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  • Silvio Renesto
    Silvio Renesto

    Foto agli animali, dall'Inferno al Paradiso

    Vi propongo la versione semiseria del mio articolo sulle destinazioni uso delle foto naturalistiche, dove mostravo soprattutto macro.

    Questo è un articolo ironico, forse anche un po' sarcastico (poco), ma il contenuto vorrebbe essere serio.
    E non è tanto obiettivo, anzi, dichiaratamente di parte (la mia). Ci sarà chi la pensa come me e chi non è per nulla d'accordo. Va bene così, non litighiamo, non voglio convincere nessuno, solo far riflettere qualcuno che vuole iniziare a fotografare animali.

    Per questo, sconsiglio la lettura a chi non ha senso dell'umorismo e/o si offende facilmente, onde evitare...  :) . Per  gli altri, spero lo troviate almeno divertente spero anche che i principianti possano trovarci qualche piccolo spunto.

    In ogni caso,  ci sono tanti articoli seri nel web, e ne sono apparsi di interessanti anche qui, sulle varie incarnazioni di  Nikonland (1-2-3) da parte di Massimo Vignoli, Valerio Brustia, Giovanni Ciraso (scusate se dimentico qualcuno) e qualcosa anche di mio. Fate un piccolo sforzo e cercateli.

    Le foto di esempio sono mie perchè sono passato anch'io per questi gironi infernali, poi con gli anni ho imparato a tirarmene fuori, almeno un po',  ogni tanto (mica sempre). 

     INFERNO:

    La foga del principiante per i microbi

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    Guarda!! Ho fotografato il Cardellino! Il mio primo Cardellino! 

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    Guarda, il Gheppio!

    Ehm... dove? 
    Ma lì non vedi? aspetta che ingrandisco al 100% no meglio al 200% eccolo, adesso lo vedi vero?
    Ah sì, come no.

    Credo sia una fase iniziale che ha contagiato tanti di noi quando abbiamo cominciato a fare fotografia agli animali. L'entusiasmo per l'incontro con un animale "interessante" ci fa dimenticare tutto, nel mirino ci sembra sempre bello grande e l'entusiasmo fa il resto, addio composizione, proporzioni, luce (basta che il sole sia alle spalle no?). 
    Ehm, no. 
    Queste foto non diranno mai nulla a nessuno, anzi forse sono anche un po' controproducenti, se proprio non riusciamo a buttarle via perchè ci siamo affezionati, teniamole gelosamente custodite da qualche parte fra i ricordi di gioventù.

    Uuh la mia prima ed unica Cicogna Nera! 

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    Ok "complimenti per la cattura", ma... permettimi un consiglio: Tienila per te o se è importante, usala come segnalazione nei gruppi ornitologici, ma non proporla al BBC Wildlife Photographer of The Year, potresti avere una delusione. Fotograficamente fa ... dice poco.


    Insomma,  in una foto si deve capire qual'è il soggetto, ma questo è solo il primo requisito, fondamentale ma per nulla sufficiente, come ho scritto fino alla noia anche la foto di un animale deve (dovrebbe) risultare interessante, possibilmente piacevole, non solo al naturalista, dovrebbe dire qualcosa a chiunque la guardi.

    Attenti però, l'animalscape non è il microbo, nell'animalscape la composizione è studiata, il soggetto è piccolo, ma chiaramente individuabile, e tutto ha una funzione più che studiata, meditata per un risultato altamente suggestivo. Un animalscape ben fatto è un capolavoro. Andate a vedere quelli di Massimo Vignoli per capire cosa intendo, io purtroppo non credo di averne mai fatto uno veramente bello. Impossibile confondere un microbo con l'animalscape: è come assaggiare un bicchiere di aceto ed uno di Barolo, il riconoscimento è immediato.

     

    La bestia schiacciata.

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    A meno di essere in cerca di effetti particolari, quando facciamo un ritratto ad una persona, non saliamo su una scala. Scattiamo all'altezza del viso.  Le foto di animali sono dei ritratti, andrebbero scattte all'altezza dell'animale. Per pigrizia facciamo fatica a cambiare la nostra posizione bipede eretta, conquistata con fatica sei milioni di anni fa, così il risultato è di avere il soggetto spiaccicato contro il suolo (o l'acqua) creando uno sfondo che va dall'insignificante all'orribile. Sforziamoci di ricordare che sono ritratti e che per ottenere qualcosa di buono dobbiamo fare un pochino di fatica, come per tutte le cose.

    Eh ma non potevo fare diversamente, il punto di ripresa era alto. Ascolta amico mio: il tuo scopo è fare belle foto?  Il posto non lo consente? Allora cambia posto o lascia perdere. La brutta foto tanto per portare a casa qualcosa è una abitudine da sradicare prima possibile.

    LIMBO

    Il Dinosauro.  

    Moolto soggettivo lo so. Io la penso così, ma  non voglio obbligare nessuno, se la pensate diversamente siamo amici lo stesso e io voglio restare amico vostro ;) .
    Quando la passione per il soggetto in sè si accompagna con una passione per il dettaglio, anzi per il dettaglio supernitido e contrastato si fanno i Dinosauri, con gli uccelli di solito (è più frequente fare Dinosauri con loro che con i Mammiferi, forse perchè gli uccelli sono Dinosauri?) ci si delizia nel distinguere le barbe delle penne, anzi meglio ancora le barbule che intrecciano le singole barbe, allora soggetto a pieno fotogramma, ops, inquadratura, in cui gli vedi le ossicine intorno alla pupilla... Foto di sicuro impatto e apprezzatissime da molti, ma lasciatemi dire che in questo modo si rischia di perdere (a mio avviso eh) parti significative per la fotografia di animali, il contesto ad esempio, ma anche la percezione dell''animale stesso qualche volta è falsata, almeno per chi non lo conosce (le foto sono fatte anche per farle vedere!!) quando  facevo i "Dinosauri", molti si complimentavano con me, ma chi aveva una formazione un po' meno "tecnica" e più artistica mi diceva, "Questo Pettirosso non è un Pettirosso". Scusi, per caso lei è un parente di Magritte?

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    No, ma il Pettirosso è qualcosa di leggero, piccolo, un folletto, questo caro Silvio, mi pare un lottatore di Sumo vestito da Robin (appunto) Hood.

     

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    Ecco così è già meglio, ci vedo l'inverno, ci vedo il freddo ci vedo l'esserino che è. 

    Se lo vogliamo grande, allora meglio giocare sul particolare, sul ritratto, c'è impatto c'è emozione, c'è un messaggio "oltre".

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    PURGATORIO

    La foto corretta. Mi ripeto, liberi di pensarla diversamente...

    Cosa? Eh già. La foto corretta è una foto ad un bell'animale. Punto.
    Ecco questo è il Fistione turco Ah, bello. Questa è l'anatra mandarina, oh carina, questo è il Codone Uhh (sbadiglio) già, senti scusami, ma sono tutte così?

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    Il naturalista in noi inorridisce e insorgiamo: Ma come, non capisci? Non vedi che questa è un'alzavola, invece questo un falaropo beccosottile, questo un piro piro boschereccio...vero, gli animali sono belli ed interessanti di per sè, è magica per per noi appassionati la diversità delle specie ma se ci interessa anche che la foto sia una bella foto di animale e non solo la foto di un bell'animale (sono due cose profondamente diverse e l'ho già scritto),  ci si deve mette un minimo di interpretazione, di vita, se no  si hanno le foto delle enciclopedie, l'equivalente ornitologico delle cartoline (quelle piatte almeno).  E' un'ottima raccolta documentativa, ma non si va molto oltre con foto "ferme", interessanti sì, ma si può fare di più.

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    Questo tipo di fotografia lo vedo come una palestra, in cui ci si allena, si impara la tecnica, l'avvicinamento, tutto quanto, ma la poi se ci interessa passare dalla documentazione all'espressione, si deve diventare creativi, ciascuno come può ci mancherebbe, ma mettendoci un minimo di sforzo, per creare qualcosa  di gradevole, o di vivace o di tutt'e due. E comunque la ricerca dell'espressione non va a scapito della documentazione, anzi spesso la rende al meglio.

    Quindi?

    PARADISO 

    Un po' di interpretazione.

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    Giochiamo con la luce? Confrontate le due mandarine...

    Ambientiamo un po'? 

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    Cerchiamo un'interazione?

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    Il mio primo ed unico Falco Cuculo, amo molto questa foto perchè... è il mio primo ed unico Falco Cuculo,  ma non la ritengo una grandissima foto. E' una buona ...illustrazione.

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    Forse è un po' più riuscito fotograficamente questo Gheppio  che sta facendo ...  il Gheppio.

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    L'animalscape.

    Per questo girone del Paradiso rivolgersi all'articolo sui Musk Ox... io non sono ancora stato ammesso.

     

    E ... se vogliamo passare da Dante all'India... (ossia uscendo dai canoni e contaminando i generi):

     

    IL NIRVANA

    Dove il soggetto naturalistico viene espresso in modo grafico  senza però tradire la sua essenza di soggetto naturale e senza artificiosità nella ripresa, nella costruzione dell'immagine.

    Lo si ama o lo si odia, io lo amo. Siamo nell'Oriente quindi non ci vanno spiegazioni.

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    Questo non è un uccello, ma concedetemi un'eccezione...

    Ecco, ho cercato di spiegare il mio punto di vista a chi vuole provare a cimentarsi in questo genere di foto.  Cari fotonaturalisti alle prime armi, pensateci sopra e soprattutto cercate altri che la pensano diversamente da me, confrontate e poi scegliete come muovervi. Dai, che è divertente.

     

    PS Ho lasciato fuori da tutto questo arbitrario discorso una categoria: Lo Svarovski (il cristallino luccicante, non il binocolo), perchè su questo le opinioni sono troppo divise (per qualcuno è inferno profondo, per altri il top del paradiso, non c'è la via di mezzo) ed io amo la pace... . Come scrisse l'eremita Valerius Brustianus nel nono secolo: chi intende intenda, gli altri al frecc.

     

    Silvio Renesto

     

     

     

     

    User Feedback

    Recommended Comments

    • Redazione

    Bravo, divertente!

    Mi piace, in particolare, il ragionamento in base al quale la fotografia agli animali si colloca in un ampio territorio, compreso tra la fotografia di ritratto e quella di paesaggio. Ma non è la riproduzione iper realista del dettaglio o la “cattura” dell’animale raro, che di fatto se non accompagnata da un significato fotografico è sostanzialmente documentativa. 
    Chiudo dicendoti che sono contento ti piacciano i miei animalscapes, ma paradiso è un po’ troppo! (E BTW prima o poi ti chiederò di portarmi a libellule 😉)

     

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    • Administrator

    Si, proprio una ottima analisi.

    Peraltro dovrebbe essere facile per chi ama talmente gli animali da passare tutto il suo tempo a fotografarli che andrebbero trattati in  foto per restituirli per ciò che sono: creature vive....

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    • Nikonlander Veterano

    Divertente l'esposizione e poi noi siamo spiritosi di natura. Concordo Silvio, anche se non è il  mio genere (solo occasionalmente mi capita qualche scatto) ritengo si tratti di un percorso, prima o poi si arriva al Nirvana, più o meno velocemente, non c'è fretta. Ma la molla è sempre (almeno questo è ciò che provo io) l'incontro con l'animale. Affinando di volta in volta il modo di raccontare quell'emozione.

    Ottimo articolo :)

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    • Nikonlander

    bello e divertente! ma anche così vero. Potrei adattarlo al mio genere fotografico,solo sostituendo le foto degli animali con quelle degli aerei. ma non va dimenticata la famosa frase " io ce l'ho e tu no..."  :lingua:

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    • Redazione
    Il 9/4/2022 at 13:43, Massimo Vignoli ha scritto:

    Bravo, divertente!

    Mi piace, in particolare, il ragionamento in base al quale la fotografia agli animali si colloca in un ampio territorio, compreso tra la fotografia di ritratto e quella di paesaggio. Ma non è la riproduzione iper realista del dettaglio o la “cattura” dell’animale raro, che di fatto se non accompagnata da un significato fotografico è sostanzialmente documentativa. 
    Chiudo dicendoti che sono contento ti piacciano i miei animalscapes, ma paradiso è un po’ troppo! (E BTW prima o poi ti chiederò di portarmi a libellule 😉)

     

    Ci metto quelli di Brad Hill, di Vincent Munier  e di tutti quelli che li sanno fare bene, quindi anche i tuoi.
    Per le libellule, le sto aspettando, ma finchè la temperatura notturna sta sotto i 15-16°C... . diciamo che così mi da' un po' meno fastidio che non sia ancora arrivato il 100-400 ;)

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