Posts posted by Silvio Renesto
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Benchè Valerio abbia ragione in senso lato, e ti risponda da naturalista duro e puro, tuttavia esiste una "via di mezzo", praticabile senza sentirsi allo zoo. L'isola della Cona, Laguna di Grado, nei periodi giusti offre avifauna di ogni genere e ci sono capanni frequentabili ed organizzano anche uscite. Lo stesso per la foce dell'Isonzo e l'oasi San Daniele. Se è quello che ti interessa, prova ad approfondire c'è tutto in rete (alcune sono ad accesso regolamentato). Non so nell'entroterra, per i mammiferi, ma allora se pure bisogna temere l'orso, come penso tu sappia se sei di quelle parti, fan più vittime le zecche. Vaccinazioni fortemente consigliate .
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Tom Hogan per il 180-600 consiglia il Kirk (per chi non bada a spese e non vuole compromessi), e i cinesi Ishoot e Haoge.
Qui il link a Tom Hogan dove se fai scorrere la pagina trovi i modelli consigliati per il 180-600
https://www.zsystemuser.com/z-mount-lenses/tripod-collars-and-feet.html
Io ho usato recentemente gli Ishoot per altri tele e non mi sono trovato male anche se non sono pari ai Kirk (che pure ho usato, ma tanti anni fa).
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2 ore fa, Franco Manuti ha scritto: Ciao Silvio, grazie, anch 'io di risentirti .
Si ,per ora mi accontenterei di ricominciare dal basso ,ho appena venduto tutto il corredo reflex ,per cui mi trovo a decidere sulle due ,però sono quasi sicuro che alla lunga sposterò l attenzione nuovamente alla naturalistica. Chi ha cambiato sistema ha trovato difficoltà ad ambientarsi ?
P.S. Se posso ti scrivo in MP
Se pensi di tornare alla naturalistica Z50 II è quasi obbligatoria 🙂. Io sono passato, anzi siamo passati (il gruppone: Gianni, Alberto, Maurizio) alle mirrorless da tempo e mentre con le prime qualche cosina c'era (più che altro un autofocus piuttosto indeciso), con le nuove (per me la Z8, ma lo stesso vale per la Z50II la Z6III ecc.) direi che non ci sono più problemi, anzi molti vantaggi.
Scrivimi pure.
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Ciao Franco,
Sono contento di rileggerti.
Se la differenza è poca, come scrivono sopra, vai per la Z50II, operativamente ecc. è un'altro mondo. Se mai ti venisse voglia di fare cose un po' più impegnative saresti già meglio equipaggiato.
La Z50 I andrebbe bene se fossi convinto che farai solo foto di paesaggio e familiari e se la trovassi a basso prezzo. -
7 ore fa, Luciano francesco Costa ha scritto: Ragazzi,siamo seri,davvero non ricordate che lo scudo delle nostre Z8-9 mostrano solo le tre lastrine e non i meccanismi che le tengono insieme? Se Piermario ha lo scudo uguale al mio anche il suo è danneggiato! e vale anche per Max.Andate in rete a guardare qualche foto dim Z9-8 e vedrete cosa intendo. Max, prova a guardare lo scudo dall'alto verso il basso,vedrai che probabilmente la parte bassa dello stesso sarà più vicina al sensore e più lontana dall'innesto dell'ottica.
Allora anche quello della mia Z8 sarebbe danneggiato (si vorrebbe intendere modificato) eppure funziona benissimo?
Io direi invece che se quello di tutte le Z8/9 è così (la foto sotto non è della mia fotocamera ma di quella della recensione di DP Review, il meccanismo è chiaramente visibile e nessuno fa osservazioni). Come scrive Max le fotocamere vere sono queste e il problema non esiste. Tant'è che funziona. Ed è logico che la lamella inferiore sia più vicina al sensore visto che per scorrere una sull'altra, devono essere aggettate come le tegole di un tetto.Giusto per chiudere la faccenda questa è la Z9 recensita da imaging resource e nemmeno loro sono stupiti del meccanismo visibile:
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Difficile essere oggettivi, ma fra quel che conosco, che ho usato o almeno provato (che non sono poche ma nemmeno tante) mi viene da dire la Z8, perlomeno con la testa. Fa di tutto, lo fa bene, se sei capace di usarla -non è incline a fare sconti. Non teme nessun genere fotografico (tranne forse certe situazioni estreme, azzardo a dire, però il mio amico Alberto se l'è portata fra i ghiacciai islandesi senza che facesse una piega). All'occorrenza hai una fotocamera dx dentro ad una fotocamera fx.
Col cuore, quindi soggettivamente, e legato a quel che faccio io ... la D500, ogni tanto ho qualche piccolo rimpianto.
RISPOSTA SINTETICA : Nikon Z8
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7 ore fa, RenatoS57 ha scritto:
“L’invito ad entrare”
L’invito sarà anche quello di entrare, ma cosa si troverà nel buio oltre la soglia?
Zf con Z 24-120/4 S
9 Luglio lungo il Naviglio Martesana a Cassano d'Adda
Dominante seppia e vignettatura volute (anche se la luce delle 11:00 di mattina è ormai importante), giusto per sottolineare il passaggio di un tempo che non c’è più.
Mi piace l'idea e la realizzazione, potrebbe essere la locandina di uno di quei film horror in stile documentario come "The Blair Witch Project".
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Avevo il SIGMA 150 f2.8 OS Dg quando avevo la dsrl, ed era eccellente. Una volta cambiato corredo, lo vendetti. Lo riprovai ad una mostra mercato, purtroppo l'af funzionava su uno dei miei corpi macchina ma non sull'altro ( Zfc e Z6, ma non ricordo su quale dei due funzionasse) così ci rinunciai, però la resa nelle foto di prova che ho fatto sul corpo "funzionante" era ottima.
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Trovo che sia, come già descritto nel post iniziale, simile alle Q, con prezzo comparabile e, sempre come nelle Q una buona dose di elementi (mirino...) presi a prestito da altri corpi.
In pratica la A7 cR o come si chiama le somiglia ma costa molto meno e puoi montarci le ottiche che vuoi.
Chissà come andrà, Leica può permettersi di fare le cose più bizzarre (tipo vendere una Panasonic LX100 rimarchiata come D-Lux 8 a prezzi improbabili ) perchè è Leica, funzionerà lo stesso per Sony? -
Accolgo l'invito di Gabriele, ma nessuno è obbligato a leggermi e tantomeno ad essere d'accordo.
Il tema l'ho trovato stimolante e mi sono impegnato per essere creativo, secondo il mio sentire. Ho spiegato le mie scelte: in una foto il tempo è evoluzione, instabilità distruzione di credenze (la canzone del Banco) è passato ma guarda al futuro, l'altra, tutto sommato è la via del guerriero.
Commento alcune foto, ma non vuol dire che le altre non valgano, solo che non sono nel mio sentire. Ognuno ha il suo metro e... YMMV (Your Mileage May Vary)
.
Nel complesso ha abbondato l'urbex (o simil-urbex) che non mi coinvolge più di tanto ma qui c'erano esempi intensi. Ll'uomo nel capannone e le sedie d scuola, che ho votato entrambe sono quelli che ho sentito di più.
Molto bella la foto di Gabriele che ho "visto" in in stile Wabi-Sabi (malinconica bellezza dell'imperfezione che il tempo crea, un tema a me carissimo quando non fotografo bestie) .
Anche la casa nel bosco è un po' su quello stile. -
Mauro mi ha preceduto di poco, il mio intervento ha lo stesso senso, ma contesto differente, per dare spunti di diverso genere.
Un confine invisibile non lo puoi fotografare perchè non è un confine fisico, è un confine immateriale, ma puoi fotografare ciò che ne fa percepire la presenza.Io qui vedo un grosso confine, invisibile ma ...presente
Fuori concorso perchè non di questo mese. -
1) 15 le sedie di Peppoelli, più che sussurro del tempo, un grido. Composizione essenziale, emotivamente coinvolge, le figurine che rappresentano diverse materie scolastiche sul muro sono il punto forte, le sedie da sole non avrebbero quella intensità drammatica. Mi fa venire in mente "Noi non ci saremo " dei Nomadi.
2) 2 La terza di Capitanio, dove la presenza dell'anziano di spalle, che immagino-immaginiamo perso nel ricordo, da' una dimensione umana allo scorrere del tempo, distingue la foto da altre "urbex" simili.
3) 31 Il gatto di Castelli, non più giovane, ora dorme più di quanto stia sveglio, ma i tiragraffi semidistrutti riportano alla vivacità dei tempi addietro. Un' immagine-ricordo, tenera e malinconica e ottimamente composta arricchita da un bianco e nero ruvido come il passare del tempo.
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Tema che mi sta a cuore, ha acceso la fantasia e il desiderio di creare.
Siccome è possibile pubblicare più foto, le distinguo con numero e lettera
così è più facile indicare la preferenza (poi magari non le vota nessuno ma pazienza).
5a
Mi sono ispirato ad una strofa del brano L'Evoluzione dall'album "Darwin!" del Banco del Mutuo Soccorso, il gruppo italiano che da ragazzo amavo di più e poi per un paleontologo il tempo, il sussurro del tempo, è lungo, ma tanto.
E se nel fossile di un cranio atavico
Si scopron forme che a me somigliano
Allora Adamo no, non può più esistere...Nota: è un set e il cranio è un modello museale.
5b
Una libera ispirazione, umile (o indegna) citazione da uno dei film più belli della storia del Cinema (per me). Quando Bergman faceva capolavori e non cose soporifere.
Un'allegoria della sorte di ciascuno di noi.
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1. la 6 di waveac. Formalmente rigorosa e il contrasto neri e luci è ottimo.
2. la 2 di Happygiraffe. Solo apparentmente caotica, io la percepisco quasi come un collage di facce e riflessi che rispecchiabo la agitazione metropolitana.
3. la 28 di Salvetti. Colpisce per la freschezza, anche se non perfetta.
Menzione d'onore da parte mia alla 11 di Marco Vitrotto in cui l'idea è ottima ma sulle prime ho fatto fatica ad individuare la persona nello specchietto, un po' troppo grigio.
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1 ora fa, MaxBubu ha scritto:
Io invece l'FTZ II me lo sono tenuto perché in previsione della modifica della Z50 Full Spectrum, per l'utilizzo per IR, mi sono tenuto un AF-S Nikkor 24-120mm f/4 G ED VR che a quanto ho letto in rete viene considerato una buona lente per questo genere di fotografia.
Avevo l'FTZ 1 e comunque non pratico la fotografia IR.
Mi è rimasto un adatttatore senza nome, senza contatti, di ferro, ma non ho nulla da attaccarci. -
1 ora fa, Roberto Manca ha scritto:
Curiosità: cosa ti ha spinto a preferire il tamron al quasi pari focale Nikon?
Principalmente:
Messa a fuoco minima più ravvicinata.
Selettore di messa a fuoco con tre posizioni con la posizione "messa a fuoco minima-10m" .
(Sono due cose che a me sono utili, ma dipende da cosa interessa fotografare).Inoltre:
Attacco Arca integrato
Compattezza (a 150mm).
Un abbraccio ad Enrico
in Open Space : due chiacchiere in compagnia
Di grande simpatia e gentilezza Enrico, ci siamo conosciuti virtualmente oltre che leggendoci, nelle riunioni zoom, ricordo che una volta era apparsa anche lei.
Per queste cose non ci sono parole, nè si può far nulla, se non far sentire che siamo vicini, come meglio possiamo.