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Martis - La chiesa abbandonata


Enrico Floris

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Con un po' di fatica perchè a parte i problemi di salute sono fuori allenamento per via dei lockdown e del meteo che quest'inverno mi hanno tenuto chiuso in casa, mi sto impegnando in qualche passeggiata non troppo faticosa. Stranamente è piovuto ininterrottamente da novembre ad aprile. Capita ogni duecento anni? Vabbè, quest'anno è capitato. Allora riprendo in mano e cerco di concludere vecchi lavori che considero appropriati per il blog.

Ho pensato bene, quindi, di raccontare una storia. La storia di una chiesetta campestre situata a Martis, un piccolo comune dell'Anglona, poco meno di 500 abitanti, a una quarantina di chilometri da Sassari.

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La chiesa in questione è San Pantaleo, edificata nel 1325 con una strana scelta architettonica: un'unica navata quasi interamente in stile romanico ma con qualche tratto aragonese, alla quale in seguito vennero aggiunte due navate laterali e un campanile in chiaro stile gotico (XVI secolo). Questa la brevissima descrizione ma non la storia, in fondo di chiesette campestri in Sardegna ce ne sono a decine e fin qui niente di strano.

 

La particolarità di San Pantaleo è che venne sconsacrata nel 1920 in seguito a uno smottamento.

In effetti venne edificata ai margini di un altopiano, su una base di roccia che ne garantiva, in quegli anni, l'assoluta sicurezza. Il fatto è che in tempi più moderni ci si accorse che quella base di roccia presentava una frattura netta. Parte della navata centrale e una delle due navate laterali subirono gravi danni con il crollo della copertura, il distaccamento di parecchi blocchi di pietra del colonnato e il dissesto insanabile del campanile.

Sin qui la storia. Ma in epoca più recente (1988) venne tentata una ristrutturazione almeno per renderla fruibile ai visitatori. Purtroppo il progetto venne abbandonato dopo qualche anno poichè successive perizie decretarono la definitiva chiusura del luogo di culto e il divieto assoluto di ingresso in tutta l'area circostante (con un perimetro di una cinquantina di metri attorno alla chiesa). Per farla breve i geologi dell'università e i vigili del fuoco diedero per certo il crollo. Quando? Fra un'ora... fra un anno... dieci anni... Insomma, basterebbe un tuono più forte durante un temporale e metà della chiesa (o tutta la chiesa) crollerebbe a valle.

La navata centrale

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Il campanile

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Come già detto non si tratta del lavoro di una giornata, è cresciuto in diversi anni durante i quali sono riuscito a produrre alcune centinaia di immagini in condizioni ambientali e di luce molto diverse. Con uno sguardo attento noterete i vari gradi di deperimento dell'intera struttura. Ma ogni volta è sempre diverso e vedo cose nuove.

Quella che doveva essere la sacrestia, forse il punto più pericoloso. Ho scattato una foto secca e sono uscito immediatamente

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Le arcate superstiti della navata di destra

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Un particolare di ciò che doveva essere un affresco su una colonna portante della navata centrale

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Alcuni blocchi di pietra lavorati, staccatisi dalle arcate

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La navata di destra

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Lo scoperchiamento della navata centrale

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Lo so, non ci dovrei entrare, non dovrei superare le transenne e il recinto facendo finta di non vedere i cartelli di divieto, ma provo grande attrazione per questo luogo abbandonato. E avverto una strana sensazione nel calpestare il pavimento di una chiesa deserta, ascoltando i miei passi e pesandoli. Immerso in un'architettura silenziosa, deformata dal tempo, da una faglia nella roccia, invisibile, aperta da chissà quale sommovimento tellurico chissà quanti millenni fa e dagli eventi atmosferici... dall'abbandono. Definitivo. Inappellabile. Mi pare persino di percepire il rumore dell'otturatore che rimbomba. So che non è possibile che ciò accada, non c'è neanche il tetto... ma quel suono arriva alle mie orecchie amplificato dal vento che scorre veloce tra le navate scoperchiate. Quello che so è che ci tornerò ancora per cercare cose che mi sono sfuggite. E per godere di quel silenzio.

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Pezzo consigliato: A Taste of Honey, nella versione che preferisco, quella di Paul Desmond.

Copyright Enrico Floris 2021 - Per Nikonland

 

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7 Comments


Recommended Comments

  • Nikonlander Veterano

Un reportage sentito, profondo. Immagini molto evocative, alcune, come ad esempio (ma non solo),  la serie sulla navata di destra, o quelle delle arcate scoperchiate ti danno anche un fremito, sembra di sentire la presenza del vento e dell'antichità profonda del luogo..

Grazie per la condivisione.

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  • Nikonlander Veterano

Una chiesa inquietante ma straordinariamente bella nella sua architettura, che sembra restituire il respiro di chi nei secoli l'ha costruita, ampliata, frequentata ed infine abbandonata al suo triste destino. E che sei riuscito a ben rappresentare con le tue immagini.

Peccato non si possa salvare: ma, chissà, magari tra un secolo lei sarà ancora lì anche quando non ci sarà più chi ne ha decretato la prematura fine...

:sorriso:

 

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  • Nikonlander Veterano
48 minuti fa, Pedrito ha scritto:

Una chiesa inquietante ma straordinariamente bella nella sua architettura, che sembra restituire il respiro di chi nei secoli l'ha costruita, ampliata, frequentata ed infine abbandonata al suo triste destino. E che sei riuscito a ben rappresentare con le tue immagini.

Peccato non si possa salvare: ma, chissà, magari tra un secolo lei sarà ancora lì anche quando non ci sarà più chi ne ha decretato la prematura fine...

:sorriso:

 

L'Anglona è una zona interessante Marco, che offre diversi spunti.  Per ora procedo con le foto, le storie sono si trovano ma è complicato documentarmi, Comunque work in progress :)

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  • Nikonlander Veterano

Bel reportage di un luogo molto interessante e molto bello. Spero quindi ne seguiranno altri. Le chiesette abbandonate le trovo molto molto suggestive. 
Vista la storia particolare di questa ho subito pensato che avresti potuto ritrarla anche in una giornata col tempo terribile :-)

off topic questa sera ho fatto il tampone e domani parto diretto verso la tua bellissima terra!

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  • Nikonlander Veterano
6 ore fa, cris7 ha scritto:

Bel reportage di un luogo molto interessante e molto bello. Spero quindi ne seguiranno altri. Le chiesette abbandonate le trovo molto molto suggestive. 
Vista la storia particolare di questa ho subito pensato che avresti potuto ritrarla anche in una giornata col tempo terribile :-)

off topic questa sera ho fatto il tampone e domani parto diretto verso la tua bellissima terra!

Più cupe dici...  il dubbio l'ho avuto, forse ci stava bene anche il b/n. Poteva essere una soluzione.
Allora buone vacanze Dimitri, so che ti piace giugno. Ancora non c'è molta folla, si riesce a stare tranquilli e a rilassarsi.

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  • Nikonlander Veterano

ottimo reportage, bellissime foto che documentano la disgrazia di questa chiesa, sarebbe ottime in versione B/N con stile un po apocalittico o stile horror.

grazie per aver condiviso il tuo reportage

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  • Nikonlander

Belle immagini. Il b/n sarebbe un'opzione, credo in ogni caso che il fascino venga restituito dal gusto del frammento che suggerisce la bella armonia delle arcate e di come fossero un tempo. Una sola raccomandazione: la prossima volta che vai indossa un casco.:/

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