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Ma no, cosa avete capito, parlo di una cosa che succede spesso a chi ama fotografare il paesaggio.
Da due anni e mezzo, utilizzo un set di fototrappole per monitorare i selvatici nel pezzettino, minuscolo, di Parco delle Lame del Sesia (già di suo è un parco veramente minimale) che frequento da uno sconsiderato numero di anni. Lo scorso sabato 19 ottobre in tardo pomeriggio sono sceso al fiume per il giro fototrappole. Giornata grigia, piovosa, autunnale, due gocce d'acqua non mi hanno dissuaso a far 2 passi nella natura e tirar due foto d'autunno


Scaricate le macchinette, sulla strada del ritorno, mi sono affacciato alla Lama Grande ( o Lama del Conte). Cielo grigio specchiato nell'acqua verdastra, fotograficamente un dito in un occhio. Ma almeno la piena di settimana scorsa ha ripulito per bene.
La piena del fiume è stata rapidissima come hanno documentato le mie fototrappole superstiti (vedi appendice)

Cade qualche goccia d'acqua, ma ugualmente mi cimento a riprendere lo scorcio a cui sono sostanzialmente affezionato. D'un tratto, di  mi accorgo che le cime degli alberi sono ... rosse ? O cribbio, l'arcobaleno. La luce attorno diventa calda, quasi viola, e tutto si colora per pochi istanti, i pochi minuti concessi per fare qualche scatto.





Come è arrivata, dicevo, la luce se ne va. Sulla strada del ritorno il sole ha lanciato un'ultima sciabolata tra le alpi ed il tetto di nuvole e, lungo la strada asfaltata della tenuta Devesio di VIllata, non ho resistito e ho fatto qualche altro scatto dell'ultimo secondo.




Tutte le foto realizzate con Nikon Z9, ob Nikon Z24-70/4 s, Nikon AFs 105/2.8 VR micro e Nikon Z 400/2.8 TC su treppiede Gitxo GT3541LS e Arca B1 (inzuppata)
io uso fototrappole che costano poco (fascia prezzo 50 euro per capirci) perchè so che sono a rischio e perchè mi interessa il dato statistico e non l'immagine prodotta, anche se il punto di vista di quegli attrezzi è invidiabile e chiunque vorrebbe vedere quello che vedono quelle scatolette.
 
Prima usavo le Ceymur, nell'ultimo anno le ho sostituite quasi tutte con le Garden Pro che danno una migliore praticità di utilizzo e qualità immagine (ottica) molto superiore.
Nella foto ci sono 3 Gardepro ed una vecchia Ceymour da sostituire per danno irreparabile (il morso di un animale molto intelligente e curioso)
Per me le fototrappole è importante che abbiano:
- vano batterie di facile accesso: cambio le stilo AA ogni 2-3 mesi e non voglio staccare la fotocamera dal loro alloggiamento (albero), capisci che se alle batterie accedi solo dal basso è una morte. Le GardePro si aprono a libro ed il vano batteria è lì in bella vista. 
- schede SD normali: scaricare la fototrappola per me significa sostituire la SD con una nuova e portare a casa quella che ha registrato i dati della settimana. L'operazione la faccio sul posto quindi deve essere sufficientemente pratica.  L'80% delle fototrappole usa le micro SD che sono una iattura da maneggiare in quelle condizioni. Le Ceymour e le Gardenpro vanno ad SD.
- display per "anziani". Le fototrappole cinesi son tutte uguali nell'elettronica e nel firmware, cambiano i device componenti. Le gardenpro hanno un display con caratteri decenti così da evitare di portarmi gli occhiali per vedere da vicino. Le Ceymour sono delle stronze e mi fanno bestemmiare con il loro font 8

Questi baracchini sono decisamente robusti, va detto però che non sono proprio "stagni" . IP48 è ottimistico. Reggono la pioggia ma non la sommersione totale.
Per cronaca metto qui le foto di una Ceymour affogata nel 2023



aperta ripulita asciugata e....

peccato che non aggiorna più la data, evidentemente qualcosa si è ossidato per bene. Questo difetto la rende inutilizzabile allo scopo per cui l'ho comperata.
 
 
APPENDICE - LA PIENA FLASH del 18 ottobre 2024
 

video.mp4
Sono rientrato in questa iniziativa promossa da Nital, in essere fino al prossimo 13 febbraio

e grazie all'acquisto della Nikon Z50ii con il suo Nikkor Z 16-50mm ho ricevuto in regalo questo kit per studenti/vlogger, come è mio figlio Gabriele, cui ho girato tutto il materiale in questione:

una ricca confezione che contiene un receiver e due transmitter microfoni wireless ed il treppiedino Smallrig espressamente disegnato per il telecomando Bluetooth ML-LZ, incluso.

La confezione dei microfoni DJI che contiene anche la custodia di ricarica ha un valore di 170 euro circa ed è davvero appariscente per dotazione e cura dei particolari:

dotata sul retro di connettore USB-C per la ricarica rapida, ha sul frontale una serie di led che ne indicano lo stato di carica...


e comprende oltre ai citati due microfoni Nero Infinity superleggeri a clip e calamita (in dotazione), il ricevitore relativo con clip di collegamento alla fotocamera, cui dovrà essere collegato a mezzo cavetto, dorato, in dotazione.

E' inoltre presente un adapter usb-C per smartphone, anch'esso dotato di contatti per la ricarica rapida attraverso il case.

Completano il kit DJl le due serie di cuffie antivento ed i cavetti di connessione e ricarica, di ottima fattura.

Le caratteristiche di questo kit sono ben spiegate nella pagina prodotto del sito
Parlano di una compatibilità a programmi dedicati per la soppressione del rumore e di un'autonomia di carica fino a 48 ore 

L'impressione generale è davvero notevole, farò fare un test da mio figlio per funzionalità e facilità di uso
 
Nital aggiunge al kit DJI anche il mini tripod realizzato da Smallrig per incastonare il remote control bluetooth ML-L7

E' un oggetto piuttosto poliedrico che, al netto di un paio di cose perfettibili (shut off automatico non regolabile e connessione BT) in questo contesto può diventare un ausilio non indifferente, specie se usato come impugnatura, piuttosto che come treppiede, ritraendo le gambette:

Le regolazioni per movimentare la testa non si basano su una sfera, per cui sono limitate a due movimenti assiali, attivabili schiacciando il pulsante laterale alle articolazioni delle gambe

e quello contrassegnato dal loghino smallrig, sotto la base a vite

Un pò macchinoso e poco preciso, oltre che troppo...plasticoso: motivo per cui la funzione da tripode da tavolo è a mio avviso secondaria rispetto a quella da impugnatura di telecomando della fotocamera
Tutto sommato questo kit è un bel regalo, specie vista la destinazione immaginata.
E non possiamo che ringraziare per questo Nikon e Nital...
 
 
Max Aquila photo © per Nikonland 2025

Tempo fa sono stato incaricato dalla mia unica nipote di effettuare le foto al battesimo di sua figlia, fissato per lo scorso 31 Agosto. Non potendo rifiutare tale incombenza, mi sono messo a studiare la situazione per prevedere i possibili incidenti di percorso:
- cerimonia alle ore 18,00 in chiesa – luci artificiali con conseguente utilizzo del flash.
- cena in agriturismo sul giardino antistante la villa (un tempo era l’aia) alle ore 20,00, già con le luci accese e oscurità incombente, per cui, anche qui, l’utilizzo del flash era obbligatorio.
Infatti, nonostante il 31 agosto sia stata una bella giornata di sole, a quell’ora il buio della notte era ormai imminente e come avevo previsto il flash ha dominato la festa.
Nell’attesa dell’evento ho iniziato a fare alcune prove con i lampeggiatori presenti nel mio corredo un Nikon SB 910 e un Godox V350 N. Il secondo è risultato essere troppo piccolo per la situazione ed il primo, dati gli anni sulle spalle (1/2014), ha una lampada non più molto efficiente ed una ricarica lampo, pur con batterie cariche, sensibilmente lunga. Quindi, dopo un momento dove il panico stava prendendo il sopravvento, ho iniziato a rileggere i diversi articoli presenti su Nikonland sui flash e quando ho riletto la prova del Godox V1, sia di Max (V1: Semplicemente un drago) che di Mauro (V1: Senza pensieri!), seguito da un commento molto positivo di uno che ci lavora come Dario Fava, ho deciso di aggiungere al parco flash il Godox V1 Pro-N, visto che dal mio rivenditore online era in offerta ad un prezzo allettante. Grazie a Nikonland di esistere.

 La scatola
 
Flash completo di accessori, con la cupola opalina (AK-R 11) ed il diffusore (AK-R13), non facenti parte del corredo della confezione, ma acquistati a parte.


V1-Pro con inserito il componente di luce di riempimento staccabile “SU-1”, che consente di fungere da luce di riempimento, quando la parabola è orientata in alto o di lato, per sfruttare la luce riflessa. In pratica la vera differenza fra il V1 ed il V1-Pro.


La batteria presenta la presa USB-C per la ricarica, non presente su quella del V1.

Monitor e pannello di comando

Si può inserire manualmente anche il funzionamento in manuale o in TTL tramite un cursore posto in alto a destra del vano batteria (non presente nel V1), mentre in basso a destra si trova il pulsante per la rimozione della stessa.

V1 senza l’illuminatore di riempimento staccabile “SU-1”.
Di seguito inserisco alcune foto eseguite per provare l’attrezzo, prima del severo utilizzo nell’evento non ripetibile. Le foto sono state fatte con il flash montato su Z 8 e 105mm MC F.2.8 VR S, tranne l'ultima scattata con la Z 8 e 24-120/4 S






 






Venendo allo strumento in parola, posso solo dire che il titolo di Mauro “V1: Senza pensieri” corrisponde a verità assoluta. Infatti, anche senza leggere il manuale delle istruzioni, il pannello dei comandi è di facile intuizione ed agevolmente programmabile. Nell’uso con la Z 8 (che si sposa a meraviglia) in “TTL”, ho adoperato una sottoesposizione sul flash di 0,3 o 0,7 stop, a seconda di come l’ho utilizzato. Con la parabola nuda (-0,7 stop), con innestato il diffusore (-0,3), con la cupola opalina nessuna correzione.
Sia il diffusore che la cupola sono accessori assolutamente indispensabili, sia per attenuare che per diffondere ulteriormente il lampo. Inoltre, questi due accessori, si montano in un attimo con dei semplici contatti magnetici (idea meravigliosa).
Il V1-Pro copre un angolo che va dal 28mm al 105mm e la parabola motorizzata si adatta automaticamente all’ottica utilizzata e segue perfettamente i movimenti dell’eventuale zoom utilizzato.
Altra cosa molto positiva è il brevissimo tempo di ricarica del lampo, in pratica un battito di ciglia. Infatti, il flash è sempre pronto a far luce, che in modalità “TTL”, dosa sapientemente con ogni tipo di lettura esposimetrica.
Per montare lo strumento sulla slitta porta flash basta girare una ghiera verso destra fino a sentire un clic e per toglierlo basta premere il pulsante di sblocco presente sulla citata ghiera ed il gioco è fatto.
Mi scuso per la scarsità di nozioni tecniche sull’uso del V 1 che rimando ai due esaustivi articoli di Max e Mauro che sono dei veri maestri nell’utilizzo dei flash, mentre io sono solo all’elementari.
Purtroppo, non ho la liberatoria per pubblicare le foto della cerimonia, ma se mio figlio, visto che lui frequenta facebook, trova foto della festa, mi riterrò libero di fare altrettanto e le posterò.
Le immagini, sono state scattate con la Z 8 ed il 24-120/4 S con il flash montato sulla slitta ed una volta scaricate sul “PC”, hanno sorpreso anche il sottoscritto, in quanto erano già buone. Dopo alcuni aggiustamenti (il più delle volte ritocchi all’inquadratura) sono state subito donate alla committente, che ha ampiamente manifestato il suo apprezzamento, anche se io non sono mai soddisfatto.
In conclusione, questo Godox mi ha fatto fare la pace con questo tipo di luci, che fino ad ora ho usato ma mai amato. Con questo V1, non ho avuto lampi violenti o chiazze di luce sui volti, ma morbide carezze di luce, un’illuminazione ben distribuita delle scene sia lavorando con grandangolo che col medio tele ed l’eliminazione assoluta degli occhi rossi. Un ulteriore miglioramento ci deve essere dal lato dell’utilizzatore.
Conto di popolare con altre immagini scattate con il V1 Pro questo blog, per avvalorare con ulteriori prove pratiche le ottime impressioni ricavate dal breve ma intenso utilizzo di questo interessantissimo flash.
Con l'atteso annuncio del nuovissimi Nikkor Z 35mm f/1.2 S di ieri, Nikon completa il trio delle meraviglie degli obiettivi autofocus con apertura massima di f/1.2
E' un inedito per Nikon e abbiamo dovuto attendere 66 anni per poterlo ammirare.
 

 
perché in passato, con attacco diverso abbiamo visto altri superluminosi, ricordiamo per esempio il 55/1.2, il 58/1.2 e il 50/1.2 ma erano tutte focali attorno al normale e tutti manual focus.
C'erano limiti non aggirabili legati alla stretta gola dell'attacco F che rendeva difficile passare le informazioni elettriche necessarie a dispositivi autofocus.
Solo con le mirrorless, Nikon ha mostrato il primo f/1.2 autofocus, quel 32/1.2 utilizzabile solo su Nikon 1, di breve durata e le cui prestazioni, su quel piccolo sensore, più di tanto non potevano dare.
Oggi, con le Nikon Z e il loro attacco ultra ampio invece è possibile fare praticamente qualsiasi cosa.
Quindi, al seguito dell'eccezionale 58/0.95 - solo manuale per non avere alcun compromesso - abbiamo potuto ammirare prima il fantastico 50/1.2 S, poi il meraviglioso 85/1.2 S e adesso questo nuovo grandangolare di pari apertura e pari prestazioni.
Che promette nitidezza elevata a tutta apertura, stacco del soggetto sullo sfondo, nonostante la focale moderatamente corta, sfuocato onirico.
Ideale per ritratto ambientato, ritratto in ambienti poco luminosi ma con luci sfidanti, ritratto di gruppo, cerimonia, foto notturna. Video artistici con effetti cinematografici.
Sono tre obiettivi pensati per dare il massimo e senza avere compromessi. Di prezzo, peso e ingombro eccezionali.
Che rappresentano il non-plus-ultra per Nikon, un riferimento per il mercato, un avviso per i "compatibili" che forse potranno proporre qualche cosa di simile, magari a prezzi ridotti ma difficilmente con l'insieme delle caratteristiche dei Nikkor Z sulle Nikon Z.
Ma si configurano anche come il contraltare - sempre senza compromessi - dei superteleobiettivi Nikkor.
Non comprendiamo perché uno si possa dotare, avendone necessità, di un 400mm f/2.8 o di un 200/2, sopportandone gli oneri per avere quelle prestazioni, e un altro non dovrebbe fare la stessa cosa con questi.
Che pur facendo le dovute proporzioni, costano molto meno, ingombrano molto meno, si possono utilizzare ... anche in casa e non necessariamente in Safari o alla macchia e distanze minime di metri.
Sono tutti - sia i tre f/1.2 che i supertele luminosi - strumenti fotografici da artisti. Artisti differenti certo ma sempre artisti.
Un ingegnere non si capaciterà della necessità di avere qualche cosa del genere, avendo una razionalità che non gli permette di vederne le possibilità operative.
Un commercialista valuterà il costo/benefici, la quota di ammortamento dei cespiti, l'esposizione al controllo dell'Agenzia delle Entrate per i fortunati acquirenti di queste meraviglie.
L'artista invece imbraccerà il suo 35/1.2 S o il suo 400/2.8 TC, la sua Z9, e si concentrerà solo sulla sua capacità di espressione fotografica.
Ecco, qua, nulla di più. Questa è arte ottica allo stato più puro.
Abbiamo atteso 66 anni per avere questi strumenti fotografici. Adesso li abbiamo.
Magari non ci servono ma è meraviglioso sapere che, ci servissero, non dovremmo immaginarceli ma semplicemente adottarli per fotografare.
Perché adesso sono in commercio, per chi voglia comperarli.
***
 
 

già la sagoma dice molto.
Lo schema differente per i tre obiettivi che rientrano in tre classi operative completamente diverse.
Per ognuna di queste tre classi, immaginiamo tre tipi di fotografi diverso.
Il diagramma MTF ci chiarisce il punto ulteriormente, inequivocabile.
Il diaframma a 9 lamelle per i primi due, a 11 per il terzo.
E poi abbiamo tutte le specifiche :

che evidenziano la disproporzione di forze in campo.
Così come il listino prezzi, ufficialmente e rispettivamente di € 1029 per il 35/1.8 S, di €749 per il 35/1.4 non S (salvo sconti fortissimi i primi due), di €3.290 per il nuovo 35mm f/1.2 S
Rispettivamente vanno a completare una offerta stratificata su tre livelli differenti :
i tre f/1.2 S, 35, 50 e 85mm, obiettivi senza compromessi, pensati per dare il massimo a chi non badi a costo, ingombro, peso ma solo alla sua arte fotografica i tre f/1.4, 35, 50, 85mm (prossimamente su questi schermi), pensati per chi questi compromessi li accetta, ma cerca una resa più umanistica di quella perfettina offerta da i tre  f/1.8 S, 35, 50, 85mm, pensati per i fotografi-ingegneri-commercialisti, massime prestazioni possibili pur accettando una luminosità non eccezionale le tre linee sono allineate a quelle delle altre categorie di obiettivi Nikkor Z.
Noi affiancheremmo i tre f/1.2 ai vari 400/2.8, 600/4 e 800/6.3, 24-70/2.8, 14-24/2.8, 70-200/2.8, pur nei differenti ambiti di impiego
I tre f/1.8 ai 400/4.5, 600/6.3, 24-120/4
I tre f/1.4 ai 180-600, 17-28/2.8, 28-75/2.8, 70-180/2.8
tre categorie, per fotografi diversi, per esigenze diverse, per budget diversi.
Alla ricerca di immagini differenti, in campi operativi diversi.
Accettiamo questo tipo di categorie nel catalogo Nikkor, senza fare gli snob e senza recriminare.
Visto lo stato attuale del mercato (che ha raggiunto un plateau e si avvia verso un declino inesorabile anche per le mirrorless) è veramente tantissimo.
Pensate ai cinesi ?
Considerate sempre che i Nikkor Z offrono garanzia di qualità, assistenza di qualità, compatibilità nel tempo senza necessità di affinamenti con firmware ricavati a forza bruta.
Sui prezzi c'è sempre la possibilità di spuntare buoni affari anche sui Nikon ma, soprattutto, valutiamo sempre l'insieme di quanto compriamo, perché lo compriamo.
Anzi, perché dovremmo comprarlo.
E' solo la nostra opinione e in quanto tale, opinabilissima. A noi dispiace non avere la possibilità di rendere giustizia a tutti questi capolavori ma invidiamo tantissimo chi potrà farlo anche con il nuovo 35/1.2.
Allora, viene che domenica scorsa non pioveva e non faceva nemmeno freddo.
Boh, mi son detto, quasi quasi vado a fare due passi sul greto del Sesia. Ora chi mi conosce sa cosa vuol dire per me fare due passi, ma tagliamo corto: carico lo zaino grande, Mardingtop da 60 litri, con due reti mimetiche ed un telo frangiato, prendo il treppiede leggero (il Leofoto LS-254C con testa Sunway XB-44) perchè voglio camminare un po' e il Gitzo so che mi impiccia, le Z9 , il 400 TC e l'inseparabile periscopio 24-70/4s.
Arrivo al fiume ad un'ora decente, saranno le 15.30, mi incammino verso sud. Camminare sui sassi del greto è un'ottima ginnastica per i glutei, vabbè non faccio la ballerina di Lapdance, ma in genere credo faccia bene lo stesso. Dove il greto si infossa sotto la sabbia mi fermo: tutte le barene sono coperte di impronte di gru, vale la pena provare un'appostamento. Scelgo dei detriti e monto il camuffamento. 

Non nutro troppe speranze, sono 2 anni che vado sistematicamente a vuoto, ma è bello lo stesso e stare qui a prendere un po' d'aria mi fa solo bene. Un gennaio strano questo, mi bastano gli stivaloni a cosciale della Trento ed il calzettone di lana per non aver i geloni. Solo lo scorso anno, così combinato, avrei portato via del gran freddo. E' strano.

La luce cala e non si muove niente, il tempo che passa lo misuro in ISO che salgono. Appena in posizione avevo un 1/500 ad f/4 per ISO 800, ora sono già a 1/125 f/4 per ISO 3200  e peggiora ogni minuto. Da che fotografo combatto con questa equazione e i suoi corollari. Con la Z9 potrò comunque "tirare" fino al buio quasi totale e ritrovare i miei passi con la frontale,  il mirino della Z9 mi permette di vedere oltre le capacità dell'occhio. Fino ad accecarmi anche un po'.
Mentre mi trastullo con questi pensieri, dalla riva sinistra arriva uno schianto di rami rotti e di sassi che franano. Mi giro e punto i 560mm del Nikon Z su un bel cinghialone che scende, caracollando, verso il fiume. E' un maschio solitario, grosso, ma non enorme.

Non ci spero più, sono anni che mi prendono per i fondelli. Mai che sia riuscito ad inquadrarne uno come si deve, mai. Un po' perchè escono sostanzialmente di notte, un po' perchè son sempre nel posto sbagliato, troppo lontano o troppo vicino, e mai ho avuto l'occasione. 
Ma il BESTIA  gira proprio verso di me.. attenzione attenzione ... va che è la volta buona...

 


TROPPA GRAZIA!! Si ferma ad una decina di metri da me e grufola contento nella sabbia. Siamo a 4000 ISO per 1/100 f/4, ed il BESTIA è troppo vicino, rischio di tagliare la gobba, devo disinserire il TC. Ci riesco, è questione di attimi, appena prima che il cinghiale riprenda il suo cammino che pare portarlo proprio verso di me; i giochi sono fatti, lo seguo nel buio 1/125 f/2.8 ISO 4000, finchè mi percepisce CON IL NASO, e riparte a razzo verso il fiume



Quando succede così di solito si infilano nel primo cespuglio e scompaiono completamente. Questa volta no, il <Sus Scrofa> (Linneo) si tranquillizza  e riprende il suo "struscio" serale senza patemi particolari


quindi ho capito:
NON HA CONCLUSO DI ESSERSI TROVATO MUSO A MUSO CON IL NEMICO, ne ha solo sentito l'odore e tanto basta per cambiare strada. 
Io ho invece capito un'altra cosa: la Z9 costa cara, ma li vale tutti quei soldi.

Per la cronaca
le galline lunghe sono poi arrivate. Uno stormo di oltre 200 animali di cui 3 si son posati a 150 metri davanti a me, gli altri 197 a 400metri alle mie spalle.

 
 
E' stato comunque bellissimo ed elettrizzante
Buonanotte e alla prossima

Ho resistito finché ho potuto, pur consapevole che prima o poi avrei dovuto fare il salto di qualità. Il ritardo col quale ne scrivo, invece, è il tempo occorso per prendere confidenza con il nuovo formato. Mi sono servite alcune settimane per produrre una sufficiente quantità di scatti (complice il meteo) e capire fino a che punto potevo spingermi. Questa Zf solo nell’aspetto sembrerebbe la “mamma” della piccola Zfc ma nella realtà, sotto la pelle, abbonda di tecnologia prestazionale iniziando dal sensore retroilluminato, dotato di pixel shift casomai dovesse servire (in realtà ancora sto studiando); la colorimetria è sorprendente grazie anche all’Expeed 7 preso in prestito dalle due top di gamma Z9 e Z8 dalle quali non ha ereditato solo il processore d’immagine ma anche buona parte della dote velocistica: immediata la messa a fuoco e pulsante di scatto morbido e reattivo che impiega veramente un soffio per liberare una raffica che va ben oltre la sufficienza.
So già cosa state pensando: perché una Zf ? Perché una fotocamera prestazionale ma con un’ergonomia terribilmente antica e limitata, impossibile da gestire con ottiche lunghe e in chiave sportiva?
Tutto giusto, avrei potuto considerare meglio una Z6 III (fotocamera che personalmente considero straordinaria). Il fatto è che mi trovo a un bivio e la ragione dice che mi devo fermare e che devo ripensare tutta la mia fotografia e riscrivere il mio modo di fotografare.
Questo non significa che smetterò di praticare la foto sportiva, significa che lo farò col freno a mano tirato, con molta tranquillità e senza strapazzarmi troppo e questa scelta non vale l’investimento sulla Z6 III. Continuerò con la D500 che comunque il suo lavoro a testa bassa per tre-quattro volte ogni anno lo fa sempre onorevolmente. Poi, se capiterà l’occasione vedrò di dotarla di un’ottica un po’ più leggera del 200-500 che ogni volta mi abbatte la spalla.
Mi sbarazzerò della Zfc? Proprio per niente. Come già detto in passato, i pregi maggiori di Zfc sono la leggerezza e una qualità d’immagine impensabile su quella fascia di prezzo. In questo ha ben pochi avversari: insostituibile in certe situazioni, soprattutto in viaggio.
 
Ma tornando alla Zf.
Non sorprendono solo la colorimetria e la velocità. Sorprendono anche il recupero delle ombre e la stabilizzazione accentuata sul punto di messa a fuoco; sorprendono le curve Monocrome. La verità? Per 6.000 euro in meno siamo molto vicini a Leica, non lo avrei mai creduto. E se non lo avessi visto con i miei occhi non lo avrei neanche mai scritto. Il battesimo del fuoco è a Ottana, per l’inizio del carnevale: la luce è quella che è e i colori li state vedendo: sviluppo in CaptureOne, ma prima un passaggio in Pure Raw per ripulire il rumore che comunque a 64000 ISO tende a farsi notare.
 

ISO 720
 

ISO 64000
In luce (si fa per dire) si migliora ancora. I colori sono bilanciati e il recupero delle ombre è senza difetti.  Una correzione che su altri file sarebbe risultata distruttiva sui file della Zf non fa una piega.
 

 
E la conversione in B/N è strepitosa

 
Colore in luce diffusa

 
Colore in ombra

 
Modalità Monocrome

Sviluppo in CaptureOne profilo Nikon Monocrome
 

Sviluppo in Camera Raw profilo Adobe Monocrome
 
 
In entrambi i casi trovare un punto di bianco è praticamente impossibile. Ognuno naturalmente è libero di scegliere il profilo che preferisce ma la prestazione della Zf in modalità Monocrome a mio avviso è eccellente. 
Per concludere, un paio di scatti in notturna: il primo in WB Auto, il secondo WB tungsteno

 

 
Dopo quasi tre settimane mi posso ritenere soddisfatto. Zf è una vera Nikon: lo è nell'aspetto con un design che considero immortale e lo è anche sotto la scorza ruvida fine Anni Settanta, con un concentrato di tecnologia invidiabile.  Unica pecca la mancanza di lenti adeguate. Pare che Nikon a quell'orecchio non ci senta tanto bene, per cui vale la pena di ripeterlo: una fotocamera come questa merita qualcosa di più piccolo e leggero, in linea con l'impugnatura per la quale persino il 24-120 con la quale ho deciso di equipaggiarla è sufficiente per sbilanciarla in avanti. Ma a parte questo mi piace veramente tanto.
 

 
Copyright Enrico Floris 2025  per Nikonland
 
Pezzo consigliato: Brand New Day - Sting
RIDEFINIRE L'ARTE DELLA NARRAZIONE: NIKON LANCIA IL NIKKOR ® Z 35MM F/1.2 S, UN OBIETTIVO GRANDANGOLARE PRIME VELOCE PER FOTOCAMERE MIRRORLESS CON INNESTO NIKON Z
L'obiettivo per ritratti ambientali offre prestazioni ottiche eccezionali e un bokeh fluido e meraviglioso
MELVILLE, NY (4 febbraio 2025) – Oggi, Nikon Inc. ha annunciato l'attesissimo lancio del NIKKOR Z 35mm f/1.2 S, un obiettivo grandangolare medio a focale fissa con un'apertura massima di f/1.2 incredibilmente rapida per fotografi e cineasti professionisti.
Il NIKKOR Z 35mm f/1.2 S è l'ultimo obiettivo S-Line di Nikon, una serie sinonimo di prestazioni ottiche e maneggevolezza eccezionali. L'obiettivo enfatizza i soggetti principali con un bokeh morbido e meraviglioso, una drammatica profondità di campo ridotta e l'espressione realistica delle texture. Questo classico obiettivo grandangolare a focale fissa consente un uso creativo dell'ambiente per raccontare una storia più profonda che si collega in modo significativo con l'osservatore.
"Il nostro ultimo obiettivo f/1.2 dimostra davvero la potenza dell'esperienza ottica di Nikon, creando un obiettivo che aiuta l'utente a ritrarre più dell'ambiente all'interno di un singolo, splendido fotogramma", ha affermato Fumiko Kawabata, vicepresidente senior di marketing e pianificazione, Nikon Inc. "La linea di obiettivi NIKKOR Z continua ad espandersi poiché ora offriamo più di 40 straordinarie soluzioni ottiche per gli utenti della serie Nikon Z".
Le caratteristiche ottiche del NIKKOR Z 35mm f/1.2 S sono finemente sintonizzate per creare la combinazione perfetta di nitidezza e atmosfera. Le texture organiche morbide e delicate, come pelle e capelli, sono rese con un'autenticità naturale, mentre gli oggetti riflettenti come i gioielli sono nitidi e privi di aberrazioni cromatiche distraenti. Il NIKKOR Z 35mm f/1.2 S è un obiettivo indispensabile per chi scatta foto di eventi, matrimoni, moda e per la cinematografia.
Condividendo un concetto di design simile al NIKKOR Z 50mm f/1.2 S e al NIKKOR Z 85mm f/1.2 S, il nuovo obiettivo offre capacità di rendering superiori e una rappresentazione della scena con un senso di profondità, anche con il suo ampio angolo di visione. Il design ottico include tre elementi in vetro ED e un elemento ED asferico, consentendo un'efficace riduzione delle aberrazioni dei falsi colori. Inoltre, l'applicazione del rivestimento Meso Amorphous Coat, del rivestimento Nano Crystal Coat e del rivestimento ARNEO brevettati da Nikon riduce al minimo le immagini fantasma e i riflessi e fornisce prestazioni ottiche eccezionali.

***
Il NIKKOR Z 35mm f/1.2 S fa parte della serie S-Line* e realizza prestazioni ottiche eccezionali. Enfatizza i soggetti principali con un bokeh morbido e meraviglioso e fornisce un'espressione realistica delle texture. Condividendo lo stesso concetto di design del NIKKOR Z 50mm f/1.2 S e del NIKKOR Z 85mm f/1.2 S, offre capacità di rendering superiori e fornisce una rappresentazione con un senso di profondità, anche con il suo ampio angolo di visione.

L'ottica è realizzata impiegando tre elementi in vetro ED e un elemento in vetro ED asferico, consentendo un'efficace riduzione delle aberrazioni. Inoltre, l'applicazione di Meso Amorphous Coat, Nano Crystal Coat e ARNEO Coat riduce al minimo le immagini fantasma e i flare, offrendo prestazioni ottiche eccezionali. Il NIKKOR Z 35mm f/1.2 S supporta diverse espressioni di imaging, tra cui ritratti come matrimoni, fotografia di strada e registrazione video.

 
Nikon continuerà a ricercare una nuova dimensione nelle prestazioni ottiche, soddisfacendo al contempo le esigenze degli utenti e contribuendo allo sviluppo della cultura dell'imaging, nella speranza di ampliare le possibilità di espressione dell'immagine.
* La S-Line è una gamma di obiettivi NIKKOR Z che vanta prestazioni ottiche eccezionali, nel rispetto di elevati standard di principi di progettazione e controllo qualità.  
Caratteristiche principali
Consente stili di imaging unici grazie alla combinazione di un elevato potere di risoluzione ottenuto grazie a prestazioni ottiche superiori, un bokeh fluido e meraviglioso che sfrutta al meglio la ridotta profondità di campo f/1.2 e un angolo di campo di 35 mm. Garantisce un senso di profondità con un effetto bokeh fluido che sfuma dolcemente allontanandosi dal piano focale. Una struttura ideale della lente, con simmetria davanti e dietro l'apertura, garantisce prestazioni ottiche eccezionali. Tre elementi in vetro ED e un elemento in vetro ED asferico garantiscono una correzione efficace di varie aberrazioni delle lenti. L'adozione di Meso Amorphous Coat, Nano Crystal Coat e ARNEO Coat riduce efficacemente l'effetto fantasma e i flare per un rendering nitido. L'adozione di un sistema di messa a fuoco multipla* 1  che utilizza motori passo-passo (STM) consente una messa a fuoco automatica rapida e precisa sia per le immagini fisse che per i video. Un design che tiene conto della registrazione video, inclusa l'esposizione stabile e funzioni come la soppressione della respirazione della messa a fuoco, che riduce efficacemente lo spostamento dell'angolo di visione durante la messa a fuoco. Due comodi pulsanti Fn sull'obiettivo, ai quali è possibile assegnare un'ampia gamma di funzioni, consentono una regolazione fluida delle impostazioni, anche durante le riprese verticali. Le eccellenti prestazioni di resistenza alla polvere e alle gocce* 2  sono garantite dalla sigillatura di varie parti dell'obiettivo, comprese le parti mobili del barilotto dell'obiettivo. *1 Più unità AF lavorano insieme per controllare la posizione di più gruppi di lenti di messa a fuoco con grande precisione, garantendo prestazioni di formazione dell'immagine superiori indipendentemente dalla distanza di scatto. *2 Non è garantita la massima resistenza alla polvere e alle gocce in tutte le situazioni o in tutte le condizioni.

DISPONIBILITA' DAL 27 febbraio 2025, prezzo ~ 3.284 euro
 



TOKYO – Nikon Corporation (Nikon) è lieta di annunciare il lancio della COOLPIX P1100, una fotocamera digitale compatta dotata di un incredibile zoom ottico super teleobiettivo 125x e di una funzionalità superiore per la registrazione di immagini di alta qualità.
La COOLPIX P1100 è dotata di un obiettivo con zoom ottico 125x che copre un'incredibile gamma di lunghezze focali a partire dal grandangolo 24 mm* 1  equivalente e si estende al super teleobiettivo 3000 mm* 1  equivalente (è possibile uno zoom fino a 250x* 2  quando è abilitato Dynamic Fine Zoom). Come successore della popolare COOLPIX P1000, una fotocamera digitale compatta che ha realizzato incredibili riprese con super teleobiettivo, la COOLPIX P1100 offre ulteriori miglioramenti nell'usabilità. Ora è possibile selezionare la modalità area AF in modalità Bird-watching e le stesse funzioni che possono essere assegnate al pulsante Fn della fotocamera possono ora essere assegnate ai pulsanti Fn1/Fn2 sul telecomando ML-L7 opzionale* 3 .
Proprio come con la COOLPIX P1000, il sistema di elaborazione delle immagini EXPEED e l'obiettivo zoom NIKKOR ad alta potenza con eccezionali capacità di rendering consentono di catturare immagini meravigliose, anche con riprese con super teleobiettivo. Inoltre, Dual Detect Optical VR, che raggiunge un livello di riduzione delle vibrazioni equivalente ai 4,0 stop centrali* 4 , sopprime efficacemente il tremolio della fotocamera con riprese a mano libera. La COOLPIX P1100 semplifica l'esperienza di ripresa con super teleobiettivo grazie alla capacità di catturare immagini dinamiche di soggetti difficili o impossibili da avvicinare, tra cui uccelli e corpi celesti. Sono supportate anche la registrazione di filmati 4K UHD/30p e superlapse. L'operatività superiore che persegue la facilità d'uso per le riprese e il supporto per un'ampia gamma di accessori assicurano che la COOLPIX P1100 faciliti un'espressione di imaging diversificata con riprese con super teleobiettivo.
Nikon continuerà a ricercare una nuova dimensione nelle prestazioni ottiche, soddisfacendo al contempo le esigenze degli utenti e contribuendo allo sviluppo della cultura dell'imaging, nella speranza di ampliare le possibilità di espressione dell'immagine.
*1 Lunghezza focale equivalente nel formato 35mm [135]. *2 L'ingrandimento Dynamic Fine Zoom si riferisce all'ingrandimento totale dall'estremità grandangolare dopo aver aggiunto la combinazione di zoom ottico e zoom digitale. Quando è impostata la dimensione dell'immagine più grande. L'ingrandimento massimo dipende dalla dimensione dell'immagine. *3 Le funzioni che possono essere assegnate ai pulsanti Fn1/Fn2 sono le stesse. *4 Basato sullo standard CIPA 2024. Prestazioni di compensazione di imbardata/beccheggio. In modalità di scatto fotografico. Misurato a circa 350 mm (equivalente al formato 35 mm) Caratteristiche principali
1. Zoom ottico 125x per prestazioni da super teleobiettivo che consente di scattare a una lunghezza focale equivalente fino a 3000 mm
La COOLPIX P1100 è dotata di un obiettivo NIKKOR con zoom ottico 125x che copre le lunghezze focali grandangolari da 24 mm a super teleobiettivo da 3000 mm. L'adozione di elementi dell'obiettivo super ED ed ED che forniscono una compensazione superiore dell'aberrazione cromatica dimostra eccezionali capacità di rendering su tutta la gamma di zoom, anche con riprese con super teleobiettivo. Inoltre, Dual Detect Optical VR, che fornisce un livello di compensazione equivalente ai 4,0 stop centrali, sopprime accuratamente gli effetti del movimento della fotocamera con riprese a mano libera con super teleobiettivo. Ciò consente di catturare immagini nitide e chiare di uccelli, corpi celesti e altri soggetti distanti ad angoli di visualizzazione dinamici.
 
2. Funzioni di ripresa che supportano diverse espressioni di immagini
Le modalità Birdwatching e Moon sono indipendenti dalle modalità scena e sono accessibili direttamente tramite la ghiera delle modalità. Con la COOLPIX P1100, la modalità area AF utilizzata nella modalità Birdwatching può ora essere selezionata tra [Centro (spot)], [Centro (normale)] o [Centro (ampio)]. Una maggiore flessibilità nell'inquadratura e una messa a fuoco più precisa consentono di catturare immagini più nitide dei piccoli occhi degli uccelli o dei loro interi corpi che riflettono meglio l'intento dell'utente. Inoltre, è stata aggiunta un'opzione [Fireworks] alla modalità scena [Multiple exp. Lighten]. Gli utenti non devono preoccuparsi delle alte luci bruciate che spesso si verificano quando si scattano lunghe esposizioni e possono catturare più facilmente scene straordinariamente nitide di spettacoli pirotecnici in cui la luminosità del primo piano o dello sfondo differisce.
 
3. Supporto per la registrazione di filmati 4K UHD/30p
La COOLPIX P1100 supporta la registrazione di filmati ad alta definizione 4K UHD/30p. Gli utenti possono registrare magnificamente i soggetti con la potenza del super teleobiettivo equivalente a 3000 mm. I fotogrammi dei filmati registrati in formato 4K UHD possono anche essere salvati come immagini fisse per preservare momenti che semplicemente non possono essere catturati con una raffica continua di scatti di immagini fisse.
4. Operatività superiore che rende più flessibile il godimento delle riprese con super teleobiettivo
Nonostante la copertura di lunghezze focali fino al super-teleobiettivo equivalente a 3000 mm, è stato raggiunto un peso di soli circa 1.410 g*, consentendo agli utenti di godersi le riprese con super-teleobiettivo in modo più confortevole rispetto ai sistemi di fotocamere DSLR e mirrorless. Inoltre, l'impugnatura profonda consente riprese stabili, anche per la fotografia con super-teleobiettivo a mano libera. La fotocamera è dotata di un selettore della modalità di messa a fuoco che può essere utilizzato per cambiare la modalità di messa a fuoco anche dopo aver acquisito la messa a fuoco e di un anello di controllo che consente la regolazione di impostazioni come il bilanciamento del bianco e la messa a fuoco manuale.
* Inclusa batteria e scheda di memoria. 5. Supporto per una gamma completa di accessori che migliorano le riprese
La COOLPIX P1100 è dotata di una slitta per accessori e di un terminale per accessori in grado di ospitare un'ampia gamma di accessori, come i lampeggiatori e il mirino a punto DF-M1 che facilita la composizione delle immagini durante le riprese con teleobiettivo. Il supporto per l'ampia gamma di accessori Nikon amplia ulteriormente le possibilità di espressione delle immagini. Inoltre, quando il telecomando opzionale ML-L7 è collegato alla COOLPIX P1100 tramite  Bluetooth ® , le stesse funzioni che possono essere assegnate al pulsante Fn della fotocamera, ad esempio bilanciamento del bianco e modalità area AF, possono ora essere assegnate ai pulsanti Fn1/Fn2 sul telecomando ML-L7. Con la COOLPIX P1100, è abilitato il funzionamento di tutti i pulsanti sul telecomando ML-L7, ampliando ulteriormente le possibilità di funzionamento delle riprese a distanza. L'ML-L7 è inoltre efficace nel prevenire gli effetti del movimento della fotocamera che si verificano frequentemente con le riprese con teleobiettivo e quando si preme il pulsante di scatto, per riprese più fluide e precise.
6. Funzionalità aggiuntive
Un monitor LCD TFT da 3,2 pollici con angolo di visione variabile e ampio angolo di visione Compatibile con il formato NRW (RAW) esclusivo di Nikon COOLPIX Picture Control* 1 , che può essere utilizzato per apportare modifiche in base al soggetto, alle situazioni di ripresa e alle intenzioni Modalità creativa che semplifica il raggiungimento dell'espressione di imaging ideale Capacità di registrare filmati superlapse e time-lapse Supporto per l'uscita HDMI pulita* 2 , che pulisce la visualizzazione delle informazioni dall'uscita dell'immagine su un monitor esterno durante la registrazione Possibilità di impostare la riduzione del rumore a lunga esposizione su [Auto] o [Off] Adozione di un connettore di input/output USB Type-C *1 Le ricette di imaging non sono supportate. *2 Non è possibile riprodurre immagini con qualità 4K UHD. * Il  marchio denominativo Bluetooth ®  è un marchio registrato di proprietà di Bluetooth SIG, Inc. e qualsiasi utilizzo di questo marchio da parte di Nikon Corporation è concesso in licenza. La P1100 sarà disponibile a fine febbraio al prezzo di 1.099 dollari, ovvero 100 dollari in più rispetto al prezzo di lancio della P1000 nel 2018, ma in linea con l'aumento del prezzo di listino del 2020.





L’offerta e le alternative alle classiche tracolle per macchine fotografiche negli ultimi anni è aumentata notevolmente, offrendo soluzioni a misura o per esigenze specifiche; le variabili riguardano sia i materiali che il tipo di supporto. Ormai credo siano veramente pochi i fotografi che utilizzano la tracolla da kit con il marchio ben in evidenza, molti, compreso il sottoscritto, neanche aprono più il cellophane della confezione per vedere com’è.
In questo breve articolo riporterò le personali esperienze dell’attrezzature che ho provato, cercando di spiegarne l’utilizzo ed eventuali pregi e difetti.
Cominciamo con l’esigenza primaria di chi utilizza la tracolla: poterla attaccare e staccare con facilità e rapidità. Per risolvere, almeno in parte, questo problema, anni fa acquistai una tracolla in neoprene, anzi due di diversa larghezza, con degli sganci rapidi tali da poter escludere gran parte di essa.
E’ comoda, in quanto il neoprene è morbido ed elastico e anche durante le camminate con attrezzattura pesante fa sentire meno il peso; gli sganci rapidi evitano di avere la tracolla che sballonzola ad esempio quando si usa il cavalletto e c’è vento. Risolve però solo in parte il problema perché effettivamente un pezzo rimane attaccato al corpo macchia e questo potrebbe dar fastidio o non combaciare con le nostre esigenze.

Qualche tempo dopo la Peak Design immette nel mercato gli ancor point, … cosa ve lo dico a fare, li ho presi subito. Effettivamente sono comodi e di una rapidità estrema nello sgancio e aggancio; il successo è stato tale che ormai altri marchi li producono come la Smallrig e la Pgyhitech. Quest’ultima sta facendo dei prodotti veramente interessanti, ma rimanendo alla tracolla, gi sganci utilizzano lo stesso principio di quelli della Peak, anche se di forma diversa, ma la vera chicca è che gli attacchi hanno una calamita quindi si può staccare la tracolla senza la necessità di toglierla per forza da addosso o puoi appenderla a qualche parte e bloccarla grazie alle calamite. Inoltre, vendono anche dei lacci da collegare agli spallaci degli zaini in modo da poterli utilizzare anche con questi ultimi sempre con lo stesso sistema (questi non li ho presi e spiegherò di seguito il perché).
    
(ancor point della PGYTECH)
Le stesse fabbriche fanno anche un sistema con piastra ed aggancio da mettere o negli spallaci di zaini e borse o alle cinture dei pantaloni. Queste le consiglio solo con macchine ed obbiettivi poco ingombranti e pesanti.
 

(Alternativa al Capture della Peak Design, per me è meglio questo della PGYTECH)
Esistono poi le tracolle singole o doppie da spalla come quelle della Blackrapid con un attacco a vite.
Anche queste sono comode ma l’attacco, pur permettendo lo sgancio rapido attraverso il moschettone, lascia il pomello filettato attaccato alla macchina e rende problematico l’appoggio su un piano o l’utilizzo su cavalletto; l’alternativa è quella di svitare direttamente il pomello filettato che, seppur sia un’operazione eseguibile in poco tempo, non è rapida come, ad esempio, lo sgancio degli ancor point descritti in precedenza. La vedo quindi una soluzione per chi usa la macchina “in movimento continuo” e la tiene sempre collegata alla cinghia. Hanno, inoltre, della regolazione per la corsa della macchina lungo la cinghia ed un ulteriore bretella per la spalla, utile soprattutto con attrezzattura pesante.

Penultima soluzione che ho provato ma per la quale ho fatto subito il reso dato che ero nei tempi, sono le pettorine come questa della Cotton Carrier, in pratica si aggancia un attacco a vite sulla macchina e poi la stessa va agganciarsi all’attacco della pettorina. Io ho provato e non la sento comoda soprattutto con macchina pesante come la Z9 ed un tele, come molti la usano ed affermano di trovarsi bene. La vedo come una soluzione, per esempio, con una Z8 e un 70-200 o simili ma non di più.

Ho lasciato per ultima la tracolla che utilizzo attualmente e che è un ibrido tra alcune descritte in precedenza. Intorno al 2020 (ma forse anche prima, non ricordo bene), quando ero più social 😊 vidi dei post di Marco Colombo ed Emanuele Biggi (chi si occupa di fotografia naturalistica sa chi sono, Marco lo conosco anche di persona, mentre Emanuele l’ho conosciuto solo alla presentazione di un suo libro) che utilizzavano una nuova tracolla a sgancio rapido e attacchi per lo zaino, prodotta da una azienda italiana (attualmente non attiva anche se sono riuscito ad averne un’altra 😊). E’ molto comoda ed è una via di mezzo tra la tracolla in neoprene che ho descritto all’inizio (sgancio rapido con solo un pezzo che rimane attaccato alla macchina) e le bretelle da spallaccio della Pgytech.
Un problema che però volevo risolvere era il fatto di poterla sganciare completamente come ad esempio quando si utilizzano gli ancor point. A dire il vero ho utilizzato anche quelli, ma poi gli ho dismessi per la soluzione definitiva, almeno per adesso: l’utilizzo dell’attacco QD.
         
L’attacco QD sta iniziando a spopolare e fino a pochissimo tempo non era molto conosciuto, se non da chi utilizzava armi, infatti deriva proprio dal mondo militare, come molta altra attrezzatura che utilizziamo noi fotografi. Si trova ormai sia sulle piastre che sulle staffe, è pratico, leggero e poco ingombrante; mi sento però di consigliare di acquistare quelli fatti a triangolo e non a rettangolo e di comprarli di qualità: il secondo che ho preso ad esempio ha due sfere che non staccano\attaccano benissimo. Inoltre, sarebbe meglio, finché non si è sicuri della solidità del QD che dell’aggancio sulla piastra\staffa, utilizzare un cordino di sicurezza.
Con questi posso utilizzare la tracolla in questione sia il collo che alla spalla e posso, tramite sganci rapidi, attaccarla allo zaino e lo sgancio dalla macchiana e super veloce con un solo punto di attacco e non due.
ulcis in fundo risolve problemi come quello della Z6 III nella quale l’anello dx per l’aggancio della tracolla interferisce con l’apertura dello sportellino delle schede (vorrei sapere chi è il genio che ha progettato la Z6 III in quella parte), .....adesso li ho potuti togliere completamente.

(in questa foto si vede come l'attacco QD essendo difettoso raschia nell'agganciarsi e staccarsi dalle piastre e staffe)
 
Esiste anche qualche altra soluzione ma, non avendola provata, non mi sento di inserirla e dato che tutto quello che ho non è sponsorizzato da nessuno ma comprato con le mie finanze, non credo che a breve aggiornerò con altre tracolle o agganci, salvo ovviamente escano delle soluzioni ancora più appetibili e migliorate rispetto alle attuali (mi è arrivata da poco una mail della Cotton Carrier che a breve annuncerà un nuovo prodotto, vedremo).
 
Spero, con questo articolo, di aver fatto cosa gradita a chi non riesce a districarsi nella scelta della tracolla e non vorrebbe acquistare una marea di soluzioni prima di trovare quella adattata alle proprie esigenze……., come è capitato al sottoscritto.
 
Buona luce a tutti.
 
PS: se avete domande o curiosità non esitate a chiedere.
Eccolo qua. E' sempre in agguato, l'affarone per dotarsi dell'obiettivo o del corpo macchina sovradimensionato.
Nikon Z8, Nikkor Z 24-120/4 (perché Nikonland dice che ci vuole). E naturalmente 70-200/2.8 S e 180-600. Perchè lungo ci vuole.
Più altre occasioni, varie ed eventuali.
Addition complessiva che rasenta i 12.000 euro. Non male per uno che fotografa.
Ma è giusto così, bisogna soddisfare le proprie voglie quando si può.
Però. Però, non sappiamo come. Capita di approfondire le esigenze, per così dire, di contorno e si scopre altro.
Si scopre che ai piedi di un completo di Armani dell'ultima collezione, quel fotografo porta delle Superga con cui ha fatto la mezza maratona di Torino del 1987.
Ancora belle, forse un pò impolverate. Ma comodissime.
E l'unica scheda di memoria è una sandisk da 32 GB, tutta sgrattata, recuperata dalla D90. Regge anche i video 4K da quello che c'è scritto. Anche se all'epoca dell'acquisto non si sapeva nemmeno cosa fosse il video 4K.
Guai a Nikon se si scopre che con quella scheda di memoria non ci si fanno i 120 scatti netti al secondo ! Eccheccavolo, gli è costata 48 euro nel 2012.
Le batterie ? Ci vogliono batterie aggiuntive per le sessioni di agguato nei boschi.
Originali ?
Meglio di no. Un paio di Pattone con un caricabatterie per la presa accendisigari dell'auto. Anche se le auto di oggi l'accendisigari non ce l'hanno più. 68 euro il kit.
Ogni tanto perdono la carica, ma per quello che fotografa lui, vanno comunque bene.
Il computer va benissimo. Anzi meglio. Ha un case robusto che regge anche i terremoti. Dentro ha un Core Duo Due che va come una scheggia. Con Windows Vista.
Photoshop è crakkato. Lightroom solo in versione prova, imbrogliando con le mail di registrazione false del periodo di 15 giorni.
Ma naturalmente tutta una serie di plugin di ogni tipo, Topazi e Lapislazzuli, di quelli consigliati dai guri della fotografia, quelli che dicono sempre : mai più senza.
Non importa se per scaricare le foto sull'unico disco meccanico interno capace di 80 MB/s ci vogliono delle ore. Tanto lui fa poche foto. Che non stampa. Però conserva con tenerezza.
Magari adesso sta pensando di comperarsi un armadietto termobarico a umidità controllata. Non si sa mai, col riscaldamento globale nell'età dell'ebollizione.
Dove conservare l'attrezzatura fotografica nei lunghi periodi di inattività, tra il momento in cui ha fatto l'ultimo acquisto e in cui farà il prossimo.
Lui è felice così.
 

Noi un pò meno. Perché ci domandiamo a che scopo ci impegniamo a consigliare, ogni volta raccomandando che è inutile avere una fuoriserie se non si possiede il garage in cui custodirla e un meccanico fidato in grado di metterci le mani.
Ovviamente poi arriva la domanda su come aggiornare un pezzo del "contorno" ma sempre dopo quella se sia il caso di sostituire il 14-30/4 con il 14-24/2.8 per quel viaggio alle Maldive per fotografare la stellata dell'Oceano Indiano.
Del resto il contorno non si sfoggia come una fiammante Z8.
 

 
Forse fa bene Apple a rendere inutilizzabili i computer con più di 3-4 anni di età, non consentendone l'aggiornamento e mettendo nell'impossibilità i fornitori di programmi terzi di rendere disponibili le versioni nuove dei loro software.
Almeno costringono gli adepti della mela a cambiare l'elettrodomestico con il suo sistema operativo dal nome esotico.
Dovrebbero fare la stessa cosa Nikon & Co. con le schede di memoria e le batterie.
Come dite, già lo fanno ?
Bene, allora tutto è normale sul fronte occidentale.
Forse dovrebbero farlo anche con quegli obiettivi a manovella che alcuni si ostinano a voler continuare ad utilizzare con macchine pensate per obiettivi drive-by-wire.
Ed impedire il trasferimento dei file su computer adatti a fogli di calcolo ad interfaccia a caratteri.
Papà ma li c'è scritto come sarà la Nikon Z9 II ?
No, piccola, non ho trovato niente al riguardo.
Non ci vuole Atticus Finch per sapere che in giro devono già esserci prototipi di ogni tipo di Nikon di III generazione.
Quasi sicuramente il team di sviluppo della sostituta della Z9 è al lavoro già da inizio 2022 se non prima.
E ci sono brevetti depositati di tecnologie che probabilmente troveranno posto sulle generazioni successive ... se mai ci saranno.
Ma non ci sono notizie né annunci al riguardo. Nikon è al CES di Las Vegas in questo momento, a parlare di video e di sensori automotive.
E allora perché parliamo già da un pò della Z9 II ?
Perché Nikon ci ha abituati a cicli industriali di rinnovo delle sue ammiraglie che corrispondono grosso modo ad un quadriennio, salvo qualche eccezione.
In alcuni casi sono uscite versioni S con aggiornamenti marginali a metà del quadriennio, ma, giusto per citare le ultime, la D4 è uscita nel 2012, la D5 nel 2016, la D6, nel 2020.
Quindi se la Z9 è uscita a fine 2021, potremmo pensare che Nikon sia pronta con un nuovo modello per la fine del 2025. E siamo già nel 2025 anche se ci sembra ieri che le prime Z9 erano introvabili e c'era la lista d'attesa per averne una.
Ciò spiega (in parte) perché su Youtube e su molti siti "scandalistici" si trovino le più improbabili specifiche del nuovo modello.
Ci abbiamo scherzato sopra anche noi chiedendo a Copilot come potrebbe essere.
Ne è uscito un identikit improbabile ma in un certo qual modo, convincente.
Il fatto è che mentre le reflex si consumavano per normale usura meccanica, le Nikon Z e, specialmente Z9 e Z8 - in larga parte anche Z6 III - non avendo parti meccaniche soggette a guasto e sostituzione, possono durare indefinitamente.
Ci sono la fuori Z9 con 4-5 milioni di click elettronici che potranno continuare a fare il loro dovere ancora per anni.
Perché le loro prestazioni sono più che adeguate a quello che ci fanno quasi tutti i fotografi. Con la piccolissima eccezione del solito ridotto numero di super-incontentabili (o invidiosi dell'erba del vicino che c'è là, oltre la siepe).
Il passato
La Nikon D1, uscita nel 1999, ha generato per filiazione circa 18 mesi dopo, due modelli differenziati per sigla X e H (massima qualità, massima velocità, rispettivamente) con miglioramenti epocali per entrambi i modelli.
La D2 nel 2003 - 4 anni dopo D1x e D1h - ha portato una nuova tecnologia del sensore e miglioramenti complessivi.
La D2x, alta risoluzione.
La D3 nel 2007 - 4 anni dopo la D2 - è arrivata con il primo sensore full-frame e un nuovo sistema autofocus. Velocità, prestazioni ISO. Un passo avanti dirompente.
La D3x del 2008, l'alta risoluzione.
D4, nel 2012 (non nel 2011 per effetto dell'alluvione in Tailandia), nuovo sensore, nuovo autofocus. Fine della segmentazione H e X.
D5, nel 2016, nuovo sensore a più alta risoluzione, alta sensibilità, alta velocità.
D6, nel 2020, stesso sensore ma un sistema di autofocus ad un livello mai visto in una reflex (con tanto di riconoscimento in tempo reale degli occhi di umani e animali).
Quindi alternativamente o contemporaneamente, ad ogni iterazione, nuovo sensore e/o nuovo autofocus. E nuovo contorno.
Di fatto non c'è mai stato un cambio di generazione senza una o entrambe queste cose.
Certo, numeri più importanti degli attuali per modelli venduti. Ma la Z9 ha venduto probabilmente più della D3 e forse più di D3, D4 e D5 messe insieme.
Il presente
Quattro anni fa, Nikon aveva una linea di mirrorless claudicante, almeno sul piano dell'offerta professionale e dell'autofocus, la concorrenza era tanto più avanti.
Oggi invece ha una linea completa e convincente.
Probabilmente manca un modello che si situi tra la Z50 II e la Z6 III - per prezzo e prestazioni.
Noi pensiamo che potrebbe essere la Z5 II, ovvero una Zf in abiti informali, posizionata verso i 1999 euro.
Intanto, a parte la Z50 II che è appena uscita, praticamente ogni Nikon Z è offerta a sconto, più o meno generoso.
Abbiamo visto in questi giorni "kit" nuovi di Z9 e 24-120/4 a 5000 euro complessivi. E non è difficile trovare la Z8 ben sotto ai 4000 euro.
La Z6 III ha stentato a vendere a 3000 euro. Ma già dopo il primo ribasso del 10% le vendite si sono attivate.
Immaginiamo che vedremo sempre più sconti.
Ossessivi, quasi intollerabili, per chi invece ha comprato il modello che gli serviva quando è stato presentato.
Ecco, se ci piacerebbe una cosa, è che si calmasse questa corsa agli sconti.
Ci sembra quella che ha distrutto prima il mercato dell'HIFI e poi quello dei TV. Non è un caso se oggi HIFI e TV sono in mano a cinesi e coreani, che possono comprimere i prezzi indifferentemente senza rimetterci.
I giapponesi si sono fatti la guerra con lo sconto e ci hanno rimesso interi mercati.
Non vorremmo vedere la stessa cosa pure nelle fotocamere che ci interessano.
Ma a parte i discorsi di prezzo a cui tutti siamo sensibili ma che non fanno fare nemmeno una foto, la linea Nikon Z è fatta da macchine competenti.
Abbiamo sfidato e sfidiamo chiunque sappia usare una fotocamera a dimostrarci cosa non riesce a fare con una qualsiasi delle Z, già a partire dalla Z50 II.
La concorrenza
Canon e Sony, soprattutto Sony, sono partite prima con le mirrorless professionali. E adesso sono già alla seconda iterazione.
Gli ultimi modelli, appena usciti, R1 e A1 II sono macchine di eccellente livello. Sony è l'unica ad aver sdoppiato la linea professionale in due, con la A1 e la A9.
Una ad alta risoluzione e massima qualità, l'altra a bassa risoluzione ed alta velocità.
Una con rolling shutter, una con global shutter.
Ma per il resto, A1 II VS A1 non rappresenta un passaggio epocale.
E la R1 è si meglio della R3 ma - con quello che costa - non tanto da scatenare una corsa alla sostituzione.
Le due macchine hanno aggiunto un coprocessore ad alleggerire il lavoro di quello principale. Un nuovo mirino, miglioramenti generali. Significativi ma non tanto da rendere impossibile il confronto.
Salvo che per certi tester capelloni.
Ma Canon, Sony e Nikon non sono società di beneficienza. Producono per vendere, fatturare e guadagnare, distribuendo dividendi agli azionisti.
Propongono modelli nuovi per stimolare le vendite di nuove macchine.
Il problema del "troppo buono"
Ammettiamolo, molti hanno acquistato la Z9 perché non c'era altro di quel livello. Ma era ed è troppo per loro.
Che mai possono desiderare di più per sostituirla ? Visto che anche ad adoperarla non si usura, forse per 10 o più anni sarà un modello in grado di fare tutto.
Anche se quei fotografi la usano per fare paesaggio o street anziché basket e F1.
Ammettiamo anche un'altra verità. Non siamo più - a parte casi patologici - in una fase di mercato di migrazione tra marchi.
Chi ha una Nikon si tiene la Nikon, chi ha Canon non passa più a Sony. Tranne pochissimi.
Per cui è difficile che la crescita o la conferma del fatturato anno dopo anno avvenga per linee esterne.
Avviene per sostituzione.
Nel 2024 noi abbiamo acquisito quasi tutti i nuovi modelli Nikon. 28-400, 35/1.4, 50/1.4 e Z50 II.
Ma in sostituzione dei precedenti apparecchi già in nostro possesso.
Anzi, abbiamo ridotto il parco macchine e ottiche, dismettendo quanto non più necessario ed investendo il ricavato in tecnologia ma non fotografica.
Certo non Nikon.
E' presumibile che Z9 II e più avanti Z8 II e Z6 IV, vadano a rivolgersi principalmente a già clienti Nikon, per invogliarli a sostituire gli attuali modelli.
Ma perché farlo se quanto abbiamo è sin troppo buono (per quello che effettivamente ci facciamo) ?

Ecco il bivio oltre la siepe
Oltre la siepe noi non vediamo chi c'è. Non pensiamo sia una minaccia, ci sono minacce di natura extra-fotografica che incombono ma non è questo l'oggetto del nostro articolo.
Potrebbe esserci una nuova tecnologia dirompente come è stata quella di accentrare tutto sul sensore di immagine, rinunciando alla fallacia dei sensori separati delle reflex che tanto ne hanno limitato lo sviluppo.
Ma da quello che leggiamo questi sviluppi sono molto lenti. Dubitiamo fortemente che possano entrare nella seconda generazione della Z9.
Nikon ha depositato brevetti che sulla carta sembrano sensazionali (e pure Canon e Sony lo hanno fatto) ma ci sembrano per il momento acerbi quanto certe invenzioni di Archimede di Disney.
Però sappiamo che Nikon si dovrà inventare qualche cosa per invogliare i proprietari della Z9 al passaggio.
Non solo, per ogni ammiraglia del passato, poi c'è stata una ricaduta anche sui modelli inferiori che hanno adottato quanto possibile nella loro struttura.
Tutte le Z di ultima generazione hanno tecnologia Z9 dentro.
Così dovrebbe essere per le Nikon Z del quinquennio 2026-2030.
Altrimenti sarà dura sostenere le vendite a sconti.
Una Z9 II dovrebbe avere, come le sue progenitrici, un sensore nuovo (la Z9 ce l'ha) o un processore nuovo (la Z9 ce l'ha) o un autofocus nuovo (la Z9 ce l'ha).
Probabilmente queste tre variabili sono oggi molto più legate di quanto non lo fossero prima.
Non si può avere un autofocus nuovo senza un processore nuovo (o senza un doppio processore).
Probabilmente non si può usare un sensore vecchio per avere le prestazioni promesse dal processore nuovo.
E quindi potremmo avere un modello zoppo che necessita poi di una correzione a metà vita.
Il mirino più definito ? Può essere ma l'Expeed 7 lo regge ? Boh.
Il prescatto in RAW ? Siamo sicuri che sensore e processore lo permettano ? Perché tutte le modalità estese di Nikon usano flussi video compressi, non RAW.
Le schede CF 4.0 ? Siamo sicuri che l'Expeed 7 regga il doppio delle lane di connessione ?
40 fps ? Si, forse, ma solo con Expeed 8 e sensore nuovo.
Di qui il bivio. Che offre diverse strade, tutte dense di pericoli.
Perché sia un sensore nuovo che un processore nuovo costano molto se non si possono ammortizzare le spese di sviluppo su tanti modelli successivi.
1)
Quindi Nikon potrebbe essere tentata dal proporre uno sviluppo marginale, una maquillage di metà vita e chiamare quel belletto Z9 II.
Per poi proporre un nuovo modello più avanti, di vera terza generazione. Una cosa in stile D4s. Se non proprio Z6 II ...
Temiamo sarebbe un mezzo flop e scontenterebbe tutti.
2)
Nikon potrebbe ritardare l'uscita della terza generazione fino a quando non avrà una tecnologia dirompente - magari elaborata con RED - aggiornare Z9 e Z8 via firmware per quanto ancora possibile, offrirle con sconti che renderebbero per Canon e Sony insostenibile il confronto con modelli che costano oltre 7000 euro di listino.
Una strategia possibile che non costerebbe nulla. Ma che ritarderebbe tutta l'intera III generazione, con conseguenze immaginabili per i fatturati futuri.
Ma quando scegliere una via diverse può essere un errore, temporeggiare è solo saggezza.
3)
Potrebbe spezzare in due la linea di prodotto, come fa Sony, ed offrire due modelli diversi, tutti e due di nuova generazione ma con caratteristiche abbastanza diverse da rendere allettante l'acquisto da parte di categorie diverse di fotografi.
Strada costosa - serve un nuovo sensore almeno, e dovrebbe essere Global Shutter - ma prima o poi questo nuovo sensore dovrà presentarlo anche Nikon.
Però promettente in termini di fatturato.
Quindi Nikon Z9 II, stesso sensore attuale, coprocessore aggiuntivo, nuovo mirino più definito, aggiornamenti vari, la promessa di un autofocus reso intelligente da qualche trovata di market che contenga la parola AI
E Z9II h, global shutter o sensore molto veloce, 40 scatti al secondo, autofocus di livello superiore consentito solo dal sensore più veloce, etc.
Questa soluzione favorirebbe le vendite pur senza essere epocale.
Sappiamo che c'è gente innamorata dei 45 megapixel anche se non sa dire perché. La gran parte di noi, dal 2008 va alla grande con 24 megapixel e anche con 20.
Solo il tempo ce lo dirà
Probabilmente nemmeno Nikon ha deciso che fare. Ci saranno tante soluzioni differenti e si stata decidendo cosa fare.
L'imperativo è fatturare e quindi avere prodotti nuovi da vendere.
Anche se dalla calma che arriva dal fronte non sembra ci sia molta voglia di proporre novità.
Dal punto di vista di noi fotografi, probabilmente e tranne che per quei "pochi incontentabili", la soluzione scelta sarà indifferente.
Dubitiamo che ci saranno mai più le vendite degli ultimi anni. Il mercato è saturo e ognuno - tra chi ancora fotografa - ha già più di quello che gli serve.
Non parliamo dei professionisti superstiti che fanno sempre più fatica a giustificare l'acquisto di quanto non assolutamente necessario ed hanno allungato al massimo la durata dei leasing.
Secondo il normale ciclo di avvicendamento tra le ammiraglie Nikon, nel 2025 la Z9 arriverà a 4 anni (lancio ottobre 2021 anche se l'annuncio di sviluppo risale al marzo precedente).
Si è verificato abbastanza invariabilmente nel passato con poche eccezioni, tra D1 e D2, tra D2 e D3. La D4 è uscita in ritardo per l'alluvione. La D5 è uscita 4 anni dopo la D4. La D6 non ha fatto eccezione, nel 2020 nonostante la pandemia, 4 anni dopo il lancio della D5.
Quindi verso la fine del 2025 probabilmente vedremo la Z9 II.
Magari qualche mese dopo.
Magari nel 2026.
Magari ... perché a noi in fondo sembra che la Z9 sia ancora una ammiraglia competente, con poche cose da migliorare via hardware e un suo avvicendamento pretenderebbe un reale passo in avanti, per esempio, come in passato, sull'autofocus o su un nuovo tipo di sensore.
Però da mesi si sovrappongono post, blog e interi video speculativi su presunte incarnazioni della Z9 II con più o meno attendibili o fantasiose possibilità concrete che vengono invece dettate come sensazionali, sicure, imminenti.
L'altro giorno l'amico di Nikonrumors ci ha chiesto il nostro parere e noi abbiamo risposto di non curarsi dei rumors, che Nikon è particolarmente abbottonata sui nuovi progetti e che probabilmente si prenderanno il tempo necessario per spingere sui versanti tecnologici che ancora offrono possibilità reali di miglioramento.
Perché in fondo se andiamo a vedere la concorrenza, si, hanno messo in campo nuove macchina ma non così superiori alle precedenti. Già a detta dei loro stessi affezionati clienti.
Così oggi Nikonrumors ha verificato la fonte di alcuni di questi post ed ha stabilito che in molti casi hanno origine AI.
Sappiamo bene che la gran parte di ciò che definiamo AI altro non è che l'impiego di capacità compilative dal web, messe in forma comprensibile e logica, "intelligentemente".
Per cui ci abbiamo provato anche noi. Del resto è il 26 dicembre, giornata dedicata dalla tradizione britannica allo svago e ai giochi (Boxing Day).
Ed abbiamo chiesto a Copilot di stupirci ...
 

 




NdA : Copilot è tanto onesto da indicare le fonti. In questo ultimo caso Thom Hogan.
Stai a vedere che qualche volta citerà anche Nikonland

 

 
non sappiamo chi siano questi della "camera all'uovo" ma è facile che il prezzo sia stato basato su quello di Sony e Canon corrispondenti (la Z9 costa, salvo sconti, 5499 dollari negli USA).

 

 
e per chiudere, tra intelligenze positroniche ci si saluta sempre

 
Bene, è stato divertente, buona giornata a tutti quanti gli amici in linea.
Il 2024 non è stato ricchissimo di novità da parte di Nikon.
Ricordiamo i due obiettivi "a sorpresa", 35/1.4 e 50/1.4, il superzoom 28-400/4-8, la Z6 III e la Z50 II, se vogliamo tralasciare il 28-135/4 che sarà disponibile solamente nel primo trimestre del 2025.
Noi li abbiamo provati tutti ed abbiamo anche provato prodotti diversi, non strettamente fotografici, come schede di memoria, batterie, luci, staffe per le nostre Z.
Alcuni ci sono rimasti particolarmente impressi, altri meno.
Abbiamo chiesto ai nostri due redattori, Max Aquila e Rudolf di indicarci i loro preferiti.
I prodotti del 2024 preferiti da Nikonland per Max Aquila

1- Nikon Z50 II


protagonista di giornate a mare, in campagna in città, la piccola Z50 II ha saputo meritarsi un "riscatto" rispetto ai deficit del primo modello, tanto da meritarsi il primo posto nella selezione dell'anno (e l'acquisto dopo la prova).
La sintesi di Max :

"Continuerò ad usare per tutto il mese questa Z50 II di Nital , ma quasi sicuramente me ne procurerò una mia, vendendo la Z50 di mio figlio per sostituirla con questa nuova: e questo è il mio consiglio per tutti coloro che posseggano una DX della precedente generazione, se vogliano avere accesso a tutte queste migliorie ed opportunità."
 
2- Nikkor F 28-400mm f/4-8

il "portatile e versatile" superzoom ha superato ogni aspettativa, sia accoppiato alla Z9 che Z50 II, sia in esterni che indoor, dove la luminosità massima contenuta non sembrerebbe fare al caso suo.
"Alla fine di questa mia disamina, questo 28-400mm non è solamente un obiettivo destinato ad accompagnare i viaggi dei fotografi delle ferie, magari anche nelle savane e nelle riviere estive, ma a mio vedere è uno zoom che fa della capacità di adattarsi al soggetto ed alla distanza di ripresa il suo principale motivo d'essere."

3 - Nikon Z6 III

 
e infine, la Z6 III
"Questa Nikon Z6iii è quindi necessaria³: al cubo come da titolo, perchè diventa il cardine del sistema Z intorno al quale ruotano sia le due macchine di categoria, peso ed ergonomia superiore (e relativa differenza di prezzo) e le attuali DX che verranno certamente integrate da nuovi modelli nell'immediato e prossimo futuro."
 
I prodotti del 2024 preferiti da Nikonland per Rudolf
 
1 - SmallRig RC100 B : luce COB da 100 Watt con attacco per v-mount battery

prima il modello da 60 watt, eccellente ma un pò tricky per quanto riguarda l'alimentazione e quindi questo geniale illuminatore, portatile compatto, leggero, pronto in un attimo grazie alla possibilità di innestare sul dorso una batteria potente in grado di alimentarlo a lungo.
Insieme ad una Viltrox da 155 W/h se non usato al 100% può durare anche tre ore.
Due di queste batterie, su due luci, hanno consentito in un ambiente buio di dicembre, di fare oltre 9000 foto in due ore, ritornando alla base con ancora il 75% di carica.
La luce è di qualità sensazionale, i comandi sono immediati, l'uso semplice.
Per Rudolf "è letteralmente cambiata la vita" nei suoi shooting con le modelle. Borsa leggera, due luci, una principale, una d'effetto. Si usato direttamente che con modificatori.

uno davanti, uno dietro, su due treppiedi leggeri, circa il 20% di potenza, Nikkor Z 135/1.8 tutto aperto. Risultato garantito senza stancarsi.
Facile da spostare, non si devono portare prolunghe, adattatori, cercare prese adatte. Testa e borsa leggere.
 
2 - Nikon Z50 II

La "piccola Nikon Z è diventata grande" come ha dimostrato dopo una sessione impegnativa in studio, dove ha relegato al ruolo di gregaria la mitica Nikon Z9.
Affidabile, sincera, pratica, leggera, abbinabile ad ogni obiettivo con attacco Nikon Z, produce risultati che sono praticamente indistinguibili con quelli di Z8 e Z9 o Z6 III.
Se non fosse per quella batteria rachitica e l'alloggiamento scheda nel fondello, potrebbe anche essere l'unica fotocamera di un hipster che non cerca di apparire diverso da quello che è perché fa parlare i risultati.
Il servizio fotografico della Z50 II va in stampa tipografica su una rivista da 120 pagine di glamour.
Quale conferma cercare oltre ?

Nikon Z50 II con il nuovo Nikkor Z 35/1.4 che sembra fatto apposta per lei per dotarla di qualche cosa che abbracci il campo di un 50mm con una grande luminosità e una morbidezza di resa esemplare su tutti i piani, prima e dopo quello di messa a fuoco.
Sincerità per sincerità, senza voler togliere alla sorellona full-frame, la Z50 II ha colpito Rudolf più della Z6 III. Tanto che l'ha acquistata al posto di una delle amate Zfc, belle ma inutilizzabili nelle situazioni in cui è abituato a fotografare lui oggi.
***
 Bene, questi per essere onesti, i prodotti che ci hanno colpito di più in questo 2024.
Ovviamente trovate i nostri articoli approfonditi nelle altre sezioni del sito se volete leggere nel dettaglio le nostre opinioni.
Sono tanti e quindi non stiamo ad elencarveli qui.
Basta sfogliare Nikonland.it
 

Nikon Z Z50 II e Nikkor 28-400mm f/4-8 : e fuori a fotografare senza stare a pensarci troppo !
Il tempo trascorre inesorabile ma gli umani dicono che sinché siamo ancora qui a farci gli auguri, si può essere allegri.
Per Nikonland questo è stato un anno molto proficuo. Non scioriniamo numeri, non servono ma probabilmente abbiamo superato ogni record per numero di articoli pubblicati.
Con test, prove, anteprime, approfondimenti e questioni di tendenza sempre tempestivamente portate alla Vostra attenzione.
Probabilmente bastano i 10 articoli - per ora ! - già online sulla sola ultima, piccola, Nikon Z50 II, per non dover contare tutti gli altri.
Da quello che sentiamo, sembra che il 2025 non sarà un anno molto effervescente di novità da parte di Nikon.
Quindi ci dovremo dedicare ad altri argomenti che non saranno di pura attualità. Nulla di male finché l'estro ci guida e ne avremo l'opportunità.
Il nostro sito è autofinanziato, indipendente e non cerca e non vuole sponsorizzazioni o collaborazioni contrattualizzate, quindi per lo più dobbiamo far fronte con i nostri mezzi limitati.
Soprattutto con la passione.
Ci dispiace perché vorremmo recensire ogni cosa che si può usare su una Nikon che esce sul mercato. Ma di certo non pensiamo di essere costretti a comprare tutto quanto solo per scrivere un articolo.
Insomma, chi vivrà, vedrà, e tra un anno faremo un consuntivo, contando di ritrovarvi tutti qui.
Il supporto dei lettori è importante per mantenere un sito che si sostiene sulla passione. Probabilmente sfugge a chi si limita a passare distrattamente senza nemmeno scrivere una parola di commento.
Non è affatto scritto nella pietra che Nikonland debba esistere in eterno e vivo e vivace come è oggi. Consideratela come una delle ultime edicole residue.
Finché c'è gente che va a comprare giornali e riviste, il giornalaio il giorno dopo riapre, nonostante gli sforzi necessari.
Ma stare dentro ad un piccolo chiosco all'aperto, da soli, estate ed inverno, vi possiamo assicurare che è impegnativo.
E solo un ritorno di affetto e di contatto può, probabilmente, sostenere nel medio termine uno sforzo del genere.
Anche perché non è prevista pensione per i giornalisti amatoriali come noi.
Dobbiamo ammettere che il grande successo del Gruppo Nikonland su Facebook per noi é un chiaro segno dei tempi e di come sia diventata superficiale, effimera ed evanescente la vita sul web.
Detestiamo con tutte le nostre forze le recensioni su Youtube e le marchette degli influencer. I confronti stile Altro Consumo e gli Ordini di Scuderia cui "tutti" si orientano quando esce un nuovo prodotto.
Se è così che viene concepita la divulgazione oggigiorno, non ne siamo contenti e possiamo garantire che continueremo a distinguerci sempre per essere differenti.
Cogliamo l'occasione per anticiparvi alcune cose che sono in programma e che possiamo assicurare.
Nella prima parte dell'anno ci vedremo costretti ad aggiornare il software del sito alla nuova "major release" 5.0 di Invision Power Board. Che è incompatibile con alcune delle estensioni che abbiamo attualmente in uso su Nikonland.it
I cambiamenti saranno per lo più estetici ma non sappiamo che genere di impatto avranno sulla navigazione.
Con ogni probabilità non sarà più attiva la parte Recensioni che è stata costruita con un modulo che verrà terminato con l'aggiornamento.
Poco male, in quanto non ci sembra di aver avuto riscontri epocali da  parte vostra.
Comunque, trasferiremo le recensioni in essere come fossero articoli e le manterremo in vita tali e quali.

Qualcuno avrà notato che M&M è tornato all'originario e storico nickname Rudolf che lo ha accompagnato nella sua vita sul web sin dal 2002.
Non è una cosa casuale e non lo nascondiamo.
Il suo apporto su Nikonland.it sarà sempre più rarefatto e per lo più di natura artistica, salvo casi particolari di editoriali di attualità o di tendenza per eventi peculiari.
Sarà il nostro agente in caso di eventi cui saremo invitati ma non molto di più, mai troppo lontano dalla sua Caverna di Batman dove sta rintanato quando non va a fotografare.
Per il resto si dedicherà ad altro fuori da Nikonland.
 
Avremo infatti nuovamente lo scorporo di VariazioniGoldberg da Nikonland. L'esperimento di fusione multiculturale non ci pare che sia stato accolto con particolare entusiasmo dagli iscritti.
Né in questo campo - musica e audio - né in altri.
Per cui in futuro Nikonland si dedicherà esclusivamente alla fotografia.
E lo farà con le sue sole forze.
 
Che sono limitate a due redattori - lo storico e inossidabile Max Aquila e l'Admin. L'appello di un apporto più corale e diversificato (articolo sul Blog -> selezionato e pubblicato sul sito) non pare che sia stato colto.
Come è stato per altre iniziative di natura editoriale - come Nikonland Magazine - o di portata più limitata - Contest, Calendari, occasioni di fotografia insieme.
Purtroppo non possiamo inventarci altro, perché questo possono dare i redattori di Nikonland. Che resteranno in questa formazione chiusa fintanto che il sito sarà attivo.
Quindi ci dispiace ma non ci saranno esperienze di viaggi, fotografia wildlife, macro, avventure tra i ghiacci, esperimenti di illuminotecnica, astrofotografia o altri argomenti che non ci sono congeniali.
 
Al momento non ci sovviene altro da confidarvi e quindi riprendiamo l'occasione per augurarvi un Buon Natale Cristiano.
Con i migliori auguri per un Felice Anno Nuovo, denso di occasioni di fotografia con le vostre Nikon.
 

 
La Nikon Z50 II è cresciuta di dimensioni e specie in altezza, non c'è da lamentarsi.
Si prende bene in mano e il mignolo non balla per aria.
Ma c'è sempre modo di migliorare e oramai tutte le nostre Nikon Z - Z9 esclusa - presto o tardi trovano la loro basetta SmallRig che ne protegga, migliori, appesantisca il fondello.
Probabilmente non siamo i soli ad apprezzarle perché il primo lotto di produzione è sparito quasi ovunque.
Questo lo abbiamo ordinato in Olanda da Photospecialist. Comprato luned', spedito martedì, è arrivato adesso.

é arrivato in un pacchettino minuscolo ma contemporaneamente ad un affare più grosso, sempre di SmallRig che si conferma uno dei nostri più apprezzati fornitori di accessori dell'ultimo periodo.

la scatoletta è in cartoncino semplice con un adesivo che la caratterizza. Pesa pochissimo.

ma è ben protetta, anche se non è necessario.

dentro una busta in fibra naturale

ecco finalmente la nostra basetta SmallRig 4981, progettata espressamente per la Nikon Z50 II.
Sappiamo che SmallRig lavora con Nikon e quindi non sbaglia mai un colpo. Quindi confidiamo che sia perfetta.
La fattura è sopraffina come al solito, smussi dolci, verniciatura senza uno sbavo, materiale a prova di errore.

non manca la chiave per stringere l'unica vite di collegamento con il corpo macchina.
C'è il solito meccanismo di sgancio della parte fissa sotto all'impugnatura per consentire di andare con le dita all'alloggiamento della batteria.

il montaggio avviene stringendo quella vite con la chiavetta che si ripone nel vano e che viene mantenuta in posizione magneticamente.

aderisce il tutto stabilmente. Non serve stringere troppo, basta solo un pò. Poi è difficile che si allenti.




la macchina si alza un bel pò ma è un bel vedere

viene mantenuta la fresatura Arca e c'è la tacca per la mezzeria.

sul lato c'è una fessura per una eventuale cinghia.
 

In ultimo, dettaglio della chiave di sgancio per liberare lo sportellino della batteria che purtroppo, in queste macchine si deve aprire più di quanto vorremmo, sia per la durata labile della batteria stessa che per l'accesso alla scheda di memoria.
Alla presa in mano la basetta è perfetta, con obiettivi seri come il Viltrox AF 75/1.2 PRO fa un bell'effetto.
Insomma, mai più senza.
Ci stupiamo perché Nikon non le venda in bundle con la macchina (insieme ad un paio di batterie di riserva, un caricabatterie doppio e due schede di memoria UHS-II Lexar Silver PRO).
Misteri del marketing.
Come sia, non troviamo difetti e per noi è un prodotto approvato e :
R A C C O M A N D A T O
che consigliamo a tutti i felici proprietari della Nikon Z50 II (a quelli infelici auguriamo invece carbone da parte della Befana !)
Ancora riservato ai "pochi e malcontati" fotografi presenti su Nikonland.it, sito riconosciuto come tecnico ma non troppo fotografico.
Qualunque cosa significhi questo, certamente "vox populi ...".
Sarebbe bello stupire chi la pensa così con il racconto (non un romanzo, le parole contate necessarie a trasmettere ad altri ) della propria esperienza fotografica più gratificante del 2024.
Viaggio fotografico, fuori porta o agli antipodi, per decine di migliaia di miglia oppure semplicemente nel bosco in fondo alla strada.
O il set fotografico.
La "caccia fotografica" all'animale più sfuggente (sia un orso o la gatta del vicino).
La sessione di ritratto con la modella a lungo desiderata.
La battuta di street memorabile.
Insomma, ci siamo probabilmente capiti.
A differenza della proposta analoga presente su questa pagina, non si chiede semplicemente lo scatto ma qualche cosa di più che avvicini chi ci leggerà a quello che abbiamo fatto.
Starà ai singoli che gentilmente e senza alcuna prescrizione vorranno essere abbastanza condiscendenti da condividere con tutti i lettori che sfogliano Nikonland.it, scegliere fotografie, parole, informazioni.
Come fosse un blog ma comune a tutti, qui di seguito, nei commenti.
 
Non saranno molti, pare che Nikonland.it non sia riconosciuto come un sito di fotografia ma un sito "tecnico".
Qualunque cosa significhi.
Ma magari chi lo pensa si sbaglia e potrà essere gradevolmente sorpreso.
Questo articolo vorrebbe esortarli - i fotografi presenti sul sito - garbatamente a tentare di fare un esame sommario - tra le centinaia di migliaia di scatti fatti nel 2024.
E proporre quello più bello, significativo, gratificante, sfidante, importante ... qualsiasi altra definizione vogliano dare al loro scatto.
Pubblicandolo qui nei commenti, (volendo) con qualche parola di descrizione (quello che, bontà loro, vorranno).
Non è obbligatorio, naturalmente, solo se vogliono.
L'invito, tutt'altro che prescrittivo, è indirizzato esclusivamente a chi ha i permessi per commentare.
Gli altri hanno sempre la possibilità di mostrarci ogni loro scatto tra forum e gallerie.
Qualcuno potrebbe persino spingersi oltre il singolo scatto. Non sarà sanzionato solo per quello !

questo è lo scatto dell'Admin (generato con Leonardo).
Noi si, anche se molto approssimativa.
Nikon non pubblica dati ufficiali in tal senso.
Abbiamo nei bilanci il previsionale e il consuntivo delle fotocamere vendute in un anno ma senza un dettaglio qualitativo.
Per il 2024-2025 abbiamo una cifra complessiva di 850.000 pezzi.
Di questi circa 200.000 saranno le residuali reflex ancora in magazzino e che probabilmente sono agli sgoccioli ed andranno a finire negli stock di grossisti capaci di piazzarle sul mercato ad esaurimento.
Il che lascerebbe per l'anno 2025-2026 - salvo novità dirompenti - un possibile traguardo di 600~650.000 pezzi di sole Nikon Z.
Ma sappiamo che sono da tempo passati i momenti felici quando si vendevano reflex digitali a milioni (come la D70, la D700 o le D3000).
La Z9 è stata un successo pompato dal fatto che non aveva alternative, ma oggi è tutta un'altra storia.
Nikon certamente ha tutte le informazioni che servono per decidere che modelli lanciare ed ha un punto di vista molto più informato di noi.
Che pensiamo molto onestamente che il prossimo oggetto di lancio dovrebbe essere la Nikon Z5 II semplicemente perché manca un modello nuovo che costi una cifra che sta tra la Z50 II e la Z6 III.
Ma magari ci sbagliamo.
Comunque, abbiamo cercato in giro e le poche informazioni disponibili riguardano la circolazione totale di macchine in occidente. Numeri di matricola per tipo di modello.
Abbiamo valutato un prezzo medio di vendita e ne abbiamo ricavato delle figure grafiche utili per i nostri ragionamenti.
Si tratta di ipotesi, non sappiamo quanto attendibili ovviamente, ma rispondono alla nostra curiosità.
Ad esempio, ci credereste che la Zfc ha venduto esattamente tre volte quanto la Zf sinora ?
Noi ne siamo certi. La Zfc è un capriccetto che ci si può permettere giusto per avere un giocattolino.
La Zf è già un oggetto più impegnativo e si deve sposarne veramente l'idea per comperarla.
La Z6 III è tutto un altro paio di maniche.
Mentre pensiamo che la Z50 II venderà nel futuro quanto tutte le altre Nikon DX messe insieme perché è praticamente un modello definitivo (ancorché limitato dalla mancanza dello stabilizzatore, costa quanto deve costare per vedere bene; come la Zfc).

 
per numero di pezzi venduti non ci sono dubbi che le macchine DX abbiano fatto la parte del leone sin dal lancio della Z50 nel 2019 e poi con Zfc e Z30.
Continueranno così anche con la Z50 II, lo abbiamo già anticipato.
Ci stupisce un pò il dato di vendite della Z7 ma non più di tanto. E' stata lanciata intelligentemente prima della Z6 ed ha catturato molta attenzione.
E poi per molto tempo si è diffusa la leggenda che il suo sensore avesse del magico indotto dal grande sovrapprezzo imposto sulla gemella.
Nella realtà il sovrapprezzo è tutto legato al costo del sensore che è prodotto in un numero ridotto rispetto a quello della Z6.
Le Z6 hanno venduto abbastanza bene e il loro successo continuerà, anche se più a fatica dato il prezzo iniziale di vendita, con la Z6 III.
Resta la Z5, che tutto sommato è andata meglio di quanto ci aspettassimo. Alla fine nessuno dice di averla, evidentemente chi l'ha acquistata non frequenta il web e si contenta di utilizzarla, nonostante la sua tecnologia limitata.
Questi sono i numeri di pezzi circolanti, cioé quelli registrati, non quelli prodotti. Temiamo che i magazzini siano pieni ancora di Z6 II e Z5, meno di Z7. E la scontistica in corso ce lo conferma.
Andiamo al controvalore, valutato semplicemente moltiplicando i numeri di cui sopra con i prezzi equivalenti, armonizzando poi la figura perché si potesse mettere in relazione.
Non sono valori assoluti in milioni di euro o milardi di Yen, sono solo barre statistiche.

 
qui abbiamo alcune risposte alle nostre domande.
Benché vendano un sacco e siano molto diffuse, le Nikon DX per Nikon rappresentano un fatturato abbastanza "scarso".
Naturalmente noi non abbiamo idea quanto di quel fatturato sia margine. Ma pensiamo che non si vada sotto al 40%, distribuito per tutta la catena di trasferimento (Nikon Japan, Nikon Continente, Nikon locale, grossista, rivenditore).
La Z5 conta ancora meno. E in questo è certamente una grossa delusione. Adesso è scontatissima e noi crediamo sia da tempo fuori produzione.
Monta un sensore che risale a quando Godzilla si batteva con King Kong sulle spiagge del Giappone pre guerra mondiale (quello della veneranda e mai troppo presto dimenticata Nikon D600) che sicuramente è esaurito da tempo.
La Z6 ha prodotto un fatturato superiore a quello della Z7 ma non così tanto quanto la differenza di vendita farebbe presupporre. E qui qualche ragionamento sarebbe necessario.
Ma, chiaramente, il dato eclatante è il successone di Z8 e Z9 che hanno fatturato quasi quanto tutte le altre messe insieme, con un margine da considerare in proporzione.
***
Non vi costringiamo a prendere per oro colato queste rappresentazioni quali-quantitative. Probabilmente se avessimo anche i dati di vendita dell'Africa Sub-Sahariana e dell'America del Sud o del Medio Oriente avremmo cifre diverse.
Sicuramente l'India ha un mix di vendite molto diverso da questo. Mentre il Giappone probabilmente è simile , forse con una quantità di Zfc e Zf superiore.
Di certo vediamo come la strategia di marketing di Nikon :
lanciare una nuova tecnologia desiderabile limitata inizialmente ai soli modelli più costosi per poi farla discendere a quelli via via meno costosi anziché il contrario sia molto vincente per trascinare vendite che altrimenti non si spiegherebbero.
Oggi abbiamo una montagna di Z9 e Z8 in mano a gente che sarebbe altrettanto ben servita da una Z5 dotata di Expeed 7. Ma che probabilmente non avrebbe fruttato altrettanto a Nikon, così come non fruttano a Nikon le DX.
Probabilmente qualche scelta diversa avrebbe fatto crescere qualche segmento più di quanto vediamo (per esempio una Z70 - ovvero una Z50 di prestazioni e costo superiori - prima della Z50 II), ma con i what if si possono scrivere romanzi, non bilanci.
Potremmo chiederci cosa succederà adesso, "se questi dati sono attendibili".
Noi continuiamo a pensare che ai clienti Nikon manchi una Z5 II dotata del sensore della Z6 II e dell'elettronica della Zf. Aiuterebbe nella transizione residuale da reflex a Nikon Z.
Ma tenderemmo a scommettere che i maghi di Harvard punterebbero a ripetere il giochino già così ben riuscito.
Nuova tecnologia su Z9 II. Poi Su Z8 II, quindi su Z7 III, e via discendendo.
A condizione che questa nuova tecnologia sia tale da allettare i tanti che hanno già raggiunto la pace dei sensi fotografica.
E noi ne conosciamo tanti ... 
Non sarebbe uno scherzo però, perché per molti modelli, la nuova generazione richiederà un sensore nuovo. E questo ha un costo e un impegno sul medio-termine.
Intanto c'è RED, c'è la concorrenza, c'è un cambio generazionale in corso che non premia per niente i produttori giapponesi di fotocamere, anzi.
Ai giovani le simil-reflex non interessano, pensano la Nikon come la macchina di papà (o del nonno !) e quello che non fanno con il cellulare lo fanno con la Insta360 o la Osmo o il drone.
questo arnese è un adattatore di baionetta che incorpora, oltre ai contatti e ai comandi per il diaframma meccanico, anche la "punta di cacciavite" e il motorino di rotazione necessario per far ruotare gli ingranaggi di obiettivi non motorizzati.
Nikon non l'ha mai proposto per le sue mirrorless ma in passato se ne è parlato spesso.
Abbiamo invece due adattatori - FTZ ed FTZ II - capaci di far funzionare su Nikon Z i recenti obiettivi Nikkor F motorizzati (con motore ad ultrasuoni) come se fossero degli obiettivi Z.
L'immagine riportata sul web é probabilmente un fotomontaggio che ha come idea il Sony LA
 
 
La scorsa settimana si è diffusa su un forum cinese - solitamente molto ben informato - la notizia che un tale oggetto esisterebbe e che addirittura Nikon starebbe per lanciarlo nel 2025.
Potrebbe chiamarsi semplicemente FTZ III oppure ... FTG SC, sigle che non sappiamo bene da cosa derivino.
Ha ripreso la notizia Nikonrumors e ne ha parlato anche Thom Hogan.
Tale oggetto pare che esista davvero a livello di prototipo e non avrebbe alcun problema di messa a punto.
Ciò che mancherebbe sarebbe solo la volontà di Nikon di commercializzarlo.
Noi possiamo ben capire quali dubbi muovano Nikon.
gli FTZ non sono oggetti economici, stanno di listino sui 300 euro, una versione motorizzata sfiorerebbe probabilmente i 500-600 euro, andando a superare di gran lunga il valore di mercato di ogni obiettivo AF a disposizione dei nikonisti Nikon non produce più da almeno 20 anni obiettivi non motorizzati e quindi non avrebbe alcun vantaggio a proporre un oggetto del genere gli FTZ sono serviti e servono per favorire il passaggio da reflex a Nikon Z mantenendo la base installata di obiettivi AF-S recenti, consentendo anche la vendita dei residuali obiettivi a catalogo, molti dei quali molto pregiati oppure che non hanno equivalenti ancora su Nikon Z per queste ragioni non sappiamo bene quale convenienza potrebbe avere Nikon a proporre un prodotto del genere quando è estremamente restia a mettere in campo accessori, flash o altro di più utile e richiesto, pensato per estendere le capacità delle Nikon Z attuali e non con scopi di pura archeologia come questo ipotetico FTG.
A memoria non ricordiamo alcun obiettivo Nikon di tipo AF veramente sensazionale (ovvero, gli obiettivi non motorizzati, di fatto a fuoco manuale, dotati internamente di gruppi di ingranaggi che potessero mettere a fuoco se azionati da un motorino installato sulla fotocamera, con quel caratteristico rumore da macina caffé a batterie), come ad esempio i due tipici teleobiettivi da ritratto DC, 105 e 135 e pochissimi altri, poi replicati e migliorati con motore integrato e magari stabilizzatore nel periodo successivo.
Ci chiediamo anche che bacino di utenza Nikon utilizzi ancora con nostalgia questi obiettivi e se sarebbe disposto a spendere i soldi richiesti da Nikon per un oggetto che dovrebbe stare per anni in magazzino in attesa di essere smaltito.
Realmente non ne abbiamo idea.
Lo chiediamo a voi, in forma di sondaggio, se volete esprimervi.
 
-> QUI <-
Una splendida copertina di Elle. Noi siamo certi di poterne fare di altrettanto buone con una qualsiasi Nikon Z.
Anche con la Z50 II. Però magari ci troveremmo meglio con la Z9 se l'obiettivo usato è un 135/1.8 Plena.
La cosa importante è avere il miglior strumento che ci possiamo permettere.
Sia che il nostro sia un lavoro, sia una passione.
 
 
Promesso, questo è l'ultimo sulla Nikon Z50 II. Qualcuno comincerà a pensare che la stiamo promuovendo troppo.
No, è che ci è piaciuta abbastanza da comprarla appena uscita.
Ed abbiamo cercato di spiegare perché con dovizia di articoli, anche sottolineando punti di vista che potrebbero sembrare estremi :
Nikon Z50 II : anteprima di Nikonland
Nikon Z50 II : a pelle, dopo 5 giorni
Nikon Z50 & Nikon Z50 II : la piccola Nikon Z è diventata grande
Nikon Z50 II al Cross+Studio [att.: NUDO !]
Rumore ? Nikon Z50 II -> Nikon Z8
Ma quanti cavolo di scatti al secondo fa la Nikon Z50 II ?
Nikon Z50II e Nikkor Z 180-600mm: e il mare d'inverno
Non comprate una Nikon Z senza prima leggere questo articolo !
La Nikon Z50 II basta (e avanza) per fare (quasi) tutte le vostre foto !
 
E con questo siamo certamente il sito numero 1 al mondo per articoli sulla Z50 II.
Gli altri, anche i più accreditati, già l'hanno dimenticata, inseguendo l'ultima Sony.
Noi no e lo diciamo bene e approfonditamente, come speriamo si capirà.
Siamo Nikonland, noi amiamo Nikon.
Ma possiamo anche intuire che qualche concetto che per quanto ci riguarda pensiamo di aver ben chiarito, possa essere frainteso.
E qualcuno possa arrivare a credere che la Nikon Z50 II sia meglio della Z8 o di altre Nikon Z di fascia più alta.
No, e lo ribadiamo.
pensiamo che onestamente ognuno potrebbe riuscire ad ammettere che per la gran parte delle sue foto una Nikon Z50 II basterebbe (e sarebbe fin troppo) pensiamo onestamente che la qualità di immagine, la dinamica del sensore e il suo rumore, siano (quasi) sovrapponibili con quelli della Z8 e della Z9 quando usate in modalità DX pensiamo onestamente che le sue caratteristiche siano in grado di far fare un figurone al suo fotografo (se non deve dimostrare di avere un macchinone per sembrare un gran fotografo) detto tutto questo però :
no, la Nikon Z50 II non è meglio delle altre Nikon Z che costano di più no, il sensore DX della Z50 II non è un nuovo sensore. E' esattamente quello usato da D500, D7500, Z50, Z30 e Zfc. Quindi le immagini che fa saranno identiche a queste ultime no, l'autofocus non è migliore di quello della Z8 o della Z9. Forse è un filo meglio di quello della Zf, perché la Zf non è pensata per massimizzare la prestazione ma l'esperienza d'uso. Ma giusto in filo ... e ancora più in generale.
Nei nostri paragoni abbiamo sempre esplicitato che confrontiamo il file prodotto dalla Z50 II con quello prodotto da Z8/Z9 in modalità DX, con lo stesso obiettivo, nelle stesse condizioni di luce, ripresa, soggetto, etc.
Mai penseremmo che un sensore DX possa essere meglio di uno FX (lo pensano però quelli di un noto marchio di fotocamere con le scatole nere).
Crediamo che un formato maggiore per superficie sensibile possa potenzialmente produrre immagini migliori di quelle prodotte da uno con una superficie minore.
Ma è un discorso a scalare.
Se avesse la possibilità di ottenere il miglior scatto possibile nelle condizioni migliori per ogni sistema, usando il miglior obiettivo disponibile per quel sistema, nella stessa luce, stessa situazione, soggetto, distanza dallo sfondo etc. etc., operando con un angolo di campo simile, un ottimo fotografo potrebbe facilmente dimostrare che :
una lastra da 28x20cm consentirà una stampa di qualità estremamente superiore ad un fotogramma da 6x6cm che a sua volta consentirà una stampa di qualità superiore ad uno scatto in formato 35mm che a sua volta consentirà una stampa di qualità superiore ad uno scatto in formato APS-C  e via discendendo verso il microQuattroTerzi e il formato dei fototelefonini a condizione che quanto sopra sia svolto a regola d'arte, la stampa sia adeguata alle necessità.
E soprattutto che il fotografo abbia occhi educati e sensibilità allineata al risultato atteso.
Perché c'è chi apprezza ad occhio nudo la differente resa di un formato grande rispetto ad uno piccolo, se gli scatti sono realizzati per bene.
Altri invece no.
In fondo è come per i vini.
Ci sono vini pregiati che possono costare migliaia di euro alla bottiglia. Ci sono vini da pasto e vini da mescita sfusi.
Un palato fino riuscirà ad apprezzare il vino migliore ma un bevitore seriale preferirà averne di più ad un prezzo inferiore al litro.
La Nikon Z50 è un ottimo vino da pasto. Non è un vino raro ma certamente non è vino sfuso.
Costa per quello che da. E onestamente, noi lo riconosciamo. Ma in catalogo Nikon offre altro, per tutti i gusti e necessità.
Tutto qua.
Le differenze a livello di opzioni di menù specifiche tra le Nikon Z sono tante.
Alcune, indubbiamente, dettate da motivi di natura hardware. Un conto sono le Nikon Z dotate di Expeed 7, un altro quelle che ancora girano con l'Expeed 6. Qui c'è poco da fare.
Ma le altre hanno tutte più o meno la stessa piattaforma.
Qualche esempio ?
Il Pixel Shift per funzionare si basa sul micro-controllo dello stabilizzatore del sensore
D'accordo, la Nikon Z50 II non ha lo stabilizzatore sul sensore. E quindi non potrà mai avere il pixel shift.
Ma la Nikon Z9 ? Z6 III, Zf e Z8 ce l'hanno, perché l'ammiraglia no ?
Le librerie di riconoscimento dei soggetti sono comuni
Lo dimostra il fatto che la nuovissima Nikon Z50 II ha il riconoscimento degli uccelli. Come le altre Nikon Z di ultima generazione.
Ma la Z6 III, uscita lo scorso giugno 2024 invece no. Perché ?
Lo hanno dimenticato ? Ci sono reali motivi di ordine tecnico ? Lo aggiungeranno in un prossimo Firmware 2.0 ?
La possibilità di inserire manualmente a menù il nome dell'obiettivo senza CPU utilizzato.
Questa comoda possibilità è stata inserita da tempo in un aggiornamento firmware della Z9.
Ma sulla Zf, per esempio, non c'è.
E' una opzione diretta, una stringa di caratteri, nulla di più.
Noi crediamo che sarà più probabile che un fotografo monti un obiettivo vintage "strano" sulla Zf, rispetto a quanto farà il proprietario di una Z9 che più facilmente la userà con superaggiornati Nikkor Z.
L'accesso al cloud
Lo confessiamo, non siamo grandissimi fans di questa opzione, pensiamo abbia un utilizzo reale veramente limitato.
Ma se è stata implementata su Z6 III e Z50 II, perché non estendere subito dal lancio la stessa possibilità anche alle altre Nikon Z ?



La gestione diretta dei Picture Contrl su Nikon Z50 II
I Picture Control Flexible Color
Probabilmente sarebbe la Zf con il suo fascino vintage a sfruttare di più la possibilità di crearsi effetti pellicola personalizzati, come è consentito dalla nuova procedura via NX Studio.
Ma i nuovi picture control sono compatibili solo con Nikon Z50 II e Z6 III. Perchè ?
Allo stesso modo, sulla Z50 II e solo sulla Z50 II è possibile escludere dalla lista dei picture control selezionabili quelli che in generale il fotografo non impiega.
In modo da avere una lista meno sconfinata.
Perché questa comoda possibilità non è stata subito estesa alle altre Nikon Z ?
L'opzione per il cambio di modalità AF al volo
Su Z8 e Z9 si può programmare un pulsante per cui premendolo in successione si cambia modalità di AF senza la doppia azione su pulsante e ghiera oppure transitando da menù.
E' una cosa che almeno sulla Z6 III e magari anche sulla Z50 II sarebbe comodissima.
***
 

Altro potremmo trovare facendo un esame comparato riga per riga delle righe di menù delle singole macchine, specie a livello nidificato. Le opzioni sono migliaia, oramai è difficile orientarsi.
Ma forse voi avete in mente qualche cosa di importante che a noi in questo momento è sfuggito.
E mentre sarebbe opportuno per Nikon operare una profonda revisione dell'insieme, magari consentendo una interfaccia via collegamento USB-C su una app desktop, ci rendiamo conto nell'uso quotidiano di quanto sia difficile alle volte adattarsi quando si scatta con più macchine insieme.
Già Z9 e Z8 che dovrebbero sembrare nell'uso due "sorelle" differiscono quel tanto che basta per confondersi.
Non parliamo di Zf o Z50 II.
In alcuni casi casi pensiamo si tratti di scelte di marketing.
Al momento Nikon investe su Z6 III e Z50 II e quindi i progettisti spingono sulle opzioni di queste due macchine anche a scapito delle altre.
Ma anche così non si spiegherebbe la mancanza del riconoscimento degli uccelli sulla Z6 III. Staranno antipatici al capo progetto di quella macchina ?
In altri casi si tratta della scelta cosciente di differenziare tra loro alcuni modelli via software, a parità di hardware, in modo da indurre l'acquisto di questo piuttosto che quello, in base a determinate esigenze di categorie di clienti (che la Z8 abbia le "impressioni di ritratto" ci sembra già strano, stanno bene su Z50 e Z30. Mentre ci sembra naturale che le stesse siano assenti nella professionale Nikon Z9. Quale professionista della moda userebbe queste funzioni on-camera ?).
In altri probabilmente ci sono problemi di natura tecnica che non conosciamo.
Ma nei restanti casi temiamo che si tratti semplicemente di sviste o, peggio, di compartimentazione tra reparti che non si parlano. Nemmeno a mensa !
E voi, che ne pensate al riguardo ? Non si potrebbe fare di meglio ? Forse basterebbe creare un gruppo comune che si incarica dello sviluppo dei firmware di TUTTE le fotocamere.

E, a proposito, che fine ha fatto l'opzione per avere il suono dell'otturatore elettronico della Z9 con il meow del gatto del padrone ?
La nuova Nikon Z50 II con il Nikkor Z 50/1.4 : costo totale dell'acquisto, salvo sconti, circa 1.579 euro.
Leggiamo (giuste) lamentele sui prezzi del materiale fotografico che sono cresciuti enormemente negli ultimi anni.
E' vero, verissimo. Le ragioni non sono di natura industriale - le nuove fotocamere e i nuovi obiettivi sono costruite con processi largamente robotizzati in paesi dove la manodopera costa poco e l'energia abbondante - ma di mercato.
Ci sono meno fotografi interessati alle nuove fotocamere, molti hanno smesso, tanti si rivolgono all'usato. Se si vende meno, le industrie per restare sul mercato devono produrre meno.
E per produrre cose di livello superiore, è obbligatorio far crescere i prezzi.
E' un fenomeno che non riguarda solo la fotografia. Provate a guardare le automobili. L'offerta è ridotta rispetto a 5-6 anni fa e i prezzi sono sostanzialmente raddoppiati.
Qui ci sono componenti industriali e ci sono componenti di natura geopolitica. Ma c'è anche un mutamento della domanda. Pare che ai giovani non interessi nemmeno più prendere la patente.
Così come non interessa loro molto di più dello smartphone.
Chiarito questo punto, andiamo a noi, su Nikonland non ci soffermiamo troppo sui prezzi ma in questo caso crediamo che il discorso sia funzionale.
Nikon oggi offre una gamma ampia di fotocamere. Le reflex sono sostanzialmente fuori produzione ma le Nikon Z sono una famiglia numerosa.
Solo limitandoci all'ultima generazione dotata del prestante processore Expeed 7 guardatele qua :

dalla piccola Z50 II alla grandissima Z9 : per tutte le tasche. Da 999 a 6099 euro.
Abbiamo fatto una guida nei giorni scorsi, leggetela se l'avete persa ( Non comprate una Nikon Z senza prima leggere questo articolo !).
In quell'articolo abbiamo identificato nella Nikon Z50 II, il primo modello della gamma indentificata come appetibile (in figura c'è anche la bella Nikon Zf che pensiamo sia riservata ai veri nikonisti affezionati al fascino delle vecchie reflex a pellicola), come sufficiente per la gran parte delle esigenze del comune fotografo.
Quel 80% di potenzialità fotografiche che forse abbiamo valutato in difetto. Probabilmente una Z50 II oggi è in grado di assolvere al 90% delle necessità di quasi tutti i fotografi.
 
Non ci credete ? Possiamo dimostrarvelo per esempi.

questa foto a prima vista dentro Lightroom ci era sembrata scattata con la Z9 e il fantastico 85/1.2 S, tanto è incisa, dettagliata, impietosa dei piccoli difetti della pelle del soggetto (è al naturale, senza fotoritocco).
Ebbene no, si tratta di uno scatto fatto con la Z50 II e il Viltrox AF 75/1.2.
Z9 + 85/1.2 ~= 9.000 euro -> Z50 II + Viltrox AF 75/1.2 PRO ~= 1.443 === l'IVA di 9.000 euro é 1.622 euro
Siamo sicuri che non basti quello scatto da 20,9 megapixel per fare una stampa in formato A1 ? Noi vi assicuriamo di si ...

questo è uno degli scatti più belli fatti da Mauro Maratta nel 2024.
Si potrebbe pensare che provenga dalla sua combinazione più pregiata (Z9 e 50/1.2 S) su quel campo focale.
E invece si tratta di uno scatto eseguito con la Z50 II e il recente Nikkor Z 35/1.4 che su quella macchina si comporta (quasi) come un normale.
La stamperemo su due pagine di rivista.

questo di Max Aquila non è uno scatto virale delle ultime Olimpiadi estive reso celebre dai social.
Ma un modesto fotogramma di una ripresa a raffica veloce in otturatore elettronico ottenuto - perfettamente a fuoco - da una lunga sequenza, tutta in automatico, di Nikon Z50 II con il Nikkor Z 180-600mm.
Noi non sappiamo cosa fotografino i proprietari qui presenti di Nikon Z9 e 400/2.8 TC (non ci è dato di saperlo perché non condividono i loro scatti).
Uno potrebbe pensare che per fare scatti del genere, veloci, di sport imprevedibili, servirebbe la stessa attrezzatura.
Ebbene, volete che rifacciamo il calcolo dell'IVA ?
Sarebbe ancora più impietoso.
Tanto più che l'eccezionale qualità del 400/2.8 TC o del 600/4 TC in condizioni di mare, aria umida, ultra violetti e foschia, probabilmente non consentirebbero di mettere ... in acqua tutta quella qualità.
Qui abbiamo migliaia di scatti di qualità più che adeguata per qualsiasi necessità professionale, ricavati da un kit che costa meno di 3000 euro rispetto a circa 21-23.000. La cui IVA ... e che spesi in una automobile consentirebbero un acquisto interessante, rispetto ad una "semplice" fotocamera.
Ma potreste dire che queste fotografie sono state pensate nell'ottica di questo articolo.
Possiamo giurare che non è così, abbiamo usato la Z50 II come avremmo usato un'altra Z, ricavandone lo stesso livello di risposta.
Comunque possiamo prendere altri scatti pubblicati da autori diversi su questo stesso sito con il materiale in loro possesso.

Andrea Zampieron, Nikon D780, 105mm, f/13, ISO 160.
Uno dei tanti bellissimi scatti che ci regala Andrea dal suo Veneto. Lui ha usato una reflex, la D780 e un obiettivo compatibile.
Ma pensate che con la Z50 II e un 18-140DX ad f/13 la foto sarebbe venuta peggiore o diversa ?
Qui non abbiamo nemmeno una reale differenza di risoluzione, perché nessuno al mondo è in grado di distinguere uno scatto da 20,9 e uno da 24 megapixel.

Paolo Mudu, Nikon D850 + 24-70/2.8 a 70mm, f/2.8, ISO 500, 1/250''
Un ritratto garbato della bella Valentina da parte di Paolo Mudu.
Qui ha usato la fantastica Nikon D850 con un professionale zoom f/2.8.
Siamo sicuri che lui stesso avrebbe ottenuto uno scatto equivalente con la Nikon Z50 II e una focale identica.
Potendo anche contare sul riconoscimento automatico del soggetto e dell'occhio, previsualizzando l'esposizione già a mirino, vedendo la fotografia già come sarà dopo lo scatto.


Piana di San Raffaele di Marco Re.
L'autore stesso indica come materiale utilizzato, indifferentemente Nikon Z8 e Nikkor Z 24-120/4 S e Nikkor Z 50 II e Nikkor Z 18-140mm.
E siamo d'accordo, perché gli scatti sono indistinguibili e tutti della stessa identica qualità e impatto.
Potrebbero provenire dalla sola Z50 II e nessuno avrebbe da ridire.
Anche stampandoli in A1 e guardandoli con il lentino, in quelle condizioni di aria, sarebbe difficile dire quale stampa venga dal più pregiato complesso full-frame e quale dal meno costoso APS-C

Marco Vitrotto, concerto di Emma Nolde. Probabilmente ripreso con Nikon Z6 e Nikkor Z 70-200/2.8
Sicuri che anche in condizioni sfidanti e in notturna, con luci miste, la Z50 II non sarebbe meglio della Z6 tanto da sfidare Z6 III e Z8 ?
Noi siamo sicuri di si. Voi padroni di non crederci.
Potremmo proseguire, prendendo a caso fotografie da questo sito e continuare in questo gioco.
Ma sappiamo già che sarebbero realmente poche le circostanze in cui una Z50 II non potrebbe disimpegnarsi con onore, a condizione che chi sta dietro al mirino sappia come servirsene al meglio e sia capace poi di ricavare gli scatti che gli servono, quando li ha scaricati sul computer.
Cosa volevamo dimostrare ?
Nulla di che. Solo che l'attuale gamma Nikon Z, nei suoi modelli dotati di processore Expeed 7 è talmente competente e potenzialmente capace, che già solo con il modello di base da meno di mille euro - peraltro l'unico dotato di flash integrato, una chicca nel panorama di tutti i marchi oggigiorno - è sufficiente a rendere il servizio che necessita a qualsiasi fotografo.
Tanto che solo esigenze specifiche e particolari - azione estrema, condizioni particolarmente sfidanti in ambienti ostili, utilizzo realmente professionale etc. - giustificano, almeno sul piano razionale, la scelta di modelli superiori.
Che sono certo migliori e più capaci di dare soddisfazione al fotografo. Anche rendendogli più gradevole l'utilizzo (l'ergonomia non è una cosa che si può mettere in ogni scatola e spesso i soldi non sono una variabile in queto aspetto).
Ma che costano molto, molto di più.
Quando non sempre, quella spesa superiore viene effettivamente impiegata o valorizzata realmente dal fotografo stesso per le fotografie che fa usualmente.
Ovviamente se vi è piaciuto comprare una o più Z9, una o più Z8, una o più Z6 III o Zf e ne siete soddisfatti, avete fatto benissimo. Noi stessi non ci facciamo mancare niente.
Ma non venite a dirci che la Nikon Z50 II NON basta (e avanza) per fare (quasi) tutte le vostre foto !
(o, che è ancora meno condivisibile, che vi manchi sul mercato quel tal modello che vi impedisce di fare le vostre fotografie con quello che avete o con quello che potreste comperare)
Non ci si ferma con il progresso, nè con le fotocamere digitali nè, tantomeno, con i supporti di memoria a corredo, che anzi dovrebbero precorrere la presentazione dei modelli da equipaggiare, per avere sempre e da subito a disposizione il supporto più performante, al momento dell'acquisto di una nuova fotocamera.

E' il caso di questa scheda SD, che con le zie e nonne che condividono lo stesso standard ha cromosomi del tutto differenti. Oltre ad una struttura fisica che è forse l'anello debole di questa famiglia di supporti, rispetto quella delle CF Express. Salvo aspettare la commercializzazione delle future SD Lexar in metallo, come già altri marchi hanno proposto, a prezzi effettivamente indistinguibili se non anche superiori a quelli delle menzionate CF Express che ormai sono diventate la pietra di paragone tra i supporti di memoria moderni.

Mi capita sempre più spesso di trovarmi a discutere con persone le quali, dopo aver speso un botto di soldi per l'acquisto di fotocamere obiettivi e borse alla moda, poi lesinino sull'acquisto del pezzo forte della produzione di foto: il supporto di memoria su cui dovranno velocemente transitare i file partoriti da sensore e processore della fotocamera.

Una SD di buon livello come questa Lexar Professional da 256GB costa ben al di sotto di 100 euro ed è quindi inspiegabile come certe preclusioni attraversino la mentre di chi dovrebbe desiderare anche per questi strumenti un livello adeguato alla qualità delle altre attrezzature.
UN attrezzo: la scheda di memoria è come un martello per il quadro o una pompa dell'olio per il motore a scoppio di un'automobile...
non deve essere seducente o profumata, ma far bene il suo lavoro.


 
Ed io l'ho caricata subito, attraverso la Nikon Z50ii per ora tra le mie grinfie, di più di 3mila files tra NEF e JPG, realizzati con scatti in sequenza alle maggiori velocità consentite da questa piccola ma brillante fotocamera, che ne hanno occupato il 9% circa dello spazio disponibile dei 256 GB, per un carico complessivo di circa 22 GB

scaricati poi sul mio PC a velocità attorno ai 200MB/s

 
Lo step successivo, il passaggio ripetuto in tre volte su CrystalDiskMark per valutarne le prestazioni rispetto quelle di targa, utilizzando poi la rilevazione media ottenuta, che mi pare essere di tutto rispetto se non ancora di più:

addirittura in tutti e tre le rilevazioni il dato in scrittura è superiore a quello di targa !
 
E questa sorpresa ci fortifica della scelta, rispetto al taglio minore da 128GB (che è accreditato di prestazioni dichiarate inferiori) e rispetto a quelli superiori, che arrivano fino alla scheda da 1TB, nella fattispecie del sensore della mia futura Z50ii personale, francamente non necessari.
Un dato di riferimento rilevato in contemporanea, quello della precedente Lexar Professional da 256GB  

che rimarca ulteriormente la differenza in scrittura rispetto la sorella più attuale.
Di Lexar su Nikonland ci fidiamo e per questo continuiamo a comprarne.
Dedicato a chi possa interessare...
 
Max Aquila photo© per Nikonland 2024

Ci perdonerete ma abbiamo visto così tanti video di influencer Youtube con questo titolo "Non comprate questo o quello prima di aver visto il nostro video" che almeno una volta nella nostra esistenza volevamo provare la stessa ebbrezza.
Adesso che l'abbiamo fatto, speriamo di fare cosa utile a chi, non ancora passato a Nikon Z o in procinto di farlo o mentre sta pensando di aggiornare la sua, voglia trovarsi una serie di consigli pronti all'uso aggiornati ad oggi.
In questo articolo però ci concentreremo esclusivamente sui quattro modelli che pensiamo siano da consigliare al nikonista che fotografa, che ha esigenze reali, vuole soddisfarle al meglio e non sta a badare esclusivamente al conto dell'oste.
Quindi Z9, Z8, Z6 III e Z50 II. Il che non esclude Zf e Zfc che però pensiamo che siano indicate a chi vuole proprio quei modelli. Nè Z30, indirizzata a chi vuole la più piccola, compatta e spendibile Z che ci sia, a prescindere da prestazioni ed altro.
Z9, Z8, Z6 III e Z50 II condividono architettura, tecnologia, potenzialità. Hanno impostazioni quasi del tutto coerenti tra loro. Formano probabilmente il quartetto meglio amalgamato e scalabile che ci sia sul mercato.
Tutte, tranne la Z9 - perché è la più anziane delle quattro - con la prospettiva di restare sul mercato almeno 3/4 se non altri 5 anni a partire da adesso.
***

Nikon Z50 II
E' l'ultima arrivata ma partiamo da lei.
Perché ha caratteristiche "rotonde" che la rendono adatta praticamente a qualsiasi fotografo che non senta la necessità - reale o immaginaria - di avere una fotocamera che mantenga l'angolo di campo originale dell'obiettivo montato (se l'obiettivo è pensato per il pieno formato).
Infatti è l'unica delle quattro ad essere in formato ridotto, ovvero 24x16mm, il formato che Nikon chiama DX.
Con questa categoria di fotocamere, un obiettivo che su una 35mm copre l'angolo di campo di un 50mm, viene limitato ad un formato equivalente a quello di un ipotetico 75mm, con un fattore moltiplicativo virtuale di 1.5x.

Per il resto la tecnologia è la stessa. Il sensore è un BSI CMOS da 20,9 megapixel, sufficiente per stampe anche superiori al formato A3+
Ha un autofocus della stessa categoria di quello delle altre con prestazioni sul quel piano paragonabili a tutte le altre, Nikon Z9 compresa.
E' adatta sia alla fotografia riflessiva, che a quella d'azione, che a quella di studio, allo still-life, al wild-life. A tutto.
Quindi la indirizziamo alla stragrande maggioranza dei fotografi che non abbia le esigenze che specificatamente possono coprire SOLO le altre tre Nikon Z di questo elenco.
Senza falsi miti.
La Z50 II ha una qualità di immagine indistinguibile rispetto alla parte centrale di quella di Z8 e Z9 usate con lo stesso obiettivo.
Ha una figura di rumore quasi indistinguibile da quelle.
Ha un autofocus in quella categoria.
Offre prestazioni video di tutto rispetto (per chi sia interessato al video). Lasciando alle altre tre solo i formati più sofisticati e professionali che necessitano di post-elaborazione profonda.
LIMITI
Dove abbiamo trovato dei limiti ?
Qui :
la batteria, pur adeguata alla categoria, non è intelligente, non comunica gli scatti effettuati e l'autonomia residua, ad un certo punto ti lascia in asso e avvisa con un'icona rossa la scheda di memoria è all'interno del vano batteria in otturatore elettronico ha uno scadimento della velocità di scatti al secondo nelle modalità standard in otturatore meccanico è limitata a 200 scatti consecutivi in modalità raffica estesa, la visione a mirino non è in tempo reale nelle modalità di raffica veloce, produce esclusivamente jpg in formato pieno ma di compressione normal la velocità di lettura del sensore è limitata ad 1/20'' il che la rende soggetta a fenomeni di artefatto da rolling shutter se si utilizza l'otturatore elettronico il corpo non ha lo stabilizzatore sul sensore, per cui ci si deve affidare esclusivamente a quello montato sull'obiettivo come vedete sono limitazioni insite in un progetto che privilegia compattezza e costo contenuto e che non è pensato per la fotografia estrema, ambiti in cui le altre tre fotocamere sono più prestanti.
Ma fidatevi, con la Nikon Z50 II si può fare praticamente qualsiasi genere fotografico, qualsiasi fotografia vogliate fare. Se ne siete capaci ...
 
 
 

Nikon Z6 III
N on vi basta il formato ridotto e non volete l'effetto moltiplicatore degli obiettivi ?
Non vi bastano le modalità di raffica e di video della Z50 II ?
Volete una batteria seria come la EN-EL15c ?
Volete la possibilità di montare un battery-grip con due batterie e che vi dia modo di avere anche i comandi di scatto verticali ?
Volete andare su raffiche senza i limiti della Z50 II ?
Volete formati video più sofisticati e a formato pieno ?
E allora la Nikon Z6 III vi offre tutte queste potenzialità.
Costa cara ma alla fine è una macchina che possiamo considerare quasi definitiva. Per dieci anni se lo volete.
La Nikon Z6 III ha lo stesso sensore di Z6 e Z6 II cui è stato aggiunto uno strato di memoria veloce che lo rendono semi-stacked.
Questo è alla base delle sue potenzialità.
Il suo sensore da 24 megapixel è veloce abbastanza per seguire anche la Formula 1, ha una tenuta al rumore migliore di uno stop rispetto a Z50 II, Z8 e Z9, è sufficiente in termini di risoluzione per stampe di grande formato.
 
Abbiamo trovato dei limiti ? Si, certo, nessuna macchina è perfetta.
Ma non così tanti, in fondo.
 
LIMITI
Dove abbiamo trovato dei limiti ?
Qui :
il sensore semi-stacked offre potenzialità elevate rispetto ai normali sensori a singolo strato ma la velocità di lettura di 1/70'' in otturatore elettronico limita la sincronizzazione dei flash ad 1/60'' e si presta a potenziali fenomeni di artefatti da rolling-shutter il corpo è di tipo semi-professionale (quello con la torretta PSMAU1U2U3AUTO) e non quello più rotondo della Z8, meno indicato per obiettivi grossi e pesanti il video è limitato al 6K o al 4K60P (ammesso che questi siano limiti : per il resto c'è ogni formato pratico, sia RAW che compresso) il numero di punti della matrice dell'autofocus è numericamente ridotto rispetto alla matrice di Z8 e Z9 : questo "potenzialmente" può presentare qualche limite nel tracking di soggetti molto piccoli al momento non offre il rilevamento degli uccelli nel riconoscimento del soggetto in automatico ma finisce qui la lista. In formati compressi sia JPG che RAW, la Z6 III ha una raffica inarrestabile finché riempite la scheda o scaricate la batteria.
L'autofocus nella realtà "ci prende" praticamente sempre.
La dinamica del sensore - in barba ai miti - è sempre all'altezza delle necessità.
Produce file più piccoli di Z8 e Z9 che sfruttano il loro sensore megapixellato solo in determinate circostanze.
In definitiva offre tutto quello che necessita a chi fa fotografia d'azione con soggetti animati e non riesce ad accontentarsi della Nikon Z50 II

Nikon Z8
N on vi basta ancora e volete di più ?
Nikon vi accontenta con la Z8.
Che offre un corpo professionale in stile F100-D700-D850 sostanzialmente con prestazioni che coprono al 90% le capacità dell'ammiraglia Nikon Z9.
Alla base di tutto ciò c'è lo stesso sensore stacked - velocissimo - da 45,7 megapixel della Nikon Z9, lo stesso processore Expeed 7, la stessa architettura elettronica generale.
La Z8 è una macchina professionale con pochi e circoscritti (ma ben evidenti) limiti che può fare da ammiraglia per un hobbysta molto esigente o come secondo corpo per un professionista che usa per lo più una o più Z9.
E' abbastanza più compatta da stare in ogni borsa. E costa una cifra interessante rispetto all'ammiraglia.
Arriva al video in 8K, ha raffica da 20, 30, 60, 120 scatti praticamente inarrestabili se si usano formati compressi.
Ha due schede di memoria di cui una è la comunissima SD (per qualcuno questo è un vantaggio ! ...).
Si trova più a suo agio di Z6 III e Z50 II con obiettivi ingombranti.
Ha una risoluzione che va oltre le esigenze normali. A nostro avviso addirittura esuberante.
In modalità CROP-DX, produce file sovrapponibili con quelli della Nikon Z50 II senza evidenziare alcun limite della piccolina.
Rispetto a Z50 II e Z6 III non ha l'otturatore meccanico. Il suo otturatore elettronico ha velocità sufficiente per sincronizzare con i flash fino ad 1/250''. Solo in luci particolari o con presenza di pannelli LCD mostra il fianco ad artefatti.
In questo ha una caratteristica unica (condivisa con la Nikon Z9) e che per certi versi la rendono un acquisto desiderabile. L'assenza quasi totale di parti meccaniche soggette ad usura (come l'otturatore meccanico) e il diaframma che si chiude automaticamente a macchina spenta a protezione del sensore.
Ma ovviamente nessuna macchina è perfetta e quindi ... :
LIMITI
Eccoli qui :
il corpo non è completamente in ferramenta e dissipa il calore solo attraverso il fondello. Alle massime prestazioni tende a scaldarsi e se l'ambiente è caldo sono frequenti gli avvisi di allarme (prima in giallo e poi in rosso) che portano fino allo autospegnimento cautelare della fotocamera la batteria EN-EL15c che ci sembra adeguata per la Z6 III ci pare invece sottodimensionata per la Nikon Z8 in luci particolari o con presenza di pannelli LCD mostra il fianco ad artefatti che devono essere compensati empiricamente (non potendo usare l'otturatore meccanico, assente) a livello di rumore non è la migliore Nikon Z che ci sia a livello di qualità di immagine non è la migliore Nikon Z che ci sia il battery-grip - necessario in talune circostanze - è un oggetto che andrebbe riprogettato di sana pianta ci sono alcune incoerenze a livello di firmware e di comandi che la rendono leggermente diversa dalla Z9 ma è una fotocamera fantastica che sta in mano come un guanto e che in mano a chi sa servirsene, non permetterà a nessuna tentazione di farsi strada per la sua sostituzione.
Pretende il massimo dal parco ottiche e dalle schede di memoria. Altrimenti significherebbe aver speso male i propri soldi.

Nikon Z9
P er chi è veramente ma veramente esigente, infine, c'è la Nikon Z9.
L'attuale ammiraglia è inarrestabile.
Ha un corpo eccezionale che deriva dalla nobile stirpe nata 30 anni fa con la F5 e proseguita con D3-D5-D6.
Ha una batteria sempre adeguata alle necessità di fotografia sul campo, anche per una intera giornata di scatti.
E' l'unica Nikon Z ad avere due schede di memoria di tipo CFExpress.
E' facile arrivare a fare milioni di scatti con questa macchina, senza aver necessità di interventi in manutenzione.
Il suo otturatore elettronico non si consuma mai.
E' una piattaforma che viene sviluppata sin dal primo giorno come dimostra il firmware, arrivato alla versione 5
Tutto, ovviamente è perfezionabile ma pensiamo che solo una prossima generazione progettata su una tecnologia superiore a quella di tutte le attuali Nikon Z possa arrivare a dare di più.
Dei limiti che la accomunano alla Nikon Z8 (stesso sensore, stesso processore, stessa architettura, stesso autofocus) ci sentiamo di confermare solo alcuni :
LIMITI
in luci particolari o con presenza di pannelli LCD mostra il fianco ad artefatti che devono essere compensati empiricamente (non potendo usare l'otturatore meccanico, assente) a livello di rumore non è la migliore Nikon Z che ci sia a livello di qualità di immagine non è la migliore Nikon Z che ci sia ci sono alcune incoerenze a livello di firmware e di comandi che la rendono leggermente diversa dalla Z8  

 
Ci permettiamo di ricamare ancora su alcuni miti, troppo spesso dati per assunti e mai abbastanza smentiti.
Li riportiamo in sequenza casuale, senza alcun intento di numerarli per importanza :
24 megapixel bastano e avanzano per fare qualsiasi cosa noi abbiamo stampe da 100x75cm ricavate da file della D3 da 12 megapixel (alcuni in jpg) non è vero affatto che la fotocamera più cara da una qualità di immagine superiore non è vero affatto che la fotocamera più cara offre rumore ridotto i 45 megapixel di Z8 e Z9 non sono affatto indispensabili, sono una scelta di marketing che discende dal fatto di non avere "ammiragli" di risoluzione inferiore alle reflex di ultima generazione (D850) che vengono sfruttati più che altro per avere il video 8K (altra scelta di marketing) e per avere più fotositi dedicati all'autofocus (l'unico vero vantaggio rispetto alle risoluzioni inferiori) i 64 ISO della Z8/Z9 non sono migliori dei 100 ISO di Z6 III e Z50 II gli 800 ISO di Z8/Z9 non sono migliori degli 800 ISO di Z6 III e Z50 II i sensori stacked offrono una qualità di immagine assoluta che è inferiore a quella dei sensori non stacked (Z7 II e D850 a 64 ISO sono migliori di Z8 e Z9 pur avendo la stessa risoluzione di immagine) ecco, probabilmente avete creduto o avete sentito dire il contrario.
Ci permettiamo di insistere.
Però, con questi vantaggi e limiti ben definiti, pensiamo che la scalabilità delle quattro fotocamere Nikon Z che abbiamo presentato in questa guida all'acquisto già dal primo step della Z50 II copre l'80% delle esigenze di tutti i fotografi.
Solo il restante 20% viene ripartito sulle altre 3.
Il che conferma l'assunto che per raggiungere certi livelli, si finisce per spendere multipli superiori ai vantaggi potenziali.
E che dovrebbero essere razionalmente affrontate solo da chi sappia per certo di avere certe esigenze e sappia poi sfruttarle nella pratica (cioé per fotografare).
Ovviamente non staremo a sindacare sulle singole scelte e su tutta quella sfera irrazionale che porta a motivazioni di acquisto apparentemente non del tutto giustificabili ...
Perché è così che va il mondo e molti pensano ancora che comprando una fotocamera superiore, dentro alla scatola troveranno anche la ricetta per fare foto perfette.
Tanto vi dovevamo.

All I need for Christmas is you ! (my Nikon Camera)

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