi, zoomando, dovete tentare di tenerla costantemente inquadrata ed a fuoco la grande escursione focale e la fluidità di questo telezoom avvantaggiano operazioni del genere consentendo di inquadrare il dettaglio, oltre all'insieme un obiettivo leggero e brandeggiabile a mano libera (per le due settimane ed i 15k scatti effettuati, l'ho sempre usato così ed ho lasciato direttamente in scatola la staffa di aggancio al treppiede) fondamentali caratteristiche per gestire soggetti in rapido ed incostante avvicinamento...come i miei kiters fino a distanze per le quali ho dovuto disinserire il limitatore di messa a fuoco che lavora a partire da 3 metri, verso infinito... passando velocemente dai 560mm (400mm + TCZ 1,4X) ai 370 della immagine seguente mantenendo il soggetto a dimensioni immutate nell'inquadratura... oppure seguendolo in rapida evoluzione di sequenza (qui sintetizzata a 20 ftg) E' certamente un'obiettivo che possa essere degnamente utilizzato anche in ritratto, specie di soggetti inconsapevoli e lontani, come nella maggior parte delle immagini di "street" oppure anche consapevoli di esser stati invitati a far parte di un'improvvisato snapshot... ma in quel catalogo li sopra, ci sono altre dozzine di obiettivi meglio gestibili di questo per simili scopi e che sono stati appositamente creati. Il Nikkor Z 100-400/4,5-5,6 non avrà mai la insostenibile leggerezza dell'essere f/1,2 o f/1,8 o f/2,8...ma abbiamo fior di zoom e di fissi che invece esistono per quello scopo. Non sarà mai maneggevole quanto un MC 105/2,8 che all'occorrenza diventa anche un eccezionale pittore figurativo. Questo zoom è l'oscuro oggetto del desiderio per chi necessiti di un obiettivo da combattimento per il lavoro grosso, sporco, continuato... lui sta sempre al posto giusto, al momento giusto... e riprende senza faticare, ma sopratutto ...senza affaticare il fortunato possessore dotato di ben 13 O-Rings a proteggerlo da sabbia, polvere, acqua, umidità, salmastro, è un capolavoro di bella costruzione il suo stabilizzatore me ne ha consentito un utilizzo massiccio anche sulla Z50 che, come noto, non è fornita di VR sul sensore, a differenza di tutte le Z FX, per quanto abbia utilizzato prevalentemente tempi di otturazione molto veloci, ma nel rally mi è capitato di usare anche tempi ben inferiori a quelli di sicurezza contro il mosso, in relazione alla focale risultante (fx-equivalente) Molti foto naturalisti ritengono sia il loro potenziale tuttofare per fauna dalle dimensioni medie e mediopiccole, ritenendo di moltiplicarlo per raggiungere i risultati che (specie gli ornitofili) si prefiggono. Ma per quanto ineccepibile nel suo comportamento in diurna con il mio Z TC 1,4x, da f/4,5-5,6 diventa sì un 140-560mm-eq, però f/6,3-8...e con un 2,0x... un 200-800/9-11 Direi del tutto improponibile: un conto a mare in luce piena, ben altra situazione nel bosco, tra ombre e buio. Ovvio che le mie siano considerazioni del tutto personali, ma Nikon Z offre al posto di palestre mentali simili a quelle descritte, soluzioni alternativa, più onerose di certo, ma siamo in attesa, come già detto, di quel 200-600mm che dovrebbe costare addirittura meno di questo Z 100-400mm. Che per costruzione, caratteristiche fisiche e rendimento, non ha la pari su ogni altra precedente realizzazione della stessa fascia. Garantito da Max Aquila... Max Aquila photo (C) per Nikonland 2022
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  11. Giorni diversi e situazioni diverse , ma è sempre affascinante la campagna
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  12. E' il soggetto che fa la foto o sei tu a fare la foto? Tutt'e due, sicuro! Ma tu (fotografo!) sei quello che fa la differenza, più (mille volte più) del soggetto. E millemila volte più dell'attrezzatura Un esempio, la mia piccola esperienza di oggi: Un'uscita breve e tranquilla, per vedere se c'è in giro qualcosa: faccio due o tre foto abbastanza carine, cioè corrette dal punto di vista tecnico ed esteticamente non proprio da buttare. Poi mi impegno un po' di più con l'inquadratura cercando un soggetto (in realtà è lo stesso che si è spostato) uno sfondo meno casuale: Può andare dai, visto che non c'è molto altro. Mi sembra che non ci sia proprio nient'altro, invece girando dall'altra parte del canaletto vedo questa libellula in controluce: Così è una foto orribile. Fermati e pensa, puoi sfruttare il controluce? Può venire fuori qualcosa di interessante? Allora mi avvicino quanto posso e mi abbasso, riposizionandomi in modo che la libellula si venga a trovare non così come l'ho vista prima, scura su scuro, ma in mezzo ad una chiazza di luce fra i rami. Perchè l'ho "vista" in bianco e nero nella mia mente. Allora faccio una serie di scatti con angolazioni leggermente diverse, in modo da poter scegliere quella in cui il soggetto ha la posizione migliore: A casa elaboro il bianco e nero ed ottengo la foto che volevo. Questa mi ripaga l'uscita (molto) più delle altre, perchè è meditata e quindi è più "mia" . Mi sono fermato, ci ho pensato, ed ho ottenuto quello che volevo, nel rispetto del mio modo di vedere la macrofotografia, che a qualcuno potrà apparire un po' naive: interpretare in modo personale una scena incontrata per caso, del tutto naturale.
    10 points
  13. L’edizione 2022 del Circuito Stradale del Mugello prevedeva due giorni di gara che, partendo dalla Città di Firenze, attraversava le magnifiche Colline del Chianti nella giornata di sabato 30/04, per poi ripercorrere lo storico tracciato della corsa e concludersi nel tracciato del circuito del Mugello la domenica 1/05. La manifestazione - pur non essendo a livello della Mille Miglia Storica o del Gran Premio Nuvolari, che vantano una maggiore partecipazione, anche straniera, ed un livello di vetture molto più importante – è stata, comunque, piacevole da vedere, specie per i posti attraversati. La gara è stata vinta dall’equipaggio Aliverti Alberto e Valente Stefano su Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato del 1929. Di seguito posto un po’ di foto tutte fatte con una Z 7 con il 24-120/4. Quest’ultimo, alla sua prima usciata in mano al sottoscritto è apparso robusto ma non pesante, ben bilanciato sulla macchina (corredata con la basetta SmallRig, bello da vedere e piacevole da utilizzare. Per le nozioni tecniche, sul sito trovate esperienze e prove di alto profilo accompagnate da immagini significative ed a quegli articoli Vi rimando. Comunque l’ottica, ideale nell’occasione trovandomi sul ciglio della carreggiata, è silenziosa, veloce nel trovare il fuoco e solo la poca dimestichezza del fotografo con il panning, quando sono sceso su tempi di 1/100, ha impedito di ottenere foto pubblicabili. Quando penso che in questi revival le auto viaggiano a basse velocità e vedo le foto di Mauro (il nostro Amministratore) fatte in autodromo mi prende lo sconforto. Tuttavia, in attesa della prossima Mille Miglia, che transiterà in Val d’Orcia fra un mese e mezzo circa, andrò ad allenarmi a ridosso della rete dell’autostrada, sperando di imparare in fretta la tecnica del panning. Di seguito posto una carrellata dei partecipanti più significativi. Bentley 3 Litre del 1925 – Patron Luca e Clark Steve (61mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 90) Lancia Lambda Casaro del 1927 – Fontanella GianMario e Covelli AnnaMaria (92mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 72) Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato del 1929 – Aliverti Alberto – Valente Stefano, vincitori della gara e dietro una OM 6655C del 1929 – Scapolo Alberto e Giuseppe (60mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 64) OM 6655C del 1929 – Scapolo Alberto e Giuseppe (50mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 64) Lancia Lambda 221 Casaro del 1929 – Sisti Sergio e Gualandi Anna (44mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 64) Lancia Lambda 221 Casaro del 1929 – Sisti Sergio e Gualandi Anna (24mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 64) Aston Martin Le Mans del 1933 – Aiello Alessandro e Ricci Niccolò (92mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 64) Aston Martin Le Mans del 1933 – Aiello Alessandro e Ricci Niccolò (52mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 64) Fiat Balilla Coppa d’Oro del 1934 – Miatto Roberto e David Borchia (54mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 125) Austin Healay BN4 del 1956 – Pedrali Giovanni e Finardi Bruno (56mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 64) Fiat 508C del 1938 – Di Pietra Francesco e Giuseppe (57mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 64) Fiat 508C del 1938 – Di Pietra Francesco e Giuseppe (48mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 110) Lancia Fulvia Coupé 1,3 del 1969 – Moceri Giovanni e Dicembre Valeria (72mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 64) Austin Healay 100M del 1954 – Dolcetta Giovanni e Claudia – Porsche GT3 RS del 2008 – Lastrucci Gianpaolo e Giovanni (78mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 64) Austin Healay 100M del 1954 – Dolcetta Giovanni e Claudia – Porsche GT3 RS del 2008 – Lastrucci Gianpaolo e Giovanni (51mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 80) Porsche 356 A Speedster del 1956 – Virdis Alessandro e Giordo Silvia (120mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 64) Lancia Fulvia HF del 1971 – Magnoni Maurizio e Vanoni Marisa (120mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 64) Porsche Speedster del 1956 – Talabini Tobia e Canestrelli Claudia (54mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 64) Fiat 508 S Balilla Spider Sport “Coppa d’Oro” del 1933 – Bussolati Maria e Rotundo Cristiana (63mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 64) Fiat 508 S Balilla Spider Sport “Coppa d’Oro” del 1933 – Bussolati Maria e Rotundo Cristiana (51mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 64) MG Midget del 1939 – Ripamonti Ambrogio e Moroni Nicoletta (59mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 64) Fiat Ermini Siluro 1100 Motto del 1950 – Minussi Corrado e Rizzo Giuseppe (88mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 64) Fiat Ermini Siluro 1100 Motto del 1950 – Minussi Corrado e Rizzo Giuseppe (39mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 64) Jaguar XK 140 OTS del 1955 – Tagliaferri Claudia e Panzeri Elisa (34,5mm – f.7.1 – t. 1/250 Iso 72) Alfa Romeo Giulia TZ del 1964 – Cadel Antonio Umberto e Cadel Giuseppe Antonio (120mm – f.8 – t. 1/250 Iso 90) Alfa Romeo Giulia TZ del 1964 – Cadel Antonio Umberto e Cadel Giuseppe Antonio (57mm – f.8 – t. 1/250 Iso 100) Fiat Dino Spider 2000 del 1967 – Bertani Luisa e Cagliero Sara (48mm – f.8 – t. 1/250 Iso 72) Fiat Dino Spider 2000 del 1967 – Bertani Luisa e Cagliero Sara (47mm – f.8 – t. 1/250 Iso 100) Alfa Romeo Giulia Super del 1971 – Nuvoli Rossano e Biondetti Andrea e dietro una splendida Alfa Romeo GTV 2000 del 1971 – Biondetti Stefano e Ugolini PierLuigi (120mm – f.8 – t. 1/250 Iso 64) Jaguar XK 120 OTS SE Roadster del 1954 – Gigli Paolo e Valderosa Gianluca (120mm – f.8 – t. 1/250 Iso 72) E' stata la prima uscita del 24-120, ma credo che diventerà un assiduo compagno di giochi. Un plauso a chi è giunto fin qui.
    10 points
  14. Articolo umoristico, con qualcosa di vero e con qualche esagerazione. Chi non ama il genere è avvisato. Quando è nata ha fatto un bel botto, sorprendendo persino la sua mamma. Subito ha sedotto i tanti che la volevano, qualcuno l'ha detestata ma, amore o odio che fosse, di lei, piccoletta pepata, se ne parlava. Ma chi? La Zeta Effe Ci!! Ma purtroppo per lei, pin-up non proprio "curvy" e piuttosto compatta, è arrivata la "bombshell", e tutti le sono corsi dietro. Lei c'è rimasta un po' male. Tutti a guardare e a desiderare quell'altra perchè più, più... più tutto nonostante, e proprio, come tutte le vamp... non alla portata di tutti (e non sto parlando di denaro ) ... Posso ripetere la metafora con le auto se preferite, che so, city car sbarazzina vs supercar... anzi no, pensateci da soli. Così sulla nostra piccolina è caduto l'oblio o peggio, il bullismo! Tom Hogan conclude che la nostra piccola sarebbe "Recommended for Millennials who want to seem stylish or Old Farts who miss their dials," ovvero "per giovani Millennials che vogliono sembrare alla moda o per Vecchi Scoreggioni che sentono la mancanza delle loro ghiere". Tutte bugie? No, non proprio: c'è del vero: Non è la fotocamera per usi estremi, nè può avere la qualità dei quarantasettemegapixelformatoeffeics, nessuno sano di mente lo metterebbe in dubbio. Seriamente, ci sono tanti fotografi, professionisti ed amatori d'eccellenza hanno bisogno di fotocamere professionali/prestazionali e che soprattutto le sanno sfruttare appieno per fotografare ancora meglio, è giusto così. Però secondo me c'è chi non ha proprio tutto quel bisogno della superstar, e c'è ancora spazio per la piccola Z fc, che sa farsi apprezzare con il suo fascino discreto, là dove la raffica infinita o i quarantaerotti... sono un overkill, Perchè se si ha voglia di metterla al lavoro, lei lavora eccome. Vogliamo fare dello street? Anche e soprattutto in bianco e nero o quasi bianco e nero: Dite che non si può usare per la macro? O per i fiori (se vi piace il genere ) Non si può usare per gli animali? Non si può usare per gli animali in movimento ... ehm, ad essere sinceri qui fa un po' fatica, ehm... passatemi la... bombshell per favore . E questo cos'è, un paesaggio? E ....sssttt non ditelo in giro, ma c'è chi ci fa anche foto di nudo e persino dei ritratti Allora? Continuate a volerle bene, se ce l'avete, fatele fare qualcosa ogni tanto, che sarà divertente. Non siete d'accordo? Non c'è nulla di male, vorrà dire che non siete vecchi scorreggioni nostalgici (come me). Potete crederci o no, ma l'idea di scrivere questo articolo mi è venuta prima che comparissero dei post sulla Zfc trascurata e che Mauro proponesse il club, disertato.
    9 points
  15. Due maschi si affrontano per questioni di territorio.... Z9 su 500/4E FL + TC14EII 1/800 f5.6 ISO 220. Ottimo lavoro della Z9 nel riconoscere l'occhio dello svasso e tenerlo nello scatto in avanti. Non sembra ma a quella distanza 700mm f5.6 significano proprio poca PDC. Dalle sperimentazioni della Z9: occorre fare attenzione ai tempi di scatto ed essere molto più prudenti - impostando tempi rapidi - di quanto non si faccia con reflex da azione come la D5.
    9 points
  16. 14/5, fistione in volo diretto frontale.... non proprio una freccia ma sicuramente non lento! Z9 su 500/4E FL + TC14EII 1/2500 f5.6 ISO400
    9 points
  17. l'avevo preparata e quindi mi pare giusto proporvela, siamo in primiero sopra Mezzano , alle spalle le vette feltrine, con la caratteristica forma del Monte Pavione, che da qualsiasi parte la si guardi sembra una piramide
    9 points
  18. Nikon Zfc e 24-200mm, ieri mattina alla "Biblioteca degli Alberi", parco/giardino in zona Isola/Piazza Gae Aulenti a Milano.
    9 points
  19. Uscita stamane con la speranza di un tempo clemente, invece niente , nuvole ed una leggera pioggia mi hanno accompagnato, ho gironzolato e ho fatto qualche scatto, che vado a proporvi
    9 points
  20. Dedicato a tutti quelli che hanno comprato una Nikon Z9 e ... adesso se ne vantano a stento. Di certo si fa fatica a capire perché ... Io ci ho fatto 153.000 scatti finora e mi pare di averla trascurata ogni volta che la tocco é come se toccassi la donna più bella del mondo. Il desiderio di usarla è tanto forte che mi chiedo come abbia fatto a fare senza per anni ... ... per me è una cosa fisica, non mentale. Ossessiva. Quando ne ho parlato davanti alle telecamere di New Old Camera l'ho fatto come della mia amante, certo non "della mia fotocamera". Insomma Modi di essere prima ancora che di fotografare. C'è qualcuno che mi capisce, vero ?
    9 points
  21. un vecchio obiettivo, i vasi di fiori di mia moglie appoggiati in bilico sopra il parapetto del terrazzo, e come sfondo un acero mosso dal vento , e il risultato potrebbe essere piacevole. Dimenticavo d810 a mano libera
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  22. Il Soffione incontra Margherita, poi un soffio di vento e... D810 - Sigma Macro 105 - mano libera
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  23. La prossima settimana saranno pubblicati i dati ufficiali di chiusura dell'esercizio 2021-2022, terminato il 31/3/2022. Con i risultati ci saranno anche, tradizionalmente, le previsioni per l'anno in corso che terminerà, contabilmente, il 31/3/2023. Lo scorso anno furono pubblicati il 13 maggio, quest'anno la data di presentazione alla stampa è stata fissata per il 12. Sempre lo scorso anno, dopo questa "cosa formale", si aprì una fase di annunci. - il 2 giugno videro la luce i due macro 50/2.8 e 105/2.8 MC - sempre il 2 giugno, ci fù l'annuncio dello sviluppo di 28/2.8 e 40/2 (messi in vendita poi in autunno) - quindi il 29 giugno si vide la Nikon Zfc e l'avvio dello sviluppo del Nikkor Z 18-140 DX (che in effetti fu poi consegnato a partire dal 13 ottobre) non è detto che la storia si ripeta allo stesso modo, le condizioni di mercato sono certamente diverse e abbiamo ancora fortissimi arretri nelle consegne delle ultime novità. Ma è indubbio che in questa stagione si apre il balletto degli annunci, sia di novità effettive che di fasi di sviluppo. Nikon ha registrato lo scorso 13 marzo due nuove fotocamere, non ancora annunciate, con codici interni "gemelli", ne abbiamo discusso qui : adesso è comparso sul sito di Nikon USA, sempre liberale nel comunicare indiscrezioni, molto più delle controparti europee, un segnalino relativo agli obiettivi futuri Nikkor Z che non lascia nulla all'immaginazione (qui) : con in bella evidenza le silhouette di tre obiettivi futuri già da tempo inseriti in roadmap (dove restano il 400mm S, il 12-28 e il 24 DX e il 26 "frittella" in attesa di ulteriori implementazioni di novità). Non mi aspetto il lancio del 600/4 TC come immediato, visti i tempi di produzione e di realizzo del 400/2.8 TC annunciato lo scorso ottobre con la Z9 e in lenta consegna da marzo con tempi di attesa superiori ai 6 mesi. Ma l'annuncio dello sviluppo è possibile, possibilissimo. L'obiettivo è certamente già pronto, come lo sono gli altri, si tratta solo di iniziarne la produzione ed avviarne la consegna. Che io non credo avverrà prima del prossimo autunno inoltrato. Ma gli altri due obiettivi potrebbero vedere la luce abbastanza presto. Magari insieme anche all'annuncio dello sviluppo di una delle due fotocamere Z di cui abbiamo già parlato, e che io credo sarà facilmente la Nikon Z7 III : per ragioni di opportunità e di necessità di ordine industriale. La produzione dei modelli Z6 e Z7 II richiede uno sforzo difficilmente premiato dal mercato in questo momento, mentre la Z5 è di fatto già fuori corso. La Z7 III potrebbe incorporare processore e sensore della Z9, messi in una struttura compatta come l'attuale Z7 II appena rivista, con prestazioni simili ma ridotte rispetto all'ammiraglia - se non altro per ragioni di alimentazione e di dissipazione di calore - ma soprattutto andrebbe a colmare il gap con Canon (EOS R5) e Sony (A7R di cui si vocifera prossimo il lancio del modello V), consentendo a Nikon al contempo di richiedere quel premio nel prezzo del 10-20% che è inserito come costante nel nuovo "breviario" del piano a medio termine di cui abbiamo discusso nelle scorse settimane. L'eventuale Nikon Z8 - sempre possibile, naturalmente - si troverebbe schiacciata come fascia di prezzo tra Z7 II e Z9 e finirebbe per non accontentare che i pochi irriducibili amanti della D850. Mentre sulla Z6 III, che pure uscirà, vedrete, io ho aspettative inferiori. Anche per quella ci vorrà un sensore nuovo - quello attuale oltre a non essere più disponibile è assolutamente datato in termini di velocità e di risoluzione per il video - e il nuovo Expeed 7, ma le prestazioni saranno comunque di fascia più generica, sebbene allineate alla concorrenza. Però l'anno scorso fummo tutti stupiti dal lancio a sorpresa e tenuto gelosamente ben custodito della Nikon Zfc. Potrebbero decidere di sorprenderci ancora con una fotocamera del tutto imprevista (cosa ? Una Z50 III ? Una Z4 ? Naaaaaaaaaa ... !). Al momento non ci sono rumors al riguardo, né degli obiettivi, né delle fotocamere. Ma vedrete che ne sentiremo presto. E saremo qui a parlarne puntualmente. Nel frattempo state sintonizzati sul nostro canale
    8 points
  24. Una fatica immane e poi una stupida folata di vento provoca il disastro e il polline finisce sparso sui petali... Nikon Zfc, 1/250 f. 13, ISO 100. Crop a 1/5 del fotogramma. E quando parlate di questa piccolina parlatene bene. Niente macro, 16-50 a 50mm.
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  25. Oggi riceverò a casa l'oggetto del desiderio più intenso della comunità dei fotografi nikonisti e sicuramente non soltanto di essi. Peraltro sarà mia mamma a ricevere il pacco che la contiene, essendo in viaggio fino a domani. Mi sveglio pensando: sarò in grado di sfruttare anche una briciola del suo potenziale? Non avrò fatto il passo più lungo della gamba? ( Facile stupire il mondo con i risultati ottenuti con un cellulare, una compatta, un modello low-end: fotografare è stupire, in fondo...) Ho alcuni obiettivi che non aspettano che lei, si chiamano Z70-200, Z20, Z85, oppure dalla vecchia baionetta F: 105/1,4 500/4 135/1,8... Ho i miei soliti soggetti, cui vorre/dovrei/potrei aggiungerne altri trascurati fin qui in attesa di questa Z sulla torretta che come altri strumenti di guerra, oggi sembra condizionare così tanto le sorti del futuro . E quanto futuro mi tocca ancora ?(anZia) E per quanto possa sperarne, posso penZare di esserne all'altezza? In fondo è pur sempre un oggetto, che fin quando si desidera è mito, aspettativa, frutto di sacrificio (levare ad altro ed accantonare pro lei...) Figli, casa, compagna, lavoro, madre, terra, raccolti, risparmio, studio, lettura, ascolto, vista, salute, cuore... quante sono le voci che aspramente interrogano le mie notti (non da adesso) e che contribuiscono a rendere più difficile l'incontro tra ne e Lei ...! Ah, per favore, non ce la facessi e stramazzassi all'improvviso, diteglielo a quelle voci che non è stato un tradimento: ma il senso della dignità che vuole supremazia sul senso di colpa/responsabilità che, facile rimedio contro ogni iniziativa, tende a mortificare ogni impulso vitale che ci porti oltre l'ostacolo. Mi sono a lungo imposto di non superare il limite della dignità personale, ma di fronte ad una spesa mai sostenuta in questi termini, in questi ambiti, mi correva l'obbligo di assicurare a chi mi legga, qui su Nikonland e altrove, che il mio non sia stato solo un capriccio da sessantenne, (o quasi...), ma la naturale conclusione di un percorso iniziato molto tempo fa e fedelmente continuato ostinatamente, nella stessa direzione: barra, avanti tutta! grazie ...
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  26. In vari luoghi del Friuli esistevano villaggi montani al servizio di miniere ubicate in alta quota. Le miniere, ormai da molti anni inattive, sono chiuse e questi antichi insediamenti appartengono ormai al passato e ne rimane soltanto qualche edificio isolato. Uno di questi villaggi, sul monte Cocco, è stata la meta di questa ciaspolata a fine febbraio. L'itinerario parte dalla val Uqua, sopra Ugovizza e, seguendo un percorso ad anello, ci porta prima all'ex villaggio per poi proseguire verso la vetta del monte Cocco. Lasciato il parcheggio, il primo tratto di percorso è su strada asfaltata che lascerà presto spazio ad un lungo tratto di pista forestale che poi si trasforma in sentiero. L'alpe di Ugovizza preserva un tesoro di grande importanza: l'abete rosso di risonanza. Albero imponente, dal cui legno si ricavano le tavole armoniche per la realizzazione di preziosi strumenti musicali, ricercato fin dai tempi antichi dai liutai per la fabbricazione di strumenti musicali a corde quali violini, viole, violoncelli. I liutai scelgono il legno per la fabbricazione di strumenti musicali in base alla sua capacità di “risuonare”: a questo scopo battono un’estremità del tronco ed ascoltano, con l’orecchio appoggiato all’estremità opposta se arriva il suono e con quale intensità. All'inizio del percorso una scultura fatta con questo legno rappresenta un bambino che suona il pianoforte. Il percorso si snoda all'interno della Riserva Naturale della Foresta di Tarvisio In questa prima parte si alternano tratti di sentiero pulito, dove si cammina e tratti innevati dove servono le ciaspole; per un lungo tratto la pista forestale è faticosa e molto ripida; una foto ad un elleboro è anche l'occasione per prendere fiato. Il percorso a volte è segnalato, ma per lo più manca di riferimenti, soprattutto in inverno con ambiente innevato; in questi casi l'uso di una traccia gps è utile. Il percorso si snoda lungo terreni paleozoici che vanno dall’Ordoviciano superiore al Carbonifero inferiore (460-330 milioni di anni); particolarmente interessanti sono alcuni affioramenti del Siluriano (443-419 milioni di anni fa), sia per il loro contenuto in macrofossili sia perché si tratta delle rocce più antiche presenti in Friuli Venezia Giulia. La stagione e la neve, però non permettono di apprezzare questi aspetti. Nel tratto finale l'ascesa si fa meno ripida: e si iniziano a vedere degli scorci panoramici. Si arriva così all'ex villaggio Cocco. I minerali estratti da queste miniere erano principalmente ferro e poi manganese e nickel. Le fasi iniziali dell’attività di estrazione mineraria erano probabilmente legate alle presenza nella Valle del Fella, nel periodo tra il 1300 e il 1600, di fucine attive nella lavorazione del ferro e di altri metalli. Documenti storici documentano che l’area venne sfruttata occasionalmente a partire dal 1560 e con maggior continuità nel periodo finale del dominio asburgico. L’attività estrattiva raggiunse il suo apice nel periodo tra il 1937 e il 1940 e nel 1938 venne edificato il Villaggio Minerario che contava vari edifici dove vivevano tra le 200 e le 300 persone tutto l'anno. Con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale l’attività venne sospesa per cessare definitivamente nel 1947. Nel periodo tra il 1956 e il 1958 si svolsero nuove indagini di approfondimento, ma l’attività estrattiva non venne più ripresa e nel 1962 il villaggio minerario, ad eccezione dell’edificio principale, venne smantellato abbattendo gli edifici in legno e la chiesetta, ancora in funzione nel 1962, che fu l'ultima ad essere abbattuta. Oggi come detto rimane solo un edificio in muratura assieme alle tracce dei tracce dei terrazzamenti sui quali sorgevano le altre strutture e qualche muretto in pietra. Qualche foto d'epoca, presa dal web, descrive com'era una volta il villaggio: Dopo una necessaria sosta, il sentiero continua a salire verso la vetta del monte; in estate sono visibili anche alcuni ingressi della miniera, ma oggi dobbiamo accontentarci della vista dall'alto del sito del villaggio prima di iniziare la discesa che, tra alpeggi, malghe e casolari ci riporta al punto di partenza quando la luce stava ormai calando. 27 febbraio 2022 - Nikon Z6 e 24-200.
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  27. Da cui si deriva, in ordine ai singoli piazzamenti il numero dei primi, secondi e terzi posti: Contando i quali, ecco i primi otto nikonlander che vengono fuori da queste 28 settimane di contest, per serie di primi, secondi e terzi posti dove 6-3-0 significa 6 primi posti, 3 secondi, 0 terzi...etc...
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  28. Scatti di ieri primo maggio, ormai entrati nel periodo di muta per gli ungulati tipici delle Alpi i quali si liberano del pelo invernale - Z9+180-400
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  29. Nikon z800, appena ritirato
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  30. Foto di Lunedi 25 Aprile. ''Vulpes vulpes''. Nikon Z9, Nikkor Z MC 105mm/2,8s, f/13, 1/50s.
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  31. Il mitico treno inaugurato in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960, simbolo del Made in Italy e del boom economico, ha effettuato un viaggio con partenza da Roma Termini ed arrivo a Milano Centrale, senza soste intermedie. Z 7 24-120/4 S a 110mm f. 5,6 t. 1/1000 iso 200 Z 7 24-120/4 S a 110mm f. 5,6 t. 1/1000 iso 200 Z 7 24-120/4 S a 110mm f. 5,6 t. 1/1000 iso 250 L’ETR 252, noto con il nome "Arlecchino", è oggi una delle punte di diamante della flotta degli elettrotreni storici di lusso gestita dalla Fondazione FS. Insieme al fratello maggiore ETR 300, il “Settebello”, costituì sino alla fine degli anni ’70 l’eccellenza del parco rotabili FS. Il treno fu impiegato inizialmente sulla tratta Milano-Roma-Napoli soprattutto per potenziare i collegamenti Nord-Sud in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960. L’8 novembre 1979 il Pontefice Giovanni Paolo II viaggiò su un ETR 250 “Arlecchino” dalla Città del Vaticano diretto all’Officina di Roma Smistamento, affollatissima per lo storico e commovente incontro celebrativo della 21a Giornata del Ferroviere. Completamente restaurato e inserito dalla Fondazione FS nel parco rotabili storici, oggi è ritornato agli splendori delle origini ed impiegato per servizi turistici di particolare pregio. Appuntamenti imperdibili, per turisti e appassionati che avranno l’opportunità di viaggiare a bordo del leggendario treno che ha fatto sognare intere generazioni con il suo iconico belvedere panoramico e l’eleganza degli interni realizzati dai più grandi designer italiani. Purtroppo mi è mancata la foto completa del treno in piena curva, perchè ho maldestramente ciccato l’attimo mentre cercavo di portare lo zoomare verso un angolo di campo maggiore. Non centra niente con l’elettrotreno, ma allego anche due foto del Treno storico “Pasquetta tra le nuvole“, da Pistoia a Castenuovo Garfagnana, ripreso in transito dal paese di Borgo a Mozzano nei pressi del ponte della Maddalena, detto anche ponte del Diavolo. l convoglio era trainato da una locomotiva a vapore 685-089 con tender del 1912 destinata a trainare i treni viaggiatori diretti e direttissimi dell’epoca. Z 7 24-70/4 S a 70mm f. 5,6 t. 1/400 iso 110 Z 7 24-70/4 S a 70mm f. 5,6 t. 1/400 iso 80
    7 points
  32. Mentre Massimo si cimentava nella Macro alle libellule: Mi sono cimentato in una piccolissima sfida personale: fotografare una Licenide a mano libera. Può sembrare banale, ma le Licenidi sono veramente piccole, l'apertura alare è sui due centimetri-due centimetri e mezzo. Questo vuol dire che per riprenderla ci si deve avvicinare moltissimo e questo con una focale sui 200mm comporta una profondità di campo ridottissima, basta che le ali siano leggermente inclinate e i margini vanno fuori fuoco. D'altro canto la farfallina era raso terra per cui occorreva una focale un po' lunga per sfuocare come conviene l'erba dietro che è un altro fattore di difficoltà: tranne quando sono in cima ad uno stelo, è difficile avere degli sfuocati gradevoli e profondità di campo sufficiente con focali corte. Insomma, per me , almeno, non è così facile. Per cui sono contento. Nikon Z fc, focale da 200mm, più lente adddizionale SIGMA da 1.8 diottrie, f11, 1000s 640 ISO, no crop. Nitidezza molto elevata per esserci anche una lente addizionale (aprire per credere).
    7 points
  33. Dai primo al 4 maggio si svolge la Sagra di Sant'Efisio, quest'anno giunta alla 366° edizione, dopo due anni di sospensione causa Covid...sono stato incaricato di fare delle fotografie, allo scopo di permettere ai colleghi che col loro impegno hanno reso possibile lo svolgimento della manifestazione di avere dei ricordi. Mi ero portato uno zainetto con diverse ottiche, ma alla fine trovandomi spesso in mezzo alla ressa ho fatto tutto col 24-200, che si è rivelato di una grande praticità per occasioni simili. Metto un pò di foto sperando che vi piacciano, critiche e commenti saranno graditi...
    7 points
  34. Z9, AFs 300mm f/2,8G+TC14EII+FTZII, 420mm,f/8, 1/1600s, iso 4000.
    7 points
  35. Le folaghe hanno normalmente un comportamento litigioso. Soprattutto a fine inverno al momento delle formazioni delle coppie. In questo periodo hanno una intensa attività di ricerca del cibo. Ma, improvvisamente tra i maschi scatta una irresistibile voglia di litigare. E' più un rituale che una vera e propria lotta, infatti non è assolutamente cruenta e i protagonisti una volta finita la lotta ritornano a una contigua vita normale. Nikon D5 5,6/500 PF ED, mano libera Scelta di alcune immagini da una raffica di 150 foto.
    7 points
  36. Le Crete non ti annoiano mai. Non è possibile fare la stessa foto neppure un minuto dopo. Domenica avevo con me solo uno zoom 24-70, viste le previsioni non promettenti e la compagnia che non volevo trascurare. Sono comunque abbastanza soddisfatto del risultato. La prossima volta non mancherà un tele! Piacevole giornata, conclusa altrettanto piacevolmente dall'incontro dei nostri Pedrito e Paola. Guarda caso verso il ristorante.
    7 points
  37. Sono stato a Vienna tre giorni effettivi durante i quali sono riuscito a fare un po' di scatti senza pretese e per ricordi che posso condividere. Ho voluto vedere come si comportava il 24-200 tuttofare sulla Z9 (ho scattato con questo la maggior parte delle foto) e ho portato anche il 14-30 ed il 40 f2.0 (che secondo me è fantastico) rimanendo così piuttosto leggero (corpo macchina a parte). A parte le cartoline di rito/ricordo ho fatto un po' di miscellanea: dai primi piani ai quadri, da qualcosa tipo candid alla frutta sul mercato. Direi che c'è da essere molto soddisfatti anche degli obbiettivi economici che la linea Z fornisce (soprattutto considerando che sono stati usati sulla Z9). L'unico rammarico è una significativa "granulosità" delle immagini, soprattutto in area fuori fuoco, già ad ISO non elevatissimi. Questo è quanto avevo presentato in sede inidonea. Ora ripropongo qui, come mi è stato suggerito da MM, le foto con qualche commento più dettagliato. Sperando di non far disordine. Ci metterò un po'. Primo approccio al Belvedere in una giornata non certo ideale per la luce .... ma all'interno ..... 24-200 all'interno Klimt e Schiele, naturalmente, visto che giocavano in casa .... sempre con 24-200 Poi alla Secessione, dove abbiamo potuto ascoltare la 9° di Beethoven in una sala a lui dedicata e affrescata da Klimt (ho anche immortalato la mia signora che ascolta e si informa). Tutto sempre con 24-200. Questa è la cupola dell'edificio della secessione. Poi all'Albertina con una carrellata di Munch e suoi "seguaci" con alcune sculture vicine all'ossessione dell' "Urlo" Questa con il 40mm f2.0 le altre sempre con il 24-200 Poi a passeggio per la città con alcuni scorci o personaggi colti un po' alla sprovvista Intanto ... poco prima dell'acquazzone ..... 24-200 poi le uniche due lattine fuori posto di tutta la città ... 24-200 un po' di colori pastello ... 24-200 ... a passeggio per il centro pedonale ... 24-200 dal dehors a rifocillarci .... 24-200 con un cameriere molto efficiente e gentile ... 24-200 uno sguardo alla farmacia, dove sembra che a regolare l'accesso ci sia un semaforo ... 24-200 lungo la via un cliente di un bar che non si lascia mancare nulla, sigarette, sigaretta elettronica, acqua e vino ... 24-200 il teatro dell'Opera ... 14-30 Santo Stefano contro la guerra con il 40mm e un particolare del tetto ... anche in Austria qualcuno è allergico al pagamento elettronico ... 40mm l' Hofburg ... 14-30 .... la colazione da Demel, uno dei posti dove si gusta una delle migliori Sacher Torte di Vienna e quant'altro ... da fuori con 14-30 e da dentro con il 40mm concedendovi anche un selfie allo specchio che dimostra che non mento, la macchina è la Z9 .... quanto all'autore vedete voi. E poi a mezzogiorno al mercato dove c'è, come naturale , un po' di tutto compresi ristoranti vari etnici o similari, noi abbiamo pranzato all'israeliano ... ci sono anche le coperte per coprirsi le gambe ...tutte con il 24-200 o se preferite kebab al volo o mandaranci e altra frutta anche per gli indigeni e non solo per i turisti comunque anche i locali apprezzano ... E per finire Schoenbrunn .... non poteva mancare ... tutte con il 14-30 il salone delle feste e la tavola di Cecco Beppe imbandita. e per finire "colleghi" turisti giapponesi con Cannoni vicini ai tulipani e grazie a mia figlia che ci ha voluto con loro
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  38. Qs foto x me prima erano impensabili...con TC 2x Z e 70-200 Z
    7 points
  39. Ho finalmente avuto modo di terminare la selezione delle foto di sabato (l'altro) in pista, ecco qui alcuni scatti. Tutti con Z9, 300 PF su FTZ, tempi a 1/50 o 1/30 (tempi per me impensabili e considerando che ho tolto le ragnatele dalle braccia dopo un paio d'anni di fermo quasi totale... c'è molto margine di miglioramento!) grazie alla qualità della macchina. Al punto che a 1/125s non c'è uno scatto e dico uno che non sia perfettamente a fuoco, mentre con D850 diciamo che ero intorno al 50%. E per giunta i molti mossi fatti con la Z9 sono più dovuti ai mossi intrinseci del soggetto, delle vibrazioni, del raggio di curva e della mano non in forma, che non della messa a fuoco. Davvero oltre le aspettative. 300mm, 1/30s, f9, 64 iso 300mm, 1/50s, f9, 64 iso 300mm, 1/30s, f9, 64 iso 300mm, 1/50s, f10, 64 iso
    7 points
  40. Non è facile oggi, poter fotografare insieme questi due capolavori del catalogo Z-mount: perchè difficilmente chi compra l'uno, si determina poi a comprare pure l'altro... Mettiamoci pure i problemi del momento, che non facilitano la produzione e distribuzione di ogni cosa e il quadro è completo. Ho la fortuna, propiziata da Nital, di avere a disposizione per qualche giorno il nuovo Nikkor Z 100-400mm f/4,5-5,6S e, dopo aver scattato in prima uscita già ben 4k scatti ai miei soliti soggetti ...acquatici... tornato a casa, mi è venuto spontaneo mettere accanto i due zoom, per riscontrare quanto già anticipato da Mauro Maratta nel suo articolo di anteprima del 100-400 principalmente, la straordinaria comparabilità dei due zoom, nonostante la differenza di escursione focale e di luminosità. eccoli in piedi, con il TCZ 1.4x davanti (sono moltiplicabili entrambi) anche nello sguardo dall'alto dimensionalmente simili, se non fosse per il ringrosso del barilotto del 100-400 i due paraluce a petalo sono leggermente diversi, essendo ovviamente più profondo l' HB-103 del 100-400, entrambi a baionetta (il passo filtri dei due zoom è comunque da 77mm per entrambi) vogliamo pesarli senza staffa, tappi e paraluce? incredibile... ...considerando la diversità di schema: 21/18 per il 70-200 e 25/20 per il 100-400 La più marcata differenza sta certamente nella struttura perfettamente IF del 70-200, che resta invariato in lunghezza a tutte le sue focali, invece di allungare il barilotto come avviene nel 100-400 zoomando le altre differenze affiorano in termini di disposizione delle ghiere ed anche di alcuni elementi estetici... come si vede bene, la posizione della terza ghiera, quella programmabile tra diaframma/compensazione esp./ISO, sta molto più centrata (finalmente) nel 100-400, mentre nel 70-200 è tragicamente lontana e difficile da trovare senza staccare gli occhi dall'inquadratura. Variazione estetica: il marchio NIKKOR adesso sta orgogliosamente sopra la enunciazione della focale dello zoom 100-400. lato sx: i tasti funzione sul barilotto sono ovviamente posizionati millimetricamente negli stessi punti in entrambi gli obiettivi, come anche gli slider di AF/MF e del limitatore di minima distanza di messa a fuoco, che però nel 100-400 si abbassa a 3 metri, mentre nel 70-200 è fissata a 5 metri. Come già obiettato da Mauro, sono d'accordo nel dire che su zoom di questa portata, sarebbe utile una posizione di limitatore da minima maf a 3 metri (o 5 m), per velocizzare la messa a fuoco su soggetti a distanza ravvicinata, prestandosi questi due zoom a realizzare bellissimi ritratti. C'è da dire anche che la velocità dei motori AF stepper di questa linea Z-mount è tale che rende inutile o quasi questa considerazione: non ho mai problemi gravi di hunting della maf. Altra notazione estetica, lo stemma Nikkor S sul 100-400 è salito tra le due ghiere principali, mentre nel 70-200 è tra gli slider di controllo. lato dx... nessuna differenza, eccettuata la posizione del marchio Nikon, più centrale nel nuovo 100-400. (le due staffe per treppiede, che ho levato per migliore visibilità dei dettagli, sono assolutamente identiche ed intercambiabili tra i due zoom) insomma, sono o non sono due gemelli separati in culla ? Mentre ci pensate, torno a fotografare... Max Aquila photo (C) per Nikonland 2022
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  41. Non sono il primo su Nikonland a parlare e mostrare foto realizzate col nuovissimo telezoom Nikkor Z 100-400/4,5-5,6 S VR Questo zoom è un obiettivo che lavorerà tantissimo, nelle mani di chiunque si troverà ad essere. Ovviamente nasce per tutti gli usi nei quali serva avvicinare il soggetto e la sua escursione 4x serve a passare da generi diversissimi, come il ritratto (non solo di esseri umani), lo sport di tutti i generi e categorie (dal campo di tennis a quello di aviazione per un airshow), la fotografia naturalistica di animali da piccoli a giganteschi (da uccelli avvicinabili agli elefanti) e, naturalmente, spingendosi anche al dettaglio fine, alla fotografia a distanza ravvicinata. Nella quale sappiamo eccellere i telezoom accessoriati con tubi di prolunga e/o con lenti addizionali , per combinare il rapporto di riproduzione risultante, con la capacità di focheggiare anche a brevi distanze di maf. Nella fattispecie con il nostro Z 100-400 riusciamo ad arrivare ben sotto il metro alla minima focale dei suoi 100mm (75cm) fino ai 98 cm della distanza minima a 400mm: una prestazione di gran lunga migliore degli analoghi Fujifilm e Sigma (F) ed ancora superiore anche a quelle del Canon e del Sony. Ma è la sua maneggevolezza (peso collegato ad equilibrio) che ci consente un agevole utilizzo a mano libera che permette di superare anche la necessità di dotarlo di accessori per aumentare il suo RR, grazie alla capacità di riempire il fotogramma anche alle medie distanze di messa a fuoco. Oggi ho visitato la Vasca Grande dell'Orto Botanico di Palermo, dove da pochi giorni sono sbocciate le magnifiche ninfee che la adornano. Avendo a disposizione solo la mia Z50 (in attesa della fatidica Z9) che non si tira indietro mai, ho scattato un paio di centinaia di foto, selezionandone alcune. Ed il 100-400 Z si è saputo distinguere tra tutti gli zoom con cui finora avevo scattato agli stessi soggetti, nello stesso posto: giudicate voi.... 180mm f/11 320mm f/5,6 300mm f/10 350mm f/11 240mm f/8 110mm f/8 (quadrato on camera) 180mm f/5,6 350mm f/16 240mm f/8 300mm f/8 190mm f/8 380mm f/5,6 400mm f/7,1 380mm f/5,6 150mm f/16 145mm f/16 Come si vede, al netto dell'aiuto dato dal formato DX, ben raramente sono arrivato con questi meravigliosi fiori al massimo dell'escursione focale, pur sempre colmando l'inquadratura quando non addirittura...pedalando indietro per contestualizzarli anche nel loro habitat. Uno zoom questo, cui importa poco di essere ingrandito oltre la capacità che intrinsecamente già fa sua: docile nella lettura di luci ed ombre (che con le delicate sfumature di questi fiori divini rendono difficile ogni ripresa), contrastato o pastellato, a seconda del gusto del fotografo e della postproduzione attuabile (qui invero limitata a ombre e colore delle luci) Uno zoom che fa già tanto parlare di sè: non solamente per essere un Nikon Z ! Max Aquila photo (C) per Nikonland 2022
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  42. My new Z trinity Appena arrivato il 105 volevo condividere con Voi la mia gioia. Ho appena fatto due scatti al volo e dalle prime impressioni confermo tutto quello che finora ho letto su questa lente. I’m very happy.
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  43. Nikon Z9 + Nikkor Z 105/2.8 ad f/10, flash Profoto D2 con softbox rettangolare.
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  44. #8 Tra nebbia e sole - aquila reale, 28.04.22 Nikon Z9 Nikon 180-400@350mm F4 1/2500 ISO500
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  45. # 2 Dopo la Pioggia Scatto di Lunedi 25 Aprile dopo una notte di pioggia e neve in quota . D810 e Nikon 18-35 AFS
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  46. Prima di regalarla ad inizio Marzo, ho scattato questa a ricordo. Nikon D3, AF-D 200/4 a f/8, 1/125, ISO 200, cavalletto, in luce naturale, crop leggero (clik per ingrandire). Il sensore non è quello delle attuali ma non faceva nemmeno così pena.
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