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Riccardo Davoli

Nikonlander
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Blog Comments posted by Riccardo Davoli

  1. 8 ore fa, Gianni ha scritto:

    la 3°e 4° non mi piacciono la 3° perchè di spalle e secondo non rende, la 4° perchè qualcosa copre il soggetto.

    Grazie Gianni per il tuo commento. Ci sta.
    Nella quarta il soggetto è "coperto" dalla persona che sventola la bandiera a scacchi, era quello che volevo: Forse un tempo più veloce l'avrebbe resa più leggibile.

  2. Grazie Enrico, grazie Giuliano. 

    La MTB è molto divertente da fotografare, in particolare la Downhill e il 4Cross per la velocità e il dinamismo della disciplina, mentre il XCO, CrossCountry, ripetono un circuito relativamente lungo tra le 5 alle 8 volte. E' meno veloce ma le ripide salite evidenziano la fatica e lo sforzo dell'atleta.

    Durante le prove è agevole spostarsi lungo il percorso alla ricerca dello spot migliore, dell'inquadratura diversa. Nel caso del downhill spostarsi può diventare arduo per le pendenze della pista e per fare alcune foto mi sono trovato in equilibrio precario. 

    Da quando Nikon ha introdotto spot* lo uso prevalentemente quando sfrutto gli automatismi, mentre quando sono in manuale mi affido a ciò che vedo a mirino.  

  3. Grazie Marco.

    Non lavoro più da qualche mese ma qualche problemino con mio padre anziano e acciacchi alla casa mi hanno tolto tempo alla fotografia. Spero di recuperare presto, anche se l'estate non è la mia stagione preferita, non solo fotograficamente.

    16 minuti fa, marcovitrotto ha scritto:

    anche se ti vedo più un fotografo  "riflessivo"..

    Si, forse si, ma da qualche anno ho deciso di non "chiudermi" in un tipo solo di fotografia. Non solo per la fotografia che potrei portare a casa ma per le emozioni che le situazioni  potrebbero darmi, sopratutto se non le conosco.

    Nemmeno io uso il Matrix. A dir la verità non lo uso dalla F4s. Non mi piaceva perchè tendeva a sovraesporre rendendo le foto troppo chiare e da allora lo snobbo. Ho sempre preferito il semispot o lo spot. Ma i tempi sono cambiati e sicuramente l'algoritmo che gestisce il Matrix sarà sicuramente evoluto rispetto quello degli albori.
    Lo proverò. Se la memoria me lo ricorderà....

    Mi piacerebbe venirti a conoscere e fare due foto insieme.  Magari al Cycling del forte Bard. In che periodo lo fanno?

  4. Sottoscrivo in pieno la tua riflessione, Paolo, piena di amore per l'evoluzione della rappresentazione visiva attraversi i secoli e le tecniche. 
    Sono convinto anch'io che risulta difficile fare foto emozionali senza conoscere i grandi artisti del passato, siano essi pittori che fotografi. 

    Cita

    Come disse Ansel Adams: “Non si fa una fotografia solo con la macchina fotografica. Si porta con sé tutta la cultura, la memoria e l’esperienza visiva accumulata fino a quel momento.”

    Concordo in pieno con Adams ed è per questo che in pochi giorni ho visto le mostre di Vivian Maier, Robert Mappeltorpe e Caravaggio. In ordine inverso di gradimento. Il Narciso e La cattura di Cristo di Caravaggio sono bellissimi, emozionanti per la gestione della luce che li rende tridimensionali. Sono rimasto incantato. Senza togliere nulla agli altri quadri.

    21 ore fa, cris7 ha scritto:

    la modernità, è cominciata con Giotto

    Mi permetto, vista la citazione, di consigliare la visita alla Cappella Scrovegni a Padova dipinta da Giotto che ha avuto ampia libertà, economica e artistica, da Enrico Scrovegni per la cappella di famiglia ma, una volta a settimana, aperta alla popolazione. Lascia senza fiato.

    Anch'io devo ringraziare mia madre che con discrezione e tanta pazienza mi ha introdotto al mondo dell'Arte e alla Bellezza in generale. Io sto cercando di fare altrettanto con i miei figli.

    Come ho già scritto altre volte, sono convinto che condividere la bellezza possa rendere migliori le persone.

  5. Concordo pienamente con la tua riflessione, Paolo. E una tecnica non esclude l'altra.
    Oggi le moderne fotocamere hanno prestazioni eccezzionali e una definizione estrema ma, anche secondo me, tale definizione può distrarre l'osservatore dalla composizione. Sia ben chiaro che io non voglio tornare al tempo della pellicola ma, ogni tanto, usare una macchina analogica o, in alternativa, imporsi di scattare 36 o 72 foto con la propria digitale per cercare di ragionare su ciò che stiamo fotografando e se vale la pena farlo può essere propedeutico. E' per questo che conservo alcune ottiche vintage perchè, sapendo di non poter contare sulle loro prestazioni, mi costringono a ragionare di più sulla foto che sto scattando. Mi sto, in un certo modo, allenando per quando uso le ottiche Z a vedere "meglio" la foto nella mia ricerca personale di crescere, fotograficamente parlando.

    Credo che Paolo quando portava come riferimento i grandi fotografi della metà del secolo scorso era perchè le loro foto sono ancora stupende nonostante la definizione, solo la definizione, non sia paragonabile alle foto attuali. L'estrema definizione realizzabile oggi non toglie nulla alla bellezza della foto di Capa o HCB che sicuramente usavano le migliori macchine e ottiche che il mercato di allora poteva offrire ma, viste con la tecnica attuale, era preistoria. Cosa a avrebbero usato oggi? Chissà. E' una bella domanda che rimarrà in sospeso....

    Nel frattempo sto pensando di tirar fuori dalla bacheca la mia F3HP/T e provare l'effetto che fa... 

  6. 11 ore fa, marcovitrotto ha scritto:

    Quest'altra pure Riccardo Davoli, che è un signore, mi insulta!

    No Marco, non mi permetterei mai di insultarti.
    In fotografia ci sono gusti differenti, sensibilità differente, obiettivi differenti e io non mi permetterei mai di giudicarli. Questo non vuol dire che non li possa commentare con libertà e suggerire un punto di vista diverso lasciando la possibilità di non condividerlo.

    Entrando nel caso specifico, le foto dei Queen of Saba mi sono piaciute anche per la luce forte, dura e colorata mentre quelle del gruppo spalla non mi convincono per come le hai sviluppate, in particolare le prime due. Sono a colori senza colori o bianco e nero senza grigi intermedi? 

    Certo è che se le volevi proprio così a me va' benissimo. E il fatto che a me non convincono lascia il tempo che trova.

     

    PS: forte la loro musica. Non li conoscevo e mi piacciono le loro canzoni.

  7. 16 minuti fa, Max Aquila ha scritto:

    Spot* : prima di tornare a ragionare come uno spot normale dovrebbe trovare tutto il parco luci al grigio medio al 18% di riflessione... Ma per rendersene conto, basta fare delle prove a casa... Non all' ingresso del concerto...xD

    Non so come ragiona, non ho visto l'algoritmo, ma la misurazione Spot* a me, sottolineo A ME, risolve bene il problema di gestire le continue, enormi, differenze di luci sul palco di un concerto rock e dintorni e il risultato che ottengo mi va bene per il tipo di risultato (foto) che ho in mente. Sempre senza dimenticare che il tempo di modificare settaggi non ce né molto. Trovare un automatismo valido aiuta molto.

    Nei concerti di musica classica o jazz questo problema non esiste perchè le luci rimangono invariate, o quasi, per tutto il concerto e si possono fare tutte le prove si vogliono.

     

  8. Complimenti Marco, tutte ottime foto. La mia preferita è l'ultima e quella con la palla colorata alle spalle della cantante.

    Per quanto riguarda la luce trovo che l'hai gestita molto bene e il risultato finale lo trovo equilibrato e coerente.

    Non m i convince molto lo sviluppo delle foto del gruppo spalla.

    In casi come quello uso l'esposizione spot* perchè mi salva le altissime luci. Per il resto concordo che si scatta e si vede il risultato anche se spesso, quasi sempre, le luci cambiano molto frequentemente in modo non prevedibile, quindi eventuali correzioni non sempre si riescono a portare. Per questo motivo uso WBAuto1, M con ISO automatici, D-Lighting OFF.

     

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