Everything posted by Silvio Renesto
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Street e fotografia di archivio
Se non fosse per le auto parcheggiate, potrebbe sembrare una foto d'epoca (quasi lo è visto con cosa l'hai fatta). Comunque mi sembra un buon bianco e nero.
- Primo di settembre: Ginger Cat appreciation Day!
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Primo di settembre: Ginger Cat appreciation Day!
Il primo settembre è La Giornata del Gatto Rosso (in inglese Ginger Cat Appreciation Day) è una festa non ufficiale nata nel 2014 per iniziativa di Chris Roy, americano ingegnere del software, in memoria del suo gatto rosso Doobert che aveva adottato da randagio e che gli ha fatto compagnia per quindici anni. Oltre a festeggiare i gatti rossi, l'intenzione è quella di sensibilizzare alla cura e protezione degli animali abbandonati. Si può festeggiare come si vuole, io lo faccio con un blog. I Gatti rossi hanno qualcosa di speciale? Tante cose, forse. Non sono proprio rossi. Il colore varia di intensità dal crema fin quasi al ruggine, infatti più propriamente gli inglesi li chiamano gatti orange o ginger (zenzero). Anche sullo stesso gatto possono essere presenti diverse intensità. Vincent varia dal crema al mattone o quasi. I gatti rossi non sono mai a "colore solido". Ossia di colore uniforme. Ci sono gatti tutti neri, tutti bianchi, tutti grigi mentre i gatti rossi sono sempre più o meno striati (tigrati oppure marmorizzati - tabby). La tigratura, color ocra o grigio/marrone è la colorazione del progenitore del gatto domestico. Le altre colorazioni, rosso compreso, sono mutazioni arrivate con l'addomesticazione. Theo è chiaro e tigrato. Colonia felina Rocca Brivio. Red è come Vincent o quasi, più ruggine e tabby (e malmostoso). Colonia felina Rocca Brivio. E' solo un colore, non indica una razza. Sia i normalissimi gatti europei che quelli appartenenti a diverse razze artificiali possono essere rossi, ci sono Maine Coon rossi, British Shorthair, Persiani, Manx rossi e così via. I gatti rossi sono (quasi) tutti maschi. Il gene del colore arancione si trova sul cromosoma X Le femmine hanno due cromosomi X (XX), i maschi ne hanno uno solo (XY): a un maschio basta quindi ereditare il gene "arancione" su quell'unica X per diventare completamente rosso, mentre una femmina deve averlo in versione dominante su entrambe le X il che accade raramente. L'ottanta per cento dei gatti rossi sono maschi. Le macchie bianche derivano da un gene che blocca lo sviluppo del colore in alcune cellule, spesso i gatti neri hanno una "medaglietta" sul petto o sul mento. Se il gene agisce su aree grandi abbiamo i gatti bianchi e rossi oppure bianchi e neri (tuxedo). Le femmine possono essere anche tricolori a macchie (calico) o mescolati (tortie, tartaruga). Silvestro, un maschio Tuxedo e Giulietta una femmina rossa e bianca. Colonia Felina RoccaBrivio Fiammetta è una calico, mentre Mamy è una tortie. Colonia Felina Rocca Brivio. Gatto nero "solido" con medaglietta. Colonia felina Castello Sforzesco I gatti tutti bianchi invece presentano un altro gene per il bianco, diverso da quello che regola le macchie, legato agli occhi azzurri e purtroppo spesso anche alla sordità. Colonia felina Castello Sforzesco. I gatti rossi hanno un carattere particolare? Ni. In inghilterra si pensa o che siano o più citrulli, o più malandrini (Macavity, il cattivo del poema di Elliot e del derivato Musical CATS "is a ginger cat") o, al contrario, altrettanto spesso, li si ritiene più dolci ed affettuosi, questo ovunque. Orangey, gatto attore di numerosi film, fra cui "Colazione da Tiffany" era adorabile da vedere nei film ma gli addestratori lo consideravano l'animale più collerico e infido del mondo. Se i gatti rossi si pensa che siano in media più espansivi e giocosi, probabilmente è perché è un tratto tipico dei gatti maschi, mentre le femmine crescendo possono diventare più distaccate. Good ginger cat appreciation day!
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Ice era
Mi è apparso con la risistemazione del sito, perdonatemi se faccio un paio di considerazionii ancche se è roba vecchia, è entusiasmo professionale, poi forse a qualcuno interessa: La serie l'ho vista tutta con un figlio quando è venuto a trovarmi, voleva che la vedessimo assieme per avere un parere sulla credibilità . 😁 Bello il mix tra animali veri e creati con l'AI, la fedeltà alle conoscenze recenti è molto buona. Hanno fatto un buon lavoro sulla serie dell'età glaciale, molto meglio che sui dinosauri. Quelle che assalgono i rinoceronti lanosi sono un genere (Homotherium) di tigri dai denti a sciabola con i canini più corti di quelle classiche. Ci sono dati abbastanza sicuri che cacciassero in gruppo e tutto il resto che si vede. Potrebbe essere l'unica "tigre dai denti a sciabola" vista dall'Homo sapiens ma purtroppo non è mai stata raffigurata, per cui la ricostruzione anatomica è ben fatta ma il pelame è ipotetico. Da pochissimo è stato scoperto un cucciolo di pochi mesi "surgelato" ma scolorito, come tutte le mummie glaciali. I leoni delle caverne erano un po', ma non troppo, più grossi dei leoni di oggi. Ci sono diversi dipinti nelle grotte che li raffigurano, sempre senza criniera e a macchie sparse, (come i cuccioli di leone di oggi) , la ricostruzione è fedele a quanto si sa. Ci sono evidenze di predazione di leoni delle caverne su giovani orsi delle caverne, ma in genere quelli europei preferivano cacciare le renne. Non so se si percepisce dal filmato, ma le iene delle caverne erano grosse come i leoni di oggi e dovevano essere tra i predatori più pericolosi in assoluto. Molti accumuli di ossa in grotta un tempo considerati scarti di macellazione dell'uomo, ad analisi più approfondite sono risultati essere opera delle iene delle caverne. Anche le iene macchiate di oggi accumulano pezzi di preda nelle tane. Parlerei di tutti gli animali estinti che si vedono ma poi diventerei davvero insopportabile 😉
- L'Istante
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Presentazione
Benvenuto G... Joe 😁 La tua presentazione mi fa sentire un tantino coercitivo Adesso però non tornare nell'oblio, aspettiamo (finalmente) di vedere le tue ottime street milanesi.
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Che cosa fotografate davvero con la vostra Nikon?
Silvio Renesto commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's SondaggiHo messo tre generi come da richiesta, ma potrei aggiungere in misura minore Reportage, strada e viaggio (senza viaggio). La voglia di fotografare è aumentata drasticamente non negli ultimi anni ma molto tempo fa, con il passaggio al digitale. Poi è rimasta quella, con alti e bassi. Negli ultimi anni invece ho allargato (un po') i miei interessi (prima solo bestie!) ed ho imparato ad amare il (e fotografare in ) bianco e nero.. Quindi fotografo più o meno quanto prima, ma in modo un po' diverso.
- Se volete, potete inserire qui la vostra ultima foto pubblicabile : contest non competitivo, non ci sono né vincitori né giudizi (agosto 2026)
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Capolago fiorita
Faceva ancora caldissimo ed è passato questo tipo qui (Nibbio bruno) che teneva un pesce morto con una zampa . Foto pessima, per via della distanza e dell'aria (stava prendendo quota su una termica), però documento interessante.
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Bianco e nero naturalistico minimalistico.
Silvio Renesto replied to Silvio Renesto's topic in Fotografia's L’ultima fotografia che vuoi condividereGrazie, hai ragione, con il taglio migliora molto.
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Bianco e nero naturalistico minimalistico.
La volevo un po' vintage oltre che essenziale. Commenti e suggerimenti apprezzati. Soprattutto le proporzioni soggetto, ramo, spazio, e la posizione. Nel complesso è "quasi" come la volevo, ma forse ho lasciato troppo spazio vuoto in alto. O forse no.
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Ma secondo voi, perché oggi, uno che non ha un corredo Nikon o che ce l'ha da reflex, dovrebbe scegliere Nikon al posto di ...
sondaggio Ma secondo voi, perché oggi, uno che non ha un corredo Nikon o che ce l'ha da reflex, dovrebbe scegliere Nikon al posto di ...
Silvio Renesto commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's SondaggiIl feeling vale sicuramente per quelli che nikon ce l''hanno da un po'. Io stesso, passando da una nikon all'altra (da FM2 a Z8, con un bel po' di quel che ci sta in mezzo) mi son sempre sentito subito "a casa" per quanto riguarda ergonomia e comandi. E' importante, ma per chi parte adesso, non saprei se l'ergonomia e interfaccia di una nikon è ancora così tanto differente, in meglio, da quella di una sony recente, (non le indecifrabili macchine di di qualche anno fa). La qualità di immagine penso sia confrontabile e i corredi pure, se non più ampi quelli di Sony. Di Canon non so assolutamente nulla, non so spiegarlo ma non mi sono mai sentito attratto. OT Però per lavoro ho usato un validissimo Canon 65mm MPE (ma con adattatore Nikon, fatto dal mitico Adriano Lolli ossia COMA😁). -
Contest Flash : Persone di spalle - validità 20 agosto, 10 settembre (foto d'archivio del 2026 o nuove)
6 Citylife Milano, 3 settembre 2023. Nikon Z8, Nikon 24-200 Z a 80mm.
- Oasi di Sant'Alessio
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Contest : la vostra foto migliore di agosto 2026 (sia nuove foto che d'archivio) termina il 31/8/2026
La migliore di agosto 2026, salvo novità future, è la libellula che ho pubblicato nella serie "decenti". Ne potrei proporre qui una versione altrettanto valida, ripresa da sopra anzichè di fianco, ma sembrerei monotono, vero? Ecco allora una foto di avifauna, no, di paesaggio, no... insomma, un cormorano ambientato. 9 agosto 2026, Gavirate VA. Sempre Nikon Z8 e Tamron 150-500.
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Contest Flash : Fauna Selvatica - scade il 10 settembre 2026 (sia foto inedite che d'archivio)
Metto un serpentello anch'io. Seduto a riva lago in attesa che passi qualcosa di alato, vedo questa testolina spuntare dall'acqua e muoversi velocissima. L'occhietto tondo indica essere un serpente innocuo (vale da noi, perchè anche i cobra hanno l'occhio tondo 😉) , Penso proprio sia una natrice viperina (Natrix maura) visto il disegno sul dorso che ricorda quello delle vipere e la mancanza di righe scure sul capo o sulla nuca. Nikon Z8, Tamron 150-500, 1 agosto 2026.
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Se volete, potete inserire qui la vostra ultima foto pubblicabile : contest non competitivo, non ci sono né vincitori né giudizi (agosto 2026)
Soggetto solito, ma risultato a mio parere più che decente. Workflow: E' un controluce pieno in cui ho illuminato la libellula con un colpo di flash, sottoesposto, scurendo poi selettivamente il rametto che "sparava". Ho tolto con photoshop il rettangolo bianco ed altri punti luminosi dovuti al flash. Ho lasciato le foglie sfuocate per dare un po' di movimento allo sfondo. Nikon z8, Tamron 150-500 a 500 mm, crop a Fx a Dx, f8 1/200s 64 ISO. 15 agosto 2026. Se qualcuno vuole sapere cos'è, è un maschio di Crocothemis erythraea o Frecciarossa..
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Contest Flash : Ritratto di donna - scade il 10 agosto 2026 (foto nuove e d'archivio)
Trovo che nella 6 Giuseppe Paglia abbia creato un'immadine di intensità profonda, data dall'ottimo insieme di posa, sguardo luci e tutto il resto, una vena non drammatica comunqiue con una nota forse triste o forse no, sfidante piuttosto che seducente, che mi fa fermare a guardarla. La foto 11 di Cris 7 è una fantastica istantanea-non istantanea, cioè una vignetta favolosa ottimamente realizzata, dove il contrasto fra la veterinaria esasperata ed il gattone rosso trionfante non possono non mettere di buon umore, specie se si conoscono i gatti. La foto (senza numero ?) dI Ruben ha un'atmosfera quasi evocativa senza tempo, intensa. Altra foto attraente la 14 di Happygiraffe. Una luce di malizia negli occhi di uno splendido viso ottimamente ripreso.
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Contest Flash : Avifauna - scade il 10 agosto 2026 (foto nuove e d'archivio)
Belle foto distinte da intenti molto diversi. Poche le foto "normali" (come la mia, per capire, dove è tutto corretto ma niente di più), molte invece le foto di più alto livello, dove gli uccelli o sono ripresi in modo originale per composizione oppure perchè stannno "facendo" qualcosa, a volte qualcosa ad alto livello di spettacolarità, qualcuna persino "forte". Queste colpiscono di più Preferisco non fare classifiche, se proprio dovessi, farei alcuni ex aequo data l'estrema differenza di stili. Perchè gli storni di Francesco sono un tema classico, ma perfettamente eseguito. Merita. Nel contempo la foto di Alberto Salvetti del cannareccione col ramarro a bocca spalancata è di forte impatto, come o forse più dell' ottima serie sulla cattura della natrice da parte dell'airone. Spettacolari anche i gruccioni, in volo, fantastica festa di colori, di vivacità, di azione. Forse tra le tre serie di soggetti in azione che ho nominato è la più equlibrata. All'opposto, teneri il pulcinella di mare con i pesci nel becco (forse un po' troppo centrale date le dimensioni) e tenere le sule in coppia. L'ultima della serie del picchio muratore, dove sta strappando dei frustoli vegetali è insolita e tenerissima.
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Foto venute malissimo...
Se vai a cercare, ho fatto un post identico al tuo, con delle cicogne come soggetti. La risposta per me come per te e come già sospettavo, l'ha data Valerio. Aria calda rasoterra, in risalita, crea un effetto vetro smerigliato. Non c'è niente da fare.
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Se volete, potete inserire qui la vostra ultima foto pubblicabile : contest non competitivo, non ci sono né vincitori né giudizi (agosto 2026)
Una gran quantità di foto ben più che "decenti" qui, per alcune forse sarebbe bello scriverci qualche commento? In ogni caso, un paio di foto non sopra la decenza ma spero simpatiche, scattate il 9 agosto per la giornata internazionale del gatto (che sarebbe stato l'8 agosto). Un folletto molto timido che vive nel giardino di un amico: La sua mamma che mi tiene d'occhio attenta, mentre lo fotografo: La macchia bianca sul petto rende magico un gatto nero nel folklore celtico. Difficile dargli torto.
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Interessa la probabile Nikon Z90, ammiraglia DX con prestazioni da Z9 ?
Silvio Renesto commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's SondaggiVotato che dovrei pensarci, più o meno per gli stessi per i motivi espressi da altri possessori di z8. Per quel che faccio, a me una versione z della D500 andrebbe bene anche come corpo unico, però dovrebbe presentare qualche caratteristica che la rende significativamente migliore di un ritaglio dx della z8.
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Capolago fiorita
Gli ultimi miei quattro blog erano di macrofotografia. Rimedio con un po' di uccelli ambientati. Siamo a Capolago, sulla sponda meridionale del Lago di Varese. C'è un pontile che si protende per qualche decina di metri sull'acqua. Se da una parte è fantastico per il birdwatching, dall'altra sei allo scoperto, per cui tranne casi fortunati, gli uccelli si tengono a debita distanza. Però... in questa stagione le rive e le acque intorno sono ricoperte di fiori gialli, creando un'ambientazione interessante. I riflessi che si creano sull'acqua aiutano a ottenere immagini gradevoli anche con soggetti un po' lontani. Come questo svasso sul nido: Poverino sta covando e boccheggia dal caldo. Un airone rosso in atterraggio è sempre un bel vedere: Sta gracchiando contro un suo simile che non gli deve essere simpatico. Questo qui sotto: Il soggetto è piccolo, ma la trama creata dai rami del grosso albero secondo me aiuta creare una immagine decente. Sorpresa, da sotto al pontile sbuca questo cormorano che ci ignora e nuota tranquillo per un po': Fino ad arrivare alle piante vicino alla sponda, dove si ferma ad asciugare le ali. La posa è bella, ma essendo nero fa macchia, l'immagine ne soffre un po'. Siamo stati abbastanza al sole a non so quanti gradi, è ora di rientrare.
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Oasi di Sant'Alessio
I miei commenti sono commenti e non giudizi. Sono stati appositamente divisi in due, prima le foto in sè e come seconda considerazione il discorso naturalistico (in cui la falconeria è esclusa, fa da terza considerazione) relativo all'ambientazione presente rispetto a dove vivrebbero i soggetti. In modo totalmente neutro. In entrambi i casi commento le foto nel senso che l'occhione libero sta fra i sassi, ma è un'informazione, non un giudizio. E' legata ai miei suggerimenti per fare foto più naturalistiche se mai Giannantonio ne avesse voglia. Se non interessato, niente di male. Sulla falconeria ho solo osservato in modo neutro che alcuni potrebbero non apprezzare, perchè è così. Aggiungo che dal punto di vista fotografico, il banner secondo me è una delle foto meglio riuscite, a prescindere dalle convinzioni personali sul tema, perchè esprime perfettamente il concetto che si voleva trasmettere.
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Oasi di Sant'Alessio
Anch'io non ci ho visto Ibis se non forse in tempi recentissimi. Sant'Alessio ha comunque avuto una storia controversa, ma sotto altri aspetti che sarebbe OT approfondire. Per correttezza, (e non perchè Mauro a ragione ci fustigherebbe con dei rovi) dovremmo invece dire qualcosa sulle foto che ci propone Giannantonio 😉 Dal punto di vista puramente fotografico, quindi evitando qualsiasi considerazione da naturalista (spiego dopo), mi piacciono l'Occhione (non ricordo di averlo visto mai a S. Alessio), il Cavaliere, la Cicogna, belle inquadrature e giuste proporzioni, e molto belli i Barbagianni in volo. L'ambiente stesso rende difficile gestire gli sfondi, quindi si può dire che sono gestite il meglio possibile a parte l'Ara, ben colta in volo, ma confusa come sfondo (per i miei gusti naturalmente). Dal punto di vista naturalistico, quanto scrivo non è una critica alle foto, ma un'osservazione di cui tenere conto in modo da evitare di approfondire discussioni sull'ambientazione ecc. . l'Oasi è poco più di uno zoo, per cui lasciando stare le bestie esotiche, alcuni animali anche nostrani è ovvio che non siano del tutto (o per niente) nel loro ambiente naturale (Occhione, Cavaliere d'Italia. ad esempio), con l'eccezione ad esempio delle cicogne e degli ardeidi fuori voliera, che vanno e vengono e si sono liberamente insediati nell'oasi come fosse una qualsiasi garzaia. Le foto ai gufi in genere sono espressive, ma il fatto che si tratti di esemplari addestrati in cattività a dare spettacolo, a qualcuno può mettere un po' di tristezza. Come sopra, non è una critica ma un'osservazione. Un consiglio per visite future: se si volessero fare foto più naturalistiche, si può andare poco oltre all'Oasi, parcheggiare al cimitero e aggirarsi lungo i campi. Nella stagione giusta si possono facilmente fotografare cicogne ed altri ardeidi (gurdabuoi e garzette) che cercano il cibo nei campi appena arati o sorvolano a bassa quota. Anni fa (un bel po') ci ho visto persino dei mignattai (magari scappati dall'oasi non saprei), ed un martin pescatore nel fosso. Un po' oltre, a Cura Carpignano, quando le risaie sono allagate può capitare di fare foto interessanti. OT: Mi scuso in anticipo se faccio il paleontologo per un attimo, ma spero possa essere interessante : A Sant'Alessio c'è un piccolo branco di cavalli di Prjiewalski, l'unica specie o sottospecie di cavallo selvatico oggi esistente. Con la loro criniera dritta, ricordano abbastanza come dovevano essere i cavalli preistorici. E poi, non so se c'è ancora, ma fino a poco tempo fa si aggirava un esemplare dell'unica specie sopravissuta dei cosiddetti Uccelli del Terrore, il Seriema. Importato dal Sudamerica Foto pessima del Seriema di Sant'Alessio (scansione con metodi primitivi) ma così se lo vedete lo potete riconoscere. E' alto un metro circa e terrorizza solo topi e lucertole, ma i suoi antenati ed erano alti due-tre metri ed avevano una testa grande quanto quella di un cavallo (!!!), non volavano ma correvano. Sono stati i maggiori carnivori sudamericani per molto tempo, si estinsero solo quando il nord e sud America si unirono e dal nord arrivarono i grossi carnivori (giaguari, puma, orsi, lupi, tigri dai denti a sciabola... ). Se lo incontraste, sappiate che state vedendo un sopravvissuto di una famiglia di giganti di epoche lontane 🙂.