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Corredo Fotografico (sintetico !)

  1. La storia: Ero al parco in esplorazione di un punto dove mi hanno detto esserci ancora un buon numero di Aeshna, belle libellule colorate molto grosse. Il tempo grigio però non ispirava. Vicino a me, un uomo di una certa età (ripensandoci, l'età più o meno era la mia, ahimè) si ferma nel prato come una statua, qualcuno lo guarda incuriosito, ma riconosco la postura, sta praticando Zhang zuan, traducibile come "Palo immobile". Il Palo Immobile è un esercizio apparentemente facile, in realtà molto difficile da fare bene: si tratta di restare immobili e rilassati, con la schiena dritta e le braccia che assumono una serie di posizioni diverse (in genere otto) tenendo ciascuna posizione per diversi minuti. Se fatto bene è molto efficace a livello psicofisico ma, lo so per esperienza, per impararlo ci vuole molta determinazione e costanza. Incuriosito, ho aspettato che terminasse le posture e poi abbiamo fatto una piacevole chiacchierata sulle discipline che marziali che ci appassionano. E' finita che non ho fotografato nessuna libellula, ma sono tornato a casa contento lo stesso! La foto. Ho usato una focale quasi normale, 33mm su Z fc, per ambientare l'immagine e sfruttare il laghetto nella composizione, l'ho scattata pensando di farne un bianco e nero, poi ho provato anche a virarla come se fosse una antica stampa. Secondo me va quasi bene ma manca qualcosa. Secondo voi? Cosa avrei potuto fare (oltre a buttarla )? Se volete provarci voi, a partire dal colore, ecco qui:
  2. Blog a quattro mani, otto occhi e due teste (per quanto riguarda le foto). Un giro sul Naviglio Grande, involontariamente la Domenica in cui c'è la Fiera dell'Antiquariato. Nikon Z50 (Gianni Ragno) e Zfc (io) all'opera. Doverosa, anche se un clichè, la foto introduttiva: Foto Silvio Renesto Pictures at an exhibition ( circa) al Vicolo dei Lavandai. Foto Gianni Ragno Due mondi si incontrano (a voi l'interpretazione). Foto Gianni Ragno Vintage fashion doppia Foto Silvio Renesto Murales autoreferenziale, spruzza la vernice e scappa. Foto Silvio Renesto Altri mondi, altri universi che si incontrano (il Papa, il Quarto stato al femminile - con Alda Merini in primo piano - un'immagine orientaleggiante, un tizio indifferente) . Foto Silvio Renesto Pictures and statues and more... at an exhibition, again Tutte e quattro foto di Gianni Ragno. Vecchia porta, sempre foto di Gianni Ragno. Un altro strano cortile dove infilarsi: troviamo un centro artistico, un po' scuola, un po' mostra e naturalemtne anche vendita, di incisioni artistiche. In ambiente caratteristico. Tutte foto di Gianni Ragno. Una nicchia nel cortile Foto Silvio Renesto Altro dettaglio Foto Silvio Renesto Interno della "mostra" Foto Gianni Ragno Barriera verso il mondo esterno. Foto Gianni Ragno Ritorno Foto Gianni Ragno Caricando le foto mi sono reso conto che in realtà si tratta di un lavoro a tre occhi, tre mani ed una testa e mezza (la mezza testa il solo occhio e l'unica mano sono le mie), ma vi dirò, non ero particolarmente ispirato. Però è un angolo del Naviglio Grande un po' meno solito, per cui forse valeva la pena di condividerlo.
  3. Si può fotografare per strada anche con quel... trombone del 24-200mm pur in una silenziosa strada del centro storico, grazie al quasi impercettibile rumore dell'otturatore meccanico della Z6.
  4. Non sono gli zombie che escono dalla terra Non sono adoratori di qualche divinità misteriosa Semplicemente dei praticanti di Yoga colti al Parco in una posizione supina.
  5. L'uscita di Domenica mattina per fare "street photography" al Quartiere Isola di Milano si stava rivelando una valida fonte di depressione. Decidiamo di migrare verso Piazza Gae Aulenti, passando per via Guglielmo Pepe e ci imbattiamo in questo: Foto di Gianni Ragno, questo mini reportage è a due (quattro?) mani. Leggiamo sul cancello che si tratta di un giardino condiviso, ossia un giardino riconosciuto dal Comune, aperto al pubblico e gestito in forma volontaria dalle persone che vogliono averne cura, riunite in associazione. A Milano, scoprirò poi, ce ne sono sei o sette, molto diversi fra loro per aspetto e vocazione. Di solito non mi interessa fotografare i giardini come tali però, sbirciando dall'ingresso quest'isola del Pepe Verde mi appare come qualcosa di diverso, l'assenza di grossi fiori vivaci (=pacchiani) e il disordine creativo che intravedo lo mettono in sintonia col mio sentire. Così decidiamo di entrare. Davanti a noi un viottolo si snoda tra isole formate da vasi e box di legno che ospitano piante a fiore ed a fusto. A modo suo è suggestivo! Foto Silvio Renesto In pratica gran parte del giardino è fatto da piante portate in dono e qui curate. Foto: Gianni Ragno. Al nostro arrivo il giardino è vuoto di persone ma siamo accolti da uno dei figli della nobile dea Bastet, color del fumo; austero nel suo silenzio e severo nell'aspetto, ci piace pensare che del giardino sia custode e guida. Foto: Silvio Renesto Prosegue l'esplorazione. Ci sono panchine classiche , ma anche casette e giochi per bambini, Foto: Gianni Ragno Foto: Silvio Renesto In realtà questo non so bene cosa sia... Foto: Silvio Renesto Foto: Gianni Ragno Ci sono delle aree coperte che ospitano spazi gioco e per altre attività: Foto: Silvio Renesto Foto: Silvio Renesto Ecco un paio di spazi/laboratori, Foto: Gianni Ragno Foto: Gianni Ragno Arriva una famigliola, mamma papà e bimbo nel passeggino, si fanno un giretto all'ombra ed al fresco. La nostra guida ci accompagna all'uscita. Foto: Silvio Renesto Una grattatina sulla zucca grigia, che è un arrivederci, e ce ne andiamo. Se volete sapere di più su questo giardino a modo suo molto suggestivo, esiste un sito web: http://isolapepeverde.org/ Da cui ho ricopiato queste note: "Isola Pepe Verde è un giardino condiviso che si trova all’Isola, storico quartiere popolare oggi in via di trasformazione. Rappresenta un esempio di organizzazione milanese dal basso nato dagli stessi cittadini. Nel giugno del 2010 desiderosi di verde e di umanità in un quartiere assediato dal cemento, identifichiamo un’area recintata in parte ricoperta da manto erboso e in parte ricoperta da asfalto per trasformarla in un giardino condiviso. Si trattava di un’area edificabile demaniale, ma inutilizzata e abbandonata. In breve tempo creiamo l’Associazione Pepe Verde allo scopo di trattare con l’amministrazione comunale e otteniamo un riconoscimento ufficiale grazie alla firma di un’apposita convenzione comunale nella primavera del 2013. Oggi Isola Pepe Verde è un giardino condiviso aperto a tutti, autosufficiente per acqua e energia, con alberi, panchine, frutti e ortaggi coltivati nei cassoni, un laboratorio artistico, uno spazio per i bambini. In questi mesi di chiusura parziale per la pandemia, IL GIARDINO RESTA APERTO TUTTI I GIORNI DALLA MATTINA ALLE 14".
  6. Il mio nuovo Nikkor Z MC 50mm f/2.8 l’ho acquistato giusto in tempo per averlo disponibile in una breve vacanza in Puglia: 7 giorni 7 di puro svago, sole e mare sulle belle spiagge del Gargano, privilegiando per una volta relax, bagni di mare e piacevoli serate nei ristoranti di pesce della zona alle uscite per girare il territorio a fotografare. Quelli che presento sono quindi pochi scatti effettuati in condizioni di luce e situazioni non sempre ideali: ma per chi fosse curioso delle opinioni di un fotografo che lo usa davvero e sul campo, o per chi avesse l’intenzione di dotarsene, ci tenevo a condividere le mie personali impressioni. Inizio col dire che il negozio presso cui l’ho acquistato pochi giorni dopo la messa in commercio ne aveva solo due pezzi: il primo l’ha acquistato un tizio che lo doveva regalare e che quindi non l’ha neanche tirato fuori dalla scatola. Il secondo l’ho preso io lasciando di fatto il rivenditore sprovvisto di questo obiettivo: per questo ho dovuto fare là l’unboxing e mostrarglielo per una breve presa di contatto. In cambio però sono stato “ricompensato” con in regalo un’utile lente protettiva Hoya da 46mm, da usare davanti il piccolo obiettivo che fuoriesce dal barilotto quando utilizzato in modalità macro. Motivo principale dell’acquisto era avere una lente standard sufficientemente leggera e compatta ma anche prestazionale per la mia Z6, da utilizzare sempre: disponendo questo 50mm anche della funzione macro ho poi ottenuto un vantaggio in più, che peraltro non ho sfruttato in questi primi giorni di utilizzo. Nell’uso ciò che mi ha colpito maggiormente è la sua grande qualità ottica rispetto a tutti gli altri obiettivi standard che ho fin qui utilizzati: in soli 260 grammi ho una lente con 10 elementi in 7 gruppi, inclusi 1 elemento ED, uno asferico e un elemento anteriore con trattamento al fluoro, un diaframma a 9 lamelle e una funzione macro con RR 1:1 con limitatore di messa a fuoco. Dopo averlo provato posso affermare che con la mia Z6 costituisce un kit letale! Ne è una dimostrazione questa veduta della baia di Vieste al tramonto con la scogliera rocciosa su cui sorge la Chiesa di San Francesco sullo sfondo distante circa 800 metri dal mio punto di osservazione: sul raw originale riesco quasi a contare le file di pietre dei bastioni su cui sorge l’edificio. Fantastico! 1. Mi è sembrata altrettanto buona la tenuta nei controluce. Qui un paio di scatti ai trabucchi, antichissimi strumenti di pesca diffusissimi lungo tutta la costa da Vieste a Peschici, nati in tempi lontani per l’esigenza di procurarsi da vivere in sicurezza da un mare fonte di sostentamento ma anche di pericolo, tra naufragi, mareggiate e incursioni piratesche. 2. La silhouette di questo trabucco mi suggerisce un antico veliero che solcava i mari nei secoli scorsi. 3. Eccellente a mio giudizio anche la definizione dell’immagine in condizioni di scarsa luce, dove se l’ottimo sensore della Z6 ci mette del suo, l’obiettivo consente di cogliere particolari altrimenti invisibili con altri 50mm fin qui utilizzati. In questi quattro scatti “stradali” effettuati a Peschici (tra 4000 e 6400 ISO) la poca luce presente dona degli effetti quasi commoventi, soprattutto nelle ultime 3 immagini. 4. 5. 6. 7. Qui ancora la baia di Vieste in piena notte. 8. Di solito non amo presentare foto a colori con altre in bianco e nero nella stessa discussione, ma in questa sorta di impressioni sul campo del mio nuovo Nikkor Z MC 50mm f/2.8 vorrei testimoniarne la versatilità in quello che è il mio genere preferito, la street photography, per la quale ho trovato un efficace strumento in kit con la Z6. Per cui a completamento di questa breve carrellata di immagini, chiudo con un paio di scatti colti al volo ancora a Vieste. 9. 10. Grazie per essere arrivati a leggere fino a qui.
  7. La ricerca di qualche foto per partecipare su queste pagine al contest sulla propria fotocamera digitale Nikon preferita mi ha riportato ad osservare una serie di scatti fatti a Venezia alcuni anni fa. In quella occasione ero con alcuni amici iscritti e frequentatori di queste pagine, e insieme decidemmo di darci appuntamento in Piazza San Marco prima dell'alba per fotografare la città finalmente libera dalle migliaia di turisti che durante la bella stagione (era settembre) affollano le calle ed i campielli. E' stata un'esperienza assolutamente straordinaria! Girare per le calle deserte, osservare i canali e i palazzi illuminati dalle sole luci dei lampioni, apprezzare il silenzio e i profumi del salmastro della laguna e sentirsi per qualche ora virtuali padroni della città, così come assistere al suo risveglio mentre lentamente si rimette in moto per un nuovo giorno non ha prezzo. Ecco una selezione di quelle istantanee. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.
  8. A Francoforte, scatto d'archivio con la tascabile nikon V1!!!
  9. Per tutta una serie di ragioni, ho meno possibilità di fare uscite naturalistiche (macro a parte), ma ho sempre voglia di fotografare e quello che mi piace di più di non naturalistico è lo street in bianco e nero, sia alle persone che alle bestie "di strada". Dei gatti sapete già. Qui ho altri soggetti animali su cui ho ho giocato sui contrasti e composizione. Ne ho altre con umani, per un'altra volta. Non so se queste rientrino proprio nello street, però erano per strada e sulle definizioni possiamo chiudere un occhio se le immagini sono gradevoli. Attenzione, qui io sono "studente" : sentitevi liberi nei commenti di criticare (civilmente ), di suggerirmi alternative di postproduzione, di farmi vedere cosa avreste fatto voi... Grazie
  10. Jorgos

    12.11.6DD(01).jpg

    From the album: La storia dietro lo scatto

    Nikon D700, AIS Nikkor 50mm f/1,2, iso 1600, 1/1250s, f/1,2, -2,0EV, picture contol Monocromatico Un pomeriggio Novembrino, dopo un lunghissimo periodo che non facevo street, sono uscito per le strade di Atene con il 50mm/1,2 AIs montato sulla Nikon D700. Avevo regolato la macchina per foto in bianco e nero, cosi avevo gia’ un idea di come venivano le foto. In questo portico l’illuminazione era quasi puntiforme e mi piaceva come Illuminava le persone. Mi sono fermato. Ho sperimentato varie inquadrature ed alla fine ho deciso per le due migliori. Adesso mancava il soggetto. Ho fatto parecchie foto con persone diverse e studiando sempre meglio le due inquadrature. Dipendeva da come camminava la gente e se passava sotto il cono della luce nel momento giusto. Ma non bastavano tutte queste coincindenze. Doveva succedere anche qualcosa di interessante, passare una persona fotogenica, un’espressione particolare, un gesto diverso e naturalmente congelare il tempo nel momento giusto. Mi ricordo che ho fatto piu’ di una settantina di fotografie ma nessuna di queste mi convinceva. Ero li per quasi tre quarti d’ora ed ero scoraggiato e pronto ad abbandonare. Ormai volevo cercare la foto da un’altra parte quando al’improviso si e’ presentata questa ragazza. I suoi lunghi capelli biondi si sono illuminati dalle luce e per lo piu’ sentendo della mia presenza ha guardato decisa dritto nell’obiettivo. Ho fatto due,tre scatti ma non ho abassato la macchina per controllare il risultato. Ho continuato a scattare per fingere che non era lei il mio soggetto. Quando ho visto la foto mi son reso conto della rosa che teneva in mano. E’ uno scatto che volerlo a posta solo in posa lo puoi ottenere.

    © Jorgos Hatziangelidis

  11. Se ne va. Fine d'anno,ora di bilanci? Ma sì, come ho fatto per il 2018, provo a ripensare come è stato quest'anno, fotograficamente parlando. Per me è un esercizio utile, magari anche per altri. Ripercorrendo le foto, mi rendo conto se qualcosa è cambiato, in meglio, in peggio, se è valsa la pena. E non mancano le sorprese che la memoria burlona mi aveva nascosto. E' una cosa che faccio per me, ma mi piace condividerla, come due chiacchiere di sera fra amici. Tagliamo corto! Come è stato il mio 2019 fotografico? Ripercorrendo le foto, beh, è stato meno peggio di quanto ricordassi. Quando ho cominciato a riguardare il materiale ero un po' negativo, mi pareva di aver fotografato molto meno che negli anni scorsi (ed è in parte vero) e di non aver fatto cose particolarmente interessanti. In questo, per fortuna, un po' mi sono sbagliato. Certo, le mie no sono avventure in ambienti estremi, nè reportage superlativi, in fondo sono un piccolo fotoamatore "normale",bil19.txt con le sue passioni e i suoi soggetti preferiti, per cui questo articolo non so quanto sarà interessante . Il tema principale anche quest'anno rimane la fotografia naturalistica, dove accanto alle "solite foto" che un po' mi hanno anche stancato, Ad esempio sono riuscito a fare qualcosa di nuovo. Le mie prime foto alla Civetta e al Tarabuso Nicchia nella nicchia, chi mi legge sa che sono un esperto ed un appassionato fotografo di libellule. Quest'anno sono entrato a far parte di un gruppo fotografico che si chiama "Libellule d'Italia" che mi ha rinvigorito l'entusiasmo per il soggetto, così non solo ne ho fotografate tante, esercitandoni con variazioni sul tema: Ma la grande soddisfazione è che dopo tanto, ma tanto, tempo ho fatto un altro bello scoop, e senza farmi 500km! Oxygastra curtisii è rara, oltre che molto bella, l'avevo fotografata (malissimo) più vent'anni fa, sul Ticino poi non l'avevo mai più vista fino a quest'estate! Anche questa non è male: Colpa anche del riscaldamento globale anche questa specie africana (Trithemis annulata) che fino a pochi anni fa non si trovava a nord della Toscana ora è al Parco Nord Milano. Il "progetto gatti" ha subito un leggero rallentamento, ma ha preso una piega interessante. Ho cercato di rendere le foto più espressive (esagero, espressioniste). Dei gatti dell'Isola dei Pescatori invece ho fatto un piccolo portfolio in tema vintage, per recuperare quell'atmosfera che si immagina in una vecchia isola di pescatori, appunto. Il paesaggio non è nei miei interessi fotografici, però in alcune situazioni la luce può essere tale da ispirare persino me. Ogni tanto mi son dimenticato di non esserne capace e mi son messo a fare street, perchè mi piace, non ci posso fare nulla. In fine d'anno è arrivata la Z6. Vincent è ottimista . Silvio Renesto.
  12. Pedrito

    Mumbai

    From the album: Street in bianco e nero

  13. Pedrito

    Piazza Grande

    From the album: Street in bianco e nero

  14. Pedrito

    Sulle scale

    From the album: Street in bianco e nero

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