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Alberto Salvetti

Nikonlander
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  1. Alberto Salvetti

    Grigio su grigio

    Non era certo per muoverti una critica, la ballerina bianca è sempre molto difficile da gestire perché il bianco è più piccolo del nero e di conseguenza è quasi normale che si verifichi la bruciatura. Comunque per la conversione del NEF io uso Capture One che recupera le alte luci al 99,9%. Ho notato delle bruciature in foto naturalistiche postate alche da altri recentemente, non ho mosso questa osservazione perché non volevo essere frainteso, sono semplicemente sorpreso perché a me succede rarissimamente.
  2. Alberto Salvetti

    Grigio su grigio

    La situazione, la composizione e anche il titolo è intonato alla foto, complimenti all'autore. Ma scusate la provocazione, in un sito di fotografia, in una foto naturalistica è normale quel bianco così bruciato? Era impossibile recuperarlo? E' una carenza dell'obiettivo? Oppure sono io che ho dei problemi?
  3. Alberto Salvetti

    Mi faccio il PC nuovo.

    Grazie
  4. Alberto Salvetti

    Mi faccio il PC nuovo.

    Tipo? Dammi un riferimento.
  5. Alberto Salvetti

    Mi faccio il PC nuovo.

    Uso ViewNX-1, Capture One e Photoshop. Mi hanno proposto il processore Core I9 7900X con 10 core/20 thread. Non pensi che sia sproporzionato all'uso che ne farò? Che scheda grafica mi consigli, considerando che non gioco?
  6. Alberto Salvetti

    Mi faccio il PC nuovo.

    Ogni 4 o 5 anni mi faccio assemblare un PC nuovo. Mi serve esclusivamente per trattare ed elaborare fotografie. Non faccio video. Mi interessa visionare agevolmente in linea più foto al 100% e un processore molto veloce. L'idea è di prendere due SSD M2, uno per il sistema operativo e l'altro per l'elaborazione. 32 o 64 Gb di ram. Due HD da 8 TB per avere due copie identiche dei dati, al momento ho più di 4 TB di foto e dati. Una terza copia la faccio settimanalmente col tostapane e un altro disco da 8 Tb. Non so se sia utile una scheda video. Volevo avere un vostro consiglio per fare una gran macchina ma possibilmente senza colli di bottiglia e senza buttare soldi per componenti inutilmente sovradimensionati. Grazie.
  7. Alberto Salvetti

    Quante foto fate?

    Quest'anno molto meno degli ultimi due anni, anche causa di due mesi di inattività forzata. Dall'inizio dell'anno: D850 8.404 scatti D500 6.967 scatti V3 348 scatti Complessivamente 15.719, dei quali ne tengo circa il 45 % . Facendo le raffiche, molte foto sono identiche: ne tengo una per risparmiare spazio.
  8. Alberto Salvetti

    Nikon D850 e micromosso

    Non vorrei che fosse un principio di Parkinson. Uso la D850 quasi esclusivamente con lo Zeiss Mirvus 2/100 che non è stabilizzato e a MANO LIBERA senza cavalletto. La percentuale di foto mosse è quasi nulla. Basta impostare Auto ISO, come del resto anche sulla D500, e foto mosse non ne vengono. Il problema non è della D850, è altro.
  9. Alberto Salvetti

    Le sviluppiamo meglio insieme ?

    Ringrazio tutti per il contributo e per il lavoro. Per essere onesto avevo saturato molto la foto ma non sono riuscito ad esprimere la luce che c'era quella mattina. Il taglio più panoramico forse è il più adatto del 3:2. L'interpretazione che preferisco è quella di Aldo Del Favero, probabilmente perché è quella che più si avvicina alla mia. Buona l'idea di far elaborare collettivamente alcune foto.
  10. Alberto Salvetti

    Le sviluppiamo meglio insieme ?

    Dovrebbe essere questa, ms la vedo grigia, non come il NEF originale. https://www.dropbox.com/s/4ewjs2enr4czih5/_DSC3711.NEF?dl=0
  11. Alberto Salvetti

    Le sviluppiamo meglio insieme ?

    Sono 55,7 MB. Come li trasferisco?
  12. Alberto Salvetti

    Le sviluppiamo meglio insieme ?

    Scatto in NEF. Adobe RGB 1998.
  13. Alberto Salvetti

    Le sviluppiamo meglio insieme ?

    Non faccio mai paesaggi perché poi a casa non riconosco il posto nella mia foto. Questa non potevo non farla, era una mattina con una luce stupenda, ma il risultato non mi soddisfa. Grazie a chi ci mette le mani.
  14. Stiamo parlando di etica non di utopia. Noi stiamo qui valutando, giustamente e doverosamente, di come muoverci in punta di piedi per non disturbare la natura, ma nessuno dice della distruzione che sta tuttora facendo l'avanzamento dell'agricoltura intensiva. Non se ne parla perché crea reddito, crea posti di lavoro e allora, come negli anni '70 la selvaggia espansione edilizia creava distruzione della natura, oggi l'agricoltura intensiva, anche quella biologica, dalle mie parti sta devastando tutto, divorando tutti i luoghi ancora intatti, sia in collina che in montagna. E nessuno si permetti di criticare tutto questo. Ti racconto un fatto. La scorsa settimana ho avvistato un nido di picchio rosso maggiore fatto in un foro nel tronco di un olivo. L'olivo era in una fila di olivi in fondo ad un vigneto. Accertato che i nidiacei avessero almeno una decina di giorni, di notte ho piazzato il mio capannino di tela fra i filari del vigneto a una quindicina di metri dall'olivo. Mimetismo perfetto. Al mattino con la luce buona, ho controllato da distante col binocolo i tempi che intercorrevano tra una imbeccata e un'altra. I 5-10 minuti che impiegavano per fare il pieno, mi hanno dato il tempo di entrare dal lato opposto del capanno. Ho aspettato che ritornino prima di piazzare il teleobiettivo e al successivo giro ho messo fuori dal capanno la lente frontale del tele. Si erano già abituati al capanno e anche della lente non avevano fatto caso, continuando nella loro attività di ingozzamento. Ho fotografato e nemmeno gli scatti dello specchio risultavano avvertiti. Dopo un paio di ore è arrivato il contadino con il trattore e l'atomizzatore per fare il trattamento di boro e verderame agli olivi prima della fioritura. E' passato ad un metro dagli olivi irrorando a non so quante atmosfere di pressione. Ho avuto dei momenti di sgomento. Per fortuna il foro del nido era posto con un'angolazione tale che il prodotto spruzzato non è entrato direttamente ma solo di striscio. Se avesse fatto il trattamento in senso inverso sarebbe stata una tragedia per i piccoli. A quel punto ho alzato il capanno, l'ho portato fuori dal vigneto dal lato opposto, ho smontato tutto e non avevo il coraggio di guardare con il binocolo. Il giorno dopo sono tornato a vedere da lontano e, apparentemente, l'operato del contadino non aveva prodotto danni. Non li vedrai i caprioli a spostarsi dall'Appennino alle Alpi su vie garantite. Non li vedrai, te lo assicuro io.
  15. Non credo che con qualche corso si possa insegnare il comportamento da tenere nelle varie situazioni. Al massimo si potrà insegnare un poco di educazione comportamentale nella frequentazione di ambienti naturali. E lo dovrebbero frequentare TUTTI, non solo i fotografi, perché noi stiamo giustamente parlando del nostro ambito, ma i comportamenti da vandali ignoranti sono quasi generalizzati. Il discorso del limite oltre il quale si fa danno credo sia molto complicato da insegnare. Nel nostro mondo antropizzato, gli animali e soprattutto gli uccelli hanno delle reazioni completamente diverse, dal luogo dove si trovano. I passeri che vengono a raccogliere le briciole sui tavoli dei bar in aperta campagna fuggono alla nostra vista a 100 metri di distanza. Il merlo, per dirne uno, che viene a nidificare a un metro dalla casa per difendersi dai nuovi predatori, valuta minore il rischio della vicinanza dell'uomo e dei gatti, che il pericolo che incombe in aperta campagna. Una cosa che mi sento di raccomandare, è di non avvicinarsi mai mentre gli uccelli, soprattutto i passeriformi, stanno covando perché se viene percepito il pericolo possono facilmente abbandonare il nido anche con le uova dentro. Un'altra cosa che recentemente tutti fanno, appunto perché gli uccelli si avvicinano alle case, è la foto col cellulare a 20 cm dai nidiacei sentendosi in tal modo reporter di NG. E talvolta qualcuno vorrebbe aiutare i genitori con l'integrazione di cibo dato a mano. Operazione dannosissima, oltre dal punto di vista dietetico, perché gli uccelli non si sentono minacciati anche se noi passiamo a un metro dal nido per le nostre normali attività, ma possono abbandonare i nidiacei se li dovessimo prendere in mano i primi giorni di vita.
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