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  • Parsifal
    Parsifal

    Guida all'acquisto del flash da studio

    Pensando al flash, il fotoamatore comunemente intende quello a slitta, da attaccare alla fotocamera, possibilmente prodotto dalla stessa casa della fotocamera.
    Come il Nikon SB-5000 :

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    flash "ammiraglio" Nikon qui montato sulla reflex ammiraglia di Nikon.

    Di quei flash ha parlato diffusamente Max qui nella sua guida :

    mi faccio un.... FLASH !

    e già il titolo si allinea al pensiero comune.

    Nella realtà quel tipo di flash, pensato per essere portatile ed utilizzato in situazioni in cui manca la luce o è opportuno ravvivare un pò il soggetto male illuminato, è o dovrebbe essere un oggetto di nicchia, accettandone i tanti compromessi sacrificando le prestazioni sull'altare della praticità e soprattutto, portatilità.

    Ma quando si fotografa specificatamente con il flash (che è sostanzialmente una fonte di luce disponibile a piacere dal fotografo, sempre, e nelle condizioni in cui lui vuole la luce, senza limitazioni di clima o di location) il flash cui penso comunemente io è questo :

    QT600II-M.jpg.34c8cd7ca4e7e3572b1c7a379a13ca46.jpg

    un apparecchio mediamente più grande, più pesante, certamente NON utilizzabile sulla slitta ma su un suo stativo, naturalmente pensato per utilizzi lontani dalla fotocamera, con caratteristiche molto differenti che consentono risultati BEN differenti dai flash a slitta.

    I flash a slitta sono :

    - mediamente più costosi dei flash fissi (o da studio)
    - molto o veramente molto meno potenti 
    - offrono una luce sostanzialmente puntiforme e dura
    - consentono l'uso di modificatori di luce che non permetto una grande diffusione della luce con risultati il più delle volte poco soddisfacenti
    - la scarsa potenza non permette generalmente l'uso di grandi modificatori
    - non sono pensati per essere usati in modo gravoso, per ore e ore, in ogni condizione anche di temperatura senza bloccarsi
    - non offrono attacchi standard
    - non hanno luce pilota (o se ne hanno una è di tipo simulato e poco malleabile)

    ho parlato di modificatori di luce. Per molti questo può essere un argomento sconosciuto e necessita di una premessa.

    Qualsiasi flash se usato nudo e crudo produrrà sul soggetto un effetto sgradevole, con una concentrazione di luce sull'asse del lampo e una caduta di luce verso l'esterno del cono di luce poco graduale. Può andare bene se siamo in esterni e dobbiamo contrastare il sole pieno di luglio, ma anche in questi casi si tende a mettere qualche cosa davanti al bulbo/lampada del flash.

    Questo qualcosa, sia un semplice ombrello, una testa schermata, un riflettore o un grosso softbox (involucro di tela schermato sul retro) si chiama modificatore di luce.
    E lo scopo è quello di modificare secondo le necessità del fotografo, il tipo di illuminazione che il flash offrirà.

    Questo raffigurato nella immagine che segue è un softbox di tipo ottagonale da 120cm di diametro.

    img2-5831.thumb.jpg.f043a679437fa21c5d70f57e0026db77.jpg

    indicato particolarmente per il ritratto in quanto offre sull'occhio un effetto quasi circolare, più bello di quello rettangolare degli altri tipi di softbox.

    I modificatori si innestano sulla parte anteriore del flash che presenta un attacco a baionetta.
    Esistono differenti tipi di attacco, i grandi marchi ne hanno uno specifico, tutti gli altri utilizzano generalmente quello proposto decenni fa da Bowens.
    E' una baionetta a tre settori, di facile aggancio.

    Tutti i modificatori per la loro natura assorbono una parte della luce del flash.
    Nella fotografia con il flash, si cerca anche la massima profondità di campo permessa dalla potenza del flash, fotografando in interni anche ad f/10, f/13 sulla figura intera.
    Condizioni impossibili per un flash a slitta che non ha abbastanza potenza e che in generale copre solo una parte del soggetto.

    Immaginate di dover illuminare un gruppo di persone sedute o in piedi e di volere una luce diffusa e naturale, come se fossero in esterni sotto un cielo coperto.
    Ma illuminate in modo uniforme.
    E di voler avere a fuoco tutto quanto, scattando con una focale non troppo corta per non deformare i soggetti.

    Ecco che il flash da studio per la potenza di cui è fornito (anche fino a 2-3 kw/s nelle soluzioni più professionali, contro gli 80 w/s dei più potenti flash a slitta) e per le dimensioni del cono di luce che può sviluppare con i modificatori adatti, è la soluzione ideale.

    Diciamo che non avendo di meglio a disposizione, si potrebbe in qualche caso fare la stessa cosa con flash a slitta. Disponendo di tanti flash e sprecando le loro peculiarità in situazioni di luce fissa, dove tutte le loro capacità elettroniche sono totalmente inutile.
    Ottenendo comunque nella migliore delle ipotesi, luci non particolarmente accattivanti sul piano estetico.
    Spendendo cifre folli.

    Perchè un flash fisso - a corrente elettrica - dei più semplici come questo monotorcia Godox serie SK

    godox-sk300ii-flash-da-studio-300w-ricevitore-integrato.thumb.jpg.431cd22f4a4feb2f3549f9122a0f8328.jpg

    non dei più sofisticati ma in possesso di tutte le caratteristiche di cui ho parlato, costa online poco più di .... 100 euro.
    Tanto che un kit con due flash, due stativi, due softbox e trigger, alla fine ci costerebbe meno - anche MOLTO meno - di un singolo flash a slitta tipo il Nikon SB-5000 o gli equivalenti di Canon e Sony.

    Oramai tutti questi flash incorporano ricevitori radio e sono quindi controllabili da semplici trigger trasmettitori, del costo di qualche decina di euro. Ben più efficienti dei sistemi ad infrarossi cui Nikon si ostina a dotarsi, salvo obbligare a spese importanti per trasmettitori radio molto rudimentali come quelli associati al già citato SB-5000.

    Il comune Godox X1T (disponibile per Nikon, Canon, Sony e anche per tutti gli altri marchi presenti sul mercato) costa 35-38 euro e consente sofisticati schemi a più gruppi e canali di flash

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    anche in impiego misto. E resta compatibile anche con tutti i flash a slitta di Godox.
    Monta comuni pile stilo che non si scaricano mai.
    E' affidabile e funziona anche attraverso le pareti (ho provato a far scattare un flash a due piani sopra di me).

     

    Non è lo scopo di questo articolo spiegare il funzionamento e l'impiego di flash da studio ma darne le specifiche generali.


    Quello che mi preme sottolineare, se non fosse già chiaro è il fatto che la qualità dell'illuminazione consentita dal sistema flash+modificatore in studio è di gran lunga migliore e superiore a quella permessa anche dai migliori flash a slitta. Nel senso che proprio non ci sono paragoni.
    E certe cose semplicemente con i flash a slitta non si possono fare.

    Tipo previsualizzare l'effetto della luce del flash con la lampada pilota. Si tratta di una luce fissa continua integrata nel corpo del flash (ad incandescenza o a led) che simula quello che poi sarà il colpo di flash. E lo simula in modo continuo così che noi possiamo studiare come cade la luce sul soggetto e modificare posizioni relativi di luci e soggetti senza fare nemmeno uno scatto.
    E' una peculiarità estremamente comoda che agevola ogni tipo di lavoro.
    Qui non sto parlando specificatamente di ritratto ma forse più - o soprattutto - di still-life, riproduzioni e macro.
    Cose che vengono infinitamente meglio con flash del tipo di cui stiamo parlando, rispetto ai soliti flash a slitta.

    Nella scelta del flash, e andiamo alla parte principale di questo articolo, finito il lungo ma necessario preambolo, si dovrà tenere conto di molti fattori

    - il budget, ovviamente
    - la necessità di potenza
    - il tempo di ricarica
    - la tecnologia di pilotaggio
    - la disponibilità in location di presa di corrente (oppure no)
    - il tipo di modificatori che si intende utilizzare (a seconda dei soggetti e del tipo di fotografia che vorremo fare)
    - il numero di luci necessarie

    tolto il primo punto, sono tutte scelte libere, non vincolate. Io tenderei a stabilire prima cosa serva per poi arrivare al budget necessario. 
    Ma so che il buon padre di famiglia invece farà il contrario.

    In ogni caso non sono (quasi) mai necessari complessi schemi di luce. Devo ammettere che nella gran parte dei casi una luce è sufficiente.
    Spessissimo con due si fa tutto quello che si vuole.
    La potenza è funzione della dimensione del luogo in cui si fotografa e della dimensione dei soggetti.

    Per piccoli oggetti su un vassoio non saranno necessarie grandi potenze nè enormi softbox. Serviranno più pannelli riflettenti che altro.
    Un flash basterà.

    Per fotografare gruppi di ballerini sul palco invece le cose saranno molto, molto diverse.
    Ci vorranno più flash, potenti, anche da 1000 w/s, con softbox importanti, stativi stabili.
    E soprattutto flash sofisticati con tempo di ricarica tanto rapido da consentire di scattare in rapida o rapidissima successione.

    Ci sono oggi dei monotorcia in grado di fare anche 10 o più scatti al secondo.
    Senza svenarsi con i Profoto, un Godox serie QT II permette tranquillamente di fermare un atleta che salta scattando ad un 1/1000''.
    Sono però i flash più costosi della serie (intorno ai 500 euro l'uno, contro i 100 dei modelli base).

    E per chi necessita di fare tutte queste cose dove non c'è la presa di corrente (si, non l'ho detto, il difetto dei flash "fissi" è quello di essere alimentati con la 220 v) ci sono anche flash a batteria, come il fantastico Godox AD600 PRO

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    che consente di fare ovunque, senza presa di corrente, praticamente tutto quello che si può fare in studio con il QT600 II, offrendo 600 w/s fino a 10 scatti al secondo, per 500 o più scatti a piena potenza, controllato via trigger radio .... e controllo TTL della fotocamera.

    Ecco, l'ultima frontiera dei flash di questo genere è quella di poter incorporare la tecnologia che è la peculiarità dei flash elettronici a slitta, il controllo via TTL da parte della fotocamera.

    Arriviamo ad un livello di sofisticazione elevato, unito ad alta potenza, utilizzo completamente senza fili, portatile per pesi e ingombri contenuti e spesso, utilizzabile anche solo con il riflettore integrato, almeno in condizioni di scatto in luce mista sole+flash (ma prezzi salati perchè arriviamo a 850 euro per il solo flash).

    Spero di aver chiarito i punti principali e resto a disposizione per le vostre domande ma soprattutto spero di aver chiarito che non sempre, anzi, più spesso di quanto non si creda ... mi faccio un FLASH non dovrebbe sottindere un flash a slitta ma qualche cosa di più adatto alle nostre esigenze specifiche.

    Come sempre su Nikonland, il motore di tutto non è il costo, non è l'abitudine, è la soluzione più adatta alle proprie esigenze, a prescindere da costo e (cattive) abitudini.

    Aspetto le vostre domande.

    Modificato da Rudolf



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    Recommended Comments

    Stesso soggetto illuminato in modi differenti a seconda della situazione e dello scopo, con un unico flash da studio da 600 w/s con octobox da 120 cm con nido d'ape

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    in interni, a diaframma chiuso. Dal circolino sugli occhi si capisce dove è posto il flash. Circa a 2 metri e mzzo sia dal fotografo che dal soggetto. A destra c'è invece un pannello di polistirolo nero per far cadere la luce in modo più repentino rispetto alla parete bianca dello studio.

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    in interni, a figura intera, a diaframma chiuso, impossibile pensare di fare la stessa cosa con flash a slitta mancherebbe sia la potenza che la capacità di diffusione.
    Qui il flash è a sinistra molto lontano, inclinato in direzione dello sguardo di Mia.

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    in esterni, con diaframma aperto.
    Il flash qui è più in alto di noi, ed inclinato. A diversi metri dalla fotocamera (ho alzato al massimo lo stativo perchè volevo simulare l'effetto del sole ... che nella realtà è alle spalle di Mia come si vede dalla luce sulle spalle).
    Una condizione in cui il flash a slitta può essere utilizzato a purchè si abbia un modificatore che non faccia l'effetto "formaggino" (faccia sbiancata e corpo scuro).
    Difficilmente però avremmo a disposizione la potenza necessarie per illuminare uniformemente anche il busto, tutti quei capelli e volendo - non inquadrati - i piedi che invece un 600 w/s non fa fatica a gestire.

    Nei tre casi, GODOX AD600B PRO con controllo TTL e softbox ottagonale Quadralite con nido d'ape.

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    Direi che Nikonland sia l'unico sito al mondo a parlare in maniera così chiara, semplice, divulgativa ed imparziale sul concetto di luce flash.

    Ancora oggi mi capita di ascoltare dalla voce di professionisti affermati che loro, no, proprio non amano la luce artificiale.

    Ovviamente è una confessione indiretta del fatto che non abbiano la più pallida idea di che livello possa raggiungere l'interazione della luce flash con quella naturale, fino a diventare quasi indistinguibile, come abbiamo spesso ammirato nei soggetti dei set di ritratto del nostro Mauro Maratta.

    Ferma restando la convinzione personale di chi non voglia fare uso di luce flash, rispettabilissima, continuo a ritenere che non ho traccia di alcun altro sito, non commerciale come il nostro, che negli anni abbia dedicato tanto spazio a questo argomento.

    Ne siamo lieti...

    • Sono d'accordo 1

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    Grazie Mauro, spiegazione molto efficace. L' ad600 pro  non é, peró, alla portata di tutti, né lo é la sua trasportabilità. L'Ad200?

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