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Corredo Fotografico (sintetico !)

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  1. Mi hanno chiesto, in relazione allo sforzo profuso per mettere in esposizione le mie foto del Parco Lame Sesia, cosa diamine mi spinge, dato lo scarso interesse registrato e l'assoluta assenza di alcun tipo di ritorno, a filare tanti soldi giù nel gabinetto. Ed allora proviamo a spiegarci. Per cominciare vorrei che vi dimenticaste della fotografia, delle fotocamere, degli obiettivi, di me e di quelli come me. Vorrei che pensaste solo alle persone con cui state bene, ai luoghi in cui siete stati bene, ai momenti emozionanti ma sereni, se non piacevoli, che nella vita avete vissuto. Ecco, ora parliamo del Parco delle Lame del Sesia e del perché da tre anni mi sbatto in modo estenuante per fare vedere, far circolare, le foto che ho raccolto all'interno di questo pezzo di natura selvaggia, dimenticato da tutto e tutti. Ho già avuto modo di raccontare come tanti anni fa ho scoperto, a pochi chilometri da casa, una piccolissima, ma verace, wilderness di pianura, un bosco impenetrabile su una terra paludosa, senza sentieri o strade che lo attraversano, con pochi punti di accesso e, lungo i fianchi del fiume, sterminati greti spacca-gambe. Una volta dentro, nell'ombra degli ontani, ho visto le “Lame”, ampi specchi d'acqua ricchi di vita sopra e sotto la superficie, riflettere le nuvole del cielo. Poi ho incontrato gli animali grossi e piccoli che sorprendentemente riescono a sopravvivere in così poco spazio. Infine ho tratto l’amara constatazione che se tutto questo vive e prospera è perché gli appetiti dell’uomo moderno sono rivolti altrove, riguardano esigenze e valori in cui il tronco di un pioppo secolare vale solo il peso della legna per il camino. Ho capito allora come l'esistenza di questo luogo sia intrinsecamente fragile, appesa ad una legge regionale di 40 anni fa e basterebbe una piccola variante di piano regolatore, per superiori ragioni di “interesse comune”, a stravolgere irrimediabilmente un ecosistema già troppo piccolo. E nel silenzio, nel disinteresse generale, in brevissimo tempo andrebbe distrutto ciò che la natura ha ricostruito in circa mezzo secolo di azione indisturbata. Io non v oglio perdere questo capolavoro di alberi scomposti, rami caduti, siepi di more, cascate di fiori di acacia, letti di funghi “chiodini”, di incontri fortuiti con volpi e lepri, e faccia a faccia con lucci e tinche, no, non ci sto proprio e finché posso farò quanto mi è possibile affinché questo non accada. Ed allora parlo, scrivo, fotografo, mi sbatto per far conoscere, per spiegare cosa c’è di meraviglioso in un territorio che fa a meno dell’uomo, lo accetta come pari, lo accoglie secondo le regole della foresta, un luogo che già solo nell'azione molesta delle zanzare ci restituisce alla dimensione atavica di anello della catena alimentare. Di posti come questo in Italia ne son rimasti ben pochi ed in pianura padana ancor meno, perciò quei soldi, quei quattrini che sperpero in stampe che in pochi vengono a vedere, il tempo che trascorro a montare e smontare quadri, i giorni di ferie impalati a cercare le cornici giuste, a ben guardare sono una scommessa e un investimento sul mio prossimo, sono un atto di fiducia di un inguaribile ottimista che spera ci sia in giro ancora qualcuno che sa ascoltare. Bene, e adesso se ne avete ancora voglia, parliamo anche di fotografia.
  2. Nel corso dell'annuale mostra fotografica "Itinerari" che il fotoclub di cui faccio parte organizza da molte stagioni in Arezzo e nella quale espongo anch'io da qualche anno, ho venduto la mia prima fotografia! Si tratta di questa, Il Cagnolino della Signora, esposta assieme ad altre otto in un lavoro che avevo intitolato "People In Black", una serie di immagini in b/n aventi per tema foto di street in una monocromia piuttosto "dark": un fotoamatore mi ha chiesto di acquistarla e, pur non essendo formalmente in vendita, volentieri l'ho accontentato. Un motivo di soddisfazione in più è stato il fatto che per la prima volta esponevo stampe in b/n da me realizzate - in passato avevo già stampato, ma a colori - e, per la difficoltà tecniche che la stampa monocromatica richiede, aver prodotto su carta delle immagini ritenute "convincenti" dai visitatori della mostra mi ha fatto ancora più piacere.
  3. Ad "Itinerari", l'annuale mostra fotografica che il fotoclub di cui faccio parte organizza da oltre trent'anni, sono presente anch'io con un mio lavoro, il terzo da quando espongo qui. Il titolo del lavoro è "RGB", una raccolta di dieci immagini di foto di strada, molte delle quali forse vi sono già note avendole pubblicate su queste pagine. Gli scatti sono appunto del genere street photography, il mio preferito, ma questa volta sono declinati secondo ciascuno dei tre colori dell'acronimo indicato. Ma con un'eccezione: ho infatti "italianizzato" in qualche modo la sigla sostituendo alla lettera "G" - che sta per "Green" - il Giallo, un colore che mi ispira particolarmente quando giro per strada con la fotocamera. La mostra è aperta dal 24 aprile al 2 maggio nelle sale del "Circolo Artistico" nel centro cittadino di Arezzo, e chi volesse visitarla è ovviamente il benvenuto. Devo dire con soddisfazione e senza falsa modestia che i primi visitatori hanno molto apprezzato le foto che, per inciso, ho anche stampato personalmente. Ma la soddisfazione più grande, come ripeto sempre, è poter partecipare a simili manifestazioni! (E De Coubertin qui non c'entra niente... ) Di seguito ecco il cartellone della mostra, una breve illustrazione del lavoro che accompagna le stampe esposte in sala, e le dieci fotografie che lo compongono. Enjoy! " R G B " Il modello RGB è un sistema di codici di colori internazionale. RGB è l'acronimo di Red (rosso) , Green (verde) e Blue (blu), i nomi dei colori additivi in lingua inglese. Secondo la Teoria Codici RGB una qualsiasi immagine è scomponibile, attraverso procedimenti più o meno semplici, in colori base. Miscelando in varie proporzioni tali colori base è possibile ottenere tutto lo spettro dei colori percepibili dall'occhio umano. Il metodo RGB si usa soltanto per il web e rappresenta la visione del colore su di uno schermo. Ma per me RGB significa soltanto ROSSO, GIALLO E BLU, ed è un pretesto per cercare singolarmente questi colori nelle foto di strada. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.
  4. E' Aprile e torna Itinerari, l'annuale mostra organizzata dal Gruppo Fotografico La Pieve di Arezzo. Appuntamento fisso da oltre trent'anni nelle belle sale del Circolo Artistico in Corso Italia ad Arezzo, come si dice, nel "salotto buono" della città, anche quest'anno la mostra presenta i migliori lavori di nove soci del fotoclub. E facendo parte del sodalizio, anche quest'anno partecipo con una decina di fotografie la cui raccolta ha titolo "RGB", e che all'apertura della mostra pubblicherò anche su queste pagine. Come evidenziato dalla locandina, la manifestazione si tiene dal 26 24 Aprile al 2 Maggio, e nei giorni festivi rimarrà aperta anche la mattina. A conferma della notevole qualità della mostra, quest'anno Itinerari ha una sorta di "appendice" di rilievo presso Fotografia Europea di Reggio Emilia, l'importante manifestazione che vi si tiene tutti gli anni con espositori e visitatori di ogni parte del mondo. Infatti quattro nostri soci vi partecipano nella sezione "Off" quasi in contemporanea (dal 20/4 al 20/5) con Itinerari, esponendo presso la galleria d'arte "Galleria 13" della città emiliana. (https://www.fotografiaeuropea.it/off2018/mostre/f-civitelli-g-faralli-a-mulas-m-padelli/). Chi passasse da Arezzo e volesse fermarsi a visitare la mostra e salutarci, è ovviamente il benvenuto. Vi aspettiamo!
  5. volevo segnalare la mostra dedicata al fotografo francese Robert Doisneau a Pisa tratto dal sito: Fino al 17 giugno 2018, il Museo della Grafica (Comune di Pisa, Università di Pisa) presenta la mostra Robert Doisneau. Pescatore d’immagini. Curata dall’Atelier Robert Doisneau – Francine Deroudille ed Annette Doisneau – in collaborazione con Piero Pozzi, la mostra offre l’occasione di ammirare, attraverso una suggestiva selezione di 70 immagini in bianco e nero, l’universo creativo del grande fotografo francese. Autore di un grande numero di opere Doisneau è diventato il più illustre rappresentante della fotografia “umanista” in Francia. Le sue immagini sono oggi conservate nelle più grandi collezioni in Francia, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna e sono esposte in tutto il mondo. la mostra si tiene al Museo della Grafica Palazzo Lafranchi, Via Lungarno Galileo Galilei, 9 Pisa Orari Lunedì - domenica 09:00-20:00 Biglietti Intero: €9,00 Ridotto: €7,00 Ho visitato la mostra durante le vacanze pasquali insieme alla mia famiglia, la mostra è ben curata e le foto esposte sono belle, le stampe sono curate e tutte in B/N. unica pecca è la visione con il proiettore è disturbata dalle luci laterali he illuminavano alcule foto guasta la visione sul telo, ottima la visione con sottotitolatura. Claudio
  6. Chi ha letto la mia intervista a Francesco Tomasinelli, sa già che a Varese presso i Musei Civici di Villa Mirabello, piazza della Motta 4; è allestita la mostra "Alieni. La conquista dell'Italia di piante ed animali introdotti dall'Uomo",che durerà fino a fine maggio 2018. E' una mostra sia fotografica (con fotografie di Tomasinelli e di Marco Colombo, quest'ultimo vincitore del Wildlife Photogapher of the year 2016 per la sezione rettili ed anfibi) che naturalistica con terrari con esemplari vivi. Le conferenze , ad ingresso gratuito e pensate per un pubblico ampio, saranno dedicate al concetto di "alieno" , sia in senso biologico-naturalistico (= specie estranea introdotta artificialmente dall'uomo), sia sotto una più ampia prospettiva, con attenzione anche al mondo della medicina, della storia, della filosofia e dell'arte. Le conferenze si terranno presso la Sala del Risorgimento del Museo ogni venerdì (salvo festività) dalle 17.30 alle 18.30. Locandina_conferenze_gen_feb_mar_lr (002).pdf Segnalo in particolare la prima conferenza del 19 gennaio, tenuta dal mio collega Adriano Martinoli (zoologo, esperto di Mammiferi): "Gli strani fenomeni del mondo animale: tornati, arrivati, introdotti. Come l’uomo influenza la fauna (e la fauna l’uomo…)": Non tutti i fenomeni che accadono in natura e riguardano le specie animali avvengono perché l’uomo “ci ha messo lo zampino”, per fortuna le le comunità di animali mantengono molte delle loro libertà “adattative”... Ma quando accade che l’uomo vuole, direttamente o indirettamente, dirigere le danze, i risultati spesso sono catastrofici. E... naturalmente ... la mia, del 2 marzo (non temete, tornerò a seccarvi in prossimità della data ) : Convergenze evolutive, invasioni aliene e cambiamento climatico: il Grande Interscambio Americano: I Mammiferi del Sud America si erano evoluti in condizioni di isolamento dagli altri continenti, sviluppando forme uniche. 3 milioni di anni fa l'emersione dell' l'istmo di Panama unì le due Americhe e si ebbe una intensa migrazione di animali nei due sensi, il Grande Interscambio. Scambio impari: ben poche specie sudamericane ebberon successo in Centro e Nord America, mentre in Sud America gran parte delle specie native vennero sostituite dagli invasori nordamericani, più competitivi. Ultimo atto, 12.000 anni fa un micidiale cocktail di cambiamento climatico e (guarda caso) e arrivo dell'Uomo nelle Americhe, provocò l'estinzione di quasi tutti i Grandi Mammiferi nelle due Americhe (lo sapevate che in America c'erano i Cammelli e i Mammut, vero?). Se non avete di meglio da fare e siete in zona, potrebbe essere un'occasione per scambiare quattro chiacchiere fra nikonlander. Qui il Link alla mostra.
  7. Buonasera a tutti. Solo ora posso comunicare che sabato 9 settembre alle ore 17 presso il Museo Civico di Storia Naturale verrà inaugurata la mostra "Immagini di un Eden in miniatura", fotografie del Parco delle Lame del Sesia Mi sono permesso di segnalare all'ultimo momento perchè ho finito di piazzare le foto solo oggi pomeriggio alle 14.00 e fino a quel momento non ero mica certo di riuscirci Nulla di nuovo per i vecchi amici nikonlander che hanno già avuto modo di vedere le foto del qui presente squinternato fotografo e mirabilmente stampate e rese eccellenti dall'amico Michele di Slowprint (che nono smetterò mai di ringraziare). Per chi invece non aveva avuto modo di gustare le stampe su carta Hanemule semimatt ad elevata grammatura consiglio di fare un salto a Novara, in pieno centro, in pratica sotto la cupola dell'Antonelli, vedere una piccola e oggi graziosa città di provincia, visitare un museo di storia naturale piuttosto curioso, comperare i biscottini Camporelli (che i pavesini ci fanno una pippa) e vedere cosa ha raccolto negli anni un nikonlander abbruttito dalla passione per la natura e per la fotografia. un saluto e grazie a tutti quanti
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