Jump to content
View in the app

A better way to browse. Learn more.

Nikonland.it

A full-screen app on your home screen with push notifications, badges and more.

To install this app on iOS and iPadOS
  1. Tap the Share icon in Safari
  2. Scroll the menu and tap Add to Home Screen.
  3. Tap Add in the top-right corner.
To install this app on Android
  1. Tap the 3-dot menu (⋮) in the top-right corner of the browser.
  2. Tap Add to Home screen or Install app.
  3. Confirm by tapping Install.
l'ho comprato ad inizio 2020 in un negozio online tedesco che lo offriva a buon prezzo e senza spese di spedizione.
Cercavo un buon treppiedi in fibra di carbonio, compatto, leggero ma robusto, con sezione principale da 36mm e in grado di alzarsi fino ad altezza d'occhio.
Questa è la definizione completa del mio Leofoto LS-365C che nel codice parlante, indica la serie, il diametro della sezione principale (36mm) e il numero delle sezioni di ogni gamba (5).

in configurazione da trasporto è lungo meno di 50cm ed occupa poco spazio anche trasversalmente perché le tre gambe si allineano perfettamente senza lasciare spazio interno (circa 10cm in tutto)
Il peso di 1.77 chilogrammi lo configurano come peso leggero (anche se non peso mosca come certi con gambe di diametro massimo di 25mm) ma le sezioni di 36-32-28-25-22 sono superiori alla maggior parte degli altri treppiedi.
 
Con una testa come quella che ho deciso di utilizzare in questo caso
 
ha una altezza minima poggiato a terra e con le gambe aperte, di 54 cm mentre esteso al massimo, sempre con la testa, arriva a superare i 160 cm

La borsa in dotazione è abbastanza capiente


e in questa configurazione contiene oltre alla testa montata, anche una base di livellamento di cui parleremo in fondo a questo articolo.
Le dotazioni sono quelle usuali e comprendono le classiche punte opzionali per sostituire i piedini in gomma quando lo si usi su terreno roccioso (mai nel mio caso) e un set di chiavi oltre al moschettone per appendere contrappesi alla crociera per assicurarne la stabilità in caso di vento forte


materiale che sta tranquillamente nella tasca laterale del treppiedi.
La fibra di carbonio usata è del tipo Toray a 10 strati 

il complesso dei blocchi a vite di fermo delle 5 sezioni di ogni gamba

la serie delle 5 sezioni estesa per necessità di foto
La ferramenta è di alto livello, sagomata con macchine a controllo numerico e rivestita anodicamente

la crociera è forata e non mancano i passanti per l'eventuale blocco a vite della testa. Le viti di ancoraggio a cava esagonale hanno la personalizzazione Leofoto incisa


i fermi di blocco dell'inclinazione delle gambe sono solidi e danno idea di non allentarsi in anni di utilizzo.
Il rivestimento in tessuto batista verde delle gambe è stato aggiunto aftermarket di mano proprio da Valerius Brustianus, Abate Benedettino di Novara.

Caratteristica tipica di questi treppiedi é di poter stare completamente aperti in modo da offrire una altezza minima di una manciata di cm da terra, eventualmente estensibile per il tramite di una colonna, anche questa in fibra di carbonio, che nel mio caso è una Artcise da 40mm


con e senza colonna. Siamo a pochi cm da terra, ideale per riprese stabili di fiori, funghi ed altro, se lo spazio è sufficiente.
Le gambe sono mobili indipendentemente in termini di inclinazione ed estensione e quindi è possibile "copiare" fedelmente il terreno.
Confronto con gli altri treppiedi di casa
Snocciolare pesi e misure fa sembrare competenti ma spesso non dà un effettiva misura di come stanno le cose. Non quanto un sano confronto.
Si sa che ogni treppiedi, per quanto eccellente, non può coprire ogni esigenza. Uno troppo robusto non sarà mai troppo portatile e uno troppo leggero non sarà mai abbastanza stabile e rigido.
Per questo io ho in casa tre treppiedi di questo tipo, con caratteristiche simili ma di taglio diverso. E decine di teste diverse, a seconda della missione.

questo trio, di cui il Leofoto al centro è l'unico sguarnito di testa, ci da qualche idea.
Dall'alto un sistematico con sezione massima da 40mm, 2.8 chilogrammi e testa video che pesa come ... il più piccolo in primo piano, il Sirui AM-254 che con la sua testina arriva a stento a 1200 grammi.
In mezzo il Leofoto si pone esattamente come compromesso : robusto viste le sezioni delle gambe ma comunque di peso intermedio ed in grado di portare teste più importanti del Sirui anche se non così possente come l'Artcise AS95C che è pensato per superare anche i terremoti della California.

una vista dei tre, montati, ognuno con testa a sfera ci chiarisce ulteriormente il punto.

per ogni missione il suo treppiedi e la sua testa.
I miei treppiedi non sono sposati con una data testa, ne hanno una di elezione ma generalmente le cambio a seconda del bisogno.
Basta una svitata e una riavvitata e si riparte meglio organizzati.
Qui abbiamo da sinistra un treppiedi con gambe da 25mm e una testa da 36mm, uno con gambe da 36 e una testa da 44mm, uno con gambe da 40mm e una eccezionale testa da 54mm a prova di tutto.
Non porterei in campagna l'ultimo ma solo in situazioni a portata di macchina. Non userei mai il primo se non per le Zfc/Z50. Uso quello di mezzo per escursioni a piedi lunghe pur con la sicurezza di avere uno strumento affidabile e robusto.
Tutti e tre ... dal giusto prezzo.
Come va ?
Penso di aver già dato l'idea.
Non mi fanno impazzire i fermi delle varie sezioni che hanno la tendenza a svitarsi oltre misura (non che si svitino da sole, intendiamoci, solo che quando le svito e voglio fare in fretta, si svitano troppo e vanno fuori corsa. Ma è un attimo sistemarle) mentre i blocchi dell'inclinazione sono eccezionali, così come la tenuta in ogni inclinazione e posizione.
La borsa è ben fatta anche se non come quella di altri treppiedi.
Si capisce che è un compromesso ed è giusto così.
All'epoca l'ho pagato circa 300 euro. Adesso il suo prezzo è lievitato verso i 400 come tutto il listino Leofoto che, a mio parere, è arrivato far concorrenza a certi marchi occidentali, non so se del tutto meritatamente.
Tanto che pur essendone soddisfatto, ho preferito l'Artcise da 40mm al posto del Leofoto LN-404 che oramai costa quasi 800 euro.
Ma prezzi a parte, un treppiedi deve fare il suo lavoro e questo lo fa, dandomi la giusta confidenza nel mezzo.




ancora una carrellata della ferramenta del treppiedi. Che è la parte più importante : hai voglia ad esaltare le qualità del carbonio, se gli elementi che lo devono "tenere" saldo si sfaldano o non tengono tra loro.
Qui ogni parte è ben regolata, calibrata e progettata. La costruzione è priva di sbavature e di difetti. In tre anni di uso non ho nulla da lamentare.

ancora un confronto tra il medio e il grande di casa. E' indubbio che ... nel dubbio tra quale portare, esce di casa più facilmente il Leofoto.
L'Artcise può reggere un fucile automatico, un 800mm moltiplicato che spara alla luna e sostituire i vecchi impressionanti Manfrotto 058 o Sirui tripath che tengo sempre fermi in studio (pesano più di 5 chili l'uno).
La testa che ho scelto per questo treppiedi
Credo che un oggetto di questo tipo si trovi a suo agio con una testa a sfera da 44mm, ha le giuste proporzioni e il giusto peso.
La crociera è adeguata e anche esteticamente non c'è nulla da obiettare.
In questo caso ho selezionato la Marsace XB-2, ribassata da 44mm, molto robusto e priva di giochi e imprecisioni.


è una testa con panoramica singola sulla base, dotata di buone regolazioni e soprattutto una adeguata forza di ritenuta.
Si tratta della copia della Sunwayphoto da 44mm a suo tempo distribuita anche in occidente. In effetti il progettista è lo stesso che si è messo in proprio portandosi via qualche disegno.
Per non farmi mancare nulla l'ho dotata anche di base di livellamento a semiculla da 60mm Mengs DY-60A, si tratta di un elemento aggiuntivo sul mercato anche con altri marchi (tra cui la stessa Leofoto) che consente un duplice uso : livellamento rapido tenendo lo stelo della sfera fisso, oppure panning tipo gimbal tenendo lasca la base e ferma la sfera (evitando quel fastidioso effetto pendolo quando si smolla invece la sfera per muovere rapidamente il teleobiettivo per seguire un soggetto in rapido passaggio).
Aggiunge peso e altezza ma a me piace da matti e sostituisce la più grossa semiculla inserita come standard nei sistematici e nei tripath per usi video o combinati video e foto.



insomma, è una chicca, che si inserisce sopra al treppiedi avvitandola come se fosse una testa e che poi accoglie sopra di se la testa vera e propria. Nulla di più.
Alluminio estruso e tornito con finitura ineccepibile per poche decine di euro. Non ho saputo resistere.

Bene, siamo arrivati alla fine di questa breve prova che racchiude in poche righe l'esperienza di 3 anni di uso abbastanza frequente, sia in esterni che in studio in trasferta.

E' compatto, abbastanza leggero e poco ingombrante da non far sorgere domande del tipo "lo porto o non lo porto ?", efficiente, robusto, ben costruito, perfetto per il suo scopo "universale" e non specialistico.
Adatto a qualsiasi testa e in ogni occasione. Durerà certo più di me.
Io l'ho pagato - credo - il giusto, oggi forse si dovrebbe cercare qualche alternativa.
E mi pare che anche qui, il catalogo Artcise/Innorel su Amazon.it, per ora offra qualche alternativa simile per caratteristiche, più conveniente per la fattura.
A voi la scelta ma soprattutto, definendo ben prima dell'acquisto quali siano le vostre esigenze e comprendendo esattamente da cosa possano essere risolte.
Considerando che non esistono piedi e teste adatte a tutto, esistono piedi e teste adeguate a quello che dovete fare.
C'è un marchio cinese di obiettivi universali per mirrorless che qui in Redazione ci fa particolarmente simpatia: è TTArtisan, cui abbiamo dedicato negli ultimi anni un certo numero di articoli, ma che sopratutto ritorna spesso nelle conversazioni sul sito, grazie al fatto di sfornare frequentemente novità.

C'è un trio di obiettivi TTArtisan nati in formato APS-C ed a fuoco manuale, appositamente per placare la sete di obiettivi di quel formato, inoltre piccoli e maneggevoli, disegnati vintage, preferibilmente anche di elevate prestazioni, per soddisfare l'atavica mancanza di prodotti in questo ambito, specie da parte di Nikon, anche adesso, in baionetta Z: 
uno dei tre è questo 50mm f/1,2 che unisce un MTF così alto da dare i brividi, insieme ad una luminosità invidiabile in ogni epoca fotografica, unitamente ad un prezzo ridicolo, che su Amazon quasi mai supera i 120 euro... roba da pensar male, nonostante...

C'è il desiderio di scommettere di essere ancora in grado di riuscire a mettere a fuoco a mano libera, con la ghiera di messa a fuoco, a TA, quando l'apertura massima sia un f/1,2 ossia un'apertura che su un mediotele (come diventa a 75mm-eq questo 50mm in DX), porta a considerare differenze simili al taglio di un foglio di carta, oppure dei petali di un fiore di cactus...

roba di questo genere, insomma.
Non abbiamo Z Nikkor fissi da usare sulle Z50, Zfc ed ora anche le nuove Z30 (più utili ai vlogger queste ultime...), sopratutto non abbiamo a disposizione obiettivi in grado di valorizzare le forme vintage delle belle Zfc che tanto successo riscuotono dall'anno passato, quando sono state presentate e vendute all'istante, tutte. O della mia Z50...

Ci pensano i cinesi di Shenzen, un arcipelago di industrie votate alla fabbricazione ed assemblaggio di tutti i componenti di cui si componga un obiettivo, ma sorprendentemente anche in possesso dei tools e del know-how per realizzare prodotti interessanti sia dal punto di vista della qualità e poi anche, incredibilmente, del prezzo.
Ecco il più lungo dei tre APS-C TTArtisan (gli altri due sono un 17 ed un 35 entrambi f/1,4) ed anche, a mio avviso, il meglio riuscito esteticamente, dei tre.

arriva in una scatola grigia, elegante e ben decorata, arricchito da un libretto di istruzioni e descrizione, rilegato e riportante anche in inglese tutte le nozioni desiderate, oltre al certificato di garanzia e ad una busta in pergamino, contenente una pezzuola grigia, marchiata, per la pulizia delle lenti: non previsto il paraluce e nei set di ripresa anche in forte luce solare devo confessare di non averne sentita la mancanza, io che sono uno strenuo fautore della sua necessità.

il barilotto misura appena 6,2cm di lunghezza per 5,4cm di diametro (6,2 cm considerando anche le due orecchiette esterne per movimentare la ghiera del diaframma) pesa 360grammi senza i tappi e ha un diametro filtri da 52mm. Diaframma a 10 lamelle per confermare la sua vocazione di obiettivo da ritratto, diaframmandolo...
Cosa che ho fatto pochissimo durante il test, concentrato prevalentemente sulla "scommessa" del titolo, di utilizzo ove possibile, sempre a TA
dalla vista superiore risaltano appunto le due comodissime protuberanze esterne al barilotto, orecchiette le ho definite, per gestire la ghiera del diaframma, posta in posizione anteriore, nonostante il diaframma poi si trovi al centro, subito dopo i primi tre gruppi di lenti.

il barilotto presenta una ghiera di messa a fuoco comoda, zigrinata al centro e doppiamente rastremata per evitare spostamenti accidentali del difficile reperimento a f/1,2 del corretto piano di messa a fuoco: riferimenti in metri e piedi e scala della pdc che...ovviamente parte da f/4 fino al diaframma più chiuso di f/16...che non credo di aver mai utilizzato.
Messa a fuoco minima da 50cm.

La grafica è chiaramente di derivazione Leica M / R  Il tappo anteriore, a vite, è di metallo, con serigrafato il marchio e i dati dell'obiettivo.

la baionetta posteriore, anch'essa in metallo, è totalmente priva di contatti elettrici: l'obiettivo non viene letto nei dati EXIF, ovviamente neppure i dati di scatto.

Bellissima la colorazione tendente al magenta dell'antiriflesso: sulla mia lastra di vetro nero, marezzato, era proprio la ...morte sua !

APS-C, piccolo, leggero, maneggevole, bello, all metal cast... what else ?!

What else ?  Anche bbuono...! 
Vediamo se abbiamo fatto ...fruttare questi 120 euro?



il test-pesc, mi pare sia ...succulento (ovviamente e rigorosamente f/1,2)

il primo piano fuori fuoco, rispetto al secondo piano è sempre uno scoglio difficile

nei contrasti eccessivi tra chiari e scuri, tende talvolta a chiudere troppo o a bucare le luci

molto meglio con illuminazione omogenea e contrasti ridotti (ma trattasi del sole di mezzogiorno di luglio in campagna sicula...non è per tutti)

delicato con la roba tenue

e nelle ombre chiuse (con uno sfuocato degno di celebri obiettivi tedeschi di altre ere)

certamente l'opposto del concetto di obiettivo macro, seppure con una piccola lente addizionale...ma con risultati davvero ugualmente interessanti, pur nell'estrema difficoltà del reperimento di una sufficiente precisione nella messa a fuoco, come testimonia il successivo crop di questa immagine di damigelle


obiettivo, questo TTArtisan 50/1,2 APS-C, che dà i suoi ...frutti, anche in bianco e nero...
tranquilli...  anche con gli esseri umani, ai quali questa focale è dedicata:



sempre si riesca a restare sul cordolo di TA, ogni tanto aiutandosi fino a f/2 ... per la troppa luce...!

e qui che faccio... a fuoco il manifesto o i passanti... aaaghhh!!! 


morbidezza e nitidezza sembrerebbero essere concetti distanti tra loro...eppure...?


comunque divertente usare il trap-manual-focusing con soggetti in movimento anche rapido...

magari anche usando il monitor a 90 gradi, guardandosi la pancia



sempre TA

a pochi passi...




b/n oppure colore insieme al movimento aiutano a definire il concetto di obiettivi ultraluminosi che creano un' allure animata intorno ai soggetti ritratti, non più congelati, freezati da una sequenza infinita, incasellati in una frazione di attimo, ma colti invece nel pieno della luce disponibile del momento, mischiata ai colori ed alle forme e fuoco e fuori fuoco che li circondano, che li definiscono, che sono il motivo stesso dell'attenzione del fotografo verso quel soggetto.
 
Come con la mia chitarrista, street performer...






che ricava di spalle dalle sue spettatrici danzanti, ampiamente fuori fuoco, il senso dell'inquadratura scelta

così come dall'opposto punto di ripresa, a suggello della sua performance




Tutto con un solo obiettivo, grazie al fatto di essere al tempo stesso un mediotele per causa del formato sensore, ma uno standard per natura e vocazione: un binomio difficile da realizzare sul formato ridotto, spesso vantato solamente per essere un moltiplicatore naturale di teleobiettivi nello sport.
Qui invece siamo dentro la vita delle persone che incontriamo: che ci vedono e con le quali possiamo interagire.
Francamente una scommessa vincente, questo TTArtisan 50mm f/1,2 per le nostre Nikon Z DX.
Accattativillo !
 
 
Max Aquila photo (C) per Nikonland 2022
In casa ho ennemila treppiedi e ennemila^2 teste per treppiedi.
Ma non ne avevo nemmeno uno piccolo e leggero.
Guardavo il Leofoto LS-254C (vedi prova su queste pagine a firma Valerio Brustia) che ha effettivamente le caratteristiche che mi interessano ma il suo prezzo è lievitato ad ben oltre 300 euro. Cui aggiungere l'inevitabile testina adatta ... e non mi pareva il caso di spendere tutti quei soldi per un aggeggio cui comunque non delegherò mai la "foto della vita".
Lo scopo è quello di appoggio leggero, senza impegno, per le Nikon Zfc che nel mio caso, escono di casa predisposte per Arca Swiss, pesano poco e generalmente le uso con obiettivi altrettanto poco impegnativi.
Quindi non a quei soldi.
Al solito mi induce in tentazione Amazon con una offerta allettante, meno di 150 euro e per di più in cinque rate senza interessi.
L'oggetto del desiderio, comprato lo scorso febbraio, è il Sirui AM-254

Qui su Nikonland, vedendo strutture, finiture e sigle dei treppiedi più comuni di provenienza cinese, ci siamo fatti l'idea che tutti questi marchi siano solo dei semplici uffici di progettazione che utilizzano componenti standard o simili, prodotti da una fabbrica enormemente più grande ed in grado di rifornire tutti quanti in quantità.
Lo testimonia la qualità della fibra di carbonio usata (Toray a 10 filamenti) filata in modo indifferente, quale sia il prezzo e la taglia del treppiedi.
E le sigle di denominazione, parlanti per la maggior parte dei casi. Come nei due treppiedi citati, 254, di cui 25 è il diametro della gamba maggiore e 4, il numero delle sezioni.
Per non parlare della minuteria, dei colori, dei componenti metallici lavorati in CNC.
Ma eccolo qui, il piccolino, poco più di 40 cm ritratto e meno di un chilogrammo "nudo".

Amazon me lo ha consegnato direttamente con questa scatola, senza ulteriore imballo. Poco male.

dentro c'è una sacca capiente, adatta anche a treppiedi di maggiore taglia, che contiene tutti i componenti, compresa la colonnina opzionale da 20cm

qui con tutto dentro, pronta per il viaggio
 
 

e qui con tutti i componenti fuori.

il modello pare sia destinato al solo mercato europeo, probabilmente per questioni di certificazioni CE.

le buste contenenti chiavi a brugola e spikes a punta per sostituire eventualmente i piedini gommati.

l'orgoglioso marchio.
Il treppiedi ovviamente arriva in finitura carbonio con inserti in alluminio verniciati a caldo in blu.
Io ho seguito gli antichi dettami dell'amanuense novarese Valerius Brustianus ed ho ricoperto la gamba superiore con la batista color verde erba. Non per velleità mimetiche, ma perchè le mie mani sudano e mi da fastidio impugnare il carbonio. Il tessuto in cotone assorbente è un vantaggio, specie d'estate. Il grip aumenta e anche la confidenza. Questioni psicologiche, insomma ...
Dettagli costruttivi

la crociera con la vite standard per montare alternativamente, la testa o la colonnina. Notare le viti con cava esagonale brunite e marchiate Sirui, insieme ai blocchi in alluminio fresato in CNC verniciati di azzurro.

l'insieme dei fermi delle varie gambe


e il marchietto adesivo.

la parte sotto della crociera, con la filettatura per appendere eventualmente un contrappeso o altro. Cose degne di treppiedi di fascia più alta.
La particolare conformazione degli snodi consente un uso totalmente ribassato

su cui eventualmente montare la colonnina da 20 cm

oppure no, a seconda delle esigenze





dettagli ulteriori della crociera e della vite di montaggio.
 
La testina Artcise EB-36S
In casa ho duemila teste ma nessuna di questa taglia. Sirui ne propone diverse ma a prezzi che sono paragonabili con quelli del treppiedi.
E non mi è sembrato il caso.
Per cui ho scelto questa Artcise, di conformazione e meccanica simile ad altre di altri marchi, che vanta una sfera da 36mm con un fermo robusto in teflon e un bel morsetto.
Pesa in tutto 200 grammi e costa ... la bellezza di 36 euro, praticamente un euro a millimetro di sfera.
Ovviamente non intendo usarla per lavori pesanti ma mi aspetto che mi dia affidamento.



la sfera è in alluminio (diffidare di quelle cave in plastica)

è ben dimensionata ma piccolina e proporzionata con questo treppiedi

ha tutte le caratteristiche standard, compresa bolla sul morsetto Arca Swiss abbastanza robusto

l'ho detto che è piccolina ?

lo è vicino alla Artcise XB54 da 54mm e circa un chilogrammo, pensata per ben altri sforzi di torsione e di sostegno.
La colonna Sirui SL-200-EU

è una colonnina in fibra di carbonio, diametro 28mm, altezza 200mm, ulteriormente estensibile con lo stesso criterio delle gambe del treppiedi

per qualche cosa di più di 32cm


montata ed estesa
 
in generale diffido delle colonne estensibili che rientrano nella base del treppiedi. Indeboliscono la struttura complessiva e soprattutto, non si possono togliere facilmente e quando lo si fa, è complicato rimetterle.
Questa semplicemente si avvita al posto della testa quando serve estendere ulteriormente il treppiedi. Ed è facile aggiungere qualche centimetro al volo, senza dover muovere tutte le gambe sottostanti.


anche in campagna o dove siete.
Come va
Questo per me è un treppiedi da escursione, come il più pesante Leofoto LS-365C che ho addirittura dotato di base livellante.
Quindi da usare fuori, perché in casa ne ho tanti altri di pesanti e a prova di scossa tellurica che non mi sognerei mai di portare in giro salvo che non abbia a disposizione robusti aiutanti.
Quindi eccolo qui nell'erba

piccolo !



con le gambe estese, senza testa

con la testa

con la colonna montata ed estesa


Estendere le gambe è un attimo, il movimento è semplice e privo di impegno. Si sblocca il fermo, lo stelo va giù per gravità, si riblocca il fermo, si sblocca l'altro etc. seconda di quante sezioni serva estendere.

completamente esteso fa la sua figura, sebbene le gambine sia sottili (come dicevo, l'elemento più grande ha un diametro di 25mm, quello ricoperto di batista verde).
Ed è ragionevolmente fermo e robusto. Certo mai come il mio sistematico con le gambe da 40mm ... che però pesa tre volte e richiede una testa che da sola pesa più di questo treppiedi ...

ecco qua la testina in batteria

che ospita la mia Gigi che in questo caso sta offrendo la sua livella per mettere in bolla il sistema (pigrizia, la bolla a liquido è davanti, opposta al morsetto)

Gigi in questo caso indossa il Nikkor Z 105/2.8 MC, un peso maxi per lei

ma che la testina Artcise EB-36S sostiene con disinvoltura


questo è uno scatto ripreso in una situazione simile, in casa, con un tempo di 6 secondi. Mi pare adeguato, anche se nella realtà non userò praticamente mai questo sistema per foto del genere.
L'ho usato invece per fotografare Ginevra con il TTArtisan 50/0.95 e potermi concentrare anziché sui miei movimenti, sulla messa a fuoco di precisione.
Con risultati lusinghieri ...

lei può stare congelata ma se intanto tu ti muovi, non è possibile mettere a fuoco con un manual focus che ha 1 mm di profondità di campo
mentre se stai progettando un servizio o stai facendo un video, è indispensabile avere un punto di ripresa costante e ferma, anche se non è necessario montarci sopra una Z9 con un 600/4


stessa identica inquadratura, ripetuta anche in un video in cui muovo il fuoco da un fiore all'altro, senza incertezze.
Nikon Zfc e TTArtisan 50/0.95 su Sirui AM-254 con testina Artcise EB-36S
 
Conclusioni
E' in fibra ci carbonio.
Pesa 990 grammi.
E' lungo 42 cm ma si estende, volendo, fino a 160cm da terra.
Oppure a 8 cm da terra se ti serve.
E' ragionevolmente stabile, regge una testa adeguata.
Costa il giusto.
Viene consegnato con tutto quello che serve e anche il superfluo (braccino per montare uno smartphone o non so che altro, piedini a punta in alluminio se andate su una pietraia etc. etc.).
Sembra che sia fatto per durare.
Io in questi mesi l'ho usato a lungo senza il minimo inconveniente.
La colonnina opzionale è fatta benissimo.
La testina è decente, a quel prezzo. Usandola qualche piccola incertezza di rotazione se ne va via.
Pesa poco e ingombra poco.
La sacca è comoda, robusta, più che capiente.
Ho dimenticato qualche cosa ?
Si, costa meno di altri prodotti come il Leofoto. Per tacere dei gioiellieri europei o americani.

conosciamo già le scatolette TTArtisan, in un elegante cartoncino rivestito con una finitura che ricorda la tela.

Sul fianco le specifiche sono riportate con un adesivo.
Nikon Z : 438 grammi, 64x63mm, filtro da 58mm.
Tappo metallico a vite.
Finitura in nero e argento con iscrizioni in rosso e bianco.
Si tratta di un bell'oggetto tutto in solido metallo e vetro, equilibrato in mano e dal peso rassicurante (quasi quanto quello della Zfc).
TTArtisan sperimenta design differenti tra una generazione e l'altra dei suoi modelli. E se prima si limitava a mantenere un'aspetto familiare con gli apparecchi fotografici Leica, adesso spazia.
A prima vista questo obiettivo mi ricordava qualcosa ma mi sfuggiva esattamente cosa.
Poi uno sguardo ai vecchi obiettivi dell'armadietto mi ha fatto tornare in mente subito.
L'estetica è ripresa dalla seconda generazione di obiettivi Meyer-Optik di Gorlitz della seconda metà degli anni '50.

come questo simpatico Primotar 3.5/135mm del 1957 che conservo insieme ad una Exakta degli stessi anni.
Materiale prodotto in Germania Est, vicino alla vecchia fabbrica Zeiss, con schemi anteguerra e una finitura meno appariscente dell'alluminio spazzolato dei primi Trioplan etc.
COME E' FATTO

il design resta elegante, può piacere oppure no, sicuramente incontra il gusto un pò retro che si può abbinare alla Zfc, non saprei dire se con la Z50 l'abbinamento possa essere esteticamente altrettanto convincente (mentre il funzionamento sarà assolutamente identico).

il tappo a vite, in alluminio verniciato in nero con incisi marchio e denominazione con finitura bianca.

ogni scritta è incisa nel metallo e poi verniciata. Anche i punti rossi sono incisi.
La baionetta è in solido metallo cromato.

un oggetto con aspetto premium, anche se venduto a circa €270

anche le iscrizioni sull'anello anteriore del portafiltri sono incise e poi verniciate.

diaframma completamente aperto, apertura per tutta l'area interna del sistema ottico.

la baionetta. Bisogna fare attenzione a montarlo rispettando il segnalino rosso per avere le indicazioni di distanze e profondità di campo dalla parte giusta perché l'obiettivo si monta anche dall'altro lato.
Non cambia nulla ma esteticamente è strano ...

proporzioni ridotte ma confermo che si tratta di un oggetto di pregio sul piano della costruzione e dell'ingegnerizzazione.

Il montaggio sulla mia Zfc è ineccepibile, senza incertezze e privo di forzature.


e a mio gusto fa bella mostra di se.

in quest'ultimo caso ho montato l'obiettivo su un tubo di prolunga Viltrox da 12mm per accorciare la distanza minima di messa a fuoco ed ottenere un "semi-macro".
Per finire un confronto con il mio TTArtisan 0.95/50mm full frame con attacco Leica M :

se le dimensioni contano, vi prego di notare la differenza importante nelle dimensioni dell'attacco. Testimoniano quanto apprezzeremo nel prossimo capitolo.
COME VA
Appunto. La prima cosa che sono andato a vedere è stata la vignettatura. In genere con i superluminosi la vignettatura è importante.
Qui c'è ma non è così evidente.
Per questo ho pensato di montarlo sulla Nikon Z9 per verificarne la copertura su un sensore più ampio.
Sorpresa, anche qui gli angoli non sono tanto compromessi. Anzi, di fatto possiamo dire che questo particolare obiettivo, copre abbastanza tranquillamente anche il formato 36x24mm.
Insomma, alla prova dei fatti, sia la Zfc he la Z9 offrono la stessa resa con questo obiettivo.
Che ha i suoi limiti intrinseci nella sua fase progettuale.

Non è un Nikon 58/0.95 Noct e nemmeno un Nikon Z 50/1.8 S. Per capirci, al netto della difficoltà di messa a fuoco e della ridottissima profondità di campo alla minima distanza di messa a fuoco (0.5 metri), questo obiettivi non è mai nitido.
Non lo è a f/0.95, e ci può stare benissimo anche se oramai siamo abituati a progetti ottici che a tutta apertura vanno come quando sono chiusi di 3 o 4 stop, ma non lo è nemmeno chiudendo ad f/2.8 o ad f/4, anche se le cose migliorano, probabilmente perché diventa più profondo il campo nitido.
Ma non è certo questa la ragione per dotarsi di questo obiettivo. Ci sono qualità che faranno letteralmente felice il creativo, chi nella fotografia non cerca solo la nitidezza a tutti i costi.
 
sfuocati ed aberrazione cromatica assiale (ampiamente prevedibile, nessun obiettivo ne é esente, nemmeno se costa 8000 euro)

sfuocato creativo

tutto sfuocato (vignettatura ?)


Archie che si gode il fresco
Quattro gradazioni di green




due interpretazioni diverse dello stesso fiore


e cercando un'altra luce

a fuoco il primo

a fuoco il secondo

aprendo le ombre in esposizione

in primo piano, onirico, con il tubo di prolunga



luci diverse e inquadrature diverse

sfuocati

cercando di mettere a fuoco bene (su treppiedi e con ingrandimento a display)

ancora con tubo di prolunga
e chiaramente una creatura umana, pregata di stare congelata il più possibile






impegnativissimo rendere il massimo dell'immagine, sfruttando le peculiarità di questo obiettivo magico, senza al contempo mortificare le qualità del soggetto.
Già mettere a fuoco è difficile, cercare l'inquadratura con il giusto rapporto per lo sfondo in modo da valorizzare lo sfuocato. La luce.
Diciamo che non è un oggetto per fotografi privi di fantasia o che si fermano al primo scatto.
Queste foto di Ginevra vengono da una selezione di 103 scatti diversi.
Conclusioni
Insomma, si sarà capito che è sconsigliatissimo a chi cerca prestazioni ottiche allo stato dell'arte, è un obiettivo destinato a chi sa inventarsi immagini anche da soggetti di poco valore e che all'occhio non direbbero nulla così nel loro contesto. Esplorando la realtà con uno sfuocato che per i nostri occhi è assolutamente inusuale, le cose cambiano.
Ma bisogna saperlo sfruttare al meglio, non facendosi frustrare o condizionare dai suoi limiti, anzi, utilizzandoli come forma di espressione.
A favore
economico per un obiettivo così luminoso. Solo qualche anno fa non avremmo mai creduto di poter comprare obiettivi f/0.95 senza accendere un secondo mutuo sulla casa copre anche il formato full-frame, sebbene con prestazioni inferiori al modello specifico sempre di TTArtisan (che purtroppo è disponibile solo con attacco Leica M) costruito come si faceva una volta, con tecniche dispendiose e ottima qualità dei materiali. Lavorazione impeccabile (purtroppo abbiamo trovato altri obiettivi cinesi con filettature approssimative, fresature imprecise, addirittura con riccioli di alluminio della lavorazione ancora attaccati) disponibile per attacco Nikon Z vignettatura minima, resistenza ai riflessi buona per un f/0.95 creativo al massimo, se il fotografo è creativo. Adatto anche al video per chi sappia servirsene come si deve Contro
prestazioni ottiche mediocri in termini di nitidezza al centro che diventa pessima ai bordi e agli angoli. In teoria si dovrebbe chiudere il diaframma ad f/2.8-f/4 per avere le migliori qualità : ma che senso avrebbe ? Un obiettivo f/0.95 lo si compra per usarlo SEMPRE ad f/0.95 aberrazione cromatica assiale a catinelle (sia magenta che verde). Ma è normale per un superluminoso come questo l'anello dei diaframmi è in una posizione un pò difficile da ritrovare al tatto (ma sinceramente io l'ho usata solo per provarla ....) difficilissimo mettere a fuoco (ma è una questione da mettere in conto con qualsiasi obiettivo così luminoso) Non mi viene in mente altro, se non sottolineare che l'ho usato molto a lungo per poterlo capire bene come ho fatto a suo tempo col suo fratellone full-frame.
Ringrazio TTArtisan per avermelo fatto conoscere, avendo già l'altro l'avevo in qualche modo trascurato.
Mi sento di consigliarlo solo a chi sia in grado di capirlo ed abbinarlo adeguatamente. A dispetto del prezzo abbordabile, non è un obiettivo per tutti.
Ma questo, nel mio modo strano di vedere la vita, non è un difetto
Nei commenti qualche video dimostrativo delle sua caratteristiche ottiche. Ho cercato di mantenere l'effetto che avreste a mirino mentre trafficate con la messa a fuoco o col diaframma.
Spero che vi chiariscano il punto.
Tutto il resto però, lo deve aggiungere il fotografo.
Io, usandolo - l'ho anticipato a Max per telefono - mi sono divertito come un matto !
IL PRIMO PASSO PER IL CONTENUTO VIDEO DI LIVELLO SUCCESSIVO: LA NIKON Z 30 È REALIZZATA PER I CREATORI
Amsterdam, Paesi Bassi, 29 giugno 2022: Oggi, Nikon è lieta di annunciare una straordinaria fotocamera per vlogging, la Nikon Z 30. Piccola, capace ed estremamente semplice da usare, la fotocamera mirrorless Z 30 è la scelta per tutti coloro che desiderano andare oltre l'uso dello smartphone e creare vlog dall'aspetto migliore e dal suono migliore, mantenendo i feed fotografici coinvolgenti con fotografie ricche di dettagli.
    Dall'unboxing dei prodotti alle ricette, dai viaggi al parkour, la Z 30 consente di creare con facilità vlog vibranti e di qualità professionale con la chiarezza, la profondità di campo e l'audio nitido che ci si aspetta da vlogger e streamer di altissimo livello. Il sensore di immagine in formato DX della fotocamera (molto più grande del sensore di immagine di uno smartphone) consente di ottenere video nitidi e ricchi di dettagli, che non è possibile ottenere con uno smartphone. I vlogger sono in grado di registrare riprese lunghe fino a 125 minuti di sequenze video ininterrottamente in 4K UHD (30p) ed è disponibile l'autofocus permanente durante la registrazione. La Z 30 utilizza l'intera larghezza del sensore per offrire il 100% (circa) del campo visivo e la qualità audio è eccellente, per gentile concessione del microfono stereo incorporato della fotocamera o di un microfono esterno.
Non è mai stato così semplice creare contenuti che catturano l'attenzione dell'osservatore. Non vi è alcun limite alle storie che possono essere raccontate utilizzando la Z 30 e la gamma di obiettivi NIKKOR Z in rapido aumento di Nikon. Il monitor touchscreen ad angolazione variabile semplifica le riprese da qualsiasi angolazione, mentre un'impugnatura profonda consente riprese stabili a mano libera, anche tenendo la fotocamera alla lunghezza del braccio. Cambiare l'aspetto di un vlog è facile come cambiare gli obiettivi e la Z 30 è ricca di funzioni automatiche avanzate per un controllo ancora più creativo. Anche se i vlogger immaginano il proprio contenuto in evoluzione, la Z 30 fornisce loro lo spazio per trasformare queste idee in realtà.
Zurab Kiknadze, Product Manager di Nikon Europe, ha dichiarato: "Siamo davvero entusiasti di accogliere il membro più giovane della famiglia Nikon Z. Questa fotocamera per vlogger piccola ma potente è un notevole miglioramento rispetto ad uno smartphone. Gli utenti non solo ottengono un sensore di immagine molto più ampio, che è fondamentale per catturare sequenze che spiccano, ma possono anche avere la libertà di incrementare il proprio kit man mano che aumentano le loro abilità o se desiderano provare a creare nuovi stili di contenuti".
RIEPILOGO DELLE FUNZIONI PRINCIPALI: NIKON Z 30
Vlog di livello superiore: registra fino a 125 minuti di sequenze video ininterrottamente in 4K UHD (30p). Cattura i follower con timelapse o slow motion fluidi in Full HD (120p).
Entusiasmante qualità dell'immagine: l'ampio sensore CMOS in formato DX da 20,9 MP assicura video e fotografie ricche di dettagli. La funzione riduzione vibrazioni elettronica di Nikon garantisce che le sequenze video appaiano sempre belle e stabili.
Audio nitido e preciso: acquisisci audio eccellente attraverso il sensibile microfono stereo incorporato o tramite un microfono esterno. Controlla l'ambiente con la funzione di attenuazione vento incorporata.
Monitor touchscreen ad angolazione variabile: facilita la ripresa di vlog o selfie in prima persona.
Modo AF video: utilizza l'autofocus permanente per riprese fuori fuoco. Ideale se stai riprendendo azioni o vlog in prima persona mentre sei in movimento.
Modo autoritratto: ruota il monitor in avanti e la fotocamera libera lo schermo per ottenere una visualizzazione autoritratto senza ostacoli.
AF con rilevamento animali e occhi: disponibile per fotografie e video. Mantiene la messa a fuoco sugli occhi delle persone o su quelli di cani e gatti, anche se si girano momentaneamente lo sguardo dalla fotocamera.
11 fps: ripresa in sequenza ad alta velocità con AF/AE completo consente di catturare perfette fotografie e istantanee nel cuore dell'azione.
Riprese senza sforzo: il pulsante REC video è posizionato sopra la fotocamera per un facile accesso in qualsiasi orientamento e gli utenti possono salvare impostazioni separate per video e fotografie, quindi di passare da un'impostazione all'altra in base alle necessità.
Creative Picture Control: 20 filtri integrati nella fotocamera per video e fotografie. Tutti personalizzabili e visibili in tempo reale durante le riprese.
Facile connessione e condivisione: Con il Bluetooth e il Wi-Fi è facile connettersi praticamente in qualsiasi luogo. L'app SnapBridge di Nikon consente agli utenti di trasferire video e fotografie sul proprio dispositivo smart.
Cavo USB di tipo C incluso: collegati per fornire un'alimentazione costante alla Z 30: esegui vlog livestream e carica contemporaneamente la batteria della fotocamera.
Obiettivi intercambiabili: scegli dalla gamma completa degli obiettivi NIKKOR Z oppure monta l'adattatore baionetta FTZ II di seconda generazione opzionale di Nikon e utilizza obiettivi con supporto NIKKOR DSLR con baionetta F-Mount di Nikon.
Accessori per il vlogging: compatibile con una miriade di popolari accessori per il vlogging. Gli utenti possono anche acquistare kit per vlogger appositamente curati da Nikon, con tutta l'attrezzatura necessaria per portare i propri vlog a un livello superiore.
 





CARATTERISTICHE TECNICHE
Tipo
Nikon Z-Mount
Formato
FX
Lunghezza focale
400 mm
Apertura massima
f/4.5
Apertura minima
f/32
Schema ottico
19 elementi in 13 gruppi (inclusi 1 elemento ED, 2 elementi super-ED, 1 elemento SR, elementi con trattamento Nano Crystal Coat e una lente anteriore con trattamento al fluoro)
Angolo di campo
Formato FX: 6° 10', formato DX: 4°
Sistema di messa a fuoco
Sistema di messa a fuoco interna
Distanza minima di messa a fuoco
2,5 m
Massimo rapporto di riproduzione
0,16x
Riduzione vibrazioni
Decentramento ottico con motori voice coil (VCM)
Numero di lamelle del diaframma
9 (apertura circolare del diaframma)
Escursione diaframmi
Da f/4.5 a 32
Rivestimento
Trattamento Nano Crystal Coat, trattamento al fluoro
Dimensione attacco filtro
95 mm (P = 1,0 mm)
Diametro x lunghezza (estensione dall'innesto dell'obiettivo)
Ca. 104 mm x 234,5 mm (diametro massimo × distanza all'estremità dell'obiettivo dalla flangia di innesto obiettivo della fotocamera)
Peso
Con il collare del treppiedi: circa 1245 g, senza il collare del treppiedi): circa 1160 g
Autofocus

Messa a fuoco interna

Messa a fuoco
Auto, manuale
Selettore messa a fuoco
Due posizioni: FULL (∞-2,5 m) e ∞ to 6 m





FAI PIÙ STRADA CON IL NUOVO NIKKOR Z 400MM F/4.5 VR S
Amsterdam, Paesi Bassi, 29 giugno 2022: Oggi Nikon è lieta di annunciare un nuovo super teleobiettivo a lunghezza focale fissa, l'obiettivo NIKKOR Z 400m f/4.5 VR S. Progettato per un'estrema portabilità, questo obiettivo consente ai fotografi di sfruttare la lunghezza focale del super teleobiettivo da 400 mm e la sbalorditiva qualità dell'immagine S-line, in un formato leggero e da viaggio.
    Fauna selvatica, sport, azione veloce, ritratti distanti. Grazie alla lunga portata, alla risoluzione eccezionale e alla comoda maneggevolezza, questo super teleobiettivo resistente, compatto e leggero mette tanti scatti a portata di mano. Con un peso di soli 1245 g circa e una lunghezza totale di soli 234,5 mm, la costruzione incredibilmente portatile rende il NIKKOR Z 400mm f/4.5 VR S l'obiettivo più avanzato. I fotografi possono persino tenere montato questo super teleobiettivo sulla fotocamera quando si cammina, rendendo più semplice raggiungere i migliori punti di vista.
Fotografie o video, l'eccezionale potenza di risoluzione di questo obiettivo S-line garantisce immagini con splendidi effetto bokeh, colore, contrasto e chiarezza. La potente tecnologia VR ottica di Nikon garantisce la stabilità degli scatti, mentre la funzione Synchro VR consente fino a 6 stop di compensazione quando l'obiettivo è abbinato al modello Z 9. L'apertura massima di f/4.5 offre numerose opportunità di lavorare in modo creativo con la luce disponibile, e le prestazioni AF sono veloci, accurate ed eccezionalmente discrete. Inoltre, questo super teleobiettivo supporta l'utilizzo dei moltiplicatori di focale Z, in grado di estendere la portata a 560 mm o 800 mm.
Il design equilibrato mantiene l'obiettivo più vicino al corpo macchina della fotocamera, rendendo più semplice effettuare una panoramica e interromperla in modo fluido. I fotografi possono anche tenere l'obiettivo in una posizione più comoda durante le riprese a mano libera e prendere posizione più rapidamente per catturare gli attimi fuggenti. I controlli sono pienamente personalizzabili e una tenuta climatica avanzata mette al sicuro sia l'obiettivo che la fotocamera.
Zurab Kiknadze, Product Manager di Nikon Europe, ha dichiarato: "Questo entusiasmante nuovo obiettivo da 400 mm consente di portare la ripresa con il super teleobiettivo a un nuovo livello di fluidità e reattività. Qualunque cosa riprendi il livello di equilibrio e maneggevolezza implica che nessuno scatto è fuori dalla tua portata. Inoltre, non ti sentirai appesantito se stai percorrendo lunghe distanze per trovare il posto migliore o il tuo soggetto".
RIEPILOGO DELLE FUNZIONI PRINCIPALI: NIKKOR Z 400MM F/4.5 VR S
Super teleobiettivo portatile: lunghezza focale di 400 mm. Pesa solo 1245 g circa per una lunghezza totale di soli 234,5 mm.
Design equilibrato: l'obiettivo è più vicino al corpo macchina della fotocamera, rendendo più semplice effettuare una panoramica e interromperla in modo fluido.
Apertura massima f/4.5: bellissimi effetti bokeh e una notevole profondità di campo consentono di isolare i soggetti da sfondi affollati. L'azione veloce è facile da immortalare.
Ottiche ad elevate prestazioni: Il trattamento Nano Crystal Coat di Nikon riduce immagini fantasma e flare. Le lenti in vetro ED, Super ED e SR di Nikon controllano l'aberrazione cromatica dal centro al bordo dell'immagine.
Messa a fuoco velocissima e discreta: L'AF è veloce, accurato ed eccezionalmente discreto. L'inseguimento del soggetto è fluido in qualsiasi situazione, dalla fotografia di corse automobilistiche alla ripresa di uccelli o della fauna selvatica.
Stabilità straordinaria: La potente riduzione delle vibrazioni (VR) di tipo ottico presente nell'obiettivo di Nikon offre un vantaggio di 5,5 stop.¹ Se utilizzato con la Z 9, il sistema Synchro VR consente fino a 6,0 stop di compensazione.²
Comando personalizzabile: è possibile assegnare funzioni ai comodi pulsanti L-Fn e all'anello di controllo silenzioso. Usare il pulsante impostazione memoria per salvare le distanze di messa a fuoco.³
Tenuta climatica avanzata: la tenuta climatica e una guarnizione in gomma impediscono l'ingresso di polvere, sporco e umidità a tutte le parti mobili. Il trattamento al fluoro di Nikon facilita la pulizia dell'elemento anteriore dell'obiettivo.⁴
Compatibilità con il moltiplicatore di focale: è possibile estendere la portata fino a 560 mm con un MOLTIPLICATORE DI FOCALE Z TC-1.4x o fino a 800 mm con un MOLTIPLICATORE DI FOCALE Z TC-2.0x.
Nikon Monarch M7 è sinonimo di qualità.
I modelli M7 (8x e 10x, con obiettivi da 30 e da 42mm) rappresentano il top di gamma.
Hanno carrozzeria in metallo rivestita di gomma goffrata, lenti ED, impermeabilizzazione a tenuta stagna e trattamento antiriflesso integrale.
Soprattutto sono caratterizzati da un ampio campo visivo che consente una visione chiara e ampia, quasi "grandangolare".

il modello oggetto di questa prova è quello intermedio, l'8x42.
Qui rappresentato dietro al mio Prostaff 7s 8x30 per evidenziarne ingombro e volume differente.
L'oculare destro incorpora la correzione diottrica che presenta un blocco per evitare spostamento dopo la regolazione.
I due paraluce sono ampi e comodi. La visione con gli occhiali non ne risente "troppo".


i copriobiettivi sono dotati di anello che si avvolge al corpo del binocolo, rendendoli difficili da perdere. Nei modelli delle altre gamme invece devono essere vincolati alla cinghia, il che a volte può essere noioso (io detesto le cinghie e mi da fastidio essere obbligato a montarle !).

la sagoma aerodinamica dei due semicorpi, il ponte centrale con l'ampia ghiera di messa a fuoco
copriobiettivi su
 

e giù

vista anteriore con gli oculari, ben dimensionati.

si vede il trattamento antiriflesso in azione sotto a 1800 W/s di flash

 

paraluce estratti

dettaglio della ghiera di messa a fuoco, molto ben demoltiplicata. Orgogliosamente viene riportato l'angolo di campo, corrispondente ad oltre 60° di effettivo
 

le caratteristiche tecniche : 670 grammi, 14x13 cm. Ampia distanza di accomodamento dell'occhio (i modelli più piccolo stanno sui 15mm e rendono scomodo l'uso con gli occhiali), la grande pupilla d'uscita, indice di luminosità, ma soprattutto i 145 metri di campo visivo a 1000 metri.

accessori dei due modellie 8x30 e 8x42 che condividono l'impostazione

COME VA SUL CAMPO
splendido in ogni circostanza, sia in piena luce che all'imbrunire.
Comodo da "indossare", facile da regolare sia con gli occhiali che senza. La regolazione diottrica è un pò dura ma la cosa non guasta, tanto una volta sistemata non si deve più toccare.
La ghiera di messa a fuoco è ampia, a portata di dita, rapida ma soprattutto ben ferma una volta messa a punto.
Complessivamente l'esperienza è ottima.
Non é un peso piuma ma si tengono benissimo in mano, anche per molto tempo.
Si apprezza sempre l'ampio campo di visione, se questo binocolo è usato per avvistamento, più che per osservazione.
Nel caso inverso, ricordo che c'è il modello 10x che condivide tutta la struttura, tranne gli oculari.



CARATTERISTICHE OTTICHE
Effettivamente l'aberrazione cromatica bisogna andarsela a cercare.
Nessuna vignettatura in nessun caso, anche usando - come sono costretto a fare io - gli occhiali.
Un filo di distorsione geometrica a cuscinetto verso la trequarti del campo inquadrato. Ma solo se guardiamo a linee geometriche perfette.
Ma soprattutto lascia sbigottiti la chiarezza di visione, la nitidezza dell'immagine a tutto campo, la capacità di separazione del primo piano dagli altri oggetti, caratteristica di tutti i binocoli Nikon, caratterizzati - tutti - da qualità analitiche elevate, che mi lasciano sempre sbigottito.
Sinceramente non riesco a trovare un difetto. O forse si, il cartellino del prezzo (circa 600 euro su Amazon.it, con garanzia Nital 10 anni).

è un binocolo molto elegante che, senza essere sfacciato, dice chiaramente di essere un prodotto premium, sebbene non della massima fascia di prezzo.
Ma per prestazioni, per avere di più, bisogna spendere cifre a 3 zeri. E sinceramente per un 8x42 da avvistamento non saprei se sia il caso.

dettaglio dell'interno con gli attacchi delle lenti

la pupilla con in primo piano i riflessi delle superfici trattate - benissimo - dei prismi a tetto.

altro dettaglio degli oculari

finezza, no poi così necessaria in questo binocolo, l'attacco per l'adattatore da treppiedi a vite. Ma questo è un binocolo da usare a mano libera.
Chiudo col raffronto dimensionale tra 8x42 e 8x30, sono due binocoli di classi diverse ma le dimensioni sono confrontabili e consentono di capire dove stia la differenza tra un 42 e un 30.
Qualità che si apprezzano quando c'è meno luce, più che sulle caratteristiche generali e che hanno consentito ai progettisti Nikon di fare un binocolo luminoso, nitido, ben proporzionato.
A volte troppo piccolo non è un pregio, salvo che non sia necessario avere veramente un oggetto compattissimo perché in casa si hanno già binocoli più grandi (è il mio caso, che amo i 16x e i 20x).



I riflessi del flash (verdi nel Prostaff in alto, neutri nel Monarch con lenti ED) fanno chiaramente capire la diversa classe di appartenenza.
Insomma, devo dare un giudizio complessivo ?
Binocolo premium, di ottime caratteristiche e di qualità ottiche ben equilibrate. Farà felice ogni felice possessore.
Ringraziamo Nital Spa, distributore per l'Italia di tutti i prodotti Nikon, per il prestito in visione.


Io adoro i forti ingrandimenti e le lenti importanti.
Ma qualche volta è necessario avere per le mani un apparecchio compatto e leggero. Il mio Monarch 10x56 è fantastico ma è grosso e pesa più di un chilo.
Alla ricerca di un modello più compatto e dal buon rapporto prezzo prestazioni mi sono studiato la linea dei Prostaff, binocoli caratterizzati da design moderno e funzionale, sfruttando le potenzialità offerte dai prismi a tetto, e dal prezzo abbordabile.

qui a confronto con il mio Monarch 10x56 già oggetto di prova su queste pagine

 
qui il corpo è in policarbonato rinforzato in fibra (anziché in metallo). I copriobiettivi sono staccati. Ma per il resto l'impostazione è simile

in rilievo le specifiche, dorate

riportate davanti

e dietro dove c'è anche l'ingrandimento e l'angolo di campo apparente

vista lago lato obiettivo

e oculare dove possiamo vedere la pupilla e il complesso delle superfici riflettenti interne.

qui invece in primo piano il meccanismo di snodo per cercare il miglior confort di visuale a seconda della distanza tra i propri occhi. I punti luce illuminati di verde ci dicono qualche cosa del trattamento superficiale ma ancora di più della composizione dello schema ottico che non fa uso, come nella serie Monarch, di lenti ED.

il corpo è rivestito di superfici texturizzate a prova di scivolo.
Maneggevole e compatto, sta benissimo in mano.
Pesa poco più di quattro etti e trova posto in qualsiasi borsa o zaino.

le caratteristiche prese dal sito Nikon Imaging.
L'estrazione pupillare è un filo meno dell'ideale. Ed infatti nell'uso con gli occhiali si nota.
Rimarco comunque le dimensioni di 12x12 cm per 5 di profondità e il peso di 415 grammi.
Il campo visivo è un filo contenuto come confermato dalla visione a 1.000 metri, di 114 metri, più simile a quella di un 10x che di un 8x.

nell'osservazione a distanza, questo si avvicina all'inquadratura permessa da un 300mm in fotografia a 35mm.

 

Mi è arrivato nella classica scatola dei binocoli Nikon




acquistato su Amazon, è Nital con garanzia regolare di 10 anni.

l'intero contenuto

più i manuali








non vi spaventate di queste riprese di studio che lo fanno sembrare enorme, è piccolissimo.

come confermato in questa immagine che lo vede davanti ad un Monarch M7 8x42 con in fondo il Monarch 10x56.

qui le cose ridiventano "normali", con i paraluce estesi. Notare la dimensione generosa della ghiera di messa a fuoco.

qui in dettaglio, in evidenza anche la regolazione diottrica, sull'oculare destro.

qui ripresa da sotto

Made in China ma comunque con matricola regolare.

i copriobiettivi. Gli unici elementi insieme alla mascherina coprioculari, chiaramente "cheap".
COME VA ?
Ho detto che è compatto e leggero ? Beh, lo ripeto, è compatto e leggero.
Ma è anche robusto, sembra un bull-dog.
In mano sta benissimo nonostante la taglia minuscola.
Si regola al volo sia per quanto riguarda la distanza interpupillare che per la messa a fuoco.
E' effettivamente un pò ridotta l'estrazione pupillare. Tutto sommato, regolata la correzione diottrica, mi sono trovato meglio senza occhiali.
Ma con i paraluce ritratti anche con gli occhiali - da sole o da vista - si usa bene.
La messa a fuoco è fluida e decisa. Io riesco a seguire bene anche persone in movimento. Persino i miei cani se non corrono.
Tutto sommato non è uno di quegli oggetti che ti fanno guardare male dai passanti, nessuno ha minacciato di chiamare la polizia mentre lo usavo sul lungo lago.
PRESTAZIONI
Nonostante gli obiettivi da 30mm - minuscoli effettivamente - la luminosità relativa è buona. Però sconsiglierei di prendere il modello 10x.
Evidentemente il trattamento delle superfici riflettenti dei prismi è funzionale. Per avere di meglio si deve necessariamente optare per un modello con lenti più grandi.
In termini di correzioni ottiche, le aberrazioni cromatiche si notano ma andandosele a cercare. Sono sottolineature verdi o magenta a seconda della caduta di luce.
Ottima la risposta ai riflessi.
Non ho notato alcuna vignettatura, quello che temevo come punto debole visti i 30mm.
La messa a fuoco minima è di poco più di 150 cm. Che potrebbe essere utile in qualche circostanza, anche se io vedo i binocoli strumenti per vedere almeno a qualche decina di metri.
Abbastanza evidente una distorsione a cuscinetto, spostandosi verso la tre quarti dell'immagine, da entrambi i lati.
Nel complesso però - vista la destinazione di un binocolo di questa classe, pagato 164 euro - la visione mi pare senza pecche.
Eccellente l'acuità che permette di leggere quanto i vostri occhi vi permettono di distinguere a seconda della distanza.
Al centro l'immagine è nitidissima e materica.
Permane l'effetto di stacco dallo sfondo del piano di messa a fuoco, tipico di tutta questa classe di binocoli, che rende la visione da effetto wow ma un filo bidimensionale per lo schiacciamento degli oggetti.
CONCLUSIONI
Mi aspettavo di peggio. Anzi, non sapevo cosa aspettarmi.
Ma nella realtà credo che questo sia uno dei miei migliori acquisti di materiale Nikon degli ultimi anni.
Con questi soldi non si compra nessun obiettivo, qui abbiamo un bel binocolo impermeabile, ben costruito, leggero, compatto, prestazionale, poco costoso, facilissimo da usare e che non richiede alcun accorgimento per sfruttarlo al meglio. Facilmente mi seguirà più dei suoi fratelli più potenti, per il pregio di sapersi nascondere nella borsa o nello zainetto.
Se devo trovare il pelo nell'uovo, veramente (perché la qualità un pò economica dei coprioculari e copriobiettivi o della cinghietta mi sembrano peccatucci veniali) è l'angolo di campo un pò ridotto.
Per il resto credo che per avere di meglio si debba salire di prezzo a livelli tali che forse non vale la pena spendere per un semplice 8x30 da "appoggio".
Intanto che provavo questo binocolo di cui sono assolutamente soddisfatto, mi informano dalla regia che è uscita la nuova linea Prostaff P7 di cui abbiamo dato notizia in questi giorni.
Le caratteristiche del modello 8x30 sono simili ma ...

il campo visivo è nettamente superiore (8.7° e 152 metri contro 6.5° e 115 metri) a costo di dimensioni e peso leggermente superiore.
Ne proveremo uno se sarà disponibile per vedere come Nikon è riuscita a migliorare un progetto già di livello estremamente interessante.





se non vi basta un Prostaff 7s, Nikon vi propone un Monarch M7, qui in versione 8x42 e lenti ED. E' bello poter scegliere tra oggetti di questo livello.
"Papà, papà, me lo compri il vestitino verde menta ?
Ma Bella, stai bene così, perché vuoi il vestitino nuovo ?
Perché il verde menta è di moda quest'anno ed io voglio fare la modella !"
Tanto ha insistito Bella, stanca di essere scambiata sempre per la gemella Gigi che a nulla sono servite le mie rimostranze.
"Guarda che il tuo vestitino non si può cambiare, bisogna deciderlo in anticipo ed io e la mamma avevamo deciso per tenerti come tua sorella."

Ma niente, come ogni figlia femmina col papà, Bella sa essere esasperante all'infinito. E quindi l'ha avuta vinta lei.
Tanto abbiamo fatto che ... è stata decisa la sostituzione.
Quindi la Bella originale è diventata un'altra Bella, tutta di verde menta vestita

eccola, appena arrivata via DHL
***
Uscendo dal quadretto familiare che vede me e la mia Nikon FA argento, orgogliosi genitori di due fantastiche Nikon Zfc, sulle pagine di Nikonland abbiamo parlato spesso della possibilità di personalizzazione delle pelli della Zfc ma non ne abbiamo mai mostrata una.
Confermo che l'unica opzione per averne una nei colori previsti da Nikon è quella di ordinarla già ... colorata. Ce ne sono in pronta consegna direttamente sul Nikonstore.it (in questo momento scontata di 100 euro da questa pagina) dove è possibile scegliere il colore preferito. Ma sono sicuro che anche il vostro negoziante di fiducia saprà farvela avere come il resto del materiale fotografico Nikon.
Mentre una volta deciso il colore, originale oppure opzionale, non è possibile farselo cambiare.
Quindi siate chiari con le vostre ... figlie. Il vestitino è per sempre.
Noi abbiamo scelto un primaverile e fresco verde menta, elegante con il nero e con l'argento ma altrettanto giovanile e disimpegnato, rispetto ai vari grigi o cuoio. In quanto al rosa, va bene per le teen-ager, non per Bella.
Ed eccola qua che si mostra per la prima volta su queste pagine






qui lasciando un tono di azzurro per raffreddarne la tinta
Che invece può apparire neutra in luce naturale




notare la finezza del cerchietto di pelle verde anche sul tasto funzione

oppure più calda in un tono di giallo in luce artificiale in interni (immaginiamo in un pub come spopolerebbe !)




 
Bella, che si stufa dei vestiti quanto dei fidanzati, ha voluto anche farsi ritrarre con due nuovi boyfriends di cui parleremo presto su Nikonland

uno autofocus

e uno più vecchia scuola, metallo e argento. Lo chiamano King of Bokeh, devo informarmi se è una cosa di cui debba preoccuparmi per la mia bambina ...

riflesso verde su vestito verde ... 
 

bella3.mp4
Trovata su Amazon.it a circa 50 euro, comprata con consegna in pochi giorni.
E' la più potente, almeno nelle promesse, tra le prime batterie "universali" compatibili con la nuova EN-EL18d, quella introdotta con la Z9.
Si presenta in una anonima confezione di cartone

che reca la proveneinza e il tramite (Germania)

ma naturalmente è prodotta in Cina.

le specifiche di targa parlano di 10.8 Volt di tensione, 3500 mAh di capacità di carica per 37.8 Wh.

questo trio mostra la perfetta somiglianza meccanica tra le mie batterie di casa. Sopra una EN-EL18b, che usavo con D500 e D850, sotto a sinistra la EN-EL18d della Z9, a destra, la Dot.Foto che presenta una capacità leggermente superiore all'originale.


le due batterie oggetto del confronto

la Nikon ha sotto la carrozzeria il sigillo di autenticità. Ma la Dot.Foto non è una contraffazione, manifesta la sua compatibilità con orgoglio tutto cinese.

i contatti e le meccaniche sono identici. Anche le scocche.
Cambia l'etichetta e, appunto, il sigillo olografico di autenticità. Diffidate delle false batterie. Una cinese deve mostrare quello che è, costare molto meno dell'originale (circa 207 euro iva inclusa) ma offrire piena compatibilità.

la Nikon, made in Japan, lotto di settembre 2021 (da Panasonic ?)

la cinese

i contatti

compatibilità anche con il guscio esterno della Z9

che ovviamente la digerisce perfettamente.

all'arrivo l'ho trovata carica circa per due terzi

e l'ho caricata interamente con il caricabatterie della Z9, il Nikon MH-33. Non mi risulta che per ora esistano caricabatterie compatibili cinesi.
La ricarica avviene con il consueto ciclo smart. Ricarica a circa il 90% in relativamente poco tempo, poi ciclo di carica scarica lento per arrivare con sicurezza al 100%.

ho provato anche a ricaricarla direttamente sulla Z9 che la digerisce perfettamente come se fosse la batteria Nikon.
Il processo avviene alla regolare tensione di circa 20 V consentiti dalla porta USB-C della Z9. E' indolore, come con la batteria Nikon.

l'ho anche usata fino a scaricarla del tutto.
Facendo circa 22.000 scatti e 30 minuti di video in tutto, in due mattinate piene.
Tanto da veder comparire per la prima volta in vita mia l'avviso ... che mi dice di caricare la batteria (di una ammiraglia !).

la carica piena ha richiesto 3.804 mAh, leggermente di più del dato di targa. Ci sta perché ci possono essere perdite nel processo smart.
Ma in buona sostanza la batteria conferma le specifiche, sia di tensione che di capacità.
Nell'uso non ho notato nulla di sconveniente. La Z9 pensava di avere una EN-EL18d dentro di se, mentre la EN-EL18d originale era nello zaino.
Ho scattato in autodromo con sole, pioggia e vento.
Non ho avuto inconvenienti di temperature anomale. Nonostante io non mi sia fermato un attimo ed abbia quasi sempre scattato ai "canonici" (per la Z9) 30 fps in formato pieno.
Quindi, promossa a pieni voti ?
Ni. Nel senso che nell'uso tranquillo di una giornata di lavoro (delle mie) non vedo inconvenienti.
Salvo uno. L'indicatore di stato di carica, ovvero la percentuale di carica residua per gli scatti effettuati

è tutto fuorché fedele.
In pratica, il primo giorno, fatti 11.950 scatti e decine di video, sono tornato con circa il 70% di carica residua.
Generalmente io ricarico a sera la batteria, in modo da averla carica al 100% per il giorno dopo.
Ma questa volta volevo vedere come andavano le cose.
Il mattino dopo mi sono trovato dall'inizio una percentuale di carica residua del 67% che poi è diminuita repentinamente verso il 55% per poi scendere ulteriormente al di sotto del 35%.
Morale, credevo di avere il 70% di residuo, invece ero a meno del 50% e a fine giornata, pur avendo fatto meno scatti del giorno prima (10.750) sono arrivato a casa "quasi" in riserva, con solo il 7% di carica residua.
Poco male, perché la batteria comunque va, va bene. Bisogna solo evitare di affidarsi all'indicazione di carica della macchina.
Evidentemente, nel fare il reverse engineering del microchip della EN-EL18d originale, i tecnici cinesi non hanno "copiato" bene, oppure esiste una differenza di interpretazione dei dati che impedisce una corretta comunicazione tra fotocamera e batteria.
Probabilmente lo risolveranno con un prossimo set di produzione, essendo impossibile cambiare il firmware di una batteria se non in fabbrica, processo impraticabile.
Motivo per cui dò un giudizio su questo prodotto di :
COMPATIBILE MA NON CONSIGLIATA COME PRIMA BATTERIA
adeguata alle necessità di batteria di scorta, per uso di emergenza, in caso si scarichi la batteria principale che io consiglio destinare sempre ad una Nikon EN-EL18d originale.
Fa premio il prezzo e nel mio caso, che nelle mie condizioni d'uso non necessito di una seconda batteria, rendono troppo costoso l'acquisto di una seconda EN-EL18d che sarebbe sempre destinata a "fare flanella" nella borsa.

TOKYO - Nikon Vision Co., Ltd., (Nikon Vision), una sussidiaria di Nikon Corporation (Nikon), è lieta di annunciare il rilascio della nuova serie di binocoli PROSTAFF P3. Questi sono i modelli successori del PROSTAFF 3S, mentre i modelli 8x30 e 10x30 estendono ulteriormente questa gamma di marchi.
I binocoli della serie PROSTAFF P3 offrono un ampio campo visivo apparente (62,9° per 10x42, 62,6° per 8x30) che consente agli utenti di catturare facilmente un soggetto, rendendo questi modelli particolarmente attraenti per i principianti. Il rivestimento multistrato viene applicato alle lenti e il rivestimento a specchio in lega d'argento ad alta riflettività viene applicato sulle superfici a specchio dei prismi. Tutto questo si combina efficacemente per fornire un'immagine chiara e luminosa.
I binocoli Nikon PROSTAFF P3 sono particolarmente ideali per i principianti e possono essere utilizzati per l'osservazione della natura, il birdwatching e molte altre attività all'aperto.
 
Caratteristiche principali
Ampio campo visivo apparente (62,6° per 8x30, 62,9° per 10x42) Rivestimento a specchio in lega d'argento ad alta riflettività applicato sulle superfici a specchio dei prismi per una visione chiara e luminosa Lenti con rivestimento multistrato per immagini luminose Il design a estrazione pupillare lunga garantisce un campo visivo chiaro, anche per chi indossa gli occhiali Per tutte le lenti e i prismi viene utilizzato vetro privo di piombo e arsenico Le conchiglie oculari in gomma girevoli e scorrevoli con multi-click facilitano il posizionamento facile degli occhi al corretto punto di vista Impermeabile (fino a 1 m/3,3 piedi per 10 minuti) e antiappannamento con guarnizioni O-ring e gas azoto Armatura in gomma per resistenza agli urti e una presa salda e confortevole Il corpo leggero utilizza resina in policarbonato rinforzata con fibra di vetro  


 

9 giugno 2022
TOKYO - Nikon Vision Co., Ltd., (Nikon Vision), una sussidiaria di Nikon Corporation (Nikon), è lieta di annunciare il rilascio della nuova serie di binocoli PROSTAFF P7. Tutti i modelli sono stati ridisegnati con un nuovo esterno e sono ancora più avanzati dei precedenti binocoli PROSTAFF 7S che si sono guadagnati un'ottima reputazione.
I binocoli della serie PROSTAFF P7 offrono un ampio campo visivo apparente (62,9° per 10x42, 62,6° per 8x30) che offre una visione spettacolare e impiegano un sistema di bloccaggio dell'anello di regolazione delle diottrie per prevenire la rotazione involontaria.
Il rivestimento multistrato viene applicato a tutte le lenti e prismi. Ai prismi a tetto vengono applicati il rivestimento dielettrico del prisma multistrato ad alta riflettività e il rivestimento di correzione di fase. Tutto questo si combina efficacemente per offrire un campo visivo luminoso e una fedeltà cromatica naturale. Il rivestimento idrorepellente e idrorepellente applicato alla lente dell'obiettivo e agli oculari consente di eliminare facilmente macchie come le impronte digitali.
I binocoli Nikon PROSTAFF P7 sono ideali per tutti i tipi di attività all'aperto, inclusi birdwatching e osservazione della natura, eventi sportivi ed escursioni.
Caratteristiche principali
Ampio campo visivo apparente (62,6° per 8x30, 62,9° per 10x42) Il rivestimento dielettrico del prisma multistrato ad alta riflettività garantisce un'uniformità di trasmittanza superiore su tutto il campo del visibile, ottenendo immagini più luminose e una fedeltà cromatica più naturale Prismi a tetto con rivestimento a correzione di fase per alta risoluzione Tutte le lenti e i prismi sono rivestiti multistrato per immagini più luminose Il rivestimento idrorepellente e idrorepellente applicato alla lente dell'obiettivo e agli oculari consente di eliminare facilmente macchie come le impronte digitali Il design a estrazione pupillare lunga garantisce un campo visivo chiaro, anche per chi indossa gli occhiali Il sistema di bloccaggio dell'anello di regolazione delle diottrie impedisce la rotazione involontaria Per tutte le lenti e i prismi viene utilizzato vetro privo di piombo e arsenico Le conchiglie oculari in gomma girevoli e scorrevoli con multi-click facilitano il posizionamento facile degli occhi al corretto punto di vista Impermeabile (fino a 1 m/3,3 piedi per 10 minuti) e antiappannamento con guarnizioni O-ring e gas azoto Armatura in gomma per resistenza agli urti e una presa salda e confortevole Il corpo leggero utilizza resina in policarbonato rinforzata con fibra di vetro  


Ho acquistato questo superzoom SIGMA poco tempo dopo aver preso la Z6. Lo scopo è  usarlo nella fotografia naturalistica in attesa di uno equivalente originale Z.
Dopo più di un anno di uso abbastanza intensivo penso di poter condividere le mie impressioni  e valutarne la convenienza su di un corpo macchina Nikon Z da 24 megapixel come la Z6 (occasionalmente l'ho usato anche sulla Z fc!). Un articolo mirato  che spero possa rivelarsi  utile a quei possessori di Nikon Z che se lo sono procurato o  pensano di procurarselo come soluzione più o meno temporanea.
Purtroppo per voi, sarà un test fortemente “ornitologico”, dovete perdonarmi, ma quello io fotografo  .
Finite le noiose premesse ecco la sostanza.
Ergonomia, non è leggerissimo,ma nemmeno eccessivamente pesante con i suoi circa 1,2kg se non vado errato (vado errato! Come Antonio puntualizza, il peso è circa 2kg), ben più leggero e maneggevole nel brandeggio anche a mano libera rispetto al fratello maggiore, la versione Sports. A 150mm è anche piuttosto compatto.
E' dotato di limitatore di messa a fuoco a tre posizioni: full, 10m-infinito, 2,8m-10m. Trovo che questa triplice possibilità di selezionare le distanze sia estremamente intelligente (utile) e non capisco come mai non sia presente su zoom di marche più famose.
Esiste un tasto di blocco per evitare il creeping, ossia che si allunghi se tenuto verso il basso durante il trasporto. Perché zoomando si allunga, e molto, siccome il maggior peso è rappresentato dal gruppo ottico frontale, questo può creare un certo affaticamento nell’uso a mano libera rispetto ad un obiettivo più centrato, ma io pur non essendo un gigante, riesco a lavorarci abbastanza a lungo.

Suggerimento importante. Il collare per il cavalletto prevede l’attacco di una cinghia per il trasporto che è in dotazione. E’ essenziale usare quello, al posto della cinghia della fotocamera, se volete portarvelo in giro appeso al collo o a tracolla per evitare sforzi inopportuni alla baionetta, non si sa mai. Vedi foto sopra.
Sempre riguardo al collare, il mio esemplare ha una certa tendenza ad impuntarsi all'inizio, appena allentata la vite sembra bloccato, occorre fare un certo sforzo iniziale (senza esagerare per evitare di far danni) e poi diventa normalmente fluido.
Come sappiamo la ghiera di messa a fuoco gira in senso opposto  rispetto agli obiettivi Nikon, (ma tanto oggi si usa quasi sempre l’autofocus).
Non è tropicalizzato, quindi non usatelo sotto la doccia.
Il paraluce è comodo e di facile montaggio/smontaggio.
Non ce l'ho da troppo tempo per dire se sia robusto o meno, ma lo tratterei con la dovuta attenzione, senza abusi, ma senza eccessiva preoccupazione. Non mi pare un carrarmato ma nemmeno fragilissimo.
L’ Autofocus. L’autofocus dipende dall' obiettivo  ma anche dalla fotocamera. Il SIGMA 150-600 C sulla Z6 e in generale sulle mirrorless ha una messa a fuoco non fulminea, ma precisa (ho sentito i Canonisti dire che torna a nuova vita). Anche sulle Z la sua vita migliora di molto: Ho provato infatti a usarlo sulla mia D7100 e sembrava di avere un’obiettivo diverso (assai peggiore).

Focale 150mm
Così sulle Z possiamo dire gioiosamente addio ai problemi di back-front focus, alle basette per il fine tuning e cose del genere, se si riesce ad agganciare il soggetto (questa è un’altra storia), la messa a fuoco è perfetta e la nitidezza notevole (sui 24 mpx almeno).
 

Focale 600mm
Se si riesce ad agganciare , già, perché l’interfaccia FTZ/nikon Z6 non è delle più brillanti, come sappiamo, ma questo vale per il Sigma come per i Nikon, quindi non lo considero un difetto dello zoom.  In ogni caso il SIGMA sulle Z ci guadagna molto rispetto alle reflex.
 

focale 290 mm

Focale 480mm
Una parola definitiva sulla velocità dell’Af del SIGMA 150-600 potrebbe dirla solo un possessore di Z9, ma nessuno oserebbe tentare questo indegno connubio, temo, nemmeno per venircelo a raccontare.
Qualità ottica e versatilità d’uso. In quanto a nitidezza questo umile zoom rende molto più di quanto sarebbe lecito aspettarsi, perlomeno sui 24 megapixel della Z6. La qualità è molto buona a tutte le focali, soprattutto sotto i 450 mm ma anche a 600mm non ci si può lamentare, perlomeno per usi naturalistici, dove eventuali leggere pecche ai bordi sono del tutto irrilevanti.
La qualità di immagine più che soddisfacente, unita alla incredibile gamma di focali ne fa uno strumento in grado di dare grosse soddisfazioni.

Focale 500mm

Focale 390mm

Focale 600mm

Focale 440mm
Difetti. Un’apertura massima di f6.3 (o forse f6.7) può essere problematica in alcune situazioni e costringere ad alzare molto gli ISO se si vogliono tenere tempi rapidi, o rende difficle gestire lo sfuocato, però questo non lo considero  un difetto, in quanto è dichiarato dalla casa, quanto un limite di cui uno è avvisato e può fare i suoi conti.

Incontri al buio... focale 600mm

Poiana nella nebbia, focale 340mm

Focale 390mm
Un difetto secondo me sta nella stabilizzazione, che un po’ ballerina, da imparare a gestire, al confronto lo zoom Nikon 200-500mm f5.6 è una roccia.
Un altro difetto è la riduzione della focale effettiva. Questo 600mm riduce assai rapidamente la focale anche a distanze non troppo brevi, nella mia experience con il Nikon 180-400mm dell’amico Andrea Marzorati, pubblicata qui su Nikonalnd, ho mostrato come anche a 10m circa il SIGMA a 600mm ingrandisse quanto il 180-400mm a 400mm. Non è comunque l’unico, anzi è un difetto comune, se fate i vostri conti con le formulette che vi ho insegnato vedrete che è così: ll 200-600 Sony è più o meno uguale ed il fratello “pro” SIGMA 150-600 Sports è anche peggio. Per avere una certe fedeltà alle focali nominali credo ci si debba rivolgere a zoom super professionali o proibitivi o a focali fisse di alto livello. 

Focale 450mm

Focale 600mm
Rapporto prezzo prestazioni- Su, puristi, storcete il naso, volgete altrove gli occhi, ma lasciatemi dire. Ognuno decida da sé naturalmente, ma a mio parere questo zoom che si trova anche a meno di mille euro, chi non può o non vuole spendere  oppure cerca solo  una soluzione temporanea, ma qualitativamente soddisfacente, in attesa di un investimento serio nel futuro 200-600 Nikon Z  dovrebbe prenderlo in attentissima considerazione, perchè offre una più che buona qualità di immagine con pochi difetti di contorno.
Silvio Renesto per Nikonland.
Le foto che mi ritraggono sono di mio figlio Matteo Renesto
 
Red.COM cita in giudizio Nikon Corporation in California, per presunte violazioni degli algoritmi di compressione video brevettati dalla stessa Red.COM.
Oggetto del contendere è la tecnologia acquisita da Nikon ed incorporata nella parte custom del processore Expeed 7, detenuta da intoPIX (ne abbiamo parlato qui :
 
per quanto riguarda i formati foto ma parimenti applicabile a tutti i formati RAW, anche video, specie quelli incorporati nell'ultima versione del firmware 2.0 rilasciata lo scorso mese di aprile.
Nelle 26 pagine di citazione


 
Red fa riferimento ai propri brevetti, che in realtà non coprono specificatamente moduli o procedimenti specifici ma la tecnologia in senso lato.
Per la verità Nikon ha incorporato anche tecnologia di mercato, ampiamente disponibile come il ProRes, ampiamente usato nel mondo Apple, di fatto uno standard di mercato, e i formati di BlackMagic, concorrente in un certo senso di Red.
Red, produce videocamere professionali per il cinema, sviluppate in collaborazione con Hollywood ed utilizzate da registi come Peter Jackson e presenti nella lista del materiale compatibile per Netflix.

parliamo di oggetti che nudi costano >20.000 euro, vestiti anche più di 35.000.
Red.Com è una società che fattura circa 140 mln di euro. Nikon ne fattura oltre 5 miliardi.
Lo scorso dicembre Red.Com ha transato extragiudizialmente con Sony, per una citazione simile a questa.
Stranamente, Red non ha citato Apple e non ha citato intoPIX.
La prima perchè probabilmente è troppo grande, la seconda perché è troppo piccola e non avrebbe nulla da guadagnare.
Nikon USA ha un reparto legale estremamente agguerrito, abituato a discutere cause miliardarie nel campo della produzione dei microchip anche con soggetti di classe dimensionale superiore, tipo Intel, quindi dubito che si siano scomposti.
E scommetterei che rapidamente arriveranno ad un accomodamento fuori dalle aule giudiziarie, con uno scambio di licenze e qualche risarcimento, essendo difficile dimostrare il dolo, i danni che Nikon può arrecare a Red, la copertura effettiva dei brevetti di quest'ultima, generosamente concessi dagli stessi organi della California.
Ma il punto è un altro, altrimenti non avremmo scritto questo articolo.
E' chiaro che la Nikon Z9 non appartiene al segmento di mercato delle macchine di Red, né che Nikon voglia o abbia le velleità per entrare ad Hollywood.
La Z9, pur essendo una macchina di fascia elevata, resta una fotocamera, adatta anche a fare video di alto livello, ma non per il cinema con la H maiuscola.
Ma questo dimostra che Nikon, ultimissima ad entrare nel mondo del video, comincia ad essere temuta e rispettata : un vero competitore competente in grado di proporre reali alternativa.
Sappiamo che più di un professionista si è venduto le Red Scarlet - probabilmente perché sovradimensionate per le sue esigenze - per usare la Z9 che intanto impiega in tutti gli altri compiti della sua attività.
Un segnale importante ... altro che Nikon sta fallendo .... !
 

La necessità di poter ricaricare anche fuori dalla portata delle prese a muro i nostri dispositivi ha fatto crescere rapidamente la disponibilità dei cosiddetti "powerback", ovvero quelle batterie portatili "intelligenti" con porte di ingresso/uscita di tipo standard USB.
Standard per modo di dire perché oramai c'è varietà di collegamento, anche se per tutto quello che riguarda l'ultima generazione si sta consolidando la porta USB-C per l'alimentazione e la ricarica.
Questa porta nelle sue specifiche massime permette di trasferire fino a 5 Ampere con una tensione massima di 20 Volt.
I nostri dispositivi sono dotati di porte autoregolate, così come sono autoregolate le porte dei powerbank. In questo modo ogni apparecchio riceve la sua tensione prevista e si ricarica con la potenza che gli necessita.
Anche le nostre Nikon Z non fanno eccezione, hanno tutte la porta USB che, se la batteria interna lo accetta, consente anche la ricarica della macchina. Se spenta (o anche se accesa in alcuni modelli).
I powerbank hanno diverse capacità di carica, misurata in milliAmpere per ora ma anche differenti potenze.
Operando in regime di corrente continua, ed avendo a mente la formula della potenza elettrica derivata dalla legge di Ohm ( p= v*i, ovvero W=V*A) è possibile rapidamente capire come siano in gioco tra loro queste grandezze.
I 65 Watt di potenza di questo Baseus ci dicono che esso sia in grado di erogare un massimo di 65 Watt per le varie porte, a seconda della capacità di assorbimento dei dispositivi collegati.
65 Watt a 20 Volt, sono pari a 3.25 Ampere di massima capacità di erogazione. Da suddividere per le varie porte.
20 Volt ci dice anche chiaramente che questo powerbank dispone di Power Delivery, caratteristica che rispetto agli altri dispositivi che non ne sono dotati, permette di ricaricare (e ricaricarsi) più rapidamente.
Anche fino a 6 volte più rapidamente. Che detto in parole povere può voler dire risparmiare 6-8-10 ore di ricarica.
Il mio powerbank Anker con porta USB-A tradizionale, a parità di capacità di questo Baseus, richiede una notte e mezza per ricaricarsi. E non ho idea di quanto di metterebbe a ricaricare la batteria della Z9.
Cosa che invece questo Baseus fa in scioltezza !
Quindi quando valutate un powerbank, se non dovete usarlo solo con apparecchi del secolo scorso, assicuratevi che abbia la Power Delivery : anche se avete semplicemente un iPhone o smartphone equivalente, avrete ricariche molto più rapide. E se avete un Apple Watch, potrete ricaricarlo solo se il powerbank ha la porta con PD ...
Veniamo dunque a questo Baseus che ho comprato di tasca mia su Amazon.it ad euro 56.

è un bel monoliti nero con angoli smussati, di circa 15x7x3cm per un sei etti di peso.
Ha un display a lcd a segmenti rossi che si controlla con un pulsante sul lato.
Il display può visualizzare la quantità di carica oppure tensione e amperaggio erogati da ciascuna porta collegata.


dispone di 4 porte, una USB-C con Power Delivery, una microUSB e 2 USB-A.
Le specifiche di ogni porta sono quelle evidenziate nell'immagine qui sopra.
Come detto, le porte possono essere usate in parallelo, ripartendo tra loro la capacità di erogazione totale.

con varie combinazioni, anche le più fantasiose.
Come indicato, per ricaricarlo in fretta, ci vuole un caricabatterie con uscita USB-C capaci di 20 Volt e 3 Ampere. 

la capacità è elevata. Se poi sia sufficiente a fare tutto quello che è scritto li sopra, non saprei.
In teoria dovrebbe consentire di ricaricare la Z9 ... 20.000/3.300 = 6 volte e una Z50/Zfc una quindicina di volte.
Io lo sto sperimentando in uso da febbraio e ne sono più che soddisfatto.

la ricarica a 20 Volt ha richiesto l'ultima volta poco più di 2 ore. Trasferendo 78 watt/h che è una bella quantità (giusto per idea una EN-EL18d vale 37 watt).
Come vedete dal display la carica è al 100%.
Ho sperimentato che anche lasciandolo li, sul tavolo, per settimane, non perde (apparentemente) molta capacità.

qui l'ho connesso contemporaneamente alla Z9 (carica a circa l'80%) e contemporaneamente al mio iPhone 8 di servizio.
Il display non sono riuscito a fotografarlo probabilmente per interferenze tra i led del soffitto e quello del display, ma ha segnato 20V/0.8 A per la Z9 e 5.2V/0.6A per l'iPhone, a testimonianza della capacità di regolazione delle singole porte.


 

io comunque vi raccomando di usare cavi di qualità, non quelli regalati nelle confezioni delle patatine ... viste le tensioni e i wattaggi in gioco e l'importanza dei dispositivi che ricarichiamo, è meglio non lesinare sui cavi, no ?

0,6A sulla porta USB-A cui è collegato l'iPhone 8.
Passati circa 500 mAh sulla Z9 e non saprei quanti sull'iPhone, la capacità residua segnata dal powerbank è del 90%. Quindi sulle effettive capacità io non metterei la mano sul fuoco.
Ma ognuno avrà modo di sperimentare e di rendersene conto di persona. Io complessivamente mi sento soddisfatto.
Costa più di un powerbank da 5V ma è tanto, tanto più prestante.

Il 20 aprile scorso è stato rilasciato il firmware 2.0 per le Nikon Z9, quello il cui aggiornamento dura circa sette minuti con le abituali procedure di riversamento sulla fotocamera.
Dura così tanto perchè stiamo aggiornando i programmi di funzionamento dell'ammiraglia Nikon in maniera sostanziale in molte delle sue sezioni.
Cambiamenti ed aggiunte che si possono ripercuotere positivamente (o meno) sul nostro modo di fotografare, se attuati o meno con consapevolezza e diligente scelta.
Io per esempio, sono stato per giorni incapace di comprendere quale modifica avessi inserito nel setting della mia Z9 per cui poi alcune indicazioni della scelta del sensore AF mi si fossero rese indipendenti in caso di inquadratura verticale piuttosto che orizzontale...
Diciamola tutta: la struttura del Menù Nikon così organizzata va sicuramente adeguata alla mole di contenuti attuali, in termini di comprensibilità delle singole voci.
Nikon ha pubblicato allo scopo un addendum alla guida online già esistente alla macchina, diventata già obsoleta in pochi mesi dalla presentazione:
sono 98 pagine importantissime che vi allego in calce a questo thread nato per raccogliere le vostre impressioni al riguardo ed i vostri/nostri progressi nello studio dei menù così innovati e delle scoperte che ognuno di noi possa fare.
Sarebbe utile che questo addendum andasse ad arricchire la guida online già superata, in maniera da avere un supporto web sempre consultabile anche al momento del panico: col suo motore di ricerca in lingua italiana.
Vi lascio iniziativa e spero di ottenere il vostro riscontro, che diventerà utile sia a livello didattico, discutendo della materia in oggetto, ma sopratutto come elemento di supporto ai possessori presenti e futuri di questo capolavoro che è la Nikon Z9...
Z9_FU_addendum_En(It)01.pdf
Già annunziata su Nikonland ed acquistata da più possessori di Z9, mi aveva incuriosito già prima dell'arrivo della mia Nikon: l'ho comprata anch'io e ne parlo più in esteso.

Essenziale nelle forme ma quasi elegante nelle pieghe realizzate per rispettare sia le prese laterali della Z9,

sia lo sportello dell'alloggiamento batteria, 

dotata sul fondello interno del pin di sicurezza che corrisponde all'apposito alloggiamento sul corpo macchina, per evitare ogni possibilità di spostamento

il mat di protezione interna è morbidissimo e...elettrostaticamente sensibile 

il fondo dello SmallRig 3714 è articolatissimo e dotato di quattro differenti attacchi a vite da 1/4" e due da 3/8", per ottenere il miglior baricentro, nel caso eventuale dello spostamento della slitta verticale, possibile in un range di alcuni cm, per propiziare l'attacco di accessori per vlogger, come da indicazioni della casa

e contiene in una slitta a norma ISO (come quella dei flash) anche il tool di montaggio, opportunamente trattenuto in posizione da tre micro magneti


nella posizione standard, quella tutta ritratta, dà un'ottima impressione di solidità, anche quando venga utilizzata la slitta ARCA-Swiss per le inquadrature verticali

nonostante la sagomatura già vista prima, che comporta una minore porzione di presa dentro la testa del treppiede. ciò non si ripercuote in termini di resistenza di aggancio

e consente una comodissima traslazione del monitor in verticale, come da attualissima innovazione sulla Z9

chiaramente perfettamente agibili le coperture gommate delle prese laterali
Appena arrivata e montata, ci sto giocando con grande soddisfazione, perchè mi sarà utilissima in tutte quelle condizioni nelle quali l'obiettivo in uso non consenta autonomo attacco al treppiede, che si renda invece necessario per riprese in determinate condizioni (o presupposti).  Qui col Nikkor Z 20/1,8 montato sulla Z9

I più attenti e curiosi di voi, avranno già notato un cavetto corazzato che avvolge la testa del treppiede....
 
ebbene si: proprio come i laptop, anche questa fotocamera PREZIOSA  (e non solo perchè da pretiium...prezzo, in latino )  è stata dotata di presa Kensington per cavetti in acciaio... (presente anche sulla reflex D6)

pensiamo alla situazione di ripresa nella quale un fotografo operi con più corpi, magari radiocomandati, da disporre sul campo delle...operazioni, lasciandoli purtroppo incustoditi...

Una soluzione tanto drastica, quanto finora mai vista su di una mirrorless: del resto la Nikon Z9...è o non è un oscuro oggetto del desiderio ? 
 
Max Aquila photo (C) per Nikonland 2022
 
mi chiamo Max Aquila sono Nikonlander il mio obiettivo più bello si chiama Nikon AFS 500mmG VR la mia fotocamera migliore è la Nikon Z9 Va da se che la prima cosa che ho fatto andando a punta Celesi di Mondello, sul moletto da cui da quasi 40 anni fotografo a mare, sia stata di mettere insieme tutti e 4 i punti qui sopra...

Giornata di calma quasi piatta, ma bella, pur se accompagnata da una gran quantità di UV sempre fastidiosi da dominare, specie in controluce.
Da quando posseggo questo 500mm, non sono molti anni, ha lavorato molto più con FTZ che, liscio come da F-mount, sulla D500, ultima reflex moderna rimastami.
Ovvio che i primi aneliti di sequenze da realizzare con i superpoteri della Z9 non potevano che soffiare da questo spettacolare tele, non l'ultima serie siglata FL, ma quella immediatamente precedente, del 2007 e prodotto fino al 2015: insomma un ragazzino di 15 anni !

quante volte avete visto questo spot...?  Scusatemi, ma portate pazienza: lo adoro !
Tantissima gente già in spiaggia ed anche in acqua, con ogni mezzo...



a sguazzare, rimestare e svotazzare...l'acqua: come minimo comune denominatore

e non solo l'acqua...


La caratteristica di questo mio 500/4 a mio vedere sta nella resa cromatica che varia a seconda del contrasto luminoso: per cui satura in luce contrastata e morbida in luce velata, come ho prevalentemente scattato in questa giornata di riprese.
(8100 scatti in un paio d'ore, come buona tradizione di chi si faccia prendere la mano dalla Nikon Z9)


con una poetica resa dello sfuocato lontano...

In controluce diretto questo abbinamento sensore/obiettivo è il migliore di tutti e tre quelli finora provati in precedenza a parità di sensore (D850, Z7, Z7II):





nessuna di quelle tre macchine è in grado di aprire le ombre come adesso questa Z9, pur mantenendo immuni da rumore (a bassi ISO, ovviamente),
e quando si torna in luce, la resa dell'abbinata macchina/obiettivo, cambia radicalmente, tornando subito satura quanto i nanocristalli decidono

Stesso discorso valga per la resa soggetto in ombra/soggetto in luce, ripresi dalla stessa direzione





mettiamoci pure la straordinaria propensione di questa mirrorless verso i tempi veloci (qui 1/10.000")...



              ...e... non si congelano solamente gli schizzi 
Anche su soggetti molto lontani dal punto di ripresa, il microcontrasto dell'ensamble rende il senso dell'immagine 






e nonostante la prevalenza del blu degli UV i rossi ed i gialli restano ben più che tangibili





Tutti gli scatti di questa sessione (rigorosamente in JPG normal*) per provare i vari sensori AF capaci di eyeAF e contestualmente mettendo alla prova i menù della macchina, o meglio il nostro cervello per riuscire a mandare a memoria le innumerevoli innovazioni che la Z9 regala...: una tra tutte?
Ancora non ho letto da nessuna parte di come sia possibile tenere settato in orizzontale un certo tipo di sensore AF, mentre, impugnando verticalmente la Z9 (intanto si orientano correttamente anche le scritte dentro al mirino elettronico) potremo utilizzare un diverso sensore AF rispetto quello della posizione "landscape".
Piuttosto, bisogna ricordarsene, a pena di impazzire la volta successiva che la si utilizzi.  Finora neanche a manuale ho trovato traccia di questa primizia della Z9...
Insomma ...sempre più innamorato del rendimento di questo ragazzino Nikon sulla Z9: nonostante la tentazione del nuovo Z 800/6,3 che mi consentirebbe anche di eliminare l'adattatore FTZ.
Concludendo, finger food e un paio di bevande per trastullarsi sotto al sole cocente...


 e subito arriva chi...


insomma...ribrezzo... 
 
Max Aquila photo (C) per Nikonland 2022

 
 
 
Articolo  umoristico, con qualcosa di vero e con qualche esagerazione. Chi non ama il genere è avvisato.

Quando è nata ha fatto un bel  botto, sorprendendo persino la sua mamma.
Subito ha sedotto i tanti che la volevano, qualcuno l'ha detestata ma, amore o odio che fosse, di lei, piccoletta pepata, se ne parlava.

Ma chi? La Zeta Effe Ci!!


Ma purtroppo per lei,  pin-up non proprio "curvy" e piuttosto compatta,  è arrivata la "bombshell", e tutti le sono corsi dietro.

Lei c'è rimasta un po' male. Tutti a guardare e a desiderare quell'altra perchè più, più... più tutto nonostante, e proprio, come tutte le vamp... non alla portata di tutti (e non sto parlando di denaro ) ...

Posso ripetere la metafora con le auto se preferite, che so, city car sbarazzina vs supercar... anzi no, pensateci da soli.
Così sulla nostra piccolina è caduto l'oblio o peggio, il bullismo! Tom Hogan conclude che la nostra piccola sarebbe "Recommended for Millennials who want to seem stylish or Old Farts who miss their dials," ovvero "per giovani Millennials che vogliono sembrare alla moda o per Vecchi Scoreggioni  che sentono la mancanza delle loro ghiere".
 

 
Tutte bugie? No, non proprio:  c'è del vero: Non è la fotocamera per usi estremi, nè può avere la qualità dei quarantasettemegapixelformatoeffeics, nessuno sano di mente lo metterebbe in dubbio. Seriamente, ci sono tanti fotografi, professionisti ed amatori d'eccellenza  hanno bisogno di fotocamere professionali/prestazionali e che soprattutto le sanno sfruttare appieno per fotografare ancora meglio,  è giusto così.
Però secondo me c'è  chi non ha proprio tutto quel bisogno della superstar, e c'è ancora spazio per la  piccola Z fc, che sa farsi apprezzare con il suo fascino discreto, là dove la raffica infinita o i quarantaerotti...  sono un overkill,    
Perchè se si ha voglia di metterla al lavoro, lei lavora eccome.
Vogliamo fare dello street?

 

 

 
Anche e soprattutto in bianco e nero o quasi bianco e nero:



Dite che non si può  usare per la macro?



O per i fiori (se vi piace il genere   )

 
Non si può usare per gli animali?


Non si può usare per gli animali in movimento ... ehm, ad essere sinceri qui fa un po' fatica, ehm... passatemi la... bombshell per favore .
E questo cos'è, un paesaggio?

 
E ....sssttt non ditelo in giro, ma c'è chi ci fa anche foto di nudo e persino dei ritratti
 
Allora? Continuate a volerle bene, se ce l'avete, fatele fare qualcosa ogni tanto, che sarà divertente.
Non siete d'accordo? Non c'è nulla di male, vorrà dire che non siete vecchi scorreggioni nostalgici (come me).
 
Potete crederci o no, ma l'idea di scrivere questo articolo mi è venuta prima che comparissero dei post sulla Zfc trascurata e che Mauro proponesse il club, disertato. 
 
Ho avuto in prestito per quasi due settimane questo nuovo zoom di Nikon e ho scattato complessivamente qualcosa come quindicimila foto nel breve volgere di tre uscite o poco più. Per giunta, la maggior parte forzatamente in DX con la piccola Z50 (assolutamente sottodimensionata), perchè in attesa della Z9, alla fine arrivatami.

Ma pur con i necessari distinguo, circa l'utilizzo parziale che ne ho fatto, in funzione del formato ridotto che lo trasforma in un esplosivo 150-600 (vi dice niente?) senza colpo ferire, condizionato dalla frequenza di rolling shutter cui la piccola di casa Nikon Z è afflitta nelle sequenze veloci di ripresa, ciò nonostante ho capito molto presto a cosa poter paragonare questo zoom molto desiderato dai nikonisti già possessori su baionetta F del vecchio (e spesso vituperato) 80-400mm:
ad un trattore... 


si:   per la sua inesorabile capacità di scatto in tutte le condizioni di ripresa e di trasmissione luminosa, dal cielo nuvoloso a quello brillante delle foto a Mondello (quando il sole brilla)



ma anche quando il cielo sia grigio... ed a tutte le sue focali





dettagliato sui particolari più sottili e netto sui colori complementari

 
Insomma, gli ho fatto tratturare campi di tutti i generi e delle specie anche meno indicate alle motivazioni per le quali nasce e si affianca all'altro zoom cui l'ho da subito paragonato, non solamente per le dimensioni ed il peso...
inquadrando in queste due settimane tutti gli oggetti e soggetti possibili, fiori, frutti, insetti, pietre








trovando a tutte le distanze, anche le più ravvicinate, con ognuno di questi soggetti, motivo per inquadrare, comporre, scattare, traendo soddisfazione anche da inquadrature di prova, (come quella appresso) per la pienezza di risposta cromatica, pur nell'assenza di contenuto formale.

 
Poi però mi torna in mente il catalogo Nikkor Z...

secondo il quale
per i ritratti abbiamo già un 85/1,8 e ne sta arrivando un secondo f/1,2 per la ripresa macro abbiamo due obiettivi di fascia diversa, gli MC, uno dei quali, il 105/2,8S ha la "S" perchè è Semplicemente Strepitoso... per la luminosità di focale variabile, abbiamo già il gemello diverso, il 70-200/2,8S assolutamente ineccepibile sotto tutti i punti di vista come tuttofare economico, abbiamo l'outsider 24-200 VR, davvero paragonabile ai fissi Nikkor corrispondenti della generazione passata in arrivo, sia annuncia il prossimo zoom, quel 200-600 del quale si sospetta possa essere il best buy della categoria... e allora?   Questo 100-400...dove lo mettiamo?  A chi lo vogliamo vedere in mano?
Perchè costa quanto un 70-200/2,8 sempre più luminoso a qualsiasi focale?
Elementare Watson: questo Nikkor Z è un 100-400mm (un cento-quattrocento)... mica panna e fragoline...!
E va bene: può spaccare in quattro i vostri monitor aprendo la foto del fiore di turno, ripreso con tutti gli ausili del caso....
...ma resta pur sempre un tubone compatto che vi porta velocissimamente da 24 a 6 gradi di angolo di campo in FX !!!
E' un attrezzo progettato per scattare ad oggetti in rapido movimento da una normale distanza di lavoro,
(100mm sono il doppio di un obiettivo standard) ad una quattro volte maggiore, tenendo quell'oggetto sotto il puntamento dell'AF della vostra Nikon Z !
Altro che i 200mm di 70-200 e 24-200...giocattoli quelli, se invece di una tennista in gonnella, dobbiate affrontare un rinoceronte nella savana o (più semplicemente) un'automobile da corsa

che vi schizzi davanti e voi, zoomando, dovete tentare di tenerla costantemente inquadrata ed a fuoco


la grande escursione focale e la fluidità di questo telezoom avvantaggiano operazioni del genere

consentendo di inquadrare il dettaglio, oltre all'insieme




un obiettivo leggero e brandeggiabile a mano libera (per le due settimane ed i 15k scatti effettuati, l'ho sempre usato così ed ho lasciato direttamente in scatola la staffa di aggancio al treppiede) fondamentali caratteristiche per gestire soggetti in rapido ed incostante avvicinamento...come i miei kiters





fino a distanze per le quali ho dovuto disinserire il limitatore di messa a fuoco che lavora a partire da 3 metri, verso infinito...

passando velocemente dai 560mm (400mm + TCZ 1,4X) ai 370 della immagine seguente

mantenendo il soggetto a dimensioni immutate nell'inquadratura...

oppure seguendolo in rapida evoluzione di sequenza (qui sintetizzata a 20 ftg)
 
E' certamente un'obiettivo che possa essere degnamente utilizzato anche in ritratto, specie di soggetti inconsapevoli e lontani, come nella maggior parte delle immagini di "street"

oppure anche consapevoli di esser stati invitati a far parte di un'improvvisato snapshot...


ma in quel catalogo li sopra, ci sono altre dozzine di obiettivi meglio gestibili di questo per simili scopi e che sono stati appositamente creati.
Il Nikkor Z 100-400/4,5-5,6  non avrà mai la insostenibile leggerezza dell'essere f/1,2 o f/1,8 o f/2,8...ma abbiamo fior di zoom e di fissi che invece esistono per quello scopo.
Non sarà mai maneggevole quanto un MC 105/2,8 che all'occorrenza diventa anche un eccezionale pittore figurativo.
Questo zoom è l'oscuro oggetto del desiderio per chi necessiti di un obiettivo da combattimento per il lavoro grosso, sporco, continuato...

lui sta sempre al posto giusto, al momento giusto...


e riprende senza faticare, ma sopratutto ...senza affaticare il fortunato possessore

dotato di ben 13 O-Rings a proteggerlo da sabbia, polvere, acqua, umidità, salmastro, è un capolavoro di bella costruzione
il suo stabilizzatore me ne ha consentito un utilizzo massiccio anche sulla Z50 che, come noto, non è fornita di VR sul sensore, a differenza di tutte le Z FX, per quanto abbia utilizzato prevalentemente tempi di otturazione molto veloci, ma nel rally mi è capitato di usare anche tempi ben inferiori a quelli di sicurezza contro il mosso, in relazione alla focale risultante (fx-equivalente)



Molti foto naturalisti ritengono sia il loro potenziale tuttofare per fauna dalle dimensioni medie e mediopiccole, ritenendo di moltiplicarlo per raggiungere i risultati che (specie gli ornitofili) si prefiggono.
Ma per quanto ineccepibile nel suo comportamento in diurna con il mio Z TC 1,4x, da f/4,5-5,6 diventa sì un 140-560mm-eq, però f/6,3-8...e con un 2,0x... un 200-800/9-11
Direi del tutto improponibile: un conto a mare in luce piena, ben altra situazione nel bosco, tra ombre e buio.
Ovvio che le mie siano considerazioni del tutto personali, ma Nikon Z offre al posto di palestre mentali simili a quelle descritte, soluzioni alternativa, più onerose di certo, ma siamo in attesa, come già detto, di quel 200-600mm che dovrebbe costare addirittura meno di questo Z 100-400mm.
Che per costruzione, caratteristiche fisiche e rendimento, non ha la pari su ogni altra precedente realizzazione della stessa fascia.
    Garantito da Max Aquila...

 
Max Aquila photo (C) per Nikonland 2022
 
in Giappone l'anno fiscale si chiude il 31 marzo ed entro maggio si devono presentare i dati.
Oggi è la volta di Nikon (ma in questi giorni sono usciti anche i dati annuali e trimestrali di Canon, Sony e Fujifilm).
Che confermano alcune cose che sapevamo e ne anticipano altre per l'anno in corso che si completerà, fiscalmente, non il 31/12/2022 ma il 31/3/2023.
Sostanziale crescita

come anticipato dalle trimestrali precedenti, il bilancio 2022 chiude con crescite sostanziali.
In particolare il fatturato si porta a quasi 540 miliardi di Yen, dai precedenti 451. Ancora inferiore al 2020 (erano 591) ma con un utile operativo nettamente migliore di quasi 50 miliardi di Yen.
Ricordiamo che nel 2021 si erano registrate perdite di 56 miliardi e tutti gli youtubers si erano messi a scrivere che Nikon stava fallendo e che nel 2020 pur con un fatturato superiore, l'utile era stato di poco più del 1%. Come dire che se gli azionisti avessero comprato buoni del tesoro, avrebbero guadagnato di più ...

lo spaccato per Business Unit dimostra che tutte le divisioni sono in utile e in particolare il recupero è avvenuto per l'Imaging e per il comparto della microlitografia.
Mentre i componenti (per l'industria) hanno avuto un balzo significativo, praticamente partendo dal nulla.
Per quanto riguarda Imaging, quello che più ci interessa è che da una perdita di 36 adesso c'è un guadagno di 19 miliardi. Con un fatturato che cresce di circa 30 miliardi (+18.7%).

detto in altre parole, "Crescita delle vendite di mirrorless a professionisti e entusiasti. "La nuova ammiraglia Nikon Z9 e gli obiettivi hanno beneficiato di ottime recensioni e altrettanto solide vendite"
In termini generali Nikon ha venduto 700.000 fotocamere su un totale di 5.120.000, ovvero un 13,6% di quota di mercato globale (tutti i segmenti) mentre gli obiettivi venduti sono stati 1.270.000 su 9,4 mln (sempre 13,6%). Entrambi i valori in termini assoluti sono inferiori a quelli dell'anno precedente. A dimostrazione che sono nettamente cresciuti i prezzi medi, visto il fatturato.
Previsioni per il 2023

per il nuovo esercizio, iniziato lo scorso 1° aprile e che terminerà il prossimo 31/3/2023 e durante il quale Nikon prevede di lanciare nuovi prodotti come da roadmap, le previsioni sono di forte incremento del fatturato (+80 miliardi, +15%) che con questi chiari di luna è un traguardo molto ambizioso che riporterebbe Nikon sui valori pre-pandemia con un buon margine, a sostanziale tenute dell'obiettivo di utile operativo. Nikon conta di pagare agli azionisti un dividendo doppio rispetto all'anno appena concluso.
I tassi di cambio fissati sono pari a 120 Yen per dollaro e 130 Yen per Euro (in questo momento 128 e 135).

nel dettaglio del "nostro" segmento, è prevista una ulteriore crescita del 18% nel fatturato e di 3 miliardi nell'utile operativo.

da conseguire a parità di unità vendute (tranne le compatte, che si dimezzeranno), facendo crescere il valore unitario delle vendite continuando la transizione verso modelli di fascia più alta.
Il margine è previsto più contenuto per l'incremento delle spese di sviluppo per mantenere competitivi i nuovi prodotti

la ripartizione delle vendite vede una crescita già evidente nel semestre in corso che è vista in ulteriore rialzo nel semestre che andrà da settembre 2022 a marzo 2023.
Come dire che possiamo aspettarci l'effetto di trascinamento di nuovi prodotti "Importanti" nella seconda parte dell'anno fiscale.

la ripartizione per segmenti merceologici del fatturato e per aree geografiche.
A stabilità di incidenza del segmento immagini, vediamo un calo dell'Europa a favore di Giappone e Cina, sempre più il primo mercato per Nikon.

sottolineo la cresciuta dell'incidenza delle spese di ricerca e sviluppo nel nostro segmento immagini rispetto al resto delle Business Unit.

infine, il dettaglio dell'allocazione di capitale che continua a prevedere forti investimenti in ricerca, acquisizioni esterne e capitale umano.
 
Chi non lo sa, alzi la mano: ma guardandosi intorno si ritroverà da solo, perchè tutti lo sanno che la Targa Florio è la corsa più antica del mondo e disputata per più edizioni consecutive, più di Le Mans, di Indianapolis e di qualsiasi altra competizione motoristica della Terra.
Nata nel 1906 come banco di prova motoristico della Novelle Vague palermitana, sotto l'egida del rampollo della più famosa famiglia di imprenditori del nostro Paese di allora, Vincenzo Florio, inaugurò la serie delle gare di velocità su strada che per lungo tempo, fino al secondo dopoguerra, ebbero cassa di risonanza ben più ampia di quelle su pista, ne più ne meno come la concorrente Mille Miglia, però di un ventennio più giovane.

Si correva su un percorso che definire stradale nel 1906 sarebbe un bell'eufemismo, perchè si articolava per ben 148km fra i paesi e le trazzere dell'entroterra madonita siciliano, trasformandosi, decennio dopo decennio in un tracciato sempre più compatto e definito, nonchè finalmente anche qua e la, asfaltato, fino alla sua ultima versione del Piccolo Circuito di 72km da ripetersi per ben otto volte: come avvenne fino all'ultima edizione di velocità, quella del 1977, dopo la quale la Federazione Internazionale bandì per sempre le competizioni di velocità su strada, funestate da troppi incidenti, anche mortali.
Per non perdere la sua anzianità e il primato, la Targa Florio si trasformò in un rally, grazie alla brillante idea scaturita dalle menti e dalla collaborazione di un gruppo di amici che facevano capo all' AC di Palermo, tra i quali anche mio padre, Vicio Aquila, che ne divenne il Direttore di Gara, contribuendone al rilancio culminante con la partecipazione al Campionato europeo rally, che comprendeva tracciati blasonati come quello di Montecarlo, di Sanremo, dell' Akropolis, e del Tour de Corse, con la partecipazione delle Squadre Corsa ufficiali dei marchi e dei piloti più importanti di quei rallies, principalmente Lancia, Audi, Peugeot, Opel e via dicendo.
Oggi si corre la 106^ edizione della Targa Florio e non è certo l'epoca di quei trionfi di organizzazione e disponibilità di percorsi.
In una veste più dimessa, ma pur sempre con l'allure che si merita, oggi la sua validità si limita ai Campionati italiani rallies e delle auto storiche, ma attira sempre una gran massa di piloti (in questa edizione più di duecento).
E con il Nikkor Z 100-400 sono andato, a testarlo anche contro le intemperie che il forte vento di scirocco preannunziava da giorni:
una giornata intera sotto la pioggia mi ha consentito di definire la sua resistenza oltre alle qualità di ripresa già ben note e decantate sulle pagine di Nikonland.
Il giudizio finale lo potrete tracciare voi, anche dopo aver visto di cosa sia capace, pur se al servizio della semplice Nikon Z50, in attesa di provarlo sulla Z9 in arrivo.





i bolidi del passato, dalle Lancia, Ferrari, Porsche ed Alfa Romeo hanno ceduto oggi il passo (nel rispetto dei regolamenti attuali) a marchi come Skoda, Citroen, Hyundai, Suzuki e qualche Volkswagen, a cercare di suscitare negli spettatori una parvenza delle sensazioni che il motore di una Lancia 037 o di un motore Abarth un tempo suscitava, ma siccome siamo appassionati di tutto ciò che da sotto un cofano possa trasmettersi all'asfalto attraverso la trazione di un motore a combustione (= gran casino) ce le facciamo bastare...


che sia drift, se l'asfalto è asciutto, o controsterzo sul bagnato, ciò che conta è il movimento e la dinamica che una quattro ruote DEVE dimostrare


( bastano gli schizzi da un passaruota? )







cosa credevate...che la Nikon Z50 servisse solo a scattare al tramonto sulla spiaggia...?



o che un equipaggio tutto femminile non sia in grado di iniziare la esse su tre ruote?


essendo stata annullata la P.S. delle autostoriche  per la bufera di acqua scatenatasi alle 15, il passaggio successivo è iniziato alle 18,10 mettendomi nella condizione di switchare dai primi scatti con tempi di otturazione mediamente veloci, fino a quelli nei quali ho dovuto scattare fino al 1/160" che, data la vicinanza al soggetto non era di certo l'opzione migliore per realizzare  ciò che avevo in mente di ottenere, pur se con una buona quantità di scatti, secondo me, efficaci...




quando si dice una equipe ben assortita...
fino ad arrivare ad orari ben oltre il tramonto del sole (peraltro in perfetto controluce diretto) che ha dato ulteriore corpo a questa giornata di fotografie

anche con le macchinine dell'autoscontro, come sembrano queste suzukine Swift...


e un gran piacere nell'incontrare vecchi amici, piloti e giornalisti che si ricordano ancora di Vicio Aquila e lo ricordano anche a me...
Si certamente: il Nikon Nikkor Z 100-400mm f/4,5-5,6S VR  ha superato anche la prova dell'acqua e dello scirocco siciliano, quello che fa piovere la sabbia del Sahara
Ve lo consiglio caldamente...
 
Max Aquila photo (C) per Nikonland 2022

traduzione alla buona di quanto pubblicato dal sito cinese Xitek

Da sinistra: Ito Atsuki, reparto di progettazione ottica Nikon, Suzuki Nobuyoshi, Reparto Pianificazione Prodotto, Kotani Noriyasu, Dipartimento di progettazione meccanica, Nikaido Yutaka, Dipartimento di Design
Come obiettivo Nikon di tipo S ad alte prestazioni, il NIKKOR Z 800mm f/6.3 VR S è progettato con la filosofia di sviluppo di "più leggero, più lungo, migliore qualità dell'immagine" per chi ama fotografare uccelli, fauna selvatica, aeroplani, ecc. degli appassionati di fotografia per creare un ultra teleobiettivo a focale fissa che sia conveniente per le riprese a mano libera. Questo obiettivo utilizza un obiettivo Phase Fresnel (PF) per ridurre significativamente le dimensioni e il peso del corpo dell'obiettivo, fornendo un'elevata compensazione dell'aberrazione cromatica, pur offrendo le elevate prestazioni ottiche di un obiettivo di tipo S che soddisfa rigorosi principi di progettazione e standard di controllo qualità .
La funzione VR del NIKKOR Z 800 mm f/6.3 VR S fornisce circa 5 stop di anti-vibrazione, consentendo un'acquisizione affidabile di immagini nitide. La messa a fuoco automatica rapida e precisa è adatta per la ripresa di soggetti in movimento, il motore passo-passo realizza efficacemente lo scatto silenzioso, riduce il rumore di funzionamento durante la registrazione video e aiuta i fotografi professionisti o gli appassionati di fotografia con prestazioni dell'immagine di alta qualità e un design flessibile e portatile per affrontare facilmente le riprese a lunga distanza .
Domanda : Questo obiettivo utilizza un elemento Phase Fresnel (PF). Quali miglioramenti ha questa tecnologia nell'anti-ghosting?
Risposta: Questo obiettivo non solo utilizza Nano Crystal Coat, ma ottimizza anche la forma e la posizione dell'obiettivo PF per eliminare le immagini fantasma.
Domanda : se utilizzi un moltiplicatore di focale 2x, la lunghezza focale può raggiungere i 1600 mm, che è molto utile per le riprese in campi speciali, ma l'apertura raggiungerà anche F13. Influirà sulla messa a fuoco in questo momento?
Risposta: Questo obiettivo può essere utilizzato con un estensore, ma a seconda del soggetto, della luminosità e del punto AF, l'autofocus potrebbe occasionalmente presentare una messa a fuoco più lenta o uno sfarfallio della messa a fuoco assistita, rispetto a senza un moltiplicatore di focale collegato. Se è difficile mettere a fuoco quando si utilizza il moltiplicatore di focale, può essere utilizzato in luoghi luminosi come durante il giorno o all'aperto. Si consiglia inoltre di scattare con lo scatto continuo ad alta velocità con un corpo dotato di scatto continuo ad alta velocità (esteso).
Domanda: Oltre all'obiettivo Phase Fresnel  (PF), quali altri design leggeri ha realizzato questo obiettivo?
Risposta: In termini di progettazione meccanica, per le parti che influiscono sul peso, abbiamo valutato prima di tutto se utilizzare parti in plastica tecnica durante la progettazione, ovviamente, la premessa è garantire resistenza e durata sufficienti.
In termini di ottica, questo obiettivo utilizza l'effetto di correzione dell'aberrazione cromatica della lente PF per il gruppo di lenti posizionato nella parte anteriore del barilotto dell'obiettivo, la lente riduce il numero di obiettivi o li sostituisce con lenti a densità inferiore, ottenendo così un sistema leggero. L'uso efficace delle lenti ED e delle lenti SR elimina completamente anche le aberrazioni che tendono a verificarsi quando sono piccole e leggere.
Domanda: era stato anticipato che l'obiettivo pesava meno di 3Kg, cosa che può ben soddisfare le esigenze dello scatto a mano libera. Come considera Nikon le dimensioni e il peso di questa lente?
Risposta: Gli utenti di ultra teleobiettivi sono spesso fotografi che fotografano uccelli, animali selvatici, aeroplani, ecc., e hanno bisogno di utilizzare obiettivi più leggeri per riprendere distanze maggiori. Abbiamo tenuto pienamente conto di questo aspetto durante lo sviluppo e ci siamo sforzati di rendere l'obiettivo da 800 mm, difficile da tenere nell'era delle reflex, a un livello di peso che potesse essere tenuto in mano, che fosse vicino all'innesto F NIKKOR con lunghezza focale di 200-500/5.6 mm , che pesa circa 2,3 kg. Pur ottenendo la miniaturizzazione e l'elevata portabilità, le prestazioni ottiche sono anche un prerequisito importante per garantire che questo obiettivo soddisfi lo standard S-line massimizzando l'usabilità. Il NIKKOR Z 800mm f/6.3 VR S ha una buona adattabilità in vari ambienti. Lo abbiamo ripetutamente esaminato durante il processo di sviluppo per trasformarlo in un prodotto in grado di soddisfare le esigenze degli utenti professionali.
Domanda:  Nikon ha anche rilasciato un obiettivo SLR con una lente PF nel 2018, il NIKKOR 500 mm f/5.6E PF ED VR. Il NIKKOR Z 800mm f/6.3 VR S rilasciato questa volta attinge alle idee di design e ai concetti di design del NIKKOR 500mm f/5.6E PF ED VR?
Risposta: La somiglianza tra i due obiettivi è solo nel design per garantire dimensioni ridotte e peso più leggero. Ma il NIKKOR Z 800mm f/6.3 VR S è progettato secondo gli standard di un super teleobiettivo con innesto Z.
Domanda: il NIKKOR Z 800mm f/6.3 VR S è stato sviluppato con un'apertura di F6.3, piuttosto che il potenzialmente più attraente F5.6, a causa di considerazioni sul peso?
Risposta: Sì, se si adotta l'F5.6, sarà contrario alla filosofia di sviluppo di questo obiettivo "più leggero, più lontano, migliore qualità dell'immagine". Allo stesso tempo, anche le prestazioni anti-shake VR di questo obiettivo sono state migliorate rispetto allo stesso obiettivo a lunghezza focale dell'innesto F 800mm f/5.6, e non c'è molta differenza nell'uso effettivo.
Domanda: Il NIKKOR Z 800mm f/6.3 VR S è il secondo obiettivo con il cerchio d'oro nell'era Z. È possibile ipotizzare che il cerchio d'oro apparirà in futuro solo con lunghezze focali fisse ultra lunghe?
Risposta: Il cerchio d'oro è solo per i modelli di fascia alta con super teleobiettivi.
Domanda: Il NiKKOR Z 800mm f/6.3 VR S ha una risoluzione molto elevata e il prezzo sarà corrispondentemente alto. Nikon ha preso in considerazione lo sviluppo di un obiettivo F11 da 800 mm più conveniente?
Risposta: Non possiamo rispondere qui al futuro piano del prodotto e lo considereremo in base alle esigenze degli utenti.
Domanda: Il Nikkor Z 800mm f/6.3 VR S e l'SLR 500mm F4 hanno diametri simili. Il primo è il successore del secondo?
Domanda: questo obiettivo ha un nuovo design e non fa seguito ad altri prodotti.
Domanda: dalla roadmap degli obiettivi di Nikon, i teleobiettivi leggeri con innesto Z includono obiettivi PF da 400 mm e 800 mm, che sono completamente diversi dagli obiettivi PF da 300 mm e 500 mm nell'era delle reflex. In che modo Nikon ha pianificato gli obiettivi PF e perché ha scelto questi due obiettivi specifici?
Risposta: Circa tre quarti degli utenti di obiettivi NIKKOR con innesto F 300 mm PF utilizzano un moltiplicatore di focale e la domanda è in calo dall'introduzione dell'obiettivo 500 mm PF. Allo stesso tempo, la domanda da parte degli utenti di teleobiettivi sta aumentando poiché prestazioni come la sensibilità dei sensori della fotocamera continuano ad evolversi. Tenendo conto di questi fattori, abbiamo dato priorità alla pianificazione di un super teleobiettivo con innesto Z.
Domanda: Il NIKKOR Z 800mm f/6.3 VR S lanciato questa volta adotta un design leggero e anche l'apertura è più piccola di quella dell'obiettivo da 500 mm Quali sono le caratteristiche speciali di questo obiettivo in termini di utilizzo?
Risposta: L'obiettivo è stato modificato dall'innesto F all'innesto Z e anche le tecnologie che interagiscono con il corpo macchina della fotocamera come l'autofocus AF e la stabilizzazione dell'immagine VR si stanno evolvendo. Anche se viene utilizzata l'apertura di F6.3, non ci sono problemi di messa a fuoco automatica AF e gli utenti possono utilizzarla con sicurezza.
Domanda: Perché questo obiettivo non ha utilizzato il motore dell'obiettivo a focale fissa da 400 mm, ma ha scelto il motore STM?
Risposta: Il concetto di design di questo obiettivo è che i dilettanti possono usarlo anche per le riprese, quindi utilizziamo un motore passo-passo STM ad alte prestazioni a basso costo. Inoltre, il focus group è stato ottimizzato sin dalla fase di progettazione, consentendo al motore passo-passo STM di dimostrare appieno le sue prestazioni.
Domanda: L'obiettivo da 100 mm a 400 mm utilizza la coordinazione multi-gruppo di motori STM. Questo obiettivo utilizza anche la coordinazione motoria multi-gruppo?
Risposta: Questo obiettivo non utilizza un design multi-focus.
Domanda: Come si confrontano le prestazioni di messa a fuoco, la messa a fuoco e la velocità di tiro del NIKKOR Z 800mm f/6.3 VR S quando si fotografano gli uccelli rispetto agli obiettivi 100mm-400mm o 400mm?
Risposta: La velocità di questo obiettivo è paragonabile a quella di un obiettivo con innesto Z da 100-400 mm o 400 mm.
Domanda: L'obiettivo lanciato questa volta non utilizza un rivestimento amorfo mesoporoso, è per considerazioni sulla leggerezza? Chi è il target di riferimento di questo obiettivo?
Risposta: Gli utenti target di questo obiettivo sono fotografi di alto livello e appassionati di fotografia che amano fotografare uccelli, animali selvatici, aeroplani e altri oggetti. Il motivo per non utilizzare il rivestimento amorfo mesoporoso è che il ghosting può essere soppresso anche senza il rivestimento amorfo mesoporoso. Durante il processo di sviluppo, decidiamo se utilizzare un rivestimento specifico in base alle sue prestazioni antiriflesso, e ovviamente un altro motivo è il controllo dei costi per ridurre il prezzo.
Domanda: Il peso di 2.385 g dell'obiettivo NIKKOR Z 800 mm f/6.3 VR S è in considerazione nell'anello del treppiede?
Risposta: Sì, l'obiettivo pesa circa 2.385 grammi compreso l'anello del treppiede.
***
Nulla di che, nessuno segreto svelato, solo precisazioni già insite nel design del nuovo 800mm.
Ma mi piace riscontrare la sicurezza di questi tecnici nell'assicurare come siano state tenute nel giusto conto le richieste del mercato, la valutazione dei prodotti esistenti e le scelte progettuali di questo nuovo 800mm.
Nel farlo di fatto hanno sancito il de profundis del precedente 800mm f/5.6 F, come già avevamo intuito, non discosto nelle prestazioni ma enormemente più grande, pesante e soprattutto costoso oltre che impossibile da usare senza un treppiedi stabile e pesante, ma anche come la focale 300mm oramai sia superata dalle aspettative ( i 3/4 della gente usa il 300/4 con il TC1.4 come è intuibile)

raffronto tra 800mm f/6.3 e 800mm f/5.6 in termini di dimensioni, ingombro e peso (per il costo siamo a 7490 contro 20.990).
Banale ma condivisibile la considerazione sul fatto che se moltiplicato, questo obiettivo sia meglio impiegato di giorno e all'aperto ...
Ma questi stanno avanti, su tutto e, soprattutto, hanno soluzioni originale, alternative, che posso scegliere in base al target, al peso, al costo di mercato, alla destinazione d'uso.
L'anello d'oro solo per i supertele S ...
Non sono il primo su Nikonland a parlare e mostrare foto realizzate col nuovissimo telezoom Nikkor Z 100-400/4,5-5,6 S VR
Questo zoom è un obiettivo che lavorerà tantissimo, nelle mani di chiunque si troverà ad essere.
Ovviamente nasce per tutti gli usi nei quali serva avvicinare il soggetto e la sua escursione 4x serve a passare da generi diversissimi, come il ritratto (non solo di esseri umani), lo sport di tutti i generi e categorie (dal campo di tennis a quello di aviazione per un airshow), la fotografia naturalistica di animali da piccoli a giganteschi (da uccelli avvicinabili agli elefanti) e, naturalmente, spingendosi anche al dettaglio fine, alla fotografia a distanza ravvicinata.
Nella quale sappiamo eccellere i telezoom accessoriati con tubi di prolunga e/o con lenti addizionali , per combinare il rapporto di riproduzione risultante, con la capacità di focheggiare anche a brevi distanze di maf.
Nella fattispecie con il nostro Z 100-400 riusciamo ad arrivare ben sotto il metro alla minima focale dei suoi 100mm (75cm) fino ai 98 cm della distanza minima a 400mm:
una prestazione di gran lunga migliore degli analoghi Fujifilm e Sigma (F) ed ancora superiore anche a quelle del Canon e del Sony.
Ma è la sua maneggevolezza (peso collegato ad equilibrio) che ci consente un agevole utilizzo a mano libera che permette di superare anche la necessità di dotarlo di accessori per aumentare il suo RR, grazie alla capacità di riempire il fotogramma anche alle medie distanze di messa a fuoco.

Oggi ho visitato la Vasca Grande dell'Orto Botanico di Palermo, dove da pochi giorni sono sbocciate le magnifiche ninfee che la adornano.
Avendo a disposizione solo la mia Z50 (in attesa della fatidica Z9) che non si tira indietro mai, ho scattato un paio di centinaia di foto, selezionandone alcune.
Ed il 100-400 Z si è saputo distinguere tra tutti gli zoom con cui finora avevo scattato agli stessi soggetti, nello stesso posto: giudicate voi....
 
180mm f/11

320mm f/5,6

300mm f/10

350mm f/11

240mm f/8

110mm f/8 (quadrato on camera)

180mm f/5,6

350mm f/16

240mm f/8

300mm f/8

190mm f/8

380mm f/5,6

400mm f/7,1

380mm f/5,6

150mm f/16

145mm f/16
 
Come si vede, al netto dell'aiuto dato dal formato DX, ben raramente sono arrivato con questi meravigliosi fiori al massimo dell'escursione focale, pur sempre colmando l'inquadratura quando non addirittura...pedalando indietro per contestualizzarli anche nel loro habitat.
Uno zoom questo, cui importa poco di essere ingrandito oltre la capacità che intrinsecamente già fa sua: docile nella lettura di luci ed ombre (che con le delicate sfumature di questi fiori divini rendono difficile ogni ripresa), contrastato o pastellato, a seconda del gusto del fotografo e della postproduzione attuabile (qui invero limitata a ombre e colore delle luci)
Uno zoom che fa già tanto parlare di sè: non solamente per essere un Nikon Z !
 
Max Aquila photo (C) per Nikonland 2022

 

Configure browser push notifications

Chrome (Android)
  1. Tap the lock icon next to the address bar.
  2. Tap Permissions → Notifications.
  3. Adjust your preference.
Chrome (Desktop)
  1. Click the padlock icon in the address bar.
  2. Select Site settings.
  3. Find Notifications and adjust your preference.