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Tanker

Nikonlander Veterano
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  1. ottima idea pensare e realizzare questa lista di ottiche Z. per le vecchie AiS rimane Roslett pur con dei distinguo. Bravo Mauro.👍
  2. Un'uscita molto proficua direi.Complimenti per la bella serie di immagini,ottima la resa dello sfocato che da una marcia in più alle immagini.
  3. e rossa deve rimanere......
  4. Tanker commented on Mauro Maratta's blog entry in Editor's Blog
    sarò retrogado,ma non conveniva caricare la nostra comune FA e scattare con la Ilford?
  5. Bravo,bel report,di quelli che trasudano passione! Dal mio punto di vista,il problema Ferrari odierna non sono i piloti,ma la testa,ovvero il tristemente noto elcan e il vassoio francese,ignoranza e incompetenza ai livelli massimi.
  6. Citroen a mio avviso è finita come marca,con la DS,tentarono di venderla alla FIAT che rifiutò e la prese Peugeot ; AMI e SM ,per non dire della Mehari,non han saputo raccogliere il testimone.Ho abitato per decenni di fronte ad un concessionario Citroen ed ero amico dei meccanici e del proprietario e tutti mi confermavano un lento declino,pur se le macchine le dovevan vendere per portare a casa la pagnotta....
  7. Io sono ancora felice possessore di reflex analogiche e digitali come Firefox.Al momento osservo il mercato come evolve ma per le foto che faccio sto bene così. Ciò non toglie che in futuro entri nel mondo mirrorless.
  8. L'ho avuto anch'io prorio in quegli anni il 400 vere della Tamrom,un gran bell'obbiettivo.
  9. Bel raffronto Valerio,il Mardingtop interessa anche me,ho un negozio Decathlon vicino casa ci farò una scappata.Questi servizi basati sull'esperienza e uso pratico valgon più di tanti articoli promozionali che vedi sulle riviste.
  10. bella serie mauro! mi piacciono molto i colori,in pratica hai caricato in macchina un picture control che simula la pellicola se ho capito bene,veramente una bella resa.Mi pare che la Z6 lavori bene,un amico proprio in questi giorni ne sta per ricevere una usata ,le ottiche sono Z o son le AFS da reflex?
  11. Si,è un mondo che cambia e non sempre in meglio. Non sono contro il progresso,ci mancherebbe,vogliamo tornare agli inizi del secolo scorso quando curavano una distorsione o una slogatura alla caviglia,mettendo una pietra sul fuoco per poi avvolgerla in stracci e dar colpi alla caviglia sino a renderti zoppo per la vita? No,direi proprio di no,ecco,apprezzo le comodità e la pulizia d'immagine del digitale,anche la possibilità di vedere a tempo zero lo scatto appena fatto. Oggigiorno han instaurato la mentalità del tutto subito,ricordo ancora un articolo in cui si parlava di un fotografo sportivo a Wibledon che trasmetta le immagini alla redazione della rivista in tempo reale grazie al wireless. Io aspettavo con pazenza i 15/18 giorni per avere i miei rulli K64 sviluppati. Oggi siamo ad un grande passo avanti rispetto alle prime immagini digitali fatte con la MAVICA e che vidi nel lontano 1984 su un numero di una rivista di fotografia,sinceramente non mi impressionarono nè per i colori,nè per la definizione,mala tecnologia evolve e siamo agli strabilianti risultati odierni. Ciò non toglie che occasionalmente,metta su un rullino di Kodak400 b/n,le diapo costano un fottio oggigiorno, e ci faccia qualche scatto.A tal proposito ho dei conoscenti giapponesi che scattano sempre e comunque in b/n agli aerei e non solo. Nel mio post,la curiosità sta proprio nella durata e nel modo di creare le cose oggigiorno ; si produce materiale con obsolescenza intriseca,ovvero,i componenti son fatti per durare un tempo X,i ricambi disponibili per un tempo Y così quando giungi al fatal giorno ti tocca cambiare tutto.E questo vale in ogni campo dello scibile umano.Giusto per andare in tema informatico,la marina USA,qualche anno fa si trovò nei pasticci perchè avevan salvato i piani costruttivi di diverse classi di unità in un formato pdf non più leggibile dai moderni sistemi in uso,il problema fu poi risolto ma l'avvertimento era ed è chiaro. Valerio,penso proprio di poterti dire,che l'ultimo vero fotografo di guerra indipendente,fu il compianto Ives Debay. Questo fotoreporter,fondatore della rivista militare Raids,diede nuova linfa al fotogiornalismo di guerra,era sempre in prima linea,nel Golfo i suoi scatti non eran quelli ufficiali,lui poi era sempre in prima linea ed oltre,nel suo fuoristrada e con l'immancabile cassa di birre da dividere con gli amici......purtroppo morì nel 2017 ad Aleppo colpito da un cecchino,ai suoi funerali solenni parteciparono le più alte autorità militari e governative francesi ; l'ultimo dei miti da Robert Capa ai giorni nostri,non usava Nikon ma comunque rimane un grande perchè sapeva vedere e far entrare il lettore nell'evento documentato.
  12. C'è sempre stata una correlazione tra la Nippon Kogaku KK (Nikon) e la guerra. Dapprima come fornitore di ottiche per la marina imperiale giapponese (binocoli e telemetri ottici per la direzione del tiro) , poi col sistema reflex che servì moltissimi reporter di guerra. Chi non ricorda ad esempio il grande Dennis Hopper in Apocalypse Now dove interpreta un fotoreporter un po' matto con addosso 3 Nikon F e relative ottiche? Proprio la scorsa settimana ho rivisto il film ,ma poi mi è capitata tra le mani la foto di un vero utilizzatore delle Nikon in Vietnam. E così mi è venuto in mente di affiancare le due immagini, due modi di vedere chi per lavoro e chi nel set ha portato al collo le mitiche Nikon F coi rullini Kodak Tri-X400 o Kodachrome. Macchina solida, essenziale, pesante ma fatta come un carrarmato ha documentato di tutto e di più. Ora, una macchina odierna come una D5/6 o una Z9/8 , sopporterebbe gli stessi stress a cui erano sottoposte quelle macchine ? A distanza di 60 anni molte F continuano ancora a fotografare (in mano ad amatori), tra altrettanti anni, una digitale odierna sarebbe ancora attiva? Me lo chiedo data la rapida obsolescenza delle fotocamere odierne. Eccolo Hopper con Ray-Ban e Nikon F al collo, mi son sempre chiesto come si procurasse i rullini nel covo di Kurz..... ed ecco un vero fotografo del conflitto, il sergente Dennis Fisher della 1 divisione Marines ripreso con le sue Nikon, la scorta di rullini e la Grease Gun .45 giusto perché sia mai che........ Qui quel che resta della Nikon F del fotoreporter giapponese Ichinose Taizo, rimasto ucciso nel novembre 1973 in Cambogia, da un cecchino dei Khmer rossi. Qui un altro fotografo si appresta al decollo a bordo di uno Huey, al collo una Nikon F e una Nikonos che usavano per scattare sotto i pesanti scrosci di pioggia della regione Qui il fotografo Dana Stone con le sue Nikon F e relative ottiche,Coppola si deve essere ispirato a lui per il personaggio interpretato da Hopper Qui il fotografo di Life Larry Burrows,ogni macchina un'ottica per non perdere il momento.......gli zoom erano di la a venire.... Questa invece la F del fotografo Don McCullins che nel '68 gli salvò la pellaccia fermando il proiettile di un cecchino
  13. C'è sempre stata una correlazione tra la Nippon Kogaku KK (Nikon) e la guerra. Dapprima come fornitore di ottiche per la marina imperiale giapponese (binocoli e telemetri ottici per la direzione del tiro) , poi col sistema reflex cheservì moltissimi reporter di guerra,chi non ricorda ad esempio il grande Dennis Hopper in Apocalypse Now dove interpreta un fotoreporter un po' matto con addosso 3 Nikon F e relative ottiche? Proprio la scorsa settimana ho rivisto il film ,ma poi mi è capitata tra le mani la foto di un vero utilizzatore delle Nikon in Vietnam. E così mi è venuto in mente di affiancare le due immagini,due modi di vedere chi per lavoro e chi nel set ha portato al collo le mitiche Nikon F coi rullini Kodak Tri-X400 o Kodachrome.Macchina solida,essenziale,pesante ma fatta come un carrarmato ha documentato di tutto e di più. Ora,una macchina odierna come una D5/6 o una Z9/8 , sopporterebbe gli stessi stress a cui eran sottoposte quelle macchine? A distanza di 60 anni molte F continuano ancora a fotografare (in mano ad amatori),tra altrettanti anni,una digitale odierna sarebbe ancora attiva? me lo chiedo data la rapida obsolescenza delle fotocamere odierne. Eccolo Hopper con Ray-Ban e Nikon F al collo,mi son sempre chiesto come si procurasse i rullini nel covo di Kurz..... ed ecco un vero fotografo del conflitto,il sergente Dennis Fisher della 1 divisione Marines ripreso con le sue Nikon,la scorta di rullini e la Grease Gun .45 giusto perchè sia mai che........ Qui quel che resta della Nikon F del fotoreporter giapponese Ichinose Taizo,rimasto ucciso nel novembre 1973 in Cambogia,da un cecchino dei Khmer rossi. Qui un altro fotografo si appresta al decollo a bordo di uno Huey, al collo una Nikon F e una Nikonos che usavano per scattare sotto i pesanti scrosci di pioggia della regione Qui il fotografo Dana Stone con le sue Nikon F e relative ottiche,Coppola si deve essere ispirato a lui per il personaggio interpretato da Hopper Qui il fotografo di Life Larry Burrows,ogni macchina un'ottica per non perdere il momento.......gli zoom erano di la a venire.... Questa invece la F del fotografo Don McCullins che nel '68 gli salvò la pellaccia fermando il proiettile di un cecchino
  14. A metà anni '60 l'USAF si trovò nella necessità di ammodernare la propria linea caccia che vedeva nel McDonnell F-4 PhantomII la macchina principale in servizio,pur soddisfacendo l'USAF,questo velivolo era frutto di una richiesta della US NAVY ,inoltre aveva in linea altre tipologie di velivoli, risalenti concettualmente agli anni '50. Quindi nel 1964 si gettarono le specifiche per il nuovo velivolo destinato ad entrare in servizio attorno ai primi anni '70. Le specifiche vennero scritte basandosi sulle esperienze del conflitto vietnamita,dando enfasi alla capacità di effettuare combattimenti manovrati ,un'inversione di tendenza dunque,rispetto ai precedenti velivoli .La specifica per il nuovo aereo, venne inviata a diverse ditte aeronautiche e nel Dicembre del 1969 la proposta della McDonnell Douglas risultò vincitrice. Nel Settembre 1970 il progetto definitivo fu approvato dall'USAF e si diede il via alla progettazione e costruzione. Contrariamente al passato,non si costruì un primo prototipo,ma si passò a produrre direttamente gli esemplari di sviluppo consistenti in 10 monoposto F-15A e 2 biposto denominati TF-15A. Con questa prima serie di velivoli di preproduzione,l'USAF intendeva investigare tutti gli inviluppi di volo e armamento cercando di evitare i problemi incontrati durante lo sviluppo/messa in servizio di un nuovo aereo ,memore dei problemi incontrati con l'F-111. I miei ricordi di questa macchina iniziano con l'airshow di Edwards AFB nel 1973 a cui partecipai con i miei zii,grazie a un mio cugino che all'epoca era li per lavoro in quanto ufficiale tecnico USAF. Ricordo l'impressione che mi fece,sia per le dimensioni e forme inusuali rispetto ai precedenti velivoli,sia per la vivida colorazione in air superiority blue con larghe aree in day-glo orange.Come sempre diamo il via alle immagini e relative didascalie per la descrizione. In futuri post parleremo delle versioni successive e dei reparti relativi. Buona visione. Qui siamo all'airshow di Edwards AFB,vediamo l'esemplare s/n71-0283 impiegato esclusivamente per test strutturali ,notare il tappo a protezione del pitot. Altra vista del precedente velivolo,si nota la sgargiante colorazione con le larghe aree in day-glo orange ,colorazione adottata per rendere l'aereo visibile durante i test di volo,dietro si intravede l'F-4E Fliyng By Wire , impiegato dall'AFFTC per testare sui velivoli la possibilità di adottare comandi via cavo elettrico e non più usando tiranti e cavi metallici. Qui siamo invece sulla Dobbins AFB, vediamo il TF-15A s/n71-0290, notare i simulacri dei 4 missili AIM-7 Sparrow agganciati alla fusoliera,in seguito la posizione cambiò data l'introduzione dei serbatoi esterni denominati conformal tank che divennero fissi nelle successive versioni C/D/E e seguenti. I conformal tank vennero previsti sin dall'inizio nel progetto originale. Sempre Edwards AFB,qui l'esemplare s/n71-0285.Questo velivolo fu utilizzato per sviluppare i sistemi per il controllo del velivolo e dell'armamento,venne soprannominato "Killer" e a tal proposito si notano le sagome dei droni Firebee abbattuti. Notare le fasce day-glo scolorate data la continua esposizione al sole . Ancora un'immagine dell'esemplare s/n71-0283 con la colorazione adottata a metà anni '80 quando era in servizio con il 6510th Test Wing. Qui siamo ad Edwards AFB con l'esemplare di TF-15A s/n71-0291. Il velivolo,nell'Aprile 1976,ricevette per 4 giorni,le insegne francesi a seguito della visita di una delegazione dell'Armee de l'Aire,ovviamente non se ne fece nulla e la Francia proseguì col progetto del Mirage 2000 mentre si abbandonò lo sviluppo del bimotore Mirage 4000 che come categoria era simile all'Eagle. Qui lo stesso velivolo con la colorazione adottata per un tour mondiale volto a presentare il velivolo a diverse aviazioni potenzialmente interessate; le bandierine in fusoliera indicano i paesi visitati. Qui sempre il biposto della foto precedente ripreso in rullaggio a Ramstein AB dopo la partecipazione al Salone Aeronautico del Bourget.Come si nota , questo velivolo cambiò varie livree e venne usato anche per presentare la variante F-15E Stike Eagle dipinto con la livrea Europe One. Qui siamo sulla Scott AFB,vediamo l'esemplare s/n71-0285 " Killer" ,che abbiamo visto in precedenza ,qui con la livrea adottata a metà anni '80.
  15. Auguri di un Sereno 2026 a tutti i Nikonlander e Famiglie

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