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  • Valerio Brustia
    Valerio Brustia

    Cedere alla debolezza umana


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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera

    Qualche anno fa biasimavo con vigore l'abitudine ormai consolidata di utilizzare qualsiasi mezzo per scattare immagini ai selvatici; complice un'occasione di gruppo, con gli amici Massimo, Marco e Andrea mi sono ritrovato proprio nel luogo che 5 anni fa mi produsse brutti pensieri ed amare constatazioni (per i chi vuole approfondire, QUI i miei ragionamenti di allora).
    Questa volta ho bellamente ceduto alla lusinga fotografica, lasciandomi andare ad gioco che, in tutta onestà, è piuttosto divertente, ma che rimane un gioco (appunto).
    La questione si è articolata così: un'uscita fotografica flash in quel di Pont in Valsavarenche con l'intenzione di inquadrare il gipeto che qui è segnalato ed avvistato con una certa regolarità. Massimo, abituè della zona, mi ha convinto con poco sforzo, così ho infilato nello zaino il mio nuovissimo Nikon Z 400/2.8 S TC per la sua prima uscita montanara.

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    Eccoci quindi di buon mattino al parcheggio di Pont pronti alla salita verso una fantomatica "paretina" un muro di granito su cui scivolano le correnti ascensionali. I veleggiatori come il gipeto sfruttano combinazioni di questo genere per attraversare le valli, battendo con poco sforzo centinaia di chilometri al giorno alla ricerca di qualche carcassa da "disossare".

    I miei soci sono preparatissimi, conosco Massimo da un diversi anni e so che non lascia nulla al caso. E' attentissimo ad ogni minimo particolare, dalla calza ai piedi al cappello in testa passando per tutto ciò che è utile per ottimizzare una ripresa fotografica. Io, con il mio corredo Decathlon in offerta fine serie, a paragone sono decisamente un "cazzone". In comune abbiamo le scarpe, su quelle non ho mai lesinato.

    La salita è abbastanza breve da non stancare troppo, ma lunga a sufficienza per sudare un po', anche perché, appena usciti dall'ombra delle montagne, il sole è bello caldo. E' tutto un togli e metti di strati di vestiti, salvo i ramponi che terrò ai piedi fino al ritorno a Pont; sono utili mi danno grip e sicurezza, ho fatto bene a comperarli la sera prima, alla Decathlon ovviamente. A mezza mattina raggiungiamo il punto di osservazione dove troviamo altri fotografi in attesa, Uno di questi si chiama Andrè ed è amico di Marco, l'appuntamento era programmato. Restiamo sulla balconata ad aspettare per diverse ore, sotto di noi la valle con la pista di fondo che pian piano si popola. Del gipeto avremo solo una breve apparizione, lontanissimo più in basso; ci sorprende invece un'aquila in volo radente di cui salvo qualche scatto solo dopo aver ripreso il controllo dell'autofocus della Nikon Z9. Gli stambecchi sono lontani, le montagne sono bellissime ed i camosci ci vengono a vedere. Le ore volano ed è già tempo di rientrare.

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera

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    Il massiccio dell'Herbetet. Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera

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    Cima della Tresenda.  Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera

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    Versanti del col del Nivolet. Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera

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    Nikon Z9 in DX ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera

     

    Ridiscesi al parcheggio, mentre carichiamo gli zaini in auto, percepiamo del trambusto intorno al rifugio di Pont. I miei compagni sanno di che si tratta, io intuisco che, come 5 anni fa, un visitatore sta attirando l'attenzione dei fotografi: la volpe di Pont è scesa al ristorante. E così è infatti, dietro al locale tra i bidoni della spazzatura, un discreto gruppo di fotografi sta puntando i tele verso uno splendido piccolo cane rosso. Con la scusa di aver con me il nuovo Nikon 400/2.8 Z, CEDO ALLA DEBOLEZZA, mi unisco alla banda e mi concedo al gioco. Effettivamente è fantastico disporre di un selvatico così docile all'obiettivo, ma non nascondo nulla delle modalità di ripresa che sono descritte nelle immagini finali.

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC a 560mm, mano libera

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 400/2.8 S TC, mano libera

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera

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    Nikon Z9 ob. Nikon Z 24-70/4 S , mano libera

     

    Va bene, è stato divertente, ma c'è di più, ed il di più, come al solito, lo fanno gli incontri e le persone. Così è avvenuto che ho conosciuto Andrè, amico di Marco.; sapevo di questi due giovani fotografi valdostani, di una loro pubblicazione, ma non avevo messo in cantiere l'ipotesi di tornare a casa con un libro nuovo, ed invece...

     

    Nuovi Equilibri, storia di incontri con il Lupo

    Un libro deve raccontare una storia, se questa è avvincente e sorprendente allora resterà a lungo nella memoria diventando cultura propria dell'individuo. Se il libro è fotografico allora quella storia si leggerà velocemente, ma poi si espanderà "nell'immaginario" del lettore che tornerà più e più volte a cercare quelle fotografie. Il "Nuovi Equilibri" di André Roveyaz e Francesco Guffanti è un volume che aprirò molto spesso, le immagini che i due fotografi hanno raccolto sono spettacolari, il lupo è ripreso nell'ambiente montano, in ogni stagione e con ogni meteo, così come gli altri piccoli e grandi animali che popolano  le nostra Alpi a cui Andrè e Francesco hanno dedicato doverosa attenzione.

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    Nella scelta degli scatti di questa raccolta si percepisce un forte il desiderio di mostrare il lupo in connessione con la montagna su cui è tornato ad abitare. E questa montagna è il massiccio del Bianco e le valli della profonda Val D'Aosta in cui mezza Italia si inerpica solo per raggiungere le piste da sci. Al chiaro di luna, nel bagliore giallo delle luci degli abitati zeppi di turisti, il lupo porta Equilibri che, più che "Nuovi", sono "Ristabiliti". Le immagini testimoniano incontri vis a vis tra fotografo e lupo, segno concreto di una popolazione in crescita ed in salute, stabilmente arroccata sulle Alpi italiane, ma anche di una relazione con l'uomo priva di conflitto. I lupi ci osservano invisibili ed incontrarne uno è un evento molto speciale: Francesco ed Andrè questo privilegio lo hanno vissuto molte volte, li invidio apertamente.

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    Il volume "Nuovi Equilibri" non è in vendita in nessuna libreria, l'editore non lo può distribuire quindi il lavoro di diffusione e smercio è a carico dei due fotografi Andrè e Francesco. 
    In una società iperconnessa e ipertecnologica per distribuire un libro siamo regrediti al tempo dei pizzicagnoli di quartiere. Ottimo.

    Ciò detto, da fotografo A fotografi, ve lo consiglio, perchè è un lavoro ben fatto da cui possono scaturire grandi ispirazioni e soprattutto dona la vertigine di un'avventura del fuori porta come mai se ne potevano vivere (nemmeno ai tempi del Pilone centrale di Walter Bonatti).
    Per qualsiasi informazione di dettaglio non esitate a contattarmi via MP, vi metterò in contatto diretto con i due fotografi (Nikonisti ;) pure loro)

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    Attendo vostre

     

     

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    Recommended Comments

    • Administrator
    14 minuti fa, Valerio Brustia ha scritto:

    giuro che non scrivo + "attendo vostre" :)

    siete tutti muti

    E ti devi abituare: abbiamo lettori silenti, però prolifici in termini di fiori, cuori, coppe.

    A me il tuo gipeto a quattro zampe è piaciuto, anche se il galateo del fotonaturalista proibisce di scattare agli animali non fuggivori.

    Quelli che sono più facili da ritrarre: perché così...non c'è piacere !

    Però una bella foto di un bell'animale, comunque libero, quindi dignitoso, aiuta ad imparare e conoscere.

    Specie se il fotografo racconta il come, il dove, il quando.

    Tutto ciò che difficilmente, troppo difficilmente riusciamo ad ottenere qui su Nikonland.

    Per cui grazie! E non sentirti per nulla in colpa per avere usato il tuo nuovo tele. 

    A proposito. Assolutamente....

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    • Nikonlander Veterano

    Ciao Max,

    Ci credi? Quel 400 lo tiro fuori la sera quando torno a casa, impreco e lo ripongo al mattino quando parto per l'ufficio. Peraltro non so da quanti anni non abbiamo nebbioni invernali ... come quest'anno e come si sa la nebbia è il peggior compagno di giochi del teleobiettivo. 

    Sembra che la sfiga mi stia osservando 

    Stavo per acquistare l'attrezzatura da sci alpinismo, mi sono fermato in tempo.

    Comunque ... domani sveglia prima dell'alba, lo zaino è già pronto, pre alpi biellesi sto arrivando...pioverà

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    • Nikonlander Veterano

    Un Bel Report Valerio, di una Bella Gita in Montagna.
    Completo di tutto, ci hai messo il Paesaggio Gli amici Gli Animali, anche un animale che è stato (peccato) abituato ad avere troppa confidenza con l'uomo e che hai ripreso molto bene spiegando anche come, è un tuo merito.
    In più hai fatto anche da informatore Librario...
    Veramente un BEL REPORT.

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    • Nikonlander Veterano

    Grazie Valerio mi ha portato in mezzo alla natura, montagna con la M , un po quella che piace a me , splendidi scatti alcuni molto ricercati , non banali , interessante anche il profilo dei tuoi 2 compagni di avventura .

    grazie annncora

    Andrea

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    • Nikonlander Veterano

    Bellissimo racconto Valerio! E soprattutto bellissime foto :cuoricini:
    Riconosco la zona, ci sono stato anche io qualche tempo fa e anche io a suo tempo ho ceduto alla volpe di zona. Mi hai fatto venire nostalgia!
    Bravo bravo bravo, la foto di apertura del primo piano degli occhi della volpe è in assoluto la mia preferita!

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    • Nikonlander Veterano

    Immagini interessanti (come sempre) e testo a margine intelligente e divertente.

    Riguardo le modalità di ripresa di questi scatti credo che sia l' "onestà intellettuale" del fotografo a renderle in qualche modo "degne" di essere pubblicate e come tali apprezzate: l'importante è appunto comunicare come sono state raccolte.

    Ma non tutti i fotonaturalisti hanno questa tua sensibilità, a cominciare da certi documentaristi televisivi che ti fanno dire wow! quando osservi i loro lavori, ma che spesso ti instillano il dubbio che non siano del tutto genuine le loro meravigliose immagini.

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    • Nikonlander Veterano

    Valerio... Valerio... ma certo che ti leggiamo e scriviamo.. hai fatto un gran bel lavoro, come i tuo solito.. e per quanto riguarda i tuoi due amici.. ordinato il volume direttamente..  e, se lo consigli Tu, lo prendo a scatola chiusa..

    spero di vederti di persona un giorno o l'altro.. 

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    • Nikonlander Veterano

    Ottimo reportage della giornata Valerio. Mi piace leggere questo tipo di contenuti. È un po' come essere venuti anche noi.
    Gran belle foto per altro !

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    • Nikonlander

    Al di là della facile ironia di Max, devo dire che sono degli scatti (per me) bellissimi, e credo che in molti di noi avrebbero voluto essere lì con voi. Come dice giustamente qualcuno, o lo usi come fermaporta o lo usi x scattare.......vedi tu.

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    • Nikonlander Veterano
    24 minuti fa, Fabio Zambelli ha scritto:

    Al di là della facile ironia di Max, devo dire che sono degli scatti (per me) bellissimi, e credo che in molti di noi avrebbero voluto essere lì con voi. Come dice giustamente qualcuno, o lo usi come fermaporta o lo usi x scattare.......vedi tu.

    Parole Sante... ma Sante per davvero.. 

    Ora caro il mio Fabio, pensa che ti piaccia andar per monti e... non ti è più possibile farlo.. detto tutto..

    molti di Noi?.. ci sarebbe la fila..

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    • Nikonlander Veterano

    L'avevo visto appena lo hai postato e mi ero ripromesso di commentare.

    Che vuoi che ti dica Valerio, un lavoro superbo. Sono le immagini che chiunque (come me) non conosca per niente la montagna vorrebbe sempre vedere almeno per farsene un'idea precisa. La cura che hai messo nelle composizioni è parte integrante del racconto e comunque il connubio tra parole e immagini è veramente notevole. Ti si legge poco ma è sempre un piacere. Chapeau :)

     

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    • Nikonlander Veterano

    Bel report e belle immagini.Sinceramente mi intriga non poco il 400 col TC integrato,per il mio utilizzo sarebbe ideale.

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    • Administrator
    Il 7/2/2024 at 17:22, Tanker ha scritto:

    Bel report e belle immagini.Sinceramente mi intriga non poco il 400 col TC integrato,per il mio utilizzo sarebbe ideale.

    Non so perché non consideri invece il 180-600 per le tue esigenze compositive...

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    • Nikonlander

    Come al solito, tanta roba, sia come foto che come articolo.

    :36_1_55:

    E' un peccato che gli animali selvatici vengano attirati col cibo, ma devo dire che anche io avrei ceduto alla tentazione di fotografare se mi fossi trovato in zona.:$

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    • Nikonlander Veterano

    In effetti Max anche il 180-600 può starci,comunque devo ben valutare prima di fare la spesa e sopratutto farla una volta sola quando sarà il momento.

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    • Administrator
    Il 7/2/2024 at 17:22, Tanker ha scritto:

    Bel report e belle immagini.Sinceramente mi intriga non poco il 400 col TC integrato,per il mio utilizzo sarebbe ideale.

     

    20 ore fa, Max Aquila ha scritto:

    Non so perché non consideri invece il 180-600 per le tue esigenze compositive...

    io invece gli aerei li farei esclusivamente con il 100-400 su Z8. O, eventualmente, il prossimo 28-400.
    Leggerezza e compattezza. Considerando che tutta sta qualità, con jet sporchi che sfrecciano nell'aria sporca, francamente non ne serve poi tanta !
    I 400/2.8 TC e i 600/4 TC lasciamoli ai fotonaturalisti che contano le singole righe delle piume dei pennuti ...

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    • Nikonlander Veterano

    si.il problema di fondo sta proprio nella qualità dell'aria,se è giornata ventosa e subito dopo un temporale,siamo nelle condizioni ottimali,ma se siamo in pianura padana in estate,meglio metter via tutto e limitarsi a guardare.........

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    • Administrator
    Il 9/2/2024 at 17:19, Tanker ha scritto:

    si.il problema di fondo sta proprio nella qualità dell'aria,se è giornata ventosa e subito dopo un temporale,siamo nelle condizioni ottimali,ma se siamo in pianura padana in estate,meglio metter via tutto e limitarsi a guardare.........

    Senti, le auto non sono jet, emettono molto meno calore e scarico. Ma in autodromo, al secondo giro di monoposto, l'aria è talmente sporca che potrei anche usare un Tamron al posto di un 400/2.8 Nikon e non farebbe differenza.

    Poi, ognuno naturalmente spende i soldi che vuole e si ammazza la schiena con carichi inutili.
    Per quanto mi riguarda credo che persino il 100-400, uscito il 28-400 batterà spesso la fiacca a casa.

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    • Nikonlander Veterano

    Complimenti Valerio, bello scritto e gran belle foto; anche quelle della volpe, al netto della situazione che hai descritto.

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