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Showing content with the highest reputation since 26/04/2018 in all areas

  1. 13 points
    Stamattina avevo già pensato di stare a casa a dormire, sono veramente stanco in questo periodo ed il meteo infame non aiuta. Invece, complice un qualche rumore che mi ha svegliato alle 5:40, sono andato a fare un giretto. La stagione è molto indietro, più o meno dappertutto. Ma ho avuto modo di fotografare questa coppia di cigni che anche quest'anno ha avuto un bel successo: 7 piccoli. Luce, come sempre in questi giorni, molto morbida per effetto del cielo nuvoloso e dell'ombra degli alberi. Tutte le immagini con D5 e 500/4, riprese con gli stivali da dentro l'acqua (prima o poi mi devo veramente regalare un paio di waders!)
  2. 8 points
  3. 7 points
    Il ponte del primo maggio l'ho passato a Parigi, con la famiglia. L' idea alla base del viaggio era la ricerca di un po' di relax ed il desiderio di gironzolare qua e là perdendosi nel guardare cose belle e facendosi portare dall'ispirazione del momento tra strade e musei. Per noi, inoltre, era il modo di festeggiare in modo speciale un compleanno molto speciale. Da un po' di tempo le vacanze familiari le faccio senza macchina fotografica e scatto qualche foto ricordo col cellulare, è un'abitudine che ho preso per evitare di cadere in tentazione e dedicare energie ed attenzione alla fotografia invece che alle mie ragazze. Inoltre, quello che voglio evitare lasciando a casa l'attrezzatura fotografica, è di finire col passare più tempo con l'occhio nel mirino della reflex che guardandomi in giro e di rovinarmi queste lunghe giornate schiacciato dal peso dello zaino (il mio minimo è un corpo, lo zoom grandangolare - 16-35/4, lo zoom tele - 70-200/2.8 e l'immancabile treppiede). Oltre a tutto, lo zaino fotografico affardellato col treppiede è una delle cose meno indicate da avere con se quando si è seduti al piccolo tavolino di un bistrot o a cena in un ristorante elegante. Ma tant'è....avevo voglia di fotografare! Per questo, questa volta, ho provato a fare una cosa diversa.... non così leggera come aver con me il solo cellulare ma molto leggera. Insomma, ho portato questo: 1300 grammi di attrezzatura fotografica, nessuno zaino, niente treppiede. Insomma macchina col cinquantino a tracolla, una batteria di scorta nella tasca del giubbotto e stop! Non è stato semplice decidere un taglio così drastico ma, nel farlo, mi ha molto aiutato un articolo di Ming Thein Travel minimalism: one lens to go. È molto interessante ed invito tutti alla lettura. In breve, l'articolo si apre con una frase che non avrebbe potuto essere più centrata: Every time I travel for personal purposes, I’m always torn between experiencing the place, and photographing the place - Ogni volta che viaggio per scopi personali, sono sempre diviso tra sperimentare il posto e fotografarlo. L' articolo prosegue, raccontando viaggi passati ed argomentando i vantaggi di viaggiare leggeri per focalizzarsi sull'esperienza ed avere una visione più profonda piuttosto che cercare di fotografare qualsiasi cosa. E chiude con una call-to-action che per me è risultata irresistibile: Give it a try. On your next trip, just use a 35 or 50 prime for at least a day or two; if it makes you feel better, bring along your zooms too, but don’t use them until you absolutely feel that you’re missing shots. - Prova. nel tuo prossimo viaggio, usa solo un 35 o 50 fisso per almeno un giorno o due; se ti fa sentire meglio, porta anche i tuoi zooms, ma non usarli fino a che non senti assolutamente che stai perdendo gli scatti. Beh, detto fatto. E non ho avuto neppure l'imbarazzo della scelta visto che il 35 non lo possiedo! Devo dire che raramente un consiglio trovato su internet si è rivelato più utile. Mi sono molto goduto la zingarata per Parigi, non mi sono stancato e... ho fatto anche molte foto. Tutte in bianco e nero, nativo on-camera come spesso fotografo se nel mirino non ho una scena di wildlife. In pochissimo tempo ho fatto l'occhio alle distanze e, lavorando di piedi, riuscivo con facilità a trovarmi nella giusta posizione. Inoltre, la luminosità del cinquantino ha parecchio aiutato consentendo sia le notturne o in interno sia una enorme flessibilità nella gestione della profondità di campo. Così come sono state di grande aiuto le sue piccole dimensioni, per fotografare la gente e tra la gente. Ma soprattuto, sono "stato nel momento"! Lo rifarei? si, sicuramente si. Forse aggiungerei, nell'altra tasca, un grandangolo luminoso. Un 24 1.8, ad esempio. E probabilmente lo rifarò anche senza andare in viaggio, magari bighellonando per il centro di Milano un sabato pomeriggio. Ecco una selezione di 36 immagini: una sorta di rullino virtuale sul quale è registrato quanto mi ha più colpito. Niente di speciale, fotograficamente parlando, anche perché credo che sia veramente difficile fare qualcosa che non sia visto e rivisto in uno dei posti più fotografati al mondo. Ma il senso di questo post è, più che nelle immagini, nel racconto di questa esperienza di viaggio basata sul "less-is-more" e sul tentativo di fotografare mettendo al centro non la fotografia ma l'esperienza vissuta e lo sguardo personale. Spero comunque che vi piacciano: Parigi, anche nel clima uggioso e freddo nel quale l'abbiamo trovata, è una città fantastica! Massimo Vignoli Maggio 2018
  4. 5 points
    Eccoci ad un nuovo appuntamento con un Nikonlander doc: Paolo Mudu. Quando e come ti è nata la passione per la fotografia? Fotograficamente sono nato in camera oscura. Fu il mio professore di applicazioni tecniche alle medie, grande appassionato di fotografia, che accese la luce (di sicurezza) della passione. Iniziai quindi col bianco e nero, scattando poi con una Comet Bencini di mio padre. I primi scatti al Isola d’Elba poi di notte mentre nevica sono i momenti che ricordo alle prese di tempi e diaframmi. E poi? I primi soldi guadagnati coi lavori estivi andarono subito in reflex ed ottiche scadenti, ma a me sembravano un traguardo. La mia prima Nikon dormì la prima notte sul mio comodino. Pareva di avere lo strumento giusto, quello che mi avrebbe permesso di fare vera fotografia. Quanto mi sbagliavo! Me ne resi conto quando iniziai a frequentare uno studio di foto industriale, disposto anche a dipingere gli enormi fondali. Si scattava in gran parte con camere a corpi mobili 8”x10”. Il mondo si era rovesciato. La maggior parte del tempo la si impiegava in noiosissime preparazioni dei set spostando enormi bank a luce continua. Mi insegnarono pure ad aprire le scatole di profumo senza che si rovinassero. La prima volta sono uscito dallo studio con le orecchie basse, le mie dia 24x36 finirono nel cassonetto. Tutto da riconsiderare! Un bagno di umiltà salvifico. Da lì ricominciai cambiando il modo di guardare le cose. Dieci e passa anni dopo, la soddisfazione di presentare un portfolio finalmente maturo, non però al maestro del tempo ma al suo ex apprendista. Nikon perché? Un caso o una scelta? Perché Nikon? Era il mito, la meta ambita dai più ed io non ero diverso. Diciamo che iniziai a fotografare meglio quando iniziai a considerare la Nikon come un valido strumento per esprimermi e non un simbolo. Nel digitale ho iniziato ad avere soddisfazioni con la D700 e poi con la D3X, che utilizzo tuttora, prevalentemente nei ritratti. Come ti trovi? Cosa ti manca? Mi manca quello che non ho: la D850. Non uso solo Nikon oggi. Sigma per i paesaggi e Fuji X100T per lo Street. Fotografi i soggetti delle tue altre passioni? Le mie passioni sono legate alla fotografia. Nello zaino da montagna o in viaggio c’è sempre stato posto per una o più fotocamere. Qual'è la foto, o il portfolio, il progetto fotografico da te realizzato a cui sei più affezionato? Le fotografie a cui sono più affezionato sono quelle che ho voluto e a cui ho dedicato più tempo per realizzarle. Oggi è facile modificarle in post produzione. Un tempo una lastra 4”x5” era l’unica possibilità è non utilizzavo neppure il dorso Polaroid. Tornato da un viaggio, solo dopo qualche giorno potevo scoprire se avevo buttato tempo e soldi. Le soddisfazioni erano più intense! E in futuro? Il futuro si chiama “immagine”, il concetto di fotografia cambierà radicalmente. Penso che continuerò a divertirmi, spero sempre con Nikon!
  5. 5 points
    Oggi piccolo safari macro (ancora pochi soggetti in giro) però qualcosa 'ho trovato. Ecco un'Efemera. Non l'avevo mai fotografata. Ha una vita singolare: Le Efemere o Effimere (più precisamente ordine Efemerotteri) sono insetti arcaici (le specie che troviamo fossili vecchie di 250 milioni di anni sono quasi uguali a quelle di oggi). Però sono veramente ... effimere (ephemeròs in greco vuol dire che dura un giorno, ossia che dura pochissimo). Gli adulti (le immagini) spesso vivono meno di un giorno, le specie più longeve al massimo una settimana. L'adulto ha addirittura l'apparato boccale atrofizzato, così che non può nemmeno nutrirsi. L'unica cosa che fa nell'unico giorno (o nei pochi giorni) di vita che gli sono concessi, è volare in cerca di un partner per accoppiarsi e perpetuare la specie, e poi muore. Una vita davvero ...effimera. Ma ricordiamoci che gli insetti non hanno una sola vita: la larva delle efemere vive a lungo, fino ad un anno, certe specie anche due. Una lunghissima infanzia per una fugace maturità. Cose di natura. Dati tecnici: Nikon D500, Tamron 180mm macro f3.5, a f8, 1/250s, 500 ISO, flash di schiarita, treppiedi.
  6. 5 points
    Situazione in cui vedi una cosa interessante ma, stante impossibilità di avvicinarsi più di tanto senza affondare il cavalletto e disturbare i soggetti, , il risultato sarebbe stato deludente sia per le dimensioni che per via delle foglie in mezzo: A meno che non si abbia un obiettivo compatto e stabilizzato come il 300 f4 PFE (in questo caso moltiplicato 1.4x) una fotocamera come la D500 che ti permette di scattare a mano libera e braccia tese grazie ad un live view efficace ed una buona resa ad alti ISO, che salvano la situazione: f5.6 1600 ISO, 1/1000s Crop 100% .
  7. 5 points
    Aggiungo i miei ultimi due scatti in tema minimal, un posto magico che era da molto tempo nei mei pensieri. Si tratta del Torii di ingresso dal Lago Biwa verso il tempio di Shirahihe. Un'alba magica in un posto che unisce armonia, spiritualità, l'incontro dell'uomo con la natura...il tutto con una semplicità disarmante. _______ Andrea
  8. 4 points
    Marco, perdonami, io non mi perderei troppo in filosofia su questo argomento e quindi mi permetto di risponderti in modo didascalico : tranne per quelli che ancora annusano con piacere i "chimici" e adorano .... l'odore della pellicola fiutando l'aria come fa il mio bracco di Weimar (!), la pellicola oramai dovrebbe essere considerata sempre utilizzando il trapassato remoto da ciò deriva che chi usa digitale oggi con >24 megapixel puliti ad ogni sensibilità non si dovrebbe affatto curare di queste cose ma chi ha un patrimonio di pellicole scattate al tempo che fu, se non ha già fatto l'operazione di "recupero" in digitale, data la scarsità sul mercato di scanner affidabili o flessibili (sfido chiunque a mettere a fuoco una pellicola incurvata con uno scanner piano tipo i vari Epson 700 che vengono sempre citati in queste occasioni), o si affida ad un service esterno ben attrezzato (pagando il costo necessario), oppure trova una alternativa questa è un'alternativa necessaria e abbastanza rapida rapida per la fase di scansione ma non per la messa in opera e per la fase di post-produzione che, a dispetto degli automatismi, per restituire almeno di lontano le condizioni di scatto di pellicole ben esposte e discretamente conservate, non sarà mai banale io a suo tempo mi sono cimentato a lungo con scanner di vario marchio e potenza e software dedicati anzichè no. E ne ho derivato che il mio tempo sarebbe stato meglio speso fotografando e i miei soldi sarebbero andati tutti in digitale, migliori corpi macchina e soprattutto, migliori obiettivi. Chi invece cerca oggi di raccontare che foto scattate 40 anni fa con gli obiettivi di allora e le pellicole di allora sono ancora il non-plus-ultra, o mente sapendo di mentire, oppure crede che l'acqua di fonte bevuta in montagna abbia lo stesso sapore di quella che esce dal mio rubinetto (che per inciso, è imbevibile !).
  9. 4 points
    Chiesa con annesso cimitero di Damos (frazione di Pieve di Cadore) piccolo borgo ormai scomparso , risalente alla fine del 1500
  10. 3 points
    Ora è Gianni, fotografo e naturalista che si racconta... Raccontaci qualcosa di te. Sono nato in Toscana ad Abbadia San Salvatore sul monte Amiata,per il resto c’è veramente poco da raccontare vado a lavoro la mattina presto, compreso il sabato i pomeriggi sono normalmente liberi, quindi ho decisamente molto tempo a disposizione per girare e dedicarmi ai miei due hobby la Fotografia ed il Birdwatching, quest’ultimo ha lasciato il posto negli ultimi anni al controllo-protezione del Falco Lanario in Toscana. Impegno che mi porta via molto del mio tempo libero soprattutto nei primi sei mesi dell’anno, periodo della nidificazione di questo Falcone. Monachella del Deserto Quando e come ti è nata la passione per la fotografia? E’ nata poco prima dei 18 anni facevo foto ai miei amici, ed in giro, con una piccola macchina di mio padre ( la Comet S che possiedo ancora ), con il diploma la prima reflex e li la passione è presa via…. Mi ero convinto, ma ci credo ancora, che la fotografia mi faceva “Vedere” e non “guardare” il mondo intorno a me. Qual'è il tuo genere preferito oggi? Il genere che preferisco è il Bianco e Nero quindi fotografo tutto quello che secondo me sta bene in B&W, mi piacerebbe fare anche i ritratti e foto alle persone in genere (unico genere che pratico pochissimo) perché come si dice mi vergogno un po’….Continuo ancora a praticare la fotonaturalistica e girando con il Binocolo ed il Cannocchiale mi capita di fotografare qualche animale, soprattutto Uccelli. Piovanello Pancianera E quando hai iniziato? Quando mi regalarono la mia prima reflex, all’incirca 40 anni fa, facevo foto di paesaggio ma quasi subito con un amico cominciammo a cercare di far foto agli animali, ci facemmo un capanno in montagna andavamo in giro sempre con la macchina pronta. A quei tempi cominciarono ad uscire riviste come Oasis ed Airone ma devo dire che non trovavi mai i capanni occupati nelle oasi e se avevi il Sigma 400 f5,6 eri già qualcuno.. ;-))) Scricciolo Nikon perchè? Un caso o una scelta? La mia prima reflex non fu una Nikon e nemmeno il secondo corredo è stato Nikon. Con il diploma è arrivata una Olimpus OM 1n, allora non c’era la “globalizzazione” e fu comprata nel negozio del Fotografo del Paese aveva quella. Poi la OM 2n e alcuni obbiettivi. Quindi son passato alle Contax con alcune ottiche poche perché erano carissime e non facili da trovare per me. Finalmente il passaggio alla Nikon, il perché non lo ricordo, molto probabilmente perché quelli con cui fotografavo avevano Nikon. Era arrivato l’Autofocus probabilmente già da un pò quando cambiai, mi presi 2 F90X, facevo soprattutto foto agli animali, e da li è cominciata la mia Passione per il Birdwatcing. La mia prima Digitale comunque è stata la Coolpix4500, poi date via le F90x passai alle varie D200-300-D4 ecc. ecc. Zigolo Capinero 6) Come ti trovi? Cosa ti manca? Come mi trovo? Bene. Cosa mi manca? come “scimmia" un sacco di cose ;-))). In realtà mi manca poco, ho molte ottiche troppe forse, ed: esco con gli zoom o con i fissi è la domanda di quasi tutti i giorni se non vado a Rapaci. Ho anche le V, mi piacciono e mi ci diverto ancora nonostante tutto… Una Mirrorless concettualmente all’avanguardia è sicuramente più che auspicabile…. Zigolo delle Nevi Oltre alla fotografia hai altre passioni o interessi? L’unica altra grande passione è come dicevo il Birdwatching, ed ora da qualche anno lo studio e la conservazione del Falco Lanario. Ho avuto la fortuna di trovare una moglie con la mia stessa passione per l’osservazione (conosciuta ad un Pelagic Trip), e che fa anche foto, era Nikonista anche lei, ora gira con una Fuji X100T. Fotografi i soggetti o gli oggetti di queste altre passioni? Si come dicevo è stato il mio genere fotografico principale per molti anni. Le mie ottiche per questo tipo di foto sono state prima un 400mm f4 Tamron manuale lo usavo anche con le Contax poi il 500mm sigma f4.5 AF. La fotografia in Digitale, l’ho cominciata con la D70 di mia Moglie avevo smesso da qualche tempo e mi dedicavo solo all’osservazione, la crisi non fu sulla fotografia ma sulla “caccia fotografica” e su come molti di noi la fanno o facevano, si crea disturbo spesso molto pesante non c’è cultura del rispetto la foto avanti a tutto, smisi quando per fotografare un Gufo lo feci volare da un probabile nido, non so neanche se stesse covando non era proprio il periodo giusto, comunque mi vennero i rimorsi e per qualche anno ho praticamente smesso. Biancone Qual'è la foto, o il portfolio, il progetto fotografico da te realizzato a cui sei più affezionato? Io di Portfolio non ne ho mai fatti, tanto meno di progetti Fotografici e invidio tutti quelli che riescono a fotografare con un progetto in mente. Di mie foto che mi piacciono ce ne sono, certamente, ma a giorni molte a giorni poche o niente e butterei tutto. Ne ricordo una in particolare più per la situazione e la fortuna che altro, è in Diapositiva, di tanti anni fa quindi, ritraeva una Poiana che aveva catturato una Natrice, mi sembra, niente di che ora che viene fotografato tutto e di più, ma allora era qualcosa. Era successo accanto al mio capanno che avevo montato per Fotografare un’Albanella Min., avevo appena finito di fotografarla o meglio l’Albanella era appena volata (probabilmente per la Poiana) che sento rumori alla dx del capanno guardo dalla feritoia e trovo la Poiana con il serpente avvolto intorno al corpo, il tutto moooolto vicino 4-5 metri riuscii a fare 7-8 foto con uno zoom 70-210 Tamron, poi la Poiana lascio il serpente e volò via, nelle foto si vedeva solo mezzo corpo della Rapace ed un paio di spire della Natrice un primo piano che faceva intuire cosa stava succedendo. Queste sono le foto che ricordo sempre con soddisfazione non sono probabilmente le più belle, però una la mandai al primo???? concorso fotografico di Oasis e fu premiata (5 mi sembra arrivò, con un binocolo come premio), insomma ero all’inizio perciò fui tanto tanto contento….. Lui Forestiero E in futuro? Continuerò certo a far foto agli animali, quando capita ma soprattutto il Bianco e Nero che ora è il mio genere preferito. Vi posso dire però che cosa vorrei fotografare più di tutto, vorrei fotografare bene anzi benissimo e da posati Maschio e Femmina di Falco Lanario. So che non mi capiterà e che come ho fatto finora non mi ingegnerò per fotografarli a tutti i costi, men che mai intorno al nido (per me non bisognerebbe MAI fotografare intorno ai NIDI) quindi rimarranno le foto dei miei SOGNI…….continuerò ad accontentarmi dei filmati (anche belli ed interessanti vista la situazione della specie) ma comunque fatti tramite il cannocchiale ed a distanze notevoli. E’ tutto…. probabilmente sì, senza dimenticare però quanto ho imparato guardando e leggendo Nikonland……. Albanella Pallida Tutte le foto sono state fatte nei miei giri per L’Italia.
  11. 3 points
    Molto belle Cris7!!! Si molto tentennante... anche perché non ho ancora risolto il problema "taratura monitor" Queste sono le prime due....
  12. 3 points
    Bella Luca! Molto ben posata. Ecco una selezione tra i miei scatti... ciao!!
  13. 3 points
    Arrivo anche io con Asia. Non ho le vostre super macchine, né i vostri super obbiettivi...Siate comprensivi
  14. 3 points
    Bene comincio io, chiesa di San Giovanni, località prati di San Giovanni - Mezzano (TN) Scatto di 3 giorni fa
  15. 3 points
    Premesso che non so molto o quasi nulla di danza classica, balletti e opere varie, ho avuto modo di fotografare una ballerina e mi sono cimentato in questa nuova (per me) tipologia di fotografia. Quando non so, lascio fare a chi sa (in questo caso alla modella) e imparo. Le pose quindi sono quelle che lei mi ha "regalato" di fronte alla fotocamera, gli esperti sapranno giudicare se sono corrette o no, io mi limito a dire che mi piacciono:)
  16. 2 points
    Quello che contraddistingue Gianni è un senso profondo della "misura", vien fuori dal suo modo di porsi ed anche dalle sue fotografie. E' bene far tesoro di questo modo di porsi specialmente per chi desidera ritrarre la natura che non esiste per soddisfare la nostra curiosità, ma sopravvive MALGRADO le nostre azioni mentecatte e spesso meschine. +Chiancianesi, - flicre e trikke trakke internettiane di vario genere.
  17. 2 points

    Prometto tante foto
  18. 2 points
    Dato l'elevatissimo numero di letture che questo articolo ha fin qui maturato, nonostante si tratti di un accessorio semplice, per quanto utile, abbiamo ritenuto di chiedere a Nital di prestarcene uno, in abbinata all'obiettivo più indicato per dimensione e prestazioni del catalogo Nikon, ossia il Micro 60mm f/2.8 AF-S e di sperimentarlo sulla Nikon D850, che è a questo momento l'unica delle DSLR Nikon a consentire l'inversione diretta dei negativi (e la filtratura della maschera cromatica) in abbinamento a questo ES-2 ovviamente resta piena utilizzabilità su ogni altra reflex nella riproduzione di diapositive, attraverso l'apposito telaio fornito insieme a quello per i negativi e a due adattatori in plastica per usare l' ES-2 con obiettivi da 62mm di diametro filtri Semplicissimo ensamble: prima di tutto bisogna procurarsi opportuna sorgente di luce coerente e stabile. Ho scelto un illuminatore a led Godox SL60 che mi consente anche di variare entro un certo range la temperatura colore della luce, diffusa attraverso un apposito fitro neutro posto davanti alla parabola, oltre alla variazione continua della potenza luminosa del suo monoled da 60W (950w eq. se fosse una lampada al quarzo) metto in LiveView la D850 e regolo inquadratura (vite dell'adattatore che consente fine framing) e messa a fuoco premo il pulsante "i" della fotocamera e mi appare un menù a tendina, alla fine del quale quello che ci interessa, "digitalizzazione negativi" (fosse una diapositiva ovviamente non ne avremmo bisogno) tasto destro del multiselettore e...magia, appare il fotogramma a toni corretti. Pressiamo OK per confermare e possiamo scattare. A presto il seguito con le considerazioni del suo utilizzo e le differenze di resa utilizzando sorgenti di luce differenti da questa.
  19. 2 points
    Il nostro viaggio nel tempo è terminato ma, prima di andarcene, prendiamoci ancora qualche momento per sederci a contemplare lo stupendo castello inondato dalla calda luce del tramonto che crea un'atmosfera magica e sembra proprio riportarci indietro, in un'epoca di samurai, di dame e cavalieri, di guerre e conquiste, l'epoca durante la quale c'era un indiscusso re in queste terre...Matsumoto-jo Grazie per la visita, Andrea
  20. 2 points
    Less is More... Da qualche anno ho intrapreso, insieme alla mia compagna, un percorso di vita volto alla "riscoperta" dell'essenziale, al vivere pensando profondamente di essere parte di un tutto e non il centro di quest'ultimo. Non che in passato avessimo vissuto in modo sciagurato e così distante da come siamo oggi, solo che ora ne siamo molto più consapevoli. Inevitabilmente tutto ciò non può che riflettersi anche nel mio approccio alla fotografia. Ho molto diminuito la produzione, mai peraltro così elevata, e mi sono indirizzato verso il minimalismo fotografico anche come "stile di vita". Ho così riscoperto il piacere di fare foto che mi fanno venir voglia di essere riviste e che mi fanno pensare. _______ Andrea _______________________________________________________________________________________________________________________ Meoto Iwa Shirahihe Jinja Shirahihe Jinja In the middle of nowere Il Gabbiano Terrace Human Balloon graffiti Japanese colors
  21. 2 points
    Foto "rubata" a Dimitri, Nikon D850, Nikkor 300/4E PF, macchina in SL1 su treppiedi, raffica CL a 3 frame al secondo.
  22. 2 points
    Se devo dirla proprio tutta... sono i miei momenti fotografici preferiti. Sia perchè di notte non c'è gente intorno, sia perchè il risultato, seppur difficile da ottenere, da delle grandi soddisfazioni. Qui siamo a Budapest intorno alle 1 di notte di fronte al Ponte delle Catene con la modella DORA: E qui a Milano in zona Duomo/Galleria:
  23. 2 points
    Ad "Itinerari", l'annuale mostra fotografica che il fotoclub di cui faccio parte organizza da oltre trent'anni, sono presente anch'io con un mio lavoro, il terzo da quando espongo qui. Il titolo del lavoro è "RGB", una raccolta di dieci immagini di foto di strada, molte delle quali forse vi sono già note avendole pubblicate su queste pagine. Gli scatti sono appunto del genere street photography, il mio preferito, ma questa volta sono declinati secondo ciascuno dei tre colori dell'acronimo indicato. Ma con un'eccezione: ho infatti "italianizzato" in qualche modo la sigla sostituendo alla lettera "G" - che sta per "Green" - il Giallo, un colore che mi ispira particolarmente quando giro per strada con la fotocamera. La mostra è aperta dal 24 aprile al 2 maggio nelle sale del "Circolo Artistico" nel centro cittadino di Arezzo, e chi volesse visitarla è ovviamente il benvenuto. Devo dire con soddisfazione e senza falsa modestia che i primi visitatori hanno molto apprezzato le foto che, per inciso, ho anche stampato personalmente. Ma la soddisfazione più grande, come ripeto sempre, è poter partecipare a simili manifestazioni! (E De Coubertin qui non c'entra niente... ) Di seguito ecco il cartellone della mostra, una breve illustrazione del lavoro che accompagna le stampe esposte in sala, e le dieci fotografie che lo compongono. Enjoy! " R G B " Il modello RGB è un sistema di codici di colori internazionale. RGB è l'acronimo di Red (rosso) , Green (verde) e Blue (blu), i nomi dei colori additivi in lingua inglese. Secondo la Teoria Codici RGB una qualsiasi immagine è scomponibile, attraverso procedimenti più o meno semplici, in colori base. Miscelando in varie proporzioni tali colori base è possibile ottenere tutto lo spettro dei colori percepibili dall'occhio umano. Il metodo RGB si usa soltanto per il web e rappresenta la visione del colore su di uno schermo. Ma per me RGB significa soltanto ROSSO, GIALLO E BLU, ed è un pretesto per cercare singolarmente questi colori nelle foto di strada. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.
  24. 2 points
    Aspettando che altri condomini esprimano la loro opinione attraverso il sondaggio, prendendo spunto dal dibattito credo si possa fare un primo bilancio: 1) pesando le opzioni 1 e 2, il tema interessa; 2) coinvolge sia chi ha esperienza dall’analogico a oggi, sia chi ha un bagaglio prettamente digitale, ma anche chi vuole approfondire o scoprire un lato della cultura fotografica molto importante; 3) l’argomento si presta a diverse articolazioni; 4) molti hanno voglia di contribuire; 5) il tempo da dedicare è, come sempre, un fattore critico. Partendo da queste prime evidenze, provo a tracciare una bozza di progetto su cui continuare il dibattito. Immagino un Club dove trovare: a) un'analisi storica e cronologica di macchine e obiettivi; b) sezione analogica: test e valutazioni dell’epoca arricchite dall’esperienza storica dei contributors; c) sezione digital: test e valutazioni attuali (e qui ci possiamo sbizzarrire con prove personali, sessioni di gruppo, analisi dei risultati, …); d) spazio open di confronto e condivisione di esperienze, ieri, oggi e domani; e) analisi delle opere dei grandi fotografi dell’era analogica (senza dimenticare che alcuni ancora attivi pur lavorando in digitale mantengono “curve” analogiche); f) scambio a fin di test di ottiche no AF (prestito, vendita, sgombero cantina...). Il tempo è per molti un fattore critico, ma non dobbiamo porci scadenze, quando possibile contribuiamo. Sono sicuro che in breve potrebbe diventare un Club di riferimento importante per chi voglia conoscere il glorioso passato Nikon, ma anche per chi pur vivendo la fotografia digitale desideri capire e provare cosa si può ottenere oggi utilizzando vetri d’altri tempi. @Mauro: va bene “lo stesso apporto da parte mia che dó per il paesaggio o la foto subacquea”, ma, se si farà, non potrai negarci di tanto in tanto qualche rigo… ne sai tanto Cosi, a freddo, mi verrebbe di proporre Max leader del Club... My two cents
  25. 2 points
    Ultimo giorno , ricordo che se 2 foto hanno ricevuto le stesse preferenze, democraticamente deciderò io Sempre ai giardini dietro casa, l'inverno è scivolato via
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