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Tranquilli che non ho alcuna intenzione di mostrarvi video di improbabili pupazzetti inquadrati da vicino e da lontano con il fuoco - video - che va da qui a li decine di volte finché non capite più nulla.
Se parliamo di prestazioni autofocus, i due adattatori se la giocano ai punti, con forse un leggero vantaggio per il Megadap ma tutto da dimostrare.
Prestazioni che non saranno mai quelle native, né su Sony né di obiettivi Z su Nikon Z.
Vicine forse, ma non identiche, specie nel video.
Detto questo, di che stiamo parlando ?
Parliamo di due adattatori autofocus che ci permettono di montare obiettivi nati per il sistema Sony sulle nostre Nikon Z.
Hanno impostazione simile, giacché la loro ragione di esistenza nasce dal fatto che il tiraggio Nikon Z è abbastanza più corto di quello Sony FE da consentire di tornire un anello di alluminio abbastanza consistente da reggere anche un superteleobiettivo.
Ma non sappiamo che tipo di lavoro via software hanno fatto i due team di sviluppo, che forse sono in contatto e forse no.
Di certo sappiamo che il Megadap è alla versione 2 - abbiamo provato a suo tempo la V.1 poi abbandonata in mezzo al guado - mentre l'hardware indicato per il Viltrox è il 6.
Entrambi gli anelli "campano" grazie agli aggiornamenti firmware necessari per renderli compatibili con le ultime macchine e con le ultime ottiche.
Ad esempio, c'è un firmware specifico Viltrox per il Sigma 35/1.2 Art II che sulle prime non veniva proprio riconosciuto.
Entrambi gli anelli hanno conformazione simile ma abbastanza diversa per non confonderli.
Ciascuno dei due ha piccolissime tolleranze che nell'uso posso mandare nel panico il fotografo. Se per un movimento di torsione si perde la corrispondenza dei contatti ... l'autofocus e la comunicazione con gli obiettivi salta improvvisamente e l'obiettivo diventa manuale.
Se volete un consiglio, non fate leva e metti spesso. Se comprate più di un obiettivo "Sony" da usare su Nikon Z, comprate un adattatore per ciascuno.
E' un piccolo dazio da pagare (in relazione al valore dell'ottica) ma che lascia sonni sereni.
Come sono fatti ?

già le scatolette sono diverse.
Bianca la Gabale, nera la Viltrox.
Il Megadap ha una dotazione più premium ma che importa. Non è qui che sta la differenza.

anche i tappi sono diversi, trasparenti quelli del Megadap, neri quelli del Viltrox.

in entrambi c'è un pulsante di sblocco per smontarli dall'obiettivo (consiglio di montarli sull'obiettivo, non sul corpo macchina : ma voi fate come vi trovate meglio).

la meccanica e l'elettronica è totalmente diversa, così come i contatti dorati, fatta salva la corrispondenza meccanica tra i due lati, Sony e Nikon.
Il Viltrox ha in più una contattiera a 4 pin dorati per fare gli aggiornamenti firmware via porta USB del computer.

qui vediamo la serigrafia che avvisa trattarsi della versione E-Z 6.1 del 26 maggio 2025.

in alto c'è quella che viene chiamata Upgrade Port (tra riquadri bianchi).

che viene impegnata da uno spinotto a pettine a 4 pin che dall'altra parte va al computer.
L'upgrade del firmware è un pò cabalistico, perché il contatto va e non va e perché lato computer non abbiamo nessuna conferma.
Se compare tra le periferiche rimovibili - tipo hard disk - allora si può fare l'aggiornamento che avviene semplicemente buttandoci sopra il file ricavato dal sito Viltrox.
Se non compare bisogna smanacciare con lo spinotto finché i contatti sono completi.
Finito l'upgrade, non succede proprio nulla. Vai a sapere se è andato bene.
La cosa antipatica è che Viltrox sviluppa due firmware separati, uno per ottiche dotate di stabilizzatore, uno per quelle senza.
Quindi se si hanno obiettivi Sony stabilizzati e non, si dovrebbero avere due anelli. Salvo aggiornare il firmware ogni volta che si cambia obiettivo ....
Questo è ancora il Viltrox montato sul Sigma ART 200/2


mentre questo è il Megadap



una volta montati e inserito il tutto nella Nikon Z, l'anello scompare e sembra che non ci sia nulla in mezzo.

qui abbiamo per esempio, Il Megadap che collega il Sigma 135/1.4 ART con la mia Nikon Z8.
Tolto quel pò di argento che si intravede, l'obiettivo sembra nato per Nikon.

ovviamente se l'obiettivo è piccolino (qui il Viltrox AIR 50/2 per Sony adattato su Nikon Z8 via Viltrox E-Z) si noterà di più l'adattatore.
Aggiornamento del firmware
Di quello Viltrox ho già accennato.
Si deve fare manualmente e con qualche difficoltà.
Per il Megadap invece le cose vanno si lusso.
Perchè l'anello viene visto da una Nikon Z esattamente come se fosse un Nikon FTZ.

e quindi l'aggiornamento (LF 2.04 in questo caso) viene fatto semplicemente mettendo il file in una scheda di memoria ed effettuando l'aggiornamento via fotocamera, come se fosse un apparecchio Nikon.
Può sembrare una cosa bizzarra ma è di una praticità disarmante.
Come vanno ?

Ad occhio mi pare che vadano bene tutti e due. Con piccolissime e non misurabili differenze a vantaggio del Megadap sul piano dell'autofocus.
Diversa la gestione dei file.
Il Megadap è fedelissimo nel riportare i dati Exif dell'obiettivo

come evidenziato qui, mentre il Viltrox ogni tanto non ci azzecca.
Per esempio il Sigma ART 35/1.2 II viene preso per un inesistente Nikon Z 35/1.3 (!) e ovviamente non vengono applicati profili di correzione ...

vi garantisco che l'obiettivo che stavo usando con Barbora e la Zf era il Sigma ART 35/1.2 II ma nei dati exif si parla di un Nikon 35/1.3G.
Le foto sono venute bene lo stesso ma con distorsione non controllata.


Conclusioni
Faccio una tabella per riassumere pro e contro tra i due, non voglio influenzarvi anche se dalla scelta delle mia parole trasparirà quale io tendo a preferire tra i due

Megadap ETZ 21 PRO+
Viltrox E-Z (v. 6.1)
Prezzo
€ 299 da Amazon.it
€ 119 da Viltroxstore salvo scontistica
Compatiblità
più o meno completa (consultare le liste sul sito del produttore) con Sigma, Sony e Tamron
più o meno completa (consultare le liste sul sito del produttore) con Sigma e Sony
Firmware
Aggiornamenti frequenti
Aggiornamenti abbastanza frequenti
Aggiornabilità firmware
semplicissima, la Nikon Z lo vede come un FTZ e quindi l'aggiornamento si fa dalla fotocamera
C'è una interfaccia USB ma che necessita di un adattatore (fornito) con un pettine a 4 pin i cui contatti sono precari.
Non ci sono conferme sul proprio operato, è una operazione un pò demodé da nerd.
Versioni firmware
Una sola, valida per tutto
Due versioni, una per obiettivi con stabilizzatore, una per quelli senza
Costruzione
Inappuntabile
Un pò ... sovietica
Prestazioni Autofocus
Buone/ottime, non a livello di un sistema nativo ma quasi
Buone/ottime, non a livello di un sistema nativo ma quasi
Differenze tra i due
Abbastanza impercettibili, forse un filo meno di inerzia nel Megadap ma ci sono comunque impuntature che si risolvono puntandosi sui piedi l'obiettivo per sbloccare la messa a fuoco finita sullo sfondo
Sinceramente non sarei in grado di dimostrare differenze di prestazioni
Trasmissione dati Exif
Perfetta e inappuntabile
Non sempre vengono trasmessi i dati corretti
devo anche segnalare che ho acquistato 3 Megadap e sono risultati tutti perfettamente funzionanti.
Mentre il primo Viltrox E-Z versione 6 che ho preso é risultato DOA e quindi mi è stato rimborsato.
Il secondo invece funzionante correttamente.
A questo punto posso solo dire : a ciascuno il suo !

Per ogni altra cosa o fissaria, rimando ai test effettuati sui due singoli adattatori :



E diciamolo.
Per noi è tutta una ovvietà, ovvero che l'affidabilità delle ammiraglie Nikon (e della gran parte dei corpi macchina Nikon, se ereditano quelle caratteristiche di seria progettazione, con poche eccezioni) é proverbiale e che quando hai da portare a termine un mestiere, nulla è come una Nikon.
Ma tutto il web è settimane che si interroga sui perché della Nikon D5 che fa le foto sulla Artemis II in orbita attorno alla terra e poi alla luna nel suo primo viaggio di assaggio extra-terrestre.
Perché una macchina vecchia di 10 anni, perché non una medio-formato. Perché non una Sony, etc. etc.
Semplicemente perché è una Nikon ed è da 50 anni che Nikon serve le esigenze della Nasa senza richiedere investimenti particolari.
La gran parte delle Nikon spedite nello spazio non hanno molto di diverso da quelle di serie che possiamo comperare anche noi.
Non hanno caratteristiche esagerate, non hanno le ultime novità. Non sono trendy. Sono Nikon.
E così il can-can va avanti, pubblicità gratuita per Nikon che non ha mosso un dito (le immagini di questo articolo hanno origine AI e sono sparse per il web).

dalla F versione Apollo

alla D5 in due fragranze

alla Z9 che c'era ed ha fatto le sue belle foto, in attesa di prendere il testimone in una versione protetta dalle radiazioni cosmiche.

anche se non piace alla gente che piace, quella che usa Sony o Fujifilm per fare le sue cose e che adesso ha storto il naso perché la Nasa non ha naso per le cose che piacciono sul web.
L'ho detto, è semplice :
it's a Nikon, it's an Icon, because it's a Nikon.
è una Nikon, è un'icona perché è una Nikon.
Intervista ai fantastici quattro che progettano i Nikkor.

Quando si inizia a sviluppare una seconda versione di un obiettivo, quali sono le specifiche iniziali? Si parte da zero o si ottimizza il design ottico esistente? Quale feedback dal campo ha influenzato maggiormente le decisioni alla base del Nikkor 70-200mm f/2.8 VR S II : il peso, la velocità dell'autofocus o qualcos'altro?
Satoshi Yamada : Nello sviluppo del NIKKOR Z 70–200mm f/2.8 VR S II, abbiamo innanzitutto condotto un'analisi approfondita del feedback degli utenti sul modello precedente.
La richiesta più frequente era quella di un obiettivo più leggero. Poiché la qualità ottica era già molto apprezzata, la sfida consisteva nel ridurre il peso senza compromettere la qualità dell'immagine.
Abbiamo inoltre dato priorità al miglioramento delle prestazioni dell'autofocus tramite il Silky Swift VCM (SSVCM) per supportare le future capacità dei corpi macchina, nonché per migliorare l'ergonomia sia per gli utenti professionali che per i dilettanti più esperti. Funzionalità come una distanza minima di messa a fuoco più breve, una ghiera di controllo con interruttore on/off a scatto, una finestra per la regolazione dei filtri e la compatibilità con Arca-Swiss sono state aggiunte in risposta a specifici feedback.
Tuttavia, lo sviluppo iniziale è partito da zero, esplorando numerose opzioni per sistemi ottici, configurazioni meccaniche e lunghezze focali prima di arrivare al progetto attuale.
L'obiettivo Nikkor Z 70-200mm f/2.8 VR S II è stato riprogettato, passando da 21 elementi in 18 gruppi a 18 elementi in 16 gruppi, migliorando al contempo le prestazioni. Per molto tempo, un maggior numero di elementi ha significato una migliore correzione. Oggi, i progressi nelle tipologie di vetro speciali consentono di ottenere di più con un minor numero di elementi? Qual è il limite di questa semplificazione?
Akino Kondo : Sì, i progressi nelle tecnologie dei materiali in vetro asferico e speciali consentono ora di mantenere le prestazioni ottiche con un numero inferiore di elementi ottici.


A destra la versione precedente; a sinistra lo schema ottico del Nikkor Z 70-200mm f/2.8 S II
Ad esempio, nel NIKKOR Z 70–200 mm f/2.8 VR S II, l'utilizzo di un elemento asferico in vetro ED consente a un singolo elemento di correggere l'aberrazione cromatica e altre aberrazioni legate alla risoluzione che in precedenza richiedevano più lenti, riducendo così il numero totale di elementi.
Non possiamo specificare i limiti esatti, ma grazie ai progressi nei materiali e nella tecnologia, siamo riusciti a raggiungere questo obiettivo.
Qual è l'attuale equilibrio tra correzione puramente ottica e correzione software (profili preimpostati, elaborazione software) nella resa finale di un obiettivo come il Nikkor 70-200mm f/2.8 VR S II? Ci sono aberrazioni che lasciate deliberatamente all'elaborazione digitale per ottimizzare altri parametri?
Akino Kondo : In sostanza, sul 70-200mm f/2.8 VR S II, le correzioni vengono effettuate otticamente, mantenendo un equilibrio simile al suo predecessore.
Applichiamo una regolazione generale del bilanciamento del colore in modo che i soggetti appaiano con tonalità più naturali nelle fotografie.
Su altri obiettivi, quando la correzione digitale offre un vantaggio tangibile in termini di dimensioni o peso, possiamo adottarla se questi fattori sono decisivi per il cliente. Per il 70-200mm f/2.8 VR S II, la correzione ottica rimane la priorità principale.
Qual è l'attuale equilibrio tra correzione puramente ottica e correzione software (profili preimpostati, elaborazione software) nella resa finale di un obiettivo come il Nikkor 70-200mm f/2.8 VR S II? Ci sono aberrazioni che lasciate deliberatamente all'elaborazione digitale per ottimizzare altri parametri?
Akino Kondo : In sostanza, sul 70-200mm f/2.8 VR S II, le correzioni vengono effettuate otticamente, mantenendo un equilibrio simile al suo predecessore.
Applichiamo una regolazione generale del bilanciamento del colore in modo che i soggetti appaiano con tonalità più naturali nelle fotografie.
Su altri obiettivi, quando la correzione digitale offre un vantaggio tangibile in termini di dimensioni o peso, possiamo adottarla se questi fattori sono decisivi per il cliente. Per il 70-200mm f/2.8 VR S II, la correzione ottica rimane la priorità principale.
Passare da 1.360 g a 998 g rappresenta una riduzione di peso del 27%. In termini pratici, da dove deriva questo risparmio di peso?
Satoshi Yamada : Per ottenere una riduzione di peso di oltre 300 g rispetto al modello precedente, abbiamo riprogettato completamente sia l'aspetto ottico che quello meccanico.
Dal punto di vista ottico, abbiamo ridotto il numero di gruppi di lenti che si muovono durante lo zoom e modificato la configurazione dei gruppi per richiedere un minor numero di componenti meccanici, accorciando al contempo la lunghezza complessiva dell'obiettivo per ridurne ulteriormente il peso.
Dal punto di vista meccanico, abbiamo completamente riprogettato la struttura rispetto al sistema convenzionale al fine di ridurre il peso dei componenti stessi.
Riducendo il numero di elementi, abbiamo adottato la fluorite e modificato la forma dell'elemento frontale da concavo a convesso, il che ci ha permesso di ridurre il diametro e lo spessore degli elementi successivi e, di conseguenza, di diminuire la massa della lente stessa.
Abbiamo inoltre utilizzato le più recenti tecnologie di lavorazione per ridurre lo spessore delle lenti con incrementi di 0,1 mm e alleggerire i componenti di 0,1 g alla volta, attraverso ripetute simulazioni di resistenza agli urti e test in condizioni reali.
Grazie ai motori Silky Swift VCM, Nikon promette un autofocus 3,5 volte più veloce. In termini pratici, come si traduce questo nella capacità di seguire soggetti in movimento?
Satoshi Yamada : Le prestazioni dell'autofocus dipendono anche dal corpo macchina, quindi non possiamo specificare le proporzioni esatte. Tuttavia, con l'evoluzione dei corpi macchina, abbiamo previsto la necessità di un autofocus più reattivo, in grado di seguire i soggetti più rapidamente e di mantenere la messa a fuoco anche su soggetti in movimento.

Per questo nuovo obiettivo, abbiamo adottato un motore SSVCM, migliorato gli algoritmi di controllo e integrato un nuovo encoder ottico ABS. Quest'ultimo garantisce un rilevamento della posizione più preciso, consentendo agli obiettivi di messa a fuoco di arrestarsi con maggiore accuratezza, anche ad alte velocità.
Anche la struttura meccanica è stata ottimizzata per questo nuovo sistema di controllo, migliorando le prestazioni dell'autofocus.
E in che misura le prestazioni dell'autofocus dipendono dal corpo macchina (dagli algoritmi della Z8/Z9) piuttosto che dall'obiettivo stesso?
Takahiro Sakai : Entrambi sono importanti. Il corpo macchina invia un segnale all'obiettivo, indicandogli di muoversi a una determinata velocità. Se gli attuatori dell'obiettivo non sono in grado di rispondere a questo comando, il sistema non può esprimere tutto il suo potenziale.
Le prestazioni effettive dipendono dall'interazione tra l'elaborazione hardware e l'esecuzione a livello dell'obiettivo, quindi entrambi gli aspetti sono importanti.
Con questo obiettivo 70-200mm, abbiamo progettato le sue capacità in modo specifico per superare le esigenze attuali, anticipando i futuri progressi dei corpi macchina. L'obiettivo è quindi in grado di sfruttare appieno il potenziale del sistema, sia in termini di velocità che di precisione.
Perché il diaframma dell'obiettivo è stato modificato da 9 a 11 lamelle?
Satoshi Yamada : Questa scelta risponde direttamente alle aspettative degli utenti, che attribuiscono grande importanza alle prestazioni di rendering. Con 11 lamelle, i cerchi di bokeh sono più circolari e le transizioni tra messa a fuoco e sfocatura sono più fluide e naturali.
Sebbene ciò aggiunga un certo grado di complessità strutturale, abbiamo dato priorità alla qualità dell'immagine e abbiamo implementato questa modifica.
L'obiettivo 70-200mm introduce un innovativo sistema di fissaggio per treppiede: due anelli intercambiabili, uno dotato di attacco Arca-Swiss e l'altro che funge semplicemente da protezione per il barilotto. Qual è stata la logica alla base di questa progettazione? Questo sistema è destinato ad essere esteso ad altri teleobiettivi zoom della gamma?
Satoshi Yamada : Le nostre indagini sugli utenti hanno rivelato due profili distinti per gli obiettivi con un peso di circa 1 kg: coloro che privilegiano la compattezza e la facilità di trasporto, e coloro che desiderano poter lavorare con un treppiede passando rapidamente dall'orientamento orizzontale a quello verticale.
Per assecondare entrambi questi utilizzi, abbiamo progettato un collare rimovibile che, come il suo predecessore, consente una rotazione fluida. È incluso un anello protettivo per gli utenti che rimuovono il collare, al fine di proteggere la zona della baionetta dai graffi causati dall'uso quotidiano.
Per quanto riguarda una possibile estensione ad altri obiettivi zoom, al momento non possiamo rilasciare dichiarazioni, ma continueremo a rispondere in modo flessibile alle aspettative degli utenti.
Con la seconda generazione di obiettivi Nikkor Z S-Line, Nikon sembra aver trovato un nuovo equilibrio tra prestazioni ottiche, peso e compattezza. Questo approccio verrà applicato all'intera gamma S-Line? Possiamo aspettarci, ad esempio, un 14-24mm f/2.8 S II?
Akiyuki Usui : Purtroppo, al momento non abbiamo informazioni da condividere sui prodotti futuri. Continueremo a pianificare e sviluppare prodotti che soddisfino le esigenze dei nostri clienti, integrando nuove tecnologie e idee, rimanendo sempre attenti al feedback degli utenti.


"Con questo obiettivo 70-200mm, abbiamo progettato le sue capacità in modo specifico per superare le esigenze attuali, anticipando i futuri progressi dei corpi macchina."
Come dire che :
solo i nuovi corpi macchina (dalla Z9 II in due) saranno in grado di trarre pieno vantaggio dai nuovi obiettivi
che di fatto tutti gli obiettivi Nikkor Z, compresi 600/6.3 e 800/6.3, non proprio prodotti economici di primo equipaggiamento, ad eccezione di 400/2.8, 600/4, 24-70/2.8 II e 70-200/2.8 II avranno prestazioni di seconda fascia su Z9 II, Z8 II, Z6 IV & Co.
che finalmente, dopo che anche i cinesi pure su obiettivi da 500 euro, adottano motori lineari per avere maggiori prestazioni ... pure Nikon l'ha capito ...
che finalmente, dopo che gli altri lo fanno già da un pezzo, anche Nikon si è accorta che c'è uno standard Arca Swiss per i piedini degli obiettivi
che ci vogliono altro che 9 lamelle per massimizzare lo sfuocato.
ottimo, grazie !
A quasi un anno di distanza dal test dello stesso obiettivo in versione baionetta FE con adattatore E-Z, eccone una reprise per la versione Z mount.

la differenza è ben visibile, rispetto la versione FE, questa per Z, sotto la serigrafia del modello, ha una flangia più panciuta rispetto quella della baionetta FE di inferiore diametro, invece concava.


nessuna altra differenza, nemmeno dimensionale, nelle quote che caratterizzano tutta la serie dei Viltrox AIR, dal diametro di 65mm (e passo filtri da 58) per una lunghezza di 56mm ed un peso davvero esiguo di 205 grammi (220 col paraluce in dotazione), presa USB-C per l'aggiornamento firmware,
schema da 13 lenti in 9 gruppi,
con tanti elementi speciali e multi coating ai nanocristalli, diaframma a 9 lamelle, distanza minima di maf da 51cm e motore AF STM.

Il solito barattolino Viltrox altamente performante, specialmente in funzione del prezzo che, salvo sconti ed offerte, sta normalmente sui 190 euro sul loro negozio di e-commerce, trasporto incluso...
In questo mio approccio, dell'esemplare che mi ha mandato a Natale in prova Mauro Maratta, ho voluto pubblicare le foto che ho scattato con i profili colore personalizzati da Mauro per Nikonland, a cominciare da quelli eminenti per il bianco e nero, su di una Nikon Zf black, perlappunto...

dove gli elevati contrasti tra gli estremi di gamma (la sola ragione di essere oggi per decidere di scattare in bianco e nero) si legano perfettamente alle masse dei grigi determinate dalla luce di giornate nuvolose, ma in contesti ricchi di colori differenti, resi con le tonalità coerenti dal profilo utilizzato, e di volta in volta anche variabile, per evidenziare per esempio le masse più omogenee come quelle nuvolose


anche nella resa del dettaglio (a tutta apertura, come la più parte delle foto scattate con questo Viltrox 50/2) si evidenzia l'ottimo dato di contrasto e di correzione delle distorsioni prospettiche, possibili alle distanze ridotte di ripresa, specie su soggetti in tal maniera, geometrici

A tutta apertura, lo stacco del piano di messa a fuoco rispetto gli altri, pur non trattandosi di un f/1,4 od oltre, è però sensibile, specie sui soggetti vicini al punto di ripresa, piuttosto che tra soggetto a fuoco e sfondo, garantendo proprio per questo la possibilità di rendere ben intellegibile entrambi (piani di maf e sfondo), quando lo si desideri, per poter lavorare a luce disponibile, come nei seguenti due scatti...


la definizione sul soggetto principale è davvero importante, più vicina a quella di ottiche standard ancora più luminose (e costose...)
Il sistema di riconoscimento eyeAF funziona bene, con pochissime defaillances, che in fondo potrebbero essere anche imputabili alla fotocamera, piuttosto che all'ottica ed alla trasmissione dei dati attraverso la baionetta.
Dettaglio vieppiù apprezzabile sempre nel range tra f/2 ed f/4 che sono le uniche due aperture a cui ho avuto piacere di utilizzare questo Viltrox



...dove insieme al piacere complessivo di risoluzione ed omogeneità ai bordi (a f/2 meno di 1/3 di stop di vignettatura) di questo AIR, si somma lo splendore della resa cromatica, sempre lievemente orientata sui colori caldi (come ho già constatato sugli altri obiettivi della stessa serie), ma che con gli opportuni profilimm oriento esattamente dove pretendo che mi rendano il soggetto...

come si può ben notare dall'alternanza di riprese tra colore e BN


anche con questa curiosa installazione di nani/guerrieri di un esercito di pietra/argilla


o in questo scatto alla William Klein 😅

Notare proprio il dettaglio anche degli elementi meno importanti dell'inquadratura, sopratutto sul priimissimo piano, zona che ho già notato in altri Viltrox AIR essere quella prevalentemente assistita dallo schema ottico: senza penalizzazione del resto, forse solo meno evidenza...!

Dovunque stia il piano di messa a fuoco, il resto si accomoda con naturalezza e con una discreta resa delle parti fuori fuoco: tondeggianti (9 lamelle di diaframma) abbastanza intellegibili, vibranti




La morale è sempre quella: Viltrox AIR è un rapporto vincente tra prezzo bassissimo e prestazioni
(su Nikonland sappiamo bene quanto il prezzo abbia una considerazione sempre soggettiva, quindi non generalizzabile: ma un prezzo così basso che ci ha portati a comprare questa lente standard a poco più di 150 euro è un dato di fatto inoppugnabile)
Le mie considerazioni, alla fine di questo giro, sono in certa misura più accondiscendenti rispetto alle obiezioni opposte da Mauro sulla versione FE un anno fa: a me non è proprio parso di vedere eccessi di flare come invece sui wide della serie AIR e lo sfuocato a TA di questo obiettivo non mi è sembrato troppo nervoso, come lui lo ha definito essere: ovviamente sono pareri personali e spesso legati alla natura dei soggetti utilizzati.
Non vorrei fare confronti, coi 50mm Nikkor Z per esempio, perchè nell'ambito degli standard sto acquisendo il dato che le differenze qualitative siano tante e possano ingenerare passione in utenti che cerchino cose diverse dalle mie nell'uso di un 50mm.
Specie considerando la moltitudine di offerta che da qualche anno ci ha fatto riconsiderare la priorità di questa lunghezza focale, spesso mortificata all'interno di uno zoom.

A me l'angolo di campo di un obiettivo da 50mm stimola a muovermi intorno al soggetto, forse anche più che utilizzando ogni altro obiettivo: è materia in divenire, che porta il soggetto a comporsi progressivamente dentro all'inquadratura...
(per chi fotografi essenzialmente con la fotocamera e non al computer...of course)
Max Aquila photo © per Nikonland 2026

ecco la scatola, oggetto appena arrivato insieme ad alcune stampe in 30x40cm da Digitalpix.

lui sopra la sua scatola (confezione premium, piena di gommapiuma, anni luce meglio di quelle di cartoncino "green" Nikon).
No, questo non è Viltroxland come qualche maligno ha fatto maliziosamente notare su Facebook.
Questo è Nikonland, ma proprio per questo ci sentiamo liberi di pensare, fare e dire quello che vogliamo.
Per Nikon l'85mm è sempre stato un cavallo di battaglia. Da apertura f/2.8 ad f/1.2 con l'ultima iterazione.
Ma per lungo tempo, l'85/1.4, prima manual focus e poi autofocus, è stato l'obiettivo da ritratto principe.
E adesso ? Lo fa Nikon un 85/1.4 di primo rango ?
No, ha deciso che si passa dall'anonimo ma perfettino e molto costoso 85/1.8 S al fantastico ma enorme e destinato ai ricchi (o ai pazzi, come me), 85/1.2 S.
E quindi è la stessa Nikon che apre le porte al resto del mondo. Salvo poi cercare di regolarle con le cause legali.
Ma in fondo non è una novità. Ai tempi della D5 e della D850 - scusatemi, per me è già un passato remotissimo - io usavo il Sigma 85/1.4 ART, di gran lunga meglio dell'onesto ma insipido Nikon F 85/1.4 AF-S.
Oggi ho il Nikkor Z 85/1.2 S ma lo riservo alle sessioni più importanti, rigorosamente insieme alla Z9.
E per le occasioni più mondane ?
Ho due Viltrox. Perdonatemi ma è così.

da sinistra il gigantesco Nikkor Z 85/1.2 S, obiettivo pensato da Zeus in persona per pochi eletti e sostanzialmente da usare con la Z9.
A destra il Viltrox EVO 85/2 con anello dei diaframmi funzionante che sembra pensato per la Nikon Zf.
In centro, per tutti gli altri, il Viltrox AF 85/1.4 PRO, oggetto di questo articolo, pesante, ben costruito con prestazioni elevate, che sembra pensato per Z8 e Z6 III.
Esistono concorrenti ? Si ma non a questo livello per Nikon Z. Oppure bisogna tornare a Sigma, con l'85/1.4 ART adesso in versione riveduta per mirrorless.
Ma non disponibile per Nikon Z perché Nikon non vuole.
Sapete che io non faccio recensioni di aspirapolveri o di pentole per fare il wok.
Quindi un 85/1.4 non serve fotografare angoli di banconote fuori corso o tetti di finestre ripresi dal mio balcone.
Quello che cerco di fare è portare al limite un obiettivo per quello che è stato pensato e non per altro.
Quindi andiamo oltre.
L'obiettivo è perfettamente riconosciuto via dati Exif, Lightroom applica le correzioni automaticamente come vediamo nella schermata che segue :

qui vediamo l'aberrazione cromatica assiale, molto ben controllata per una focale del genere con questa apertura

Altro aspetto importante la disponibilità e il metodo di aggiornamento firmware.
Viltrox aggiorna spessissimo i firmware per adeguare le prestazioni autofocus dei suoi obiettivi.


la procedura è semplice. Si scarica l'app desktop (ne ho parlato in un articolo dedicato in questa stessa sezione del sito) e si collega via cavo USB-C l'obiettivo.
L'APP si incarica di verificare che esista una nuova versione - come nel caso del mio 85/1.4 appena arrivato - scaricare il nuovo file e installarlo automaticamente.
Andando infine agli aspetti materiali, l'obiettivo ha uno schema complesso e un grafico MTF di prima classe

così come sul campo, si vede che mira a ... sminare il campo dei Sigma Art.


questo è l'MTF dell'ultimo Sigma ART 85/1.4 per Sony e Leica L. Giudicate voi a confronto.
Un 85/1.4 vive di sfuocato.
Sfuocato sul soggetto, sfuocato sullo sfondo.
Molto dipende dall'obiettivo ma altrettanto dal fotografo.
Le massime prestazioni possibili non vengono vendute nella stessa scatola con l'obiettivo.
Bisogna saperle cercare.
Isabella sbuca dal suo regno. Nikon Zf, Kodachrome 64


Boris non si sposta dalla sua piattaforma (controluce fortissimo, eppure ...)

attraverso un vetro, Nikon Z8, Ilford FP4 125

uno scatto chiuso ad f/4, nitidezza assoluta. Nessun ritocco


sfuocati naturali





e la mia Silvija in luce naturale. Nikon Zf, Kodachrome 2026

anche qui nessun intervento.
Potrei anche finirla qui ma non è il mio stile
Come è fatto ?
E fatto maledettamente bene, tutto in lega metallica dal bocchettone alla filettatura dei filtri, con iscrizioni chiare, ghiere funzionali, presa in mano eccellente.
Pesante ma di sostanza.


il paraluce e i tappi sono le sole cose di plastica.
L'anello dei diaframmi simula perfettamente il funzionamento vecchio stile sulla Zf

è presente un tastino click/declick per rendere silenzioso il passaggio dai diaframmi.
In tutto questo mi sembra meglio e più pratico dell'inutile display messo sul 135/1.8 LAB che rinuncia alle iscrizioni.


Made in China. Ma anche Nikon produce in Cina e in Vietnam. Solo che lo fa con un ricarico del 600%.

la bella presenza frontale


dettaglio dell'attacco Nikon Z

la porta USB-C per gli aggiornamenti firmware.


confronto tra tre 85mm (anche nei paraluce)

Bene, concludiamo ?
PRO
costruzione esemplare in lega e vetro vero. Un tank sovietico
ben presente in mano anche se pesante, dà sicurezza
autofocus inappuntabile grazie alla velocità e silenziosità dei motori VCM che Nikon non usa nemmeno sul 85/1.2 S da 3.399 euro
se qualche volta fa cilecca è perché vengono amplificati i limiti noti della Nikon Z nel primo aggancio del soggetto e nel centrare e mantenere l'iride a fuoco.
Ma la soluzione la conosciamo : scattare di più e poi scartare
sfuocato bellissimo, nitidezza elevata, difetti ottici invisibili nelle foto reali
aggiornamenti firmware frequenti e utili
rapporto prezzo/prestazioni inarrivabile. Costa meno della metà di un Sigma Art e meno del Nikkor Z 85/1.8 S (pagato 548 euro spedito a casa direttamente da Viltrox.com)

CONTRO
non è un Nikon e nemmeno un Sigma. Usano il reverse engineering e lavorano senza licenza
garanzia aleatoria per l'assenza di un servizio locale di assistenza. Il servizio clienti risponde ma al limite dice di spedire in Cina
pesante e ingombrante. Ma se non serve f/1.4 l'EVO è molto più compatto, leggero e costa circa la metà.


Una selezione dei miei scatti di questo periodo, tutte su Nikon Zf.
L'obiettivo per me è entrato in produzione stabilmente nel mio arsenale.
A seconda dei casi sceglierò uno dei tre. E magari in futuro anche un Viltrox 85/1.2 LAB o il Sigma 85/1.2 ART quando uscirà in autunno (anche se per Sony, con adattatore ETZ21+).


















































Ho avuto in passato tante Epson Photo, tra cui una poderosa 3800 in formato A2, per lo più rimaste inutilizzate verso la seconda tornata di acquisti di cartucce.
La 3800 poi si è intasata e il ripristino richiedeva circa il 50% del valore della stampante.
In più, costi di cartucce, carte. Scienza del colore, parametri di stampe.
Prove con spreco di carta etc.
Un gran mal di testa che mi ha fatto allontanare da quel mondo, limitando nell'acquisto di stampe presso stampatore professionali o service online.
Delegando a loro tutto : manutenzione, costi, fallimenti, studi approfonditi di gamut, ICC, profili, etc.
Io sono un fotografo non sono uno stampatore. Non ne ho l'indole e non è un mondo che mi appassiono.
Preferisco uscire a fare altre 10.000 foto che studiare come fare la foto perfetta (che è un concetto che non esiste).
Però esaurita la tornata di stampe grandi (A2, 90x60, 100x75 e anche di più) da appendere, esaurito lo spazio nelle pareti, visti i costi in gioco ho di fatto nel tempo interrotto la stampa.
Con mio grande dispiacere perché solo la stampa delle proprie fotografie da un senso materiale al fatto di averle scattate.
A me piace la materialità della stampa, mi piace vedere cosa è realmente una fotografia : non un insieme di bit ma carta e inchiostro.
Per ciò, anche per mantenermi il più possibile vivo e legato a cose concrete, da circa un anno mi sono studiato il mercato alla ricerca di un modello che soddisfacesse queste necessità :
il più possibile facile da usare, praticamente plug & play
costo di acquisto il più basso possibile
formato A3 o al massimo A3. Ma sapendo già che A3 significa costi superiori e velleità superiori
nessuna o poca necessità di fare studi approfonditi per avere in mano l'oggetto della stampa
ho scoperto il mondo delle Magatank (in casa Canon) e delle Ecotank (in casa Epson) e di come hanno rivoluzionato in parte la vita a chi vuole stampare in felicità in casa le proprie fotografie.
Ho anche visto che esistono svariate stampanti a sublimazione (di quelle che fanno 3-4 passaggi per finalizzare la stampa) di buona qualità e prezzo contenuto.
Ma il formato massimo di 10x15cm è decisamente troppo poco per me.
Volevo concentrarmi su A4.
Scartate le Epson ET-8550 ed ET-8500 per le maggiori capacità insite (con conseguente aumento dei costi di stampa per l'ampia scelta di carte di lusso per cui esistono i profili ICC gratuiti) e soprattutto per l'elevato ed ingiustificato costo di primo acquisto.
Ed essendo un pò stufo di quanto mi hanno dato le Epson nel tempo (e tolto .... ! in termini di denaro).
Ho finito per orientarmi su Canon.
Su una stampante consumer, cui Canon stessa nega la possibilità di crescita, probabilmente per non oscurare le sue stampanti professionali a cartucce, più costose in tutto e certamente più lucrative di quella che ho scelto.
E ops.... per la prima volta in vita mia ho acquistato una Canon !


si tratta di una Canon PIXMA G540, stampante A4 con piano scanner per le fotocopie (mai usato sinora) di ingombro abbastanza contenuto e peso non troppo esagerato (ci sono stampanti A3+ da 30 chilogrammi che occupano un tavolo ! Altro aspetto da non sottovalutare quando si sceglie una stampante).
Soprattutto che usa 6 serbatoio di inchiostro liquido, senza cartucce con inchiostro a pigmenti venduto in primo equipaggiamento con una scarsa quantità di materiale e poi con i ricambi a prezzi da champagne d'annata ...

la confezione è easy anche essa, in cartone. I flaconi per la ricarica sono la sopra

qui in primo piano, sono giallo, magenta, azzurro, rosso, nero e grigio.
Sono di differente composizione ma compatibili, usano due canali differenti per lo spruzzo sulla carta.
Infatti si devono montare due testine differenti dentro la stampante.
I flaconi si esauriscono alla prima ricarica ma sono da 60 ml l'uno. Canon dice che dureranno per 3800 stampe in 13x18cm.
Io non ci credo ma punto a fare 10-20 stampe alla settimana. Ovvero fino a 1000 in un anno.
Possibilmente senza ricaricare altro che ciò che si consumerà.
Ma la notizia qui è il costo della stampante.
Da Amazon, 269 euro in 5 rate senza interessi. Compresi i flaconi di inchiostro che costano circa 95 euro in totale.
Morale, una stampante da circa 170 euro.
Quando l'equivalente Epson ET-8500 in A4 costa oltre 550 euro quando è scontata. Oltre tre volte tanto ...
Nell'uso io ho scelto carta Ilford appositamente, in due gradazioni, quella che mi piace di più e la DUO MATTE, carta opaca a doppia faccia, utilizzabile indifferentemente su uno qualsiasi dei due fronti (quella lucida invece ha un verso solo) e quella Pearl.
Sono entrambe serie Galerie, la più prestigiosa da 310 grammi mq della buona e vecchia Ilford.
Il costo è di circa 88 centesimi a foglio.
Il che mi fa ipotizzare un costo a stampa A4 di circa 1 euro a foglio, compreso l'inchiostro e l'ammortamento della stampante.
Se le promesse di Canon in termini di consumo di inchiostro si manterranno. Cosa di cui dubito ma che potrò verificare solo con il tempo.

le stampe sono belle.
Facili da ottenere, impostando pochi parametri nel driver di stampa e nella utility di stampa Canon da scaricare da un sito apposito.
I profili sono diversi ma difficili da selezionare.
Io non ho notato particolari diversità di resa tra la carta Canon originale Luster e la Ilford.
La corrispondenza colore non è perfetta ma adeguata allo scopo.
Se avessi voluto di meglio, avrei fatto altre scelte. Ma l'intento mio era invece avere una cosa facile da usare spensieratamente.
Morale :
PRO
costo di acquisto basso per la qualità offerta
costo delle cartucce e della carta compatibile con le mie pretese di budget
ingombro e impatto sul tavolo accettabili
velocità di stampa accettabile
qualità di stampa sorprendente per i costi (circa 1 euro a foglio A4)
facilità di utilizzo, non è necessaria una laurea in colorimetria spaziale
CONTRO
non è una stampante professionale, non è adatta ad usi commerciali (salvo ambiti di massa) e nemmeno per esposizioni (anche per il formato).
Ma se avessi voluto una stampante professionale non è questa la scelta che avrei fatto.
Solo che io volevo avere un oggetto poco costoso, con costi di gestione irrisori, per quantitativi di stampe molto elevate da fare al momento senza mal di testa.
Insomma mi interessano le fotografie non imparare a fare lo stampatore : io sono un fotografo, per le cose professionali ci sono i professionisti specializzati con stampanti, profili, carte sperimentate, cornici, vetri ... e costi inerenti di 20-50 volte questi
opzioni di stampa nel driver della stampante un pò aleatori (e nessuno che ti spiega cosa selezionare per ciò che vuoi ottenere, molte prove non hanno avuto esito definitivo.)
è ... una Canon !
io la consiglio vivamente a chi ha le mie stesse esigenze (vuole stampe carine, materiche, ben fatte, non necessariamente corrispondenti al 100% dell'originale) e si accontenta di un formato A4 (ovviamente si può stampare anche più piccolo !) bello, rapido, facile e soprattutto dal costo di un euro a foglio.
La sconsiglio a tutti i signor pelo nell'uovo che passano più ore seduti al pc che a scattare fotografie.
Il ritorno alla stampa espressa in casa mia, sono certo che mi migliorerà nella ripresa.
Perché un fotografo non è completo se non stampa quello che ha fotografato.
Spesso la differenza tra carta e monitor è abissale e può indurre a scelte diverse da quelle fatte.

uno scatto di ieri, stampato in 5 secondi di impostazioni con la mia Pixma G650 su carta Ilford DUO Matte Galerie (che soddisfazione tornare ad usare prodotti della vecchia Ilford !)

simulazione di pellicola Ilford FP4 125, stampata su carta Ilford DUO MATTE GALERIE.
Poche impostazioni, nessun metamerismo, fotografie di ottima qualità e di impatto.
Seppur limitate in formato A4 (ma sufficienti per il mio intento : in caso mi servisse un A0, scrivo a Digitalpix, White Wall oppure Saal Digital).
Non ci sono dubbi, il limite estremo per il barilotto dei Viltrox AIR (diametro 65, lunghezza 56mm) non può essere che questo 14mm f/4
In questo barattolino che condivide le altre focali, quelle da 20/2,8 e 40/2,5 insieme al 50/2 per citare solamente i Full Frame (mentre in APS-C arriviamo al 9/2,8 dalle pari dimensioni ed analoga copertura, oltre ai 35/1,7 e 56/1,7) questa volta Viltrox è arrivata ad ospitare ben 12 lenti in 9 gruppi

delle quali molte speciali, come nell'esploso dell'immagine ufficiale qui sopra (aspettando un'immagine di schema tradizionale)
Tra le caratterisctiche salienti, oltre al peso di soli 185g (paraluce incluso), anche la distanza minima di ripresa da 13cm, il passo filtri (come tutti questi AIR) da 58mm e il diaframma a 7 lamelle che chiude fino a f/16

Semplicità, materiali economici, linea austera, indistinguibile obiettivo per obiettivo (se non per forma e dimensione del paraluce in dotazione) tanto da doverli in qualche maniera colorare, se compresenti in borsa, per poterli acchiappare senza andare a cercarne la serigrafia.

Due elementi asferici, ognuno dietro gli estremi anteriore e posteriore (anch'essi speciali), motore di traslazione stepper, abbastanza silenzioso e preciso.

porta USB-C protetta in quanto posta sulla baionetta in metallo, quindi non lasciata esposta sul barilotto.

L'elemento anteriore ED bombato, quanto si conviene ad un superwide da quasi 113° di angolo di campo, ma nulla di esagerato come siamo stati abituati a vedere in realizzazioni dall'analoga luminosità o in quelle addirittura più luminose ...
giusto per ricordarvene uno, eccovi il Mito Nikkor 15/3,5 Ai del 1979

Presentato ad ottobre scorso anche in baionetta Z ha subito destato la mia curiosità proprio per le sue caratteristiche fisiche, prima ancora di quelle ottiche, giacchè, pur possedendo l'eccellente Viltrox 16/1,8 avevo considerato la possibilità di sfruttare il peso limitato di questo AIR per gestirlo in APS-C con le piccole Z30 e 50 e ne ho avuto presto l'opportunità di prova, grazie alla gentilezza di Roberto Manca, venuto a Palermo a novembre insieme ad altri due nikonlander, con questo 14/4 appena in suo possesso...

Cosa aspettarci da un obiettivo FF di questa ampiezza di vedute, se non... vedute?

e colori saturi...

e distorsione prospettica da piegare alle esigenze di ripresa...?

...sia in orizzontale, quanto e sopratutto in riprese verticali?

...assolutamente coerenti nella loro traslazione opposta

...dove anche a tutta apertura, mano libera e ISO2mila i risultati tra centro immagine...

e bordi...

sono più che adeguati alla classe di prezzo dell'obiettivo che sul web sta a 230 euro salvo offerte e sconti da parte dei vari distributori indipendenti.
Quali le difficoltà di un progetto ottico spinto a questi eccessi, dimensionalmente parlando?
Sicuramente il respiro ai bordi se non adeguatamente tenuto in bolla...

quando anche a diaframma f/5,6 possiamo notare delle incertezze sulla nitidezza dei soggetti non proprio prossimi al piano di messa a fuoco (qui il quadro a sx)
Come anche la comparsa di fatidici disturbi del controluce, quali flare e ghost in una certa consistenza, quando non opportunamente gestiti in inquadratura (ovviamente assenti antiriflesso importanti ed il paraluce a petalo protegge quanto può...)

Ma una volta opportunamente diaframmato e tenuto in bolla, esposto con la luce ben orientata, tutto va al suo posto.
(per quanto non mi fosse mai capitato che a f/8 un superwide di tale focale, manifestasse ancora differenza di nitidezza tra infinito e parti più prossime nell'inquadratura)
Legge sufficientemente le ombre chiuse, nei salti di EV... recuperabili


Chiaramente costruito per ottenere risultati che stupiscano per la visione di insieme, prima che per l'apparente correzione simmetrica (propria in maniera assoluta, invece, del mio Viltrox 16/1,8) al costo di quello che i fotografi spendono per l'acquisto di una suite di filtri...


e per lavorare in luce disponibile, grazie alle doti dei sensori moderni di poter gestire un rapporto S/R accettabile anche a ISO superiori a 1600

tanto quanto interessante a luce diurna, sfruttando le qualità migliori dei sensori davanti ai quali lo si anteponga

mi ha colpito particolarmente per la sua espressività sul dettaglio del piano di messa a fuoco, qualunque sia la sorgente di illuminazione, un pò meno per la qualità dello sfuocato sui piani più distanti

ovviamente molto scenico nel reportage da strada, a maggior ragione con gli scatti formulati in adeguato Profilo in bianconero

(qui un Ilford HP5mm della PC suite di Nikonland)
Un obiettivo non impegnativo e poco costoso, dai limiti sottolineati ma contenuti: può stare in qualsiasi borsa che...non ospiti già il fratellone maggiore 16/1,8 il quale resta stabilmente punto di riferimento qualitativo di categoria, non solamente dentro al catalogo Viltrox (sempre più in ampliamento)
Non ci sono controindicazioni all'uso, da parte mia: ne ho avuto in prestito un secondo da Mauro Maratta per qualche mese, con patto di riscatto, ma io in borsa ho già appunto l'altro...😁

Max Aquila photo © per Nikonland 2026



Non voglio fare quello che si lagna, sono fortunato : ho una vagonata di obiettivi e fotocamere che coronano i miei sogni più sfrenati (sempre gli stessi) della fine degli ani '80. Ma la questione di oggi non mi lascia indifferente.
Parto dalla solita, stessa , considerazione, a costo di farmi dire che sono noioso e ripetitivo:
trovo pazzesco che dal 2007, anno di lancio della Nikon D3, la casa giallonera non abbia mai messo in produzione uno zoom wide stile 20-35 (solo il 16-35/4 VR e pedalare). Niente da fare, eppure Canon ne ha fatti almeno tre per EF, poi subito è uscita con un 15-35 RF che noi possiamo solo guardare. Sony altrettanto, non ha lasciato il campo vuoto. Ma Nikon no. Ora, io con il 17-35/2.8 mi son trovato bene, lo uso da 22 anni, è l'obiettivo con cui scatto di più... giuro pensavo che con Z sarebbe arrivato, giuro.
Invece niente, ma io sono uno, valgo uno, però mi pare strano.
La vicenda 17-35 mi pare paradigmatica, una specie di punta dell'iceberg, perchè non sono il solo ad essermi accorto della cocciutaggine ottusa di Nikon. Oggi l'amico Mauro mi ha dato l'opportunità provare qualcosa che a noi, Nikon user, è per legge precluso: i nuovi bellissimi tele Sigma.

I bianchi Sigma sono una novità assoluta nel panorama degli obiettivi "universali". Nessuno mai ha realizzato uno zoom 300-600/4 e nessun costruttore universale ha mai tentato l'avventura del 200/2. Ed eccole qui da Sigma, montati sulle mie Z9 grazie ad un adattatore Cinese Megadap-PRO che traduce i protocolli e permette ad obiettivi per Sony E di dialogare con le Z9. Francamente lo trovo pazzesco.

Questi due obeittivi sono degli strumenti DELIZIOSI. Sono costruiti per invogliarne l'utilizzo, sono curati nei dettagli e sono, l'affermazione è comprensibile solo a chi sa di che parlo, BELLI.

Entrambi presentano la pulsantiera a cui ai tempi delle F eravamo abituati: AF-MF, limitatore di campo (con un intermedio che si trova solo sugli AF-I di 35 anni fa), modalità VR. Ste robe adesso. Queste funzioni sulle Z le comandiamo da menù, si fa ma .. non è proprio il massimo, ci siamo adattati, siamo brava gente. Sigma invece viene incontro ai suoi clienti , li coccola , anche nei dettagli minimali, dal pomolo del blocco paraluce , alla ghiera meccanica di diaframmi del 200/2.
Il giioco, come detto è possibile grazie all'anello Megadap PRO, anello sottilissimo da tenere agganciato all'obiettivo e dimenticarselo.


Come ci aveva anticipato Mauro, il Megadap è visto ne più ne meno come un FTZ cioè un "contatto passante". Lightroom riconosce i vetri Sigma e ne carica i preset senza chiedere nulla.
Ho provato questi obiettivi perpoche ore sullo splendido lungolago di Villa Olmo a Como, purtroppo la giornata è stata infelice con luce molle, e fin qui, ma inquinata da una foschia nebbiosa decisamente pessima per riprese con teleobiettivo. Ciò nonostante ho potuto constatare ciò che pensavo di un ottica zoom 300-600/4 , anzi, proprio il meteo di "M" qualifica la luminosità f/4 come essenziale


Zoom? a che serve, mah vedete voi: senza spostarsi:


si, io fotografo in MANUALE VERO, quindi non auto ISO, imposto tempi e diaframmi. Mi sono accorto di un leggero cedimento di luminostià tra 300 e 600, ma non di qualità e nemmeno di precisione di messa a fuoco.
DISCLAIM: non ho disattivato il VR della fotocamera, cosa che avrei dovuto invece fare secondo le indicazioni Megadap. Non ho ravvisato controindicazioni
L'inseguimento di soggetti volanti, come i gabbiani comuni, con 600mm mi è sembrato eccellente





con aggancio dell'occhio del pennuto fino al limite inquadratura, la perdita di controllo non è imputabile al servocomando dell'obiettivo. Nella sequenza a 8fps (non ce la faccio, io vengo dal rullino) nell'inseguimento ho perso un solo scatto per fuori fuoco

La ghiera zoom è ben dimensionata, ma è un po' avanzata sul tele. Tuttavia si governa bene anche con il tele su Monopiede. L'attrezzo è veramente bilanciato come si deve, zoomando non cambia il baricentro e il piede, con scanalatura arca swiss nativa, è esattamente sul punto di equilibrio ... con la Z9. Mmmmmmm.
Zoom 2x non è tantissimo? non so, io ho ancora il 200-400/4 VR II che mi ha dato notevoli soddisfazioni pur avendo un'escursione limitata. Il Jack Russel che segue l'ho inquadrato a 600mm su monopiede, per poi allargare il campo a 500mm circa per contenere la scenetta.



In riprese sportive LUNGHE è una manna modulare la focale, ma anche da appostamento fisso so bene cosa significa disporre della variazione del campo inquadrato.
Ovviamente il mio cavallo da battaglia, il Nikon Z 400/2.8 TC è venuto insieme a me a Como per vedere che differenza c'è.
Chiaramente la mis en place del mio tele, molto poco elegante nella sua livrea a chiazze verdi, si fa notare accanto alla Grande Bera Bianca, ho fatto qualche scatto a pari esposizione e settaggi identici su fotocamere identiche per vedere l'effetto che fa.

Sigma a 400mm

NikonZ 400mm

Si dai, i due obiettivi si guardano negli occhi. Non ho fatto prove con il TC perchè ... mi son dimenticato.
Tirando le somme, per le poche ore di uso, il Sigma 300-600/4 mi ha confermato essere un ottimo strumento. Per quel che faccio io il 400/2.8 TC rimane la scelta più adeguata; se però non avessi l'esigenza di fare appostamenti al limite del buio pesto, allora dovrei buttarmi nel Lago per aver speso quasi il triplo per il Nikon Z (!!) .

Discorso un po' diverso per questo signore qui : la Piccola Damigiana Bianca

il
Il Sigma 200/2 a confronto con il Nikon F 200/2 VRII appare più contenuto nelle dimensioni, fa molto il paraluce per una lente frontale non inutilmente enorme come quella del Nikon. La lunghezza "fuori tutto" è invece di solo di un paio di centimetri inferiore al Nikon +FTZ.

200/2 un lusso che mi ha ammaliato e a cui ho ceduto in vista di riprese crepuscolari estreme che solo f/2 mi consente di realizzare. Purtroppo il Nikon 200/2 pesa 3.2kg, sia chiaro, è uno spettacolo, ma pesa sempre 3.2kg. Aggiungi FTZ e Nikon Z9 e siamo a 5kg. Un bel fardello sia dentro che fuori dallo zaino.
5kg chiedono il monopiede, come minimo, e non li reggi così:

Assicuro che non ce la si fa se non per lo scatto, sforzo e apnea, poi giù. Il Sigma no, il sigma te lo GGIOCHI (transitivo) come un 70-200/2.8. Otticamente parlando questo sigma non sente la mancanza del vetro speciale Schott che c'è nel mio Nikon. Sto guardando i due scatti che seguono in NEF ... non ravviso differenza, salvo la posa di stretching.



Conclusione
l'esperienza di oggi mi ha dimostrato che siamo davanti a delle scelte, scelte che stanno a noi e solo a noi. La Biancheria Sigma, ma anche tutto il parco SONY, è ora a nostra disposizione al netto della TASSA da pagare per un adattatore corsaro. L'elettronica , avanzata e complessa come mai prima di oggi, colloquia correttamente con le mie fotocamere. Davanti ad una evidente miopia di Nikon io sono un po' stanco di sperare in un domani migliore. Il Megadap è in vendita su Amazon ed ho un amico con un parco Sony di tutto rispetto, mi sa che prenderò qualche decisione anche io.

Grazie Mauro !!!!!!!

Appena consegnato da BRT. Arriva da una permuta Nikkor Z 35/1.2 + 50/1.2 S con conguaglio. Praticamente mi è costato netto quanto un 180-600/4.5-6.3 di listino.

la scatola è molto grande. Qui a confronto con quella del mio Sigma 135/1.4 Art.
E' in grigio, come tutta la linea Sports (gli Art sono blu).
Il cartoncino è in rilievo, goffrato, con una bella sensazione premium, sebbene sia di spessore ridotto.

la povera Z9 si sente sperduta la in cima ...

il nuovo marchio Sigma ricavato per pressione sul cartone.

il modello

orgogliosamente prodotto (minuteria metallica e accessori inclusi) in Aizu, Japan.

L'interno della scatola contiene molti divisori-distanziali-protezioni di cartone spesso


e ce ne vuole per riuscire a liberare la sacca, simile a quella dei nostri Nikkor d'alto bordo ma ... fatta meglio (!) che contiene l'ottica

il fondo, ben protetto

ed ecco qual la sacca, ancora con la Z9 per avere le proporzioni del "coso"

ben protetto da imbottiture e legacci

con una bella cappa parapolvere per l'enorme lente frontale

la sacca svuotata del contenuto.
Si intravede sulla destra l'imbottitura anche tra il paraluce e l'obiettivo. Nulla è lasciato al caso.




impressing, vero ?








i dettagli costruttivi lasciano allibiti.
Nemmeno con l'eccellente 500/4 Sports per reflex, Sigma aveva raggiunto un tale livello di manifattura.
E' impressionante anche la quantità di comandi, nessuno dei quali fatto al risparmio.
Specialmente la ghiera dei diagrammi, perfettamente funzionale, solida, con il tac per ogni posizione, bella e pratica.
Il piedino, già Arca Swiss sinceramente non richiede alcuna sostituzione. E' vello e comodo già così.

vista di insieme, Z9, paraluce, obiettivo

la lente frontale. Le leggi dell'ottica richiedono che la divisone 600 fratto 4 faccia il suo corso. Risultato 15 cm di diametro.
Bellissimo il paraluce con la sua vite di blocco e le protezioni in gomma.

ancora la "piccola" Z9 per confronto



il tappo posteriore, l'unica cosa che denuncia la destinazione : Attacco Sony E Mount. Perché Nikon non permette a Sigma di uscire con una versione Z che sappiamo per certo, sarebbe già pronta (basta sostituire il gruppo posteriore che contiene bocchettone ed elettronica).

eccolo, completo, con la Z9 finalmente montata.
E qui, di fuori, le mio giardino.


il bianco che in studio era caldo per effetto del bilanciamento su flash, qui è candido in una luce primaverile ma debole.
Le mie cince non ne vogliono sapere di farsi fotografare.

per cui provo solo autofocus e sfuocato.
La nitidezza è elevata ma non a discapito del rendering complessivo dell'immagine.
L'autofocus, nonostante i miei dubbi sull'adattatore Megadap fa il suo dovere.
In caso finisca - quando in area grande - per sfondi, basta cambiare modalità in Area Dinamica e si riprede subito.

le specifiche chiariscono dimensioni e pesi in gioco (4 chilogrammi netti, lunghezza 470mm, diametro 167mm.
Diaframma a 13 lamelle (Nikon qualche volta ci premia con quelli a 9 mm, qui la differenza si vede)
28 elementi in 21 gruppi di cui 6 tipo fluorite e uno a bassa dispersione.
Motore lineare (non so in quanti elementi).
Sigma si pregia di darci anche la radiografia di questo zoomone

oltre allo schema ottico da progetto

l'MTF è sintetico

300mm

600mm e lascia ben sperare (come poi supportato dalle immagini).
E' comunque uno zoom.
Sospetto che se si fossero contentati di un 600mm fisso, sarebbe stato più leggero, meno costoso e più nitido.
Ma lo zoom in questo caso al suo perché. Un altro, sul mercato, non c'è !
Le prime impressioni sono molto positive. L'abbiamo provato al lago con Valerio in una mattina da polenta e funghi, inadatta ai lunghi fuochi ma le sensazioni si sentivano bene.
Ovviamente è un obiettivo di impiego selettivo, difficile da dispiegare, necessita di treppiedi e testa adeguato (Valerio l'ha usato su un Gitzo 3 con testa Arca Swiss Z, io con una testa video frizionata e un sistematico cinese con gambe da 40mm).
Ma anche col monopiedi se la cava bene.
A mano libera è del tutto sconsigliato da usare, salvo che non lo sostituiate alla palestra ...
Lo porteremo in autodromo per la stagione di gare e test. Sono sicuro che se la caverà bene anche da dietro la rete.
Come e meglio del suo nonnetto Sigma 500mm f/4 Sports che se la giocava anche con il Nikkor Z 500/4E FL di costa più che doppio.
Qui siamo in un rapporto di 3 a 1 rispetto al Nikkor Z 600/4 VR TC. Che sarà sicuramente meglio ma costa come una automobile accessoriata ...
Comunicato stampa:
PIÙ VELOCE, PIÙ LEGGERO, PIÙ PRECISO: IL NUOVO OBIETTIVO NIKKOR Z 70-200MM F/2.8 VR S II È PROGETTATO PER I PROFESSIONISTI ALLA RICERCA DELLA PERFEZIONE
La seconda generazione del rinomato Z 70-200mm f/2.8 di Nikon è la più leggera della sua classe 1
MELVILLE, NY (23 febbraio 2026) Nikon Inc. ha annunciato il NIKKOR Z 70-200mm f/2.8 VR S II, un teleobiettivo zoom luminoso di alta qualità per fotocamere mirrorless full-frame/FX. Questa versione di seconda generazione del teleobiettivo zoom luminoso di livello professionale più popolare di Nikon offre prestazioni ottiche migliorate, messa a fuoco più rapida e un peso inferiore del 26% rispetto al suo predecessore di prima generazione.
Con un'apertura costante f/2.8 e una gamma focale versatile, il 70-200 mm f/2.8 è ormai riconosciuto come obiettivo essenziale per la fotografia sportiva, ritrattistica, matrimoni e altro ancora, con eccellenti prestazioni in condizioni di scarsa illuminazione e un bokeh naturale e splendido. Questo ultimo obiettivo S-Line migliora questa ricetta classica, specificamente creato per fotografi e videografi professionisti che non scendono a compromessi in termini di qualità dell'immagine e funzionalità.
"Questo obiettivo è una vera dimostrazione della superiorità ottica e della competenza che Nikon riversa nelle ottiche NIKKOR Z S-Line, offrendo ai professionisti la massima fiducia in termini di prestazioni e affidabilità, giorno dopo giorno", ha affermato Fumiko Kawabata, vicepresidente senior di marketing e pianificazione, Nikon Inc.
Questo evoluto 70-200 mm f/2.8 impiega il sistema di messa a fuoco automatica Silky Swift VCM (SSVCM) 2 di Nikon per un controllo AF (AF) estremamente preciso, fluido e silenzioso durante le riprese. La messa a fuoco automatica è circa 3,5 volte più veloce 3 e il tracking AF durante lo zoom è circa il 40% migliore rispetto al suo apprezzato predecessore, consentendo una messa a fuoco più accurata su soggetti in rapido movimento come atleti, animali e veicoli. La formula ottica è stata completamente rivista, con una riduzione del numero di elementi dell'obiettivo e un posizionamento più ottimale degli elementi asferici. Inoltre, sono stati adottati elementi Super Extra-low Dispersion (ED) ed elementi ED asferici per la correzione dell'aberrazione cromatica. Questa formula consente di ottenere sia un design leggero che il massimo livello di prestazioni di rendering. Inoltre, l'obiettivo è eccezionalmente bilanciato e presenta un design zoom interno, che lo rende ideale per l'uso con gimbal e comodo per le riprese a mano libera.
Caratteristiche dell'obiettivo NIKKOR Z 70-200mm f/2.8 VR S II
Il NIKKOR Z 70-200mm f/2.8 VR S II vanta il peso più leggero della sua categoria (998 g *1 ), ottenuto modificando la configurazione del gruppo lenti anteriore ed eliminando i componenti meccanici nei gruppi lenti mobili. Questo rende l'obiettivo facile da trasportare e comodo da usare per periodi di ripresa prolungati. Nel complesso, l'obiettivo è più leggero del 26% e più corto di 12 mm rispetto al suo predecessore.
Il sistema di messa a fuoco multipla ora utilizza un Silky Swift VCM (SSVCM) per ottenere una messa a fuoco automatica estremamente rapida, precisa e silenziosa sia per le foto che per i video.
Una formula ottica rivista utilizza sei diversi tipi di elementi ottici: Super ED, ED asferico, ED, asferico, alla fluorite e SR (Short-wavelength Refractive) per correggere efficacemente le aberrazioni ottiche e ottenere una resa più nitida e naturale. Inoltre, l'obiettivo presenta ora 11 lamelle del diaframma arrotondate per un bokeh circolare più naturale.
L'obiettivo adotta un rivestimento Meso Amorphous Coat, che offre le migliori prestazioni antiriflesso nella storia di Nikon 4 , e un rivestimento ARNEO che sopprime efficacemente immagini fantasma e bagliori.
La distanza minima di messa a fuoco è di 0,38 m (grandangolo) e 0,8 m (teleobiettivo), con un rapporto di riproduzione massimo di 0,3× (grandangolo) /0,25× (teleobiettivo), consentendo agli utenti di avvicinarsi ai soggetti come mai prima d'ora.
Questo è il primo obiettivo NIKKOR in assoluto a supportare l'uso delle teste per treppiedi Arca-Swiss 5 , per un montaggio e smontaggio del treppiedi più agevoli. Un anello di fissaggio del treppiedi rimovibile consente un passaggio fluido dall'orientamento verticale a quello orizzontale e viceversa, mentre una copertura protettiva è inclusa per riprese a mano libera più comode.
L'obiettivo offre resistenza e durata superiori per scatti senza preoccupazioni. Il meccanismo di zoom interno, che mantiene costante la lunghezza focale durante lo zoom, consente un funzionamento stabile e contribuisce alle sue eccellenti prestazioni di resistenza a polvere e gocce 6 . Un rivestimento al fluoro sull'elemento anteriore protegge ulteriormente da sporco e macchie.
L'interruttore di clic dell'anello di controllo 7 consente agli utenti di abilitare o disabilitare il clic tattile per il funzionamento dell'anello di controllo, consentendo riprese più fluide.
La riduzione delle vibrazioni (VR) a 6,0 stop e 8 è accessibile al centro e ai bordi dell'inquadratura quando utilizzata con una fotocamera che supporta Synchro VR.
Il paraluce incluso è dotato di una finestra di regolazione del filtro che consente agli utenti di regolare i filtri polarizzatori circolari e ND variabili senza rimuovere il paraluce.
La compatibilità con Z TELECONVERTER TC-1.4× o Z TELECONVERTER TC-2.0× consente riprese più flessibili, anche quando si catturano soggetti distanti.
Prezzo e disponibilità
Il nuovo obiettivo NIKKOR Z 70-200mm f/2.8 VR S II sarà disponibile a fine marzo 2026 al prezzo consigliato di $ 3.199,95*.
Per maggiori informazioni sugli ultimi prodotti Nikon, tra cui la vasta collezione di obiettivi NIKKOR Z e l'intera linea di fotocamere della serie Z, visita nikonusa.com.
1. Tra gli obiettivi intercambiabili 70-200 mm f/2.8 per fotocamere mirrorless full-frame disponibili al 24 febbraio 2026. Dichiarazione basata su ricerche Nikon.
2. Un attuatore AF che combina un motore a bobina mobile (VCM) e un meccanismo di guida sviluppato da Nikon. Il VCM è un motore in cui una bobina si muove alternativamente in un forte campo magnetico creato da un potente magnete. Avvertenza: non utilizzare questo prodotto se si è portatori di pacemaker o si utilizzano altri dispositivi medici. I magneti presenti in questo prodotto potrebbero causare malfunzionamenti dei dispositivi medici.
3. Se utilizzato con una fotocamera dotata del motore di elaborazione delle immagini EXPEED 7. Misurato in conformità con gli standard Nikon.
4 Tra gli obiettivi intercambiabili per fotocamere Nikon.
5. Il collare per treppiede di questo obiettivo può essere fissato ai morsetti a sgancio rapido a vite Arca-Swiss. Tuttavia, si prega di evitare l'uso di morsetti a leva, poiché potrebbero non fissare saldamente l'obiettivo in posizione.
6. La resistenza completa a polvere e gocce non è garantita in tutte le condizioni o in tutte le situazioni.
7. Le fotocamere Z9, Z8, Z7II, Z6III, Z6II, ZR, Z5II, Z5, Zf e Z50II supportano questa funzione (al 24 febbraio 2026). Aggiornare il firmware della fotocamera all'ultima versione.
8. Basato sullo standard CIPA 2024. Prestazioni di correzione di imbardata/beccheggio/rollio con la Z6III (Synchro VR abilitato, teleobiettivo estremo, modalità NORMALE).
Specifiche del Nikon 70-200mm F2.8 VR S II:
Specifiche principali
Tipo di lente
Obiettivo zoom
Dimensione massima del formato
35mm FF
Lunghezza focale
70–200 millimetri
Stabilizzazione dell'immagine

Valutazione di stabilizzazione dell'immagine CIPA
6 fermata/e
Attacco dell'obiettivo
Nikon Z
Apertura
Apertura massima
F2.8
Anello di apertura
NO
Numero di lamelle del diaframma
11
Ottica
Elementi
18
Gruppi
16
Elementi speciali / rivestimenti
1 ED, 1 Super ED, 2 asph., 1 asph. ED, 1 fluorite, 1 SR, strato meso amorfo, strato ARNEO, strato di fluoro.
Messa a fuoco
Messa a fuoco minima
0,38 metri (14,96 pollici )
Ingrandimento massimo
0,3 ×
Messa a fuoco automatica

Tipo di motore
Motore lineare
Manuale a tempo pieno
Sconosciuto
Metodo di messa a fuoco
Interno
Scala delle distanze
NO
Scala DoF
NO
Fisico
Peso
1180 g (2,60 libbre )
Diametro
90 millimetri (3,54 ″ )
Lunghezza
208 millimetri (8,19 ″ )
Sigillatura

Colore
Nero
Metodo di zoom
Rotativo (interno)
Zoom potente
NO
Blocco zoom
NO
Filettatura del filtro
77 millimetri
Cappuccio fornito

Collare a treppiede


Nella miriade di prodotti presenti in vendita su Amazon, spesso si fa fatica a distinguere tra quello principale (che magari imita uno originale) e le imitazioni dell'imitazione dell'originale.
E la differenza non è sempre indifferente, in termini di prezzo da un canto e da quello qualitativo, al canto opposto.
Ricarico da tempo le batterie delle fotocamere lasciandole in sede e sfruttando la possibilità concessa dall'adozione di una base Expeed comune, di ricaricare attraverso un PD charger e la presa USB-C su tutte le Nikon Z in mio possesso.
Ma la serie DX, dotata di una batteria sottodimensionata, come è la EN-EL25, necessita di ricariche molto più frequenti e di avere appresso obbligatoriamente un secondo e terzo elemento, per esser certi di non restare...a piedi.
Giorni fa, cercando inutilmente il charger supplementare che non so più dove sia sparito, dopo aver visto la notizia pubblicata da Mauro dell'esistenza di un powerbank/chargerPD Viltrox per le batterie EN-EL15, sono andato a cercare se esistesse anche per le calimere più piccole per le Zfc, Z30 e Z50.
Inutilmente, perchè purtroppo non ne producono sotto forma di powerbank.
Ma ho trovato questo scatolotto di ricarica per due elementi, PD da 18W, ma che richiede di essere alimentato per trasferire energia di rete o da powerbank per la ricarica.




Mi direte...:

e che differenza c'è rispetto ad un qualsiasi altro zoccolo di ricarica a due scomparti e presa USB-C tipo così?
(ossia come quello che non trovo più?) 😂
E vi rispondo che la differenza sta tutta qui:

ossdia nell'indicazione percentuale di carica, finalmente chiara e leggibile per queste scadenti batterie, che non ci danno mai la certezza di essere cariche neppure quando gli indicatori a segmenti degli altri charger o , peggio, della fotocamera, ce le segnalino come cariche completamente.
Nella fattispecie, le due EN-EL25 ed EN-EL25a in foto, erano classificate dalla mia Z50II come completamente cariche invece che alle percentuali di effettiva carica che leggete sul display di questo scatolotto.

scatolotto che possiede anche un rifugio per una scheda SD di riserva, ma che non può venir in nessun modo utilizzato come card reader, anche collegandolo al PC: insomma, un semplice scomparto SD.

Queste le specifiche elettriche: corrente di carica in uscita a 1A con un solo elemento in carica, di 0,5A con tutti e due.

riportate anche nel manualetto multilingue, con cinese, arabo e spagnolo, oltre che il salvifico inglese.

Usato efficacemente sia con Powerbank, sia con alimentatore di rete PD

i due scomparti sono dotati ognuno di solo due contatti dedicati alle batterie Nikon EN-EL25 e 25/a

il tempo di ricarica sembra davvero rapido e mi riprometto di provarlo con una batteria totalmente scarica nei prossimi giorni.
Il prezzo pagato è di poco superiore ai charger senza display come quello che ho perduto, ma regala l'illusione di avere almeno questa indicazione sugli elementi in carica, che a causa delle scarse potenzialità di queste batterie sono sempre in ballo.
Il marchio, sconosciuto, anche un pò... vi-LLano 😁probabilmente sarà relativo a tanti altri prodotti identici e presenti sul catalogo Amazon: il mio, l'ho trovato qua.
Fate vobis...

Max Aquila photo © per Nikonland 2026
Nonostante ci abbia tirato una sola clamorosa con l'MTZ (l'adattatore per trasformare in autofocus gli obiettivi con attacco M), ho voluto ridare fiducia a Gabale perché tutti i commentatori più accreditati dicono che sia il meglio per adattare obiettivi Sony sulle nostre Z.
E in effetti le cose vanno bene.
Ma vediamolo meglio.

scatoletta premium

doppia

comprato su Amazon.it ma chiaramente di importazione tedesca

orgogliosamente progettato e prodotto in Cina.
Chi oggi pensi che i cinesi facciano solamente "cineserie" e non abbiano creatività o capacità progettuali dovrebbe aggiornarsi.
Chi produce adattatori autofocus per mirrorless ?
Solo i cinesi ...

garanzia e manualetto

spugna di protezione

sacchettino protettivo

ed eccolo qua con i suoi due tappi di plastica trasparente


c'è un pulsante di sblocco e il resto è semplicemente l'anello con le due contattiere e le due baionette per i due attacchi differenti

lato NIKON

lato SONY


sui due lati ci sono i segnalini rossi per collimare l'attacco.
Lo spessore, come vedete è minimo.
Questa nuova versione PRO+ dicono che sia fatta di alluminio duro e resistente, anche per pesi massimi tipo 300-600/4 o 600/4 che ovviamente producono una coppia di torsione elevata che, forse, andava a strappare l'alluminio comune di cui erano fatte le versioni precedenti.

io ne ho comprati già due, nonostante il prezzo non sia accessibilissimo (€299) per montarli permanentemente su due obiettivi Sigma per Sony E.
Perchè si smonta e si rimonta abbastanza bene ma ... è inconcepibile - per me - farlo durante uno shooting, quindi meglio avere l'obiettivo "convertito" permanentemente ed evitare giochi pericolosi.

la cosa divertente é che il firmware - ci sono aggiornamenti frequenti mano a mano che escono nuove macchine o nuovi obiettivi Sony, Sigma e Tamron per Sony - non avviene come per l'adattatore Viltrox tramite una connessione precaria USB-C ma direttamente dalla fotocamera.
Qui la mia Nikon Z8 vede il Megadap come se fosse un obiettivo o un adattatore Nikon FTZ.
Quindi niente stress, aggiornamento tranquillo.
Ma in questo caso abbiamo già l'ultima versione.

lato obiettivo abbiamo qui il 135/1.4 Sigma Art per Sony E mount

montato sull'obiettivo

qui con l'anello montato sulla fotocamera che risulta quasi invisibile (altra storia rispetto al FTZ di Nikon, per ovvi motivi di differenza di tiraggio tra mirrorless e tra mirrorless e reflex).

Praticamente invisibile.
Alla prova dei fatti ?
Dipende un pò dall'obiettivo. Con il 200/2 Sigma mi sono trovato meglio ma ho usato il 135/1.4 un pò meno e quindi devo fare più esperienza.
Funziona tutto, diaframma, stabilizzatore integrato (si deve però disabilitare quello on-camera perché solo i Nikon possono funzionare in sincrono), tasti funzione etc. etc.
C'è qualche indecisione alle volte e il fuoco finisce sullo sfondo ma basta puntare davanti ai piedi e si riprende.
Anche in foto d'azione, nessun problema. Anche in raffica.


dettaglio al 100% di scatti ripresi ad f/1.4 con Sigma 135/1.4 ART in raffica a 5 fps, e riconoscimento automatico dell'occhio (umano e animali domestici).

con trasmissione completa dei dati Exif (qui NX Studio lo vede come un inesistente Nikon 135/1.4 ART).
Non lo userei per la caccia fotografica quando si ha a disposizione un colpo solo per cui si è magari stati stesi tra le frasche per 12 ore di seguito, ma per lo sport si.
Costa. Ma fa il suo lavoro.
E permette a noi poveri nikonisti di accedere al catalogo copioso di obiettivi per Sony, con le nostre Nikon Z, SENZA dover cambiare sistema.
Prossimamente lo proverò con le Z9 dove mi aspetto una migliore risposta.
E anche con altri obiettivi, tra cui un Sony GM.
Stay tuned !
La notizia é ZERO attese per averlo su Z rispetto al Sony.
E questo é il 10* obiettivo Tamron per Nikon Z, su licenza ufficiale Nikon.
Comunicato stampa:
La bellezza di F2.8, nel palmo della tua mano
35-100mm F/2.8 Di III VXD (modello A078)
per mirrorless full-frame con attacco Sony E e attacco Nikon Z
19 febbraio 2026, Commack, NY – TAMRON annuncia il lancio del 35-100mm F/2.8 Di III VXD (modello A078), un obiettivo zoom standard ad ampia apertura, compatibile con le fotocamere mirrorless full-frame con attacco Sony E e Nikon Z, il 26 marzo 2026 al prezzo al dettaglio in USD di $ 899 per Sony E e $ 929 per Nikon Z (CAD: $ 1.249 per Sony E e $ 1.299 per Nikon Z).
Il 35-150mm F/2-2.8 Di III VXD (Modello A058), lanciato nel 2021, ha ricevuto grandi elogi come zoom per ritratti di fascia alta. Sebbene sia stato molto apprezzato per le sue prestazioni di imaging, alcuni utenti desideravano un'opzione più leggera e compatta. Sviluppato in risposta alle richieste degli utenti, il 35-100mm F/2.8 Di III VXD (Modello A078) si concentra sulle lunghezze focali più essenziali per i ritratti.
Nonostante la sua rapida apertura F2.8, l'obiettivo è straordinariamente compatto e leggero, con soli 4,7" (119,2 mm) e 19,9 once (565 g). 1 Offrendo un'elevata qualità dell'immagine e un morbido bokeh, è perfetto per ritratti spontanei e fotografia di viaggio. Il meccanismo di messa a fuoco con motore lineare VXD (Voice-coil eXtreme-torque Drive) offre una messa a fuoco automatica rapida e precisa per catturare espressioni naturali, e la MOD (distanza minima dell'oggetto) da 8,7" (0,22 m) all'estremità grandangolare è ideale per scatti da tavolo. TAMRON Lens Utility™ consente agli utenti di assegnare funzioni per video e foto, mentre il design raffinato garantisce una maneggevolezza confortevole per i momenti quotidiani e speciali.
Caratteristiche del prodotto
Gamma di zoom 35-100 mm: esalta la bellezza del soggetto
Obiettivo estremamente leggero e compatto che sta perfettamente nel palmo della mano: ideale per la fotografia di viaggio
Presenta le lunghezze focali più diffuse per i ritratti: 35 mm, 50 mm, 85 mm, 100 mm, combinate con un'apertura rapida costante F2.8
Alta risoluzione e bokeh intenso: resa nitida della texture della pelle
AF VXD ad alta velocità e alta precisione per catturare in modo affidabile le espressioni naturali
Creatività ravvicinata: ideale per la fotografia in interni
Compatibile con l'applicazione TAMRON Lens Utility™, ora wireless e compatibile con i dispositivi iOS
Design ergonomico e confortevole per un facile utilizzo
- Superficie esterna migliorata
- Funzionamento fluido e preciso per riprese confortevoli
Dimensione del filtro unificata da 67 mm
Caratteristiche protettive (costruzione resistente all'umidità e rivestimento al fluoro)

Specifiche del Tamron 35-100mm F2.8 Di III VXD:
Specifiche principali
Tipo di lente
Obiettivo zoom
Dimensione massima del formato
35mm FF
Lunghezza focale
35–100 millimetri
Stabilizzazione dell'immagine
NO
Attacco dell'obiettivo
Nikon Z
Apertura
Apertura massima
F2.8
Apertura minima
F22
Anello di apertura
NO
Numero di lamelle del diaframma
9
Ottica
Elementi
15
Gruppi
13
Elementi speciali / rivestimenti
2 apsh., 1 LD asph., 1 LD, 1 XLD
Messa a fuoco
Messa a fuoco minima
0,22 metri (8,66 pollici )
Ingrandimento massimo
0,3 ×
Messa a fuoco automatica

Tipo di motore
Motore lineare
Metodo di messa a fuoco
Interno
Scala delle distanze
NO
Scala DoF
NO
Fisico
Peso
565 g (1,25 libbre )
Diametro
81 millimetri (3,19 ″ )
Lunghezza
119 millimetri (4,69 ″ )
Sigillatura

Colore
Nero
Metodo di zoom
Rotante (estensibile)
Filettatura del filtro
67 millimetri
Cappuccio fornito

Collare a treppiede
NO







Due borse leggere, per cavalleria leggera, Lowepro Nova 200
con dentro, da sinistra :
Sigma 200/2 Sports
Sigma 135/1.4 Art
Megadap ETZ21 PRO+
Nikon Z8 (1° Ussari)
Tamron 28-75/2.8
Nikon Zf Silver (2° Dragoni)
trigger Godox Xpro-N per pilotare un Godox QT600 III
batteria di riserva Viltrox TEN-15c
Viltrox AF 85/1.4 PRO (la linea S dei Nikkor Z f/1.4)
due batterie V-Mount Viltrox da 150 Watt/h
schede di memoria CFexpress e SD di Lexar, serie Silver
era dai tempi in cui ero Sigma Ambassador che non uscivo con borse totalmente prive di Nikkor.
Anzi, forse anche all'epoca, almeno il Nikkor F 105/1.4E lo portavo.
Oggi posso farne a meno.
Perché quando non è il caso la cavalleria pesante (i corazzieri Z9 e i vari Nikkor f/1.2) - perché l'occasione, il soggetto, l'intento - non li richiedono, non si muove nemmeno dalle retrovie e resta a pascolare l'erba fresca, lasciando a ussari e dragoni il compito di fronteggiare la situazione.
Non prendetela come una dichiarazione di intenti ma solo il mio pensiero del momento.
Che va a Nikon in senso piuttosto critico.
Nikon dopo l'avvio del programma Z, lento all'inizio, scintillante dopo, è entrata in un'altra delle sue mitiche pause di riflessione.
C'è stato un avvicendamento al vertice dovuto alla perdita miliardaria che si preannuncia per l'anno fiscale in chiusura.
Il focus della società non si capisce dove stia, ogni tentativo di diversificazione pare che produca solo perdite 10 volte superiori al fatturato generato.
Cercano nuovi sbocchi ma mangiano la polvere. Vogliono attirarsi le simpatie di Vlogger e Cineasti ma forse sarebbe bastata l'acquisizione di Red per questo.
Mentre pare che la parola d'ordine del momento sia solo Nikon Zr e video.
Dimenticandosi che i 9/10 dei suoi clienti sono fotografi.
Complice la congiuntura di crisi del mercato della componentistica elettronica (sensori, processori, memorie hanno raggiunto prezzi 5 volte superiori a due anni fa e c'è la lista d'attesa per le forniture che va da 12 a 18 mesi), ci sarà uno slittamento delle novità.
Con prezzi che lievitano, tanto che un corredo Nikon oggi è nuovamente da considerare come una cosa da ricchi.
Non contenti, dopo aver dichiarato tre anni fa che incoraggiavano i loro clienti a provare le ottiche della concorrenza per constatare quanto fossero meglio i Nikkor Z - ma quell'uomo intanto si è trasferito in California alla Red con tutta la sua visione modernistica e non paternalistica - i contabili che dirigono Nikon hanno visto bene di fare causa al principale esponente dei produttori cinesi, Viltrox, reo di aver con i suoi - ottimi ! - prodotti, cercato di democratizzare il mercato deli obiettivi.
Non si sa a quale scopo, se per guadagnare spiccioli con le royalties o se per stoppare tutto il mercato cinese che oramai è straripante e inarrestabile, fatto da decine di operatori, tutti agguerriti.
Chissà come mai, mentre Nikon fa causa a Viltrox, Viltrox viene ammessa tra i costituenti del circolo Leica L, insieme a Leica, Panasonic e Sigma. Proprio con lo scopo di aver ottiche a prezzi popolari da proporre ai loro clienti.
L'obiettivo di Viltrox, Nikon non lo capisce, non è Nikon, è Sigma. Sigma è il loro modello e vogliono sostituirla.
Tant'è che Sigma si è girata verso prodotti di nicchia che nessuno fa, per difendere quella quota di mercato che per ora i cinesi fanno fatica ad aggredire (per ora).
In tutto questo siamo noi nikonisti che ci andiamo di mezzo. Beninteso, abbiamo già tutto quello che ci serve per fotografare. Tranne l'estro, la voglia, la fantasia.
Ma alcuni di noi vorrebbero anche giocare con novità che non sia necessario ratealizzare a 48 mesi per poterlo acquistare.
Oppure che ci piacerebbe che Nikon autorizzasse la conversione "legittima", come nel caso di alcuni eccellenti e unici obiettivi proposti proprio da Sigma per Sony e Leica L.

Tutto questo panegirico per dire, in altri termini, che mi sono rotto i coglioni dell'atteggiamento di Nikon, per non usare mezzi termini.
E lo dimostro con queste due borse che contengono, di Nikon, solo due ottime macchine, nemmeno le migliori che possiedo, e un set di obiettivi ed accessori di terzi.
Di "parassiti" come li definivano loro con il tipico sdegno nipponico.
Potendo però fare foto eccellenti allo stesso modo. Anzi, meglio.
Perché il Sigma 200/2 seppellisce nel passato il vecchio 200/2 Nikkor F di 23 anni fa.
Mentre il 135/1.4 è unico e diverso dal pur eccellente Nikkor Z 135/1.8 Plena, dandogli 2/3 di stop, due lamelle di diaframma e due motori lineari in più ...
Il Viltrox 85/1.4 PRO se la gioca con il Sigma 85/1.4 ART e il Sony 85/1.4 GM. Mentre Nikon non ha nulla da opporgli, visto che un 85/1.4 non lo fa.
E se lo facesse, lo farebbe pagare il triplo, oppure ne farebbe un plasticotto eco, difficile da collocare.
Il Tamron 28-75/2.8 fa il suo onesto lavoro senza chiedere più di 750 euro. I due Nikkor Z 24-70/2.8 S sono senza dubbio migliori. Ma uno di loro costa come la somma di tutti gli obiettivi che ho messo in quelle borse tranne il 200/2. E costa poco meno di quel 200/2 da solo ...
Cioé, Nikon oggi, mi vende un 24-70/2.8 al quasi il prezzo di un 200/2 di livello stellare ...
Chi è il coglione qui ? IO, oppure Nikon che perde fatturato e deve inventarsi i Km Zero come faceva Fiat quando aveva la Duna e la Bravo/Brava in autosalone e non riusciva a vendersele ?
Ma bando alle ciance, io ho portato fuori casa quelle due borse ed ho fotografato per 6 ore, senza alcun inconveniente e facendo tra le migliori foto di quest'anno (che è appena agli inizi).
Per cui ecco qualche scatto illustrativo delle due borse No-Nikkor.

Tamron 28-75/2.8@59mm

Tamron 28-75/2.8@75mm

Tamron 28-75/2.8@75mm

Viltrox AF 85/1.4 PRO (la versione S degli f/1.4 che Nikon non fa) ad f/1.4


Viltrox AF 85/1.4 PRO (la versione S degli f/1.4 che Nikon non fa) ad f/1.4, 1/4000'', luce naturale

85/1.4 PRO (la versione S degli f/1.4 che Nikon non fa) ad f/1.4, 1/1000'', luce naturale con schiarita con SmallRig RC100B

Sigma 135/1.4 ART ad f/1.4 su Megadap ETZ21 PRO+

Sigma 135/1.4 ART ad f/1.4 su Megadap ETZ21 PRO+

Sigma 135/1.4 ART ad f/1.4 su Megadap ETZ21 PRO+
quelle che seguono, Sigma 200/2 Sports su Megadap ETZ21 PRO+

















Ok, mi fermo qui.
Cosa volevo dimostrare ?
Il mio sdegno verso Nikon che sta dimenticando i fotografi (e no, la versione II del 70-200/2.8 S in uscita per il CP+ a €3500 che finalmente incorpora i motori lineari che la concorrenza usa anche negli obiettivi da 600 euro non basta) e la mancanza di idee, di iniziativa, di spirito di competizione ma solo di protezionismo becero e ottocentesco.

Ma anche il fatto che oramai con i prodotti di terzi si può tranquillamente fotografare come e meglio che con i Nikkor Z.
Salvo metterci dietro una Nikon. Quel feudo per il momento è salvaguardato da tutta la tecnologia che c'è dietro e che non si improvvisa.
Paradossalmente oggi è più conveniente un corpo macchina che certi obiettivi Nikkor.
Farsi un corredo Nikkor Z richiede anche decine di migliaia di euro. Quando magari basta una Zf o una Z5 II da 1650 euro in outlet per pilotarlo.

E quindi dal mio punto di vista, benemerite sono Tamron, Sigma e Viltrox (e anche qualche altro cinese) che ci offrono alternative valide a buoni prezzi.
Una "lancia" la spezzo anche in favore di Tamron. Ho sempre schifato il marchio. Ma tutto sommato oggi offre soluzioni interessanti a prezzo giusto.
Non saranno amori per la vita ma consentono comunque di fare le foto che uno ha in mente.
Ad un terzo o anche meno del prezzo richiesto da Nikon.
Che spesso però ricorre a Tamron e ai suoi stabilimenti in Cina e in Vietnam per produrre gli obiettivi che poi ci vende con sovrapprezzo ...
Dhl ha consegnato il pacco, nemmeno 24 ore dopo l'ordine.
Questo obiettivo è difficile da trovare, io l'ho preso da un fornitore affidabile, il trevigiano Virtualfoto.it che mi ha sempre trattato benissimo, con una linea diretta via Whatsapp e risposte rapide e tempestive.
Dentro l'imballo, molto ben confezionato, c'è la scatola nella nuova veste Sigma



la tonalità è di un grigio cangiante che alla luce del flash diventa un blu carta di zucchero.
Anche il nuovo logo Sigma è impresso sul coperchio.
La finitura del cartone è premium, benché lo spessore sia risicato.

l'estensione di garanzia Mtrading, che ben conosciamo.
L'obiettivo come si è capito, l'ho comprato e pagato con i miei soldi, non mi è stato inviato per una "onesta recensione", quindi il coinvolgimento del distributore di Opera e di Sigma di Aizu per la quale sono stato per anni Ambassador per l'Italia è inesistente.

il manualetto e la garanzia sta in un piccolo scomparto ricavato nel generoso foam sintetico che protegge tutto l'interno

l'obiettivo è praticamente sigillato dentro alla spugna, anche il paraluce che arriva "incartato" dentro un foglio nero


gli accessori in dotazione. C'è una "inutile" sacca leggera, buona al più per evitare graffi. E probabilmente una cinghietta in una scatoletta che ho lasciato là dove era.
Questo 135 replica il 105/1.4 Art che a suo tempo ho avuto ed apprezzato, del collare per il treppiedi con tanto di piede Arca Swiss, eventualmente rimovibile e sostituibile con quell'anello in gomma nera che vedete qui sopra.
Ed eccolo qua il "pittbull" degli obiettivi mediotele.




che per il momento non ha rivali, almeno in autofocus.
Il passo filtri è di 105mm, e l'aritmetica non è scontata, perché 135mm su f/1.4 fa 96mm - che è il diametro della prima lente - dopo di che c'è la carrozzeria per arrivare a 105.




caratteristiche - dal sito Sigma Lenses

costruzione, 4 lenti in vetro simile alla fluorite, per caratteristiche ottiche, e due asferiche

MTF sintetico proposto da Sigma (attenzione, è valido come idea, varia da fotocamera a fotocamera in condizioni reali)










la costruzione è decisamente premium ed allineata al prezzo dell'obiettivo.
L'anello del diaframma, funzionante a prescindere dalla presa di forza, è in metallo ed ha movimenti rassicuranti, perfettamente ripresi dalla fotocamera.
C'è modo di avere la posizione Auto in cui si comanda il diaframma dalla fotocamera.
E il tasto declick, per evitare che il movimento del diaframma si senta nei video.
L'obiettivo non è stabilizzato per cui i comandi sono minimi. C'è un pulsante programmabile e il tasto MF/AF.
L'obiettivo è ovviamente costruito in Giappone nella fabbrica Sigma di Aizu, dipartimento di Fukushima dove Sigma si produce da se anche le viti e la ferramenta.
Avrete letto che è un obiettivo nato per Sony.
Ebbene si, Nikon nella sua monumentale miopia non concede a Sigma il diritto di replicarlo con attacco Z.
Con l'effetto che se un nikonista lo vuole, o si compra una Sony (o una Panasonic), oppure deve adattarsi.
Come ? Con adattatore di controllo cinese. In questo caso il Megadap ETZ21 PRO+ di Gabale.


una sottiletta di alluminio che una Nikon Z vede come se fosse un FTZ ... e che si adatta perfettamente a fare il traduttore dal dialetto Sigmese Sony a quello Nikon Z.









in queste foto si vedono le proporzioni del "pitbull" che in qualche modo sovrastano la Z8.
Probabilmente si adatterà meglio alla Z9. Ma per il momento le mie Z9 sono a "riposo" fino a primavera e quindi tutte le prove le ho fatte con la Z8.
Dicevo del collarino Arca Swiss di cui io mi sono immediatamente liberato dopo queste foto.
Si smonta facilmente e poi si coprono i "chiodi" con l'anello in gomma.

dettaglio delle guide di movimento del collarino del treppiedi. L'anello in gomma è sagomato per coprirle e rendere il tutto perfettamente liscio dopo la rimozione.

e il collarino - per quanto mi concerne - finisce in scatola, con buona pace degli astrofotografi ed amanti del treppiedi.


due ultime viste dell'oggetto, con l'anello in gomma montato, più conforme con la Z8.

E un'ultima considerazione : quanti obiettivi Nikon ci sono con 13 lamelle del diaframma ?
Primi scatti di pura prova di autofocus e sfuocato.










L'autofocus, a patto di montare bene l'adattatore in modo che i contatti siano allineati da entrambe le parti, funziona bene.
Il motore è veloce anche se non quanto quello del 200/2.
Capita che qualche volta si perda per l'infinito ed allora l'unica e puntare davanti ai propri piedi per farlo smuovere.
Ma il più delle volte va bene. Anche il riconoscimento dell'occhio è efficace, con tutti i caveat del caso che non sono del tutto riconducibili ad obiettivo o adattatore ma più agli algoritmi Nikon Z non ancora al massimo livello per aperture così estreme.
Ma vorrei piuttosto sottolineare come il rendering sia molto simile a quello del Sigma 200/2.
Non c'è un campo piatto con dissoluzione di sfondo e realtà anteriore.
E' come se mille artigiani giapponesi "scolpissero" in 3D in tempo reale il soggetto che viene fuori dall'immagine nonostante il campo di sfuocatura micidiale.
E' una sensazione che ho provato finora solo con i due mitici Zeiss Planar 2/100mm e 2/135mm della prima serie per Nikon Z.
Ma qui è riprodotto per aperture molto più estreme e con una precisione di messa a fuoco encomiabile.
Foto sul campo durante un primo shooting con tre modelle.
Già perchè gatta Isabella é una modella eccezionale ma io questo obiettivo l'ho comprato per le ragazze !
Le foto che seguono sono tutte con la Z8, sempre rigorosamente a tutta apertura e quasi nessun fotoritocco.
Ho sempre usato le mie "pellicole" digitali, scelte per situazione, soggetto, luce, intento.






















Trattandosi di un obiettivo così particolare andrà valutato a fondo e con il tempo.
Diffidate sempre di chi regala giudizi lapidari dopo 5 minuti di scatti a tetti, finestre, banconote fuori corso e luminarie in notturna.
Sono già tutti con un occhio alla successiva recensione, perché l'algoritmo si nutre di numeri, di titoli roboanti, di visualizzazioni.
A noi di queste cose non frega un accidente.
Anche perché le cose che proviamo al 90% ce le compriamo.
Questo è un obiettivo dal carattere particolare, molto diverso dal Nikkor Z 135/1.8 S Plena con il quale "potrebbe" coesistere.
Somiglia molto di più al fratellone Sigma 200/2 Sports con il quale credo siano stati sviluppati insieme.
Peraltro Sigma dice che il 135 le costa di più in termini di produzione rispetto al più costoso 200mm.
La differenza di prezzo è "politica" e discende da considerazioni strategiche e di numeri di pezzi prodotti.
Peraltro in questo momento sono entrambi abbastanza difficili da trovare in Italia, il 135 soprattutto.
A me è piaciuto moltissimo, pur con i caveat dell'adattatore e la consapevolezza che non sarà mai come un obiettivo nativo, nonostante tutti gli sforzi di Megadap di adeguare i firmware.
Ma per il genere che faccio io va più che bene. Ho sempre il tempo di aggiustare il tiro, soggetti consapevoli e consenzienti a mia disposizione pazientemente.
Non sto ad attendere un'upupa imperiale dal becco cremisi per 12 ore che compare solo all 18:05 in gennaio per pochi secondi : o la va o la spacca.
Non mi sento di consigliarlo a nessuno. Ma credo che chi lo comprerà per Nikon, non avrà da pentirsene ...
Per il momento mi fermo. Ma ne riparleremo, con foto reali alla mano.
Sayonara Bubu !
In Bianco e Nero...e perchè?
Ogni volta mi chiedo, quando vedo immagini di Natura e Paesaggio realizzate in questa modalità espressiva che, ricordiamocelo, nell'era del sensore digitale, comunque esso funzioni, qualunque sia l'elaborazione cromatica della luce acquisita, è un dispositivo atto a fornire infinite sfumature di colore, spesso ben superiori alle umane capacità percettive.
Io uso il bianco e nero molto meno adesso, in digitale, che trent'anni fa su pellicola, quando ad un certo punto era diventato il mio pennello espressivo, sulla tela della mia immaginazione percettiva.
E non ho più rimpianto quel periodo, perchè a fronte di una tecnica che mi aveva fatto fare palestra tra l'esposizione al momento della composizione e quella al momento della stampa, in mezzo al rigore dello sviluppo, avendo in questo modo acquisito il senso di quello strumento, in cui è la stampa l'ultima parola rispetto all'idea che ha portato allo scatto ed è durante lo scatto che si deve esporre in funzione di quell'ultimo tassello, a fronte di tutto ciò... la qualità di vita di un fotografo contemporaneo, tra rapporto S/R di un processore attuale e funzionalità di comodo come ISO Auto e eyeAF, il tutto poi monitorabile moment by moment, ha certamente facilitato ogni approccio a questo mondo, insieme alla diffusione degli smartphone, che hga messo nelle mani di ogni individuo un potenziale mezzo espressivo, degno o indegno che sia, contribuendo comunque al dilagare delle informazioni visive ed alla loro diffusione attraverso i social.
Perchè quindi continuare ad utilizzare il Bianco e Nero piuttosto che non, uno qualunque dei filtri cromatici a disposizione tra i profili colore embedded in una fotocamera e dilaganti su di uno smartphone, se non per cercare di ristabilire la superiorità di una delle infinite modalità espressive, ma basata sulla netta alternanza di Luce ed Ombra ai margini di un tappeto di grigi, ingenerati dalle gamme d'onda degli altri colori presenti ?
Ed è con questo animus che ogni tanto, ancora, sposto il controllo dei Profili Colore su uno dei tanti recentemente partoriti dalla creatività di Mauro Maratta, dedicati al Black & White, che ci hanno fatto relegare nel dimenticatoio quelli risibili implementati da Nikon sulle sue fotocamere, ivi compresi quelli "special" delle Nikon Zf.
Non fotografo mai in Bianco e Nero perchè la luce è brutta, oppure i colori smorti, oppure per aggiustare al computer un file sbagliato in esposizione...
Io fotografo in Bianco e Nero solo quando la Luce e le Ombre siano tanto potenti da rendere necessario, quasi obbligatorio, smettere di pensare in termini di soggetto e cominciare a ragionare invece di Luce che investe il Soggetto, sul quale genera Ombre.
Il che è il solo e ragionevole motivo per fotografare oggi in Bianco e Nero, sia pure al mare, come oggi ho voluto fare
(Nikon Z9 e Nikkor Z 180-600, profilo Colore Ferrania P30 Fellini by MM)













ed alla fine, quella per cui ero in attesa da tanto...

Diversamente, in assenza di contrasto, di potenza, di bianchi accecanti e neri serrati, tanto da far dimenticare ogni altra densità intermedia...
...diversamente, c'è pur sempre il colore...🤷


Max Aquila photo © per Nikonland 2026

Questa é la lista delle novità presentate nel 2025 da Nikon :
Novità
Data di annuncio
Prezzo di listino (Nikonstore.it)
NIKKOR Z 35mm f/1.2 S
5 febbraio 2025
€ 3.290,00
COOLPIX P1100 (compattta superzoom)
5 febbraio 2025
€ 1.229,00
NIKKOR Z 28-135mm f/4 PZ
13 febbraio 2025
€ 2.849,00
Nikon Z5II (body)
3 aprile 2025
€ 1.899,00
NIKKOR Z 24-70mm f/2.8 S II
22 agosto 2025
€ 2.969,00
Nikon Z f (versione silver, body)
4 settembre 2025
€ 2.499,00
Nikon ZR (cinema camera, body)
10 settembre 2025
€ 2.589,00
NIKKOR Z DX 16-50mm f/2.8 VR
16 ottobre 2025
€ 929,00
NIKKOR Z DX MC 35mm f/1.7
16 ottobre 2025
€ 459,00

sono 9 prodotti in tutto, di cui due già ampiamente anticipati l'anno prima (35/1.2 e 28-135/4).
Ci sono due modelli "rinnovati" in pochi dettagli, la Coolpix P1100 el a Zf in livrea Silver.
Le due fotocamere di successo, Z5 II e Zr, quest'ultima che inaugura la linea Cinema.
Due obiettivi DX che colmano un piccolo vuoto nel listino globale.
E la riedizione, aggiornata di tutto, del 24-70/2.8 S II.
Non male tutto sommato.
Però io ho comprato solo due di questi prodotti, entrambi per puro sfizio (35/1.2 e Zf Silver), che mi piacciono, lo ammetto ma ... di cui potrei anche fare a meno.
Per tutto il resto, lo ammetto ancora, interesse zero --, specie per la Zr e i gli altri obiettivi, 28-135/4 compreso.
Si potrebbe vedere come un anno di transizione in attesa della nuova generazione da presentare finalmente nel 2026.
E invece no, a quanto capiamo, il 2026 sarà ancora meno interessante.
Dopo il nuovo zoom da kit per la Z5, il 24-105/4-7.1, vedremo presto il 70-200/2.8 S II, bene accetto e che porterà novità ... ma ad un prezzo sinceramente ingiustificabile oramai (più vicino ai 4000 che ai 3000 euro), si parla insistentemente di una riedizione del 120-300/2.8 con annesso TC che supererà facilmente i 10.000 euro.
Ed obiettivi CINE o VIDEO PZ.
Fotocamere ? Una "saponetta" full-frame, riduzione alleggerita della Zr, dedicata alla fotografia.
Qualche binocolo. Non molto altro, per quanto ne sappiamo al momento.
Il bilancio langue, i due samurai che guidano da anni la società anziché tagliarsi l'addome o un dito, hanno rinunciato a bonus azionari e dividendi.
Luxottica è salita al 14.6% dell'azionariato con il permesso del governo di arrivare al 20%.
Il 31/3/2026 verrà registrata una perdita per quasi 100.000.000.000 di Yen - largamente anticipata, per investimenti in settori sbagliati e improduttivi nella pretesa di diversificare il business che oramai si sta ritarando su fotografia e poco altro - e in maggio ci sarà il nuovo piano pluriennale 2026-2030 che facilmente rifocalizzerà i settori di interesse.
Con CINEMA e DIFESA/AEROSPAZIO in primo piano.
Certamente vedremo un numero impressionante di campagne di sconto, sconti in cassa, festà del papà e della mamma, liquidazioni e km zero in outlet.
Ma sempre della stessa acqua pestata con lo stesso mortaio ...
Tutto bene, non morirà nessuno. Forse qualche novità più interessante ci sarà nel 2027 se, come sembra, vedremo allora la mitica Nikon Z9 II, primo esemplare della nuova generazione "Expeed 8" su cui replicare poi l'intera linea, ritardata per la nota e oramai endemica carenza/rincaro della componentistica elettronica.
Nikon avrebbe bisogno come l'acqua di una fotocamera DX migliore della Z50 basata sulla EN-EL15 e di una videocamera DX che replichi il successo della Zr ma a metà prezzo.
Ma il sensore non c'è. Forse ci sarà nel 2027.
Non vi aspettate molto altro. Magari qualche telemetro da golf. O altri binocoli, chissà.
Noi abbiamo già tutto quello che ci serve, alcuni molto di più di quanto gli serva. Alcuni nemmeno usano quello che hanno.
Ma qualcuno ha ancora il piacere di fare il fotografo e vuole provare novità.
Non si stupisca Nikon se ci saranno ancora più esplorazioni nel giardino dei vicini.
La le cose sono più frizzanti (basti vedere le novità 2025 di Tamron, Sigma, Viltrox e tanti altri).
C'est la vie. Ad una certa età, se tua moglie ti trascura, tu guardi verso la finestra di fronte ...
Le imitazioni si sprecano, anche da marchi noti come SmallRig e adesso, Viltrox.
Che poi imitazioni non sono, perché le nuove batterie "compatibili" sono anche più avanti di quelle originali.
Ne sono prova quelle - comodissime - con la porta di ricarica USB-C incorporata.
O le nuovissime SmallRig con scala di led di indicazione della carica residua.
Per motivi su cui non mi attardo, ultimamente le mie due Z9 - le cui batterie EN-EL18D sono inscalfibili - stanno a riposo ed io utilizzo per lo più la Zf e la Z8.
La Z8 in particolare, pare che le batterie se le mangi come antipasto. E quindi ho sempre bisogno di averne una di scorta.
Siccome io sono disordinato e tutto finisce chissà dove (ho ritrovato l'alimentatore del Godox AD600 PRO dopo sei mesi di ricerche : era abbandonato vicino al compressore dell'aerografo. E chi era andato a guardare la ?) di batterie e di schede di memoria non ne ho mai abbastanza.
Ho scoperto queste Viltrox su Amazon. Ho già sperimentato le batterie V-Mount da 150 W/h di Viltrox con cui alimento i pannelli Godox e le torce SmallRig.
Mesi di impiego, ricarica, impiego senza fare una piega.
Nel loro bianco latte immacolato si distinguono anche da tutte le altre.
E quindi eccole qui, 52 euro due pezzi, su Amazon.it

la scatoletta è premium, impensabile per oggetti da 26 euro, sembra uno scrigno.

con tanto di certificato di autenticità. Ci pensate ? Il certificato di autenticità per una compatibile cinese ...

bianca come tutto il resto. Identica fisicamente alla Nikon corrispondente che costa poco meno di 70 euro l'una.

specifiche in chiaro pur con tutte le scritte in cinese.
Promessa di compatibilità con i suoi 7.2~8.4 Volt e 2320mAh/16.71 Wh.


non so cosa sia questa scritta, sarà una matricola interna

messa sulla Zf la prima, indica una carica residua del 43%.
Messe sotto carica

a 5 Volt e con un assorbimento massimo di 2 Ampere, per poco meno di 10 Watt.
Mi riservo di provarle ma non mi aspetto sorprese.
Viltrox le da compatibili con tutto quello che fa Nikon (non so la Zr, probabilmente si, certamente la Zf e la Z6 III che con le altre compatibili che ho in casa, che pur vanno sulla vecchia Z8, non vengono riconosciute).
E in generale finora non ho avuto da lagnarmi di Viltrox.
Ne riferirò nel tempo.
Sebbene in genere io sconsigli l'uso di batterie non originali, in questo caso lo faccio a cuor leggero.
Forse perché in questo momento sono particolarmente critico nei confronti di Nikon (oggi, in special modo, dopo aver visto i dati - pessimi - della trimestrale).
Ma tutto questo ricarico per prodotti che sono del tutto identici agli altri, visto che Nikon non produce batterie in casa ma se le fa fare ... non ce lo vedo più.
Così come per obiettivi da 3.399 euro quando gli altri li possono fare per due terzi o per un terzo di quel costo.
Continuandoci a guadagnare sopra ...
Premesso che - se tutto va bene - la crisi dei semi conduttori costringerà tutti a rivedere i piani per il 2026.
Infatti c'è penuria di tutto e le fonderie, pur lavorando a pieno ritmo, non riescono a soddisfare la richiesta (indotta principalmente dall'assorbimento dei centri AI e dai datacenter centralizzati), e le forniture non si normalizzeranno prima di altri 12 mesi.
Per questo la Nikon Z9 II, sostanzialmente pronta, non vedrà iniziare la fase industriale prima del febbraio/marzo 2027 con consegne a partire da metà anno.
Con queste premesse noi abbiamo avanzato ipotesi nei desideri per il 2026 (Qui) che restano per il momento quello che sono : desideri.
Di una Z9 II che a distanza di 5-6 anni dal lancio della Z9, riproponga lo stesso salto in avanti prestazionale. Altrimenti non ha senso.
Con queste anticipazioni Nikonrumors ha ricevuto un ragionevole insieme di caratteristiche che riportiamo qui per alimentare la discussione.
Nel corso dei mesi che ci separano dall'affettivo annuncio, sono sicuro che avremo occasione di aggiornare queste specifiche con dettagli, anche molto differenti, speriamo sempre ragionevoli e non volti solo ad avere click e a sposare gli algoritmi di Youtube etc.
nuovo sensore stacked da 46 megapixel, 3.5 volte più veloce di quello attuale impiegato su Z9 e Z8. Questo potrebbe consentire un sincroflash di 1/720''
nuovo processore Expeed 8
ISO base 32
nuovo sistema di messa a fuoco con prestazioni di tracciamento e precisione notevolmente superiori a quelle attuali
raffica fino a 60 scatti al secondo in RAW in formato pieno e di 120 scatti al secondo in formato DX
video con supporto RAW R3DNE a 12 bit, opengate 60 P in 8.3K formato pieno 3 mezzi oltre a nuove funzionalità derivate dal mondo RED DIGITAL CINEMA
Nuovo sistema di LUT (Picture Control nel nostro mondo) più fedele dell'attuale NP3-Flexible, che verrà reso disponibile anche alle altre Nikon Z
nuovo mirino simile a quello della Z6 III
le famose autenticazioni delle immagini con standard C2PA per ora omesse sulla Z9 (non si sa se arriveranno con il mitico firmware 6.0 che sarà messo a disposizione dei pro presenti alle Olimpiadi invernali)

I nostri commenti
sappiamo che il global shutter (ne abbiamo parlato QUI) risolve GLOBALMENTE tutti i problemi di artefatti da movimento (indotti dall'usuale rolling shutter) e di banding.
Ma ne porta di nuovi, come ad esempio, calore generato che inficia la risposta complessiva del sensore con perdita di dinamica, sensibilità base più elevata di quella cui siamo abituati per scattare in pieno sole o in studio. Un sensore nuovo ma sviluppato da quello attuale (che è da 45 megapixel ma impiega altri 8-10 megapixel per esigenze della macchina) per avere una maggiore velocità, potrebbe essere il giusto compromesso. Anche perché attualmente i sensori global shutter per fotografia non arrivano alle risoluzioni cui ci hanno costretti e quelli da video, come i modelli impiegati da RED, usano escamotage per ridurre il rumore ed aumentare la dinamica, come ad esempio, la fusione di più scatti consecutivi (prassi che in fotografia potrebbe essere applicata solo su soggetti totalmente immobili e comunque con difficoltà oggettive).
Una velocità di 3.5 volte maggiore dell'attuale direbbe che il nuovo sensore potrebbe lavorare a circa 1/1000 di secondo per leggere tutte le informazioni durante il processo di scansione dall'alto al basso delle due tendine elettroniche. Abbastanza per farci quasi tutto ed esattamente quanto io ipotizzavo nei miei desideri.
Chi lo produrrà ? Non importa, è un progetto Nikon. Ma le fonderie giapponesi, taiwanesi e americane sono tutte intasate di ordini e quindi si va in lista di attesa, specie per i pochi pezzi che Nikon può comprare (QUI) rispetto ai principali compratori mondiali che si muovono con ordini di milioni o decine di milioni di pezzi.
il nuovo processore è la base di tutto, perché l'Expeed 7 oramai ha plafonato Z9 e Z8 in prestazioni. Il nuovo processore dovrà essere UNO (niente coprocessori AI, trucco stupido usato da Canon e Sony che con gli ultimi modelli sono rientrati a più miti consigli con un solo processore più veloce), dovrà avere lo stesso consumo dell'attuale, dovrà essere più veloce di almeno 2-3 volte. Ma lo stesso vale per la memoria di buffer. 60 fps in RAW significa 3 volte l'attuale Z9, quindi 3 volte la memoria.
E siccome la memoria non si trova ...
la nuova base ISO a 32 strizzerebbe l'occhietto a paesaggisti, fotografi di still-life, fotografi di moda, promettendo qualità da medio-formato.
Tutte cose che dovrebbero indurre ad acquistare una macchina diversa dalla Z9, pensata per l'azione estrema.
Io spero che questo, se vero, non porti ad avere una DUAL BASE più bassa di 500, perché io preferirei che fosse invece a 800-1600 ISO
il nuovo sistema di messa a fuoco per quanto ho sentito io sarà da "salto della rana" rispetto all'attuale. Entusiasmante se fosse vero !
la raffica è già più che sufficiente come è adesso. Ovviamente mi aspetto che risolvano il modo di fare i pre-capture in RAW, quindi da un flusso foto anziché video come oggi
video : bla-bla-bla
lo spero perché adesso ci sono stranezze (parlo dei Picture Control Flexible). Anche se capisco che mi toccherà rivedere la gran parte dei Picture Control di pellicole reali che ho fatto recentemente. Ma sarà più divertente se il sistema sarà più fedele e controllabile
il nuovo mirino è scontato. Potrebbe anche essere da 9 megadot. Ma si tratterà di trovare il compromesso giusto tra velocità e fedeltà/qualità di immagine
a me del C2PA non me ne potrebbe fregà de meno. Ma probabilmente sta diventando un must in campo agenzie stampa

Bene, questo è tutto, spazio ai commenti se qualcuno è in grado.
Ma già così per me la macchina sarebbe un must have e qualche cosa di molto vicino a quanto avrei fatto io, se fossi stato nel reparto progettazioni di Nikon.
La mia unica perplessità sta in quel 32 ISO nativi che non voglio sia a scapito della gamma alta.
Naturalmente con l'uscita della Z9 II (e nel 2028) della Z8 II, non è detto che tutti dovranno correre a cambiare le loro macchine.
Già oggi, Z9 e Z8 offrono prestazioni di gran lunga superiori alle necessità dei loro proprietari, che difficilmente le portano al limite, anzi, le tengono in teca isobarica e non igroscopica.
Anzi, già Z5 II e Z6 III sarebbero ridondanti.
Ma è bello che la tecnologia ci metta a disposizione meraviglie del genere.
Naturalmente io mi aspetto un prezzo ritoccato verso l'alto, almeno dell'inflazione.
Secondo il mio amico GROK, 6.099 euro di fine 2021, corrisponderebbero a 7.230 euro del luglio 2027 con l'inflazione di periodo e quella attesa. Almeno ...

Nikonland è il sito italiano che per primo si è interessato di Viltrox, lo ha fatto sotto Covid provando in anteprima il bel 20mm f/1.8 manual focus.
E oggi è il sito italiano che ne ha provati materialmente di più, con articoli di testo e fotografie su queste pagine che trovate QUI
Viltrox, come certamente saprete, è un marchio cinese emergente che in pochi anni ha visto crescere a livello vertiginoso il proprio potenziale tecnologico, arrivando a proporre una gamma di obiettivi estesa per molti marchi, tra cui per ora, Nikon, Sony, Fujifilm, Leica, Panasonic e Sigma (attacco L).
Produce anche ottiche per il cinema, adattatori, convertitori, batterie, monitor, accessori.
Non opera su licenza quindi non ha contatti diretti con i produttori delle fotocamere su cui i suoi obiettivi vengono montati, per cui opera con reverse engineering delle comunicazioni lente-macchina, dovendo spesso affinare i processi con costanti aggiornamenti firmware.
Vende direttamente o tramite broker (tipo Pergear, Amazon, Foto Erhardt).
Non ha una assistenza diretta, la sua garanzia vale solo spedendo il pezzo in Cina.
Ma fa leva su un rapporto prezzo prestazioni irraggiungibile per tutti, salvo che per gli altri cinesi che, però, inseguono.
Molto ambiziosa, ha in gamma anche obiettivi cinematografici da decine di migliaia di dollari.
Sta lavorando su un adattatore autofocus per ottiche cine con attacco PL.
Nikon, vista la partita, ha pensato di fargli causa. Non sappiamo che ripercussioni avrà l'esito di questa vertenza, sia sull'attuale gamma che quella futura.
La gamma Viltrox si divide in segmenti ben distinti.
La serie LAB è l'ammiraglia, usa display LCD di presentazione dati al fotografo, quattro motori lineari ed è pensata per prestazioni di eccellenza.
Obiettivi in metallo con i migliori vetri.
La serie PRO è la via di mezzo, sempre con costruzione di livello elevato, metallo e buon vetro, motori lineari, anello del diaframma
Da poco è partita la serie EVO che sostituisce la prima serie di autofocus f/1.8 ed f/1.4, con obiettivi dotati di qualità aggiornate, corpo solido, anello del diaframma, prezzo appena superiore agli Air.
Poi viene la serie Air, caratterizzata da prezzo/prestazioni molto elevato, barilotto sostanzialmente uguale per tutti, dal 9mm al 56mm.
Soffre un pò lato prestazioni ma a prezzi imbattibili.
Infine la serie CHIP, per ora composta dal solo 28/4.5 full-frame pancake, obiettivi minuscoli a sottiletta, prezzo trascurabile.
Noi abbiamo comprato gli obiettivi che abbiamo provato. E li usiamo correntemente per le nostre fotografie.
Se li consigliamo è perchè sappiamo che il valore offerto, copre il rischio del "cinese" con tutti i caveat già evidenziati.
Di seguito due tabelle distinte, obiettivi FX e DX, commentati con prezzo e giudizio complessivo.
Sono da prendere per quello che sono, "pillole". Per i dettagli su ognuno, riferirsi al test relativo.

Obiettivi Full-Frame (FX)
Obiettivo
Prezzo (EUR)
AF 14mm F4.0 Air
229
Obiettivo interessante, penalizzato come per tutti gli Air da vignettatura e scarso livello del rivestimento che causa flare e ghost
Consigliato, non ci sono alternative sul mercato. Per avere di meglio si deve spendere 10 volte di più
AF 16mm F1.8
599
Obiettivo unico sul mercato, certamente su Nikon Z.
Ha ottime caratteristiche ottiche e di autofocus, oltre che costruttive (metallo pieno).
Assolutamente consigliato, non si sbaglia con questo super-wide
AF 20mm F2.8 Air
189
Primo della serie Air, ha prestazioni mediocri ma allineate al prezzo che è eccezionale. Il Nikkor Z 20/1.8 S lo batte sicuramente in tutto ma costa 1300 euro.
Consigliato a chi voglia un 20mm da tenere sempre a disposizione senza che questa sia la sua focale elettiva
MF 20mm F1.8 (manuale)
339
E' il primo Viltrox arrivato in occidente, ha buone caratteristiche, è costruito come un carro armato sovietico
Consigliato a chi mette a fuoco a mano, ha bisogno di un obiettivo f/1.8 senza spendere i 1300 euro chiesti da Nikon
AF 24mm F1.8
435
Prima serie di autofocus Viltrox, fuori produzione, in esaurimento. Ha caratteristiche vecchia scuola
Sconsigliato, meglio attendere che sia replicato nella serie EVO e a prezzo inferiore
AF 28mm F1.8
435
Prima serie di autofocus Viltrox, fuori produzione, in esaurimento. Ha caratteristiche vecchia scuola
Sconsigliato, meglio attendere che sia replicato nella serie EVO e a prezzo inferiore
AF 28mm F4.5
109
Pancake vero, pesa in grammi meno degli euro che costa. Ha diaframma fisso e tappo incorporato, le prestazioni non contano se si punta sull'ingombro inesistente
Consigliato solo a chi lo voglia veramente piccolo. Ma dato il costo (spesso in offerta sotto ai 90 euro) può essere uno sfizio. Di certo non promette le cose che non mantiene il Nikon 26/2.8, venduto ad un prezzo spropositato
AF 35mm F1.2 LAB
999
Obiettivo della serie FLAGSHIP di Viltrox, monta ben 4 motori lineari ed ha prestazioni in grado di confrontarsi con gli obiettivi di marca ad un terzo del prezzo
Il Nikkor Z 35/1.2 S è magico, questo no. Ma le prestazioni sono elevate ed offerte spesso a meno di 1000 euro, contro i 3000 del Nikon
AF 40mm F2.5 Air
189
Non un granché, anche considerando il prezzo
Sconsigliato, salvo che veramente non vogliate spendere poco
AF 50mm F2.0 Air
190
Sorprendentemente buono, dotato di buone caratteristiche con la classica compattezza dei Viltrox Air, offerto ad un prezzo inarrivabile per chiunque
Consigliato a chi voglia un 50mm veramente compatto ad un prezzo allettante. Non arriverà alle qualità del Nikkor Z 50/1.8 S ma quello in confronto è enorme e costosissimo
AF 50mm F1.4 Pro
619
Come l'85/1.4 è un oggetto di alto livello, paragonabile ad un Sigma ART o ad un Sony GM, inferiore per prestazioni, solo al Nikkor Z 50/1.2 S
Consigliatissimo. E' il 50/1.4 che Nikon non fa, lasciando il vuoto tra il basico plasticone e l'obiettivo enorme da ricchi annoiati 50/1.2 S
AF 85mm F1.4 Pro
669
E' un pezzo di grande ferramenta con ottime lenti e una coppia di motori lineari silenziosissimi. Si mangia la gran parte degli 85/1.4 di ogni epoca, probabilmente sul livello del vecchio Sigma ART per reflex ma forse anche di quello attuale
Consigliatissimo. Non è il Nikkor Z 85/1.2, quello è una creatura del cielo, ma è equivalente ad un Sigma ART ad un prezzo che non si potrebbe immaginare
AF 85mm F2.0 EVO
315
Primo della serie EVO che di fatto si frappone tra gli Air e i PRO, sostituendo la prima serie di f/1.8 di Viltrox. Mantiene l'anello diaframmi funzionante (che gli Air non hanno), è ben costruito, ottimo sfuocato. Bello.
Cosa chiedere di più per 315 euro ? In confronto a questo il Nikkor Z 85/1.8 S sembra una truffa.
AF 135mm F1.8 LAB
999
Primo della serie LAB, è un buon obiettivo, molto ben costruito che sfrutta ogni possibilità tecnica a disposizione oggi.
Non è il Plena ma è un buon obiettivo
Obiettivi APS-C (DX)
Obiettivo
Prezzo (EUR)
AF 9mm F2.8 Air
229
Pur con i limiti di un barilotto minuscolo e di un trattamento superficiale non al livello di quello Nikon, si distingue per linearità di risposta.
Consigliato. Senza chiedere la luna offre molto per un prezzo modesto.
Unico obiettivo sul mercato per Nikon Z
AF 13mm F1.4
518
Obiettivo estremamente valido, lineare, è l'equivalente di un inesistente 20mm f/1.4 per formato DX. Difficile non esserne soddisfatti.
Consigliato. Lo facesse Nikon, chiederebbe minimo 1300 euro
AF 15mm F1.7 Air
269
Obiettivo che non abbiamo mai provato. Probabilmente in linea per caratteristiche agli altri Air.
E' un 22.5mm equivalente
Nikon non fa un fisso simile ad un 23mm equivalente in formato DX, quindi se vi serve, è l'unica scelta sul mercato
AF 23mm F1.4
239
Prima serie di autofocus Viltrox, fuori produzione, in esaurimento. Ha caratteristiche vecchia scuola
Sconsigliato, meglio attendere che sia replicato nella serie EVO e a prezzo inferiore
AF 25mm F1.7 Air
269
Non l'abbiamo mai provato ma immaginiamo abbia caratteristiche in linea con gli altri Air in formato DX. La focale equivalente è uno strano 37mm ma riteniamo possa essere equiparato ad un 35mm.
Considerato il livello del Nikkor Z 24/1.7, riteniamo che non debba sfigurare, scegliere questo o quello dipenderà dal singolo.
AF 27mm F1.2 Pro
596
Con 56/1.2 e 75/1.2 fa corredo in formato DX,
Consigliato. Eccellente prestazioni, sebbene la focale di 40mm equivalenti ma sparata da un 28mm lo dia indicato per certi lavori ma non tutti
AF 33mm F1.4
269
Prima serie di autofocus Viltrox, fuori produzione, in esaurimento. Ha caratteristiche vecchia scuola
Sconsigliato, meglio attendere che sia replicato nella serie EVO e a prezzo inferiore
AF 35mm F1.7 Air
199
Un normale per il formato DX in taglia piccola. Eccellente rapporto prezzo/prestazioni
Consigliato. Senza chiedere la luna offre molto per un prezzo modesto.
Unico obiettivo sul mercato per Nikon Z
AF 56mm F1.4
269
Prima serie di autofocus Viltrox, fuori produzione, in esaurimento. Ha caratteristiche vecchia scuola
Sconsigliato, meglio attendere che sia replicato nella serie EVO e a prezzo inferiore
AF 56mm F1.2 Pro
569
E' l'unico dei tre f/1.2 per formato DX che impiega una coppia di motori lineari. E' un obiettivo eccellente.
Rispetto ad altri Viltrox sembra costoso, grande, pesante. Ma è un obiettivo eccellente che ritengo consigliatissimo a chi voglia trarre il massimo dal suo sensore DX per avere l'equivalente di un 85mm f/1.2 che però si avvicina a 55 cm.
AF 56mm F1.7 Air
199
Equivalente ad un 85mm in formato DX, non ha eguali sul mercato, salvo che non si desideri il massimo e allora, sempre Viltrox offre il 56/1.2
Consigliato. Senza chiedere la luna offre molto per un prezzo modesto.
Unico obiettivo sul mercato per Nikon Z
AF 75mm F1.2 Pro
599
Obiettivo che non stento a definire straordinario. Spesso io lo uso per sostituire il Nikkor Z 85/1.2 S.
Non è sullo stesso livello ma non gioca in un altro campionato. E ad un quinto del prezzo ...
Un must have per il ritrattista in formato DX

NB : sui prezzi esposti una precisazione. Viltrox fa spesso campagne con sconti aggressivi.
Durante il Black Friday e sotto Natale, abbiamo spuntato risparmi del 18~22% su prezzi di listino già interessanti.
Per cui è consigliabile non avere fretta e attendere le offerte. Arriveranno.
Comunque si trovano comunemente in vendita anche su Amazon.it o sui più famosi siti online tedeschi.
Uno dei motivi principali per il passaggio dall'attacco F a quello Z, il cui debutto è recente, avvenuto nell'estate del 2018, è certamente di natura tecnologica.
Consentire un miglior sviluppo di obiettivi, adottando la gola più larga e il tiraggio più corto che ci sono sul mercato.
Ma l'altro, non secondario, è inutile nasconderlo, è stato quello di rinnovare il diritto di sfruttamento dell'attacco stesso, giacché quello sul vecchio F del 1959 era scaduto e non rinnovabile.
Perché ? Sostanzialmente per potersi godere il privilegio di sviluppare e commerciale in esclusiva gli obiettivi per l'attacco Z, tagliando fuori per quanto più possibile i produttori "universali".
E' vero, sono state concesse licenze - a Sigma, a Tamron e a Cosina/Voigtlander/Zeiss - ma licenze condizionate. Tu puoi fare solo gli obiettivi "che non pestano i calli" ai miei.
Con qualche minima concessione nei confronti di Tamron che è un fornitore strategico di Nikon (gli obiettivi marchiati Nikon che provengono da Cina e Vietnam NON sono prodotti in fabbriche Nikon ma in fabbriche Tamron).
Ma nulla verso Sigma che pure avrebbe obiettivi interessanti da proporre anche ai nikonisti e che sono unici sul mercato (tra gli altri : 14/1.4, 135/1.4, 200/2, 300-600/4 ma non sono i soli questi) e che vorrebbe decisamente poterli offrire. Ma non le viene concesso.
Poi sono venuti i cinesi. Che a botte di approssimazioni, studi interni e acquisti di tecnologia esterna (molte delle attrezzature di molatura, lavorazione del vetro e della ferramenta arriva da eccedenze giapponesi, Nikon inclusa, tagliate per le ristrutturazioni degli anni scorsi e la delocalizzazione in Indocina), hanno cominciato a proporre sempre più obiettivi interessanti.
Principalmente a prezzi impossibili per le società giapponesi ma di prestazioni mediocri. Ma ultimamente anche obiettivi di pregio, semplicemente non disponibili da parte dei vari Sony, Canon, Panasonic e Nikon, mantenendo comunque prezzi molto popolari che ne hanno decretato un successo planetario.
A livello di fenomeno.
Nikon ha in qualche modo retto il gioco, e noi abbiamo pensato avessero capito che per ogni obiettivo da 179 euro cinese venduto, c'era dietro la volontà di un nikonista di dotare la sua Nikon Z di un obiettivo che Nikon non fa o che Nikon fa ad un prezzo a cui quel cliente non comprerebbe mai. Ma ovviamente a fronte di una Nikon Z venduta.
Ma abbiamo notizia, per ora non ufficialmente confermata sebbene nessuno la smentisca, che Nikon abbia scelto il principale produttore cinese e gli abbia intentato causa :


da quel che si capisce la causa, che verrà dibattuta a Shanghai il prossimo 2 marzo, verte sui diritti di utilizzo del "protocollo" di comunicazione tra obiettivi e fotocamera per il periodo intercorso tra il deposito della richiesta di brevetto in Cina e la data di effettivo rilascio del brevetto.
Non sappiamo come si chiuderà la vicenda, nemmeno se si arriverà realmente al dibattimento o ci sarà una soluzione extra-giudiziale (come é prassi qui da noi, specialmente in America) dietro pagamento di un compenso concordato.
Né se questo è solo il preludio di una campagna più ampia di offensiva di Nikon verso i produttori non in possesso di una licenza regolare (come Sigma, Tamron e Cosina, che producono obiettivi per Nikon Z dietro pagamento di compenso a Nikon per ogni obiettivo venduto).
Perché non sappiamo a cosa miri Nikon.
Ad un guadagno extra in termini di diritti ?
Ad un controllo del mercato (tu si, tu no) ?
Ad una limitazione di cosa viene immesso sul mercato ? (questo si, questo no, come il caso di Sigma).
Mentre l'unica cosa sensata sarebbe una licenza di tipo FRAND, ovvero Fair, Reasonable, And Non-Discriminatory patent licensing terms- soprattutto "ragionevole" e "non discriminatoria".
Senza andare troppo a fondo nella questione, anche perché le informazioni sono poche e si potrebbero vaporizzare nel nulla, vediamo di cosa stiamo parlando.
Nikon ha brevettato l'attacco Z - che altro non è che una baionetta con una certa geometria - e il protocollo di comunicazione obiettivo-fotocamera, secondo lo standard Nikon Z.
Questo protocollo è una sorta di dizionario cui corrispondono i comandi che consentono alla fotocamera di controllare le funzioni dell'obiettivo e all'obiettivo di farsi riconoscere e colloquiare con la fotocamera.
Benché coperte dalla proprietà intellettuale come qualsiasi altra cosa, non c'è proprio nulla di originale in queste due "invenzioni".
Nulla che ha a che vedere con le ben più complesse ed uniche funzioni che ci sono dentro al firmware delle Nikon Z e nelle parti interne delle Nikon Z.
Ecco, nessun cinese ha infranto i segreti delle Nikon Z, sarebbe troppo complesso, costoso e sostanzialmente inutile hackerare il firmware di una Z9 o di una Z50.
Quello che hanno fatto i cinesi è stato fare baionette e contatti compatibili con quelli di una Nikon Z, studiare la comunicazione tra obiettivi e fotocamere per ricavarne una tabella di istruzioni da mettere dentro al firmware dei LORO obiettivi.
Che sono creazioni originali e anche - spesso - pregevoli, che non hanno alcun segno di plagio nei confronti degli "originali" Nikon, quando esistano.
Questo rompe il monopolio Nikon (e Canon, l'altra società che non gradisce queste cose) che invece vorrebbe mantenere dentro ad uno steccato ben protetto, Nikon Z e clienti Z.
Consentendo ai fotografi Nikon Z sostanzialmente di pescare dal catalogo Nikkor Z per gli obiettivi o dai pochi altri obiettivi da Nikon autorizzati agli alleati licenziatari.
Lo ha ribadito un esponente di Nikon USA in questi giorni : "noi puntiamo sui legali licenziatari".
Ai quali però concedono di fare solo parzialmente il loro lavoro (specie nei confronti di Sigma, ferma a tre pessimi obiettivi APS-C, quando Voigtlander è arrivata a 18 obiettivi con attacco Z, tutti con CPU e comunicazione dati Exif etc.).
dalla nostra tabella degli obiettivi Nikkor Z attualmente in catalogo, che abbiamo sinteticamente commentato emettendo giudizi sommari, risulta chiaro come il panorama Nikon sia tutt'altro che completo, che comprenda per lo più zoom, che non copra nemmeno minimamente le esigenze dei fotografi dotati di Nikon in formato APS-C.
Ma soprattutto dei prezzi.
Perché se era possibile accettare, 5 anni fa, che uno zoom banale o un fisso di media classe, costassero più di 1000 euro, adesso lo è sempre meno.
E uno zoom unico ma non così eccezionale come il Nikkor Z 28-400/4-8 proposto a 1589 euro per assenza di concorrenza non si può proprio vedere.
Morale, se si dovesse confermare la più pessimistica delle ipotesi inerenti lo sviluppo della causa intentata da Nikon nei confronti di Viltrox, con il conseguente bando di tutti i produttori non licenziatari dal produrre obiettivi compatibili con Nikon Z, andremmo nella direzione della conferma di una volontà monopolistica, lontana dagli interessi dei clienti Nikon e volta solo a massimizzare il profitto, già esagerato a nostro modo di vedere, che Nikon trae dalla vendita degli obiettivi Nikkor Z, lievitati del 50-100% rispetto ai precedenti Nikkor F.
Noi non siamo per la liberalizzazione forzata degli standard, ma ci sono cose che hanno un senso specifico ed è giusto siano protette, altre che sono comuni e probabilmente non dovrebbe essere consentito brevettarle.
Un pò come se qualcuno volesse brevettare il dizionario tedesco e chiedesse il pagamento di diritti per ogni parola tradotta.
O la filettatura delle madreviti, senza scomodare la classica "acqua calda".
Stanno bene gli interessi commerciali di una società commerciale.
Ma che non si scontrino frontalmente con quelli dei suoi clienti.
Perché se uno arriva a comprare una Z50 II con i suoi soldi ma poi non crede opportuno comprare un 35/1.8 S da 1000 e più euro da metterle davanti, se non trova una alternativa economica (come un cinese, non necessariamente Viltrox, o un giapponese, ammesso che sia interessato a produrre un obiettivo economico) è più facile che si decida a comperare un'altra marca.
E mentre non è affatto detto che un nikonista compri un 135/1.8 S Plena, se vede che sul mercato non esiste un Viltrox 135/1.8 LAB venduto a meno di un terzo del primo, è più facile che un nikonista passi a Sony per lo stesso motivo. Perché Sony- che pure ha un bel 135/1.8 in catalogo - non si preoccupa che ci sia un Viltrox sul mercato, purché i clienti si comprino una Sony alpha su cui montare gli obiettivi che preferiscono.

Ecco, non vorremmo dilungarci oltre. Questa immagine apocalittica generata da Bing (prompt "decisione strategicamente sbagliata in termini di politica industriale") può dare l'idea di quanto potrebbe accadere a Nikon.
Che vuole fare la monopolista dal basso del suo 14% del mercato, quando i suoi concorrenti stanno al doppio ciascuno.
E con il consorzio Leica L che invece di inventarsi cavilli e vincoli, accetta i cinesi tra i suoi componenti. Così che dalla prossima settimana avremo obiettivi Viltrox che possono essere montati su fotocamere Leica L, Panasonic e Sigma.
Se uno in futuro pensasse ad un Viltrox o ad un Sigma non disponibili per Nikon Z per le scelte scellerate di Nikon, potrebbe pensare di comperare una Panasonic (che fa belle camere) al posto della ennesima Z6 IV.
Se poi consideriamo quanto Nikon sia impegnata sul fronte video e - relativamente - poco su quello fotografico, non abbiamo un quadro molto diverso da quello rappresentato in quel futuro distopico dell'ultima immagine.
Noi speriamo sinceramente che no, Nikon non sia così cretina ...
La transizione a mirrorless mi è cambiato un po' il mondo, la scomparsa dello scatto con "rinculo" ha scombinato la regola con cui ho costruito, negli anni, il mio arsenale di treppiedi. Adesso posso utilizzare il piccolo Leofoto LS-254C e testa Sunwayfoto XB-44 con Nikon Z9 e super tele Nikon Z 800/6.3. 
Sbalorditivo.

Campo estivo con due treppiedi. Lo smilzo sulla destra è il portentoso Leofoto LS-254C su cui normalemnte monto il Nikon 800/6-3
A cosa Serve un treppiede corto corto
Ho scoperto che ci sono situazioni in cui anche il più flessibile treppiede, come il LS-254C, è fuori luogo. Mi e' successo in Val Sessera, in primavera, dove, tra i sassi dell'alpe Artignaga, ho dovuto appoggiare il Nikon Z 400/2.8 TC sulle rocce in scomodo equilibrio, perchè, dopo un po', sorreggere il 400 a braccio, come dire, SMARRONA. Il fatto è che, incastrato tra quelle rocce, il treppiede proprio non ci stava, appoggiare era l'unica soluzione. Scomodissima.

Al rientro, cazzeggiando in internet, mi sono imbattuto in un prodotto di Leofoto che mi ha fatto riflettere. Si tratta del Ranger LS-223CEX con piattello RH-0. Ho immaginato e ho scommesso: potrebbe calzare a pennello.

Ed eccolo qui il Leofoto Ranger LS-223CEX, prima di procedere e spiegare per bene perché questo treppiede minuscolo fa al caso, vi illustro l'oggetto e la fornitura Leofoto per come la distribuisce Foto Erhardt


Leofoto: il Ranger LS-223CEX fornitura "bundle" di Foto Erhardt GMBH che comprende morsetto rotante RH-0 e piattello NP-50.


Confezione e contenuto


Morsetto a rotazione regolabile RH-0

La culla che definisce la serie Ranger CEX


Il treppiedi con il morsetto RH-0 montato al suo posto
Leofoto Ranger LS-223CEX con RH-0
dati di targa:
Peso 690g
Lunghezza da chiuso 235mm
altezza max 340mm
altezza min 80mm
Vabbè, il LeofotoLS-223CEX è come l'LS-254C ma più "curto".
SNI, nel senso che per essere corto è corto (e mi serviva che fosse così), ma bisogna guardarlo bene. Intanto è un pelo più minuto, il diametro delle gambe grosse è 22mm contro i 25mm del 254C, ma la vera differenza è che al posto del piattello classico a cui si avvita la testa la serie Leofoto CEX monta una culla di livellamento.
Questa, in abbinamento ad un morsetto rotante come il Leofoto RH-0, trasforma il supporto in un Treppiedi con TESTA INTEGRATA. Non a caso Foto Erhardt lo vende in "bundle" con il morsetto RH-0: un'idea intelligente.

Era sera e la cascatella (salvificamente idratante) era infotografabile a mano libera. Estratto l'LS-223CEX dal sacco, piazzato in un baleno e via.
Il mio zaino pesa sempre un accidente, ma il piccolo treppiedi non ingombra, lo infilo nella sua sacca e va accanto all'affusto del supertele di turno. La mia idea originale, di utilizzarlo come supporto in situazioni dove non posso montare un treppiedi normale, si è dimostrata corretta. Nei fatti il Leofoto LS-223CEX mi ha permesso un appoggio sicuro e regolabile sulle rocce di granito delle alpi occidentali.
L'insieme, fotocamera e telobiettivo, risulta decisamente stabile e ben gestibile, pur nei limiti di orientazione di beccheggio della culla che, non essendo una vera testa a sfera, sono piuttosto limitati. Si va a fine corsa molto facilmente, occorre un po' di pazienza, ma una volta trovato il giusto equilibrio si può fotografare.
E' un bell'aiuto in queste circostanze.

Qui sorregge l'800/6.3


Lo snodo gambe è robusto e consente di adattarsi alle più fetenti asperità e condizioni.

PN Gran Paradiso. Giovane Culbianco il LS-223CEX ha sorretto Nikon Z9 e Nikon 800/6.3 tra i graniti del Leviona.

In questa occasione il LS-223CEX mi ha aiutato a fare uno scatto difficile con il 400/2.8 TC. Era quasi notte.

PN Val Grande (VB),cinghiale in tenuta estiva. EXP: f/2.8 t=1/60s ISO12800 vuol dire quasi buio, un supporto solido è un grande aiuto.
Questo LS-223CEX in abbinamento al morsetto RH-0, cioè senza ricorrere necessariamente ad una testa, ha dimostrato di essere in grado di sostenere pesi non indifferenti. Il fatto di essere piccolissimo e leggero (meno di 700g) consente di infilarlo nello zaino, un buco si trova sempre, garantendo, alla bisogna, quel solido supporto per le riprese con tempi lunghi.



E' proprio la culla CEX che fa la differenza perché riduce pesi ed ingombri, certo occorre un piattello con rotazione orizzontale, ecco l'RH-0 a completare il quadro. Io trovo semplicemente geniale questa trovata, innovazione che mi sta cambiando la vita fotografica. Non ci sono più scuse per le foto in condizione di luce scarsa. Peraltro, il fatto di essere piccolo, basso, consente (ovvietà) riprese a rasoterra.


Ovviamente il Leofoto LS-223CEX è sempre un treppiede utilizzabile anche per riprese generiche. Abbinato ad una buona testa a sfera di dimensioni opportune, come la Leofoto LH-30, si comporta come un mini "Gitzo". Resta inteso che è con l'accoppiata RH-0 che l'arnese fa la differenza. Certamente occorre compensare il fatto che sia così corto corto, ma una balaustra, un muretto, un qualche rialzo si trova quasi sempre ed allora, grazie di esistere.

Ah diamine, dimenticavo una cosa importante.
Da quando cell'ho, è lui il titolare di tutti i miei self portrait che pubblico qui e sul mio blog
Quindi, consigliatissimo
Un saluto e buone foto
C'era una volta un fotografo naturalista norvegese di nome Bjorn Rorslett che, all'alba dell'era digitale Nikon, compilò una soggettivissima lista di obiettivi Nikkor mettendo per ognuno un suo giudizio di sintesi con un commento a supporto.
Ricordo di averla studiata a memoria, tanto la trovai illuminante - sebbene non sempre condivisibile - riportando obiettivi che io all'epoca non avevo mai sentito nominare.
So che fine ha fatto lui ma non credo abbia più aggiornato il suo vecchio sito che non visito forse da 15 anni.
Però l'utilità di quella tabella a livello orientativo credo che sia rimasta.
Per questo ritengo che una guida del genere sia importante in un sito che si vanta di essere il riferimento nikonista nella lingua di Dante.
Ed eccola qui, con qualche avvertenza.
Anche i miei giudizi sono personali e soggettivi, per forza di cose sintetici. Per approfondimenti si dovrà andare alla sezione Articoli pertinente e leggere i nostri test.
Oppure i vostri riveriti e graditi commenti con cui vorrete integrare ed emendare questo che resta e vuole essere solo un umile compendio di pronta lettura.
Intanto la lista di tutti gli obiettivi Nikon Nikkor Z per data di annuncio ufficiale e prezzo di listino attuale.
Il prezzo di listino per Nikonland non è mai una variabile fondamentale, perché se un tale strumento fotografico è quello che ci serve, si tratterà di rompere il salvadanaio per acquistarlo ma il prezzo non dovrebbe far cambiare rotta per poi magari pentirsene (comprare il Tamron 16-30/2.8 al posto del Nikkor Z 14-24/2.8, nonostante il risparmio, potrebbe non assolvere alle nostre necessità). Ma certo, il prezzo di un oggetto lo colloca di diritto nella sua specifica classe.
Obiettivi Nikkor Z Full-Frame (FX)
Modello
Data annuncio ufficiale
Prezzo listino attuale
Nikkor Z 20 mm f/1.8 S
12 febbraio 2020
1.319
E' un bell'obiettivo, sicuramente il miglior 20mm mai prodotto da Nikon in tutta la sua storia
CONSIGLIATO ma decisamente costoso
Nikkor Z 24 mm f/1.8 S
28 agosto 2019
1.279
Anche questo è un bell'obiettivo, forse un pò "schiacciato" dal 20/1.8 S
CONSIGLIATO ma anche questo decisamente costoso
Nikkor Z 26 mm f/2.8
7 febbraio 2023
599
Tentativo di pancake premium da parte di Nikon da abbinare a macchine compatte come la Z30 o la Zf.
Macchinoso, soluzioni strane, non ha qualità peculiari che lo facciano ammirare.
deve proprio piacere per possederlo ...
Nikkor Z 28 mm f/2.8
29 giugno 2021
299
Tutta plastica, qualità ottiche mediocri per non dire scarse.
A 300 euro non è raccomandabile ma nemmeno a meno ...
Decisamente non sembra nemmeno un Nikkor
Nikkor Z 28 mm f/2.8 SE
29 giugno 2021
359
Vale quanto scritto per la versione standard. Questa è una pessima imitazione di un AIs. Vale solo "per bellezza"
Buono solo per le foto di rito con Zfc o Zf
Nikkor Z 35 mm f/1.2 S
5 gennaio 2023
3.290
Questo è un obiettivo magico. Di diritto uno dei migliori Nikkor di sempre
ECCEZIONALE
Nikkor Z 35 mm f/1.4
26 giugno 2024
749
A differenza del precedente 35/1.8S questo è più artistico sebbene non abbia caratteristiche ottiche di eccellenza. Noi lo abbiamo preferito all'altro
CONSIGLIATO ma non a 749 euro
Nikkor Z 35 mm f/1.8 S
23 agosto 2018
1.029
Obiettivo mediocre, il meno interessante e il meno amabile dei primi Nikkor S del 2018. Noi gli preferiamo la versione successiva anche se meno raffinata otticamente.
SCONSIGLIATO è un obiettivo mediocre
Nikkor Z 40 mm f/2
14 settembre 2021
299
Valgono le considerazioni fatte per il gemello 28/2.8.
Questo obiettivo nasceva f/2.8 ma poi il marketing lo ha voluto fare f/2. Ad f/2 ha caratteristiche impressionistiche, bisogna chiudere perchè renda decentemente.
E' tutto in plastica.
Decisamente non sembra nemmeno un Nikkor
Nikkor Z 40 mm f/2 SE
14 settembre 2021
359
Versione simil AIS, sempre in plastica e con la finta ghiera del diaframma. Buono solo per bellezza.
Buono solo per le foto di rito con Zfc o Zf
Nikkor Z 50 mm f/1.2 S
4 settembre 2020
2.649
Quando è uscito ha fatto sensazione. E' un eccellente obiettivo pur se enorme e molto costoso.
Ma poi sono usciti 85/1.2 e 35/1.2 ...
ECCELLENTE
Nikkor Z 50 mm f/1.4
31 agosto 2023
579
Stessa operazione già descritta con il 35/1.4
Rispetto al 50/1.8 questo è un obiettivo più artistico, meno clinico e radiografante. Da usare con la Zf per foto in bianco e nero
CONSIGLIATO
Nikkor Z 50 mm f/1.8 S
23 agosto 2018
739
Bello ma clinico. Fa radiografie più che foto. Alla lunga annoia.
Oggi ci sono alternative equivalenti da marchi cinesi
Nikkor Z MC 50 mm f/2.8
2 giugno 2021
779
Ok è l'unico micro Nikon di focale intorno al normale.
Ok fa ottime foto.
Ok è compatto.
Ma costa un botto in relazione a tutto e il suo meccanismo di messa a fuoco è degno di Archimede Pitagorico di Paperopoli
CONSIGLIATO ma non a quel prezzo
Nikkor Z 58 mm f/0.95 S Noct
10 ottobre 2018
9.390
Un miracolo ottico in un involucro fatto di pasta frolla.
Se lo maneggiate state attenti che ogni urto ne danneggerà la carrozzeria.
Ma usarlo è una esperienza mistica, come un viaggio sull'isola che non c'è
NON CI SONO AGGETTIVI SUFFICIENTI A QUALIFICARLO UNA VOLTA CHE LO SI PROVA DA DIPENDENZA
Nikkor Z 85 mm f/1.2 S
5 gennaio 2023
3.399
Obiettivo sensazionale, è un piacere utilizzarlo.
MAGICO !
Nikkor Z 85 mm f/1.8 S
31 luglio 2019
969
Clinico come tutti gli f/1.8S però è un buon obiettivo
Oggi ci sono alternative equivalenti da marchi cinesi
Nikkor Z MC 105 mm f/2.8 VR S
2 giugno 2021
1.229
Ottimo e, caso unico negli obiettivi Nikkor Z, prezzato il giusto
CONSIGLIATISSIMO non solo per la macro
Nikkor Z 135 mm f/1.8 S Plena
20 settembre 2023
2.999
Un obiettivo cinematografico prestato alla fotografia.
Speriamo non resti un caso isolato. E' uno di quegli obiettivi per cui si sceglie un marchio al posto di un altro.
ECCEZIONALE TRA i MIGLIORI NIKKOR DI SEMPRE
Nikkor Z 400 mm f/2.8 TC VR S
19 gennaio 2022
15.449
Non saprei dire se sia meglio del precedente 400/2.8 VR II ma conferma il livello qualitativo Nikon in questo speciale settore che condivide solo con Canon e con Sony.
L'aggiunta del teleconverter integrato (che è meglio di quelli separati) lo rende duttile e insostituibile
ECCEZIONALE ma costa come una 500 Hybrid
Nikkor Z 400 mm f/4.5 VR S
29 giugno 2022
3.789
Un'ottima trovata perché sostituisce il 300/4 PF con incorporato un teleconverter. Però lo pensavo meglio a tutta apertura. Mi sono ricreduto e l'ho venduto, disponendo di altre alternative sui 400mm.
Costa quasi il doppio del 300/4 PF quando è uscito. Non saprei dire se la cifra sia giustificata viste le qualità complessive. Deve piacere la focale, il formato, la resa. Però è compatto e leggerissimo.
Nikkor Z 600 mm f/4 TC VR S
2 novembre 2022
17.599
Valgono le identiche considerazioni fatte per il 400/2.8 TC. Questo arriva ad oltre 800mm, sostituendo di fatto la necessità di un 800/5.6 che a suo tempo costava ben più di questa bestia feroce.
ECCEZIONALE ma costa come una 500 Hybrid
Nikkor Z 600 mm f/6.3 VR S PF
11 ottobre 2023
5.799
E' un obiettivo da ritratto su una focale lunghissima.
Pesa come un 70-200/2.8 e rende tantissimo. Ci si dimentica subito che è un Phase Fresnel, anche nello sfuocato.
ECCEZIONALE ma molto costoso
Nikkor Z 800 mm f/6.3 VR S PF
6 aprile 2022
7.490
Unico in tutto. Tutto sommato anche conveniente nel prezzo rispetto al 600/6.3. Io l'ho venduto perché per quella focale i miei soggetti intanto sono diventati inaccessibili
CONSIGLIATO ma è una focale molto complicata
Nikkor Z 14–24 mm f/2.8 S
16 settembre 2020
2.819
Anni luce meglio del precedente per Nikon F. E' anche il più conveniente dei tre zoom f/2.8 di classe S sul piano del valore per il denaro.
ECCEZIONALE. Consigliato se interessano queste focali. Compatto, leggero, performante. Senza rivali.
Nikkor Z 14–30 mm f/4 S
8 gennaio 2019
1.589
Deve piacere perché ci sono compromessi ottici che possono emergere. E non viene venduto a prezzo da amico ...
CONSIGLIATO
Nikkor Z 17–28 mm f/2.8
20 settembre 2022
1.376
E' un Tamron fondo di magazzino mascherato da Nikkor Z
Alla larga. Oggi c'è la versione G2 per Nikon Z del 16-30/2.8 Tamron originale che vale di più e costa 400 euro meno.
Nikkor Z 24–50 mm f/4–6.3
21 luglio 2020
509
Non sarebbe nemmeno male otticamente ma ha un range focale sostanzialmente inutile ed è sempre di apertura massima limitata già da 28mm
SCONSIGLIATO, al limite, meglio il nuovo 24-105/4-7.1
Nikkor Z 24–70 mm f/2.8 S
14 febbraio 2019
2.699
Bello ma oggi è ingiustificato chiedere questo prezzo per un normale zoom transtandard. E' stato sostituito dalla versione II che lo surclassa in tutto.
SCONSIGLIATO
Nikkor Z 24–70 mm f/2.8 S II
21 agosto 2025
2.969
Inaugura i motori lineari anche negli obiettivi "per noi altri" (prima limitati ai soli 400/2.8 e 600/4 TC). E' il migliore della classe tra tutti i 24-70 del mondo. Ma siamo sicuri di voler spendere 3000 per uno zoom del genere ?
Oggi l'ultima frontiera sono gli zoom f/2 prodotti da Canon e da Sony e prima o poi anche Nikon ...
SE PROPRIO VI SERVE UN 24-70/2.8 questo è il migliore sul mercato
Nikkor Z 24–70 mm f/4 S
23 agosto 2018
1.229
Obiettivo onesto e di uso universale, dato in kit con le prime Nikon Z, da solo è venduto ad un prezzo da rapina.
Solo ad un prezzo da affarone
Nikkor Z 24–105 mm f/4–7.1
6 gennaio 2026
599
Obiettivo da kit di massa, costruito in massa da Tamron per Nikon
Solo se regalato in kit col corpo macchina
Nikkor Z 24–120 mm f/4 S
28 ottobre 2021
1.329
Eccellente per l'equilibrio di prestazioni, tutto sommato proposto ad un prezzo umano, viste le continue campagne di sconto. Io lo preferisco al 24-70/2.8.
E' l'unico zoom che non dovrebbe mancare nella borsa di ogni Nikon Zetista
Nikkor Z 24–200 mm f/4–6.3 VR
12 febbraio 2020
1.049
Non ci avrei mai creduto ma a me è piaciuto. Rispetto al 28-200 F è un altro pianeta : ci si possono fare anche belle foto. Io l'ho sostituito con il 28-400 perché mi piace esagerare
Da comprare al miglior prezzo
Nikkor Z 28–75 mm f/2.8
14 dicembre 2021
1.079
E' un Tamron travestito da Nikkor, fatto con pezzi avanzati della precedente generazione.
Alla larga. Il nuovo Tamron 28-75/2.8 G2 è meglio in tutto e costa anche 300 euro meno
Nikkor Z 28–135 mm f/4 PZ
13 febbraio 2025
2.849
E' un obiettivo video motorizzato. Enorme, pesante, molto costoso.
E' un obiettivo da video, da usare su una slitta capace e con una Zr. Impossibile da usare a mano, è grosso e pesante. Per tutto il resto c'è l'eccellente Nikkor z 24-120/4 S
Nikkor Z 28–400 mm f/4–8 VR
27 marzo 2024
1.589
Da non credere. Anche se è già f/5.6 a 50mm ed io lo considero in fondo un diaframma fisso f/8, con il sole e all'aperto fa corredo e ci si può fare di tutto : dallo sport ai safari
Prestazioni mediocri e prezzo elevato che sconta l'eccezionalità delle sue caratteristiche.
Io ce l'ho, lo uso e ne sono soddisfatto.
Consigliarlo è una questione personale
Ognuno sceglierà per se.
Nikkor Z 70–180 mm f/2.8
21 giugno 2023
1.279
Obiettivo di prestazioni mediocri che paga la sua compattezza. E' un Tamron ricarrozzato da Nikon, oggi sostituito dal modello "originale" successivo
Alla larga. Il nuovo Tamron 70-180/2.8 G2 è meglio in tutto e costa anche 200 euro meno
Nikkor Z 70–200 mm f/2.8 VR S
7 gennaio 2020
3.029
Obiettivo eccezionale ma in predicato di essere sostituito dalla nuova versione dotata di motori lineari
Da comprare al miglior prezzo, meglio se usato.
Ma se il 70-200/2.8 è il vostro obiettivo meglio attendere l'imminente modello II che probabilmente lo surclasserà
Nikkor Z 70–200 mm f/2.8 VR S II
24 febbraio 2026
3.399
Obiettivo eccezionale tra le cose migliori fatte da Nikon in questo segmento. Pesa solo un chilo ma costa più di 1000 euro al chilo
Se il 70-200/2.8 è il vostro obiettivo questo è il modello da acquistare. Ma se per voi lo zoom 70-200/2.8 è solo un mulo di servizio, allora il Tamron 70-180/2.8 G2 basta ed avanza a meno di un terzo del prezzo
Nikkor Z 100–400 mm f/4.5–5.6 VR S
28 ottobre 2021
3.089
Obiettivo di prestazioni ottiche non straordinarie ma unico per capacità di ripresa, velocità, equilibrio dinamico. Ideale per gli sport dinamici
Consigliato ma a 5 anni dal lancio non a quel prezzo. Io ci ho fatto centinaia di migliaia di scatti e non lo sostituirò mai
Nikkor Z 180–600 mm f/5.6–6.3 VR
21 giugno 2023
2.299
Surclassa il precedente 200-500/5.6 in tutto tranne nella luminosità massima dove perde 1/3 di stop. Ma ovviamente come tutti i super-zoom del genere sottostà a qualche compromesso ottico alle focali superiori ai 400mm
Consigliato ma in campagna sconto o ricondizionato
Obiettivi Nikkor Z APS-C (DX)
Modello
Data annuncio ufficiale
Prezzo listino attuale
Nikkor Z DX 12–28 mm f/3.5–5.6 PZ VR
18 aprile 2023
439
Obiettivo mediocre e lento, pensato per i vlogger, qualunque cosa siano. E' pur vero che è l'unico superwide disponibile in formato DX
SE VI PIACE IL GENERE ... io nemmeno con le molle !
Nikkor Z DX 16–50 mm f/2.8 VR
16 ottobre 2025
929
Velleitario, non si capisce per quale macchina sia stato pensato. Non certo per la Z50 II o la Z30. Forse in futuro ci sarà una Z pensata per questo obiettivo ?
Per i soldi che chiedono la costruzione non è di livello adeguato, è un obiettivo economico travestito da principe.
Le qualità non mancano ma il prezzo è totalmente fuori-squadra. Da comprare, se serve, in outlet con un 40% di sconto.
Nikkor Z DX 16–50 mm f/3.5–6.3 VR
10 ottobre 2019
399
Una piccola gemma, sottovalutato ma ottimo per farci tutto.
Consigliatissimo ma in kit o a due soldi
Nikkor Z DX 16–50 mm f/3.5–6.3 VR SL (silver)
10 ottobre 2019
399
E' la versione silver del precedente, vendita abbinata alla Nikon Zfc (????)
Non scherziamo ...
Nikkor Z DX 18–140 mm f/3.5–6.3 VR
28 ottobre 2021
739
E' un buon obiettivo con un range di focali interessante.
L'upgrade ideale del 16-50 anche se mancano quei 2 mm di focale minima
CONSIGLIATO
Nikkor Z DX 24 mm f/1.7
1 giugno 2023
329
Obiettivo economico, costruito chissà dove, di prestazioni appena accettabili.
A metà del prezzo richiesto sarebbe comunque costoso
Nikkor Z DX MC 35 mm f/1.7
16 ottobre 2025
459
Obiettivo strano. Da provare se vi piace ma resta l'unico micro in formato DX. Comunque non è venduto a buon mercato.
Troppo costoso per quello che è ma si sconta il fatto che nessuno fa un micro in formato DX
Nikkor Z DX 50–250 mm f/4.5–6.3 VR
10 ottobre 2019
459
Obiettivo mediocre ma che in kittone con il 16-50 e una Z50 II fa corredo
Consigliato ma in kit col corpo macchina
Alcune considerazioni aggiuntive per chi non è troppo avvezzo alle cose di Nikon o magari si sta avvicinando a questo mondo solo adesso.
alcuni obiettivi Nikkor Z non sono Nikon. I tre 17-28/2.8, 28-75/2.8 e 70-180/2.8 sono dei Tamron di prima generazione riconvertiti in Nikkor Z
alcuni obiettivi Nikkor Z sono progettati da Nikon ma prodotti da Tamron per conto di Nikon nei suoi stabilimenti in Cina o in Vietnam
la gran parte degli obiettivi Nikkor Z è prodotta in Tailandia con i più alti standard giapponesi
solo pochi Nikkor Z sono prodotti in Giappone (il 400/2.8 e il 600/4, ad esempio)
il Nikkor Z 58/0.95 si può comprare solo su ordinazione e l'ordine va in Giappone. Anche le riparazioni saranno effettuate in Giappone e non nei service Nikon europei.
Bene, tanto vi dovevamo, speriamo che un compendio come questo possa essere utile a chi di deve orientare.
Ma alcune considerazioni possono balzare all'occhio di ciascuno di voi prendendo spunto per eventuali commenti.
Commenti cui ci piacerà rispondere, sempre tenendo conto, come da premessa, che i giudizi da noi espressi sono volutamente tranchant, che gli esami più approfonditi e circostanziati li trovate nelle Recensioni e negli Articoli, sezione Obiettivi Nikkor Z.


No, no, tranquilli, non sono arrivati i vampiri, la citazione del titolo di uno dei più originali film degli ultimi 20 anni è d'obbligo, non solo con riferimento alla longevità di questo sito che quest'anno svolterà il traguardo dei venti anni di esistenza, ma anche al significato ultimo di quello stesso film.
 
Solo gli amanti appassionati sopravvivono a tutto, anche alla noia o all'eccesso. Pure in fotografia.

 
Stiamo vivendo una fase di esagerata sbornia tecnologica con una offerta di macchine per produrre immagini (dagli smarphone alle camere medio formato) che ci permettono di produrre letteralmente miliardi di click ogni giorno.
Eppure la fotografia - sia sul piano meramente commerciale che creativo - pare in declino.
 
Per quanto le vendite di fotocamere scendono per quanto i produttori propongono nuovi strumenti. Tanto da tratteggiare un futuro con possibilità espressive ancora più sorprendenti di oggi.
 
Non faccio esempi specifici ma oggi possiamo trovare di tutto. Dal ritorno delle compatte usa e getta a pellicola (magari marchiate pure Kodak o Polaroid), alle Instax di Fujifilm con forte revival della pellicola, nuova o scaduta e dei pasticci relativi del mezzo formato analogico+digitale.
Per arrivare fino alle medio formato da 50.000 dollari, passando per ogni tipo di formato digitale super-35mm, 35mm, 44x33 etc.
Obiettivi che solo qualche anno fa erano inarrivabili.
Anche solo pescando sul mercato dell'usato recente si potrebbero fare corredi principeschi. E molti marchi, magari non Nikon e Canon, propongono valanghe di novità che è addirittura difficile annotare.
Delle luci Godox che hanno cambiato il modo di fotografare e filmale, ne vogliamo parlare ? Dei flash dal più piccolo al più potente.
E del video, oggi alla portata di tutti, anche del meno creativo.
Poi c'è il software, le possibilità offerte dall'AI. La capacità di pulire file scattati a 6400 o 12800 ISO che sembrano i 32 ISO di un tempo ...
Oramai si riesce a fare la postproduzione perfino al video in formato RAW.

Abbiamo stampanti, carte e inchiostri adatti ad ogni riproduzione delle nostre opere.
Le possibilità offerte dalla stampa digitale lasciano stupefatti sia in casa che presso i migliori service online, altro che camera oscura.
Ma chi vuole può pure stampare in proprio con i chimici, magari impregnando a pennello carta sensibilizzata ed esposta in megaformato per fare opere uniche ed irripetibili.
E poi ci sono i social media dove confrontarsi, incontrarsi, spiegarsi, trovare spunti e idee.
 
Eppure ...
 
... eppure pare che ai fotografi manchino sempre due centesimi per fare un euro.
 
Sembra che senza questa funzionalità o quell'obiettivo proprio non si possa fotografare.
Come se nei decenni passati, quando ci bastava una macchina e al più un paio di obiettivi, ci fossimo fatti fermare dalla mancanza di stabilizzatore a 5 assi o della sensibilità oltre l'umano verso gli ISO 4 milioni  ...
 
Guardi i vincitori dei concorsi fotografici. E il più delle opere presentate riproducono realtà irreali, fiabesche. Con il lato composit e postproduttivo che prevale. Tanto da avere impregnato anche il gusto delle giurie.
Manca naturalezza, c'è noia, routine, ripetitività, imitazione.
 
Come nel cinema. Una volta c'era la pellicola e si girava a manovella. Ma c'erano grandi attori, c'erano grandi copioni, c'erano grandi sceneggiatori, scrittori, registi.
Adesso si può girare in digitale con un attore che recita nel nulla che poi verrà ricreato in computer graphics.
Ci sono tanti effetti speciali ma per commuoverci abbiamo ancora bisogno di veder recitare, seduto su una panchina, il grande Sir Michael Caine, classe 1930, che Gianluigi Rondi ai bei tempi etichettò come "un uomo senza qualità". Oramai in un film di 10 anni fa, perché adesso si è giustamente ritirato avendo passato ampiamente i 90 anni.
Perché altrimenti è tutto un boom-boom squarciatimpani di pellicole che non ti lasciano niente.
 

Un vecchio, una ragazza, due hot-dog, una panchina. Mr Morgan's Last Love, con Sir Michael Caine. Niente effetti speciali.
 

Will Eugene Smith, A walk to the paradise garden, 1946
l'intima essenza della fotografia sussurrata, senza bisogno di grandi tecnologie, una delle più belle e sentite fotografie dell'intera storia della nostra arte visuale.
 

Ecco, volevo condividere con voi questo punto di vista, auspicando di leggere il vostro pensiero al riguardo, sull'eccesso di tecnologia, inversamente proporzionale alla voglia di fotografare che ravviso in molti dei fotografi che conosco e alla mancanza di idee fresche e naturali da realizzare.
 
Fotografia è passione, fotografare è un atto d'amore. Non importa da parte di chi e verso chi.
Bisogna amare per sempre perché l'oggetto amato sopravviva. Fosse anche la stessa ... propria passione per la fotografia.
 
Solo gli amanti vivono per sempre. Se Nikonland c'è ancora è soprattutto per questo. Il mio amore per la fotografia è lo stesso dei miei venti anni e lo stesso vale per Max che ce lo dimostra col suo stile sanguigno, tutti i giorni del calendario.

Ma dall'apporto di fotografie, di spunti artistici, di propositi personali, di proposte fotografiche che vedo su queste pagini non riuscirei a giurare che sia così per tutti gli iscritti o per i non iscritti.
Sempre alla ricerca dell'ultimo acquisto da fare al miglior prezzo. Non della prossima foto da fare ad ogni costo.
 

Le vostre argomentazioni al riguardo, quantomai benvenute, sarebbero ancora più significative se portassero con se, una prova del proprio amore per la fotografia praticata e non chiacchierata, sotto forma della vostra fotografia più significativa per voi, scattata da voi se non proprio nell'ultimo mese, almeno dopo il grande incendio di Londra del 1666 ...

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