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  1. Apple ha lanciato la soluzione ideale per molti fotografi con i suoi Apple Mini, specie con l'ultima generazione di macchine dotate di SoC serie M. Chi non ha bisogno di un portatile trova in questi sistemi un perfetto complemento da scrivania grazie al complesso di estetica moderna e basso impatto in termini di occupazione di spazio. Avendo a disposizione una discreta potenza in una piccola confezione. Collegando un monitor e con mouse e tastiera wireless in un attimo si è attivi. E non è così complicato portarselo dietro se a destinazione si trova un monitor adatto. un Mac Mini con processore M2 dotato di 8 core con dotazione di 8 gigabyte di RAM e 256 GB di spazio su disco costa solo €549. Ma non tutti sono attratti dal sistema operativo Apple, molti si trovano bene con Windows, specie con la stabilità raggiunta dalla versione 11. Però trovano accattivante l'idea di abbandonare il solito "scatolone" tower pieno di ventole, pesante ed enorme. Fino a poco tempo fa non restava che invidiare i colleghi Apple. Ma nell'ultimo periodo, anche con la spinta della stessa Intel che ha promosso una sua linea di mini PC (Intel NUC, recentemente ceduta per intero ad Asus che adesso la sta sviluppando in proprio), si presentano soluzioni interessanti anche per chi usa Windows. Ci sono svariati marchi cinesi che offrono apparecchi esteticamente non così aggraziati come gli Apple ma in compenso più semplici da integrare e con tanta potenza a disposizione. Noi stiamo provando il Minis Forum UM 790 PRO, un mini PC da 5 pollici e un quarto di lato e 2 pollici di altezza, per un volume di 0.7 litri e un peso di 450 grammi. Che monta al suo interno un potente AMD Ryzen 7945HS a 8 core e una scheda grafica integrata 780M su una scheda madre lillipuziana - probabilmente di produzione Asus ma con BIOS Minis Forum - accoppiato con un alimentatore esterno grande come un lettore di schede CFexpress da 140 watt massimi. Che offre all'interno due slot di memoria SODIMM DDR5 con spazio fino a 64 Gigabyte e due slot M.2 da 80mm. Abbiamo scelto AMD - dopo 30 anni dall'ultimo computer dotato di un processore di questo marchio - perché offre il miglior bilancio potenza/consumo forte del suo processo di produzione a 4nm, che Intel per il momento non mette a disposizione. Vedremo se le prossime generazioni di Intel ristabiliranno gli equilibri in campo ma al momento un i9 13900H è penalizzato da thermal throttling (limitazione della potenza per effetto del calore generato) mentre il Core 185H sembra ancora immaturo. alimentatore e cavetteria. Nella scatola c'è anche una piastra per eventualmente montarlo dietro ad un monitor VESA. Il pacchetto "chiavi in mano" viene €845 euro, con 64 GB di RAM e un M.2 Kingston da 1TB. a cuore aperto, in primo piano sulla sinistra, il disco M.2 da 1TB e i due DIMM per 64GB. Sulla destra, sulla griglia, la miniventola e più a destra, i due "dissipatori" per gli M.2 Incontentabili e sempre alla ricerca di spazio di storage e volendo sfruttare al massimo questo mini PC, abbiamo scelto di supercaricarlo con due M.2 Crucial da 4 TB abbinati in RAID 0 prima e dopo sono dischi PCIExpress Gen.4 di buone prestazioni ma soprattutto di un eccellente rapporto prezzo/prestazioni (circa 230 euro l'uno). Gli stessi che, sempre in RAID 0, equipaggiano il desktop principale impostato su un Intel i9 13900K e che hanno mostrato eccellenti capacità. rimontato (sono solo 4 vitine nascoste sotto ai piedini in gomma) con sopra uno dei nostri obiettivi Nikkor Z "vintage" compatti. e qui con sopra un lettore combinato ProGrade, davanti ad un monitor ASUS da 32'' e un monitor Adam Audio T8V, praticamente scompare. per citare il Professor Zichichi, dall'infinitamente piccolo (il mini PC) all'infinitamente grande (il preamplificatore/amplificatore/DAC Audio-GD in classe A da 25 chilogrammi). ma forse il confronto con l'iPhone 15 Pro rende ancora più l'idea. Insomma sta in una mano. Questa configurazione, con il disco M.2 da 1TB riciclato dentro ad un involucro in alluminio con porta USB 3.2 Gen.2, è costata in totale circa 1.300 euro. Ha una potenza di calcolo che i benchmark stabiliscono essere intorno a quella di un Apple Mini M2. Ma un Apple Mini M2 con 64 GB di RAM e 8TB di dischi costa, all'Apple Store, € 5.669 spedizione gratuita o ritiro a mano in Piazza Liberty. Noi abbiamo comprato tutto su Amazon.it *** Questa macchina su cui stiamo scrivendo in questo momento, ha sostituito integralmente un desktop da 20 chilogrammi di 54x44x24cm dotato di Intel i9, scheda video RTX 2070 Super, alimentatore Gold da 750 Watt e raffreddamento a liquido con una decina di ventole da 120 e 140mm. Rispetto a quello, in termini di prestazioni, siamo li. La differenza tra la scheda video integrata e quella discreta si vede per lo più nell'esportazione di video e nell'applicazione di plugin con intelligenza artificiale. Ma restiamo nell'interno della potenza di un Apple Mini M2 (se possiamo credere ai test su Youtube, da parte di persone credibili). Monta Photoshop e Lightroom. Legge schede di memoria ad 1 GB/secondo dalle porte USB 4. Ha in dotazione solo porte aggiornate e può collegare fino a 4 monitor. Sta in una mano e le temperature non si alzano mai nemmeno dopo 24 ore di utilizzo continuato. A riposo consuma circa 8W mentre di picco non raggiunge i 65 Watt. La ventolina probabilmente farà 23 dB di rumore. L'unico benchmark che presentiamo noi, perché è una nostra "creatura", il RAID 0 da 7450 GB fornisce prestazioni molto elevate. Ovviamente è in backup con un disco meccanico via Terramaster D5-300C collegato in USB 3.2. le temperature, pur senza dissipatori sofisticati stanno su livelli al di sotto di quelle corporee degli umani sani. Ah, mentre stiamo scrivendo, il Minis Forum sta anche suonando Bach via USB attraverso l'Audio-GD R27 HE e due monitor professionali Adam Audio A77H. Il tutto senza un cedimento mentre sono collegati due monitor video da 32'' Asus in 4K. E' arrivata, anche per gli utenti Windows, la fine dell'era dei grossi desktop e la libertà dal tutto in uno dei notebook ? Tranne il caso in cui si faccia video sofisticato o rendering 3D ci sentiamo di rispondere un sentito si ! Le prossime generazioni di processori, sia Intel che AMD si annunciano particolarmente interessanti, sia lato prestazioni per watt (e quindi bassi consumi e temperature) ma anche in termini di pura potenza grafica, sfruttando un processo di metallizzazione ancora più spinto e in linea con quello, prima esclusivo, di Apple. Che in borsa comincia un pò a soffrire.
  2. Riteniamo che il sensore da 24 megapixel impiegato da Nikon nelle sue ultime macchine sia tra i migliori, per equilibrio tra prestazioni e risoluzione, disponibile. Esso è stato selezionato per la prima volta per essere utilizzato sulla Nikon Z6. Ha base ISO a 100, gamma lineare sino a 51.200. Il dual gain interviene a 800 ISO. in questo grafico, prodotto con i dati elaborati da Bill Claff sul suo sito, mettiamo a confronto il rumore in lettura dei tre sensori full-frame da 20-24 megapixel Nikon. Se diamo credito a questa rappresentazione - e non abbiamo motivi per dubitarne - vediamo il precedente sensore della Nikon D750 comportarsi leggermente meglio degli altri due sino a circa 640 ISO. Dopo di che interviene il dual gain che permette al sensore della D780 di avere una tenuta migliore ed equilibrata (valori più bassi -> minore rumore) degli altri due. Addirittura facendo un filo meglio di quello della D5/D6, considerato il migliore per tenuta al rumore agli alti ISO dei sensori Nikon. e ciò avviene mantenendo anche una gamma dinamica su livelli interessanti che garantiscono una tenuta del file su tutta la gamma utilizzabile. Lo riscontriamo in fase di sviluppo. Il file di Z6/Z6 II/D780 è piuttosto "rotondo", "pastoso", come quello di D5/D6. Mentre quello della D750 oltre i 3200 ISO comincia a diventare un pò più esile, i colori perdono carico e la risoluzione effettiva decade Ovviamente, queste sono percezioni soggettive, non ci sono misure di nessun genere che possano sovvertire le sensazioni visive percepite dal fotografo, siano a monitor che su stampe. Avendo a disposizione per un pò di tempo in più rispetto al primo ciclo di test del 2020, un esemplare di Nikon D780, abbiamo fatto qualche scatto a quelle sensibilità ISO che raramente impieghiamo nelle fotografie di tutti i giorni. Non le evitiamo per principio, solo che raramente ci capitano situazioni in cui siano necessario arrivare così in alto. Ma ci interessava non solo vedere cosa produce la fotocamera "al naturale", anche vedere come il file si comporta in fase di sviluppo. A questo punto ci pare doveroso fare due premesse. 1) Quello che noi vediamo a monitor, se scattiamo in NEF, è il risultato dell'elaborazione del software di sviluppo che utilizziamo (per noi è l'ambiente Adobe). Sia lasciando il file al naturale, che sviluppandolo con le funzionalità che il software ci mette a disposizione. Quindi per il fotografo "della strada" ha poco senso cercare di confrontare scatti RAW puri. Nella mondo reale non esistono : sono tutti interpretati dal software e dai suoi algoritmi. Tutti diversi tra loro 2) Oggi sono intervenute funzionalità aggiuntive di trattamento del rumore che consentono risultati strabilianti rispetto anche al recente passato. Non solo in termini di puro intervento sul disturbo (usualmente i "confetti" colorati nelle ombre e anche, in parte, sulle parti in luce) ma che permettono anche di influire sul dettaglio, dopo la riduzione del rumore. E' quello che abbiamo fatto con gli scatti che seguono. *** Quello che segue è un fiore di crisantemo bianco/viola ripreso in ombra con la Nikon D780. ISO 12800, 1/1600'', f/11. Picture Control su Portrait, bilanciamento del bianco su luce naturale. Lo scatto è stato effettuato con la D780 in Live View per poter apprezzare l'esposizione sul display già allo scatto e non dover poi fare correzioni in sviluppo, salvo regolazioni marginali. Il trucco ... per evitare che le nostre fotocamere espandano il rumore, è sempre quello di esporre correttamente ed avere un istogramma il più possibile ricco già in ripresa. Dover aumentare l'esposizione in sviluppo ed aprire le ombre, automaticamente porta ad amplificare le zone di rumore più evidenti. Il file è in formato originale 6048x4024. Abbiamo applicato un livello di nitidezza da monitor. [aprire il file per vederlo in formato pieno] Dettaglio al 100% della parte centrale dello scatto (monitor 4K) Questo è l'intero vaso di fiori, sempre a ISO 12800 Prima pubblichiamo la versione senza riduzione del rumore poi quella con la riduzione del rumore mentre questa è l'impressionante ricchezza di dettaglio che quest'ultimo mantiene (e questo non è ancora uno sharpening da stampa) Non abbiamo usato un obiettivo macro, ma un comune ed economico Nikkor 70-300/4.5-5.6 VR AF-P. Questo è George, nella sua posizione di controllo, piena ombra sotto al portico. ISO 6400. senza intervento sul rumore con intervento sul rumore ISO 12800 di quest'ultimo, il dettaglio di occhi e parte superiore del naso questo è un dettaglio al 100% della fotografia precedente. ISO 12800. Fini qui in esterni. In interni abbiamo fatto questa prova, andando a livelli siderali, ben oltre la sfera pratica. Una scatoletta che conteneva il Godox XPRO II acquistato di recente. ISO 25600. ISO 51200. sono sempre file in formato pieno 6048x2048. Ingranditeli per vederli al 100%. Nel primo caso è il file estratto dalla fotocamera, nel secondo, dopo riduzione di rumore ed incremento della nitidezza a livelli da video. Il livello di rumore già all'origine ci pare sempre molto ragionevole. Una volta applicato il soppressore software di Lightroom ed aggiustato lo sharpening, se abbiamo esposto bene e non abbiamo fatto pasticci in sviluppo, il risultato è tipo ... la pellicola 100 ISO di una volta. ingrandire per il dettaglio. *** Ecco, tanto ci premeva illustrare. Riteniamo che oggi, con un sensore di questo genere e con le potenzialità della Nikon D780 (discorso che ovviamente estendiamo a Z6 e Z6 II che condividono questo sensore e le funzionalità a Live View, comode per avere tutta la situazione di scatto sotto controllo con il massimo della facilità) il rumore agli alti ISO non rappresenti più un problema per nessuno. Naturalmente c'è sempre chi avrà una opinione differente e ci sarà sempre spazio in futuro per ottenere di meglio. Ma già adesso noi ci riteniamo più che soddisfatti. Tutto questo però, lo ripeteremo sempre, non ci autorizza, né ad esporre male, né a non illuminare opportunamente la scena per ottenere la foto migliore che potremmo avere. Un conto è avere strumenti potenti, un altro conto usarli in modo scriteriato anziché al servizio della fotografia.
  3. Mi succede questa cosa strana con Lightroom e non riesco a venirne a capo nemmeno dopo qualche ricerca sul web... Breve premessa: Il mio archivio è tutto in una cartella Foto/Video e poi diviso per anni/evento in ordine cronologico. Una volta acquisito da LR provvedo ad aggiungere TAG utili per le ricerche future. Fino a poco tempo fa quando volevo aggiungere foto e video la procedura era semplice, inserimento della scheda nel lettore, copia in una cartella su HD creata per l'evento e poi acquisizione in LR che le aggiungeva al suo archivio. Quello che mi succede ora è che, pur seguendo la stessa procedura le foto vanno a finire un una nuova cartella esterna all'archivio già esistente e senza un apparente senso logico. Dato che questa cosa è iniziata ad accadere dopo alcuni spostamenti e riallineamenti dell'archivio ho pensato di avere toccato qualcosa o di aver attivato involontariamente dei nuovi parametri. Eppure io non ho toccato nulla nelle preferenze. Allora, per concludere, io mi chiedevo se non era il caso di azzerare tutto ricreando da capo il catalogo di LR, togliendo il vecchio e "forzando" la creazione di uno nuovo? Però, mi chiedo, le modifiche fatte fino ad ora resterebbero ? Oppure avrei tutti i file "vergini" e senza TAG, versioni doppie o triple, stelline ed altro? Spero di essere stato abbastanza chiaro nella spiegazione.
  4. Il bilanciamento del bianco é una delle grandi conquiste del digitale. La possibilità di misurarlo con precisione in fase di scatto ma soprattutto, quella di modificarlo a piacimento in fase di sviluppo dei file RAW dà vantaggi notevoli e grande flessibilità operativa. Le nostre Nikon hanno maturato prestazioni elevate in termini di valutazione automatica e il fotografo può lavorare fidandosi di quello che fa la macchina, al netto della possibilità di pre-misurarlo caso per caso a seconda delle condizioni di scatto. Ma la nostra Nikon resta responsabile solo dell'eventuale jpg prodotto oncamera perchè il file NEF viene poi consegnato all'ambiente software che usa il fotografo per le successive elaborazioni. Se nella mia esperienza con le ultime reflex ho visto una discreta rispondenza tra i vari ambienti più diffusi, con le Z sto verificando evidenti differenze di valutazione di cui secondo me bisogna imparare a tenere conto se si vogliono lavorare correttamente i propri file. Per chi non è avvezzo a queste tematiche, anticipo che non riguardano chi fotografa scattando in jpg. Per questi fotografi basterà valutare bene il bilanciamento del bianco in fase di scatto per avere jpg il più possibile corretti. Con le Z è facilissimo fare una premisurazione. Basta stare attenti che non cambino le condizioni di luce mentre si scatta e il risultato sarà più o meno prevedibile. Semplicemente perchè sarà la fotocamera che si incaricherà di elaborare le informazioni di colore in base al bilanciamento del bianco impostato. Con i NEF le cose cambiano, anche perchè la fotocamera non passa valori esatti all'ambiente di sviluppo, perchè ogni software house elabora queste informazioni in base ai propri aloritmi, deducendole dalle informazioni presenti nel file. Nel software - ogni software - vengono poi messi a disposizione due cursori per la regolazione del bilanciamento del punto del bianco. Con uno si regola la temperatura colore propriamente detta (misurata in Kelvin) con la possibilità di bilanciamento tra tono caldi (il giallo) e toni freddi (il blu) a seconda che si alzi o si abbassia "la temperatura". Con l'altro invece si regola la tinta, ovvero la miscelazione di verde (verso sinistra) e rosso (verso destra). Se in un paesaggio la regolazione può essere basata sostanzialmente sul gusto (anche se ho visto qui online cieli nostrani di un indaco che sembra pennellato a blu di prussia e certi verdi altrettanto blu ...) nell'incarnato delle persone e più in generale nella riproduzione di colori reali, specialmente in interni, diventa più importante. Con il contagocce possiamo far bilanciare i due parametri al software, scegliendo un punto neutro. Riprovando magari più volte arriviamo ad un punto soddisfacente. Possiamo anche fare uno scatto, fotografando sotto alla luce dell'ipotetico set (anche in esterni) un cartoncino grigio o un colorchecker e poi bilanciare quello. Il software imposterà i due valori di temperatura e di tinta che potremo eventualmente estendere automaticamente a tutte le altre foto scattate in quelle medesime condizioni di luce. Fin qui la teoria generale, anziamo al caso in questione che riguarda le nostre belle Nikon Z. Usando io in generale i software Adobe, sia Adobe Camera Raw che Lightroom aggiornati, ho notato subito che se la temperatura colore più o meno corrisponde a quella effettiva (verificata con il mio termocolorimetro Sekonic), il valore di tinta tende parecchio al verde. Con valori notevoli per la Z7 e con valori importanti - nella stessa luce - per la Z6. E' il caso di questa foto, scattata in interni in una stanza completamente bianca e senza dominanti, illuminata attraverso una finestra con la luce esterna ... bianca (cielo coperto), e il bilanciamento del bianco della Z7 impostato su automatico/preserva luci calde (A2) temperatura colore coerente con l'ambiente (non bianco sbiancato con sbiancanti esagerati ... cioé sostanzialmente l'azzurrino chiaro che oramai i nostri occhi scambiano per bianco ma bianco reale). Ma valore di tinta in correzione -17 punti di rosso. Con la Z6, medesime condizioni e impostazioni : temperatura allineata più o meno nella normale varianza e di scarto, ma valore di tinta esageratamente virato sul verde, come a modificare una dominante rossa inesistente. Intendiamoci, con queste correzioni - già adeguate e confermate dall'uso del contagocce per il bilanciamento automatico dentro ACR - le foto paiono corrette. Ma se proviamo ad allineare le impostazioni tra le due macchine, le immagini della Z6 ci diventeranno tutte così : con una sfacciata dominante magenta, mentre la scena - io vi garantisco che ero presente - era sostanzialmente ... priva di dominanti, forse di una tonalità un filo avorio, ma né verde né certamnte magenta. Quindi dopo i primi tentativi ho accettato di non poter allineare che per la sola temperatura colore le foto di Z7 e Z6 scattate nelle medesime condizioni. Non contento, in studio a casa ho provato a fare degli scatti in condizioni controllate, illuminando la scena con un LED e misurando temperatura e tinta con il termpocolorimetro. La lettura, ripetuta più volte, ha dato una misura di 4380 K con una tinta di -2. Nella mia esperienza, tranne quando si usano luci colorate o pareti colorate di tinte ... improbabili, la variazione della tinta misurata non si scosta di più di +/- 5 punti. E tanto mi aspettavo. Fatti gli scatti li ho aperti con ACR. Ed ho verificato, per la Nikon Z7 un valore sostanzialmente allineato sia di temperatura che di tinta : .... per la Nikon Z6 una temperatura accettabilmente simile ma una tinta ancora molto sbilanciata a sinistra (-27 !) che allineata al valore della Z7 produce un bianco che più magenta non si può ! per verifica ho voluto aprire la stessa immagine con due differenti ambienti software. Con Nikon Caputre N-XD ho riscontrato valori reali : simili a quelli del termocolorimetro. Tendenzialmente identici sia per la Z7 che per la Z6 Con Capture One 12, fresco di supporto di Nikon Z6 e Nikon Z7, ho verificato uno scostamento verso il magenta (4 o 6 punti) ma decisamente più contenuto rispetto allo scostamento verso il verde evidenziato dai programmi Adobe. Ho verificato con i tre programmi indicati fotografie scattate in condizioni differenti, riscontrando sempre un comportamento simile. Nikon Capture N-XD sostanzialmente sui valori del termocolorimetro Capture One 12 corretto per temperatura colore, poco spostato in termini di tinta, per lo più su valori positivi ACR e LR più o meno corretto per temperatura colore, con un evidente scostamento di tinta sul verde per la Z7, molto evidente per la Z6 Conclusioni Comprendo che sia un argomento da specialisti che non appassionerà molti ma mi sentivo di condividere questa mia esperienza per avvisare i naviganti alle prese con i file NEF delle Nikon Z e gli ambienti di sviluppo che : sostanzialmente il valore di tinta espresso dai programmi Adobe mostra un offset elevato e non è lontanamente aderente ai valori reali misurabili con uno strumento esterno ciò non influenza in nessuna maniera lo sviluppo effettivo dei file ma rende più complesso omogeneizzare i risultati di foto fatte con la Z6 e la Z7 (o con altre macchine) sotto le stesse condizioni di scatto non sappiamo se questo comportamento (che non riscontro in questa maniera nello sviluppo dei file delle reflex Nikon) sia dovuto al supporto ancora preliminare di Adobe delle nuove Nikon e se possiamo aspettarci una correzione nel prossimo futuro o meno, ma nel caso in cui lo sviluppo colore dei nostri file sia importante in termini di fedele riproduzione dovremo tenerne conto tendenzialmente io oggi preferirei usare Nikon Capture NX-D (Capture One non riesco a ... digerirlo sebbene proponga risultati spesso molto validi con poco sforzo) quando conti poter impostare correzioni misurate esternamente (é il caso di quando io fotografo, ad esempio i fiori) o voglia alineare il bilanciamento del bianco di scatti misti di Z6 e Z7 (o altre Nikon) nell'uso di Lightroom e di ACR/Photoshop, tenderei invece a non mischiare le situazioni, utilizzando per le due macchine il classico scatto con cartonzino grigio/colorchecker preventivo su cui fare un bilanciamento del bianco che so già, per quanto riguarda la tinta, non avrà riscontro diretto con la realtà misurata. In ogni caso, é da escludere che Z7 e in misura maggiore Z6 forniscano prestazioni colorimetriche ... di sinistra, le loro misurazioni sono precise e fedeli come siamo abituati. Sono gli ambienti software di sviluppo che utilizziamo che possono interpretare le loro informazioni in modo anche visibilmente differente. Con Z6 e Z7 allo stato, è impossibile applicare un bilanciamento del bianco calcolato da ACR : il risultato sarà visibilmente virato di magenta !
  5. Ciao a tutti, oggi aprendo la libreria di Lightroom CC mi sono trovato una dominante tipo seppia applicata a tutte le foto nella Libreria, dominante che sparisce nella schermata Sviluppo (ma che rimane nell'anteprima in alto a sinistra e nell'istogramma) e non sono assolutamente riuscito a capire come eliminarla. La foto che ho preso come esempio è stata scattata e lavorata lo scorso anno, e come si può vedere dalla storia nella schermata Sviluppo le ultime operazioni che ho fatto erano quello di esportazione, dopo di quelle non risulta niente! Eppure ora in Libreria appare con quella dominante seppia... Grazie a tutti per l'aiuto
  6. Vedi alcuni che intervengono in modo molto sofisticato sulle proprie foto. Ne fanno proprio una questione di approccio, utilizzando ogni metodo a disposizione. Altri che invece lasciano le foto come sono. Anche quando sarebbe facile fare piccole modifiche via software per valorizzarle. Un caso specifico è quello delle foto naturalistiche a sensibilità elevate. Dove l'intervento, almeno sullo sfondo sarebbe auspicabile. Adobe Camera Raw, il software di sviluppo più diffuso secondo i sondaggi, mette a disposizione strumenti semplici ma potenti per fare regolazioni del genere. Anche di tipo selettivo e senza l'impiego di plugin da comperare a parte. Più potenti ma complessi e comunque da pagare. In questo breve e superficiale articolo io utilizzerò Adobe Camera Raw da Photoshop ma impiegarlo da Lightroom è esattamente la stessa cosa, ci sarà solo qualche comando in qualche posto diverso. Ma il motore, i concetti, le prestazioni sono le stesse. Prendo questa fotografia del mio povero Blakey di tanti anni fa scattata in interni con la D3s a 9000 ISO. All'epoca la D3s era il massimo. Ma oggi persino la Z50 ha prestazioni vicine, pur con una risoluzione quasi doppia. Come sia, lo sfondo, ben sfuocato dal 50/1.4 è un pò rumoroso, non troppo ma mi piacerebbe che fosse più pulito. Ma naturalmente anche il manto di Blakey e il suo dinosauro sono piuttosto rumorosi. ecco un dettaglio al 100% dello sfondo più in ombra. per questo esercizio sfrutto le capacità di ACR di identificare il soggetto della fotografia. Operazione totalmente automatica. Seleziono lo strumento e poi gli dico di cercare il soggetto : che ACR trova in un attimo evidenziandomelo in rosso : questa maschera isola il soggetto e mi permette di fare regolazioni specifiche solo nella zona rossa, lasciando inalterato il resto Allo stesso modo è possibile creare una maschera che mi isoli solo lo sfondo. Cioé una copia invertita della prima maschera : che ottengo dal menù a scomparsa posto alla destra della Maschera stessa Eccolo qua, evidenziato in rosso mentre il soggetto resta separato abbiamo detto che voglio ridurre il rumore e rendere più pulito lo sfondo, quindi seleziono la maschera invertita (non il Soggetto) e nelle regolazioni, riduco la Texture e metto la Riduzione del Rumore al Massimo. L'intervento si vede subito ad occhio ma ovviamente possiamo ingrandire dove vogliamo. Potremmo fare ulteriori regolazioni, volendo, e saremmo sicuri che sarebbero applicate solo al fondale. dedichiamoci adesso un pò al mio cucciolo con una regolazione differente. Seleziono il soggetto, in questo caso aumento un pò la Texture ed applico una Riduzione del rumore inferiore a quella dello sfondo Ingrandisco, guardo ma non sono soddisfatto. Il tartufo del cane e il suo piccolo dinosauro sono ancora imperfetti. Per intervenire solo li creo una ulteriore maschera definita da un Pennello manuale, in questo caso nulla di automatico : mi porto su questo pennello e ne regolo le dimensioni più adatte quindi vado ad applicare la riduzione del rumore non succede nulla perché la maschera del pennello è ancora inesistente. Per applicarla devo materialmente spennellare la zona della foto in cui voglio questo specifico intervento : l'azione del pennello nel creare questa maschera verrà evidenziata in rosso come vedete nell'immagine qui sopra. A questo punto io passo a Photoshop per ulteriori regolazioni, chi invece sta usando Lightroom nasconderà le maschere e passerà all'immagine intera : qui io applico una leggera evidenziazione ulteriore degli occhi e della pelliccia tra gli occhi. E' il punto nodale della foto, quella che in stampa voglio sia più evidente. Queste operazioni, in apparenza complicate per chi non ha mai provato, sono invece intuitive, rapide, richiedono un minuto o due. Danno un risultato interessante "già fuori dalla scatola", senza passare obbligatoriamente per software e plugin aggiuntivi. Sulle persone sono disponibili ulteriori strumenti. E per i paesaggi anche opzioni relative al cielo. Ma qui volevo proprio fare una cosa semplice. Immaginate la vostra preda che sta volando davanti ad un arbusto, con dietro un fondale verde melma ma siete dovuti salire a 10.000 ISO perchè il vostro sigmone da f/6.3 non vi consente tanta luce. Ecco ...
  7. Come da titolo sto meditando di dividere il mio archivio fotografico, sia per velocizzare l'iMac e sia per trasferirne una parte su un disco esterno. Sto infatti raggiungendo un buon 90% dello spazio su disco, disco interno che non è banale sostituire. L'idea è quella di creare un nuovo archivio Ligthroom nel quale trasferire le foto dei corsi e quelle in studio (ad oggi un totale di circa 400Gb) in una memoria NvMe da 1Tb e lasciare il resto sul disco dell'Imac. In questo modo dovrei stare tranquillo fino al cambio computer ( ipotizzo nel 2023 ); a quel punto organizzerò diversamente il mio archivio ed il sistema di backup che oggi è gestito da Time machine + una copia su secondo disco esterno. La domanda per chi ha già fatto operazioni simili è, Lightroom gestisce bene queste operazioni? Non ci saranno problemi di mantenimento delle modifiche alle immagini ? Devo prendere qualche precauzione particolare? Grazie
  8. Buondì a tutti. Non so se la domanda sia già stata fatta in passato, ma mi pare che in LR manchino ancora i profili degli obiettivi Nikkor Z. Esiste una tabella di conversione per usare i profili esistenti più prossimi, o si sceglie una focale simile e bon?
  9. Disco Esterno NVMe per un accesso veloce Un iMAC (purtroppo) non si apre. Non si può cambiare il disco con uno più capiente, questo è il prezzo che si paga per avere un elettrodomestico asservito alle proprie esigenze (MAC) piuttosto che un eterno prototipo, un cantiere dinamico sempre aperto e mai a regime (PC), ma che consente (ai più smanettoni) di aggirare quasi tutti gli ostacoli. A chi è interessato ad Apple sottolineo che questo aspetto va valutato con una certa attenzione. UN GRAN LAVORO IN PIU' Nel 2008 ho acquistato un iMac 24" . Non ho mai avuto un MAC prima d'allora e lo scelsi perchè a conti fatti una macchina XP pari potenza con un pannello equivalente mi sarebbe costata addirittura di più. Vi installai qualche software Nikon e, fondamentale, Lighrtoom 4 e questo ambiente è stato, per oltre un decennio, la mia camera oscura elettronica. Ma gli anni passano e quella macchina, pur in perfetta efficienza, ha subito l'effetto dell'evoluzione dell'ecosistema software/hardware che in 12 anni non è rimasto fermo. La situazione è degenerata a livelli insostenibili con le fotocamere Nikon serie "5". In sostanza per sviluppare in LR4 i NEF di D5 e D500 ,le nuove Nikon ,(in effetti per il mio iMac 24" anche la D800 rientra nelle "nuove" fotocamere, ma almeno i file D800's il software LR4 li legge) ero costretto a convertirli in formato DNG (utilizzando un altro PC perchè il software Adobe DNG converter non era compatibile con l'OS del mio vecchio iMac), quindi a realizzare un profilo colore fotocamera "a sentimento" (Adobe standard forse andrà bene a Canon, non so, a noi offre un pessimo servizio) e finalmente poterle importare in LR4. Insomma: tre scatti con la D500 mi comportavano un lavoro piuttosto lungo e complesso, senza contare i problemi di archiviazione del NEF originale come del suo DNG convertito. Cheppalle! LA SVOLTA A settembre di quest'anno ho detto basta. Sfruttando il lancio dei nuovi iMAC 27" 2020 ho acquistato il modello con processore i7, 8gb di ram d'ordinanza, scheda video AMD Radeon Pro 5500 XT 8 GB e (finalmente) disco SSD. Per lavoro, sul portatile HP, ma anche su un altro Mac (MacBook air 2011, quello con cui facevo le conversioni DNG), sono abituato a lavorare con disco SSD interno piuttosto piccolo di 256Gb o 500Gb, senza alcuna difficoltà. Il trucco è tenere i "dati" su dispositivi esterni mentre il software risiede sul disco interno. Forte di questa esperienza ho scelto per il nuovo iMac 27" un disco SSD interno da 500Gb. Taglie superiori sono offerte a prezzi da rapina, non ne vedevo il senso e per esperienza 500Gb sarebbero stati perfetti per qualsiasi applicazione....CREDEVO. Massimo Vignoli, tempo fa, mi aveva lanciato un avvertimento: "... l'iMac 27 ha un monitor spettacolare, (VIRGOLA) ma le anteprime sono da 5mila e oltre punti e Lightroom gestisce male questa faccenda" Vabbè, ho pensato, questa è una macchina nuova, ha un i7 8 core, chi mi ammazza. Comunque la macchina è spettacolare ed il pannello è una goduria. Scartato, dopo prova deludente C.One20 (* parliamone se vogliamo), grazie (GRAZIE!!) all'aiuto di Mauro ho installato il nuovo LR Classic. Una figata. REPLICA DI UN ASSETTO COLLAUDATO La mia intenzione è quella continuare a lavorare come ho sempre fatto cioè catalogo LR sul disco interno del PC e file NEF su unità esterna. Io uso un Terramaster dual bay con una coppia di dischi Barracuda da 2Tb in raid 1. La connessione con il PC avviene via USB 3.1 (usbC) ed offre tempi di lavoro adatti alle mie esigenze. In altri termini non ho un archivio con milioni di foto e non devo sviluppare 100 foto alla volta. Fossi un matrimonialista o altro mi orienterei su qualcosa di più performante ma ora come ora il Terramaster fa il suo dovere e lo fa con robustezza. LRC: UN SOLO CATALOGO, GRANDE GRANDE. Già dal primo giorno con LR4 ho deciso di strutturare un catalogo LR per ogni anno. Se da una parte questa scelta va incontro al risparmio risorse di macchina (di sicuro di sì sul mio vecchio iMac24) rendendo le procedure di attivazione ed esportazione più veloci, dall'altro è una bella seccatura perchè impone di aprire e chiudere LR per accedere alle foto di un altro catalogo. Forte del nuovo Hardware ho realizzato un unico catalogo: 12 anni di archivio digitale. Fantastico. Grazie alla comoda funzione di LR ho importato tutti i vecchi cataloghi in un'unica raccolta omnicomprensiva. E' un'operazione che richiede un po' di tempo perché LR prima converte il vecchio catalogo nel nuovo formato, lo salva localmente, poi esegue la vera importazione nel nuovo catalogo. In questo modo non si perde nulla del lavoro fatto, e salvato, nei vecchi cataloghi LR. Filava tutto liscio, ero all'anno 2013 quindi a meno della metà del totale, quando mi è caduto l'occhio sul file "LR Previews.lrdata": dimensione 65gb in costante crescita !!! Rapido calcolo, arrivato al 2020 avrei di gran lunga superato i 120Gb su disco, cioè oltre 1/5 dell'intera capacità del SSD dell'iMac. ENNO!!!! Solo in quel momento ho compreso nella loro pienezza le parole di Massimo. SOLUZIONE Fortunatamente il mondo va avanti, e oggi soluzioni ce ne sono mille. Io ne ho trovata una che FUNZIONA decisamente bene. Allora: l'idea di base è portare il catalogo di LR fuori dal disco interno. Inizialmente ho provato con un disco tradizionale da 2.5" 1TB della WD, ma nonostante l'USB3 i tempi di accesso lettura e scrittura erano penosi, portando ad un'operatività più lenta del vecchio iMac24": inaccettabile. In effetti si tratta di un disco tradizionale non SSD e le latenze su un disco in rotazione sono devastanti. Ho pensato di procurarmi un SSD esterno da 1 TB, poi però mi son ricordato delle memorie NVMe dello stesso tipo del disco che è presente nel mio iMac 27. Il mercato offre diverse soluzioni, ho individuato questa di Orico (scatoletta USB3.1) per NVMe BKey. 36 euro in Amazzonia Di memorie NVMe SSD ce ne sono una certa quantità. Ho avuto il braccino corto ed ho scelto una Crucial da 1 Tb. circa 100 euro dallo stesso Amazzone. Assemblato, inizializzato FAT32 (così lo vede anche il PC), copiato il catalogo (1h di copia dal vecchio disco a quello nuovo) E come VA? VA CHE è UN MISSILE!!! In LR si lavora benissimo come se il catalogo fosse sul disco. Import ed Export foto non risentono del catalogo "fuori sede". Il collo di bottiglia ora è il vecchio Terramaster, ma per ora va bene così. Domani due dischi SSD da 4Tb possono trovare posto nelle bay dello scatolotto, domani perchè oggi a 500 euro l'uno quei 4Tb stanno là dove li ho visti (in Amazzonia) SI PUO' FARE MEGLIO: THUNDERBOLD 3 Si certo, si può fare davvero meglio ricorrendo alla Thunderbol 3, ma per il mio assetto corrente era il catalogo a dar problemi, posso dire d'aver risolto con l'NVMe via USB 3.1. Era un esperimento ed ho cercato di spendere il meno possibile, perchè in effetti esistono contenitori Thunderbold 3 per NVMe ma ad un prezzo mai inferiore ai 145 euro (5 volte il costo dello scatolino che ho acquistato) . A questo punto però partono le idee cioè sostituire il case Terrmaster USB3.1 con un equivalente Thuderbold 3 carrozzato con dischi SSD su cui caricare foto e catalogo insieme .... sono idee, idee costose. Ci penserò nel 2021 (forse)
  10. Da qualche tempo rilevo un problema nella modalità Sviluppo del RAW in Lightroom Classic CC, costantemente aggiornato da Adobe in abbonamento. Ovvero, applicando una serie di modifiche al file in modo abbastanza veloce, il sw spesso si blocca andando "in clessidra" come sotto: Al verificarsi di questa problematica non c'è altra soluzione che uscire e lanciare nuovamente LR. Ritenendo l'anomalia legata a qualche settaggio, consultando il pannello delle Preferenze ho notato che il processore grafico viene contemporaneamente disattivato come indicato sotto: e si viene inoltre invitati a consultare le faq sul sito di Adobe rispetto appunto all'utilizzo della GPU. Preciso che LR ha sempre funzionato correttamente e che il problema si presenta solo da un po' di tempo a questa parte, durante il quale non ho effettuato modifiche né all'hw né al sw della macchina (tranne ovviamente i consueti aggiornamenti periodici di Windows 10 64 bit e di LR CC). Questo problema potrebbe essere legato all'aggiornamento del driver della scheda video? Se sì, chiedo se sia "pericoloso" aggiornare manualmente il driver rischiando di incorrere nell'impossibilità di usare la macchina una volta effettuato l'upgrade. Infatti nel sito del produttore si fa riferimento, nel caso indicato, alla possibilità di effettuare il downgrade del sw in caso di problemi; tuttavia nello stesso sito non è presente il driver attualmente in uso, ma uno più vecchio o una serie di più recenti per i quali ho il dubbio della loro compatibilità con il mio sistema. Cosa consigliate di fare? Grazie a tutti per il vostro supporto.
  11. Quale che sia l'ambiente di sviluppo dei nostri file NEF, abbiamo sempre dovuto riscontrare come - purtroppo - non ci sia mai rispondenza tra le impostazioni che effettuiamo oncamera al momento dello scatto e quelle riportate dal software, tranne che non si usi il programma concesso gratuitamente da Nikon. E' di tutta evidenza che dentro Nikon Capture NX-D ogni dato, ogni parametro, ogni selezione sarà perfettamente riscontrata tanto che, senza alcuna regolazione successiva, i file sviluppati saranno del tutto identici a quelli che ha creato la nostra fotocamera e che noi abbiamo visto nell'anteprima sul dislpay, visualizzando il file appena scattato. Una schermata di Capture NX-D ma nolenti o volenti, lo standard de facto dello sviluppo dei file RAW e del fotoritocco/postproduzione universalmente riconosciuto e, soprattutto adottato, è quello prodotto da Adobe. E i programmi Adobe - sia Photoshop che Lightroom - operando via Adobe Camera Raw, non hanno avuto sino ad oggi accesso alle regolazioni specifiche dei nostri scatti, salvati da Nikon nei metadati dei file NEF, ed accessibili solo dal software Nikon. Sino a ieri, per meglio dire, perchè con le Nikon Z la storia cambia. Non in maniera sostanziale, sia chiaro, ma io lo trovo già un primo passo importante che in futuro potrebbe favorire ulteriormente il fotografo. Perchè ? Perchè se è vero che scattando in NEW poi in sviluppo io posso fare tutto ciò che voglio (nei limiti del ragionevole) è anche vero che in fase di scatto posso aver utilizzato determinate impostazioni che mi hanno influenzato nelle mie foto (per esempio, l'uso del Picture Control o l'ADL) e non è detto che io mi ricordi, quando mi siedo davanti al computer, perchè e cosa stavo pensando mentre scattavo. Rivedere almeno grosso modo la situazione con cui ho giudicato validi i miei scatti non sarebbe male. Con le Nikon Z i programmatori Nikon hanno fatto un primo passo in questa direzione auspicabile, andando a scrivere nei metadati del file NEF parametri che Adobe Camera Raw può leggere. Non tutti quelli che vorremmo, ma almeno alcuni. Ce ne siamo accorti con Spinoza già nei primi scatti. Lui l'ha notato perchè vedeva delle correzioni inaspettate nella esposizione e nel trattamento delle ombre, nel caso lui avesse impostato l'ADL in fase di scatto (una modalità utile alle volte e che Nikon Capture NX-D interpreta, ma Lightroom ovviamente no). Per confermarlo io mi sono andato ad aprire i file NEF grezzi, senza alcun intervento anteriore via software, con un normale editor esadecimale. Quello che segue è l'header di un NEF della Nikon D850 Un NEF della Nikon D850 nel riquadro che ho evidenziato in rosso ci sono i parametri che Nikon faceva scrivere alle fotocamere prima della Nikon Z. Sostanzialmente il modello della fotocamera, la versione del firmware, il copyright dell'autore, la data e l'ora di scatto e poco altro. Guardate anche solo dalla dimensione di quella zona, i metadati Nikon di un file della Nikon Z7 un NEF della Nikon Z7 Se vi soffermate con attenzione, dopo il nome della fotocamera e la versione del firmware, cominciano una serie di informazioni che Adobe Camera Raw può direttamente leggere ed impostare in fase di sviluppo Cominciando ... dal fondo, il profilo di scatto impostato - in questo caso "Camera Standard" (ma potrebbe essere invece Camera Landscape o Camera Neutral, o Portrait), e più indietro, correzioni di esposizione, di apertura ombre, di contrasto, di luci. E di nitidezza (sharpening) e di correzione del rumore sia di luminanza che di crominanza. Impostati secondo criteri Nikon per simulare le impostazioni del momento di scatto. Una specie di traduzione di quanto percepito da Nikon Capture NX-D e inaccessibile dall'ambiente Adobe, nel linguaggio di Adobe. Aprendo una foto a caso scattata con la Z7 con Lightroom vedremo queste applicazioni : Lightroom riconosce il profilo Monocromatico e lo applica, applica anche correzioni alle ombre, alla nitidezza e al trattamento della riduzione del rumore. Un altro caso invece, di scatto con profilo Vivid ("Fotocamera Intenso") qui oltre al profilo, viene applicata anche una correzione in esposizione (derivante dal ADL). La riduzione del disturbo è diversa, segno che ci sono delle valutazioni effettive della situazione e non vengono passati dei dati fissi. Ho notato che in altre circostanze viene applicata una riduzione del contrasto e via così. In sostanza, come dicevo all'inizio, un inizio di comunicazione tra l'ambiente Nikon e quello Adobe, nella giusta direzione di aiutare chi utilizza i programmi Adobe per finalizzare le sue foto. Non stiamo qui a sindacare su quali programmi siano meglio e quali utilizzare. Ognuno avrà fatto la sua scelta (per me è Adobe, in quanto trovo poco produttivo Nikon Capture e per nulla intuitivo e troppo "artistico" Capture One della danese Phase One). Nemmeno che lo sviluppo sia già fatto semplicemente per l'applicazione di questi parametri. Tutt'altro, ma già la riproposizione in anteprima senza intervento manuale di come ho scattato le foto è un passo avanti che mi mette più a mio agio nel poi procedere con le mie regolazioni. Dove resta ancora da lavorare ? Nell'effettiva connessione tra Nikon Inc. ed Adobe Inc. perchè ancora molte sfaccettature del modo di lavorare di Nikon non vengono ben interpretate dai programmi Adobe. E' ancora approssimativa la rappresentazione dei profili della fotocamera nel rendering Adobe. Eccessivo il contrasto applicato (tanto che anche la correzione automatica di Adobe propone sempre una riduzione del contrasto e un'apertura delle ombre). Approssimativa la lettura del bilanciamento del bianco (ho impostato 10000 K in scatto e Camera Raw ha letto 9100 K). In questo dovranno lavorare le due società che, dopo un generico annuncio congiunto di qualche anno fa, non hanno intrapreso passi avanti importanti. Anche se possiamo riscontrare effettivamente che l'uscita della Z7 è stata anticipata da Adobe che già con Lightroom 7.51 consentiva la lettura, seppure grossolana, dei file NEF della macchina e con una beta version della versione completa messa a disposizione di certi ambienti. Ma noi non ci accontentiamo
  12. Premetto che sono un esordiente totale per quanto riguarda le tecniche di foto ritocco e le regolazioni di Photoshop... Ho scoperto questa cosa delle maschere di luminosità nell'ambito delle regolazioni per il bianco e nero, sembra sia una tecnica abbastanza diffusa ed efficace. C'è qualche Nikonlander che la usa e può consigliarne o sconsigliarne l'apprendimento ed uso ? E' fattibile applicarla in Lightroom secondo voi ? Grazie
  13. Oggi 3 Aprile Adobe rilascia un aggiornamento che interesserà tutte le versioni di Lightroom (mobile, desktop CC e desktop Classic). Ci sarà un' interfaccia leggermente rimaneggiata, ad esempio per portare il comando DEHAZE nel pannello con Chiarezza, Vividezza e Saturazione, ma soprattutto verranno introdotti i profili. In altre parole, oltre a selezionare i vari profili di sviluppo Landscape, Portrait, Vivid, etc, ci sarà per ognuno di essi una serie di preset già impostati, con una serie di thumbnail di anteprima che ricordano molto i filtri di Instagram o applicazioni simili. Ci sarà poi uno slider che permette di regolare "quanto" filtro applicare in percentuale. Per maggiori info e immagini esplicative rimando a questo articolo di Scott Kelby. Purtroppo non mi è ancora arrivato l'aggiornamento, o avrei preso degli screen io stesso. https://lightroomkillertips.com/adobe-releases-major-lightroom-update-whole-new-modern-workflow/ Pagina ufficiale sul sito di Adobe: https://www.adobe.com/it/products/photoshop-lightroom-classic/features.html?promoid=49F59RFK&mv=other Posso immaginare che a qualcuno farà storcere il naso, ma per me può essere un ulteriore metodo di velocizzazione del workflow. Ho comunque visto che i preset di terze parti comunque li uso, almeno come base di partenza. Ovviamente devo valutarle in dettaglio una volta rilasciato l'aggiornamento. Spero sarà disponibile già in serata.
  14. Buongiorno, Mi sono aggiornato il computer dal powerbook ad iMac 27" qualche giorno fa, ovviamente ho seguito la procedura di trasferimento dati da vecchia a nuova macchina, programmi compresi. Ho LR 6 con l'ultimo aggiornamento rilasciato a Adobe poco tempo che fino a ieri ha funzionato perfettamente. Ieri pomeriggio lancio LR per aprire alcune immagini e mi appare una richiesta di accesso con miei dati di account Adobe, dopo aver verificato che non posso lanciare LR direttamente in nessun modo senza passare da questa schermata inserisco user e psw e, praticamente, mi attiva il demo 30g di Lightroom CC in italiano invitandomi poi alla sottoscrizione del piano mensile, Non capisco, ma ora non posso nemmeno più usare LR6 ? Devo per forza aggiornarmi al piano di abbonamento anche se non voglio ? Mi è saltato un passaggio e posso bloccare tutto e restare su LR6 in versione stand alone ? Grazie a chi vorrà rispondermi
  15. Non so se ne eravate già a conoscenza. Mi sono imbattuto in questo marchingegno che teoricamente dovrebbe aiutare i professionisti a migliorare il workflow di postproduzione. Si tratta di una console dedicata per Lightroom. Ovviamente non sono minimamente interessato per via del fatto che non ho un grosso flusso di lavoro da gestire, ma mi chiedevo se invece qualcuno di voi (iniziando da Michele) consideri interessante questa proposta del mercato. https://loupedeck.com/working-with-loupedeck/
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