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Paolo Mudu

Nikonlander
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  1. Ciao Silvio, infatti il formato fa una gran differenza. L'ho capito quando vidi per la prima volta una trasparenza 8x10, ancora oggi di qualità non paragonabile. Non tanto per la nitidezza assoluta, quanto per la plasticità che offre. Provare per credere!
  2. Ciao Massimo, ti rispondo con un esempio: un'altra mia passione è la montagna, per questa passione sono disposto a mettermi sulle spalle uno zaino da 15 Kg. E camminare per ore affrontando fatica, pioggia, grandine vento, ecc. Conosco persone che amano altrettanto la montagna ma arrivano sulle cime solo col clima favorevole, in funivia. Si fermano sulla terrazza del rifugio a sorseggiare una birra ed ammirano il paesaggio. Va bene anche così certo, ma non è la stessa cosa. Facile capire perché, se non consideri la fatica ed il sudore come scomodità ma come un mezzo per fonderti alla montagna, per sentirla più tua e viverla appieno. Non critico il digitale, anzi. Dico che ogni tanto ci sarebbe bisogno di "ripasso".
  3. Questo potrebbe apparire come un periodo d’oro per il fotografo. La tecnologia attuale permette scatti perfetti. Gli automatismi garantiscono esposizioni corrette, algoritmi prevedono ogni condizione di luce, sistemi di messa a fuoco rincorrono la pupilla della modella velocemente ed in silenzio, otturatori che fanno concorrenza alle videocamere. Infine la post-produzione. Cosa può volere di più un fotografo? So cosa voglio io: Fotografare! Si ma cosa vuol dire oggi fotografare? Utilizzo qualsiasi mezzo, anche lo smartphone se non ho una fotocamera sotto mano. Non mi ritengo certo uno snob. Ben vengano gli automatismi, l’autofocus e Photoshop, ma ultimamente non ci sto più dietro. Esce la Z7 ma io devo ancora tirare fuori il meglio dalla D3X, che mi sembra un miracolo di sensore. Questa estate, stimolato da amici amanti della montagna, ho ripreso a scattare in grande formato con pellicola B/N con la mia vecchia Linhof. È stata una riscoperta. Può sembrare paradossale ma ho respirato aria nuova. Non certo per la tecnologia utilizzata, ma per essermi concentrato sugli aspetti più importanti che formano la fotografia: la potenzialità del mezzo gestita dall’esperienza. L’attesa ha condito il tutto. I tempi del processo si dilatano ma proporzionalmente anche le soddisfazioni. L’attenzione aumenta e di conseguenza la consapevolezza. Scatti, ma devi aspettare lo sviluppo per avere un riscontro. L’ansia sviluppa un piacere, un entusiasmo che il digitale ha attenuato. Ripresa, sviluppo, scansione (non ho lo spazio per una camera oscura per stampare da lastre grande formato) ed infine l’appuntamento dallo stampatore, quello bravo. Ad ogni passaggio c’è un’emozione. Soddisfazione o delusione ma sempre passione. Non ho certo abbandonato la comodità del digitale, mi sono solo riappropriato di certe soddisfazioni proprie della Fotografia che non sono le stesse del Immagine. L’analogico stimola anche altri sensi: l’olfatto in camera oscura, il tatto maneggiando un negativo o una trasparenza è molto diverso dal gestire un file immateriale. Tanto che sto pensando di riprodurre le stampe migliori da digitale su pellicola, perché rimangano, perché non si perdano in qualche hard disk difettoso. Ma se tutte queste motivazioni non sono sufficienti per tornare all'analogico, facciamo un confronto, diciamo alla pari. Stessa location, stessa condizione di luce. La foto con le suore scattata con un sensore XTrans di Fiuggi, la foto della porta scattata con "sensore" Ilford FP4, negativo B&W grande formato 4"x5", scansita con Epson V800. Vi chiedo, avvertite differenze tecniche, ma anche emozionali, tra le due immagini?
  4. Ne sarei felice ma ho troppi impegni in quel periodo. Divertitevi!
  5. Propongo anche una sezione Colore, per non essere monotono. "Eriophorum callitrix"
  6. Per la sezione Paesaggio, ancora un monocromo scattata ad Agosto 2019: "Cima Undici", dal Monte Popera. Dolomiti di Sesto
  7. Per la sezione Beauty: Arya in B&W Maggio di quest'anno.
  8. Parto da quella scattata per ultima: "Sisters". Il genere che pratico di meno. Ero lungo il portico di San Luca per (ri)provare la mia vecchia Linhof caricata con Ilford FP4. Fortunatamente ho infilato nello zaino anche la piccola Fuji X100T, perché non avrei fatto in tempo a montare tutto quel ambaradan sul treppiede, le sorelle avevano il passo veloce!
  9. Un'opera d'arte...Anche la foto è buona! 😁
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