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Il mio blog su Nikonland, per me e per gli amici fotografi, in sintesi: FOTOBESTIALI su Nikonland

Entries in this blog

In attesa di scattare la foto più bella di febbraio (al momento in effetti mi accontenterei di scattare 1 foto) sbircio in archivio per ricordarmi cos’è febbraio nelle belle montagne della vicina Val Sessera. Nel 2024, complice una serie di accadimenti che non sto qui a sciorinare, mi trovai molto motivato a guidare il tempo necessario per portarmi sul labbro meridionale della Val Sessera, quella costa conosciuta come dorsale della panoramica Zegna. La carica era così tanta che mi sono spinto pe
Bello il 14-24/2.8 Z con lente frontale quasi piatta, costruito meglio di suo Zio, il 14-24/2.8 AFs. Peccato che io lo porto in giro così: Se non gli metto il tappo davanti, tempo 3 uscite rigo la lente frontale. SICURO. Me ne son bastate 2 per verificare quanta polvere, pelucchi, sporcizia varia, si accumuli sulla frontale nonostante le mie attenzioni a rimettere, ogni volta il tappo. Peraltro quando cammini, sto cx di tappo dove lo metti... lo mangi? Quindi lo infilo in tasca, qui raccoglie
E' una questione piuttosto spigolosa e che interessa tutti i fotografi escursionisti, il tema: lo ZAINO. Non esiste una soluzione ideale, o meglio sì esisterebbe e si chiama PORTATORE, ma non siamo inglesi dell'800 quindi direi che questa opzione è da scartare a prescindere. La borsa foto non è la scelta corretta per escursioni più o meno lunghe su terreno sconnesso, lo zaino diventa subito una condizione obbligata. Ora, l'industria di settore ha un importante filone dedicato a noi e relativo ai
Per i Milanesi sono le Grigne, per me che sto nell’ovest Ticino è il monte Barone La montagna di casa. E pensare che no l’ho mai considerato, fino a quando ho cominciato a frequentare la val Sessera, quel rilievo scuro ai piedi del monte Rosa che dalla città si vede tutto l’anno, non sapevo nemmeno che nome avesse. Non che non ne avessi mai sentito parlare, questo no, ma non sapevo dove si trovasse. Ecco è sempre stato lì, a nord nord ovest. Uno scatto di diversi anni fa, quando ancora nevicava
Tanti anni fa feci un post (Nikonland rev 1) in cui raccontavo di braccetti snodati per riprese subacquee (TLC Arms). Sapevo benissimo trattarsi di argomento che avrebbe interessato pochissimi lettori. Oggi faccio il bis, ma forse quanto segue potrà avere una platea più vasta . - Supertele Nikon Z: rimozione asole cinghia. Con i nuovi supertele Nikon Z (400 TC 600 TC e 800) ci siamo trovati ad aver a che fare con le nuove asole passa cinghia. Belle robuste, meno cheap di quelle utilizzate su tu
L’ormai lontano 2014 fu un inverno ricchissimo di neve. Mi piace ricordarlo qui, condividerlo con voi, nella speranza di rivedere un giorno uno spettacolo equivalente. Quell’anno riuscii a organizzare una vacanza invernale in quel dell’Alpe Devero, in Val d’Ossola. Devero e’ il nome di un torrente delle Alpi Lepontine, quel torrente dà il nome all’alpe, l’alpe oggi sono quasi tutte case di villeggiatura. Per chi non conosce la zona, Alpe Devero e Alpe Veglia costituiscono il comprensorio del pa
A me piace camminare nei boschi d'inverno. Mancano pochi giorni alla fine dell'autunno e di boschi dove camminare vicino a casa mia ce ne è uno solo, il Piano Rosa o parco delle Baragge. Ne ho parlato più volte, è un luogo magnifico in tutte le stagioni. In quella invernale, date le nuove evoluzioni del clima, nelle Baragge è storia di sterpi gialli, betulle e querce dai rami spogli e tappeti di foglie secche. No, la neve non è prevista, ed è così da tempo. Per invogliare i Nikonlander a fotogr
Del treppiede fotografico ho scritto delle romanze, adesso però è il caso di rifare il punto perchè oggi la questione è cambiata in modo essenziale. Oggi quasi tutti gli utenti di Nikonland sono ML user, quelli che ancora non lo sono lo diventeranno giocoforza. Ebbene, perdere lo specchio vuol dire eliminare la prima fonte di micromosso che può affliggere qualunque ripresa con tempi otturazione brevi o lunghi. La conseguenza immediata è che è possibile usare treppiedi molto meno robusti di quel
In tanti non lo capiscono, ma il rapporto che intercorre tra il fotografo e i suoi strumenti è estremamente particolare. Difficile fare paragoni con altre attività di tipo creativo ove si intenda la fotografia quale strumento di creazione. Più facile fare paralleli con attività quali quella dell’artigiano che deve avere controllo totale dei suoi strumenti così da aver certezza di dominio sul processo produttivo. Il fotografo è un mix tra tecnico e creativo; per essere efficace nella sua azione
Giuseppe Casella mi ha ricordato, con il suo post sulla Baraggia di Candelo, che anche a me l’autunno in baraggia piace un casino. E’ da parecchio che non ci vado, ma in archivio ho il risultato di un paio di passeggiate autunnali di pochi anni fa. La “mia” baraggia e’ quella di Fontaneto d’Agogna ( parco delle Baragge - Piano Rosa). Un territorio particolare, argilloso, su cui da secoli viene coltivato il nebbiolo. Una parte consistente e’ però rimasta a bosco e prato, questo adatto al foraggio
Disclaimer. Ci provavo già ai tempi della pellicola con scarsi risultati, con la prima digitale e la funzione panorama di Photoshop mi si è aperto un mondo, così, da sempre, quando mi trovo davanti ad un landscape che mi intriga, tiro 3-5-8 scatti di fila a coprire la scena e poi a casa si vedrà. Cima del Luvot a sinistra il profilo del M.Barone, a dx il Castello di Gavala. 24-70/4 e 5 scatti a 24mm uniti in LR. Agosto. Da casa mia è un’ora di Panda in traffico semi urbano; saranno 60km dal gar
Dalla fine di Maggio la terra dove vivo diventa un luogo poco ospitale. Caldo torrido e zanzare sono un tormento così serio che nella mia città il cinema all'aperto, da anni, non si fa più. Ci sarebbe da farsi delle domande, certo la risposta è naturale: riscaldamento Globale. SI sì, per carità, ma è accompagnato anche da altri guasti che non sto qui ad elencare, sono sotto gli occhi di tutti e nessuno se ne cura (se interessa, non voglio ammorbare Nikonland, qui può trovare uno spunto su cui ra
Stamattina, per cercare una foto in archivio, ho aperto la raccolta della Lapponia del 2010. Cercavo solo una foto, e mi son ritrovato a camminare nelle distese del nord, ma solo con gli occhi. al limitare di un "bog", prato umido e torbiera, in cui se entri sprofondi fino al sedere. Nellim - Finlandia del nord boschi radi, pini di svezia, che svettano sopra gli accumuli di torba. Nellim - Finlandia del nord un cigno comune ritardatario. Nellim - Finlandia del nord Era il nostro secondo viag
Ma no, cosa avete capito, parlo di una cosa che succede spesso a chi ama fotografare il paesaggio. Da due anni e mezzo, utilizzo un set di fototrappole per monitorare i selvatici nel pezzettino, minuscolo, di Parco delle Lame del Sesia (già di suo è un parco veramente minimale) che frequento da uno sconsiderato numero di anni. Lo scorso sabato 19 ottobre in tardo pomeriggio sono sceso al fiume per il giro fototrappole. Giornata grigia, piovosa, autunnale, due gocce d'acqua non mi hanno diss
Valle Strona. Postua (BI). Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S, Leofoto LS254C con Sunwayfoto XB-44. Sapevo, da mesi, che il terzo WE di giugno sarei stato libero; da mesi preparavo, più che altro immaginavo, piani di "azione" che andavano dal trekking solitario con bivacco in quota, all'immersione fluviale seguita da camping su una barena sabbiosa. L'inizio dell'estate 2024 è però (fortunatamente) un po' diversa da quella degli ultimi anni; il mio Sesia è gonfio, l'acqua non è troppo limpida
Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera Qualche anno fa biasimavo con vigore l'abitudine ormai consolidata di utilizzare qualsiasi mezzo per scattare immagini ai selvatici; complice un'occasione di gruppo, con gli amici Massimo, Marco e Andrea mi sono ritrovato proprio nel luogo che 5 anni fa mi produsse brutti pensieri ed amare constatazioni (per i chi vuole approfondire, QUI i miei ragionamenti di allora). Questa volta ho bellamente ceduto alla lusinga fotografica, lascia
L’ottocento millimetri, tra mito e leggenda. Da ragazzo il mio amico Matteo nella sua cameretta teneva esposti spettacolari poster di straordinarie “pinup”, erano immagini che “colpivano”; io invece per anni ho tenuto appesa alla vetrinetta una pessima fotocopia formato A4 di un obiettivo: il Nikon Ais 800/5.6 IF-ED. Onestamente Matteo non mi ha mai detto niente, uomo intelligente, ed io non ho mai dovuto dare spiegazioni. E come avrei potuto spiegare che per me l’800 era un attrezzo epico, q
Ieri sera, 23 giugno, complice la serata in libertà ed un forte vento che garantiva aria povera di zanzare e caldo sopportabile, mi son recato al fiume anticipando di 1gg lo scarico foto-trappole. Intorno alle 21.00 ero appostato all'ombra di una siepe di poligono giapponese, sul greto che è crocevia serale di tutti i mammiferi del Parco delle Lame. Appostamento. Nikon Z9 ob Sigma 24/1.4 Art+FTZ2. Sono appostato da meno di 10min e sento un rumore delicato di sassi smossi ale mie spa
Sabato pomeriggio, come di consueto, sul tardi parto per il Parco per scaricare le fototrappole. Lo faccio tutte le settimane ma ho saltato il giro quindi ci son 2 settimane di video e foto da scaricare.  Però non mi lascio scappare l'opportunità di fare due foto. Ho il nuovo 800/6.3, non è proprio il suo ambito, però, magari, lungo fiume qualche limicolo compare, quindi lo infilo nello zaino e via. Il bosco è il solito macello di vegetazione;  da aprile fatico metodicamente per tener aperto un
Mezzo metro, al massimo 2 è la profondità in cui ho realizzato tante fotografie subacquee, sia in mare che in acqua dolce. Confesso di essere qui a scrivere di questo perchè ho un po' di nostalgia; le foto di questo post sono già passate per Nikonland ma non sono qui nel blog, mi sembra corretto farne una sintesi (brutale) e metter qui la "bandierina". Da sopra il mobile spunta la sacca rossa della muta stagna, sta lì muta, in tutti i sensi, però da lì silenziosamente mi parla delle p
Piemonte e Liguria sembra vogliano contendersi il primato della "sfiga da alluvione". Questa volta è toccato al Piemonte orientale, qualche giorno di pioggia concentrato sul bacino idrografico del Sesia e si sono contati morti e milioni di euro di danni. Un'alluvione flash, questa di inizio autunno 2020, in confronto agli 8 giorni di pioggia consecutivi del novembre del 1994, e la cosa deve indurre maggiore inquietudine. Ma queste sono faccende degli uomini, per i fiumi, per le aste fluviali, i
In estate il fiume Sesia, lungo il basso corso,  si riduce in modo veramente significativo. Prima che i greti si secchino e che il fiume diventi un rigagnolo dal letto bruno, è ancora bello visitare questo pezzo di pianura che appare ancora selvaggia ed incontaminata. Ma è apparenza perché qui l'opera umana ha agito per secoli e secoli e la natura che si incontra oggi è frutto di una ricolonizzazione complessa e difficile e, a suo modo, affascinante.  Si prosegue solo a piedi Nikon D800E
Era il 2017, e mi manca un po', un po' tanto. Nel giugno 2017 abbiamo visitato la costa di Villasimius, in Sardegna. C'ero già stato negli anni '80, a salutare un vecchio amico, poi di passaggio ma mai mi ero fermato per esplorare, come merita, questa magnifica linea di costa. In verità ci ho fatto una capatina anche a settembre 2019, ma onestamente, solo per ragioni eno-gastronomiche (un we con i piedi sotto il tavolo, bello ma non è "andare al mare")  Nel '17 comunque viaggiavo leggero
26 luglio 2020 Nel dicembre del 1968, in Inghilterra, la canzone prima in classifica si intitolava "A man of the world". Quell'"uomo del mondo" si è spento la notte scorsa a Londra, nella sua casa, e si chiamava Peter Green. Per chiunque strimpelli una chitarra, per chi ama ascoltare musica sincera, genuina, il nome dei Fleetwod Mac di Peter Green non deve essere sconosciuto. Quei Fletwood Mac erano lontani due ere geologiche da quelli che saranno in "Don't Stop" di Leslie Buckigham (a me
Il gusto fondante per la Fotografia che accomuna molti fotografi, è quello dell'esplorazione. La fotocamera è un attrezzo formidabile per alimentare la curiosità, è un cavallo che sa portare in luoghi che altrimenti non si avrebbe alcun stimolo a visitare, ad esplorare. Così è che questa volta a fare il piccolo esploratore son tornato in vecchi luoghi che, da giovane neo-patentato, avevo già "indagato", ma senza troppa convinzione. Trent'anni dopo le ruote della mia auto si sono inerpicate su pe

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