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Nikkor Z 105mm f2.8 S MC, test sul campo (in macro) !

In tutti i miei articoli su "come fare macro senza obiettivi macro", ho sempre scritto che le soluzioni che proponevo (lenti, tubi di prolunga...) erano dei buoni, a volte anche ottimi, compromessi per chi fa macro occasionale, per chi vuole risparmiare (ad esempio sul peso dell'attrezzatura), ma per chi si appassiona seriamente alla macrofotografia naturalistica ci vuole un vero obiettivo macro.

Nel sistema Nikon Z sono disponibili due nuovi macro, il 105mm f2.8 S MC ed il 50mm f2.8 MC. 
A mio avviso per la macro "naturalistica" sul campo ad insetti, ma non solo, il 105mm è il minimo sindacale per avere sufficiente distanza di lavoro per non spaventare i soggetti e anche per non incastrarsi con eventuali gambe di cavalletti fra frasche, radici e rami (e ortiche...).

Nella sua Guida alla Macrofotografia, John Shaw scriveva: provate a fotografare un dettaglio di una  ragnatela con la rugiada con un 50mm macro e vi ritroverete una ragnatela  appiccicata al vostro obiettivo. Forse esagerava ma l'idea è quella. Il 50mm, naturalmente a mio personale parere, come obiettivo macro da' il meglio di sè nelle riproduzione, nello still life, nelle foto di food, insomma  in contesti dove lo spazio e le luci vengono gestite e controllate dal fotografo. In questi casi è un'ottica stupefacente, in mani accorte va benissimo anche sul campo per soggetti come i fiori, che non si muovono troppo. I recenti articoli di Max Aquila su Nikonland illustrano molto bene tutte queste qualità del 50mm.

Com'è questo Nikon 105mm f2.8 MC?

Un obiettivo più che versatile. Come dimostra la pioggia di foto nell'anteprima di Nikonland, questo obiettivo non è solo un macro. E' un 105mm in grado di fare mille cose in modo eccellente: ritratto, scorci, still life, lavora magnificamente a tutta apertura con sfuocati molto belli e senza aberrazioni. Può fare tantissime cose e farle tutte bene.

Altri scriveranno approfonditamente di questi aspetti, e ne descriveranno in maggior dettaglio le specifiche costruttive. In questo articolo mi dedico ad una sola di queste mille sfaccettature: la macro naturalistica  dove si ritraggono soggetti attivi nel loro ambiente.  

Prima qualche numero, ma pochi. La distanza di messa a fuoco minima è 29cm (erano 31 per il vecchio 105mm VR G) per cui a 1:1 la focale effettiva è  72,5mm. Non ho fatto test per ogni singola distanza ma è plausibile che nel raggio di rapporti di riproduzione tra 1:1 e 1:2 la focale effettiva stia tra appunto i 72-73 mm e qualcosa più di 80mm. La distanza di lavoro (senza paraluce) a 1.1 è di 13cm. 
La riduzione della focale effettiva è ormai una caratteristica insita nella progettazione di tutti i tele macro IF che arrivano ad 1.1, di qualsiasi marca. L'unico obiettivo macro per così dire moderno che non riduce la focale è il 100mm Zeiss, che però arriva solo ad 1:2, allungandosi. Non si può avere tutto.

Impressioni d'uso nella macro sul campo. 
Pur essendo più grande del vecchio micro-nikkor 105mm f2.8 VR G, pesa meno, merito dei nuovi materiali con cui è costruito. Montato sulla Z6 (con basetta tipo smallrig) sta in mano molto bene e a me non stanca nemmeno a mano libera. 
In sè l'Af è rapido e silenzioso e fotocamera permettendo, preciso.

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Il vecchio e il nuovo a confronto.

La messa  a fuoco manuale è focus by wire ,come negli altri macro di recente progettazione, per cui la finestrella che  mostra le distanze è grandemente apprezzata se si deve prefocheggiare. Nella messa a fuoco manuale la ghiera offre la giusta resistenza ed è abbastanza reattiva, efficace anche "preventivamente" per tutte quelle volte in cui la Z6, credendosi Buzz Lightjear, parte verso l'infinito ed oltre. Da questo punto di vista è di grandissima utilità il selettore delle distanza di messa a fuoco, tramite il qualei si può selezionare il range 50-29cm che è quello dove trova la sua prevalente ragion d'essere un 105 macro... in macro. Perchè un serpente, un ramarro "interi" si possono fotografare più facilmente  e con sfondi migliori  con un 300mm f4, è per animali più piccoli o per i dettagli di quelli più grandi che ci vuole un vero macro.

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Per questo ritratto ci vuole un macro.

Naturalmente, se il soggetto è inanimato o immobile come un fiore, molti problemi non si pongono ed un 105mm (ma anche un 50mm) si comporta in modo più che egregio su qualsiasi soggetto.
La stabilizzazione combinata obiettivo-fotocamera  è ottima, mi ha permesso di fotografare a mano libera anche a rapporti vicini ad 1:1!

Le foto sono state scattate tutte a mano libera con la Z6, la maggioranza in luce naturale, per qualcuna ho usato l'SB400 come flash di schiarita.

Come ho scritto, 105mm (alle brevi distanze in realtà qualcosa meno), per gli animali "svegli" in natura, sono il minimo sindacale,  nella macro sul campo, occorre un po' di accortezza in più che con dei tele macro da 180-200mm, sia per evitare che i soggetti fuggano che nel selezionare lo sfondo. Più corta è la focale più impegnativo diventa anche portarsi all'altezza del soggetto,  non proiettare la propria ombra, e così via, ma se c'è il "manico" la cosa non è affatto impossibile.

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Occorre un po' più di attenzione nel selezionare lo sfondo, specie se il soggetto è grande.

Vi invito a guardare anche, ad esempio di quanto si possa ottenere, le foto nell'Anteprima ai due obiettivi MC.

Sotto questo aspetto, lo ripeto, la stabilizzazione efficace  è un vantaggio incredibile, una cosa è muoversi tra le frasche trascinando un cavalletto ed un altra è essere liberi nei movimenti. L'ho apprezzato grandemente. Una macro-rivoluzione.

Qualità di immagine. In breve, eccellente. Oltre alla nitidezza (che è veramente ottima) imprescindibile in un macro, è un insieme di più aspetti che secondo me contribuiscono a farne un obiettivo ...spaziale, come ho scritto una volta. Qualità dello sfuocato, resa dei colori, assenza di aberrazioni  fanno sì che l'immagine che si ottiene sia qualcosa di speciale. 

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Bombus terrestris, nitidezza, colori e sfuocato...

A proposito di nitidezza, ecco una Xylocopa  violacea, il Bud Spencer delle Api (confrontare col Bombo sopra), non proprio bellissima, ma non aggressiva ... però  il pungiglione ce l'ha.

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Se guardate il crop 100%, oltre alla tridimensionalità della corazza chitinosa (i pori sulla testa),  vedrete me stesso ritratto alla base dell'attaccatura dell'ala, in alto a sinistra,  il mio amico Gianni, il sole e il cielo nuvoloso.

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Tridimensionalità percepita incredibile:

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Questa Platycnemis pennipes  "esce" letteralmente dallo sfondo.

Perche vi faccio vedere la povera Ischnura morta appesa ad una ragnatela?

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Perchè al 100% si vede il filo con zero aberrazioni!

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Rispetto ad altre soluzioni per la macro? 
Le differenze operative tra un vero macro e soluzioni alternative  come i tubi e le lenti addizionali sono molteplici: da quelle più banali quale il fatto che con un obiettivo macro si ha la continuità di messa fuoco da infinito ad 1:1, mentre sia con tubi che con lenti si hanno range di ingrandimento più limitati, per non parlare del montaggio, smontaggio ecc.

Le differenze qualitative ci sono sempre, a favore del 105mm, quanto sia grande il divario dipende fortemente dal contesto: nella foto ravvicinata a diaframmi chiusi (almeno f11)  le differenze fra le due soluzioni possono essere più o meno sottili, specie se si usa una lente poco potente, ma ci sono comunque. 

La differenza maggiore è che un tele zoom con lente addizionale anche di ottima qualità funziona bene solo chiudendo di almeno due o tre diaframmi, alle maggiori aperture la resa è molto penalizzata da una perdita di nitidezza e comparsa di aberrazioni. E comunque ai bordi cede sempre. Insomma, le lenti fan perdere nitidezza (poca o tanta dipende) ed i tubi sottraggono diaframmi (ed ogni tanto creano qualche piccola aberrazione).

Ortethrum brunneum, fotografato con il 105mm e con il 24-200 Z + lente addizionale SIGMA AML 01-72 (2 diottrie), in entrambi i casi a f11 e 1/640s:

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Confronto al 100%:

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Il 105 MC è più nitido, ma  direi che  il 24-200mm è impressionante per essere un superzoom.

 

Volucella zonaria, sembra una vespa ma è una mosca, anzi è un moscerino, ma gigante.

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Fotografata con il 105mm

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Fotografata con il 300mm f4 Pf + Lente addizionale SIGMA AML 01-72 (2 diottrie).

Confronto al 100% (cliccare per aprire...)

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Aprendo i crop si vede una notevole differenza di resa fra i due.

Il 105 MC è invece eccellente a tutti i diaframmi, per cui se si  vogliono fare delle foto di effetto a maggiori aperture è possibile, con le altre soluzioni no.  Questa performance lo distingue anche dal 105mm suo predecessore, che aveva una resa più "a campana" con un picco verso i diaframmi centrali, ma meno performante a diaframmi più aperti.

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Ortethrum brunneum, 105mm f2.8 MC, fuoco selettivo sugli occhi.

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Platycnemis pennipes, 105mm f2.8 MC, sfuocato da favola.

E poi il 105 MC permette eccellenti scatti a  1:1,  come questo  piccolissimo Tettigonide il cui corpo  è meno lungo di 1 cm:

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Il crop al 100%.

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Impossibili da ottenere con zoom e lente addizionale, se non con lenti molto potenti e quindi ancora maggior  perdita di qualità.

Conclusione: il 105mm f2.8 MC si è visto che è un obiettivo dalla grandissima versatilità utilizzabile egregiamente in diversi generi fotografici senza perdita di qualità.
E' un vero macro, ma non è solo un macro, è anche un (ottimo) macro.
Nella macro naturalistica sul campo  il 105mm f2.8 MC si rivela un grande obiettivo: le sue prerogative di nitidezza eccellente, di morbidezza dello sfuocato e di assenza di aberrazioni, unite alla stabilizzazione efficace anche alle brevi distanze  lo contraddistinguono e ne fanno un'ottica di eccellenza (come lo è il 50mm f2.8 MC che è della "stessa pasta", ma nasce per usi un po' diversi) .  

Mauro Maratta mi ha gentilmente prestato il suo 105mm f2.8 MC per questo test.

(c) Silvio Renesto per Nikonland.
 

User Feedback

Recommended Comments

  • Administrator

Concordo in tutto e per tutto con le tue conclusioni, condivise in quanto in parallelo ho anch'io il 105 MC in uso.

Devo dire che oltre alla gradita presenza del VR combinato con quello del sensore Z, in un sistema a 5assi, decisamente superiore al  precedente antivibrazione dobbiamo evidenziare anche la straordinaria latitudine di posa dei sensori attuali, che permette risultati sopraffini come quelli delle tue foto, che non ritengo siano tutte scattate a 100iso

Close up e macro ne otterranno molti più followers...

Silvio Renesto

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano
11 minuti fa, Max Aquila ha scritto:

dobbiamo evidenziare anche la straordinaria latitudine di posa dei sensori attuali, che permette risultati sopraffini come quelli delle tue foto, che non ritengo siano tutte scattate a 100iso

Assolutamente d'accordo.

Guest Alex79

Guest Alex79

Guests

Ottimo resoconto. Mi è piaciuta molto la parte relativa ai confronti. Immagini splendide

Dario Fava

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Un lavoro epico Silvio!

Enrico Floris

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Veramente impressionante questa lente. Ottima la recensione soprattutto per chi, come me, di macro capisce veramente poco. Bellissime le immagini. Lavoro impegnativo Silvio, grazie :)

  • Administrator

Mi viene da chiederti allora, Silvio, in relazione al focus breathing di cui hai ben detto e che avevo osservato ad occhio col 105MC... se invece nel 50MC che non è un internal focusing, con quel nocciolo ottico che spunta dispettosamente fuori di 2,4cm se il rapporto R:R / focale effettiva, non sia migliore: maf minima 0,16m a 4,5cm di distanza operativa dal soggetto 

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Silvio Renesto

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano
40 minuti fa, Max Aquila ha scritto:

Mi viene da chiederti allora, Silvio, in relazione al focus breathing di cui hai ben detto e che avevo osservato ad occhio col 105MC... se invece nel 50MC che non è un internal focusing, con quel nocciolo ottico che spunta dispettosamente fuori di 2,4cm se il rapporto R:R / focale effettiva, non sia migliore: maf minima 0,16m a 4,5cm di distanza operativa dal soggetto 

Con gli obiettivi che arrivano ad 1:1 la focale effettiva alla minima distanza di messa a fuoco è facilissima da calcolare, basta dividere la distanza di messa a fuoco per 4; il 50mm diventa un 40mm.

 

 

Questo perchè la formula sarebbe F= D:(1/R + R +2) dove D è la distanza di messa  fuoco in mm, F è la focale e R il rapporto di riproduzione per cui se R diventa 1 il risultato è  D:4.

  • Administrator
15 minuti fa, Silvio Renesto ha scritto:

Con gli obiettivi che arrivano ad 1:1 la focale effettiva alla minima distanza di messa a fuoco è facilissima da calcolare, basta dividere la distanza di messa a fuoco per 4; il 50mm diventa un 40mm.

 

 

Questo perchè la formula sarebbe F= D:(1/R + R +2) dove D è la distanza di messa  fuoco in mm, F è la focale e R il rapporto di riproduzione per cui se R diventa 1 il risultato è  D:4.

Non male, rispetto alla diminuzione focale del 105, quindi...

PaoloBC

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander

Interessante, non sono particolarmente dedicato a foto macro ma pensavo al 50 MC da utilizzare con la Zfc in arrivo. Sicuramente l’articolo mi ha fatto riflettere che forse il 105 sarebbe più versatile anche con la Z6.

  • Administrator
1 ora fa, PaoloBC ha scritto:

Interessante, non sono particolarmente dedicato a foto macro ma pensavo al 50 MC da utilizzare con la Zfc in arrivo. Sicuramente l’articolo mi ha fatto riflettere che forse il 105 sarebbe più versatile anche con la Z6.

Il 105 con la Zfc è proprio fuorimisura, benché pienamente utilizzabile.

Sulle Z6 più maneggevole... 

Appieno sulla Z9 

Un 105mm in dx diventa un 157,5mm eq...secondo me va comprato da chi VOGLIA principalmente fare macro.

Su una FX diventa anche un eccellente obiettivo da ritratto, veloce come pochi altri macro (=più lento di un 105mm da ritratto)

IMHO

 

  • Administrator
2 ore fa, PaoloBC ha scritto:

Interessante, non sono particolarmente dedicato a foto macro ma pensavo al 50 MC da utilizzare con la Zfc in arrivo. Sicuramente l’articolo mi ha fatto riflettere che forse il 105 sarebbe più versatile anche con la Z6.

Secondo me è proprio l'opposto : il 105/2.8 MC è un obiettivo specializzato e per nulla versatile.
Il 50/2.8 MC invece è un obiettivo molto più eclettico.

cris7

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Bellissimo articolo che non avevo ancora letto del tutto.
E che ingrandimenti spettacolari! Grazie e complimenti Silvio

Alessandro Pisano

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Semplice domanda , il R:R e visualizzabile nel display dell obiettivo, avete mai sentito la necessità di vedere questo parametro direttamente nel mirino della fotocamera, senza interagire nuovamente sulla obiettivo spostando la fotocamera dall' inquadratura ? 

Grazie 

 

  • Administrator
19 minuti fa, Alessandro P. ha scritto:

Semplice domanda , il R:R e visualizzabile nel display dell obiettivo, avete mai sentito la necessità di vedere questo parametro direttamente nel mirino della fotocamera, senza interagire nuovamente sulla obiettivo spostando la fotocamera dall' inquadratura ? 

Grazie 

 

Sarebbe davvero utile

Pedrito

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Interessante test, molto ben illustrato e dettagliato.

Per quanto mi riguarda, ne dovresti scrivere uno su come fare per aumentare e migliorare la pazienza del fotografo che volendosi avvicinare alla macrofotografia non sia tentato di gettare tutto all'aria, scoraggiato dalla quantità di scatti da buttare...

:36_1_2:

Silvio Renesto

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano
1 ora fa, Pedrito ha scritto:

Interessante test, molto ben illustrato e dettagliato.

Per quanto mi riguarda, ne dovresti scrivere uno su come fare per aumentare e migliorare la pazienza del fotografo che volendosi avvicinare alla macrofotografia non sia tentato di gettare tutto all'aria, scoraggiato dalla quantità di scatti da buttare...

:36_1_2:

:) 

Immagino ci sia un pizzico di ironia, ma ti rispondo a beneficio di chiunque voglia leggere.

Non ce ne vuole poi troppa, di pazienza, quella che serve ad imparare a muoversi piano senza scatti e qualche tecnica di avvicinamento e ripresa. Almeno per la macro che faccio io, cioè senza montare set o teatri di posa.

Ma la risposta vera, anzi la domanda, sta a  monte, sei davvero appassionato dei soggetti tipici della macro? Ti interessano tanto da volerli fotografare al meglio? Allora la pazienza si trova. Occorre allenarsi, ma se piace, l'allenamento non pesa, se invece non piace, è tortura.

Sul buttare via, beh sì, hai ragione. Si butta tanto, più che altro agli inizi. Per fortuna che  esiste il digitale!

 

Cavallo 56

Nikonlander
  • Nikonlander

Ottimo test e ottimi scatti, oggi ho trovato una buona occasione e mi sono fatto il regalo in anticipo di Natale , ora vedremo di sfruttare questo splendida ottica :lingua:

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