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  • Massimo Vignoli
    Massimo Vignoli

    Nikon 180-400mm f/4E FL TC for wildlife: Jack of all trades!

    Background.
    La fotografia di natura presuppone l’uso di lunghe focali, l’appostamento da capanno fisso e l’arrangiamento della composizione gestendo le poche variabili disponibili. Ma io, sempre più spesso, trovo piacere nel godere del contatto con la natura e nel cercare immagini capaci di raccontare la situazione oltre che ritrarre il soggetto.
    È una trasformazione in atto da tempo nel mio modo di vedere e di fotografare. Per questo, sto sempre meno in capanno e sempre più giro per boschi, fiumi, monti ... e sempre più apprezzo viaggi all’estero immersivi nella natura piuttosto che indirizzati a ritrarre lo specifico animale. 
    Un modo diverso di indirizzare le uscite, quindi, ma anche un modo diverso di “vedere” le immagini. C’è un facile trucco, che ho imparato casualmente tanti anni fa. Sostanzialmente è questo. Guarda quello che vuoi fotografare, chiudi gli occhi e riepiloga nella mente cosa ti ha colpito e cosa rende speciale quello che hai visto. Poi riapri gli occhi e concentra la tua fotografia nel ritrarlo, impostando composizione, diaframma, fuoco ecc.. per renderlo al meglio, includendo ciò che serve ed escludendo tutti gli elementi di disturbo.

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    D5 su 180-400@400 1/1000 f4 ISO800, quando la neve inizia a sciogliersi gli stambecchi scendono molto in basso...

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    D5 su 180-400@400 1/640 f4 ISO100

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    D5 su 180-400@500 1/1000 f5.6 ISO200

    Bene, per fare un esempio, io sempre più, invece di “che bel camoscio” penso “fantastico quel camoscio in mezzo alla pietraia, piccolo piccolo sotto la montagna con quella cima aguzza”. Beh, così è molto enfatizzato, ma rende il senso. Ovviamente, sempre su quel binario, non vuol dire che non scatto più immagini “chiuse”. Ma che le apprezzo entrambe.Da quanto sopra, due forti spinte per valutare uno zoom prestazionale come il 180-400. Per capire, nella sostanza, se nella maggior parte delle situazioni in cui fotografo – in Italia e all’estero, da capanno e in esplorazione – possa essere effettivamente più adatta questa meraviglia piuttosto che la coppia fatta da 500/4E FL e 70-200/2.8E FL o 80-400/5.6G (uno o l’altro a seconda dei casi, ma questa è un’altra storia – il test del 80-400G lo trovate qui).

    Ma la mia storia di fotografo di natura inizia parecchi anni fa: il mio primo supertele fu proprio il 200-400/4 AF-S VR. Non ci siamo mai amati, l’ho sostituito dopo poco con il 300 2.8 ed i moltiplicatori…. Ma poi, visto cosa ci faceva Unterthiner, giusto per citare qualcuno proprio bravo, lo ricomprai…. Per confermare che non ci amavamo e cambiarlo con il 500/4. Ma era il 2008! 

    Capirete quindi come il prezzo molto elevato e questi precedenti mi abbiano reso incerto e fatto cercare innanzitutto la possibilità di una prova. Prova che Nital e Mauro, ringrazio moltissimo entrambi, hanno reso possibile in questi mesi e della quale racconto con piacere qui su Nikonland.

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    Com’è fisicamente.
    Parlavo di supertele, il 180-400/4E FL rientra a pieno titolo in questa definizione. 
    Meccanicamente è costruito in maniera eccellente, come potete vedere dalle ottime immagini che Mauro ha realizzato durante l’unboxing. Io non so fare niente di neanche lontanamente così bello, ma è questo.

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    Però vi faccio vedere com’è rispetto agli obbiettivi che ho citato poc'anzi. Il 70-200/2.8E FL, evidentemente, appartiene ad altra categoria ed è nel gruppo solo per dare un’idea. L’80-400/5.6G è qui per far capire che c’è 400 e 400, e che la ricerca della qualità ed uno stop in più di luce cambiano completamente i progetti ottici.

    Il 180-400 è il secondo da sinistra. Vedete che è poco più piccolo del 500/4; L'80-400 a 80

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    Il peso è importante, 3840gr sulla mia bilancia (con paraluce e piastra ARCA). Mentre il 500/4E FL pesa “solo” 3410gr (quindi 430gr in meno!), l’80-400/5.6G 1610gr ed il 70-200/2.8E FL 1460gr. 
    Tutto trasuda qualità ed eccellenza meccanica e ottica, le ghiere sono perfette. Il moltiplicatore built-in semplicemente geniale.

    80-400 a 400

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    E le lenti frontali

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    Come si confrontano quei 4.
    Le foto ai muri di mattoni o alle mire ottiche non sono il mio forte, ma ho chiesto ad una vecchia amica di farmi da modella, per dare un’idea. Giusto un’idea di quali sono le differenze in nitidezza, vicino al centro del fotogramma, ma è fondamentale tenere conto che questo è solo uno dei parametri da valutare e, spesso, nemmeno il più importante nella resa complessiva dell’immagine.
    Per me sono più importanti il micro contrasto, le transizioni tra zone a fuoco e fuori fuoco, la resa nelle diverse condizioni di luce. Ma c’è molto "rumore" in giro sulla presunta inadeguatezza qualitativa di questa lente, in parte arrivato anche qui, e quindi ho voluto portare qualche elemento di valutazione. Come vedrete sotto veramente tanto rumore... per nulla. Personalmente trovo questo zoom letteralmente fantastico. 

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    500/4E FL+TC14 – 700mm f5.6

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    500/4E FL – 500mm f4

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    180-400/4E FL +TC – 500mm f5.6

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    180-400/4E FL – 400mm f4

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    80-400/5.6G – 400mm f5.6

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    180-400/4E FL – 200mm f4

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    80-400/5.6G – 200mm f5.3

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    70-200/2.8E FL – 200mm f2.8

    Le immagini sono fatte con la Z6, da distanze diverse, in modo da ritrarre il soggetto alla stessa dimensione sul sensore. Ho fatto 5 scatti di ognuna in modo da evitare che errori in ripresa inquinassero il risultato. Ho usato il treppiede, lo scatto elettronico e messo a fuoco con il pinpoint sull’occhio sinistro (quello al centro della foto). Le immagini sono a tutta apertura, regolate in LR nello stesso identico modo (stesso bilanciamento del bianco, nessuna regolazione a luci, ombre, contrasto ecc. esclusi i profili built-in delle lenti). La nitidezza è regolata per tutte allo stesso modo così come la riduzione rumore. Tutte le lenti migliorano, in misura diversa, diafframmando un po'. Questo è quindi il worstcase, in particolare per le immagini moltiplicate e per l'80-400@400mm.

    Come vedete, alla faccia di chi pensa che gli zoom siano sempre meno nitidi dei fissi, l’immagine più nitida è quella a 400mm fatta con il 180-400/4E FL. Non tantissimo, ma visibilmente.
    E che, molto più intuitivamente, a 500mm il 500/4 liscio è più nitido del 180-400/4E FL moltiplicato. Anche qui, non tantissimo ma visibilmente. E che quello che perde il 500/4E FL inserendo il moltiplicatore è molto simile a quello che perde il 180-400/4E FL moltiplicandolo. Sempre restando nell’ovvio, a dire che il moltiplicatore built in è… un moltiplicatore.
    A 400mm: Il 180-400/4E FL è più nitido del 80-400/5.6G che però si difende e non esce a pezzi. 
    Scendendo ancora, a 200mm: Il 180-400/4E FL continua ad essere il più nitido. Ma, ovviamente, lo stacco del soggetto dallo sfondo, che pure è lontanissimo, del 70-200/2.8E FL è irraggiungibile dagli altri.
    Nota a margine: Io sono sempre più convinto di avere un esemplare straordinariamente ben riuscito dell’80-400/5.6G!

    A chi ritiene che la Z6 non abbia abbastanza risolvenza da mettere in crisi queste lenti e che, quindi, che avrei dovuto usare la Z7 o la D850 rispondo dicendo che questi sono supertele pensati per un certo tipo di fotografia, per la quale nessun produttore (Nikon – D5/D6, Canon - 1DX,  Sony A9) ha superato i 24mpix.

    Come va? 
    È molto molto nitido, sempre. A tutte le focali e anche moltiplicato. Ovviamente moltiplicato perde qualcosa. Non problematico l'uso con il TC inserito alle focali inferiori alla massima.

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    D850 su 180-400@550 1/800 f7.1 ISO900

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    Crop a pixel reali

    L' autofocus è molto veloce, sui massimi livelli.

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    D5 su 180-400@550 1/2000 f5.6 ISO100

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    D5 su 180-400@550 1/3200 f5.6 ISO400

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    D5 su 180-400@550 1/2000 f5.6 ISO400
    Ben contrastato, tende a chiudere le ombre un po di più del 500/4E FL ma niente di problematico anche con soggetti scuri.

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    D5 180-400@400 1/500 f4 ISO100

    Lo stabilizzatore è molto molto efficace. Non mi sono dedicato a calcolare gli stop, ma quello sotto è uno scatto fatto a 400mm con tempo 1/10 di secondo.
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    Z6 su 180-400@400 1/10 f4 ISO280

    Si avete letto bene: 1/10. Per cui diciamo che, considerata la destinazione d’uso, funziona così bene da non porre al fotografo nessun limite pratico. Certo, anche la Z6 con lo scatto elettronico e l'Ibis aiuta.
    Anche lo sfocato, con o senza moltiplicatore, e pure con sfondi problematici come questi è bello. Valutate voi.

    Senza difetti? No.
    Innanzitutto, vignetta. In maniera molto significativa, soprattutto alle focali corte.
    Qui uno scatto a 180mm.

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    D5 su 180-400@180 1/3200 f4 ISO100

    Ma è un problema gestibile con la correzione automatica, come vedete sotto.

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    D5 su 180-400@180 1/2000 f4 ISO100

    E che si riduce, senza sparire, diaframmando o andando alle focali più lunghe.

    Inoltre, come visto, pesa veramente tanto. Questo è il primo problema pratico rilevante, per la mia destinazione d’uso. Non inatteso, basta leggere la brochure per saperlo. 
    Ma quanto impatta, ad esempio, fotografando in montagna. Occorre provarlo con il proprio genere di fotografia. Io in montagna vado più lontano, più in alto o su terreni più difficili di quello che la maggior parte degli escursionisti fa. 
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    Beh, qui non sono molto in alto e neppure molto lontano... ma la terra finisce di botto pochi cm alla mia destra e riprende alcune centina di metri sotto.

    La sintesi è che riesco benissimo a usarlo fotografando a mano libera, ma l’impatto pratico è che sono molto meno mobile sui terreni difficili. Più o meno come quando porto il 500/4E FL, che per la cronaca a mano libera è per me molto più usabile del 180-400/4E FL, ma senza coprire così bene le lunghe focali che il 500 mi consente. Ed allo stesso tempo 180mm sono un poco lunghi per ambientare efficacemente in certi tipi di fotografia. 
    Quindi, in montagna, l’80-400, almeno se ne avete uno perfetto come il mio, o il 500/4, se servono focali lunghe, sono preferibili.
    Ma in tutte le situazioni dove il peso e l’ingombro non impattino in maniera significativa ed il range di focali 180-400 sia appropriato – considerando di fare un uso occasionale del moltiplicatore, non teme confronto con nessuna altra lente. E anche moltiplicato resta molto molto buono. 
    Di fatto il moltiplicatore built-in, capacità unica nel catalogo nikon e comune solo ad un’altra lente della concorrenza ormai datata, è una importante freccia al suo arco. Perché moltiplica la flessibilità prima che le focali. Immaginate di fotografare in condizioni avverse, climatiche o ambientali, o di avere tempi ristretti: consente di fare una vera e propria magia. 
    Immaginate, fotografando dal gommone, o mentre nevica…. Beh, impagabile. Peccato che non ho avuto modo di andare a fotografare con quelle condizioni! 

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    D5 su 180-400@390 1/500 f5.6 ISO100 (con TC inserito)

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    D5 su 180-400@500 1/2000 f5.6 ISO400 

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    Z6 su 180-400@560 1/2000 f5.6 ISO400 (curiosità: La focale massima trasmessa a LR dalla D5 e dalla D850 è 550 mentre dalla Z6 è 560)

    Ma purtroppo, da noi, 400mm sono sempre pochi e, a volte, anche 500mm lo sono. E, nonostante le incredibili prestazioni ISO delle macchine attuali, tra f4 e f5.6 c’è un salto notevole vicino all’alba ed al tramonto.

    Ma lo zoom, ed il TC, sono utili anche in un'uscita nel bosco vicino casa.

    Due caprioli, 370mm 

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    Z6 su 180-400@370 1/500 f4 ISO1000

    Stringo sul maschio, 560mm

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    Z6 su 180-400@560 1/500 f4 ISO2500

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    Z6 su 180-400@560 1/500 f4 ISO2200

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    Z6 su 180-400@560 1/500 f4 ISO2800

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    Z6 su 180-400@400 1/500 f4 ISO1250

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    Z6 su 180-400@560 1/500 f4 ISO2800

    Questa orribile stagione, ed il COVID-19 (dita incrociate perché la situazione migliori presto!), hanno ostacolato la prova. Anche i viaggi che ho nei prossimi mesi sono molto a rischio - è per equipaggiarmi al meglio per quelle situazioni che ho molto pensato a questa lente. Ma credo di avere comunque avuto l’opportunità, nelle diverse uscite fatte, di provarlo adeguatamente e di farmene un’idea precisa.


    Conclusioni.
    Un ennesimo esempio delle capacità di Nikon di realizzare strumenti straordinari e capaci di supportare al meglio il fotografo.

    Ma questa prova non era finalizzata a verificare se il 180-400 fosse effettivamente in grado di realizzare immagini di qualità, quello lo sapevo già. Ho la fortuna di conoscere diversi fotografi molto bravi che lo usano con enorme soddisfazione e che lo hanno adottato sostituendo diversi teleobiettivi, contemporaneamente. E che me lo hanno consigliato senza riserve. A me serviva capire se, anche per me come per loro, avrebbe potuto sostituire il 500/4E FL. Stresso per me, perché gli strumenti che usiamo non si scelgono in base alle brochure, o a quello che ne pensano gli amici.
    Da li si parte, ma poi occorre provare e scegliere quello che agevola la nostra visione ed il nostro modo di fotografare.

    Con le parole di Silvio, cercavo la risposta a questa domanda: questo 180-400 può essere la mia Katana?

    È una risposta difficile ma, di pancia prima che con il cervello, credo di no. Non perché sia, riprendendo il titolo, un Jack of all trades... master of none. Il 180-400 è indiscutibilmente il master di un ambito, in fotografia naturalistica, molto specialistico. È il caso in cui contemporaneamente si abbiano soggetti abbastanza grandi o avvicinabili, necessità di cambiare spesso e rapidamente focali, in particolare in condizioni climatiche avverse (polvere, pioggia, neve) ed avendo difficoltà ad usare 2 corpi macchina su due diverse lenti (o necessitando addirittura di un terzo). 
    Ma, per come, cosa e dove fotografo io, non sarebbe in grado di sostituire le lenti - in particolare il 500/4 - con le quali l’ho ritratto all’inizio del test, potrebbe solo affiancarsi. Ed il costo, non potendo sostituire altri oggetti, diventerebbe esorbitante.
    Quindi, dopo la prova e valutata l’usabilità nelle diverse condizioni in cui amo fotografare, considero che per me la miglior combinazione resti avere 70-200 o 80-400 su un corpo e 500 sull’altro. Avessi la fortuna di andare più spesso all’estero, in safari o in zone artiche o in zone dove gli animali sono grandi o confidenti, e meno la necessità di fotografare ai confini del giorno, sarebbe la lente perfetta! 

    Pro:
    •    Qualità costruttiva 
    •    Prestazioni ottiche 
    •    Stabilizzatore 
    •    Autofocus 
    •    Versatilità d’uso

    Contro:
    •    Peso
    •    Prezzo (*) 

    (*) ma solo nel caso non si riesca ad adottarlo come unico supertele

    Massimo Vignoli per Nikonland © 
    14/3/2020
     

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    Recommended Comments

    Bella Disamina come sempre MASSIMO. Foto che oltre che essere Belle insieme alle Didascalie riescono a dare un esempio utile per comprendere questa ottica. 
    Penso anch'io, dopo averti letto, che sia ottimo in situazioni ottimali dove non servono mm ed il Peso non è un Problema.

    Quindi difficilmente in Italia, salvo situazioni più o meno controllate....

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    Eccellente, dato anche il periodo, il lavoro di Massimo e la capacità analitica in relazione a questo eccellente zoom.

    Sono pienamente d'accordo con lui e ritengo che nelle condizioni di ripresa di quel genere sia perlomeno imprudente ritenere di poter trovare una "katana" ossia un'Aspirina, buona per tutto in un solo obiettivo.

    No, questo 180-400 non potrà essere sostitutivo delle coppia 70-200/2,8 e 500/4  (visto anche il peso in gioco)

    Probabilmente è il complemento ideale in basso per quell'altro campione di genere che è il Nikon AF-S 800/5,6 FL che ho da poco provato, grazie a NItal anche in quest'altro caso.

    Sempre ci sia chi possa permettersi economicamente una coppia simile

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    Bellissima lente e ottimo lavoro Massimo, come al solito.
    Il prezzo è un paletto invalicabile per i più, temo. Ma non è una qestione, squisitamente, di cifre. Il suo costo mal si combina con un assetto standard che comunque prevede un medio di qualità come il 70-200 ed eventualmente un supertele come il 500. E' una scelta specifica. Sicuramente ha un mercato tutto suo, ma parecchio distante dalle esigenze della maggior parte dei fotografi (anche quelli che se lo possono permettere). Ciononostante è pazzesco :)

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    Io l'ho trovato eccezionale, flessibile e super-prestazionale.
    Solo che ho da tempo rinunciato ad ogni flagship in campo supertele per motivi di appetibilità dai banditi e non ho alcuna intenzione di tornare sui miei passi.

    Se avessi le specifiche necessità di un fotografo naturalista che opera in condizioni limite (poli, neve e gelo spinto, in acqua) o di chi viene pagato per fotografare sport, l'avrei già acquistato.
    Non come unico supertele, ma come complemento ad un 400/2.8 o ad un 600/4, ovviamente.

    Sinceramente non concordo (esattamente come non concordavo con chi 15 anni fa ha fatto lo stesso ragionamento con il 200-400/4) con chi improvvisamente si vende gli altri supertele Nikon per dotarsi esclusivamente di questo super-zoom.
    Mi parrebbe chiaramente una str....zata.

    E questo genere di fotografia non è uno sport da poveri !

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    8 ore fa, Picard dice:

    Sinceramente non concordo (esattamente come non concordavo con chi 15 anni fa ha fatto lo stesso ragionamento con il 200-400/4) con chi improvvisamente si vende gli altri supertele Nikon per dotarsi esclusivamente di questo super-zoom.
    Mi parrebbe chiaramente una str....zata.

    Il punto è che questo zoom è veramente straordinario. Ti ricordi il tuo test del 70-200E FL “chi ha più bisogno dei fissi?”.... a me ha fatto proprio quella impressione. Solo che così come il 70-200 non sostituisce un 300/2.8, questo 180-400 non sostituisce il 500/4. Ma il 70-200 al 300 (o al 500) lo affianchi, questo 180-400 al 500 no.

    Io questa prova l’ho cercata seguendo in particolare il consiglio di Brad Hill, che come detto ha venduto 400/2.8 e 500/4 per tenere questo. Ma nel suo caso giocano due fatti: 
    1- fotografa al 100% in British Columbia
    2- al porto, per la barca, va in auto e quindi si riesce a portare D5, D500 e Z7 + 24-70, 70-200, 180-400 e 500PF - io in aereo non posso.
    Io sinceramente credevo di poterne fare un uso migliore nei boschi ed in montagna qui da noi, ma mi sono trovato o a moltiplicare nel 90% dei casi o ad essere impattato nei movimenti, ed in difficoltà a raggiungere fisicamente gli angoli giusti per allineare la mia posizione con i soggetti e lo sfondo.

    Qui da noi la lente ideale resta il 500/4 (o il 600/4), con uno zoom più corto e maneggevole a complemento.

    E come lente ottimale nei soli giorni in cui fotografo all’estero questa è veramente  troppo costosa.

    A questo punto non vedo l’ora che esca il 100-400Z.

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    2 minuti fa, Massimo Vignoli dice:

    [...]A questo punto non vedo l’ora che esca il 100-400Z.

    Io invece il TC20 per Z (da applicare al 70-200/2.8 S) :)

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    Grazie Massimo, articolo molto chiaro e corredato da belle foto. Complimenti!

    Non entro nel merito delle valutazioni perchè al momento sto ancora aspettando di poter espandere le mie ottiche Z sul lato tele, probabilmente con il 70-200 in uscita.

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    Complimenti Massimo.  Bellissimo articolo, con belle foto e considerazioni molto valide ed esaurienti.

    Infatti, a questo altissimo livello di tecnologia, i risultati che producono questi obiettivi sono molto vicini tra loro. Sono sicuro che anche il nuovo 120-300mm f/2,8 sara' favoloso.

     

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    Grazie Massimo. Una prova esauriente e completa.   Probabilmente resterà per me un "sogno nel cassetto”… Bisognerà fare senza!

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    Grazie del bellissimo report,le prove sul campo da chi realmente mette mano,danno una buona indicazione sull'obbiettivo e preferisco questo ai test da laboratorio che per tanti sono il vangelo..... detto questo ,per il genere di foto che faccio,questo è il complemento ideale alle ottiche di cui già dispongo,lo vedo buono per le foto alle pattuglie acrobatiche durante le evoluzioni.da farci decisamente più di un pensierino.......

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    33 minuti fa, Tanker dice:

    Grazie del bellissimo report,le prove sul campo da chi realmente mette mano,danno una buona indicazione sull'obbiettivo e preferisco questo ai test da laboratorio che per tanti sono il vangelo..... detto questo ,per il genere di foto che faccio,questo è il complemento ideale alle ottiche di cui già dispongo,lo vedo buono per le foto alle pattuglie acrobatiche durante le evoluzioni.da farci decisamente più di un pensierino.......

    Si, credo che nel tuo uso sia decisamente adatto. Come scritto, e sempre più riguardando le foto fatte, lo trovo una lente straordinaria. È uno dei pochi pezzi da solo in grado di giustificare un corredo o la scelta di fotografare con strumenti di uno specifico marchio, Nikon ovviamente 😉
    Usato per quello per cui è pensato è veramente un game changer!

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