Jump to content
  • Silvio Renesto
    Silvio Renesto

    Come fotografare bene (e male) gli Uccelli.

    Questo è un articolo rivolto a chi non se ne intende troppo, è rimasto incuriosito dal genere fotografico ormai  molto diffuso e vorrebbe provare, chi se ne intende non troverà molto di nuovo, però può contribuire ad arricchire l'articolo nei commenti, anzi lo gradirei molto. 

    Non è un articolo che parla di tecniche fotografiche o di scelta di attrezzature, ma di come provare ad ottenere foto interessanti.

    In questo articolo ci sono leggere tracce di ironia qua e là. L' ironia è una delle poche caratteristiche che differenzia l'uomo dagli altri animali. Chi non avesse il senso dell'ironia sappia che non c'è alcuna intenzione offensiva, eventualmente smetta di leggere. 

    L'articolo è intriso di soggettività, sono le mie personali opinioni, nessuna pretesa di possedere la verità.

    Infine  uso le mie foto per illustrare l'articolo, questo non vuol dire che so fare belle foto, ma che credo di saper  distinguere quelle che mi sono venute meglio da quelle che mi sono venute peggio, può essere che   il mio meglio faccia ribrezzo, ma il peggio lo farebbe  ancora di più, quindi il discorso rimane valido :) 

    Fotografare bene gli animali, non è semplice, occorrono esperienza, conoscenza dei soggetti, una valida attrezzatura ma non basta, occorre fondere  le doti del naturalista con quelle che caratterizzano tutti i fotografi capaci di fare buone foto, ossia senso dell'inquadratura e della composizione.   Di questo si occupa l'articolo, uso gli uccelli come esempio, ma vale anche per tutti gli altri animali (e perchè no, vegetali ).

    E adesso cominciamo.

    La ricetta dell'anatra spiaccicata.

    Non è un piatto orientale, ma è un vizio diffusissimo tra chi fotografa gli animali per caso, quando si riprendono i soggetti, magari alti venti centimetri, stando in piedi. Il risultato è che la paperella risulta ripresa da sopra la testa schiacciata sullo sfondo. Come non saliamo su un tavolo per fare i ritratti alle persone (salvo effetti particolari studiati apposta) ma li riprendiamo all'altezza degli occhi, così si dovrebbe fare anche con gli animali. Se serve abbassiamoci, che le ginocchia non sono di vetro. Altrimenti le foto sono proprio brutte.

    germano2i.jpg.376668c16b2b8e7f3dc69b2ed78a505d.jpg

    Io cerco di non fare riprese dall'alto, per cui questa è la più brutta che ho, ma in giro si vede di peggio.

    tuffettofish3.jpg.447a430ad36ba23d01d56a06b5073b85.jpg

    Un microbo ripreso dall'alto, ecco questa è anche peggio.

     

    Il Ritrattone, ovvero la foto ornitologica.

    Questo, in confronto a quanto sopra è un peccato veniale. Capita, soprattutto se siamo abituati a guardare le foto a monitor anzichè stamparle, di volere il soggetto bello grande, per deliziarci dei particolari. Lo so bene, succede spesso anche a me. Ma a volte si esagera. Specie se il soggetto  in realtà è piccolo. Ingigantendolo, si possono vedere le trame, i dettagli, cosa che ci delizia e ci stupisce, ok, ma da una parte  si ingabbia il soggetto nell'inquadratura, astraendolo dal contesto naturale, dall'altra se ne da' un'immagine un po' distorta. 

    cinciallegra18hr.thumb.jpg.7af6479aec5e517dedb5938c716fcc00.jpg

    E' vero che gli Uccelli derivano dai Dinosauri, ma le Cince sono dei batuffoli di leggiadria, questa (mia) foto mi fa venire in mente la barzelletta: sai che verso fa un passero di trenta chili?

    tuffetto4.jpg.4f8b09d16efab88100ccc04d4920e794.jpg

    Questo forse è un po' meglio ma sempre un po' troppo da manuale di ornitologia.

    Queste foto, che chiamo con affetto Ritrattoni, piacciono molto a chi conosce gli uccelli e i siti di Birding/Wildlife ne sono pieni, ricevono moltissimi like , se fatti bene. Intendiamoci, in molti casi non sono per niente facili da ottenere, spesso richiedono appostamenti e tempi lunghissimi, ma sono un po' da specialisti (se i soggetti sono rari), alla lunga possono stancare.

     

    Se invece lasciassimo un po' di spazio?

    Sarebbe molto meglio. Riecco la cinciallegra di prima, ma adesso può respirare, poverina, 

    cinciallegra7c.jpg.a488501ebc87ebd0d7c0e3dc4e7620c0.jpg

    E' ancora un ritratto, ma a mio parere è di gran lunga preferibile.

    Questa garzetta non è brutta (forse).

     

    garzettaelegantes1.thumb.jpg.fe8bdba170de4dee4129c7ee6ef32f39.jpg

    Ma questa è meglio, per me almeno:

    garzris2.thumb.jpg.6384638918edf410635f458ef29a17c8.jpg

    Siete d'accordo?

    Animalscapes!

    Ovvero paesaggio con animale, dove l'animale occupa una porzione  piccola dell'inquadratura (ancora di più che nel ritratto ambientato)  e ne costituisce un punto forte, di interesse. Se fatti bene sono immagini eccellenti perchè  sono pittoriche e nel tempo stesso informative, raccontano dell'ambiente dove vive l'animale, (ripeto: se fatte bene) sono molto suggestive. Non è che si debbano fare solo animalscapes, ma inserirne  nel contesto di un portfolio secondo me lo arricchisce enormemente.

    cenerinoamb.thumb.jpg.2e1c68089026f5f70bf24262b688b3a4.jpg

     

    mist.thumb.jpg.e0fe0e6ebc78b0baa33113e5c0349921.jpg
     

    _DSC3920.thumb.jpg.6b0044013bfe890a2b56ca4e96c91d4b.jpg

    Questa foto di  Tarabusino  sta a mezzo tra il ritratto ambientato e l'animalscape.

    Attenzione! L' animalscape non dev'essere un alibi  per spacciare foto insignificanti a microbi come opere d'arte:

    piccolo.thumb.jpg.20c235fbdc5c2c0090ae79e1f073fd83.jpg

    Questo non è un paesaggio con animale, è una garzetta troppo lontana. ;) 

    Un pizzico di creatività:

    Cerchiamo di fare i soggetti più nostri, più originali. Giochiamo con l'inquadratura, con la postura con la situazione in modo che la foto dica qualcosa di più.

    Possiamo sfruttare i riflessi:

    _DSC3931b.thumb.jpg.04de4b52b07e39e7c52acd69e252a7de.jpg

     

    La postura e le ombre:

    cenerinob.thumb.jpg.d8577e032cc54686d09401350fb95906.jpg

    Fare un ritratto stretto:

    airones2.jpg.9f2c2b8bd1cf6196c252a421e6dcb952.jpg

    Oppure sfruttare lo sfondo per suggerire qualcosa, ad esempio l'interazione con l'uomo:

    guardtrattore.jpg.a7bfe0fe08de675c85f87c7a1cd500b9.jpg

    Od anche cercare suggestioni visive, con luce e composizione:

    tre.jpg.73a5e5dc306421c67d1e13a68a6dc3e2.jpg

    Od una composizione minimalista...

    svassopiccolo2s.thumb.jpg.6a84884b33e07ca17beca0eb0fb1074d.jpg

    Gli animali devono fare ... gli animali. Insomma devono fare qualcosa.

    Nemmeno nei musei si espongono più gli animali in pose statiche, ma si ambientano in diorami e li si ricostruisce come fossero in azione. Tanto più deve valere per quelli vivi. Quante cose in più ci racconta una foto di un animale mentre caccia, lotta, litiga, corteggia e così via?

    airones3.thumb.jpg.4e133da711670f9618a5519073725be0.jpg

    _SCR3091sml.thumb.jpg.a2c08dcfa2cc61244efadf1295737991.jpg

    duel1.thumb.jpg.a83450993dd2930508a7e49ba6ab4fb5.jpg

    Anche la più comune folaga può diventare interessante!

    folagamberob.jpg.847140f6f87fcab89e1244ed77cd96a0.jpg

     

    Come scritto all'inizio gradisco molto gli interventi costruttivi e i quelli finora arrivati  coprono alcuni aspetti essenziali che io, concentrato sul discorso di come inquadrare, avevo tralasciato. Riporto qui le parti essenziali in modo che arricchiscano l'articolo formando un tutt'uno con il mio testo  ( le foto inserite, nel bene o nel male, sono sempre mie😞)

    Alberto Salvetti

    ... qualche piccolo distinguo.

    Il soggetto non deve essere incastonato nel fotogramma, ma a parte rare eccezioni, deve occupare almeno metà dell'immagine.

    Il soggetto deve essere molto staccato dal fondo ed il fondo deve essere il più evanescente possibile.  Tendo a scartare le immagini con fondo invadente.    Qualche volta inserisco il soggetto nel suo ambiente, se caratterizzante, ma non mi piacciono molto le immagini con il soggetto piccolo e ambientato esclusivamente perché non si è riusciti a fare una foto da distanza più ravvicinata.

    E' evidente che è meglio una foto dinamica di una foto statica.  Io comunque cerco di privilegiare la nitidezza del soggetto, l'estetica e l'armonia dell'insieme.  

    Per finire voglio fare un appello a chi si avvicina a questo tipo di foto.  Fotografare gli uccelli, come del resto qualsiasi altro soggetto che sta in natura, deve servire all'approfondimento della conoscenza di ciò che si fotografa. Serve un buon manuale e curiosità, e cercate di contattare qualcuno che conosce questo tipo di fotografia. 

    Ma attenzione!! La vostra attività non deve in nessun modo recare fastidio o peggio ancora danno ai vostri soggetti. Danno anche grave che potete procurare, tanto più siete inesperti.  Nessuna foto vale il disturbo, soprattutto nel periodo della riproduzione. La bella foto prima o poi verrà quando meno ve lo aspettate.  

     

    Mauro Maratta: 

    ... E' vero, in ogni situazione si può impressionare il sensore per foto documentative, anche preziose.
    Ma nella stragrande maggioranza dei casi - a prescindere dal soggetto che può essere il più comune passerotto o il più esotico dei bipedi migratori - la luce conta.
    Sempre.
    E qualche volta il fotografo intelligente dovrebbe decidersi che la giornata potrebbe essere più proficuamente dedicata ad una mangiata con gli amici che ad una impegnativa escursione fotografica che si tradurrebbe, guardato il cielo, in una frustrante sequela di foto inguardabili.

     

    _SCR6686.thumb.jpg.e975cd30364d7b856bfcd5411c4da8b8.jpg

     

    Francesco Contu:

    possono essere decisivi: la conoscenza dei luoghi e delle abitudini degli animali.
     La capacita' di mimetizzarsi, dato che si tratta quasi sempre di creature assai poco confidenti. Se per qualcuno il miglior grandangolo e' "un passo indietro", spesso il miglior tele e' "l'abbigliamento giusto".
    voglia di muoversi e viaggiare.

    Per esperienza, la barca e' un eccellente posto da cui fotografare e ci sono diversi luoghi dove ci si può accordare con pescatori e guide locali che organizzano dei giri. Alla peggio, ci si sara' fatti un bel giro nella natura. Molto più appagante che stare dentro un capanno, almeno per me che mi annoio mortalmente a star fermo.

     

    rosso.jpg.601efae0de2cbf0f8f93354dd4c03ed9.jpg

     

    sgarzam.jpg.05f23d64a827fed863362a2ef8a5ffbf.jpg

    Sono d'accordo, questo Airone Rosso e questa Sgarza ciuffetto li ho ripresi dalla barca, Lago Superiore, Mantova.

     

    Grazie sentite a chi ha fornito queste interessanti  considerazioni.

    Spero di aver scritto cose abbastanza interessanti ed aver mostrato foto non troppo indegne (a questo proposito, le foto spaziano nell'arco di anni ed alcune sono state scattate con Nikon digitali del tempo che fu, questo spiega almeno in parte alcune differenze di resa, il resto è incapacità del fotografo :) ). Poi, non prendetemi troppo sul serio. Anch'io faccio "passerosauri",   uccelli impettiti ... ma  l'importante è sapere dove si deve arrivare e provare ad arrivarci.

    Ma soprattutto spero sia stata una lettura divertente!

    Edited by Silvio Renesto



    User Feedback

    Recommended Comments

    Perfettamente d'accordo con il senso del tuo discorso.

    Da appassionato di fotografia e poco interessato (oltre che ignorante) di ornitologia & affini, apprezzo più un paesaggio con animale che uno scatto per un manuale di zoologia.

    Tra l'altro, essendo appunto ignorante della materia, un'immagine nella quale viene presentato il soggetto nel suo habitat naturale mi fa meglio intuire le sue dimensioni, i luoghi in cui vive e si muove, le sue abitudini, fornendomi altre informazioni utili a capire "chi è" il soggetto ritratto e, forse, a meglio apprezzare l'animale e la foto stessa.

    Se poi la foto è anche una bella foto, beh, tanto meglio! ;)

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Un "how to do" ben argomentato, senza essere una lezione ( grazie Prof. ) ma un discorso tra amici, appassionati, neofiti, curiosi o anche illusi di aver capito come fare ma disponibili a migliorarsi.

    Uno spunto a provare anche per chi, come me, appartiene a "quelli" della prima riga : "Questo è un articolo rivolto a chi non se ne intende troppo, è rimasto incuriosito dal genere fotografico ormai  molto diffuso ..."

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Grazie. Un utile vademecum per tutti, compresi quelli che come me cercano di fare il meglio, senza peraltro sentirsi quasi mai soddisfatti. Le foto che si fanno in natura raramente mostrano la pazienza e la resistenza alla frustrazione che questi esseri grandi o piccoli, veloci o lenti, rari o comuni ci impongono a volte. La cosa bella è che ci misuriamo di nuovo ogni volta spinti dalla curiosità e dall'ammirazione. Chi comincia ora sappia quindi che il piacere risiede solo nell'osservare e magari riuscire a portare qualche immagine, per farci gustare di nuovo il piacere di quella situazione, e pazienza se si resta a bocca asciutta. Sarà per un'altra volta!

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    L'articolo di Silvio è come al solito estremamente  esauriente e corredato da immagini che ben illustrano i testi. Del resto da Silvio ci ha abituati a articoli di questo livello.  

    Sono sostanzialmente d'accordo con quanto scritto nell'articolo con qualche piccolo distinguo.

    Il soggetto non deve essere incastonato nel fotogramma, ma a parte rare eccezioni, deve occupare almeno metà dell'immagine.

    Il soggetto deve essere molto staccato dal fondo ed il fondo deve essere il più evanescente possibile.  Tendo a scartare le immagini con fondo invadente.    Qualche volta inserisco il soggetto nel suo ambiente, se caratterizzante, ma non mi piacciono molto le immagini con il soggetto piccolo e ambientato esclusivamente perché non si è riusciti a fare una foto da distanza più ravvicinata.

    E' evidente che è meglio una foto dinamica di una foto statica.  Io comunque cerco di privilegiare la nitidezza del soggetto, l'estetica e l'armonia dell'insieme.  

    Per finire voglio fare un appello a chi si avvicina a questo tipo di foto.  Fotografare gli uccelli, come del resto qualsiasi altro soggetto che sta in natura, deve servire all'approfondimento della conoscenza di ciò che si fotografa. Serve un buon manuale e curiosità, e cercate di contattare qualcuno che conosce questo tipo di fotografia. 

    Ma attenzione!! La vostra attività non deve in nessun modo recare fastidio o peggio ancora danno ai vostri soggetti. Danno anche grave che potete procurare, tanto più siete inesperti.  Nessuna foto vale il disturbo, soprattutto nel periodo della riproduzione. La bella foto prima o poi verrà quando meno ve lo aspettate.  

     

    • Like 2
    • Haha 1

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Utili suggerimenti. Soprattutto per uno come me, assolutamente negato per la foto naturalistica (anche se ci provo, ogni tanto, con scarsissimi risultati) Grazie Silvio :)

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Grazie Silvio.

    Una piccola aggiunta personale, dettata dall'esperienza.

    E' vero, in ogni situazione si può impressionare il sensore per foto documentative, anche preziose.
    Ma nella stragrande maggioranza dei casi - a prescindere dal soggetto che può essere il più comune passerotto o il più esotico dei bipedi migratori - la luce conta.
    Sempre.
    E qualche volta il fotografo intelligente dovrebbe decidersi che la giornata potrebbe essere più proficuamente dedicata ad una mangiata con gli amici che ad una impegnativa escursione fotografica che si tradurrebbe, guardato il cielo, in una frustrante sequela di foto inguardabili.

    ;)

    Just my two cents, of course.

    :signorsi:

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Sì, infatti sono tre settimane che non combino nulla.

    Certo la luce conta, come conta quello che ha scritto Alberto Salvetti sia sulla tecnica che sul rispetto.

    In questo breve articolino mi ero concentrato sul come inquadrare. 

    La luce, come giustamente hai scritto riguarda qualsiasi tipo di fotografia e non solo quella agli animali, avrei dovuto rimarcarlo. Per fare un esempio in casa, molte delle  mie ultime foto di Torrile,  da questo punto di vista facevano schifo, lo ammetto. Sono stato poco critico verso me stesso.

    Ancora un paio di precisazioni: 

    Una foto con il soggetto piccolo, l'ho scritto anch'io che deve essere una scelta e non un alibi,  quindi sono d'accordo con Alberto. Ma può essere una scelta premiante, vedi Brad Hill, o alcune immagini del Wildlife  photographer of the year. Ribadisco non  devono essere la regola ma una variazione sul tema. 

    packwood.jpg

    Sull'evanescenza dello sfondo  sono d'accordo, è una scelta  valida che ho dimenticato di inserire,  e che valorizza il soggetto. A meno che non si vogliano enfatizzare alcuen caratteristiche del momento o dell'ambiente in cui è l'interazione ambiente soggetto a essere rilevante. Foto difficili.

     

    83_Jasper-Doest-The-Netherlands-Snow-mom

    Sono contento che siano arrivati dei contributi tecnici, li avevo richiesti e chi legge ha una visione più completa, grazie.

    Sul rispetto della fauna (ma della natura in generale ho scritto più e più volte, ma Alberto fa bene a ribadirlo, serve sempre, non è mai abbastanza.

     

     

    • Haha 2

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Aggiornamento: siccome i contributi di Alberto e  Mauro coprono aspetti  essenziali, li ho incorporati nell'articolo (con i dovuti riconoscimenti).

     

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Nel condividere quanto espresso, di cui apprezzo anche la sottile ironia, aggiungo anche degli aspetti che prescindono da fotocamera e abilita' ma possono essere decisivi:
    - conoscenza dei luoghi
    - conoscenza delle abitudini degli animali
    - capacita' di mimetizzarsi, dato che si tratta quasi sempre di creature assai poco confidenti. Se per qualcuno il miglior grandangolo e' "un passo indietro", spesso il miglior tele e' "l'abbigliamento giusto".
    - voglia di muoversi e viaggiare
    - per esperienza, la barca e' un eccellente posto da cui fotografare e ci sono diversi luoghi dove ci si puo' accordare con pescatori e guide locali che organizzano dei giri. Alla peggio, ci si sara' fatti un bel giro nella natura. Molto piu' appagante che stare dentro un capanno, almeno per me che mi annoio mortalmente a star fermo. Certo per riprendere il gracchio alpino la barca non sara' di grande aiuto...

    • Haha 1

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites
    2 ore fa, Francesco Contu dice:

    Nel condividere quanto espresso, di cui apprezzo anche la sottile ironia, aggiungo anche degli aspetti che prescindono da fotocamera e abilita' ma possono essere decisivi:
    - conoscenza dei luoghi
    - conoscenza delle abitudini degli animali
    - capacita' di mimetizzarsi, dato che si tratta quasi sempre di creature assai poco confidenti. Se per qualcuno il miglior grandangolo e' "un passo indietro", spesso il miglior tele e' "l'abbigliamento giusto".
    - voglia di muoversi e viaggiare
    - per esperienza, la barca e' un eccellente posto da cui fotografare e ci sono diversi luoghi dove ci si puo' accordare con pescatori e guide locali che organizzano dei giri. Alla peggio, ci si sara' fatti un bel giro nella natura. Molto piu' appagante che stare dentro un capanno, almeno per me che mi annoio mortalmente a star fermo. Certo per riprendere il gracchio alpino la barca non sara' di grande aiuto...

    D'accordissimo, questo lo avevo accennato nella premessa, ma fai benissimo ad  esplicitarlo.

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Grazie Silvio, un articolo che ho snobbato perchè "tanto io non scatto agli uccelli"
    invece no
    l'ho letto e riletto con attenzione perchè scritto bene e con il sorriso che merita -le papere schiacciate e i passeri in primo piano ce li ho anche io-
    complimenti
     

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Da non praticante del genere, salvo rarissime situazioni, ho molto apprezzato l'articolo.
    Ci sono molti spunti interessanti, a volte ci si concentra troppo sull'attrezzatura e si dimentica la fotografia vera e propria.

    • Haha 1

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites
    12 minuti fa, Sakurambo dice:

    [...]
    Ci sono molti spunti interessanti, a volte ci si concentra troppo sull'attrezzatura e si dimentica la fotografia vera e propria.

    Questo, purtroppo, è un dato di fatto.
    Nelle mie frequentazioni con fotografi di tutte le età, estrazione, marchi, l'ordine di classifica delle conversazioni è di norma :

    - dove l'hai preso ?
    - quanto gli hai dato ?
    - il XXXXXXX è meglio ?
    - io userei il YYYYYY ?
    - cosa mi consigli di comprare ?

    raramente della fotografia vera e propria (specie della luce, del punto di ripresa, della focale più corretta, di come cogliere al meglio quel dato soggetto).

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites
    6 minuti fa, Parsifal dice:

    Questo, purtroppo, è un dato di fatto.
    Nelle mie frequentazioni con fotografi di tutte le età, estrazione, marchi, l'ordine di classifica delle conversazioni è di norma :

    - dove l'hai preso ?
    - quanto gli hai dato ?
    - il XXXXXXX è meglio ?
    - io userei il YYYYYY ?
    - cosa mi consigli di comprare ?

    raramente della fotografia vera e propria (specie della luce, del punto di ripresa, della focale più corretta, di come cogliere al meglio quel dato soggetto).

    Perché c'è ancora la mentalità (che non si perderà mai) che la fotografia la fa l'attrezzatura.

    L'attrezzatura è solo una scelta personale del fotografo che ritiene sia necessaria, secondo le sue inclinazioni, per raggiungere un risultato.

    Siamo noi a fare le foto e l'attrezzatura che scegliamo è parte del nostro modo di essere fotografo.

    • Haha 2

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Conoscere il proprio territorio e le specie che ci vivono o che magari sono di passo due volte all'anno. Ci vuole tempo e non il tempo di una giornata passata ad "annoiarsi", ci vogliono mesi, anni per arrivare a conoscere i comportamenti, a riconoscere le sfumature nei richiami per arrivare, molte volte, a prevedere quello che gli animali faranno. In modo da poter sfruttare il momento che sappiamo sta per manifestarsi e poter sfruttare la nostra creatività non facendoci trovare "troppo" di sorpresa e impreparati. Può sembrare una banalità o di una noia mortale, ma la conoscenza del proprio ambiente di "caccia" e fondamentale, almeno per me. :)

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Condivido quanto espresso da Silvio e da chi ha partecipato successivamente per contenuti e commenti.

    A proposito di foto agli uccelli,  stamane ho letto un articolo su un giornale locale (il Gazzettino) nel quale si riporta la notizia secondo la quale il gallo cedrone, di cui ci sono circa 300 esemplari nella zona Cansiglio e limitrofe, sarebbe a rischio estinzione perchè alcuni  sconsiderati “fotografi" con la loro invadenza distubano gli animali nella stagione degli amori,  compromettendone  così la  riproduzione. 

    Inoltre è stato rinvenuto un gallo cedrone con le penne della coda strappate non certo a causa di  un duello amoroso ma di un “fotografo" che con questo atto si sarebbe assicurato l’esclusiva della foto. 

    Uso il condizionale perchè stento a credere a questo secondo fatto, anche se  i limiti del buon senso e del rspetto sono travalicati da un pezzo. Non ho parole.

    Edited by nikolas

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Quella delle penne spero sia una bufala, però purtroppo il fenomeno del disturbo è reale, con la "volgarizzazione" del mezzo fotografico (intendendo che oggi tantissimi  pensano che basti comprarsi un cannone superzoom  e diventano  automaticamente  dei Frans Lanting), e  la successiva compulsione a mettere le foto sui siti e forum, per fare a gara di chi ha l'uccello più bello (doppio senso  intenzionale),  si è creata una schiera di fotografi (non) naturalisti, che sono animati dallo stesso spirito dei cacciatori che sparano. Qualunque mezzo è buono, basta  portare a casa un trofeo. Mi sono trovato ad esempio a discutere con gente che per tirare fuori l'... "animale" dal nido voleva usare i richiami registrati, che come è noto sono causa di stress, perchè il soggetto pensa ad una invasione di territorio. Ma ci sono anche episodi ben peggiori. Inutile elencarli qui, ci si farebbe il sangue cattivo, come diceva la mia nonna.

    Mi limito a riportare di un fotografo che si è messo ad imprecare urlando come uno scaricatore di porto perchè un qualcosa gli ha fatto scappare il picchio dal posatoio. Questo aveva capito tutto della fotografia di natura.

    Tant' è che in alcune oasi, sicuramente all'estero, da noi non ne sono sicuro, c'è il divieto di accesso ai fotografi nei periodi riproduttivi. Se la sono cercata, peccato ci vadano di mezzo anche quelli che sanno rispettare, ma per gli animali è meglio così.

     

    Precisazione doverosa: non ritengo sbagliato pubblicare le proprie foto (naturalistiche in questo caso) , anzi è una bella cosa, ed eventuali commenti sono giusta gratifica di un impegno  e testimonianza di un amore per i soggetti, un amore che si vuole condividere. Diventa sbagliato  quando il solo  autocelebrarsi diventa lo scopo finale e si perde il rispetto per chi viene coinvolto fino a fargli del male per ignoranza se non per volontà. 

     

    • Haha 1

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Silvio, un bell'articolo. Dettagliato, interessante e ben scritto.

    Circa il livello di "sconsideratezza" di alcuni sedicenti fotografi ed ancora di più sedicenti naturalisti temo che la realtà superi la fantasia. Al punto che:

    • Spero tanto che la contrazione del mercato fotografico possa in qualche modo provocare contrazione del numero di "fotografi" (cioè sedicenti fotografi, di più: sedicenti naturalisti)
    • Vedo il rischio dell'avvicinamento a questo tipo di fotografia di più neofiti, quelli cioè più a rischio di produrre più.... disastri anche se armati di buone intenzioni

    Non è una critica al tuo lavoro, intendiamoci. Ma uno sprone a chi vuole entrare in questo mondo a farlo solo in punta di piedi e possibilmente accompagnati da chi sa quello che fa. Altrimenti a restare nelle oasi gestite da chi sa quello che si può fare, e di attenersi alle regole.

    La natura non ha bisogno di più fotografi ma di più spazio e di maggiore rispetto!

    • Haha 3

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites


    Join the conversation

    You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

    Guest
    Add a comment...

    ×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

      Only 75 emoji are allowed.

    ×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

    ×   Your previous content has been restored.   Clear editor

    ×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.


×
×
  • Create New...