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Sakurambo

Ogni anno, il 21 aprile, Roma festeggia la data della sua fondazione. La data è accompagnata da eventi speciali a tema.
L'anno scorso le manifestazioni principali si sono tenute tra il 20 ed il 23 aprile, in particolare nell'area del Circo massimo e dei vicini Fori Imperiali.

L'area del Circo Massimo è stata sede di una rievocazione storica in costume resa possibile grazie al lavoro, volontario, delle locali associazioni di ricostruzione storica. Il periodo rievocato è stato, ovviamente, quello che va dalla fondazione del primo insediamento a tutta la vita dell'Impero Romano che abbiamo tutti studiato sui libri di scuola.
Gli organizzatori hanno concesso alle locali associazioni e scuole di fotografia di inviare fotografi, che sarebbero stati certificati, per la copertura mediatica dell'evento. In questo modo ho potuto reperire un pass che mi ha consentito di entrare anche nelle aree interdette al pubblico. Peccato che fossimo davvero in molti ad avere lo stesso pass, dubito che gli organizzatori saranno di manica così larga nel 2018. Visto anche il comportamento non sempre esemplare di alcuni di noi durante alcune fasi delle rievocazioni.

E' stato interessante incontrare così tanti appassionati, provenienti dai 5 continenti ( compresa una piccola legione Maori... ) accomunati dalla passione per la storia e per l'antica Roma. Alcuni costumi ed armature mostravano un livello di fattura davvero notevole ( come anche il costo sostenuto da chi le indossava ).

Nella spianata del Circo Massimo era possibile incontrare vari rappresentanti della società romana sia civile che religiosa o militare.

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Durante la giornata si sono svolti i festeggiamenti dei riti pagani del periodo romano, riti propiziatori e di omaggio alle varie divinità, parliamo del periodo precedente aell'avvento del cristianesimo.

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Successivamente si è svolto un rapido spiegamento dei gruppi per il saluto delle autorità cittadine e la preparazione alla sfilata che si sarebbe svolta sui Fori Imperiali, con passaggio di fronte alla statua di Adriano.

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La sfilata sui fori imperiali è stata aperta dalla Dea Roma, impersonata da una giovane ragazza Romana.

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I vari gruppi sono passati lungo i fori per arrivare alla statua dove l'Imperatore Adriano avrebbe salutato ed omaggiato i figuranti e la città con la lettura di una formula in latino.

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Si, è una pelle di lupo vera. ( Sono pochissime, per ovvi motivi, e soggette a controlli serrati, costosissime, pochi gruppi riescono ad averne come parte del loro equipaggiamento ).

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Al termine della sfilata l'attenzione è tornata al Circo Massimo dove si sono svolte alcune rievocazioni di fatti storici e di combattimenti tra gladiatori. Intervallate da danze storiche ( sopratutto etrusche e romane ).

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Spero che le foto non siano troppe e grazie a chi ha voluto leggermi.

Sakurambo

Prendo spunto da una breve video intervista di Alex Majoli vista su facebook.

Alla domanda circa le fonti dalle quali un fotografo avrebbe dovuto attingere per la sua formazione, lui risponde escludendo in modo espliciti i testi di fotografia, in particolare i volumi fotografici! E' un concetto che ho già visto o letto esposto da altri professionisti, seppure ognuno a modo suo. Ovviamente detto così colpisce l'attenzione ed è strano e, verrebbe di rispondere, anche poco sensato, eppure ha un senso.

Il concetto di base, per come lo interpreto io, è che ognuno di noi mette nelle foto che scatta il proprio essere, la propria sensibilità, le proprie tendenze o manie. Chi è precisino, chi odia il buio e vuole immagini luminose, chi evita lo sguardo del modella/modello e chi invece lo cerca sempre... insomma noi stessi.

Ed ecco che alimentare la nostra conoscenza leggendo libri di poesia o di narrativa, andando al cinema per vedere commedie o drammi, visitare musei per ammirare sculture e dipinti, ma anche ascoltare buona musica e cimentarsi in attività sportive per noi piacevoli contribuendo a costruire una coscienza ed allargare le nostre vedute e la nostra sensibilità, così da dare al nostro cervello concetti potrà assorbire ed elaborare per poi riversarli, spesso a livello inconscio, nelle nostre foto.

Io ho avuto modo di sperimentare questo meccanismo durante il mio viaggio in Africa. Sono partito per un safari fotografico senza aver mai fotografato animali, davvero, nemmeno in uno zoo o bioparco che sia. E nemmeno avevo letto volumi sull'argomento; per mancanza di tempo sono partito quasi a digiuno di esempi o di tecniche. Avevo solo quello che ho visto in TV o sul web.

Eppure mi sono reso conto che, scattando, inseguivo delle situazioni specifiche, soprassedevo dallo scattare in alcune situazioni perché la scena non era come la volevo. E mi sono accorto anche che, nella composizione, seguivo dei canoni precisi, come se il senso estetico che mi guida quando fotografo una modella in studio fosse lo stesso anche per un leone o per una giraffa ripresi libero nel loro ambiente.

Io credo che questo sia un'aspetto importante nella vita di un fotografo, non tanto perché non possiamo seguire solo le orme di altri, ma proprio per capire che un'arte come la fotografia non si alimenta da sola ma pesca da tutto ciò che ci circonda. Tanto più oggi che tutti hanno uno strumento fotografico e che il numero di immagini prodotto è addirittura ridondante.

My two cents.

Sakurambo

Questo mio scritto vuole essere solo una breve descrizione di quanto sperimentato sul campo durante il mio primo safari fotografico.

Avendo deciso di fare questo viaggio mi sono rapidamente reso conto di avere bisogno di una lente a lunga focale per non ritrovarmi in difficoltà una volta sulla jeep.

In effetti, posso anticipare che ci sono momenti nei quali anche 400mm ( su Full Frame ) rischiano di diventare pochi. Anche se poi la tecnica ci insegna che le lunghe focali non servono a fotografare lontano ma a riempire il fotogramma...

Avendo una Nikon D800 ho cercato tra le varie possibilità offerte e subito la scelta si è ristretta a poche lenti, ancora più ristretta dopo aver verificato i costi di acquisto. Insomma, incoraggiato anche dai test fatti qui su Nikonland, ho deciso di prendere il Sigma 100-400. Oltretutto il più leggero e compatto nel lotto dei contendenti.

Una volta in viaggio ho, forse anche forzatamente, utilizzato il Sigma per ogni genere di inquadrata, più volte a discapito del Nikon 24-120 f4 che copriva la parte "corta" del mio corredo.

Quindi, a seguire, trovate tutte immagini scattate con la D800, senza uso di filtri fisici, ma solo postprodotte con Lightroom sl mio Mac.

IS0 1250 - 1/2500sec - 400mm - f6,3

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ISO 1250 - 1/4000 sec - 100mm - f5,6

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ISO 1250 - 1/2000 sec - 400mm - f6,3

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ISO 1250 - 1/8000 sec - 220mm - f6,0 ( LEGGERO CROP )

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ISO 800 - 1/2500 sec - 400mm - f6,3 ( LEGGERO CROP )

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ISO 800 - 1/1000 sec - 400mm - f6,3

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ISO 400 - 1/1250 sec - 400mm - f6,3 ( CROP SOSTANZIOSO QUASI A FORMATO DX )

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ISO 400 - 1/2000 sec - 112mm - f6,3

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ISO 400 - 1/500 sec - 400mm - f8,0

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Commenti ben graditi.

Sakurambo

A causa di un problema con l'HD del Mac mi sono trovato nella necessità di recuperare alcuni scatti recenti non presenti nell'ultimo BackUp di Time Machine.
Ho chiesto consiglio ad amici più esperti in campo informatico ed ho ricevuto indicazioni per vari programmi. Per ragioni di tempo e per la necessità di recuperare il prima possibile l'uso dell CF e SD oggetto di recupero ho potuto sperimentare solo alcune delle soluzioni proposte. Di seguito le mie esperienze.
 
Essendo dotato di schede Compact Flash e SD all'80% di marca Lexar ho pensato, come prima soluzione, al loro software proprietario, pubblicizzato anche sulle confezioni del loro prodotti, contando sul fatto che, certamente, non avrebbe avuto problemi a leggere i dati, anche danneggiati, sulle loro schede.
 
Il software si chiama Lexar Image Rescue, disponibile il download dal sito web Lexar.
Il programma viene rilasciato in versione Demo gratuita o in versione Full al costo ( ad oggi ) di circa 34.00 Usd.
La versione Demo ha la limitazione di recuperare solo tre files una volta installato sul Mac. Per poter recuperare altri files si dovrebbe ripetere la procedura di installazione, della durata di un paio di minuti. Ovviamente è una cosa impensabile per chi deve recuperare decine o centinaia di foto.
Una volta avviato, il programma procede alla scansione del supporto di memoria, scansione che richiedere un certo tempo. Calcolate che ha richiesto circa 14 minuti per una Sandisk Extreme Plus 80mb/s da 32gb collegata ad un Macbook Pro 15" con un lettore USB2. Terminata la scansione i files trovati sono tutti elencati con anteprima ( laddove possibile ) e posso essere salvati all'istante in apposita cartella con un colpo di mouse.
La presenza nella lista non garantisce che il singolo file sia leggibile, infatti ho trovato un breve video che non riesco ad aprire. Probabilmente la mancanza di un'immagine di anteprima del file è già una spia di eventuali danni allo stesso.
 
Esiste anche un software Sandisk, si chiama RescuePro, lo segnalo per completezza ma non l'ho provato. Il costo dovrebbe essere di circa 40.00 usd per la versione standard, esiste anche una versione Delux con funzionalità aggiuntive.
 
Ho invece risolto il problema con Runtime get Data Back, il software si può scaricare ed installare sul PC oppure utilizzare direttamente nella versione "autonoma" denominata Simple Portable ( se qualcuno sa indicarmi il corretto termine informatico provvedo alla correzione ).
 
Ho utilizzato il Run Get data Back su un PC con Win7 e hardware non recentissimo, direi che non è pesante e non richiede molte risorse al sistema per funzionare. 
Per schede CF Lexar 800X da 32gb ho avuto pochi secondi di attesa per la scansione dei volumi ed indentificazione dei files cancellati.
Il software chiede di indicare il File System e poi il tipo di file da evidenziare, cioè se visibili o cancellati. Dopo di che si procede al trasferimento dei files selezionati, l'attesa varia in base al volume dei dati ed alla velocità di trasferimento dal supporto. Considerate, indicativamente, un'attesa di qualche minuto per una 30ina di Gb su collegamento USB.
 
Ho poi messo di nuovo alla prova il programma formattando la stesa scheda, a recupero effettuato, prima sulla D800 e poi sul PC. In questo caso il software non ha trovato nessun file sulla CF. Questo per confermare che il recupero dei dati diventa molto più difficile se si sovrascrive il supporto o se effettuano formattazioni dello stesso. Una ragione in più per mantenere sempre dei back up aggiornati su più supporti del proprio archivio fotografico o video. E per non riutilizzare subito una scheda di memoria che contiene immagini importanti prima di averne fatto almeno un copia di sicurezza.
 
Mi è stato anche consigliato il software TestDisck Data Recovery, sembra promettere bene, ma l'interfaccia a righe di testo mi ha scoraggiato e non ho insistito dopo il primo tentativo.
Altri software che mi sono stati consigliati sono RS Photo Recovery, Recuva e Data recovery Wizard Free. Non li ho testati ma li segnalo per completezza di informazione.

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