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Silvio Renesto

Redazione
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Everything posted by Silvio Renesto

  1. Mi hai fatto provare commozione e speranza. Un reportage fatto con il cuore e illustrato alla perfezione. Ci vogliono notizie come queste e ci vuole il tuo racconto che spieghi e faccia vivere la cosa. La foto con la piccola Panda con la persona appoggiata è un gioiellino: da' una misura di noi piccoli rispetto al gigante millenario, piccoli sche spesso siamo terribili parassiti, ma che sappiamo anche fare cose grandi come ridare la vita ad un albero che è ben di più: un simbolo potente. Grazie.
  2. E' una femmina di Orthetrum, le femmine di Orthetrum si somigliano abbastanza, da quel che riesco a vedere propenderei per Othetrum coerulescens. Molto comune.
  3. Una bella serie. Impegnativa ma ti ha ben ripagato: Le mie preferite, senza un ordine particolare: La prima: Trithemis davanti e Crocothemis in secondo piano, viola e rosso, interessante quadro, bel colpo. Terza e quarta: hanno senso sia in coppia per l'effetto movimento della testa, come da sole, viste da sole la quarta con la testolina storta è particolarmente simpatica. I ritratti stretti sono notevoli, in particolare il primo della Trithemis (viola) e il secondo più stretto della Crocothemis (rossa), per me la migliore come soggettiva. Le ultime due come la terza e quarta, l'ultima in particolalre è la più simpatica di tutte, l'inquadratura orizzontale nell'ultima però ti ha portato a "spuntare" l'estremità dell'ala a sinistra di chi guarda. Sono meno attratto invece dalla quinta e dalla sesta, laterali, in cui le ali portate in avanti nascondono la testa e il torace. E' la normale posizione di riposo, ma se si gli si sta attenti, appena atterrano per un attimo tengono le ali aperte ed allora tutto il corpo e la testa sono scoperti, permettendo di ottenere un'immagine laterale molto più bella a mio parere. Da provare In questo caso, a parità assoluta di soggetti, ritengo sia interessante e secondo me molto utile per chi guarda, spendere due righe per sottolineare le differenze interpretative che ci possono essere tra persone con intenti e visioni differenti su soggetti identici. A mio avviso e tue foto mostrano un carattere più "sanguigno" delle mie, non intendo il colore in sè , quanto il tutto, luci ombre, e contrasti, tipo di posatoi. Mentre io in genere con le foto di libellule cerco di attenuare, tu qui gli dai energia. Due scelte intepretative diverse, due percorsi entrambi interessanti. E da quel che ho potuto vedere Massimo Vignoli le intepreta in un modo ancora differente. Lo ripeto, trovo sia un'occasione per far riflettere, stimolante, mostrare come semplici (apparentemente!) soggetti non siano per nulla banali e possano dare spazio alla creatività. Bel post.
  4. Bellissime immagini e ottima iniziativa!
  5. Hai ragione, gatti e libri, che vuoi di più? Così dovrebbe essere più chiaro: La Libreria dell'Acqua Alta a Venezia. Posto incredibile. Ci voglio tornare in autunno/inverno e farci un portfolio. Sapevo che in Agosto sarebbe stato impossibile, ma passavo di lì ed ho dato un'occhiata lo stesso.
  6. Grazie per il passaggio, avete ragione è troppo difficile . Altro indizio per aiutare. Altro gatto, nello stesso posto, la foto di prima era all'esterno, questa è all'interno.
  7. La Zfc sa dire la sua in macro, complice anche il formato Dx. OT1: A Monza c'è stata una mostra sugli Yokai, quando? Com'è che me la sono persa? OT 2: Per sconfiggere un Kappa gli si deve fare l'inchino, lui da buon Giapponese è obbligato a ricambiare, inchinandosi anche lui versa l'acqua che ha nella ciotola sulla testa così perde i poteri.
  8. Sono già abbonato ad Amazon Prime, per cui apprezzo la dritta!
  9. Una serie bellissima azione colta al momento giusto, le braccia e la palla che formano linee tese, sguardi e forza espressa, davvero un bel servizio .... e la foto in bianco e nero è una chicca.
  10. Sono in vacanza, quindi no Milano. Qualcuno riesce a indovinare dove ho scattato questa foto? Sarà quel che sarà, ma a me sta troppo simpatica. He's the top of the West always cool he's the best he's the guy who's the talk of the town with the restelss gun don't shoot broad out to fool him around. PS Oggi è la Giornata Mondiale del Gatto.
  11. Era quella la mia intenzione, cercare di interpretare fotograficamente il soggetto. C'è la fotografia naturalistica più incentrata sul soggetto, più "descrittiva": Ma c'è anche quella volta a valorizzare 'maggiormente l'aspetto fotografico, a che può dare risultait più originali:
  12. Lo sfuocato era il motivo che mi rendeva indigesto il 300 f4 pf. Per il resto ottima lente ma se lo sfuocato non era più che neutro (cremoso ) , di solito veniva male. Era meglio, sotto questo aspetto il 300mm f4 AFS. Il 105 MC l'ho provato ed è eccellente, ma a mio vedere, per libellule come le Anax o le Aeshna non è sempre sempre ottimale. I
  13. Confermo entrambe le identificazioni. Anax ephiphigger è tipica di zone secche forse sta espandendo l'areale. Tra l'altro l'Anax epiphigger non l'ho mai fotografata, non credo nemmeno di averla mai vista. Bel colpo. Bellissima la foto della femmina di S. fonscolombii che fa l"obelisco"! La taglia è più o meno quella degli altri Sympetrum, (ce ne sono diverse specie) a renderla inconfondibile è l'occhio azzurro sotto, come hai scritto, poi le zampe nere con sottile riga gialla/chiara e la macchia gialla non troppo grande alla base delle seconde ali. PS Se sono 25 anni che A.epiphigger non si vede, se vuoi puoi mandare una segnalazionecon foto a Odonata.it. Loro censiscono gli avvistamenti un po' come si fa con gli uccelli.
  14. Mi fa molto piacere se ti è stato utile, grazie per averlo condiviso.
  15. E' stata pubblicata la galleria dei vincitori del premio di fotografia minimalista Minimalist Photography Award 2022. Le foto dei vincitori, le mesnioni d'onore ed un ricco portfolio dei vincitori, tutto visibile qui diviso per categorie, astratto, architettura ritratto paesaggio, street ecc.: https://minimalistphotographyawards.com/minimalist-photography-awards-winners-2022/ Date un'occhiata, è interessante.Certe foto sono davvero belle, certe altre mi lasciano molto perplesso ed in mezzo c'è di tutto, buona visione. Se ne avete voglia fatemi sapere cosa ne pensate. PS Gli stormi di storni non mancano mai.
  16. Eddai Valerio! Sono riuscito a stanarti! Molto belle le foto. Ci mancano.
  17. No, non intendevo questo. Volevo dire che si può usare l'auto come un capanno mobile, o per appostamento fisso dove non ci sono capanni ma c'è la strada: Perchè l' auto può benissimo trasformarsi in un capanno. Addirittura un capanno vagante. Ha i suoi pro ed i suoi contro, come tutto, ma alle volte può consentire delle belle riprese. Non sto parlando dei safari fotografici come quelli africani in cui gli animali sono ormai assuefatti al corteo di fuoristrada zeppi di turisti ai quali non fanno quasi più caso, sto parlando di wildlife photography casalinga, qui da noi, con particolare riferimento, causa la mia posizione geografica, alla Bassa Lombardia ed al Novarese. Ma si applica con minime variazioni, anche alle altre regioni d'Italia, anzi da altre parti si può fare anche meglio. Prima di tutto le doverose considerazioni etiche e giuridiche: L'uso dell'auto come capanno non deve mai violare il codice della strada, le norme di sicurezza, mettere in pericolo se stessi e gli altri e tutto il resto. Deve inoltre rispettare la proprietà privata e naturalmente soprattutto l'ambiente. In decenni di capannomobile, io ed i miei amici non siamo mai usciti dalle strade consentite, asfaltate o sterrate che fossero, ma siamo rimasti sempre e solo dove la circolazione era senza restrizioni, mai introdotti nelle proprietà private senza chiedere prima il permesso, solo se e quando era possibile farlo. Tantomeno il fuoristrada selvaggio, devastatore ambientale, Assolutamente da non fare. Il nostro giocare non deve ledere la pace o l'integrità di nessun altro! E adesso cominciamo: Quale auto? Nei decenni di cui ho parlato sopra nel nostro gruppetto abbiamo usato molte auto diverse e l'esperienza ci ha insegnato che: NON occorre un SUV, anzi spesso è di impaccio, non siamo nel Tennessee, per cui le strade di campagna possono essere piccole, le aree dove fermarsi ... molto piccole. Piazzarsi con un macchinone che ingombra metà carreggiata quando dietro arriva una mietitrebbia... con gente che sta lavorando ...fate i vostri conti. Sconsigliate anche le supersportive ribassate , appena ve ne uscite dall'asfalto grattate tutto il grattabile che c'è sul fondo, con vostro dispiacere, immagino. . Il piccolo fuoristrada va benissimo, intendiamoci, ma non è necessario. Più che sufficiente una berlina compatta un minimo alta da terra. La trazione integrale può essere un utile backup, ma non ricordo ci sia mai servita. Senza scherzi, il miglior autocapanno che ho mai posseduto è stata la mia vecchia Renault Kangoo Pampa (non 4x4). Andava piano, beveva molto, senza troppo spunto, ma gli sterrati sassosi erano il suo pane e le dimensioni perfette. Aveva pure una piastra metallica a proteggere il motore. L'ho distrutta pian piano, con amore. Anno 2004(?), con la mia formidabile Kangoo Pampa sto entrando al parchegglio dell'Oasi delle Lame del Sesia (NO) e sì, per accedere al parcheggio si doveva superare un piccolo guado. Il vero requisito fondamentale per l'autocapanno è che non vi venga l'ulcera se per caso si riga la carrozzeria. Sulle strade sterrate, o fermandosi a ridosso dei cespugli, è facile che resti qualche segno sulla carrozzeria. A me non è mai importato troppo, sono ricordi delle avventure passate (ok, sono matto, l'ho detto prima io), Ma se sapete di essere di quelli che si disperano se la vostra auto non è intonsa come appena uscita dal concessionario, forse è meglio lasciar perdere. Occorrente per la fotografia vagante dall'auto: Un buon samaritano, cioè uno che si sacrifichi e guidi mentre l'altro o gli altri avvistano, fanno da copilota e... fotografano. Perchè o si guarda la strada o si guarda in giro, fare tutte e due le cose è vivamente sconsigliato. E' possibile fare a turno? E' possibile fare "i turni", nel senso che per un certo tragitto guida uno, poi ci si allontana, ci si scambia di posto e si ritorna indietro. Uscire dall'auto sul posto dove si fotografa vuol dire far sparire tutto immediatamente. Altro discorso è quando l'auto sostituisce un capanno fisso, allora si raggiunge un punto e ci si ferma, per cui la macchina è come un appostamento fisso e si fotografa tutti. Dalle parti di Biandrate (NO) fotocamera Nikon Dx col 300mm duplicato, in quattro su una Fiat Idea, con l'autista che superava abbondantemente i 120kg. Da fermi. la macchina era scossa come anzi più più che se dentro ci fosse un'orgia di orsi bruni. Gli ibis ci sopportarono per qualche minuto posi si spostarono di una ventina di metri. In macchina devi averlo lungo. Tranne rare eccezioni, le distanze sono maggiori che nei capanni fissi, quindi i 500mm in genere sono il minimo sindacale (poi capita che ti trovi il soggetto a due passi, ma è raro). Soprattutto se si fotografa vagando. Ci vuole qualcosa da interporre fra la base del finestrino e l'obiettivo, tecnicamente sarebbe il beanbag (sacchetto mimetico anche preformato, ripieno di qualcosa di sintetico, ma una volta si usava il riso), ne esistono diversi tipi ma va bene anche un cuscino,una sciarpa, insomma qualsiasi cosa protegga il barilotto dell'obiettivo dal bordo del finestrino ed assorba un po' le vibrazioni. Qui si parla di foto amatoriali eh, in commercio esistono affusti di ogni genere, da far invidia alle postazioni antiaeree, li ho visti e ho capito che per quel che faccio io sono eccessivi ed ingombranti. Le protezioni in neoprene non sono il massimo ma da fermi almeno proteggono il barilotto. Come fare per la fotografia auto-vagante? i copiloti devono aguzzare gli occhi, avvistare il soggetto da lontano e l'autista deve cercare di avvicinarsi rallentando gradualmente fino a fermarsi o quasi nella posizione migliore consentita dal rispetto di tutte quelle cose che ho scritto sopra in grassetto. In campo aperto siamo spesso in territori dove si pratica la caccia, quella non fotografica, e gli animali sono giustamente sospettosi. Qualsiasi cambiamento brusco, come fermarsi di colpo (a volte anche spegnere il motore) li mette in allarme, se poi pensate di estrarre e brandeggiare il teleobiettivo in prossimità dei soggetti... ripensateci. A loro sembrerà di vedersi puntare un oggetto allungato e scuro da cui non sanno se uscirà un clic o un pum, per cui nel dubbio... prendono il volo. Si inizia a puntare già da lontano, con i finestrini abbassati e si incomincia a scattare ancora prima di arrivare alla distanza utile. Ripeto, quello che fa fuggire i soggetti, a parte l'avvicinarsi troppo, è la rottura del ritmo, il cambiamento brusco, compreso il partire della raffica nelle DSLR. Lungo una Risaia nel Lodigiano, ci stiamo avvicinando lentamente e si comincia a scattare. Nikon D800 e 500mm equivalente (un 300 col TC17? non ricordo bene). No crop. Avvicinamento lento riuscito. Situazione di prima No crop. Stesso sito, stessa attrezzatura Sgarza Ciuffetto: Cicogna e garzetta Risaia novarese: Appena fermati, l'airone si è involato, ma questo ha consentito un bello scatto, mi è andata bene. Sotto, dalle parti di Biandrate, ero solo, avvicinamento lento e poi accosto, aspettando un attimo prima di spegnere il motore , un paio di foto interessanti: Airone Cenerino e Guardabuoi Nikon D500 e 500mm (750mm equivalenti). no crop Ibis e Guardabuoi, alquanto indifferenti, Nikon D500 e 500mm (ossia 750mmm equivalenti). no crop. Anche se non sempre si riesce ad arrivare vicino, si posssono comunque fare foto interessanti, suggestive: Lomellina, nikon D200 (!) e 400mm (600mm equivalenti). No crop. A volte succedono cose inaspettate: Stavamo tornando a casa, avvistata per caso, in un'area parcheggio della Provinciale. Doppio lato B: Lei e l'area parcheggio. Nikon D700, 300mm f2.8 e kenko 2x. La polvere bianca sul palo è brina. Se invece l'appostamento è fisso, si cerca di arrivare molto presto ci si ferma prima del sito per prepararsi e poi ci si piazza. Se si tratta di uccelli abbastanza confidenti e "pasturabili" diventa l'equaivalente dei capanni attrezzati, se invece sono soggetti più diffidenti ci vuole qualche accortezza, ad esempio un telo con cui coprirei finestrini opposti a la lato di ripresa, perchè la luce da dietro rivela le forme e i movimenti di chi c'è in macchina. E una riserva di pazienza. Gioco facile, soggetti attirabili (semini nelle fessure del tronco li vedete sotto), dalle parti di Castano Primo (VA): Nikon D7000, 400mmm (600mmm equivalenti) no crop. Brutta giornata invernale. Nessuna pasturazione, solo attesa per finire in bellezza: Nel Cremonese, una piccola cava di sabbia dismessa= Gruccioni, sono da solo, parcheggio la mia eroica Kangoo, e aspetto: Nikon D200 (!) 500mm 300+Tc (750mm equivalenti). Nel Ferrarese. Avevamo avuto una dritta: siamo parcheggiati a lato della strada, aspettiamo finchè lo vediamo arrivare: Ed ecco una delle foto di cui vado più fiero in assoluto, scattata dall'auto: Alla prossima!
  18. La sorpresina... Mi sembra una foto riuscita perchè la testa ed il collo emergono gradualmente dall'ombra attirando l'attenzione e il tronco da una parte e le ombre dall'altra incorniciano il soggetto. Voi che ne dite?
  19. Sono d'accordo, è la meglio riuscita delle tre. Però ho ancora una sorpresina...
  20. Sulla latitudine di posa ti do' ragione Senz'altro la nuova tecnologia è un vantaggio. Sugli aspetti tecnici e l'af non saprei commentare perchè non ho il 50mm MC, vedo che ha una bella morbidezza dello sfuocato che in foto di questo genere milgiora molto l'immagine. A livello fotografico il bimbo è sempre molto bello, le inquadrature che mi sono piaciute sono la quarta e la sesta, mi sembrano le migliori come composizione e tutto il resto. Naturalmente è solo il mio parere qualcun altro più esperto di me di ritratti potrebbe dire cosa ne pensa.
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