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  1. Sono davvero poche le realizzazioni in formato APS-C degli obiettivi macro Nikon in era digitale, prima reflex ed ora mirrorless. Perchè alla particolarità della funzione ci siamo quasi sempre fatti bastare i Micro e ora gli MC nati per il formato pieno, pur pagando lo scotto sulle fotocamere DX della variazione della copertura, che diventava equivalente sempre a mediotele, anche spinti. Per cui l'esigenza di un obiettivo per la distanza ravvicinata, che non superasse di troppo la copertura di uno standard, in effetti non è in certi tipi di ripresa, specie di still life, un'esigenza da poco, tanto da farmi sognare anche su FF l'opportunità di un macrowide. Sul finire di questo 2025, che è stato in generale avaro di ottiche, Nikon ci stupisce con la presentazione del primo zoom f/2,8 Z DX ed anche con questo Nikkor Z DX MC 35mm f/1,7 che già dal nome ci fa sobbalzare per la luminosità fin qui sconosciuta su qualunque ottica macro di chicchessia. Ottica compatta tanto quanto semplice di linea, lunga 72mm e larga 70, passo filtri il glorioso 52mm dei primi MicroNikkor, peso solamente 220g essendo costruita interamente in plastica, eccetto la baionetta posteriore in metallo nessun pulsante o slider sul barilotto, neppure di limitazione del range di messa a fuoco ravvicinata (come siamo abituati a trovare sugli MC Nikkor) Schema ottico da 8 lenti (una ED) in 7 gruppi, rapporto di riproduzione 0,67x il che porta la sua ratio solamente ad 1:1,5 invece che al lifesize 1:1 al quale Nikon ci ha abituati pressocchè da sempre sulle sue realizzazioni macro, salvo poche eccezioni su alcuni Tilt&Shift impermeabilizzato da pochi O-Ring Un obiettivo di matrice economica, quindi, costruito in Vietnam, dotato di paraluce a vite HN-43 che va comprato a parte Sulla mia Z50ii sta veramente bene, esteticamente ed ergonomicamente, se lo paragonassimo all'altro MC in commercio da tanti anni... ...ossia il Brutto Anatroccolo MC 50/2,8... quello con la proboscide da coleottero che spunta dal nulla... specie se paragonato al Master fra gli MC (ed i macro in commercio), quel MC 105/2,8 che davvero fa fare sempre bella figura ai fotografi che lo adottano eh si... però, però...non fasciamoci la testa prima di iniziare e montato il nuovo MC 35/1,7 sulla Z50ii vediamo di farlo lavorare un pò... magari riprendendo il fratellino Vediamo la distanza operativa dal soggetto al massimo del suo RR, usando il mio tacchino: che resta a davvero pochissimi centimetri dal paraluce del MC 35/1,7 poi usiamolo per scattare qualche ritratto all'altra new entry: lo zoom 16-50/2.8 e dai e dai, non mi sembra poi di ravvisare differenze enormi col MC50... vogliamo vedere a che livello siano? Ricordiamoci del dato luminosità: l' MC 50mm è un f/2,8 mentre questo MC 35mm è un luminosissimo f/1,7...ma sappiamo come tutte le ottiche macro, a causa del forte avvicinamento al soggetto e conseguente arretramento del gruppo ottico relativo alla messa a fuoco, soffrano di una perdita notevole di luminosità, progressivamente arrivando verso il loro massimo RR. Nella fattispecie questo MC 35 è un f/1,7 ad infinito e fino a 5 metri circa dal soggetto, poi comincia a diventare meno luminoso (f/2 a 25cm dal soggetto) fino ad arrivare a 16cm dal piano focale un f/3,2... comunque sempre più luminoso del MC50 che però è un lifesize e quindi al suo RR di 1:1 diventa f/5,6 mentre allo stesso RR 1:1,5 del MC35 è comunque un f/5 Tanto per intenderci, questa è la differenza tra i due RR dei due obiettivi, a parità di soggetto: una moneta da 20$ messicani qua ripresa a tutta dimensione f/8 dai due obiettivi MC 35mm MC 50mm E adesso al massimo RR dei due obiettivi: MC 35mm f/3,2 a tutta apertura MC 50mm f/5,6 a tutta apertura anch'esso La differenza di ingrandimento, a parità di distanza (16 cm dal piano focale per entrambi gli MC) è sensibile e determina tutta la differenza che intercorre tra questi due obiettivi, per chi volesse sceglierne uno al momento dell'acquisto. Insieme alle altre differenze di un certo rilievo, se tale possa essere il limitatore di fuoco presente sul 50 insieme al tasto AF MF, in fondo di scarsa utilità. Insieme alle differenze tra i due MC low-end del catalogo Nikon, una comunanza, che è una scoperta che ho fatto io, dato che non la vedo riportata nè da Nikon nè tantomento da altri divulgatori sul web. Una delle utilities del MC50 era di poter essere utilizzato insieme al sistema Nikon ES-2 per poter duplicare diapositive e negativi. Tale sistema ES-2, nato in era reflex a servizio dei due Micro 60mm AFD ed AFS viene venduto con due differenti tubi filettati di prolunga per adattarsi a quei due Micro reflex. Ma il NIkkor Z MC50 era stato prodotto con una filettatura filtri da 62mm, concentrica a quella da 46mm della proboscide col nocciolo di lenti dell'obiettivo: questa filettatura si accoppia con una delle due prolunghe a servizio dell'ES-2. Ho provato a collegare alla più corta delle due prolunghe questo MC 35/1,7 attraverso un semplice anello step-down 62-52mm di pochi euro di costo. Il risultato è ottimale (grazie anche ai pochi mm di prolungamento dell'anello step-down stesso) e consente anche agli utenti DX tramite l' MC35/1,7 di utilizzare sulle loro mirrorless l' ES-2 tutti gli automatismi di AF, compreso l' eyeAF e il riconoscimento dei soggetti, funzionano pienamente allo scopo a ben vedere i campi di utilizzo di questo nuovo obiettivo macro Nikon Z sono gli stessi del fratello più grande, specie tenuto conto delle differenti capacità di ingrandimento, che in close up non contano più, se non occorra per forza arrivare al fatidico RR 1:1 usandolo poi in focus stacking, grazie all'utility presente su quasi tutti i corpi DX delle Nikon Z (eccetto la prima 50) risulta sempre la focale ideale Anche in giro per negozi, attraverso la vetrina di un vecchio orologiaio... oppure per bancarelle: sfruttando la luminosità della sua apertura massima ed esercitandosi a casa con gli oggetti di una vita utilizzando sorgenti di luce miste, naturali ed artificiali . Ma questo obiettivo possiede un suo carattere ben definito anche in esterni, specialmente dove il colore prenda il sopravvento sulle forme in contesti urbani, passando dal totale al dettaglio...in un batter d'occhio, come con il chiosco Liberty di Ernesto Basile a Palermo, tanto trascurato, quanto interessante nei suoi particolari, neppure tanto nascosti E se con i fiori in pietra questo MC 35/1,7 si comporta così bene, non c'è ragione di non provare con quelli naturali... come immaginavo, nulla da eccepire, specie giocando con i flexible picture color di casa Nikonland, per ottenere dei JPG immediatamente pronti all'uso, perfettamente coerenti alla percezione a mirino in ripresa A conti fatti, il prezzo di acquisto differente tra i due MC motiverà i possessori di Nikon Z DX a fare la scelta per l'uno o per l'altro, invece che le prerogative RR dei due macro. Io questo MC35/1,7 DX lo consiglierei a tutti coloro che desiderino continuare ad acquistare obiettivi APS-C per le loro Nikon Z 50,30 fc e le possibili successive che verranno progettate. Perchè sanno già che non faranno mai il passaggio al formato superiore... a chi non interessi che fotografare oggetti a distanza ravvicinata, ma non abbia esigenze di arrivare per forza al RR 1:1 (e se dovesse riprodurre dia e negativi, abbiamo visto che grazie ai tubi del sistema ES-2 ci arriva ugualmente) a chi possegga una Z DX e desideri un obiettivo Nikon standard, fisso e luminoso che fino ad oggi nel catalogo non c'era (l'altro unico fisso DX è il 24/1,7) a chi sia piaciuto come l'ho utilizzato io e abbia nel frattempo pensato ad altri modi e luoghi... Max Aquila photo © per Nikonland 2025 Un obiettivo Nikon, dà sempre soddisfazione ! Auguri di Buon Anno 2026 qui con noi su Nikonland... _________________________________________________________________________________________________
  2. Dopo 66 anni dalla nascita del sistema di obiettivi moderni, Nikon offre finalmente una terna di superluminosi di caratteristiche coerenti tra loro. E non c'è che da gioirne. Questo 35mm f/1.2 si aggiunge ad un set di ottiche da sogno, pensate per andare oltre le qualità comuni. Sostanzialmente privo di difetti nella fotografia che conta, non chiedetemi scatti a mire ottiche, video di focus-breathing, mattoni : non è roba per me. Io l'ho usato in tre shooting intensi, in tre giorni. Ma già al primo scatto e già nell'anteprima del display della mia Z9 mi aveva già folgorato. Nel ritratto ambientato è tale a quale all'85/1.2 che per me è uno standard. Solo più corto. Nitidissimo quale sia il piano di messa a fuoco scelto, stacca il soggetto dallo sfondo ma lo fa in modo umano e graduale, sfuocando sia il soggetto che il mondo che lo circonda con una atmosfera da sogno. Resiste anche alla luce nel frame, segue il soggetto con sicurezza anche nel video. Ma soprattutto ha una caratteristica innata. Non dubito di riuscire a fare foto di questo tipo anche con il mio più plebeo Nikkor Z 35/1.4 ma il 35mm f/1.2 S ispira e sprona a dare del mio meglio. Qualche cosa che si può apprezzare solo fotografando. E potrei anche finirla qui, senza volervi convincere a via di scatti di quello che sto scrivendo. Tanto io ne sono già convinto. E mi dispiace solo del fatto che non uso con abbastanza naturalezza questa focale da giustificarne, non semplicemente il costo faraonico, quanto lo spazio in borsa che nei miei shooting finirebbe sempre conteso da 85/1.2 e 135/1.8 che mi sono certamente più congeniali. Il che è un peccato, perché questo 35mm f/1.2 S è veramente un genio. Un peccato sarebbe sprecarne le sue caratteristiche sottoutilizzandolo o, peggio, adoperarlo per fare paesaggio, street e amenità varie dove uno zoom o un fisso da 120 grammi basteranno ad ogni necessità. Qui lo presento su Z8 per mostrarne le proporzioni ma ammetto che è perfettamente accoppiato con la Z9, tanto viene naturale usarlo in tutte le inclinazioni senza soffrire di torsione di polso e di muscolatura. delle proporzioni vi accorgete subito. Col paraluce intimorisce (una modella esperta di cose Nikon mi ha chiesto : ma quello è un 35 mm ? Così enorme ?) senza paraluce è più contenuto ma io vi consiglio di non usarlo mai senza. per capirci, l'85 è più corto, solo un pò più tozzo. Ma la stazza, il tonnellaggio, il ... dislocamento, sono simili. la cosa diventa imbarazzante quando nel trio (non ho in casa il 50/1.2 S che vi assicuro è quasi identico per ingombro e misure al 35/1.2) metto il mio 35/1.4. che letteralmente nuota, a paraluce montato, nel paraluce del 35/1.2 come testimoniato dai due tappi : 20 mm di differenza di diametro, ovvero 82 contro 62. e da questa foto si capisce bene di che cosa sto parlando. Insomma, il 35/1.2 è anche più imponente di un 70-200/2.8 ... La qualità costruttiva è sensazionale e a prova di critica. anche se io ne faccio a meno, non mancano tasti funzione e ghiere programmabili. Resta anche il selettore A-M di cui io farei volentieri a meno. Non sapete le volte in cui sono in manual focus senza sapere perchè ! [semplicemente perché mettendo l'obiettivo in borsa, il selettore è passato per sfregamento da A ad M ...]. l'obiettivi è prodotto in Thailand, paraluce compreso. *** Con tutte queste premesse sembra persino banale ribadire quanto ho già anticipato per i frettolosi nel cappello iniziale. Io difetti non ne ho trovati. Anche in mano sta benissimo e il peso si sostiene bene. Almeno se siete abituati a maneggiare fotocamere da un chilo e mezzo con obiettivi dello stesso peso. Il motore non fa alcun rumore ed è efficientissimo. Il controluce gli fa un baffo. La distorsione, se c'è, non si vede. Le aberrazioni cromatiche anche ad f/1.2 si vedranno forse in laboratorio ma non è una cosa su cui oramai mi soffermo, riguardano il tempo di 58/1.4 e 105/1.4. Va che è una meraviglia e vi invita ad usarlo più spesso di quanto lo usereste se 35mm non è la vostra focale. Ecco, lo si potrebbe pensare come un presidio medico per chi non ama questo genere di grandangolare moderato. Sostanzialmente, inquadrando bene il soggetto (che per me è praticamente sempre una bella ragazza), si usa come un normale. Quelli che seguono sono scatti eseguiti con le mie Nikon Z9. In luce naturale per lo più, sempre esclusivamente tutto aperto. Totalmente senza editing. Il bianco e nero è stato scelto per togliere distrazioni e mostrare come viene reso il soggetto sul mondo retrostante. Si vuole mettere in mostra l'obiettivo, non i soggetti, certo non il fotografo. Per le conclusioni vi suggerisco di tornare all'inizio dell'articolo non vorrei essere ripetitivo. Io l'ho trovato eclatante, abbagliante, folgorante, ammaliante. E qualsiasi altra parola che finisca in "ante" vogliate aggiungere, andrà bene. Sono tentato ma veramente non gli renderei giustizia e quindi mi astengo, sperando che Nikon voglia replicare in futuro con un 105 o un 200mm che sono certamente a me più congeniali. Ma cavolo, ragazzi, questo è uno dei migliori Nikkor di sempre !
  3. Presentati a breve distanza di tempo l'uno dall'altra tra giugno e luglio di quest'anno, ecco una coppia che vedrete spesso in giro tra le mani di fotografi e fototuristi, giacchè un 35mm è per elezione una delle focali più utili...ed utilizzate nella fotografia descrittiva ed itinerante. Ma mentre la Nikon Z6iii è una presentazione annunciata, forte di tutta una serie di innovazioni rispetto i modelli omonimi che l'anno preceduta, questo Nikkor Z 35/1,4 arriva sul mercato del tutto inaspettato e pure ad un prezzo che definire competitivo rispetto allo Z 35/1,8S è poco. Direi invece ad un prezzo di rottura, come se Nikon volesse ridefinire dei livelli di commercializzazione finora non considerati in ambito Z. E già nel 2018 avevamo tutti storto un pò il muso al vedere che i primi fissi presentati fossero tutti f/1,8: ossia di una luminosità che sulla baionetta F delle reflex era per definizione quella economica, senza pretese, sbarazzina. Poi, alla resa dei conti, tutta la serie di quei fissi ci aveva abituati a rinunciare a quei due terzi di stop che ci separavano dalla luminosità di un f/1,4 e successivamente, alla presentazione dei fissi f/1,2 ce ne eravamo fatta una ragione. Invece, a pochi giorni dall'annuncio ed in piena estate, ecco arrivare a sorpresa questo Z 35mm f/1,4 non S-line, ossia non garantito da quella perfezione un pò leziosa dei fissi contraddistinti da questa lettera S: ne ha parlato diffusamente in anteprima Mauro Come detto nell'articolo di anteprima, si presenta con dimensioni e forma indistinguibili da quelle del modello meno luminoso ma S-line ma non è questo il dato saliente, oltre all'assenza di vetri speciali che è la ragione dell'economia di realizzazione riversata sul prezzo finale... una caratteristica distintiva è di certo la lente anteriore concava che a mia memoria non è mai stata presente in alcun progetto ottico Nikkor l'estrema luminosità raggiunta all'interno del barilotto si manifesta con una bella visione del gruppo ottico anteriore a tutta vista a diaframma aperto un altro elemento a vantaggio dell'economicità di realizzazione sarà di certo la provenienza dalle fabbriche China di Nikon non certo caratterizzato da compattezza (come per il precedente f/1,8) però enorme la ghiera di messa a fuoco manuale e, dietro, quella programmabile tra diaframma o compensazione dell'esposizione. La caratteristica fondante per orientare la scelta verso questo obiettivo sta proprio nell'assenza di quella lettera S che in questi anni ci ha insegnato a contare su obiettivi molto corretti nella progettazione ed altrettanto assestati dalle correzioni automatiche via sw per le caratteristiche complementari di diffrazione, distorsione, vignettatura, aberrazione cromatica. Non voglio per ciò dire che il nuovo Nikkor Z 35/1,4 sia un toy-lens oppure un effettospeciale in stile fisheye circolare, col quale ogni foto, anche cambiando soggetto resta....drammaticamente identica alla precedente. ... questo Nikkor-non-S è a mio avviso uno degli obiettivi con maggiore personalità presente oggi sul catalogo Z : indipendentemente da prezzo e collocazione di mercato. La riprova sta nella serie di foto che seguono, scattate quasi esclusivamente a tutta apertura (altrimenti sarei andato in giro con il mio 24-120/4 che ha pure il vantaggio di essere uno zoom) nelle quali vi sfido a trovarne due che trattino il soggetto messo a fuoco e lo sfondo nella medesima maniera. Da cosa dipende? Sarà il progetto? Sarà la luce? Sarà la distanza di ripresa di volta in volta differente? Sarà il fotografo? Uno, nessuno o centomila? Al netto di difetti di aberrazione cromatica o di uniformità di esposizione o di nitidezza assoluta, che però dovrebbero essere di volta in volta parametri da aspettarsi sugli altri Z Nikkor, quelli S-line, quelli MC macro, quelli f/1,2, quelli da un chilo e rotti di peso in su. Chi si aspetti prestazioni asettiche...ha sbagliato dimora. Vorrei che questa lunga parata di immagini scattate come si ponga un turista in giro per una città possa essere chiarificatrice delle potenzialità di un'ottica così personale nella resa del soggetto, dello sfondo e degli effetti che il famigerato bokeh (traduzione in giapponese della parola sfuocato...nulla di magico) possa apportare alle vostre fotografie. Unico limite la fantasia, l'immaginazione, senza le quali un uomo resterebbe senza ali. Beh, oggi potrete volare... Max Aquila photo© per Nikonland 2024
  4. Apro questo blog seppur prematuramente che andrò a rimpinguare man mano che farò qualcosa di pratico e reale sul campo.. Lo scopo è avere un 35mm luminosissimo ma leggerissimo da portare sempre dietro, il 35 è la lunghezza (a mio avviso) ideale per lo street, certo in FX è un'altra cosa ma, premesso che l'attuale 1.8Z non mi piace neanche un po' per la resa dello sfuocato vediamo se questo viltrox potrà fare al caso mio. Aperta la confezione la prima impressione è quasi premium, la gommapiuma vellutata che avvolge l'oggetto, seppur in una confezione di carta stile Apple, mi dà la percezione di aprire qualcosa di prezioso. Il peso mi colpisce subito, è piccolo ma tutto in metallo, pure il paraluce, non ricordo di aver mai visto un paraluce in metallo. L'innesto è tosto, nel senso che metallo su metallo c'è da forzare (con attenzione) un po' per bloccarlo, poco male io il paraluce non lo tolgo mai. La ghiera dei diaframmi è comoda, fluida non ha gli scattini, ma si può leggere il valore sulla macchina. Passo alle immagini perché ci vedo poco da vicino e faccio fatica a scrivere al computer. L'oggetto... L'immagine non è la fine del mondo perché sto provando delle luci continue per un altro blog che farò più avanti È bello, a me piace esteticamente, forse il paraluce in metallo è fin esagerato ma conferisce un senso di continuità all'oggetto, esiste anche grigio ma mi dà la percezione un po' cheap. Appena arrivato lo provo sui gatti, anzi su quello disponibile a giocare con me (nonostante i 13 anni) Tra l'altro in condizioni di luce penose che mettono un po' alle corde anche la Zfc, ma il riconoscimento dell'occhio funziona. Poi me lo porto all'inaugurazione di una mostra dove sono presente.. e metto qualche scatto anche qui in condizioni di vita reale. Stamattina mi è arrivata una lampada godox la sto provando sempre col viltrox ad 1.4 Ovviamente sono tutte 1.4, per il momento accontentatevi, scrivo due righe sulle mie prime impressioni. È bello, l'AF funziona anche se non è un fulmine di guerra e soprattutto non è un motore Nikon e lo si percepisce tutto... però se esistesse un 35 equivalente per DX nikkor credo che almeno il doppio del prezzo di questo cinesino ben curato sarà necessario. Nitido già a 1.4 il bokeh è molto bello, chiudendo il diaframma si avverte un po' di diffrazione, ma se voglio chiudere il diaframma allora tanto vale montare il 16-50 che spacca il capello. Insomma prima impressione buona!
  5. PRO ben costruito, vetro e metallo diaframma dal funzionamento rassicurante nitidissimo sul piano di messa a fuoco (il che per questo prezzo non è mica scontato !) sfuocato onirico oltre il piano di messa a fuoco consente effetti di fuoco selettivo sensazionali obiettivo per "creativi" relativamente economico (credo intorno ai €200) CONTRO discreta distorsione da correggere a mano assenza di trattamenti antiriflesso di livello superiore sfuocato "strano" davanti al piano di messa a fuoco inutile chiudere il diaframma, le foto migliorano ma si perde carattere Arriva nell'usuale "cubetto" di cartone telato, elegante ma e compatto, il nuovo TTArtisan 35mm f/0.95 disponibile con attacco Z. E' il fratello corto del 50/0.95 che abbiamo provato questa estate. A differenza di quello che, bene o male copriva anche il formato pieno pur essendo progettato per APS-C, questo è strettamente DX, quindi praticamente un normale ultraluminoso. Un obiettivo del genere si compra per usarlo sempre a tutta apertura. Infatti, sebbene le sue caratteristiche ottiche in generale migliorino chiudendo il diaframma, non vedo perché farlo. Ci sono 35mm migliori per fare foto a diaframma chiuso, a cominciare dal 16-50 del kit di Z50/Z30/Zfc. Lo sfuocato è onirico, come deve essere, e il carattere delle fotografie di questo obiettivo si presta al genere "nostalgico". Ascoltate un disco di musica biedermeier mentre guardate le sue foto e vi sentirete tutti merletti e nastrini. ovviamente, come si conviene per i superluminosi, non c'è modo di evitare l'aberrazione cromatica assiale (verde dopo il fuoco e magenta prima del fuoco) che si mantiene nei punti luminosi, riprodotti abbastanza bene. C'è una discreta distorsione a barilotto che va corretta a occhio (io ho impostato +16 in ACR) lo sfuocato come dicevo è onirico ma davanti al punto di messa a fuoco, a volte succedono cose "strane" mentre nelle vedute non ho notato stranezze guardate la bellezza dello sfuocato sulla sinistra, oltre il fuoco e i pasticci sulla destra, sul tronco, prima del fuoco anche in questa foto, oltre la ringhiera ma naturalmente noi abbiamo occhi per guardare quello che succede nel frame, no ? una giornata senza sole al lago, depressione pura, ben impressa dall'obiettivo nelle foto Naturalmente, sfruttando anche la distanza minima di messa a fuoco di soli 35cm ho voluto provarlo anche nel ritratto. Sempre ad f/0,95. Le foto che seguono non hanno praticamente postproduzione devo ammettere che io ho grandissima facilità di messa a fuoco con questo obiettivo, una sensazione che con il 50/0.95 non sono riuscito ad avere I colori sono abbastanza morbidi. Siamo sempre a tutta apertura. ma la nitidezza sul piano di messa a fuoco è elevata. Che per un obiettivo da circa 200 euro è difficile da immaginare. *** Costruttivamente è un gioiello. Confesso che l'ho voluto per mostrarlo con Morgana, la mia nuova Nikon Zfc Black Edition. A me pare che stiano benissimo insieme. L'obiettivo è tutto in metallo e vetro. Solido con una sensazione di luxury diffusa. il tappo è a vite, ben dimensionato e ben costruito. Con incisioni nitide. Non c'è paraluce in dotazione. Ammesso che serva. Non ho provato ma credo che prenderà ogni riflesso possibile se ci mettiamo in condizioni di abbagliarlo. attenzione al diaframma. E' bello ma non è perfettamente circolare. Cosa che si traduce in uno sfuocato non proprio bellissimo quando chiudiamo il diaframma. Raccomando di comprare ed usare questo obiettivo perché è un f/0.95 qui, completamente aperto. Riflessi verdi in un occhio di luce. piccolo, compatto, leggero, eppure robustissimo. Il diaframma ha un click leggero ma rassicurante. Anche nel video mi sono trovato bene, di seguito alcuni videoclip montati senza pretese, se vi va, date un'occhiata. Nel complesso è un bell'oggetto. Calibrate le vostre aspettative e vi troverete bene. A me piace e anche solo per questo, fa da gemello al 50/0.95.
  6. Il piu' venduto di sempre, credo, tra gli obiettivi Sigma Art esiste ovviamente anche in baionetta proprietaria e Vuole, Deve essere montato sul Foveon della Sigma sd Quattro H che ci ha prestato insieme agli altri due Art dei quali ho appena scritto: Sigma 14mm f/1,8 Art DG: luce per tutti, dappertutto Sigma 135mm f/1,8 Art: il Teatro della Vita L'ho utilizzato insieme agli altri due e negli stessi contesti all'interno dei quali sono scaturiti gli altri due articoli, quindi questo mio terzo costituira' una sintesi fotografica di concetti gia' espressi e non a caso con questo obiettivo da 35mm su formato pieno che, sulla Sigma sd Quattro H, copre un angolo di campo 1,2 volte piu' ristretto, equivalente ad un 42mm su formato pieno. Quindi quanto di piu' vicino ad una focale standard equivalente per questa particolare e stupefacente mirrorless dotata di sensore Foveon. Del Sigma 35/1,4 Art ha gia' scritto nel 2014 Mauro Maratta qui. Si tratta di un obiettivo da 13 lenti in 11 gruppi lungo 9,4 cm per 7,7 di diametro (filettatura filtro da 67mm), pesa 665 grammi e con diaframma a 9 lamelle che chiude fino ad f/16. Vanta distorsione pressocche' nulla ed un MTF di nitidezza particolarmente buono al centro immagine, meno ai bordi Paraluce a petalo (non capisco il perche' su questa focale) 30cm la minima distanza di messa a fuoco, con un rapporto di ingrandimento da 1:5,2 Motore HSM silenziosissimo, nessuna stabilizzazione (con quella luminosità...) antiriflesso Sigma multistrato, per minimizzare flare e ghost, compatibilità, come per tutti gli Art, al dock USB ed al programma gratuito Sigma per la minimizzazione di ogni front o rear focusing, oltre che per gli aggiornamenti fw eventuali. sistema di messa a fuoco flottante, utile per diminuire l'escursione del barilotto cosa molto frequente oltre che negli zoom anche nelle ottiche macro. La qual cosa, incuriosendomi mi ha portato a compiere alcune prove di ripresa close up, con una lente addizionale Marumi HMC anteposta alla lente ottenendo subito un vantaggio nella minima maf questa la minima maf normale da 30cm dal piano focale questa con la Marumi... @ f/16 con lente senza lente @ f/4 con... senza... @ f/1,4 con... senza... In entrambi i casi un obiettivo che si avvicina parecchio al soggetto e che anche alla massima apertura, lo caratterizza, in funzione del bellissimo effetto dello sfocato che gli appartiene. Ancora (con un soggetto cromaticamente piu' complesso)... minima maf @ f/1,6 senza lente addizionale crop 200% Esterni, luce naturale... Torniamo a Bagheria, dentro quella Villa Palagonia della quale ho mostrato le foto realizzate col 14/1,8 Il Sigma 35/1,4 Art adesso ci serve (come ogni focale standard consentirebbe) per realizzare scorci e particolari degli "insiemi" ottenuti col superwide citato. In simili condizioni (incluso gli EV di gamma alta) ci basterebbe un diaframma medio per definire e delineare i dettagli ripresi, ma con questo superluminoso obiettivo la mano cade sempre sui diaframmi piu' aperti, cosi' come in questo semicontroluce di un totale e del suo dettaglio superiore dx, scattati ad un f/2 che non consentirebbe in realta' la definizione che vedete ai bordi, se non per il fatto di lavorare su sensore 1,2x e quindi con la parte meno compromessa del bordo. Nelle soggettive ambientate poi, basta una differenza di un paio di stop come nelle seguenti due immagini, scattate a f/1,8 oppure a f/4 per determinare gia' una decisa differenza sullo sfondo e lo sfuocato. Villa Palagonia e' altrimenti conosciuta come "la Villa dei Mostri" per la presenza di innumerevoli statue raffiguranti caricature di personaggi e divinità di pura fantasia realizzate da uno dei suoi proprietari lungo i muri di cinta ed all'interno del giardino, figure spesso deformi e ridicole, specchio della personalita' invero curiosa del principe di Palagonia che la fece edificare. difficili da isolare dal contesto urbano circostante tanto quanto indimenticabili per i contrasti, non solo artistici, che rappresentano f/1,8 f/1,8 con le quali mi diverto a tentare (con tutta la difficolta' che un 35mm consente) di isolarle dagli sfondi, aprendo al massimo delle possibilita' che i minimi ISO della macchina, abbinati agli EV di un mezzogiorno di agosto siciliano possono concedere. La vignettatura si vede, e' presente, ma non disturba eccessivamente... f/8 Fino a quando non getto la spugna e comincio a dedicarmi a diaframmi piu' chiusi f/8 f/13 La Sigma sd Quattro H che sto utilizzando, aiuta in queste riprese consentendomi cambi di formato on-camera che reputo sempre molto utili, specie quando gli obiettivi si prestino, come nel caso di inquadrature in proporzione quadrata (1:1 ) oppure questa in 21:9 formato curioso ma divertente, del quale questo crop all'estrema sx, dimostra ancora le qualita' lineari di questo 35/1,4 Art gia' a f/2 Ancora bizzarre forme e figure, in luce ed in controluce, ghosts, flares ed ogni altro disturbo, virtualmente assenti dalla lente frontale di questo ottimo obiettivo che quando poi lavori in luce, ripaga cromaticamente anche nelle riprese meno ortodosse del fotografo, rispetto la direzione della luce. Interni, available light... Sfrutto, per questa tipologia, l'opportunita' degli interni della cattedrale ortodossa di Palermo, quella Santa Maria dell'Ammiraglio (Antiocheno) detta anche " Chiesa della Martorana" per la vicinanza al convento omonimo, ove le suore di clausura realizzavano fino alla mia infanzia, i dolci di pasta reale (al Nord direste marzapane) a base di mandorle siciliane, coloratissimi e a forma di frutta (foto dell'anno scorso con il 50/1,4 Art) la bonta' e fama dei quali diede nome alla ben piu' importante chiesa ortodossa che avrete gia' vista fotografata in altri miei articoli Ovviamente la totalita' delle immagini a massima apertura, giusta la condizione dell'illuminazione, esclusivamente proveniente dalle finestre poste in alto, terreno ideale anche se ai fatidici 100 ISO ai quali le cromie del Foveon manifestano il meglio delle sue potenzialità. Altare principale volta centrale in entrambi i sensi... volta di destra controvolta di dx e dettaglio (crop al centro del 200%) stucchi su altare laterale crop centrale sul bokeh a f/1,4 Un caleidoscopio di forme e colori resi sempre in maniera equilibrata e lineare dal nitido e contrastato Sigma Art 35/1,4 pur in condizioni limite di illuminazione e grazie alla collaborazione della mirrorless sd Quattro H che non soffre i tempi lunghi a mano libera (tutti gli scatti tra 1/20" ed 1/50"), neppure in assenza di stabilizzazione ottica. Esterni in luce mista ed artificiale... Le stesse Nuvole di Aristofane, utilizzate per descrivere il 135/1,8 Art mi sono servite per allargare il campo e dare preminenza alla scena, rispetto ai singoli soggetti (il che e' poi la differenza di linguaggio fotografico tra uno standard ed un mediotele come un 135mm) Si inizia al crepuscolo, ma con una luce naturale ancora protagonista rispetto alle luci di scena diaframmi aperti a f/2, ma che consentono i 100 ISO e tempi abbastanza sicuri da 1/250" - 1/200" purche' con monopiede Socrate e le Nuvole sono impegnati a mostrare al Mondo la propria saggezza e cultura, utilizzando tablet, smartphone e... il cloud (of course) ! attrezzi ...di scart, piu' che ...smart ma tutto fa gioco per attirare i gonzi, come lo stolto contadino che vorrebbe istruirsi per poter gestire il figlio irrequieto e spendaccione poi la luce cala di parecchio rispetto all'ora blu fotografata col 135 (che ho utilizzato prioritariamente) e scemiamo anche di tempi, scattando a 1/50" - 1/60" ma Nuvolette e sfondo sono ancora ben mescolati, colori attendibili (prevale ormai quella dei riflettori, artificiale) e l'insieme di 35 Art e Foveon va ancora piu' che bene. Quando finisce ogni sprazzo di luce naturale, tutto dipende da qualita' del bilanciamento del bianco e tenuta cromatica del sensore: l'obiettivo puo' continuare a fare il suo degno lavoro, ma si deve stabilire un compromesso tra documentazione e qualita' finale delle immagini. I diaframmi sono la massima apertura o uno o due terzi di stop di chiusura, ma grazie alla mancanza di necessita' di bilanciare la luce mista delle situazioni precedenti, ci si puo' addirittura permettere di tornare a tempi di sicurezza di 1/100" - 1/200" esponendo spot sui volti degli attori e sobbarcandosi l'onere di postprodurre gli eccessi di saturazione delle luci di scena su abiti e pelle degli attori nelle situazioni di emergenza, magari shiftando verso il B/N sempre che i soggetti e il contrasto di illuminazione si prestino oppure anche no... Qua Strepsiade finalmente manda a quel Paese le Nuvole, ed anche... Socrate, prima di dargli fuoco Segue la commemorazione dei simboli della "smart philosophy" (il calzino bianco bucato di Socrate, usato nel pensatoio) finale in allegria... e processione funebre Noi che siamo sopravvissuti, riconosciamo nel Sigma 35mm f/1,4 Art, a distanza di ben cinque anni dalla sua presentazione, ancora intatto il crisma che ne ha fatto il bestbuy della serie Art. I pregi e la maneggevolezza superano i pochi difetti, quali la lieve disomogeneita' (in FF, non qui...) tra centro e bordi, ma apprezziamo le doti di contrasto al centro e di neutralità cromatica pur nelle peggiori condizioni nelle quali abbiamo costretto a lavorare il Foveon della sd Quattro H con la quale lo abbiamo testato, la velocita' e precisione del motore HSS, nonche' dello strato antiriflesso a prova di flares. Ancora un grazie a per l'estrema cortesia e disponibilità manifestateci... e se la domanda vi premesse davvero, vi rispondo subito: si... mentre scrivevo questo articolo contemporaneamente ho contrattato l'acquisto di un 35/1,4 per le mie Nikon. Quale miglior garanzia? Max Aquila photo (C) per Nikonland 2017

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