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Gabriele Castelli

Nikonlander
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  1. Come dicevo, è un periodo di paturnie personali, sono felicissimo di sbagliarmi Detto questo, cercherò di far tornare la voglia di essere propositivi. A me e in minima parte agli altri. Per il resto, ribadisco che di Nikonland non cambierei nulla.
  2. Ho votato "Io la penso come lui, non sempre". Io devo fare, diciamo, una confessione, che riguarda il mio modo di sentire ultimamente la fotografia e di conseguenza la partecipazione al sito. Sono stanco. Attenzione, è diverso da "mi sono stancato". E' un periodo in cui faccio fatica, a livello fisico e mentale, a fare quasi tutto, e, inevitabilmente, la fotografia è finita in fondo alle mie priorità. Sarà la voglia di aggiornare l'attrezzatura e non poterlo fare, sarà che quando mi viene voglia di riprendere mi chiedo "ok, ma perché lo farei?" e non ho risposte da darmi, sarà questo e quest'altro, ma le poche energie che ho le sto dedicando ad altro ( = lavoro e un minimo di rapporti sociali). Detto questo, io ho una stima ed ammirazione sconfinata per l'energia e la passione eterna di Mauro per Nikon e Nikonland (sua creatura senza dubbio, e che non vedrei in mano a nessun altro), ma ultimamente la partecipazione qui mi sembra subordinata a un "esame" ogni volta. Esempio di questo il messaggio che ho quotato: non so quando sia stato pubblicato il sondaggio, magari anche due giorni fa, ma leggo e mi sento in colpa o mi pare di passare per menefreghista perché non ho risposto immediatamente. Ripeto, io apprezzo l'entusiasmo di Mauro, e probabilmente nei suoi panni anche io lancerei qualche frecciata se vedessi che tale entusiasmo e impegno cadono nel vuoto, ma la sensazione che ne ricavo è che qui mi sento poco gradito. Sto comunque cercando di levarmi di dosso qualche ragnatela, tant'è che questo weekend farò la mia prima sessione del 2020. Spero poi di avere del materiale degno di essere presentato qui e partecipare di più secondo gli standard richiesti Disclaimer: se questo post sembra polemico, sottolineo che non vuole esserlo. E' solo la manifestazione di un mio disagio personale, fosse un altro periodo della mia vita probabilmente reagirei in maniera differente. E, ribadisco, non vedrei al comando altro ammiraglio che Mauro.
  3. Spettacolo! Ammiro il risultato come fine di un percorso di ricerca che immagino non deve essere stato né breve né semplice.
  4. Mi sono dimenticato. Ma si può... Ed avevo aperto il sito proprio perché stavo pensando al contest e per controllare le date. Che nervi. Venendo ai commenti 1 Migliore delle tre senza alcun dubbio, sia per il concept che la parte tecnica. Se anche non fosse stato specificato che i tre fotogrammi sono stati presi a breve distanza temporale, lo avrei comunque pensato. Le tre espressioni sembrano seguire un pensiero, un ragionamento interno. L'ultima a destra sembra quasi di rimprovero. Perfetto anche il b/n. 3 Seconda classificata per quanto mi riguarda. Apprezzo lo sguardo diretto in camera e l'espressione sorridente e un po' ambigua. Dovendo fare un appunto, mi dà un po' fastidio lo sfondo scuro sulla destra, perché quando la si ingrandisce sembra passare quasi da orizzontale a verticale. Probabilmente è una fisima mia. In ogni caso, si vede la complicità tra soggetto e fotografo ed è un grosso pregio. 2 Trovo che sia un buon ritratto, magari classico, ma è fatto come piace a me, bello preciso. Non riesco a decidermi sul palazzo sullo sfondo: da un lato è vero che è invadente, dall'altro fa da contrasto al soggetto. Una volta chiuse le votazioni, mi piacerebbe vedere anche la versione in b/n.
  5. Elenco i miei commenti in ordine di preferenza. 2 L'immagine mi sembra perfetta, a partire dalla composizione alla realizzazione. La mostarda con la sua gelatina (gelatina? non la mangio quindi non so) è qualcosa di estremamente invitante anche per chi non è un amante di questa conserva. Il cucchiaio ha una superficie assolutamente immacolata, che contribuisce alla sensazione di purezza. Si vede che è un'immagine di livello professionale. 1 Questa è la foto che più mi colpisce a livello emozionale, ed avrei votato questa come vincitrice se non fosse stato per i riflessi delle bottiglie di vetro. Purtroppo interferiscono troppo con il contenuto delle bottiglie, a mio avviso. Ho comunque un debole per la sabbia in questo genere di contenitori, quindi l'immagine mi ha senz'altro colpito positivamente. 3 Fa caldo si, leggo un 27°C se non sbaglio. Il termometro di Galileo è un oggetto che mi ha sempre affascinato, tant'è che ne ho uno anche io. Mi pare che l'immagine si basi sulle trasparenze e la purezza del soggetto, con un nuon contrasto fra il bianco dello sfondo ed il colore delle ampolle del termometro. Due considerazioni dovute a gusto personale: mi disturba un po' il bianco eccessivo del pannello led usato come sfondo, perché sfuma troppo la sommità del termometro, e trovo un po' invadente il piano di appoggio, anche se contrasta il termometro molto meglio del pannello led. Immagino sia una conseguenza dell'aver utilizzato il 20mm. Comunque, mi piace assai. 4 Ho apprezzato molto il concept dell'immagine e la realizzazione che ne è seguita, però forse non mi è arrivata del tutto. Non che non mi sia piaciuta, ci mancherebbe, ma meno delle altre proposte. Forse è la sfocatura del mappamondo, o il low key generale. Comunque, ribadisco, il concept è buono, per me.
  6. Stupenda anche la seconda E poi i gatti rossi sono master race.
  7. E'stupenda Silvio. A partire dal concept, per arrivare alla palette dell'immagine fatta di pochi coerenti l'un l'altro. E pure la poesia E' tutto molto da gatto.
  8. Grazie a tutti per le parole di apprezzamento. In effetti si, ci eravamo divertiti parecchio Devo dire che mi incoraggiate per le prossime puntate
  9. Prendendo spunto da un recente contest su Nikonland, ho deciso di raccontare qualche mia esperienza di ritratto in studio. E’ uno dei miei generi preferiti, quindi durante gli anni ho effettuato parecchie sessioni di questo tipo. La peculiarità di questo, e degli altri che seguiranno, è che sono state sessioni interamente ideate e organizzate da me, quindi non si tratta di workshop o modelsharing. La prima in assoluto risale a giugno 2013, ma non ne parlerò qui poiché non ho liberatoria per gli scatti. La seconda, quindi, ci porta ad ottobre dello stesso anno. L’occasione fu la necessità di foto formali per un colloquio da parte della figlia di una mia cara amica, quindi le avevo proposto di sbrigarci in fretta con le foto di lavoro e tenerci il resto del tempo studio per noi. Lei accettò con entusiasmo e ci mettemmo al lavoro. La prima fase fu di ideazione e preparazione dei set. Devo dire che già questa fu divertente, poiché passammo una sera a casa sua a ribaltare armadi suoi e di sua madre, e alla fine ricavammo 4 look con vestiti, accessori ed un’idea di trucco abbinato. Anche la sua compagna fu fondamentale poiché eliminò brutalmente qualche soluzione che in effetti non avrebbe funzionato. Riporto di seguito 3-4 fotografie per ogni set. Se la post produzione vi sembra troppo da Instagram, è perché le foto sarebbero state pubblicate su quel social. Nel secondo set mood e look cambiano totalmente, diventando un po' più intimista. Il terzo look è decisamente più aggressivo. Onestamente questo e l'ultimo set sono riportati per dovere di cronaca, non mi hanno mai convinto più di tanto. Credo però che, in questa occasione, sia giusto anche mostrare cosa si è sbagliato. Dell'ultimo cambio ne salvo soltanto una. Per il resto sono veramente sotto lo standard anche per far vedere cosa non va. A nostra discolpa, posso dire che il tutto è durato circa sei ore senza sosta e con una banana come sostentamento Come potete vedere si tratta di un'esperienza estremamente amatoriale, tuttavia è una delle sessioni che ricordo con più affetto perché ci eravamo veramente divertiti, e ai tempi ci era sembrato di aver fatto chissà che. Di fondo, ci avevamo profuso il meglio che potessimo fare al tempo. Alla fine tutto questo è costato circa due giorni di organizzazione e una giornata di shooting, considerando anche i viaggi. Come costo, solo il noleggio dello studio. Impegno del tutto accettabile, a pensarci ora. A livello tecnico non so cosa potrei dirvi di utile. Tutte le foto son state fatte con D700 e 24-85 f2.8/4. Ho usato una o due luci flash, ma non mi ricordo minimamente gli schemi. Ora, qualunque tipo di domanda o commento è davvero ben accetto. Non abbiate paura di lanciare anche qualche pomodoro, so di meritarmelo. Io però, non Serena che come modella/truccatrice alla prima esperienza è stata fin troppo brava
  10. Pur essendo un amante dei toni caldi, per me vince la versione B/N a mani basse, e la prima versione, non quella Lindbergh (che, se posso dirlo, mi è diventato come la musica balcanica (cit.) ). La modella ha un look anni '70 (capello lungo e quasi liscio, e altro che per una volta non è rasato a zero) che ben si sposa al viraggio in b/n dall'aspetto opaco. Per completare l'atmosfera da foto in casa in un pigro (see...) pomeriggio, avrei buttato anche un po' di grana, ma son gusti. Top!
  11. Oh, fantastica notizia! Si sa fino a quando dura?
  12. Non so, se Peters venisse da me a dirmi che lui in questa foto non ha fatto granché, lo riterrei un falso modesto. Il framing del viso è preciso, e non può averci pensato solo la Cruz perché non si vede all'interno della finestra (ma magari c'era uno specchio); la condensa sul vetro è distribuita perfettamente e pulita dove invece darebbe noia. L'espressione è di quelle che a me risultano ipnotiche, quindi complimenti alla modella, ma non direi che abbia fatto tutto lei. Sono per un 60-40 per il fotografo, almeno.
  13. A occhio mi pare Melisa. Piaceva molto anche a me ma ai tempi avevo appena iniziato e non me la sarei sentita di certo. Come prima esperienza non mi pare affatto male, soprattutto con la foto di destra.
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