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  • Silvio Renesto
    Silvio Renesto

    [tutorial] Come fotografo le libellule.

    A commento del mio "Diario di un fotografo di libellule"  mi è stato chiesto di proporre un'edizione aggiornata del mio vecchio articolo sul Dragonflywatching, che sarebbe come osservare le libellule, per cui lo ripropongo, tenendo conto che a noi interessa soprattutto come fotografarle.

    L'articolo vecchio lo trovate qui: 

    http://www.nikonland.eu/forum/index.php?/page/indice.html/_/nat/dragonflywatching-perche-no-r829?pg=1

    Ed ecco la versione nuova,  un po' diversa come stesura, per non essere ripetitivo, e con un po' di foto aggiornate.

    Prima di cominciare:
    Le libellule sono belle, ma anche importanti e fragili. Non va dimenticato  che libellule sono degli agenti di controllo biologico (ad esempio le damigelle mangiano milioni di zanzare), sono indicatori ecologici di grandissima importanza, le ninfe di alcune specie ad esempio, possono vivere solo in acque pulite, ricche di ossigeno, altre sono legate a determinati ambienti e così via. Molte sono minacciate dalla degradazione del loro ambiente, dalle modalità di coltivazione del riso all'asciutta e così via.  Non mancano siti edassociazioni, da noi in Italia la più importante è Odonata.it che, come recita la home page del sito, è una Associazione scientifica che promuove la ricerca odonatologica (sugli odonati, cioè sulle libellule) di base e applicata, la divulgazione, delle conoscenze sull’odonatofauna e la protezione delle libellule e dei loro habitat. Nel mio vecchio articolo trovate un piccolo elenco di altri gruppi  e segnalo che c'è anche un gruppo di Facebook Libellule d'Italia. Ultimo, ma più importante, sono esseri viventi, non giocattoli, sono degne di rispetto, una foto non vale mai la sofferenza di qualsiasi animale (noi compresi).

    Cosa serve per fotografare le libellule?

    Conoscere le libellule! Magari si inizia per caso, attratti dalla eleganza dei soggetti, ma poi per appassionarsi davvero bisogna capire cosa si sta guardando e fotografando, altrimenti si cade nella ripetizione e nella noia. la consultazione di guide serie ci aprirà un mondo, mostrandoci sia la diversità insospettabile di specie che il modo di riconoscerle correttamente distinguere giovani e adulti, maschi e femmine, sapere quali ambienti frequentano in modo da cercare le specie che ci interessa riprendere con criterio e non a caso. Si ama ciò che si conosce.
    Esiste una guida molto, molto bella di cui Carlo Galliani è coautore che ha persino una versione per smartphone. Altra guida molto valida comprendente l'Europa è il manuale di Dijkstra.

    odonati_italia.png.ee9db1aba0f2d71a455fa2db50ca7354.png

    djikstra.thumb.jpg.a79ecd8cca8f3ee184288cb250cf5f5a.jpg

     


    Qual'è la stagione migliore? In generale gli adulti emergono dalle ninfe quando la temperatura dei corsi d'acqua si stabilizza permanentemente sopra i 15-16°C quindi primavera ed estate, si possono avere (poche) specie di libellule che volano fino ad ottobre inoltrato, attenzione però:

    Diverse specie di libellule hanno periodi di volo diversi, qualcuna vola per tutta l'estate, altre sono solo solo primaverili, altre estive, altre ancora autunnali, quindi se si vuole fare una cosa più approfondita, si torna al punto sopra: documentarsi, inutile cercare a settembre una specie che da adulto "vola" solo tra Aprile e Giugno.
    In ogni caso tra fine Aprile e  fine Agosto si ha la massima diversità di specie.

    Dove si trovano? Per divertirsi, per provare, quasi ovunque: va bene qualsiasi specchio d'acqua anche piccolo, anche in un parco cittadino, purchè non eccessivamente inquinato. Ho fatto foto molto belle al Parco della Villa Reale di Monza o al Parco Nord tra Milano e Cinisello, ad esempio. Lungo appena 100 metri del fiume Adda, quest'estate ho fotografato oltre dieci specie fra libellule e damigelle.

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    Nel torrentello davanti alla Villa Reale di Monza si possono agevolmente fotografare diverse specie di Libellule.

     

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    Altra vista dello stesso canale, con macrofotografo annesso.

    A Firenze,  in questa fontana:

    firenze1.jpg.ce8ff94d5c44d9427cdb743433640c63.jpg

    Ho fotografato questo (ed altro):

    firenze2.thumb.jpg.b381937cac0dd29d69f7d483506792b3.jpg

    Nikon D500, 70-300mm P + Lente addizionale 300mm f10, 1/800s, 800 ISO

    70-300lente.jpg.40e55990d71b7ea13a04a75eddfd2704.jpg

    Nikon D500, 70-300mm P + Lente addizionale 185mm f8, 1/250s, 400 ISO

    Il discorso cambia se si vuole salire di livello, mettersi a cercare specie particolari, allora occorre sapere quali specie trovi solo presso acque ferme o lente, quali invece frequentano solo acque correnti e così via, poi ci sono specie di nicchia, alcune ad esempio sono tipiche di torbiera ed è difficile trovarle altrove.

    lanca.thumb.jpg.af568718e085fcb7abee847a3c107bcb.jpg

    Lanca del Ticino con acqua corrente e zone stagnanti. Si può trovare di tutto.

    Poi ci sono quelle ancora più rare, che trovi solo in in alcuni siti di alcune regioni. Per fotografare quelle occorre documentarsi (e magari farsi dare qualche dritta sul posto), ma son cose da appassionati ;) .

    In quali orari? Dipende dalla stagione e da come le si vuole fotografare.
    Se voglio documentare il momento magico dell'emersione dell'adulto dalla larva devo essere sul posto  nella stagione giusta e prima che sorga il sole, perchè lo "sfarfallamento" (termine improprio, ma tanto per capirci) ha inizio appena prima dell'alba: in quanto durante tutto quel delicato processo le libellule sono completamente indifese e facile preda degli uccelli. Una volta emerse ci vuole anche del tempo perchè le ali si distendano, le vene alari si induriscano e la libellula assuma il colore .

    emersoappena.thumb.jpg.099e58a3094d2a42e1a29f4321033356.jpg

    Esemplare appena emerso dalla ninfa. Ha ancora le ali appiccicate. D700, 200mm micro nikkor F4 AfD, f16, 1/200s 2000 ISO, Treppiedi.

    tenerale.thumb.jpg.e645a8cc7a9236c6a5b11add5c82954d.jpg

    Femmmina ancora "tenera" (non sono ancora induriti l'esoscheletro e le nervature delle ali).  D700, 200mm micro nikkor F4 AfD, f16, 1/100s 1600 ISO Treppiedi.


    Se voglio fotografare le libellule in attività invece va bene tutto il giorno, finchè c'è luce e la temperatura adatta, tra l'altro certe specie hanno meno problemi di noi col caldo. Più difficile invece che volino col brutto tempo.

    Come avvicinarsi? Piano, lentamente, avanzando in linea retta, cioè senza bruschi cambiamenti di direzione. Da evitare anche il cambiare improvvisamente forma, ad esempio avvicinarsi in piedi e poi inginocchiarsi rapidamente per scattare può farle fuggire. Importantissimo è evitare di proiettare la propria ombra sul soggetto (soprattutto se è un giorno di sole), l'ombra viene percepita come una minaccia (l'arrivo di un uccello predatore) e nove volte e mezzo su dieci provoca la fuga immediata.

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     Un partecipante (dei due) al mio unico workshop per Nikonland tanti anni fa...

    Anche smuovere la vegetazione per sistemare il cavalletto può portare alla fuga.
    Ci sono poi specie più timide e specie più confidenti: Sympetrum striolatum, una libellula di Settembre-Ottobre a volte ti si potrebbe posare sull'obiettivo o addirittura in testa. Altre invece hanno una distanza di fuga elevata. 
    Il colore del vestito è relativamente poco influente, basta che non sia troppo acceso e che non ci siano macchie vivaci che si spostano intanto che ci muoviamo.

    Se ci si muove bene e la fortuna aiuta (cioè la libellula sta mangiando o "pensando ad altro") si può arrivare anche molto vicini. Stando molto attenti e muovendosi bene, si può arrivare a distanza di vera macro anche col soggetto "caldo". In questi casi, se le condizioni lo consentono, io provo a fare delle serie di scatti in sequenza avvicinandomi sempre di più. Anche altri momenti interessanti, come l'accoppiamento, richiedono pazienza ed attenzione, ma possono essere ripresi con lo stesso criterio.

    Un paio di scatti in avvicinamento progressivo, non sono crop.

    avvicnamento.thumb.jpg.f039cda6493218f4e35a350bf2bcf5b2.jpg

    Nikon D700, Sigma 400mm APO MACRO f8 1/320s, 1000 ISO.

     

    Attrezzatura e metodo.

    Dipende moltissimo da cosa si vuole fare e come si vuole fotografare. Ci sono diversi modi di fotografare le libellule. Io amo fotografare tutti gli animali per quello che sono, vivi e liberi. Cerco di esaltare la loro bellezza "naturale" e/o mostrare quello che fanno. Preferisco quindi riprenderli nei periodi di attività ed in contesti realistici. Questo si riflette  nelle mie scelte sull'attrezzatura. 
    Altri che fotografano con altri criteri, potrebbero usare attrezzature differenti.

    Per le foto a figura intera soprattutto delle libellule "vere" (che sono più grandi delle damigelle) io uso focali lunghe. La maggior parte delle mie foto di libellule sono state scattate con focali dai 300 ai 400mm. In occasioni più disinvolte, meno impegnative va bene anche uno zoom 70-300 magari con lente addizionale. Nelle didascalie ho evidenziato in grassetto l'attrezzatura e i dati di scatto, così vi potete fare un'idea di con che cosa e come ho scattato.

    Al momento in cui scrivo il mio obiettivo di elezione per le uscite mirate alle libellule è il 300mm f4 Pf, se serve accoppiato al TC 14. Punto.

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    Prima usavo il 300mm f4 AFS sempre con TC14 all'occorrenza (e prima ancora il 300mm f4 SIGMA APO MACRO).  Il 300mm f4 Pf rispetto al predecessore ha il vantaggio della compattezza e soprattutto della stabilizzazione, che mi evita sempre più spesso di usare il cavalletto.

    300uso.thumb.jpg.52148c44a6d075c0da24249476918aae.jpg

     

    Il teleobiettivo, oltre a permetterti di mantenere una distanza tale da non innervosire i soggetti più sensibili,  consente anche di staccarli dallo sfondo, che diviene omogeneo o comunque non invadente.
    Diventa anche più facile portarsi all'altezza giusta, raramente un soggetto macro ripreso dall'alto è bello, perchè il rischio di "schiacciarlo" contro lo sfondo, creando in questo modo una scena confusa piena di elementi di disturbo, è elevato. Col teleobiettivo aumentando la distanza si riduce la parallasse per cui il problema è minore. Allo stesso modo  grazie all'effetto tele, chiudere il diaframma per garantirsi una certa profondità di campo per avere il soggetto ben a fuoco non avrà effetti negativi sullo sfondo, o ne avrà di meno.

    Questa coppia era in mezzo alle canne, una focale lunga permette il giusto ingrandimento e di eliminare sfondi confusi.

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    Nikon D300, 300mm f4 + Tc14, f9, 1/1000s, 1000 ISO.

    Anche per questa Damigella, stessa situazione, il teleobiettivo risolve il problema della distanza e dello sfondo.

    fralecanne2.thumb.jpg.28e14fef89e3d623700564ba93f41900.jpg

    Nikon D500, 300mm f4Pf + Tc14, f9, 1/1250s, 1100 ISO.

    Operativamente potremmo dividere la fotografia alle libellule in due parti. Su posatoio ed in volo.
     

    Le libellule usano spesso uno  stesso posatoio per riposare, sorvegliare il territorio e da cui decollare una volta individuata una preda od un rivale per poi ritornare a posarvisi. Se si trova un soggetto interessante e si vede che ha un posatoio preferito, ci si può avvicinare, lentamente, evitando di innervosirlo, senza preoccuparsi, anche se vola via, a meno che non sia stata colpa nostra, quasi certamente ritornerà. Ci si apposta preparandosi con calma, posizionandosi secondo la  luce, si prefocheggia sul posatoio e si attende che la libellula ritorni, magari con una preda, rendendo la foto più interessante. In questi casi il cavalletto è molto utile perchè si scatta da posizione fissa e si può aspettare che il soggetto ritorni senza fare fatica.

    Le riprese possono essere quelle classiche, di lato, per le libellule che si posano  più o meno orizzontali sopra ad un supporto, oppure da sopra o dal dorso, soprattutto per quelle (di solito specie molto grandi che invece si appendono sotto al posatoio tenendo il corpo verticale).
    Molto spesso si cerca il perfetto parallelismo tra il corpo del soggetto e il sensore, oppure se si ha la possibilità di avvicinarsi, si possono inquadrare di tre quarti o di fronte per avere immagini un po' più originali.

    Quando si riprendono di lato quelle libellule che si posizionano "sopra", in orizzontale, se si è abbastanza rapidi le si riesce a cogliere nell'attimo in cui si posano, quando per un momento tengono le ali ben aperte lasciando scoperto il capo, con un effetto estetico migliore.

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    Nikon D300, 200mm F4 micro-nikkor AfD, f16, 1/125s, 400 ISO, Flash.

    Scattare al posatoio  può essere utile anche per riprendere decolli o più facilmente atterraggi, si punta il posatoio e quando la libellula arriva in zona si inizia a scattare a raffica finchè non si è posata, la maggior parte degli scatti saranno da scartare, ma qualcuno a fuoco ed allineato di solito si riesce ad ottenerlo.

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    Sequenza di atterraggio. Nikon D500, 300mm Pf f10, 1/1000s, 1270 ISO Treppiedi.


    Se si vogliono fotografare le libellule in volo bisogna armarsi di pazienza (e di ottimismo!), scegliere una zona dove le libellule non possano vagare troppo in lungo ed in largo, oppure dove ce ne sono tantissime. Non si deve cedere alla tentazione di "inseguire" il soggetto, perché il loro volo è troppo rapido ed imprevedibile. Conviene osservare per un po' i loro voli di pattuglia, capire se  hanno rotte piuttosto costanti. Allora si preselezionerà a una distanza di messa a fuoco utile a dare un discreto rapporto di riproduzione e si aspetterà puntando su una delle aree "di volo". Una volta che la libellula entra nella zona inquadrata alla distanza giusta, l'af si occuperà (si spera) di perfezionare il fuoco. Ideale è che si fermino in volo stazionario per un attimo. La raffica è essenziale così come tempi di scatto rapidissimi, potendo, diaframmi non inferiori a f8 e ... ISO di conseguenza. Qui  il 300mm f4  (con Tc 14) è insostituibile, addirittura  ci vorrebbe un 500 macro!!

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    Libellula depressa (femmina) in volo sopra l'acqua. Nikon D7100, 300mm f5.6, 1/1600s, 1600 ISO.

    L'attrezzatura cambia se si vogliono fare invece dettagli o riprese ravvicinate. Questo sarebbe (anzi è)   il regno dei 200 micro o 180 macro, perchè combinano una distanza di messa a fuoco ancora sufficientemente grande, sfondi abbastanza belli come sfuocato,  con rapporti di riproduzione da vero macro.

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    Nikon D300, 200mm f4 micro Nikkor AfD, f18, 1/250s, 400 ISO, flash.

    In alternativa possono andare bene anche buoni zoom xx-200 o xx-300 con una lente addizionale di qualità.  
    In questo caso sono belle anche inquadratura angolate con a fuoco solo la testa o frontali per sfruttare geometrie creati dalle posizioni delle ali.

     

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    Nikon D7100, Sigma 180mm f2.8 APO MACRO, 1/1250s, 900 ISO, treppiede.

    Focali più corte come i 105mm o i 60mm sono a mio parere più problematiche, perchè richiedono di avvicinarsi di più, evidenziano maggiormente elementi di disturbo sullo sfondo, si corre il rischio di agitare gli steli vicini al soggetto facendolo fuggire (se lo si fotografa sveglio/vivo/attivo) è più faticoso posizionarsi perfettamente paralleli. Focali del genere funzionano meglio con soggetti ancora freddi per la notte o in altro modo impossibilitati a fuggire.

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    Sigma Sd Quattro H e 105 mm Macro OS , f8, 1/60s 100 ISO

    Mirrorless o DSLR? Da quando ho la Nikon Z6, uso quella con piena soddisfazione per tutto quello che è posato, la qualità di immagine e la precisione di messa a fuoco  tagliano ogni discussione. In volo... le mie ultime libellule in volo le ho fotografate con la D500, non ha ancora avuto modo di provare come si comporta la Z 6. 
    Immagino che le riprese di atterraggi e decolli puntando al posatoio non presentino problemi. I soggetti in volo... vedremo.

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    Orthetrum cancellatum (maschio). Nikon Z 6, 300mm f4 Pf + TC 17 (!), f8, 1/1250s , 720 ISO.

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    Crocothemis erythraea (maschio) che mangia una damigella (blu).  Nikon Z 6, 300mm f4 Pf + TC 17 (!), f8, 1/250s , 900 ISO appoggio di fortuna.

    Il flash lo uso soprattutto come luce di schiarita su soggetti posati per gestire il controluce, attenuare le ombre o i contrasti quando necessario. Non amo molto gli sfondi neri e tranne pochissime eccezioni non li cerco.
    Le libellule non sembrano preoccuparsi troppo del lampo. Di solito non uso flash molto potenti, quando avevo fotocamere con il flash incorporato spesso usavo quello, con la D500 molte volte l'SB 400 bastava, magari  con  davanti un mini diffusore "fai da te" per ammorbidire la luce.

    Con e senza flash:

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    Lampo di schiarita:

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    D800, 400mm SIGMA APO MACRO,  f16, 1/250s flash, treppiedi

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    Nikon D500, 300mm f4Pf + TC 14, f11, 1/640s 640 ISO, flash, treppiedi.

    Spero che questa versione aggiornata sia di vostro gradimento, se avete osservazioni o domande, saranno molto apprezzate.

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    Recommended Comments



    Ciao Silvio , i tuoi articoli si leggono tutti d'un fiato in quanto interessanti

    e chiari . Per non parlare delle foto, tutte belle, si percepisce la tua passione per la specie.

    Sana invidia e tanta voglia di imparare.

    quella che mi piace maggiormente è lo scatto frontale con la D7100 ed il 180 f 2,8 Sigma Apo macro

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    Graditissima Silvio, graditissima!
    Quindi entro fine aprile mi devo procurare un 300/4 ed un flash o un pannello a led con diffusore da affiancare al 70-200 con la lente diottrica. Pure io non gradisco gli sfondi scuri, per cui un flash molto piccolo dovrebbe essere più che adeguato. Montato sulla slitta della fotocamera va bene? o sarebbe meglio una staffa per tenerlo più disassato?
    Interessante effettivamente la possibilità di fotografare a mano libera grazie allo stabilizzatore, evitare di avere in mano il treppiede dovrebbe aiutare parecchio a ridurre il disturbo in avvicinamento. Con le Z è facile che lo stabilizzatore sul sensore dia una mano anche con il 300/4 AFS, che ora dovrebbe trovarsi sul mercato dell'usato a prezzi estremamente ribassati.
    Mi guarderò in giro.

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    Sul sito NIKON.it è indicato che il 300/4E PF ha un rapporto di riproduzione di 0,24x mentre il 300/4D AFS di 1/3,7: quale "ingrandisce" di più?!?!? 

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    Da tenere presente che la maggior parte delle mie foto sono scattate con corpi Dx, con corpi Fx il Tc14 sul 300mm diventa pressochè obbligatorio.

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    3 minuti fa, Massimo Vignoli ha scritto:

    Sul sito NIKON.it è indicato che il 300/4E PF ha un rapporto di riproduzione di 0,24x mentre il 300/4D AFS di 1/3,7: quale "ingrandisce" di più?!?!? 

    0,24 equivale a 1:4.1  (1:0,24= 4,1) quindi ingrandisce un po' meno il 300 f4 Pf. Non è una differenza enorme e dimensioni e  stabilizzazione secondo me hanno il loro peso.

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    46 minuti fa, Silvio Renesto ha scritto:

    Da tenere presente che la maggior parte delle mie foto sono scattate con corpi Dx, con corpi Fx il Tc14 sul 300mm diventa pressochè obbligatorio.

    quindi...la riproducibilità dei tuoi risultati con un 500mm su FX dovrebbe essere approssimativamente garantita?

    A patto di trovare una lente addizionale confacente...

    E il flash: direi che contrariamente a quanto ha dedotto Massimo Vignoli, debba essere di una certa potenza...in diurna e/o in controluce.

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    Adesso, Max Aquila ha scritto:

    quindi...la riproducibilità dei tuoi risultati con un 500mm su FX dovrebbe essere approssimativamente garantita?

    A patto di trovare una lente addizionale confacente...

    E il flash: direi che contrariamente a quanto ha dedotto Massimo Vignoli, debba essere di una certa potenza...in diurna e/o in controluce.

    Un 500mm "vero" (cioè non ottenuto moltiplicando un 300mm) ha una distanza minima di messa a fuoco eccessiva e quindi un rapporto di riproduzione basso per lo scopo (il 500mm pf ad esempio ha un RR di 0,18 cioè 1:5,5) . Una lente addizionale da 2 diottrie crea già dei limiti su un 300mm  fisso, su un 500mm temo sia cosa assai complicata da gestire. Dovrebbe essere poco potente, con diametro adeguato, non so se esista.

    Se esistesse un tubo AFS da 5cm pari al venerabile PN11 (o una combinazione simile)   sul 500 f5.6 Pf si andrebbe da un RR di 1:10 a 5 metri e  mezzo circa ad un RR di 1:3,3 a 2,2m circa. Questa sarebbe una gran cosa.
    Con perdita di un paio di stop però, immagino.

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    27 minuti fa, Silvio Renesto ha scritto:

    Se esistesse un tubo AFS da 5cm pari al venerabile PN11 (o una combinazione simile)   sul 500 f5.6 Pf si andrebbe da un RR di 1:10 a 5 metri e  mezzo circa ad un RR di 1:3,3 a 2,2m circa. Questa sarebbe una gran cosa.

    Beh, viviamo in un modo meraviglioso. Se è solo quello, secondo me si dovrebbe provare mettendo insieme i tubi disponibili (es i meike per Z o i kenko per F) e costruendo una staffa per collegare l'attacco treppiede della lente o del FTZ con la base della macchina fotografica per evitare che flettano. E lo stesso tubaggio si potrebbe montare dietro al 70-200. 


    Per il flash si, penso che debba essere abbastanza potente anche per tenergli davanti un diffusore.

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    14 minuti fa, Massimo Vignoli ha scritto:

    Beh, viviamo in un modo meraviglioso. Se è solo quello, secondo me si dovrebbe provare mettendo insieme i tubi disponibili (es i meike per Z o i kenko per F) e costruendo una staffa per collegare l'attacco treppiede della lente o del FTZ con la base della macchina fotografica per evitare che flettano. E lo stesso tubaggio si potrebbe montare dietro al 70-200. 


    Per il flash si, penso che debba essere abbastanza potente anche per tenergli davanti un diffusore.

    I kenko sono per AFd...non ci possono più aiutare. Ma i Meike si possono gestire.

    La staffa la trovi su Amazon, della misura ideale, a 15 euri 

    Il 500mm ce l'hai anche in fotocopia

    Mancano solo i tubi Nikon...le lenti addizionali Nikon, gli obiettivi macro Nikon...

     

     

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    Per il flash ... consiglio questo, per potenza, riducibile fino a 1/256 e maneggevolezza/accessoriabilita' 

    :lingua:

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    12 minuti fa, Max Aquila ha scritto:

    Per il flash ... consiglio questo, per potenza, riducibile fino a 1/256 e maneggevolezza/accessoriabilita' 

    :lingua:

    Io stavo pensando al V1. Tra i due, per metterlo sulla slitta del corpo macchina?

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    20 minuti fa, Massimo Vignoli ha scritto:

    Io stavo pensando al V1. Tra i due, per metterlo sulla slitta del corpo macchina?

    Sulla slitta il V1 che ce l'ha il piedino.

    Ma questo mi pare un po' più potente e contrastato (quindi meglio diffondibile) del V1 .

    E sulle libellule lo userei (se a mano libera col PF) molto vicino alla lente frontale del tele (a slitta rischieresti di fare ombra col tele)... Ma chiediamo a Silvio che il 300 lo usa da anni con profitto

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    Non è che abbia usato spesso il flash. Soprattutto con il 300, di più con  il 200micro.  Per lo più con i flash "normali"  usavo con dei diffusori oppure con la testa rivolta in alto ed un pannello riflettente angolato montato sopra. Con il Godox ho provato un mini softbox da montare sopra la parabola. Comunque mai troppa potenza. Un problema che ho riscontrato  è che la luce flash col sole crea doppi riflessi (sole più flash)  negli occhi composti e riflessi nelle ali che si comportano come cellophan o vetro. Per quello occorre che la luce sia comunque morbida.

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    Grazie Silvio! Articolo molto interessante da leggere, perchè tanto non mi cimenterò mai :-)))

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    Il 24/1/2021 at 20:06, Massimo Vignoli ha scritto:

     Se è solo quello, secondo me si dovrebbe provare mettendo insieme i tubi disponibili (es i meike per Z o i kenko per F) e . 

    Provato oggi: tubo fotodiox per Z + FTZ+ 300pf e funziona tutto.

    :) 

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    Bene!
    mi devi dare qualche numero, anche se probabilmente finirò per orientarmi sul 300/4D AFS (che si trova ad una frazione del costo del 300/4E PF, e visto che lo prenderei solo per le libellule.....)

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    Articolo interessante come sempre sono i tuoi, con utili suggerimenti per chi voglia cimentarsi in questo difficile genere fotografico.

    Immagino che, oltre che avere una buona conoscenza dei soggetti che si vogliono riprendere, sia consigliata molta pratica e tanta pazienza per portare a casa foto almeno decenti.

    Ma tempo e pazienza sono direttamente proporzionali alla passione che si ha per svolgere qualsiasi attività. ;)

     

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    Un tutorial mascherato da chiaccherata, anzi piu' il contrario, complimenti Silvio, hai fatto venire anche a me di fotografate le libellule ( uso il termine piu' generico apposta per non far trasparire le varie falle ).

    Apriamo un sondaggio e ti eleggiamo come "il Barbero" della foto-naturalistica ( dal fossile ai giorni nostri, tagliando in trasversale evoluzione, estinzione e situazione attuale ).

     

    ps : il prof.Barbero e' lo storico reso famoso al grande pubblico da Piero Angela nei sui programmi, poi magari presenzia ai podcast di Fedez come nelle grandi universita' ma ha lo stesso "dono" divulgativo che trovo nei bravi professori ( Silvio tra quelli ), lo senti e innanzitutto capisci e ti viene voglia di saperne di piu'.
     

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    19 ore fa, Massimo Vignoli ha scritto:

    mi devi dare qualche numero,

    Qui due numeri  :).

    test300pf1.thumb.jpg.329ab246292d2f595cea28e704303cc7.jpg

    Quale sarebbe la differenza di ingrandimento fra i due obiettivi alla minima distanza di messa a fuoco (il valore per 300 f4 AFS è calcolato).  A mio modesto parere il leggero guadagno nell'ingrandimento è bilanciato dal minor peso e ingombro e soprattutto dalla stabilizzazione del 300 pf. Tieni presente che con un tubo le differenze di ingrandimento perdono importanza.

    Se invece vuoi mettere in conto anche lo sfuocato più gradevole  nell'AFS rispetto al Pf  è da vedere.

    Se interessa (interessa comunque anche a me)  potrei anche pubblicare qualcosa sul blog a proposito del 300 f4 pf  con la Z 6 e il tubo fotodiox Z , con e senza  il Tc 14 ecc... : devo verificare ad esempio se per caso  con il tubo per Z il Vr si mantiene (con dei tubi per nikon F il 300 pf su Z 6 con FTZ manteneva tutto tranne il Vr che diventava epilettico). Tanto per sapere.

     

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    Grazie Silvio! Si, prosegui se puoi!

    Peccato per il problema con i tubi F! Una delle cose che volevo provare a fare è sacrificare i tubi F che ho, provando a modificarli, per consentire di montarne uno tra lente e TC. Secondo vecchie reminescenze di letture di John Shaw, dovrebbe consentire di aumentare l'ingrandimento. E quindi fare una cosa tipo 300/4+TuboF+TC+FTZ+TuboZ o 300/4+TuboF+TuboF+TC+FTZ o 300/4+TC+FTZ+TuboZ+TuboZ. Cercando anche il modo di collegare il piedino del treppiede del 300 alla base della Z6 in modo da stabilizzare il tutto. 

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    23 minuti fa, Massimo Vignoli ha scritto:

    Peccato per il problema con i tubi F! Una delle cose che volevo provare a fare è sacrificare i tubi F che ho, provando a modificarli, per consentire di montarne uno tra lente e TC. Secondo vecchie reminescenze di letture di John Shaw, dovrebbe consentire di aumentare l'ingrandimento. 

    Sì, ricordo John Shaw, la combinazione con il tubo tra il telobiettivo e il TC ingrandisce di più che la combinazione  con il tubo dietro al TC. Però... 300 + Tc + tubo + FTz mi sa che si fa un accrocchio non tanto comodo. Solo per foto statiche a soggetti pazienti :) 

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    Beh, il tutto è da modulare, non tanto sul numero dei tubi quanto sulla loro lunghezza. Come sai, non ne so nulla :) Ma mettendo un tubetto corto dietro al 500, "fotografando passeri", perdevo tipo 1/3 di stop e guadagnavo mezzo metro, con un effetto simile al TC14 per via del minor focus breathing. Il problema è che non posso provare senza devastare il tubo perchè il TC14 dietro al tubo F non si monta... e, ovviamente, nemmeno dietro al tubo Z.

     

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    O forse, a ben vedere, potrebbe bastare provare a togliere il gommino che avvolge la parte esterna dell'elemento ottico più esterno del TC14....

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    40 minuti fa, Silvio Renesto ha scritto:

    Sì, ricordo John Shaw, la combinazione con il tubo tra il telobiettivo e il TC ingrandisce di più che la combinazione  con il tubo dietro al TC. Però... 300 + Tc + tubo + FTz mi sa che si fa un accrocchio non tanto comodo. Solo per foto statiche a soggetti pazienti :) 

    scusa Silvio: ma tutti questi dati non starebbero bene DENTRO il tuo articolo invece che estrapolati solo a gentile richiesta di Massimo Vignoli?

    Per esempio sarebbe una liason tra il tuo articolo vecchio, con gli stessi obiettivi e lenti e quello nuovo, con l'innovazione prodotta dai nuovi acquisti spiegata e dimostrata...

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    44 minuti fa, Max Aquila ha scritto:

    scusa Silvio: ma tutti questi dati non starebbero bene DENTRO il tuo articolo invece che estrapolati solo a gentile richiesta di Massimo Vignoli?

    Se intendi mettere i dati a spizzichi e  bocconi in risposta alle domande di  Massimo, ti do' ragione. 

    Merita una pubblicazione più percepibile e consistente. Però dentro questo articolo direi di no, nel senso che questo voleva essere un tutorial pratico ed agile, incentrato più che altro sull'esperienza di campo,  molto aderente a quanto faccio di solito e corredato di foto "dal vivo".

    Io ne farei un altro articolo autonomo, iscorso tele + tubi + tc + ftz è un un po' più tecnico/teorico, incentrato  su cosa succede e cosa si ottiene (cose che ho intenzione di sperimentare adesso,) per cui  meriterebbe vita propria, volendo lo si può anche ricollegare ad un altro mio articolo che avevo pubblicato (La prova del 300 Pf con tubi Af per nikon F) e

    Sarebbe stato comunque in programma, ma Massimo mi ha per così dire rinforzato nel proposito  :)
     

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