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Massimo Vignoli

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  1. Un mucchio di spunti.... Quello che penso io è che abbiamo un buon numero di punti forti: * 20 1.8, 50 1.8 e 85 1.8 - non condivido la sintesi di Valerio: sono tre lenti eccellenti, il 20 su tutte (e tutte e tre sopra qualsiasi altra cosa pari focale marcata Nikon); * i sensori della Z7 E della Z6: non vedo come un sensore con capacità ISO vicinissime alla D5 (meglio in basso e solo poco peggio in alto) ed una risoluzione adeguata al 99% degli utilizzi possa essere così poco stimato; Due problemi, 70-200/2.8 e 14-24/2.8, in soluzione a brevissimo. I limiti stanno: * nei corpi, anche se mi aspetto molto dai prossimi rilasci, vista nel passato la grande differenza tra D800 e D810. Ma qui non abbiamo ancora la tecnologia. * negli accessori, perché commercialmente stiamo sbagliando. * nella quantità di lenti disponibili ora e nei prossimi 2 anni, perché STRATEGICAMENTE stiamo sbagliando di brutto a tenere chiuso il sistema. Perchè sbagli? Perché il rischio grande che vedo è che il mondo non aspetti i tempi di NIKON da sola.... ed i clienti persi perché volevi vendere loro tutto invece di alcune cose - le poche disponibili - non tornano indietro...
  2. Wow, che bello. La Sardegna è una meraviglia, in tutte le stagioni. La mia ultima volta è stata in aprile, nel sud ovest...
  3. Anch’io su queste ‘S’ ho parecchie aspettative. Ma più sulla 7.... tra poco vedremo. E pure io sono in attesa del 24-105/4!
  4. Bravo Silvio, se avevo remore sono del tutto dissipate! Per la Z6 e la polvere ti devi rassegnare, e pulire molto più frequentemente di quanto si faceva sulla reflex. A me sono capitati anche pelucchi inclonabili...
  5. Non voglio fare il bastian contrario, ma un certo ruolo nel progressivo cambio di atteggiamento verso il mondo delle Z l'arricchimento dell'offerta e delle performance dei corpi via aggiornamenti del FW lo ha di sicuro. Anche nel mio caso, che sono a metà strada tra gli entusiasti della prima ora come te e quelli di adesso.
  6. A me, invece, quasi l'opposto: sono così entusiasta di questo da non vedere l'ora di provare il 14-24. Peraltro sono oggetti molto diversi e funzionali a scopi che credo solo parzialmente sovrapponibili. Spiego meglio. La premessa è: Quando accendi la macchina, indipendentemente dalla modalità di focheggiatura selezionata, l'obiettivo si porta su infinito. Dalle mie prove, con soggetti "normali", quello è un ottimo infinito (immaginiamo l'iperfocale: con un 20mm essere a fuoco a 100mt o a 200mt è irrilevante: quello che è a 1km risulterà comunque perfettamente nitido). Ma le stelle, per la loro dimensione e forma ed il fatto che sono così chiare su sfondo scuro, sono un soggetto molto particolare: serve l'infinito perfetto e non una distanza che lo copra grazie all'iperfocale (beh, più o meno....), altrimenti fanno color fringing ed escono fuori colorate di magenta. Perché il metodo dei due ZIC? Perché provando a spostare direttamente la messa a fuoco verso avanti, dopo aver acceso, fatico a capire di quanto devo farlo. Ma se, prima, la sposto indietro di quel tanto che basta a rendere lo spostamento evidente sulla scala distanze a monitor (quella che va dal fiore alla montagna), lo "zic", la mano riesce a riportare indietro semplicemente ripetendo il gesto al contrario ed a proseguire di tanto uguale. Ecco, quello nel mio caso è quanto basta. Ed è stato, per tutta la notte, quanto necessario. Senza sbagliare mai. E, prima di farlo in quota, avevo provato a casa: sempre lo stesso risultato. La mia valutazione è quella che sia una tolleranza di produzione nel montaggio dell'AF della lente, con la stessa identica logica per cui, sul vecchio 14-24 AFS, avevo l'infinito perfetto per le stelle non al centro del simbolo di infinito nella finestrella sul barilotto, ma spostato verso il bordo. Anche in quel caso, sempre li. Per questo non posso escludere a priori che altri 20 siano perfettamente all'infinito appena accesi o che necessitino di delta diversi. Ma penso che ciascuna ottica abbia lo stesso ripetibile funzionamento che, una volta imparato, ne consenta l'uso senza problemi. Sempre se non c'è nulla di ben luminoso in cielo: a f1.8 mette a fuoco in AF cose che il 14-24AFS a f2.8 si sognava (come il pianeta che vedete in basso a sinistra nei crop: quello andava a fuoco in AF sempre e senza problemi di sorta). Chiaro così?
  7. Io amo visceralmente la montagna e per questo sono costantemente alla ricerca, per la mia attrezzatura, delle migliori prestazioni all'interno di attrezzature leggere. Ma quanto valgano per me le prestazioni nella ricerca del miglior compromesso con il peso si può dedurre dal fatto che il mio precedente grandangolo da montagna era il 14-24/2.8 AFS! Già, precedente, perché dopo una giornata con questo Z 20/1.8 S ho potuto finalmente voltare pagina. E non per una scelta di compromesso: questo 20mm è il miglior grandangolo che io abbia mai usato, una spanna sopra a qualsiasi cosa più corta di 50mm sia stata montata su una delle mie Nikon! Alta val di Rhêmes - Z6 su Z 20/1.8S - 1/30 f16 ISO100 Sulle caratteristiche fisiche molto hanno detto e fatto vedere Mauro e Max: non occorre ripetere, rimando gli interessati ai loro articoli. Le cose importanti per me? Parliamo di un grandangolo molto luminoso, f1.8, e quindi a priori adatto sia ad intenti fotografici basati su profondità di campo molto limitate sia, ed è il caso di alcune delle mie modalità d'uso, alla fotografia notturna. Il tutto in 500gr di peso ed in dimensioni fisiche non troppo importanti, parliamo di pochi cm in più del 24-70/4 per fare un esempio. Nota importante per la mia modalità d'uso: la lente è dotata di un normalissimo attacco filtro da 77mm, che consente, direi finalmente, di montare tutti i filtri che un paesaggista può desiderare. Senza svenarsi e portare in giro vetri di dimensione A5 o peggio. Alta val di Rhêmes - Z6 su Z 20/1.8S - 1/80 f8 ISO100 Come va? l'articolo rischia di diventare subito monotono: io non sono stato in grado di trovare nessun significativo difetto. I pregi, invece, sono innumerevoli. Innanzi tutto va benissimo a tutti i diaframmi, con estrema nitidezza fino agli angoli anche alle più ampie aperture. Certo, chiudendo migliora..... ma significa che da ottimo diventa eccellente, anche negli angoli del formato FX. Sostanzialmente è un grandangolo con il quale chiudere il diaframma ha esclusivamente l'utilità di aumentare la profondità di campo, finiti i tempi di diaframmi chiusi 2 o 3 stop per tirare su i bordi! Alta val di Rhêmes - Z6 su Z 20/1.8S - 1/8 f16 ISO200. Ed in coppia alla Z6 consente, tra stabilizzatore e possibilità di alzare gli ISO senza penalizzazioni, di fotografare quasi tutto anche lasciando a casa il treppiede. Un enorme vantaggio. Che ad un fotografo amante della montagna della mia generazione, cresciuto sognando di fotografare la Sierra come Galen Rowell, consente, insieme alla Z6 ed al 70-300 AFP, di costruire un kit leggero ed estremamente performante come quello che amava usare il Maestro. E non solo, nel senso che in questa gita in montagna ho portato con me la Z6, questo straordinario 20mm e l'altrettanto straordinario 500PF.... ma il secondo sarà protagonista di un altro articolo! Alta val di Rhêmes - Z6 su Z 20/1.8S - 1/60 f11 ISO100 Alta val di Rhêmes - Z6 su Z 20/1.8S - 1/40 f16 ISO100 Alta val di Rhêmes - Z6 su Z 20/1.8S - 1/40 f11 ISO100 Ma se nella luce mediocre di giornate plumbee è capace di restituire immagini dai colori intesi e dall'eccellente contrasto, con il sole si esalta, senza rischiare ombre troppo dense, anche nel pieno sole di questa tarda mattinata in quota. E riproducendo fedelmente il blu incredibile di questo cielo, senza necessità di ricorrere al polarizzatore! Alpe Devero - Z6 su Z 20/1.8S - 1/250 f11 ISO100 Alpe Devero - Z6 su Z 20/1.8S - 1/250 f11 ISO100 La svizzera, subito oltre il Passo della Rossa - Z6 su Z 20/1.8S - 1/500 f8 ISO100 Panoramica di 5 scatti verticali a mano libera, la soluzione semplice semplice quando si vorrebbero angoli di campo infiniti senza sacrificare l'imponenza delle montagne! E capacità di fotografare alti contrasti su dettagli minuti senza sostanzialmente incorrere in nessun problema di aberrazione cromatica. Fino agli angoli estremi del fotogramma. Alpe Devero - Z6 su Z 20/1.8S - 1/15 f8 ISO100 E sempre con la possibilità di montare il polarizzatore, giusto quel tanto da governare al meglio i riflessi. Zermatt - Z6 su Z 20/1.8S - 1/15 f13 ISO100 Ma dopo tanti paesaggi a diaframmi medi o chiusi viene l'ora di aprire tutto, aspettando che lo scoglio più nobile si avvicini alla via lattea.... Zermatt - Z6 su Z 20/1.8S - 15" f2 ISO1600 Devo dire che la fotografia notturna è stata per lungo tempo, con questi nuovi Z, il loro focus-by-wire ed il fatto che le Z resettino la messa a fuoco ad ogni spegnimento, una delle mie preoccupazioni. La ricetta è semplice: Occorre approcciare le novità con fiducia ed apertura mentale. Quindi, come si fa a mettere a fuoco di notte quando nel mirino non si vede nulla? Io, tra le molte possibilità, ho consolidato due modi: Facile, se nell'inquadratura c'è qualcosa di molto luminoso - ed in questa notte avevo il faro della stazione della funivia e pure diversi pianeti, che a f1.8 sono abbastanza luminosi per mettere a fuoco con il pinpoint della Z6 senza nessun problema. Delicato: si spegne e si riaccende la fotocamera. Automaticamente va su infinito, ma nel mio caso, non so se scelta o tolleranza di produzione, è uno zic più indietro del perfetto infinito che serve per le stelle. Quindi? Quindi basta girare pochissimo la ghiera con la lente in manual focus, capendo quanto grazie all'ausilio a monitor (torno indietro di una tacca dall'icona della montagna verso il fiore che appare impostando il manual focus....e vado avanti del doppio!) Ho provato a lungo, volevo essere sicuro: funziona sempre, ma consiglio a ciascuno di provare per trovare il "proprio zic". Ricordo, dopo lo scatto, che per verificare che la messa a fuoco sia perfetta basta verificare che le stelle non abbiano color fringing magenta! Notare, su tutte le immagini, come a fronte di una notevole saturazione e contrasto di giorno, la notte riesca a rendere perfettamente le diverse gradazioni delle zone scure, senza bloccare i neri come altre ottiche blasonate ma meno prestazioni finiscono spesso per fare. Dicevo che questo 20 ha prestazioni straordinarie già a tutta apertura ed a tutti i diaframmi... Questi, per gli amanti del genere, sono 3 crop pixel reali dell'angolo in alto a sinistra. Uno è a f1.8, uno a f2, uno a f2.5 da 1600 a 3200 ISO, sempre 15". Capite qual'è a tutta apertura e quale chiuso uno stop? ed i 1600 rispetto ai 3200 ISO? Zermatt - Z6 su Z 20/1.8S - 15" f2.2 ISO3200 - la stellina sul faro è prodotta da un po' di condensa sulla lente frontale. Zermatt - Z6 su Z 20/1.8S - 15" f2 ISO1600 - Stellisee e fotografi di fronte a sua Maestà! Quindi, in sintesi i pro che ho riscontrato: Prestazioni elevatissime, praticamente nessun difetto ottico impattante la pratica fotografica Leggero, ma con costruzione meccanica solida ed affidabile Dimensioni relativamente contenute (non è minuscolo ma nemmeno enorme, ed ha filettatura filtri 77mm standard) Paraluce efficace ed ottima resistenza ai riflessi AF istantaneo MF molto sensibile e precisa I contro: Un po' di vignettatura alle massime aperture, ma ditemi voi guardando le immagini sopra se ha un impatto pratico... Costo relativamente elevato, ma economico se si considera il livello delle prestazioni Per me, estremamente consigliabile! Massimo per Nikonland (C) 29/7/2020.
  8. Che dire, quanti produttori, di qualsiasi oggetto, possono passare attraverso una rivoluzione come quella da DSRL a ML senza disorientare l'utilizzatore? E' un po' come il salto da un'auto turbodiesel con il cambio meccanico ad un'elettrica con il cambio continuo! La Z5 darà delle belle soddisfazioni a tutti i futuri proprietari, esattamente come le altre Z. La prova ultima? cercate una Z7 usata.....
  9. Bravo Giannantonio, è proprio così! #USCIREDALLANGOLO!
  10. Prendo solo l'inizio della riflessione di Davide perché è proprio questo lo spirito che manca: Mettersi in gioco fotografando! Perché fotografare dovrebbe essere la ragione comune per essere qui. E mettersi in gioco il modo per imparare qualcosa. Possibile, invece, che la stragrande maggioranza venga qui su Nikonland per leggere prove e recensioni del materiale, VEDERE LE FOTO DEGLI ALTRI e non faccia quel passo in più per realizzare e condividere le proprie fotografie ed esperienze? A me piacerebbe sentire non solo quelli che hanno partecipato - e che come Davide, me e molti altri si sono divertiti e vorrebbero rifarlo - ma anche e soprattuto quelli che non l'hanno fatto. Non per sentire i "mi impegnerò di più" e men che meno le giustificazioni alla "mi è morto il papagallino al quale ero così affezionato" ma per capire perché non fanno mai quel passo, che renderebbe più utile la sezione forum di Nikonland, ed in ultima analisi li vedrebbe raccogliere il maggior beneficio: fotografare confrontandosi con gli altri fotografi. In questo senso, per me, il forum di Nikonland dovrebbe essere il circolo fotografico ideale per ognuno di noi!
  11. La mia classifica è questa: 4 - Perfettamente centrata sul tema, e ben realizzata dal punto di vista tecnico sia come luce sia come scelta degli oggetti e per composizione, molto diretta e pulita (e, per la cronaca, pur essendo simile alla mia preferisco quella di Silvio) 13 - Dal punto di vista concettuale mi sembra quella meglio riuscita: Il messaggio è chiaro ed evidente, centrale nell'immagine e senza forzature. Distrae un po' la parte sinistra, specchio e segnale, per questo la metto al secondo posto. 8 - Il tramonto della diva c'è tutto, concetto interessante e ben rappresentato.
  12. Appena aggiornato.... sembra tutto ok, vedremo domani! Quale lente F hai aggiornato?
  13. Io evito di addentrarmi in confronti, sia perché le lenti Sony non si montano sulle mie Z, sia perché il risultato dipende ormai non solo dal singolo oggetto - camera o obiettivo - ma dalla coppia. Quello che posso dire è che ho tre lenti per Z (24-70/4, 50/1.8 e 20/1.8) e sono ultra soddisfatto di quello che mi consentono di fare. Non solo in confronto con le lenti F che hanno sostituito, ma in termini assoluti. Spero questo we di riuscire a raccontarvi l' esperienza d'uso del 20.... Questo 14-24/2.8 ha tutti i requisiti per essere la lente capace di andare decisamente oltre ogni livello precedentemente raggiunto. Non solo questo mi basta, ma ne sono anche super soddisfatto. E per il futuro vedo ulteriori miglioramenti nel senso che, completata la "triade professionale", i tempi saranno assolutamente maturi per fare il salto di qualità sui corpi e quindi avere finalmente il sorpasso rispetto alle Reflex in ogni campo di applicazione. Se dovessi scommettere, direi che la mia D5 andrà in pensione nel 2021 - anche senza quota 100!
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