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  1. Usare un teleobiettivo o un telezoom a diaframmi medi o chiusi è un pò un controsenso... Gli sforzi di progettazione e quelli dell'acquirente sono di solito rivolti al miglior compromesso tra la luminosità ed il prezzo finale di quell'obiettivo. Usare per abitudine di diaframmare di un terzo o di mezzo stop è una pratica diffusa per diminuire aberrazioni cromatiche e vignettatura, se presenti, ma in epoca di gestione digitale dell'immagine quelle problematiche sono ormai facilmente risolvibili. Staccare il soggetto dallo sfondo è il leit-motiv degli utilizzatori di focali a ridotto angolo di campo, ma ciò nonostante, in determinate situazioni, la frequente prossimità di soggetti altrettanto interessanti rispetto a quello su cui si opera la messa a fuoco, procura l'esigenza di ampliare la profondità di campo, diaframmando di più. Una di queste situazioni è certamente il caso delle regate veliche, dove i contendenti, schiacciati dalla prospettiva di un supertele, risultano visivamente quasi appiccicati tra di loro, quando la larghezza di un imbarcazione, minimo di un metro e mezzo fuori tutto, porta a sperare di ottenere nitidezza a distanze che su di un obiettivo standard si risolverebbero in poche frazioni di stop. Oggi ho scattato ad una regata di derive classe ILCA, durante la quale soffiava un libeccio molto rafficato, che in determinate occasioni ha portato a situazioni limite di scuffie in boa anche di più di un'imbarcazione. Ma che sopratutto determinava un muro di particolato acqueo e un accumulo di radiazione UV da non augurarsi mai: una situazione difficile da gestire a tutta apertura con qualsiasi tele. Ed allora ho gestito per tutto lo shooting il nuovo Nikkor Z 180-600mm f/5,6-6,3VR con diaframmi prevalentemente attorno ad f/10-11 e poco di meno, peraltro, alle maggiori distanze, con la mia Z9 in DX Il risultato è a mio avviso (stanti quelle condizioni di trasmissione luminosa) molto, molto interessante... f/8 f/10 f/11 (nelle quattro precedenti, notate come ad f/11 anche gli edifici, in linea d'aria distanti almeno 400 metri, risultino ben definiti, quasi come con obiettivi di focale nettamente inferiore a parità di chiusura) lontanissime, 800mm-eq, eppure abbastanza nitide e contrastate nonostante le condizioni luminose: f/11 al rientro, quando la vista di infilata aumenta l'esigenza di nitidezza a tutto campo: f/11 Una piacevole sopresa questo zoomone: nonostante la chiusura accentuata non sembra soffrire di diffrazione eccessiva e conseguente calo di nitidezza, che si presuppone sempre ottimizzata per le massime aperture... Beh, arriva poi sempre il momento in cui il soggetto va staccato dallo sfondo e si torna a tutta apertura... Max Aquila photo © per Nikonland 2023
  2. Si è fatto aspettare anni in roadmap (é uno dei motivi per cui probabilmente la roadmap non sarà più aggiornata ...) e poi anche una volta annunciato, chi lo ha ordinato lo sta ricevendo solo adesso, oltre due mesi dopo il lancio. Ed eccolo qua, appena consegnato dal corriere GLS, ordinato dal Nikonstore.it da Mauro Maratta e pagato di tasca sua in anticipo con Paypal. Ne parliamo qui in anteprima, per una prova approfondita ci vorrà un mesetto, noi non siamo soliti scrivere opinioni scolpite nella pietra dopo mezz'ora di utilizzo come certi recensori di Youtube che un attimo dopo sono già passati ad un microfono o ad un gimbal. Anzi, non contenti di provarlo qui dalle nostre parti, poi lo spediremo a dove solo Max Aquila lo potrà da par suo provare a mare, con i suoi amici surfisti. Ne valeva la pena ? La versione breve è si. In due frasi. Se fosse un Nikkor S, nessuno si scandalizzerebbe. E ... si, non vi offendete, ma è un obiettivo che è meglio di quanto il tipico proprietario di zoomone Sigma/Tamron si aspetterebbe di comperare con 2000 euro. Anzi, se costasse 2.559 euro, non sarebbe nemmeno questo uno scandalo. Perché questo è un Nikon. Il vero erede aggiornato del Nikkor F 200-500/5.6. Che una volta ... aggiornato con il nuovo, diventerà rapidamente un lontano ricordo. Senza andare a spaccare troppo il capello in quattro o a fare confronto a livello di pixel, l'immagine fino a 400mm non è troppo dissimile da quella offerta dal 100-400. E oltre, meglio di quella offerta dal 100-400 telemoltiplicato. Supera i due vecchi 200-400/4 e se non arriva - ci mancherebbe ! - al livello dello straordinario 180-400/4 TC, è anche vero che per dimostrare tutto il potenziale, il 180-400/4 dovrà essere impiegato in condizioni ideali. Mentre un obiettivo che spara fino a 600mm per la maggior parte sarà impiegato in condizioni limite, con la qualità dell'aria, i vortici di calore e i bagliori, che faranno veramente la differenza. Il Nikkor Z 600mm f/4 TC è meglio ? Ma certamente, certo. E per fortuna, anche se ancora difficile da avere, permane e permarrà a catalogo anche dopo l'uscita di questo super-zoom-tele. Ma ancora più che per il 180-400/4 che si ferma a 560mm mentre il 600/4 può arrivare a ben 840mm, esprimere tutto il potenziale di questi superteleobiettivi (considerazione valida anche per il pregiatissimo 400/2.8 TC) è ancora più difficile. E richiede superfotografi per superteleobiettivi. Dimenticando per un attimo il fatto che con i soldi che vi costerebbe un 600/4 TC, vi potete comprare due Z9, un 100-400 S e con gli avanzi, questo 180-600, per un corredo tele della massima potenza. Si chiude il mercato per i supertele con l'uscita di questo 180-600 ? No, certo che no. Ma per il fotografo di tutti i giorni, sarà veramente difficile giustificare un investimento 8.5x a fronte di un reale guadagno in termini di immagine in condizioni di scatto da mondo reale nelle foto di tutti i giorni. E questo al di là dell'ovvia differenza di luminosità massima tenendo a mente che a 600mm lo zoom è meglio che sia un filo più chiuso (f/7.1 o f/8, insomma) per avere il massimo della nitidezza. No, proprio in termini di messa a terra di tutta la potenza per quel prezzo da citycar accessoriata. Bene, dette tutte queste ovvietà andiamo ad aprire lo scatolone. Si, perché uno scatolone così mette in soggezione, come dimostra la "piccola" Z8 messa davanti a fare da paragone : e anche coricato, non è da meno ma una volta tolto l'obiettivo, invece, finiscono le ansie, è compatto, se non proprio piccolo, con i suoi 315mm senza paraluce. ecco tutta la dotazione che conta, noi l'abbiamo avvolto nel panno nel metterlo nello zaino, così per conservarlo così bello. Si, perché è bello. Nikon con i suoi Nikkor Z ha imposto uno standard estetico che è coerente al di là delle differenti linee di prodotto. E questo sembra uno Z di classe S per finiture a dettagli, in ogni sua espressione. Bello, ben fatto, notevole ! Comunque, vediamolo uscire dalla scatola : che è tutta in cartone, distanziali compresi l'obiettivo è avvolto in un panno di spugna e poi in un bugnato. Il paraluce è dentro una scatoletta separata. I manualetti sono del tutto trascurabili. La dotazione completa è questa : il collarino per il treppiedi, rimovibile, è incluso ! si toglie svitando quel vitone. E' una operazione agevole. Non ci sono guide a perni come nel 200-500/5.6 ma la logica è la stessa. Il movimento è accettabilmente fluido, meglio di quella del 200-500/5.6 ed infinitamente meglio per esempio, di quello del Sigma 150-600mm Contemporary che qui possiedono in tanti. Toglierlo o tenerlo ? Dipende dall'uso. E' compatto e leggero, sta dentro ad un vecchio zaino Tamrac Expedition 5, sufficiente per superare i controlli degli ingressi del Gran Premio di Formula 1 ma comunque supera i due chilogrammi. Quindi a seconda del tempo che lo si dovrà tenere in mano, meglio avere anche almeno un monopiedi. Servirà a riposare le stanche membra dopo una lunga camminata. Anche per chi fa tanta palestra ed è in formissima. il tappo è da 95mm, analogo a tutti gli altri. Il paraluce é un cilindro semplice. non sta in piedi da solo, si sbilancia verso il davanti. Ma basta montargli dietro una Z8 perché resti in bilico da solo qui lo vediamo col paraluce, con e senza il collarino del treppiedi mentre qui è montato su una testa video tramite slitta aggiuntiva Arca Swiss Non è bellissimo ? Noi ne siamo entusiasti ! Qualche dettaglio costruttivo in più. da dietro, con la scritta 180-600mm analoga a quella che hanno sul piedino gli altri teleobiettivi Nikon moderni. serigrafie e ghiere di controllo altro dettaglio della finitura impeccabile le tacche della lunghezza focale. La corsa della variazione di focale é sorprendentemente breve a vantaggio della velocità operativa. il tasto funzione programmabile dettaglio del lato con la scritta Nikon, il collarino e la ghiera programmabile che funge, servisse mai, da messa a fuoco manuale la parte sotto del piedino per il treppiedi con i due passi di filettatura. E' in lega leggera, quindi è probabile che qualcuno metterà un collarino alternativo opzionale in alluminio, con binario Arca Swiss. made in Cina, come c'era da attendersi. gli unici due selettori. Messa a fuoco Manuale o Automatica e limitatore di messa a fuoco tagliato a 6 metri, piuttosto che piena corsa da minimo a infinito. Aggiungiamo per pronta consultazione, lo schema ottico, complesso, con una bella articolazione delle lenti e largo uso di vetro speciale che permette un MTF interessante nonostante la focale estrema massima ottenuta non con pochi compromessi progettuali per mantenere compatto l'oggetto e il costo così contenuto. ma soprattutto una comparativa dimensionale che permetta di scegliere cosa sia meglio per il singolo fotografo : per super-teleobiettivi, il 180-600 é il terzo, l'ultimo a destra è l'800/6.3 [courtesy Camera Decision] mentre qui abbiamo tutti zoom, compreso il recente e compattissimo 70-180/2.8. Questo 180-600 è appena più lungo del 100-400/4.5-5.6 tutto esteso ed è addirittura più sottile. Resta più compatto del 800/6.3 che è appena più pesante, mantenendo il collarino del treppiedi. Mentre il 180-600 è di poco più pesante di 70-200/2.8 e 100-400mm, pur portando tutta quella focale in più. Se aggiungete i cartellini con il prezzo e tenete a mente che oltre i 400mm, molta parte della qualità dell'immagine non sempre dipende più dall'ottica ma dalla giornata, avrete un quadro orientativo più completo. *** Le prime impressioni sono molto positive. Oltre all'aspetto, anche la costruzione e il dettaglio sono premium. L'obiettivo vale ogni euro che costa, anzi, sembra a buon mercato. 2.500-3.000 euro non sarebbero sembrati eccessivi, visto il costo di 100-400 e 70-200/2.8. L'operatività è semplice e l'obiettivo, non variando lunghezza con la variazione della focale, non si sbilancia, rendendo agevole usarlo anche a mano libera. La velocità di messa a fuoco non è quella del 70-200/2.8 o del 400/2.8 ma è accettabile, considerando che non è un obiettivo della stessa classe merceologica. Le qualità ottiche ci sono tutte, sia in termini di nitidezza che di sfuocato e di colori. Ma soprattutto l'impatto (il punch), la matericità dell'immagine, sono ottime. E anche in autodromo, con il caldo e 6-7 megawatt di potenza scaricata da monoposto in accelerazione, le immagini alle distanze elevate obbligate per motivi di sicurezza vengono buone. Ma in termini di prova approfondita ci riserviamo il tempo necessario per farci un'idea più completa, per ora questi sono solo i nostri primi pensieri. In estrema sintesi, concludiamo come abbiamo iniziato. Se fosse un Nikkor Z di classe S non ci stupiremmo in termini costruttivi e di aspetto. Se costasse di più, se ne venderebbero meno ma nessuno avrebbe troppo da recriminare. La sua qualità è superiore a quella che molti fotografi possono sostenere sul piano della loro tecnica fotografica individuale. Meditate, cari fotografi ... meditate ... *** Ricordate di mettere un like se questo articolo vi è stato utile. A voi non costa nulla ma noi teniamo conto del numero dei like per decidere che articoli pubblicare. Mentre i vostri commenti saranno sempre preziosi per chi ci legge.
  3. Considerazioni semiserie sul Sigma 150-600mm F.5-6.3 Contemporary dopo un po' di anni di uso su Nikon Z. Versione breve: Il 150-600mm Sigma f5-6.3 Contemporary è un compromesso, non l'eccellenza, ma un buon compromesso. Perchè parlare di questo zoom nel 2023? Perchè questo SIGMA è ancora una buona opzione, se usato con criterio e con consapevolezza dei suoi limiti, non delude. Se usato con la pretesa che renda come un 600mm fisso di qualità, invece la delusione ci aspetta spietata dietro la prima foto. Voglio essere chiaro, la qualità di una foto dipende sommamente dal fotografo, quindi a mio parere chi ha la capacità la bravura e e l'occasione di sfruttare al meglio un supertele di qualità "deve", se può permetterselo, usare quello e non deve in alcun modo accontentarsi di meno, perchè in questi casi il fotografo non è il limite, lo strumento sì. Per un fotografo capace, quello strumento è davvero importante per andare oltre e ottenere risultati superiori a prima. In altri casi invece non è lo strumento il limite. Premesso che ciascuno può comprarsi quello che vuole o che può, e questo non si discute, si sa però che un obiettivo di alta qualità in mani incapaci produce foto peggiori di un obiettivo meno performante in mani più capaci. Saranno foto che forse avranno grande nitidezza e sfuocato meraviglioso ma saranno lo stesso scarse o al meglio insignificanti. Quanto ho scritto sopra senza considerare il lato economico, che però esiste e può essere pregiudiziale per alcuni. In questi casi un superzoom di buona qualità può essere unmodo per cavarsi qualche soddisfazione senza eccessivo rimpianto per ciò che non è raggiungibile. Io ad oggi considero il mio SIGMA come un temporaneo sostituto del non-ancora-esistente Nikon Z 200-600 che è l'obiettivo che aspetto da tempo. Vediamo come va questo SIGMA Qualità di immagine e la versatilità d'uso. La versatilità d'uso, classica di un superzoom non necessita di commenti. La qualità di imamgine è buona:anche alle massime focali mantiene una nitidezza più che soddisfacente (noooo, non ho detto che è il meglio che... ho solo detto che è più che soddisfacente) per la sua categoria. Anzi, dirò di più, comeben si sa, anmche questo SIGMA, come tanti altri obiettivi sulle mirrorless è rinato a nuova e migliore vita perchè ci si può dimenticare di back-front focus, fine tuning e tutto il resto che sui corpi reflex rendevano i SIGMA un'incognita a prescindere dalle "basette magiche". Limiti? 24 megapixel credo sia il suo sweet spot, su sensori più densi diventa un po' più morbido, però... la parola alle foto: Nikon Z6 , a 440mm, f8, 1/1600s, 1800 ISO, monopiede. Crop 100% (cliccarci sopra): Nikon Z6, a 600mm, f8, 1/1600s, 320 ISO, monopiede. Crop 100% (cliccarci sopra): Anche questo sotto è un crop 100% : Nikon Z6 a 600mm, f11, 1/1600s, 2800 ISO, treppiede. Crop 100% dopo passaggio con Topaz Denoise: Nikon Z6, a 150mm f11, 1/2000s, 500 ISO, mano libera Qui sotto Crop 100% cliccare sopra Cosa non mi piace? E' piuttosto chiuso, f6.3 e da' il meglio a f8. Questo può pregiudicare la resa dello sfondo e lo stacco del soggetto dallo sfondo. Si allunga molto, ma davvero molto, tende a sbilanciarsi. Riduce significativamente la focale effettiva, come ho scritto nella mia experience sul 180-400, già a distanze di 3-4m a 600mm il SIGMA ingrandisce quanto il 180-400m a 400mm. Attenzione però sto parlando del "top" degli zoom professionali, altri zoom meno blasonati mi sa che si comporterebbero allo stesso modo . Il Vr è "relativo", quello del 200-500 Nikon era più efficace, però, di nuovo con un corpo Z stabilizzato, le cose migliorano. Prima di darmi addosso perchè oso parlare di zoom economici, ricordo che anche gente come Morten Hilmer (cercate qui su Nikonland) ha usato il Sigma 150-600 senza vergognarsene (versione S, ma cambia poco o nulla come qualità di immagine) finchè ok poi è passato a ... qualcosa di sicuramente meglio. Quindi non sparate sul pianista.
  4. mi chiamo Max Aquila sono Nikonlander il mio obiettivo più bello si chiama Nikon AFS 500mmG VR la mia fotocamera migliore è la Nikon Z9 Va da se che la prima cosa che ho fatto andando a punta Celesi di Mondello, sul moletto da cui da quasi 40 anni fotografo a mare, sia stata di mettere insieme tutti e 4 i punti qui sopra... Giornata di calma quasi piatta, ma bella, pur se accompagnata da una gran quantità di UV sempre fastidiosi da dominare, specie in controluce. Da quando posseggo questo 500mm, non sono molti anni, ha lavorato molto più con FTZ che, liscio come da F-mount, sulla D500, ultima reflex moderna rimastami. Ovvio che i primi aneliti di sequenze da realizzare con i superpoteri della Z9 non potevano che soffiare da questo spettacolare tele, non l'ultima serie siglata FL, ma quella immediatamente precedente, del 2007 e prodotto fino al 2015: insomma un ragazzino di 15 anni ! quante volte avete visto questo spot...? Scusatemi, ma portate pazienza: lo adoro ! Tantissima gente già in spiaggia ed anche in acqua, con ogni mezzo... a sguazzare, rimestare e svotazzare...l'acqua: come minimo comune denominatore e non solo l'acqua... La caratteristica di questo mio 500/4 a mio vedere sta nella resa cromatica che varia a seconda del contrasto luminoso: per cui satura in luce contrastata e morbida in luce velata, come ho prevalentemente scattato in questa giornata di riprese. (8100 scatti in un paio d'ore, come buona tradizione di chi si faccia prendere la mano dalla Nikon Z9) con una poetica resa dello sfuocato lontano... In controluce diretto questo abbinamento sensore/obiettivo è il migliore di tutti e tre quelli finora provati in precedenza a parità di sensore (D850, Z7, Z7II): nessuna di quelle tre macchine è in grado di aprire le ombre come adesso questa Z9, pur mantenendo immuni da rumore (a bassi ISO, ovviamente), e quando si torna in luce, la resa dell'abbinata macchina/obiettivo, cambia radicalmente, tornando subito satura quanto i nanocristalli decidono Stesso discorso valga per la resa soggetto in ombra/soggetto in luce, ripresi dalla stessa direzione mettiamoci pure la straordinaria propensione di questa mirrorless verso i tempi veloci (qui 1/10.000")... ...e... non si congelano solamente gli schizzi Anche su soggetti molto lontani dal punto di ripresa, il microcontrasto dell'ensamble rende il senso dell'immagine e nonostante la prevalenza del blu degli UV i rossi ed i gialli restano ben più che tangibili Tutti gli scatti di questa sessione (rigorosamente in JPG normal*) per provare i vari sensori AF capaci di eyeAF e contestualmente mettendo alla prova i menù della macchina, o meglio il nostro cervello per riuscire a mandare a memoria le innumerevoli innovazioni che la Z9 regala...: una tra tutte? Ancora non ho letto da nessuna parte di come sia possibile tenere settato in orizzontale un certo tipo di sensore AF, mentre, impugnando verticalmente la Z9 (intanto si orientano correttamente anche le scritte dentro al mirino elettronico) potremo utilizzare un diverso sensore AF rispetto quello della posizione "landscape". Piuttosto, bisogna ricordarsene, a pena di impazzire la volta successiva che la si utilizzi. Finora neanche a manuale ho trovato traccia di questa primizia della Z9... Insomma ...sempre più innamorato del rendimento di questo ragazzino Nikon sulla Z9: nonostante la tentazione del nuovo Z 800/6,3 che mi consentirebbe anche di eliminare l'adattatore FTZ. Concludendo, finger food e un paio di bevande per trastullarsi sotto al sole cocente... e subito arriva chi... insomma...ribrezzo... Max Aquila photo (C) per Nikonland 2022
  5. NonPlusUltra è il teleobiettivo top-end del catalogo Nikon, questo AF-S Nikkor 800mm f/5,6 presentato nel 2013, classificato E (a diaframma elettromagnetico) FL (dotato di due elementi alla fluorite che oltre ai vantaggi ottici abbassano drasticamente il peso del fruppo lenti) ED (tre elementi a bassa dispersione) VR (dichiarato utile ad abbassare di 4,5 stop il punto di sicurezza contro il mosso negli scatti...a mano libera) 4590 grammi di peso, schema ottico 20/13, diaframma a 9 lamelle, dimensioni (senza paraluce che misura altri 18cm) 46cm per 17,1 di larghezza, 3 gradi di angolo di campo (oppure 2,30 con l'aggiuntivo dedicato 1,25x che lo porta a 1000mm di focale) cassetto portafiltri da 52mm di diametro, distanza minima di maf: 5,90metri. MTF da slogatura alla mandibola Un regalo che Nital ha fatto a Nikonland nel consentircene la visione e la prova, approfittando di un periodo morto della stagione sportiva per la quale questo esemplare va in giro per piste ed autodromi, ma sopratutto un regalo personale a me, che raggiungo con la recensione di questo teleobiettivo da sogno, la mia personale Quota100 di articoli scritti per Nikonland 2.0 Nei giorni nei quali ne ho avuto disponibilità ho prodotto con esso più di 20mila scatti, alcuni dei quali, selezionati, trovate nella seguente galleria Non Plus Ultra non solamente per il prezzo di listino (solo il paraluce HK38 costa, come ricambio, mille euro) compreso nel quale troviamo però anche il classico bauletto in alluminio Nikon con l'interno preformato per l'obiettivo e con lo sportellino per gli accessori (tracolle, staffa sostitutiva dedicata ad un monopiede) tra i quali anche il comodissimo e funzionale moltiplicatore dedicato Nikon TC 800-1,25x con il quale si arriva ad una focale equivalente da 100mm f/7,1 (inferiore quindi ad uno stop intero) ma con un peso totale, tra obiettivo più bauletto ed accessori che supera i tredici chili, quindi utile per un trasporto passivo, negli spostamenti, ma necessariamente da sostituire per un uso da campo, come ho fatto io, utilizzando un eccellente zaino Lowe Pro AW600, specifico per teleobiettivi simili, fino a...600mm, che ho adattato facilmente per alloggiare questo gigante ottico Nikon. Notare come la maniglia da trasporto orizzontale sia decentrata a compensare il peso della testa dell'ottica in esso contenuta. Per dare il senso delle proporzioni, ho fotografato questo 800/5,6 col suo bauletto, a fianco del mio recente acquisto, il Nikon 500/4, che certo non sfigura al confronto, ma certamente dà il senso di ciò di cui stiamo discorrendo: si tratta di un mega teleobiettivo, progettato e realizzato per non avere proprio nulla da desiderare oltre: non plus ultra, appunto... Particolare del cassetto filtri posteriore, per elementi da 52mm, standard Nikon Veduta della parte superiore, con la targhetta identificativa, completa del seriale e della pulsantiera laterale, alla sinistra dell'obiettivo con i comandi di selezione (dall'alto) della priorità tra AF e MF, il selettore di fuoco a due posizioni, con la limitazione da 10metri ad infinito, che ho utilizzato molto, (tanto portare tra 10 metri e la minima maf a 5,9m un soggetto utile sarebbe un'impresa) il selettore VR tra Off, Normal e active, posizione in cui è lasciato libero dal VR un asse di scorrimento, per consentire le foto in panning, quindi il selettore che demanda ai quattro pulsanti di memoria disposti sul barilotto dell'obiettivo, la scelta tra la funzione di blocco dell'AF oppure il richiamo della posizione di memoria AF, preimpostata con il pulsante apposito sulla dx del barilotto, o ancora, l'attivazione dell'AF, infine, il selettore dell'avviso acustico di dell'aggancio della posizione di memoria del pulsante precedente. In attesa del suo arrivo, per non sfigurare di fronte all'opportunita concessa, mi sono organizzato: oltre alla mia Z6 che in FX ha i suoi 24Mpx ho pensato che mi dovesse servire anche un corpo macchina DX, dalla densità pixel adeguata: in assenza di una mirrorless adeguata allo scopo ed in rispetto alle fotocamere per le quali questo obiettivo nel 2013 è stato prodotto...mi sono ricomprato una reflex D500, l'unica che possedesse le caratteristiche utili a non mortificare le prerogative di questo obiettivo, per robustezza, dinamica di scatto e buffer nonchè per la disponibilità di un battery grip ben strutturato, per gestire al meglio le inquadrature verticali Quindi, nonostante il sicuramente efficiente VR in dotazione, avendo escluso a priori di maneggiare un tele da 20k euro (e cinque kg) a mano, la sezione di supporto con cui utilizzarlo, che mi ha portato verso un treppiede Leofoto Mountain LN364C Pro, con base livellante da 15° di menisco e gimbal per ottenere il massimo in termini di rotazione su tutti gli assi necessari, in orizzontale come in verticale. Treppiede in carbonio da 160cm di altezza massima alla crociera, più la testa, capace di 35 kg di carico, tra gruppo fotocamera/obiettivo e...zavorra per quando serva e quando tira vento forte, con un obiettivo del genere a fare da vela, la zavorra serve sempre ! A questo scopo diventa fondamentale il gancio per fissare la zavorra alla base del piattello, sotto alla crociera del treppiede La domanda che si pone alla base della mia richiesta a Nital di poter utilizzare questo super tele, si basa sulla mia peculiare disposizione a fotografare sport e nello specifico sport a mare, dove la focale più estrema si rivela sempre insufficiente a soddisfare contemporaneamente una serie di esigenze: nitidezza (rispetto l'eccesso di UV), brillantezza cromatica (rispetto la preponderanza del blu), robustezza ed impermeabilizzazione, luminosità... anche a discapito (come in questo caso) della maneggevolezza. Ed in questo senso il Nikon AF-S 800/5,6E penso sia da definirsi il Non Plus Ultra: perchè fatta la tara al peso ed alla trasportabilità, ritengo sia l'estremizzazione del concetto alla base della serie dei supertele Nikon, questi di ultima generazione con cui questo 800mm inaugurò diaframma elettromagnetico e dotati di rivestimenti speciali dell'antiriflesso ai Nano Crystal e di lenti alla Fluorite: ogni elemento in questo obiettivo sembra improntato ad ottenere il massimo del rendimento nelle condizioni di ripresa a me più congeniali: a mare, in mezzo al velo della radiazione UV quando c'è luce, rispetto al muro del controluce diretto, col sole in inquadratura o nelle immediate circostanze, con la sospensione di acqua tra i vetri delle lenti ed il soggetto inquadrato, nell'esigenza di riuscire a valutare anche l'incarnato del surfista nel bagno di blu che lo circonda, veloce di luminosità nonostante la focale, veloce di AF per consentirmi di scattare in AF-C/sequenza + veloce possibile/ISO Auto con i tempi di otturazione più consoni al soggetto ed alle sue evoluzioni. Bene...grazie a Lightroom posso riscontrare che sui 20k scatti effettuati (6800 con D500 e 14k con Z6) ben 18500 sono stati scattati con tempi impostati tra 1/2000 ed 1/5000, con buona pace del VR Inoltre che ho utilizzato il moltiplicatore dedicato TC800-1.25 in quasi 4mila scatti dei quali la metà a 1000mm-eq con la Z6 e l'altra metà a 1500mm-eq con la D500 (alcuni dei quali parzializzandone il sensore a 1,3X, quindi ottenendo 1950mm-eq) Un esempio? La luna piena della sera dell'8 febbraio ripresa con la D500+TC800-1.25, prima a 1500mm eq e poi diminuendo di 1,3x il formato... a 1950mm eq Ed il traghetto GNV che subito dopo è passato là sotto, nella sua scia scattando a 1950mm 1/80" f/8 ISO 51200... poco mancando di inquadrare anche un macchinista di poppa a cui fare ciaociao da un miglio di distanza Non plus ultra... Sia quando le riprese siano facilitate dal punto di ripresa e dalle condizioni meteo e di luce sia quando meteo, luce e vento diventano nemici del fotografo dove ogni dettaglio concorre al risultato e niente può esser dato per scontato, per esperienza.... Tanto da preferire di perdere qualche immagine sotto raffiche di scirocco potenti da 25/30 m/s tenendo abbracciati obiettivo e treppiede , nonostante il concio di calcestruzzo utilizzato dentro al sacco ikea come zavorra. 🤣 Perchè non si può mai sapere...😎 Il primo impulso che ci guida, disponendo di un teleobiettivo simile, è certamente il desiderio di avvicinare in inquadratura soggetti lontani e di fotografare persone che non abbiano idea di essere inquadrate/inquadrabili così da vicino. Anche in questo senso il nostro 800/5,6 è impareggiabile: trovato il giusto punto di ripresa per dare idea di essere li per fare tutto ciò che anche gli altri stanno facendo (foto del posto e del panorama circostante) ecco che si realizzano immagini altrimenti impossibili mai ottenuto un primo piano così ravvicinato di Santa Rosalia, patrona di Palermo nè della spiaggia della tonnara sottostante Monte Pellegrino ed è sorprendente la sensazione di tridimensionalità di quest'obiettivo pur da distanze così imponenti i ragazzi seduti sotto alla statua erano ai margini della zona di minima maf... Lo schiacciamento estremo dei piani prospettici è la cifra dei teleobiettivi di queste lunghezze focali E questa è una delle pochissime foto realizzate a mano libera ad un edificio, il castello Utveggio, posto su Monte Pellegrino, che ho sempre usato da test per le foto con i teleobiettivi che si sono avvicendati nelle mie mani: certo mai così definito e dettagliato come con questo 800mm (f/20 t/2000 ISO 1400) definizione che si apprezza anche su soggetti vicini e a tutta apertura non solo in luce, ma anche in controluce, sull' incarnato e sui colori complementari in controluce pieno elevatissima la cura dei dettagli fuori fuoco determinata dal diaframma a nove lamelle il colore del soggetto ha sempre la prevalenza rispetto lo sfondo Altro impulso naturale, utilizzando un simile tele, è certamente quello di inquadrare specie volanti: non rientra tra le mie abitudini, quanto tra le mie ambizioni...non avendo mai avuto a disposizione ottiche adatte allo scopo. E' comunque un'impresa... e se ci ho tentato, sentendomi come il Barone Rosso, mitragliando le cornacchie con un affusto su cui c'era un pezzo da 1500mm è stato qui che mi è venuta un'idea, grazie al passaggio di alcuni ragazzi con moto da enduro ...e me ne sono andato a cercare altri. La caratteristica peculiare di questo supertele è di certo la sua duttilità per ogni genere fotografico, nonostante si possa pensare ottimizzato per le lunghe distanze... poi si comporta eminentemente bene, comunque tanto quanto bene, anche alle brevi e brevissime anche quando in inquadratura sia praticamente impossibile percepire cosa ci sia dentro nel complesso lui lavora come lo si è impostato, con qualsiasi corpo macchina gli stia dietro: che sia la D500, figlia delle reflex per cui è stato progettato, o la Z6 + FTZ con la quale probabilmente sono il primo fotografo Nikon ad averlo testato, o quantomeno uno dei pochi. Non ci sono controindicazioni, a parte il prezzo ed il peso e...la sensazione, quando lo si scappucci dalla copertura in neoprene che gli fa da tappo e si metta in posizione il paraluce in fibra da 18cm, di essere individuati ed osservati dalle persone circostanti, se ve ne siano, ma la sua capacità di piegarsi ad ogni genere, se il fotografo che lo curi abbia almeno un'oncia dell'entusiasmo con il quale me lo sono portato appresso per tre settimane, fa sì che i fortunati proprietari siano persone che lo hanno scelto proprio per questo: per che si tratta del Non Plus Ultra e chi lo compra lo sa già e si aspetta dal Nikon AF-S 800/5,6E FL, niente di meno di quello che nelle mie mani è stato capace di produrre. Il mio bilancio di 20806 scatti? Non ho mai trovato flare o ghosts in controluce Non ho mai riscontrato distorsione apparente Non ho avuto mai impuntamenti del motore SWM dell' AF, peraltro silenziosissimo Non ho riscontrato cali significativi di resa con il suo moltiplicatore dedicato Non ho avuto nessun problema di compatibilità con la mia Z6 e l'adattatore FTZ La prima conseguenza del suo utilizzo? ... Che sono corso a comprarmi un Nikon AF-S 500/4G del quale presto parlerò... Intanto rinnoviamo a Nital i nostri migliori ringraziamenti per questa e le altre opportunità concesse a Nikonland. Che speriamo di aver ricambiato parlando con le mie foto e con questo articolo di un grande (per qualità) teleobiettivo del quale fin qui si era letto e visto poco o nulla. Max Aquila photo (C) per Nikonland 2020
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