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effe

Nikonlander Veterano
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  1. Ottimo lavoro Davide. Non sono un esperto del genere, ma direi che come primo passo non è proprio niente male. Immagino quanto siano stati utili i suggerimenti di Silvio e Massimo, l'esperienza vuol dire molto. La macro richiede molta pazienza.
  2. Concordo con Mauro: punti AF, raffica e buffer sono elementi necessari e non per dimostrare di averlo più lungo, semplicemente perchè si tratta di dispositivi e prestazioni che chi usa Nikon prentende, come anche chi usa Canon (chi usa Sony, non so). Se Canon è attenta alle esigenze della propria clientela perchè mai Nikon non dovrebbe fare lo stesso? Su Z6 e Z7 Nikon ha adottato cambiamenti radicali con soluzioni estreme come la larghezza del bocchettone e il tiraggio ultraridotto che di fatto garantiscono al sistema Z di recuperare parecchia distanza in questo Terzo Millennio, per non parlare degli obiettivi S, il peggiore dei quali è semplicemente fantastico. Bene, però gradirei che tutto questo fosse solo l'antipasto... come tutti voi mi aspetto ben altre portate. ------------ (Ok, però quell'eye focus sull'uccellino, solo per curiosità, lo vorrei vedere sul tracciamento in volo, quando parte la raffica da 20 fps)
  3. Perdonate l'assenza. Intanto grazie a tutti per i commenti. Stranamente _ non capita spesso _ la considero una buona foto principalmente per l'elemento di casualità. Soddisfacente direi Quale colpa? Permettimi qualche divagazione OT. E' pur vero che gli Anni Settanta sono stati particolarmente difficili per l'Italia: incertezza, tensioni politiche e sociali, terrorismo... e anche vicende personali che hanno segnato molti di noi (me compreso). Ma esiste un aspetto positivo che senza intenzione ho rappresentato in questa foto. A ben vedere era proprio questo il nostro "immaginario" e non la Ferragni che si fa le unghie. Da ragazzi avevamo una coscienza critica e politica, preferivamo un buon libro a due ore di TV spazzatura, sapevamo riconoscere la buona musica ed eravamo capaci di fare un'analisi politica senza dire cazzate. Non voglio vantare la nostra generazione, ma sono assolutamente convinto che ancora oggi siamo noi la parte migliore di questa nazione... pur ignorati e in eterna minoranza. Anni da dimenticare? Direi di no visto che ci hanno plasmati così come siamo.
  4. Belle immagini Valerio, bello il posto e soprattutto le felci che mi fanno impazzire, piante stupende che creano un sottobosco e un'atmosfera particolari. Difficile trovarle dalle mie parti ma so che ci sono. Ottimo lavoro, grazie.
  5. Intanto grazie per "l'aggiustamento" del thread. Sì, in effetti fa molto Anni70... la trovo inconsapevolmente anche piuttosto "selvaggia", se mi è concesso usare questo termine. E forse è proprio questo che mi ha spinto a scattare. Sono momenti... lo fai e basta. Assolutamente inconsapevole, una raffica di otto scatti (tanto che in almeno due c'è entrata anche l'amica e questo scatto per un pelino l'ho dovuto anche croppare).
  6. effe

    Prossima Nikon Z5 ?

    L'idea della full frame, non dico entry level anche se di fatto lo è, ma "popolare" mi sembra ottima per invogliare il mercato magari anche per convincere i possessori di D600 a fare il passo verso la ML. Sembra una bella fotocamera sullo standard Z6 (ma io non riuscirei ad abituarmi alla mancanza del display superiore perchè lo uso parecchio). Comunque un'ottima proposta. Invece la possibilità di vedere una Z6s mi attizza parecchio. E' una fotocamera già ottima ora e con un margine di miglioramento piuttosto ampio. Speriamo bene.
  7. Secondo turno tra i girasoli, e forse oggi sarà il terzo. La classica foto "rubata". Una modella casuale che si faceva fotografare da un'amica con l'aifon. Nikon D500, 200-500 a 500mm, Iso 200, 1/400 f.11, distanza... una quarantina di metri.
  8. effe

    Nikon e la prossima Canon EOS R5

    Una strategia che Canon aveva già utilizzato in passato con la 5D Mk II. Allora funzionò alla perfezione: costava meno della 1Ds Mk III e i professionisti la apprezzarono molto di più. Ne vendettero a tonnellate.
  9. Sto pensando a che commento lasciare, perchè è dovuto. Penso seriamente che deve essere un'esperienza meravigliosa, dopo tanti anni passati sui libri, raggiungere un tale livello di preparazione nel proprio lavoro. L'Ego sicuramente avrà buon diritto, ma la consapevolezza di poter elargire la conoscenza a piene mani e poter lasciare un segno del proprio passaggio su questa terra non è in alcun modo misurabile. Chapeau (Per il lavoretto su Photoshop conosco fior di illustratori che non saprebbero fare di meglio, tranquillo)
  10. Migliori di ieri sicuramente. Ma domani migliori di oggi... ci si deve lavorare. Però esistono ottime possibilità. A totale supporto della tua posizione esiste la mentalità di base del fotoamatore evoluto (preferisco sempre il termine "dilettante" perchè mi rende più umano): fare meglio della volta precedente, sempre. Quando da ragazzino imparavo e passavo il tempo a rompere letteralmente le balle a tutti i professionisti che conoscevo, con una certa invidia (in senso buono ovviamente) per quella che consideravo la straordinaria qualità del loro lavoro, un giorno un vecchio fotografo, un amico che oggi non è più tra noi, mi disse: "Voi appassionati siete meglio dei professionisti: noi siamo costretti a fare il lavoro sempre bene e in breve tempo perchè dobbiamo consegnarlo al cliente. Mentre voi potete usare tutto il tempo che volete per fare e rifare fino ad ottenere un lavoro migliore". Amen. Noi siamo così, salve le volte nelle quali le buone idee finiscono nel cestino perchè il risultato non ci soddisfa... ma anche rifare è un piacere, l'importante è, come dice Silvio, non fermarsi. ----- Non lo avevo mai fatto, ma questo pomeriggio andrò a cercare un campo di girasoli. Non che mi freghi niente di fotografarli, ma so già da ora che in post produzione quelle immagini mi creeranno diversi problemi. Voglio solo sapere quali e perchè. E solo per questa mia curiosità ci spenderò sopra un intero pomeriggio. Sono uno scellerato.
  11. Ho letto e riletto. C'è parecchia carne al fuoco Farò di tutto per sintetizzare l'intervento su un quesito che trovo particolarmente interessante: Non sarò mai bravo? La risposta di pancia è: NO. Ma anche quella ragionata è: NO. Dalla mia prospettiva, ogni anno che passa, l'asticella sale e si sposta verso l'alto anche la percezione di ciò che è la bravura. Se mi guardo indietro prendo una mezza quintalata di diapositive e stampe e do tutto alle fiamme con la seguente motivazione: "Ma come ho potuto produrre simili cagate? Non lo capisco". Se ancora non l'ho fatto è solo perchè ogni volta che le guardo mi ricordo di ciò che non devo fare. Mai più. La voglia di fare però non manca, non manca la passione, non manca la voglia di imparare ancora, cercare la luce provare e riprovare perchè la dannata asticella si sposta ogni anno e non puoi peggiorarti ma non puoi neanche rimanere stazionario. E diventa sempre più difficile perchè il peggior giudice di me stesso sono io. Non ho un briciolo di pietà per il mio lavoro e ti assicuro, Silvio, che vado ben oltre la dignità di pubblicazione su Nikonland. Salvo rari casi riesco a classificare una foto appena passabile ogni 300 scatti. Forse un paio di volte all'anno riesco a portare a casa un "bottino" semiappagante di 10-15 scatti. Ma non mi fermo, persevero. Per quagliare: se è la nostra personale percezione di bello/brutto, giusto/sbagliato a guidarci, quando mai potremmo accorgerci di essere diventati bravi? Lo so, non si risponde a un quesito con un altro quesito, ma non mi hai lasciato scelta
  12. Non voglio rovinarmi la digestione e mi aspetta un pomeriggio fotografico che non promette niente di buono. Ciononostante ho votato: Io spesso la penso come lui, non sempre E questo non è e non sarebbe un problema. D'altronde mi considero ancora un ospite in casa altrui per cui le regole me le impongo da solo senza difficoltà alcuna. Siamo sicuramente tutti caratteriali e più o meno nello stesso range di età quindi va considerato che con l'età si peggiora e non si cambia. In questo contesto la comune convivenza è garantita da due cose: cercare (e trovare) sempre il modo giusto per dire le cose e una buona abilità di slalom quando l'amministratore va sopra le righe (non gliene faccio una colpa... avrà pur diritto a rompersi le balle ogni tanto). Non è mai il caso di metterla sul personale. "... ma come parli? Le parole sono importanti" (Nanni Moretti docet). Vale per tutti e senza voler minimamente dare lezioni a nessuno (non ho la statura per farlo e neanche le capacità). Su Nikonland ho stretto amicizie importanti, una parola storta capita, ma non è mai un buon motivo per rovinare tutto.
  13. Ma perchè questi quesiti con me non ci azzeccano mai? E non dirmi che sono difettoso. Comunque ho votato, ma farò degli aggiustamenti: Perchè per me, fotografare è un piacere ! E' sempre stata la mia passione. Ma oggi è diverso: fotografare è la mia trincea (credo di avere già espresso questo concetto in passato): evadere, uscire dalla vita ordinaria, proteggere la mia mente da tutto quello che mi da fastidio (e la lista è parecchio lunga). Processi cerebrali minimi: luce buona/cattiva; composizione, tempo/diaframma. Il resto dei neuroni in garage. Ecco, dopo una giornata così mi sono guadagnato altre due settimane di vita.
  14. Bellissima storia e molto ben raccontata, corredata da tante belle immagini che sorreggono bene la narrazione. Bravo Roby
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