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Corredo Fotografico (sintetico !)

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  1. Proseguendo il nostro ipotetico viaggio in Giappone, una delle ultime tappe ci porta ad Otaru. Città portuale ubicata nella parte meridionale dell’isola di Hokkaido, si affaccia sulla baia di Ishikari, a nord ovest di Sapporo. Otaru, che nella lingua Ainu significa “fiume che attraversa la spiaggia di sabbia”, ha rappresentato per molto tempo un importante centro finanziario e commerciale di questa regione, oltre ad essere un fiorente porto commerciale. In virtù della sua florida attività portuale, lungo la costa vennero costruiti numerosi edifici adibiti a vari scopi: sedi di compagnie mercantili, opifici e magazzini per lo stoccaggio delle merci. Tutte queste costruzioni, in stile liberty, davano e danno tuttora alla città un aspetto più tipicamente nord europeo che giapponese. Potremmo affermare che Otaru è, urbanisticamente e architettonicamente parlando, un mix di stili occidentale e giapponese. Negli anni 50, con il declino dell’industria del carbone, Otaru perse la sua importanza entrando in una fase di declino che trasferì lo status di centro economico a Sapporo. I magazzini abbandonati, col tempo, vennero riconvertiti ad altre attività, come musei, negozi e ristoranti, o definitivamente abbandonati. Otaru oggi è fondamentalmente una località turistica visitata ogni anno da molti giapponesi ma anche da stranieri, soprattutto russi. La città è rinomata per la sua birra, nonché per la qualità del suo sushi molto fresco, vi sono infatti oltre 100 ristoranti di sushi. Da queste parti la stagione fredda dura da novembre a marzo e le abbondanti nevicate la rendono una località ideale per gli sport invernali. Una funivia collega alla città la vicina Tenguyama Sky Resort, meta di molti sciatori. In estate le temperature arrivano a 25° centigradi ma possono anche superare i 30°, temperatura ideale per gli amanti del mare e dell’abbronzatura. Chi si recasse in questi luoghi nel periodo invernale potrebbe vedere “l’Otaru Gleaming Festival” che si tiene a febbraio con le sue sculture realizzate con la neve. Uno dei luoghi più significativi della città è il suo canale, lungo 1140m, il quale veniva un tempo utilizzato per lo smistamento delle merci. Persa questa sua funzione nel dopoguerra, è diventato anch’esso un’attrattiva turistica, solcato ogni giorno da numerose barche che offrono al turista una visuale diversa della città e degli edifici che qui si affacciano. Nei pressi della città, in cima alla collina e in posizione dominante rispetto al porto, troviamo il Suitengu Shrine, è un santuario shintoista tra i più famosi e storici della zona. Fu costruito per la prima volta nella sua attuale ubicazione nel 1859, mentre ma l’odierno l’edificio odierno risale al 1919 ad opera di Saburo Ikuji. Il luogo è conosciuto anche per i ciliegi che vi fiorisco ogni anno. Una cosa, che forse non tutti sanno, è che Otaru è famosa per le sue creazioni di vetro, un po’ come il vetro di Murano a Venezia. Tra gli oggetti in vetro prodotti artigianalmente troviamo bicchieri, statuette, fermacapelli ma soprattutto i tradizionali fuurin (風鈴), i campanelli in vetro tipici dell’estate nipponica. Anche la ferrovia che attraversa la città, la Temiya Line, oramai è soltanto luogo dove turisti e popolazione locale possono fare lunghe passeggiate lungo i binari dismessi. Lunga circa 2,8 km collegava la stazione Minami-Otaru e la stazione Temiya, i binari a scartamento ridotto servivano per il trasporto del carbone di merci e passeggeri. Nel 1985 è stata chiusa e di essa rimangono solo alcuni tratti oltre a parte della segnaletica. Il Museo ferroviario si trova sul vecchio sito del terminal. Qui possiamo trovare raccontata, attraverso mostre e diorami, la storia di questa linea ferroviaria locale, sono conservati i treni che nelle varie epoche l’hanno percorsa. In Giappone non è strano imbattersi in uno spettacolo di kigurumi, in cui attori in carne ed ossa portano su un palco scene tratte o ispirate all’animazione indossando una calzamaglia e una maschera, oltre al vestito, che li rende in tutto simili al personaggio interpretato. chiudo con una carrellata di foto della gita in barca: つづく"
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