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About this blog

Dove si mostrano e commentano fotografie , si parla di natura, reportage e tanto altro.

Entries in this blog

Questo blog un po' insolito nella forma, è un  "metalogo", un "dialogo immaginario", alla maniera degli antichi filosofi greci, i quali fingevano di discutere con qualcuno per esporre il loro pensiero. Mi sono divertito a inventarne uno. Spero sia gradito anche a voi. Questo metalogo però si ispira non ai greci ma a Gregory Bateson, singolare figura di scienziato che... vabbé,  sarebbe troppo lunga. Se volete, leggete i suoi libri. In quelli più famosi (Verso un'Ecologia della Mente, Mente
L'idea con cui avevo fatto lo zaino, ero salito in auto e avevo sopportato un po' di coda in tangenziale, era quella di provare a fotografare ardeidi in volo, visto che c'era un po' di sole. Appena imboccata l'autostrada mi sono reso conto che sul novarese iniziava a gravare una cappa di nuvole non troppo scure, ma tali da trasformare il cielo in un ammasso grigiastro. Arrivato sul posto, dopo due scatti ho avuto conferma  che gli uccelli in volo erano improponibili sagome scure con qualsiasi tr
Oggi eravamo in giro in cerca di Cicogne, per le campagne del Pavese. E ormai il tempo della nidificazione e si sperava di fare dei buoni incontri. Certo le risaie e i campi non mettevano troppo ottimismo: Diciamo che non è proprio il colore che ci si aspetta in primavera e le scarpe non dovrebbero sollevare nuvolette di polvere. Ma le Cicogne c'erano. Il primo nido è quello sulla torre del "castello" dei Salamon, la famiglia che ha creato l'Oasi di Sant'Alessio. Non ci interes
Jorgos ha da poco pubblicato una bella foto di una specie rara detta Gabbiano del Pallas (o di Pallas).  Chi è naturalista per passione o per professione ha senz'altro sentito nominare più di un Pincopallino di Pallas, cioè di una specie animale il cui nome comune è composto da questo curioso attributo. Ma chi era Pallas? Peter Simon Pallas era un naturalista tedesco, nacque e morì a Berlino (1741-1811) uno di quei naturalisti dei tempi, fra fine Settecento e inizio Ottocento, del f
Insieme alle Libellule, le Mantidi sono il mio soggetto macro preferito. Come le libellule, sono eleganti ed aggraziate sia nelle forme (basta non guardare troppo da vicino, ma questo vale per tutti gli Insetti come dice mia moglie ) che nei movimenti, e il loro design che rivela quanto siano efficienti e micidiali predatori ha un certo fascino. Di recente ho dovuto andare a cercare alcune cose sul loro comportamento, cosa che mi ha fatto venire voglia di  rivedere le foto che negli anni ho f
D'inverno i Gufi si radunano di frequente  in dormitori (i roost appunto)  in aree cittadine perchè, grazie agli impianti di riscaldamento degli edifici la temperatura esterna  è di qualche grado superiore rispetto a quella delle aree aperte. Di solito i luoghi migliori sono complessi di condomini che comprendono zone alberate di proprietà, per cui relativamente tranquille, dove i gufi scelgono i loro posatoi.  A volte si tratta di complessi scolastici, monasteri, basta che ci sia calore, al
Junku Nishimura nasce nel 1967 in un piccolo villaggio minerario nella prefettura di Yamaguchi. Compiuti diciott'anni va al college a Kyoto dove studia economia dei paesi sudamericani. Una volta diplomato, per tre mesi va in giro per gli USA lavorando come DJ nei club, facendo il lavapiatti, il muratore. Alla fine trova lavoro in una fabbrica di cemento che costruisce tunnel dove è assunto come esperto di materiale cementizio. Fa questa vita per quasi vent'anni, poi si licenzia e dopo aver acq
Sì, anzi no, cioè... dipende.  Anni fa i miei amici erano soliti criticare la mia scelta di fotografare in macro con un 180mm o 200mm micro perchè, secondo loro, in cambio della maggiore distanza di messa a fuoco/di lavoro avrei avuto una minore profondità di campo, cosa importantissima in macro. Che la lunghezza focale fosse inversamente proporzionale alla profondità di campo ottenibile era una cosa risaputa, di cui anch'io ero convinto, almeno a quei tempi. Poi leggendo, documentandomi e
Ed eccomi a scrivere di un altro dei fotografi "maudit" Giapponesi che tanto mi piacciono: Masahisa Fukase.  Nasce nel 1934 a Bifuka, un paese dell’isola di Hokkaido, la famiglia ha uno studio fotografico ed il piccolo fukase si appassiona: a sei anni sa già stampare e come figlio maggiore sarebbe  destinato a ereditare l’attività familiare. Invece, pur continuando con la fotografia, preferisce intraprendere un percorso diverso e nel 1952 va a Tokyo. Fukase mantenne comunque forti legami  c
Finito lo sfibrante semestre di lezioni e altre attività più o meno sgradevoli, mi sono preso una pausa di meditazione: una giornata in un capanno fotografico. Frequento i capanni molto meno di un tempo, ma quando mi arriva una dritta interessante, ad esempio l'avvistamento di qualche bel soggetto che non ho mai fotografato, cado in tentazione (o cedo alla tentazione?) e ci torno. Poi, si sa,  non è detto che il soggetto quel giorno si presenti (così ahimè è stato!), ed è un peccato, ma il t
Spono apparsi su Nikonland diversi articoli  sul Nikon Z 105mm f2.8 MC solo qualche esempio (ne avrò dimenticato sicuramente qualcuno, mi scuso in anticipo con gli autori):       e ne ho scritto qualcosa anch'io:     Perchè è un obiettivo che merita attenzione. In questo blog voglio solo raccontare la mia esperienza di una domenica mattina in cui ho voluto fotografare unicamente con il 105mm MC sulla Z6, per divertirmi a saggiarne la versatilità e natur
Mauro ha lanciato dal suo blog una vibrante invettiva contro la strumentalizzazione della ricerca scientifica e la sua banalizzazione a scopi sensazionalistici o politici economici. Per coincidenza,  di recente è girata per quotidiani e media vari un'immagine che è tra i più classici esempi di cattiva divulgazione, anzi di non divulgazione, quanto un click bait seguito da fesserie incredibili, almeno spero sia solo questo. E' un semestre intesissimo per me e riesco a malapena a fotogra
Noi vediamo gli animali solo come parte del mondo della natura? No di certo. Sono parte vitale del nostro mondo interiore. Amiamo quelli che sono nostri compagni di strada nella vita, degli altri  ne ammiriamo la bellezza, la simpatia o per l’impressione reale o meno di dolcezza, di fierezza e potenza, oppure li odiamo perché pericolosi, che sia vero o meno. Qualcuno può rimanere indifferente agli animali, ma è raro. Ci sono però animali speciali, diversi secondo i popoli e nei tempi, a cui l’
Stamattina sono andato al Parco di Monza per vedere se c'erano location adatte ad un progetto che ho in mente per quando sarà finito il semestre invernale ed avrò meno carichidi lavoro e quindi più tempo per ... tutto. Non ne ho trovate, così ho fatto una passeggiata per il Parco ed ho incontrato  lo stormo di Aironi Guardabuoi che avevo già fotografato lo scorso anno:   Cerco di avvicinarmi con calma gli individui sono di meno e un po' sparsi, difficile inquadrare il gruppo. Pro
Che siano la cristiana Halloween o la celtica  Samahin che l'ha preceduta, o addirittura  i Lemuriales dell'antica Roma, esistono perchè c'è un tempo dell'anno in cui al volger della stagione, ci prende la sensazione che i confini tra il mondo reale e il mondo che c'è di là per un momento, per quella notte, si fanno più sottili e sembra possibile che qualcuno, spirito, fantasma, altra creatura del mondo altro possa venire a trovare noi vivi. E' la notte in cui possono succedere strane cose ed es
Mauro Maratta e Max Aquila hanno appena scritto due articoli molto ben fatti che ci raccontano come le piccole Nikon con le loro Ottiche possono bastare e avanzare se non si ha la necessità o la possibilità di avere corredi di maggiore formato, ma si ha un po' di "manico".  Il mio amico Gianni Ragno ne è convinto da tempo,  tanto da averlo già detto in un'intervista:     E siccome il suo occhio nello street è più acuto del mio (strano, i ragni dovrebbero essere miopi   ) ec
Mi piacciono i film  di fantascienza, azione, supereroi, fantastici e certo horror compresi i B movies, divertenti quanto improbabili. Il primo Predator, B movie d'eccellenza, uscito nel 1987, considerato una cavolata e nvece diventato un cult, mi è piaciuto da matti.   L'espressività da statua Moai di Schwarzenegger, la stretta di mano fra lui e Carl Weathers con esplosioni di bicipiti, le frasi mitiche sia del team di Marines ("ma stai sanguinando" "non ho tempo per sanguinar
No, non intendevo questo. Volevo dire che si può usare l'auto come un capanno mobile, o per appostamento fisso dove non ci sono capanni ma c'è la strada: Perchè l' auto può benissimo trasformarsi in un capanno. Addirittura un capanno vagante. Ha i suoi pro ed i suoi contro, come tutto, ma alle volte può consentire delle belle riprese. Non sto parlando dei safari fotografici come quelli africani in cui gli animali sono ormai assuefatti al corteo di fuoristrada zeppi di turisti ai
Una chiacchierata sull'altra mia grande passione, se a qualcuno interessa, buona lettura . Esagerando ma non troppo: I vecchi film di Kung Fu anni '70 (e in fondo anche molti di quelli successivi) erano fatti un po' con lo spirito da film porno  : la trama era  poco più che una scusa per far vedere quello che davvero interessava, cioè i combattimenti. Se i combattimenti non erano belli, si restava delusi. Bruce  Lee non deludeva mai Bruce Lee con i Nunchaku, che rese fam
Una fotografia di oggi: Non è una macro, è una riflessione. Lo sfondo uniforme color melma avrebbe dovuto essere verde-azzurro perchè questo doveva essere un laghetto limpido,  il tronco secco emergente da pochi cm di melma è riarso e la luce è durissima, perchè è  il momento ad essere  duro.  La libellula una delle pochisisme, resisteva al caldo tremendo. Questa foto l'ho fatta  pensando da Paleontologo. A cosa serve un Paleontologo? A niente! qualcuno penserà, invece serve a
Era la giornata delle mantidi, siamo in tarda mattinata ed io e Gianni, ormai rosolati a sufficienza cerchiamo un poco d'ombra vicino ad un rigagnolo formato da una piccola deviazione del Ticino. Intanto però l'occhio è sempre vigile perchè si sa mai, può capitare qualcosa di interessante.  Ci sono libellule in volo, ma la mia attenzione è attirata da un ribollire dell'acqua, mi avvicino e vedo che si tratta di una grossa Anax imperator che annaspa in acqua. Gli insetti respirano attraverso fori
Quando sei in compagnia, fotografare in capanno è un'occasione di allegria e scherzi. Quando sei da solo è un ritiro spirituale. Entrambi fanno bene. Ero andato per fotografare l'Upupa, in ritardo rispetto ai programmi, ormai siamo a fine stagione, i giovani hanno abbandonato il nido quindi le occasioni sono minori, e anche i comportamenti diversi,  ma siccome non ho potuto prima, ho deciso di accontentarmi. Le innumerevoli cince, i picchi rossi, il picchio muratore e tutta l'allegra inda
Nel 1968, e non è un caso, in Giappone uscì il primo numero della rivista Provoke, creata da alcuni giovani fotografi. Provoke perchè si trattava di una rivista d'avanguardia, di fotografia sperimentale (per l'epoca). Tra i fondatori c'erano dei critici, degli scrittori, ed i fotografi Yutaka Takanashi e Takuma Nakahira.  Yutaka Takanashi Yutaka Takanashi Takuma Nakahira, la Notte   Ai quali si unirono Shomei Tomatsu, quello che con più forza (o più
Les Gorges du Verdon si trovano nell’Alta Provenza, in Francia, e sono una serie di strette gole incise dal torrente Verdon in aspre montagne coperte da una vegetazione di tipo mediterraneo. Lo spettacolo offerto da questi canyon è selvaggio, impressionante. Per me che amo la vegetazione di “macchia” lo è ancora di più. Il solo panorama meriterebbe la visita, ma c’è di più.   La zona è riserva naturale ed ospita una nutrita colonia di Avvoltoi Grifoni.  
E' il soggetto che fa la foto o sei tu a fare la foto?  Tutt'e due, sicuro! Ma tu (fotografo!) sei quello che fa la differenza, più (mille volte più) del soggetto. E millemila volte più dell'attrezzatura   Un esempio, la mia piccola esperienza di oggi:  Un'uscita breve e tranquilla, per vedere se c'è in giro qualcosa: faccio due o tre foto abbastanza carine, cioè corrette dal punto di vista tecnico ed esteticamente non proprio da buttare.          Poi mi imp

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