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Valerio Brustia

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  1. Sono schifosamente amabili le Dolomiti, perfette per le racchettone e per l'escursione invernale. Ampie valli con quelle cime meravigliose a chiudere le quinte. Peccato che ho in mezzo le balle Milano, la Barriera sua tangenziale impestata... poi si arriva ad Ala, dopo il Garda, tutti fermi. Attesa. Senza tirare in ballo la Greta di svezia, ci fosse un treno comodo e veloce sarebbe l'ideale. Io da casa mia ci metto meno ad arrivare ai piedi della Jungfrau ed ho detto tutto.
  2. Il 300/2.8 rimane l'ottica "moltiplicabile" per eccellenza, ma io ho usato TC14EII e soprattutto TC17EII sugli zoom 70-200/2.8 VR2 e 200-400/4 VRII e ne sono rimasto sorpreso, anche per riprese a lunga distanza. A riguardo, non confondiamo mai le cose infatti, non mi stancherò mai di ribadirlo, a lunga distanza amplifichiamo le deformazioni introdotte dal mezzo ARIA i cui strati sono "trasparenti" solo a 2000m in pieno inverno. Anche con il 105micro devo dire che in combo con 1.4X si possono fare belle cose, non a caso sopra ho messo una foto dei TC in compagnia del 105 micro e di una DX.
  3. Il problema è ben quello: sostanziale monopolio. Intendiamoci, si tratta di un monopolio conquistato sul campo ma come tale è natralmente critico. Non ne usciamo mica.
  4. Un massacro, ma giocare in cantina noo? Che tristezza
  5. Beh, ammesso e concesso che il 400/2.8 è uno strumento formidabile, io per la mia esperienza pregressa di un intero lustro a bordo campo (ai tempi della pellicola) avrei scialato con l'attuale 200-400/4 che oggi possiedo ed uso. La massima apertura di 2.8 perde il carattere di necessità che aveva 20 anni fa perché all'aperto per manifestazioni diurne, ma anche serali, oggi disponiamo di fotocamere usabilissime a 4000-6400 iso (la D750 ad es). Più interessante è poter modulare l'inquadratura con la funzione zoom, una possibilità impagabile a bordo campo. Il 2.8 fa comodo in indoor o a teatro, in quei teatri di MENTA dove l'illuminazione è fatta con tutti i crismi dell'ubriaco e la luce colpisce le spalle degli attori e non il volto (in ombra secca, bravi!). In questi ultimi anni il 2.8 lo sto usando dove non funziona più l'autofocus , praticamente di notte.
  6. il mio benchmark è la D500, il resto è solo fotografia
  7. Si, l'ho scritto in incipit che il primo carattere che mi intriga è proprio l'assenza dello specchio che su tele lunghi vuol dire non avere la vibrazione del ribaltamento della tagliola. Ma l'assenza di rumore la sottovalutavo, sbagliando. Se Nikon accomoda l'AF della z6 ragioniamo.
  8. Mondo Mirrorless, sembra quasi un'imprecazione come Mondo cane, Modo boia chi più ne ha ne metta. Fatto sta che, ormai lo abbiamo capito tutti, questo tipo di tecnologia offre dei vantaggi notevoli. Primo tra tutti, per me, l'assenza di specchio che tanto mi fa dannare dietro al 600mm. C'è un aspetto che avevo sottovalutato e la scorsa estate mi si è palesato in tutta la sua pertinenza. Martedì 4 giugno 2019 ero in ferie e non mi ricordo nemmeno perchè. Altamente probabile sia stato impegnato in faccende famigliari, di fatto mi son trovato libero nel tardo pomeriggio e ne ho approfittato. Ho caricato l'automobile di tutte le cazzate necessarie e mi son recato sul mio solito fiume, nella solita ansa che frequento da decadi. Da diversi anni non pratico l'appostamento Supino, pigrizia, ma 'sta volta mi son detto "dai, proviamo". Scelto il punto, sul greto del fiume, ho mimetizzato per bene la posizione e mi sono infilato sotto le reti mimetiche intorno alle 18.00. Due teleobiettivi in posizione. A sinistra il 600 con la D500 in canna, mentre a destra dove il fiume prosegue, il 200-400 in accoppiata alla solida D3. Una discreta differenza di ingrandimento tra i due assetti, la D500 per riprese lontane, la D3 sul campo più corto. Gli appostamenti supini sono roba da fachiro, c'è sempre un sasso piantato in una costola o peggio a grattare una rotula, ma è un punto d'osservazione spettacolare che regala (quando succede) momenti elettrizzanti. Non è stato il caso di questa volta, comunque intorno alle 19.00 una garzetta ha deciso di fare pit-stop davanti alla mia posizione. Come niente fosse, e come speravo, l'airone ha iniziato la caccia di pesciolini proprio lì davanti a me. Il 600 sulla D500 è un archibugio fenomenale, son 900mm equivalenti con campo di messa a fuoco a tutto fotogramma. Seguo l'airone con il 600 mm e finchè sta ad una distanza di circa 45 m (le due immagini qui sopra) va tutto bene, è perfetto per l'inquadratura e riesco a stargli dietro muovendo la fotocamera. Faccio noto, per chi non avesse mai provato, che con una lunghezza focale di 900mm equiv. il campo inquadrato è così misero che basta uno zic per perdere il target. E purtroppo il pennuto ha deciso di cambiare i suoi piani e di avvicinarsi alla mia postazione con dei rapidi zig zag. Ma io son preparato, ho qui un bel secondo tele (zoom per di più) che mi consente di riconquistare la vista del soggetto, e così abbandono la D500 e passo alla D3, mano alla ghiera zoom, allargo allargo, eccolo, stringo stringo. Nell'inquadratura era diventato grande come prima, come nelle riprese iniziali. Scatto Il "CLaaAaack", secco ed asciutto della D3 viaggia veloce sull'acqua, il pollastro bianco si è spaventato ed è volato via (incazzato) - fine - Non ci avevo badato, ma avere nel mirino l'airone della stessa dimensione delle riprese iniziali, ma ora con solo 340 mm di focale significava averlo a meno della metà della distanza. A 15 metri quello mi ha sentito, o meglio ha sentito lo schiocco della D3 vanificando tutta la preparazione pregressa. E' da questa estate che mi domando, ma se avessi avuto una Zn, con il suo scatto elettronico silenzioso, come sarebbe andata avanti? Avrei ottenuto quello scatto maledetto della garzetta che lancia fuori dall'acqua il pesciolino per poi afferrarlo ed inghiottirlo al volo? Forse no perchè ci vuole un AF che non vaga per i campi, o forse si? Non lo so è volata via. E io son rimasto lì come un babba, con la stessa identica espressione di questo capriolo qui.
  9. Il sentiero lo fanno loro, sul battuto classico da racchetta sono oltremodo sprecate, ma le ho prese per andare dove non vanno gli altri, per vivere l'effetto "zanna bianca", perchè il bosco in inverno è magico, basta allontanarsi 50 metri dalla provinciale per sentirsi in Klondike. Va che bel: Le ho comperate in internet da negozio "specialized" ubicato in Helsinki.
  10. Ma no ti ringrazio, adesso comunque non posso, mi piacerebbe ma non posso proprio. Poichè non posso e se tu puoi per il next we che di neve ce n'è un montone, catta su le mie racchette e provi; Francesco Contu ha visto come "vanno" sul fresco e da buon ingegnere ha dovuto ammettere che la soluzione è valida. Sostanzialmente consentono la progressione dove altrimenti potrebbero solo gli sci da alpinismo, con il vantaggio di essere più comode nel sottobosco rispetto allo sci. Cedono, non sono adatte, su terreni poco innevati dove più che altro ti trovi monoliti di ghiaccio sul sentiero. Li ci và sempre e comunque un bel rampone (e ricordarsi di portarlo)
  11. WRONG sul ripido anche duro vanno molto bene tanto che chiamano la "direttissima", sullo stretto dipende: dicesi stretto..non il Monte Avic. Mo adesso ti spiego sul mio bloggo perchè questa Z6 mi prude
  12. Piango, ma cacchio! con quella neve lì .... mi dicevi e ci si trova alle 19.30 in quel de Robec Upon Navil e ti presto le mie, tanto fino a dopo Natale non le tocco nemmeno. Con queste "galleggi" sul fresco ed inutile dirtelo, ma è divertente (son 2 anni che non le tocco...) Mauro ha ragione!!! Sono stati gli smoccoli di Massimo a farmi interessare a ste benedette Z perché ruzza tra rocce e cespugli e mi porta ad immedesimarmi in situazioni simili a quelle che conosco.
  13. 'A Nandooooo, non ti venga in mente che con il 300 ed un tc ti trovi in borsa un tele luminoso per lo sport (ok) ed un tele lungo per riprese wild o sport outdoor da posizione sfigata (mmmmmm). Tu vai comperando un 300/2.8 per quel che ti può dare un 300/2.8 che è tantissimo o pochissimo in funzione delle tue reali applicazioni. Spero di essermi spiegato perché questo è il cosiglio più importante che io possa darti. ps: già dal titolo del topic intuisco che forse sei fuori strada
  14. Dario, Dario, Dario. Lavoro in un settore in cui il WSUS è diventato, mio malgrado in quanto rappresentante RSU aziendale, oggetto di controversia sindacale. C'è qualcosa di torbido negli aggiornamenti di Palo Alto, è accaduto tra l'altro di aggiornamenti emessi il martedì e rivisti il giovedì. Che se il tuo computer è "di casa, di cucina o di Maria" poco male, ma se quel computer è un Server win2016 con funzionalità Scada di telecontrollo di un impianto dall'altra parte di un oceano, allora può generare qualche brivido nel gruppo reperibili di turno. Così poco impattante che gli stessi mongoli della california stanno fornendo per Win10 le versioni LTSB ed LTSC a bassa frequenza di aggiornamenti (ma si può sentire??). Consiglio: funziona? TUCA NO!!! W i sistemi isolati e le reti chiuse. Per tutto il resto c'è la tessera della FIOM-CGL.
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