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Alessandro Pisano

Nikonlander Veterano
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Blog Entries posted by Alessandro Pisano

  1. Ciao,
    chi ha avuto modo di leggere i post di Mauro e Max, ricorderà che Mauro ha elaborato questo picture control per Voi ma anche per me.☺️
    Lunedì mi ero promesso di provarlo a Venezia, sperando che ci fosse la nebbia fitta, il Buon Dio mi ha cercato di dare una mano
    Dal titolo potete capire che stiamo parlando del TRIX-X 400 Black (molto Black) e White.
    Mauro se ho interpretato bene il suo pensiero, suggerimento, diceva di prestare attenzione al bilanciamento del bianco, io ho cercato di ricordarmene
    Alcune considerazioni, magari superflue a più ma che mi sento il dovere di dire.
    File jpeg , nessuna correzione PP, (altrimenti che servirebbe), bilanciamento del bianco su Auto, come prima fase, (siamo dai 5000-6500°K) poi bilanciamento su Ombra (8000°K), ma ve lo segnalo io.
    Esposizione completamente allineata allo 0, non c'e sottoesposizione o sovraesposizione (volutamente a 0)
    I soggetti sono volutamente diversi proprio per verificarne l'effetto.
    Attrezzatura usata Z9 + Z50 mm f.1.2 obice che adoro trasportare con me, uomo grande obiettivo grande. 🤣
    Bilanciamento del B. su Auto






    E si c'era anche un'altro N.lander con me.

    Bilanciamento del bianco impostato su ombra (8000°K circa)








    Alessandro secondo Riccardo




    Le considerazioni le lascio a Voi, se volete....
    Io sicuramente lo userò ancora voglio provarlo in maniera massiva
    GRAZIE Mauro per l'editing ed a Max per il supporto di questo Picture control.
    A presto.
  2. Un lunedì diverso dal solito

    Fortunatamente non tutti i lunedì dobbiamo lavorare 😂
    Lunedì scorso dopo una domenica passata con la mia MTB, mi ero promesso che avrei portato fuori a fare una passeggiata la mia Z9 con il 70-200., era da troppo tempo che non uscivamo insieme, considerando che a Palermo ho portato la Z6 e la stessa cosa a Napoli qualche settimana prima.
    Io ho la fortuna di avere ancora un pò di campi vicino alla mia casa, di sicuro non sono i boschi di Valerio ma restano sempre dei campi in cui è piacevole fare una passeggiata (2h ore all'aria aperta e 6,5 km, almeno cosi dice il telefono) se non ci fossero dei maleducati, ma ormai ci si stupisce quando troviamo delle persone educate mentre un pò di anni fa avveniva il contrario.
    La prima foto cattura una delle tante ville Venete, ville che mi hanno sempre affascinato e in cui mi chiedo oggi come riescano a vivere con i problemi di sicurezza che purtroppo abbiamo.
    Villa che vedo sempre e villa che fotografo sempre perché la trovo incantevole, anche se non ci abiterei mai perché le mie esigenze sono diverse

    Continuando a camminare ed a guardarmi in giro resto sorpreso da chi ha arato e seminato il granoturco, belle queste linee dritte mi dico, forse ho fatto troppo disegno tecnico nel passato 😂, o chissà perché i miei occhi si sono soffermati a guardare questo, forse ci vorrebbe una visita specialistica da seguaci di Freud 😅

    Girovagando mi cattura il granoturco incolto, pianta in cui trovano riparo gli uccellini, che bel cantare.

    Ma camminando ancora un pò, trovo il pollo selvatico, ma nemmeno tanto selvatico, è cosi che molti veneti lo definiscono 😂
    E stata anche l'occasione di provare l'aggiornamento dell'autofocus su Z9 con soggetti che non fossero macchine, Woman in love, o altro., e qui l'autofocus ha inquadrato in pieno il fagiano.

    Invece qui no, me né rendo conto (AF area grande + riconoscimento uccelli) MA, in mezzo a tutta questa vegetazione anche i miei occhi hanno fatto difficoltà.

    Eccone la prova (screenshot) con NX Studio.

    Anche qui ci è andato vicino ma non non c'e l'ha fatta, caspita guarda il contrasto Ale..., però il risultato tutto sommato non è male, a mio avviso

    Poi la gita si è impreziosita di Argo, un Rhodesian ridgeback, cane africano usato per la caccia ai Leoni e per la protezione del villaggio, ma non vorrei avventurarmi in cose che non conosco cosi profondamente.

    Poi nelle vicinanze c'e un piccolo laghetto, mi dicono che bazzica anche il cavaliere d'Italia, io non l ho mai visto, e spero che chi me l ha detto non fosse sotto gli effetti del Merlot. 🤭, l 'acqua i riflessi mi piacciono sempre forse perché portano il mio pensiero al mare.

    Mentre rientro vedo un ombra nel campo e capisco che c'e qualcosa di più grande di un passero sopra la mia testa, e qui l'autofocus ha fatto in pieno il suo dovere.





    Ora si torna davvero a casa sono le 12.00 e l'aperitivo mi aspetta.
    Non voleva essere una testimonianza dell'efficenza dell'autofocus con il nuovo Firmaware per questo lascio il testimone ai N.lander più preparati di me cosa che hanno fatto nei post del passato.
    Voleva essere solo una passeggiata disintossicante rinfrescante, neanche tanto purtroppo viste le temperature, che mi ha permesso di portare con me la mia Amata a prendere un pò di aria.
    Tutte le foto sono realizzate con Area AF grande+ riconoscimento uccelli, ISO auto, modalità M.
    Lunedì prossimo sarò ancora in ferie, mi aspetta Venezia con i nuovi Picture Control di Mauro, se penso che ne ha creati ventitré for US.....
    Forse non dovrei pubblicare tutto questo, ma, penso che forse a qualcuno possa anche piacere, o forse penso che alcune volte ci vuole anche un bicchiere di acqua fresca, se mi sentono i miei amici vinaioli.
    A presto Dears.
    Ale forever.
  3. Con Nikon è stato amore sin da subito, e resterà per sempre tale, poi quando non sarò più innamorato resterò solo perché per me un amore non può essere sostituito, purtroppo sono fatto cosi.
    Il mio amore è iniziato con una F404, sorella della F401, destinata al mercato Americano, e pur essendo una una entry level quando la ricevetti, in prestito, era di mio fratello più grande, mi sembrava che fosse la più bella delle macchine fotografiche, e dormiva affianco e me, sopra al comodino, spiegalo alle nuove generazioni.
    Beh, veniamo ad altro.
    Per che mi conosce sa che sono pieno di passioni, tra l'altro tutte costose ahimè 😄, e lo sport è uno di queste.
    Sport per me vuol dire anche andare in bicicletta, prevalentemente in mountain bike, mezzo che mi permette di arrivare dove le macchine non riescono ad arrivare.
    Uno dei desideri che ho sempre avuto è di fotografare i posti meravigliosi che vedo quando vado in MTB, non con il telefono, e fortunatamente la mia zona né è piena, la difficoltà e non perdere i miei amici che non mi aspettano 🤣.
    Ma quale poteva essere la macchina che poteva fare al caso mio ?
    Doveva essere possibilmente piccola, non ingombrante, non pesare, perché i ciclisti non vogliono portare nemmeno un etto in più figuriamoci un kilo.
    Mi sono consultato piu volte con Mauro e Riccardo e considerando il budget, lo scopo, e il fatto che doveva essere usata anche dalle mie ragazze la scelta è caduta su una Z6 I generazione, non la migliore delle Nikon ma il suo dovere lo farà sempre, è Nikon!
    Alcune volte vi ho portato in giro per Venezia questa volta andiamo ad Asiago, luogo a cui sono molto affezionato per la sacralità che emana, e sono sicuro che avete capito il senso visto poiché siamo diversamente giovani e conosciamo la storia del nostro paese.
    Le foto sono a solo scopo documentativo in quanto non si possono cogliere luci ed ombre come noi vorremmo.

    I segni di Vaia sono evidenti e lo resteranno per decenni, ma pedala Ale che arriviamo in alto......
    Ecco i I miei compagni di merende e per distaccarli non potete immaginare lo sforzo che ho dovuto imprimere, io pedalo ancora con una bici muscolare ma e solo questione di tempo nel passare ai 48 V. 😂
    Dove non c'e vegetazione è sempre causa di Vaia, questo è il posto tra i più colpiti, siamo a Marcesina., dove i venti soffiavano a più di 200 km/h


    Ale pedala che dobbiamo arrivare ancora più in alto, ecco quasi ci siamo, c'è il Forte Lisser che ci aspetta, e lì, Fortezza costruita dal 1914 al 1918 come avamposto italiano, siamo a 1633 metri di altezza.


    se penso che ha più di 100 anni e lo stato ancora integro per la maggior parte.
    Ale girati a 360° e guardati introno, il panorama è cosi bello che vorresti fermarti per ore a guardarlo e contemplarlo.
    Siamo a 1633 di altezza

    forza, dai il giro non è finito dobbiamo andare a vedere l'aquila di Vaia, un opera di Marco Martalar, opera di 5 metri di lunghezza e 7 metri di lunghezza per un peso di 1600 kg.


    Fortunatamente dopo una salita c'e sempre una discesa 😊
    Se volete salire in MTB con Ale seguitemi ...... , qui siamo dentro il bosco.
    Video x NL.mp4
    Per i più curiosi il giro è durato 6 ore con un dislivello di 2000 metri

    Attrezzatura usata, una Z6 prima generazione con il 40 mm F2, per lo più scatti in manuale ma alcune volte in automatico, e una Dji action Osmo 3, 4K a 60 fotogrammi.
    La Z6 era all'interno di una tasca che hanno i giubbotti da ciclisti posta posteriormente, ma che difficoltà ad estrarla🤪,mentre la Dji era fissata sul petto per mezzo di una imbracatura che avvolge le spalle.
    Molte volte il mirino delle Z6 era avvolto dalla nebbia, che in realtà era la condensa che ho prodotto io 😁, lo pulivo è mi sembrava essere un Re a 1600 metri con una ML e non un telefono a fotografare i panorami.
    Spero che possa piacervi.
    A presto come sempre !




  4. Carissimi NL,
    dal titolo avete già intuito, l'idea dei Fondatori è quella di vedere se un workshop di Street possa interessare.
    L'idea è quella di passare un fine settimana a Palermo, poter fotografare con Max che non solo ci spiegherà i trucchi del mestiere ma ci porterà in giro per Palermo facendoci ammirare i segreti di questa bellissima città.
    L'idea potrebbe essere quella di arrivare a Palermo il venerdì pomeriggio/sera.
    Sabato e Domenica mattina ci dedichiamo al WS per poi ripartire domenica pomeriggio per casa.
    Il periodo potrebbe essere Ottobre o al massimo i primi 15 gg di Novembre, dormire in B&B e cena tutti insieme (una full immersion di un paio di giorni)
    Se ci muoviamo per tempo potremmo trovare anche delle offerte vantaggiose per i voli (per i più distanti).
    Se riusciamo ad essere almeno in 5/6 potremmo fare partire tutta la macchina logistica.
    Fateci sapere se possa essere cosa gradita.🥰
    Grazie.
    A presto.

  5. Carissimi Nikonlander, 
    Ci è venuta una idea e volevamo capire se potrebbe essere interessante per Voi partecipare ad un nuovo workshop nel Nord d'Italia con delle modelle, in uno studio fotografico, affiancati da un Tutor esperto in materia.
    Tranquilli il tutor non sarà Alessandro ma una persona molto preparata. 
    Una possibile agenda potrebbe essere :
    Location: Nord di Milano  Quando: una domenica di Maggio   domenica 13 luglio 2025 Durata: giornata intera (preferibile) o mezza giornata in base alle vostre esigenze/adesioni, sicuramente con la giornata intera imparerete molte più cose, e la conoscenza entrerà maggiormente sotto la vs.pelle. Ambientazioni con luce naturale, mista, artificiale luce continua Tutor al seguito per chi ne sentisse la necessità  Modelle in base alle adesioni /disponibilità  Max 8 persone  (possibilità di pernotto in zona a tariffa agevolata per chi venisse da molto lontano) Se volete che questa iniziativa prenda forma, servono almeno 6 adesioni 
    il pagamento deve essere anticipato, come al solito, € 250 per intera giornata, € 125 per mezza giornata , procapite 
    Per favore replicate se interessati, poi faremo partire la macchina organizzativa 
    A scanso di equivoci, è una iniziativa senza nessun ritorno economico né per il Tutor né per Alessandro, l'intento è di stare insieme una giornata, imparare quello che ci viene trasmesso, applicarlo nella ns. vita fotografica e infine pubblicare le vs. fotografie, ricordandoci che il 2025 non sarà un anno particolarmente interessante per le news fotografiche e questo bellissimo sito dovremmo alimentarlo NOI. 
    Spero che questa proposta possa essere apprezzata
    Fatemi sentire la vs. voce qui di seguito nei commenti.
    A presto ! 
    Alessandro
    ***
    Alcune fotografie realizzate nell'edizione di maggio 2024












  6. Ma che cosa sono le scuole grandi? 
    Le scuole Grandi di Venezia sono associazioni o meglio confraternite laiche votate ad un Santo nate durante il periodo della Serenissima, dedite al servizio dei più poveri.
    Durante il periodo della Serenissima a Venezia esistevano tre tipologie di confraternite, le scuole comuni, le scuole artigiane, e le scuole dei Battuti.
    Le scuole dei Battuti sono denominate così dal movimento nato a Perugia intorno al 1200 e composto dai flagellanti, persone che praticavano l’autoflagellazione pubblica come atto di penitenza non solo per sé stesso ma anche per la comunità.
    Con la caduta della Serenissima, Napoleone chiuse tutte le scuole perché alle scuole erano iscritte gran parte della Borghesia Veneziana e Napoleone voleva scongiurare qualsiasi tipo di insurrezione.
    Ad oggi ci sono ancora cinque Scuole, quattro grandi (S. Dei Carmini, S. Di San Giovanni, S. di San Rocco, S. Di San Teodoro) ed una "nazionale" Dalmata dei Santi Giorgio e Trifone.
    Le scuole Grandi sono organizzate con una struttura simile alla Repubblica di Venezia ma molto più in piccolo.
    La Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, è nata nel 1261 grazie alla ricca famiglia Badoer ed è situata nel Sestiere di San Polo, ha un complesso architettonico con annesso il campanile, la chiesa, due campielli e un cimitero coperto.
    Il complesso è su due piani in cui si possono vedere diversi stili architettonici tra cui il gotico e il barocco.
    La scuola di San Giovanni era dedita all’accoglienza, vale a dire che davano ospitalità e cibo a tutti i poveri che arrivavano a Venezia.
    Il piano inferiore normalmente veniva destinato alle attività caritative mentre la sala al piano superiore era destinata alla riunione del Capitolo Generale.
     
    Ma ora andiamo insieme a visitarla, ma prima di entrare ecco i campielli in cui potete vedere la porta d’accesso, sempre aperta per dare a tutti la possibilità di attraversarli.

    Il portale a cui si accede al campiello è sormontato da un grande lunotto con l’aquila, simbolo di San Giovanni Evangelista. 

    Ecco la chiesa, 
    fondata a fine del ‘900 come cappella privata della famiglia Badoer, conserva un prezioso organo del 1760 di Giovanni Battista Piaggia ancora funzionante (Mauro questa postilla è per Te conoscendo i tuoi trascorsi).
    Il palco è tutto in legno, io pensavo fosse marmo ma è tutto il legno, la venatura è straordinaria. 
    All’interno della chiesa c’è una piccola cappella dedita alla Madonna di Lourdes che mi ha profondamente colpito così come il dipinto di Cristo.







    Ora lasciamo la chiesa ed entriamo nella Scuola Grande
    Questa è la sala dove venivano accolti i poveri che arrivavano a Venezia, in cui potete notare ancora un grande camino per scaldarsi, in realtà ce ne erano due ma uno e stato rimosso.
    Le colonne hanno un segno che definisce il livello dell’acqua durante la tremenda alluvione del 2019 
    I pavimenti sono il simbolo dell’arte veneziana, io ne resto sempre affascinato.



     
    Ma ora saliamo attraverso lo scalone per accedere al piano superiore.
    Lo scalone ha una geometria conica, in realtà sono due scale simmetriche e in basso sono più strette di quanto non siano in alto, (io ho detto il contrario alla domanda posta dalla guida ) poiché  confluiscono due scale, opera progettata da Mario Codussi e che ricalca il ponte di Rialto.
    Bellissimo 


    Ma eccoci alla Sala Capitolare di Giorgio Massari in cui ci sono numerose tele di artisti veneziani tra cui il Tiepolo il Tintoretto, Longhi e Palma il Giovane.
    Il soffitto ha le stesse figure geometriche simmetriche del pavimento, ed è tra i più belli che abbiano mai visto i miei occhi.
    Qui organizzano eventi tra cui concerti di musica classica, fortunatamente io ne ho visto uno con violini, viole e violoncello, sound good.



     
    Incredibilmente in questa sala c’è una finestra (interna, io non ne avevo mai vista) che da ad un Oratorio della Croce
    E qui c’è un frammento della croce di Cristo, dentro l'oracolo, ricevuto in dono da Philippe de Mézières, che era un cancelliere dei regni di Cipro e di Gerusalemme
    Quando ci fu l’invasione di Napoleone la reliquia venne nascosta e fortunatamente è ancora a Venezia. 
    Ogni anno a novembre c’è una processione che arriva alla chiesa dei Frari in cui viene mostrata la reliquia



     
    Fine della gita.
    Spero di non avervi tediato ma trasmesso le mie emozioni e di avervi rubato un pò di tempo alle piattaforme web purché non sia Nikonland, ovviamente scherzo 
     
    Tutte le foto sono state realizzate con la Z9 e lo Z 20 mm f.1.8 sempre a tutta apertura. ISO max 200, le foto hanno solo di carattere illustrativo
    A presto ! 
     
     
    N.B. Le informazioni che vi ho trasmesso sono frutto della conoscenza di una guida durante la visita guidata e degli approfondimenti che ho fatto nel web, pertanto di Alessandro non c’è nulla.
    Se vi state chiedendo quanto tempo ci ho messo per fare tutto questo direi 4 ore di ricerca nel web, 2 ore per trovare il testo giusto, sperando che vi piaccia, qui non sono un fulmine, per il post sviluppo poco tempo, capirai viste le foto direte 
    La visita è stata fatta durante il carnevale e mi aspettavo molta gente in realtà eravamo in due io e mia moglie e mi sono goduto 1 ora e mezza di spiegazione della guida 
  7. SmallRig RC60 B & la mia Martina

    Immagini scattate nel mio appartamento con la Z9 e lo Z85 mm, ma, soprattutto con lo SmallRig 60RC B, impostato a 3200 °K intensità al 9% (la stessa del WS ) posizionato alcune volte frontalmente alcune volte lateralmente, as suggested. Sembra un giocattolo ma in realtà è un portento ma sulle sue potenzialità ci sono gli articoli di Mauro. 
    Io a Limbiate me ne sono immamorato e Mauro mi ha dato la dritta di quando comprarlo. 

     
     
     
     











  8. Carissimi, 
    Questa foto fa parte della mia vacanza splendida fatta a Giugno 2024 in Sardegna, precisamente a Monte Petrosu.
    Beh pensate che questa foto la volevo fare nel 2022 ma, non avevo a disposizione nessuna fotocamera/attrezzatura, poiché avevo venduto la D850 e il mio corredo F per far posto al mondo Z, che doveva arrivare a marzo ma poi arrivò a fine Luglio e andai in vacanza senza nulla.
    Alla fine mi sono detto devo tornarci non solo perché anche nel 2022 ho passato uno splendido soggiorno, ma per avere un ricordo, stampabile di qui bellissimi posti e momenti vissuti .
    Quindi una foto pensata, immaginata nel 2022 e realizzata nel 2024 
    Pensate, la stavo caricando questa foto nelle sezione paesaggio, commentandola , ma poi mi sono detto... perché non lo chiediamo anche a Tutto il nostro pubblico (che sarebbe nutrito ma in realtà è piccolino, o meglio i partecipanti sono quasi sempre gli stessi, mentre siamo in Tanti).
    Chissà quante volte è successo anche a Voi,  dove è successo, ci siete tornati appositamente per scattare la foto mancante? 
    Forza raccontateci. 
    A presto.
     

  9. lo scorso sabato sono andato a vedere una gara Internazionale di MTB, disciplina XC, sul Montello.
    La disciplina XC è la disciplina tecnica, presente nel circuito olimpico, viene comunemente chiamata Cross Country, solitamente i biker devono fare 5/6 giri di un anello lungo 4/6 Km ,con un dislivello medio di circa 200/300 metri per giro.
    Prima della gara vera e propria, c'e un giro di lancio in cui l'apripista è una moto, per mia sorpresa elettrica, impressionante l'accelererazione di queste moto.
    Sembra poca roba ma credetemi che lo sforzo cardiaco è altissimo in quanto si corre sempre in apnea per 1 h e mezza.
    Le traiettorie possono essere diverse ma il sedere durante i salti deve essere sopra la ruota posteriore, pertanto fuori della sella, altrimenti il 360 è assicurato, intendo la capriola.
    Il Montello è per tutti noi ciclisti una palestra naturale in cui si possono trovare salite e discese di qualunque tipo, sia per bici da strada che per MTB , andrebbe evitato in MTB dopo una pioggia perché il fondo è argilloso, pieno di radici e dunque scivoloso, e quando si incolla quel fango su freni e trasmissioni il gioco si fa duro, le rotture di cambi e catene sono molto frequenti.
    Oggi fatalità il Montello era in quelle condizioni, spesso e volentieri i ciclisti preferiscono bagnare il cambio e tenerlo pulito piuttosto di bere, guidare queste biciclette in queste condizioni non è per nulla facile, credetemi, Guardate le foto in cui la ruota anteriore gira e la posteriore è bloccata, con conseguente difficoltà di tenere la bici in traiettoria.
    Ma ora veniamo alle foto, scattate con Z9 Z70-200 f.2.8 e alcune con lo Z 85 f.1.8, area small con riconoscimento persone, alcune foto con panning.
    Il 70-200 si conferma un rasoio, solo gli Obici di Mauro mi trasmettono le stesse sensazioni.
    Buona visione
     































  10. Vicino casa, come ricorderete, ho la fortuna di avere questa Oasi, gestita da dei Benedetti volontari (LIPU), aperta alla domenica e spesso ci vado per eliminare le tossine settimanali, quando non vado in bicicletta 
    Solitamente, cammino cercando e sperando di scattare delle immagini, ma questa volta, mi hanno chiesto se volevo provare il capanno ed ho ceduto fortunatamente alla tentazione 
    Nel capanno ci possono stare 2 persone comodamente, io non ho utilizzato nessuna piastra/staffa/Gimball, sebbene ce ne siano disponibili, perché volevo essere rapido in caso di cambio dell'inquadratura, ho invece usato un piccolo cuscino che mi ha fatto da spessore.
    La distanza tra me e il pettirosso era circa 2-3 metri 
    Le foto sono state scattate con la Z9 e lo Z400 F4.5 mm 
    AF, Area Small, ISO da 400 a 3200, Tempi da 1/400 a 1/640, ad eccezione dell'ultima (1/1600), riconoscimento uccelli, nuova versione dei SW. 4.10, e devo dire che mi ha sorpreso perché ha riconosciuto l'occhio su vista frontale con un'area molto piccola come l'occhio di questo bellissimo pettirosso. 
    Nei prossimi giorni vi farò vedere altri simpatici animaletti 
    A presto.
     
     
     








  11. Il 21 Novembre per i Veneziani, e non solo, è la Festività della Vergine Maria, o festa della Madonna della Salute, ricorrenza che avviene dal 1630 
    Per Noi Veneziani, è una festa sentitissima perché ha decretato la fine della peste Bubbonica, io avendo mia madre che era di Canareggio, uno dei quartieri storici di Venezia, e andando da piccolino in pellegrinaggio con Lei sento particolarmente questa celebrazione e oggi mi sono preso un giorno di ferie e ci sono ritornato 
    La festa è cosi sentita che la Repubblica della Serenissima fece erigere dei Santuari/Chiese in tutto il territorio Veneziano, pertanto non solo in Italia ma anche in Istria e anche nella Dalmazia.
    Anche in altri comuni viene celebrata in giorni diversi questa ricorrenza, in Emilia Romagna, e mi risulta anche in Sardegna
    La motivazione è molto semplice, tra il 1630 e il 1631 ci fu un contagio che avvenne perché alcuni Ambasciatori Mantovani si recarono a Venezia per chiedere aiuto per contrastare la peste che si era diffusa a Mantova, e in tutta il Nord Italia, come raccontato magistralmente nei ns. "Promessi Sposi" 
    L'epidemia fu devastante, e nonostante furono prese delle precauzioni, in cui gli Ambasciatori vennero messi in quarantena su un'isola, San Servolo, l'epidemia si diffuse a macchia d'olio, e si propagò anche perché i vestiti dei defunti vennero venduti dai mercanti, i morti erano dappertutto nei lazzaretti (luogo che fu costruito in origine dai Veneziani,) e amassati nelle calli 
    Il Patriarca con il supporto del Doge ordinò di tenere delle preghiere in tutta la città ma niente da fare la peste non rallentava, fu così che il Senato ordinò di costruire una nuova chiesa dedicata alla Vergine Maria Santissima, intitolandola "Santa Maria della Salute"
    Il Senato decise inoltre che ogni anno nel giorno della fine del contagio i dogi dovessero recarsi in pellegrinaggio a pregare in questa chiesa, e la data è il 21 Novembre 
    La chiesa costò una fortuna e venne costruita dal nulla, smantellando molte case nell'area della punta della Dogana, luogo in cui si può ammirare il Bacino si San Marco 
    La particolarità è che durante e solamente per questa festività viene messo, dalle nostre Forze Militari, a cui ho espresso il mio ringraziamento, un ponte che collega San Moisè a Santa Maria del Giglio.
    Ci vuole pazienza perché il pellegrinaggio può durare un paio di ore 
    Ma ora basta e permettetemi di mostrarvi qualche foto, solo documentale, scattate con la Z9 (Z24-70 f.2.8 + Z20 mm f 1.8) in una giornata terribilmente grigia
    Naturalmente non ho scattato nessuna foto all'interno perché è un giorno di preghiera solenne in cui ci sono messe tutto il giorno 
    Si parte dalla Stazione, scusatemi ma resto sempre affascinato da quello che mi si presenta, nonostante l'avrò vista migliaia di volte 
     

     una classica veduta dal Ponte degli Scalzi 
     
    Passeggiando per Venezia ho visto questa lancia (imbarcazione) della Polizia con attrezzature subacquee bagnate, e il mio pensiero è andato a Valerio, anche se lui si immerge in acque totalmente diverse e con altri scopi 

    Poi passando per le Zattere, ho fotografato, lo "Squero", luogo dove vengono manutentate e riparate le gondole 

    Ma eccoci in prossimità della Madonna della Salute, classica vista dal Ponte dell'Accademia" ma come potete notare si vede il ponte provvisorio sorretto con dalle piattaforme galeggianti 



    Infine alcune immagini dalla Punta della Dogana, in cui si può vedere tutto il bacino 


    Con la speranza di avervi trasmesso le mie emozioni 
    Buona Immacolata Cari 
     
     
  12. Un mio fratello poco tempo fa mi faceva notare che noi da ragazzi, ci spostavamo da una parte all'altra del paese macinando chilometri in bicicletta, cantando quasi .. sempre, forse eravamo un può più spensierati dei ragazzi di oggi, e penso che fossimo anche un po più felici, (ma non voglio aprire una discussione su questo tema) e quando andavamo tra i campi, come diciamo noi nel Trevigiano, ascoltavamo i suoni della natura …. 
    Oggi mi sono ricordato di quei tempi e mi sembra di aver fatto un salto ad un pò di anni fa……ma allora non avevo una reflex, e suoni, le immagini sono impresse solo nella mia memoria, ma oggi proverò a condividerveli 
    All'inizio del mio "giretto" all'oasi, sono stato catturato dal canto di questo piccolissimo picchio, cantava a squarciagola…. forse aveva perso o chiamava la sua Mamma, qui si intravede appena ma il canto era incredibile potente 
    Z9 con Z 70-200 @300 mm 1/500 f.2.8 ISO 900 

    poi ha messo fuori la testolina 
    70-200 @300 mm 1/500 f.2.8 ISO 560

    poi ho provato a cambiare un pò l'angolazione cercando di farmi spazio tra la vegetazione, anche se quella foglia … 
    sempre con Z 70-200 @300 1/500 f.2,8 ISO 450 

    poi, ho provato ad utilizzare lo Z 400 @400 mm 
    1/1000 f.4,5 ISO 720 

    stessi parametri ma ad ISO 800 , e lui continuava a cantare a squarciagola ….

    a questo punto mi sposto e vengo catturato da questa variazione di colore

    ma il tour con lo Z 400 continua ….ed ecco che un altro uccello che canta, presumo sia una Sterna, correggetemi per favore se sbaglio
     






    poi sento un battito di ali molto forte ed in lontananza arriva lui ...

    solo dopo ho capito che era l Airone Rosso (di Silvio) ma l'attimo è scappato, le altre foto non gli rendono giustizia 
    Ma restiamo sulla Sterna, in fondo al piccolo lago notavo che la Sterna faceva delle picchiate che poi mi hanno fatto capire il reale motivo...

    in rapido avvicinamento 





    e poi arrivano anche loro ad impreziosire 


    fine della mia passeggiata, sono rientrato e il picchio continuava a cantare… e in macchina l'ho fatto anch'io 
    scusatemi se ho postato cosi tante foto sperando che possano essere gradite 
    Buona giornata 
     

  13. Mostre fotografiche a Venezia e nei dintorni

    Carissimi Nikolander ben trovati 
    volevo segnalarvi nel caso vi fossero sfuggite le seguenti mostre fotografiche a Venezia e nei dintorni, precisamente ad Abano nei Colli Euganei:
    Inge Morath dal 18 Gennaio al 4 Giugno 2023 (Venezia)
    Ugo Mulas dal 29 Marzo al 6 agosto 2023 (Venezia) 
    Elliot Erwitt dal 28 Gennaio al 11 Giugno 2023 Abano (PD) 
    Io andrò lunedì 13 pv, mi sono preso un giorno di Ferie, per vedere Inge Morath   
     
     
     
     
     



  14. Oggi per la prima volta proverò a scrivervi ed ad allegare alcune foto dell'isola di San Francesco del deserto o L'Isola del deserto 
    L'isola di San Francesco o L'Isola del Deserto è all'interno della laguna veneta ed è vicina a Burano, arrivare a Burano è relativamente semplice, ci si può arrivare da Venezia (dalla stazione) anche se a mio avviso è meglio partire dalla fermata di Fondamente Nove, una volta arrivati a Burano il collegamento verso l'Isola del deserto è possibile attraverso una navetta (barca), questo è il rif. Massimo  +393479922959 o scrivere all’indirizzo email: massimiliano.zane@alice.it. Per ulteriori informazioni consiglio di visitare il sito ufficiale di Lagunaflaline. L'Isola è visitabile in determinati periodi dell'anno , il mio consiglio di andare sempre nel web per trovare maggiori informazioni.
    Io ci sono arrivato in Barca, partendo da Portegrandi , questa è una foto del canale che porta nella laguna di Venezia 

     

    Arrivati all'interno ho notato questa foto appesa al muro all'interno del Chiostro in cui si può vedere la sua planimetria
    All'interno c'e un chiosco molto grande alcune cappelle e un giardino molto bello  

    Brevemente cercherò di raccontare la sua storia, spero che nessun storico si possa offendere se ometto delle info.
    All 'inizio l'isola di San Francesco del Deserto, era chiamata Isola de Do Vigne (delle due vigne) ed era di proprietà di un nobile veneziano Jacopo Michiel.
    Si narra che nel 1220, San Francesco d'Assisi si fermò per un breve periodo in ritiro spirituale, di ritorno dall'Oriente poiché in questa isola c'era una piccola chiesa
    Nel '400 l'isola venne abbandonata, a causa di malattie e della pestilenza, fu in questa occasione che al suo nome venne applicato il suffisso "del deserto", ribattezzandola in Isola di San Francesco del Deserto.
    Dal '400 in poi l'Isola di San Francesco del Deserto è sempre stata amministrata dall'Ordine dei Francescani, ad eccezione dei primi anni dell'ottocento (1808) quando le truppe napoleoniche trasformarono l'isola in un magazzino e una polveriera.
    Nel 1858, per opera del Padre Bernardino da Portogruaro, l'isola venne donata alla Diocesi di Venezia, che consentì ai frati di rifondarvi il monastero, ancora adesso attivo.
     
    All'interno dell 'isola c'è un giardino molto bello, considerate che siamo a Luglio con temperature "calienti" 



    La cappella di San Francesco è bellissima a mio avviso per la sue semplicità , ed all'interno traspare la spiritualità del posto, io ho avuto la stessa sensazione ad Assisi 
    L'Isola di Burano vista dall'Isola , in cui si può notare l'inclinazione del campanile che lo rende cosi famoso 

    Per chi volesse nell'isola di San Francesco del Deserto si possono fare dei brevi ritiri spirituali contattando il Monastero 
    Spero che questo mio primo racconto sia stato piacevole seppur breve 
    Tutte le foto sono state scattate con la Z9 il 24-70 f.28 
     

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