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Silvio Renesto

Redazione
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Everything posted by Silvio Renesto

  1. Grazie a tutti dei passaggi! Niente da perdonare! Ognuno ha le sue percezioni ed i suoi gusti. Anzi il sentire voci diverse è interessante, si può confrontare le diverse letture delle immagini. Solo una precisazione: se la foto sia meditata o casuale non è il punto importante per me, io la trovo ispiratrice in sè. Può essere che il gatto sia passato di lì per caso, chi lo sa, ma a me pare che senza il gatto la foto sarebbe di una banalità assoluta, come paesaggio non ci vedo niente, perchè si doveva scattare una simile foto? E col gatto a fuoco (io l'avrei forse fotografato così) sarebbe stata abbastanza banale. Invece così, non importa come sia stata fatta, ne è venuta fuori un'immagine in cui il gatto nero è un'apparizione, fugace e furtiva come è un gatto. E' la mia lettura, mediata dalla mia sensibilità, ad altri può dire cose diversissime o anche non dire niente, e per questo la condivido, per sentire il vostro pensiero.
  2. Foto di Luciano Rigolini, fotografo svizzero, classe 1950. Il fatto di avere sfuocato il gatto, anzichè lo sfondo, fa sì che non sia più un gatto, ma lo spirito, il fantasma, lo spettro di un gatto, ma che più gatto non si può. Mi piace tantissimo.
  3. "Sesso eplosivo è un titolo che hanno dato i media : https://www.bbc.com/news/science-environment-58888305 Bella, difficile, la galassia di sperma/uova colpisce, ma quasi quasi preferisco la foto vincitrice della sezione Young: https://www.nhm.ac.uk/wpy/gallery/2021-dome-home?tags=ed.current E a guardare la galleria, avrei fatto scelte diverse... anche se meno originali. Voi? https://www.nhm.ac.uk/wpy/gallery?tags=ed.current In ogni caso godetevi le immagini, che meritano.
  4. 1) la n. 12 controluce, trama e composizione vanno a creare una foto originale con un soggetto semplice, reso assolutamente non banale. Interessantissima. 2) la n 8. Vivace, allegra e il rosso caldo crea un bel contrasto con il freddo dei toni dello sfondo e l'occhietto nero da un guizzo di allegria. Molto bella. 3) la n. 2. Il controluce disegna i profili, gli sfuocati in primo piano e sullo sfondo incorniciano molto bene il timido protagonista, il cui sguardo dritto in camera è pieno di tensione.
  5. Mi sembra che siate aumentati di numero qui su Nikonland e ne sono veramente contento. Per questo vi invito, se vi va, a pubblicare qualcuna delle vostre foto anche qui: E' una una sezione dedicata alla fotografia di animali, piante e funghi spontanei, insomma tutto ciò che può essere fotografia di natura. Chiunque può pubblicare, partecipate così si aumenta la vivacità e la diversità del club. Vi aspetto!
  6. Difficile valutare da foto ridotte, però l'impressione è che anche a 800-1200mm la resa possa essere ottima-molto buona!
  7. Ho una curiosità interessata: Se servisse arrivare a 500-600mm, comprereste il TC 14 con cui si perde uno f-stop ma rimane il formato FX o (avendola già, sottolineo, non comprandola apposta) andrebbe bene la Zfc/F50 con cui rimane f5.6 ma si ha perdita del formato pieno? Altre soluzioni (ad esempio il 200-600mm, la Z9 ecc. ) sarebbe OT
  8. Come ha scritto Firefox, i veicoli, anche civili, in molti casi vengono integrati nell'ambiente e costituiscono rifugi per alcuni tipi di animali marini, addirittura aumentando la biodiversità (fatto salvo che abbiano tolto potenziali inquinanti come ha scritto Roby) .
  9. A voler vedere l'unica cosa che mi dava un po' fastidio, ma solo dopo avermelo fatto notare, non sono la caldaia e il vaso quanto il bidone, perchè un po' come dire, evanescente, per via del divisorio, sembra strano. Vaso e caldaia invece a me non danno fastidio. Come scrive Cris7 ci stanno, danno un'impronta di realtà. Fosse una foto mia, proverei a togliere solo il bidone fantasma.
  10. Il Flos duellatorum è abbastanza facile da trovare in rete: Google - flos duellatorum pdf Ad esempio questo è messo a disposizione dalla AEMMA (Academia of European Medieval Martial Arts): https://www.aemma.org/onlineResources/liberi/flos_dellaSpada.pdf
  11. Essere appassionato di arti marziali tradizionali per me significa non solo praticarle, ma anche approfondire la parte culturale e storica. Quando si parla di arti marziali (tradizionali, no MMA ed altri sport da combattimento) si pensa all’Oriente, alla Cina con i suoi mille stili di Kung-fu, al Giappone con il Karate, il Jujutsu l’Aikido ecc.), all’Indonesia e così via. Particolare di affresco che rappresenta monaci combattenti, parete del Monastero di Shaolin Donna cinese praticante di Kung Fu, anni trenta circa. Ma… sarebbe ben strano che l’Europa non avesse avuto arti marziali tradizionali, con tutte le guerre le sommosse, i duelli, le congiure… Infatti le ha, o meglio le aveva. La differenza con l'Oriente penso che sia perchè da noi in Europa l’avvento precoce delle armi da fuoco ed altre questioni socio politiche le hanno fatte dimenticare in gran parte o sono state trasformate radicalmente in discipline sportive come la scherma, la lotta e il pugilato, così sembrerebbe sia rimasta solo qualche rievocazione storica dall’accuratezza a volte buona, a volte discutibile. Invece no, da molti anni in Europa c’è un rinnovato e profondo interesse nel recupero di queste tradizioni marziali e ci sono molte associazioni, anche da noi in Italia, che si dedicano alla pratica della “scherma storica” e ricercano attivamente documenti e testimonianze di queste antiche discipline. Dal sito della HEMA (Historical European Martial Arts) che ha numerose scuole in Italia. Anni fa incontravo sul treno che mi porta a casa dal lavoro un maestro di “scherma” medievale con cui ho fatto lunghe chiacchierate ed ho conosciuto in varie occasioni altri appassionati praticanti (un paio sono stati miei studenti all’Università) che mi hanno incuriosito, così mi sono interessato, ma solo a livello di storia e cultura. La difficoltà principale nello studio della scherma storica, mi si raccontava, sta nel fatto che essendosi interrotta o quasi la tradizione, rimangono quasi solo dei documenti, che sono molto rari. Da un antico codice medievale Uno dei più interessanti e completi è il Flos Duellatorum “Il florilegio dei duellatori” un manuale tecnico scritto all’inizio del 1400 da Fiore de’ Liberi da Premariacco, un maestro d’armi friulano (Premariacco è vicino a Cividale del Friuli) di grande fama, il primo maestro di scherma italiana di cui sia rimasta traccia scritta (si sa di altri grandi maestri italiani prima di lui, ma di loro non si hanno documenti). Fiore insegnò presso diverse Signorie, e numerosi suoi allievi si distinsero come validi combattenti. Per desiderio del marchese d’Este Fiore stese un trattato, il Flos Duellatorum appunto, dove riassumeva le sue conoscenze sul combattimento corpo a corpo con e senza armi. Il suo trattato ebbe un enorme successo ai tempi e esercitò una grandissima influenza sullo sviluppo della scherma italiana. Purtroppo con i secoli andò quasi perduto, oggi ne esistono solo tre copie (due originali ed una copia se non erro anastatica), non complete. La dedizione e la buona volontà di alcuni appassionati membri di associazioni di scherma storica hanno però reso disponibili delle copie anche in pdf, che sono a disposizione di tutti. Inutile dire che me ne sono scaricata una , corredata da un interessante introduzione ad opera del curatore che ha anche inserito chiare spiegazioni. E’ una specie di manuale, un quaderno tecnico potremmo dire in cui Fiore de’ Liberi illustra con disegni e didascalie vagamente poetiche (in uno strano mix di latino e volgare/veneto) i suoi metodi di combattimento. Le figure sono statiche, ossia “congelano” uno, raramente due momenti dell’applicazione di ogni tecnica, in cui chi applica (il “magister”) ha una coroncina in testa, chi subisce no. Questa staticità rende spesso difficile l’interpretazione, ma non del tutto impossibile. Le tecniche poi sono “avanzate”, ossia il manuale non è rivolto a principianti a cui si devono insegnare le basi, ma è una sintesi di tecniche di alto livello, rivolte ad uomini che hanno già un buon bagaglio di pratica e di esperienza e vogliono perfezionarsi, perché allora non era un gioco né uno sport. Va da sè quindi che pensare di imparare dal Flos duellatorum, senza un background di scherma e lotta è ridicolo, come fa notare il curatore. Quello che si può fare, da parte di gente già preparata, sperimentare delle possibili applicazioni e vedere se funzionano. (c) Christian Heusch, applicazione di una tecnica del Flos duellatorum Questo è un altro mandarte in terra e ligadura E contra tal presa non è la persona ben segura Che impressione mi ha fatto? Come chiunque l’abbia letto o studiato, sono ammirato. Si capisce che si è di fronte ad un maestro che ha una conoscenza completa, eclettica. Il termine Scherma come lo intendiamo oggi è riduttivo, perché c’è dentro di tutto. Il combattimento a mani nude che è all’inizio è basato suprattutto su leve, strangolamenti, proiezioni e meno su percosse (un’eredità delle discipline di lotta), poi si passa a mani nude contro daga, daga contro spada, spada contro spada (in quanti modi inaspettati ci sono di usare una spada!), tecniche di disarmo, uso del bastone, combattimento a cavallo o a piedi contro un cavaliere e così via. Votato all’efficacia estrema, ci sono tantissime tecniche “sporche”: è un manuale “militare”, non si tratta di combattimento d’onore “cortese”. Cum lo mio bracio stanco lo drito t'ò ligado Et de molte feride sarai apresentado Lo vecio che in terra tu sei subito per andar De questo tente certo, mo non de levar. Curiosamente ma non troppo, perchè tutti gli uomini hanno due braccia e due gambe, ci ho ritrovato molte tecniche a mani nude presenti nelle arti orientali, soprattutto jujutsu. Addirittura, grazie a Fiore de’ Liberi ho capito il senso di alcune figure delle forme di spada del Tai Chi Chuan il cui significato è spiegato in modo fumoso dal 99% dei maestri di Tai Chi. Fantastico. La pratica di queste arti marziali occidentali per me ha una ragion d’essere non solo come disciplina del corpo ma anche come conservazione di un patrimonio storico culturale, al pari delle opere d’arte. La non grande diffusione da noi, oltre che alla scarsa conoscenza della loro esistenza (ma questo sta rapidamente cambiando) penso sia dovuta al fatto che per praticarle occorrono attrezzature costose (servono armi adeguate e protezioni adeguate) ed il loro studio richiede profonda dedizione, Sempre da un sito HEMA. L'attrezzatura per gli allenamenti è ricca e costosa e per chi vuole praticare in armatura ancora di più! Inoltre la “chimera” della difesa personale si applica di meno (anche se a ben vedere le tecniche a mani nude illustrate da Fiore non hanno nulla da invidiare a quel che si fa oggi, anzi…).
  12. Serie carina! Insolito il set, mi ricorda un po' certi laboratori, il che rende il tutto piuttosto divertente, però non mi è mai capitato di incontrare operatrici di laboratorio in simili atteggiamenti (a volte direi peccato, altre per fortuna) .
  13. Domande stimolanti. I paesaggi col teleobiettivo danno sì un'immagine statica, per cui penso che si debba giocare molto sulle geometrie, le differenze di forme i colori per animarla. I paesaggi col grandangolo sono belli quando sono come dici tu, su piani diversi; sembrerà banale a molti di voi, ma spesso vedo gente che usa supergrandangoli per sparare lontanissimo il panorama con nulla davanti e risultati veramente deludenti. Il potenziale del grandangolo, specie se ha un punto forte in primo piano è invece grandissimo. Sul raccontare la storia non potrei essere più d'accordo. Le foto che cerco di fare e che mi piacciono, indipendentemente dal genere, sono quelle che mi raccontano o mi fanno immaginare qualcosa. Non solo nel reportage o animali o ritratti, ma anche un paesaggio, ai miei occhi diventa infinitamente meglio se dentro in un angolo (per dire) compare una persona, un animale, un automobile, un qualcosa che muova, generi un pensiero. Motivo per cui lo street (o quel che è) fatto bene, mi piace molto.
  14. Alla situazione attuale concordo con la non suddivisione in generi per i motivi addotti, rischio di compartimentazione ed isolamento e impegno di gestione. Trovo inoltre che dover valutare anche foto di generi diversi da quelli che farei è un bell'esercizio perchè, fra l'altro ma non solo, aiuta a riflettere sui miei stessi criteri di lettura dell'immagine.
  15. Sono tutte foto ben fatte, poi la preferenza dipende molto dalle inclinazioni personali e da ciò che una foto sembra esprimere. Tu che le hai scattate avrai affezione piùperuna che per un'altra e così chi le guarda. Ad esempio io trovo che le migliori siano l'ultima e quella del'uomo al lavoro, una immagine molto viva che racconta e che mi piace davvero, anche lo scoglio nero è interessate. I palazzi e le ruote vengono dopo, perchè è più facile che il reportage, le persone mi coinvolgano maggiormente
  16. Se dici a me, la Z fc nel 2018... ma tengo in considerazione per la prossima.
  17. Grazie a tutti per i commenti. Forse non traspare troppo ma sì, anch'io considero abbastanza positivo il bilancio 2021 Grazie per l'intervento approfondito. A completamento e non in contraddizione a quel che scrivi, aggiungerei: Sul termine street: non ne so abbastanza per contraddire nessuno, nè aprirei qui una discussione sul concetto. Però, quando provo a fare quella che chiamo street, vado proprio a pesca, o a caccia. Selezionato un luogo promettente, aspetto che accada qualcosa da un punto favorevole come inquadratura, oppure pattuglio la zona scelta per vedere se colgo qualche scena interessante. Non si ottengano spesso buoni risultati , ma qualche volta sì. Concordo che è molto raro trovare qualcosa di veramente interessante e spesso quando capita... non sono abbastanza svelto! . Ma qui si va OT e mi fermo. Sul paesaggio: quanto scrivi sulla mia indole irrequieta è verissimo, ma penso sia solo una parte, anche se importante, dell'equazione, a complemento c'è la mia preferenza per i soggetti piuttosto che per le vedute, che in genere non mi attirano molto. Perchè posso "costringermi" a stare fermo delle ore in un capanno o davanti ad un posatoio per la macro, proprio perchè mi interessa fare quel tipo di foto. Vincent... ti riferisci a quello che dipingeva vero? non il "mio" Vincent . PS La tua osservazione ha creato nella mia testa una divertente associazione di idee: il mio gatto ex randagio si chiama Vincent (proprio ispirandosi al pittore) e come saprai ai gatti randagi sterilizzati tagliano un pezzetto d'orecchio per distinguerli, come al pittore; il mio Vincent invece non ha l'orecchio mozzo anche se è sterilizzato .
  18. Posso ben capire la tua soddisfazione, che proverei anch'io identica. Tutte interessanti, fotograficamente parlando la Poiana e il Gufo di Palude sono quelel che preferisco. Il Gufo di Palude è una chicca doppia, sia come bella foto che come documento naturalistico. L'Aquila anatraia "credo" di averla vista da lontano anni e anni fa, tu che dici, è proprio lei? Anche questo è un crop esagerato era molto lontana.
  19. Se non me lo dicevi tu non la vedevo... lo sguardo era catturato altrove. Dopo che l'hai fatta notare la vedo, forse sarebbe meglio non ci fosse, ma comunque non la trovo troppo disturbante, occhi e curve si percepiscono ben prima. Foto "promossa" lo stesso per me.
  20. Una sintesi di quello che, fotograficamente parlando, sono riuscito a fare meglio nel 2021, proposto come riflessione critica e base per scambio di idee, non come autopromozione. Il 2021 non è stato un granchè produttivo, complici anche le restrizioni allentatesi piuttosto tardi. Le foto credo le abbiate già viste quasi tutte. Riguardo i miei soggetti preferiti, ho scattato meno, anche per non essere ripetitivo. La foto ravvicinata (close up) rimane tra generi che preferisco e in cui credo di riuscire meglio, anche se l'ho praticata molto meno che in passato ele lunghe focali sono sempre le mie predilette per questo tipo di fotografia, con o senza lenti addizionali o moltiplicatori (qui sotto 300mm Pf + TC14 EII). Di questo Macroglossum in volo sono particolarmente contento per la bella associazione soggetto-pianta e sfondo sia cromatica che come composizione e sfuocati. Ne ho altre immagini, ma questa è la migliore. Vi risparmio le libellule Stesso discorso per wildlife, limitata agli uccelli non perché li preferisca ai mammiferi, ma per difficoltà fisico-logistiche mie nel trovare i secondi. Anche qui poche uscite ma qualcosa di buono e soprattutto un cambio di attitudine, meno ritratti e più contestualizzazione sia in termini di azione: Mi arrendo! Che di composizione: Cercando di creare sensazioni date dall'insieme più che stupore per il soggetto in sè (che comunque conta), od il dettaglio estremo. I cardellini ed il pettirosso che vi ho già inflitto più volte, sono su questa linea. Gatti? Pochissimi; i due progetti milanesi completati o interrotti causa restrizioni, mancanza di location adeguatamente suggestive hanno giocato contro. Fotografare gatti a caso non mi diceva nulla. Solo un piccolo progetto su un giardino campagnolo pubblicato nel blog. Devo andare a Venezia quando saremo più tranquilli, ci sono due dritte particolarmente interessanti in merito di gatti... non anticipo nulla, si sa mai. Qualche sforzo interpretativo con il bianco e nero, che trovo suggestivo anche in campo naturalistico anche se per me è molto difficile farne qualcosa di buono. Qui ci starebbe anche la libellula controluce che ho pubblicato nel blog naturalistico. Un po' out of the comfort zone: Lo street, mi piace ma non è che ci riesca molto, risultati attorno o poco sopra la mediocrità. Non è quella che ho già pubblicato, ma gli somiglia Poco più che una vignetta. Se lo street è un po' fuori dalla comfort zone, il paesaggio invece è molto out of my comfort zone, mi richiede impegno . Tuttavia cerco di fare qualcosa quando ci sono delle situazioni che mi ispirano qualcosa. Non so se possa essere definito paesaggio però. Ho anche provato a fare del foliage: Tirando le somme, come da titolo: La macro "vera" con RR maggiori di 1:2 mi ha attratto molto meno quest'anno, non ho fatto praticamente niente se non per testare qualche obiettivo. Preferisco ultimamente la close-up, quella che sta sotto al rapporto di 1:2, definitivamente. anche la mantide sopra è ripresa con un non macro. Non devo mentire a me stesso, posso provare a fotografare cose diverse, mi diverto anche, ma il divertimento che mi da' il fotografare (conseguenza del frequentare) -stare nella- la natura raramente lo provo in altri generi. Io sto bene con le bestie . Questo però non significa restare immobili, anche entro il genere preferito c'è sempre qualcosa da scoprire ed orizzonti da allargare. Confrontando le mie foto con quelle di anni fa vedo non tanto un miglioramento, quanto un cambiamento (un movimento, potrei dire) nelle scelte e nei gusti, frutto di una (piccola quanto si vuole) ricerca e di una diversa attenzione. Questo è significativo secondo me. Se voleste lasciare il vostro pensiero anche critico, su quanto scritto... mi sarà utile.
  21. #8 Pettirosso e foschia invernale. Ritengo questa foto una delle mie più riuscite dell'anno, tanto da averla pubblicata in un post a sè nella sezione di fotografia naturalistica dove ho descritto i perchè, sostanzialmente mi sembra di essere riuscito a rappresentare una delicata malinconia associata all'inverno ed alla fragilità, ma non separata dalla bellezza. Ho preferito proporre lo scoiattolo in quanto a miei occhi altrettanto significativo e valido (forse un pochino meno corretto tecnicamente), ma più allegro e vivace come sensazione trasmessa. E poi l'avevo appena pubblicata nel post dedicato e non mi sembrava il caso di riproporla tout-court. Potrebbero essere intercambiabili al primo posto della mia classifica personale a seconda dello stato d'animo.
  22. Mah, se uno non vuole commentare e spiegare, che non lo faccia, ma non si dovrebbe protestare contro gli inviti a farlo perchè non sono obblighi personali e una serie di foto mute serve, ma a poco.
  23. Votato per continuare, assolutamente: finalmente si torna a vedere un contributo fotografico continuativo, dopo una lunga pausa. Al contrario di Pete, io mi associo con tutto il cuore, ed anche la milza, a chi mena il torrone perchè un forum è un sito di discussione e di condivisione. Alla prima lezione di uno dei miei corsi metto un'immagine di zombie per far capire qual'è il tipo di studenti che non mi piacciono: i passivi che non intervengono e poi si lamentano che non hanno capito. Come da voto, la mia sarà una partecipazione attiva, compatibilmente con gli insuccessi (oggi: 3 ore di cammino e foto ZERO) e l'astensione doverosa dalle partecipazione puramente di bandiera, con foto al di sotto della sufficienza.
  24. E'un'ottima idea, le motivazioni di scelta le ho scritte sopra, se non basta ci torno sopra volentieri.
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