Cosa manca alle attuali Nikon ? La modalità Partita Iva
Una volta gli artigiani e gli artisti si distinguevano solo per la destinazione dei loro lavori.
Più concreti ed utili, quelli degli artigiani (mobili, tendaggi, scale, ringhiere, colonnati), più ludici e per il piacere dei sensi quelli degli artisti (dipinti, sculture, musica non commerciale).
Entrambe le categorie vivevano della loro arte (da cui il nome) e passavano la vita, fin dall'infanzia ad imparare arte o mestiere, lavorando nella bottega di un mastro per poi mettersi in proprio e a loro volta, avere apprendisti da fa crescere.
Benvenuto Cellini che era a metà strada tra l'artigiano e l'artista, fino ad un attimo prima di morire sperimentava il miglior tipo di fusione del bronzo per fare campane migliori, giammai stancandosi di innovare e perfezionare la sua arte.
E non scomodiamo Leonardo o Michelangelo, anche più modesti artisti come Giugiaro o Pininfarina, nei nostri tempi, hanno fatto crescere la loro arte offrendo opportunità anche ai loro eredi di andare oltre, sfruttando le tecniche più avanzate, i materiali più sofisticati, la tecnologia.
Questo era un tempo, col ricambio, gli apprendisti, il gusto per il bello.
Oggi viviamo in una fase della storia in cui la demografia è indiscutibilmente orientata, almeno nella nostra parte del mondo, verso l'età.
Gli artigiani che ai loro tempi hanno imparato, non trovano apprendisti. Sono invecchiati, sono stanchi. Molti lavorano praticamente solo per pagare i loro conti. Praticamente detestando il loro lavoro.
Tra questi ci sono i fotografi e i videografi dotati di partita IVA.
Un pò, quasi, come se l'arte oggi vivesse separata dal "soldo", più che altro nei cuori degli amatori. Ovvero quelli che fotografare, pagano.
Il fotografo con la partita IVA, non vuole più imparare nuovi giochi, un pò come i cani vecchi, vorrebbero poter campare fino alla pensione continuando a lavorare come hanno sempre fatto.
Con il minimo sforzo, il minimo degli scatti. Maledicendo il digitale, il computer ed internet. E soprattutto Nikon ekkekkaz**, che si mette ad inventare nuove modalità di esposizione, di autofocus, di bilanciamento del bianco, di compressione.
E poi, il video. Una volta .... ai miei tempi ... adesso tutti ti chiedono anche il video, perchè si sa, la tua macchina gira anche il video : quindi mi devi dare anche il video.
E poi, fa tutto la macchina, no ? E quello che non fa la macchina, lo si fa al computer.
Ecco ...
... per questi lavoratori autonomi dotati di partita IVA, ideali prosecutori degli artigiani del medioevo, quelli che hanno fatto il Duomo di Milano e Notre Dame (perché gli artisti quei monumenti li hanno abbelliti ma sono gli artigiani che li hanno edificati con il loro duro lavoro, innovando quando non si sapeva come sostenere un arco da 200 tonnellate), Nikon anziché inventarsi duecento modalità di messa a fuoco, un manuale da 1028 pagine e 6 tasti funzione programmabili, dovrebbe aggiungere un tastino ARANCIONE.
Che con la sua magia, non dovrebbe fare altro che commutare la macchina in modalità "Partita IVA".
In questa modalità la macchina perderebbe ABS, servosterzo elettroidraulico, controllo di trazione e antipattinamento, sbrinatore e trazione integrale, lasciando controllo totale al fotografo con partita IVA.
La modalità Partita IVA dovrebbe ovviamente essere tagliata su misura. E quindi la modalità Rilandi per la fotografia per adulti, quella Minzoni per la cronaca, quella Bucconi per l’intrattenimento quella Galliati per lo sport.
Che gli artisti si divertano a studiarsi tutte quelle cose astruse, perdendoci il sonno e il senno, se vogliono. Ma per le partite IVA, no, loro nel loro tempo libero non vogliono nemmeno sentir parlare di fotografia, al massimo scattano col telefonino.
Ma soprattutto, la macchina deve essere chiaro che debba poter fare solo ed esclusivamente quello che ci devono fare loro !
ovvero fare in fretta, fatturare, preoccuparsi di incassare. Pagare il leasing, i conti, le bollette, le vacanze.
Che ci pensino gli artisti a sfruttare tutte le altre modalità !
Scritto con ironia, da leggere con ironia, perché ovviamente le cose sono molto più complicate e profonde di così.
Personalmente non camperei mai di fotografia e capisco bene che gli attuali Gen Z preferiscano fare gli influencer(*) anziché imparare un mestiere come quello del fotografo d'assalto.
Certo, io posso permettermi di vivere da artista. Nella vita ho fatto altro ed ho grande rispetto per chi lavora (ancora)
(*) influencer della Gen Z. Ragazzotto sui 25-28 anni, che dall'alto della sua esperienza al piú biennale di una qualsiasi attività, è in grado di spiegarti che hai sempre sbagliato tutto nella vita e che dovresti seguire esclusivamente i suoi consigli
perché lui, è in quel modo, anziché lavorare, che si paga "i vizi"
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