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Pedrito

Nikonlander Veterano
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Blog Comments posted by Pedrito

  1. Una grande fotografa, ma soprattutto una grande personalità in un periodo difficile in un territorio difficile, usando un lessico caro a molta stampa.

    Ci mancherà molto. :(

    Per chi ha Sky, consiglio di guardare su Sky Arte (canale 400) il bel documentario uscito nel 2019 "Letizia Battaglia Shooting the Mafia".

     

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  2. Tempo fa su Sky vidi un documentario, credo di National Geographic, che illustrava molto bene fin dagli inizi la storia di questa base, smitizzando tante leggende e confermando ciò che ci ha raccontato qui Tanker.

    Mi colpì il fatto che nei primi anni il personale ogni mattina venisse imbarcato su un aereo per portarlo alla base e riportato indietro ogni sera, personale a cui veniva fatto obbligo di non raccontare a nessuno, nemmeno ai più stretti familiari, cosa facesse esattamente là e quale fossero le sue reali mansioni.

    Inutile dire quale fosse il budget di spesa del governo federale per l'operatività della base... $$$ 

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  3. Davvero delle splendide foto, di quelle che ti fanno capire cos'è la Natura e perché dobbiamo adoperarci per difenderla e proteggerla.

    Quando racconti del freddo e degli orari impiegati per le tue fotografie mi faresti passare la voglia di provare ad emularti, ma se parli di capanni riscaldati, allegra compagnia e buon cibo... un pensierino potrei anche farlo!

     

    PS  Sogno da sempre l'alba alle 10,10... Sebbene per fotografare sia disposto (quasi) a tutto, la sveglia presto mi è contro natura. :marameo:

     

  4. Che dire, Silvio, mi trovo concorde in tutto e per tutto sulle valutazioni delle foto che hai pubblicato.

    Vorrei a questo punto sottolineare come il fotografo (intelligente) che ha a cuore la propria crescita personale in questa disciplina cresce nel tempo in conoscenze, capacità e consapevolezza della qualità dei propri lavori, e facendo tesoro delle proprie esperienze (intese anche come critiche ricevute alle proprie fotografie) matura e migliora. Soprattutto quando non si accontenta dei primi successi (?).

    E' ciò che dovrebbe fare qualsiasi appassionato che ama il proprio hobby (ma anche il proprio lavoro) e desidera sempre mettersi in gioco per migliorare sé stesso e le proprie attitudini in funzione dei risultati che può e vuole ottenere.

    Tu lo stai facendo. Ed uso il tempo presente per significare che, come mi pare di capire, sei anche tu - come molti qui - in cammino su questa strada.

    :bravo:

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    [reportage] Uscita Foto-Natur-Olistica

    Tutti belli questi scatti, Silvio!

    E riguardo il modo di affrontare la giormata con gli amici-compagni-fotografi con cui si condivide il viaggio e gli appostamenti, concordo che se non sia la cosa più divertente ne è la seconda. Dopo il fotografare, naturalmente!

     

  5. Anch'io sono affascinato non tanto dall'arma, ma dalla tecnologia che vi sta dentro, sia esso un intercettore supersonico, un cacciatorpediniere o un mezzo anfibio, e resto ammirato dalla capacità umana nel progettare e realizzare simili macchine. E anch'io da piccolo amavo essere portato alla stazione a vedere i treni che passavano veloci, o all'aeroporto a sognare di poter volare su quegli aerei che decollavano.

    Ma se avessi figli non regalerei mai loro un fucile od una pistola giocattolo, perché nella realtà lo scopo di questi oggetti è uccidere e mi prefiggerei di spiegarglielo bene. E forse neanche li porterei a vedere queste manifestazioni, per lo stesso motivo che ho appena detto.

    Che poi queste armi siano necessarie per la difesa e come deterrenti da eventuali attacchi nemici credo che non possa essere messo in dubbio, salvo battersi per incoraggiare il dialogo fra i popoli affinché nessuno scelga la guerra per affermare i propri diritti.

     

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  6. Nella fotografia in generale e tanto più nel web, l'immagine deve poter parlare da sola. Se una foto la devi spiegare deve chiederti se sia davvero una buona foto. Ma è sempre stato così.

    Piuttosto il testo viene in aiuto o diventa addirittura importante quando l'immagine è così forte, così di impatto o curiosa che chi la osserva vuole sapere il come ed il perché della sua genesi, tanto che il testo diventando complementare all'immagine la rafforza donandole un significato ancora più intenso e profondo. Come nel reportage, quando uno scatto "forte" racconta un pezzo di vita vissuta e la didascalia aiuta a collocarlo e ad aprire all'osservatore la storia che vi sta dietro.

    Viceversa, se "la figura" non attrae difficilmente ci si soffermerà a leggerne il testo a corredo.

     

  7. Bella carrellata di immagini!

    Più che graffiti direi si tratti di murales, ma giustamente come hai detto tu stante l'origine della parola che proviene dal greco ed essendo i lavori fotografati ad Atene, con quale altro termine migliore potrebbero essere chiamati? :D

    Alcuni graffiti dalla foto (ad es. n. 15 e n. 30) appaiono addirittura tridimensionali, e in generale sono tutti di ottima fattura.

    Complimenti al fotografo, ma anche agli artisti!

  8. Perfettamente d'accordo.

    Anche a me sta sulle palle questo politicamente corretto esteso adesso in modo assurdo a qualsiasi aspetto delle nostre tradizioni e del nostro vivere comune.

    Ne voglio aggiungere un altro. Cosa ne pensate di chi vi scrive iniziando la lettera "Carissim*, sono ad informarti che..., ecc." ?
    Un carattere jolly per evitare di urtare la presunta sensibilità del destinatario che può essere un uomo, una donna, e adesso addirittura anche un x??

    Ma per piacere.... :tie:

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  9. In effetti il kit che hai utilizzato - e che ho anch'io - invoglia a portarselo dietro e a (ben) utilizzarlo come hai fatto tu.

    E il Casteddu con i suoi scorci e i suoi edifici stimola molto il fotografo, così come fece a me quando ebbi modo di visitarlo in lungo e in largo alcuni anni fa.

    Magari dovresti meglio selezionare le immagini, limitandoti a mostrare quelle più interessanti per rendere il reportage più efficace e fruibile dal lettore.

    Mi piace comunque la scelta di fotografare il luogo dal tramonto alla sera. ;)

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  10. Credo che, come sempre, debbano essere l'intelligenza e la capacità di ciascuno a guidare le proprie scelte di vita, sia nel lavoro che nel tempo libero, ed indipendentemente da quanto sia al momento "di moda" e da quanto l'azienda per la quale si lavora "suggerisca" di fare.

    Con i distinguo di cui si è già detto riguardo la necessità per qualcuno di lavorare oltre il lecito pur di sbarcare il lunario, sono convinto che tutti abbiamo la possibilità e la capacità di staccare al momento giusto per dedicarci al riposo e alle proprie passioni extra lavorative, senza per questo sentirci meno di altri che sono (o si sentono) "impegnati" ed in carriera. Basta volerlo. Anche quando amiamo profondamente ciò che facciamo per guadagnarci il pane.

    Dipende quali obiettivi si hanno nella vita. Se ciò che abbiamo per vivere non ci è mai sufficiente, il super-lavoro può essere giustificato se appaga gli obiettivi che vogliamo raggiungere: basta esserne consapevoli. Se viceversa crediamo che ci siano anche altri valori oltre l'accumulo di ricchezze che probabilmente non potremo mai goderci appieno per mancanza di tempo, allora sarà più facile trovare il giusto equilibrio (qualcuno avrebbe detto "balance", ma io odio questo termine inglese oltremodo abusato) tra lavoro e tempo libero.

    Pensateci bene, ciascuno di noi è padrone del proprio tempo e della propria vita: basta voler esercitare l'uso di questo diritto.

     

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  11. Begli scatti, Enrico, ed un divertimento a farli che posso ben comprendere.

    Concordo: fotograficamente parlando, è uno sport che si presta molto ad esser ritratto, e con la luce giusta (che hai trovato) si possono portare a casa tante belle istantanee (che hai ottenuto).

    Non concordo invece sul "mandiamoli tutti al rogo!". Si tratta di uno sport motoristico, che come tale fa casino, puzza, inquina ed infrange la pace di un bel paesaggio marino. Esattamente come, ad esempio, una gara di MotoGP al Mugello o di Formula 1 a Monza, anch'essi due paradisi sconvolti per alcuni giorni all'anno dal rombo dei motori dei concorrenti e dalla confusione dei tifosi al seguito. Ma si tratta di luoghi pensati e circoscritti a questo e che al termine delle gare tornano ad essere ciò che erano, come la marina di Olbia dopo quei tre giorni di competizioni.

    Ma in quelle occasioni, vivaddio, che ebbrezza il profumo delle benzine e dell'olio bruciato e che adrenalina la velocità di quei bolidi dal suono assordante! :marameo:

    Se come penso ti riferivi invece alla maleducazione di chi usa queste moto d'acqua davanti alle spiagge incuranti della pace dei luoghi e della sicurezza dei bagnanti, sono - ovviamente - assolutamente d'accordo con te.

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