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Quale è l'ultima fotografia che avete stampato ? Mettetela qui
Sono sicuramente belle, pratiche, eleganti, ma, per quello che servono a me, non mi porterebbero alcun vantaggio rispetto alle scatole originali. E inoltre dovrei buttarle.
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Quale è l'ultima fotografia che avete stampato ? Mettetela qui
Anch'io uso le scatole della carta esaurita. E credo sia un modo economico e agevole per sfogliarle ed anche catalogarle. Come ho già detto io stampo solo nella prospettiva di mostre e questa soluzione mi è molto utile. Dopo i molteplici tentativi, la scelta è stata di stampare solo su un tipo di carta. In formato A3+ ne ho circa 500 e in formato A2 un'ottantina. Ovviamente c'é un continuo reintegro, in merito alla tematica della mostra. Ogni scatola contiene foto dello stesso tipo, ad esempio: farfalle, libellule, Orchidee divise per genere, uccelli lacustri, uccelli rapaci, ecc. Consiglio anche a Mauro di fare così perché, se la media di foto stampate anche in futuro sarà quella di adesso, tra un anno si ritroverà con un archivio consultabile.
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Quale è l'ultima fotografia che avete stampato ? Mettetela qui
Io stampo solamente le foto che mi servono per le mostre che faccio. Solo in A3+ e A2. E, di conseguenza, le stampo solo su carta pregiata, che risalti tutto il lavoro che ho fatto prima. Stampare compulsivamente comporta trovarsi poi con tonnellate di foto da archiviare. La teoria è leggermente diversa dalla pratica. Provare per credere. Le ultime foto le ho stampate a settembre, in occasione delle mostra che avevo fatto allora, Il 3 aprile ho una nuova mostra, ma ho riciclato delle foto che già avevo stampato per altre mostre e quindi non ne ho stampate di nuove. Anche se so che è scorretto, vi allego il volantino che la pubblicizza,
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La Vostra foto migliore del marzo 2026
46 Le tre grazie. Barlia robertiana. La prima orchidea che spunta dalle mie parti. Lo scorso anno in questo cespo ce n'erano 5, ma poi le ha notate un "AMANTE DELLA NATURA" che ne ha raccolte alcune per farsi una bella caraffina centro tavola. Probabilmente queste tre avevano raggiunto il giusto livello di maturazione e quest'anno hanno rifiorito, per le altre si spera il prossimo. Io sono una persona molto, ma molto tollerante, ma in casi come questi praticherei il taglio della mano. L'ignoranza e la stupidità hanno un limite oltre il quale non possono essere giustificate. NIKON Z7 Sigma 180/2.8 F.4, 1/30 sec., ISO 64, stacking di 30 scatti.
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SIGMA 180 f2.8 OS su Z8, il risveglio del Macrosauro!
Mi ha fatto molto piacere leggere attentamente questa tua dettagliata recensione del 180/2.8. Io, più modestamente, il 13 maggio 2025 ho postato un mio blog dal titolo UNO SFIZIO e riguardava appunto l'acquistop del Signa 180/2.8. L'avevo preso non perché ne avessi bisogno, ma perché l'avevo desiderato tanto, avendolo visto usare da un amico su Canon con risultati invidiabili. Non è che fossi senza obiettivi macro, ne ho una catasta, ma questo appunto per me era uno sfizio, Purtroppo, al momento sono molto limitato nell'attività fotografica, ma quando posso lo porto con me, e mi dà grande soddisfazione anche il solo fatto di poterlo usare. Appena riesco posto qualche foto recente.
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consigli per tele
Caro Matteo finché continuerai ad arrovellarti sulle questioni teorico/tecniche, non farai la scelta giusta che fa per te. Perché ognuno di noi ha delle proprie esigenze, esaudibili solamente con la PRATICA. Faccio avifauna da più da una ventina di anni. E il mio primo tele è stato il 300/4 che hai anche tu. Un buon obiettivo, ma che non è minimamente comparabile agli attuali obiettivi Z. Non è stabilizzato e a mano libera non è il massimo. Negli anni, su reflex, ho avuto il 200/400, il 600/4 , il 200-500, il 500 PF e tutti all'epoca mi hanno dato grandissime soddisfazioni, e anche con tutti i moltiplicatori: 1.4, 1.7, 2.0. Premetto che dal 200-500 ho pensionato tutti i miei cavalletti, che non uso, se non in condizioni di eccezionale particolarità. Con l'avvento delle Z, e nel frattempo essendo diventato vecchio, dovendo scegliere tra il versatile 180/600 ed il leggero 600/6.3, facendo prevalentemente foto vagante ho scelto la leggerezza del 600, più leggero di 750 grammi. La differenza sembra poca, ma per me è più che sufficiente per questa scelta. Ritornando al discorso di partenza, prenditi il 180/600 che, come ti ha consigliato Mauro, con 1300 euro lo compri. Usandolo capirai quali sono le focali e le reali tue esigenze, e fra qualche tempo lo potrai rivendere, magari guadagnandoci, e acquistare quello che ti serve. Ricordati che la teoria è una cosa, ma è la pratica che vale. E basta con questi moltiplicatori. Se sono TC integrati nell'obiettivo, benissimo, se no sono altro che perditempo e perdi-qualità.
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Alberto Salvetti sta seguendo consigli per tele
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La Vostra foto migliore del febbraio 2026
71 foto sono veramente tante. Non mi sogno nemmeno di esprimere giudizi a foto che io non farei mai, ad esempio di street o panorami. Tra i generi di foto che faccio mi piace su tutte la 4 con i verdoni di Silvio Renesto. Mi piace moltissimo anche il martin pescatore in ambiente invernale n. 38 di Valerio Brustia. Non pubblico mai le foto che faccio alla decina dei miei gatti, ci tengono molto alla loro privacy, ma la foto del gatto n. 3 di Antonio Biggio mi piace molto. Trovo interessante anche l'evaporazione n. 7 di stenopeic.
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La Vostra foto migliore del febbraio 2026
69 Considerando che negli ultimi 10 anni la mia media mensile di scatti è sempre stata di qualche migliaio, se non di decine di migliaia, questo mese sono riuscito effettuare poche decine di scatti per poter essere presente anch'io. Una bella differenza (dice la pubblicità). Ranunculus ficaria - Favagello Nikon Z7 Nikkor Z 105/2,8 S - F.3.3 , 1/640 sec., ISO 64, stacking di 27 scatti, 27.02.2026
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Teste per treppiedi, in particolare teste a bilancere
Se ci sono feritoie strette, ci puoi appoggiare direttamente l'obiettivo senza alcun treppiede. Per reggere i teleobbiettivi non c'è niente di meglio di un gimbal, per tanto scadente che sia. Io ne ho usati alcuni, ed il migliore è stato un Photoseiki , che non rientra nel tuo limite di spesa. Da anni, ovvero da quando ho acquistato il 500/5.6 PF, ed ora col 600/6.3 non ho più usato alcun treppiede. Sono tutti nell'armadio che ammuffiscono.
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Un abbraccio ad Enrico
Caro Enrico, non ci conosciamo, ma ti esprimo le mie più sentite condoglianze. Non apprezziamo la vita finché un avvenimento ce la sconvolge. Coraggio Enrico, un forte abbraccio.
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Quale macro Nikon
Per fotografare queste pipe, sia i tubi che un macro tipo il 105 2.8 sarebbero controproducenti perché ridurresti drasticamente la profondità di campo. Con un obiettivo di quelli che hai già e con la tecnica del focus stacking, otterrai il risultato richiesto. A meno che tu non voglia fare dei poster, ma non mi pare sia il tuo intento.
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Auguri a tutti i Nikonlander ancora attivi su Nikonland
Per un 2026 che faccia dimenticare l’anno che se ne va. Per puro spirito di appartenenza mi associo a questo auspicio. Da ormai mezzo secolo, per me, le festività di fine anno sono, in qualsiasi forma si manifestino, solo una gran rottura di balle. Comunque, rispetto chi non la pensa come me e vive con gioia questo periodo. Buon 2026 di pace e di salute a tutti i nikolander.
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Nocellara del Belìce: le mie olive
Bravo Max, piantando gli olivi in quel terreno hai fatto la cosa più giusta che avessi potuto fare. Se chi ci ha preceduto non avesse applicato la teoria che hai detto, ovvero di piantare le piante di olivo per le generazioni future, oggi non raccoglieresti quelle fantastiche olive. Io sono entrato in un frantoio nel 1968 e l’anno successivo mi hanno promosso capo frantoio. Ho continuato a fare questo lavoro, e insegnare questo lavoro fino alla scorsa campagna olearia. Ho avuto la fortuna di avere un grande maestro che aveva unico obiettivo la ricerca della qualità, cosa rarissima a quel tempo. Vi risparmio il mio curriculum, ma vi assicuro che di olive e olio di oliva me ne intendo. Annesso al frantoio dove lavoravo c’era il punto vendita, che con l’aumentare del turismo si incrementavano esponenzialmente le vendite. Vegetando in questa zona estrema, l’olio prodotto era di ottima qualità con un profumo e gusto molto delicati. Ovviamente la produzione del Garda era irrisoria e allora per esaudire le richieste si andava alla affannosa ricerca di olio di alta qualità, che potesse assomigliare all’olio del Garda, in tutte le regioni d’Italia. Il Garda fino a qualche decennio fa era il punto più a nord del mondo dove si potessero coltivare gli olivi. Col cambiamento climatico, oggi si possono piantare molto più a nord. Fino alla gelata del 1985, le zone migliori di approvvigionamento erano nella Val di Sangro (CH) e nel Viterbese. La gelata fu devastante: qui da noi per una settimana la temperatura scese a -13/ -14 gradi. Gli olivi persero tutte le foglie e a farne le spese furono le varietà autoctone, più sensibili al freddo. Molte piante seccarono, altre impiegarono qualche anno a ritornare in produzione. A fronte di questo danno, la risposta di Homo sapiens fu di impiantare centinaia di migliaia di piante di varietà non autoctone, le meno soggette ai danni del freddo. Col risultato di cambiare completamente il gusto e la qualità dell’olio prodotto. Questo fenomeno si replicò in tutte le regioni che avevano avuto danni dal gelo agli olivi. L’olivo, pianta eliofila, quale collocazione potrebbe avere migliore della Sicilia? In più la Sicilia ha delle varietà, soprattutto la nocellara, che danno un olio eccezionale: molto piccante, amarognolo, ma non amaro, grande difetto di molti oli. Inoltre, negli anni ’70 , una generazione di giovani frantoiani siciliani scelsero la lavorazione delle olive a ciclo continuo, abbandonando l’estrazione tradizionale con le presse. Scelta condivisa solo dopo molti decenni dai frantoiani di altre regioni. La tradizione va bene per le feste paesane, non in questo caso. Tutto questo per dire che, se è fatto come si deve, l’olio di questa zona è il migliore al mondo. Tant’é che negli ultimi due decenni quest’olio vince tutti i concorsi internazionali (quelli veri non quelli farlocchi). Io personalmente, per il mio consumo famigliare, pur potendo scegliere tra i migliori oli della mia zona, fatti di persona da me, da una quindicina di anni uso dell’olio siciliano proprio del trapanese. Di nuovo, bravo Max. E cerca di trasmettere la tua passione per gli olivi ai tuoi figli. Te ne saranno grati.
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Alberto Salvetti sta seguendo Nocellara del Belìce: le mie olive
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ANDARE A FUNGHI
Complimenti per le foto. Da ex fotografo di funghi, vedo in te delle buone potenzialità di crescita. E quindi mi permetto di darti alcuni consigli da suocera: Valido per qualsiasi fotonaturalista che si consideri tale. I soggetti che si espongono DEVONO essere classificati. Oggi ci sono infinite possibilità per riconoscere e identificare i soggetti. Un fotonaturalista DEVE conoscere ciò che fotografa. Non lo deve sapere prima di aver fatto la foto. Ma dopo si, altrimenti che senso ha aver fotografato quel tal soggetto. Se li vuoi definire FUNGHI, fotografali col telefono e amen. Molte volte ci sono degli elementi di disturbo che rovinano veramente la foto. Non ti consiglio di creare un set, anche se non ci sarebbe nulla di male, anzi, ma a volte basta togliere un legnetto in primo piano oppure sullo sfondo per trasformare la foto. Attenzione alla scelta del formato della foto. Il tempo passa, l'archivio cresce e devi pensare di cosa ne farai di tutte questa foto. La tua scelta del formato 2:1 è sicuramente la più pertinente se ne vorrai fare dei video. Se invece vorrai fare delle stampe il formato 4:3 è il più duttile. E' indispensabile che tu tenga il file RAW originale per poter in futuro ricavare la foto che serve al tuo scopo.
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diciannove
Auguri Nikonland, e un infinito grazie a chi l'ha ideato e condotto fino ad ora.