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Alberto73

Nikonlander
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  1. Pare? meglio aspettare notizie certe altrimenti col prossimo pare diranno che fa il caffé ma non ci mette lo zucchero
  2. a meno che non vogliano dedicare la linea produttiva che si sta occupando del 24-70 per altre ottiche.... 🤔
  3. Un piccolo intervallo tra i matsuri per tornare un attimo in quel di Tokyo per parlare di nuovo di animazione. Avevo già approcciato questo argomento in un precedente articolo (Qui) riferito alla città di Uji, stavolta la serie animata è legata a un luogo particolare della capitale nipponica, un santuario shintoista: il Kanda Miyojin. Myojin significa, letteralmente, “divinità brillante”, nome che gli è stato attribuito per il suo colore rosso acceso e le decorazioni in oro. La fondazione di questo santuario risale al 730 d.C. (secondo anno dell'era Tenpyō) ed era ubicato a Shibasaki, un villaggio di pescatori. Un primo trasferimento, a causa dell’ampliamento del castello di Edo, lo ha portato nell’ex quartiere di Kanda (1603) dove è rimasto fino al 1616, quando è stato nuovamente trasferito nella sua ubicazione attuale: una piccola collina nei pressi di Akihabara. L’edificio attuale, dopo essere stato distrutto e ricostruito varie volte, è stato realizzato in cemento armato nel 1934, cosa che gli ha permesso di superare il secondo conflitto mondiale. Il portale d’ingresso, invece, è stato ricostruito, utilizzando legno di cipresso, alla fine del 20° secolo. Questo santuario ha visto di recente allargare la sua notorietà per motivi tutt’altro che spirituali: è stato, infatti, usato come ambientazione di alcune scene in popolari serie animate come, ad esempio, ‘Love Live!’, dove una delle ragazze protagoniste (Nozomi) lavora part-time in questo luogo, e Love Live! Sunshine!!’. Paradossalmente quello che ci viene mostrato per primo nell’animazione è uno dei 2 ingressi secondari dell’area sacra, costituito da una grande scala utilizzata dalle protagoniste della serie per allenarsi nella corsa. Arrivati in cima alla scala inizia l'area del santuario Honden L’Hoden, l’edificio più sacro dove viene conservata la reliquia del/dei kami. In genere è chiusa al pubblico e nemmeno i sacerdoti vi accedono se non per i riti più importanti. Ovviamente non potevano mancare gli ema, presenti in tutti i luoghi di questo tipo del Giappone il Zuishin-mon, struttura a due piani che fa da ingresso principale all'area. Per concludere, una cosa che in queste serie animate non appare mai è il torii, il portale di accesso all'area sacra またね PS: in Love Live la parte musicale la fa da padrona, con delle canzoni molto belle, come questa: Yume no tobira, la porta dei sogni! (se qualcuno fosse curioso...)
  4. La quarta tappa di questa serie di articoli sul Giappone (non sto più seguendo l’ordine cronologico) ci porta ad Aomori dove ogni anno si svolge un altro matsuri, completamente diverso da quello di Susukino: il Nebuta Matsuri. Per chi, leggendo i miei articoli, se lo stesse chiedendo, con il termine matsuri si intende una festa tradizionale giapponese, che può svolgersi in un parco o sulle strade, attirando diverse centinaia di persone. Molti di questi hanno origine cinese ma col tempo le tradizioni originarie sono via via sparite e sono state sostituite o si sono mischiate alle usanze locali. Il concetto di “festa” in Giappone trae origine dal profondo legame tra uomo e natura, che costituisce dei cardini della religione tradizionale del Paese, lo shintoismo. Per questo motivo ogni santuario festeggia il proprio matsuri, che sia per rendere omaggio ai Kami protettori o per degli eventi stagionali/storici. Torniamo ora al Nebuta Matsuri. Questo nasce 300 anni fa. Si pensa che derivi dal tanabata ma le sue origini sono poco chiare. Esistono diverse teorie in proposito, la più conosciuta delle quali lo fa derivare dalla battaglia che si svolse nella provincia di Mutsu, durante la quale il futuro Shogun, Tamuramaro, avrebbe utilizzato flauti e taiko per attirare l’attenzione del nemico. Da questa storia ha preso origine il Tamuramaro Shō (Premio Tamuramaro) assegnato al miglior gruppo partecipante, successivamente rinominato Nebuta Taishō. Con tutta probabilità, però, si tratta di una leggenda, in quanto è improbabile che Tamuramaro abbia condotto delle spedizioni militari in quella che oggi è la prefettura di Aomori. La parata dei nebuta si svolge dal 2 al 7 agosto, quasi sempre di sera, tranne l’ultimo giorno, quando, invece, si tiene il pomeriggio per lasciare il posto nella serata a uno spettacolo pirotecnico. Come vi ho fatto notare nell'articolo precedente, anche in questo caso vi è una massiccia presenza di importanti sponsor e si tratta di aziende note a livello nazionale se non internazionale, come possono essere Asahi, Family Mart, Fujitsu e Japan Railways. A proposito: se andate in Giappone e volete spostarvi col treno da una città all'alta il JR pass è praticamente obbligatorio per non spendere un capitale coi biglietti del treno. Tra i 'carri' si possono vedere anche cose 'particolari', in riferimento al contesto della manifestazione, come questo Eva01. I nebuta di ogni gruppo sono accompagnati da suonatori di taiko, flauto e cembalo oltre che da centinaia di ‘ballerini’. Chiunque, anche i turisti, può partecipare a patto che indossi il costume tipico di questa manifestazione, il quale può essere comprato oppure noleggiato. La sfilata procede al grido di Rasserā ( ラ ッ セ ラ ー ), abbreviazione dialettale di "irasshai". Nel 2011 è stato aperto un museo dedicato all'evento, il Nebuta Museum Wa Rasse ( ね ぶ た の 家 ワ ・ ラ ッ セ ), all’interno del quale vengono spiegati i metodi di costruzione dei carri e la varietà di soggetti diversi a cui si ispirano, mentre nella nebuta hall è possibile ammirare alcuni dei più grandi nebuta che hanno partecipato alla parata. La visita è accompagnata da una musica di sottofondo con shamisen e flauto giapponese per ricreare un’atmosfera che ricorda quella del matsuri. Il museo offre la possibilità di riposarsi nella hall con vista sul lungomare o nel ristorante dove vengono serviti i piatti locali. Per chi vuole è disponibile il classico shop con i souvenir. 『つづく』
  5. L'amleto che è in me ha il dubbio se affiancare una Z50 alla Z6, ma per le ottiche non ho dubbi su quelle che mi servirebbero
  6. puoi dirci che antivirus usi? perché il mio non da problemi... ti posso dire che tempo fa ho avuto un problema simile con un altro sito e ho dovuto risolvere impostando un non controllo sul quel sito
  7. Probabilmente per il mio uso non ne vale la pena ma sto pensando che potrei sostituire il mio 70-200/2.8....
  8. Per me dovrebbero migliorare la gestione dei fusi orari, ma questo non solo Nikon ma tutte le case, dove per chi resta in Italia è ininfluente ma, per esempio, a me è capitato quando sono andato in giappone di trovarmi, pur avendo indicato il fuso orario di Tokyo, di dover regolare l'ora a mano perché non era quella giusta e altrettanto una volta tornato in italia.
  9. Quindi hanno ridimensionato il tutto... praticamente nulla di nuovo sotto il sole, chi ha la D5 potrebbe non avere nessun interesse a cambiare, anzi direi che non lo ha!
  10. 😁 Sulla batteria ti confermo che dipende dalla modalità di scatto in ogni caso i 300 scatti li puoi superare abbondantemente, io non ho mai fatto una statistica del genere ma credo anche io che il minimo sia 400 scatti se non qualcosa di più, poi con la raffica e senza rivedere le foto si arriva a qualche migliaio comodamente (io credo di essere arrivato a 8000 circa e ho avanzato batteria).
  11. Io ti posso solo aggiungere che ho fatto 2 settimane in Giappone e ho portato a casa circa 4000 foto fatte con la Z6, quasi tutte col 24-70/4. Per la batteria mi sembra che sia un non problema, ma personalmente con qualsiasi fotocamera io sia andato in viaggio ho sempre avuto una batteria di scorta. PS: sarai mica parente di Alex Caruso?
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