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Alberto Salvetti

Nikonlander
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  1. Hai focheggiato la typha a F. 11 sperando che volasse nuovamente sopra la canna come solitamente faceva. Con pazienza e un po di fortuna si può fare.
  2. Selezionare le proprie foto preferite non è mai semplice. La scorsa settimana sono riuscito a fotografare questo soggetto, che non ero mai riuscito a fotografare decentemente prima. Le foto sono fortemente volute, infatti mi sono sciroppato quasi tre ore di macchina, gran parte su stradine di montagna per arrivare nella zona dove era data per certa la presenza di queste farfalle. Il meteo prevedeva sole splendido. Arrivato alla meta, a quota 1800 metri, molte nuvole si alternavano a qualche raggio di sole, la nebbia sospinta da un forte vento e la temperatura fredda facevano presagire che la trasferta fosse stata fatta a vuoto. E invece su un ripido pendio , aggrappate a steli d’erba o sui fiori le Apollo c’erano. Erano intirizzite dal vento gelido, e questo era positivo, ma il vento le facevo oscillare a velocità supersonica, mai visto prima. Dopo un bel po’ di studio, ho notato che fra una folata e l’altra, c’era una frazione di secondo che il soggetto poteva essere ipoteticamente fermo. Ho alternato da D850, la D500 e alcuni obiettivi. Con mia sorpresa, l’accoppiata migliore è stata D850 e Micro Nikon 4/200 AFD. Lo scarto è stato enorme, comunque sono soddisfatto di aver portato a casa alcune foto abbastanza buone, considerando le condizioni in cui le ho scattate. Parnassius apollo D 850 + Micro Nikon 4/200 AFD F. 11 1/1000 sec. ISO 640, mano libera D 850 + Micro Nikon 4/200 AFD F. 11 1/1000 sec. ISO 720, mano libera
  3. Farfalla non molto comune dalle mie parti Apatura iris D500 300 PF ED+ TC 1,4 F. 5,6, 1/800 sec., ISO 100, mano libera
  4. Non mi sognerei mai di fare questo genere di fotografia con la Z7. Non avevo mai fotografato un biancone con un serpente in bocca, non capita tutti i giorni. Questo evento fortuito, sarà merito dell'antivibrazione sul sensore o non so cos'altro sia, mi ha fatto scoprire che, anche a quella distanza, una volta agganciato il soggetto è perfettamente a fuoco e non mosso.
  5. Questa mattina, in prossimità di uno stagno, stavo provando sulle libellule la Z7 con diversi obiettivi. Nel momento che avevo avevo montato 500 PF ED F.5,6 la mia attenzione è attratta dal gracidare di due cornacchie grigie che inseguono un rapace proprio sopra la mia testa. Punto e cerco di mettere a fuoco il rapace in volo, impresa disperata, la messa a fuoco continua ad andare avanti e indietro per alcuni secondi senza mai agganciare il soggetto che intravedo nel mirino e che scompare. Ormai il rapace è distante, desisto e penso che cretino sono stato nello staccare il 500 dalla D500 per provar a trovare qualche modo di utilizzo alla Z7, quando vedo che il rapace gira e torna un po’ indietro. Ricordando il metodo usato con i MF ai bei tempi, punto un albero che dista più o meno come il soggetto. Funziona: riesco ad agganciare il soggetto e scatto. Lo perdo e lo riprendo e scatto, così per una decina di volte. Sconsolato, guardo il monitor ancora imprecando ma con mio grande stupore vedo che le foto agganciate sono perfettamente nitide, 7 su 9. Una media che a quella distanza non ottengo nemmeno con la D500 . Non so se questo sia dovuto all’antivibrazione sul sensore, ma il risultato è ottimo, peccato abbia perso tutte le foto con il soggetto più vicino. Scaricato sul computer, la mia prima impressione è confermata, tenendo conto che erano le 11 e che la distanza era sicuramente oltre i 100 metri e che ho scattato a mano libera: le foto sono nitidissime. Un punto a favore della Z7. Le due foto, le ho ridotte della metà, per non avere il soggetto troppo piccolo. Il cielo è di tonalità completamente diverso perché sono scattate con l’orientamento completamente diverso. Biancone con biscia Z 7 5,6/500 F. 5,6 1/800 sec. ISO 64, mano libera
  6. L'accetto ben volentieri e ti ringrazio. Le tue considerazioni sono sempre pertinenti e ineccepibili. Mi sono illuso che il passaggio fosse meno traumatico, forse volevo sentirmi all'altezza dei tempi, come i fotografi che frequento. Non so se ha senso che alla mia età mi sforzi, e mi incazzi per adattarmi ad usare un mezzo, quando le reflex si adattano perfettamente alle mie esigenze. In fondo, facendo le foto della stessa qualità. Ho sbagliato a prenderla.
  7. Grazie per le dritte. Oggi ho avuto altro da fare, vediamo domani.
  8. Alla fine l’ho presa. Mi è arrivata ieri. L’ho provata col 300 PF ED e mi è parso che si comporti normalmente. L’ho provata col 200/4 micro AFD e funziona solo in manual focus. Mah. La Z7 l’ho presa per sostituire la D850 e nel frattempo abituarmi a questo diverso modo di fotografare. Quindi questa mattina sono andato a orchidee, proprio per lo scopo per cui l’ho acquistata. Il mirino elettronico che mi preoccupava molto, PER L’USO CHE NE FACCIO IO, l’ho trovato peggio di quanto temessi. In manual focus, riesco a mettere a fuoco in zone d’ombra o comunque con luce molto omogenea. Al sole o in controluce a F2 è impossibile valutare se e cosa sia veramente a fuoco. Fotografare i miei soggetti con la reflex è distensivo, con questa è stressante. Nella valutazione negativa non tengo conto del fatto che il mirino continua a spegnersi e che per ritornare operativo passa almeno un secondo. Era il difetto maggiore della V3 che mi faceva smoccolare e poco è cambiato. Le foto a fuoco sono belle nitide, ma sono troppo poche sul totale. Domani riprovo, assumendo, prima della partenza, una doppia dose di pazienza, ma senza tante speranze. Se non trovo una soluzione di uso sopportabile, conto di avvalermi del diritto di recesso, e la rispedirò al venditore.
  9. Geco. Saltato fuori mentre ordinavo i vasi vuoti in giardino. D850 2/100 Zeiss Milvus F.11 1/100 sec. ISO 10.000 mano libera D850 2/100 Zeiss Milvus F.2 1/100 sec. ISO 140 mano libera
  10. Grazie per i graditi contributi, cercherò di farne buon uso. Non era una domanda retorica, ma essendo una decisione che comporta un non ritorno, cerco di capire se i vantaggi almeno pareggiano i difetti. Il fatto di dover usare il nuovo sistema con l'adattatore e gli obbiettivi che possiedo perché non c'è altra alternativa, anche per i prossimi anni, mi frena non poco.
  11. Ringrazio quanti mi hanno risposto, ma ho ancora gli stessi dubbi di prima. La D850 riesco ad usarla oramai esclusivamente in macro per fiori e orchidee spontanee soprattutto per i 45 mx. Per tutti gli altri usi ho migliori alternative. Il live view non lo uso perché se lo usassi dovrei portare anche il cavalletto. La metà dei miei soggetti è alto dai 8 ai 15 cm. Cavalletto, testa e slitta non ci starebbero mai per le inquadrature che voglio fare io. Gli articoli li ho letti quasi tutti e mi avete convinto che al 99% dei fotografi sono macchine adatte alle loro esigenze. Per questo motivo mi chiedevo se la D 7 era così superiore alla D850, che a me passato l'iniziale innamoramento, non mi ha mai fatto impazzire. Quello che più temo è il mirino elettronico, ho provato quello delle ultime Sony, e a me sembra molto disagevole. Poì, che non ci sia in previsione nessun obiettivo Z delle focali che normalmente uso, non mi spinge al passo.
  12. Io non fotografo né paesaggi e tanto meno persone. Avendo la D850, c'è un validissimo motivo per cui mi converrebbe sostituirla con la Z 7 ?
  13. Troppa grazia. Una bella foto di una libellula che neanche sapevo esistesse. In merito all'attrezzatura, credo che ora non ci sia di meglio per fotografare libellule e farfalle. Con una percentuale di successo molto elevata. Se si vogliono rapporti di ingrandimento maggiori è ovvio che serve altro. Ma quella è un'altra storia. Grazie Silvio.
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