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M&M

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Everything posted by M&M

  1. Qui il Rio sta consultando le 'mappe'
  2. Nikon D800e + Nikkor 200/2 ad f/9, ISO 100, flash Elinchrom
  3. ... e non potrei proprio rimproverarle nulla se si presentasse così, domani notte, alla mia porta Set di Aldo Stefanni, novembre 2009. Nikon D3 + Nikkor F 85/1.4D
  4. ... ma mi dicono che nella notte del 24 gennaio dovrebbe essere qui. Siccome nella slitta porta una Nikon Z9, io me lo immagino molto generoso. Così :
  5. che potrebbe aver ispirato anche chi ha scritto la Genesi Del resto è una questione di metodo : oggi si fa l'analisi del DNA e la datazione con gli isotopi. 2500 anni fa sommavano la durata delle vite dei profeti. Anche questa è semplicemente evoluzione.
  6. Questo losco figuro, ha la messa a fuoco sugli occhiali : Nikon D810, senza postproduzione
  7. Lei non mi ricordo come si chiama, lui è il 135/1.8 Sigma Art, l'unico Sigma che ho tenuto e che userò su Z9.
  8. Si, confermo. Operazioni di involo di F35B dalla IJN Izumo che - a differenza della Queen Elizabeth - non ha lo ski-jump :
  9. Grazie. Si, in effetti sta venendo oltre le aspettative. Ne ho preso un'altro. Probabilmente lo farò con camouflage invernale su base grigio.
  10. Rachmaninoff : sonata n. 2 Op. 36, Moments Musicaux Op. 16 Jean-Paul Gasparian, pianoforte Evidence 21/1/2022, 192/24, via Qobuz *** Prova brillantemente superata per il parigino Jean-Paul Gasparian (classe 1995) che si può già considerare orientato, se non proprio specializzato, tra Rachmaninoff e Skriabin. Interpretazioni personali con un taglio sempre molto virile ma senza eccessi. Si farà ...
  11. M&M

    Roadmap Nikkor Z aggiornata

    Certo e l'hanno fatto così largo solo per prendere più pioggia quando lo appoggi rivolto verso l'alto senza tappo (confrontalo con il 105/2.8 all'estrema destra : così ad occhio è un paio di cm più largo e praticamente quanto il 58/0.95 che ha passo filtri 82mm). No, semplicemente è meno estremo del 50/1.2 che ha dimensioni che lo rendono ... paradossale
  12. Seconda puntata della descrizione del mio sistema da studio, una coppia di diffusori a dipolo controllati da DSP e amplificati via per via, senza filtro passivo. Ho parlato della costruzione del mobile qui : qui ci dedichiamo più alla parte elettronica. Partendo dallo schema a blocchi : 1) il segnale audio digitale viene inviato al processore DSP miniSDP SHD Studio che funge da preamplificatore digitale (in pratica il solo controllo di volume) ed applica la correzione ambientale Dirac calcolata automaticamente tramite misurazioni con il microfono UMIK-1. 2) Il segnale - sempre digitale - in uscita viene condotto via cavo d'argento al DAC, in questo caso la sola parte di conversione di un Audio-GD R28 che impiega 4 convertitori analogici R2R (e un ulteriore DSP interno per controllarli). 3) dal dac escono due cavi XLR da 10 metri che vanno al controller XILICA SP-4080, un potente processore di controllo per diffusori programmabile che provvede alla ripartizione delle frequenze tra le quattro vie. Questo apparecchio viene usato come cross-over digitale. 4) dal cross-over i due canali in ingresso diventano 4+4 e vengono indirizzati ai due finali specializzati, prodotti per me dalla romana Rouge Audio Srl, sempre via cavi XLR (un finale ha due moduli Icepower da 1200 W per i bassi, l'altro ha 4 moduli differenti hypex ncore per le vie alte : sono finali digitali) 5) dai due finali partono i cavi per i singoli diffusori, una coppia per ogni via per un totale di 8+8 cavi di potenza in rame da 4mm, terminati con banane dorate e connessi ai diffusori su connettori a vite, altrettanto dorati. Dovrebbe apparire chiaro dal concetto di base, che non è possibile collegare un amplificatore direttamente ai diffusori, in quanto ce ne vogliono 4, stereo, io qui ne uso due a 4 canali. E che ogni amplificatore necessita di due coppie di ingressi con le frequenze già separate. Ma anche così, senza il processore DSP iniziale, il suono non avrebbe nemmeno la parvenza di quello che è ciò che avevo in mente. Parleremo del miniDSP in una prossima puntata, perché le regolazione del sistema Dirac lo richiedono, ma qui abbiamo lo spazio per illustrare cosa fa invece l'altro DSP, quello che si incarica di ripartire le frequenze tra le vie. Il canadese Xilica XP-4080 (gli altri processori sono cinesi ma con DSP interni di produzione USA) impiega un DSP a 40 bit che opera con errori infinitesimali con una conversione interna a 96 Khz e 24 bit. E' stato lanciato nel 2009 e per anni ha rappresentato una delle migliori scelte per il controllo dei diffusori da palco e da studio fino a 4 canali di ingresso e 8 di uscita. ovviamente, essendo una apparecchio professionale, ha solo ingressi e uscite XLR. Ha una interfaccia grafica integrata controllata via cavo USB : da questa si può programmare la configurazione, quella che vedete sopra è la mia, con a sinistra i due canali attivi (gli altri due sono muted) mixati poi a destra con guadagni e ritardi individuali per le 8 vie separate. Ogni singola via può essere poi modulata per frequenze ed eventuali filtri : questa è la mia configurazione attuale - ma mai finita - che prevede tagli a 48 decibel per ottava di tipo Linkwitz. I tagli selezionati sono di 23-80 Hz per i woofer bassi, 80-250 Hz per i woofer, 250-4000 Hz per i planari dei medi e 4000 Hz per i tweeter. Sui bassi è applicata una enfatizzazione che tiene già conto della perdita per interferenza sulle frequenze sotto alla soglia di funzionamento del pannello dei diffusori (ricordo che sono dei dipoli con una figura di risposta sul basso molto dolce ma con una frequenza di taglio sui 60-80 Hz dopo di che la risposta decade di 6-12 decibel per ottava). Questa figura delle vie è del tutto teorica, in quanto applicata elettricamente. In fase di misura in ambiente, la risposta è tutta diversa. Ma la vedremo poi nella puntata dedicata alla messa a punto. Qui vorrei sottolineare i vantaggi e gli svantaggi della soluzione che ho scelto. Vantaggi : il dipolo secondo le mie esperienze è il sistema di riproduzione più naturale che ci sia : manca semplicemente il rimbombo dovuto alla cassa e la ricostruzione tridimensionale è unica l'uso di altoparlanti planari per le vie medi ed alte senza cassa permette loro di offrire il massimo della risposta l'uso di elettroniche di controllo, che schiferà i puristi, consente di evitare l'impiego di filtri passivi per il taglio delle frequenze, limitati nella flessibilità e nella capacità di filtro, che introducono componenti reattive nel segnale, rendendo più complicato il pilotaggio degli altoparlanti da parte dell'amplificatore. Qui ogni amplificatore vede una sola frazione dello spettro audio ed è connesso direttamente all'altoparlante vedendo un carico praticamente resistivo il controllo dei DSP avviene via computer tramite interfacce grafiche, facile e lineare, modificabile sempre (modificare un filtro a 4 vie è operazione che può richiedere mesi ed sempre complicata oltre che limitata nelle possibilità di intervento : vai a progettare un filtro che esalta la gamma di frequenze a 30 Hz e poi dimmi che bobine ci vogliono ...) il controllo finale della risposta in ambiente, viene determinato ancora una volta per via elettronica, tramite misura dal vero con microfono dedicato, fasi e ritardi allineati temporalmente in tempo reale da un processore dedicato dinamica, pulizia, potenza : tutto ai massimi livelli (per le specifiche del progetto ed avendo in mente musica acustica, per lo più strumentale, non programmi da giostraio) Svantaggi : complessità del sistema costo delle elettroniche (ma non pensiate che un filtro passivo a 4 vie con componenti di pregio costi di meo) necessità di un amplificatore per via il sistema a dipolo resta poco adatto per la musica elettronica, l'heavy metal etc. (ma comunque questo si difende in ogni campo) Bene non ho voluto dilungarmi troppo, sperando di aver catturato la curiosità di qualcuno. Nella prossima puntata vedremo come suona "al naturale" questo sistema e come lo trasforma il DSP.
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