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Silvio Renesto

Nikonlander Veterano
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  1. Non so se è consentito commentare, nel caso togliete il mio contributo, ma davanti a questa foto vorrei andare oltre il like. Ammirevole morbidezza di luci, disegno di forme e colore.
  2. Anch'io soffro della mancanza dei due centesimi (cit.), aggravata da una tendenza al trading in perdita, ma non necessariamente legato alla ricerca dell'ultimo grido tecnologico. Ad esempio è un bel po' mi dico che ho proprio bisogno di un tele un po' più aperto di f6.7 per avere sfondi più ... migliori 🫤. Ma sono spettri con cui ho fatto amicizia o quasi, e non mi trattengono dal fotografare. Invece, foto di cui vado orgoglioso nell'ultimo mese ehm, a parte quelle feline, resta poco o nulla. I miei perversi tentativi di praticare foto di street su istigazione, hanno dato risultati di una banalità tale che spesso sono stati cancellati in camera tout court. Ma non sono qui per fare terapia di gruppo nè per rimpiangere i tempi di poiane e grifoni. Ci sono foto recenti che sono contento di avere fatto. Forse traviso la richiesta di Mauro, nel caso avvisatemi che "tiro via", ma, a meno di mettere il ritratto del compianto Tyson (gatto, è sparito, povero!) non ho "una" foto a cui sono particoalrmente legato, ma "delle" foto che mi hanno reso felice di averle scattate. Ad esempio gli storni della stazione Centrale di Milano li ho cercati poetici Per poi renderli terrifici, come ci insegna Daphne du Maurier (o Hitchcock!). I gabbiani di un'uggiosa mattina invernale al Parco Nord a Bruzzano Questi bianchi e neri non risalgono all'incendio di Londra però di un paio di anni fa sì. Dello scorso anno 2025. Sempre contento quando mi riesce di creare buone immagini da un incontro senza capanno, come qui al Parco di Monza. Rarità, una vetrina a novembre 2025. E poi ci sarebbe uno sproposito di gatti e libellule di cui sono sempre contento...ma le avete sicuramente già viste. Una sola, spero inedita... Insomma, bene o male, lascio a voi decidere, ma fotografo, la fotografia è una delle due passioni che coltivo come parte essenziale di me e il "mi manca questo o quello" ne soffro sì, ma non è un freno.
  3. Chiedo scusa per l'OT a Giovanni, ma questa storia mi sembra strana assai. La prima razza nuda (Sphinx) se è a questa che ti riferisci è stata creata nel 1966 a Toronto (Canada) unicamente per ragioni estetiche. A partire da alcuni individui nati con una mutazione che li privava del pelo.hanno cercato altri rari mutanti e tramite incroci selettivi si è fissato il carattere, creando la razza. Oltre a tutti i problemi di cui ho discusso nel blog che ho linkato, rendiamoci conto che un gatto senza "baffi" (vibrisse) è privo di informazioni tattili per lui fondamentali. Come se fosse ipovedente.
  4. Votato che ho abbandonato completamente le reflex come è vero. Ne sono felice soprattutto da quando uso la Z8. Non ho più obiettivi reflex da adattare anche se a volte mi punge desiderio per qualcuno (e no, non è il 200 micro AfD o perlomeno non solo lui 😝).
  5. Ho i passacinghia sull'anello per il treppiedi del 150-500, che uso, ma non ho problemi non usando più coperture mimetiche. Scrivo però lo stesso perchè ho apprezzato la lettura, chiara e gradevolissima come sempre (scommetto che renderesti godibile anche un catalogo di ferramenta), e per esprimere ammirazione per le doti di manualità e precisione di cui io sono praticamenmte privo.
  6. Rivolto ai gestori. Nei Paesi Bassi ne è stata vietata la vendita, insieme allo Scottish fold. Se vi chiedete perchè, rimando a questo mio blog: Da allora ho approfondito la cosa per una conferenza al Museo di Storia Naturale e a quanto pare non sono mie opinioni, ma fatti. Creare per profitto degli esseri viventi destinati a soffrire è ... trovate voi il termine. Naturalmente i gestori dei Neko cafè non sono i responsabili, ma non sanno cosa c'è dietro.
  7. Anche l'Angora bianca/o. E' Duchessa degli Aristogatti (se in giro trovate scritto che è una persiana è sbagliato, i persiani hanno il muso schiacciato) 😉 Unica nota stonata di quel bar, per i gatti non per le persone, è che hanno messo una serie di "patatoni" insieme ad un ninja esagitato (come si vede bene nella foto successivamente pubblicata da Giovanni). Poverini. Il bengal (come altri incroci con specie selvagge) è una di quelle razze che se non ha abbastanza spazio e cose da fare (o distruggere), devi portarlo a far la passeggiata come i cani perchè si possa sfogare (al guinzaglio se no non lo trovi più ;)).
  8. Sì Crazy Cat Café, intendevo quello con Via Napo Torriani. Non ricordavo il nome 😄
  9. Ma che bello! Le foto sono davvero molto belle. Mi piace la "sofficità" delle tue immagini, perfettamente in linea col tipo di gatti presenti. Complimenti! Hai fatto bene a escludere i presenti umani che magari non avrebbero gradito, però se ti interessasse ritornare a fare delle inquadrature più ampie ho un suggerimento: quando sono andato al Catmint cafè (era in zona Città studi, poi fallito causa Covid), mi sono accordato con la responsabile, anche là (una graziosa giovane) cinese, per entrare appena prima dell'apertura. https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/312-reportage-neko-caf%C3%A8-ma-cos%C3%A9/ Per le foto singole: Come ho detto mi piacciono tutte. Ottime inquadrature luce, sfuocati (peccato solo per la maniglia o interruttore, insomma il rettangolo proprio dietro il muso del ?certosino). Partiolarmante bella la prima con il Maine Coon che sbuca guardando in alto, tenera la seconda con lo Scottish fold, (anche se soffro per lui), buffo il persiano che guarda giù dalla trave (come per lo scottish fold, soffro un po'). In quanto ai gatti mi sorprende una cosa: diversamente dal Cat cafè di via Napo Torriani, questi sembrano tutti gatti di gran "razza": Maine Coon, Scottish fold, Certosino, Angora (quello tutto bianco a pelo lungo). Il gatto striato è indubbiamente un Bengal (!) , "razza" ottenuta dall'incrocio fra il gatto leopardo (un felino selvatico asiatico) e un paio di razze di gatto domestico. L'ho visto dal vero un paio di volte è ' bellissimo, ma mantiene molto del suo carattere ancestrale (lo si vede anche nella tua foto, ha un'espressione completamente diversa dagli altri). Raro in Italia e se certificato col pedigree ed esente da problemi, costosissimo. PS Sui gatti di razza ho delle riserve, ma qui è OT 😉
  10. Votato sì, presupponendo venga affiancato da una gamma di obiettivi compatti quali ipotizzati da Mauro.
  11. Perlo più ho usato zoom tele come il SIGMA 150-600 Contemporary, su corpo Dx (D500) le più recenti forse Z6. Il livello di confidenza è variabile nel senso che d'inverno alcuni appassionati locali creavano mangiatoie fai da te sui rami in alcuni punti più tranquilli del parco e lì diventava più facile per i passeriformi e molto a fortuna anche col Picchio. In quasi tutto il parco le Anatre le potresti fotografare sempre anche con un 100-200mm. Anche l'airone è piuttosto confidente. Il martino invece è diffidente, per lo più lo vedi in volo. Quello è l'unico scatto decente che sono riuscito a fare in anni. Il Porciglione di solito sta nascosto o non cìè proprio, l'ho visto solo in due occasioni. Alle volte attraversa il piccolo canneto e riescia fotografarlo. Per il pettirosso prendi per buono quel che ha scritto Valerio, se migra migra di poco. Resta il fatto che il pettirosso (e gli altri) d'inverno osano di più e li si vede meglio senza le foglie :)
  12. Votato no, trovo l'ottica fissa limitante (probabilmente perchè sono io che ho dei limiti). Se a formato piccolo, sarei interessato se avesse uno zoom 28-70 equivalente, di qualità come sulla Leica D-lux 8 (=Panasonic LX 100*). Che però è m4/3. Forse per dx sarebbe già difficile contenere le dimensioni? *la suddetta Panasonic è praticamente introvabile, così se si vuole una cosa simile si deve comprare la Leica ad un prezzo insensato.
  13. Simpatiche! Vale anche per me e penso per tantissimi. Ci hanno fatto dei meme proprio per questo:
  14. Vero, il gatto domestico mostra una certa varietà di carattere ed alcuni sono anche affettuosi a modo loro ma, a parte quelli resi geneticamente citrulli dai "creatori" di razze feline, non è un vero animale domestico. E' sceso a patti con l'uomo (e con gli altri gatti) millenni fa in Nord Africa-Medio Oriente per convenienza, ma mantiene ancora molto del suo antenato selvatico solitario, che "decide lui" ed è eternamente sospettoso di tutto ciò che non gli quadra. Il detto inglese "curiosity killed the cat" andrebbe corretto con "care", la preoccupazione stressa il gatto. E così ci vuole tempo e predisposizione giusta, come scrivi. Grazie, magari! D'accordo per sfondo e composizione, posso sicuramente migliorare. Non tanto sicuro dell'"espressione antropomorfa", a meno che non abbia frainteso cosa intendi. Io cerco il più possibile di evitare di "umanizzare"il gatto e lasciarlo più gatto che posso 😉

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