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Enrico Floris

Nikonlander Veterano
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  1. 34 minuti? Non gli ho concesso 34 secondi. Però è incredibile come pur di ascoltare la propria voce si riesca a produrre un monologo di 34 minuti sui Maneskin. Io 34 minuti del mio tempo li posso spendere parlando di un sacco di argomenti interessanti, spaziando dai papassini ai Rolling Stones passando per Charlize Theron e la 499P ma cazzo 34 minuti a parlare dei Maneskin... vuol dire che non stai proprio bene per la miseria
  2. Direi che non è andata male: miglior fotocamera professionale, miglior obiettivo da ritratto professionale, miglior fotocamera FF per esperti buongustai (cit. Max Aquila), che in defintiva è quello che siamo; infine miglior telezoom, che questo 180-600 è veramente forte. Magari se gli elementi con la dicitura "professionale" fossero stati posizionati in cima alla lista anzichè mimetizzati nel mucchio questa classifica sarebbe risultata maggiormente attendibile. Critica da gourmet nikonista.
  3. Spettacolare non rende l'idea. Da rifarsi gli occhi. Per me che sono un profano della fotosub ammirare certi scatti è sempre una nuova esperienza. E in verità non sapevo neanche dell'esistenza delle isole Raja Ampat, ma ora so anche che sono un luogo incantevole. Adoro il mare e non potrei vivere senza, credo che poterlo fotografare standoci dentro generi emozioni difficili da raccontare. Le foto che hai prodotto sono magnifiche, un ottimo lavoro. Grazie per la condivisione e per avermi fatto conoscere quest'angolo di mondo.
  4. L'obiettivo al momento rimane la Zf. Sulle ipotetiche future troverei interessante la Z70, con la qualità dei sensori moderni sarebbe una bomba in ambito sportivo. La Zs sarei persino capace di tenerla sotto il cuscino, Non ci sarebbe bisogno di un'ottica intercambiabile, un fisso luminoso da 35mm andrebbe più che bene. (ma dopo basta, perchè sto invecchiando)
  5. Quando ero ragazzo avevo un sogno, quello di poter fotografare da freelance per le riviste sportive. Ci provai in tutti i modi ed ebbi anche le mie soddisfazioni. Ma scoprii presto _ per fortuna _ che per poter sfondare serviva una bella botta di culo piuttosto che dedizione e impegno. Ma non presi mai in considerazione l'idea che per riuscire nell'intento avrei dovuto barare.
  6. Beh ma la foto è firmata. Resta da stabilire se si tratti dell'inizio di una brillante carriera oppure se si tratti di una carriera stroncata.
  7. From the album: Nikkor Z DX 50-250/4,5-6,3 VR

    ... e c'è persino un surfista in acqua.
  8. Un'ottima sequenza Marco e un bel lavoro di montaggio. Immagini di qualità scelte con grande cura; un altro modo di raccontare l'Islanda, attraverso la serie delle finestre e attraverso il b/n. In effetti certe volte è un'isola monocromatica.
  9. Belle, i windsurf alle prese con le onde sono bellissimi, anche con onda bassa. Non li vedo da tempo purtroppo... Ottimi scatti, il migliore è l'ultimo, il più "chiuso".
  10. Un notevole esercizio di pazienza, è come fotografare in un altro mondo dove si vedono cose che non vediamo mai. Ottimi scatti Alberto
  11. Un gran lavoro Max e immagino anche la fatica in mezzo a quella confusione. Anche in questo caso ho visto il coinvolgimento dei più giovani, l'unico modo per tenere vive le tradizioni che comunque sono un pezzo importante della nostra storia, la parte vivente della memoria. Il 70-200 è riconoscibile, naturalmente. Degli altri due invece mi aspetto un test comparativo (appena ti sarai ripreso).
  12. 1) la 14 di Alberto Salvetti, la sequenza degli svassi è eseguita alla perfezione. 2) la 36 di Antonio Biggio, per tutto: colori, qualità tecnica e sfuocato. 3) la 6 di Gianni54, ho sempre avuto un debole per certe prospettive.
  13. Temo sia questo il vero problema. La domanda da porsi ora è chi siano veramente i loro clienti. Perchè il comportamento è quello di chi ha capito che i nikonisti sono pochi e che i bilanci stellari sono prodotti da chi sceglie Nikon che non significa necessariamente essere nikonisti. Noi siamo razza a parte.
  14. A Castelsardo un rito diverso, generato dalla pietà popolare e che affonda le sue radici negli anni della dominazione aragonese. La processione del Lunissanti è la prima della Settimana Santa, si svolge il lunedì successivo alla Domenica delle Palme e dura un giorno intero. La pietà popolare esalta il carattere della manifestazione attingendo dalle proprie tradizioni e dalla propria cultura della fede evitando i dettami della liturgia e persino la presenza di un prete che la guidi. La Confraternita della Santa Croce custodisce i Misteri della passione di Cristo, gli strumenti del suo dolore: il calice, il guanto, la catena, la colonna, i flagelli, la corona di spine, la croce, la scala, il martello e la tenaglia, la lancia e la spugna, il teschio, il busto dell’ecce homo e il Cristo crocefisso. È trascorsa da poco l’alba quando nella concattedrale di Sant’Antonio Abate a Castelsardo viene celebrata la messa alla presenza dei confratelli di Santa Croce che termina con la benedizione degli strumenti del dolore di Cristo. È questo il momento per gli apostuli (ognuno dei quali porta con sé uno dei Misteri accompagnati ognuno da un gruppo di cantori che intonano il Miserere, lo Stabat Mater, il Jesus) di incamminarsi alla volta di Tergu, un piccolo centro dell’Anglona, diretti alla chiesa di Nostra Signora di Tergu. Arrivo verso le 11,30. L'ingresso sul selciato che conduce a Nostra Signora di Tergu e l'attesa degli Apostuli prima dell'ingresso in chiesa Ancora una messa e una nuova benedizione dei Misteri e poi ripartenza verso Castelsardo, sempre a piedi. I Cantori davanti all'ingresso di Nostra Signora di Tergu A Castelsardo l’ultima funzione alle 19 e alle 20 l’ultimo tratto, sempre in assenza delle autorità ecclesiastiche. La processione attraverserà il paese, totalmente al buio, con la sola illuminazione delle fiaccole. Non vado oltre con la storia perché è veramente difficile documentarmi su questa particolare manifestazione ma quello che sono riuscito a sapere lo avete appena letto. Per quanto riguarda invece l’aspetto fotografico ho dovuto necessariamente tenermi “leggero” perché la spalla destra è ancora dolorante e so che il recupero sarà particolarmente lungo. Per cui ho preferito usare la Zfc con una sola lente. La mattina ho scelto il 16-50 per via della maggiore duttilità e nonostante la giornata piovosa in luce non mi ha creato problemi. La scelta del bianco/nero, visti i colori inesistenti, l’ho ritenuta appropriata. Definire coinvolgente e quasi ipnotico il rito serale è riduttivo, bisogna assistere per capirlo. Una folla composta da fedeli e turisti provenienti da tutta Europa solo per assistere a questo evento. Un silenzio surreale, tanto che ho dovuto silenziare la Zfc, persino quel rumore finto dello scatto era fuori luogo. Documentarla è una sfida. Non si tratta di fotografare al buio, si tratta di fotografare il buio. Difficile stare sotto i 10000 ISO. In quelle condizioni il meglio di cui disponevo era il 24mm 1,7 che ancora una volta si è dimostrato lente di razza, sorprendente. Molti doppioni e anche molte immagini scartate perché sbagliate o magari per micromosso o perché semplicemente non mi piacevano. Le poche che propongo differenziate per momento e per scelta (b/n al mattino e colore alla sera) spero che rendano al meglio l’idea di una manifestazione che non si snoda lungo un tracciato segnato o immaginario ma scorre attorno alle persone, le circonda e le sfiora in un silenzio denso, rotto solo dalle litanie dei cantori, illuminato dalle fiaccole affidate alle consorelle (tutte bambine) precedentemente vestite di bianco dalle mamme all’interno del battistero e che hanno il compito di far luce con le torce sui passi degli apostuli. Ultime immagini per i Cantori Pezzo consigliato: Jubilee Street (Nick Cave) Copyright Enrico Floris 2024 per Nikonland
  15. Un bellissimo Contest, tanti fotografi bravissimi, ma soprattutto una carrellata di immagini di alto livello, molte delle quali inedite. E' stato un vero piacere partecipare. Naturalmente complimenti ad Andrea, Fabio e Gabriele
  16. From the album: Nikkor Z DX 24mm f/1,7

    Più scirocco più zanzare.
  17. Inizierò subito col dire che stavolta l'asticella è parecchio alta, complimenti a tutti. La mia scelta, con grande difficoltà, cade in parte su generi che non pratico ma che in questo contest mi hanno veramente impressionato, per cui nell'ordine: Gabriele Castelli. Che Silvy fosse una meravigliosa creatura già lo sapevamo, ma con la scelta di inquadrare dal basso, il timing dello scatto e le luci l'hai resa ancor più meravigliosa. Paolo Mudu. Tre scatti splendidi, illuminazioni perfette e una post produzione superba. Veramente professionale. Fabio Zambelli. La fantasia fa la differenza: il ritratto iniziale e il sushi sono quello che non ti aspetti con la luce appena sufficiente, quella che basta, quella che ci vuole. Come anche nello spicchio di paesaggio nebbioso, freddo che fa a pugni con i toni caldi del sole. Chapeau. Le menzioni sono tante. Jorgos (30.1), il capovaccaio è veramente speciale. Andrea Zampieron (1.1), avevo già commentato questo scatto. Veramente notevole, luci e colori fiabeschi. Giuseppe Paglia, (5.3), un'ammaraggio perfetto, bellissima. Riccardo Davoli (8.3), può sembrare ai più un'immagine statica e invece non lo è per niente. E' il momento più difficile per un atleta ed è lungo quanto un battito del suo cuore. E' così che si fotografa lo sport. Ma64 (22.3): i tramonti dovrebbero essere sempre così. Momento irripetibile, ottima la tecnica di ripresa e ottima la post produzione. Semplice è sempre bello. Ma sinceri complimenti a tutti, siete veramente bravissimi.
  18. Se inseguiamo le prestazioni (soprattutto quelle che ci sorprendono di più ma ci servono poco o non ci servono per niente) stiamo sbagliando tutto. E soprattutto dimostriamo di non aver recepito a pieno il nuovo corso di Nikon che sta molto abilmente classificando i propri clienti, o futuri tali, producendo fotocamere calibrate per ogni utilizzo e per ogni esigenza. E lo sta facendo con assoluta precisione riducendo il divario prestazionale fra un modello e l'altro. O addirittura dotando di dispositivi diversi alcune fotocamere più o meno nella medesima fascia di prezzo. Tanto ciò che spendiamo in meno lo destiniamo all'obiettivo che ci serve. I conti tornano sempre, la fidelizzazione passa anche attraverso l'attenzione che il brand riserva ai fotografi. Per come la vedo è una politica utile perchè ci consente di scegliere la fotocamera da acquistare sulla base dell'utilizzo che andremo a farne. Quindi per quanto mi riguarda: prossimo passo Zf in attesa almeno di un annuncio su una futura Z di cui ancora non si parla.
  19. Quindi dopo l'Albania due anni di preparazione prima di essere imbarcato per la Luna. Se ho capito bene.
  20. Come diamine ho fatto a perdermi questo articolo? Campanature aperte, un pacco di cavalli e gas aperto di brutto... WOW. Ottimi scatti
  21. Reportage accurato e ben documentato. Un paesaggio straordinario, affascinante; un viaggio che (lo dico da fotografo) non vorrei condividere con nessuno perchè da soli si scatta meglio e si pensa meglio. Una bella esperienza. Le foto sono magnifiche e le luci, per i miei gusti, sono il meglio che ci si possa attendere. Concordo al cento per cento con Paolo, un vero parco giochi per fotografi. Ottimo lavoro, grazie per la condivisione
  22. Una possibilità tutt'altro che remota. Al momento vi è un calo nelle preferenze dei cineasti per RED (così mi viene riferito) a tutto vantaggio di Panavision/ARRI e Sony. Quindi un eventuale ingresso di Nikon in quella fascia professionale, pur mantenendo il marchio RED, potrebbe rappresentare una sfida più che un azzardo. E farebbe contenti anche i fondatori che comunque vedrebbero il perpetuarsi dell'azienda. Lato fotocamere invece certa tecnologia RED, adeguatamente manipolata, aprirebbe defintiivamente una nuova fetta di mercato a Nikon. Non dimentichiamolo, attualmente controllata da Sony e Canon. Dopodichè ciò che servirà per sfondare, a mio avviso, sarà una bella serie di lenti cine dedicate. Un settore a parte nel listino Nikon. Ma aspettiamoci i tempi di Nikon.
  23. Sì..... le linee cadenti le vediamo storte anche col 500mm
  24. Un bel lavoro Marco. Noi tutti abbiamo una sensibilità che riusciamo a sfruttare al meglio quando ci troviamo in una simile situazione e siamo in grado di raccontare anche quello che non abbiamo visto ma che riusciamo a immaginare: cosa è successo e come è successo. E' un concetto difficile da esprimere ma è proprio così. E' più facile farlo che spiegarlo. Sì, un bel lavoro.
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