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    Max Aquila
    Max Aquila

    Arles 2018: Incontri Internazionali di Fotografia e Photo Folio Review

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    Arles, città romana della Bassa Provenza, fondata nell' 800 a.C. ai margini dell'interessantissima area palustre della Camargue, famosa anche per essere stata uno dei luoghi prediletti da Van Gogh nei suoi dipinti,
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    ospita ogni estate, dal 1970 (ideati dal fotografo di Arles Lucien Clergue, dallo scrittore Michel Tournier e dallo storico Jean-Maurice Rouquette), i Rencontres de la Photographie, che nel 2018 saranno pertanto giunti alla 49^ edizione

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    nell'ambito della quale, scorrendo il programma all'interno dello specifico sito  ci si può render conto della enorme quantità di appuntamenti e mostre che nell'arco di tutta l'estate, dal 2 di luglio appunto, fino al 23 di settembre impegneranno il paese nel suo suggestivo centro storico, gli organizzatori, i fotografi che interverranno e, naturalmente, gli spettatori, in quella che nella considerazione di tanti è la massima espressione della Fotografia in tutte le sue forme e manifestazioni, in Europa e quindi, probabilmente, nel Mondo intero.

    Parallelamente alla manifestazione ufficiale, Arles ospita da sempre anche il cosiddetto Festival Off  

    Cita

    Il Festival Voies Off è un evento che si impegna a sostenere gli autori. Gli obiettivi della programmazione sono sostenere la nuova creazione, presentare i lavori dei fotografi, con il massimo rigore e la migliore qualità, offrire le migliori condizioni in modo che i fotografi selezionati possano trarre vantaggio dalla nostra estesissima rete di esperti

    che grazie all'enorme visibilità data dal passaggio di una massa di addetti ai lavori che difficilmente si potrebbe mai concentrare allo stesso momento nel medesimo luogo, mette nella condizione di essere notati, selezionati e scelti, dando a persone che potrebbero avere molte difficoltà a trovare i canali più idonei per la visibilità del proprio lavoro, un'opportunità che supera anche l'onore di essere scelti per la partecipazione a questo Festival.

    I luoghi dove si svolgono le mostre sono tutti quelli storici e gli altri, appositamente sorti nell'arco di quasi cinquanta edizioni di Rencontres: per accedervi si paga un day pass o un week pass con il quale vi si ha libero ingresso, ma le discussioni su autori e stato dell'arte della Fotografia si tengono dappertutto in Arles, tra un pastis e una croque Monsieur anche nei bistrot del centro e per questo, basta passeggiare e divertirsi a guardare ed ascoltare.

    La caratteristica che non soltanto giustifica il nome stesso della manifestazione, ma che anche lega il Festival ufficiale a quello Off è certamente quella che ha elevato i Rencontres di Arles al livello che occupano nella considerazione internazionale e consiste nella lettura dei portfolio da parte di fotografi e critici fotografici, appositamente invitati allo scopo o semplicemente convenuti alla manifestazione.

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    Accanto alla rete ufficiale di incontri, cui si accede per prenotazione e pagando una cifra variabile a seconda degli incontri che si intendono sostenere

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    la cosiddetta Photo Folio Review, che dal 2006 ha sostituito la precedente strutturazione di lettura portfolio, (nella quale era molto più limitato il numero di chi valutava e, conseguentemente, la capacità di accesso), con un esercito di 130 esperti valutatori, il cui elenco sarà disponibile dall'inizio di maggio,
    subito prima dell'inizio delle prenotazioni (16 maggio), 5ad89afe9e1d5_001-post_thumbnail_20655mm1-640secaf-40MaxAquilaphoto(C)_.thumb.jpg.715432d392b747e0dc8cb640b5b1b7e2.jpg

    esiste un sistema parallelo organizzato dal Festival Off, ma sopratutto la possibilità, frequentando i posti in questione nella settimana clou, quella che va dal 2 al 7 luglio 2018, di incontrarsi e scambiarsi opinioni con gli artisti che espongono, con curatori di mostre e di gallerie fotografiche di tutto il mondo, con una moltitudine di fotografi, per osservare i loro lavori, discutere dei propri, informarsi, prendere contatti preziosi per la nostra formazione fotografica, o solamente e semplicemente per stabilire dei percorsi che ci porteranno negli anni successivi a visitare posti per incontrasi di nuovo con le persone con le quali avremo allacciato rapporto.

    Negli anni Novanta, insieme ad un gruppo di amici palermitani con la stessa passione ed un'associazione culturale in comune, organizzammo decine di mostre di artisti sconosciuti (allora) in Italia, semplicemente incontrati ad Arles durante questi incontri di fotografia.

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    Ho avuto già a scrivere su Nikonland riguardo all'argomento della lettura dei portfolio, essere una tappa che per alcuni puo' diventare determinante nello sviluppo della propria attivita' fotografica (non necessariamente professionale) per altri, gia' consapevoli dei traguardi da conseguire e dei mezzi da adoperare per conseguirli, del tutto superflua.

    Il fine sarebbe quello, non gia' di portare il compitino perfettino all'analisi di un esperto, bensi' testimonianza del proprio percorso di crescita, funzione degli obiettivi prefissi, e di fare ordine tra essi, magari facendosi aiutare a stabilire delle priorità.
    Il lettore di portfolio, se all'altezza del compito, vi dovrebbe aiutare a fare i passi decisivi per sfrondare dal superfluo il vostro lavoro.
    Quindi, non e' tanto necessario orientare la selezione delle proprie immagini alla personalita' del lettore di esse, quanto invece fondamentale scegliere il lettore di portfolio in linea col proprio modo di vedere fotografico.

    Ma non ci dobbiamo aspettare da chi ci accoglie con le nostre immagini una risposta, sulla possibilita' o meno di intraprendere un'attivita' da fotografo professionale, quanto i suoi consigli per affinare la nostra sensibilita' di analisi sulle fotografie che sottoporremo alla sua attenzione e sulle aree di miglioramento, secondo la Sua sensibilita' e la Sua capacita' di analisi del nostro lavoro.

    A mio parere, scegliere un'opportunita' di confronto del genere rappresenta una tappa fondamentale per ognuno di noi che voglia sinceramente mettersi in discussione ed affidarsi alla possibilita' di crescere ascoltando dei consigli.

    Leggo spesso di fotografi che disprezzano questo modo di interagire e sono convinto che la confusione spesso sia ingenerata dalle possibilità immense di comunicazione a distanza offerte dal web e dai social network in generale: formulare giudizi dalla tastiera del computer è difficilissimo perchè viene meno il principio alla base dei Rencontres di Arles: l'incontro fisico dei soggetti.

    E' questo il motivo principale per il quale, nonostante da più di quindici anni scriva di fotografia attraverso questa mia tastiera, ciononostante mi rifiuto recisamente di effettuare valutazioni ed esprimere giudizi sul lavoro altrui, se non mi venga espressamente richiesto (e talvolta neppure in quei casi)

    Questo perchè ho avuto diverse volte l'onore di essere parte di manifestazioni simili (lontanamente) ad Arles nelle quali ho potuto interagire con fotografi che mi ponevano i loro quesiti, mostrandomi i loro work in progress

    Anche questa è una condizione essenziale per una migliore interazione col fotografo: se questi ritenga di essere arrivato alla fine della propria ricerca ben difficilmente accetterà di mettersi in discussione, quand'anche abbia accuratamente scelto il soggetto dal quale far prendere visione del proprio lavoro.

    In ogni caso ritengo sia molto meglio che questa operazione di lettura di un portfolio venga svolta senza fine di lucro (come mi è sempre capitato di fare) la libertà di opinione che se ne deriva quando si sa di non aver percepito del denaro per l'attività in questione, consente a chi legge di trovarsi sullo stesso piano di chi...ha scritto.

    Ed in questo senso credo che le tariffe richieste ad Arles per il photofolioreview, siano più deputate all'organizzazione di tale faraonico happening piuttosto che alla diretta remunerazione dei singoli esperti che si prestino alla bisogna, quantomeno nel grosso della cifra in questione (probabilmente ne percepiranno solo una parte...non ne ho la minima idea).

    Immagino in questo senso sia invece organizzato il Festival Off, Cattura.PNG.79c5b51f4af4cd812f8907520aa3ba36.PNG
    all'interno del quale il motivo conduttore è proprio il sostegno agli Autori che hanno inviato durante l'inverno le proprie immagini per partecipare al concorso (aperto a tutti) e che poi verranno selezionate ed appese in mostra alla vista di tutti coloro che calcheranno questo paese-palcoscenico che risulta ogni estate essere Arles5ad89aedb5a43_001-post_thumbnail_204MaxAquilaphoto(C)_.thumb.jpg.bcb0e7102894798ded92e9ddf05d4a47.jpg e che risultano il principale motivo della continuità di questa longeva manifestazione, senza la pari, di sicuro già soltanto per questo aspetto.

    Il vincitore del Festival Off l'anno successivo viene invitato a partecipare alle mostre ufficiali e, sono certo, impiegherà tutto l'inverno per produrre dei lavori che, stampati, non potranno che accrescere l'importanza di ciò che aveva fatto fino a quel momento.

    In più ci sono anche le borse di studio in denaro sonante...

    Questa è la strada, percorsa in queste 49 edizioni da quasi tutti i fotografi più famosi di cui tutti noi abbiamo sentito parlare oltre che ammirato le loro produzioni.

     

    Mi sa che quest'anno farò di tutto per tornare ad Arles: è ormai troppo che manco da li...: spero che fra di voi incontrerò qualcuno, che abbia voglia di capire se... la sua seconda foto si riesca a distinguere dalla moltitudine di...prime!

    O semplicemente di curiosare da turista.

    A bien tot

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    Max Aquila (c) per Nikonland 2018

     

     

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    Mi sa che quest'anno farò di tutto per tornare ad Arles: è ormai troppo che manco da li...: spero che fra di voi incontrerò qualcuno, che abbia voglia di capire se... la sua seconda foto si riesca a distinguere dalla moltitudine di...prime!

    Grazie Silvio per il tuo like, intervenuto addirittura in fiducia, prima ancora che finissi di definire l'articolo.

    In effetti mi piacerebbe che a margine della presentazione della 49^ edizione dei Rencontres di Arles, indipendentemente dall'intenzione mia o di altri di partecipare o, anche semplicemente di andare ad assistere/osservare/carpire-capire, i nikonlander che leggono intervenissero qui a seguire per raccontare in che maniera si sottopongano a quella che ritengo essere una pratica irrinunciabile per chi abbia velleità artistiche riguardo la produzione dei propri lavori:

    quella di sottoporli al vaglio della critica altrui, non semplicemente pubblicando un file su di un sito, bensì arrivando alla fine della catena per cui quell'immagine sia stata prodotta: che sia semplicemente la Stampa di essa, o la sua esposizione pubblica (anche solamente a casa propria o altrui), i feedback che ne conseguano per averla pubblicata su di un libro fotografico, in una mostra (collettiva/individuale), su di un album di cerimonia (matrimonio, battesimo, cresima, anniversario)

    Ma sopratutto al vaglio della critica di un soggetto del quale ci si fidi, per i motivi più svariati (dalle persone vicine ai cultori del genere eventualmente incontrati a questo scopo)

    Guardate che non sto parlando di cose strane: anche uno psicologo periodicamente ricorre ad un collega per ricaricare la sua capacità di analisi e sotto questo aspetto la fotografia non differisce poi tanto dalla necessità di astrazione per recuperare focus sui soggetti che ne sono obiettivo.

    Meditate...

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    In effetti è una manifestazione molto interessante, ho visto che i voli A/R su Marsiglia hanno ancora un costo accettabile.
    Non porterei foto, sinceramente, ma un week end da turista si potrebbe ipotizzare.

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    10 minuti fa, Sakurambo dice:

    In effetti è una manifestazione molto interessante, ho visto che i voli A/R su Marsiglia hanno ancora un costo accettabile.
    Non porterei foto, sinceramente, ma un week end da turista si potrebbe ipotizzare.

    turisticamente non potresti mai sbagliare, tra l'Anfiteatro Romano, le piantagioni di lavanda nei pressi della Rhone, le paludi della Camargue nelle immediate vicinanze con i fenicotteri rosa ed Avignone (la città dei Papi) a meno di 50km, dove peraltro si tiene il Festival del Teatro nello stesso periodo, insieme alle manifestazioni degli street performers fotografati l'anno passato da Massimo Vignoli, non mancano certo attrattive per un soggiorno ben più lungo di un misero weekend

    Fotografia in Francia = estate

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    Sono stato ad Arles, ma non per il festival. Purtroppo. Ma ho un amico fotografo che ci va tutti gli anni e mi racconta di quanto sia interessante. Prima o poi dovrò farlo. Bell'articolo Max :)

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    Grazie Max, articolo molto interessante.

    Negli anni sono stato diverse volte in Provenza. Si respira un'atmosfera particolare e c'è una luminosità nella luce difficile da descrivere ma molto percepibile. Lo scorso luglio, nel mio week end lungo ad Avignone per il festival degli artisti di strada - che consiglio vivamente di andare a vedere, non solo a fotografare, ma a vedere anche per una gita con la famiglia (qui alcune immagini) - ho trascorso il lunedì mattina prima del rientro proprio ad Arles, chiudendo la gita con una bella passeggiata nel bellissimo centro storico ed un piatto di paella in un ristorantino all'aperto in piazza (paella? già, che belle le contaminazioni: ad Arles, ed in Camargue, c'è una enclave spagnola in terra di Francia!). Purtroppo per questo evento era tardi. Ma mi piacerebbe, prima o poi, coordinare meglio le date e mettere insieme la visita ai due eventi, anche se per me quest'anno sarà molto molto difficile riuscire ad organizzare una scappata. Chissà per l'anno prossimo!

    Venendo alla tua domanda - come i nikonlander sottopongono i propri lavori al vaglio della critica altrui - io cerco di far vedere le mie immagini a tutti quelli che ne possono aver interesse, da amici e parenti a colleghi di lavoro. Prediligo mostrare stampe e libri, ma non disdegno, se non posso usare la carta che comunque preferisco, uno slideshow sul tablet o lo schermo del PC.

    Mai fatta, invece, l'esperienza di una lettura di portfolio come quella che stai indicando tu. Di fatto, predisporsi a questa cosa presuppone ragionare in termini di progetto fotografico, cosa non proprio semplice o diffusa tra noi amatori che finiamo spesso per seguire più il ritmo delle stagioni o le occasioni nelle quali "inciampiamo" piuttosto che un filo conduttore - il progetto - nelle nostre uscite fotografiche. Finendo quindi per non disporre della materia prima da mostrare, cioè il risultato del progetto, ma di un insieme di immagini più o meno interessanti ma non particolarmente legate tra loro se non da un blando legame (es. tutte foto di natura, paesaggi nella vacanza xyz e via dicendo).

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    8 minuti fa, Massimo Vignoli dice:

    piuttosto che un filo conduttore - il progetto - 

    esattamente: quella della lettura portfolio è un'esperienza che affronta chi si dedichi fotograficamente ad un progetto, non unicamente al soggetto.

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