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happygiraffe

Nikonlander Veterano
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Tutti i contenuti di happygiraffe

  1. Un Arrau in stato di grazia in questa registrazione dal vivo del 1960 dedicata a Beethoven! Mi fa dimenticare il pianista dai tempi molto misurati e dallo stile non privo di autocompiacimento di tanti suoi dischi in studio. L’op.110 di questa registrazione sta tra i miei riferimenti assoluti.
  2. happygiraffe

    Avvistando le tartarughe

    🤣🤣 Grande Max! L’accostamento mi lusinga, ma ovviamente la somiglianza tra le due foto è frutto del caso e non di una scelta consapevole.
  3. Robert Schumann, integrale dei lieder. Christian Gerhaher (baritono), Anett Fritsch, Julia Kleiter, Christina Landshammer, Sybilla Rubens, Camilla Tilling (soprani), Stefanie Iranyi, Wiebke Lehmkuhl (mezzosoprani), Martin Mitterrutzner (tenore), Gerold Huber, James Cheung (pianoforte). Sony Classical, 2021. Cofanetto da 11 CD oppure disponibile in streaming su Qobuz in 96-724. *** Arriva finalmente a compimento l'integrale dei Lieder di Schumann da parte del baritono tedesco Christian Gerhaher, affiancato dal pianista Gerold Huber e da una compagine di altri 8 cantanti. Dello Schumann di Gerhaher avevamo gia parlato su queste pagine (Qui e ancora qui) e questo bel cofanetto di ben 11 CD arriva a suggello di un percorso iniziato nel 2004. Se da un lato vengono ripresi alcuni dischi recenti, Frage e Myrthen del 2018 e 2019, e meno recenti, come Melancholie del 2007 e alcune registrazioni del 2004, dall'altro questa raccolta è ricca di novità e di qualche significativa rilettura, come ad esampio di Dichterliebe e dell'Op.90. Gerhaher è uno specialista di Schumann e la sua voce ambrata e così ricca di sfumature fa meraviglie. Le sue interpretazioni si adeguano alle diverse opere e al periodo in cui furono composte: dai toni vibranti e ardenti delle opere giovanili a quelli più riflessivi e tormentati dei lavori della maturità. Prevale comunque spesso la sensazione di uno Schumann intimo e perso in un suo mondo interiore. Qui siamo nel cuore del Romanticismo, dove musica e letteratura vanno a braccetto, producendo risultati artistici di sublime bellezza. Incantevoli anche le composizioni nelle quali Gerhaher, che nel complesso fa la parte del leone, si alterna o si unisce agli altri cantanti, che certamente non sfigurano (quasi) mai. Si distinguono le bravissime Julia Kleiter e Camilla Tilling. Accompagna i dischi un sostanzioso libretto di più di 200 pagine, che purtroppo non riporta la traduzione dei testi tedeschi. Sembre molto buona la qualità della registrazione, che riesce a mantenere una certa coerenza, nonostante l'arco temporale ampio delle diverse incisioni.
  4. Sun’s signature, Sun’s signature. Partisan, 2022. Per chi si ricorda i Cocteau Twins e la meravigliosa voce di Elizabeth Fraser, per chi invece ricorda la Fraser nella famosissima Teardrop dei Massive Attack, questo EP uscito a luglio è una graditissima sorpresa! A far compagnia alla Fraser, la cui voce non ha perso un briciolo della sua magia, il batterista Damon Reece e, udite, udite, Steve Hackett, leggendario chitarrista dei Genesis. Una perla di poco meno di 30 minuti, a metà tra prog e trip hop.
  5. happygiraffe

    Avvistando le tartarughe

    Dall'album: 18 settembre - 16 ottobre 2022 : una domenica in esterni in bianco e nero

    Bambini come sempre affascinati dalle tartarughe che nuotano nel laghetto del Bosco in Città, piccola e greziosa oasi verde alle porte di Milano.
  6. Tolta la prima traccia e forse un paio di altre, il resto mi è parso una serie di brani molto melodici e piacevoli all'ascolto. Ma a me sembra melodico pure Stockhausen (Karlheinz, mica Markus), per cui forse non faccio testo
  7. In realtà penso che questo dipenda molto dalla serata che l’etichetta decide di pubblicare. Ci sono live di Jarret di questi ultimi anni decisamente più sperimentali e faticosi da ascoltare. Questo l’ho trovato molto godibile.
  8. Disco live del 2016 di un concerto a Bordeaux nel corso di quella che sarebbe stata la sua ultima tournée europea. È il Jarrett più recente, più interessato alle forme brevi di 5-6 minuti che alle cavalcate fluviali che lo hanno reso celebre negli anni ‘70. Straordinario nei momenti più intimi e lirici. Gran bel disco! !
  9. happygiraffe

    Pausa di lavoro

    Ciao Silvio, questa tua foto mi colpisce molto e trovo che faccia proprio centro! Mi spiego meglio. Su queste pagine si vedono tante splendide immagini di animali, di viaggi in posti incredibili, di modelle, ma davvero poche sono quelle che ci sappiano parlare del mondo del lavoro e di chi si tira il mazzo per pochi soldi a fine mese. Sono gusti personali, ma questa foto mi parla e mi racconta tante cose. Vorrei averla fatta io
  10. Igor Levit, "Tristan". Opere di Liszt, Henze, Wagner, Mahler. Sony Classical, 2022. *** Igor Levit, il più intellettuale dei pianisti di oggi, ci ha ormai abituato a dischi impegnati e impegnativi. Qui però faccio davvero fatica a seguirlo, pur con tutta la stima che ho per lui. Un'ora e quaratadue minuti di musica dedicata al tema dell'amore e della morte. Si passa da Liszt al Tristan di Hans Wener Henze del 1973, alle trascrizioni per pianoforte del preludio di Tristano e Isotta di Wagner dell'Adagio della decima sinfonia di Mahler (27 minuti solo lui), per terminare ancora con Liszt. C'è materiale che potrebbe essere rielaborato in 3 dischi separati, ma tutto insieme diventa un gran mattone con la densità del plutonio. Peccato perché Levit suona divinamente, ma così stravolge anche i suoi ascoltatori più devoti. Dai Igor, un po' più di leggerezza la prossima volta!
  11. La scomparsa di Lars Vogt mi ha molto colpito. Seguivo le sue uscite discografiche con attenzione, ne avevo anche parlato qui: Solista davvero solido, camerista di consumata esperienza, più recentemente anche direttore. Mi piace ricordarlo qui per le sue registrazioni con gli amici Christian e Tanja Tetzlaff:
  12. Due dischi usciti ieri di grande spessore, che segnalo con calore agli amanti del jazz: Il nostro Enrco Rava con il mitico Fred Hersch, che registra qui per la prima volta in decenni di carriera con ECM. Il quartetto stellare di Joshua Redman, Brad Mehldau, Christian McBride e Brian Blade è tornato insieme in studio per questo LongGone, a due anni di distanza dal precedente RoundAgain. Bellissimi entrambi!
  13. 8 Anche dietro a una semplice torta ci può essere una piccola storia. Lo strudel lo mangiavo da bambino quando me lo faceva mia nonna. La nonna era austriaca e lo strudel lo sapeva fare. Scappata a 17 anni insieme alla sua famiglia dal suo paese, per fuggire agli invasori nazisti che perseguitavano chi come loro era di religione ebraica, iniziò un viaggio lungo e drammatico che la portò a perdere gran parte dei suoi familiari, ma anche a incontrare mio nonno e a dare alla luce mia mamma. Non so come, ma un quaderno di ricette la accompagnò nelle sue interminabili fughe, fino a quando non approdò con la sua nuova famiglia a Milano dopo la fine della guerra. Era un ricettario dei suoi genitori, che avevano un ristorante, scritto in caratteri gotici, che ancora conserviamo da qualche parte. E quando faceva lo strudel era una vera festa! Quest’estate in montagna dopo l’ennesimo finto strudel fatto con la pasta sfoglia, mi sono detto che sarebbe stato bello provare a fare quello vero. Così stamattina con mia figlia maggiore, quella golosa, ci siamo messi all’opera. Ci siamo divertiti e lo strudel è venuto proprio come me lo ricordavo, come quello della nonna! Così ho voluto condividere con voi questi momenti di questo 4 settembre. Sicuramente la parte più golosa della giornata, ma anche quella che mi ha regalato più emozioni. Le foto, fatte con la vecchia D810 e il Sigma 50/1.4, non sono niente di particolare, ieri ne ho fatte di migliori, ma oggi volevo condividere con voi questa storia e farvi venire l’acquolina in bocca
  14. Mahler, sinfonia n.4. Sabine Devieilhe, mezzosoprano. Orchestra Les Siècles, François-Xavier Roth. Harmonia Mundi, 2022. *** Uscirà il 26 di agosto, non ho avuto modo di ascoltarlo quindi, ma nutro qualche aspettativa dall'ascolto della più classica e gioiosa delle sinfonie mahleriane nelle mani di Roth e della sua orchestra con strumenti d'epoca, insieme alla meravigliosa voce di Sabine Devieilhe nell'ultimo movimento. Vedremo se le aspettative saranno mantenute! Intanto per Gramophone è già disco del mese di Settembre. Si sono portati avanti!
  15. Una sinfonia di una struggente bellezza fuori dal tempo, nella sublime interpretazione di Barbirolli del 1962, fresca fresca di rimasterizzazione in HD. Unica consolazione in questa domenica pomeriggio di febbre, tosse e covid 😷🤒.
  16. Ravel, concerto per pianoforte in sol maggiore M.83; Messiaen, Oiseaux exotiques, I/41; Schoenberg, concerto per pianoforte, Op.42. Francesco Piemontesi, pianoforte. Orchestre de la Suisse Romande, Jonathan Nott, direttore. Pentatone, 2022. *** A ogni disco rimango stupito dalla bravura di Piemontesi, qui alle prese con due concerti diversissimi, pur se composti ad una decina d'anni l'uno dall'altro e pur nell'intento dei rispettivi compositori di receuperare a modo loro le forme classiche. Il famosissimo concerto di Ravel, molto eseguito e molto presente in discografia, qui in una lettura spumeggiante e raffinata come i migliori Champagne d'oltralpe, e il meno noto concerto per pianoforte di Arnold Schoenberg, disprezzato dagli ortodossi compositori della scuola di Darmstadt per l'impiego di motivi "melodici" all'interno della struttura dodecafonica. Conosco bene il concerto di Schoenberg e ne raccomando l'ascolto, a maggior ragione in questa bellissima lettura che ne fanno Piemontesi e Jonathan Nott alla guida dell'Orchestre dela Suisse Romande. Interessante, ma dal mio punto di vista meno avvincente, la terza opera in scaletta, gli Oiseaux exotiques (uccelli esotici) I/41 di Messiaen, che, come spesso fece, si divertiva mettere in musica i versi degli uccelli. Su tutti svetta un Piemontesi da 10 e lode!
  17. Jean-Joseph Cassanéa de Mondonville, tre mottetti: In exitu Israel, Dominus regnavit, Coeli enarrant gloria Dei. Coro e orchestra Marguerite Louise, Gaétan Jarry. Château de Versailles Spectacles, 2022. *** Violinista e compositore ai tempi di Luigi XV, Mondonville arrivò a ricoprire l’incarico di intendente di musica della cappella reale di Versailles, dove godeva della protezione di Madame de Pompadour. Compose diversi mottetti, tra i quali i tre contenuti in questo disco. Con uno stile a metà tra il sacro e il profano, queste pagine non fanno certo pensare all’ambiente ingessato di corte, con nobili imparruccati e incipriati. È musica vitale e gioiosa, capace di catturare chi l’ascolta anche a distanza di quasi tre secoli. Eccezionali l’ensemble Marguerite Louise e il suo direttore Gaétan Jarry. Uno dei dischi migliori che abbia ascoltato da diverso tempo. Consigliatissimo.
  18. “Upupa, ilare uccello calunniato dai poeti…”. Aveva ragione Montale e ti invidio molto, perché è un animale affascinante e avrei sempre voluto vederne una! Grazie per aver condiviso questo piccolo momento di magia.
  19. Spettacolare questo disco uscito lo scorso anno! La pianista brasiliana duetta con leggende del calibro di Chick Corea e Chucho Valdés. Ascoltatelo, anche solo la prima traccia, quella Armando’s rhumba dall’album my spanish heart del ‘76 di Corea. Poi mi direte.
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