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  1. i primi acquirenti che registreranno la loro nuova Nikon Zf avranno diritto in omaggio ad una impugnatura opzionale ad L compatibile Arca Swiss disegnata specificatamente per la Zf da SmallRig. Conosciamo bene SmallRig per la sua linea di accessori per fotocamere, in particolare impugnature e cage video con una gamma vastissima che copre ogni esigenza immaginabile. E sappiamo anche della proficua collaborazione con Nikon, tanto che questa impugnatura é stata praticamente annunciata insieme alla fotocamera. Sull'avviso di spedizione corre il ... corriere. Il giorno dopo arriva GLS con un pacchettino, dentro cui c'è la confezione SmallRig l'impugnatura ha la stessa configurazione che già conosciamo per averla adottata per le nostre Nikon Zfc. davanti, in primo piano vedete l'impugnatura per la Zfc, dietro quella per la Zf. Le analogie si fermano alla forma, in quanto quella per la Zf è meglio dimensionata, il rivestimento in simil-pelle ha una texture di altra qualità, analoga a quella della Zf. La costruzione nel complesso è di livello superiore. è una staffa in alluminio "aeronautico", fresata con precisione e con tutti i bordi smussati, liscissimi e perfettamente levigati e verniciati. Se non fosse marchiata SmallRig si potrebbe dire che è stata prodotta da Nikon. la parte inferiore è smussata per limitare il peso ma resta estremamente robusta. Non mancano le filettature con vari passi per l'uso con appoggi a piattello semplice con vite da 1/4 di pollice, anche se per l'impiego su treppiedi, noi raccomandiamo teste con morsetto a standard Arca Swiss. la parte interna vede la vite passante per il blocco della macchina per il tramite della filettatura per il treppiedi e un nottolino di fermo. Anche qui costruzione inappuntabile, liscia e senza asperità : la Zf non avrà da subire alcun danno nel montaggio. Notare serigrafata la mezzeria in corrispondenza con la vite. la vera e propria impugnatura, anatomica, è rivestita in morbida similpelle, bella al tatto e all'occhio. Lo smusso di montaggio su quello già presente nella Zf è perfettamente modellato. Il montaggio è banale. Si fanno corrispondere lo smusso dell'impugnatura con l'impugnatura della Zf e la vite di fissaggio con la filettatura inferiore. Si avvita la vite - non serve fare troppa forza, basta proprio stringere il necessario - e il tutto va perfettamente a filo. come si presenta - più importante - la Zf una volta montata l'impugnatura opzionale SmallRig. Notare in questa foto il binario Arca Swiss sulla base della staffa. vista dall'alto la macchina acquista quei millimetri in più che rendono più comoda l'impugnatura. la basetta aderisce perfettamente e non sporge affatto : non c'è nessuna tolleranza e nessun gioco. il fondello della macchina così risulta perfettamente protetto, potendo maneggiare e poggiare la macchina con la massima liberalità. L'impugnatura è robusta ma è anche economica. In caso si rovinasse (esteticamente, perché per romperla la si dovrà usare per scopi impropri o per difesa personale in qualche azione d'assalto la si potrà sempre sostituire con soli 49 euro (al contrario del fondello della macchina che finirebbe per restare graffiato per sempre come tante delle vecchie reflex a pellicola). Lo sportellino che copre il vano batteria/memorie resta perfettemante accessibile, non serve smontare nulla. salvo che non si voglia per forza andare più leggeri, questa impugnatura finirà per restare avvitata per sempre alla macchina. Tanto è comoda e più facile da impugnare. Non che la Zf "liscia" desti qualche perplessità al riguardo, anche se minimo, il grip del corpo macchina è adeguato all'uso con obiettivi compatti. Infinitamente meglio della Zfc che è un dolore da usare liscia e guadagna poco anche con il grip. Ma una volta usata un paio di volte con la SmallRig, non vi sognerete più di farne a meno. in questi giorni la Zf è stata usate anche con il 135/1.8 e con il 50/1.2 S senza troppi problemi. Proprio grazie alla migliore ergonomia dell'impugnatura. Beninteso, i due obiettivi citati saranno sempre più comodi da impiegare con una Z9. Ma la Z9 è da quel punto di vista inarrivabile per chiunque ! Ancora qualche dettaglio costruttivo prima di chiudere. la "pelle" dell'impugnatura la vista dall'alto dell'incastro del grip aggiuntivo sul piccolo grip della fotocamera : perfetta realizzazione. la perfetta curvatura della basetta che segue le forme originali. La "pelle" dell'impugnatura resta morbida per non danneggiare quella del corpo macchina ma la palpebra di cesura è abbastanza solida da non lasciare spazi tra il corpo e il grip. un piccolo vezzo di SmallRig, "Design for Zf" : disegnata per Zf. Insomma, al di là che è un graditissimo omaggio di Nital, offerto come premio ai primi acquirenti che registreranno sul portale Nital Vip la loro nuova fotocamera (pratica che noi raccomandiamo in ogni caso : attenzione, c'è un limite di 15 giorni dalla data di acquisto per farlo), riteniamo che questo accessorio sia necessario per completare alla perfezione questa bella fotocamera. E' bella, è ben costruita con materiali di pregio, migliora nettamente l'ergonomia, l'impugnatura e riduce al minimo la "fatica" d'utilizzo per chi, con la Zf, oltre a farsi bello, ci andrà anche a fotografare sul serio ... !
  2. Oggi è il 7 marzo e questo è il mio primo articolo dell'anno, se escludiamo gli annunci di news e quelli di servizio. Sono stato dubbioso se pubblicarlo, lo sto facendo solo perché è uscito l'articolo sul 600mm f/4 e credo che possa essere utile sapere che esiste questo accessorio. Usciranno nuovi articoli firmati M&M in futuro ? Al momento - fatto salvo per il lavoro di routine del sito - è incerto. *** Mi collego al bell'articolo di Massimo Vignoli sul suo meraviglioso Nikkor Z 600mm f/4 S, per scrivere di un accessorio che ho in casa da qualche settimana. E' una cosa da poco più di 40 euro nei normali canali di vendita online ma che assolve ad un bisogno preciso cui Nikon non sembra voler rispondere : avere un attacco standard per morsetti Arca Swiss. Haoge è un marchio noto in questo segmento. In passato ho sostituito il piedino del 300/2.8 VR con un altro modello Haoge e mi sono trovato benissimo, tanto da rivendere l'obiettivo con il sostitutivo, lasciando quello originale di scorta. Nei mesi scorsi sono comparse diverse proposte del genere da parte di marchi occidentali noti ma a costi che, comprese le spedizioni e gli oneri di importazione sfiorano quelli di un Nikkor Z 40/2. Capirete che, appena uscito questo Haoge e diventato disponibile su Amazon.it (43 euro spedizione Prime), mi sono precipitato a comprarlo. Che cos'è ? E' un piedino sostitutivo per l'originale montato da Nikon sui suoi superteleobiettivi Nikkor Z 400/2.8, 600/4 e 800/6.3 Come è fatto ? E' un pezzo di alluminio fresato dal pieno con una macchina a controllo numerico. Nella confezione, oltre al piedino, ci sono anche quattro viti in acciaio e due chiavi esagonali. Che differenze ci sono con l'originale e perché dovrei cambiarlo ? L'originale è costruito in lega leggera pressofusa. Lo si nota dalle sagomature morbide e bombate e dal tenore delle filettature delle viti una volta smontate. E' a base semplice senza incastro a norma Arca Swiss Sulla parte bassa dispone di due filettature in acciaio a passo adatto alla vite dei comuni monopiede (1/4 e 3/8 di pollice). Se si usano - è il caso più comune - teste per treppiede con morsetto Arca Swiss, è necessario montare una piastra di raccordo avvitata al piedino originale. Ciò è scomodo, aggiunge peso e ingombro inutile, è noioso perchè ... la volta che lo smonti per usare il monopiede poi ... se ti serve, l'hai sicuramente dimenticato a casa. Sarebbe meglio che Nikon si decidesse ad adottare uno standard di mercato. Costerebbe poco e in fondo non avrebbe controindicazioni che mi vengano in mente. Ma nel frattempo abbiamo l'unica alternativa di sostituire il piedino originale con uno di questi di ricambio forniti da terze parti. ecco a confronto i due piedini, montato e smontato. La differenza più vistosa - detto delle linee più tese del Haoge e di quelle più ergonomiche del Nikon - è la presenza della similpelle sull'impugnatura del Nikon, mentre l'Haoge ha due semplici incavi per aiutare la presa e basta. Come si monta ? Chiunque sappia svitare ed avvitare una vite con una chiave esagonale è capace di sostituire in non più di due minuti un piedino con l'altro. Le viti Nikon sono nere, annegate nella lega leggera del raccordo sotto al fusto dell'obiettivo. Così ad occhio io sconsiglio dal fare leva e metti continui, non credo che la filettatura reggerebbe a lungo. Comunque, si svitano facilmente e quelle nuove fornite col piedino sostitutivo sono anche meglio. Non ci vuole forza, anzi, è meglio non stringerle alla morte. Una volta fatto, il nuovo pezzo è ben stabile. Non ci sono giochi, l'aggancio è perfetto come quello dell'originale. dettaglio dei passavite del Nikon. E' tutto prodotto di fusione da stampo. Credo che la lega sia a base di magnesio, abbastanza friabile. quello Haoge è invece in alluminio, rigido, a norme aeronautiche. la presa, nella mia manina è ben sostenuta. non mancano i due fermo corsa Arca. Sostanzialmente inutili ma rappresentano una finezza per un pezzo così economico. come la serigrafia in bianco, opposta a quella della lunghezza focale dell'obiettivo, che riporta il modello dell'oggetto. Ecco la sezione, rassicurante, così come la perfetta adesione al tronco dell'attacco dell'obiettivo. Insomma, operazione indolore ed alla portata di quasi tutti. Conclusioni Sinceramente ho fatto questa cosa più per vezzo che per necessità, in quanto io l'800mm lo uso quasi esclusivamente su monopiede. Ma per quelle volte che il treppiede sarà necessario, perché farsi venire il mal di testa ? Ecco qui pronto l'attacco Arca Swiss senza pensieri. Così ad occhio il piedino nuovo mi sembra più robusto di quello originale - almeno sul piano del materiale - la fattura eccellente, la lavorazione ineccepibile, sia per le fresature che per la verniciatura. Insomma, non stona sull'obiettivo, anzi. Considerando che Nikon ha standardizzato l'attacco dei supertele "grossi" su questa nuova disposizione di viti e di attacco, è adatto a tutti gli obiettivi già disponibili (come detto, 400/2.8, 600/4 e 800/6.3) e sospetto che verrà buono anche per i prossimi che dovessero essere annunciati. Quindi, prodotto - per quanto mi riguarda - promosso a pieni voti anche se ancora non l'ho provato sul campo (solo una breve presa su una testina da 36mm per verificare che non ci fossero giochi con il morsetto : test passato positivamente). Se sia il caso di scegliere questo o uno dei più costosi RRS o Kirk Enterprises, decidete un pò voi. Per me non vale la pena di spendere più di 50 euro per un pezzo di alluminio.
  3. parata militare di teste in casa mia (ma ne ho altre tre non inquadrate ...) Possiedo svariate teste e svariati treppiedi, nonostante io passi per essere uno che ama poco questi attrezzi. La realtà é che io perlopiù fotografo dove il treppiedi non è indicato, lo è di più il monopiedi. Oppure con obiettivi e circostanze che non lo richiedono. Ma in studio, no, quasi sempre uso il treppiedi e la testa più adeguata. Per questa ragione mi trovo ad avere molte teste diverse, una per ogni compito. In studio tutto sommato i tempi di messa in opera non sono quasi mai un problema e quindi, fino a poco tempo fa non mi ero posto troppo il problema di avere a che fare con i differenti sistemi di aggancio di obiettivo/corpo macchina alla testa, impiegati da Manfrotto nelle sue teste. Manfrotto ha differenti standard interni, nessuno dei quali è uno standard di mercato riconosciuto, ad eccezione di quello fantastico per le teste video le cui piastre vengono prodotte da marchi indipendenti. Non me ne curavo fino a quando qualche tempo fa mi sono deciso a comperare un affare cinese - ben fatto in verità - che ha portato in casa mia lo standard Arca Swiss. Provata una comodità, raramente poi ci si rinuncia. L'attacco Arca Swiss permette, semplicemente smollando il morsetto, di inserire con un clack un obiettivo (o una piastra) predisposta. Senza necessità di sbloccare sicure, girare leve, sganciare piatti, avvitare viti (spesso per le quali è necessario un attrezzo, una chiave, una moneta). Tanto che ho dotato i miei obiettivi compatibili di attacco Arca Swiss compatibile (il 500/4 Sigma, il 300/4E e il 70-200/2.8E Nikon) e mi sono comprato un paio di piastre separate per la D850, per gli obiettivi che non hanno la staffa incorporata. Questo ha di fatto tagliato fuori dall'uso le Manfrotto, compresa la mitica 400 a cremagliere, fantastica ma decisamente la più macchinosa cui agganciare un apparecchio. Finchè non mi è venuta l'idea di vedere se c'era un modo - molto economico - di renderle Arca Swiss compatibili artigianalmente. Dando una occhiata a quanto proposto da Amazon Prime, ho selezionato alcuni gingilli del costo variabile tra 12 e 28 euro e mi sono messo nella facilissima impresa di fare la conversione. Ho cominciato con la vecchia Manfrotto 488RC0, acquistata tanti anni fa con il Manfrotto 055PRO in alluminio, e poi dismessa quando ho acquistato la fantastica 057 QR5. Si tratta di una testa a sfera entry-level, oramai fuori produzione, che in questa versione ha una specie di pagoda sopra lo stelo, enorme e pesante. sono poi passato alla 057, bellissima testa a sfera da 52mm, affidabilissima e stabilissima, ma anche questa non rapidissima nell'uso finendo poi con il mettere le mani anche sulla 400, una bestia che sta fissa in studio sul Manfrotto 057, due cosi che insieme pesano una diecina di chili buoni ! per confronto le immagini del mio ultimo acquisto, la Marsace XB3, testa a sfera da 44mm che porta in dote un bel morsetto Arca Swiss rettangolare e la testina base di Genesis, la BH40, da 40mm, compatta e leggera ma non stabilissima per lavori di precisione (tipo macro o still-life). Ma anche essa dotata di pratico morsetto Arca Swiss. ed ecco i tre kit cinesi, comprati per circa 70-80 euro in tutto su Amazon davanti c'è un piattello Arca Swiss da 85mm con attacco a vite con un occhiello per avvitarlo al corpo o all'obiettivo questo è uno dei tre kit cinesi il secondo, con morsetto circolare qui montato su una Manfrotto 496RC2 cui è stata tolta la piastra in dotazione e per finire quello lux, da 28 euro, per 90mm di lunghezza, dedicato al Sigma 500/4 o agli eventuali altri obiettivi pesanti che mi passeranno per le mani Presentati i protagonisti, andiamo alla parte pratica Manfrotto 488RC0 come ho anticipato, la Manfrotto 488RC0 è una testa entry-level, discreta ma imprecisa, ben costruita che si porta sulle spalle una piastra RC0 di impianto esagerato. Solo quella pesa 350 grammi, è in alluminio spesso, con sicure, perne, blocchi a norme militari un piattello rimobibile esagonale e un basamento con un incavo che si può trasformare al volo in un gamellino per farsi due uova strapazzate ! Con una chiave a brugola ho svitato la vite di blocco, per scoprire che lo stelo della sfera è semplice, senza incastri. Il fermo avviene già in origine per semplice attrito. mi sono quindi limitato a montare il morsetto tipo Arca Swiss cinese da 23 euro (compreso il kit dedicato alle Manfrotto più serie che vedremo poi con la prossima testa), utilizzando la stessa vite in dotazione originale in 20 secondi scarsi ho trasformato un brutto anatroccolo in una "signorina" alla moda che qui vedete ritratta sul mio Genesis C5 in carbonio qui con sopra il mio Nikon 300/4E che monta già di suo un aggancio Arca Swiss compatibile (cinese) da 23,52 euro su Amazon. fatto il primo esperimento mi sono messo a lavorare sulla splendida 057 in magnesio Manfrotto 057 QR5 E' una testa che costruttivamente lascia poco da desiderare sfera da 52mm, frizione, blocco della testa e della rotazione. Massiccia ed affidabile che mi ha consentito in questi anni foto sensazionali la piastra Manfrotto a confronto con il morsetto Arca Swiss compatibile che ho scelto come sostituto anche il piattello superiore è in magnesio ed è a prova di attacco nucleare. Pure la piastra rimuovibile è ben costruita. Il suo unico limite è la non compatibilità con i miei nuovi attacchi e la macchinosità di impiego. Manfrotto vende un kit di sostituzione "Arca-Style" che la allinea alla 057 QR6, al costo di 116 euro più le spese. Ma leggendo sui forum internazionali ho visto che non è perfettamente Arca Swiss. E' necessaria una rettifica a mano con una lima che di fatto rende incompatibile la piastra in dotazione. Spendere l'equivalente di una discreta testa completa per avere una cosa che si deve modificare a mano senza certezza del risultato ? Mai sia. E quindi anche qui la via cinese. Che in questo caso non può prescindere dall'uso del raccordo in dotazione con i kit cinesi di conversione. il kit è questo e si compone di un raccordo in alluminio, che riporta l'incastro dello stelo Manfrotto a quello del morsetto il pezzo è solido ma per evitare problemi di montaggio, le alette lasciano un pò di gioco nell'incavo della testa Smontare la piastra originale non è stata una cosa banale. E solo mettendo nella morsa la chiave e svitando ... la testa, sono riuscito ad avere ragione della forza con cui la vite teneva il piattello. Ma alla fine ci sono riuscito ed ho potuto montare il raccordo e il nuovo morsetto ottenendo questo splendido apparecchio che qui ho montato per praticità ancora sul Genesis C5 (ma la sua collocazione standard è il ben più robusto Manfrotto 055PRO in alluminio) ancora una volta il 300/4E per prova. Questo morsetto è molto lungo, adatto a collarini più importanti come quello che ho montato in dotazione al mio nuovo Sigma 50/4 Sports Manfrotto 400 Non pago ho provato anche a fare qualche cosa per la mia bella 400. Si tratta di una testa a cremagliere a tre movimenti, guidata da manovelle dedicate. Anche il treppiedi - lo 057 vecchio modello - ha la colonna a cremagliera con manovella. L'unico limite di questa testa è il sistema di aggancio degli apparecchi che avviene per il tramite di tre possibili cilindri in alluminio che si bloccano alla testa con un sistema di sgancio degno del LEM ma altrettanto poco pratico e fonte di innumerevoli (mie) esclamazioni blasfeme nella pratica in studio. ecco la mia testa liberata da uno di questi cilindri per smontare e montare il cilindro (su cui si deve avvitare l'apparecchio fotografico o l'obiettivo per il tramite di un bullone a testa esagonale) si deve prima sbloccare una sicura, poi smuovere una leva che sulle prime fa una gran resistenza. Poi inserire il cilindro nell'incavo della testa. Il cilindro alla base ha una svasatura e non sempre si riesce ad inserire al primo tentativo. Il verso è uno e non sai mai quale è ... Insomma è un gran mal di testa. Approfittando del fatto che i cilindri hanno già tre filettature, oltre a quella centrale, ed utilizzando una delle viti dei kit, e una madrevite di conversione 3/8-1/4 ho montato il morsetto circolare al cilindro, ottenendo una presa sicura. per non far sporgere il bullone centrale (quello della 400, che è a passo inglese !) ho inserito anche una rondella bella spessa vista inferiore del cilindro con il morsetto montato vista laterlae montato sulla testa tutto sommato fa la sua figura. In questo caso ho provato montare sopra un Sigma 150/2.8 OS Macro alla cui staffa standard Sigma TS-21 ho montato una piastra Arca Swiss. Se l'obiettivo fosse mio ... cercherei subitissimamente una staffa Arca Swiss compatibile di suo per evitare ulteriori montaggi e smontaggi. presa stabilissima. A questo punto, più per soddisfazione personale che per effettiva necessità ho fatto giusto due scatti di prova alle mie modelle Charlize e Jessica. In conclusione, mi sono divertito, ho speso poco e ho allineato materiale che uso di frequente ad uno standard molto più pratico e comodo di quello di origine. Credo che le modalità operative siano alla portata di tutti e sono anche convinto che ci siano più di un metodo. Sul mercato ci sono centinaia di soluzioni a disposizione di tutti con spese molto modeste che consentono con poco di avere un buon risultato. Se qualcuno di voi ha in casa una di queste teste e vuole aggiornarla, io caldeggio vivamente l'operazione. Buon divertimento !
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