Jump to content

Search the Community

Showing results for tags 'recensione'.



More search options

  • Search By Tags

    Type tags separated by commas.
  • Search By Author

Content Type


Categories

  • Editoriali
  • News
  • Test
    • Nikon Z
    • Fotocamere Reflex
    • Obiettivi Nikon
    • Obiettivi Sigma
    • Altri Obiettivi
    • Fotocamere Sigma
    • Flash
    • Accessori
    • Guide all'acquisto
  • Evidenza
  • Grandi Fotografi Nikon
  • Storia Nikon
  • Wildlife Photography

Forums

  • Il forum di Nikonland 2.0
    • La parola agli iscritti
    • Domande e Risposte
    • News
    • Forum dedicato ai marchi fotografici diversi da Nikon
    • Riservato ai Nikonlander
  • Fotografia naturalistica's Discussioni di Fotosub
  • Fotografia naturalistica's Forum Naturalistico
  • Il Club delle Figlie di Thor's Forum delle Figlie di Thor
  • Il Club delle Figlie di Thor's Le figlie di Rama
  • Compralo dove vuoi e ti diro' chi sei...'s feedback sui negozi
  • Compralo dove vuoi e ti diro' chi sei...'s compralo dove vuoi, purche' sia Nikon
  • Compralo dove vuoi e ti diro' chi sei...'s compralo dove vuoi anche se non è Nikon
  • Compralo dove vuoi e ti diro' chi sei...'s Mercatino tra amici
  • Circolo Pickwick's I nostri libri di fotografia
  • Circolo Pickwick's Mostre e eventi
  • Circolo Pickwick's Grandi Fotografi (e non)
  • Circolo Pickwick's Circolo Pickwick : discussioni sulla fotografia
  • Nikon Generazione Five's Forum : Le nostre reflex Generazione Five
  • Oltre lo scatto's Software
  • Oltre lo scatto's Oltre lo scatto : Risorse e contributi online
  • Oltre lo scatto's Hardware
  • Oltre lo scatto's Stampa
  • Paesaggio's Paesaggi e Parole
  • Sport !'s Sport e Parole
  • Arsenico e vecchie Nikon's Articoli Vintage
  • Arsenico e vecchie Nikon's Parole e Vecchie Nikon
  • Arsenico e vecchie Nikon's Le reflex digitali Nikon viste da Nikonland
  • Zetaland's Zetaland Forum
  • Zetaland's ZETA BOOK NIKKOR

Blogs

There are no results to display.

There are no results to display.

Calendars

  • Community Calendar
  • Circolo Pickwick's Calendario mostre
  • Sport !'s Sport ed Eventi

Find results in...

Find results that contain...


Date Created

  • Start

    End


Last Updated

  • Start

    End


Filter by number of...

Joined

  • Start

    End


Group


About Me

Found 4 results

  1. Se non avete inteso bene, ebbene lo ripeto subito, nella mia modesta opinione e pur al netto del fatto che ho avuto a disposizione questo nuovo - ed atteso ! - primo teleobiettivo Nikkor Z solo per pochi giorni, questo Nikkor 85mm f/1.8 S si candida già come miglior 85mm mai prodotto da Nikon per caratteristiche generali e tralasciando l'apertura massima "limitata" ad f/1.8 anzichè f/1.4. Non è un sostituto dell'onesto ma mediocre Nikkor 85/1.8G, né, a maggior ragione, del precedente modello non motorizzato. E' un obiettivo che sinceramente, può confrontarsi con i riferimenti attuali per attacco F di focale 85mm, cioé Zeiss Otus e Sigma Art. Destinato, per compattezza e "velocità" sia operative che d'impiego, a diventare semi-leggendario come il vecchi Nikkor-H da otto centimetri e mezzo, protagonista insieme a 50/2 e 105/2.5 del film Blowup ... Non è, lo dico subito, un oggetto di cui ci si può innamorare per l'aspetto o per le raffinatezze costruttive. Il suo bisnonno pre-AI è ancora oggi ben più affascinante nella sua tozza massa di alluminio, ottone e vecchio vetro fuso in Giappone. Questo è in larga parte in lega di magnesio e policarbonato, del tutto simile al gemellino 50/1.8 S che distacca per una manciata di millimetri in altezza e in diametro e pochi grammi di peso. E' costruito in Cina (non che questo costituisca reato ma certo non lo rende più pregiato ... !). Insomma è un pò dimesso. Un cilindro un pò anonimo. Ma perfettamente armonico con le mie Nikon Z Ma le sue peculiarità sono tutte dentro all'involucro : lo schema ottico è complesso e prevede due lenti ED ( e nessuna asferica) il diaframma è a nove lamelle è costruito con guarnizioni a tenuta ha integrato il dispositivo di multifocusing Nikon (ci sono due motori di messa a fuoco che lavorano in sincrono muovendo differenti gruppi ottici) per una messa a fuoco di precisione ad ogni distanza rimamendo comunque entro un peso accettabilissimo di 542 grammi tappi compresi (secondo la mia bilancia). sono caratteristiche che il Nikon 85/1.8G si sogna. E tutto sommato che staccano anche il Nikkor 85/1.4G, obiettivo che non ho mai amato particolarmente e che secondo me è invecchiato piuttosto male. Alla prova dei fatti l'aberrazione cromatica delle versioni più anziane è quasi completamente scomparsa ( mi ricordo il pur buon 85/1.4D che promuoveva muraglie verdi sui contorni degli oggetti filiformi anche con la vecchia Nikon D2H ...), la nitidezza miracolosa, la capacità di rendere quasi fossero tridimensionali le forme ... commovente, la tenuta al controluce e al flare a tutta prova. che aggiungere di più al conto ? Che mi sono divertito ad utilizzarlo con le mie Z (sia Z7 che Z6 a seconda di casi e circostanze) per oltre 5.000 scatti consecutivi, godendomelo come un matto, potendo sfruttare la messa a fuoco con riconoscimento di volto e occhio insieme all'efficace stabilizzatore a 5 assi integrato nelle nostre mirrorless (gli altri obiettivi su FTZ attivano solo i 3 assi di stabilizzazione). I risultati sono convincenti, concreti, professionali. Raddoppiando in me la convinzione, già forte dopo aver provato il Nikkor Z 24-70/2.8 S, che realmente i nuovi obiettivi per l'attacco Z rappresentano molto più degli attuali corpi, la vera promessa di salto generazionale del corredo Nikon. Quindi diventerà parte integrante del mio arsenale fotografico su Nikon Z appena mi sarà possibile acquistarne uno per me. *** Non accusatemi di eccessivo entusiasmo, mi conoscete da tanto di quel tempo che riuscirete a capire dal tono di come scrivo l'effettiva portata delle mie sensazioni in ogni mio articolo, contestualizzandolo e non prendendolo per assoluto. Che come al solito vi prego di prendere per quello che sono : opinioni personali, anzi, personalissime. Considerando che io prendo i risultati offerti dalle Z per come sono concepiti dai suoi progettisti, quindi nella loro sintesi di hardware+software. Non ho né l'interesse né la curiosità di andare a vedere come siano i file "grezzi" prodotti con questo obiettivo in ambienti di sviluppo diversi da quelli "pilotati" da Nikon. Nè di portare prove oggettive o semi-scientifiche di mire ottiche, muri di mattoni, angoli estremi di prospettive geometriche elaborati con macinapixel esoterici. Questo è un obiettivo da ritratto che va preso per ciò che è. La focale 85mm con una messa a fuoco da 82 cm è una precisa scelta progettuale pensata per rendere al meglio il mezzo busto della figura umana. Senza gli eccessi degli obiettivi più corti che possono riprendere da più vicino e senza le eccessive compressioni di quelli più lunghi con ingrandimenti superiori. Per le foto sono autorizzato ad esporne solo qualcuna e trattandosi di un esemplare di preserie non posso però condividere (né lo farei) gli originali. Sono però immagini quasi del tutto prive di post-produzione salvo le opportune regolazioni di sviluppo. Le foto che seguono sono state eseguite con Nikon Z7 e con una lente acromatica Marumi DHG 330 da tre diottrie per ridurre la distanza di messa a fuoco ed ingrandire il soggetto. Sono dei crop per valutare la capacità di resa del soggetto, a diaframma chiuso f/8, a mano libera e con luce naturale. non è un macro, evidentemente ma vi assicuro che ad occhio nudo quei fiori di zucchina e quelle foglie non riesco a percepire tutto quel dettaglio. Né quella tridimensionalità di resa che fanno apparire quasi ... inquietante il primo fiore ! questo fiore di ortensia è ripreso invece ad f/3.2 con uno sfuocato che si mantiene uniforme e continuo ma un dettaglio ancora ben leggibile sul primo piano a fuoco. Su Z6, ancora con lente addizionale, il dettaglio della bocca umana qui a tutta apertura e con la metà dei pixel (ma questo non è un crop : é l'immagine intera). Ed andando su quello che sarà il campo di utilizzo top di questo obiettivo, un ritratto ad f/1.8, ancora su Z6 con obiettivo ovviamente liscio soggetto giapponese per obiettivo giapponese ... In esterni, a tutta apertura e con il riconoscimento dell'occhio che risulta impeccabile anche in ombra e con gli occhiali : Nikon Z6, Nikkor 85mm f/1.8 S ad f/1.8 f/4 f/1.8 in interni, su Z6 in esterni, f/1.8 *** Due parole per finire sul prezzo a cui, dal 5 di settembre questo obiettivo sarà commercializzato (proposto al pubblico IVA compresa a 930 euro circa). Non paragoniamolo per favore a quanto si trova il vecchio Nikkor 85/1.8G. Quello è realmente un obiettivo di una categoria inferiore, con prestazioni nettamente inferiori, che non è stato pensato per valorizzare al meglio le nostre Nikon Z. Mettereste pneumatici vulcanizzati per risparmiare sulla vostra roboante Alfa Romeo Quadrifoglio ? No, quindi fatevi un favore, sulle Z impiegate obiettivi Nikkor Z ! Certo, 930 euro sono una cifra considerevole e solo in parte giustificata dal valore intrinseco dell'oggetto (non parlo delle prestazioni che al momento non hanno paragoni). Ma siamo entrati in una fase della nostra passione in cui i numeri in gioco sono quelli che sono. Noi siamo rimasti in pochi e sempre meno persone trovano motivo di acquistare questi "giocattoli". Le spese di ricerca e sviluppo in proporzione crescono per evere prestazioni così elevate, e devono essere ripartite su un numero di pezzi inferiori. Confidiamo sulle campagne di incentivazione all'acquisto promosse da Nikon ma mettiamoci l'anima in pace : la fotografia è tornata ad essere una passione d'elite per chi vuole concedersi il meglio delle novità offerte dal mercato. Questo è se vi pare. E qui si chiude questa anteprima. Torneremo su questo obiettivo dopo qualche mese di impiego serio ed impegnato sul campo per riportare esperienze ed impressioni di lungo termine, come costume di Nikonland. Grazie per l'attenzione e grazie a chi ha reso possibile questa anteprima di un oggetto che attendevamo realmente con grandissime aspettative, del tutto mantenute alla prova dei fatti. Testo e Immagini Copyright Nikonland 2019 - riproduzione riservata.
  2. Il fotografo digitale ha lasciato le problematiche di archiviazione di negativi, pellicole e diapositive per occuparsi invece di competenze prima eminentemente informatiche come spazio di archiviazione e copia di file. Banalmente è un argomento che viene quasi sempre messo in secondo piano dal fotografo comune, sempre più sensibile ad occuparsi della scelta di fotocamere ed obiettivi che di hard-disk, tipi di connessione, copie di sicurezza, copie ridondanti, spazio di lavoro e spazio di archiviazione. Nikonland ha sempre cercato di sensibilizzare i suoi lettori su queste problematiche con una certa periodicità e cogliamo l'occasione della prova dell'apparecchio in esame per farlo ancora. Abbiate cura delle vostre immagini digitali. Non sperate che i vostri hard-disk siano eterni. Non sperate che non vi capiti mai niente perchè prima o poi capiterà. Un guasto ad un hard-disk é quasi sempre recuperabile ma comporta spese, rischio di perdita di dati, tempi morti. Risparmiare su questo fronte non è mai una scelta saggia. Spesso si finisce per capire quanto sia importate la protezione delle proprie immagini solo quando capita un guasto. E' il momento peggiore. Sul mercato esistono tante soluzioni pronte, sia per lo spazio di lavoro (i dischi in cui immagazzinare le immagini da lavorare, oltre che da conservare) che di copia (i dischi, generalmente esterni su cui si fanno le copie di sicurezza) di vario livello, prezzo e capienza. G-Technology - oggi la divisione che propone apparecchi premium di Western Digital - nasce per offrire apparecchi di fascia alta che si differenziano per robustezza ed affidabilità dalle proposte mass-market. L'ambito di sbocco tipico è quello professionale - specie per sistemi Apple ma anche per pc Windows - ma ciò non rende i suoi prodotti inaccessibili anche al normale utente amatoriale. Negli ultimi mesi abbiamo già provato due soluzioni personali esterne, in questa occasione siamo andati su un sistema RAID che rappresenta l'offerta di fascia media di G-Technology. Esistono infatti sistemi multidisco a 8 e più dischi interni. Che cos'è ? Si tratta di una unità a due dischi interni configurabili in RAID automatico. Ne esistono di vari tagli, da 8 a 28 terabyte (qui la pagina prodotto sul sito americano) tutte organizzate allo stesso modo - cambia solo il modello dei due dischi fissi interni, uguali tra loro - ma le prestazioni e le peculiarità sono le medesime. Io ho avuto in prova per circa due mesi la versione da 12 TB con due dischi interni HGST da 6TB l'uno per un totale di 12 TB. Sono comunemente disponibili presso la grande distribuzione e i venditori online di materiale elettronico. La confezione è quella tipica di G_Technology in azzurro. Come è fatto ? Il classico contenitore in alluminio argentato e spazzolato. Rispetto alla versione a disco singolo già provata (qui il test) ma naturalmente di altezza doppia. In dotazione c'è l'alimentatore separato e il cavetto USB con connettore di tipo C. l'estetica come vedete è del tutto simile a quella dell'unità singola. Sul frontalino forellato per favorire la ventilazione fa bella mostra di se il marchio della connessione Thunderbolt, giunta alle specifiche 3.0, diffusa in ambito Apple ma piuttosto inusuale in campo pc-Windows. il frontalino si apre premendo con un dito e si ribalta del tutto, scoprendo i due cassetini esterni che a loro volta sono coperti da un ulteriore sportellino singolo. Premendo il pulsante con la G si prare il cassettino che contiene i due dischi fissi che possono essere rapidamente estratti e senza alcun bisogno di attrezzi, nella malaugurata ipotesi che in caso di guasto vadano sostituiti i dschi contenuti in questa unita sono degli HGST Desktar da 6 TB, dischi tra i più affidabili del mercato, usati diffusamente in ambito cloud ed enterprise. il cassettino è in plastica e appare piuttosto ben realizzato. L'apertura e la chiusura sono operazioni molto semplici ed agevoli ma comunque non saranno manovre da effettuare comunemente. L'unità arriva comunque già pronta all'uso e l'utente non deve fare alcunchè. al posteriore sono presenti tutte le interfaccie (due THunderbolt 3, una HDMI, una USB 3.1 Gen. 2) la presa di alimentazione, l'interruttore di accensione e spegnimento, la ventolina di raffreddamento. Essendo una unità portatile, è anche presente l'aggancio ad un sistema anti-taccheggio. anche qui, il laterale è caratterizzato dalla G, marchio di fabbrica. Il design della parte superiore molto pulito. Tutti gli angoli sono smussati e non presentano asperità. Al tatto la superficie è piacevolemente rugosa. persino elegante, pur considerando che si tratta comunque di una unità disco fisso. RAID 0 La peculiarità del sistema è quella di funzionare in RAID. Raid è un acrononimo che sta per Gruppo di Dischi Indipendenti in Ridondanza. Un modo complicato per dire che ci sono più unità dischi che lavorano in cooperazione. Questa unità è in grado di implementare due tipi di RAID, i più comuni, quello base con cui arriva già configurato, che concatena semplicemente i due dischi, mettendone a disposizione lo spazio sommato. in pratica i due dischi da 6TB vengono utilizzati insieme in modo da sfruttarne le capacità cumulate. I file vengono distribuiti secondo la disponibilità di spazio. Raddoppia lo spazio ed aumentano anche le prestazioni in scrittura e in lettura perchè l'accesso avviene contemporaneamente ai due dischi, usando i due motori di movimento. Questa soluzione non è la più raccomandabile e sinceramente non è lo scopo per cui comprerei un sistema RAID. Se uno ha bisogno di 12 TB è meglio che si compri un disco singolo da 12TB e usi quello così come è. Avere due dischi serve ai fini della sicurezza. Comunque l'ho testato anche in RAID 0, provandolo sul mio pc Windows abbastanza stagionato con la ragionevole certezza che rappresenti una configurazione abbastanza media. Io dispongo solo di porte USB 3.0 che sono meno veloci di quelle 3.1 Gen 2 con cui questo G-Raid è compatibile. In Thunderbolt il sistema sarebbe ancora più veloce. Cionondimeno ho riscontrato prestazioni molto elevate sia per l'archiviazione che, soprattutto per la lavorazione dei file. Il test sintetico di compressione video simula la codifica di video HD in tempo reale con una prestazione che supera i 300 megabyte al secondo. Superiore ai miei dischi HGST interni al computer ... valore che è confermato anche dal software che simula l'accesso concorrente al disco, con valori di tutto rispetto sia in lettura che in scrittura. ho provato anche a copiare intere cartelle di file multimediali per valutare un valore in scrittura medio in ambito reale RAID 1 Ma veniamo alla modalità per cui io ritengo giustificato l'acquisto di un apparato a due (o più) dischi fissi, quella di sicurezza. In RAID 1 il sistema spreca metà della capacità complessiva, quindi avremo solamente 6 TB di spazio disponibile effettivamente per i nostri dati. Ma automaticamente il sistema stesso si incaricherà di fare una copia di sicurezza di ogni file sull'altro disco che per noi non è più accessibile. L'operazione è trasparente per l'utente ed avviene in tempo reale e via hardware, cioè non è necessario avere un software sul computer che faccia la copia dei dati, questa verrà fatta automaticamente dal sistema mentre il file viene salvato su di esso. La procedura viene definita "a specchio" (mirroring) cioè il sistema fa la copia specchiata del primo disco sul secondo disco in tempo reale. Ovviamente ogni file copiato sul disco, verrà salvato due volte. Ogni file cancellato da disco, verrà cancellato anche nella copia di sicurezza. Queste operazioni consumano una parte delle risorse e quindi sul piano prestazionale avremo numeri inferiori al caso del RAID 0, come prontamente evidenziato da software di simulazione. niente di allarmante, come vedete, sono sempre valori ampiamente superiori alle necessità minime anche di chi lavora con file grossi ad alta risoluzione, sia foto che video. Come dicevo, il disco arriva configurato dalla fabbricato in RAID 0 ed è immediatamente utilizzabile. Pre trasformarlo in RAID 1 si impiega una utility software di G-Technology scaricabile dal loro sito. E' una applicazione intuitiva e veloce che rende il disco immediatamente visibile su Windows (per Apple ne è disponibile una analoga, anche più easy da impiegare). Operativamente. Ho simulato un uso reale per circa due mesi, utilizzando il G-RAID come disco di lavoro in parallelo ai miei interni. Io faccio il backup di tutti i miei file su un RAID in rete da 32TB che però è molto più lento sia in scrittura che in lettura e che non si presta a disco di lavoro. Questo si, perchè anche in RAID 1, dove le prestazioni decadono leggermente, nei casi reali ho sempre riscontrato una velocità sempre superiore ai 200 megabyte al secondo, un valore che è equivalente a quasi 4 NEF al secondo di una macchina da 45 megapixel tipo D850/Z7. nella pratica non ho riscontrato alcun inconveniente. - ad ogni riavvio il sistema é sempre stato visto al volo - ed è sempre rimasto stabilmente online - nessun surriscaldamento - nessun calo di prestazioni - affidabilità massima (ma si sa, un giudizio reale richiederebbe almeno un anno di utilizzo quotidiano) In estrema sintesi mi ha veramente molto ben impressionato e non esiterei ad aggiungerne uno della capienza adeguata alle mie necessità, sulla mia scrivania, al posto o in aggiunta a qualcuno dei dischi interni del mio computer. Una operazione che penso di rimandare perchè prevedo un upgrade del sistema entro fine 2019. La disponibilità di vari tagli lo rende molto flessibile, ognuno sceglierà il taglio che più gli si confà, in base ai propri volumi di dati (non solo foto, anche video e audio o di qualsiasi altra necessità di lavoro o di archiviazione). Credo che sia sprecato da usare per backup ma io raccomanderei, nonostante il RAID - da configuare obbligatoriamento come RAID 1 - di prevedere comunque una ulteriore copia di sicurezza su un altro disco "sciolto" più economico. A chi invece non difettano i mezzi, suggerirei l'acquisto di due unità G-RAID, da configurare ognuna in RAID 0, e di fare il backup periodico di uno sull'altro, magari settimanalmente, secondo i propri intervalli di lavoro. Il backup è sempre importante ed è necessario farlo con disciplina. Per il resto, anche tenendo a mente i prezzi - superiori a soluzioni di massa certamente meno affidabili e prestazionali - non ho trovato proprio alcuna controindicazione a questo G-RAID che raccomando caldamente ad ognuno. Ringraziamo MTrading Srl, distributore nazionale del marchio G-Technology per il prestito di questa unità per questo test.
  3. Piccolo lo è di sicuro: se paragonato agli altri zoom superwide sul mercato (ma non ce ne sono di uguali, con questo range focale/luminosità) è di certo il più compatto e leggero (485 gr, largo 89 e lungo 85mm), nonostante lo schema ottico da 14 lenti in 12 gruppi (di cui 4 asferiche e 4 ED) e una lente frontale dotata (per la prima volta per una focale così wide) di una filettatura filtri da 82mm un paraluce a petalo, in fondo anche poco prominente per il potenziale pericolo da riflessi indesiderati ed un'escursione massima del barilotto, ai 14mm, per nulla esagerata a confronto con lo Z-zoom transtandard, il 24-70/4, la differenza dimensionale gioca addirittura a suo favore costituendo certamente un motivo di attrattiva non indifferente occupando uno spazio in borsa molto contenuto in relazione alle focali dei due nuovi zoom Nikkor Geniale lo è di certo: con il disegno piano del gruppo ottico anteriore, grazie al quale raggiunge l'ambito primato di essere l'unico superwide sul mercato a poter sfoggiare una filettatura filtri ancora ...umana protettiva innanzitutto del prezioso vetro, facile da pulire dallo sporco, (dal quale è protetto anche grazie alla notevole quantità di guarnizioni O-ring) ma principalmente, capace di montare filtri creativi adeguati per la gioia degli appassionati, specialmente se videomaker Geniale certamente la nuova opportunità offerta anche nel 24-70/4 di poter utilizzare la ghiera che di default serve alla maf manuale, se desiderato, per il silenzioso e progressivo cambio del diaframma (ancora in ottica video, per la quale questo obiettivo sembra dover diventare un Must), oppure per la regolazione fine dell'esposizione. Ancora, per la posizione di blocco a fine corsa della ghiera di variazione focale, che oltre a compattare ulteriormente l'ottica, la rende ancora meno attaccabile da agenti atmosferici, urti e ne impedisce lo spostamento passivo. Tale blocco, presente anche sullo zoom 24-70/4, non è certamente la caratteristica più amata nell'utilizzo veloce, in reportage, dello zoom: ma per Nikon costituisce un valore aggiunto, per le ragioni esposte. Forma con la mia Z 6 un insieme compatto e ben maneggevole, dandomi subito la sensazione di non volerlo più staccare dalla macchina. E al di sopra di ogni valutazione che scaturirà da questo articolo, ciò che traspare nell'immediato dal vetro di questo Nikkor è sicuramente affascinante... Un obiettivo grandangolare che arrivi ai 114° di angolo di campo dei suoi 14mm, si presta certamente a molteplici utilizzi, tanto quanto ad altrettanti abusi: per esempio quello prospettico, nel quale concede molto più spazio inquadrato rispetto ogni altro sistema di visione... La differenza marcata che passa tra un wide di mediocre qualità ed uno eccellente è presto detta, un buon superwide consente di riprendere una scena ampia, fino quasi a distorsione prospettica ZERO: come la Z di questo Nikkor...😄 con il quale basta solo un pò di accortezza nell'inquadrare, subito ripagata da una resa ineccepibile non solamente delle linee che passano per il centro immagine. Poi basterà eliminare lo spazio in eccesso, per ottenere un'inquadratura coerente per formato e proporzioni del soggetto inquadrato, senza dover patire per forza il... mal di mare I punti di forza di questo zoom Z- Nikkor 14-30/4S sono certamente la nitidezza a tutti i diaframmi e la notevole densità cromatica dei suoi vetri, normali e speciali, qualunque sia la sorgente di luce, la sua intensità e temperatura colore, la sua direzione... risultando praticamente immune da riflessi, flares, ghosts, anche con il sole direttamente inquadrato qualunque sia la cellula esposimetrica utilizzata, con particolare predilezione, oltre al Matrix, dello spot* (quello che preserva le alte luci) virtualmente privo di distorsione (ma sappiamo che in era Z Nikon collabora con i software di sviluppo, specie nelle correzioni della distorsione) tanto a 14mm quanto a 30 Lo spazio inquadrabile è così tanto, da far determinare già on-camera l'utilizzo di tutti i formati disponibili sulla mia Z6 le possibilità compositive con zoom di queste focali sono infinite la gradualità di zoomata si accompagna al rispetto delle proporzioni dei soggetti anche variando focale dallo stesso punto di ripresa esagerare con le distorsioni indotte prospetticamente non porta proprio mai a risultati insopportabili, quelli tipici delle focali estreme In ogni momento la resa del soggetto, anche inanimato, è sorprendente, emozionante come già visto, la resa nel controluce è davvero esemplare, alla pari delle migliori realizzazioni che in questi anni abbiamo avuto il privilegio di poter provare. La resa negli interni, in luce disponibile e con alti ISO a cinque cifre, grazie al perfetto abbinamento con la Nikon Z6 (per la quale sembra specificamente progettato) è ampiamente gestibile in ripresa e raramente da correggere in postproduzione colori saturi anche con sorgenti luminose dalla dubbia individuazione cromatica... nessuno slittamento anche a sensibilità oltre i 10mila ISO grazie alle quali prestazioni ci si può permettere il lusso di riprendere con diaframmi anche medi, sfruttando appieno il sistema di stabilizzazione a 5 assi proprio della Z6 con il quale si realizzano riprese ampiamente gestibili anche con tempi di otturazione molto lenti, a mano libera. Un RR (rapporto di riproduzione) da 0,16X, grazie ad una usuale messa a fuoco minima da 28cm dal piano focale (ossia a pochi mm in più di 20cm dalla lente frontale) consente riprese ravvicinate, sfruttando anche la pdc dei diaframmi più chiusi (che arrivano a f/22) Il primato assoluto di poter montare filtri in montatura da 82mm (abbastanza costosi, ma reperibili) che determina molte opportunità: mi sono a tal fine procurato un ND1000 che risulta essere uno dei desiderata più popolari del momento per i fotografi che amano ...ripetersi e l'ho provato in un contesto per me usuale (sicuramente al peggio delle sue potenzialità, ma abbiate pazienza...io non uso filtri dai tempi delle pellicole in bianco e nero) senza filtro con filtro ND1000 (ai cultori del genere, già pruderanno le mani...) In buona sostanza, un bilancio di esperienza talmente positivo con questo zoom, gentilmente messoci a disposizione in anteprima da Nikon Italia, che ben prima di restituirlo ho provveduto a prenotarne l'acquisto di un esemplare, che diventerà protagonista assoluto delle mie escursioni fotografiche con la Z6 Volete quindi le mie conclusioni al riguardo ? Pregi: eccellente resa cromatica e linearità delle prestazioni bassissima vignettatura e distorsione (grazie al colloquio automatico con il sw di sviluppo) dimensioni e peso da record lente anteriore piatta e possibilità montaggio filtri motore AF preciso e silenzioso come se non esistesse prezzo competitivo in rapporto alla resa Difetti: dover aspettare l'entrata in commercio per averne uno Max Aquila photo (C) per Zetaland 2019
  4. A meno di una settimana dalla sua comparsa nei negozi, grazie a Nikon Italia (Nital), ecco le prime foto scattate col nuovissimo zoom luminoso transtandard per Nikon Z : il 24-70/2,8 S anteprima del quale abbiamo pubblicato un mese fa su queste pagine, alle quali vi rimando per le notazioni tecniche e le immagini descrittive di questo ambitissimo zoom base per corredi PRO e Prosumer. Uno stop di luminosità lo distingue dal 24-70/4, venduto fin qui in kit con i corpi Z, e le differenze cominciano certamente da questa importante caratteristica, che però, non può da sola condizionarci... Le differenze di peso, dimensioni, maneggevolezza e, last but not least, prezzo... (indicativo quello del 24-70/4, fin qui venduto in kit ad un prezzo vicino alla metà circa del listino) fanno sì che l'interesse verso lo zoom oggetto di questo articolo sia necessariamente pilotato da esigenze di operatività così specifiche da non potere che essere una scelta obbligata. I parametri verso cui ci si indirizza non possono che essere quelli relativi ad un utilizzo intenso ed orientato a dei risultati qualitativamente ineccepibili. In particolare, ritengo, esigenze di omogeneità di esposizione a tutta apertura e piacevolezza del bokeh assenza di fenomeni di diffrazione alle aperture più chiuse, quando si desideri massimizzare la pdc nitidezza assoluta ai diaframmi intermedi, da angolo ad angolo, sul fotogramma insieme a questi fattori, anche una costruzione di livello professionale, ossia capace di sopportare shock termici ed anche fisici, dalle temperature più elevate sotto lunghe esposizioni al sole, fino alla resistenza alle precipitazioni atmosferiche ed alle ancora più insidiose, umidità e/o, polvere. Come ben si nota, non ho fatto ancora menzione della luminosità effettiva, giacchè ritengo la differenza tra f/2,8 ed f/4 meno fondamentale dei criteri sopradetti, ma certamente è chiaro come in condizioni limite, per evitare ad esempio il mosso in condizioni di luminosità scadenti, anche quella differenza di uno stop possa determinare il successo di uno scatto invece che il suo fallimento. Come tutti gli obiettivi Nikkor S costruiti fin qui per le Z anche il cromatismo di questo 24-70/2,8 abbinato alla Z6 con la quale l'ho provato, è a dir poco entusiasmante, già a TA, quando luce e contrasto siano marcati, e le caratteristiche complementari abbinate al diaframma più aperto, lo fanno utilmente considerare a tutte le focali di cui si dispone i colori delicati restano delicati, non vengono inutilmente accentuati dai nanocristalli (come in altre realizzazioni) il bokeh sempre interessante, senza eccessi di vibrato graduale nel passaggio da TA ai diaframmi più chiusi Anche la seconda condizione, quella dell'assenza di diffrazione ai diaframmi più chiusi è di certo motivo di attrattiva per l'acquirente di questo zoom, sia per la costanza di nitidezza sul fotogramma quando si chiuda più di f/11 sia per le specifiche esigenze di riprese ravvicinate che necessitino del massimo di profondità di campo ottenibile sul soggetto operando, come in questi casi, con lente addizionale (Marumi achromat +3) Il Nikkor 24-70/2,8 è di certo il PRIMO zoom Nikon a possedere tre ghiere di regolazione, oltre al display superiore, che gli consente di personalizzare con il pulsante adiacente le informazioni disponibili, tra le quali la scala di visualizzazione della pdc, grazie alla quale per la prima volta abbiamo una valutazione strumentale, meno soggettiva del classico (quanto poco utile) pulsante di pdc, dai remoti tempi degli ultimi obiettivi AiS... la ghiera 1, quella più vicina al corpo macchina, di default consente la regolazione del diaframma, riportando questa funzione sul fusto dell'obiettivo, per i nostalgici della vecchia guardia, ma obiettivamente più ergonomica ai fini della stabilità dell'impugnatura del corpo macchina (per il non dover staccare pollice o indice dx per la regolazione a ghiera post o ant). Volendo cambiare la sua funzione, vi si può trasferire la regolazione fine dell'esposizione, regolandone a piacimento anche il senso di rotazione verso dx o sx. Ora io ritengo queste opportunità una innovazione Nikon, pienamente nel solco della sua tradizione: regolazioni riprese dal passato, per costituire un efficacissimo valore aggiunto per l'acquirente di questo obiettivo: la differenza di prezzo di cui ho parlato all'inizio, rispetto il 24-70/4 è assolutamente giustificabile già soltanto alla luce di questi plus. Dove questo zoom compie il cambio di passo è a mio parere già da f/4 (dove inizia a diminuire la fisiologica vignettatura di TA) e progressivamente fino ai diaframmi centrali di f/8-11 che sono poi i valori di chiusura più usuali nelle condizioni di ripresa standard, quando si ricerchino le prestazioni dell'obiettivo passando dallo stupore del fuoco selettivo a quello dell'uniformità di resa del soggetto sul fotogramma intero, fino a rendere ugualmente interessante due scatti che abbiano caratteristiche differenti, pur inquadrando il medesimo soggetto o parificando, grazie alla distanza tra soggetto e sfondo, l'uniformità di resa della scena, anche utilizzando diaframmi opposti come nelle due foto qui sopra (una delle quali è stata ripresa a f/4 l'altra a f/11...: quali, secondo voi? ) Prospetticamente corretto, ma ciò grazie all'integrazione col sw di sviluppo, oppure già di suo? Questa domanda avrà risposta nel secondo degli articoli che conto di scrivere al riguardo, mettendo in parallelo questi due zoom 24-70 per Z, per dibattere della materia. Il difetto più avvertibile in questo zoom è probabilmente la vignettatura che, specialmente alle focali più larghe, con superfici omogenee come il cielo, appare fino alle aperture intermedie (anche se con EV di questo livello diventa difficile restare a TA 😎 f/2,8 f/8 ovviamente...tagliando le ali in formato 1:1, ove possibile, si contiene l'effetto f/4 f/5,6 i formati panoramici disponibili già on camera, sono assolutamente in linea con gli zoom transtandard come questo e ben si prestano a definire ulteriormente un soggetto specie giocando con i diaframmi più chiusi oppure...al contrario, quelli più aperti, Corretto su tutti i canali cromatici, questo zoom sembra eccellere però sui colori freddi come i verdi e blu facendomi ben pensare anche in termini di luci tenui ed invernali, come in questa stagione, dalle mie parti ho proprio grande difficoltà a reperire Dove uno zoom "da evento" deve eccellere, è sicuramente nel ritratto ambientato e questo crop enorme non può che confermare l'accuratezza dei particolari anche in una figura intera: capace di leggere i particolari più minuti del soggetto. Il reportage, terreno fondamentale di cimento per queste focali, è gestibile con agilità, anche nelle condizioni più mutevoli, come in questa gita a Cerda, dalle tribune della Targa Florio, fino alla Sagra del Carciofo, nei giorni scorsi... dove tendoni colorati e l'intensità della luce che ne filtra producono evidente influenza sul bilanciamento cromatico, ma sempre ben recuperabile in postproduzione All'opposto, una visita ad un monastero di clausura ormai in disarmo, propone tematiche e risoluzione di problemi, tendenzialmente opposti (monastero di Santa Caterina, Palermo) dove i diaframmi più aperti, unitamente al sensore stabilizzato della Z6 ed alla sua notevole latitudine di posa del sensore, anche a ISO elevatissimi, consentono agevole risoluzione delle riprese anche degli ambienti meno luminosi... e nelle parti di minor clausura del convento, dai quali le monache potevano assistere alle funzioni religiose, a debita distanza dal pubblico, ignote ai più Non solo riprese ravvicinate (o ben delimitate), con questo 24-70mm f/2,8 ma anche l'esatto contrario, come nelle seguenti vedute, per le quali queste focali sembrano essere sempre le più consigliabili e la qualità delle lenti di questo zoom, consentono di ottenere immagini immuni dalla perdita di definizione causata dalla forte emissione UV delle giornate come questa in cui sono state scattate... (fontana di piazza Pretoria, Palermo) Da ultimo, un altro banco di prova, frequente per chi lavori (o si diletti con attitudine professionale) con uno zoom di questa categoria, quello delle riprese in interni monumentali, affollate da turisti/invitati come durante una cerimonia di matrimonio, dove, oltre agli sposi, vada immortalato anche il luogo da essi faticosamente scelto ed ottenuto, per uno dei giorni più importanti della loro vita, quindi da rendere al meglio delle nostre possibilità di ripresa, pur con le difficoltà relative alla presenza di una moltitudine di persone. la Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio (o della Martorana) Cattedrale del rito Ortodosso di Palermo particolare della volta centrale @ 38mm f/8 ISO 4000 ed in basso, il crop di due parti ... una delle quali dovrebbe/potrebbe essere fuori fuoco... 😎 Beh, potreste dirmi... bella forza a f/8 a quella distanza... ma...@ 52mm ed f/2,8...? centro immagine.... sul punto di maf bordo superiore dx...: altre domande...??? Stessa situazione a 24mm f/8 1/60 ISO 2000 crop della parte sx crop parte in alto a sx Un tripudio di colore, nel rispetto tonale, ma sopratutto nella restituzione dei dettagli più fini di questi difficilissimi soggetti (per colore e riflessione luminosa). Riprese che fanno diventare quelle più classiche del matrimonio, un gioco da ragazzi, ma necessarie per ottenere la completezza del racconto ed il successo complessivo del lavoro, così come promesso/desiderato. Insomma, grazie alla disponibilità di Nital, distributore ufficiale Nikon Italia, che si protrarrà oltre la pubblicazione del presente articolo, per approfondire la valenza di questo zoom, (la cui presentazione in concomitanza col meno luminoso f/4 aveva sollevato molte perplessità), avete la possibilità di valutare, come ho cominciato a fare io stesso, l'approccio di Nikon al corredo Z, per ora ancora all'inizio, ma che grazie alle prerogative manifestate da questo zoom standard ci fa molto ben sperare per le ulteriori realizzazioni promesse. Il mio bilancio di valutazione voglio esprimerlo alla fine solamente della "trilogia" di articoli che ho in cantiere sul Nikkor 24-70/2,8S. Penso però che dalle mie foto traspaia parte almeno delle considerazioni che alla fine dovrò esprimere... Max Aquila photo (C) per Zetaland 2019
×
×
  • Create New...