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About This Club

Musica classica ed ascolti di qualità.

Location

Castelmagno, Italy
  1. What's new in this club
  2. Mahler, sinfonia n.4. Sabine Devieilhe, mezzosoprano. Orchestra Les Siècles, François-Xavier Roth. Harmonia Mundi, 2022. *** Uscirà il 26 di agosto, non ho avuto modo di ascoltarlo quindi, ma nutro qualche aspettativa dall'ascolto della più classica e gioiosa delle sinfonie mahleriane nelle mani di Roth e della sua orchestra con strumenti d'epoca, insieme alla meravigliosa voce di Sabine Devieilhe nell'ultimo movimento. Vedremo se le aspettative saranno mantenute! Intanto per Gramophone è già disco del mese di Settembre. Si sono portati avanti!
  3. La mia pianista jazz preferita. La vidi anche dal vivo nel lontano 1999, rimasi letteralmente ammaliato dalla sua eleganza e dal suo tocco. Sentirla cantare, poi, è un'esperienza mistica. Grandissima interprete. Meravigliosa nel tempo passato con gli Steps Ahead.
  4. il concerto per oboe di Ralph Vaughan Williams, Capriccio 2009
  5. Dohnànyi, Album vol.1 Keishi Suzuki, pianoforte Triton 27 luglio 2022, formato 192/24, via Qobuz *** Cerco sempre di trovare interesse nella musica di Erno Dohnànyi che spesso però mi risulta indigesta. Qui siamo sull'intimismo salottiero, probabilmente concepito per fare musica in famiglia o da soli. Etichetta e pianista mi erano del tutto sconosciuti.
  6. Martha Argerich in Verbier (Haydn trio Op. 39 e Concerto per pianoforte n.3 di Prokofiev) DG 29 luglio, formato CD, via Qobuz *** Martha ha dato forfait per motivi di salute al concerto di Verbier di questo anno ma per i delusi (che hanno avuto come sostituto Alexander Malofeev) esce un disco ripreso in due occasioni nel 2000 e nel 2001, sempre al festival di Verbier. Garbatissimo il trio (con Mischa Maisky e Vadim Repin), sensazionale come sempre, Prokofiev, con la direzione di Temirkanov. Ripresa nella media.
  7. Fanny e Felix Mendelssohn Sestetto, quartetto e trio con pianoforte Kaleidoscope Chamber Collective Chandos, 29 luglio 2022, formato HD, via Qobuz *** Gran bel disco di una formazione a geometria molto variabile che sa trasformarsi a seconda di quello che suona in modo da affrontare ogni repertorio cameristico possibile. Ottima prova di musica generalmente poco rappresentata dei due Mendelssohn.
  8. Haydn, sonate per pianoforte vol. 11 Jean-Efflam Bavouzet, pianoforte Chandos 29 luglio 2022, formato 96/24 *** Probabilmente giunge al termine la fatica improba di Bavouzet, passato dagli impressionisti francesi ad Haydn attraverso Beethoven. A me tende a piacere più di Mozart.
  9. disponibile da agosto 2022, prezzo $399, la versione con padiglioni chiusi della Hifiman Sundara che tra le novità aggiunge anche i magneti di nuova concezione di tipo stealth.
  10. Oddio, stamattina sto sicuramente male. Ascolto il figlio del macellaro che dirige Bruckner ... e mi sta piacendo
  11. Bach : mottetti Chapeau de Versailles La Chapelle Harmonique, Valenti Tournet 1 luglio 2022, formato HD via Qobuz *** Una versione per nulla luterana, anzi, praticamente allegramente cattolica, dei celeberrimi e criptici motetti di Bach. Interessante anche per chi ha in mente le versioni di riferimento di questa musica intramontabile.
  12. Restando in tema, Vaughan Williams ha studiato, tra gli altri, con Stanford. Questo cofanetto che contiene molti concerti per pianoforte, sto ascoltando il suo meraviglioso 2° Concerto
  13. Un motivo c'è : «Ho sentito a Stoccolma la nuova Sinfonia del Dr. Ralph Vaughan Williams sotto l'eccellente guida di Malcolm Sargent ... Questa Sinfonia è un'opera meravigliosa ... la dedica mi ha fatto sentire orgoglioso e grato ... Mi chiedo se il Dr. Williams abbia idea del piacere che mi ha dato» : Jean Sibelius i sinfonisti inglesi del periodo intorno alle due guerre sono tutti stati ampiamente influenzati da Sibelius, non dai cugini sassoni ("la musica di Schoenberg non significa nulla per me" : Vaughan WIlliams) E poi Barbirolli ... Volendone ascoltare una versione attuale, Manze per Onyx generalmente più inquieta di quella del 1962
  14. Una sinfonia di una struggente bellezza fuori dal tempo, nella sublime interpretazione di Barbirolli del 1962, fresca fresca di rimasterizzazione in HD. Unica consolazione in questa domenica pomeriggio di febbre, tosse e covid 😷🤒.
  15. Ravel, concerto per pianoforte in sol maggiore M.83; Messiaen, Oiseaux exotiques, I/41; Schoenberg, concerto per pianoforte, Op.42. Francesco Piemontesi, pianoforte. Orchestre de la Suisse Romande, Jonathan Nott, direttore. Pentatone, 2022. *** A ogni disco rimango stupito dalla bravura di Piemontesi, qui alle prese con due concerti diversissimi, pur se composti ad una decina d'anni l'uno dall'altro e pur nell'intento dei rispettivi compositori di receuperare a modo loro le forme classiche. Il famosissimo concerto di Ravel, molto eseguito e molto presente in discografia, qui in una lettura spumeggiante e raffinata come i migliori Champagne d'oltralpe, e il meno noto concerto per pianoforte di Arnold Schoenberg, disprezzato dagli ortodossi compositori della scuola di Darmstadt per l'impiego di motivi "melodici" all'interno della struttura dodecafonica. Conosco bene il concerto di Schoenberg e ne raccomando l'ascolto, a maggior ragione in questa bellissima lettura che ne fanno Piemontesi e Jonathan Nott alla guida dell'Orchestre dela Suisse Romande. Interessante, ma dal mio punto di vista meno avvincente, la terza opera in scaletta, gli Oiseaux exotiques (uccelli esotici) I/41 di Messiaen, che, come spesso fece, si divertiva mettere in musica i versi degli uccelli. Su tutti svetta un Piemontesi da 10 e lode!
  16. Mozart, concerti per pianoforte e orchestra #24 e #17 Eric Le Sage, pianoforte Gavle Symfoniorkester diretta da Francois Leleux Alpha Classics, 1 luglio 2022, formato HD, via Qobuz *** Il concerto n. 24 di Mozart è il mio preferito. Qui si distingue per l'inusuale scelta della cadenza scritta da Gabriel Fauré che non avevo presente. Nel complesso sono due letture dolci, mentre il carattere del concerto in do minore secondo me dovrebbe corrispondere al tono drammatico del Don Giovanni. Ma si fanno ascoltare. *** I concerti per pianoforte di Mozart formano un set non solo eccezionale ma assolutamente unico nella storia della musica: dal n. 9 al n. 27, sono tutti capolavori definitivi. Secondo HC Robbins Landon, eminente specialista della vita e dell'opera del compositore, "è soprattutto la loro immensa diversità stilistica che pone i concerti per pianoforte di Mozart al di sopra e al di là di quelli dei suoi contemporanei". Ciò che condividono anche queste partiture è la loro posizione al crocevia di influenze di forte impatto: quella della sinfonia, che incoraggia Mozart a fare un uso sontuoso dell'orchestra; le bande di fiati della corte imperiale, modellando il suo ruolo accresciuto per i legni; e l'influenza dell'opera, i cui stili ha lavorato in questi concerti, spesso trattando il dialogo tra pianoforte e orchestra come se fossero personaggi di scena. In questa nuova registrazione, Eric Le Sage è affiancato dalla Gävle Symfoniorkester per eseguire i Concerti per pianoforte e orchestra n. 17 e n. 24 del compositore di Salisburgo © Alpha Classics
  17. Per i fanatici come me, l'arrangiamento per orchestra del Prof. Arnold Schoenberg, Michael Gielen con la sua SWR la seconda fuga è sensazionale !
  18. Jean-Joseph Cassanéa de Mondonville, tre mottetti: In exitu Israel, Dominus regnavit, Coeli enarrant gloria Dei. Coro e orchestra Marguerite Louise, Gaétan Jarry. Château de Versailles Spectacles, 2022. *** Violinista e compositore ai tempi di Luigi XV, Mondonville arrivò a ricoprire l’incarico di intendente di musica della cappella reale di Versailles, dove godeva della protezione di Madame de Pompadour. Compose diversi mottetti, tra i quali i tre contenuti in questo disco. Con uno stile a metà tra il sacro e il profano, queste pagine non fanno certo pensare all’ambiente ingessato di corte, con nobili imparruccati e incipriati. È musica vitale e gioiosa, capace di catturare chi l’ascolta anche a distanza di quasi tre secoli. Eccezionali l’ensemble Marguerite Louise e il suo direttore Gaétan Jarry. Uno dei dischi migliori che abbia ascoltato da diverso tempo. Consigliatissimo.
  19. Spettacolare questo disco uscito lo scorso anno! La pianista brasiliana duetta con leggende del calibro di Chick Corea e Chucho Valdés. Ascoltatelo, anche solo la prima traccia, quella Armando’s rhumba dall’album my spanish heart del ‘76 di Corea. Poi mi direte.
  20. straordinario evergrenn, adesso rimasterizzato "a nuovo".
  21. la straordinaria Gundula Janowitz accompagnata dall'ancora più straordinario Herberth Von Karajan negli ultimi quattro lieder di Richard Strauss. Una pietra miliare assoluta della musica dei nostri giorni.
  22. John Ireland Sinfonia of London diretta da John Wilson Chandos 10 giugno 2022, formato HD, via Qobuz *** Disco sensazionale che segue gli altri realizzati da Wilson per Chandos, etichetta che come poche sa valorizzare la musica inglese contemporanea. Qui siamo cavallo tra le due guerre ed è musica tipicamente british che prende le mosse dal patrimonio culturale e geografico delle sue isole. Sono suite e ouverture, alcune di circostanza scritte su commissione. Musica che può sembrare stucchevole ma che a me piace (come mi piacciono gli ottoni e le bande militari : nessuno è perfetto). note di copertina (tradotte) : John Ireland era una sorta di bambino prodigio, entrando al Royal College of Music all'età di quattordici anni. Lì ha studiato pianoforte, organo e composizione (sotto Charles Villiers Stanford). Ha rapidamente raggiunto posizioni significative come organista, pur continuando a perseguire i suoi interessi di compositore. The Forgotten Rite, del 1913, è una delle sue prime composizioni orchestrali ed è stata eseguita per la prima volta da Sir Henry Wood alla Queen's Hall. La rapsodia sinfonica Mai-Dun è stata ispirata dalla campagna del Dorset - Thomas Hardy Country - un paesaggio che ha esercitato un'influenza per tutta la vita su Ireland. Sebbene fosse stato commissionato per i Campionati nazionali delle bande di ottoni nel 1932, Ireland in seguito organizzò i due movimenti centrali di A Downland Suite per archi. Il primo e l'ultimo movimento furono poi organizzati dal suo allievo Geoffrey Bush. L'ouverture Satyricon è stata una delle ultime opere su larga scala dell'Irlanda e si basa sui testi dello scrittore romano Gaio (o, in alcune fonti, Tito) Petronio Arbitro, cortigiano di Nerone. Un'ouverture di Londra e l'Epic March furono entrambi commissionati dalla BBC, quest'ultima come stimolo per il morale durante la seconda guerra mondiale. Fu durante questo periodo che lreland orchestrò The Holy Boy, un pezzo per pianoforte composto il giorno di Natale del 1913. © Chandos
  23. The Smile è un side project di Thom Yorke e Johnny Greenwood, voce e chitarra dei Radiohead, insieme al batterista Tom Skinner e allo storico produttore dei Radiohead Nigel Goldrich. Se i progetti paralleli dei vari membri dei RH non mi hanno mai particolarmente convinto, questo invece è un ottimo disco, molto simile agli ultimi dischi della band di Oxford. Certamente non deluderà i loro fans!
  24. Chopin, sonata per violoncello Op.65; Rachmaninov, sonata per violoncello Op.19. Jean-Guihen Queyras, violoncello; Alexander Melnikov, pianoforte. Harmonia Mundi, 2022. *** Gran bel disco di altri due grandi artisti, il violoncellista francese Jean-Guihen Queyras e il pianista russo Alexander Melnikov. Recital piuttosto tradizionale nella scelta dei brani, con la crepuscolare sonata per violoncello e l'esuberante e giovanile sonata di Rachmaninov. Incisione sontuosa che rende giustizia ai due interpreti. Si ascolta con molto piacere! Consigliatissimo.
  25. Berg, 4 Gesange Op.2; Schumann, Dichterliebe Op.48; Wolf, 3 poesie di Michelangelo; Shostakovich, 3 lieder dalla Suite su versi di Michelangelo Buonarroti Op.145; Brahms, 4 ernste Gesange Op.121. Matthias Goerne, baritono; Daniil Trifonov, pianoforte. DG 2022. *** Una coppia di star, il baritono Matthias Goerne e il pianista Daniil Trifonov, alle prese con un recital che spazia da Schumann e Brahms a Shostakovich, passando per Wolf e Berg. Goerne è solito farsi accompagnare da grandissimi pianisti nelle sue incisioni, mi vengono in mente agli inizi Brendel, Ashkenazy, poi Eschenbach (re di tutti i pianisti accompagnatori), Andsnes e ora Trifonov, che si distingue per la delicatezza e la ricchessa dei timbri. Una rivelazione l'Op.2 di Berg, ma il piatto forte del disco è il Dichterliebe di Schumann, che non mi convince pienamente e dove avrei preferito qualche genuino slancio "schumaniano" in più. Rimane in ogni caso un recital molto bello, ricco di spunti interessanti!
  26.  
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