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mostrare agli altri quello che si è fatto o che si è provato a fare, può essere un modo per comunicare ma anche più semplicemente per imparare.
Perché dai commenti e dalle domande nascono interrogativi che fanno formazione.
Eppure vediamo che c'è una certa ritrosia a condividere la propria esperienza.
Non vediamo il punto, qui è facile e forse è l'unico sito dove si possa fare in scioltezza.
Ci sono i forum per cose rapide e ci sono i blog personali dove scrivere veri e propri articoli descrittivi, con foto, spiegazioni, consigli.
Siamo tutti più o meno alfabetizzati allo stesso modo, non c'è bisogno di lauree al MIT, basta buona volontà e capacità di comunicazione.
Soprattutto la volontà di essere utili, agli altri, a Nikonland, al web intero.
Dite qualche cosa di nikonista. Che avete fatto o che state facendo. Non è detto che tutti abbiano le vostre esperienze.
E anche se si tratta di un campo molto particolare, tutto vostro, probabilmente sarà utile anche a qualcun altro.
Che fino al momento prima di leggere i vostro articolo, non ci aveva mai pensato.
Essere iscritti a Nikonland non è una patacca appuntata sulla giacca. E' un modo di essere, diverso da tutto il resto.
Non ha senso essere su questo sito tutti i giorni e non avere nulla da dire agli altri ...
Viltrox sta entrando sempre più nelle borse dei fotografi (italiani e non).
Io per primo penso di avere già una decina di obiettivi Viltrox, dal 9/2.8 al 85/1.4
E con il ritmo delle loro novità non è certo finita qui.
Ma Viltrox non opera su licenza Nikon (e Sony, Fujifilm, etc.), lavora per conto suo, decrittando i segnali delle fotocamere per adattarli alle elettroniche delle sue ottiche.
Per cui capita spesso che sia necessario aggiornare il firmware degli obiettivi, per migliorarne le prestazioni oppure per adeguarne la compatibilità con i corpi macchina che via via si succedono.
Gli obiettivi Viltrox hanno una porta standard USB-C che viene utilizzata per questi aggiornamenti.
Basta usare un cavetto (possibilmente buono, USB-C -> USB-C) per la connessione al computer.

e il collegamento viene stabilito.

diagramma delle parti del VIltrox AF 85mm f/1.4 PRO, al punto 11 la porta USB-C evidenziata sopra in foto nel bocchettone di innesto ottica al corpo macchina.
E' una posizione comoda e furba, più di quella scelta da Tamron per i suoi obiettivi (sul corpo, a vista, esposta a sporco e liquidi !).
I primi obiettivi, quelli più anziani, si aggiornano semplicemente andando a sovrascrivere il firmware con quello nuovo.
Si scarica il file nuovo sul sito Viltrox, sezione Supporto, si mette da qualche parte, si collega l'obiettivo al computer, si attende che venga rilevato come se fosse un device di storage e si copia il file sopra.
E' un metodo piuttosto efficiente che richiede un secondo ma decisamente barbaro nel 2026.
Lo hanno capito anche loro ma ... sulle prime hanno fatto il salto più lungo della gamba.
Con l'uscita del Viltrox AF 16mm f/1.8 nel 2024, hanno introdotto una app mobile su iOs e Android che imponeva all'utente di usare lo smartphone per fare l'ugrade.
Un modo decisamente controcorrente che sinceramente mi ha indispettito.
Ne ha parlato diffusamente Max Aquila QUI
La cosa deve aver suscitato non poche rimostranze, visto che tutti gli altri produttori mettono a disposizione una bella APP desktop per fare queste cose.
Lo hanno capito e sono corsi ai ripari. Dall'estate scorsa, per alcuni obiettivi selezionati (sostanzialmente quelli nuovi) nella pagina di download del firmware, c'è il link a tutte le possibili app scaricabili.


tra cui quelle desktop per PC Windows e Max.
Si tratta di una app che viene consegnata compattata. Non va installata, basta scompattare la cartella e metterla da qualche parte.
Questa è la directory della APP scompattata sul desktop del mio mini-pc di servizio che adibisco a queste operazioni.

basta fare doppio click sull'eseguibile Viltrox Lens.exe e la app parte.

con questa schermata di saluto che invita a collegare l'obiettivo al computer via USB-C

fatto questo, l'obiettivo - se funzionante ! - viene rilevato. Il programma verifica automaticamente che ci sia un upgrade disponibile.
In questo caso - ma già lo sapevo perché ho visto gli annunci sui canali social di Viltrox - il firmware è aggiornabile, dalla versione 1.05 alla 1.07
Premendo il pulsante UPDATE il programma farà tutto da se. Non è necessario andare sul sito Viltrox, cercare il file, scaricarlo e poi adoperarlo.
La cosa è del tutto trasparente per l'utente.

l'operazione di updating è rapida, i file sono leggeri, nulla a che vedere con quelli delle nostre Z con Expeed 7 che richiedono 7-8 minuti per completare l'operazione.

e tutto va bene - e non ci sono motivi per dubitarne tranne che non vi manchi la corrente ! - l'operazione va a buon fine e la procedura stessa vi avvisa che il firmware è alla versione v1.07 (nel caso del mio 85/1.4) e che questa è l'ultima disponibile (Is the latest).
Ed è finita qui, potete rimuovere sconnettendo dalla porta USB-C l'obiettivo ed utilizzarlo per fotografare.
Io ho trovato il tutto molto semplice ed efficiente. Già maturo e pronto per l'uso anche di utenti non troppo smaliziati. Basta non farsi intimidire da qualche scritta in cinese sfuggita all'interfaccia.
Ma questi sono veramente .... ragazzi. Si faranno !
NIKON LANCIA IL NIKKOR Z 24-105mm F/4-7.1: UN OBIETTIVO ZOOM 4.4X VERSATILE E LEGGERO CHE MIGLIORA LA CATTURA QUOTIDIANA
Un obiettivo zoom conveniente per foto e video di tutti i giorni
Melville, NY — Nikon Inc. ha annunciato il versatile obiettivo zoom standard NIKKOR Z 24-105mm f/4-7.1 per fotocamere mirrorless Nikon formato FX/full-frame. Questo nuovo obiettivo offre un'ampia gamma focale da grandangolo a medio teleobiettivo da 24-105mm, che consente di catturare facilmente tutti i tipi di scene e soggetti, da ampi paesaggi, punti di riferimento lontani, cibo, amici, istantanee di strada, viaggi e altro ancora. Questo obiettivo altamente versatile e compatto è facile da trasportare tutto il giorno per qualsiasi escursione, con un peso di soli 350 g. Presenta una distanza minima di messa a fuoco di soli 0,2 m all'estremità grandangolare e di 0,28 m all'estremità teleobiettivo, consentendo agli utenti di ottenere sfondi piacevolmente sfocati con riprese ravvicinate per una resa impressionante che mette in risalto il soggetto principale.
Il nuovo obiettivo zoom NIKKOR Z 24-105mm f/4-7.1 si abbina perfettamente alla fotocamera mirrorless full-frame Nikon Z5II e sarà disponibile come obiettivo kit a partire da questo inverno. Questo pratico kit offre agli utenti della Z5II un pacchetto completo per esplorare i confini della creatività e catturare ogni ricordo o momento.
Caratteristiche principali del NIKKOR Z 24-105mm f/4-7.1
La versatile gamma di lunghezze focali, dal grandangolo da 24 mm al teleobiettivo medio da 105 mm, è ottimale per un'ampia gamma di scene e soggetti.
Un design leggero di soli 12,4 oz / 350 g, comodo da usare tutto il giorno.
Le brevi distanze minime di messa a fuoco di 7,9 pollici / 0,2 m all'estremità grandangolare e 11 pollici / 0,28 m all'estremità teleobiettivo, combinate con un rapporto di riproduzione massimo di 0,5× (a lunghezze focali da 70 mm a 105 mm), facilitano le riprese ravvicinate.
L'utilizzo di un motore passo-passo (STM) garantisce una messa a fuoco automatica rapida e silenziosa per una registrazione video fluida.
La capacità dello zoom può essere estesa fino a raggiungere un intervallo massimo di lunghezze focali pari a 210 mm, senza sacrificare la risoluzione, utilizzando la funzione Hi-Res Zoom 1 di alcune fotocamere Nikon 2 .
Dotato di una ghiera di controllo personalizzabile a cui è possibile assegnare messa a fuoco (M/A), apertura, compensazione dell'esposizione o sensibilità ISO.
Progettato tenendo conto della resistenza alla polvere e alle gocce 3 .
Prezzo e disponibilità
L'obiettivo NIKKOR Z 24-105mm f/4-7.1 sarà disponibile a metà gennaio 2026 al prezzo consigliato di $ 549,95 . Il nuovo obiettivo sarà disponibile anche come parte di un kit con la Nikon Z5II al prezzo consigliato di $ 2.199,95 .
Specifiche del Nikon Nikkor Z 24-105mm F4-7.1:
Specifiche principali
Tipo di lente
Obiettivo zoom
Dimensione massima del formato
35mm FF
Lunghezza focale
24–105 millimetri
Stabilizzazione dell'immagine
NO
Attacco dell'obiettivo
Nikon Z
Apertura
Apertura massima
F4–22
Apertura minima
F7.1–40
Anello di apertura
NO
Numero di lamelle del diaframma
7
Ottica
Elementi
12
Gruppi
10
Elementi speciali / rivestimenti
1 ED, 2 asf.
Messa a fuoco
Messa a fuoco minima
0,20 metri (7,87 pollici )
Ingrandimento massimo
0,5 ×
Messa a fuoco automatica

Tipo di motore
Motore passo-passo
Metodo di messa a fuoco
Interno
Scala delle distanze
NO
Scala DoF
NO
Fisico
Peso
350 g (0,77 libbre )
Diametro
74 millimetri (2,91 ″ )
Lunghezza
107 millimetri (4,21 ″ )
Sigillatura
NO
Colore
Nero
Metodo di zoom
Rotante (estensibile)
Zoom Power
NO
Blocco zoom
NO
Filettatura del filtro
67 millimetri
Collare a treppiede
NO

E' una questione piuttosto spigolosa e che interessa tutti i fotografi escursionisti, il tema: lo ZAINO.
Non esiste una soluzione ideale, o meglio sì esisterebbe e si chiama PORTATORE, ma non siamo inglesi dell'800 quindi direi che questa opzione è da scartare a prescindere. La borsa foto non è la scelta corretta per escursioni più o meno lunghe su terreno sconnesso, lo zaino diventa subito una condizione obbligata.
Ora, l'industria di settore ha un importante filone dedicato a noi e relativo ai BACKPACK, e siccome noi siamo disposti a pagare belle palanche per i nostri attrezzi, ecco che questa industria ci lusinga con borse super fichissime e super costosissime. Nulla di disonorevole a sacrificare un rene in cambio di uno strumento ideale, ma in questo caso le cose stanno veramente così? Siamo sicuri??
Qui vi porto la mia esperienza personale. Nelle foto che seguono c'è un po' della mia storia fotografica e poi una secca analisi di 4 zaini che utilizzo nelle mie uscite. Attraverso queste mie scelte più che altro vorrei condurre ad una ragionevole riflessione, non sono titolare di verità rivelate, sono solo uno che va per i boschi almeno 1 volta alla settimana.
Dall'inizio degli anni '90 ho dovuto risolvere il problema di come andare su per i monti portandomi appresso un tele grosso e magari un treppiede (in quegli anni il mio tele era il Tamron 400/4 SP-LD ed il treppiede un pratico Manfrotto 190 accorciato a mano). Per molti anni il mio zaino da montagna è stato un Berghaus 50L a gerla, scelta di necessità. Il caricamento dall'alto è odioso ed accedere all'attrezzatura fotografica e mantenere un ordine decente è una impresa demoralizzante.

GIOVINEZZA.... quello li dietro è il Berghaus con dentro il Tamton 400/4 ed FM2+MD12 pronta all'uso. Cima del Teggiolo , Trasquera (VB) - Aprile 1996
Come tutti, appena ho potuto mi sono procurato uno zaino foto. Questi era il magnifico LowePro 350AW

Stessa montagna, due anni dopo. Gennaio 1998.
Lo zaino era favoloso, difendeva bene obiettivi e fotocamere, il 400 ci stava per bene, con innestata la fotocamera armata di trascinatore , tutto bello. Peccato che la borraccia proprio non sapevo dove infilarla, così come la maglietta di ricambio, i guanti, la giacca a vento... il panino. Mi arrangiavo, in qualche modo. Quello che però non potevo "arrangiare" era il suo PESO. Le belle imbottiture erano spesse, molto spesse, così come l'involucro tutto. Vado a memoria e credo che VUOTO superasse i 3 kg. 3h di cammino con quel vagone sulle spalle erano un guasto inutile anche per un quasi 30enne abbastanza tonico. Lo vendetti, annuncio con foglietti da strappare e numero di telefono appeso in bacheca di un laboratorio di sviluppo invertibili di Milano (CHROME zona PoliMi, non un caso), ad un fotografo di sport acquatici (tutto contento, lui e io anche).
Ma la legge della fotografia non demorde. Cerco un altro zaino foto. Lo trovo nel 2001 da TENBA. Questo è leggero, ha una bella forma, non è enorme, il 400 ci stava.

Ecco il nuovo, allora, TENBA; il Nikon AF 300/2.8 non era mio, val Vigezzo (VB) - Novembre 2001

Qui percorro una spiaggia atlantica con in spalla il Tenba riarrangiato alla bisogna. Coto de Donana, gennaio 2002
Con questo zainetto ci ho girato un bel po', ha percorso con me gli ultimi anni della pellicola per approdare nella stagione digitale. Per garantirmi la gestione di un carico significativo, ho apportato delle modifiche. Con ago e filo ho adattato una fascia lombare di un altro modello Tenba a questo zaino e ho adattato una coppia di lacci per fermare, sotto allo zaino, quelle cose che là fuori servono (e nella foto atlantica si vedono bene).
Questo zaino ce l'ho ancora e talvolta lo uso per i trasferimenti in automobile, ma per quanto più leggero di qualunque Lowe questo TENBA mi lascia irrisolto il solito problema, ben illustrato nelle seguenti immagini (ora digitali).



In queste immagini si vede come sia stato costretto ad arrangiare soluzioni di fortuna. La rete mimetica, minimale, stava dentro schiacciata come una sottiletta e la giacca a vento era fuori agganciata in qualche modo. La rain cover per il tele occupa lo spazio in testa al 200-400 e la rete mimetica fogliata, nel suo sacchetto, è agganciata sotto.
Tutte soluzioni di fortuna, a cui mi sono piegato pur d'avere lo ZAINO foto e obiettivi e fotocamere ben ordinate e pronte (più o meno) all'uso. Il colpo di grazia a questa soluzione me lo ha sganciato la GRANDE BERTA.

Lo zibibbo qui sopra nel Tenba non ci stava nemmeno a piangere in aramico e io ce lo volevo portare in montagna (e ci son riuscito come dimostra la foto di cui sopra) . Al tempo cercai una soluzione CANONICA. Scartata l'opzione ZAINO PER TELEOBIETTIVO, perché non fotografo solo con il tele ma anche con altri obiettivi e, come già detto, serve spazio anche per generei di necessità, la proposta della già nota LowePro era il PhotoTrekker 600 AW. Su catalogo era molto bello, poi però, metro alla mano...


Con tutto il rispetto, senza offesa per nessuno, MA TI SEMBRA??? Combinato così fai 200m e basta e se ti incontra qualcuno, ride (a ragione). Beh anche no, io passo.
Correva l'anno 2009 e il mio bel 600/4 VR da qualche parte dovevo metterlo. Nel vecchio Berghaus ci stava , ma avendo solo l'accesso da sopra, per mettere il tele nel sacco o per estrarlo, lo zaino andava rifatto tutto, completamente, ogni volta. Voleva dire foto perse. Per sfortuna (mia) io non lavoro vicino a casa ma vicino a Corsico (MI). In quegli anni Decathlon aveva in Corsico uno dei suoi punti vendita meglio riforniti. Un giretto in pausa pranzo e mi cade l'occhio sullo Zaino Foclaz 45L marrone e nero: 49 euro. Lo guardo, lo apro, lo provo, lo chiudo, ci penso, torno il giorno dopo e lo compro. Una scelta semplice, forse, non scritta da nessuna parte, non suggerita da nessuno, solo un po' di buon senso (una volta ogni tanto) e da quel giorno ho cambiato il mio modo di trasportare l'equipaggiamento fotografico in qualunque posto io vada.

Eccolo qui in una foto del 2009, dentro c'è il Nikon 600/4 VR con la D3 innestata e un po' di altre cose
Tutto sto bel preambolo per dire che un buon zaino da montagna, pensato per avere una ergonomia adatta a lunghe camminate e a sforzi prolungati, è perfetto per accompagnarmi dove mi piace andare: su per i bricchi. Questo zaino in particolare mi ha seguito per due volte in Finlandia, sempre con il 600/4, poi in Quebec, ma qui con il 200-400/4 ed infine in Costa Rica dove, purtroppo è rimasto, quasi vuoto, nelle mani dei ladrones della Ventana, ma questa è un'altra storia.
Però uno zaino alpino deve avere delle caratteristiche specifiche che il vecchio Forclaz 45L aveva.
VANTAGGI DELLO ZAINO STILE ALPINO
Uno zaino alpino è leggero e questa cosa non ha prezzo, inoltre la struttura di carico, spallacci, fascia lombare e schienale, sono ergonomici e pensati per espellere il calore, ed il sudore, che in estate sono una zavorra in piu’. La fascia lombare di questi zaini è robusta e avvolgente perchè il grosso del peso va fatto scaricare sui fianchi e non sulle spalle. Nelle gambe si trovano i muscoli più forti del corpo, la colonna vertebrale sopporta già i 4 kg a sbalzo del nostro capoccione, là in alto sulla cima, bene che siano le gambe a fare lo sforzo del carico fotografico aggiuntivo.

Come accennato non è che uno zaino da montagna qualunque vada bene per le imprese di fotografi accumulatori seriali di fotocamere e obiettivi. Quello della foto sovrastante, per esempio, pur avendo un'ergonomia eccellente non va affatto bene, in quanto si tratta di una struttura a "gerla" con una sola apertura inferiore , d’accesso al sacco a pelo. Caratteristica prima fra tutte che fa di uno zaino alpino uno strumento adatto alla fotografia e’ l'apertura che deve essere su tutta la lunghezza del sacco . Solo in questo modo è possibile accedere ai grossi calibri, a quelli piccoli, alla borraccia o quant'altro. Il bellissimo LoweAlpine di cui sopra, che mi aiutò a realizzare le fotografie subacquee ai tritoni di un lago a 2000m, ora appartiene al mio collega Max amante della montagna, ma non dei teleobiettivi da 3-4kg.
Prima di procedere nella descrizione è bene che chiarisca un aspetto: all'interno di uno zaino MONOVOLUME obiettivi e fotocamere devono essere intrinsecamente protette per ovviare collisioni/sfregamenti che provocherebbero danni. La cosa per me non è un problema perché le mie fotocamere, dal giorno dell'acquisto, vivono dentro ad una muta di neoprene LensCoat. Così tutti i miei tele e i grandangoli e i macro, hanno il loro vestito di neoprene monofoderato.

Fatta questa doverosa premessa, vi racconto cosa cerco in uno Zaino, come lo gestisco, descrivendovi pregi e difetti dei 4 modelli che uso correntemente, ciascuno adatto ad applicazioni differenti.
Fondamentali per uno Zaino alpino per applicazioni fotografiche.
1 - apertura su tutta la lunghezza:
garantisce accesso immediato al contenuto senza necessità di dover disfare tutto lo zaino per trovare l'obiettivo che serve al momento. Inoltre permette di inserire/estrarre con un solo gesto rapido anche grossi teleobiettivi.

2 - cinghie laterali di compressione.
Per la Piccozza basta un'asola sul fondo, ma per gli scialpinisti occorrono dei lacci laterali necessari per trasportare gli sci agganciati uno di qui e uno dillà. Noi dell'asola per piccozza ce ne facciamo poco mentre quelle cinghie, magari accompagnate da tasche a fondo sacco, sono perfette per legare il treppiede oltre che, naturalmente, modulare il volume del sacco per adattarlo a differenti situazioni di utilizzo.

3 - presenza di tasche interne controschienale.
E' una cosa di cui non facevo caso, ma da quando c'è la uso metodicamente. Qui trovano spazio il telo antipioggia TARP (non il coprisacco rain cover, quello sta sempre sul fondo). Siccome l'acquazzone arriva quando meno te lo aspetti, accedere rapidamente al rain cover ed al tarp non ha prezzo. Qui ci metto anche la maglietta di ricambio, in estate ma anche in inverno sudo come un orco.

Qui sopra si vede la tasca contro lo schienale e sulla destra, l'equipaggiamento BASE che non manca mai in nessuno dei miei zaini. Non manca mai perché voglio evitare di dimenticare a casa quanto segue:
i teli per lavarsi e asciugarsi
la carta ...
coltellino
torcia frontale
guanti da giardiniere e segaccio (vago per montagne di bassa quota, la vegetazione talvolta è un problema)
telo antipioggia e/o mantella
pompetta (maledetti pelucchi sul sensore !!!!!)
(non visibile) Moschettone grosso su asola centrale dello zaino

Alcuni zaini dispongono di ganci elastici per trasporto bastoncini. Io li uso per agganciare il treppiede come il Leofoto LS-254C. Invece lo scopo del grosso moschettone BLU della foto di destra, è quello di agganciare la fotocamera o il teleobiettivo che tengo fuori durante la progressione. In questo modo scarico un po' di peso che graverebbe su una sola spalla. Gancio e sgancio è possibile senza scaricare lo zaino



I miei 4 Zaini Alpini per fotografia
Uso questi 4 modelli per affrontare escursioni differenti. Si tratta di 3 modelli Decathlon ed uno zaino tattico Mardingtop.


DECATHLON FORCLAZ Trek 100 (50L)
Zaino per trekking di due giorni, molto leggero e con ottima ergonomia. Ha l'apertura con unica cerniera su tutta la lunghezza e apertura inferiore per accesso sacco letto, con divisorio interno (che non uso) che è sganciabile. Questo lo rende adattissimo all'applicazione fotografica. E' lo zaino che uso per la montagna vera, quando trasporto molto peso e prevedo di camminare a lungo. E' il sostituto del Forclaz 45 che è rimasto in Costa Rica


PROS:
Leggerezza,
vestibilità confort,
volume elevato,
presenza agganci ad elastico per bastoncini ,
presenza di tasche laterali con zip,
presenza sacca per borraccia ad accesso rapido,
struttura portante schienale in barre di alluminio
regolazione altezza dell'aggancio spallacci

CONS:
cinghie chiusura cappuccio non ancorate alla base del sacco,
1 sola tasca sulla fascia lombare,
sistema regolazione un po' macchinoso,
mancanza di tasche laterali di fondo sacco
DECATHLON QUECHUA Mh500 (40L)
Per uscite di una giornata, leggere ma nemmeno troppo, questo è il mio zaino preferito. Legerissimo e soprattutto in estate in grado di smaltire bene il calore ed il sudore. Ovviamente Decathlon lo ha dismesso. Misteri.



PROS:
Leggerezza,
vestibilità confort,
espulsione del calore da schienale,
tasca dorsale con zip e tasca dorsale esterna,
tasche laterali ad accesso rapido,
presenza agganci ad elastico per bastoncini,
struttura portante schienale in tubi di alluminio

CONS:
cinghia chiusura cappuccio unica non ancorate alla base del sacco,
cinghie laterali a V non adatte all'aggancio treppiede (compensato da ganci elastici),
mancanza di tasche laterali di fondo sacco
cinghia di chiusura ventrale sottile
Cerniera apertura semicentrale asimmetrica.
DECATHLON SOLOGNAC BIGHUNTER (45-70L)
Dal 2017 è il mio cavallo di battaglia. Fortuna che Decathlon la serie per cacciatori la fa con materiali molto robusti, altrimenti lo avrei già squartato. Questo attrezzo mi segeu da 9 anni nelle mie uscite settimanali nel parco delle lame. Fango pioggia neve caldo impossibile tutte belle situazioni in cui questo sacco mi serve senza problemi. L’ho usato così tanto che gli spallacci si sono compressi e sono diventati decisamente sottili. Decathlon non fornisce il ricambio, anche se sarebbero perfettamente sostituibili. Decathlon è imperscrutabile.




PROS:
robustezza del materiale del sacco,
volume abbondante,
presenza di tasche laterali con zip,
presenza tasche laterali di fondo sacco,
lacci di compressione laterali molto robusti,
sacca porta calcio fucile,
struttura portante schienale in tubi di alluminio,
espandibilità del volume,
colore mimetico real tree
regolazione altezza dell'aggancio spallacci

CONS:
spallacci non ben imbottiti,
peso un po' elevato,
MARDINGTOP M6480 (70L)
In inverno, soprattutto, la quantità di vestiti da portarsi appresso sul fiume è veramente tanta. Per questa ragione ho acquistato il Mardingtop 70L. In effetti si è rivelato perfetto allo scopo, ma anche comodo, nonostante una struttura non proprio rigida. Tanto che per una due giorni in montagna (con tenda e sacco a pelo) ho scelto lui perchè solo il suo volume mi ha permesso di trasportare l'iradiddio di cui avevo bisogno. Un ottimo zaino, ha tutto quel che serve e qualcosa di più. Se fosse stato anche mimetico con bastino tubolare (come il Solognac di cui sopra) sarebbe lo zaino perfetto per ... i traslochi. In effetti è l'unico zaino che mi permette il trasporto di due teleobiettivi 300/2.8 + 600/4 oppure 800/6.3 + 400/2.8 TC




PROS:
Materiale robusto fatto per durare
Volume elevato,
vestibilità confort,
regolazione altezza dell'aggancio spallacci
presenza tasche laterali di fondo sacco,
tasca dorsale con zip
Apertura zip a tutto sacco
Tasche interne a rete

CONS:
struttura portante dorso in lastra di materiale plastico

Infine per i più curiosi ecco come ho preparato il Decathlon Forclaz Trek 100, per la salita al monte Barone.
Video senza titolo - Realizzato con Clipchamp.mp4
Valerio Brustia 2026
C'è sempre stata una correlazione tra la Nippon Kogaku KK (Nikon) e la guerra.
Dapprima come fornitore di ottiche per la marina imperiale giapponese (binocoli e telemetri ottici per la direzione del tiro) , poi col sistema reflex che servì moltissimi reporter di guerra.
Chi non ricorda ad esempio il grande Dennis Hopper in Apocalypse Now dove interpreta un fotoreporter un po' matto con addosso 3 Nikon F e relative ottiche?
Proprio la scorsa settimana ho rivisto il film ,ma poi mi è capitata tra le mani la foto di un vero utilizzatore delle Nikon in Vietnam.
E così mi è venuto in mente di affiancare le due immagini, due modi di vedere chi per lavoro e chi nel set ha portato al collo le mitiche Nikon F coi rullini Kodak Tri-X400 o Kodachrome.
Macchina solida, essenziale, pesante ma fatta come un carrarmato ha documentato di tutto e di più.
Ora, una macchina odierna come una D5/6 o una Z9/8 , sopporterebbe gli stessi stress a cui erano sottoposte quelle macchine ?
A distanza di 60 anni molte F continuano ancora a fotografare (in mano ad amatori), tra altrettanti anni, una digitale odierna sarebbe ancora attiva?
Me lo chiedo data la rapida obsolescenza delle fotocamere odierne.

Eccolo Hopper con Ray-Ban e Nikon F al collo, mi son sempre chiesto come si procurasse i rullini nel covo di Kurz.....

ed ecco un vero fotografo del conflitto, il sergente Dennis Fisher della 1 divisione Marines ripreso con le sue Nikon, la scorta di rullini e la Grease Gun .45 giusto perché sia mai che........

Qui quel che resta della Nikon F del fotoreporter giapponese Ichinose Taizo, rimasto ucciso nel novembre 1973 in Cambogia, da un cecchino dei Khmer rossi.

Qui un altro fotografo si appresta al decollo a bordo di uno Huey, al collo una Nikon F e una Nikonos che usavano per scattare sotto i pesanti scrosci di pioggia della regione

Qui il fotografo Dana Stone con le sue Nikon F e relative ottiche,Coppola si deve essere ispirato a lui per il personaggio interpretato da Hopper

Qui il fotografo di Life Larry Burrows,ogni macchina un'ottica per non perdere il momento.......gli zoom erano di la a venire....

Questa invece la F del fotografo Don McCullins che nel '68 gli salvò la pellaccia fermando il proiettile di un cecchino
Si sente parlare di Global Shutter come panacea per tutti i mali.
Soprattutto c'è stato il momento del lancio della Sony a9 III in cui si è detto di tutto.
Ma anche adesso nei rumors sulla oramai già mitica Nikon Z9 II che dovrebbe avvicendare l'attuale Z9 entro questo 2026.
Sappiamo che RED DIGITAL CINEMA (e quindi Nikon USA) utilizza nelle sue videocamere 35mm e super 35mm sensori global shutter.
E molto della qualità di quelle macchine deriva da quel tipo di sensore.
Ma al fotografo serve un sensore con Global Shutter ?

il più classico degli artefatti indotti dal ritardo di lettura tra le striscioline di pixel su cui opera il rolling shutter
Forse servirà un ripassino per chiarirci le idee prima di pensare a chi serve e a chi non serve.
La gran parte delle mirrorless attuali ha un sensore con il tradizionale otturatore elettronico a rolling shutter.
Questo lo possiamo immagine come se fosse la tapparella di una finestra.
Scende dall'alto verso il basso lasciando illuminata solo una parte dell'area sensibile alla luce.
In particolare, nella simulazione del funzionamento dell'otturatore meccanico, le tendine elettroniche sono virtualmente due.

In pratica viene lasciata solo una striscia di righe del sensore che viene messa in tensione per catturare la luce mentre la restante parte del sensore resta, per così dire "al buio".
Nella realtà viene comunque colpita dalla luce, non c'è nulla che copre fisicamente il sensore, ma la sola parte attiva è la striscia individuata dalle due tendine elettroniche nel loro movimento verso il basso.
Il movimento avviene per righe, i dati vengono letti come farebbe uno scanner o una fotocopiatrice.
Poi si passa alla striscia successiva, verso il basso.
Finita la lettura, si ricomincia dall'alto per ridiscendere nuovamente.
Fino a 20-30-120 volte al secondo, secondo del tipo di raffica che abbiamo impostato.
Questo avviene a prescindere che noi stiamo scattando o meno, perché la previsione a mirino è comunque catturata allo stesso modo.
Così come la precattura nel caso sia attiva.
I dati vengono messi in memoria e da li interpretati nel flusso di elaborazione della fotocamera.
E' intuitivo e non ci vuole una laurea in fisica che questo movimento non individua una lettura simultanea ma temporizzata.
Nella pratica tra la lettura della prima striscia in alta e la lettura dell'ultima striscia in basso ci sarà uno sfasamento temporale.
Un vero e proprio ritardo.
Che si identifica come tempo di lettura o di readout del sensore. Si misura in millisecondi.
Ci sono macchine molto veloci, come la Z9 e la Z8 che hanno un tempo di lettura di 3.7 millisecondi.
Macchine meno veloci ma non lente, come la Z6 III, che ha un tempo di readout di circa 14.4 millisecondi.
Macchine più lente la Z5 che ha un tempo di readout di 110 millisecondi (ovvero più di un decimo di secondo)
Fotocamera
Tempo di readout del sensore
Nikon Z8 e Z9 (stacked sensor, 45 MP)
~3,7 ms (circa 1/270 o 1/268)
Nikon Z6 III (partially stacked, 24 MP)
~14,4 ms (circa 1/69)
Nikon Z50, Z50 II, Zfc (DX, 20 MP
~46,6 ms (circa 1/21)
Nikon Z6, Z6 II, Zf (24 MP)
~50-51 ms (circa 1/20)
Nikon Z7, Z7 II (45 MP)
~65-66 ms (circa 1/15)
Nikon Z5 (24 MP)
~110 ms (circa 1/9)
ma ci sono macchine anche più veloci delle nostre, la Canon R1 che si ferma a 2.7 ms, o molto più lente come le medioformato con il sensore da 100 megapixel che hanno un tempo di readout fino a 200 ms (ovvero 2 decimi di secondo).

un sensore molto lento come quello di Z7 e Z5 può produrre distorsioni come questa senza tanti problemi. In quei casi è necessario scattare con l'otturatore meccanico.

le bande nere indotte dall'otturatore elettronico rolling shutter in sensori lenti come quello di Z50 etc. Si sistema in foto passando in otturatore meccanico.
Ma in video è impossibile.
Bene. Ecchissene del tempo di lettura ?
Eh, non la si può fare così facile e banalizzare la questione.
Quel ritardo sarà quasi ininfluente se abbiamo davanti un soggetto immobile o inanimato (quasi perché in alcuni casi ci sono comunque fenomeni di interferenza che creano artefatti anche in soggetti fermi).
Ma se questo si muove, il ritardo tra la lettura della prima striscia e l'ultima potrà creare artefatti e distorsioni.
Anche un umano lento farà del movimento in un decimo di secondo, ma pure un impercettibile spostamento di un millimetro nel tempo breve di 3.7 ms in cui viene letto il sensore della Z9 può creare degli effetti distorsivi.
Che nel video saranno ancora più evidenti, in quanto ci sarà la presa continua della ripresa.
Non solo, in luci oscillanti o in luci miste, con frequenze intorno ad 1/60'' si creerà il fenomeno del banding, cioé la formazione di bande nere orizzontali nelle immagini e nei video.
Tanto più strette quanto è più veloce il sensore, tanto più larghe quanto è più lento il sensore.
Ma non finisce qui.
L'autofocus nelle nostre mirrorless Z funziona per righe orizzontali, non verticali. E il soggetto sarà tenuto d'occhio solo quando la striscia in cui è il punto di messa a fuoco, sarà illuminata. Per cui sempre proporzionalmente al tempo di readout del sensore, ci sarà una frazione di tempo in cui il soggetto non sarà sotto controllo dal sistema di messa a fuoco che comunque dovrà ad intermittenza ricatturare il fuoco mettendolo a punto in modo fine tra una lettura e un'altro.
Un lavoro sfibrante cui sottoponiamo di continuo le nostre macchine, i loro sensori e i loro processori.

la Sony a9 III è l'unica mirrorless con sensore a global shutter sul mercato. Partita come oggetto del desiderio per tanti, è stata svalutata brevemente in quanto le vendite effettive sono state ampiamente sotto le attese, quando la gente ha capito che c'era un prezzo da pagare oltre al costo, molto salato, del corpo macchina.
Bene, chiarito come è il sensore con otturatore elettronico a rolling shutter, vediamo brevemente come è quello a global shutter.
In questo caso le cose sono semplicissime.
Il sensore dispone della memoria sufficiente per scaricare in tempo reale e di continuo tutte le informazioni che riceve in termini di luce in modo praticamente simultaneo.
Possiamo dire che il tempo di readout di un sensore con otturatore elettronico global shutter è praticamente zero.
Questo consente di non aver alcun ritardo di lettura, eliminando di fatto alla radice le cause di artefatti di lettura indotti da quel ritardo.
E anche di tenere sempre sotto tiro il punto di messa a fuoco in tempo reale, senza intermittenze. Che si stia scattando oppure no.
Quindi niente distorsioni, niente effetti mazza da golf o elica distorta, niente banding. Autofocus più reattivo.
L'arma finale ?
Fino ad un certo punto, perché non ci sono mai pasti gratis.
Un sensore di questo tipo richiede più elettronica ed è più complesso da produrre per l'allineamento degli strati sovrapposti (il sensore con global shutter è di fatto un sensore di tipo stacked più affollato di uno normale).
Più elettronica e la lettura di tanti dati in simultanea, significa maggior consumo, maggior produzione di calore.
Maggior produzione di calore induce maggiore rumore digitale (in lettura, una cosa che non alcuna relazione con la sensibilità ISO, con l'amplificazione o con il rumore fotonico di fondo).
Maggior rumore significa minore dinamica in gamma bassa.
E anche la necessità di impostare sensibilità base più elevate di quelle nominali per mantenere una curva di amplificazione decente.
E' il caso della famosa Sony a9 III che tante perplessità ha destato all'uscita, una volta ricavata la curva di lettura del rumore e la sua dinamica inferiore al modello precedente avente la stessa risoluzione ma un più normale sensore stacked.
Ci sono trucchi per risolvere questo problema che però non sono sempre applicabili.
RED DIGITAL impiega la lettura ad alta velocità e in questo modo riesce a sommare due fotogrammi consecutivi che vengono fusi insieme per ricavarne uno più pulito da rumore e disturbi.
Nikon ha fatto tempo fa un brevetto per un sensore che può funzionare in modo misto, rolling e global shutter ad aree in modo da dosare la potenza, il calore e il rumore e tenere sempre il soggetto sotto fuoco.
Ma lasciamo queste problematiche agli ingegneri, loro sanno come giocarsela.
Quindi dopo questo - mi scuso - lungo preambolo andiamo alla domanda.
A chi serve il Global Shutter (ovvero a chi servirebbe una Nikon Z9 II qualora avesse, come qualcuno dice , un sensore con global shutter derivato da quelli di RED ) ?
Principalmente a chi fa video, specie in condizioni di luci critiche.
E a chi fotografa soggetti animati, lenti o veloci e non vuole in nessun modo che ci siano artefatti nelle sue immagini.
Oppure a chi usa flash in luce ambiente e necessità di potenza.
Una macchina a global shutter può sincronizzare il flash potenzialmente con tempi rapidissimi (nell'ordine dei decimillesimi di secondo fino teoricamente ad 1/80000'' ammesso che il flash riesca a scattare a quelle velocità) senza il depotenziamento del flash in modalità HSS.
Quindi fotografi sportivi, videografi, cerimonialisti, fotografi di wildlife estremo, fotoreporter, fotografi di moda che usano flash potenti in luce ambiente con il sole.
A questi potenzialmente non daranno fastidio i problemi portati dal Global Shutter rispetto ad un normale Rolling Shutter con tempo di readout molto rapido.
Come la sensibilità di base più elevata o la perdita di dinamica in bassa gamma.
Si avvantaggeranno della migliore reattività dell'autofocus, dell'assenza totale di black-out a mirino, oltre ovviamente, all'assenza di artefatti da movimento in qualsiasi condizione di luce, incluso il banding.
A chi NON serve il Global Shutter ?
Principalmente a chi non fa le cose che fanno quelli a cui serve il Global Shutter.

Quindi paesaggisti, fotografi di still-life e di macro, chi riproduce opere d'arte, a chi fa della scienza del colore e della post-elaborazione alla ricerca di ogni stilla di qualità di immagine possibile, la ragione ultime della sua fotografia.
Questo fotografi avranno solo danni dall'uso di un sensore con global shutter, non vantaggi. Quindi dovranno tenersene alla larga.
Tranne che i produttori nel frattempo non si inventino qualche escamotage per aggirare i limiti indotti da questa tecnologia.
Ho tutto e anche di più del desiderabile.
Tante fotocamere, decine di obiettivi. Flash, luci fisse. Treppiedi e teste (quante teste !).
Ma credo che un uomo che smette di avere desideri sia arrivato alla ... fine.
Quindi quando mi sento bene penso a cosa mi piacerebbe.
Anche se la nuova Nikon Zf Silver mi guarda storto.
Qui di seguito scriverò i miei desideri che spero qualcuno realizzi nel 2026.
Vi invito, se volete e se non siete nella condizioni di uno che è arrivato alla fine della pista, di aggiungere nei commenti i vostri.
Ma con l'accortezza - vi prego - di non farmi leggere cose tipo "un viaggio in Policromesia", oppure "tempo per fotografare perché il lavoro, i pargoli etc. etc." e altro sciocchezze del tipo di un 1200 mm a lenti f/2.8 a 350 euro.
No, se volete partecipare al gioco dei desideri con me, dovreste indicare quello che vi serve, vi piacerebbe avere e che, se uscisse nel 2026, comprereste di sicuro.

Se poi per voi la fotografia oramai è un lontano ricordo, invece astenetevi (e toglietevi di torno ... perché qui non avete cittadinanza !).

la mia prima Z9, inossidabile pur nei suoi 1200000 scatti. Potrebbe lavorare altri 5 o 6 anni ma è arrivato il tempo per un modello più aggiornato
La Nikon Z9 II, lo sappiamo, è già la fuori, almeno sotto forma di "muletto" Z9 aggiornato o prototipo. E forse sarà, in forma camuffata, dalle parti di Cortina per le imminente Olimpiadi invernali.
Io ho già due Z9 di cui sono soddisfatto ma credo che in cinque anni Nikon abbia accumulato lo stesso know how che ha accumulato per fare la Z9.
La Z9 è stato un oggetto dirompente che, anche se non si è notato per noi nikonisti, ha influito sul mercato.
Ancora oggi è un riferimento per tutti.
La Z9 II per me - e credo per tutti - non può che essere la replica di quel fenomeno.
Per cui non deve e non può essere un mero aggiornamento di marketing ma un vero passo avanti.
Perché io la compri deve fare uno step ulteriore in tutti i fronti :
sensore - molto più veloce, con un readout di non più di 1/1000'', meglio se Global Shutter per essere esente da ogni artefatto, ma basta che possa sincronizzare un flash ad 1/2000'' e sarò soddisfatto
con una risoluzione nell'intorno dei 50 megapixel. Anche se a me ne basterebbero la metà, purché buoni
con una tenuta al rumore equivalente all'attuale
ma soprattutto più veloce e con un autofocus decisamente più reattivo ed evoluto dell'attuale
che abbia il marchietto AI non mi importa, purché porti un miglioramento della precisione e soprattutto dell'aggancio del soggetto di quello attuale.
Lo sappiamo - almeno io lo so - la Z9 (e le sue sorelle) soffrono quando il sistema legge le informazioni perché il soggetto non è più illuminato.
La Z9 ragiona per righe orizzontali, non conosce le colonne verticali. E quindi zoppica.
Magari non ve ne siete accorti perché vi basta così.
Ma potrebbe e può essere meglio, decisamente meglio di così.
Che faccia 70 scatti al secondo o che abbia qualche scamotaggio a la Sony per avere più dinamica a 64 ISO non mi interessa (sinceramente nemmeno mi interessano i 64 ISO, io la uso permanentemente a 500 !).
E del video non ho particolari richieste da fare. Anzi, per me sarebbe meglio che Nikon si concentrasse sulle Z-RED per le cose più sofisticate del video.
La Z9 deve essere una macchina completa ma non necessariamente il meglio che c'è anche nel video.
Ma certo, il global shutter oltre che ad eliminare gli artefatti in fotografia, eliminerebbe le bande oscillanti nel video e la renderebbe refrattaria a qualsiasi influenza esterna anche negli scenari più complicati.
Il Global Shutter, se di generazione successiva a quello della Sony a9 III, sarebbe la risposta ad ogni desiderio.
E potrebbe far si che la Z9 II sia la macchina "per sempre".

Adoro la mia Nikon Zfc e la Z50 II mi piace, a differenza della Z50 prima serie.
Ma non nascondo i miei malumori per attuali Nikon DX :

soprattutto il sensore, vecchio e lento ma anche e ancora più inadeguata, la batteria EN-EL25, mi annoiano.
Il mio desiderio - per il 2026 o per il 2027 - sarebbe di vedere finalmente una Z70 che superi questi limiti e ci offra un sensore moderno - anche solo da 24 megapixel - e la batteria Nikon EN-EL15 per compatibilità con le altre Nikon "serie". Magari, il sensore stabilizzato ... come offerto dai concorrenti.
Mica chiedo la luna ...
Ma sono conscio che per quest'anno Nikon si limiterà ad aggiornare la Z30 facendone una piccola Zr con la batteria rachitica ...




il fatto che io abbia ancora lo scatto del 105/1.4 ART di Sigma insieme alla vecchia D850 fa capire a che era appartenga questo, pur ancora splendido progetto.
Ma oggi per centrare il bersaglio ci vogliono motori lineari a coppie, altro che ultrasuoni ! E i miglioramenti sul piano ottico consentiti dal tiraggio corto delle mirrorless sono sotto gli occhi di tutti, quando un 28-400 o un 16-50 si permettono di stare a testa alta davanti ai fissi !
Non ho capito perché la focale 105mm si sia estinta.
A parte il Nikkor Z 105/2.8 S - che è un micro ! - nessuno ha proposto un 105mm negli ultimi 5-6 anni.
Il riferimento restano il vecchio Nikkor F 105/1.4E con tutto il suo mare di aberrazioni e lo strano e buffo Sigma ART 105/1.4, bello ma esagerato.
Il lancio del 135/1.4 ART di Sigma questa estate, disponibile purtroppo solo per attacco Sony e Leica, ha fatto capire che se ci sono le ambizioni, le cose si possono fare.
Ecco, oggi credo che un 105/1.2 potrebbe vedere la luce. Ma non credo potrebbe essere Sigma a farlo e, se anche lo facesse, non producendo più obiettivi per Nikon, non saprei che farmene.
Per cui lo vorrei da Nikon, con il marchio Plena, per un progetto ancora più esclusivo del "cinematografico" 135/1.8.
Ma ammetto che se fosse Viltrox - e non mi sento di escluderlo dalla serie LAB che rappresenta le ambizioni del marchio cinese - non lo trascurerei.
Anzi, lo comprerei il primo giorno di messa in vendita.
Amo la focale 85mm nel ritratto anche se io preferisco - quando il soggetto se lo può permettere - un isolamento assoluto e poter "entrare in contatto con gli occhi" della persona che ritraggo.
Per questo il 105mm rappresenta per me l'assoluto, più di 135 - focale sempre impegnativa - e di 85mm.
E' il mio vero e unico desiderio in campo ottico perché gli altri sono più generici.



l'ultima infornata di Viltrox in arrivo su Nikonland. Manca qui il nuovo 85/1.4 PRO che è fermo in deposito in attesa di consegna con le Poste Italiane
Viltrox oramai è una realtà consolidata. Soprattutto per l'intraprendenza e la capacità di proporre tante novità sempre a prezzi sorprendenti.
Tanto che ogni acquisto è sempre più che un capriccio : un capriccio possibile.
La linea EVO credo che sia il non plus ultra della loro proposta. No, non intendo che sia il meglio in assoluto, i PRO e i LAB sono meglio.
Ma gli EVO - di cui per ora abbiamo solo il bellissimo 85/2 - sono il compromesso tra prestazioni/peso/prezzo migliore.
Sono meglio degli AIR - tutti uguali e compattati a forza in quel fusto - non così più scarsi dei PRO ma in compenso molto più piccoli e leggeri.
Meno prestazionali dei LAB ma molto meno costosi.
Una linea completa di Viltrox EVO dal 12mm al 135mm sarebbe perfetta per le Nikon Zf, con la ghiera dei diaframmi, una luminosità buona ma non esagerata che consenta di contenere peso e dimensioni. Prezzo intorno ai 300-400 euro uno per l'altro.
Credo che li collezionerei tutti.


Infine un desiderio generico ancora di più, più universale che personale.
Vorrei che Nikon si rendesse conto finalmente che per arginare la presa di campo dei cinesi non può che allearsi con i giapponesi.
Per questo credo che sarebbe ora che Nikon smettesse di ostacolare TAMRON e SIGMA nella emissione di nuovi obiettivi per attacco Nikon Z.
E' una politica miope e controproducente.
Perché la disponibilità di un certo obiettivo da un certo marchio può spingere l'acquirente lontano dal tuo prodotto fotocamera e incentivare le vendite di macchine Sony o Panasonic (l'accesso al mondo Leica L, se vogliamo escludere le strane Sigma BF).
Se Tamron e Sigma avessero la facoltà di proporre gli obiettivi che vogliono per il nostro attacco Nikon Z, sarebbe un vantaggio per tutti e questo aprirebbe ancora di più il mercato, ostacolando i cinesi, anziché i vicini di casa con cui abbiamo imparato a convivere per decenni.
E che, a differenza dei cinesi, offrono una rete di assistenza e una garanzia nazionale degna di questo nome.


E voi che cosa desiderate per il 2026 ?
Mi raccomando, solo strumenti per fotografare, che dovrebbero uscire nel 2026, che sul mercato per il momento non esistono E SOPRATTUTTO che voi comprereste ...
Parliamo di desideri da realizzare non di sogni impossibili o insensati.
Sono davvero poche le realizzazioni in formato APS-C degli obiettivi macro Nikon in era digitale, prima reflex ed ora mirrorless.
Perchè alla particolarità della funzione ci siamo quasi sempre fatti bastare i Micro e ora gli MC nati per il formato pieno, pur pagando lo scotto sulle fotocamere DX della variazione della copertura, che diventava equivalente sempre a mediotele, anche spinti.
Per cui l'esigenza di un obiettivo per la distanza ravvicinata, che non superasse di troppo la copertura di uno standard, in effetti non è in certi tipi di ripresa, specie di still life, un'esigenza da poco, tanto da farmi sognare anche su FF l'opportunità di un macrowide.
Sul finire di questo 2025, che è stato in generale avaro di ottiche, Nikon ci stupisce con la presentazione del primo zoom f/2,8 Z DX ed anche con questo Nikkor Z DX MC 35mm f/1,7 che già dal nome ci fa sobbalzare per la luminosità fin qui sconosciuta su qualunque ottica macro di chicchessia.

Ottica compatta tanto quanto semplice di linea, lunga 72mm e larga 70, passo filtri il glorioso 52mm dei primi MicroNikkor, peso solamente 220g essendo costruita interamente in plastica, eccetto la baionetta posteriore in metallo

nessun pulsante o slider sul barilotto, neppure di limitazione del range di messa a fuoco ravvicinata (come siamo abituati a trovare sugli MC Nikkor)
Schema ottico da 8 lenti (una ED) in 7 gruppi, rapporto di riproduzione 0,67x il che porta la sua ratio solamente ad 1:1,5

invece che al lifesize 1:1 al quale Nikon ci ha abituati pressocchè da sempre sulle sue realizzazioni macro, salvo poche eccezioni su alcuni Tilt&Shift
impermeabilizzato da pochi O-Ring
Un obiettivo di matrice economica, quindi, costruito in Vietnam, dotato di paraluce a vite HN-43 che va comprato a parte


Sulla mia Z50ii sta veramente bene, esteticamente ed ergonomicamente, se lo paragonassimo all'altro MC in commercio da tanti anni...

...ossia il Brutto Anatroccolo MC 50/2,8... quello con la proboscide da coleottero che spunta dal nulla...

specie se paragonato al Master fra gli MC (ed i macro in commercio), quel MC 105/2,8 che davvero fa fare sempre bella figura ai fotografi che lo adottano

eh si...

però, però...non fasciamoci la testa prima di iniziare e montato il nuovo MC 35/1,7 sulla Z50ii vediamo di farlo lavorare un pò...
magari riprendendo il fratellino

Vediamo la distanza operativa dal soggetto al massimo del suo RR, usando il mio tacchino:

che resta a davvero pochissimi centimetri dal paraluce del MC 35/1,7

poi usiamolo per scattare qualche ritratto all'altra new entry: lo zoom 16-50/2.8


e dai e dai, non mi sembra poi di ravvisare differenze enormi col MC50... vogliamo vedere a che livello siano?
Ricordiamoci del dato luminosità: l' MC 50mm è un f/2,8 mentre questo MC 35mm è un luminosissimo f/1,7...ma sappiamo come tutte le ottiche macro, a causa del forte avvicinamento al soggetto e conseguente arretramento del gruppo ottico relativo alla messa a fuoco, soffrano di una perdita notevole di luminosità, progressivamente arrivando verso il loro massimo RR.
Nella fattispecie questo MC 35 è un f/1,7 ad infinito e fino a 5 metri circa dal soggetto, poi comincia a diventare meno luminoso (f/2 a 25cm dal soggetto) fino ad arrivare a 16cm dal piano focale un f/3,2... comunque sempre più luminoso del MC50 che però è un lifesize e quindi al suo RR di 1:1 diventa f/5,6 mentre allo stesso RR 1:1,5 del MC35 è comunque un f/5
Tanto per intenderci, questa è la differenza tra i due RR dei due obiettivi, a parità di soggetto: una moneta da 20$ messicani
qua ripresa a tutta dimensione f/8 dai due obiettivi
MC 35mm
MC 50mm
E adesso al massimo RR dei due obiettivi:

MC 35mm f/3,2 a tutta apertura

MC 50mm f/5,6 a tutta apertura anch'esso
La differenza di ingrandimento, a parità di distanza (16 cm dal piano focale per entrambi gli MC) è sensibile e determina tutta la differenza che intercorre tra questi due obiettivi, per chi volesse sceglierne uno al momento dell'acquisto.
Insieme alle altre differenze di un certo rilievo, se tale possa essere il limitatore di fuoco presente sul 50 insieme al tasto AF MF, in fondo di scarsa utilità.
Insieme alle differenze tra i due MC low-end del catalogo Nikon, una comunanza, che è una scoperta che ho fatto io, dato che non la vedo riportata nè da Nikon nè tantomento da altri divulgatori sul web.
Una delle utilities del MC50 era di poter essere utilizzato insieme al sistema Nikon ES-2 per poter duplicare diapositive e negativi. Tale sistema ES-2, nato in era reflex a servizio dei due Micro 60mm AFD ed AFS viene venduto con due differenti tubi filettati di prolunga per adattarsi a quei due Micro reflex.
Ma il NIkkor Z MC50 era stato prodotto con una filettatura filtri da 62mm, concentrica a quella da 46mm della proboscide col nocciolo di lenti dell'obiettivo: questa filettatura si accoppia con una delle due prolunghe a servizio dell'ES-2.

Ho provato a collegare alla più corta delle due prolunghe questo MC 35/1,7 attraverso un semplice anello step-down 62-52mm di pochi euro di costo.

Il risultato è ottimale (grazie anche ai pochi mm di prolungamento dell'anello step-down stesso) e consente anche agli utenti DX tramite l' MC35/1,7 di utilizzare sulle loro mirrorless l' ES-2



tutti gli automatismi di AF, compreso l' eyeAF e il riconoscimento dei soggetti, funzionano pienamente allo scopo

a ben vedere i campi di utilizzo di questo nuovo obiettivo macro Nikon Z sono gli stessi del fratello più grande, specie tenuto conto delle differenti capacità di ingrandimento, che in close up non contano più, se non occorra per forza arrivare al fatidico RR 1:1




usandolo poi in focus stacking, grazie all'utility presente su quasi tutti i corpi DX delle Nikon Z (eccetto la prima 50) risulta sempre la focale ideale
Anche in giro per negozi, attraverso la vetrina di un vecchio orologiaio...


oppure per bancarelle:

sfruttando la luminosità della sua apertura massima

ed esercitandosi a casa con gli oggetti di una vita

utilizzando sorgenti di luce miste, naturali ed artificiali .
Ma questo obiettivo possiede un suo carattere ben definito anche in esterni, specialmente dove il colore prenda il sopravvento sulle forme

in contesti urbani, passando dal totale al dettaglio...in un batter d'occhio, come con il chiosco Liberty di Ernesto Basile a Palermo,
tanto trascurato, quanto interessante nei suoi particolari, neppure tanto nascosti





E se con i fiori in pietra questo MC 35/1,7 si comporta così bene, non c'è ragione di non provare con quelli naturali...
come immaginavo, nulla da eccepire, specie giocando con i flexible picture color di casa Nikonland, per ottenere dei JPG immediatamente pronti all'uso, perfettamente coerenti alla percezione a mirino in ripresa





A conti fatti, il prezzo di acquisto differente tra i due MC motiverà i possessori di Nikon Z DX a fare la scelta per l'uno o per l'altro, invece che le prerogative RR dei due macro.
Io questo MC35/1,7 DX lo consiglierei
a tutti coloro che desiderino continuare ad acquistare obiettivi APS-C per le loro Nikon Z 50,30 fc e le possibili successive che verranno progettate. Perchè sanno già che non faranno mai il passaggio al formato superiore...
a chi non interessi che fotografare oggetti a distanza ravvicinata, ma non abbia esigenze di arrivare per forza al RR 1:1 (e se dovesse riprodurre dia e negativi, abbiamo visto che grazie ai tubi del sistema ES-2 ci arriva ugualmente)
a chi possegga una Z DX e desideri un obiettivo Nikon standard, fisso e luminoso che fino ad oggi nel catalogo non c'era (l'altro unico fisso DX è il 24/1,7)
a chi sia piaciuto come l'ho utilizzato io e abbia nel frattempo pensato ad altri modi e luoghi...

Max Aquila photo © per Nikonland 2025

Un obiettivo Nikon, dà sempre soddisfazione !

Auguri di Buon Anno 2026 qui con noi su Nikonland...
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E si:
dopo generazioni di macchine fotografiche digitali, finalmente Nikon si è decisa a costruire un secondo zoom trans standard f/2,8 a più di vent'anni di distanza da quel 17-55/2,8 che restò l'unico zoom professionale DX per così lungo tempo.

Ma se nel titolo di questo articolo non trovate scritta la parola professionale nè il suffisso PRO è presto detto: questo zoom è certamente il più luminoso disponibile su questo range di focali per le Nikon Z 30/50/fc (con la sola eccezione del Tamron FF 16-30 di pari luminosità, peraltro presentato anch'esso nel 2025) ma pur essendo dotato di VR (non essendo le Z DX stabilizzate sul sensore) non posso certamente attribuirgli una classificazione che appartiene ad obiettivi zoom Z di ben altra costruzione e caratteristiche.
Ciò detto in anticipo, siamo certamente di fronte ad una realizzazione intelligente, progettata proprio per fare fronte all'incombente minaccia se non di Tamron, sicuramente della strabordante produzione cinese di fissi di notevole (anche maggiore) luminosità e, se sono veri gli ultimi rumors, secondo cui Viltrox si appresta a produrre il primo zoom totalmente Shenzen, anche la futura concorrenza su questo versante.
Come si fa dunque a tentare di contenere questa orda famelica? Sicuramente iniziando dal prezzo d'attacco interessante, subito oggetto di campagne natalizie di ribasso che, se la nostra esperienza di lustri ci assiste, si tramuterà presto nei nuovi prezzi di listino, già dopo pochi mesi.

Per cui i 929€ iniziali, dopo solo un paio di mesi dal lancio sono diventati già 879€ : ben al di sotto di quel Tamron citato che naviga attorno ai mille, ma ricordiamoci essere un FF (pur se non dotato di stabilizzatore)

L'obiettivo si presenta in modo ineccepibile e con delle dimensioni abbastanza compatte per il suo range equivalente ad un 24-75/2,8

schema ottico da 12 lenti in 11 gruppi, con due elementi asferici ed uno ED, lungo 88mm e largo 74,5, diaframma a 9 lamelle e filettatura filtri da 67mm, pesa solamente 330 grammi...perchè è costruito interamente in plastica, eccetto la baionetta posteriore.

Sottile la seconda ghiera, quella di messa a fuoco manuale, ma programmabile via menù per poter alla bisogna, gestire il diaframma, la correzione dell' esposizione oppure gli ISO. E questo è certamente un plus per questa categoria di obiettivi, quelli DX ...
Dichiarato IF, però zoomando si allunga: e questa cosa ai PRO non piace mai...


accreditato, infine, di un MTF non linearissimo alla massima apertura, alla quale vignetta sensibilmente e non per causa del paraluce a petalo, invece sempre necessario per contenere riflessi parassiti.

ottimamente impermebilizzato a giudicare dalla quantità di O-ring... ma non l'ho certo messo alla prova in questo ambito


un obiettivo certamente centrato sulle prestazioni rispetto al prezzo di vendita, ma non certamente professionale
Il confronto con il 16-50/3,5-6,3 VR è certamente impressionante per la differenza di dimensioni

ma dobbiamo considerare che quello zoomino è stato l'obiettivo di primo equipaggiamento di tutte le Z DX fino ad oggi e nessuno dei suoi acquirenti (anche se obbligati) se n'è mai lamentato, se non per la luminosità scadente via via zoomando.
La distanza minima di messa a fuoco del nuovo 16-50/2,8 varia con le focali, passando dai 15cm richiesti alla focale minima fino ai 25cm a quella massima.

in buona sostanza un obiettivo che mancava fin da quando il panorama Z DX si era arricchito di altre macchine che non le prime Z50 e 30... ed il fatto che oltre alla costruzione economica, non certo a prova di urti o shock termico da lavoro in ambiti difficili, la mancanza di un antiriflesso come nelle ottiche Z di formato pieno di livello anche medio, ma sopratutto quell'allungamento del barilotto in zoomata, non lo si possa annoverare in una categoria che non gli appartiene, ciò non significa che per le esigenze degli utenti degli attuali corpi DX non fosse un desiderata per la sua luminosità parifocale.
E per le caratteristiche di compattezza e peso che sicuramente ne faranno un best buy in questa sua categoria.

La maggior parte degli scatti realizzati sono a TA, proprio per vagliarne le caratteristiche di omogeneità di esposizione e di cromia.
Oltre a valutare gli eventuali riflessi in controluce diretto, in assenza di nanocristalli et similia...





Come si vede, la distanza minima e l'elevata luminosità, consentono sia di avvicinarsi e tanto più di staccare bene il soggetto dallo sfondo, anche in ottica wide...

così come anche a 24mm

piccole distanze che unitamente al focus stacking possono fare di questo obiettivo un altro ottimo protagonista per lo still life


Preciso e silenzioso in AF, facile (grazie all'elevata luminosità) anche il funzionamento in eyeAF, anche su piccoli riferimenti, come in questo presepe meccanico, a focali via via maggiori



Preciso e nitido come solo nel bianco e nero si può "freddamente" stabilire

...pur se con l'ausilio di specifici Picture Control, studiati proprio per incrementare la nitidezza sul soggetto 😜


nitidezza e contrasto che vengono chiaramente confermati anche negli scatti a colori a distanze canoniche

Qualche sbavatura solamente nelle situazioni di compresenza di forti controluce ed ombre, dove l'assenza di nanocristalli e tantomeno di altro coating come gli Arneo e Meso Amorphous, presenti sulle ottiche di pregio, possono provocare l'insorgenza di flare e talvolta qualche caduta generale del contrasto, come nei successivi scatti...





fermo restando il valore di questo zoom quando le condizioni di illuminazione, quali che esse siano, siano più nette ed uniformi



come dimostrano anche le riprese effettuate in una delle più difficili chiese della mia città: la Cappella Palatina di Palazzo dei Normanni, patrimonio dell' umanità, laddove gli imperatori normanni, da Ruggero a Federico si sedevano in trono a seguire la Messa, sotto un ludibrio di mosaici bizantini in tessere d'oro zecchino e sotto le muqarnas arabe del soffitto (insigne esempio di integrazione religiosa)
...ossia quanto di più difficile da compensare cromaticamente con un sensore digitale ! E questo Nikkor Z 16-50mm f/2,8 VR...se l'è cavata bene !



...consentendone l'osservazione ravvicinata grazie alla sua focale da 50mm in DX, che ci permette di esaminarne i dettagli che ad occhio nudo, da terra, non sono altrettanto ben percepibili

In conclusione, siamo davanti ad uno zoom che mancava al catalogo Nikon e che è stato collocato sul mercato ad un prezzo tutto sommato adeguato alle sue prestazioni.
Un obiettivo che aiuterà il suo possessore in tantissime occasioni, da quelle nelle quali un diaframma aperto serva a gestire luce disponibile di basso livello, tanto quando servirà ad isolare un soggetto dallo sfondo a 75mm-eq molto meglio di quanto non si potesse fare con uno zoomino entry level da f/6,3
Uno zoom di medio livello che consentirà di affiancare dei fissi, magari ancora più luminosi, scegliendoli dal catalogo FX oppure, purtroppo, da quello dei concorrenti cinesi più aggressivi come Viltrox, qualora Nikon come supponiamo, non intenda abbassarsi al livello dei prezzi ormai imposto da questi competitor.
Noi da questa tenzone siamo affascinati...😇 sempre tifando per Nikon, ci mancherebbe !!!

Max Aquila photo © per Nikonland 2025

Tanti anni fa feci un post (Nikonland rev 1) in cui raccontavo di braccetti snodati per riprese subacquee (TLC Arms). Sapevo benissimo trattarsi di argomento che avrebbe interessato pochissimi lettori. Oggi faccio il bis, ma forse quanto segue potrà avere una platea più vasta .

- Supertele Nikon Z: rimozione asole cinghia.
Con i nuovi supertele Nikon Z (400 TC 600 TC e 800) ci siamo trovati ad aver a che fare con le nuove asole passa cinghia. Belle robuste, meno cheap di quelle utilizzate su tutti i tele Nikon dal momento dell'invenzione del teleobiettivo, purtroppo con un grave difetto: sono aggettanti. Si protrudono come puntazze spigolose fuori dall'affusto cilindrico del tele e sfregano, consumano le eventuali coperture, perforando il neoprene. Io non uso i passa cinghia, nel trasporto a sbalzo del tele ricorro ad un morsetto arca swiss, stretto al piede del tele, dotato di asole su cui è agganciare la cinghia. Insomma a me le asole sporgenti rompono inutilmente i cotiledoni.





Spulciando il sito Zemlin ho scoperto di non essere l'unico a trovarle fastidiose, Zemlin propone un kit di sostituzione composto da due placchette plastiche (20 euro) o di alluminio (30 euro) da posizionare al posto delle asole. Oltre a ciò Zemlin consiglia un bel cacciavitone adatto a quelle maledette vitine che ancorano i passacinghia, perchè queste vitine, oltre ad essere piccole e facilmente spanabili, sono bloccate con uno zic di colla (Loctite frenafiletto) . In casa però io un cacciavite adatto cell'hò e allora ....


Ok sull'800 le viti vengono via. Si deve fare un certo sforzo poi TAK la vite si smolla e si può svitare rimuovendo la placchetta. Ora, di aspettare non so quanti giorni per avere due pezzi di plastica a 20 euro francamente anche no, grazie. In casa ho un foglio di poliuretano nero spesso circa 2.5mm che fa al caso (si trova in qualunque ferramenta). E' un materiale che si lavora facilmente e così ho fatto.









I fori: bisogna fare un po' di attenzione a marcare correttamente la posizione dove forare, ci va niente a sbagliare di mezzo millimetro e la placchetta non si riesce a posizionarla correttamente.






Ok sull'800, sostituzione avvenuta e tutto liscio. Sul 400 TC invece quelle viti non ne vogliono sapere. Il cacciavite si flette, ma le viti non cedono. Evidentemente sul 400 TC Nikon ha messo un po' troppo frenafiletti, ho desistito onde evitare di causare danni e la cosa mi urta parecchio. Non mi arrendo, ma ci vado cauto, servirebbe un cacciavite con la medesima croce ma con l'affusto più robusto. Ringrazio Zemlin per l'idea, ma il suo cacciavite non lo acquisto nemmeno morto, piuttosto scaldo le viti con il saldatore.

- Piastre 8Sinn
I favolosi supertele Nikon Z sono forniti di un bellissimo piedino dotato di grip antiscivolo. Purtroppo Nikon non ne vuole sapere di disegnarli con profilo dove tail adeguato ai morsetti Arca Swiss. Oggi, come in passato, lo stuolo di scultori dell'alluminio anticorodal ci son venuti incontro con piastre avvitabili oppure con piedi sostitutivi come lo zampone i-shoot (credo tra i più venduti)

Nella foto qui sopra il 400 TC monta un i-shoot mentre sull'800 ho avvitato una Wimberley P20. Il piede sostitutivo è sicuramente la scelta migliore perchè è molto robusto e decisamente più comodo nell'uso quale maniglia rispetto alla piastra wimberley avvitata al piede nIkon originale. Purtroppo in entrambe i casi si perde la funzionalità ergonomica del piede Nikon originale che, mi ripeto, è fatto molto bene.
Non so come ma navigando in rete sono finito sul sito di un'azienda specializzata in accrocchi per video riprese, si chiama 8 Sinn, e ho visto questa:

L'idea è semplice: dove wimberley (e tutti gli altri) propongono parallelepipedi con scanalatura a coda di rondine, questi 8Sinn mi vendono solo la META' di SOTTO. Può essere un'idea furba?
Si vi dico già che è furba, molto furba. La piastra dispone di due viti di serraggio perfette per il montaggio con il piede Nikon Z; con due punti di ancoraggio non c'è pericolo di slittamenti laterali. A seguire il confronto con la Wimberley P20




Non son 40 grammi a fare la differenza, lo è invece il profilo che si ottiene montandola sotto il piede standard dei tele Nikon Z. La 8Sinn è nel mezzo, si vede di cosa parlo.

Va detto che anche in termini di peso, la 8Sinn risulta comunque vincente, anche verso il granitico ed essenziale piedino i-shoot.


Il profilo della 8Sinn è estremamente essenziale, non sporge oltre il bordo del piede Z permettendo di utilizzare appieno la maniglia Nikon originale che, assicuro, è decisamente comoda. Infine, il serraggio su qualunque morsetto Arca Style è perfetto ed estremamente robusto.

La 8Sinn mi ha convinto. Le sto usando da 1 anno e vanno molto bene.
Sono due dritte che forse potranno essere utili a qualcuno, magari no , ma magari si. Condividere mi sembra una cosa giusta.
Buone feste a Tutti e appena smette di piovere, fuori le Nikon !!
Era un impiegato di fresca nomina quello che indugiava davanti alla vetrina del negozio di Francesco Soldano (si, il fratello di Gigi) oramai più di quattro decenni fa.
Perché in quella vetrina c'era una fiammante Nikon FA Silver/Nero che qualcuno aveva restituito.
Faceva bella mostra di se insieme ad un 50/14 AIs e ad un 105/2.5 AI.
Costava uno stipendio e un pezzo dei miei di allora.
Io avevo già una FE2 appena comperata in un altro negozio li vicino. Ma non mi piaceva, quel suo galvanometro di esposimetro mi dava l'impressione di essere un oggetto di un secolo prima.
Invece la FA portava i display a LED, il program, tutte le possibili modalità di scatto (tra le prime Nikon a sdoganare la priorità dei tempi), aveva il matrix !
Ed era bella, bella davvero.
La comprai dando indietro la FE2, tenendomi il mio 50/1.4 AIs. Il 105/2.5 mi faceva gola ma erano già andati due stipendi per quell'acquisto.
E diciamo la verità, per la schiappa di fotografo che ero, era non troppo, di più, di più. Come se un ragazzino di oggi, passasse dal telefonino direttamente alla Z8.
Un mio collega aveva la F3 con i migliori obiettivi dell'epoca. Non so che ci facesse, ma io fino a pochi mesi prima non avevo mai sentito nemmeno nominare Nikon, o forse di sfuggita.
E le Nikon che vedevo in giro erano tutte quelle "brutte" con quello strano coso sul pentaprisma e i tasti altissimi. F, F2, boh.
E' iniziato così il mio amore con Nikon, tuttora vivo e appassionato.
Con quella FA mio fratello ha fotografato me, mia mamma e mio papà il giorno del giuramento al corso allievi ufficiali il 4 dicembre 1985. Ed io il suo, a Genova, per quello del Genio.
L'ho usata diffusamente per farci tutto per quindi anni e più. Sempre con il fido 50/1.4 AIs montato sopra. Il 105/2.5 arrivò anni dopo, ma non avevo soggetti altro che fiori all'epoca.
Mentre uno zoom Tamron fece la comparsa per poi sparire. Di quelli con l'adattatore Adaptall, avete presente.
E oggi arriva lei.
Si, si, ho già scritto della Zf all black, bella, affascinante, misteriore.
Ma questa è la versione migliorata della mia Nikon FA, con tutte le cose che io, che all'epoca già programmavo a basso livello computer ante MS-DOS (altro che Windows !) ed avevo già abbandonato i vinili per i CD, desideravo senza nemmeno sapere che un giorno sarebbero state possibili.
La Zf è più di quello che dovrebbe essere. E' un concentrato di potenza che per lo più viene usata limitatamente per simulare il comportamento delle vecchie reflex.
Con le sue ghiere abbastanza fedeli. Se dotata di obiettivi con il diaframma fisico - come quelli vecchi e come certi VIltrox - allora la si può usare veramente vecchio stile.
E con una delle "mie" pellicole digitali, la grana aggiunta, sembra una creatura d'altri tempi modernizzata da tecnologia del futuro.
Qui l'ho voluta accoppiare volutamente con il vecchio (primi anni '70) 50/1.4 pre-AI non modificato perché si accoppia perfettamente in quanto ad estetica.
Meglio del finto 40/2 SE che ho temuto per figura ma è un pessimo obiettivo ... anche bruttino.
Ovviamente collegato con un adattatore in alluminio forte e sicuro, non certo con il delicato - ed inutile in questo caso - Nikon FTZ di cui peraltro oramai sono sprovvisto.

insomma è stato amore a prima vista.
Per l'occasione ho superato un mio tabù e l'ho lasciata con la custodia in similpelle di SmallRig che simula cuciture e rifiniture anni '60 in coccodrillo dipinto cuoio, con una correggia tonda comodissima e una impugnatura veramente perfetta.
Perché la rendono più maneggevole e ancora più bella, secondo me.
Perché è bella in modo imbarazzante. Oltre il modo di dire.
Certo sua sorella - che è in vacanza in Sicilia - quella "abbronzata" è bella allo stesso modo. Ma non è così bella, viva, spettacolare.
Ho montato anche qui l'AR-11, il pulsante morbido di scatto.
Purtroppo per ragioni su cui non mi attardo in questa stagione non posso renderle giustizia facendo tante foto.
Ma verrà il momento buono.
Vi lascio con una carrellata di foto dettagliate che spero la dimostrino in tutto il suo fascino.
Dal vero il metallo è metallo, la finitura è leggermente meno silver di quella di un tempo e un pò più titanio.
In questo mi ricorda la meravigliosa F2 Titan.
E scusate se è poco. Quella, usato, oggi, costa anche di più di questa nuova.






















Grazie a lei, il mio sarà un felice Natale 2025.
Spero lo sarà anche per voi.
All I want for Christmas ... is You !
Modifiche rispetto alla versione firmware "C" da 5.20 a 5.30
Nota: le modifiche elencate di seguito sotto "Fotografia di immagini fisse", "Registrazione di video", "Riproduzione", "Controlli" e "Rete" sono presentate in dettaglio nella Manuale di aggiornamento firmware supplementare.
Nota: a causa dell'aggiunta di nuove opzioni di menu, alcune opzioni del menu Personalizzazioni sono state rinumerate.
■ Fotografia di immagini fisse
• Il rilevamento del soggetto è ora disponibile quando [AF a punto singolo], [AF ad area dinamica (piccola)], [AF ad area dinamica (media)] o [AF ad area dinamica (grande)] è selezionato per [Modo area AF].
• Sono state estese le dimensioni delle aree di messa a fuoco disponibili con i modi area AF [AF area estesa (C1)] e [AF area estesa (C2)].
• Sono stati aggiunti i Picture Control [Monocromatico uniforme] e [Monocromatico toni profondi]. È stato aggiunto anche il supporto per i Picture Control "Variazione Colore".
• È stata aggiunta l'opzione [Ripr. messa a fuoco dopo lo scatto] a [Acquisizione auto]. È stato aggiunto anche [Volto] alle opzioni del tipo di rilevamento del soggetto.
■ Registrazione di video
• Il rilevamento del soggetto è ora disponibile quando [AF a punto singolo] è selezionato per [Modo area AF].
• Sono state estese le dimensioni delle aree di messa a fuoco disponibili con i modi area AF [AF area estesa (C1)] e [AF area estesa (C2)].
• Sono stati aggiunti i Picture Control [Monocromatico uniforme] e [Monocromatico toni profondi]. È stato aggiunto anche il supporto per i Picture Control "Variazione Colore".
• È stata aggiunta l'opzione [Ripr. messa a fuoco dopo lo scatto] a [Acquisizione auto]. È stato aggiunto anche [Volto] alle opzioni del tipo di rilevamento del soggetto.
• Selezionando [ON] per [Zoom digitale alta risoluzione] nel [MENU DI REG. VIDEO] ora viene visualizzato un punto AF sul soggetto rilevato nella visualizzazione di ripresa.
■ Riproduzione
• È stato aggiunto [Data] a [Criteri di riproduzione filtrati] nel menu di riproduzione e nel menu "i" di riproduzione.
• È stata aggiunta l'opzione [Riproduzione loop] nel menu "i" di riproduzione video.
• È stato aggiunto [Ruota autom. immag. durante ripr.] al menu di riproduzione.
■ Controlli
• È stata aggiunta una voce [Attiva opzioni rilevam. del soggetto] al [MENU PERSONALIZZAZIONI] nelle posizioni di a10 e g6.
• La voce a14 [Apertura massima Lv durante Mf] è ora la a15 [Apertura massima Lv] nel [MENU PERSONALIZZAZIONI].
• È stata aggiunta una voce [Impost. limitat messa a fuoco] al [MENU PERSONALIZZAZIONI] nella posizione di a17.
• [Limitatore di messa a fuoco] e [Attiva opz. rilevamento soggetto] sono stati aggiunti ai ruoli assegnabili tramite f2 [Controlli personalizz. (ripresa)] e g2 [Controlli personalizzati] nel [MENU PERSONALIZZAZIONI] e ora è possibile salvare impostazioni separate in [Richiama funzioni di ripresa] e [Richiama funz. ripresa (perm.)]. Inoltre, è stata aggiunta un'opzione di ingrandimento di [400%] a [Zoom sì/no].
• È stata aggiunta l'opzione [Passa a immagine sorgente] come ruolo assegnabile a f3 [Controlli personalizz. (riproduz.)] nel [MENU PERSONALIZZAZIONI].
• È stata aggiunta una voce [Attiv. l'area dell'immag. (TC integr.)] al [MENU PERSONALIZZAZIONI] nella posizione di f11.
■ Rete
• È ora possibile aggiungere testo descrittivo a profili di rete esistenti utilizzando [Collega a server FTP] nel [MENU OPZIONI DI RETE].
• È stata aggiunta l'opzione [Sincr. di data e ora con server NTP] a [Collega a server FTP] > [Opzioni] nel [MENU OPZIONI DI RETE].
• È stata aggiunta l'opzione [Sovrascrivi info copyright] a [Collega ad altre fotocamere] nel [MENU OPZIONI DI RETE].
• La fotocamera master può ora rilevare e connettersi a fotocamere remote sulla stessa rete.
• È stato aggiunto [Streaming USB (UVC/UAC)] a [USB] nel [MENU OPZIONI DI RETE].
■ Altre modifiche
• Sono stati apportati miglioramenti al funzionamento dell'autofocus e alla sua affidabilità, inclusa l'acquisizione del soggetto durante la fotografia di immagini fisse.
• La misurazione diretta del bilanciamento del bianco è ora disponibile anche per la fotografia di immagini fisse tramite applicazioni, per esempio NX Tether.
• La registrazione di memo vocali è ora disponibile con microfoni esterni.
• Sono state modificate le specifiche per l'uscita video ininterrotta a dispositivi HDMI come monitor esterni quando la registrazione è terminata.
• Il livello del volume delle cuffie può essere ora regolato nel menu "i" durante la registrazione video.
• I video non ruotano più automaticamente con la fotocamera quando [Ruota automatic. le immagini] è impostato su [ON] nel [MENU RIPRODUZIONE].
• Sono state aggiunte le opzioni Picture Control [Monocromatico uniforme] e [Monocromatico toni profondi] a [Elaborazione RAW (imm. corr.)]/[Elaborazione RAW (più immag.)] nel menu [Ritocco]. È stato aggiunto anche il supporto per i Picture Control "Variazione Colore".
• La velocità alla quale la fotocamera passa ciclicamente attraverso i punti AF utilizzando il multi-selettore o il selettore secondario non rallenta più quando si cambia direzione.
• Le caratteristiche tonali sono state modificate quando [ON] è selezionato per la Personalizzazione g14 [Visualizzazione ausiliaria] nel [MENU PERSONALIZZAZIONI].
• Sono stati corretti refusi nel display del monitor quando si preme un controllo al quale era stato assegnato [Set impostaz. menu di ripresa] utilizzando la Personalizzazione g2 [Controlli personalizzati] nel [MENU PERSONALIZZAZIONI] mentre [Istogramma] o [Monitor forma d'onda] era visualizzato durante la registrazione video.
Scaricabile Qui
Ho lasciato volontariamente ditate, macchi e puntini di polvere sulla macchina in questa foto - che non è di repertorio ma fatta in questo momento - per dimostrare che si tratta di un prodotto d'uso. Uso frequente da quando le Zfc hanno lasciato casa avvicendate dalle Zf che generalmente non uso per le foto di routine.
La Z50 II si disimpegna bene. Ho scritto un anno fa e lo ribadisco :
per il fotografo comune che non vuole apparire la Z50 II offre tutto quello che serve - guardando le foto che vediamo quotidianamente - tranne che quel fotografo non abbia necessità delle migliori prestazioni di un sensore full-frame stabilizzato o si dedichi in prevalenza a fotografie in ambiti specialistici.
la Z50 II fa ottime fotografie, oggi ha una dotazione di obiettivi sufficienti proposti da Nikon ma ce ne sono molti di più da terze parti cinesi, alcuni addirittura esotici come gli f/1.2 Viltrox.
Sono usciti uno zoom "professionale" 16-50/2.8 che si somma per range focale al mitico e mai abbastanza ben considerato 16-50/3.5-6.3 del kit.
Ed abbiamo anche un piccolo ma valido micro.
Per lungo tempo è stata la Z più avanzata sul piano software.
Ha una bella gestione dei Picture Control che la accomuna alla Z5 II, migliore di quella di tutte le altre Nikon Z.
Ha il flash incorporato che spesso toglie dai guai.
E' compatta ma si impugna bene.
Costa il giusto.

lo step successivo è la Nikon Z5 II che dovrebbe accontentare quell'altro 9% di fotografi, lasciando al restante 1% tutto ciò che si può comprare con una Visa o una Mastercard.
Detto questo, nessun prodotto è perfetto. E i limiti di questa Z50 II li sapevamo già quando è stata presentata.
Ma risultano molto più evidenti usandola quotidianamente come sto facendo.
La batteria Nikon EN-EL25a

la vediamo in questa foto di insieme, sulla destra, in grigio per differenziarla da quella di prima serie (senza la a nel nome modello) in nero sulla sinistra.
In mezzo l'ubiqua EN-EL15 che equipaggia tutte le middle class Nikon da tempi oramai immemori.
Una SD Lexar per evidenziare le grandezze in gioco.
Insomma, parliamo di una batteria a due elementi, non tanto più piccola della EN-EL15 in fondo.
Solo che è tanto più stupida e tanto meno capiente !
Si perché non solo offre circa metà della carica della EN-EL15 ma soprattutto non condivide molte informazioni con la fotocamera e quelle che trasmette, spesso sono fuorvianti.
Soprattutto, quando è sottoposta a stress di scarica da parte del vorace Expeed 7, si spaventa e segnala di essere scarica con tanto di spia rossa che compare a display.
Solo che nella realtà è un "mancamento" momentaneo che passa dopo qualche attimo. Lasciando solo spavento.
Ma la questione è che quando sembra che sia ancora carica, improvvisamente comincia a segnalare che si sta svuotando e in meno di quanto ci si aspetterebbe, ti lascia a piedi.
Per carità, la buona abitudine dovrebbe essere quella di avere sempre una batteria di riserva per cambiarla.
Ma non sempre si ha la prontezza di spirito di ricordarsene, specie quando si vuole uscire spensieratamente.
E poi non in tutte le circostanze è immediato cambiarla. Quando si hanno i guanti, quando si mette la macchina in remoto o in uno scafandro o in altre occasioni che vi potete immaginare.
A me capita di andare in sala posa (che sta tre piani di scale sotto il mio ufficio) per andare a fare foto di repertorio con i flash da studio, carico come un asino magari.
La Z50 II mi sembra carica. Eppure dopo una decina di scatti mi pianta in asso.
E devo rifarmi sei piani di scale per andare a prendere una batteria carica, se ce l'ho, oppure ricaricare quella in dotazione, aspettando il tempo necessario per riprendere il lavoro.
Non basta.
La mania di Nikon di fare le cose piccole, ha fatto scegliere per la Z50 II una soluzione da compattona, con il vano batteria condiviso con la scheda di memoria.

questo contribuisce certo a rendere la Z50 II più compatta.
Ma se si monta il grip SmallRig - praticamente indispensabile - togliere la scheda di memoria è una iattura anche per chi ha mani piccole come me.
E poi questo ha impedito di avere due schede di memoria.
Non indispensabili in questa categoria.
Ma perchè privarsene ?
Il sensore da 20 megapixel della Nikon D500
che intendiamoci per risoluzione e dinamica o tenuta al rumore è ancora valido.
Ma è tanto, tanto lento in lettura.
E l'Expeed 7 praticamente lo violenta ogni volta che si forza la macchina.
A parte il banding violento in luci oscillanti, ovviabile passando in otturatore meccanico, in tutte le occasioni di raffica in elettronico, non necessariamente alla massima velocità, si formano artefatti anche se il soggetto è immobile.
Con casi non documentabili perché imprevedibili di dislocamento di parti di immagini, persone storte, parti di corpo mancanti.
Foto da buttare che inducono ad usare la macchina al di sotto delle sue capacità massime.
Oggi ci sono sensori molto più moderni, condivisibili, come quelli usati da Sony e soprattutto da Fujifilm. Non sarebbe stato male che Nikon passasse ad uno di questi.
Ma è certamente meglio che ci pensi con il prossimo modello.
... che non è nemmeno stabilizzato
questione di costi, Nikon dice di contenimento delle dimensioni ma diciamolo meglio.
Il sensore è vecchio e riprogettare un sistema di stabilizzazione integrato non conviene.
Ma nell'uso si nota la mancanza di stabilizzatore da parte di chiunque abbia in casa una Z stabilizzata (ovvero tutte le full-frame).
Si scatta con tempi impensabili a mano libera con le reflex, avendo foto accettabili.
Con la Z50 II si è invece portati ad usare obiettivi stabilizzati, oppure a tornare alle cautele di una volta.
Ecco, in fondo è tutto. E non è molto. Ma sufficiente a farmi pensare ad un modello nuovo che superi questi limiti e ci consegni finalmente la Nikon Z in formato DX definitivo ancora di costo accettabile (~1000 euro) e non una fuoriserie che vada a sovrapporsi alle Nikon Z FX.

La Nikon Z5 II dimostra che in un corpo compatto si possono comunque mettere due schede di memoria, la batteria EN-EL15, lo stabilizzatore e persino la possibilità del battery-grip ancora ad un prezzo accettabile.

Riprogettare l'impugnatura, spostare le schede, lasciare l'alloggiamento della batteria per la sola batteria che ovviamente sarebbe la EN-EL15, uniformandosi alle altre Nikon Z "serie".
Un nuovo sensore da comprare fuori, non c'è bisogno di spendere miliardi in ricerca e sviluppo, stabilizzato ma soprattutto molto più veloce di quello attuale che mostra ampiamente la corda. Non serve che sia da 40 megapixel, 24-26 bastano.
Idealmente semi-stacked come quello della Z6 III o delle nuove Sony e Panasonic.
Contenendo con economie di scala i costi e vendendone a pacchi.
Come dite ? Questa sarebbe la Nikon Z70 ?
Ebbene si, un numero glorioso che ricorderebbe la D70, la macchina che più di venti anni fa ha trattenuto Nikon - con oltre 1.000.000 di pezzi venduti - dal lasciare il settore imaging.

Ad ogni modo, restando alla Nikon Z50 II, se la possedete - e la utilizzate - che ne pensate della vostra ?
Nei commenti avete lo spazio per esprimervi, se volete ...
Ma ve lo ricordate dei nostri papà che negli anni '70 uscivano di casa col borsello per riporre occhiali da sole, penna, chiavi, tabacco e sistemi di accensione, tubetto di pillole digestive e pacchetto di fazzoletti di carta, oltre a gettoni telefonici e quant'altro potesse abitarli?

ed insieme al Valextra di mio padre, rovinato ma ancora intatto (contenuto compreso) ecco questo Lowepro GearUp Creator Box, versione II (con materiali riciclati) e misura Large, rispetto una Small ed una XL, che mi riservo di valutare dopo aver comprato ad un prezzo Black Friday questo qua.

Il nome molto articolato indica un prodotto evidentemente ideato per sopperire ad una prima esigenza: quella di condensare una attrezzatura fotografica in una borsetta da inserire dentro uno zaino od una valigia, ordinatamente...
ed anche in poco spazio...ovviamente
Le dimensioni interne sono sufficienti a portare in giro un piccolo corredo formato da una mirrorless di media dimensione con un obiettivo attaccato ed un secondo e terzo obiettivo di minori dimensioni, fissi perlopiù oppure zoomini non eccessivamente larghi di diametro.

come potete vedere una Nikon Zf con un obiettivo innestato e due altri disponibili più un piccolo flash, non hanno difficoltà a convivere


nella parte alta dell'interno dell'anta, una taschina per un paio di schede ed una tasca più lunga per stivare cavi e alimentatori

la cinghia con la scritta QuickDoor e la fibbia a sgancio rapido, serve a contenere l'apertura delle due cerniere se si voglia solo estrarre la fotocamera con obiettivo innestato


materiali (anche se riciclati) sempre all'altezza della fama del marchio, dal quale negli anni ho comprato forse le migliori tra le decine e decine di borse che ho posseduto...

l'assenza di una tracolla a corredo, depone a favore del progetto originario da inner box... ma bastano due moschettoni ed una tra le tante tracolle che abbiamo a casa...

Insomma, questa borsettalla penso proprio che avrà molto successo per le mie scorribande a breve raggio, grazie anche (già ce l'ho in mente) alla possibilità di alloggiarla, per esempio, dentro alla borsa da serbatoio della mia moto.
Per averla immediatamente a disposizione, mantenendo più protetta l'attrezzatura al suo interno.
Inoltre mi pare abbastanza anonima, perchè se non fosse per il logo Lowepro, tutto sembra tranne che una borsa fotografica, tenendola a tracolla.
...o a borsello, dalla larga e comoda maniglia...
Promossa su Nikonland...


Max Aquila photo © per Nikonland 2025

Che strano oggetto egli è ?
Così devono pensare le mie Nikon d'antan, equipaggiate dei loro più gloriosi 20mm, dei quali ho parlato ampiamente qua
Già...perchè quell'angolo di campo è da sempre il mio favorito in ambito wide, un punto fermo, tanto quanto non ho su altre categorie di vetri.
E quindi, cosa poter utilizzare sul disgraziato sensore DX, che se aiuta con le focali lunghe, certamente uccide il senso di quelle corte, figuriamoci di quelle cortissime.
Ecco allora come i produttori di ottiche, negli ultimni decenni, si siano sforzati di produrre delle focali che convertite in APS-C possano restituire integro il campo inquadrato da un grandangolo spinto.
Si...ma per ottenere quello di un 20mm a pieno formato, bisogna progettare un 14mm DX, il che non è un vero e proprio trastullo: la curvatura della prospettiva di un simile wide può ingenerare aberrazioni e distorsioni che poi rendano inguardabile il risultato...specie se si voglia anche ottenere elevata luminosità.
Negli ultimi tempi i fabbricanti di ottiche cinesi si stanno affaticando su queste tematiche ed, abbandonati i facili progetti ottici tra 28 ed 85mm, si stanno dedicando alla vexata quaestio...
Nel frattempo, la tendenza del gusto fotografico torna alle pratiche vintage, dalla reflex con le pellicole scadute, al bianco e nero con emulsioni di nuova fabbricazione, al recupero, insomma, di tradizioni che costituiscono il nostro (di noi vecchi) percorso di formazione che ci ha portati fin qui, al digitale di terza generazione.
Ed allora...bando alle ottiche perfette ed asettiche, frutto di una progettazione computerizzata, quanto di una realizzazione altrettando industrializzata, del tutto scevra dalle soluzioni artigianali degli sbozzatori di vetro ottico del secolo scorso.
TTArtisan ci presenta questo AF 14/3,5 APS-C (attualmente solo per Fuji e Sony)

Non è piccolo...lo è di più ...

pesa solo 98gr, ha la ghiera filtri da 39mm, il diaframma massimo f/3,5 e la distanza minima di maf a 25cm, misura 62mm di larghezza per soli 32 di profondità, più il paraluce a imbuto, in metallo, come tutto l'obiettivo. Ha la ghiera di messa a fuoco manuale e...anche quella dei diaframmi, che culmina con la posizione A per chi desideri continuare ad usare la ghiere del corpo macchina.
E' autofocus e ... ci resta il dubbio di dove possano aver collocato il motore😀




il tappo posteriore possiede una contattiera che serve da basetta per poter aggiornare il firmware dell'obiettivo

...attraverso una presa USB-C

belle le serigrafie e bellissime le zigrinature di supporto alla movimentazione della ghiera del diaframma: mettono voglia di usarla...!


schema da 8 lenti in 7 gruppi, molte delle quali speciali

un MTF curioso, che ci fa intuire quello che dice il titolo di questo articolo...ne parlerò più oltre

per poterlo montare sulla mia Z50II ho dovuto usare un esemplare a baionetta FE con l'adattatore Viltroz E-Z, efficientissimo

il paragone con lo zoomino Z 16-50 in posizione chiusa è sconcertante

...ma anche quello con il Viltrox 20/2,8 FX (e ricordiamo sempre che stiamo parlando di un 14mm...)

insomma...è davvero piccolo, compatto e tascabile


Andiamo al titolo, quindi: "il wide per il nikonista vintage"
Non a caso ho contornato questo TTArtisan AF 14/3,5 APS-C di obiettivi dallo stesso angolo di campo, vintage per anagrafe, ma al loro tempo dei fenomeni, uno per uno e per motivi differenti.

perchè dopo averlo usato già dal balcone di casa ho capito quale sia stato il motivo della sua produzione:

...poi ci sono uscito e mi sono confermato della mia idea iniziale (che era poi anche il desiderio che così fosse...)




in tutto questo devo confessare di aver largamente fatto uso dei flexible picture color che la mia Z50II consente, non quelli (pessimi) incorporati, bensì quelli sviluppati da Mauro Maratta e principalmente l'ultimo, Provia, insieme anche a Kodachrome e Superia (a voi il facile compito di individuare quali e dove)

(non solo quelli a colori...😂)


insomma...lo vedete da voi: questo superwide da 129$ di listino in USA, è fabbricato per rendere proprio come funzionava il mio padellone UD 20/3,5 del 1967, aggressivo cromaticamente, vignettante a tutti i diaframmi, anche a f/16, pieno di ghost e flare in controluce diretto...


ma plasmabile e contenibile inquadrando e correggendo in fase di esposizione (tanto noi oggi vediamo tutto a mirino e monitor, prima di scattare)


netto in piena luce...



così come compatto nelle ombre...




Insomma, un obiettivo da gestire, non uno di quelli perfettini che fanno tutto loro.
Proprio come un nikonista vintage sa fare da sempre...





Con un obiettivo così si può fare bellamente a meno dello smartphone perchè se avete voglia di giocare è esattamente quello che vi suggerirà di fare.
Senza troppi riguardi per la perfezione formale, tenendo conto che oltre ad essere un obiettivo AF e nonostante su LR non sia presente il suo profilo (e di nessun altro TTArtisan) gode comunque della correzione della distorsione prospettica, risultando sicuramente più corretto di molte realizzazioni di focali molto più vicine allo standard che questa...: davvero lieve per un 14mm la distorsione a barilotto

Davvero una gradevole sorpresa al prezzo cui Amazon me lo ha offerto, senza sconti da Black Friday: se venisse realizzato anche in Z bay, credo che andrebbe a popolare le borse di tanti fotografi che alle mirrorless DX hanno sempre chiesto anche la possibilità di utilizzare ottiche leggere e compatte.



...ed anche divertenti...

Max Aquila photo © per Nikonland 2025
Del treppiede fotografico ho scritto delle romanze, adesso però è il caso di rifare il punto perchè oggi la questione è cambiata in modo essenziale.
Oggi quasi tutti gli utenti di Nikonland sono ML user, quelli che ancora non lo sono lo diventeranno giocoforza. Ebbene, perdere lo specchio vuol dire eliminare la prima fonte di micromosso che può affliggere qualunque ripresa con tempi otturazione brevi o lunghi. La conseguenza immediata è che è possibile usare treppiedi molto meno robusti di quelli che usavamo in passato. Una ottima notizia! Si, ma non fatevi perculare.

- SQUDRA CHE VINCE NON SI CAMBIA, si AMPLIA -
La Cina è diventata il primo produttore di strumenti per sostenere apparecchi fotografici, con questa pressione il gruppo Manfrotto non so quanti anni ancora potrà resistere.
Nella spettacolare messe di strumenti made in Cina c'è da perdersi. Offerte su offerte, oggetti identici commercializzati con nomi diversi. E' una guerra, e un gran casino, i cinesi hanno copiato il mondo e adesso si copiano tra di loro.
Per mia esperienza ho provato un po' di cineserie e nella pratica ho ristretto il campo a 2 soli produttori: Leofoto e Sunwayfoto. Il primo per i treppiedi, il secondo per le teste serie XB.
Oggi vi racconto la mia su un oggetto che trovo decisamente particolare, vi racconto del Leofoto LS-324CEX che utilizzo dall'estate 2025.

I treppiedi Leofoto serie RANGER sono molto compatti, anni fa ho scritto del minuto e potentissimo LS-254, non hanno la colonna centrale e non dispongono dello spazio per alloggiarla quindi la loro dimensione da chiuso è estremamente contenuta.
Qui un bel paragone tra il Leofoto LS-324CEX il mio cavallo da battaglia, il Gitzo GT3541LS dove balza all'occhio la differenza di ingombro.

Il Leofoto LS-324CEX gioca nello stesso campionato del mio Gitzo Systematic serie 3 e per questo l'ho scelto, per avere una alternativa o un raddoppio equivalente, ma con il vantaggio di una maggiore compattezza. Scrivo quindi di un treppiede pensato per applicazioni generalistiche a tutto tondo. In dettaglio, confrontando i due treppiedi:
diametro della sezione più grossa delle gambe è 32mm (0,9mm meno del Gitzo)
4 è il numero sezioni per gamba, ottimo compromesso ingombro - stabilità.
la lunghezza da chiuso è circa 56 cm per entrambi
l'ingombro (diametro da chiuso) è ovviamente a favore del Leofoto
il peso con testa siamo lì, 200g più o meno, a cavallo dei 2.2-2.5 kg (il Leofoto qui vince ma solo di un fattore 0,9)
l'altezza tutto aperto: il Leofoto è più alto 153 cm , il Gitzo si ferma a 144 cm.

Sicuramente la ridotta dimensione diametrale è un parametro interessante che rende questa serie Leofoto Ranger intrigante, ma la cosa non è gratis. Prova alla mano la piattaforma della crociera così compatta mostra una maggiore propensione alle vibrazioni. Usando una reflex e montando un tele importante ci si accorge del cedimento.
Però questo Leofoto LS-324CEX , guardatelo bene, integra una funzionalità particolare, molto particolare: la serie CEX dei Ranger è dotata di culla integrata.


Questa culla l'avevo apprezzata tantissimo utilizzando il minuscolo LS-223CEX il più piccolo Ranger di casa Leofoto, che mi porto in montagna per reggere la Grande Berta tra le rocce delle alpi casalinghe.

Soddisfatto dalla performance mi sono fatto il proposito di ampliare l'utilizzo della soluzione anche nell'ottica di utilizzare con profitto le teste video come la Leofoto BV-10 che ho acquistato (usata) per provare a emulare Dario Argento.
La testa video Leofoto BV-10 e' un classico a due movimenti; pur non essendo un capolavoro nelle riprese video, non si deve caricare sopra i 1.5kg, è ottima per le riprese foto con tele importanti ed in questo la culla di livellamento del Leofoto serie CEX diventa essenziale; infatti è pressoché impossibile regolare le gambe del treppiede sull'orizzontalità perfetta del piattello crociera, se non si è in bolla il panning orizzontale sarà una tristezza calante da un lato, impennante dall'altro. La culla consente di correggere ed utilizzare con profitto qualunque testa a due movimenti. Usando invece una normale testa a sfera non si incontra questo guaio, nel caso la culla è un "di più" che non fa male a nessuno.


Costruttivamente il Leofoto LS-324CEX è un articolo nello standard Leofoto == elevato. In termini di stabilità è, nella pratica dell'uso ML, equivalente al mio storico e solidissimo Gitzo GT3541LS, tanto che lo sto utilizzando in assoluta intercambiabilità. Accoppiato con la BV-10 o con la Sunwayfoto xb-44 è molto solido e mi consente di gestire sia il 400 TC che il più leggero 800/6.3. Non è il caso di gravarlo con il 600/4 VR, per quello ci vuole ancora il Gitzo, ma nel complesso si è mostrato un compagno molto affidabile ed in grado di rimpiazzare il Gitzo o raddoppiarlo, alla bisogna.

Qui sopra i miei Leofoto, dall'alto: Leofoto LS-324CEX con BV-10, il piccolo Leofoto LS-254 armato con XB-44 ed il minuto LS-223 CEX con testina LH-30
La caratteristica di compattezza della serie Ranger è fatta apposta per andare in giro. Caricare due treppiedi sullo zaino non è più una roba da fachiro e ho sperimentato la cosa con i due Leofoto LS-324CEX e LS-254 come mostra la foto seguente.

Come accennato, dall'estate 2025 per le mie uscite fluviali, utilizzo il Leofoto LS-324CEX e ne sto apprezzando le qualità tipicamente negli appostamenti a doppio teleobiettivo. Va da sè che in queste occasioni mi trascino appresso molto materiale e la riduzione degli ingombri diventa essenziale (due Gitzo systematic è dura, ve lo assicuro).

Devo segnalare un limite, non del treppiede, ma del contesto.
Al momento l'unica testa a sfera che ha un diametro adeguato ai 60mm del piattello della serie Ranger è l'XB-44 di Leofoto (o l'equivalente Marsace). Leofoto sembra non voler produrre teste con base sui 60mm che però abbiano sfera 44-46mm, il minimo per offrire il grip coerente con la struttura del treppiede sottostante.
Qui a seguire l'immagine di un Ranger Leofoto LS-365C privo di culla con testa Marsace (prestiti di Mauro qualche anno fa) identica alla Sunwayfoto XB-44

Secondo me è un peccato perchè la XB-44 o equivalente è sottodimensionata per lo stativo Leofoto Ranger LS-32x (figuriamoci per un LS-36x come quello della foto sopra).
Esisterebbe la testa Coreana PhotoClam Pro-50NS, con sfera abbondante di 50mm, che è una versione ridotta della Arca Swiss B1 e come tale offre una maneggevolezza d'uso seconda a nessuno. Questa farebbe scopa, ma costa un po' troppo (350 euro) e non c'è un distributore.

NB. La testa a sfera inventata da Arca Swiss prevede un solo pomolo a frizione modulabile per controllare la sfera e un piccolo pomolo per il panning orizzontale. In totale i pomelli sono solo 2. Le Sunwayfoto XB (e le Marsace copia) implementano la medesima soluzione. Le molto famose RRS (e le copie Leofoto) invece hanno pomello della frizione separato che nell'uso qutidiano richiede un pochino di accortezza in più.
Riassumendo
Se usate teleobiettivi importanti con Z8 o peggio Z9, il Leofoto LS-324CEX è un scelta ottima e grazie al CEX e alla sua culla si può utilizzare appieno con profitto con:
una buona testa video
l'ultraleggera a due movimenti Leofoto VH-30 ( o l'originale Acratech)
la classica culla per teleobiettivi.
una testa a sfera 44-46mm va bene comunque (sempre)
Per chi non ha esigenze così importanti, consiglio di guardare ai Leofoto più leggeri come il LS-284 anche lui CEX. Non risparmiate sulla culla centrale, non vi pentirete.
E per finire - WARNING -
ho provato una Artcise la NB-46, l'ho pagata poco, molto poco. Vale poco.

Pur nell'opulenza Artcise della confezione (con 3 piattelli in dotazione e sacchetto imbottito molto ben fatto) l'oggetto risulta poco adatto alle mie esigenze. Il serraggio sfera non è affatto solido, come dovrebbe essere per 46mm di sfera, e lo "smottamento" post chiusura è demoralizzante. Va bene nell'uso con le Fuji Xpro2 e i loro mini obiettivi, ma con le gigantesse Z9 e i loro obiettivi "GRANATA a FRAMMENTAZIONE" no, proprio non ci siamo. Okkio quindi, i numeri alle volte possono ingannare.
Se qualcuno è interessato si faccia avanti, la NB-46 è qui da me prende polvere.
37°43'26.2"N 12°56'46.3"E le coordinate:

al centro della Valle del Belìce, a poche centinaia di metri in linea d'aria dal fiume che dà il nome alla zona e che sfocia in un'area naturale protetta, ai piedi del parco archeologico di Selinunte, ecco i tre ettari di uliveto che gestisco da sempre, appartenente alla famiglia di mia madre da diverse generazioni.
Ma fino al 2017 lo spazio destinato agli alberi era solo un terzo dell'estensione totale: i due ettari incolti erano brulli, pietrosi ed anche in una certa pendenza che fino ad allora non ne aveva che lasciato a mandorli ed erbacce la superficie...



La parte destinata ad alberi di Nocellara era quindi un terzo solamente, popolato però da piante più che secolari e bellissime, con i loro tronchi contorti e testimoni di molte più stagioni di quelle che potremo conoscere noi, poveri mortali.

alcune ridotte all'essenziale dalla lunga vita ed infinite potature...





ma comunque forti e nodose nella loro semplicità


L'olivo Nocellara è una varietà (oggi si dice cultivar...) antichissima, quanto la terra di sua predilezione, ossia la parte sud occidentale della Sicilia, da Marsala a Sciacca, caratterizzata da un microclima che risente fortemente del salmastro dal Canale di Sicilia e dei venti connessi, unitamente alla struttura geomorfica delle terre rosse di questa particolare zona della principale isola del Mediterraneo, popolata da Fenici, Elimi, Greci ed Arabi, prima di noi...

Caratteristica della varietà è un oliva dal peso che spesso e volentieri eccede i sei grammi e raramente scende sotto i quattro grammi. La loro superficie è punteggiata anche da grandi lenticelle che però non risultano molto numerose. Ottimo è anche il rapporto tra nocciolo e polpa, e quest'ultima è dotata di grande consistenza, caratteristiche che rendono la Nocellara del Belice un'eccellente oliva da mensa anche se col passare del tempo anche la vendita di olio extravergine ottenuto da questa cultivar è diventata molto redditizia.





L'olio ottenuto dalla spremitura di queste olive ha generalmente una colorazione che può andare dal giallo al verde intenso ed un'acidità molto bassa che si mantiene costantemente al di sotto dello 0,5%.
Nella fattispecie, il mio olio ha nel corso degli anni, un grado di acidità variabile tra lo 0,1% e lo 0,15%
Anche se il periodo di maturazione è piuttosto tardivo, quest'oliva entra in produzione relativamente presto ed ha un livello di produttività molto buono, non soggetto ad alternanza, con una resa dell'olio medio-alta (si supera spesso il 20%)
All'olfatto, l'olio extravergine di oliva in vendita si presenta con un fruttato di oliva di medià intensità accompagnato da note di mandorla, pomodoro verde, erba tagliata, carciofo e talvolta di erbe aromatiche. Il gusto è amaro, leggermente piccante e con una punta di dolce.
In cucina, quest'olio dà il meglio di sè sia crudo (per il condimento di minestroni, verdure e insalata) che cotto (nella preparazioni di arrosti e fritture, sia di carne che di pesce) grazie al fatto che il suo punto di fumo è più alto rispetto alle altre tipologie di olii.
Le olive da mensa, invece, si possono preparare sia al nero che al verde con i metodi della salamoia o con il cosiddetto metodo sivigliano.

Il contenuto di polifenoli è alto e quindi il consumo di questo olio favorisce la riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, mentre l'alto contenuto di grassi ad alta digeribilità favorisce la riduzione del colesterolo e degli zuccheri nel sangue.

Le piante vengono potate basse, con una caratteristica forma tondeggiante, per consentire una raccolta manuale che rispetti la pianta, sfilando le olive dai rami, dopo aver disposto a terra le reti per velocizzare l'operazione.
Come dicevo prima, nel 2017 ho deciso di fare dissodare i due ettari incolti, spianando anche qualche dislivello, attraverso una costosissima macchina di movimento terra, che andava già allora a 300 all'ora... (euro, non km...)



poi la trivella per fare i buchi sufficientemente profondi per interrare le piantine di Nocellara


...e via di zappa...
il tutto per 400 altre piante oltre la novantina di quelle antiche (che ho strenuamente difeso, nonostante fossero chiaramente economicamente giunte)



Mio papà, quando gli chiedevo perchè non avessero mai completato di piantare questo terreno, mi rispondeva "ci vogliono anni prima che gli ulivi prendano e inizino a produrre".
Io sono caparbio e ho pensato che se qualcosa avevo ancora era la pazienza: nonostante il forte investimento per l'impianto già dopo un paio di anni i giovani alberi manifestavano gioia di vivere: il sistema biologico di coltivazione cui aderisco, senza neppure irrigazione artificiale dell'uliveto, fa sì che queste piante si abituino a rispettare i cicli di produzione usuali, sfruttando unicamente le risorse naturali: acqua dal Cielo (quando arrivi...) e nessun aiutino se non strettamente biologico, ossia piantumazione e sovescio di erba sulla o di favino, per aiutare il terreno ad azotarsi naturalmente.
In pochi anni (oggi siamo al sesto di produzione) siamo riusciti ad ottenere un frutto perfetto per caratteristiche organolettiche ed intatto perchè non indebolito dalle crisi idriche che nei fondi irrigati artificialmente provocano gravi danni (in caso di interruzione della somministrazione idrica)

il costante apporto degli insetti utili all'impollinazione caratterizza una crescita progressiva e dei raccolti di crescente quantità, salvo in un paio di occasioni nelle quali l'intero habitat circostante ha sofferto per l'innalzamento delle temperature nel periodo estivo




Anche quest'anno la produzione mi ha sorpreso, raggiungendo una quantità notevole di olive/albero per questa varietà e non scendendo mai sotto al 17,50% di resa per la quantità di olio molito,

Le stagioni si succedono e la Terra ci sopravvive, naturalmente: il nostro compito è di curarla e rispettarla, pur traendone beneficio nella sua coltivazione e questo, credo proprio sia una delle occupazioni più emozionanti ed allo stesso tempo onorevoli, alle quali mi sia dedicato da tutta la mia vita.
Il fondo che avete visto in foto prende il nome dalla contrada in cui si trova, Ciafaglione si chiama, a Partanna in provincia di Trapani.

Eccovi qua il ciafaglione, ossia il nome locale per la palma nana, della quale questa zona è ricchissima, tanto da essere utilizzato fino al secolo scorso, nella fabbricazione di manufatti come ceste e sacchi.
Chi ha il bene di assaggiare l'olio che produco al Ciafaglione, difficilmente potrà poi farne a meno.
E' come si suol dire oggi, un' Experience sensoriale.
E d'altro canto come potreste trovare la convergenza di tutti questi ...pianeti, altrove?
tutte olive della stessa varietà
coltivate biologicamente senza l'apporto di alcun prodotto chimico
provenienti tutte dallo stesso fondo, di dimensioni circoscritte, quindi da un terreno omogeneo
di qualità sopraffina ed acidità eccezionalmente bassa
non filtrato ed immediatamente conservato in fusti di acciaio per la maturazione
(...che noi meridionali non aspettiamo mai, perchè amiamo l'olio forte che pizzichi 😀)
Non resta che...cercare il pane adatto, preferibilmente nero. con farina di Tumminia e...vai ad inzuppare !


Max Aquila photo © per Nikonland 2025

Alla presentazione di metà febbraio dello zoom PZ di questo articolo avevo scritto:
ed ovviamente... eccomi a scriverne dopo averlo utilizzato per un paio di settimane sulla nuova Nikon ZR la CINEcamera del sistema Z, in attesa della RED marchiata Nikon.

Di entrambi abbiamo come sempre pubblicato le news, che sono state oggetto di molte letture, nonostante i distinguo fatti da ognuno se fotografo, rispetto il personale interesse a poterne fare uso
Delle caratteristiche della Nikon ZR sappiamo quindi già tutto e poco resta da chiarire, se non per qualche illazione sull'otturatore, che è solamente elettronico e l'assenza del sistema di pulizia automatica del sensore che, non essendo putroppo dotato della comodissima tendina protettiva delle Z9 ed 8, resta come del resto anche nella Z6III da cui deriva integralmente, esposto alla polvere che nelle riprese video diventa acerrimo nemico, molto più che per un singolo scatto fotografico.

Le dimensioni abbastanza compatte del corpo, ma sufficientemente capienti per contenere doppio slot (CF Express e microSD) e sopratutto, la batteria EN-EL15c che nelle mie rilevazioni di queste due settimane, non ha avuto cali di prestazione sensibili nelle riprese video, essendosi reso necessario al massimo un solo cambio batteria in una intera giornata di riprese, sia pure di breve durata, ma appunto per ciò molto frammentate.

Al contempo, non ho da segnalare alcun effetto di surriscaldamento, nè della batteria, nè tantomeno della scheda impiegata (una Angelbird AV pro da 512GB)
Il peso del solo corpo più batteria e scheda si contiene in 640gr ed è perciò al di sotto della Z6III da cui deriva strutturalmente, grazie all'assenza del mirino elettronico ed ad una minore larghezza di quasi 1cm ed anche uno spessore inferiore.
Ha una struttura compatta e molto ergonomica anche senza cage, tanto da avermi invogliato a portarla in giro anche naked con un piccolo fisso come il Viltrox 20/2.8 con il quale si è manifestata quasi come una compatta Z30, ma con l'enorme vantaggio del sensore full format.

Con la cage Smallrig (subito disponibile) il peso aumenta fino a 965gr (maniglia compresa) tutto compreso, ma se la cage sia un imperativo, da questo momento in poi non sarà il peso della ZR a farla da protagonista, rispetto quello degli accessorii di cui poterla corredare: fin qui tutti di altro marchio

In questo senso, il microfono ME-D10 Shotgun da 32bit di dinamica è una potente eccezione e speriamo quindi che nel prossimo futuro Nikon torni a popolare il suo catalogo dei tanti accessori necessari che nel secolo della sua storia trascorsa, tanto hanno caratterizzato questo marchio giapponese

questo microfono introduce una modifica alla slitta flash della ZR, ora dotata del pettine di contatto per questo Shotgun

...la necessità di collegare solo a slitta questo microfono,
impedisce la collocazione della maniglia in testa alla cage,ma la necessità aguzza l'ingegno e la staffa del 28-135/4 opportunamente girata verso l'alto, può sopperire in qualche modo alla bisogna...

La caratteristica più evidente della Nikon ZR è probabilmente una apparentemente spartana dotazione di comandi: il tasto di accensione a sx, dalla parte opposta a quella cui siamo abituati da sempre... un bilanciere coassiale al pulsante di ripresa/scatto, per ingrandire o ridurre l'immagine a mirino, un semplice slider video/photo che ci affranca dalla necessità di sdoppiare il pulsante di scatto da quello di ripresa come nelle altre ML, tre pulsanti funzione, dedicati però di default a tre funzioni abbastanza importanti, quindi difficilmente rinunciabili al posto di quelle personalizzabili dal solito menu f2

ghiere anteriore e posteriore, abbastanza ergonomiche...

e poi, sul pannello posteriore (o lo spazio che resta, rispetto al monitor tiltabile) il joystick solamente, per orientarsi nei meandri del menù e per selezionare la propria scelta. Sotto abbiamo il pulsante di richiamo del preset funzioni a due righe, i, tra le sue opzioni ...l'accesso a tutte le altre sezioni del menù (manca un pulsante menù specifico)

Oltre al tasto play sotto il quale, il led verde di conferma accensione o ricarica.
La novità eclatante della Nikon ZR è però di certo anche il bellissimo monitor da 4 pollici (che speriamo di vedere presto magari anche sulla Z9II)


mentre la notizia un pò meno... attrattiva è quella che Nikon ha semplicemente riversato il maggior contenuto video di questa CINE Camera, sui vecchi menù della serie Z foto: già astrusi e complessi da mandare a memoria, ora vieppiù appesantiti da tutto il nuovo comparto video (non è cosa da poco) e che in un progetto più accurato, avrebbe meritato una differente valorizzazione, magari anche in danno di una parte della componente fotografica, che per i potenziali utilizzatori di questi apparecchi, ha una minore necessità di essere lasciata a prima vista.
Ecco... avrei pensato di trovare in testa a tutte le voci del menù della ZR quello relativo alla ripresa video invece che quello foto, insieme alla sezione "personalizzazioni" del solito menù "matitone"
Difficili da comprendere anche certe interazioni datate, per cui per abilitare su video la possibilità dei custom Picture Control ci si deve accorgere di flaggare a menù la voce "come impostazioni foto" oppure la regolazione a menù tra zoom ottico e quello High Resolution, ma solo in alcuni formati video e previa abilitazione da menù funzioni (ultima voce)... Per fortuna che c'è online il manuale da poter visualizzare.
Secondo punto debole: la precisione del joystick di questa mia ZR non era certo da apparecchio PRO e minimo una volta su tre , mi scappa via dalla funzione che intendo attivare... Magari però è un problema limitato all'esemplare in visione.

Di certo lo spazio per un pulsante multifunzione/OK come quello della 6III, con questo sportello manca...
Caratteristica della Nikon ZR è la possibilità di registrare video 6K in RAW in diversi formati tra i quali il R3D

un cortese avviso, avverte fin da subito che determinati formati necessiteranno di computer adeguati, sia per velocità sia per carico: soli 52 secondi di ripresa in formato R3D mi sono costati più di 4GB di spazio sulla scheda e abbiamo testimonianza da Thom Hogan di consumi da 1TB ogni mezz'ora di girato.

redcode-sample.mp4
Va da sè che accanto ai formati professionali a 12 bit sia possibile girare anche con prosaici formati da 10 ed 8 bit, ivi compreso il sempre utile MP4 che ho largamente usato durante il periodo della mia visione.


Non siate impazienti e neppure troppo esigenti con me: non sono un videomaker e neppure un vlogger, motivo per cui sono in una fase ancora embrionale di conoscenza con le eccellenze rappresentate da questa Nikon ZR che anche se si inserisce da ultima in un contesto popolato da tempo da importanti competitor, ha contenuti specifici dai quali sono ancora ben lontano da poter paragonare

ciononostante e proprio per il fatto che anche Nikon è come me in questo momento una newbie di questo comparto, vorrei con questo articolo parlare degli aspetti che conosco e di quelli verso i quali questo modello ancora ibrido (non del tutto spostato sull'ambito video a mio giudizio, in attesa delle future uscite marchiate Nikon/RED) porta i suoi acquirenti ad indirizzare la propria necessità operativa.
In parole semplici voglio testimoniarvi quanto questo ensamble macchina da presa/zoom mi abbia saputo coinvolgere verso quello che fino ad ieri non rappresentava il mio primo intendimento di ripresa: che è poi il ruolo che penso debba svolgere questa ZR nel traghettare al video un fotografo Nikon user.
ED allora permettetemi di dilungarmi oltre sulla encomiabile qualità che ho riscontrato in questo Nikkor Z 28-135mm f/4 PZ : un mamozzone da più di 1250 gr...senza ancora averlo pesato insieme al suo scenografico paraluce rettangolare HB116 che allarga il suo diametro dai 95mm della ghiera filtri ai 160mm del suo lato più largo.

Dotato di una finestrella scorrevole sul lato inferiore, per agevolare la regolazione di eventuali filtri polarizzatori oppure digradanti.
Power Zoom, dotato sia di ghiera, sia di pulsanti (programmabili per la velocità) di movimentazione della zoomata, più un'ampia e differenziata ghiera per la messa a fuoco manuale di precisione e quella più sottile ed arretrata, programmabile per ISO, diaframma o compensazione esposizione.

una ghiera giallo oro luccicante, caratterizza per la prima volta in ambito Zmount questo zoom Nikkor

nonostante le dimensioni davvero XXL per il suo range focali/luminosità, la sua maneggevolezza ed equilibratura rendono agevole il suo utilizzo sulla ZR anche priva di cage/impugnatura aggiuntiva della Smallrig


la staffa di aggancio al treppiede (identica a quella del 400/4,5) è orientabile in maniera fluida e se staccata, mantiene un sottostante attacco filettato da 1/4" (nella staffa c'è anche quello da 3/8")

Bene, l'impressione di questo ensamble dal peso complessivo, completo di cage, che sfiora i due chili e mezzo, è tuttavia di grande equilibrio e maneggevolezza, tenuto conto che col monitor da 4" possiamo rinunciare a zavorre aggiuntive di monitor supplementare e relativa batteria.
Uno schema ottico da 18 elementi in 13 gruppi, ricco di lenti speciali
forte di una messa a fuoco minima quasi da obiettivo fisso (34cm tra 28 e 50mm e 54cm a 135mm) che agevola di tanto le riprese, non solo video ed un bilanciamento da urlo, nonostante le dimensioni ragguardevoli (105x178mm diametro e lunghezza), le tre ghiere molto ben identificabili al tatto e scorrevolissime, protetto dalle intemperie da una sconfinata quantità di O-rings, dà materialmente la sensazione di un oggetto ben costruito.

E come funziona?
Bene, a questo proposito vi mostro le immagini scattate con esso sulla Nikon ZR, con la quale costituisce un ensamble ideale:




Si denota come una lente di forte contrasto intrinseco, destinata del resto a risolvere riprese fino a 8K, progettata per vincere foschia e velo atmosferico.
Questo il suo senso, che si ritrova anche in interni a luce disponibile, anche di bassa potenza...






anche nella penombra risulta sempre acuto...
...figuriamoci in situazioni di luminosità ideali


dove anche alle focali intermedie consente stacchi prospettici interessanti anche fotograficamente, tenuto conto della destinazione per cui è stato progettato.
Mi spingo ad allegare tre video a fare da testimonial, girati in condizioni e luoghi differenti, in questi giorni, miranti solamente a far realizzare a chi legge delle considerazioni sulla qualità intriinseca dell'insieme: sono ovviamente realizzati per facilità di condivisione in MP4 e ad alla risoluzione minima (1920x1080 50p e quello in slow motion a 25p) rispetto quelle mirabolanti consentite dalla Nikon ZR, gestite poi col semplice sw Clipchamp di MS: ma a mio vedere già indicative delle potenzialità di questo sistema.
Mondello 14-11-2025.mp4
maratona17112025.mp4
Palermo shooting 2025.mp4
Se avrete avuto la pazienza di scorrerli (perdonate la mia imperizia da operatore, senza nessuna ambizione di esserlo considerato) non vi potrà sfuggire come anche nelle mani di chi non sappia gestire ognuna delle opportunità offerte da questo sistema, come sia per me stata immediata la sintonia con questa CineCamera, che se qualcosa possa farsi perdonare è ancora il suo essere anfibia, un pò videocamera ed un pò fotocamera, pur con tutti i crismi per essere considerata come Nikon l'ha definita, di Cinematic NIKKOR quality.
Questa mia recensione è sicuramente un work in progress, perchè non ho la competenza per essere assertivo come di mia abitudine sul materiale fotografico.
Tuttavia, a parte le doti indubbie della Nikon ZR, voglio ancora sottolineare non soltanto la resa dello zoom Nikkor 28-135/4 PZ, bensì il completo successo progettuale di un obiettivo nato con un intento che a mio veder è stato assolutamente centrato.
Nelle mani giuste e successivamente, sui sw adatti, questo zoom regalerà grande soddisfazione a chi sopporterà il sacrificio del suo acquisto.
Un cliente a Nikon sicuramente l'ho procurato: Jorgos, che durante il Palermo Shooting che ho appena organizzato, si è innamorato di questo ensamble e giura che comprerà entrambi per la sua attività di ripresa fotonaturalistica.
E gli credo !!!

Max Aquila photo e video © per Nikonland 2025

(fotografato da Alessandro Pisano)

Palermo Felicissima: ecco come gli Arabi appellavano la città in cui vivo, al tempo del loro avvento in questa parte della Sicilia, tra l'anno domini 830 ed il 1130 quando subentrarono i normanni.
Una città della quale ho spesso scritto e molto fotografato: direi allora, sempre parlato.
Perchè fotografare è il mio modo di esprimere sensazioni e sentimenti, di ogni polarità, il modo nel quale credo di riuscire meglio a spiegare il mio pensare.
Palermo fondata dai Fenici, così chiamata dai Greci e bizantini, in quanto tutta porto (Pan-ormos), poi A Zyz (il Fiore, la Splendente) dagli arabi che vi si insediarono per sfruttare le sue enormi potenzialità agricole ed idrauliche (che seppero mettere a frutto, come non più noi, adesso), Balarm successivamente anche dai Normanni che, a loro volta, si insediarono anch'essi:
perchè Palermo non ha solamente subìto dominazioni, ma ha accettato, di buon grado o meno, tutte le culture e le interpolazioni che ha conosciuto, continuando con gli Angioini dopo i Normanni e poi gli Aragonesi dopo i Vespri siciliani del 1282, quindi gli Spagnoli ed i Vicerè e successivamente i Borbone dopo i Moti rivoluzionari seicenteschi.
La storia contemporanea da Garibaldi in poi la conosciamo bene.

Da tutti questi popoli Palermo ha imparato ed insegnato, mischiato e fuso, rivisitato e creato: arte, artigianato, lingua, cucina, religione, ma ha principalmente dimostrato che anche sotto la pressione di un dominatore si possano sviluppare germi creativi che possano portare non solamente ad imparare a sopportare la presenza del melting pot che l'ha sempre contraddistinta, ma anche ribellarsi ai soprusi e ribaltare chi li operava.
E' proprio da questa città che i sollevamenti di piazza più famosi della Storia del nostro Paese, prima che fosse già tale, hanno preso piede e mano.
Anche in tempi attuali conosciamo quali siano state le poste in gioco che hanno compromesso cittadini e martiri per la Verità e il Diritto, contro le piovre del malaffare e della criminalità organizzata in forma mafiosa.

Una città che dal suo originario nucleo, intorno al porto appunto, si è andata espandendo nei secoli, inglobando le campagne coltivate dagli arabi secondo le più efficienti tecniche di irrigazione, che coinvolgevano in una rete idrica (ancora oggi funzionante dopo più di un millennio) tutti i corsi d'acqua che la circondavano e cementificando tutto ciò che un tempo dava ricchezza alla città.
Fino a distruggere anche le vestigia del periodo più bello, artisticamente e culturalmente, che fu a cavallo tra la rivoluzione industriale della fine Ottocento e i primi trent'anni del nuovo secolo, quando Palermo era ancora una capitale europea che aveva poco da invidiare ad altre città, prima del disastro apportato dal secondo conflitto mondiale e dalla successiva distruzione/ricostruzione distruttiva sistematica del bello e del razionale, in favore del profitto delle nuove classi emergenti, post gattopardesche.
Di tutto ciò che oggi è Palermo e di tutto ciò che fu, resta ancora testimonianza materiale e, in chi ne mantenga memoria, anche narrativa.
E' per questo che ho deciso di integrare al lavoro che mi vede all'opera da quando fotografo questa città, anche una componente più diretta e meno mediata dalla lettura delle mie fotografie:
e pertanto ho organizzato il primo Palermo Shooting, appena concluso, che in un weekend di novembre, neppure di tempo favorevole, ha portato tre nikonlander a condividere on the road quanto qui descritto in un excursus storico che per poter essere esauriente occuperebbe volumi e volumi (e tantissimo tempo per leggerli)

Unire le stimolazioni sensoriali, quelle visive ed uditive a quelle tattili e gustative (o solo olfattive, per chi sia a dieta) è un modo sicuramente immediato, al posto di quelli...mediati e distanti.
Una full immersion di alcuni giorni, che comporta la possibilità di visitare, discutere, valutare personalmente, assaggiare, in una parola... gustare l'essenza della vita di questa città e di chi la vive, non da turista, ma da viaggiatore.
Dove il viaggio non sia semplicemente una destinazione, bensì una scoperta.

A corredo di questo articolo aggiungerò di volta in volta il link ai blog dei successivi shooting che ho intenzione di continuare ad organizzare fin dalle prossime settimane.
Serve soltanto che chi sia interessato manifesti la sua disponibilità qui appresso per un determinato periodo e vedrete che riusciremo a mettere insieme altri gruppi di nikonlander, cui metto a disposizione a prezzo di favore il mio BnB situato in centro città, dal quale ogni destinazione è a portata di passeggiata.

Fermo restando che ognuno possa liberamente decidere dove alloggiare e poi ci si incontrerà secondo il programma stabilito insieme per lo shooting.
Sarò guida e consigliere per i luoghi e gli atteggiamenti nello scattare per strada: ricordando ai partecipanti che le foto si ottengono, prima che pensare di rubarle. Non si costruiscono sulla base di un retropensiero, ma si cercano, seguendo il proprio sentimento. Possibilmente si condividono anche, con i soggetti ritratti.
Tutto ciò porta soddisfazione nel proprio agire e risultato negli scatti ottenuti.





Nikonland è corollario a questa iniziativa e sarò felicissimo (come fossi A Zyz...😉) di condividere la mia conoscenza del marchio ed il mio personale piccolo museo della storia del marchio, insieme alle persone che vorranno venire a Palermo anche per conoscerci dopo tanti anni che ci si legge solamente.
Tutta l'assistenza possibile sul campo per ogni esigenza di natura fotografica oltre che materiale, durante gli shooting.
Contattatemi pure per MP se lo ritenete, per ogni informazione al riguardo.

Max Aquila photo © per Nikonland 2025
Disponibile subito qui

Nota: le modifiche elencate di seguito sotto "Fotografia di immagini fisse", "Registrazione di video", "Riproduzione", "Controlli", "Display" e "Rete" sono presentate in dettaglio nella Manuale di aggiornamento firmware supplementare.
Nota: a causa dell'aggiunta di nuove opzioni di menu, alcune opzioni del menu Personalizzazioni sono state rinumerate.
■ Fotografia di immagini fisse
• Sono state aggiunte le [Opzioni sgranato pellicola] al menu di ripresa foto. Questo può essere utilizzato per scattare foto sgranate che simulano l'aspetto della fotografia tradizionale su pellicola.
• È stata aggiunta un'opzione [C15] acquis. fotogramma alta velocità + modo di scatto.
■ Registrazione di video
• Sono state aggiunte le [Opzioni sgranato pellicola] al menu di registrazione video. Questo può essere utilizzato per registrare video sgranati che simulano l'aspetto della fotografia tradizionale su pellicola.
• Selezionando [ON] per [Zoom digitale alta risoluzione] nel menu di registrazione video ora viene visualizzato un punto AF sul soggetto rilevato nella visualizzazione di ripresa.
■ Riproduzione
• La voce [Registra orient. fotocamera] nel menu di riproduzione ora ha opzioni separate per [Foto] e [Video]. È ora possibile salvare anche l'orientamento della fotocamera per la registrazione video e la registrazione di video time-lapse.
■ Controlli
• È stata aggiunta una voce [Apertura massima Lv] al [MENU PERSONALIZZAZIONI] nella posizione di a13.
• È stata aggiunta una voce [Impost. limitat messa a fuoco] al [MENU PERSONALIZZAZIONI] nella posizione di a15.
• È stata aggiunta un'opzione [Minimo] alla Personalizzazione c2 [Autoscatto] > [Intervallo tra scatti] nel [MENU PERSONALIZZAZIONI].
• Sono stati aggiunti ruoli assegnabili ai controlli personalizzati tramite le seguenti voci nel [MENU PERSONALIZZAZIONI].
- f2 [Controlli personalizz. (ripresa)]
- g2 [Controlli personalizzati]
• La compensazione dell'esposizione e la sensibilità ISO possono ora essere assegnate alle ghiere di comando in modo M utilizzando g2 [Controlli personalizzati] > [Ghiere di comando] > [Impostazione esposizione] nel [MENU PERSONALIZZAZIONI].
• È stato aggiunto [Interruttore autom. display monitor] al [MENU IMPOSTAZIONI].
• I contenuti di [Suoni fotocamera] nel [MENU IMPOSTAZIONI] sono stati modificati. Ora è possibile selezionare se la fotocamera emette un suono di scatto dell'otturatore elettronico durante l'acquisizione fotogramma alta velocità + o la ripresa con decentramento pixel. Il volume del suono di scatto dell'otturatore elettronico può anche essere regolato.
■ Display
• È stata aggiunta un'opzione [Solo durante lo zoom] ad a12 [Peaking messa a fuoco] nel [MENU PERSONALIZZAZIONI].
• È stata aggiunta un'opzione reticolo di 4:3 a d16 [Tipo di reticolo] nel [MENU PERSONALIZZAZIONI].
• È stata aggiunta un'opzione reticolo 9:16 a g14 [Tipo di reticolo] nel [MENU PERSONALIZZAZIONI].
■ Rete
• È stato aggiunto [Streaming USB (UVC/UAC)] a [USB] nel [MENU OPZIONI DI RETE].
• Sono stati modificati alcuni messaggi e valori predefiniti relativi a Nikon Imaging Cloud.
• È ora disponibile un nuovo metodo per aggiungere Picture Control da Nikon Imaging Cloud.
• È stato aggiunto [Connessione Wi-Fi (STA mode)] che consente di connettere la fotocamera allo smart device tramite un access point LAN wireless.
■ Altre modifiche
• Le opzioni [Ripresa con decentramento pixel] possono ora essere impostate quando è selezionato il modo autoscatto.
• Pre-Scatto Capture è ora disponibile da telecomandi Bluetooth compatibili.
• Il diaframma non è più limitato durante la registrazione di video in modo S (Auto a priorità di tempi).
• Le caratteristiche tonali sono state modificate quando [ON] è selezionato per la Personalizzazione g13 [Visualizzazione ausiliaria] nel [MENU PERSONALIZZAZIONI].
• Il livello del volume delle cuffie può essere ora regolato nel menu "i" durante la registrazione video.
• La registrazione di memo vocali è ora disponibile con microfoni esterni.
• Sono state modificate le specifiche per l'uscita video ininterrotta a dispositivi HDMI come monitor esterni quando la registrazione è terminata.
• Sono stati risolti i seguenti problemi:
- La fotocamera visualizzava il messaggio "L'otturatore è chiuso. Per iniziare la ripresa, premere il pulsante di scatto." in rare circostanze, quando la ripresa a fotogramma singolo veniva ripetuta con il monitor chiuso.
- I valori di [Apertura massima] impostati per [Numero obiettivo] nelle posizioni 18 e 19 della funzione dati obiettivo senza CPU non venivano applicati correttamente durante la ripresa.
Una premessa doverosa anche se di routine.
Non circola alcun rumor sulla futura Nikon Z consumer che secondo me sarà la prossima ad uscire.
Ne circolano invece troppi sulla ipotetica Z9 II che secondo alcuni sarà anticipata entro fine 2025 per poi uscire per Milano-Cortina 2026.
Io non credo a nessuna di queste due ipotesi.
Mentre nessuno scommette al momento che la prossima Nikon Z sarà una nuova Z in formato DX.
Insomma non prendete per certo nulla di quanto sto scrivendo. Nikon è abbottonatissima con le sue cose future e minaccia di licenziare chiunque si lasci sfuggire una mezza parola.
Dopo l'uscita della Zr e della Zf Silver che sono adesso in consegna e con l'arrivo dei due obiettivi DX annunciati ieri, non vedremo grandi botti di qui a fine anno fiscale (marzo 2026). Nessuna nuova fotocamera (secondo me) ma un paio di obiettivi FX si.
Ma qui stiamo parlando di fotocamere. Ed io partirei dal basso.

Nikon sta mettendo tanto impegno nella promozione della nuova Zr e pare che gli ordini siano interessanti tanto che in Giappone già anticipano che le consegne non saranno sufficienti e qualcuno dovrà aspettare.
La Zr che cos'è ? E' una Z6 III privata di mirino e otturatore meccanico ma di fatto una macchina con hardware consolidato cui è stato dato un corpo più adatto di quello della Z6 III agli accessori da video, una slitta "intelligente" in grado di comunicare con accessori quali microfoni o porte audio standard, dei comandi più consoni ad un uso prevalente video (ma la Zr fa anche foto come la Z6 III e fino ad 1/60'' sincronizza anche con i flash elettronici).
E il codec R3D ereditato - lo dice la parola - dall'acquisita RED CINEMA.
Ha un prezzo interessante ma che la pone comunque in una fascia "da ricchi", quella del 2000~2500 euro.
Nikon ha già in catalogo una versione ibrida dedicata al video che ha avuto un discreto successo. La Z30.
Che, tolta l'obsoleta - come concetto - Nikon Z7 - resta l'ultima Nikon Z da aggiornare.
il lancio dei due obiettivi DX di ieri - ad un anno dal lancio della Z50 II ! - potrebbe anticiparla di qualche mese.
E il gioco sarebbe fatto. Rinnovare la Z30 in salsa Zr. Possibile, possibilissimo.
Se non fosse per un piccolo dettaglio. Il sensore della Z30 è oramai più che obsoleto, risalente al lancio della D500 del gennaio 2016 e quindi con una decina di primavere sulle spalle ...
Ce ne siamo accorti quando l'abbiamo messo alla frusta con l'Expeed 7 sulla Z50 II. Con tutti gli sforzi, non ci arriva.
Quindi sulla Z30 II/Baby Zr ci vorrà un sensore nuovo se si vuole avere performance all'altezza delle aspettative del 2026~2030.
Ma il concetto ci starebbe.
Sony ha in catalogo la FX3 che all'uscita costava sui 4000 euro. Ma poi ha lanciato la FX30 che sta alla sorellona come la Zr starebbe alla Baby Zr.
Ha un sensore da 26 megapixel più avanzato di quello della Z30 anche se oramai vetusto. Costa la metà esatta.
Ma ha performance adeguate alla differenza di prezzo ed ha "motorizzato" molti youtuber e content-creator.

La Nikon Z30

La Nikon Zr

L'ipotetica Baby Zr, una semplice trasposizione di formato sensore (ma probabilmente non sarà così) ? Che rende l'idea.
La Z30 II / Baby Zr sarebbe semplificata abbastanza da poter costare la metà.
Ma dovrebbe avere un sensore da 24-26 megapixel per poter avere un video di livello magari anche in 6K.
Meglio se semistacked come quello della Z6 III.
L'altro scoglio oltre al sensore potrebbe essere la batteria. Senza la En-EL15c io la vedo dura fare video serio.
Ce la si fa ma ...
Infatti Sony ha dotato le sue FX della stessa batteria.
Concrete possibilità di uscita ?
Non sono un allibratore, ma con le possibili varianti, io le do altissime. Finestra di annuncio inizio estate 2026

Della Nikon Z9 II abbiamo parlato a più riprese in questi ultimi due anni. Mano a mano che si avvicinava la tipica finestra quadriennale di annuncio delle ammiraglie Nikon.
La prima anticipazione del concetto di ammiraglia Z è arrivata a primavera 2021 e la sua presentazione fisica con le prime consegne alla fine dello stesso anno.
Per cui ora sono 4 anni esatti o quasi.
Ma se verrà - cosa di cui sono convinto - saltata questa finestra (oramai è tardi per fare annunci, produzione e consegne di una ammiraglia) si andrà al 2026.
Quando saranno 5 anni. Abbastanza per un nuovo modello, troppi per un aggiornamento tipo D4s o D6.
Come potrebbe essere la Z9 II ?
Se ne dicono di ogni.
una Z9s, praticamente stessa della Z9 ma con un firmware reddizzato e un mirino aggiornato.
Questa macchina potrebbe avere un display posteriore più ampio e più articolato.
Ed accettare le CFExpress 4.0 come standard con vantaggi in termini di buffer, ammesso che l'Expeed 7 sia in grado di gestirle (cosa di cui io dubito)
Una cosa che non so quanti alletterebbe se non i professionisti con il leasing in scadenza che non vogliono comprare l'ennesima Z9 che oramai è fortemente scontata ma sempre eccezionalmente competente.
una vera nuova generazione di macchina che inauguri la nuova generazione di Nikon Z, da replicare poi verso il basso come già fatto con Z9, poi Z8, Z6 III, Zf, Z50 II
almeno sul piano di aggiungere a quanto scritto sopra, almeno un processore superiore
una vera nuova generazione di Z9 che sostituisca anche il sensore
ma con quale sensore nel caso dell'ultima opzione ?
La logica vorrebbe un Global Shutter derivato da quelli formato cinema che usa RED o magari sviluppato da Nikon su propri criteri di capacità di ammortamento dei costi per il numero di pezzi a prezzi compatibili con il suo target di mercato, molto più basso di quello della RED di punta (circa 15-20.000 dollari).
Ma quanti sono realmente nella necessità di avere un Global Shutter ?
Quelli che fanno video, certo. E quelli che fanno sport e azione estrema.
Una frazione del totale che ha in mano una Z9.
Insomma, un bel rebus, che però si basa sulla necessità di rinnovare la gamma per sostenere prezzi e domanda con una offerta che sia per lo meno allineata alle aspettative.
Quanto le nuova Canon R1 e Sony A1 II stiano vendendo - essendo di fatto degli aggiornamenti non epocali dei modelli precedenti - io non lo so. Ma temo non molto.
Insomma, Nikon ha bisogno della Z9 più che altro per poi rinnovare i modelli della gamma inferiore.
Oppure vuole provare a fare il miglior modello del mercato per dimostrare che non si trasformerà in un occhialaio ?
Possibile finestra. Secondo me non prima di autunno 2026 con possibile anticipazione di prototipi in mani sicure negli eventi sportivi di primavera-estate.
Nikon e RED insieme per il Nikon | RED LIVE!
due eventi dedicati al video e alla fotografia

Nikon e RED insieme per il Nikon | RED LIVE! — due eventi dedicati al video e alla fotografia

Nikon e RED presentano Nikon | RED LIVE!, due eventi aperti al pubblico, gratuiti, dedicati al mondo del video e della fotografia, in programma a Roma e a Milano tra il 17 e il 25 ottobre 2025.
Gli appuntamenti permetteranno di scoprire il nuovo progetto Z Cinema by Nikon | RED e la nuova cinema-camera NIKON ZR, modello che segna un passo importante nel percorso di Nikon verso l’universo video e cinematografico.
Gli eventi si svolgeranno a Roma, presso Cinecittà Studios (Via Tuscolana, 1055), venerdì 17 e sabato 18 ottobre e a Milano, presso Circus Studios (Via Giovanni Enrico Pestalozzi, 4) venerdì 24 e sabato 25 ottobre

Nikon ZR
Prima cinema-camera nata dalla collaborazione fra Nikon e RED, si rivolge ai creatori di contenuti e ai registi impegnati nella produzioni cinematografiche. Il codec R3D NE, le LUT RED, la curva RED Log3G10 e la registrazione audio 32-bit float sono solo alcuni dei suoi aspetti “cinematografici”

Corpo macchina e obiettivi Z Cinema
Il NIKKOR Z 28-135mm g/4 PZ (a sinistra), con scorrimento interno delle lenti e zoom motorizzato, è stato il primo obiettivo NIKKOR del sistema Z Cinema. Poi è stata la volta del… Per saperne di più: I video nel “mirino” di Nikon: NIKKOR Z 28-135mm f/4 PZ e NIKKOR Z 24-70mm f/2.8 S II
Nikon | RED Live!: un laboratorio immersivo dedicato ai professionisti dell’immagine
Nikon | RED LIVE! sarà un vero e proprio laboratorio esperienziale con dimostrazioni sul campo dei prodotti Nikon e RED, sessioni di color correction e workflow professionali. Il tutto corredato da un set di ripresa per testare le nuove camere in azione e un’area plenaria con talk e interventi di professionisti del mondo video. Accanto all’universo del video, non mancheranno attività dedicate alla fotografia, tra workshop, prove prodotto e incontri con fotografi di grande esperienza.


L’evento vedrà la partecipazione di numerosi brand distribuiti dal gruppo Fowa-Nital, tra cui DJI (leggi il nostro blog ufficiale), Lexar, Insta360, Polaroid, Røde, SmallRig, Godox, Dzofilm, Thypoch e molti altri. I visitatori avranno così una panoramica completa delle ultime tecnologie e soluzioni per la produzione di contenuti.
Nikon entra con decisione nel mondo del cinema
Con questo doppio appuntamento, Nikon conferma la volontà di ampliare la propria presenza nel settore del video e del cinema, mettendo in campo la tradizionale eccellenza tecnologica e la capacità di innovazione che da sempre contraddistinguono il marchio.
Per ogni ulteriore dettaglio, ecco il link al sito Nital.
NIKON AGGIUNGE UN LUMINOSO OBIETTIVO MACRO E UN TELEOBIETTIVO ZOOM GRANDANGOLARE ALLA GAMMA DEGLI OBIETTIVI NIKKOR Z DX
Moncalieri (TO), 16 ottobre 2025: Nital S.p.A. è lieta di annunciare l’ampliamento della gamma di obiettivi NIKKOR Z DX con due obiettivi luminosi e ad alte prestazioni: il teleobiettivo grandangolare NIKKOR Z DX 16-50mm f/2.8 VR e l'obiettivo macro NIKKOR Z DX MC 35mm f/1.7. Creati per ispirare, questi luminosi obiettivi DX con innesto a baionetta Z-Mount offrono dettagli nitidi e ad alta risoluzione, splendido effetto bokeh e prestazioni eccezionali, anche in condizioni di scarsa luminosità. Entrambi sono adatti sia per le riprese video che per quelle fotografiche, oltre ad essere leggeri e facilmente trasportabili.
 Il NIKKOR Z DX 16-50mm f/2.8 VR è il primo obiettivo zoom DX f/2.8 a far parte della famiglia Nikon Z ed è un cavallo di battaglia ideale per il formato DX. Superbe capacità in condizioni di scarsa illuminazione, effetto bokeh perfettamente sfocato e velocità di congelamento dell'azione: gli utenti ottengono tutti i vantaggi dell’ampia apertura f/2.8 costante, mentre l'intervallo di lunghezza focale di 16-50mm (equivalente a 24-75mm nel formato 35mm/formato FX) offre una copertura versatile per diversi tipi di scene. Che si realizzino foto o video, la potente stabilizzazione dell'immagine VR incorporata di Nikon consente comunque di mantenere stabili gli scatti a mano libera anche in condizioni di scarsa luminosità, e la messa a fuoco nitida per macro/primi piani aggiunge flessibilità di inquadratura.
 Il NIKKOR Z DX MC 35mm f/1.7 entra invece a far parte della linea Nikon Z come primo obiettivo DX Micro. Con la sua ampia apertura massima f/1.7, questo obiettivo macro rappresenta una brillante opportunità per sperimentare la fotografia ravvicinata in macro/primo piano, esplorare l'arte dell'effetto bokeh e creare liberamente in condizioni di scarsa illuminazione. Il massimo rapporto di riproduzione di 0,67x (equivalente a un ingrandimento a grandezza naturale di 1:1 in formato da 35mm/formato FX) rivela dettagli del soggetto in genere troppo piccoli da vedere, mentre la lunghezza focale 'normale' di 35mm rende intuitiva l'inquadratura. Oltre alla macro, questo obiettivo si rivela la scelta ideale sia per le foto artistiche che per i video.
 Dirk Jasper, Product Manager di Nikon Europe, ha commentato: "I nostri clienti hanno chiesto più obiettivi Z DX e abbiamo ascoltato la loro richiesta. Con l'introduzione di un obiettivo zoom f/2.8 ad alte prestazioni e un luminoso obiettivo macro, tutti i possessori di DX hanno due grandi opportunità per balzare ad un livello superiore nel loro percorso creativo.“


Presentati oggi a sorpresa due nuovi obiettivi Z DX abbastanza inconsueti per gli attuali corpi DX disponibili (Z30,50,fc):
uno zoom 16-50mm f/2,8 parifocale ed un macro MC 35mm f/1,7 che vanno ad arricchire l'attuale limitato catalogo di obiettivi APS-C a baionetta Z.
La sorpresa è prevalentemente destata dal fatto che lo zoom luminoso, equivalente in pratica ad un 24-70/2,8 sul formato FX, oltre ad essere il primo obiettivo zoom di questa classe di luminosità a distanza di un quarto di secolo dal 17-55/2,8 delle prime DSLR sembrerebbe preludere ad una fotocamera Z DX dalle prestazioni comparabili a quelle delle sorelle FX al top del catalogo Z

Ecco il contenuto delle brochure dei due obiettivi:

Lasciate correre la vostra creatività con l’obiettivo zoom f/2.8 DX ad alte prestazioni che aggiunge al vostro kit eccellenti funzionalità in condizioni di scarsa illuminazione, un effetto bokeh meravigliosamente sfocato e una velocità di congelamento
dell’azione. Foto o video, avete molto spazio per giocare.
CARATTERISTICHE
APERTURA F/2.8 AMPIA E COSTANTE: scattate a f/2.8 per catturare più dettagli con
valori ISO più bassi e utilizzate tempi di posa più veloci per congelare il movimento,
anche quando la luce si sta affievolendo.
PORTATA DELLO ZOOM VERSATILE: la gamma della lunghezza focale da 16-50 mm (equivalente a 24-75 mm in formato 35 mm/formato FX) è eccezionale per qualsiasi tipo di fotografia, dai ritratti ai paesaggi, alle scene di strada, alle architetture e altro ancora.
BELLISSIMO EFFETTO BOKEH, SCENE NITIDE E DETTAGLIATE: una resa ad alte

prestazioni consente di produrre un effetto bokeh sullo sfondo e sul primo piano a f/2.8. Oppure, riduci l’apertura e aumenta la profondità di campo per immagini splendidamente nitide in ogni parte del fotogramma.
MESSA A FUOCO NITIDA PER MACRO/PRIMI PIANI: la distanza minima di messa a
fuoco è di soli 0,15 m a 16 mm e di 0,25 m a 50 mm. Sarete in grado di avvicinarvi molto a un soggetto senza sacrificare nitidezza.
POTENTE FUNZIONE DI RIDUZIONE VIBRAZIONI CON DECENTRAMENTO OTTICO: fino a 5 stop1 di stabilizzazione dell’immagine (VR) incorporata per scatti manuali più nitidi in condizioni di scarsa illuminazione e sequenze video più pulite.
PRONTO PER IL VIDEO: l’autofocus è veloce ed è meravigliosamente discreto, ed
è possibile regolare silenziosamente le impostazioni assegnando funzioni principali al silenzioso anello di controllo. La regolazione della messa a fuoco è ridotta e consente
di creare fluide riprese ravvicinate.
PARTNER CREATIVO AGILE: questo luminoso obiettivo zoom DX pesa circa solo 330 g circa e vanta una struttura resistente alla polvere e alle gocce d’acqua.2
1 Misurato in conformità agli standard CIPA quando l’obiettivo è usato con una fotocamera in formato DX e il modo VR della fotocamera è impostato su [Normale]. Misurato alla posizione massima del teleobiettivo.
2 L’utilizzo non è garantito per la resistenza alla polvere e alle gocce d’acqua in tutte le situazioni e in tutte le condizioni.


Cattura i dettagli che preferisci con il luminoso obiettivo macro DX da 35mm, eccezionale per la fotografia in generale ma anche per i video.
Con la sua ampia apertura di f/1.7, il bellissimo effetto bokeh e la messa a fuoco nitida e ravvicinata, potete dare vita all’ispirazione in qualsiasi condizione di luce.
CARATTERISTICHE : SCATTI MACRO VIBRANTI
questo obiettivo a lunghezza focale fissa DX con baionetta Z-Mount è ottimizzato per la fotografia macro con un massimo rapporto di riproduzione da 0,67× equivalente a un ingrandimento a grandezza naturale di 1:1 in formato da 35mm/formato FX.
NARRATORE NATURALE: oltre alla macro, la prospettiva naturale della lunghezza focale da 35mm (equivalente a 50mm in pieno formato) è eccezionale per ogni tipo di fotografia, dai ritratti di viaggio ai paesaggi e alla fotografia gastronomica.
MENTRE SI AVVICINA, RIMANE NITIDO: la lunghezza focale ‘normale’ rende intuitiva l’inquadratura e una distanza minima di messa a fuoco di soli 0,16 m consente di ottenere scatti super nitidi anche quando la parte anteriore dell’obiettivo è a soli 7,2cm dal soggetto.
ESPLORA L’ARTE DELL’EFFETTO BOKEH: riprendete con ampia apertura, potete creare foto e video con un reale senso di profondità. La resa ad alta risoluzione e l’elemento in vetro ED asferico assicurano dettagli nitidi dei soggetti e alte luci con effetto bokeh morbido e arrotondato.
CREA LIBERAMENTE CON LA LUCE DISPONIBILE: l’apertura da f/1.7 consente di catturare immagini più pulite con valori ISO più bassi. Oppure è possibile utilizzare tempi di posa più veloci per congelare il movimento e ottenere scatti a mano libera più stabili.
PRONTO PER I VIDEO: autofocus veloce e meravigliosamente discreto. La variazione della lunghezza focale è ridotta ed è possibile regolare silenziosamente le impostazioni assegnando funzioni principali al silenzioso anello di controllo.
REALIZZATO PER VIAGGI E NUOVI PUNTI DI VISTA: pesa circa solo 220g e vanta una struttura resistente alla polvere e alle gocce d’acqua. (L’utilizzo non è garantito per la resistenza alla polvere e alle gocce d’acqua in tutte le situazioni e in tutte le condizioni.)

Non ci penserete due volte a tenere questo obiettivo a lunghezza focale fissa sulla vostra fotocamera.
Cosa pensare ?
Due obiettivi che determinano un cambiamento di interesse di Nikon su questo formato.
Interessanti per chi non desideri transitare al formato superiore ed al tempo stesso acquistare obiettivi Nikkor Z invece che di terze parti.
Il prezzo di vendita annunziato parla di € 929 per lo zoom stabilizzato e di € 459 per il Macro, competitivi rispetto il prezzo di analoghi obiettivi FX che fino ad oggi il possessore di una Zfc o di una Z50/II era costretto a spendere per comprare Nikkor Z.
Ma prima di parlare di prezzo, speriamo di riceverli in visione per poterne parlare dal punto di vista fotografico.
Come abitudine di questa Redazione.
Una bella sorpresa sul finire di un anno che ce ne ha riservate non moltissime, sul piano puramente fotografico.

Distanze minime di ripresa davvero interessanti anche sullo zoom f/2,8 che partono da 15cm alla focale più larga per contenersi a 25cm a quella più lunga.

Il secondo fisso DX (dopo la meteora 24/1,7 DX di due anni fa) è un MC che rinfresca la piccola tradizione dei macro DX che su reflex aveva avuto altri due rappresentanti, molto tempo fa.

Auspichiamo di sentire nuovi rumors circa la possibilità in breve di vedere l'erede della D500 in baionetta Z anche vista la colpevole assenza di sistema VR sul macro che della stabilizzazione (mancando sui sensori DX attuali) si avvantaggerebbe.
Anche questo un segnale di fumo che all'orizzonte si debba veder spuntare prima o poi un corpo Z DX adeguato.
Per adesso, vediamo di saperne qualcosa di più e di materiale.

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