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Corredo Nikon (sintetico !)


Cosa fotografi in prevalenza ?

  1. Non è un segreto per nessuno. Attendiamo nel corso dei prossimi mesi la nuova Nikon Z6 III. E' stato anticipato da tutti i siti di rumors del mondo. Dopo tanti tuoni, verrà prima o poi la pioggia. La Z6 III porterà, come da promessa Nikon ufficializzata più volte, la tecnologia Z9 nella gamma media delle fotocamere Nikon Z. Avrà quindi un processore Expeed 7 con le sue librerie autofocus basate sul riconoscimento dei soggetti e il tracking realtime. Probabilmente avrà un sensore aggiornato, video 4K60p pieno formato, raffica più rapida e in generale prestazioni superiori alla Z6 II. E ci mancherebbe altro, visto che la Z6 II è stata presentata quasi 4 anni fa, nella seconda metà del 2020 e che lei stessa, nella sua architettura, riprende in gran parte le caratteristiche della precedente Z6 del luglio 2018. Naturalmente sei anni non sono passati invano e la tecnologia Nikon più avanzata adesso offre la Nikon Z9 e la Z8 che ne ricalca per la maggior parte le caratteristiche. Ma anche la Nikon Zf, nel suo piccolo ... pur mantenendo lo stesso sensore della Z6/Z6 II riprende in parte le funzionalità di Z8 e Z9. Quindi ha senso parlare di Nikon Z6 e Nikon Z6 II nel 2024 come nuovo acquisto nel 2024 ? A nostro avviso si, perché non tutti i fotografi necessitano di un autofocus allo stato dell'arte, di raffiche fino a 120 frame al secondo, di video 8K e di prestazioni esasperate in ogni campo. Z8 e Z9 rappresentano la punta di diamante dell'offerta fotografica (mirrorless e non solo) di oggi e la Zf, al di là dell'aspetto che ricalca le reflex dei primi anni '80, ne riprende in parte le possibilità tecnologiche. Ma, appunto, per chi fa fotografia ragionata a soggetti immobili o cooperativi, molte delle capacità dell'ultima generazione sono esagerate. Esagerazioni che hanno un prezzo, perché, anche trascurando la Z9, la Nikon Z8 ha costi di accesso inaccettabili per molti fotografi. La Z6 III molto probabilmente si posizionerà ben al di là dello street-price attuale della Z6/Z6 II (rendendone il costo complessivo impegnativo per molti, e anche li, con prestazioni, spesso esuberanti per le necessità effettive). Mentre la Nikon Zf, bellissima e potente, deve piacere. Ma quel fascino vintage in fondo ha successo ma non presso tutti. Insomma, se non siete fotografi animalieri e non fate sport a tempo pieno ma vi dedicate a fotografia da ... fotografo della domenica (nulla di offensivo, intendendo con questo il normale hobby della fotografia che si pratica durante il tempo libero, non come sfogo principale ed elettivo delle proprie passioni), una Nikon Z6 II potrebbe bastarvi. E con il risparmio conseguito (rispetto all'acquisto di una Z8, di una Zf, di una ... Z6 III ... !) potreste anche concedervi quell'obiettivo in più che vi renderebbe più felici della raffica a 30 frame al secondo o del video 4K full-frame. Per tacere del video 8K, indispensabile proprio solo per pochi. La Nikon Z6 II, body, ha un corpo del tutto analogo alla Nikon Z6 da cui si discosta solo per piccoli dettagli esteriormente. presenta un corpo maneggevole, né troppo piccolo, né troppo grande. ha un bel display articolato, non a prova di attacco nucleare come quello della Z8 e nemmeno del tutto articolato come quello della Zf ma comunque bello e ben fruibile. ha, eventualmente, gli attacchi interni per l'innesto del battery-grip opzionale che la rendono più comoda da utilizzare con obiettivi importanti e ne raddoppiano l'autonomia con le due batterie ma soprattutto si appoggia ad un sensore che, seppure non velocissimo e abbastanza soggetto ai fenomeni di rolling-shutter quando usato in modalità tutto "elettronico", vanta ottime doti di dinamica. In più, ha una tenuta spesso sorprendente agli alti ISO, come dimostrato in più articoli, anche ultimamente. lo scatto qui sopra è ripreso con li sensore della Nikon Z6/Z6 II/D780, trattato con Lightroom. E' uno scatto a 51200 ISO. Ma sembrerebbe una qualsiasi ripresa a 200-400 ISO, non vi sembra ? e questo qui sopra invece è ripreso a 12800 ISO. Ma passerebbe indenne il processo per la stampa in grande formato. Qui possiamo vantare un utilizzo pieno in molti generi per un totale di oltre 200.000 scatti con le varie Z6/Z6 II che abbiamo avuto a disposizione. Se abbiamo trovato un limite è nella capacità di seguire soggetti che si muovono ad alta velocità nella raffica ad alta risoluzione. Perché la Z6, come la Z7, olre i 5 frame per secondo, commuta la visione a mirino in una sorta di moviola che non è più realtime ma è un intercalare di immagini statiche riprese l'attimo prima. Con il risultato che quello che si vede non ha esatta correlazione temporale con la realtà. Cosa che impedisce di seguire con puntualità l'azione. Ma se non fate azione e non usate la raffica, non ve ne accorgerete mai. Così come non vi farà un baffo il fatto di avere l'otturatore meccanico. Se non siete fotografi da milioni di scatti, un otturatore pensato per fare 200.000 scatti vi durerà per sempre ! Sbaglierebbe chi pensa che i suoi 24 megapixel siano un limite. Nella realtà 24 megapixel sono più che sufficienti - anzi - di più, per la maggior parte degli usi. Come abbiamo modestamente cercato di dimostrare in un recente editoriale : Di quanti megapixel abbiamo realmente bisogno nel 2024 ? Potendo in ogni momento, intervenire via software/AI, per - qualora servisse - quadruplicarli fino a 96 pixel e senza bisogno del pixel shift, senza muoverci da Lightroom/Photoshop : Il Migliora Immagine di Adobe : I - Super Resolution (ingrandimento immagini) In questo esempio, lo scatto del sensore da 24 megapixel della Z6, portato a 96 megapixel con Lightroom e la sua intelligenza artificiale : basterebbe per stampare in formato poster, o anche 240x160cm a parete. Ma nella realtà è solo il crop di un volto ripreso da una figura ambientata, portato ad risoluzione quadrupla e stampabile in grande formato ! Insomma, abbiamo visto i suoi limiti, evidenziato i suoi pregi, vediamola a confronto con le altre soluzioni Nikon. Con la Nikon Z8 non condivide nulla se non il marchio Nikon. La Nikon Z8 è una macchina professionale ad alte prestazioni, pensata per assecondare ogni necessità del suo proprietario. Ma è più grossa, più pesante, più costosa. Molto più costosa. Richiede ottiche più pregiate, perché la Z6 con il suo 24-70/4 va benissimo. Mentre per la Z8 ci vuole, al minimo, il più costoso e ingombrante 24-120/4. lato prestazioni non ci sono paragoni. Ma se uno di voi interessati a questo confronto punta sulle prestazioni, può anche smettere di leggere. La Nikon Z8 vincerà sempre. Però, siate sinceri, siete sicuri che vi servano quelle potenzialità ? Se è così preparatevi a spendere i 5.549 euro necessari per avere la Z8 con il 24-120/4 (in questo momento scontati di 700 euro per una campagna in corso). Per la Z6 II con il 24-70/4 ne basteranno 2.499. E se preferireste il 24-120/4 al posto del più piccolo obiettivo dato in kit standard con la Z6, l'offerta è pari a € 2.749. Insomma, circa la metà di risparmio che possono andare in un bel grandangolare o in un bel teleobiettivo, a seconda di cosa vi piace fotografare di più. Naturalmente la Z8 offre comandi professionali, mirino tondo, tenuta per migliaia e migliaia e migliaia di scatti continui (non ha parti meccaniche che si possono usurare, come ad esempio, l'otturatore meccanico) la differente architettura tra Z8 e Z6 è evidente. Una è una macchina realmente professionale, l'altra viene definita prosumer, né professionale né consumer, insomma, una via di mezzo. Ma per un fotografo senza pretese professionali e senza un corredo professionale il solo corpo non farebbe differenza, salvo impegnare buona parte del budget disponibile a discapito delle ottiche, più importanti per il risultato complessivo. Con la Nikon Zf le differenze sembrano più estetiche. Nella realtà le due macchine condividono solo il sensore, che è esattamente lo stesso 24 megapixel CMOS impiegato anche su D780 e Z6 prima serie. ma l'architettura è ancora più diversa. La Zf si rifà alle reflex Nikon dei primi anni '80 (ad esempio FM2 o FE2, o anche, più recente, FM3a) e andrebbe usata regolando i quadranti anziché le ghiere. mentre la Z6 II è una macchina di impostazione moderna. La Z6 è più ergonomica, più compatta, più leggera. Utilizza schede di memoria di tipo CFexpress insieme alle comuni SD. La Zf ha uno strano miscuglio di SD e microSD. certo la Zf è più raffinata, più affascinante. Anche più prestante, perché ha un processore 10 volte più veloce di quello della Z6. Che le permette un autofocus simile a quello di Z8 e Z9. Ma la qualità d'immagine (e del video) é del tutto sovrapponibile a quella della Z6. Quindi a meno che non abbiate necessità di un autofocus evoluto e non siate attratti dall'aspetto e dalle funzionalità vintage della Zf, con la Z6 farete le stesse identiche fotografie. La Zf è un modello più recente, oggi non è scontata, quindi costa di più. Peraltro non ha una gamma di obiettivi pensata per lei. Mentre la Z6 si trova a suo agio con ogni Nikkor Z e con ogni Nikkor F via Nikon FTZ. Naturalmente se siete affascinati dalle top model degli anni '80 sceglierete la Zf. Ma la Z6 II resta una scelta razionale. E la Nikon Z6 di prima serie ? C'è un mare di usato a prezzi di ogni genere, di macchine usate e come nuove. E spesso si trovano anche fondi di magazzino, realmente nuovi. La Z6 condivide quasi tutto con la Z6 II, salvo pochi dettagli. I tre più importanti, sono interni. La Z6 II ha due processori Expeed 6, che si dividono il carico tra loro. La Z6 ne ha solo uno. Questo ha consentito alla Z6 II di offrire all'utente il video 4k60P (seppure in formato DX) cosa che alla Z6 I è preclusa. La Z6 II ha anche un buffer leggermente maggiorato. Ma soprattutto la Z6 II ha due slot di memoria uno per XQD/CFexpress e uno per SD, mentre la Z6 ha solo lo slot per XQD/CFexpress. Quando non si ricercano prestazioni, fateci essere onesti, le CFexpress sono un lusso inutile. Le SD, al netto della loro struttura più fragile, vanno bene ugualmente ed hanno il pregio di essere più economiche e più facilmente interfacciabili. Infine, ultima differenza eclatante - perchè una Z6 I e una Z6 II si distinguono a stento sul piano estetico - è il differente battery-grip disponibile. la Nikon Z6 II ha un vero battery-grip con impugnatura ergonomica e comandi verticali duplicati la Nikon Z6 invece si deve contentare di un semplice battery-pack che contiene due batterie ma nessun comandi di scatto. Ma, in estrema sintesi, se queste peculiarità non vi interessano per il vostro stile fotografico, Nikon Z6 e Nikon Z6 II faranno foto perfettamente identiche tra loro. Come saranno identiche alle foto fatte con la Nikon Zf o la reflex Nikon D780 che condivide sensore e processore con la Nikon Z6 e rappresenta l'estremo ponte di collegamento tra reflex Nikon e mirrorless Nikon Z. Quindi, concludendo ? Bisogna fare l'identikit del fotografo, prima di decidere quale fotocamera sia meglio comperare. Se si fa fotografia d'azione, sport o wildlife in movimento, allora il nostro consiglio è puntare alla Nikon Z8 (se non alla Z9). Oppure attendere la Nikon Z6 III che forse offrirà prestazioni di quel genere, in un corpo compatto ed a prezzo più abbordabile (ma comunque ampiamente più costoso della Z6 II). Se invece la propria fotografia non prevede la necessità di riconoscimento in tempo reale e tracking del soggetto, raffica per inseguimenti ad alta velocità, video sofisticato, una Z6 potrebbe bastare. Il risparmio economico sarebbe solo razionale ed utilizzabile per acquistare altri obiettivi utili per il proprio genere fotografico. La Nikon Zf rappresenta una alternativa. Più che altro per soddisfare aneliti di stile e nostalgico, non necessariamente razionali. Che non ci permettiamo di criticare, perché noi stessi siamo vittima del fascino della Nikon Zf. Perché ogni Nikon Z, in mano al fotografo giusto e con i giusti obiettivi Nikkor Z, farà la sua felicità a prescindere dal nome del modello, dalla targhetta sul suo corpo macchina e dal cartellino del prezzo. Buone scelte ! *** Giudizio finale PRO: compatta e leggera Ben costruita dispone di memorie di tipo avanzato (CFexpress) qualità di immagine elevata (specie lato dinamica e tenuta agli alti ISO) prezzo/prestazioni, specie in promozione o sull'usato, eccezionale rispetto ai modelli nuovi, per chi non necessita delle prestazioni della nuova generazione non richiede il corredo più sofisticato per rendere al meglio (cosa pretesa invece dalla Nikon Z8) a differenza della Nikon Zf, gli obiettivi S di prima generazione sono pensati per lei CONTRO: affetta da artefatti di rolling-shutter quando usata in otturatore elettronico verrà presto avvicendata dal modello Z6 III autofocus di prima generazione che viene da considerare "primitivo" se rapportato agli standard attuali Nikon effetto "moviola" a mirino che perde il tempo reale quando si fotografa alla raffica massima video 4K60p permesso solo nel modello II e solo in formato 1.5x adatta a generi fotografici più posati (ma è un difetto ?)
  2. L'ultima guida all'acquisto di Nikonland risale al 2019 ed era incentrata su reflex ed obiettivi per reflex e solo una presenza marginale di materiale Z. Dopo si è aperta la nuova fase delle mirrorless che ancora si sta sviluppando. Riteniamo però che sia già sufficiente per scrivere una nuova guida che contempli, in questo articolo, una scelta ragionata dei corpi macchina, sono già 11 quelli sul mercato. Per poi dedicarci ad un approfondimento sugli obiettivi. Su Nikonland abbiamo avuto la fortuna di avere a disposizione (quasi) tutto ciò che Nikon ha presentato nel mondo Z. Vi invitiamo a leggere gli articoli e i test approfonditi (sono un centinaio) in questa sezione dell'area editoriale. *** Nikon Z, la scelta del corpo macchina. Potremmo anche sbrigarci in un attimo, indicando la Nikon Z8 come la macchina ideale per tutti. Ma non saremmo giusti, perché sebbene fantastica, la Z8 non è indispensabile a tutti. Dipende dalle esigenze effettive. Possiamo però fare un appunto introduttivo in linea generale. Possiamo considerare già obsolete le Nikon Z che non prevedono la porta USB-C come via di comunicazione e di ricarica della batteria. Insieme a quelle che non hanno il processore Expeed 7 (praticamente tutte, tranne Nikon Z9, Z8 e Zf). Ciò però non significa che chi possiede una di queste fotocamere e la usi con profitto debba smettere di usarla né che, a condizioni particolari di acquisto, un fotografo debba trascurare una buona opportunità. Purché sappia cosa sta acquistando in base a ciò che gli serve. Ultima osservazione di carattere generale. Se è vero che il corpo macchina è importante, è ancora più importante metabolizzare il concetto che Nikon Z significa principalmente quel nuovo bocchettone (il più ampio e quello col tiraggio più corto del mercato) su cui Nikon sta progettando i nuovi obiettivi. I veri protagonisti della nuova generazione, per cui le fotocamere rappresentano lo sfogo effettivo. Solo la combinazione Nikon Z + Nikkor Z consente la piena esplicitazione delle qualità offerte dalle nostre mirrorless. Piuttosto che usare una combinazione ibrida, tutto sommato una scelta di natura per lo più economica pensata "al risparmio", tanto vale restare con una splendida reflex come può essere la D850 o come è la D780, per tacere di D5 e D6. E stiamo nominando alcune tra le migliori reflex della storia. A cui purtroppo Nikon non sempre o solo limitatamente ha dato obiettivi degni di loro. Oggi siamo al contrario, con alcuni corpi macchina un pò claudicanti che trovano però supporto da obiettivi che, confrontati con i pari classe da reflex, risultano sempre vincenti e spesso superiori anche a quelli da reflex di categoria superiore. Quindi, si, il corpo macchina è importante ma le ottiche lo sono sempre di più. Infine, il progresso non si ferma. E lo sviluppo è continuo. Per il biennio 2024-2025 ci aspettiamo il lancio di nuove Nikon Z e l'uscita di nuove versione di firmware. In particolare : Nikon Z6 III, nuovo sensore, nuovo processore, prestazioni allo stato dell'arte del suo segmento Nikon Z50 II/Z70, nuovo sensore, nuovo processore, forse stabilizzatore integrato Nikon Z7 III, nuovo sensore, nuovo processore, nuove funzionalità Nikon Z9 II, nuovo processore, sensore aggiornato, prestazioni assolute insieme alle versioni di firmware 2.0 per la Z8 e 5.0 per la Z9 che aggiungano nuove funzionalità alle due macchine di punta. Bene, finita l'introduzione, andiamo al dettaglio. *** a sinistra la Nikon Z8, lanciata nel maggio del 2023, a destra la Nikon Z9, lanciata nell'ottobre 2021 Consideriamo Z9 e Z8 le eredi dirette delle premiate coppie Nikon F5 e Nikon F100 dell'era analogica o Nikon D3 e Nikon D700 dell'era digitale. Offrono il massimo delle performance odierne per Nikon che ha dimostrato di saperle tenere aggiornate anche a livello di sviluppo firmware. Le due macchine condividono buona parte dell'elettronica ed hanno prestazioni quasi coincidenti. Hanno lo stesso sensore, tanto veloce da essere per lo più in grado di azzerare gli effetti del rolling-shutter. Sono le uniche prive di otturatore meccanico, potendo sincronizzare il flash anche senza. Non avendo parti meccaniche, non subiscono usura all'otturatore né necessitano di una sua registrazione periodica. Al di là del differente prezzo, la Z9 va considerata nell'uso di obiettivi grossi ed impegnativi e in ambiti dove conta poter esprimere sempre il massimo del potenziale. La Z8 invece è più abbordabile, per prezzo, peso e volume, potendo funzionare tranquillamente anche senza battery-grip con un fattore di forma non così più impegnativo delle macchine di fascia inferiore. La Z8 paga alla Z9 una minore autonomia, un corpo meno capace di dissipare il calore generato da processore e sensore oltre a qualche dettaglio più o meno importante. L'ergonomia della Z9 è imbattibile. La Z8 è più discreta. La Z9 al momento ha nuove funzionalità aggiunte via firmware (scatto automatico, riconoscimento uccelli) che però ci è stato promesso verranno estese anche alla Z8 ad inizio 2024 (mentre alla Z9 verranno estese funzionalità della Z8 e della Zf che per ora non sono previste nella Z9). Abbiamo un articolo che le confronta dettagliatamente : Nikon Z8 o Nikon Z9 : quale scegliere ? Ma entrambe le macchine andrebbero scelte consapevolmente per lo più da fotografi che richiedano prestazioni, velocità, capacità video allo stato dell'arte, tenuta sul mercato. Hanno caratteristiche professionali che per chi fa foto ragionata in ambienti rilassati sono praticamente tutte superflue. La nostra Nikon Z9 ha accumulato in 18 mesi oltre un milione di scatti e sembra ancora nuova. Le Nikon Z8 passate per il laboratorio sommano circa 250.000 scatti e potrebbero stare in vetrina. Me sappiamo di Z9 e Z8 che in un anno non hanno fatto che poche migliaia di scatti. E alcune sono in vendita sull'usato con 500-600 scatti. Molti meno di quanti ne servano per testare la capacità di una nuova scheda di memoria. Entrambe necessitano di schede di memoria di livello per esprimere il loro potenziale. E fotografi non privi di immaginazione ma, soprattutto, di occasioni fotografiche, perché non passino il più del loro tempo, "sprecate" in vetrina. *** Non troppo a sorpresa, Nikon ha presentato poco più di un mese fa una Z che può essere considerata un ibrido, una sorta di laboratorio sperimentale. la Nikon Zf deve molto del suo appeal all'aspetto che sembra una replica moderna di una reflex a pellicola dei primissimi anni '80 del secolo scorso. Ma dentro quella scocca e sotto a quei quadranti, c'è il sensore della Nikon Z6/Z6 II che offre ancora buone potenzialità, con il processore di Z8 e Z9. Questo è responsabile di funzionalità e prestazioni insospettabili per una semplice fotocamera "vintage", tanto che come autofocus e raffica si mangia la Z6 II a colazione. E in un uso spensierato non fa troppo rimpiangere la Z8. Dove è cedente rispetto alla Z8 e alla Z9 è nel comparto memorie - adeguate alla macchina ma in una strana combinazione tra SD e microSD - e nella relativa vetustà del sensore, ottimo per capacità di dinamica e tenuta al rumore, ma lento nel readout (un ventesimo rispetto a Z8 e Z9) che ha obbligato Nikon a mantenere l'otturatore meccanico e che, se usata in modalità silenziosa, rende le immagini di soggetti in rapido movimento, sensibili agli artefatti indotti dal rolling shutter. La Zf nasce per dare le sensazioni d'uso di un tempo, però manca di ottiche dedicate con l'anello del diaframma funzionante. Ci sono solo due obiettivi - identici a quelli normali - che ne richiamano solo l'estetica. Ma in generale, oltre che bellissima e ottimamente costruita, ha ottime prestazioni e funzionalità anche sovrabbondanti per il fotografo tipo che la "dovrebbe" acquistare. Ne abbiamo parlato in anteprima qui : Nikon Zf : io sono leggenda ! *** Le tre fotocamere che abbiamo già trattato sono quelle più moderne e dotate dell'ultimo processore di immagini Nikon, il responsabile delle migliori prestazioni di autofocus, riconoscimento del soggetto, video evoluto, velocità di raffica. Le successive sono deficitarie in questi comparti e andrebbero considerate dai fotografi che effettivamente, per genere di fotografia praticata o per aspettative generali, non necessitino di quel genere di capacità. Pensando al formato DX, il 24x16mm, Nikon propone una linea di tre fotocamere che sostanzialmente ... sono la stessa macchina proposta in tre allestimenti differenti. Un pò come certe Volkswagen che si trovano negli autosaloni, marchiate anche Seat o Skoda (quando non anche Audi). le tre Nikon in formato DX condividono sensore, processore, batteria, differiscono per aspetto, ergonomia, porte di comunicazione, mirino Delle tre, sinceramente oggi non ci sentiamo più di consigliare la Nikon Z50, tranne che non venga offerta in kit con i due pregevoli zoom dedicati, ad un prezzo inferiore a quello di uno smartphone di fascia media. Pur avendo ancora buone capacità ed essere l'unica ad avere il flash incorporato, non ha la porta USB-C e anche alcuni aspetti a livello firmware sono stati trascurati. E' un pò come se Nikon si fosse dimenticata di lei per dedicarsi agli altri modelli. L'ultima DX proposta, già a metà dell'anno scorso, la Z30 invece, pur nell'assenza di mirino incorporato, presenta il miglior mix di capacità sia in ambito foto che video. E costa il giusto, oltre ad avere una ergonomia infinitamente superiore a quella della più "carina" Zfc che è la prima proposta Nikon di Z con aspetto vintage. Questa ha vinto tutti i concorsi di bellezza, sia nella versione nera che nero e silver e in tutte le possibili combinazioni di pelli colorate. Ma presa in mano a lungo provoca dolori. E come la Zf, manca di ottiche dedicate che consentano di evitare le ghiere del corpo macchina per cambiare il diaframma dell'obiettivo. Nessuna delle tre ha il nuovo autofocus con le librerie di riconoscimento oggetti, salvo il rilevamento dell'occhio di umani e animali (per lo più cani e gatti). Sono da considerare però la porta di ingresso nel mondo Nikon Z, avendo piena compatibilità con ogni obiettivo Nikkor Z. Costano il giusto, sono compatte e leggere. La Z30, in particolare, la più adatta per gite e scampagnate, da tenere in un tascone o in una borsetta minuscola anche quando dotata di un paio di obiettivi. Le ottiche, poche in formato dedicato, sono pregevoli, tutte di gran lunga adeguate alle necessità e superiori a quelle analoghe, offerte da Nikon per le reflex di questa categoria. Insomma, non sono seconde scelte ma vanno prese in considerazione avendo bene a mente cosa si cerca e cosa si ottiene nella scatola. Perché difficilmente potranno essere aggiornate se non con nuovi modelli. Di cui uno, pensiamo, uscirà nel 2024. *** Z6 e Z7 sono le prime Nikon Z presentate oramai 5 anni fa. Poi è arrivata la Z5, modello entry-level per le pieno formato e quindi sono state avvicendate Z6 e Z7 con modelli quasi identici salvo avere un doppio processore e la possibilità di montare un battery-grip con i pulsanti verticali (mentre Z6 e Z7 hanno solo un battery-pack senza comandi di controllo). Il sensore della Z6/Z6 II è originale ed ha buone caratteristiche ma è lento e soggetto a rolling-shutter quando usato in modalità silenziosa. Ha però ottime caratteristiche dinamiche e di tenuta al rumore. Diciamo che è forse il miglior sensore full-frame da 24 megapixel della sua categoria, pur con il limite della relativa lentezza. Il sensore della Z7/Z7 II è quello della Nikon D850 a cui è stata aggiunta la rilevazione di fase sulla matrice di microlenti sopra alla matrice di Bayer. La Z5 ha invece un sensore vecchio - quello della D750 che non ha ancora il dual-gain - ed è limitata in quasi tutte le sue prestazioni. E' nata per offrire un prezzo d'attacco aggressivo che però per noi dovrebbe stare ben al di sotto dei mille euro per essere attraente. Da evitare l'obiettivo in kit Nikkor Z 24-50mm, non perché abbia scarse prestazioni ma per la troppo ridotta escursione focale. la Nikon Z5 e in suoi due slot di memoria di tipo SD a destra, a confronto con la Z6 e il singolo slot XQD/CFexpress La domanda che nasce spontanea, dopo il cappello iniziale non può che essere : vale la pena di pensare ad una Z5-Z6-Z7 a fine 2023 ? In linea di massima ci permetteremmo di rispondere di no, non ci sembra il caso oggi. Se avete atteso fino ad ora, meglio attendere ancora qualche mese in più. Siamo certi che la Z6 verrà avvicendata nella seconda metà del 2024. Forse lo sarà anche la Z7. E le prossime macchine avranno prestazioni e potenzialità tali da renderle "quasi" soluzioni definitive. Ma nemmeno di fronte ad un usato sicuro o ad una offerta che non si può rifiutare ? Qui è d'obbligo il più sonoro dei dipende ! Dipende dalle esigenze del fotografo e se questo non avrà poi a pentirsene quando leggerà le specifiche della prossima generazione che metterà definitivamente fuori mercato la prima. Per fotografia "lenta", paesaggio, foto in studio, still-life, nulla che contempli l'azione, una qualsiasi di queste Nikon Z (e ci permettiamo di dire anche le macchine DX) va meglio delle corrispondenti reflex, specie se usate con gli obiettivi Nikkor Z. Oltre che naturalmente dal budget. Una Z6 a circa 1000 euro può essere un buon affare da tenere magari poi come secondo corpo e intanto allestire un bel corredo. La Z7 invece è sempre stata la Nikon Z con il peggior rapporto prezzo/prestazioni. Andrebbe scelta solo dall'estimatore di quel sensore ... Per la Z5 siamo ancora più scettici. Solo a prezzi molto marginali ma senza poi pentirsene. E la differenza tra Z6 e Z6 II e Z7 e Z7 II ? Non tali da stare troppo a pensarci. Le versioni II hanno aggiunto solo marginali capacità, soprattutto le due schede di memoria, un buffer maggiorato per la Z7, pochi altri dettagli oltre al battery-grip vero di cui abbiamo già detto. Nikon Z6 II e battery-grip per due Nikon EN-EL15b/c con comandi di scatto verticali Nikon Z5 e battery-pack semplice, senza comandi di scatto Salvo che non vi serva il video in formato 4K60p, quello lo offrono solo le versioni II (in full frame la Z7 II e in ritaglio DX la Z6 II). Ma è solo una questione di prezzi in fondo, con un budget ridotto da destinare anche agli obiettivi, allora meglio puntare su una Z6 di prima generazione "usato garantito" e spendere di più sulle ottiche, oppure risparmiare più soldi per la prossima Z6 III che temiamo andrà pericolosamente a sfiorare i 3.000 euro e cominciare a vendere tutto il materiale reflex che abbiamo ancora in casa prima che diventi difficile da "liquidare". State ragionando sul prossimo acquisto e avete ancora dubbi dopo le nostre considerazioni di questo articolo ? Chiedete nei commenti quanto vi rimane oscuro, chiarendo quale sia la vostra situazione attuale e le vostre aspettative. E noi faremo del tutto per aumentare la vostra indecisione confondendovi ancora di più le idee in modo persino più dettagliato !
  3. Generalmente sconsigliamo l'utilizzo di batterie diverse dalle originali. Ne abbiamo provate in passato e alla meglio, durano meno, sono meno efficienti, hanno cicli di scarica improvvisi e sono inaffidabili. Alla peggio, non vengono riconosciute dalle nostre Nikon, oppure si gonfiano e non escono più dall'alloggiamento, salvo incorrere nel rischio di esplosione sempre dietro l'angolo con le batterie al litio. Specie sulle Nikon Z dove sono sottoposte a stress che si traduce in aumento di temperature, sia della batteria che del corpo macchina. Insomma, noi diffidiamo sempre. Ma c'è sempre l'eccezione che conferma la regola. In questo caso abbiamo una batteria che non costa 20 euro al paio con un caricatore in omaggio. Le specifiche parlano di assoluta conformità all'originale che viene citato direttamente. Il produttore non è un'oscuro cantinaro del tutto sconosciuto che esaurita la partita di batterie scompare o ricompare con un altro marchio. SmallRig si è guadagnata una gran fama di qualità. A cominciare dalla infinita sequenza di accessori metallici, veri complementi indispensabili sia per la fotografia che il video (pensiamo alle tante impugnature aggiuntive per tutte le Nikon Z, per arrivare alle cage complete a norme Nato per assicurare i tanti accessori aggiuntivi alle fotocamere senza stressarne il corpo direttamente) per arrivare adesso a luci e sistemi di alimentazione. In catalogo SmallRig adesso ha batterie da 100 Watt di grande valore, del tutto alternative alle V battery ampiamente usate nel mondo del video. E la stessa Nikon fa ricorso a SmallRig per la produzione di accessori che poi commercializza direttamente o con il proprio marchio. Come è il caso del grip per la Nikon Zf, uscito insieme alla fotocamera e perfettamente conforme. Con l'ovvio presupposto che SmallRig ha accesso diretto alle informazioni tecniche del materiale Nikon. Come deve essere per questa batteria. che viene definita comparabile con l'originale e pienamente compatibile. A partire dalle specifiche : 2400 mAH e 7.2 V che arriva in una confezione carina in cartone e una dotazione minimale : batteria e cavetto USB-C Cavetto USB-C ? E per farne che ? Già, perché non avrebbe molto senso comprare una batteria "compatibile" che costa poco meno dell'originale (intorno ai 50 euro su Amazon.it). Se non avesse una peculiarità che la rende unica e più flessibile di quella originale. Aprendo la strada all'opportunità che in futuro anche le batterie originali Nikon incorporino la furbata di questa SmallRig : La possibilità di ricarica diretta via porta USB-C Che sembrerà una banalità oggi che la ricarica USB-C è uno standard ma nelle batterie per le fotocamere non è comune, mentre lo è per le grandi batterie destinate al video. quindi la nostra EN-EL15c di SmallRig si potrà ricaricare, oltre che via caricabatterie standard (o universale), anche via porta USB-C da un alimentatore a rete, da un power-bank da 5 V 2A, da una V battery. del resto quella presina USB-C la in mezzo lo evidenzia benissimo. Perché invece, fatto salvo il piccolo led di segnalazione carica/scarica, e il colore azzurrino, è del tutto simile all'originale. come vediamo nella foto qui sopra, a sinistra la SmallRig, a destra la EN-EL15c che normalmente alimenta la nostra Nikon Z8. inserendo lo spinotto USB-C di un alimentatore Power Delivery da 145 Watt, si accende il led rosso che ne evidenzia lo stato di scarica. che naturalmente diventa verde quando la batteria è completamente carica. durante il ciclo di carica la batteria con il suo microprocessore dialoga con il sistema di ricarica. abbiamo una tensione applicata di appena più di 5 Volt e una corrente che va da 1 A a poco meno di 2, con una potenza applicata che arriva quasi a 10 watt. a ricarica completa abbiamo letto 3562 mAh assorbiti. Non ci "innamoriamo" di questo valore, apparentemente superiore al dato di targa, perché il ciclo per arrivare al 100% di carica richiede più passaggi. Annotiamo il tempo di appena più di due ore per completare la ricarica. *** Nell'uso abbiamo un riscontro positivo anche se per confermare del tutto l'esperienza serviranno, come pensiamo sia ragionevole, almeno dei mesi di continuo utilizzo. La Nikon Z8 riesce a riprendere circa due ore e mezza di video continuativo, oppure, nello stesso tempo, circa 10.000 scatti. Che è un valore in linea con quello dell'originale. In conclusione abbiamo una batteria che ha prestazioni in linea con le nostre EN-EL15c, forse leggermente più prestazionale (la Nikon promette 2280 mAh e 16 Wh, la SmallRig 2400 mAh e 17.28 Wh, ma è tutto da verificare nella pratica e nella realtà ci preme di più che sia altrettanto affidabile, piuttosto che più performante) ma che offre l'indubbia flessibilità aggiuntiva della presa di ricarica incorporata. Che ci libera definitivamente dal dover portare il caricabatterie originale Nikon con noi, potendo usare un qualsiasi alimentatore USB-C, come quello dello smartphone ma, soprattutto, che si può ricaricare a se stante, mentre magari ricarichiamo anche, in parallelo, la batteria della Z8/Zf/Z6/Z7/Z5 oppure le due batterie del battery-grip opzionale. Il costo richiesto non è particolarmente conveniente rispetto alla Nikon ma, siamo sinceri, se lo fosse, la guarderemmo con tanto sospetto in più. Ci fermiamo qui, per il momento. Intanto cercheremo nei prossimi mesi di utilizzarla insieme alle altre Nikon che abbiamo in casa. Ne riferiremo più a lungo termine.
  4. Rossa o Bruna ? Un Suv capiente per tutta la famiglia oppure una due posti cabrio per le gite della domenica ? Potendo, entrambe. Ma se uno ha il box piccolo dovrà fare una scelta. In fondo è un quesito che non si dovrebbe porre, Nikon Z8 e Nikon Zf sono due fotocamere profondamente differenti, pensate per scopi e per fotografi differenti. Se qualcuno è in bilico tra loro, dovrebbe prima farsi qualche altra domanda di carattere personale. Ma sappiamo che li fuori c'è chi non ha ancora fatto la propria scelta, magari ha in mano una Z6 o una D850 e non sa decidersi. Quale delle due scegliere ? Giochiamo alle differenze ! con la Z8 va acquistato necessariamente il Nikkor Z 24-120/4 S con cui è proposta, giustamente in kit. Il conto totale però ... è salato. La Nikon Z8 è sostanzialmente la versione compatta dell'ammiraglia Nikon Z9. Con essa condivide sensore, processore, mirino, architettura complessiva. Il suo sensore è da 45 megapixel con sensibilità base 64, dual base a 500 e gamma lineare fino a 25.600 ISO. E' un sensore sovrapposto, nonostante la sua risoluzione sia uguale, è diverso da quello - condiviso - tra Nikon Z7 e D850. E' più veloce, virtualmente esente da fenomeni di rolling-shutter, almeno nelle condizioni di ripresa comuni, consente una estrazione di dati più efficiente e di indirizzare al mirino un flusso di informazioni separato rispetto a quello che viene processato per la memorizzazione sulle schede di memoria. La sua elevata velocità di sincronizzazione, permette a questa fotocamera di fare a meno dell'otturatore meccanico. Praticamente utilizza esclusivamente la lettura elettronica dei dati, cosa che permette assenza di parti meccaniche soggette ad usura quasi completa (resta lo stabilizzatore del sensore che però è ad azionamento elettromagnetico). Il video è disponibile nei più frequenti formati professionali, fino a 8K, sempre a pieno formato. La raffica a pieno formato può andare fino a 20 scatti al secondo in formato RAW e a 30-120 scatti al secondo, in formato JPG. Dispone di funzionalità avanzate come il prescatto, l'acquisizione automatica e il pixel-shift. Ha un corpo professionale parzialmente in composito plastico e lega leggera, con impugnatura ben estesa ed ergonomica, comandi professionali, display posteriore semiarticolato dotato di un robusto snodo metallico. compatibile con tutti gli obiettivi Nikkor Z, la Zf è proposta con due obiettivi speciali che ricalcano l'estetica dei classici Nikkor AI/AIs : peccato manchi loro l'anello di comando del diaframma. Quell'anello argentato è solo estetico ! la Nikon Zf è una ristilizzazione moderna e tecnologicamente all'avanguardia, ispirata alle classiche reflex elettro/meccaniche degli anni '80 del secolo scorso (Nikon FE2/FM2/FM3a, ad esempio), con impostazione dei comandi a quadranti (tempi, sensibilità, compensazione dell'esposizione) sulla calotta superiore. Condivide il sensore delle Nikon Z6/Z6 II (e della reflex Nikon D780) che ha una base ISO a 100, dual base a 800 ISO e poi gamma lineare fino a 64.000 ISO. E' un sensore CMOS BSI con un tempo di lettura di circa 1/30'' per avere il frame completo. Questo lo espone a fenomeni di artefatti da rolling-shutter quando utilizzato in modalità silenziosa e nel video. L'otturatore é meccanico, il classico a doppia tendina (la prima tendina può essere di tipo elettronico per ridurre lo shock meccanico) con una vita ipotetica di circa 200.000 scatti abbondanti. Per usare il flash, si deve usare l'otturatore meccanico. Il formato video più avanzato è il 4K ma é ritagliato a 1.5 x (un campo inquadrato da un 50mm equivale a quello di un 75mm). La raffica arriva a 14 scatti al secondo in formato RAW pieno, oppure a 30 scatti al secondo in jpg in otturatore elettronico, eventualmente con memorizzazione pre-scatto. Ha stabilizzazione evoluta sul sensore di immagine. Il corpo è quasi interamente in lega con i quadranti in ottone torniti dal pieno. Il display posteriore è incernierato su un lato e completamente articolato, si può richiudere a libro oppure orientare in tutte le altre posizioni. Utilizza la stessa batteria della Nikon Z8 (comune a quasi tutte le Nikon, salvo le Z in formato DX e la Z9). batteria e schede di memoria (SD + microSD) nella Nikon Zf stanno insieme, accessibili dallo stesso sportellino sul fondello. La sezione del corpo, essenzialmente "a mattonella", non è comodissima da usare a lungo. Per agevolarne l'uso prolungato, la Zf è spesso usata con un grip opzionale SmallRig che migliora la presa in mano ed offre protezione supplementare al fondello, l'unica parte in plastica della macchina. *** Viste le caratteristiche di massima, adesso lasciamo parlare loro. Vediamo cosa hanno da dirsi "fuori dai denti" ! Io sono professionale. Utilizzo memorie di massa prestazionali, CFExpress di taglio fino a 4 terabyte con cui posso registrare ore di video e decine di migliaia di fotografie. Volendo posso montare sotto di me un battery-grip che oltre ad aggiungere i comandi di scatto in ripresa verticale, contiene due batterie che raddoppiano la mia autonomia. il vano memorie della Nikon Z8 è dedicato ed è sdoppiato : CFExpress + SD UHS-II Se mi monti il battery-grip opzionale, divento più alta anche della Z9, ho i comandi di scatto verticali e la prima batteria può essere sostituita mentre io sono in funzione e magari sto riprendendo video o facendo riprese automatiche. La mia seconda memoria è una tradizionale SD che può essere ad alte prestazioni. Mica uso la microSD che ha Lei. la Nikon Z8 (a destra, con il battery-grip opzionale) può affiancare e in molti casi anche sostituire l'ammiraglia Nikon Z9 (a sinistra) in compiti impegnativi come quelli professionali. Ma anche in mano all'amatore darà sempre il massimo affidamento, in qualunque situazione Il mio corpo è ergonomico ed l'evoluzione di quello progettato per adattarsi ai grossi obiettivi motorizzati, perfezionato con generazioni e generazioni di affinamenti. La mia impugnatura è disegnata sulla mano del fotografo che non si stanca, nemmeno usando per ore e ore, obiettivi pesanti come un 85/1.2 da un chile e rotti. Il mio display posteriore è indistruttibile, non è mica articolato con una semplice cerniera laterale che sembra si stacchi a solo guardarlo ! con o senza comandi verticali, la Nikon Z8 è pensata per essere usata con obiettivi impegnativi come il Nikkor 135/1.8 S che, sulla Zf non sono solo stonati stilisticamente ma alla lunga provano la tenuta fisica del fotografo che deve sforzare di più la muscolatura per reggere il suo kit Il mio mirino non si oscura mai, anche alla massima frequenza di scatto. Posso scattare praticamente in continuo, sempre con la massima affidabilità. Tu segui il soggetto e tieni premuto il pulsante. Al resto ci penso. Non ho la raffica plafonata per risparmiare l'otturatore, come quella la ! Infatti io l'otturatore meccanico non ce l'ho. Con me puoi scattare decine di milioni di foto, senza mai un rumore e senza fare un tagliando in assistenza. Per sentire il mio scatto lo devi proprio volere ! E allora ti accontento, secondo come mi hai impostata. Altrimenti nessuno saprà che stai scattando, magari in situazioni delicate, come durante una cerimonia o ad una conferenza stampa. Io sono la fotocamera perfetta per i cerimonialisti, per le videoriprese, posso lavorare perfettamente in simbiosi con mia sorella Z9 perché i miei file sono perfettamente identici ai suoi, e lo stesso vale per le impostazioni e le prestazioni più importanti. Sono seria, sono affidabile, sono longeva, sono sicura. Con me per dieci anni almeno, non dovrai più pensare ad un'altra. Io son più bella. Sono molto più bella. Io ti faccio sentire giovane se hai incominciato a fotografare quando le mie nonne andavano a pellicola. E se invece sei ancora giovane, ti faccio sentire diverso dagli altri che hanno fotocamere tutte uguali tra loro e noiose. Le mie regolazioni si vedono ad occhio. Se vuoi, puoi evitare perfino di usare menù e display posteriore (che si può elegantemente chiudere a portafogli che nemmeno si capisce che è un display). Oppure usarmi come ti pare, tipo con le ghiere davanti e dietro, perché sono flessibile. Io mi adatto, non sono rigida. Se usi obiettivi di una volta puoi impostare il diaframma con la loro ghiera. E io ti aiuto a mettere a fuoco ad occhio con le mie indicazioni a mirino. Addirittura ti stabilizzo l'immagine sul punto in cui stai mettendo a fuoco a manuzza, aiutandoti con il mio focus-peaking ! Vuoi giocare con il focus-shift ? Io sono stata la prima ad averlo, che ti credi, non sono mica una vecchia ciabatta. Ho una modalità per il bianco e nero che nessuna Nikon digitale ha mai avuto. Basta lo spostamento di una leva ed è come se mi avessi caricata con una pellicola monocromatica. Con diverse impostazioni di profondità dei neri, secondo il tuo umore del giorno, secondo la luce oppure il tuo estro artistico di quel momento. Solo che il rullino io non ce l'ho, quando vuoi, con un gesto puoi tornare a fotografare a colori come se niente fosse. sembrerà una sciocchezza ma questo switch consente di passare dal colore al bianco e nero senza passare dal menù : nella pratica è un vero spasso ! Io posso avere le pelli colorate in sei tinte differenti : non esisto solo all black come lei ! le sei tinte più la base tutto nero con cui si può ordinare - senza sovrapprezzo - la Nikon Zf. E' vero che io non posso utilizzare schede di memoria CFExpress, ma in fondo, a che fotografo sono necessarie ? Ho una seconda schedina di sicurezza ma già una bella SD Lexar di ultima generazione, magari di taglio generoso, ti basterà per farci tutto. Facendoti anche risparmiare qualche soldino. la Nikon Zf richiama le classiche reflex Nikon, in questo è perfettamente nella tradizione Nikon, non copia macchine mai esistite, come devono fare altri marchi che si danno al finto "vintage" perché è di moda. Ma dentro è moderna come la Nikon Z8. E poi non credere alle favole. Il mio processore è uguale al suo. Io metto a fuoco come lei. Se vuoi, mi puoi portare anche in autodromo o a caccia di volatili. Dipende da te decidere cosa fare con me : dai, usciamo ? panning a 30 fps in silenzioso con la Nikon Zf. Perché no ? L'autofocus della Zf è prestante quasi come quello di Z9 e Z8 In ogni caso io sono più compatta, dò meno nell'occhio - mi scambiano per la nonna a pellicola che non vale più nemmeno un centesimo - tu con me dai meno nell'occhio e non attiri né i guardiani né i malintenzionati. Il clack del mio otturatore è reale, gentile, deliziosamente "analogico". Il suo è soltanto un cicalino sintetizzato elettronicamente. Squallidamente finto. Io posso ispirarti anche in una giornata grigia in tutto relax, lei è performante ma alla lunga ti sfianca, pretende che anche tu sia sempre in forma e frizzante. Il mio video non sarà ipersofisticato come il suo ma è bello e sostanzioso, facile da "girare" e da post-produrre, in caso serva. E poi, costo quasi la metà di lei e con me non devi spendere un capitale per gli obiettivi ! I miei file pesano la metà e il mio sensore è più ... permissivo del suo che pretende invece sempre il miglior "vetro" per fare la differenza. Mi permetto anche di darle lezioni di alta sensibilità. Io scatto a 12.800 ISO senza paura. Chiedi a lei se può fare lo stesso. Bene, anche per evitare che le ragazze finiscano alle mani e, concludendo, ritorniamo al paragone iniziale. Se uno tiene famiglia, oggi un SUV offre le migliori caratteristiche di capienza, comodità, capacità di carico e anche prestazioni. Mentre le rare cabriolet a due posti ancora sul mercato, permettono di divertirsi se al massimo si viaggia in due e con poco bagaglio ma con qualche compromesso in più. Volendo/potendo, uno potrebbe permettersele entrambe, il SUV per tutte le volte in cui è importante arrivare a destinazione, la cabriolet per quando è più importante divertirsi a viaggiare, più che arrivare. Se uno si domanda se la Nikon Zf sia prestazionale (ma la Nikon Zf è prestazionale ! Da questo punto di vista è la migliore Nikon Z, dopo Z9 e Z8) probabilmente dovrebbe guardare ad altro. Mentre sappiamo che molti fotografi hanno comprato la Z8 perché è un'ottima fotocamera ma la sottoutilizzano perché in fondo, a loro, tutte quelle prestazioni, non servono o nemmeno interessano. Molti anche degli iscritti a questo sito, probabilmente hanno una Z8 ma si farebbero bastare, per quello che ci fanno loro, una Z5/Z6. E con una Zf si divertirebbero, probabilmente di più. Chi invece pensa ad una Z8 ma vorrebbe usarla con vecchi obiettivi da reflex via adattatore più o meno intelligente, spreca il suo denaro. Per quello una Z6 sarebbe sufficiente ma anche in questo caso, con una Zf si divertirebbe di più. La Nikon Zf in fondo è un lusso, un di più. Come lo è una cabriolet. E' anche più scomoda e richiede un certo adattamento se uno non ha mai usato o non usa da tanto tempo una Nikon classica con i quadranti e le ghiere. Ma ha qualità da vendere, è bella e scalda il cuore del vero nikonista. Permette anche di godersi la fotografia in relax, ben più di una supertecnologica ammiraglia con otturatore elettronico che sembra ti scappi via dalle mani. La Nikon Z8 invece vi porterebbe/porterà alla conquista dei ghiacci o nelle savane africane, senza provare soggezione da parte di ammiraglie, siano essere mirrorless che reflex. E' più simile, nella logica, alla Nikon F/F3 di quanto lo sia la Zf. Solo che la Zf somiglia alla F/F3, mentre la Z8 somiglia alla F100/D850, estreme evoluzioni della Nikon F Al di là dell'aspetto. Morale, la scelta migliore non esiste, dipende solamente da voi. Da che tipo di fotografo siete e da che aspettative avete. Come dite la in fondo ? E se uno volesse prestazioni superiori alla Zf in un corpo moderno ma più abbordabile di quello della Z8, una sintesi tra le due, cosa dovrebbe fare ? Solo avere ancora un pò di pazienza e aspettare qualche mese E voi, proprietari di Nikon Z8 e Nikon Zf, che ne pensate ? E voi, specialmente, proprietari sia di Nikon Z8 che di Nikon Zf che cosa avete da aggiungere ? Fatelo sapere a tutti gli altri, è l'occasione migliore.
  5. Acquistato al Nikonstore.it, appena arrivato in laboratorio, apriamo insieme la scatola. che si presenta come tutte le altre scatole Nikon Z, nero integrale con sfumature gialle. ci accoglie il paraluce avvolto in bugnato di plastica doppia protezione in polistirolo espanso l'obiettivo è rivestito in cellophane la dotazione completa, i manualetti/garanzia. dettaglio del paraluce di forma abbastanza inusuale, quasi più orientato al video che conferma il passo filtri da 77mm, quasi esagerato per un obiettivo di questa classe ma almeno standard, per chi utilizza filtri ND o polarizzatori. eccolo qui, in primo piano, davanti all'obiettivo. dettaglio dell'iscrizione attorno alla parte frontale dell'obiettivo produzione, ovviamente, cinese, non ci saremmo aspettati diversamente vista la classe di appartenenza particolare dell'anello di zoomata e della ghiera programmabile. E' evidenziato dalla feritoia colorata in arancione il blocco (lock) che impedisce che l'obiettivo si allunghi se preso in mano mentre è a riposo (cosa che si verifica se è montato su un corpo macchina e viene sollevato verso l'alto, tenendolo per la parte superiore). pur essendo quasi integralmente in policarbonato si presenta bene, sia sul piano estetico che costruttivo. E' analogo - ad esempio - agli obiettivi Nikkor Z di derivazione Tamron che presumibilmente escono dalla stessa fabbrica cinese. naturalmente, rispetto alla posizione minima di 28mm, in posizione 400mm l'obiettivo si allunga. Sono due i cilindri concentrici che fuoriescono dal barilotto esterno. Ma questo è un caso assolutamente comune per gli zoom di questa fascia. Come vediamo in un confronto con altri Nikkor Z a sinistra il 24-200/4-6.3 di cui questo nuovo 28-400/4-8 risulta già a prima vista consanguineo, a destra il più pregiato Nikkor Z 100-400/4.5-5.6 che con il nuovo super-zoom è accomunato esclusivamente dalla focale massima di 400mm. Notare i paraluce completamente differenti tra loro. qui i tre zoom estesi alla focale massima. Impressiona la compattezza del 28-400 rispetto al più corto 24-200 in entrambe le posizioni. Qui lo abbiamo montato sulla Nikon Zf che potrebbe tranquillamente essere la sua destinazione a 28mm a 400mm e ancora a 28mm E qui, per finire, alcune immagini di repertorio, più dettagliate (focus stacking della Zf su treppiedi Manfrotto) *** Complessivamente le prime impressioni sono positive. A condizione che le aspettative siano allineate a quelle rivolte ad un superzoom - che sia questo o il pariclasse 24-200 - ovverosia un obiettivo di compromesso con una eccezionale escursione focale, una luminosità massima relativa (molto) contenuta e prestazioni ottiche indotte da queste considerazioni. Insomma non lo prenderemmo in considerazione come alternativa al più prestante Nikkor Z 24-120/4 che, giustamente, è di classe S, più qualificato per fotografia di elevato livello. Ma per tutte le situazioni in cui - in pieno sole o con il flash - si debba o si voglia fotografare qualsiasi cosa senza mai cambiare ottica. Immaginiamoci ad un rally, oppure ai bordi di una pista di motocross dove si deve passare dal primissimo piano alla panoramica, senza poter cambiare mai obiettivo anche per proteggere la fotocamera da polvere, terra sollevata dai veicoli, schizzi e fango. Avendo peraltro un obiettivo "a perdere" molto meno costoso di un 100-400 o di una coppia 70-200+400mm da usare necessariamente con due corpi macchina (e costi/ingombri/pesi inerenti). O per i reporter di vacanze, viaggi ed escursioni, che con un obiettivo relativamente compatto, magari semplicemente accoppiato con un fisso luminoso (tipo 20 o 35mm f/1.8) possano affrontare qualsiasi situazione, anche ad un safari o in cima al mondo (sia Artico o Antartide che voi vogliate). Non è chiaramente un obiettivo progettato per resistere a condizioni climatiche estreme, ma finora non abbiamo riscontrato problemi con nessun Nikkor anche con pioggia o umidità o vicino a specchi d'acqua, anche nel recente passato. Il proprietario di questo obiettivo, comunque, saprà regolarsi per il meglio. Di fatto l'obiettivo ha anelli di tenuta per polvere e umidità, come di consueto per Nikon il progetto nasce da uno schema piuttosto complesso con sfoggio di lenti speciali e sfruttando tutte le possibilità dell'ampio attacco Nikkor Z. Già dalle prime immagini, abbiamo la conferma di quanto questi nuovi Nikkor Z, anche in queste configurazioni estreme che sulle reflex avremmo guardato con sospetto, si discostino dai superzoom precedenti. Nitidezza, colori, assenza di difetti ottici evidenti, capacità di adattarsi allo stile fotografico di ognuno, sono di tutta soddisfazione. La piccola differenza tra gli MTF a 28 e a 400mm del resto parla da sola il resto lo fanno, certamente, le correzioni automatiche delle Nikon Z. Naturalmente sin da subito ci si dovrà confrontare con la scarsa luminosità del progetto, obbligatoria per contenere pesi e dimensioni. Qui abbiamo uno scatto in ombra, in una giornata di sole, che pur a soli 1/400'' di tempo di scatto, ha richiesto di salire a 6400 ISO nessun problema per la Nikon Zf che a queste sensibilità esibisce poco rumore. Ma il fotografo ne tenga conto, perché già a 125mm l'obiettivo apre a solo f/6.7 In particolare, ecco le luminosità alle focali principali : 28mm : f/4 35mm : f/4.2 50mm : f/5.6 70mm : f/6 105mm : f/6.3 200-400mm: f/8 perdendo quindi a 200mm 2/3 di stop rispetto al più luminoso 24-200mm. Ma tolto questo aspetto, importante ma già evidenziato dal progetto e cui ci si dovrà confrontare prima dell'oculato acquisto, vogliamo sottolineare ancora le qualità di elevata flessibilità di questo oggetto che sostituisce, da solo, un intero corredo. quasi macro per le distanze minime in gioco molto ridotte (qui a 360mm e circa un metro e mezzo di distanza) paesaggistiche alla focale minima (qui a 28mm, f/8 su Nikon Z8, profilo colore specifico della fotocamera) da "caccia fotografica" senza muoversi dal punto di ripresa, semplicemente cambiando visuale e portando lo zoom a 400mm (f/8, 1/1600'', ISO 500 in formato DX della Nikon Z8 per 20.2 megapixel, riconoscimento automatico dell'occhio degli uccelli) Insomma, abbiamo uno zoom 14.2x, che pesa solo 725grammi, è appena più grande del già compatto 24-200 (e quindi grande circa quanto il 24-120/4) essendo lungo a riposo solo 14cm. Ben stabilizzato (anche se a mirino si vede spesso ballare l'immagine : ma ci sta). Che mette a fuoco a distanze minime tra 20cm e 120cm (50cm a 50mm) che si permette un diaframma a 9 lamelle (e lo sfuocato in fondo non è male). Ha uno schema ottico complesso 21 elementi in 15 gruppi (inclusi 4 elementi ED e 3 elementi asferici) ed è costruito in linea con le aspettative. Nel video è eccellente, forse più che in foto (e anche in questo caso, la modalità DX della ripresa, permette di avere filmati -da 2K a 8K a seconda della fotocamera usata - con una escursione focale che certi cineasti si sognano) anche a mano libera, non perde il fuoco e segue i soggetti con agilità. L'autofocus non è da primato ma adeguato alle necessità. Meglio tenere tempi più veloci del necessario per soggetti molto rapidi. Da verificare la variazione focale al variare della messa a fuoco, sia in video che in foto, ma questo sarà oggetto di ulteriori approfondimenti di cui vi renderemo conto prossimamente. Per ora abbiamo messo qualche foto in galleria, pregando come sempre, i fortunati acquirenti di questo obiettivo, di non farci mancare i loro scatti e le loro impressioni su questa nuova proposta Nikon di cui noi ci sentiamo già ragionevolmente soddisfatti.
  6. Ho da qualche tempo a disposizione uno degli esemplari della classe Monarch5 dei binocoli Nikon, con prismi a tetto. Classe che comprende sei binocoli: 8x42, 10x42, 12x42 e poi 8x56, 16x56 e infine il più potente della serie, appunto questo 20x56 Si tratta della serie di livello medio alto, sopra il quale abbiamo i Monarch 7 e poi i binocoli da alte prestazioni notturne e marina, specialistici e prodotti in esemplari dalle caratteristiche fisse di ingrandimento. Anche questi Monarch 5 come la serie 7, sono caratterizzati da un elevato livello costruttivo, senza uso di materie plastiche, avendo una scocca in alluminio, totalmente coperta da materiale gommoso termoresistente e, sopratutto, impermeabile anche ad immersioni limitate entro una certa profondità e tempo. Sicuramente resistenti alle intemperie, oltre che agli urti e possibili cadute. Riempiti totalmente (negli spazi interni tra le lenti) con azoto, per prevenire appannamenti dovuti a forti escursioni termiche, come può avvenire tra esterno ed interno in capanni da appostamento e rifugi sulla neve. Oppure anche in piena estate tra ambienti refrigerati e quelli soggetti al sole tropicale. arriva nella sua confezione (che sbandiera anche il plus di 10 anni di garanzia totale Nital) contenente la custodia morbida in neoprene e la tracolla dello stesso materiale, oltre al supporto di fissaggio al treppiede dalla forma compatibile al pochissimo spazio che intercorre tra i due obiettivi, dotato di ben quattro passi vite da 1/4" (uno da 3/8 non avrebbe sfigurato), ma purtroppo non di standard Arca-Swiss, incomprensibilmente oggi. i tappi anteriori, a pressione, restano vincolati efficacemente ai fusti degli obiettivi, per essere sempre a disposizione... quelli posteriori invece hanno delle asole che se impegnate nella tracolla, ne consentono la reperibilità immediata (anche se limitano la estensione della tracolla stessa): a mio avviso, sarebbe preferibile entrassero anch'essi a pressione sugli oculari. L'ergonomia del binocolo è completata dalla posizione a tre scatti, distinta per ogni oculare, al fine di ottimizzare alla personale anatomia oculare la visione e l'accomodamento pupillare, come vedremo, importantissimo in un binocolo di questo livello di ingrandimento la correzione diottrica, dopo effettuata la corretta messa a fuoco con la comoda ghiera centrale, si opera sull'oculare destro Ecco le caratteristiche della serie 5, come riportate da Nikon se ne derivano alcune considerazioni, tra le quali appare chiaro come le caratteristiche dei binocoli di base di ognuna delle due luminosità (42 e 56) siano quelli che consentono un migliore accomodamento dell'occhio, ossia una maggiore facilità di centratura della pupilla per evitare di avere fastidiosi black out di uno dei due campi visivi, o peggio, impossibilità ad accoppiare le due immagini provenienti dai due obiettivi in una unica. Che è quello che capita a me con questo 20x56: in pratica soffro moltissimo per riuscire a centrare le pupille nel giusto tunnel di estrazione dell'immagine riflessa dal prisma... Ovviamente è un problema soggettivo, che non mi era mai capitato con altri modelli e dimostrato dal fatto che lo stesso Monarch, sugli occhi di mio figlio usato come tester a proposito, funzionava eminentemente. Un binocolo infatti va sempre provato prima di essere acquistato, perchè l'anatomia facciale delle persone è un elemento assolutamente soggettivo e che può portare a trasformare un'esperienza di visione in una tortura medievale. I dati tecnici ci parlano di un binocolo con lenti ED a bassa dispersione e con un trattamento anti UV ed anti nebbia di alto livello. Peso non contenutissimo, superiore al chilo e 200, ma assolutamente bilanciato e gestibile anche a mano libera, quando le condizioni di ripresa non consentano l'uso di un treppiede, sempre auspicabile Al netto delle mie difficoltà di adattamento, l'ho trovato comunque piuttosto critico nella fase di puntamento, quindi consigliabile più per spazi aperti di osservazione, piuttosto che per individuazione di fauna nella boscaglia, specie se in condizioni di luminosità critiche. Lo farò provare ad un altro tester per ciò che possa riguardare il puntamento notturno di astri: io non ci sono riuscito con tutta la mia buona volontà, per i problemi anzi accennati. Risolutivo e nitido alle lunghe distanze, come da questo punto di osservazione... verso quelle auto parcheggiate ad almeno 400metri di distanza in linea d'aria, delle quali leggevo distintamente i numeri di targa Non l'ho trovato, come mi sarei aspettato invece, di straordinaria tridimensionalità, così come (valutate da voi le condizioni e la qualità della luce in cui ho effettuato osservazione) non così particolarmente brillante nè protetto dalle emissioni di UV come invece dichiarato nelle sue caratteristiche. Certamente maneggevolissimo e compatto, forse anche eccessivamente compatto per un 20x, il che potrebbe essere alla base delle difficoltà che ho incontrato: del resto dotato di un campo visivo totale apparente di quasi 60° che è poi il dato straordinario di un binocolo di questo livello di potenza di ingrandimento. Mi resta il rammarico di non averlo potuto godere come mi sarei aspettato, ma come già detto è una valutazione puramente soggettiva: chi l'ha provato mi ha comunicato emozione visiva notevole. Il prezzo, attorno ai mille euro è forse il parametro meno indicativo nella bolgia dei prezzi che coinvolge tutto il comparto: una volta di più non è il prezzo il parametro da tenere in considerazione, quanto invece la comodità di utilizzo: un binocolo va sempre provato prima dell'acquisto! Max Aquila photo (C) per Nikonland 2024
  7. Tutti presi dalle capacità della Nikon Zf, nei dieci articoli che le abbiamo dedicato al lancio, non ci siamo soffermati sulla possibilità di averla anche di colori differenti dal nero di base. Come per la "piccola" Nikon Zfc però è possibile averla personalizzata. Solo dal Nikonstore.it è possibile perfezionare un ordine "on demand" ed ottenerla in tante tinte differenti nella "selleria". Le "pelli" saranno del colore che avete scelto, come nei moderni showroom delle automobili personalizzabili. i nomi dei singoli colori sono esotici ma noi le possiamo chiamarle alla buona come "verde muschio", "blu chiaro", "grigio pietra", "marrone", "arancio", "bordeaux". Il prezzo è indifferente - non è come ordinare un foulard di Hermes - uguale alla versione nera di base e la macchina viene personalizzata per voi. Generalmente è disponibile in pronta consegna. Ma se non lo fosse, si dovrà solo aspettare l'effettiva disponibilità di quel colore, giusto qualche giorno. Naturalmente le caratteristiche sono le stesse. Però se è già esclusiva la Nikon Zf, lo sarà ancora di più in una tinta particolare. E alcune saranno ancora più personali di altre. Sappiamo che questa primavera va fortissimo il Sunset Orange ma probabilmente in autunno tirerà di più in Moss Green. E forse in inverno, il Bordeaux o l'Indigo Blue, che vanno bene con tutto. Non sapendo resistere ce ne siamo fatta mandare una in visione per poterla fotografare e confrontare con la nostra, una tradizionale black body. sul lato della scatola c'è un adesivo che evidenzia che all'interno c'è la macchina in Sunset Orange. Una novità rispetto alle Zfc colorate. Tutte le riprese sono state effettuate da una Nikon Zfc Red&Silver (le nostre Nikon Zfc sono tutte e tre di tinte personalizzate : rosso, menta e blu) con il Nikkor Z 50/2.8 MC. il "lavoro in pelle" è integrale, anche il retro del display posteriore è personalizzato e sinceramente in questa versione, è un peccato montare il grip opzionale di SmallRig perché ne rovina la linea qui sopra è a confronto con una sorella in versione standard, tutto nero e con grip opzionale. E' una fotocamera "da uso" non da esposizione. per tutto il resto, ovviamente, le due fotocamere sono identiche. Ci mancherebbe ! uno scatto della Zf Sunset Orange vicino alla Nikon Z8, giusto per confronto, passava da quelle parti anche lei ... e quindi uno scatto fuori dallo studio, per mostrare come rende l'arancio alla luce del sole. Insomma, speriamo vi piaccia. Noi ce ne siamo innamorati e ci dispiacerà moltissimo doverla rimandare indietro. Ma sinceramente con già 3 Zfc colorate in casa, per lei non c'è proprio spazio nel nostro gineceo. Un ultimo sguardo E voi, di che tinta la preferite la Nikon Zf ? Un Orange Sunset vi potrebbe tentare ? Di che tinta sono i vostri capelli e quelli della vostra dolce metà ? Qual'è il vostro colore preferito ?
  8. Ne accennavamo un paio di anni fa dopo la prova del Prostaff 7s 8x30 che ci sarebbe piaciuto provare quello della nuova linea appena annunciata. è arrivato adesso, praticamente il modello di ingresso, un Prostaff P3 8x30. I binocoli della nuova linea Prostaff hanno caratteristiche simili tra le tre famiglie quello che cambia, essenzialmente, è il trattamento superficiale delle lenti. Il punto debole del Prostaff 8x30 della passata stagione era il campo visivo apparente limitato (115 metri a 1000 di distanza) dovuto ad un angolo di campo ridotto. Nella nuova serie hanno migliorato nettamente questo parametro. Siamo praticamente di fronte ad un grandangolare, il più ampio disponibile con oltre 152 metri ( 8,7°). Ma è migliorato praticamente tutto e un confronto tra i due - il Prostaff 8x30 della precedente generazione lo abbiamo in casa - è evidente. Il tempo di accomodamento degli oculari è più rapido. Resta comunque non immediato, in quanto le dimensioni non aiutano. Ma a differenza dell'altro, il nuovo è più facile da usare se si portano gli occhiali (nel vecchio è preferibile toglierli). E' anche più immediato centrare la distanza tra gli occhi e rapidamente si raggiunge una visione completa. E' un pò più macchinosa la regolazione diottrica. Ma ci si fa la mano. Nonostante il binocolo in prova sia un P3, la visione è più chiara di quella del vecchio 7s. Sia da pochi metri che da decine di metri, leggiamo con chiarezze le scritte. Riusciamo a leggere a tre metri di distanza ciò che è riportato sul lato della scatola di costruzione di un kit modellistico come se l'avessimo davanti (anzi, meglio). Aberrazioni cromatiche presenti ma bisogna cercarle nelle zone di passaggio di luce tra linee rette secche. Distorsione controllata e resa meno evidente dal campo visivo inquadrato più ampio Visione effettivamente (molto) più grandangolare. Essendo un binocolo da osservazione e "scoperta", ci piace il maggior campo inquadrato ad ogni distanza, apprezzabile particolarmente sopra ai 20-30 metri di distanza. La messa a fuoco è precisa e abbastanza rapida. La meccanica della regolazione è fedele. esteticamente, come nelle ultime serie, il binocolo ha perso ogni iscrizione dorata e non c'è nulla che possa riflettere o dare nell'occhio. Un valore quando non si vuole essere scoperti o notati. dettaglio della regolazione dell'oculare destro la rotella di controllo della messa a fuoco le iscrizioni del modello, ricavate per incisione sopra alla copertura compatto, sta in una mano anche con gli oculare estesi dove notiamo un peggioramento è nella finitura esterna, gommosa, come i Monarch che è molto prona a sporcarsi. In queste foto l'abbiamo lasciato volutamente allo stato naturale. I segni bianchi derivano semplicemente dall'averlo maneggiato. la differenza rispetto al modello precedente salta all'occhio subito. E' più grosso, più "importante", più "tozzo", meno elegante. Più rapido ma meno rifinito. E decisamente - nell'aspetto - più "economico". Dove Nikon ostentava i suoi usuali marchi dorati, adesso c'è un anonimato più da professional. La regolazione della correzione diottrica sul vecchio è decisamente agevolata dalla zigrinatura. Nel nuovo invece bisogna affidarsi al tatto. Detto questo, non è l'estetica che conta né l'eleganza ma l'uso. E in questo non ci sono paragoni, questo Prostaff P3 ci sembra a tutti gli effetti, nettamente superiore al precedente, pur di categoria superiore e non esiteremmo a cambiarli. Pensiamo che un 8x30 compatto da mezzo chilo debba essere nel corredo di ogni appassionato. Trova facilmente posto e non impegna, né nella borsa né nel portafogli. la dotazione invero è minimale : la custodia in cordura, una cinghietta (qui non illustrata) e i coprioculari e copriobiettivi "a perdere", da raccordare con la cinghietta. la confezione, tutta nera, è un classico. La garanzia si conferma in 10 anni. prodotto chiaramente in cina. Ma in estrema sintesi e tenendo a mente che si tratta di un oggetto entry-level da meno di 200 euro di listino, ci è piaciuto molto. Raccomandiamo - se possibile - ai portatori di occhiali interessati ad acquistarlo, di provarlo prima se un negozio lo consente. Noi ci siamo trovati bene ma potrebbe creare qualche difficoltà ad alcuni (non tutti gli occhi, gli occhiali, le teste, sono uguali). Ma in termini di prestazioni non crediamo che ci si troverà da ridire. Resta quella strana sensazione di schiacciamento prospettico che porta gli oggetti lontani ad diventare sottili, perdendo di tridimensionalità. Un effetto che tende a falsare la visione. Che però è chiara, nitida, scolpita, come in binocoli di categoria superiore. Ricordando però che non è certo un 8x30, il binocolo da usare in condizioni di scarsa luminosità o per distinguere soggetti piccoli e lontani. Non è un oggetto da sfoggiare, anzi, all'aspetto, si presenta modesto. Ma forse questo porterà a scoraggiare i malintenzionati ... e di questi tempi ciò può essere considerato un plus.
  9. i primi acquirenti che registreranno la loro nuova Nikon Zf avranno diritto in omaggio ad una impugnatura opzionale ad L compatibile Arca Swiss disegnata specificatamente per la Zf da SmallRig. Conosciamo bene SmallRig per la sua linea di accessori per fotocamere, in particolare impugnature e cage video con una gamma vastissima che copre ogni esigenza immaginabile. E sappiamo anche della proficua collaborazione con Nikon, tanto che questa impugnatura é stata praticamente annunciata insieme alla fotocamera. Sull'avviso di spedizione corre il ... corriere. Il giorno dopo arriva GLS con un pacchettino, dentro cui c'è la confezione SmallRig l'impugnatura ha la stessa configurazione che già conosciamo per averla adottata per le nostre Nikon Zfc. davanti, in primo piano vedete l'impugnatura per la Zfc, dietro quella per la Zf. Le analogie si fermano alla forma, in quanto quella per la Zf è meglio dimensionata, il rivestimento in simil-pelle ha una texture di altra qualità, analoga a quella della Zf. La costruzione nel complesso è di livello superiore. è una staffa in alluminio "aeronautico", fresata con precisione e con tutti i bordi smussati, liscissimi e perfettamente levigati e verniciati. Se non fosse marchiata SmallRig si potrebbe dire che è stata prodotta da Nikon. la parte inferiore è smussata per limitare il peso ma resta estremamente robusta. Non mancano le filettature con vari passi per l'uso con appoggi a piattello semplice con vite da 1/4 di pollice, anche se per l'impiego su treppiedi, noi raccomandiamo teste con morsetto a standard Arca Swiss. la parte interna vede la vite passante per il blocco della macchina per il tramite della filettatura per il treppiedi e un nottolino di fermo. Anche qui costruzione inappuntabile, liscia e senza asperità : la Zf non avrà da subire alcun danno nel montaggio. Notare serigrafata la mezzeria in corrispondenza con la vite. la vera e propria impugnatura, anatomica, è rivestita in morbida similpelle, bella al tatto e all'occhio. Lo smusso di montaggio su quello già presente nella Zf è perfettamente modellato. Il montaggio è banale. Si fanno corrispondere lo smusso dell'impugnatura con l'impugnatura della Zf e la vite di fissaggio con la filettatura inferiore. Si avvita la vite - non serve fare troppa forza, basta proprio stringere il necessario - e il tutto va perfettamente a filo. come si presenta - più importante - la Zf una volta montata l'impugnatura opzionale SmallRig. Notare in questa foto il binario Arca Swiss sulla base della staffa. vista dall'alto la macchina acquista quei millimetri in più che rendono più comoda l'impugnatura. la basetta aderisce perfettamente e non sporge affatto : non c'è nessuna tolleranza e nessun gioco. il fondello della macchina così risulta perfettamente protetto, potendo maneggiare e poggiare la macchina con la massima liberalità. L'impugnatura è robusta ma è anche economica. In caso si rovinasse (esteticamente, perché per romperla la si dovrà usare per scopi impropri o per difesa personale in qualche azione d'assalto la si potrà sempre sostituire con soli 49 euro (al contrario del fondello della macchina che finirebbe per restare graffiato per sempre come tante delle vecchie reflex a pellicola). Lo sportellino che copre il vano batteria/memorie resta perfettemante accessibile, non serve smontare nulla. salvo che non si voglia per forza andare più leggeri, questa impugnatura finirà per restare avvitata per sempre alla macchina. Tanto è comoda e più facile da impugnare. Non che la Zf "liscia" desti qualche perplessità al riguardo, anche se minimo, il grip del corpo macchina è adeguato all'uso con obiettivi compatti. Infinitamente meglio della Zfc che è un dolore da usare liscia e guadagna poco anche con il grip. Ma una volta usata un paio di volte con la SmallRig, non vi sognerete più di farne a meno. in questi giorni la Zf è stata usate anche con il 135/1.8 e con il 50/1.2 S senza troppi problemi. Proprio grazie alla migliore ergonomia dell'impugnatura. Beninteso, i due obiettivi citati saranno sempre più comodi da impiegare con una Z9. Ma la Z9 è da quel punto di vista inarrivabile per chiunque ! Ancora qualche dettaglio costruttivo prima di chiudere. la "pelle" dell'impugnatura la vista dall'alto dell'incastro del grip aggiuntivo sul piccolo grip della fotocamera : perfetta realizzazione. la perfetta curvatura della basetta che segue le forme originali. La "pelle" dell'impugnatura resta morbida per non danneggiare quella del corpo macchina ma la palpebra di cesura è abbastanza solida da non lasciare spazi tra il corpo e il grip. un piccolo vezzo di SmallRig, "Design for Zf" : disegnata per Zf. Insomma, al di là che è un graditissimo omaggio di Nital, offerto come premio ai primi acquirenti che registreranno sul portale Nital Vip la loro nuova fotocamera (pratica che noi raccomandiamo in ogni caso : attenzione, c'è un limite di 15 giorni dalla data di acquisto per farlo), riteniamo che questo accessorio sia necessario per completare alla perfezione questa bella fotocamera. E' bella, è ben costruita con materiali di pregio, migliora nettamente l'ergonomia, l'impugnatura e riduce al minimo la "fatica" d'utilizzo per chi, con la Zf, oltre a farsi bello, ci andrà anche a fotografare sul serio ... !
  10. Ne abbiamo parlato già in questi anni ma mai in termini di recensione completa. Troppo spesso ci dimentichiamo di parlare bene delle esperienze positive di acquisto o di fruizione di servizi. E' un male perché scrivere recensioni positive in questi casi, rende un grande servizio sia al fornitore che ai suoi eventuali nuovi clienti. Clienti soddisfatti fanno più grande il fornitore, che così può servire meglio i suoi clienti in un ideale circolo virtuoso che va a vantaggio di tutti. Quindi facciamo ammenda. il Nikonstore.it è motorizzato da Nital. E' un negozio online che offre anche servizi aggiuntivi oltre alla vendita diretta dal distributore al cliente finale. Cominciamo dalla normale vendita. il negozio è organizzato in sezione ben definite e copre tutti i prodotti Nikon. Le sottocategorie sono altrettanto ben espanse e si trova abbastanza rapidamente ciò che si sta cercando. I prezzi praticati sono quelli di listino. L'ACQUISTO La procedura è la solita, si sceglie un prodotto : si valutano le offerte e si scegli quello che ci interessa poi si va alla cassa e si paga. E' possibile pagare con carta di credito, con bonifico, via Paypal e anche con finanziamento a ZERO interessi da 10 o da 20 mesi. Spesso ci sono dei bundle, ovvero delle offerte di prodotto combinato a prezzi scontati. A volte ci sono proprio offerte di prodotti scontati, sia durante specifiche campagne che per periodi speciali, sotto forma di offerta flash. Le offerte vengono segnalate via mail se ci si iscrive alla newsletter. E' possibile anche farsi avvisare dell'arrivo di un prodotto che per il momento non è ordinabile. Perfezionato l'acquisto si ricevono tutte le conferme del caso. Nella maggior parte dei casi, se l'ordine è stato fatto al mattino, il prodotto acquistato parte entro la giornata. E la consegna per l'Italia continentale è generalmente il giorno dopo, a mezzo corriere espresso. Senza spese per acquisti oltre i 49 euro. Se l'ordine è perfezionato (anche come pagamento) in mattinata, il pacco parte nel pomeriggio. Se inserito al pomeriggio, il corriere parte il giorno dopo. Ma c'è anche un servizio molto importante per i prodotti la cui richiesta supera l'offerta oppure per i prodotti che sono in fase di lancio. IL PREORDINE Il Preordine è come un acquisto online, solo che per il momento mette l'acquirente in graduatoria di assegnazione. in questo elenco di teleobiettivi, abbiamo alcuni modelli disponibili e quindi acquistabili immediatamente, altri non disponibili, probabilmente perché non si prevedono arrivi imminenti, altri potrebbero essere disponibili solo come Preordine, come il caso del meraviglioso Nikkor Z 58mm f/0.95 non tragga in inganno la scritta disponibile. Si riferisce al fatto che è possibile fare il Preordine (il Noct arriva solo su ordine speciale, non è mai in pronta consegna). Quindi si fa il pagamento etc. etc. come per un qualsiasi acquisto. E si attende. Con la certezza di essere in graduatoria e di poter ricevere l'oggetto alla prima data di possibile disponibilità (che dipende dagli arrivi dal Giappone e per alcuni modelli, dalla effettiva produzione). Abbiamo sperimentato personalmente ogni opzione e possiamo confermare che : l'acquisto di un prodotto viene gestito con grande professionalità la spedizione è celerissima e generalmente il pacco arriva il giorno dopo, ben confezionato in un cartone robusto ci sono tutte le garanzie rituali, come il soddisfatto o rimborsato, oltre ai 4 anni Nital dopo registrazione il preordine fa dormire sonni tranquilli; fatta la transazione si entra in graduatoria e appena il prodotto è disponibile, parte per casa vostra ! L'OUTLET Ma non è finita. Nel Nikonstore.it c'è anche l'outlet, ovvero il reparto del ricondizionato. Due parole sulla definizione. Ricondizionato non è usato. Ricondizionato è un prodotto che è stato impiegato per dimostrazioni o portato a Nikon Day o giornate divulgative. E' stato appena maneggiato oppure ha pochi o pochissimi scatti. E Nital/LTR lo ricondizionano pari al nuovo. Letteralmente. L'Outlet è organizzato a sua volta come un negozio nel negozio Con ulteriori reparti e sottoreparti. Solo che, ovviamente, non c'è tutto l'assortimento del negozio del nuovo. C'è solo la selezione di prodotti effettivamente disponibili, tempo per tempo, a seconda delle opportunità. questa è una fotografia di quanto disponibile stamattina. Nove mirrorless Serie Z, 12 obiettivi Nikkor Z, 5 accessori, 1 flash, 12 obiettivi Nikkor F, 4 reflex, 10 binocoli o simili. Accanto ad ogni prodotto c'è un'etichetta. REF A o REF B Le due tipologie sono valutate attentamente dagli specialisti di Nital e dipendono dal grado di "apparente" differenza rispetto al prodotto nuovo e immacolato. Ovviamente la versione B, sarà più conveniente di quella A (REF sta per l'inglese refurbished, che in italiano diciamo ricondizionato). questo è il caso di un Nikkor Z 35/1.8 S, indicato come REF B e proposto a € 685 contro gli € 1.029 di listino per il nuovo (e quindi con uno sconto di € 344, pari al 33,4% del prezzo di listino). A volte vengono attuate campagne flash di sconto ulteriore del 10% su quanto presente in stock nell'outlet. Così qualche fortunato lettore attento di Nikonland si è riuscito ad aggiudicare qualche fiammante Nikon Z9 ad un prezzo eccezionale : prezzo del ricondizionato, livello REF A pari a € 4.935 ( 1.164 euro di sconto sul nuovo) che sono scesi a € 4.441 per un totale di e 1.658 euro (pari al 27%) di sconto complessivo. Su questi prodotti, è bene ricordarlo, non può essere data la garanzia piena ma è comunque assicurato un anno di garanzia da difetti. Oltre alla usuale tutela del consumatore per le vendite online. Anche in questo caso possiamo fare la recensione effettiva e non solo segnalare il servizio. Perchè noi redattori abbiamo acquistato più volte prodotti ricondizionati dal Nikonstore.it riscontrando la conferma della qualità del servizio ma soprattutto del prodotto. I prodotti ricondizionati dell'outlet del Nikonstore.it sono praticamente pari al nuovo. ricondizionato non è usato, ricondizionato è materiale con scatola aperta, o ex-demo, riportato a livello del nuovo direttamente dal distributore Lo dimostriamo con questo unboxing di un Nikkor Z 50/1.8 S pagato € 441 al posto di 739. E' un REF B; per un REF A è del tutto analogo. scatola come nuova (ravvisiamo solo un graffietto a destra del sigillo e qualche puntinatura sulla vernice nera) il marchio del ricondizionato con 1 anno di garanzia. molto diverso dal sigillo dei 4 anni di garanzia del prodotto nuovo dentro alla scatola il certificato di garanzia ma poi il resto è indistinguibile dal nuovo. E stiamo parlando di un REF B, cioé la versione meno pregiato dei prodotti ricondizionati. imballo e protezioni sono come nel nuovo e il prodotto nel complesso non presenta segni se non ... nel residuo di colla di una etichetta posta sul paraluce probabilmente per non confonderlo con un altro su una tavola piena di Nikkor. Non l'abbiamo levata con un normale detergente soltanto per mostrare quali possano essere "i difetti" di un ricondizionato Nikonstore. Inutile confermare che l'obiettivo è come nuovo e funziona perfettamente come da attese. Il vantaggio é fruttato all'acquirente un risparmio di 298 euro pari al 40% sul prezzo del nuovo. Che ve ne sembra ? *** Bene, speriamo di aver fatto cosa gradita con questa recensione cumulativa di un servizio che si sta sempre più espandendo per offrire a tutti i nikonisti possibilità di accesso sempre più facilitate, anche in confronto agli altri venditori online e alla usuale rete di vendita fisica nazionale. Nikonland ritiene che la vendita diretta produttore-fotografo sia il futuro e non mancheremo di rimarcarlo nel tempo. Ma già oggi i servizi aggiuntivi, esclusivi, come il PREORDINE e l'OUTLET rendono il Nikonstore.it un punto di riferimento per l'Italia. Dategli una occhiata e ... preparatevi al lancio dei prossimi prodotti. Li troverete facilmente disponibili qui Se avete esperienze nel Nikonstore.it, sia sul nuovo che sull'usato, fareste cosa utile a chi ci legge se voleste gentilmente inserire due righe di commento che raccontino come è stata la vostra esperienza. E non dimenticate di mettere un bel like a questo articolo se siete d'accordo. Vale come sondaggio !
  11. Eccolo qua, di fianco al Nikkor Z 70-200/2.8 S VR, al quale da i punti in termini di passo filtri : 82mm contro 77mm. Impegnativo e importante Non è certo un obiettivo che passa inosservato. In questi mesi l'ho usato quasi sempre insieme al 70-200/2.8 e sinceramente le modelle non si accorgevano che stavo usando un obiettivo differente. montato sulla Z7 II è decisamente impegnativo Eppure in mano sta benissimo, senza pesare o renderne difficoltoso l'uso. anche con il bel paraluce a petali, perfetto ed efficiente, dotato di pulsantino di sgancio come gli zoom professionali in mano è un bell'oggetto, non si può scambiare per un "cinquantino", termine odioso, considerando quanto sia nobile la focale "normale" la finitura è di classe, ben si abbina al sistema. In termini costruttive è al pari di 70-200/2.8, 24-70/2.8 e 14-24/2.8. Solo un filino dietro all'irraggiungibile 58/0.95mm Noct. Nell'uso ho trovato molto comoda sia la ghiera interna programmabile (che io abbino alla sensibilità ISO in modo da poterla variare facilmente, visto che in generale scatto in Manuale con diaframma sempre aperto e tempo pre-definito) e il pulsante Funzione (che io associo all'inserimento della modalità di tracking per i momenti in cui l'autofocus delle mie Z mi fa cilecca ...). Insomma, saranno tanti i soldi che Nikon chiede per questo obiettivo. Ma in termini costruttivi non hanno lesinato. Per altri scatti vi rimando all'unboxing che ho fatto al momento in cui mi è arrivato : Basta un filo di luce Come sapete io non testo gli obiettivi con le mire ottiche, i muri o sparando contro al sole per vedere l'effetto che fa. Gli obiettivi li uso. E pur in un clima non particolarmente favorevole anche solo ad uscire di casa (parlo sia del meteo quanto di quell'affare invisibile che se non stai attento ti manda all'ospedale o al camposanto) l'ho usato parecchio in set professionali con modelle internazionali e luce sfidante. Sono oltre 11.000 scatti secondo il conteggio di Lightroom. Tanto sono bastati a farmi capire sia la firma di questo apparecchio, quanto le modalità in cui sfruttarlo al meglio. E' corretto, praticamente privo di difetti ottici. Ma la caratteristica funzionale più importante è la possibilità di usarlo praticamente sempre tutto aperto. Che poi è l'unico motivo per cui uno debba spendere 2.000 euro in più di quanto costa il bellissimo Nikkor Z 50/1.8 S che il suo lavoro come 50mm lo fa e lo fa bene. Scomodare un 50/1.2 che è grande quasi quanto il Noct o più grande di un 24-70/2.8 S ha senso solo se siamo in condizioni di luce ridotta e vogliamo (non dobbiamo) scattare ad f/1.2. E allora, pur con un filo di luce, lui ci ripaga di tutto lo sforzo. Dello sforzo economico per comprarlo. Dello sforzo per portarlo in giro. Del volume che è necessario dedicargli in borsa. Z7 II, 50/1.2 S, f/1.2, ISO 80, 1/250'', luce disponibile. Non servono luci artificiali. O se servono, basta un filo di luce, giusto per caratterizzare l'immagine e non lasciarla definire da se. ISO 64, 1/320'', f/1.2, Z7 II, luce da una finestra lontana Attenti perchè pure in interni, se arriva il sole, 1/8000'' non bastano per tenere tutto aperto il diaframma, nemmeno ad ISO 64. Dietro succede quel che deve succedere è affar suo, non nostro. e se non raggiungiamo i limiti del fantastico Noct Nikkor siamo certamente in quella categoria, non in quella del pur ottimo 50/1.8 S. Lo sfuocato è continuo, dal soggetto verso di noi e dal soggetto verso l'infinito. Il piano di nitidezza è elevato ma non esagerato. Proprio per mantenere fluido e continuo il passaggio tra i piani. Piani che non esistono nella realtà, sono sfumati. Ma senza fanfaronerie da cino-Summilux. Questo è un obiettivo moderno, solo che è pensato per palati fini. Non è un obiettivo per tutti Costa un terzo del 58/0.95 e costa 5 volte il 50/1.8 S. Ma a prescindere dalle dimensioni del proprio portafogli ci vorrebbe solo un pò di onestà. Certo lo si può montare sui tubi e fare foto oniriche come queste oppure utilizzarlo come un qualsiasi altro 50mm, per fare istantanee o cartoline. Ma in tutta franchezza, sarebbe uno spreco. E' un obiettivo da artisti e chi se ne serve, dovrebbe essere (o voler diventare) un artista. Insomma, non dipende dall'assegno che potete compilare ma dalla vostra capacità di impiegarlo per come è stato concepito. Esattamente come il Noct Nikkor 58mm. Dal quale si stacca per l'assoluta comodità di un autofocus veloce e preciso, specie con l'ultimo aggiornamento firmware messo a disposizione da poco per Nikon Z6 II e Z7 II. Insomma, vedetela come vi pare, io vi sto solo dicendo quello che penso. Conclusioni Non mi dilungo oltre, credo che si sia capito cosa intendo. Mentre vi rimando alla galleria dove ho messo un centinaio di foto, praticamente tutte ad f/1.2 in luce disponibile : vi riepilogo il mio pensiero al riguardo : PRO lo attendevamo da oltre trentacinque anni. Certo avevamo già obiettivi f/1.2 ma tutti a fuoco manuale. Questo è autofocus : e che autofocus ! sostanzialmente privo di difetti ottici. Che siano corretti via software, in parte o per lo più a me non sposta nulla, perchè conta il risultato nitido quanto basta pur con una profondità di campo irrisoria ha un campo di sfuocato onirico che se non raggiunge quello del 58/0.95 è certamente più simile a quello che a quanto possono fare gli altri 50mm per Nikon inaugura - credo e spero - una nuova classe di obiettivi superluminosi Nikon cui non vedo l'ora si aggiunga al più presto un fantastico 85mm anche più bello di questo pur nelle sue dimensioni e peso ragguardevoli, si usa agilmente, quanto usereste un "normalissimo" 24-70/2.8 S ... Contro sul prezzo non discuto. Costa "una cifra" ma ognuno sa cosa fare dei propri risparmi ! ma dimensioni e peso sono oltre i massimi della categoria di questi e di altri tipi di obiettivo. Insomma non è né un obiettivo da passeggio né un oggetto che si porta fuori senza ponderare bene perchè occupa in borsa lo stesso spazio di un 70-200/2.8. la focale è quella che è : 50mm sono al confine di tante cose. Non si può nascondere che il ritratto ravvicinato col 50mm ha caratteristiche da grandangolare, non da obiettivo da ritratto. sebbene io abbia un riscontro di fuori fuoco assolutamente marginale nella massa dei miei scatti, meglio scattare una foto in più che una in meno. Specie se il vostro soggetto è "vivace". f/1.2 è maledettamente poco per centrare bene anche se vi state concentrando per non oscillare sulle gambe. Ma se a voi piace "dipingere" i vostri pixel anziché ottenere "scientifiche" copie conformi di quanto state vedendo, allora la scelta è obbligata e vi ho detto tutto !
  12. CONFEZIONE il prodotto, è inutile nasconderlo, è del tutto analogo al battery grip MB-N11 proposto per le Nikon Z6 II e Z7 II. Lo stesso vale per la confezione che non presenta sorprese, sia nell'aspetto esterno che nell'interno. naturalmente per sfruttare la capacità di doppia batteria del battery-grip si dovrà acquistare almeno una seconda EN-EL15c. NIKONLAND RACCOMANDA L'ACQUISTO E L'UTILIZZO DI BATTERIE ORIGINALI NIKON. NON E' SUI POCHI EURO RISPARMIATI CHE E' IL CASO DI RISCHIARE FOTOCAMERE DA MIGLIAIA DI EURI DETTAGLIO Ma andiamo nel dettaglio. Esattamente come nel modello MB-N11 del quale questo replica sia l'architettura che le funzionalità generali, la contattiera che mette in comunicazione il grip con la fotocamera è rappresentata da un gruppo di pin dorati sulla sommità del protuberanza che va introdotta dentro alla Nikon Z8, ovviamente privata di batteria interna e del relativo sportellino copribatteria. l'impugnatura è ampia ed ergonomica. La solidarietà con la fotocamera è assicurata da diversi perni - oltre alla "falsa batteria" costituita dalla gamba verticale, mentre il blocco avviene per il tramite di un vitone azionato da una grossa ghiera avvitabile e svitabile con le dita della mano. i comandi verticali sono replicati. E' previsto un blocco per evitare azionamenti involontari con il palmo della mano destra. Il tastino funzione aggiuntivo è di default impostato su Compensazione della esposizione ma può essere riassegnato ad esempio alla modifica della sensibilità ISO. il posteriore presenta la replica del mini-joistick della Z8 e il tasto AF-ON. Resiste il comodo appiglio per il pollice. Come i due led che indicato la carica delle due batterie, denominate A (quella esterna) e B (quella interna). dettaglio della piastra di contatto col fondello della Z8 dettaglio del comodo alloggiamento dello sportellino del copri-batteria della Z8 che va rimosso prima di montare il battery-grip. In questo modo si evita di dimenticarlo chissà dove e poi doverlo comprare come pezzo di ricambio. dettaglio del pulsante di scatto verticale con il suo blocco di scatto. altri dettagli costruttivi. CONFRONTO CON LA Z8 e LA Z9 A vedersi da solo non si direbbe ma non è piccolo. Di fatto è la replica di quello pensato per fotocamere più piccole come Z6 e Z7 II. Ne differisce solo per dettagli. Sufficienti a rendere incompatibili i due modelli MB-N12 ed MB-N11 tra loro. Ciò comporta che in altezza il battery-grip MB-N12 aggiunge alla Z8 quei centimetri che la fanno diventare più alta della Z9. praticamente la Z9 arriva alla spalla della Z8 ... con il tacco a spillo. Se ciò aggiunge comodità di presa e tanto spazio per poggiare il palmo della mano destra, fa anche si che la Z8 così "carrozzata" diventi più alta, più ingombrante, più ... goffa. Probabilmente - non abbiamo verificato con la bilancia - anche più pesante. Perdendo di fatto tutti i vantaggi che la differenziano in positivo dall'ammiraglia. Lo scotto da pagare per guadagnare la presa verticale e l'autonomia aggiuntiva della seconda batteria. Non sfuggirà che l'aspetto più squadrato e un pò affilato delle linee laterali - indispensabili per guadagnare ogni millimetro indispensabile a mettere due batterie EN-EL15c per la lunghezza - corrisponda ad una peggiore ergonomia rispetto all'ammiraglia Z9 che è invece pensata per dare il massimo durante l'uso. FUNZIONALITA' Ma andiamo alle cose pratiche, perché questo accessorio non è pensato per l'estetica. Dovessimo dare un voto al design, a stento arriveremmo ad assegnare un INSUFFICIENTE. lo sportellino si apre a scorrimento e poi gira su se stesso. Cela la slitta che si sblocca con la levetta bianca. questo consente di estrarre la slitta completa con le due batterie che sono chiaramente montate in controfase tra loro. La prima, quella esterna, designata come A, entra ed esce a scorrimento, la seconda, designata come B, si incastra e può essere inserita o rimossa solo estraendo del tutto la slitta. La prima invece può essere estratta anche senza muovere la slitta, semplicemente premendo il blocco giallo come si farebbe con la batteria integrata nella Z8. Ma la differenza è che la batteria A può essere rimossa o sostituita " a caldo " senza spegnere la macchina, a condizione che la batteria B sia ancora carica. sostituendo la batteria A si può quindi continuare a fare ciò che si stava facendo senza interruzioni. Inoltre il battery-grip, dispone di una sua presa USB-C di ricarica. Attraverso quella, le batterie inserite nel grip possono essere ricaricate anche off-camera, avendo di fatto la possibilità di un caricabatterie doppio. La condizione stabilita da Nikon è che si abbia un alimentatore da almeno 30 Watt, meglio se con Power Delivery. innesto USB-C di un terminale di ricarica proveniente da un Baseus da 100 Watt con Power Delivery, con un mini-tester di verifica. Il battery-pack, come si vede in foto è separato dalla fotocamera ma la ricarica avviene comunque. E in questo caso viene ricaricata la batteria B, come evidenziato dalla relativa spia accesa. qui invece abbiamo l'operazione di ricarica attiva con il battery-grip montato sulla camera. La batteria B è carica mentre viene ricaricata la A. L'operazione avviene dalla presa USB-C del battery-grip, non della fotocamera. il menù della Z8, alla voce "Info batteria" evidenzia in ogni momento lo stato delle due batterie. In questo momento la B è al 100%, la A al 3% e necessita di ricarica. durante la presa di carica viene evidenziato il segno di presa di corrente per dire che l'alimentazione è collegata. Sia sul display superiore che su quello posteriore la ricarica assorbe 5 Watt a 15 Volt. E' più lenta di quella diretta dalla Z8 o da un caricabatterie dedicato. Ma lo stesso pienamente funzionale. Usando la Z8, quando la batteria A si sta scaricando appare il segno ROSSO a mirino, anche se la batteria B è ancora carica. Ma ad avvenuta scarica completa, si innesta automaticamente la batteria B, senza soluzione di continuità. Come detto, è sempre possibile, a condizione che la batteria B abbia ancora carica residua, sostituire al volo la batteria A scarica con un'altra carica. GIUDIZIO COMPLESSIVO Nell'uso il battery-grip è pienamente funzionale. L'autonomia della Z8 supera quella della Z9 con la sua enorme EN-EL18d e l'ergonomia complessiva ne guadagna, in particolare per lo spostamento del baricentro verso il basso, la presa più sicura con il palmo che ha tutto lo spazio che si vuole senza premere contro lo spigolo della parte inferiore della fotocamera. Ovviamente nell'uso in ripresa verticale, specie con obiettivi "importanti", non c'è paragone rispetto al corpo senza battery-grip. Di contro dobbiamo registrare, oltre al costo, non indifferente del MB-N12 (€399) e quello di una batterie aggiuntiva (€ 68), un ingombro complessivo che toglie ogni ragione di preferire la Z8 alla Z9 perché più compatta. La costruzione è di qualità ma la finitura complessiva meno raffinata di quella del corpo Z8 per non parlare di Z9. Senza nulla voler togliere al suo valore funzionale, sembra una soluzione di ripiego, pensata per chi ha proprio bisogno e non può farne a meno ma senza quelle particolarità che invece caratterizzavano il grip delle reflex professionali, come ad esempio, quello sensazionale della Nikon D850 che poteva integrare anche una batteria da ammiraglia al suo interno. Noi ne raccomandiamo l'acquisto a chi ne necessiti sporadicamente. Chi avesse bisogno permanentemente di questa soluzione, probabilmente troverà meglio soddisfatte le sue esigenze acquistando una Z9. Se già non ce l'ha. Se questo articolo vi è sembrato utile mettete un like. A voi non costa nulla ma per noi fa una grande differenza per capire quali siano gli argomenti che i lettori trovano più interessanti. Non abbiate timore ad aggiungere i vostri commenti
  13. il nuovissimo Nikkor Z 600mm f/6.3 S montato su Nikon Z8 : stacking di immagini riprese da una Zfc con il 16-50 La passione dei giapponesi per le riproduzioni in scala ridotta - le miniature - non la scopriamo oggi. All'arsenale dove fu costruita, c'è un modello in scala 1:10 della nave da battaglia Yamato (i cui telemetri erano Nikon) che è lunga 26 metri. E a parte il fatto che non è stata costruita per combattere e che si può visitare liberamente (mentre la nave originale è in fondo al mare), la piccola è l'esatta riproduzione dell'originale. Sono abbastanza comuni i modelli di auto in scale di tutti i tagli, in metallo o in resina, perfettamente simili al vero. E' la fusione dell'abilità di riproduzione con la tecnica bonsai. Questa introduzione per sintetizzare cosa sia il nuovo Nikkor Z 600mm f/6.3 rispetto ad un tradizionale 600mm f/4. Pensiamo ad esempio al primo autofocus, del peso di oltre 6 chilogrammi, pur con le sue sole 9 lenti, e una lunghezza di 42 cm. Ecco, questo sembra a prima vista un modello in scala, compatto, non più lungo di 28 cm e al netto del piedino del treppiedi, pesante non più di 14 etti. Ma nella realtà, non è una miniatura, è un obiettivo funzionale, con 21 lenti che non rinuncia a nulla. Nemmeno all'anello dorato - distintivo dei migliori Nikkor - ad uno schema sofisticato, soprattutto ad una costruzione solida, concreta, apparentemente in contraddizione con quella leggerezza. Che è figlia dell'adozione, nello schema, di un elemento a diffrazione. Una lente non tradizionale, tornita a cerchi concentrici le cui superfici interna ed esterna, simulano la curvatura di una lente piena di quelle grandi. Di quelle che ci sono tipicamente nei 600mm f/4 e che sono responsabili di pesi superiori e lunghezze oltre i 40 cm. tutti i teleobiettivi da 400mm in su attualmente in catalogo con attacco Z. Proporzionalmente il nuovo 600mm richiama più il 400/4.5 che gli altri. Ma in termini costruttivi è più imparentato con l'800 mm f/6.3 con cui condivide l'impostazione che prevede un elemento diffrattivo. Per compensare il limite delle lenti di Fresnel, ovvero una dispersione anomala della luce, viene impiegato in correzione un elemento ad indice di rifrazione anomalo che allinea il canale del blu a quello di rosso e verde. In questo modo le aberrazioni cromatiche sono virtualmente assenti. esteticamente il 600/6.3 è più vicino al 800/6.3 che al 400/4.5. Lo notiamo dalla targa in argento con scritto Nikkor e dalla scritta gialla Phase Fresnel Lens. Il collarino del treppiedi é di quelli seri, come nei superteleobiettivi grandi, mentre il piedino è condiviso con 100-400/70-200/400/4.5, tanto che risultano del tutto intercambiabili gli eventuali rimpiazzi in alluminio con i binari Arca Swiss Vediamo come arriva. La confezione è semplice, come quella degli obiettivi più corti. Una scatola analoga a quella del 100-400, non enorme come per il 180-600 il nostro ha la tradizionale garanzia di 4 anni Nital l'altro lato della scatola ha i codici prodotto. Aprendo la scatola compare l'astuccio morbido in sintetico, dentro ad una busta di cellophane. poi ci sono i manualetti multilingue, che riportano le caratteristiche principali e danno una spiegazione della funzione dei vari pulsanti. sotto, protetto da un cappello di spugna, spunta l'obiettivo, dentro ad un altro cellophane protetto da un altro anello di schiuma e da uno di cartone morbido. Il paraluce è infilato sotto all'obiettivo ma è protetto da un altro setto di schiuma i due componenti dell'obiettivo : paraluce (imprescindibile) e obiettivo a sinistra, qui sopra, abbiamo il paraluce del 400/4.5, a destra, quello del 600/6.3. Anche se il passo filtri è identico - 95mm - i due paraluce non sono uguali. Differiscono nel codice prodotto, HB105 quello del 400, HB105a quello del 600/6.3 il quartetto a confronto. Decisamente simili ma il 600/6.3 è di una classe superiore. Alla fine, la differenza sta in quei circa 4 cm di lunghezza e in quei due etti appena abbondanti (quanti ne aggiungerebbe un TC1.4x al 400/4.5 per farlo diventare un 600/6.3) ovviamente da solo non sta in bilico sul piedino, ci vuole un contrappeso come può essere la fotocamera particolare della targa con le iscrizioni in rilievo e le incisioni ben definite e verniciate a regola d'arte. Costruttivamente è un piccolo capolavoro. Una vera miniatura. la bottoniera con il tasto funzione, il selettore del limitatore di messa a fuoco (tarato sui 10 metri) e l'interruttore per passare a fuoco manuale. altro dettaglio della bella S colore argento, e l'altro tasto funzione, replicato sui quattro cardinali la ghiera diamantata, programmabile, e l'anello di messa a fuoco manuale 4 metri di messa a fuoco minima, Made in Cina. E particolare della parte inferiore del piedino del treppiedi. dettaglio laterale del piedino. La vite va allentata per smontarlo ma poi c'è un pulsante di sgancio. Il tutto è identico a quanto troviamo nei vari 70-200, 100-400 e 400/4.5 eccolo in "batteria" con la Nikon Z8 ancora un dettaglio delle iscrizioni e delle targhe l'altro lato con il marchio Nikon il grande tappo da 95mm in primo piano *** Le prime impressioni sono difficili da negare. E' un obiettivo non bello ma bellissimo che trasuda qualità premium per essendo compatto e leggero. Anzi, proprio per questo ancora più pregiato in ogni dettaglio. Nei primi scatti si è mostrato duttile, facile da usare e sostanzialmente privo di difetti. Non è un 600mm f/4 TC - nulla lo è - ma a dispetto del prezzo relativo, il giusto mezzo tra 800/6.3 e 400/4.5, uno strumento sensazionale sia costruttivamente che funzionalmente. Che Nikon ha annunciato a sorpresa e ancora più a sorpresa ha consegnato immediatamente dopo il lancio (poco più di venti giorni dal lancio). Negli ultimi due anni il nostro marchio ha costruito il più straordinario parco di ottiche supertele che non ha rivali. Nemmeno per chi ancora usa Nikon F. Questo 600mm è a tutti gli effetti una nuova aggiunta. Ma di fondo va a sostituire il Nikkor 500/5.6E PF, lanciato di questi tempi già sei anni fa. Del quale è una evoluzione sostanziale, a partire dalla capacità di operare in sincrono con lo stabilizzatore integrato di Nikon Z8 e Z9. Un dettaglio che non ci stancheremo mai di sottolineare a chi lo trascura. Per le foto e un primo commento operativo, rimandiamo ai successivi commenti qui di seguito.
  14. Insieme alla Nikon Z6 messami a disposizione grazie al distributore italiano per Nikon, ho avuto la possibilità di sottoporre ad una prova su...mirrorless anche il neonato Nikkor 35/1,8 S ossia il primo grandangolare fisso per Nikon Z, caratterizzato da uno schema ottico di 11 lenti in 9 gruppi relativamente leggero (370g) lungo 8,6cm e largo 7,3 (diametro filtri da 62mm), paraluce a baionetta a petalo, angolo di campo da 63,5° e diaframma a 9 lamelle, nato per essere usato insieme allo stabilizzatore interno delle Nikon Z, con cui sfruttare la possibilità di utilizzo a mano libera in luce disponibile, grazie anche alle potenzialità già sperimentate con la Z6 di questo test agli alti ISO. Austero, come anche gli altri due Nikkor S fin qui presentati, ben costruito e dotato di una serie di O-ring per renderlo resistenze alle intemperie dotato di motore AF stepper, come la più recente produzione ottica Nikon di peso leggero, trattamento antiriflesso ai Nanocristalli e, naturalmente, diaframma elettromagnetico, solo di selettore AF-MF, moderna contattiera posteriore a 11 contatti dorati e ben integrati nella flangia posteriore, montato sulla Z6 non risulta ingombrante, ma perfettamente dimensionato ampia la ghiera di messa a fuoco, mai probabilmente utilizzata nel migliaio di scatti effettuati con questo obiettivo, manca però la finestrella delle distanze (messa a fuoco minima a 25cm) indice questo della classe di appartenenza nel futuro catalogo delle ottiche NIkkorZ nonostante un prezzo non certo da entry level, attorno ai 900 euro... Ho utilizzato il Nikkor 35/1,8 S in varie condizioni in esterni, sia per realizzare le fotografie con le quali ho poi redatto l'articolo sulla Z6, sia perchè tra le focali wide contenute, quella dei 35mm mi è particolarmente congeniale, ad esempio quando decido di andare in giro con un solo obiettivo per fotografare senza una particolare destinazione. Ho realizzato quindi anche le immagini per l'articolo sul focus stacking, delle quali la foto sopra era una del block, con cui ho poi ottenuto questo stack derivando essere un campione di versatilità cromatica in tutte le condizioni di illuminazione in esterni specie giocando con le potenzialità dei profili colore della Z6 con la quale mi sono proprio divertito i colori forti si legano a meraviglia con le potenzialità di questo obiettivo, brillante e definito anche tenue e delicato sia on-camera (o in postproduzione) quando ciò necessiti crop assolutamente definito, principalmente con i profili monocromatici in dotazione alla Z6 fino all'estremizzazione del concetto 😇 Forte del fatto del suo diaframma più luminoso, questo obiettivo si tende ad usarlo sempre attorno a TA ma fino a f/4 manifesta uno stacco deciso tra primo piano e sfondo e il diaframma a 9 lamelle mostra un bokeh interessante f/2 - f/4 - f/16 (mi piacciono i valori interi) chiaramente la definizione aumenta diaframmando tanto quanto in controluce diretto reagisce meglio ai diaframmi più chiusi In available light si fa forte della sua luminosità facendosi bastare ISO medi (entrambe a 400 ISO) Da questa immagine viene però in argomento quella che ritengo essere il peggior difetto di questo, per il resto ineccepibile, grandangolare, ossia una forte vignettatura che lo accompagna da TA (dove ce ne potremmo aspettare) fino a f/4 incluso, in maniera progressivamente molto evidente (scatti eseguiti ad un pannello da 70x50cm a un metro di distanza: i cerchi misurano 12cm di diametro) la correzione su Capture NX-D probabilmente rimetterà a posto le cose, ma chi utilizzi altri software dovrà aspettare prima l'aggiornamento al profilo di questa ottica. Anche il suo utilizzo in luce mista lo caratterizza per essere un classico obiettivo da street, così come da ritratto a figura intera o in piano americano, ambientato, come ho avuto occasione di realizzare unica luce, dura e contrastata, messa a fuoco sul rosso delle labbra a f/5,6 (la seconda è il crop) Luce continua dai pannelli a neon: f/2 ISO 5000 Qui invece in luce ambiente a 25.600 ISO, nonostante il rumore digitale (apprezzabilissimo della Z6) l'obiettivo non perde ancora vigore Flash diretto, f/3,2 ISO 100: al meglio delle possibilità di tutti e tre (obiettivo, soggetto e ...me) Direi che questo primo wide Nikkor S debba essere tenuto nella giusta considerazione da molti fotografi: principalmente quelli per cui gli obiettivi cominciano dai mediotele, al di sotto dei quali il massimo verso cui possano spingersi sono questi angoli di campo. Personalmente sono rimasto parecchio soddisfatto per la maneggevolezza e la definizione sul soggetto a tutti i diaframmi, anche quelli più chiusi ai quali mi sarei aspettato molta più diffrazione (che non ho mai incontrato) e qualcosa in termine di color fringings dei quali ho trovato scarse tracce anche nelle peggiori delle condizioni auspicabili (come in questo crop 3,5x) Distorsione contenuta (basta guardare le immagini del pannello più sopra), ma vignettatura consistente e immanente a tutte le aperture più interessanti per le quali quest'ottica si voglia acquistare Ciò non condizionerà l'acquisto di chi non intenda utilizzarlo per la...riproduzione di originali, in quanto, come ritengo traspaia dalle immagini di questo articolo, in esterni, in assenza di superfici omogenee di sfondo, non costituirà un problema: nella fotografia di ritratto poi, può essere oggi considerato forse un valore aggiunto, ricercato da molti fotografi che talora la inseriscono in postproduzione. Volete mettere poi l'espressione del mio amico Nunzio, divulgatore per Sony, costretto a posare davanti a una Nikon Z con la sua Pleistascion tra le mani? ...per tutto il resto c'è... Max Aquila photo (C) per NikonZetaland 2018
  15. Guarda che deve arrivare GLS con un obiettivo nuovo. Ma oggi è festa, l'8 dicembre ... Abbaia George, lui è il sistema di sorveglianza e avvistamento precoce corrieri. Li sente arrivare che sono ancora all'incrocio. Si ferma il furgone bianco davanti al cancello : "lo poggio qui sul muretto, perché devo finire il giro in fretta". Va bene, arrivo di corsa perché sta piovendo ... La scatola di cartone è anonima, non lascia presagire cosa ci sia dentro. E' appena giusta per contenere, l'altra scatola di cartone interno. eccolo qui sul tavolo di lavoro dello studio. Non riporta marchi. Certo, è un Nikkor Z. Arriva da Nital, lo testimonia il sigillo di garanzia. Ma per sapere cosa c'è dentro, bisognerà aprirlo ... *** Stay tuned ...
  16. Constatando ancora un notevole interesse di una parte degli iscritti verso le reflex Nikon, ci siamo fatti rimandare una Nikon D780, insieme ad un piccolo kit di ottiche adatte. La domanda a cui ci siamo prefissi di rispondere è se sia ancora il caso di acquistarne una a fine 2023. La D780 è sostanzialmente l'erede della linea iniziata nel 201w con la D600 e proseguita poi con la D610 che ne rappresenta una evoluzione. La D750 ha portato le ultime migliorie al progetto con quel sensore da 24 megapixel. Poi, forse a sorpresa, nel 2020 è arrivata la D780. Nonostante le apparenze - è difficile da distinguere a prima vista da una D750 - rappresenta un notevole passo avanti. In pratica la D780 integra la gran parte delle novità della Nikon Z6, almeno quelle integrabili e compatibili con la visione a mirino reflex. Si tratta di una bella reflex con un buon otturatore in grado di raggiungere un tempo più breve di 1/8000'' che una volta era esclusiva delle super-professionali, a 12 scatti al secondo. Secondo l'ultima tendenza non incorpora il mini-flash pop-up sul pentaprisma. In compenso porta in dote tutta l'elettronica della Z6 - sensore, processore, otturatore - mantenendo specchio e mirino ottico. Le memorie sono due, entrambe SD. La batteria è l'ultimo modello, la EN-EL15c. La porta di comunicazione è USB-C, ultimo standard di mercato, che consente oltre al trasferimento dei dati, anche la ricarica della batteria o l'alimentazione in corso di utilizzo. Anche per mezzo di un powerbank, quando siamo lontani dalle prese di corrente. é perfettamente integrata negli ultimi sistemi di controllo via software Nikon. Nella foto qui sopra l'ideale rappresentazione del pacchetto : scheda SD veloce batteria EN-EL15c ricarica via porta USB-C con powerbank opzionale controllo via app Smartphone (in questo caso su iPhone 15 Pro) i tre obiettivi che abbiamo provato, sono perfettamente adatti all'uso (forse il 58/1.4G è esagerato come normale, ma oramai si trova a prezzi interessanti anche sull'usato). Il 70-300 AF-P ci era molto piaciuto a suo tempo, tanto che lo abbiamo impiegato spesso anche con le prime Nikon Z. Il 20/1.8G non ci era mai capitato in mano. Ed è un obiettivo interessante. Questo kit consente di fare tutte le foto che si vogliono fare. Ma il mercato è esageratamente ricco di proposte di obiettivi compatibili con l'attacco F, sia da Nikon che da produttori differenti, da Tamron per arrivare a Zeiss. Potenzialità Ma ritorniamo alle caratteristiche. L'Expeed 6 la rende una macchina veloce. A 12 scatti al secondo si fanno 73 scatti consecutivi in formato RAW che diventano 100 in JPG Fine con una SD Lexar 1800x, scheda perfettamente adeguata a questa macchina. Non saranno prestazioni da ammiraglia dello sport, ma una volta i 6-8 scatti al secondo sembravano esagerati. E ricordiamoci che la bella Nikon D850, non va oltre i 7 scatti al secondo con il suo file da 45 megapixel. Qui abbiamo un sensore di derivazione Sony da 24 megapixel - analogo a quello di Z6/Z6 II/Zf - dotato di elevata dinamica e caratteristiche di basso rumore ad alti ISO che sono in grado di raffrontarsi a testa alta anche con le ammiraglie - sia reflex, come la D6 che mirrorless come la Z9. All'atto pratico - c'è articolo specifico in questa stessa sezione di Nikonland.it : qui - la macchina si è dimostrata perfettamente a proprio agio anche a 25.600 ISO, con puntate ai 51.200. Prestazioni perfettamente alla portata, esponendo bene in modo tale da non dover forzare l'apertura delle ombre in sviluppo, ed intervenendo quando serve con i soppressori di rumore in AI di Lightroom. Per chi si trova bene con l'ergonomia e i paradigmi delle reflex, la D780 offre un buon corpo macchina e buone prestazioni. Le manca solo, per scelta, un battery-grip aggiuntivo. Ma sicuramente non è questo il target della macchina che vuole essere eminentemente amatoriale. In più, nel firmware della D780 sono state inserite opzioni interessanti, come i tempi di posa estesi (vedere l'articolo relativo in questa stessa sezione di Nikonland.it : qui) e la routine di scatto con cambio di messa a fuoco automatico (focus stacking) che noi abbiamo sperimentato in due articoli separati (qui e qui). Ma il bello deve venire. Se impostiamo il Live View e nelle opzioni abbiamo indicato "fotografia silenziosa", la D780, a specchio alzato, si comporta esattamente come una Nikon Z6. nel senso che possiamo vedere l'anteprima dello scatto, con l'esposizione corretta, già al display posteriore. Possiamo impostare messa a fuoco ed altre caratteristiche vedendo in tempo reale gli effetti. E da li scattare, senza alcun rumore né vibrazione, esattamente come se avessi una Z6 su treppiedi. In questo, la D780 è straordinariamente più avanzata della Z850, avendo l'autofocus a rilevazione di fase con una matrice analoga a quella della Z6 (la D850 si deve contentare della solita messa a fuoco a contrasto, lenta e farraginosa, con alzo e discesa dello specchio quando scattiamo e con una visione a display molto granulosa). In questo modo abbiamo potuto fare scatti fermi anche a tempi insospettabili, esattamente come siamo abituati a fare con le Nikon Z. Peccato solo che il sensore non sia stabilizzato. Ma probabilmente il gruppo di stabilizzazione non poteva essere integrato nel corpo macchina della D780 senza una riprogettazione completa ed antieconomica. Quindi, con il solo limite che queste capacità si esplicitano solo a specchio alzato e quindi a mirino ottico oscurato, la D780 è una macchina ibrida perfetta. Ponte ideale tra le reflex e le mirrorless Z. Anche nel video, la Z780 passa per una Nikon Z, decisamente meglio di una D850 o di una D5. della ripresa a tempi estesi (fino a 15 minuti senza utilizzo di intervallometro esterno o di sistemi più artigianali) abbiamo detto. Questo apre alla fotografia creativa (come il light painting) oltre che alle riprese astronomiche. Ci permettiamo di sottolineare ancora la presenza della porta USB-C che permette di dimenticare il caricabatterie a casa, di ricaricare la batteria o alimentare la fotocamera anche quando la si sta usando, magari per riprese lunghe ripetute. Da quella porta possiamo anche far passare dati, comandare la fotocamera via filo se siamo in studio, con trasmissione rapida. Per tutte le occasioni in cui Nikon Snapbrige è inefficiente o instabile. La D780 comunque ha una rapida connessione sia via WI-FI che via Bluetooth. Nikon D780 con davanti un Nikkor F 20/1.8G, posizionamento in bolla quasi perfetto e distorsione appena percepibile, come piace a noi. Insomma, crediamo di aver descritto un quadro completo e interessante che ci consente di andare a rispondere alla domanda iniziale. *** Dai primi rumors pensiamo di immaginare che dopo la Z8 e la Zf, nel 2024 ci sarà l'avvicendamento della Z6 II con un modello più avanzato. Ha ancora senso andare a ricercare una reflex, nuova, a fine 2023 o a 2024 inoltrato. Probabilmente la risposta l'avete già in mente. Avete un corredo di ottiche F importante, non vi convince usare un adattatore (sebbene l'FTZ sia perfettamente efficiente, almeno con gli obiettivi SWM o AF-P) ma soprattutto siete ancora legati al mirino ottico e alla messa a fuoco con sensore separato. Oppure semplicemente perché vi piace ancora il concetto di reflex, il suono rassicurante dello specchio e quello dell'otturatore. L'opposto di quella qual certa artificiosità dello scatto leggerissimo dell'otturatore delle Z (quelle che ne sono dotate) o il suono di scatto elettronico delle ultime Z8 e Z9. Ma non volete farvi mancare le ultime novità permesse dalle Z e che la D780 incorpora (almeno quelle compatibili con l'essere una reflex). E quindi spazio alla messa a fuoco a tutto il frame, con automatismi evoluti e precisione adeguata, senza calibrazione della messa a fuoco. Impieghi creativi, previsualizzazione della scena, magari in funzione di un particolare picture-control. E tutte quelle prelibatezze introdotte con le Nikon Z. Con l'unico, importante limite, di non essere compatibile con le ottiche Nikkor Z, la vera ragione per passare a Z. *** In conclusione ? Volete proprio la nostra opinione ? Noi siamo passati a Z al 100%. E vi consiglieremmo di farlo anche a voi. Le ragioni le abbiamo già implicitamente accennati. In primis i nuovi obiettivi, e poi il fatto che le potenzialità da mirrorless, le Nikon Z le esplicitano nell'uso tradizionale con l'occhio al mirino. Quando la D780 ve lo permette solo su treppiedi ed usando il display posteriore. Ma se siete legati al vostro modo di fotografare, non volete stravolgerlo completamente e cambiare tutto il corredo ma siete "solamente" interessati ad aggiornare il vostro corpo macchina, provando intanto come è l'acqua con un solo piede ... allora la D780 è perfetta. E' la più evoluta ed aggiornata reflex Nikon. Facilmente resterà l'ultima Nikon reflex a listino. Promette una elevata longevità. E' potente, agile, prestazionale, affidabile. Come una reflex Nikon. E' un pò costosa ma già ci sono offerte e probabilmente ancora ce ne saranno finché resterà a listino. Insomma, quindi ? Si, se siete ancora tipi da reflex, e magari avete un vecchio ferro vecchio che comincia a boccheggiare o siete ancora attrezzati in formato DX, pensate ad una D780. I vostri obiettivi probabilmente andranno benissimo anche con lei mentre con una D850 - macchina bella ma oramai invecchiata - forse, forse no. E i soldi risparmiati dal mancato cambio corredo da F a Z, potrete investirli per comperare gli obiettivi dei vostri sogni. Oramai siamo in una situazione in cui il prezzo, lo fate voi !
  17. Sono passati più di 60 anni dalla presentazione della prima reflex Nikon e siamo qui a celebrare l'arrivo della nuova ammiraglia digitale. Non è un caso se ho voluto fotografarla montando un Nikkor-S da 50mm progettato nel 1962 come standard per la Nikon F. Il mio esemplare, praticamente come nuovo, è del 1971, un pre-AI modificato AI che può ancora tranquillamente funzionare sulla nuova Nikon D6. mi è venuta alla mente questa pubblicità degli anni '80, pubblicata negli Stati Uniti che presentava la Nikon F3 come la "più riflessiva Nikon di tutti i tempi" cui venivano assegnati gli incarichi peggiori del mondo. Perchè "andare in guerra con qualsiasi altra fotocamera significherebbe prendersi un rischio". Eppure ai suoi tempi, la F3 era tutt'altro che la più avanzata Nikon disponibile. La Nikon FA - che io possedevo e con cui andavo ai campi durante il servizio di leva - era più sofisticata in tutto. Ma non sarebbe sopravvissuta indenne agli abusi di un fotoreporter di guerra, assicurandogli l'affidabilità e la costanza di risultati in tutte le condizioni. Non è solo una questione di costruzione, che nelle ammiraglie Nikon, costruite in larga parte a mano e in pochi pezzi nella fabbrica principale Nikon in Giappone ma anche di equilibrio tra prestazioni e sicurezza, perchè l'ammiraglia più che raggiungere l'apice delle capacità tecniche, deve assicurare il lavoro in ogni condizione. Ecco che la Nikon D6 rinuncia a funzioni che per Nikon sono oramai comuni e che già un'altra reflex come la D780 può sfoggiare, per offrire capacità raffinate là dove conta. La Nikon D6 è di fatto l'estremo perfezionamento di un concetto unico sviluppato nel 1959 a partire da una base già molto solida e che si perpetua nel 2020. Io non so dire se questa sarà l'ultima ammiraglia reflex Nikon, sarebbe troppo scontato predirlo. Nikon chiederà ai suoi clienti se sviluppare un ulteriore modello futuro oppure se interrompere il percorso per ... continuarlo allo stesso modo sulla nuova tecnologia. Un approccio tradizionale che abbiamo già visto - appunto nel 1959, nel 1984, nel 1999 - ad ogni passaggio con la stessa filosofia votata a successivi perfezionamenti, non rivoluzionari ma sempre decisivi. _____________________________________________________________________________________ Punti di forza salienti e di debolezza che ho potuto riscontrare in questa anteprima Forza velocità operativa, raffica, buffer, gestione delle memorie (due XQD o due CFexpress o un misto tra loro) qualità del file, sia esso jpg che NEF tenuta agli alti ISO e dinamica superiore a quelli della D5 (salvo verifica strumentale) aggiornamento di tutte le componenti accessorie (live-view, scatto silenzioso in otturatore elettronico anche ad alta velocità, GPS, wi-fi, bluetooth) e delle funzionalità evolute (calibrazione autofocus sia wide che tele secondo la matricola dell'obiettivo, tempi di posa lunghi, time-lapse, focus stacking automatico) nuovo autofocus che fa della ricerca automatica dell'occhio una prerogativa di base, con tutti i punti direttamente indirizzabili, tutti a croce oltre a modalità di raggruppamento dei punti AF a piacere del fotografo costruzione secondo lo standard delle ammiraglie Nikon dagli anni '50 del secolo scorso agli ... anni '50 del nuovo secolo ergonomia adatta ad un uso (e ad un abuso) per quante ore lavorative ha la luce del giorno, per poi riprendere dopo cena per tutta la notte, ogni giorno, per 500.000, 1.000.000 di scatti sempre coerenti tra loro estremizzazione e perfezionamento dell'idea per cui sono nate la D3s e la D5 : macchine veloci, pensate per fotografi che scattano in velocità. Non è una macchina per la slowphotography (paesaggio, architettura, vacanze, still-life ? Bleah !) Debolezza prezzo. Difficile da giustificare oggi, per una tecnologia ben matura ma già al tramonto esce nel momento di mercato peggiore della storia dal 1946. Le Olimpiadi di Tokyo in cui doveva fare il suo debutto sono state rimandate a "forse" il 2021 e tutti gli eventi sportivi in cui doveva far vedere le sue capacità sono stati sospesi a causa della pandemia che ci blocca a casa. I fotografi professionisti dovranno giustificare con il lavoro il suo investimento. Per la stragrande maggioranza dei fotoamatori non può essere razionale il suo acquisto ... ma per fortuna che alla fine decidiamo con il cuore dinamica a bassi ISO che resta ridotta, come per la D5 e per la D3s, secondo un concetto ben consolidato che vuole questa macchina partire in pratica da ISO 1600 per esplorare sensibilità siderali modalità live-view non all'avanguardia. Manca la rilevazione di fase e quindi l'autofocus, pur preciso, non è adeguato a seguire soggetti in movimento. Video di qualità ma non é una priorità di questa macchina, votata allo sport, al fotogiornalismo e al wild-life più impegnativo è una reflex, il pur eccezionale e nuovissimo sistema di autofocus Multicam 37K ha i 105 punti di messa a fuoco in centro. In questo le mirrorless hanno un vantaggio strategico, la copertura dell'autofocus a tutto frame con indubbie possibilità espressive di composizione si sposa alla perfezione con tutti i supertele Nikon (specialmente con gli ultimi E) ma alcuni pezzi del corredo reflex Nikon sono superati e difficilmente verranno avvicendati perchè oggi la parola d'ordine è Z peso, volume, ingombro, oggetto che non passa certo inosservato in ambienti ... ostili _____________________________________________________________________________________ Ma dove ci siamo già visti ? Solo il proprietario di una Nikon D5 riconoscerà ad occhi chiusi la Nikon D6 perchè per gli altri le due macchine si differenziano solo per il marchietto. Effettivamente, le differenze sono minime. Di evidente c'è solo la calottina superiore del pentaprisma che adesso contiene le antenne del wi-fi e del bluetooth. la Nikon D6 resta l'unica macchina Nikon ad avere il terzo display lcd di servizio sul dorso, sotto a quello principale Rispetto alla D5, la D6 nasce con il supporto nativo per le nuove memorie CFexpress ma la compatibilità con le XQD è totalmente assicurata. Resta anche l'unica Nikon ad avere due slot identici per XQD/CFexpress, le altre professionali hanno una soluzione mista come la D850 e la D500. Opzione che probabilmente verrà mantenuta anche sui prossimi modelli in uscita tra il 2020 e il 2021. la disponibilità di tagli elevati (qui una Lexar da 256 gigabyte ma ci sono sul mercato anche modelli da 325 e da 512 gigabyte) e i due slot configurabili a piacere (esubero o backup continuo) danno alla D6 una autonomia virtualmente illimitata. le interfacce di collegamento. Benché la D6 abbia le connessioni wireless, è stata mantenuta la porta Ethernet da utilizzare quando la velocità massima sia necessaria o per quando la rete wi-fi non sia stabile o altrettanto veloce. anche sul display superiore, piccolissime modifiche, invisibili a prima vista. Nella presa in mano e nell'uso, chi è abituato alla D5 si trova immediatamente a suo agio. La macchina è solida, ben costruita, ergonomicamente al massimo livello. Sottolineo questo punto per ricordare che un corpo macchina ben costruito, anche se pesante, aiuta a fare scatti con tempi più audaci ma soprattutto, consente al fotografo di lavorare per ore ed ore senza accusare quei disagi che i corpi minuscoli di molte altre reflex e soprattutto, mirrorless, producono alla lunga sulle mani, sui muscoli e sui tendini di chi le deve impugnare per una intera giornata. Io sono stato in autodromo per 8 ore di fila con D3, D4 e D5 e a sera ero stanco per la strada percorsa a piedi o per il carico sulle spalle. Ma mani e braccia erano ancora in grado di affrontare la giornata seguente. Con la Z6 dopo una giornata di lavoro, il giorno dopo mi riposo. Se l'esterno è apparentemente invariato, le novità stanno dentro Le novità stanno dentro alla macchina, non fuori. Ho già fatto cenno alla connettività wireless. Oltre al marchietto sul lato della macchina abbiamo i menù relativi che ci avvisano delle nuove funzionalità Il funzionamento è semplice e abbastanza immediato. Persino io che sono refrattario ad usare lo smartphone per cose troppo sofisticate ho accoppiato in pochi istanti la D6 al mio iPhone ottenendo il trasferimento automatico delle foto scattate sul telefono, oltre a poter controllare e fotografare direttamente dall'app. Funzionamento ineccepibile, come se fosse una D780 o una Coolpix. Stessa cosa per il wi-fi, sebbene la mia rete sia un pò scorbutica nelle connessioni. Una volta installata l'app sul PC Nikon Wireless Transmitter Utility, si inserisce il codice generato dalla macchina e si definisce la cartella dove verranno salvate le foto. Sul display superiore compare l'antennina di trasmissione e di accoppiamento : sulle foto il segno del fulmine a due punte che indica, a seconda del colore, se è stata prevista la trasmissione della foto e se la stessa è stata trasmessa se guardiamo a menù la macchina ci avvisa delle operazioni in corso. Connessione VERDE, nome del device, stato del wi-fi, foto da trasmettere, foto in corso di trasmissione, tempo totale di trasmissione previsto. L'operazione - se il PC si aggancia (a me qualche volta non c'è modo di farlo vedere ... ma non ho ancora scoperto da cosa dipenda) - tutto fila liscio e con i tempi permessi dal peso dei singoli file, ci ritroviamo le foto direttamente nella cartella specificata, sotto-cartella con il nome della macchina e il suo numero di matricola e dentro ad essa, le tradizionali cartelle che siamo soliti trovare nelle schede di memoria. Naturalmente l'utilizzo massiccio delle connessioni wireless, rispetto alla modalità Aereo che io sono solito impostare, moltiplica il consumo della batteria. La gloriosa EN-EL18 che è stata mantenuta per compatibilità, dovrà a mio parere essere sostituita da un modello più potente (magari da 3500-5000 mAh) nella prossima ammiraglia. L'autofocus Nikon Multicam 37K Però, diciamo la verità, se Nikon non avesse introdotto con questa macchina un autofocus del tutto nuovo, avrebbe anche potuto chiamarla D5s anzichè D6. Invece il nuovo sistema ne fa una fotocamera nuova. il nuovo Multicam 37K ha una impostazione differente rispetto al Multicam 20K della D5. Nella D5 i punti effettivi sono 153 ma solo 51 direttamente indirizzabili. Nella D6 sono "solo" 105 ma sono tutti indirizzabili dall'utente, sono tutti a croce e sono impostati per avere una superiore sensibilità. L'immagine qui sopra è presa dalla brochure inglese della D6 e ne da una descrizione più dettagliata. Io non ho potuto utilizzarla in condizioni sfidanti (come saprete, autodromi, palazzetti dello sport, palestre e stadi in queste settimane sono chiusi ...) e devo dire che sono dubbioso che si possa avere un autofocus ancora più prestante ed affidabile di quello - leggendario - della D5. Ma se andiamo solamente a sfogliare le tante opzioni adesso presenti nel menù AF : ci rendiamo conto di quanto sia flessibile il sistema e quanto permetta al fotografo di raffinarne il funzionamento in base alle sue esigenze, esperienze, necessità volta per volta. Credo che sarebbe bene che Nikon pubblicasse un tutorial approfondito per non obbligare tutti noi a centinaia di ore di sperimentazione sul campo almeno per capire a grandi linee le modalità di utilizzo delle varie opzioni. Che sono così tante che è stato previsto di disattivare alcune modalità di funzionamento, in modo da non dover passare tra le tante posizione del selettore mentre stiamo inseguendo la nostra ... "preda". Di certo mi affascina e questo ho potuto provarlo, la modalità che sfrutta il riconoscimento del viso e dell'occhio del soggetto come punto di messa a fuoco primario nell'area più grande. E' l'unica reflex Nikon che lo fa con questa prerogativa (ma voi sapete che già D5/D850 e D500 utilizzano il riconoscimento del volto in modalità reflex) e con queste promesse di funzionamento. Ce ne accerteremo alla prima occasione, perchè in molte discipline sportive può fare la differenza. Almeno nei casi in cui è praticamente impossibile per il fotografo seguire l'azione e al contempo cambiare il punto di messa a fuoco per centrare l'occhio del soggetto. Restando nel campo dell'autofocus e al di là delle prestazioni del sistema, si apprezzerà la possibilità di regolazione fine dell'autofocus per singolo obiettivo che qui è stata implementata come sulla D780, consentendo per gli zoom di regolare sia la focale più corta che quella più lunga : anche nella D6, ovviamente, è stata mantenuta la modalità di regolazione automatica tramite live-view come sulla precedente generazione. Tempi lunghi di scatto Sinceramente non so a quanti fotografi sportivi interesserà questa opzione ma certamente ad altri fotografi farà piacere sapere che anche sulla D6 c'è l'opzione per impostare tempi di posa lunghi senza l'uso di posa B o di dispositivi di controllo esterni. Qui ho selezionato 8 minuti ma si può arrivare fino a 900'', ovvero 15 minuti di posa. Con l'occasione vi ho fatto vedere il bel display che mostra le funzioni principali premendo il tasto i ovviamente del tutto configurabile. L'immagine è chiara, a colori, a prova di .... occhiali GPS Integrato La Nikon D6 ha un GPS integrato. si attiva da un menù apposito e consente oltre che registrare i dati di posizione nelle foto, anche di creare un registro di posizione della fotocamera con un intervallometro. Anche questa è una novità assoluta in una ammiraglia Nikon. Probabilmente i principali fruitori(richiedenti di questa funzionalità, sinora trascurata, saranno i fotografi naturalisti e di wildlife che devono documentare con le loro foto anche la posizione dove è stato fatto lo scatto. nel display LCD superiore compare anche l'antennina del GPS mentre riceve i dati dal satellite. jpg con i dati del GPS tra le proprietà del file Modalità live-view Ammettiamolo, viste le caratteristiche della Canon 1Dx Mk III e la presenza sul mercato di Z6 e della sua nemesi reflex D780 che ne replica all'ingrosso le qualità a specchio alzato, la D6 ci ha lasciati un pò delusi. In particolare la mancanza della rilevazione di fase sul sensore che è la caratteristica che consente autofocus evoluti, oltre che veloci sulle altre fotocamere. Stesso discorso per il video. Ma Nikon aveva come priorità rendere migliore l'esperienza d'uso al fotogiornalista sportivo che sarà certamente dotato di altre fotocamere e videocamere per lavori differenti. Ciononostante la D6 è stata aggiornata anche in questo campo, allineandola alle capacità della D850 che io ho utilizzato prevalentemente "a specchio alzato" durante tutto il periodo in cui l'ho posseduta. modalità live-view a specchio alzato, riconoscimento del volto. Funzionalità - vado a memoria - analoga per prestazioni a quella della D850 e nettamente meglio di quanto possa fare la D5 inseguimento 3D, al netto dell'autofocus lento e incerto punto singolo focus peaking per il fuoco manuale con intensificazione colorata delle zone ad alto contrasto (cioé a fuoco) con la normale funzione di ingrandimento. L'autofocus, benchè resti a differenza di contrasto è preciso e abbastanza rapido anche se adatto a soggetti fermi. Il riconoscimento del volto è funzionale ma soprattutto la modalità di scatto è immediata. La D5 sotto tutti questi aspetti è abbastanza primitiva mentre la D6 almeno ha qualche potenzialità in più, come ad esempio lo scatto silenzioso (benchè limitato in autofocus ed esposizione) fino a 10 scatti al secondo (ma soggetto a rolling-shutter come tutte le attuali fotocamere Nikon). Non manca anche una modalità ad alta velocità, in due formati, da 30 e da 60 scatti al secondo, che producono jpg da 8 e da 2 megapixel, a seconda che sia selezionata l'acquisizione video 2K/60fps e 4K/30fps. Il video è di qualità ma sinceramente non vedo tra le principali destinazioni di questa fotocamera il video cinematografico o le riprese speciali. Sono presenti come sulla D780 e sulle Z anche la ripresa intervallata, la ripresa HDR, il Time Lapse e il movimento del fuoco automatico. Insomma, é un allineamento conservativo perchè probabilmente inserire la rilevazione di fase avrebbe comportato una perdita di qualità d'immagine (banding eccessivo o altro, specie ad alti ISO) e Nikon ci fa capire che dovremo attendere la prossima ammiraglia per avere di meglio in modalità a specchio alzato. Velocità operativa La D6 fa 14 scatti al secondo senza limitazioni, contro i 12 della D5. La differenza può non essere eclatante visto che ci sono macchine full-frame che raggiungono i 20 scatti al secondo ma a volte può fare la differenza. A livello di buffer ho riscontrato una gestione dinamica molto efficiente. A fronte dei 34 scatti che si vedono a mirino (in NEF) la gestione della memoria interna mi consente di fare : 108 scatti consecutivi prima che il buffer si riempia, usando una XQD Lexar 2933x 125 scatti consecutivi usando una CFexpress Lexar da 256 gigabyte 155-160 scatti consecutivi usando una CFexpress ProGrade CObalt da 325 gigabyte in jpg si vedono 43 scatti nel buffer ma nella pratica si deve raggiungere il limite imposto di 200 scatti consecutivi prima che la cadenza venga rallentata. In condizioni operative è una quantità di scatti che raramente servono ma anche se fosse necessario mitragliare a quel modo (immagino il sottoscritto in autodromo al Blancpain GT con 50 e più Lamborghini lanciate alla carica senza soluzione di continuità), basta alzare il dito ogni tanto perchè si scarichi il buffer o si annulli il blocco dei jpg. Rimanendo in tema di velocità, la D6 consente di salvare alternativamente due tipi di jpg, uno pesante e uno leggero. Il primo per i lavori redazionali, il secondo per l'invio realtime in redazione. Una novità della macchina è la possibilità di cancellare sia la foto salvata nello slot 1 sia il suo backup nello slot 2. Il jpg è di eccellente qualità, avendo al solito cura di scattare curando esposizione e bilanciamento del bianco. E ci sono molteplici possibilità di editing direttamente oncamera. Insomma, tutto per la gioia del fotografo sportivo che tra un intervallo e l'altro o anche durante un game di una partita di tennis deve fare avere le foto in redazione per fare concorrenza alla TV che ricava fotogrammi 2K o 4K direttamente dal video. Ricordo la modalità in scatto silenzioso ad alta velocità che produce fotogrammi a 30 e a 60 fps di qualità adeguata alla stampa sui quotidiani, sebbene limitata nella messa a fuoco che rimane fissa sul punto iniziale. Qualità d'immagine L'ho lasciata intenzionalmente in fondo perchè parliamo di una fotocamera "sample" non destinata alla vendita, matricola 71 e quindi di preserie con firmware non definitivo. Non possiamo sapere in cosa le macchine di serie che oramai dovrebbe essere già pronte per la messa in commercio, si differenzieranno. E quindi ci vuole la giusta cautela in questo campo. Così ad impressione, posso confermare che il sensore è del tutto identico a quello della D5. Le misure di laboratorio confermeranno o smentiranno le mie considerazioni. Ma a bassi ISO la dinamica mi pare del tutto analoga a quella della D5. Come dire che probabilmente anche qui parliamo di un sensore che parte effettivamente da una posizione equivalente a 1600 ISO il cui segnale viene amplificato elettricamente fino a 102.400. Mentre sia sotto che sopra abbiamo una estrapolazione digitale. Che si traduce in entrambi i casi in una perdita di dinamica. Agli ISO più bassi, avendo cura di esporre bene, se non si devono elaborare troppo le immagini, non succede nulla. Oltre, insomma si ricavano immagini di fortuna fino ad ISO esagerati anche da citare. Ma in mezzo ... ecco, aprendo i file NEF trasformati in DNG con Adobe Camera Raw io non ricordo una resa di questo genere. O meglio, rispetto alla D5 mi pare che ci sia il divario che abbiamo visto tra D3 e D3s. 25.600 ISO pulitissimo, 51.200 ISO encomiabili ed immagini utilizzabilissime anche fino a 91.200 ISO con solo i 102.400 giusto giusto un pò troppo tirati ma comunque ancora "buoni". Foto scattate in luce naturale, una stanza non illuminata che dal riflesso della finestra in opposizione di sole, stamattina presto : 28.800 ISO 91.200 ISO. Si tratta di un ritratto stampato in 100x75cm 25.600 ISO 51.200 ISO ovviamente non sto a mettere foto ad ISO più bassi, puliti come se fossero stati scattati a 100 ISO. A differenza della D5 che ho sempre notato deviare un filo in termini di tenuta del colore andando verso il fondo scala superiore degli ISO lineari, qui la coerenza interna è assoluta. Come anche il bilanciamento del bianco, fedele tra uno scatto e l'altro anche in luce artificiale. Insomma, una pacchia per chi scatta in circostanze dove la luce - sia naturale che artificiale - è un optional spesso non previsto ! Conclusioni In questi giorni ci sarebbero state gare in autodromo ed io avrei certamente trovato altre occasioni per mettere la D6 alla frusta. Ma il momento è quello che sappiamo e ho dovuto farle mordere il freno impegnandola in compiti da ... test, certamente troppo noiosi per la sua capacità. Le ho fatto le mie scuse e lei le ha accettate a condizione che le promettessi che rimedierò appena si potrà uscire e soprattutto, appena ci sarà qualche cosa che valga la pena di portarla sul campo. Quindi tutto il mio pensiero va alla valutazione dei suoi punti di forza alla luce della mia "purtroppo" quarantennale esperienza con le migliori Nikon della storia recente. Reflex definitiva ? Non lo so. Uscirà, io penso un aggiornamento della Nikon D850 nel 2021 che starà alla D850 come la D780 sta alla Nikon Z6 e quindi la metterà come la più avanzata reflex Nikon. Esattamente come lo fu la Nikon FA per la Nikon F3. Ma difficilmente qualche cosa in casa Nikon potrà confrontarsi allo stesso livello con la D6 se non la D5 da cui la D6 deriva. O una eventuale, improbabile secondo me, D7. Per molti fotografi la D5 è più che sufficiente. Per altri la D6 sarà un'opportuna aggiunta al proprio arsenale. Credo che le prestazioni siano di un tale livello che solo il budget personale, del professionista che in questa fase di mercato ha probabilmente visto azzerare i suoi lavori di medio periodo, del fotografo amatoriale che dovrà giustificare l'acquisizione della D6 razionalmente possono impedirne l'acquisto. Perchè dal punto di vista emozionale, io non la restituirei mai. Oggi ci sono le mirrorless. Una Z6 può svolgere la gran parte dei compiti di una D6 ad una frazione del costo. E per altre opzioni c'è sempre l'ottima D500 che si compra al costo ... dell'IVA di una D6. Ma dobbiamo capirci nei termini, la D6 è una ammiraglia e sta alla Z6 come la CVN 78 Gerald Ford appena entrata in servizio sta al rimorchiatore che la sta scortando in questa foto : la Ford pesa 100.000 tonnellate, è fatta per la proiezione di potenza oltre mare. Non deve passare inosservata, anzi. E deve poter fare a meno di protezione e di appoggi fino alle coste nemiche. La Ford è l'ultima portaerei d'attacco del US Navy ed è stata costruita per operare per almeno i prossimi 50 anni. come la CVN 69 Eisenowher, qui preceduta dalla lancia dell'ammiraglio, che è entrata in servizio nel 1970 quando Nikon varava la Nikon F2. La Ike andrà in pensione quando verrà avvicendata dalla nuova CVN 80 USS Enterprise, che non sarà pronta prima dei prossimi 5 anni. Dopo più di 50 anni di onorato servizio. Io ho nello scaffale, D1x, D2x, D2h, con 15-16 anni di servizio sulle spalle. Tuttora funzionanti. Una portaerei d'attacco ha un suo comandante, un comandante dello stormo aereo imbarcato ma al ponte di comando siede un ammiraglio. L'uomo che la guida in battaglia deve essere in grado di dominarne la potenza, conoscendone intimamente punti di forza e di debolezza. Una Nikon D6 è in campo fotografico la stessa cosa. Una ammiraglia Nikon. Una ammiraglia Nikon è per sempre al tuo servizio, nelle mani del suo ammiraglio. Grazie a Nikon e a Nital per averci proposto l'anteprima della sua splendida, sesta sinfonia reflex digitale.
  18. Si narra che da qualche parte sul pianeta terra, una Nikon FM3a, nuova come il giorno in cui è stata costruita, stanca di attendere in vetrina che qualcuno l’acquistasse, sia fuggita dal negozio con l'aiuto di un ingegnere visionario che l'ha portata nel suo laboratorio. Potendo accedere alle tecnologie Nikon più aggiornate, l'ingegnere le ha spiegato che con una serie di interventi radicali, lei sarebbe potuta diventare la pioniera di una nuova generazione di Nikon. Non più un cimelio trascurato, retaggio di un passato glorioso ma lontano, ma un riferimento ipertecnologico per i giorni a venire, senza nemmeno dover rinunciare a tutto ciò che faceva di lei una vera Nikon. Coraggiosa e audace, come sempre una Nikon è stata, lei ha gettato il cuore oltre ogni ostacolo e ogni impedimento ed ha risposto convintamente “si, voglio farlo, fosse l'ultima cosa che farò”. Ci sono voluti lunghi mesi di esperimenti, tentativi e messe a punto meticolose ma alla fine il risultato è andato al di là di ogni aspettativa. E il travaso di tecnologia é completamente riuscito. Tanto che ha deciso persino di cambiare nome. Adesso lei è la Nikon Zf, ed è già una leggenda. *** E adesso usciamo dalla narrazione per andare alla cronaca di questi giorni Abbiamo avuto l'onore, la fortuna e il privilegio di avere a disposizione un campione di preproduzione della nuova Nikon Zf. Sapete, uno di quei modelli con la pecetta sul marchio per impedire che qualcuno per strada vi veda e la riconosca. No, quando sono uscito con la Zf devono avermi scambiato per un vecchio fotografo che crede ancora nella poesia della pellicola ... quanto si saranno sbagliati. Perché questa macchina, nasconde nel suo aspetto classico ma in fondo senza tempo, ogni tecnologia disponibile nei laboratori Nikon, o almeno, tutta quella che è già trasferibile in un modello di produzione. Tanto da potersi permettere più di una specifica che persino Z8 e Z9 non possono vantare. Che abbiamo potuto testare fotografando in condizioni reali. Che cos'è ? E' una fotocamera moderna, attuale nelle prestazioni generali, capace di scattare a raffica fino a 30 fotogrammi al secondo e di registrare video fino al formato 4K60p. Ha un sensore da circa 24 megapixel, simile a quello di Z6/Z6 II, messo a punto per questa macchina. La batteria standard per le macchine semi-professionali Nikon, quella EN-EL15 adesso arrivata alla versione c, più potente e ricaricabile via porta USB-C. Il motore di elaborazione Expeed 7 ereditato da Nikon Z9 e Nikon Z8. Un sistema di autofocus con tracking 3D automatico e riconoscimento del soggetto analogo a quello di Z9 e Z8. Un vano memorie con due schede diverse, capaci di operare in sincrono o in serie. Il tutto dentro un corpo che sta alla Nikon FM2/FM3 come l'attuale Totem GT sta a quello della originaria Alfa Romeo GT. la Totem GT del 2023 si rifà alla Alfa Romeo Giulia GT originale del 1963 ma di fatto è una supercar con prestazioni più simili a quelle dell'attuale Alfa Romeo Giulia GTAm di quelle della Giulia di un tempo. Ha carreggiate allargate, passo allungato, sospensioni moderne, meccanica alleggerita con un biturbo V6 da 540 CV e albero di trasmissione in fibra di carbonio. Anche la scocca è in fibra di carbonio. Ne esiste anche una versione tutta elettrica da 620 CV con una batteria alleggerita che supera a stento il peso di un serbatoio di benzina da 80 litri (e che fa lo 0-100 Km/h in 2.7''). E' nata per pochi (30 esemplari a circa 500.000 euro) ma vuole dare all'appassionato le sensazioni di un tempo, aggiornate alle aspettative ed esigenze di un moderno gentleman driver. La stessa cosa che può aspettarsi il nikonista appassionato, innamorato della sua Nikon di quaranta anni fa ma intanto viziato dalle capacità delle Nikon attuali. A prezzi più abbordabili perché la Zf è prodotta in grande serie e si potrà presto tranquillamente comperare nel negozio di fiducia ... Cosa non è ? Non è una replica di una fotocamera degli anni '80 del secolo scorso. Non è una fotocamera pensata necessariamente per adattare obiettivi del secolo scorso via adattatori più o meno intelligenti. Al contrario, può impiegare ogni obiettivo Nikkor Z e ogni obiettivo Nikkor F delle ultime generazioni in pieno automatismo, autofocus e stabilizzazione d'immagine. Non è un esperimento di estetica. Non è una mera replica della Nikon Zfc in formato full-frame. Per niente ! la Zf è più larga, più alta, più profonda, in una parola più grande della Zfc del 2021. E' anche più grande della mia Nikon FA del 1983. Ed è molto più comoda da usare e da impugnare di entrambe. Si permette anche di essere più robusta, costruita con materiali migliori. Destinata probabilmente a durare in eterno o almeno, quanto può essere la vita utile di una fotocamera digitale di oggi. Perché offre prestazioni attuali, anzi, più avanzate di quanto si possa immaginare guardandola. Che difficilmente, restando nella filosofia di questo apparecchio, potranno diventare obsolete nel medio periodo. Specialmente se Nikon continuerà ad affinare il suo firmware come ha fatto sinora con la Nikon Z9, la prima ad adottare l'Expeed 7. Come una GT, non è una macchina per compiti professionali o di routine, è una macchina pensata per il divertimento. Che unisce la bellezza - senza tempo, come la GT originale disegnata da Giugiaro per Bertone - tipica delle Nikon del finire dell'era manual focus, alle capacità tecnologiche delle attuali mirrorless digitali più avanzate. In questo surclassa la Zfc, pensata più come operazione nostalgia all'insegna del "piccolo è bello" (e colorato), strizzando l'occhio anche a chi, con pochi soldi, vuole apparire diverso. Che naturalmente la affiancherà nel catalogo Nikon ma senza nemmeno per un momento, pensare di impensierirla. Perché cito sempre la Nikon FA al posto della FM2/FM3a ? Perché tutte le Nikon moderne si rifanno alla FA per l'impostazione generale, mentre le FM erano macchine principalmente meccaniche e pensate per una impostazione manuale. La FA ha introdotto in Nikon la priorità dei tempi e il Program. Zfc e Zf mantengono il selettore della modalità di funzionamento - PASM - eredità diretta della FA. La FA aveva già una cellula esposimetrica a matrice, un processore digitale e i display a cristalli liquidi. Le FM erano molto più spartane. Si, naturalmente, una Zf può essere usata esattamente come una FM/FM2, regolando ogni impostazione a mano e a occhio se uno vuole. Ma può anche funzionare in totale automatismo, avvalendosi di sistemi automatici che quasi dispongono di intelligenza propria. Come è fatta ? il pulsante morbido di rilascio è un'aggiunta vezzosa personale (in commercio ce ne sono di tutti i tipi e colori), per avere un punto di rosso su tutto quel nero. E' anche più comodo per chi come me è solito scattare tanto e tanto di seguito. Ma il pulsante di scatto della Zf è il più classico di quelli con filettatura per il comando di scatto flessibile ... L'architettura è quella che ben conosciamo, con i quadranti di controllo distribuiti sulla calotta (in metallo, a differenza di quella in plastica della mia FA). Sono al tatto più solidi e sostanziosi di quelli delle mie Zfc. Però non aspettiamoci la solidità di acciaio e ottone della Nikon F. Le torrette ben dimensionate, il tutto è sovradimensionato rispetto alla Zfc per una migliore comodità operativa. Restano i blocchi sia per il quadrante dei tempi che per quello della sensibilità. Sensibilità che guadagna i 64.000 ISO in campo lineare. E se non vi bastano quelli ... il vano batteria resta sul fondello ma la batteria è orientata ortogonalmente rispetto alle altre Nikon Z che dispongono della EN-EL15. Ciò ha permesso di limitare la profondità dell'impugnatura che ha solo un piccolo grip sulla parte anteriore del corpo. Con la Zf sarà commercializzato un grip opzionale che consente una presa ancora più ergonomica (da SmallRig). sul lato opposto all'impugnatura, le classiche prese. La USB-C permette la ricarica della batteria. il fondello, bello e ben fatto ma apparentemente in plastica. Peculiarità C'è il selettore per il bianco e nero sulla stessa ghiera del selettore FOT/VIDEO è stata aggiunta la posizione B&W che permette di commutare rapidamente dalla ripresa a colori a quella in bianco e nero. Rispetto al solito, al normale profilo di Picture Control Monocromatico sono stati aggiunti due ulteriori profili dedicati, uno denominato Monocromatico uniforme e uno Monocromatico toni profondi. E' una novità molto ben accetta che elimina la necessità di passare per il menù per passare in bianco e nero. L'intenzione è quella di consentire al fotografo di cambiare idealmente pellicola continuando a scattare magari con il display posteriore chiuso a portafogli con il monitor nascosto e il dorso in similpelle a vista. Ma attenzione che a livello elettronico ci sono diverse altre peculiarità che nelle altre Z (ancora) non ci sono ! Che però si possono scoprire solo trafficando con i menù. A confronto con Z8 e Zfc Zf é più grande, più larga, più alta, più spessa, più pesante e con comandi più comodi di quelli della Zfc. L'impostazione è identica ma è più facile da usare. E anche da impugnare per lungo tempo. A prima vista sembra una lacuna importante la mancanza del joistick. Ma l'impostazione è tale che non se ne sente la mancanza. Per chi è capace di sfruttarla, c'è una modalità di utilizzo del touchscreen che consente di avere funzioni aggiuntive a sfioramento da usare mantenendo l'occhio al mirino. Rispetto alla Z8 invece si mantiene più compatta e meno "importante" ma in termini di consistenza e di peso, somiglia più a questa che alla piccola Zfc. E' anche meglio di Z6 e Z7. Quindi una completa reingegnerizzazione del corpo che non è un semplice ingrandimento di quello della Zfc. Basti pensare alla necessità di alloggiare un sensore più grande, dotato di stabilizzatore evoluto, una scheda madre più potente e un alloggiamento per due anziché una sola scheda di memoria. Il coprioculare é praticamente identico a quello di Z8, completamente diverso - salvo la forma tonda - di quello un pò giocattolo della Zfc. Si può staccare con un pulsantino, per montare un diverso modello, magari a conchiglia. Quello della mia Nikon FA, al confronto, sembra una versione economica. Anzi, nel complesso la FA sembra una macchina economica rispetto alla Zf (eppure a suo tempo, la FA mi costò uno stipendio ...). Come va alla prova dei fatti ? Va sorprendentemente bene. Per chi proviene da Z6/Z7 o da Z50/Zfc sarà una sorpresa. Mentre per chi già conosce Z8 e Z9 si troverà a casa, ritrovando tutte le modalità evolute di autofocus introdotte dalla Z9 ed adottate dalla Z8. In mano sta benissimo e anche senza grip opzionale non ci si stanca. Ho fotografato per un giorno intero, con due batterie, la sola microSD interna senza accusare la stanchezza (e il dolore alla mano destra) che le Zfc mi procurano dopo una manciata di minuti di utilizzo impegnativo. Le prestazioni sono elevate, combinando per la parte AF quelle della Z9 con la pastosità conosciuta del sensore della Z6/Z6 II, sia in foto che in video. Il DUAL GAIN interviene a 800 ISO, quindi le due modalità consigliate sono 100/200 e 800 ISO (e oltre). Per chi adora usare ottiche manuali, segnalo che è la prima Nikon Z (ma forse la prima mirrorless in generale) che è in grado di mantenere tutte le funzionalità autofocus (riconoscimento dei soggetti, volto, occhi, torso, etc.) anche mentre si focheggia a mano. In pratica la macchina riconosce il punto da focheggiare e piazza la il cursore, aiutando nella messa a fuoco il fotografo. L'unica condizione è che l'obiettivo abbia la cpu e i contatti elettrici (quindi sono escluse le ottiche manuali tradizionali che non comunicano con la fotocamera ma sono inclusi tutti gli AF/AFD, gli Zeiss ZF, i Voigtlander, i Viltrox). Nella pratica è divertente ma nulla che possa somigliare alla capacità di mettere a fuoco in automatico che rende l'esperienza fotografica non tanto lontana da quella con una Z8. Ecco, idealmente la Zf può diventare un bel secondo corpo per la Z8, con cui non si troverà a disagio, potendo sostituirla per tutte le volte i cui la professionale è eccessiva. Dando al fotografo quelle capacità di scomparire che le fotocamere moderne, tutte muscoli e curve, ci hanno levato. Con obiettivi compatti, tipo 28/2.8 e 40/2, tutti i fissi f/1.8, il 24-120/4 e il 26/2.8 si trova perfettamente a suo agio, salvo, naturalmente l'estetica non troppo ben assortita. Ma a questo non c'è rimedio finché Nikon non capirà che deve fare una linea di obiettivi dedicati a questa bella fotocamera che nasce già al di fuori del suo tempo, un instant classic come dicono gli anglosassoni. In poche parole : una leggenda. Infine, sembra una trovata del marketing, ma il selettore del B&W a portata di occhio così come tutte le altre regolazioni sulla calottina, veramente porta ad una esperienza di scatto quasi completamente senza entrare nei menù. Mentre il display posteriore completamente articolato, non sarà robusto come quello di Z8 e Z9, pensate per operare in ambiente ostile, ma è tanto, tanto più comodo (tranne in esterni dove si vede veramente poco). Quindi, c'è la batteria, c'è la potenza del processore, c'è l'autofocus, c'è la raffica, c'è il video. C'è l'estetica e c'è l'impostazione d'uso tradizionale che abbiamo imparato ad usare in gioventù. Sinceramente io fatico a trovarle difetti. Come potete leggere nella lunga lista di punti di forza a confronto con quella più ridotta - indulgente, direte voi, dei punti di debolezza. Sport motoristici con una macchina pensata per sembrare vintage ? Con la potenza dell'Expeed 7 si può e più facilmente di quanto non si direbbe. Nikon Zf e Nikkor 24-200 VR, jpg, 30 scatti al secondo Oltre 12.000 scatti in quattro ore, con il 10% di carica residua. Appena un accenno di riscaldamento con la spia sul giallo (avvisi mantenuti sul valore standard, per cautela). Nikon Zf e Nikkor F 58/1.4G@f/1.4, ISO 800, luce disponibile Nikon Zf e Nikkor Z 85/1.8@f/1.8, ISO 800 Nikon Zf e Nikkor F 58/1.4G@f/1.4, ISO 100, luce disponibile Ma naturalmente, forte del suo NEF malleabile eppure molto leggero (circa 10 megabyte a file con compressione più elevata), e il suo mix di possibilità espressive, si adatta a qualunque genere. Qui ho fotografato due modelle in una location ottocentesca, facendo oltre 7.000 scatti in tre ore restando con il 24% di carica residua nella batteria inserita al mattino. Ma avevo un'altra batteria fresca con cui eventualmente affrontare un altro shooting al pomeriggio. Fresco come una rosa. Punti di forza 1) pur ricordando nella impostazione la Zfc, la Zf è di fatto più vicina ad una ipotetica Z6 III 2) rispetto alla Zfc è stata completamente riprogettata a partire dal corpo che è più solido, sostanzioso, robusto, fatto con materiali più solidi ed ha un aspetto visibilmente più premium. Ghiere, quadranti, il pulsante di scatto, la finitura, tutto è dimensionato adeguatamente e trasmette una sensazione di qualità superiore, sia alla vista che all'uso. L'otturatore promette il doppio degli scatti della Zfc. La batteria è quella affidabile, potente e conosciuta di Z6/Z7/Z8, la EN-EL15c. Alla prova dei fatti si possono fare migliaia di scatti con una batteria carica. Con due batterie si lavora per l'intera giornata. La Zfc al confronto ti lascia a terra senza troppo preavviso. 3) la presa in mano, pur non essendo "perfetta" come quella di Z8 e Z9 è abbastanza naturale da poter essere usata per ore senza stancarsi; anzi, per una intera giornata. 4) è la prima Z che porta su un sensore tradizionale di tipo BSI, le capacità dell'Expeed 7. L'autofocus è analogo a quello di Z8 e Z9 per funzionalità e quasi sullo stesso piano per prestazioni 5) l'oscuramento a mirino è stato ridotto al minimo rispetto a tutte le Z (tranne Z8 e Z9 che non ne hanno) e non c'è più "l'effetto moviola" nelle raffiche ad alta velocità 6) sono stati implementati i formati NEF compressi con TicoRAW e il formato HEIF mutuati da Z8. Un NEF compresso è più compatto dei JPG di altre macchine. 7) più simile a Z8 nell'architettura generale del firmware e più aggiornata di Z9 su questo piano 9) il VR sul sensore è stato raffinato. Adesso la sua azione viene modulata per avere la massima efficienza sul punto di messa a fuoco. Una funzionalità utile quando si decentra il punto di messa a fuoco rispetto all'inquadratura complessiva (con obiettivi con VR incorporato) 10) usandola si apprezzano capacità di categoria professionale, ben oltre quello che l'aspetto vintage autorizzerebbe ad immaginare 11) chi preferisce agire su leve, quadranti e ghiere apprezzerà la posizione di ripresa B&W aggiunta a quelle di "foto" e "video" che permette di "cambiare pellicola" senza andare nel menù 12) sono stati aggiunti due ulteriori Picture Control ( bianco e nero FLAT e DEEP) oltre al Monocromatico Standard, una sorta di "simulazione pellicola" 13) il touch pad può essere configurato per estendere le funzionalità tipiche dei tasti Funzione 14) il riconoscimento dei soggetti e la modalità di ripresa ad alta velocità a 30 fps sono paragonabili a quella di Z8 e Z9 anche nel motorsport 15) la copertura del Auto Area AF è la maggiore di tutte le Z (superiore anche a Z8 e Z9) e rispetto a Z6 il numero dei punti direttamente indirizzabili passa da 81 a 299 16) è la prima Z ad implementare anche il Pixel Shift oltre al Focus Shift (prima assoluta per Nikon) 17) per chi scatta ritratti in JPG sono state migliorate le novità introdotte con la Z8 (bilanciamento del bianco, trattamento della pelle del viso, riduzione del clipping delle luci sul volto) 18) modalità video complete, da macchina professionale, fino a 120p per riprese slow motion ed estensione della durata massima della ripresa 19) rispetto a Z6 II e Z7 II la registrazione audio PCM avviene in formato 48 KHz/24 bit 20) al momento è l'unica mirrorless full-frame con architettura "vecchia scuola" [vintage] ad avere queste prestazioni, presente sul mercato. Target di mercato allargato anche al bacino di nikonisti migrati a suo tempo su Fujifilm (ottiche permettendo) 21) prezzo. A 2.500 euro viene offerta una macchina "solida" che strizza l'occhio alle professionali Z8/Z9 per prestazioni e stacca nettamente tutto il resto della gamma Z 22) perfetto mix tra risoluzione disponibile e prestazioni agli alti ISO, unite ad ottime capacità di autofocus in "luce disponibile". *** Punti di debolezza 1) la presa USB-C é molto lenta. Ciò rallenta lo scaricamento dei file. Se fosse adeguatamente veloce invece, la scheda microSD potrebbe essere usata come una memoria interna permanente da non rimuovere mai 2) solo due obiettivi in stile con la fotocamera disponibili a catalogo e peraltro, non dotati di ghiera dei diaframmi (cosa che rende monca una modalità d'uso che replichi in tutto la ripresa in stile "iconico" FM", ovvero regolare anche il diaframma senza usare ghiere sul corpo macchina), peraltro tutti in plastica. La Nikon Zf pretende a gran voce una nuova serie di obiettivi importanti, pensati solo per lei (come invece potrebbero essere i Voigtlander dedicati Z se solo fossero autofocus). Al momento solo Viltrox propone obiettivi Z con autofocus e ghiera dei diaframmi funzionante. Quindi pensate che la comprerò anche se ho già ben tre Zfc, oltre a Z9 e Z8 ? Ma certo, che Nikonista innamorato sarei ? A metà ottobre per "San Cristoforo Colombo", sarà certamente mia.
  19. Riteniamo che il sensore da 24 megapixel impiegato da Nikon nelle sue ultime macchine sia tra i migliori, per equilibrio tra prestazioni e risoluzione, disponibile. Esso è stato selezionato per la prima volta per essere utilizzato sulla Nikon Z6. Ha base ISO a 100, gamma lineare sino a 51.200. Il dual gain interviene a 800 ISO. in questo grafico, prodotto con i dati elaborati da Bill Claff sul suo sito, mettiamo a confronto il rumore in lettura dei tre sensori full-frame da 20-24 megapixel Nikon. Se diamo credito a questa rappresentazione - e non abbiamo motivi per dubitarne - vediamo il precedente sensore della Nikon D750 comportarsi leggermente meglio degli altri due sino a circa 640 ISO. Dopo di che interviene il dual gain che permette al sensore della D780 di avere una tenuta migliore ed equilibrata (valori più bassi -> minore rumore) degli altri due. Addirittura facendo un filo meglio di quello della D5/D6, considerato il migliore per tenuta al rumore agli alti ISO dei sensori Nikon. e ciò avviene mantenendo anche una gamma dinamica su livelli interessanti che garantiscono una tenuta del file su tutta la gamma utilizzabile. Lo riscontriamo in fase di sviluppo. Il file di Z6/Z6 II/D780 è piuttosto "rotondo", "pastoso", come quello di D5/D6. Mentre quello della D750 oltre i 3200 ISO comincia a diventare un pò più esile, i colori perdono carico e la risoluzione effettiva decade Ovviamente, queste sono percezioni soggettive, non ci sono misure di nessun genere che possano sovvertire le sensazioni visive percepite dal fotografo, siano a monitor che su stampe. Avendo a disposizione per un pò di tempo in più rispetto al primo ciclo di test del 2020, un esemplare di Nikon D780, abbiamo fatto qualche scatto a quelle sensibilità ISO che raramente impieghiamo nelle fotografie di tutti i giorni. Non le evitiamo per principio, solo che raramente ci capitano situazioni in cui siano necessario arrivare così in alto. Ma ci interessava non solo vedere cosa produce la fotocamera "al naturale", anche vedere come il file si comporta in fase di sviluppo. A questo punto ci pare doveroso fare due premesse. 1) Quello che noi vediamo a monitor, se scattiamo in NEF, è il risultato dell'elaborazione del software di sviluppo che utilizziamo (per noi è l'ambiente Adobe). Sia lasciando il file al naturale, che sviluppandolo con le funzionalità che il software ci mette a disposizione. Quindi per il fotografo "della strada" ha poco senso cercare di confrontare scatti RAW puri. Nella mondo reale non esistono : sono tutti interpretati dal software e dai suoi algoritmi. Tutti diversi tra loro 2) Oggi sono intervenute funzionalità aggiuntive di trattamento del rumore che consentono risultati strabilianti rispetto anche al recente passato. Non solo in termini di puro intervento sul disturbo (usualmente i "confetti" colorati nelle ombre e anche, in parte, sulle parti in luce) ma che permettono anche di influire sul dettaglio, dopo la riduzione del rumore. E' quello che abbiamo fatto con gli scatti che seguono. *** Quello che segue è un fiore di crisantemo bianco/viola ripreso in ombra con la Nikon D780. ISO 12800, 1/1600'', f/11. Picture Control su Portrait, bilanciamento del bianco su luce naturale. Lo scatto è stato effettuato con la D780 in Live View per poter apprezzare l'esposizione sul display già allo scatto e non dover poi fare correzioni in sviluppo, salvo regolazioni marginali. Il trucco ... per evitare che le nostre fotocamere espandano il rumore, è sempre quello di esporre correttamente ed avere un istogramma il più possibile ricco già in ripresa. Dover aumentare l'esposizione in sviluppo ed aprire le ombre, automaticamente porta ad amplificare le zone di rumore più evidenti. Il file è in formato originale 6048x4024. Abbiamo applicato un livello di nitidezza da monitor. [aprire il file per vederlo in formato pieno] Dettaglio al 100% della parte centrale dello scatto (monitor 4K) Questo è l'intero vaso di fiori, sempre a ISO 12800 Prima pubblichiamo la versione senza riduzione del rumore poi quella con la riduzione del rumore mentre questa è l'impressionante ricchezza di dettaglio che quest'ultimo mantiene (e questo non è ancora uno sharpening da stampa) Non abbiamo usato un obiettivo macro, ma un comune ed economico Nikkor 70-300/4.5-5.6 VR AF-P. Questo è George, nella sua posizione di controllo, piena ombra sotto al portico. ISO 6400. senza intervento sul rumore con intervento sul rumore ISO 12800 di quest'ultimo, il dettaglio di occhi e parte superiore del naso questo è un dettaglio al 100% della fotografia precedente. ISO 12800. Fini qui in esterni. In interni abbiamo fatto questa prova, andando a livelli siderali, ben oltre la sfera pratica. Una scatoletta che conteneva il Godox XPRO II acquistato di recente. ISO 25600. ISO 51200. sono sempre file in formato pieno 6048x2048. Ingranditeli per vederli al 100%. Nel primo caso è il file estratto dalla fotocamera, nel secondo, dopo riduzione di rumore ed incremento della nitidezza a livelli da video. Il livello di rumore già all'origine ci pare sempre molto ragionevole. Una volta applicato il soppressore software di Lightroom ed aggiustato lo sharpening, se abbiamo esposto bene e non abbiamo fatto pasticci in sviluppo, il risultato è tipo ... la pellicola 100 ISO di una volta. ingrandire per il dettaglio. *** Ecco, tanto ci premeva illustrare. Riteniamo che oggi, con un sensore di questo genere e con le potenzialità della Nikon D780 (discorso che ovviamente estendiamo a Z6 e Z6 II che condividono questo sensore e le funzionalità a Live View, comode per avere tutta la situazione di scatto sotto controllo con il massimo della facilità) il rumore agli alti ISO non rappresenti più un problema per nessuno. Naturalmente c'è sempre chi avrà una opinione differente e ci sarà sempre spazio in futuro per ottenere di meglio. Ma già adesso noi ci riteniamo più che soddisfatti. Tutto questo però, lo ripeteremo sempre, non ci autorizza, né ad esporre male, né a non illuminare opportunamente la scena per ottenere la foto migliore che potremmo avere. Un conto è avere strumenti potenti, un altro conto usarli in modo scriteriato anziché al servizio della fotografia.
  20. Nikon con la Zf ha voluto riportare il classico pulsante di scatto filettato. La filettatura è standard, ovviamente. Rispettare gli standard permette di riutilizzare accessori pensati per quella filettatura. Quindi spazio, per esempio, agli scatti flessibili che si usavano con le reflex a pellicola. Ma il buco della filettatura può dar fastidio, perché è diverso - al tatto - da quello a cui siamo abituati nei pulsanti di scatto delle altre Nikon moderne. E per chi scatta molto, può diventare addirittura doloroso col tempo. Un problema che si risolve in aftermarket con accessori che possano usare quella filettatura per aggiungere un pulsante morbido. Su Amazon se ne trovano, di cinesi in plastica oppure in ottone, a decine di tutti i materiali e di tutti i colori. Come questo della nota JJC, casa cinese che produce anche pellicole protettive per display etc. che arriva in questa scatoletta anonima e per euri 8,50 consegna due pulsantini, uno con la superficie concava e uno convessa. Il rosso fa sempre la sua porca figura su una macchina tutta nera. E se poi il proprietario, casualmente, è simpatizzante milanista, diventa un must. ma la classe della Nikon Zf pretende ben altro di un affarino di plastica che se trattato male finisce per svitarsi. La memoria ci ha fatto tornare in mente un oggetto pensato da Nikon ben 10 anni fa di questi tempi, al lancio della oramai "mitica" ma anche "vetusta" Df. Il pulsante di scatto morbido modello Nikon AR-11, costruito in solido metallo con una finitura elegantissima, robusto, e con più di una finezza, tipica di Nikon. la confezione, classica degli accessori mignon di Nikon. Prodotto in Japan ... ! dentro c'è il pulsantino che come vedete è tutto in alluminio tornito e lucidato, con l'incisione Nikon sul bordino circolare la superficie di contatto per il dito è in resina nera, morbida al tatto. La filettatura conica è solida e ben eseguita. Si avvita in un attimo, entra senza indecisioni (a differenza del cinesino che oscilla un pò dapprincipio) e sta che è un'amore anzi, così sembra che la macchina ne sia dotata di serie. notate lo spettacolo dell'incisione Nikon sul lato visibile Insomma, è una sciocchezza, pure abbastanza difficile da trovare (comprato su Nikonstore.it, altri venditori online lo danno per esaurito) ma fa fine e non impegna. Nell'uso, il dito indice trova il tasto con facilità e così si capisce perché il tastino per registrare il video sia li davanti. Ed è comodo, come un cuscino di piume d'oca rivestito in raso italiano.
  21. Come già sappiamo fin dalla presentazione, Nikon con la sua nuova Zf non ha voluto rinunciare alle due schede di memoria. Ma i vincoli progettuali, primo tra tutti la necessità di alloggiare le due schede nel vano batteria, sotto al fondello, per l'impossibilità - anche estetica - di praticare una apertura sul lato destro della macchina, hanno impedito di scegliere le performanti schede CFexpress. Deciso per la SD card, per la seconda scheda é rimasto poco spazio. E anche per questioni di dissipazione termica, è stato riesumato il formato microSD, che avevamo dato per disperso dopo l'uscita dal mercato delle Nikon 1. Ma intanto queste schedine si sono evolute tanto da rivaleggiare - e in alcuni casi superare - le performance e la capienza delle schede SD. il vano batteria della Nikon Zf. Sopra alla linguetta gialla di sgancio della batterie, ci sono le due fessure per le schede di memoria. Quella a destra, più grande, per la SD, quella a sinistra, più piccola e incavata, per la microSD. Ed è spesso impiegato come memoria di massa fissa per Digital Audio Player, drone, videocamere, tablet. Sono piuttosto comuni le microSD di grande capienza, da 512GB o da 1TB, meno quelle veloci o molto veloci. la microSD Lexar Gold oggetto di questa prova, inserita per metà nella fessura ad essa dedicata dentro alla Nikon Zf. Bene. Non possiamo nascondere che il formato microscopico di queste schedine si presta facilmente allo smarrimento (parliamo di oggetti spessi meno di un millimetro e grandi circa 15x10 mm, fatti di un materiale che ricorda il cartone). Ma soprattutto la scomodità di inserimento e di disinserimento nella fotocamera. Per infilarla bisogna centrare la fessura e poi premere fino al blocco. Per toglierla si deve necessariamente togliere la batteria e poi premere con la punta dell'indice, perché un altro dito sarebbe troppo grande. Attenti a non fare come noi, che premendo dentro la scheda ma non facendola bloccare, l'abbiamo poi vista volare tipo toast fuori dal tostapane. Quindi ben venga il colore giallo per poterla ritrovare a fine volo ... A nostro avviso, quindi, per comodità e tranquillità di mente, queste schedine sono da intendersi per come vengono intese negli altri dispositivi elettronici : come memoria fissa, quasi permanente. E non da inserire e togliere a fine lavoro come siamo usi fare con le altre schede. I file delle nostre "catture" possono poi essere trasferiti via cavo, mentre la fotocamera è collegata al computer. Purché la porta di collegamento sia veloce (e possibilmente USB-C), l'operazione sarà indolore. Ma se il vostro computer è datato, con porte lente USB 3/USB-A, vi sconsigliamo proprio di dotarvene. Smarcate ergonomia e funzionalità, le prestazioni ? Andiamo agli oggetti di questa prova. in primo piano la Lexar Gold da 256GB V60, inviataci in prova da Nital - distributore dei prodotti Lexar - e sopra la Samsung da 512 GB già provata nel test della Nikon Zf. La Lexar è una UHS-II come testimoniato dalla doppia fila di contatti dorati : la Samsung no. Per sfruttare questa caratteristica ci siamo dotati di un lettore Lexar USB 3.1, capace di leggere sia SD che microSD di formato UHS-II. Il classico test sintetico al computer ha così mostrato prestazioni eclatanti che con un semplice adattatore SD->microSD non avrebbe dato la schedina sfiora di 200 MB/s in scrittura e i 300 MB/s in lettura. Che nella vecchia classificazione risalente ai tempi del CD audio, corrisponderebbe ad una 2000/1333x, rispettivamente in lettura e scrittura. Meglio di molte SD che abbiamo in casa. Per confronto la Samsung, pur pregevole, si ferma molto prima : sia in lettura che in scrittura. Per pronto riferimento, qui abbiamo le misurazioni di una scheda SD Lexar Gold 1800x (teoricamente 270 MB/s in lettura) E come possiamo vedere, questa microSD di ultima generazione, supera la velocità della SD che usiamo correntemente come scheda principale per la Zf. Nel video non abbiamo rilevato le stesse differenze ma resta il vantaggio della Lexar che si dimostra adeguata anche ai formati più leggeri del 8K prestazione video della microSD Lexar Gold prestazione video della microSD Samsung PRO Plus Bene, ma sulla Nikon Zf come vanno queste schedine ? Vanno bene e al netto delle limitazioni imposte da Nikon (per salvaguardare l'otturatore meccanico e per evitare eccessi di calore ?) non hanno molto da invidiare da una buona scheda SD. in questo specchietto riassumiamo le capacità di raffica fino al riempimento del buffer o ad intervento del limitatore (200 scatti per la raffica H* e 2000 per la raffica a 30 frame al secondo). Sostanzialmente le due microSD vanno allo stesso modo. La scheda SD ha un vantaggio solo per chi usa l'otturatore elettronico oppure per chi usa il NEF compresso senza perdita. Sono prestazioni complessivamente elevatissime per una macchina che nasce principalmente per dare sensazioni vintage e che si penserebbe "sotto al vestito niente". E invece Nikon ha dovuto mettere un limitatore perché il fotografo entusiasta non abusi di un corpo non pensato per esagerare inutilmente. Perché ditemi chi mai avrà bisogno di fare raffiche a 14.8 fps per oltre 100 o 200 scatti consecutivi con questa macchina (o superare i 2000 scatti a 30 fps, magari con prescatto ...). Insomma, questa non è né una Z8 né una Z9. Ma se solo glielo permettessero ... Un ultimo appunto, un test empirico di lettura dei file dalla fotocamera collegata via porta USB-C al computer. 301 file NEF per complessivi 2.83 GB vengono trasferiti in circa 46:86'' Sono circa 60 MB/s. Non tantissimi, ma nemmeno una miseria come ci era sembrato durante il test preliminare con il sample di pre-produzione. A conferma che i dati prestazionali vanno sempre consolidati con un esemplare definitivo con firmware finale. E' possibile che queste prestazioni della Zf possano essere persino migliorate via firmware una volta che Nikon avrà una base dati completa di utilizzi reali. Ma già così non crediamo ci sia da lamentarsi di nulla. In ogni caso, le attuale schede microSD hanno prestazioni elevate che non fanno rimpiangere troppo le schede SD e non dovrebbero impedire al fotografo serio di dotarsene. Come memoria permanente, in caso di bisogno. O per fare backup. O in caso di dimenticanza/guasto/smarrimento della scheda principale. Purché siano schede di qualità. Oramai i costi sono talmente bassi da non fungere da deterrente.
  22. Ci è arrivato in visione uno dei primi esemplari di Nikkor Z 70-180/2.8 che abbiamo provato per una quindicina di giorni nelle circostanze più varie. Alcune decine di migliaia di scatti per formarci un'opinione diretta, al di la delle specifiche e dei "si dice" del web. Ma prima vediamolo insieme. la scatola non desta sorprese, è la classica in cartone colorato di nero e dorato. tutti gli esemplari di normale importazione hanno queste etichette sul lato della scatola. In particolare il codice EAN : diffidare di quelli che non le hanno, sono di importazione "alternativa". naturalmente poi ci deve essere il marchio che assicura la garanzia Nital di 4 anni oltre all'adesivo Nital vip. aprendo la scatola sporgono i manualetti multilingue. sotto al primo separatore bianco c'è una scatoletta in cartoncino che contiene il paraluce, confezionato a parte. che funge anche da fermo per l'obiettivo che è posto al di sotto, avvolto in un foglio di schiuma bianca l'obiettivo e il suo paraluce. Qui siamo nella posizione a 70mm. Come sappiamo questo zoom si allunga all'aumentare della focale, come evidenziato in questo montaggio : alla fine è poca cosa ma è bene saperlo. Nell'uso non si nota, non c'è una netta sensazione di spostamento del baricentro. l'obiettivo è fabbricato in Cina mentre il paraluce nelle Filippine. Sappiamo che Nikon non ha fabbriche nelle Filippine e ufficialmente ha dismesso anche quelle cinesi dopo la chiusura delle linee di Coolpix e Nikon 1. esteticamente l'obiettivo è del tutto omogeneo con la restante linea Nikkor Z. In particolare facciamo notare l'anello programmabile, con la sua finitura diamantata, la scritta Nikkor argento, le serigrafie in rilievo e il grosso punto bianco in corrispondenza con l'innesto dell'ottica sul corpo fotocamera. ancora più evidenti in questo dettaglio. lo zoom ha una posizione di blocco in corrispondenza dei 70mm che serve a non far allungare inavvertitamente l'obiettivo quando è a riposo. Ovviamente va sbloccato prima per poter cambiare la lunghezza focale. queste riprese non fanno risaltare con immediatezza quanto sia compatto questo obiettivo. Nella realtà è lungo quanto il Nikkor Z 105/2.8 S e giusto un paio di centimetri più lungo del Nikkor Z 24-120/4 S con il quale si accompagna bene in un eventuale kit da vacanza compatto e prestazionale (cui magari associare quando necessario un Nikkor Z 14-30/4 S). Per questo lo abbiamo fotografato vicino al Nikkor Z 70-200/2.8 S VR : a 70mm a 180mm. Sappiamo che il 70-200/2.8 S non modifica la sua lunghezza al variare della focale. Andando alle specifiche effettive, il peso è inferiore agli 800 grammi, il passo filtri è di 67mm, mette a fuoco a 27cm in posizione 70mm e a 85cm in posizione 180mm. Ha un motore elettrico passo-passo, è composto da 19 lenti in 14 gruppi di cui 5 in ED, una in Super ED e tre asferiche. Il diaframma è a 9 lamelle ed è lungo, a riposo, 151mm. il passo filtri da 67mm è coerente con una parte della linea di obiettivi Nikkor Z di secondo equipaggiamento, come ad esempio, il Nikkor Z 28-75/2.8 e il Nikkor Z 17-28/2.8 con cui compone un ottimo trio di ottiche luminose in grado di creare un intero corredo. La lente anteriore è trattata in modo da essere repellente e facilitare la pulizia. é ovviamente dotato di anelli a tenuta di polvere e umidità ed è anche compatibile con i teleconverter Nikon TC 1.4x e TC 2.0x con i quali mantiene il totale automatismo. lo schema ottico, piuttosto sofisticato, che però non integra il classico gruppo di stabilizzazione dei teleobiettivi. In effetti questo obiettivo conta sullo stabilizzatore integrato alla fotocamera per compensare le vibrazioni e i movimenti indotti dal fotografo. MTF sintetico, piuttosto lusinghiero che promette buone prestazioni al centro, specie alla focale più lunga. *** Esaurita la panoramica, due parole su aspetto e consistenza. E' una costruzione leggera ed economica ma non in termini dispregiativi, anzi, prima di sentire quanto sia leggero, ha in verità un aspetto premium, merito della finitura sobria ma ben disegnata dei Nikkor Z. La ghiera dello zoom è consistente e ruota bene soprattutto grazie alla sua corsa molto breve. Anche il block Lock è solido e rassicurante. E' buono anche il paraluce che all'interno ha una finitura zigrinata per assorbire meglio i riflessi. Sappiamo - è inutile girarci intorno - che le origini di questo obiettivo sono Tamron, la prima apparizione di questo 70-180/2.8 é proprio avvenuta con marchio Tamron per Sony alcuni anni orsono. Il suo lancio, considerando il mix di caratteristiche e di prestazioni unite ad un prezzo aggressivo hanno fatto a suo tempo scalpore, tanto da convincere in un certo qual modo Sony a riprogettare (e riprezzare) i suoi due 70-200/2.8 ed f/4 per distanziarlo. L'ingresso nel sistema Nikon è per noi quindi ragione di curiosità, visto che i due ecosistemi non sono simili. Nikon qui ha fatto del suo meglio - diciamo anche che ci è riuscita - per integrare il progetto Tamron nel sistema Z, tanto che risulta indistinguibile esteticamente dagli altri obiettivi. Ma anche funzionalmente dobbiamo sottolineare il "miracolo" di renderlo compatibile con i due teleconverter (il Tamron per Sony non li accetta, per quanto ci consta) ma soprattutto di omologarlo al mondo Z via firmware. A dispetto dell'elemento frontale compatto (solo 67mm di passo filtri) non c'è accenno di vignettatura, nemmeno ai diaframmi più aperti. Non si vede alcuna aberrazione cromatica, almeno ad occhio nudo e se c'è distorsione, sinceramente sarà a livello strumentale. In quanto alle prestazioni generali, l'autofocus non è un fulmine, diciamo che è in linea con quello del Nikkor Z 24-200mm ma è preciso. Però di questo ed altro ancora parlerà in un inciso il nostro tester. complessivamente noi esprimiamo un giudizio positivo con alcuni caveat che confermano, se ce ne fosse stato bisogno, che il Nikkor Z 70-200/2.8 S non deve temere nulla da questo lancio. Si tratta di due obiettivi concepiti per fotografi differenti che appartengono a due categorie di prodotti molto diverse. Qui l'abbiamo voluto riprendere montato sulla Nikon Z9 ma nella realtà si trova più a suo agio sulla Z8 o su una delle altre Z full-frame che sono quelle che possono accoppiare l'obiettivo con il loro stabilizzatore integrato sul sensore. Escluderemmo di usarlo con Z50/Z30/Zfc salvo che con tempi di scatti veramente veloci. L'assenza di aggancio del treppiedi (perfettamente intonato con la filosofia del progetto "compatto e leggero"), non ci pare che vada incontro alla capacità di messa a fuoco molto ravvicinata e al rapporto di ingrandimento favorevole. Salvo, appunto, scattare con tempi di sicurezza molto elevati e/o con l'ausilio di illuminazione sempre adeguata. Ma questo è un campo che abbiamo volutamente evitato di esplorare ritenendo questo obiettivo un oggetto più indicato per la fotografia generale, mai quella specialistica, per la quale, per fortuna, il corredo Nikkor Z, offre opportunità più adeguate. Se questo articolo vi è sembrato utile mettete un like. A voi non costa nulla ma per noi fa una grande differenza per capire quali siano gli argomenti che i lettori trovano più interessanti. Non abbiate timore ad aggiungere i vostri commenti
  23. Si è fatto aspettare anni in roadmap (é uno dei motivi per cui probabilmente la roadmap non sarà più aggiornata ...) e poi anche una volta annunciato, chi lo ha ordinato lo sta ricevendo solo adesso, oltre due mesi dopo il lancio. Ed eccolo qua, appena consegnato dal corriere GLS, ordinato dal Nikonstore.it da Mauro Maratta e pagato di tasca sua in anticipo con Paypal. Ne parliamo qui in anteprima, per una prova approfondita ci vorrà un mesetto, noi non siamo soliti scrivere opinioni scolpite nella pietra dopo mezz'ora di utilizzo come certi recensori di Youtube che un attimo dopo sono già passati ad un microfono o ad un gimbal. Anzi, non contenti di provarlo qui dalle nostre parti, poi lo spediremo a dove solo Max Aquila lo potrà da par suo provare a mare, con i suoi amici surfisti. Ne valeva la pena ? La versione breve è si. In due frasi. Se fosse un Nikkor S, nessuno si scandalizzerebbe. E ... si, non vi offendete, ma è un obiettivo che è meglio di quanto il tipico proprietario di zoomone Sigma/Tamron si aspetterebbe di comperare con 2000 euro. Anzi, se costasse 2.559 euro, non sarebbe nemmeno questo uno scandalo. Perché questo è un Nikon. Il vero erede aggiornato del Nikkor F 200-500/5.6. Che una volta ... aggiornato con il nuovo, diventerà rapidamente un lontano ricordo. Senza andare a spaccare troppo il capello in quattro o a fare confronto a livello di pixel, l'immagine fino a 400mm non è troppo dissimile da quella offerta dal 100-400. E oltre, meglio di quella offerta dal 100-400 telemoltiplicato. Supera i due vecchi 200-400/4 e se non arriva - ci mancherebbe ! - al livello dello straordinario 180-400/4 TC, è anche vero che per dimostrare tutto il potenziale, il 180-400/4 dovrà essere impiegato in condizioni ideali. Mentre un obiettivo che spara fino a 600mm per la maggior parte sarà impiegato in condizioni limite, con la qualità dell'aria, i vortici di calore e i bagliori, che faranno veramente la differenza. Il Nikkor Z 600mm f/4 TC è meglio ? Ma certamente, certo. E per fortuna, anche se ancora difficile da avere, permane e permarrà a catalogo anche dopo l'uscita di questo super-zoom-tele. Ma ancora più che per il 180-400/4 che si ferma a 560mm mentre il 600/4 può arrivare a ben 840mm, esprimere tutto il potenziale di questi superteleobiettivi (considerazione valida anche per il pregiatissimo 400/2.8 TC) è ancora più difficile. E richiede superfotografi per superteleobiettivi. Dimenticando per un attimo il fatto che con i soldi che vi costerebbe un 600/4 TC, vi potete comprare due Z9, un 100-400 S e con gli avanzi, questo 180-600, per un corredo tele della massima potenza. Si chiude il mercato per i supertele con l'uscita di questo 180-600 ? No, certo che no. Ma per il fotografo di tutti i giorni, sarà veramente difficile giustificare un investimento 8.5x a fronte di un reale guadagno in termini di immagine in condizioni di scatto da mondo reale nelle foto di tutti i giorni. E questo al di là dell'ovvia differenza di luminosità massima tenendo a mente che a 600mm lo zoom è meglio che sia un filo più chiuso (f/7.1 o f/8, insomma) per avere il massimo della nitidezza. No, proprio in termini di messa a terra di tutta la potenza per quel prezzo da citycar accessoriata. Bene, dette tutte queste ovvietà andiamo ad aprire lo scatolone. Si, perché uno scatolone così mette in soggezione, come dimostra la "piccola" Z8 messa davanti a fare da paragone : e anche coricato, non è da meno ma una volta tolto l'obiettivo, invece, finiscono le ansie, è compatto, se non proprio piccolo, con i suoi 315mm senza paraluce. ecco tutta la dotazione che conta, noi l'abbiamo avvolto nel panno nel metterlo nello zaino, così per conservarlo così bello. Si, perché è bello. Nikon con i suoi Nikkor Z ha imposto uno standard estetico che è coerente al di là delle differenti linee di prodotto. E questo sembra uno Z di classe S per finiture a dettagli, in ogni sua espressione. Bello, ben fatto, notevole ! Comunque, vediamolo uscire dalla scatola : che è tutta in cartone, distanziali compresi l'obiettivo è avvolto in un panno di spugna e poi in un bugnato. Il paraluce è dentro una scatoletta separata. I manualetti sono del tutto trascurabili. La dotazione completa è questa : il collarino per il treppiedi, rimovibile, è incluso ! si toglie svitando quel vitone. E' una operazione agevole. Non ci sono guide a perni come nel 200-500/5.6 ma la logica è la stessa. Il movimento è accettabilmente fluido, meglio di quella del 200-500/5.6 ed infinitamente meglio per esempio, di quello del Sigma 150-600mm Contemporary che qui possiedono in tanti. Toglierlo o tenerlo ? Dipende dall'uso. E' compatto e leggero, sta dentro ad un vecchio zaino Tamrac Expedition 5, sufficiente per superare i controlli degli ingressi del Gran Premio di Formula 1 ma comunque supera i due chilogrammi. Quindi a seconda del tempo che lo si dovrà tenere in mano, meglio avere anche almeno un monopiedi. Servirà a riposare le stanche membra dopo una lunga camminata. Anche per chi fa tanta palestra ed è in formissima. il tappo è da 95mm, analogo a tutti gli altri. Il paraluce é un cilindro semplice. non sta in piedi da solo, si sbilancia verso il davanti. Ma basta montargli dietro una Z8 perché resti in bilico da solo qui lo vediamo col paraluce, con e senza il collarino del treppiedi mentre qui è montato su una testa video tramite slitta aggiuntiva Arca Swiss Non è bellissimo ? Noi ne siamo entusiasti ! Qualche dettaglio costruttivo in più. da dietro, con la scritta 180-600mm analoga a quella che hanno sul piedino gli altri teleobiettivi Nikon moderni. serigrafie e ghiere di controllo altro dettaglio della finitura impeccabile le tacche della lunghezza focale. La corsa della variazione di focale é sorprendentemente breve a vantaggio della velocità operativa. il tasto funzione programmabile dettaglio del lato con la scritta Nikon, il collarino e la ghiera programmabile che funge, servisse mai, da messa a fuoco manuale la parte sotto del piedino per il treppiedi con i due passi di filettatura. E' in lega leggera, quindi è probabile che qualcuno metterà un collarino alternativo opzionale in alluminio, con binario Arca Swiss. made in Cina, come c'era da attendersi. gli unici due selettori. Messa a fuoco Manuale o Automatica e limitatore di messa a fuoco tagliato a 6 metri, piuttosto che piena corsa da minimo a infinito. Aggiungiamo per pronta consultazione, lo schema ottico, complesso, con una bella articolazione delle lenti e largo uso di vetro speciale che permette un MTF interessante nonostante la focale estrema massima ottenuta non con pochi compromessi progettuali per mantenere compatto l'oggetto e il costo così contenuto. ma soprattutto una comparativa dimensionale che permetta di scegliere cosa sia meglio per il singolo fotografo : per super-teleobiettivi, il 180-600 é il terzo, l'ultimo a destra è l'800/6.3 [courtesy Camera Decision] mentre qui abbiamo tutti zoom, compreso il recente e compattissimo 70-180/2.8. Questo 180-600 è appena più lungo del 100-400/4.5-5.6 tutto esteso ed è addirittura più sottile. Resta più compatto del 800/6.3 che è appena più pesante, mantenendo il collarino del treppiedi. Mentre il 180-600 è di poco più pesante di 70-200/2.8 e 100-400mm, pur portando tutta quella focale in più. Se aggiungete i cartellini con il prezzo e tenete a mente che oltre i 400mm, molta parte della qualità dell'immagine non sempre dipende più dall'ottica ma dalla giornata, avrete un quadro orientativo più completo. *** Le prime impressioni sono molto positive. Oltre all'aspetto, anche la costruzione e il dettaglio sono premium. L'obiettivo vale ogni euro che costa, anzi, sembra a buon mercato. 2.500-3.000 euro non sarebbero sembrati eccessivi, visto il costo di 100-400 e 70-200/2.8. L'operatività è semplice e l'obiettivo, non variando lunghezza con la variazione della focale, non si sbilancia, rendendo agevole usarlo anche a mano libera. La velocità di messa a fuoco non è quella del 70-200/2.8 o del 400/2.8 ma è accettabile, considerando che non è un obiettivo della stessa classe merceologica. Le qualità ottiche ci sono tutte, sia in termini di nitidezza che di sfuocato e di colori. Ma soprattutto l'impatto (il punch), la matericità dell'immagine, sono ottime. E anche in autodromo, con il caldo e 6-7 megawatt di potenza scaricata da monoposto in accelerazione, le immagini alle distanze elevate obbligate per motivi di sicurezza vengono buone. Ma in termini di prova approfondita ci riserviamo il tempo necessario per farci un'idea più completa, per ora questi sono solo i nostri primi pensieri. In estrema sintesi, concludiamo come abbiamo iniziato. Se fosse un Nikkor Z di classe S non ci stupiremmo in termini costruttivi e di aspetto. Se costasse di più, se ne venderebbero meno ma nessuno avrebbe troppo da recriminare. La sua qualità è superiore a quella che molti fotografi possono sostenere sul piano della loro tecnica fotografica individuale. Meditate, cari fotografi ... meditate ... *** Ricordate di mettere un like se questo articolo vi è stato utile. A voi non costa nulla ma noi teniamo conto del numero dei like per decidere che articoli pubblicare. Mentre i vostri commenti saranno sempre preziosi per chi ci legge.
  24. Confronto all'americana tra .... il 24-200 in posizione di riposo a 24mm e il 24-200 in posizione 200mm. Attenzione, l'obiettivo non è "retrattile" come il 24-70/4 S, nel senso che a 24mm funziona, non richiede di essere esteso perchè la fotocamera si attivi. mentre qui è di fianco, per l'appunto, al 24-70/4 S su cui guadagna circa due dita di lunghezza nella posizione a 24mm (notate che al minimo il 24-70/4 S non è in posizione di "sparo" ma ritratto. Si deve aprire per poterlo utilizzare e a quel punto si allunga anche alla minima focale, cosa che per il 24-200 invece non succede). Quando è esteso più o meno raddoppia di lunghezza con il paraluce e il tappo il paraluce HB-93 costruito, come il resto, in Tailandia E per finire eccolo montato sulla Z6, in questo caso "zavorrata" dal battery pack. l'ingombro resta accettabile a 24mm, più impegnativo a 200mm, anche perchè i due cilindri interni fuoriescono abbastanza e il sistema diventa fragile all'imboccatura (immaginatelo con il paraluce montato). Che sono ovviamente in plastica, mentre il fusto principale invece è - almeno all'apparenza - in metallo. A supporto della cura di Nikon in questo obiettivo "tutto fare", il pulsante di blocco della focale che evita allungamenti indesiderati. Obiettivo che è del tutto costruito in Thailandia e non in Cina, una volta tanto. Nel complesso, la costruzione non è male. Non è un Nikkor S ma sembra semplicemente il fratello ... più alto del 24-70/4 S. Una estensione di quel concetto *** Nell'uso devo subito annotare una cosa. Già a 50mm il diaframma chiude ad f/5. Mentre oltre i 150mm è già f/6.3. Quindi o andate in giro con il sole bello forte, oppure se dovete fermare un soggetto rapido, dovrete rassegnarvi a salire di sensibilità. pieno sole, 165mm, f/6.3, ISO 280 per avere un tempo di 1/1000'', il minimo per fermare i miei delinquenti mezzo sole e mezza ombra, andiamo a 1000 ISO ma in ombra pur della stessa giornata di sole, la sensibilità è andata a 5600 ISO fortunatamente la nitidezza resta sempre elevata, il contrasto omogeneo e i colori neutri, facilmente dosabili. Archiviamo subito lo sfuocato, credo che uno che cerca il 24-200 non lo farà per avere lo sfuocato del Noct-Nikkor ... ! che comunque è decente se ci sapete fare Lato distorsione, avendo a mente che c'è la correzione automatica non disattivabile nemmeno in NEF, mi pare che le cose siano perfettamente in linea con l'oggetto, anzi. 24mm, appena un'ombra di cuscinetto residuo, tutto sommato ancora migliorabile, considerando che ero tutt'altro che in bolla con la parete e che in situazioni normali la cosa non si nota del tutto (sempre 24mm) E se anche andiamo a cercarci situazioni ... orribili si può intervenire con Photoshop ed avere comunque foto in bolla se vi piace di più il diaframma, pur aprendo a valori relativamente bassi, ha il pregio di chiudere a livelli molto elevati e in questo caso sono andato a cercare il sole che si mostrava tra le nuvole di una giornata un pò moscia, vedendo che l'obiettivo regge benissimo in queste circostanze qui siamo andati da f/4 ad f/32 passando per f/6.3 ed f/20 ( con piena evidenza di tutti gli scarafaggi che ci sono sul sensore della mia Z6 !) per quanto riguarda lo stabilizzatore, funziona perfettamente ed è del tutto trasparente (qui siamo ad 1/10'' ed f/22) Ma il miglior utilizzo di questo obiettivo è quello spensierato, a caccia di soggetti ... qualsiasi, potendo avere a disposizione tutta la gamma focale che si usa di più (con riconoscimento di occhio e volto del soggetto davanti, seguito a raffica senza problemi) *** Concludo così questa anteprima, forse approfondiremo nei prossimi mesi quando sarà disponibile un esemplare di serie. E' un obiettivo piacevole da utilizzare, di gran lunga migliore - anche in termini costruttivi - del Nikon F 28-300mm che si impasta a tutte le focali ed ha colori tendenti al grigio medio ... Ben corretto, non importa se in larga parte via software, è leggero, ancora compatto, come dicevo il fratello lungo del 24-70/4 S che quasi tutti noi abbiamo preso nel kit di una delle nostre Z. Proprio si nota appena che non è un S di fascia media, forse manca un filo di nitidezza rispetto agli eccellenti compari di merenda che Nikon ci ha proposto negli ultimi anni. Resta un oggetto di compromesso, e così deve essere preso, anche nel prezzo, non elevato ma nemmeno di livello popolare. Si usa bene e non impegna, le foto che consente sono belle e in certi casi, uniche, perchè magari quella volta li, proprio un tele impegnativo non l'avremmo portato con noi ... mentre qui basta zoomare e se c'è luce sufficiente si può fare quello che si vuole dall'insieme al particolare La poesia, ricordiamocelo sempre, sta dentro di noi e solo i nostri occhi possono mostrarla. Non scaturisce da sola per l'obiettivo che abbiamo in mano L'anteprima finisce qua anche perchè dovevo rapidamente restituire il sample a Nital Spa, distributore nazionale dei prodotti Nikon che ce l'ha concesso in visione.
  25. Per considerazioni generali sul nuovo Nikkor Z 400mm f/4.5 S vi rimando al mio unboxing del 18 luglio : qui ne parlo invece con due mesi di foto fatte in varie occasioni, potendo dare un giudizio più completo e pratico. In relazione all'oggetto in se il mio quartetto di voci, due tenori, un basso e un baritono. Mi ritengo particolarmente fortunato - toccando ferro - a disporre di questo geniale quartetto di ottiche compatte e leggere. Di fatto condividono la filosofia molto legata a quella delle mirrorless che vanno incontro alle esigenze di contenimento pesi ed ingombri richiesta dall'intero mercato. A parte il 500mm f/5.6 PF, che sfrutta la tecnologia Phase Fresnel, gli altri tre obiettivi sono abbastanza simili. Condividono buona parte dell'impostazione, hanno lo stesso piedino del treppiedi, differiscono di pochissimo nel peso e, come vedete, anche nell'altezza e nel diametro. Tanto che è facile confonderli se andate via di corsa. Io devo sempre leggere bene l'etichetta per essere certo di non sbagliare obiettivo. Ma è tanto bello poter scegliere in base al tempo, all'estro, alla giornata, allo scopo dell'uscita fotografica. Andando in particolare al nuovo Nikkor Z 400mm f/4.5 mi sento di fare alcune precisazioni, già anticipate in più occasioni ma che secondo me è utile ribadire. Ne ho discusso anche a voce con Max e ho tratto queste conclusioni. Questi obiettivi appartengono alla stessa categoria. Il 400mm f/4.5 va confrontato con il 100-400 e il 70-200, non con i supertele - sia Z che F - della fascia superiore. Tutto lo identifica come appartenente alla categoria media. la scatola il paraluce il collarino del treppiedi l'assenza di una sacca/borsa/astuccio tipici dei supertele (anche del 800/6.3 PF) la costruzione : robusta e professionale ma senza quei requisiti di resistenza a condizioni estreme e ad abusi in ambiente ostile che invece caratterizzano che so, un 400/2.8 o un 600/4, giusto per fare nomi e cognomi questo 400mm però si stacca per il design. Se vi ricordate, nei primi tempi delle mirrorless, specie dalla campana Sony, ci è stato raccontato che il disegno degli obiettivi wide e super-wide si sarebbe avvantaggiato principalmente dal tiraggio corto e dalla gola più larga del bocchettone. Bene, Nikon ci ha dimostrato con questo nuovo obiettivo - che sarà seguito, ne sono certo, da altri fratelli in futuro - quanto ciò sia vero solo in parte. Insomma, quando i progettisti Nikon hanno configurato lo Z Mount sapevano di poter trarre vantaggio anche nel disegno delle focali lunghe. Altrimenti non si spiegherebbe il miracolo di un 400mm che senza elementi a diffrazione, riesce ad essere così piccolo, leggero, compatto eppure così prestazionale. E senza i limiti degli obiettivi PF. Nel conto di questo progetto, però, ci sta una minore cura, un prodotto - sempre di fascia premium - ma decisamente situato più sotto dell'inarrivabile Nikkor Z 400mm f/2.8 TC. Non sto dicendo che questi obiettivi siano scarsi sul piano costruttivo, solo che a dispetto del prezzo di acquisto non proprio economico, restiamo nella gamma descritta dal 70-200/2.8 e 100-400. Oggetti eccellenti ma non costruiti come un 800/5.6. Smarcati questi due assunti, andiamo al sodo Si fa presto oggi a parlare di game changer, ovvero di oggetto che cambia le regole del gioco. Anzi, se ne abusa. Ma mai, fino ad ora, avevamo avuto a disposizione un 400mm ancora ben luminoso, così piccolo e leggero, da usare esclusivamente a mano libera, e allo stesso tempo così prestazionale. Questo per me, che pure posso scegliere, come avete visto, con cosa uscire ogni mattina, è qualche cosa che mi sta cambiando la vita. Specialmente quando dietro c'è attaccata la Nikon Z9. Avere la capacità di scaricare potenzialità fotografiche di questo livello, portandomi solo una borsetta leggera e per nulla ingombrante. Niente treppiedi, niente testa. Niente altro. Si, lo so, sono cose che ho già scritto a proposito del fantastico Nikkor F 500/5.6 PF quando è uscito quattro anni fa. Ma con questo 400mm Nikon si è superata. Perchè è un oggetto meglio bilanciato, ancora più facile da usare, pronto all'uso e meno impegnativo come focale. Con superiore luminosità massima. Potendo peraltro passare con un click in formato crop della Z9 all'equivalente - per angolo di campo soltanto - di un 600mm che nel video possono diventare anche 800 e più. E proprio nel video che l'ho trovato meraviglioso, capace di seguire il fuoco senza incertezza e senza rumori. Sempre in modo fluido e con una capacità di lettura anche del controluce, eccellente, senza interventi in postproduzione. Rispetto al 500/5.6 PF il silenzio è assoluto, anche per ciò che riguarda di stabilizzazione. Le prestazioni allineate ma con una prontezza superiore in termini di aggancio del soggetto. Rispetto al 70-200/2.8 S duplicato, non c'è confronto. Quella è una soluzione di ripiego da usare quando proprio si è rimasti con solo quell'obiettivo e basta. Mentre contro il 100-400/4.5-5.6 secondo me qui abbiamo prestazioni migliori in senso generale (specie di sfuocato), un miglior bilanciamento (il 400/4.5 non si allunga) e una pasta delle immagini di un gradino superiore. Il 100-400 ovviamente offre la variabilità della focale. Ma io spesso fotografo tutto il tempo a 400mm e non mi serve altro. Insomma, che altro dire ? Niente, non trovo difetti, tutto sommato nemmeno nella fattura da saldare a Nikon per averlo. Io ne sono innamorato e dubito che me ne priverò mai. Si sovrappone con altre soluzioni che già possiedo. Va bene, ma ogni violinista in casa ha più di un violino. Avete idea di quanto possa costare un bel violino ? E un pianoforte da concerto ? Informatevi ... Mi fermo qui per non diventare ulteriormente verboso. Propongo un montaggio di vari spezzoni di video in una giornata ventosa di luglio. Uno slideshow di immagini scattate in differenti occasioni. E qualche foto significativa. Specie l'ultima. 400mm.mp4 montaggio di più clip video 400slideshow.mp4 slideshow di alcune foto fatte in differenti occasioni Z9X_1272.MP4 mamma Ippo con figlio Ippo (Le Cornelle) Un falcone da caccia con il sole negli occhi. Sfondo liquefatto, senza accorgimenti particolari. e qui un animale meraviglioso, qui ritratto in ombra, ad alta sensibilità della Z9 Chiudo con un nikonista entusiasta di questo obiettivo e della mia Z9 ma eternamente indeciso nel fare il grande passo dalla reflex ... ... che quando si convincerà di passare finalmente agli strumenti giusti per quello che deve fare lui - come questo meraviglioso Nikkor Z 400mm f/4.5 - forse avrà già l'età per desiderare qualche cosa di ancora più leggero e compatto anche se solo "abbastanza buono" e non eccellente come questo (io certamente, per quell'epoca sarò costretto dagli acciacchi a sfogliare solamente le centinaia di migliaia di foto che scatterò in questi mesi con il mio 400mm)
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