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About This Club

Il Club personale dei due soci fondatori di Nikonland. Molto politicamente scorretto A questo Club l'Iscrizione é obbligatoria (premere il tasto JOIN a destra per iscriversi)

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Trecastagni, Italy
  1. What's new in this club
  2. Stempero il clima ricordando una lettura che, tempo fa, mi ha fatto scoppiare a ridere da solo in metropolitana (e tutti mi hanno guardato come fossi matto), cioè il capitolo "Bisy Backson" (nella versione italiana Trorno Busito, storpiatura di Torno Subito), di uno di più divertenti e, a modo suo istruttivi, libri che abbia mai letto: The Tao of Pooh (ed. it. Il Tao di Winnie Pooh). Nel capitolo si tratteggia e si sbeffeggia la tendenza, ai quei tempi presente quasi solo negli USA, di superlavorare, superoccuparsi, superdivertirsi senza mai un attimo di requie. Ahimè, nel libro si citavano alcune situazioni anche europee (es. il caffè/bistrot francese vs il carretto degli hot dog USA) come esempio virtuoso di slow time, ora l'infezione ci ha raggiunto .
  3. Si, si, naturalmente - a scanso di equivoci - qui si sta parlando di chi è ancora in grado di ragionare di queste cose e non è costretto a fare tre lavori contemporaneamente per far sopravvivere la famiglia. Parliamo di quelli che un tempo erano considerati "in carriera", quelli che frequentavano i bar alla moda e i circoli sportivi. Oggi si suicidano perché non hanno raggiunto l'obiettivo e quindi non avranno il bonus, o saranno licenziati l'anno prossimo al successivo piano industriale o che schiattano ancora lontani dalla pensione, per burn-out.
  4. Proprio così Mauro, ma perchè così? Ciò che dovrebbe essere status symbol, in realtà, sarebbe che ognuno vivesse la propria vita. Diversamente sarebbe sopravvivere, o vivere una vita che viene decisa da altri, secondo schemi pensati per soddisfare esigenze altrui e garantire ad altri piena soddisfazione per ogni attimo trascorso a respirare la nostra stessa aria. Forse siamo noi che pretendiamo troppo dalla nostra esistenza. Se pretendessimo meno non ci proverebbe nessuno a toglierci il tempo che serve ad alcuni per stare meglio, non bene, meglio, molto meglio... (Un amico scherzando, ma non so quanto scherzando, un giorno mi disse "Homeless è una forma di protesta, non è una disgrazia, loro sanno bene che scelta hanno fatto").
  5. Rifuggo dalla tentazione, in me innata, di andare sul personale, cosa che credo non sia nello scopo di questo editoriale mi limito solo a dire che amo, profondamente, il mio lavoro, ma non me ne faccio comunque sopraffare, nè vivo per lavorare, anche perchè almeno metà del mio lavoro è comunque una passione (l'altra metà, quella che non mi piace, sono per lo più conflitti con stolide burocrazie e simili). Quello che voglio sottolineare è che concordo assolutamente su quanto scrivi tu (anche sociologicamente) e aggiunge Massimo, il superlavoro come status symbol è un'emerita XXXX. E la distruzione delle classe media una tragedia. La famosa trasformazione della curva statistica della ricchezza da campana a bicchiere di champagne... mi atterrisce. Lasciando la sociologia e la politica e tornando al superlavoro, chiaramente ci sono dei distinguo è c'è chi è costretto al superlavoro da motivi reali, ma questi in genere non se ne vantano affatto, lo soffrono e basta.
  6. suggerirei alla graziosa lavoratrice di prendersi un pò di tempo e dedicarsi a farsi fotografare....signorina un ritrattino, posso?
  7. Veramente un cumulo di sciocchezze, lo dico dal mio punto di vista di “cronicamente incasinato”. Lavorare troppo può essere lo status symbol di chi è privo di interessi e cerca una gratificazione da sostituire a quella che gli interessi personali che trascura o non ha dovrebbero dargli. E, per fortuna, il mio lavoro mi piace moltissimo…
  8. I costumi sociali e i modelli di comportamento nella nostra società mutano con il mutare dei tempi. Da ragazzo uno status symbol era il lusso, per un uomo, una bella moglie, una casa da sogno, lo yacht, macchine sportive e in generale, tanto tempo per goderselo in vacanza. Vedevamo Raoul Gardini o l'avvocato al timone dello yach in crociera o addirittura in una regata Gianni Agnelli con i "nipoti" in crociera io avevo di Herberth von Karajan l'idea di quello che finite le prove con l'orchestra e il concerto, volasse dalla sua bionda moglie, il suo cane e le sue tante Porsche 911, 935 e 959 (quest'ultima fatta proprio per lui) Quindi la possibilità di godersi le proprie ricchezze nel tempo libero, il coronamento di sforzi o l'essere arrivato. Oggi non sembra più essere così. E nemmeno i ricchi si godono più il tempo libero. Si vendono le case ad Hollywood, le automobili restano in garage e più in generale non si mostrano in giro o se lo fanno, corrono, scappano. Perchè ? Perchè sono impegnati. Anche su queste pagine, sempre più desertificate dall'assenza di molti iscritti di un tempo, il motto che si sente più frequentemente è "avessi tempo per fotografare", "quello che mi manca è il tempo", "lavoro 14 ore al giorno, 6 giorni su 7 e il settimo invece di riposare, lo dedico agli impegni di famiglia". Impegni, lavoro, problemi, niente vita sociale ma cene di lavoro, briefing, web call, telefono, whatsapp, teams. Secondo uno studio recentemente pubblicato della Columbia Business School, oggi questo "non avere tempo" ed essere "sempre impegnati", anche nel tempo libero (dove ogni attività diventa impegno oneroso, come il padel o correre la mattina per andare in ufficio in forma ...) è diventato uno status symbol Se uno non ha tempo né per se né per gli altri ed è impegnato tutto il tempo, allora è una persona di successo. Uno che lavora 20 ore al giorno è uno che viene ricercato. Se ci fate caso anche negli spot pubblicitari è così. Ogni scenetta o gag nasce da qualcuno - non necessariamente un manager, anche un semplice galoppino/galoppina - che non ha tempo nemmeno per ... stare male di stomaco o di testa. La pillola serve per poter tornare presto in forma, a lavorare o ad occuparsi di qualche altro impegno nelle tante attività extra-lavorative. Essere Busy è cool, è in, soprattutto, è giusto così. Avere tempo libero è da poveracci, falliti destinati al nulla. Premesso che rifiuto il concetto, sia come veniva presentato prima - ricco, si gode la vita - che oggi - ricco, lavora come uno schiavo 366 giorni l'anno - perché per me si lavora per vivere, mai e poi mai si vive per lavorare (almeno dai tempi della Prima Rivoluzione Industriale), ne sto scrivendo perché chi passa ci si soffermi. Certo ogni situazione personale fa storia a se ma i modelli in generale vengono costruiti per giustificare una situazione e renderla condivisibile. Una volta il modello di capitalismo accettato era quello che consentiva l'accumulo di ricchezze per poi godersele. Oggi si cerca di far credere che l'unico modo di arrivare sia il superlavoro, la quantità di ore di lavoro quotidiane, la velocità e il ritmo con cui si svolge il lavoro, il raggiungimento degli obiettivi (non importa se ir/raggiungibili) come unico godimento possibile. Non importa se nel mentre uno schiatta e non ci arriva nemmeno ad una pensione di merda maturata a 77 anni. Su questo le società di consulenza, le scuole per manager e le università stanno solo ricamando. E' uno stato di fatto che si cerca solo di testimoniare e giustificare. Così la gente ama vantarsi delle lunghe ore di lavoro e della mancanza di tempo libero. Condividendo questa condanna con gli altri, questa sembra diventare più lieve, guardando con incredulità a chi invece cammina a passo più lento. Di converso, se uno di successo non ha tempo libero, solo un povero sfigato si fa riempire il tempo libero di cazzate di nessuna utilità per la società, come ... fotografare, andare a pesca, al cinema o sognare di avere tempo libero per oziare, secondo il modello di consumo dato per normale fino a qualche anno fa. Magari ci giustifichiamo - mi ci metto anche io ma la questione alla base è opposta - tanto ci sarà in futuro. Quando ... Ma la verità è che è stato distrutto un modello e con esso una intera classe ... la famosa classe media (la vecchia borghesia) che alimentava tramite passaggio quella dei ricchi, almeno nei sogni che le consentivano di accumulare, risparmiare, consumare. Oggi si mangia per andare a lavorare. E non si dorme perchè si deve lavorare. E dove dobbiamo andare, a fotografare ? Nella realtà, non vi sarà sfuggito il mio pensiero, questo è giustificare lo sfruttamento delle risorse umane per cavare in ogni maniera soldi nella società del post-capitalismo. Come ? Sottodimensionando gli organici minacciando di dare il lavoro in outsourcing se non ci arrivi. Una cosa che andrebbe perseguita per legge, non issata a modello da seguire e giustificare. Altro che Status Symbol.
  9. Meglio così, io alla guida di una Porsche proprio non riesco ad immaginarmi.
  10. Con tutto rispetto.. l'Alfa odierna, Stelvio Veloce compresa.. Spariscono davanti alle Vetturette di Stoccarda.. e le vendite lo dimostrano, purtroppo.. era un'occasione che purtroppo FCA non ha colto quella di lanciare L'Alfa seriamente..
  11. Infatti con la Stelvio tu per desiderare di più dovresti passare alla Porsche La Cupra già provata, dopo la pessima esperienza col gruppo VW era già prevenuto in partenza e l'ha scartata subito.
  12. Con ~ la stessa cifra, io guardo con occhi concupiscenti la Cupra Formentor VZ3 che offre ben altri contenuti meccanici e telaistici, tanto che si crede più una coupé sportiva che un crossover. Ma avendo già in casa lo Stelvio Veloce non c'è troppo da desiderare. Ecco perché la mia storia con Citroén è terminata definitivamente.
  13. Mio padre ha ordinato la 3008, sostituisce la Mazda6 che è troppo bassa per i suoi gusti, dopo l'operazione all'anca fa fatica ad uscire, era indeciso con ls DS7, siamo quindi andati a provarla insieme, nonostante le sospensioni attive dondola come una barca durante una mareggiata, ma io mi chiedo come si possa creare un assetto così su di una macchina con 300cv, il venditore non sapendo che dire ha esordito con, "una caratteristica distintiva di tutte le Citroen". Andava un pochino meglio in modalità sport ma sui curvoni veloci ti senti comunque proiettare verso l'esterno, sarà anche così ma io mi immagino 4 ore di montagna che fastidio possano arrecare, peccato perché a fronte di un 14k€ in più di prezzo, la macchina era bella.
  14. Mai parole più profetiche. La Signora Jackson intanto è andata a fare danni alla Peugeot. Ma è rimasta abbastanza perchè quel concept di CX Exprience diventasse la nuova Citroen C5 X, ovvero un furgone di 480 metri che non riesco a guardare : ma che al di là dell'estetica, è priva di contenuti tecnici. Essendo spinta da motori da 1300 cm3 tricilindrici di coppia inconsitente e con potenze tirati per i capelli da mappature impossibili ... Poteva essere la berlina più originale e sensazionale di questo decennio e ne hanno fatto l'ennesima Pap313. Come se Nikon con la Z9 si fosse limitata ad una macchina grossa con dentro il motore della Z50 ! Io, quando incontro per strada una Citroen, oggi, che non sia una delle rare residue DS o CX, mi volto dall'altra parte .... e singhiozzo.
  15. La discrasia europea è scritta nel suo DNA : i nostri figli sono dovuti emigrare dall'altra parte dell'oceano attraversato da Colombo per fare gli Stati Uniti d'Europa. Forse i tempi sono maturi perché l'Europa tiri una boccata d'aria fresca, prima di scomparire.
  16. Francamente ... non mi pare. Si sprecano sia le esercitazioni congiunte, sia i programmi di produzione coordinati. Almeno se parliamo di Francia-Italia-Germania-Gran Bretagna (Olanda-Svezia). Gli altri sono un pò più vaghi ma anche più bisognosi di cooperazione. Io seguo questo settore ben al di là delle notizie dei mass media. La questione di fondo è l'equilibrio tra USA e Russia. La Russia fa parte culturalmente ed economicamente dell'Europa, non dell'Asia. E a noi farebbe comodo avere lo Zar come alleato. Anche contro Napoleone. Ma siamo costretti a fare le sanzioni e a seguire le regole finanziarie dettate da Uascinton.
  17. Ancora.... Biden sta continuando l'opera iniziata da Trump, tranne il muro con in Messico. Parlo di Europa.... Francia, Italia, Germania, nazioni che, senza il collante della NATO ricominceranno ad alzare barricate. Quelle che ancora esistono in UE dal punto di vista strategico-militare. E la gente ricomincerà a chiedere indietro la Gioconda... l'unica opera d'arte non rubata da Napoleone o, successivamente, dai mercanti d'arte nazisti
  18. Ma Sleepy Joe ha fatto capire chiaramente che l'Europa deve proteggersi da sola e di fatto la Nato è già una cosa superata, considerando che ne fa parte anche un nostro nemico dichiarato, il Sultano turco. Quindi o diventiamo grandi oppure non ci sarà nessuno a farci da ombrello protettivo. Non a caso tutte le nazioni europee negli ultimi 5-10 anni hanno aumentato grandemente gli stanziamenti militari, e pur in un momento di crisi pandemico le cose continuano (qualche giorno dopo l'annuncio australiano, il Regno Unito ha stanziato il finanziamento necessario per lo sviluppo dei sottomarini futuri che sostituiranno la classe Astute e gli USA una nuova classe che dovrebbe essere il riferimento mondiale in termini di furtività e caratteristiche di bassissima segnatura acustica).
  19. Francamente, ma non si è ancora capito, a me degli australiani importa molto meno che della Francia che interrompe le relazioni diplomatiche con l'Asse USA/GB/AU Perché è un pericolo reale che saltino gli automatismi NATO, che nel bene e nel male hanno costituito ombrello protettivo per l'area del Mediterraneo centrale ed orientale. Fin qui...
  20. Caro mio, gli australieni, hanno fatto di peggio con la gran parte degli indigeni, senza nucleare ma usando solo pistole e fucili; in alcuni casi, semplicemente buttandoli giù nel burrone o infettandoli con malattie ad essi sconosciute. E adesso non ci vanno troppo leggeri con i cosiddetti "migranti" in rotta verso le loro isole, in barba ai "buonisti". E' la natura umana da che siamo usciti dal Giardino dell'Eden. Non è che andando in giro disarmati si è più sicuri immaginando che gli altri facciano lo stesso.
  21. Guerra fredda.. guerra calda.. sempre di Guerra si parla, io sto pensando invece cosa hanno combinato i Nostri A mici.. quelli con la Tuba, dalla fine della II G.M. ad ora.. Casini mostruosi.. e non si scherza, causati dalla loro CIA, non parliamo poi della gestione del Atomico.. esperimenti.. contaminazioni... anche sui suoi stessi militi ignari, per poi negare il tutto, ad ora vi sono centinaia di posti con scorie nucleari non dico pericolose.. è un termine che non rende affatto.. ora con il riscaldamento globale, tutti i luoghi contaminati, sopra tutto nel Pacifico, saranno seriamente a rischio.. ora ci si mette pure la Cina con le sue mire d'espansione.. mah.. non la vedo per nulla bella e tranquilla.. Kursk, è stato recuperato, anni dopo ma lo è stato; tra l'altro.. la nostra Nazione ha aiutato il sig. Putin con lo smaltimento di diversi mezzi a plopulsione nucleare.. e poi mi parlano di Chernobyl.. ma quella era tutta una roba da quattro soldi.. ( rispetto a quanto vi è occultato )
  22. La guerra sottomarina che si sta sviluppando nel Pacifico e che coinvolge tutte le forze regionali e non solo è un segnale evidente della scelta da parte di tutti di rafforzarsi, blindare le proprie posizioni ma anche di schierarsi in caso di richiesta. Un effetto domino in cui è difficile anche comprendere se il riarmo di una nazione sia semplicemente causa o anche effetto di questa corsa che ormai coinvolge tutti. “La guerra sottomarina è sempre più importante a livello globale”, spiega Sutton. “Gran Bretagna e America prenderanno probabilmente in considerazione in questa scelta anche la rinascita della Marina russa. Portare la Marina australiana al passo con i sottomarini a propulsione nucleare consentirà a più sottomarini (del blocco Usa ndr) di affrontare la Russia. Tuttavia, è la Cina il Paese in cui stanno avvenendo i maggiori cambiamenti. E gli Stati Uniti e i loro alleati devono prenderlo sul serio, anche in termini militari. Per molti anni la Marina cinese (Plan) è rimasta talmente indietro da non essere considerata una minaccia molto al di là delle sue acque. Ma tutto questo sta cambiando”. Lo dimostrano le recenti informazioni sui programmi per le flotte sottomarine delle principali potenze dell’area. Oltre alla Cina e al programma per i sommergibili australiani, non va dimenticata infatti la crescita della Marina indiana, i nuovi progetti delle Marine delle due Coree, fino anche agli interessamenti dell’Iran e del Pakistan. Una corsa al riarmo che caratterizza quello che il vertice della Marina australiana ha definito un ambiente geopolitico “in rapido deterioramento”. Sutton è uno dei massimi analisti di strategia navale e sottomarina. In termini di scelta di campo - Francia o USA - ci sono considerazioni pratiche che elenco per completare il discorso : parlando di propulsione nucleare ci deve essere trasferimento di tecnologia per facilitare la messa in opera e soprattutto la manutenzione; questo accordo con gli USA esiste dai tempi della fornitura degli F-111 (l'Australia è stata l'unica ad adottarli), mentre la Francia non ha mai avuto alcuna intenzione al riguardo. L'Australia diventerà l'unica nazione ad avere sommergibili a propulsione nucleare senza avere un potenziale nucleare militare proprio (come invece hanno USA, UK, Francia e naturalmente Russia, Ucraina e Cina) il motore degli SSN Virgina che probabilmente sarà, nella versione Block V adottato anche dai 12 battelli australiani è di derivazione militare e in quanto tale, sigillato e senza manutenzione per tutta la vita della nave (42 anni secondo le stime); i battelli francesi necessitano di una ricarica a metà ciclo di vita e questo richiede un fermo di 12-18 mesi da farsi ... in Francia. Come saranno le relazioni con la Francia tra venti anni ? Chissà ... ma in ogni caso la Francia ha sempre spinto per nuovi battelli oceanici diesel-elettrici, di prestazioni inadeguate all'attuale contesto indo-pacifico fin dal 2016 non è mai stato chiaro che ricadute in termini di occupazione ed impiego (per un contratto che vale qualche cosa come 132 miliardi di $ AU) ci sarebbe per l'Australia che in fondo resta un piccolo Paese non è che gli Australiani sinora, con i vecchi sottomarini, non fossero in grado di operare furtivamente; lo hanno fatto ma a discapito dell'efficienza con possibilità operative inferiori alle reali esigenze. Confermare un programma che riguarderà l'impiego di navi per i prossimi 40-50 anni partendo ad handycap non sarebbe accettabile con queste cifre in gioco. ma principalmente sono considerazioni di natura strategica, l'esistenza di 12 battelli con standard operativi USA operanti con basi nel Sud dell'Indo-Pacifico, capaci di stare immersi per 90 giorni, permetterà un deterrente che nessun diesel-elettrico potrebbe assicurare. Gli Stati Uniti al momento hanno un livello tecnologico che nessun'altra marina può vantare in questo campo (ed hanno in corso programmi di costruzione di battelli nucleari delle classi Virginia e Columbia per un numero che arriverà a 40-50 nuove unità di qui al 2040 : ma nessun media ne parla). Sulle questioni di natura ambientale credo che l'Australia avrà il suo bel da fare con gli ambientalisti. Ma forse prima dovremmo soffermarci sul fatto che il 95% dell'acciaio (del mondo) si produce ancora bruciando carbone. Camini che fumano 24 ore al giorno tutto l'anno, tutti in quella stessa parte del globo, nella parte Nord dell'Indo-Pacifico. Sinceramente invece non ricordo un sottomarino USA che negli ultimi decenni abbia avuto un problema di natura ambientale.
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