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Silvio Renesto

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  1. Bel reportage, scratch a parte, senz'altro bei ricordi, e si sente che è scritto col cuore.
  2. La marmotta è troppo grande, però è parente. Si tratta di un piccolo roditore, come l'arvicola. Quello sotto è molto piccolo anche lui è un toporagno, insettivoro. I denti servono a sezionare gli insetti coriacei. Però direi che ci siamo andati vicino
  3. Bravo Max, Osservazione corretta. I denti piatti e mancanza di canini sono indicatori di dieta vegetariana, perchè le fibre vanno triturate bene per essere assimilabili (molari piatti) e non c'è bisogno di infilzare nessuno (niente canini). Anche la parte dietro della mandibola, più grossa e complessa, indica una muscolatura forte, per masticare a lungo. Per quello sotto, come scrivi tu, i denti sono a cesoia perchè la carne, più assimilabile, basta spezzettarla. Per chi volesse continuare il gioco ed ad approfondire, le molto piccole dimensioni e l'incisivo enorme fanno pensare ad un gruppo di animali preciso ???, per l'erbivoro. Sempre le molto piccole dimensioni e (cosa un po' più complicata) la forma dei denti fanno pensare ad una dieta basata su un certo tipo di animali ???
  4. In questo periodo sto sfruttando al massimo la situazione per organizzare un nuovo corso, in previsione di un riassestamento del Corso di Laurea in cui insegno. In parole povere, sarà un corso in cui do' le basi per provare a capire, partendo dal solo scheletro, o addirittura da poche ossa sparse, come era fatto un animale, soprattutto come si muoveva (poteva correre? poteva saltare? sapeva arrampicarsi? oppure sapeva scavare? nuotava con le zampe o con la coda?) e cosa mangiava (era un predatore? un erbivoro? mangiava di tutto? ecc.). Oltre alle lezioni, ho previsto delle attività che facciano ragionare gli studenti, in una di queste darò loro delle immagini di "pezzi" di scheletro di un animale estinto o attuale, li lascerò ragionare un po', poi dovranno dirmi tutto quello che sono riusciti a tirare fuori dagli elementi che hanno a disposizione. Per questioni logistiche lavoreranno con immagini, alcune prese in giro, ma molte fatte da me. Perchè ne scrivo? Per prima cosa perchè io credo che questo aspetto sia la parte più affascinante della mia disciplina, un vero lavoro da detective, le ossa parlano a chi le sa ascoltare (meglio, osservare). Poi perchè voglio farvi partecipare, con un esempio facile facile, consideratelo un giochino, un aiuto a passare il tempo in casa, chi volesse. Allora: ecco qui un paio di foto fatte da me. A B Sono due mandibole (lunghe circa 3 cm) di due piccoli animali di dimensioni praticamente identiche. Provate a stabilire cosa mangia uno e cosa mangia l'altro, spiegando da cosa si capisce. Se poi foste miei studenti vi chiederei anche qual'è il gruppo zoologico di appartenenza, ma questo non vale qui. Vi va di giocare? Non preoccupatevi non vi do' il voto! PS In questo caso, chi sta in campagna spesso ne sa più di uno studente...
  5. Darei una risposta molto simile a quella di Massimo Vignoli, una serie di step, più che un solo oggetto calibrati sulla decade di differenza fra me e lui quindi partendo dalla gloriosa FM2 se non addirittura dalla Pentax Mx. Tra gli obiettivi credo il micro-nikkor 200mm f4 AfD ED, che a volte rimpiango.
  6. L'immagine rende perfettamente la descrizione! Molto simpatica. 👍 PS Avrei schiarito un po' il muso e gli occhi, ma immagino che non avresti fatto in tempo ad organizzarti
  7. I gatti sono belli, e quello lì particolarmente bello. E ti sta tenendo d'occhio...
  8. Infatti, è quello che intendevo.
  9. Questo è un "modello interno" ossia la forma assunta dal fango pietrificato all'interno di una conchiglia che poi si è dissolta e quindi è rimasto solo l'interno, qualcosa come la "formina" che fanno i bambini sulla sabbia. Foto di questo genere ne faccio molte per la didattica, cose da far vedere ai miei studenti. E' uno stacking di 30 scatti ad f10 con la Z6 e il 105mm f2.8 micro G, mini soft box, luce alla sinistra di chi guarda e pannello a destra. La conchiglia è alta circa 4 cm ed è inclinata. Il "modello" è incassato nella roccia da cui l'ombra inevitabile, ma penso che serva a dare l'idea della profondità e del fatto che è mezza inglobata. Per gli studenti va più che bene, ma a livello personale mi sembra che avrei potuto fare di meglio, così mi pare che la conchiglia non "esce" abbastanza. Questione di luce? Di contrasto? Consigli?
  10. Mi è capitato adesso adesso (lo posterò l'ho postato qui poi per chiedere opinioni sull'illuminazione) di fare uno stacking con Photoshop e mi ha riempito di artefatti, ho rifatto con Helicon focus, tutto liscio!
  11. Bell'editoriale Mauro, che condivido appieno. Posso condividere la mia esperienza se non annoia. Sto organizzando ex novo un corso (causa modifiche nel corso di Laurea in cui insegno ) ed è cosa impegnativa che sicuramente non fa arrugginire il cervello. E' impegnativa ma, dato il tema, anche appassionante. Pratico quotidianamente Neija e Taijiquan, per non arrugginire il corpo che confinato in un appartamento soffre, almeno il mio, e perchè sono convinto che mantenere allenate certe capacità neuromotorie, aiuti a rimbecillire meno con il passare degli anni. A me piacciono le arti cinesi, ma qualsiasi pratica che usi corpo e testa (Yoga, danza) va bene. Come fotografia, oltre all'articolino sugli insetti, che spero abbia chiarito le idee a qualcuno, sto provando a fare stacking col 24-70 (quando il lavoro ed il gatto me lo consentono) con un mini soft box; soprattutto mi interessa sperimentare le diverse illuminazioni fai da te (stativo e illuminatori sono in laboratorio che è chiuso). Ieri ad esempio ho fatto una serie di scatti ad un soggetto in due versioni, con il cambio automatico di messa a fuoco e col "dito", appena ho tempo faccio lo stacking e se esce qualcosa di sensato ne scriverò. Siccome le mie lenti addizionali vignettano sulla Z6 (hanno un diametro inferiore a quello degli obiettivi, la D500 essendo Dx perdona, ma la Z6 no) ho ordinato e sto aspettando la SIGMA AML 72-01 che proverò su fiori di casa e altre amenità sia col 70-300 che col 300 F4, in attesa di usarla sul serio. Ne scriverò di sicuro (a meno che mi diciate di non farlo). Guardo spesso all'indietro, le mie foto vecchie e le confronto con quelle di adesso, lo facevo anche prima del blocco, è un esercizio salutare che ti porta a riflettere su quanto gli upgrade tecnici aiutino e quanto invece sia una tua crescita (se c'è). Fai bene Mauro a raccomandarlo.
  12. Nessuno di questi due scatti è ambientato a mio parere, in uno il soggetto riempie (forse troppo) l'inquadratura e l'altro è un ritratto stretto. La prima è più simpatica. Le terrei entrambe, come ricordo e documentazione. Non le stamperei.
  13. Ciao Franco, prova fare un esame un po' più approfondito: Il soggetto è ben distinguibile? E' a fuoco lui o i rami? E' posizionato bene o un po' a caso? Spicca o si perde? Ci sono elementi di disturbo in primo piano o sullo sfondo? Nella seconda il soggetto è più visibile ma rimangono comunque i dubbi sopra esposti sulla composizione in generale. E' uno scatto ambientato o invece piuttosto confuso?
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