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Chi la dura la vince? Non sempre!
Non ci sono molti scatti per questo blog ma glielo dovevo. Facendo un giro in bicicletta venerdì pomeriggio osservavo i campi appena fuori Vercelli ormai quasi tutti pronti per la semina del riso e la successiva sommersione. Così ieri mattina sono tornato da quelle parti provando a cercare qualcosa che mi ispirasse ... e non c'erano neppure le nuvole ma solo un grigio piattissimo 🤦♂️ Qui una bella serie di tralicci dell'alta tensione [Nikkor Z 180-600 ISO100 1/400 f/11 PC Kodak Eastman 5247] La mia idea era di fermarmi qui, alla Cappella dedicata alla Madonna di Oropa [Nikkor Z 180-600 ISO64 1/100 f/11 PC Kodak Eastman 5247] Abbandonata la macchina ho iniziato a camminare sui bordi dei campi fino a intercettare in lontananza (molto lontananza) uno dei pochi aironi in giro. Dopo un paziente e lento tentativo di avvicinamento, il bellimbusto decide che è ora di librarsi in volo e girarmi intorno (il sistema AF della Z8 ne ha agganciato l'occhio e lo ha tenuto a fuoco durante il volo) [Nikkor Z 180-600 ISO500 1/1600 f/8 PC Kodak Ferraniacolor 1952] Così torno indietro e alla fine lo intravedo fra i fili d'erba ... [Nikkor Z 180-600 ISO500 1/800 f/8 PC Kodak Ferraniacolor 1952] ... e piano piano inzia nuovamente a spostarsi [Nikkor Z 180-600 ISO500 1/800 f/8 PC Kodak Ferraniacolor 1952] Poi capisce che deve allontanarsi nuovamente, stavolta anche con la lingua di fuori [Nikkor Z 180-600 ISO500 1/800 f/8 PC Kodak Ferraniacolor 1952] Vediamo chi demorde prima ... e così attraversiamo la provinciale Non disturbiamolo più adesso, anche perché più di così non si fa avvicinare. Le ultime 3 tutte Nikkor Z 180-600 ISO500 1/800 f/8 PC Kodak Ferraniacolor 1952 Alla fine lo avete capito a chi glielo dovevo?
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Latzfonser Kreuz
Guest posted a gallery image in Il Club di Max e Mauro's Raccolte SpecialiFrom the album: La foto migliore che avete scattato la scorsa settimana
la chiesa più alta in Alto Adige, oltre ad essere il punto per un pellegrinaggio più alto in Europa -
Martis - La chiesa abbandonata
Con un po' di fatica perchè a parte i problemi di salute sono fuori allenamento per via dei lockdown e del meteo che quest'inverno mi hanno tenuto chiuso in casa, mi sto impegnando in qualche passeggiata non troppo faticosa. Stranamente è piovuto ininterrottamente da novembre ad aprile. Capita ogni duecento anni? Vabbè, quest'anno è capitato. Allora riprendo in mano e cerco di concludere vecchi lavori che considero appropriati per il blog. Ho pensato bene, quindi, di raccontare una storia. La storia di una chiesetta campestre situata a Martis, un piccolo comune dell'Anglona, poco meno di 500 abitanti, a una quarantina di chilometri da Sassari. La chiesa in questione è San Pantaleo, edificata nel 1325 con una strana scelta architettonica: un'unica navata quasi interamente in stile romanico ma con qualche tratto aragonese, alla quale in seguito vennero aggiunte due navate laterali e un campanile in chiaro stile gotico (XVI secolo). Questa la brevissima descrizione ma non la storia, in fondo di chiesette campestri in Sardegna ce ne sono a decine e fin qui niente di strano. La particolarità di San Pantaleo è che venne sconsacrata nel 1920 in seguito a uno smottamento. In effetti venne edificata ai margini di un altopiano, su una base di roccia che ne garantiva, in quegli anni, l'assoluta sicurezza. Il fatto è che in tempi più moderni ci si accorse che quella base di roccia presentava una frattura netta. Parte della navata centrale e una delle due navate laterali subirono gravi danni con il crollo della copertura, il distaccamento di parecchi blocchi di pietra del colonnato e il dissesto insanabile del campanile. Sin qui la storia. Ma in epoca più recente (1988) venne tentata una ristrutturazione almeno per renderla fruibile ai visitatori. Purtroppo il progetto venne abbandonato dopo qualche anno poichè successive perizie decretarono la definitiva chiusura del luogo di culto e il divieto assoluto di ingresso in tutta l'area circostante (con un perimetro di una cinquantina di metri attorno alla chiesa). Per farla breve i geologi dell'università e i vigili del fuoco diedero per certo il crollo. Quando? Fra un'ora... fra un anno... dieci anni... Insomma, basterebbe un tuono più forte durante un temporale e metà della chiesa (o tutta la chiesa) crollerebbe a valle. La navata centrale Il campanile Come già detto non si tratta del lavoro di una giornata, è cresciuto in diversi anni durante i quali sono riuscito a produrre alcune centinaia di immagini in condizioni ambientali e di luce molto diverse. Con uno sguardo attento noterete i vari gradi di deperimento dell'intera struttura. Ma ogni volta è sempre diverso e vedo cose nuove. Quella che doveva essere la sacrestia, forse il punto più pericoloso. Ho scattato una foto secca e sono uscito immediatamente Le arcate superstiti della navata di destra Un particolare di ciò che doveva essere un affresco su una colonna portante della navata centrale Alcuni blocchi di pietra lavorati, staccatisi dalle arcate La navata di destra Lo scoperchiamento della navata centrale Lo so, non ci dovrei entrare, non dovrei superare le transenne e il recinto facendo finta di non vedere i cartelli di divieto, ma provo grande attrazione per questo luogo abbandonato. E avverto una strana sensazione nel calpestare il pavimento di una chiesa deserta, ascoltando i miei passi e pesandoli. Immerso in un'architettura silenziosa, deformata dal tempo, da una faglia nella roccia, invisibile, aperta da chissà quale sommovimento tellurico chissà quanti millenni fa e dagli eventi atmosferici... dall'abbandono. Definitivo. Inappellabile. Mi pare persino di percepire il rumore dell'otturatore che rimbomba. So che non è possibile che ciò accada, non c'è neanche il tetto... ma quel suono arriva alle mie orecchie amplificato dal vento che scorre veloce tra le navate scoperchiate. Quello che so è che ci tornerò ancora per cercare cose che mi sono sfuggite. E per godere di quel silenzio. ----- Pezzo consigliato: A Taste of Honey, nella versione che preferisco, quella di Paul Desmond. Copyright Enrico Floris 2021 - Per Nikonland