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Silvio Renesto

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  1. Grazie, Ci siamo evoluti, almeno un po', anche se all'interno della specie. H. sapiens di oggi (noi) è diverso dal sapiens di 75.000 anni fa quando è uscito dall'Africa: I primi H. sapiens avevano tutti la pelle nera (gli altri colori si sono sviluppati in seguito per ragioni prevalentemente climatiche). I primi H. sapiens avevano denti e mascelle più grossi (si sono ridotti per mancata selezione) ed erano in media più robusti. Poi c'è l'evoluzione culturale, ma si fa lunga. Ricordiamoci però che l'evoluzione biologica è basata sulla riproduzione differenziale, i caratteri (geni) di chi non si riproduce vanno persi (compresa la cultura??) e si diffondono invece quelli di chi ha un vantaggio riproduttivo (= fa più figli che a loro volta fanno figli) sugli altri. Meglio tornare ai gatti ....
  2. Giustissimo,sono praticamente tutte femmine; maschi "calico" si possono avere solo in seguito ad una rara sindrome per cui hanno due cromosomi X anzichè uno come sarebbe normale(cioè sono dei maschi XXY anzichè XY) e per questo sono sterili.
  3. Le foto sono eccellenti, hai colto l'azione e l'effetto, spettacolare. Bellissimo servizio, da rivista di settore. Complimenti. Sul mezzo in sè, il rumore e la civiltà del tutto, basta dire che condivido voi che mi avete preceduto, dove ho messo il pollice in sù.
  4. Grazie dei passaggi! Nei Gatti i geni per il colore colore stanno sul cromosoma X, è una storia un po' complicata, ma per farla breve il risultato è che poco più dell'80 per cento dei Gatti arancioni sono maschi,e un po' meno del 20 per cento femmine. Dolce Birilla!
  5. Il Cane è stato quasi certamente il primo animale addomesticato dall'Uomo, lo dice la Paleontologia e lo conferma la Genetica. 20.000 anni fa, durante l'ultimo massimo glaciale, l'Uomo, ancora solo cacciatore/raccoglitore, aveva a che fare con il Lupo, a volte avversario temibile ma al tempo stesso onorato. In più parti del mondo indipendentemente, in quei tempi antichissimi, l'uomo ha addomesticato una specie di Lupo oggi estinta (lo dice la Genetica), specie da cui discendono sia il Cane domestico che il Lupo Grigio attuale (Cane e Lupo "attuale" sarebbero quindi sotto-specie sorelle, nate da una specie madre -sempre di Lupo, si possono incrociare facilmente e l'hanno sempre fatto). Ventimila (ma qualcuno sostiene anche trentamila) anni fa, il Lupo ancestrale si aggirava intorno agli accampamenti umani, probabilmente in cerca di scarti di cacciagione. Erano brutti tempi, molta della fauna di erbivori di cui si nutriva era estinta o divenuta rara. Si pensa che il Lupo fosse spesso costretto a .. fare lo Sciacallo. Foto Silvio Renesto. Già nel Paleolitico uomo e lupo (quello "antico") iniziarono così a frequentarsi, nel bene e nel male, e l'uomo selezionò quei cuccioli più obbedienti ed amichevoli, facendone un guardiano ed un aiuto nella caccia. Poi venne tutto il resto, una storia molto lunga intricata ed affascinante, ma io ho raccontato del cane solo per parlare dei Gatti. Il Lupo, come la Capra, poco dopo, e molto tempo dopo la Mucca, l'Asino e poi gli altri, sono stati addomesticati perchè erano utili e perchè erano facili da addomesticare. Come animali sociali, avevano già una gerarchia e ubbidivano ad un capo, bastava quindi selezionare i più docili (i più infantili) e sostituire l'uomo al capo branco. I Lupi hanno un preciso ordine sociale all'interno del branco che comprende intensi rapporti fra gli individui. Foto Silvio Renesto. Il Gatto selvatico invece era, ed è ancora un animale solitario, territoriale e intollerante dei propri simili, cioè non aveva nessuna delle caratteristiche per diventare un animale domestico. L'Uomo nella preistoria lo cacciava, per lui era fonte di cibo e di pelliccia, quindi il Gatto, oltre al carattere, aveva ben poche ragioni per essere amichevole. E allora cos'è successo? Il Gatto ha deciso di "addomesticarsi" (almeno un po', chi lo sa) da solo. Molto, molto tempo dopo l'addomesticamento del cane, 10.000 anni fa circa, l'uomo diventò agricoltore e sedentario, a cominciare da due luoghi: la Mezzaluna fertile (il tratto di terre comprese fra i due fiumi Tigri ed Eufrate, dove sorsero le prime grandi civiltà, i Sumeri e gli altri) e la Valle del Nilo. la coltivazione genera un surplus di risorse di cibo che devono essere immagazzinate, e queste quantità di cibo attirano i roditori, prede di elezione del Gatto. Così in quelle zone, il Gatto selvatico nordafricano (Felis silvestris lybica), una delle quattro o cinque sottospecie di Gatto selvatico, si è arrischiato ad avvicinarsi agli insediamenti umani, attratto dall'abbondanza di prede. Il Gatto selvatico Nordafricano (Felis silvestris lybica). Foto da Internet Il Gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris). Le differenze fra le due sottospecie sono soprattutto legate la clima e all'ambiente, l'europeo è più tozzo e con gambe più corte per conservare il calore e muoversi nel sottobosco fitto, il nordafricano è più snello e sottile con zampe più lunghe per disperdere meglio il calore e perchè vive in zone più aperte con vegetazione più rada. Foto Silvio Renesto Questo ha portato a diverse conseguenze, da una parte l'uomo ha riconosciuto l'utilità del gatto per il controllo dei roditori, dall'altra il gatto "libico" ha iniziato ad avere meno paura dell'uomo e, per necessità ,se voleva approfittare dell'abbondanza di cibo, anche a tollerare di più i propri simili, diventando un po' (poco) più sociale. Abbiamo quindi le prime "colonie feline". Naturalmente nessun Gatto ha fatto questi ragionamenti, è la Selezione Naturale: intorno agli insediamenti umani i più sociali e tolleranti avevano accesso a più risorse, vivevano più a lungo e si riproducevano di più, trasmettendo la "socialità" (controllata da una serie di geni che regolano alcuni ormoni, ma non chiedetemi di più) ai loro discendenti. Questa minore aggressività e maggiore confidenza si è cominciata ad estendere anche nei confronti dell'uomo. Il Gatto cominciò a frequentare gli insediamenti, e poi le case degli uomini, di sua volontà, mantenendo però il suo carattere indipendente. Il Gatto selvatico in Europa invece ha mantenuto il suo carattere.. scontrosissimo. Intanto l'Uomo nel Mediterraneo ha cominciato a considerare il Gatto una preziosa risorsa. Il primo ritrovamento di Gatto sicuramente domestico risale a 9500 anni fa ed è stato trovato a Cipro. Possiamo dire che era domestico perchè è stato seppellito in una tomba e perchè Cipro come isola non ha mai avuto Gatti e siccome nessun Gatto si sognerebbe di traversare a nuoto dei bracci di mare, l'unico modo in cui quel Gatto è potuto arrivare a Cipro è perchè qualcuno ce l'ha portato, su di una nave, magari come cacciatore di topi, oppure già come animale di compagnia. Lo stesso è accaduto nell'antico Egitto, e qui vediamo meglio l'altro fattore che ha giocato a favore del rapporto uomo-gatto (in tutto il mondo): il gatto diventa un animale da compagnia: Rispetto ad altri cacciatori di topi (mustelidi, manguste ecc.), il gatto è più "carino" (gli inglesi hanno la parola giusta "cute") le mascelle corte, la testa tonda gli occhi grandi e frontali come i nostri, sono caratteri che ricordano i cuccioli (anche umani), quindi il Gatto, oltre ad essere utile, "piaceva". La testa rotonda e le piccole dimensioni inducono tenerezza per questi piccoli killer. Foto Silvio Renesto Gli egiziani tra i primi lo adottarono come animale da compagnia, e poi loro ne fecero una divinità, ma il Gatto appare in molti miti e racconti delle civiltà orientali (ma anche tra i Vichinghi ). In questo affresco egizio che rappresenta un sontuoso pranzo di una coppia, si vede un gatto seduto sotto alla sedia, che mangia un pesce, quasi sempre il gatto è raffigurato sotto alla sedia della donna (abito lungo). Il Gatto dell'affresco ha il tipico mantello di Felis silvestris lybica, ed ha ancora la grossa riga scura sul dorso tipica dei Gatti selvatici e assente nel Gatto domestico. Da Internet . Altro frammento egiziano in cui il Gatto è raffigurato come uccisore di Serpenti (figurativamente, con un coltello!). Altro buon motivo per essere amato da quelle parti. Da internet Raffigurazione del più antico Gatto di cui si conosca il nome: Nedjem (Dolcezza). Da Internet. Il Gatto ha anche un altro asso nella manica, non ha bisogno di assumere vitamina C dal cibo, per cui non si ammala di scorbuto, così può essere portato sulle navi e nutrito con cibo secco anche per lunghi viaggi, senza necessità di cure particolari e fare il suo servizio da acchiappatopi. Dagli Egiziani ai mercanti Fenici (e ai Romani) e poi ovunque. Come compagno dei marinai, il Gatto è arrivato in tutto il mondo. Il resto è storia (troppo lunga). Solo un paio di notizie di "colore": Il Gatto selvatico nordafricano ha un mantello con una leggera striatura appena evidente, un po' più marcata sulle zampe. Il Soriano o Tabby, come il mio Vincent, è una delle varietà domestiche più antiche (Nel Medioevo veniva chiamato anche Gatto di Cipro), ha sempre delle strisce che formano una M sulla fronte, e può essere macchiettato, tigrato o con strisce a spirale. Il nome Soriano viene da Soria (Siria, siamo sempre lì), il nome Tabby viene dal francese Taffetà, una stoffa setosa e lucida che anticamente era prodotta regione dell'Attabi (Irak, sempre da quelle parti). Un Soriano/Tabby corrucciato con la sua M sulla fronte. Foto Silvio Renesto Vecchia foto di un Vincent ancora giovincello, con la sua M da Tabby. Nei Gatti il colore rosso aranciato è quasi sempre legato al sesso maschile (ci sono eccezioni) . Foto Silvio Renesto. Più tardi, nella Grecia antica sono apparsi i primi gatti neri e solo poi quelli macchiati, segno che come per le mucche, i cani e i cavalli sono avvenuti cambiamenti genetici dovuti alla "civilizzazione". Sembrerebbe che il mantello nero abbia preceduto quello macchiato. Foto Silvio Renesto. Un Soriano (c'è la M e le striature) ed un "Tuxedo" (bianco e nero come l'abito da cui ha preso il nome). Attenzione non si tratta di nomi di razze ma solo di tipi di colorazione. Foto Silvio Renesto Le "razze" feline create in tempi moderni sono un'altra storia ancora, non sempre bella, a mio parere.
  6. mi sembr a che non vada male a che focale eri? Impressioni? Ti soddisfa la combinazione? Ho anch'io il 150-600 C, trovo che lavori piuttosto bene sulle mie Z, compresa la Fc. Lunghe distanze: SIGMA 150-600 a 600mm su Zfc, f11, 1/2000s, 2000 ISO, monopiede. Nessun crop nessuna pp. Lo svasso in primo piano è molto nitido nonostante fossimo in agosto e l'aria calda ci mettesse del suo.
  7. La mia lettura, ovviamente soggettiva, è questa: Sono due foto molto diverse entrambe bellissime. Entrambe fuori dal "canone" solito del ritrattone (quello sì sarebbe monotono). Direi che non sono confrontabili. La prima è un animalscape, suggestiva, in cui il soggetto è nel contesto e insieme contribuiscono a dare un'immagine molto poetica dell'ambiente e del suo abitante ed un tocco di sorpresa, il piccolo vivo in mezzo al grande vuoto apparentemente inanimato. L'altra è una foto viva e vivace, proprio wild-life, come dice Max, perchè l'animale non è immoto, come fosse in posa, ma sta interpretando se stesso. Una Pernice che lancia il suo richiamo, ossia una foto di una Pernice che fa la pernice. Faccio un parallelo estremo per farmi capire, sfruttando Vincent Munier e i suoi Buoi Muschiati: Per me questa foto è vicina allo Zen, pura arte dello spazio vuoto: Questa invece è wildlife molto vivace. Diversissime, ma entrambe belle necessarie a capire il mondo del Bue Muschiato provocando emozioni anche opposte. Sono grato a Max perchè ha stimolato una discussione! Che potrebbe anche svilupparsi ulteriormente, se qualcuno ne avesse voglia, senza conflittualità, ma esplorando come esprimere in modi e sentori diversi il mondo della natura.
  8. Bellissimo contributo, foto dolcissime e sensuali e racconto divertente e interessante. Mi piacciono molto tutte, e mi piacciono allo stesso modo, però la terza sul balcone in intimo sottolinea di più secondo me quelll'aspetto di femminilità piena di donna piùmatura, che rende una bella donna ancora più meravigliosa, come hai scritto anche tu.
  9. Giustissimo, non l'avevo fatto perchè pensavo che l'impatto fosse minore: qui ho rimediato usando due livelli, riducendo il disturbo su uno e tirando fuori lo sparviero nitido dall'altro, con maschera di livello, tutto in Photoshop.
  10. Quest'ultimo è fatto molto bene perchè il fuoco è sullo specchio così che l'occhio dopo un primo impatto sulla schiena e tutto il resto in primo piano ma sfuocato è puntato direttamente al punto forte, la modella nitida ed il fotografo dietro, però qui risulti sminuito dalla presenza proprompente della modella e dalla postura un po' aggobbita. Trovo che tu abbia invece un ruolo molto più forte e presente in quell'altro autoritratto che hai pubblicato, il primo, un tantino Hitchockiano, in cui la tua ombra interagisce con la modella creando una storia che coinvolge.
  11. Diciamo che più che l'aperitivo è stato la portata principale!
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