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  1. Astenersi quelli che scelgono in base al cartellino del prezzo. Andrà bene per un paio di scarpe o per una busta di prosciutto cotto dell'Esselunga. Non so voi ma io , anche le scarpe, le voglio provare prima per vedere se non mi fanno male ai piedi e qui parliamo di mirrorless full-frame e anche la più economica, costa ben più di uno stipendio medio ... Non c'è proprio bisogno che ve lo dica io, avete già ben presente quanto debba essere ponderato l'acquisto di una delle due. Se dipendesse solo dalla "variabile" £££££££££€€€€€€€$$$$, non ci sarebbe null'altro da aggiungere. Tutti compreremmo la Z6. Ma io ho comperato la Z7 senza nemmeno provare la Z6. E dopo che ho provato la Z6 ho confermato la mia scelta. Perchè la Nikon Z6 fa schifo ? Giammai sia. E' una fantastica macchina e per diversi aspetti, meglio della Z7. Solo che le mie esigenze specifiche vengono soddisfatte in questo momento dalla Z7 e non dalla Z6. Semplice. Nonostante il (forte) differenziale di prezzo. E' quanto andiamo scrivendo su Nikonland dal 2006. Non si compra quello che costa meno a prescindere dalle sue peculiarità, si valuta di acquistare quello che serve. E se ci sono i fondi si compra necessariamente quello e non una cosa che gli somiglia. Le due Nikon Z si somigliano moltissimo. Anzi, sono sostanzialmente gemelle ! Ma differiscono abbastanza da indirizzarsi a fotografi e a ... nikonisti differenti. Vediamo insieme come orientare la scelta ! I due corpi macchina sono identici. Ad identificarle c'è solo il numerino nella targhetta Z. Corpo, comandi, mirino, batteria, alloggiamento memoria, memoria, collegamenti, esposimetro, logica, menù, modalità autofocus, tasti funzione. E' tutto uguale. Cambia solo il sensore e il numero di punti di messa a fuoco. E la scala di sensibilità lineare. Stop. Me ne sono sincerato usandole insieme per il periodo in cui ho avuto a casa una Z6 inviatami gentilmente dal distributore ufficiale italiano, per distinguerle e non dover guardare la targhetta ho tenuto la basetta in legno aftermarket sulla mia Z7 ma sinceramente nell'uso non mi sono mai accorto di nulla, almeno non nella fotografia reale cui mi sono dedicato. In studio, in esterni, in chiesa durante un concerto barocco, in riva al lago. Solo cercando di beccare al volo i gabbiani con il 500/5.6E PF via Nikon FTZ ho potuto apprezzare una differenza effettiva tra le due. E poi a casa, in sviluppo. Ma non nell'uso pratico sul campo. Z6 e Z7 con i due bei fissi Nikkor Z 35 e 50/1.8 linea S ripresi3dalla Nikon D850 Sottolineo ancora i punti focali di queste mirrorless full frame Nikon rispetto alle reflex Nikon se il mio articolo Boola-Boola-Boola-Boola : considerazioni sull'uso delle Nikon Z non fosse stato sufficiente : il mirino elettronico, ragazzo ! Consente di visualizzare ancora prima di scattare come verrà la foto perchè a mirino vedremo l'effetto dell'esposizione, del bilanciamento del bianco, del picture control impostato (se scattiamo in monocromatico virato seppia o verde, vedremo il mondo così, senza dovercelo immaginare) e potremo cogliere la scena così come la vediamo attraverso l'obiettivo e il mirino l'autofocus a tutto frame. Che ci permette di concentrarci sull'inquadratura senza preoccuparci di dover mettere il soggetto in mezzo per poterlo mettere a fuoco. Che si abbia la Z7 con i suoi quasi 500 punti di messa a fuoco o la Z6 con quasi 300 punti, potremo mettere a fuoco alla stessa maniera, con le stesse modalità e, soprattutto, praticamente scegliendo qualsiasi punto della scena inquadrata dove mettere il nostro fuoco, sia guardando nel mirino che nel display posteriore, muovendoci con il joistick o direttamente con un dito sul display la modalità di scatto silenziosa che ci permette - con poche limitazioni - di scattare senza fare rumore la stabilizzazione oncamera che estende le capacità di tutti gli obiettivi - anche quelli classe 1959 anche quelli eventualmente non Nikon usati tramite adattatore - di scattare con tempi molto più bassi di quelli di sicurezza eliminazione sostanziale di tutte le problematiche di offset dell'autofocus degli obiettivi il video che si può (finalmente !) appoggiare ad un autofocus a rilevazione di fase che consente di avere il soggetto sempre perfettamente nitido rispetto alla lentezza delle reflex le nuove ottiche che possono sfruttare un tiraggio più corto, una progettazione riveduta, alla ricerca di prestazioni che con le ottiche da reflex stavamo cominciando a dimenticare un fattore di ingombro e di peso complessivo ma soprattutto un ridotto effetto scenico delle macchine che all'apparenza non influenzano i soggetti inquadrati e non le trasformano in obiettivi per maleintenzionati la piccola Nikon Z6 è nella realtà del tutto indistinguibile dalla Z7, salvo la targhetta davanti, in basso a destra i primi tre obiettivi nativi per Nikon Z. Un trio molto ben assortito e prestazionale le cui qualità di immagini sono totalmente coerenti tra loro Ribadisco che nell'uso "ad occhi bendati" non si nota alcuna differenza di utilizzo, nonostante le differenze di lato sensore e punti AF, segno che i tecnici Nikon hanno affinato perfettamente le due macchine e il loro software. Anzi, sono proprio pensate per poter essere usate indifferentemente, per le sorelle gemelle che sono. Non è quindi nell'interfaccia, nell'ergonomia, nelle funzionalità (che condividono nel profondo) che dovremo cercare le motivazioni d'acquisto. Bene, fin qui le similarità. Andiamo a vederle separatamente. Nikon Z6 Il suo sensore da 24 megapixel è moderno e aggiornato. Praticamente lo stato dell'arte per questo formato. Questa risoluzione che oramai possiamo definire media, nella realtà è piùche sufficiente per tutti gli usi comuni. La sua gamma di sensibilità ISO da 100 a 51200 lo rende flessibile anche in luce precaria, mantenendo sempre una gamma dinamica elevata. Il limite pratico varierà secondo le aspettative di ciascuno ma io credo che fino a 8-10.000 ISO si possa utilizzare impunemente. E anche a 12.800 per molti usi professionali. Nella pratica offre dei vantaggi rispetto alla pur ottima Nikon D750 e si avvicina a quelle che sono le prestazioni della D5, potendola tranquillamente superare alle sensibilità inferiori a 1600 ISO in termini di dinamica e rivaleggiando con l'ammiraglia a quelle più elevate. Nikon Z6 con Nikkor 50/1.8S a 12800 ISO Nikon Z6 e Nikon 70-200/2.8E FL a 11.400 ISO f/8, 1600 ISO, scatto in luce disponibile perfettamente stampabile anche su una brochure di presentazione ... per cuffie high-end in termini velocistici, come c'è da aspettarsi, il file più compatto (circa la metà di peso) rispetto alla sorellina Z7 si tramuta in vantaggio. Non effettivamente in termini di capienza del buffer che è circa pari ma di svuotamento dello stesso. Nella pratica non ho mai avuto i blocchi per buffer pieno che ho avuto con la Z7. E in raffica non ho nemmeno riscontrato quelle impuntature e quei rallentamenti che mi hanno fatto desistere dall'usare la Z7 in situazioni di azione. Insomma, nella Z6 la raffica è effettivamente una potenzialità pronta da utilizzare, dove nella Z7 nella mia esperienza è più che altro un "potrei" Nikon Z6, Nikon FTZ e Nikon 500/5.6e PF : schiamazzi tra cormorani (circa 25 metri di distanza, no crop) restano però i limiti di autofocus in continuo, comuni con la Nikon Z7 che spero possano essere attenuati con modifiche via firmware Come dicevo, nessun problema a fare raffiche e minor lag con il soggetto rispetto alla Z7. Ma l'autofocus resta lento. Se il soggetto viene agganciato al primo colpo, avremo possibilità di seguirlo bene con parecchi scatti nitidi (parlo di rapido movimento e teleobiettivo spinto, non crop di soggetti lontani o movimento sul posto di soggetti vicini), altrimenti niente da fare : tutta la sequenza sarà sfuocata a prescindere dalle impostazioni di lock-on etc. etc. Nikon Z7 Ideale contraltare mirrorless della Nikon D850, la Z7 si esalta alle basse sensibilità e dove c'è modo di mettere in luce la sua maggiore risoluzione e gamma dinamica. Come per la Z6 anche qui possiamo parlare di stato dell'arte in termini di sensore ad alta risoluzione, capace di rivaleggiare più con le medio-formato che con le 24x36mm. Perfetta per dettagliare i ... dettagli, come il pelo di uno dei miei cani : Nikon Z7, Nikon 70-200/2.8E FL, ISO 360, f/2.8 o gli occhi color giada del baltico di una ragazza : Nikon Z7, Nikon 105/1.4E, f/1.4, 200 ISO, 1/250'', messa a fuoco con riconoscimento del volto vantaggi che diventano eclatanti quando chiudiamo il diaframma, in luce controllata Nikon Z7, Nikon 70-200/2.8E FL, f/7.1, 64 ISO, 1/100'', messa a fuoco con riconoscimento del volto la Nikon Z7 in termini di qualità delle immagini è una D850 mirrorless. Fa quello che fa la D850 ma ne estende le potenzialità arrivando là dove la D850 non può arrivare (video, autofocus a tutto frame, riconoscimento del volto a mirino, scatto silenzioso a mirino etc.) In termini di alte sensibilità se la cava e anche in chiesa ha fornito una buona prova. Tendenzialmente si ferma ad uno STOP pieno dalla Z6, quindi è bene usarla con obiettivi più luminosi che non mancano nel nostro arsenale di nikonisti. Ideale l'accoppiamento con il 50/1.8S e il Nikkor 105/1.4E. Conclusioni entrambe facili da usare e docili nell'uso, la Z6 mi è piaciuta di più in termini di duttilità di impiego. Dove perde di risoluzione, si fa apprezzare per facilità d'uso. Non ho prove scientifiche ma mi pare che oltre che nella raffica e in generale nell'utilizzo dinamico, la Z6 abbia un margine sulla Z7 anche in termini di stabilizzatore integrato. Forse uno stop pieno o poco meno a parità di focale. Non ho prove a supporto delle mie osservazioni e vi prego di prendere la mia affermazione con l'indulgenza che merita. Anche nel video, mi pare che la Z6 offra una prestazione più pulita, più chiara, più naturale. Entrambe hanno la qualità del file e la gestione complessiva dei parametri di scatto e di sviluppo a livello cui Nikon ci ha abituati. Al netto delle differenze di ambiente di sviluppo - estranee a Nikon - offrono file utilizzabili in modo pienamente professionale. La Z7 produce file nitidissimi con l'accortezza di impiegarla là dove dà il meglio di se, alle sensibilità più basse. In questo è meno adatta della Z6 alla fotografia generale in condizioni di luce più scarsa. Dove però produce file un pò più ... argentici se mi permettete la boutade. La Z6 invece va su di sensibilità in modo sfacciato, in questo si sente come una D5 ! Il mirino é eccellente per entrambe, forse un pelo troppo luminoso rispetto al risultato di scatto in condizioni di bassa luce. Per questo consiglio di visualizzare l'istogramma in tempo reale anche a mirino e fidarsi di quello per l'esposizione (perchè altrimenti si tenderebbe a sottoesporre). Idealmente - e potendo - le vedrei bene insieme nella stessa borsa - tanto sono facile da usare insieme e totalmente intercambiabili, ma in ogni caso più orientate a : Nikon Z7 : paesaggio still-life e in generale fotografia di studio con il flash ovviamente macro al massimo livello riproduzioni ritratto Nikon Z6 : reportage e street fotografia di scena (teatro, palco, chiesa) matrimonio eventi sportivi non altamente dinamici (tipo boxe, golf, lotta) VIDEO ! entrambe sub-judice per quanto riguarda la fotografia d'azione in autofocus continuo, quando avremo obiettivi nativi dedicati (teleobiettivi e zoom-tele) con motori pensati per le Z, ed eventualmente se ci saranno interventi di fine-tuning negli algoritmi di controllo delle modalità AF-C via firmware, perchè al momento le loro prestazioni in questo comparto sono ben sotto le giuste aspettative di chi spende 3 o 4.000 euro per un nuovo sistema. Entrambe con il corpo piccolo e compatto ma per questo scomodo da utilizzare con ottiche più lunghe di quelle Z (tipo, ad esempio, 70-200/2.8 o 300 e 500PF). Idealmente, allo stato attuale più adatte, a completare un corredo basato su reflex che a sostituirlo. Ma in questo non posso mettermi nei panni e nelle personali scelte di ciascuno di noi. Al professionista Z7 e Z6 possono permettere di affrontare compiti particolari (tipo la fotografia in situazioni in cui si deve essere silenziosi e dove una D5 non sarebbe ben accetta) oltre che nel video. Al fotoamatore tutto quanto escluda lo sport d'alto livello o il wild-life estremo. Io cosa ho scelto ? lungi dal voler essere asseverante, ben sapendo che ognuno ha il suo personale mileage, e senza voler influenzare nessuno con le mie scelte (è di moda oggi che i vari redattori delle testate online escano con un editoriale del tipo "ecco perchè non sostituirò la mia D750 con la Z6" oppure "ecco perchè ho lasciato la reflex e non mi volterò mai indietro) io ho scelto a mente fredda, dopo averla provata in anteprima, la Z7 perchè ho sempre manifestato esigenze da mirrorless con la D850, tanto che l'ho sempre più spesso utilizzata come una mirrorless che come una reflex. Mentre nei compiti dove la Z6 eccelle, per ora sto meglio con la D5. Nel prossimo periodo, userò la Z7 al posto della D850 per tutto ciò che concerne lo studio - still-life, riproduzioni e macro - perchè è semplicemente più facile usare la Z7 che la D850. Userò entrambe in studio con le modelle in modo da usare l'una o l'altra con obiettivi diversi e a seconda delle condizioni, potendo avere poi file sostanzialmente identici, perchè non mi sono mai trovato bene a mescolare quelli della D5 e della D850 nel recente passato. Ma sinceramente la D850 diventerà una macchina adibita più a compiti a prova d'errore, preferendo sempre più spesso la Z7 per cose rapide, specialmente quando è più comodo avere pesi e ingombri inferiori. Comprerei la Z6 come secondo corpo mirrorless se dovessi fare spesso fotografia ai concerti di musica classica o in generale in condizioni di bassa luce dove la D5 non è il caso che si faccia vedere. Ma ammetto che per questi compiti spero che Nikon nel giro di un paio di anni presenti una macchina realmente professionale (tipo una reflex ma ... mirrorless) che sia idealmente una evoluzione della Z6 ma somigli il più possibile ad una D5. "Come dite la in fondo ?" Ah, si, ci avrei scommesso, voi tutti comprerete la Nikon Z6 perchè costa meno. "Non avevo dubbi ... "
  2. Mauro Maratta

    Frammenti di un futuro vicino

    Durante queste feste 2018 ho la casa piena di apparecchiature nuove. Materiale audio - di cui parlo su un altro sito - e fotografico. Le due Nikon Z con i loro tre nuovi obiettivi Nikkor Z i Sigma Art 40/1.4 e 14-24/2.8 che uso su Nikon D850 e il Sigma C 56/1.4 per Sony APS-C. Sistemi diversi con potenzialità diverse che mi stanno facendo riflettere sulle mie scelte presenti e future. Alcune in effetti già fatte, con decisioni ben maturate e consolidate. Non si tratta di semplice voglia di possesso - in fotografia conservo con me solo quello che utilizzo, ho veramente pochi vecchi cimeli in casa, tutti i valore veniale minimo - ma di considerazioni sul futuro. "Sebbene Nikon presenterà nuove e più perfezionate reflex digitali, per me le attuali rappresentano il massimo dello sviluppo pratico. Non acquisterò le prossime reflex Nikon, facilmente ricomprerò la D500 perchè mi serve. Ma nessuna nuova reflex, mai più." Ho anche definito quello che sarà il corredo di ottiche da reflex che resterà con me. Recentemente ho venduto - un pò a malincuore - tre Sigma Art, il 35, il 50 e il 24-105/4. Ho anche ceduto per fine carriera il Nikon 60/2.8G. Tutti sostituiti da obiettivi Nikon Z per mirrorless. Penso che le ottiche da reflex - come le reflex stesse - abbiano raggiunto con le ultime proposte i limiti estremi dello sviluppo. Sviluppo che si è dovuto confrontare per decenni con il tiraggio lungo e il bocchettone stretto (parlo di Nikon, ovviamente), facendo crescere le dimensioni degli obiettivi oltre il normale, per permettere prestazioni di valore. Gli Zeiss Otus hanno aperto la strada al gigantismo seguito da Sigma nella sua serie d'eccellenza. Gli ultimi Sigma 105/1.4 E 40/1.4 rappresentano l'estremo ultimo in questo senso. Entrambi hanno prestazioni fantastiche, anche nei confronti dei primi Sigma Art (il 40/1.4 si beve l'ovetto a colazione, sulla lente anteriore dei 35 e 50 Art; il 105 se ne infischia di tutti quanti). Ma hanno anche proporzioni che li tolgono dal senso comune della pratica fotografica di tutti i giorni. Fantastici ma scomodi come una Bentley a passo lungo ... se usata nei giorni feriali ! Una tendenza seguita più o meno da tutti, Nikon compresa. Ma comunque insufficiente a coprire il gap con quanto possibile su una differente categoria di macchine, con tiraggio corto e cortissimo, e bocchettone più largo (le mirrorless, Nikon Z per intenderci). In sola controtendenza i Nikon Phase Fresnel, che con pochi compromessi, consentono pesi ed ingombri compatibili con borne normali (paradossalmente è più facile pensare al 500/5.6 PF che al Sigma 105/1.4 Art ...). Ma comunque anche loro vincolati dai limiti di autofocus delle reflex. I teleobiettivi Nikon PF consentono buone prestazioni in pesi ed ingombri contenuti. Ma risentono comunque dei limiti di autofocus (tarature, concentrazione dei punti AF in centro) delle reflex. Tanto che, potenzialmente almeno per il momento - sembrano più pensati per le mirrorless ! La prova dei primi tre obiettivi Nikon Z mi ha convinto definitivamente (ma già io avevo l'esperienza dei sistemi Fujifilm e Sony, lato ottiche) che il nuovo attacco, solo il nuovo attacco, permetterà incrementi di prestazioni evidenti. Ecco che le mie scelte sono orientate oramai in questa direzione. Ho dismesso praticamente tutti gli obiettivi sotto alla focale 85mm per reflex, per sostituirli con quelli da mirrorless. Sigma 35, 50 e 24-105/4 per Nikon Z equivalenti. Persino il 24-70/4 che all'inizio trascuravo - ma è un sentiment comune per me verso TUTTI i 24-70 di tutti i marchi e tipi - è risultato vincente. E con quello sostituisco anche il vecchio Micro-Nikkor 60/2.8G, mai aggiornato né da Nikon né da altri (Sigma ne ha fatto uno nuovo ma ... sostanzialmente da mirrorless). Ed ho tenuto solo i teleobiettivi. Nel prossimo futuro ? Ecco, andiamo al punto. Reflex : Nikon D5, Nikon D850, Nikon D500. Perfetto mix per struttura, costruzione, durata, autonomia, robustezza, capacità dell'autofocus. La D850 non all'altezza delle altre due per autofocus dinamico ma superiore ad entrambe le altre per gamma dinamica e risoluzione a bassi iso. Obiettivi : Sigma 135/1.8, Sigma 500/4, Nikon 300/4PF, Nikon 500/5.6PF, Nikon 70-200/2.8E FL niente altro (con l'85/1.4 Art trattenuto in attesa del Nikon 85/1.8 pe Nikon Z). Unica porta aperta ad un - peraltro mai ventilato ma possibile - Nikon 400/4 PF compatto ma più prestazionale degli altri due già in mio possesso. Per il resto mirrorless. In primis gli obiettivi, a tendere sempre più FTZ-FREE ai 24-70/2.8S e 50/1.8S già nella mia borsa, aggiungerò in futuro facilmente gli altri f/1.8, principalmente 85 ma magari anche 35 e 20. Difficilmente altri zoom, salvo che ... con il Nikon Z 70-200/2.8 S Nikon non presenti anche un corpo nuovo, di fascia professionale, idealmente una D5/D500 mirrorless. Al di là delle potenzialità di mirino elettronico e autofocus a tutto frame già presenti nelle Nikon Z6 e Nikon Z7, è di tutta evidenza che tutto lo sforzo di Nikon in termini progettuali nelle mirrorless è tutto da venire sinceramente la Z7 resterà la mia "mirrorless" da borsetta, ideale compagna della D850 di cui compendia ed estende le prestazioni. Ma è con una nuova generazione di mirrorless potenti, robuste, ragionevolmente dimensionate e con prestazioni a tutto tondo superiori a quelle delle reflex che vedremo completarsi lo sviluppo dei sistemi mirrorless di Nikon. Idealmente io attendo una evoluzione in fascia professionale della Nikon Z6 come mia prossima macchina principale, capace di mettere a riposo l'inossidabile Nikon D5 Per quella farò uno sforzo adeguato. Anche in termini di ottiche. Immagino una nuova generazione di obiettivi superluminosi f/1.2 o anche oltre, capaci di prestazioni al di sopra di ogni aspettativa. Con un corpo professionale, con 15-20 scatti al secondo in totale silenzio e - requisito di base - con un autofocus in condizioni dinamiche allo stato dell'arte, superiore anche a quello della Nikon D5, probabilmente mi scrollerò definitivamente di dosso il retaggio reflex dello scorso secolo. Le mie scelte sono già orientate. Zero investimenti per reflex, tutto rivolto al mirrorless ma solo a condizione che Nikon si lasci alle spalle il "piccolo è bello" e diventi anche in campo mirrorless il riferimento di mercato.
  3. Mauro Maratta

    Nikkor Z 50mm f/1.8 S per Nikon Z (test/prova)

    E' il primo fisso per Nikon Z che provo ed è e la lunghezza focale che per me è stata per quasi un decennio l'unica o quasi all'inizio della mia carriera di fotografo. Una scelta obbligata per Nikon ma anche per me per saggiare veramente le potenzialità del sistema. Il mio giudizio estremamente sintetico è che ci siamo, l'obiettivo è quello giusto per accompagnare la mia Nikon Z7, e che se questo è solo l'inizio, il futuro dei Nikkor Z sarà proprio luminoso ! "Guarda adesso il mio cappello. Sì, mio core, or è più bello: Sembra fatto inver per te." risponde Figaro alla Susanna che gli mostra trionfante il suo "nuovo cappellino vezzoso" (Mozart, Le nozze di Figaro, Atto I,Scena Ia) E sembra inver fatto per la mia Nikon Z7 questo nuovo Nikon 50mm f/1.8 S : con il paraluce a petali e il tappo anteriore e a confronto con il Nikon 50mm f/1.8G per reflex, attuale 50mm entry level Nikon con attacco F il confronto tra i due dà immediatamente la chiave per leggere il futuro prossimo delle ottiche Nikon. Cambia tutto, dal design, molto più minimal, senza iscrizioni dorate, sostituite da sobrie scritte bianche più grandi, in stile Zeiss. Cambiano le proporzioni, a partire dall'attacco enormemente più grande di quello, a destra, del Nikon G. La ghiera di messa a fuoco, in metallo, ben zigrinata, lunga ... quasi quanto tutto il 50mm G. E' in metallo anche il primo fusto dell'obiettivo, mentre è in policarbonato la parte anteriore, quella che termina con la filettatura per i filtri e con la baionetta per il paraluce in dotazione. L'unico comando presente è il selettore Autofocus, Manual Focus. Come per tutti gli obiettivi Z, il passaggio al Manual Focus inserisce la scala delle distanze analogica nel mirino. Ho scritto della lunghezza dell'obiettivo nuovo rispetto alla versione G. Non è fine a se stessa, la spiegazione è nello schema molto diverso tra i due obiettivi, così come il numero delle lenti complessive. lo schema ottico su 12 lenti del nuovo Nikon 50mm f/1.8 S (sono presenti due lenti ED e due lenti asferiche) lo schema ottico su 7 lenti del Nikon 50mm f/1.8 G (è presente una sola lente asferica) Ho usato questo obiettivo per un paio di settimane, prevalentemente in luce disponibile e praticamente sempre a tutta apertura. Ma voglio iniziare con due foto in studio, ad f/8, con il flash (un Godox AD600 Pro pilotato in TTL con softbox e nido d'ape) il risultato è di grande delicatezza. Non è un macro, intendendo in questo caso positivamente la precisazione. La nitidezza è di livello a tutto campo. Qui ho messo a fuoco con il pinpoint in AF-S sulla testa della vite esagonale in acciaio inox a sinistra sul pilastro. Siamo a tutta apertura e possiamo vedere la nitidezza sul taglio verticale appena davanti e dietro la vite, la transizione degli sfuocati, la resa delle ombre e dei punti di luce. Cielo coperto, luce disponibile. f/1.8, ISO Auto, tempo corrispondente contando sulla stabilizzazione offerta dal sensore della Nikon Z7 dettaglio 1:1 della testa di Blackey che mi guarda sconsolato. Da anni si vede oggetto di foto di test di tutti i generi, pubblicati subito in barba alla sua sacrosanta privacy ! la foto complessiva. Sempre f/1.8, sempre in luce disponibile. Nitidezza in sviluppo come proposto da Nikon a Lightroom per l'occasione c'è in giro anche il suo amico-nemico Johnny Storm, qui in dettaglio 1:1 e poi a tutto frame nella foto d'insieme si intravede l'effetto della vignettatura su una foto reale. Si corregge facilmente on-camera o in sviluppo ma a me non dispiace in un 50mm. Certo non andrò a cercare la nitidezza massima negli angoli estremi ad f/1.8. Qui il mio soggetto è dove piace a me, e gli occhietti furbi di Johnny coprono meno di 1/100 della superficie dell'immagine, eppure si vedono benissimissimo ! una veduta del ponte sul Naviglio Pavese a Porta Ticinese a Milano. Sempre f/1.8, sviluppo su Standard, senza particolari effetti. Anche qui nitidezza esemplare, a tratti addirittura ... spaziale. picture control su Matita, appena aperte le ombre in sviluppo per rendere leggibili i dettagli il pavimento del lungo Naviglio qui stavo puntando la ragazza ricciolina dall'altra parte del Naviglio, davanti passava Silvio Renesto Jana in via Tortona. Luce pomeridiana di novembre. Sempre f/1.8. Sfuocato morbido ed avvolgente, picture control su Ritratto, chiaro ma senza eccessi, come si conviene ad un obiettivo più adatto al ritratto stretto. qui sempre Jana dentro ad un ristorante ed io fuori attraverso il vetro. Luce mista, luci di tutti i generi all'interno e prevalenza di pareti dipinte di ocra. stesso caso ma in bianco e nero per annullare l'effetto delle dominanti, comunque ben corrette nel colore (wb automatico) qui ci sono luci di disturbo ovunque. Per mettere a fuoco in questa circostanza ho risolto con la zona dinamica in AF-S qui siamo all'esterno del ristorante, lei è seduta in ombra e comunque la luce è tenue e bassa (pomeriggio di novembre) idem, ma più da vicino e con l'effetto del lampadario interno che intanto si è acceso Belka distesa con la luce che entra dalla finestra. Mattino di novembre con il cielo coperto. Sempre ad f/1.8. tutto lasciato al naturale in sviluppo. Sempre Belka in versione più aggressiva, controluce davanti alla finestra. Bianco e nero nativo on-camera, sviluppato poi in Lightroom con il profilo corrispondente della fotocamera. Il bello della Z7, qui ben coadiuvata dal Nikkor Z 50/1.8S è che ho letto la luce perfettamente a mirino mentre scattavo, ottenendo esattamente l'effetto di esposizione che cercavo. Io scatto sempre in Manuale, in questo caso variando la sensibilità necessaria ad avere l'esposizione che volevo anzichè diaframma o tempo, Con lente addizionale Marumi DHG330 da 62mm (+3 diottrie) Contando sul passo filtri da 62mm, ho provato anche con la mia lente addizionale "piccola" (l'altra è a passo 77mm) per potermi avvicinare di più ai soggetti qui c'è il piccolo beniamino di casa, Toby, in braccio alla nonna messa fuoco sull'occhio per quanto reso possibile dals uo "moto browniano" la cinghietta del centenario Nikon. Qualcuno potrà mai dire che non sono nikonista ? Nikonista per me è un modo di essere, non è una cosa cui penso, mi viene naturale Le mie prove sul campo sono sempre di natura fotografica, non amo particolarmente fare o proporre scatti di laboratorio, credo che non portino a molto perchè poi le foto del mondo reale possono differire grandemente da quanto vediamo su una mira ottica. Per esempio, come avrete notato, la nitidezza già a tutta apertura di questo obiettivo è grandiosa, ciò si può spiegare anche con la ridotta aberrazione cromatica longitudinale (LoCa) e con lo schema complesso. Ma nella realtà non si nota alcuna aberrazione nelle foto, anche in situazioni complesse. E la vignettattura, presente fin a diaframmi medi, nelle foto di strada non si vede per nulla (tanto che io qualche volta la aggiungo artisticamente). Cionondimento : Aberrazione Cromatica Longitudinale (LoCa) Direi molto ben contenuta e sul piano di quella del Nikon Z 24-70/4 (altro campione di nitidezza), non da obiettivo apocromatico ma non è un oggetto che viene venduto come "senza compromessi". Il marchio Superior mi pare ben meritato rispetto ad altre realizzazioni Nikon anche correnti. vignettatura esasperata in sviluppo (aumento del contrasto con i cursori di bianco e nero). Ad f/1.8 abbastanza marcata ma la maschera è circolare. Si riduce ad f/2.8, tende a diventare trascurabile (ma ancora presente ed evidente, almeno fotografando pareti bianche o cieli tersi) ai diaframmi f/4 ed f/5.6 Oltre f/8 io non andrei per evitare la diffrazione (è una raccomandazione personale per tutti gli utenti della Nikon Z7). ma come sappiamo in automatico questo effetto viene corretto sia oncamera che in sviluppo del NEF. Conclusioni Insomma, non mi dilungherei troppo oltre. L'obiettivo mi è piaciuto. In particolare per la costruzione e per come stia naturalmente in mano. La sua nitidezza induce ad usarlo sempre tutto aperto. Ha uno sfuocato molto piacevole anche, forse non sarà il più cremoso del mondo ma somiglia più a quello di un 85/1.4 che del "normale" 50/1.8 cui siamo abituati da sempre (quello a 7 lamelle di diaframma, per intenderci !). L'autofocus è veloce e silenzioso. Il prezzo proposto al pubblico (699 euro tutto compreso) potrà sembrare elevato ma io credo sia in linea con le prestazioni dell'obiettivo, considerando che stiamo comunque entrando in un'era in cui tutto sarà high-end (dobbiamo confessarlo : siamo una specie protetta e in via di estinzione. I più fotografano con lo smartphone e i residui fotografi disposti a dotarsi di buon materiale fotografico, sempre di meno. I produttori non hanno tante alternative rispetto ad un generalizzato ed inesorabile aumento dei prezzi per compensare la riduzione del numero di pezzi venduti). Sulle dimensioni in raffronto al piccolo 50/1.8G, ho già detto. Chi fosse scettico provi a maneggiare i due contemporaneamente e poi mi dirà cosa ne pensa. Sinceramente ho sempre considerato il pur onesto Nikon 50/1.8G un obiettivo da montare per fare le foto di rito dei corpi macchina Nikon ma raramente mi viene voglia di utilizzarlo. Sta la in un angolo e basta. Invece questo 50/1.8 S sarà mio appena disponibile presso il mio abituale fornitore di materiale fotografico (è in distribuzione in questi giorni) E tra i miei obiettivi più usati per i prossimi mesi. La mia Nikon Z7 è sempre pronta all'uso sul tavolo (mentre le reflex stanno nell'armadietto), con il 50/1.8 S farà coppia quasi sempre fissa. Mentre è Jana che ci saluta, sembra che Nikon con questo 50/1.8S ci voglia avvisare che se già troviamo queste prestazioni elevate, ma non ancora superlative, possiamo già cominciare a sognare cosa ci potrà riservare il futuro 50/1.2 S progettato senza compromessi sulla base dell'esperienza dell'esoterico Nikkor Z Noct 58/0.95, obiettivo che resterà fuori dalla portata per molti, specie per chi come me preferisce avere un autofocus eccellente al focheggiare a mano. Sinceramente io non vedo l'ora che ci sia una serie di fissi di altissimo lignaggio, possibilmente f/1.2, per Nikon Z. Ma intanto che aspetto pazientemente - adesso che grazie al nuovo attacco Nikon Z so che è finalmente possibile - non mi sentirò certo insoddisfatto da questo 50/1.8S che già oggi rappresenta più di quello che il miglior 50/1.4 Nikon ci abbia mai offerto (ed io li ho avuti tutti, 58/1.4G compreso) ... insomma, finalmente ci siamo !
  4. Mauro Maratta

    Provaci ancora Nik !

    momenti indimenticabili della memoria. Classici irripetibili che nemmeno il gusto per l'orrido della Hollywood di oggi ha potuto sottoporre alla macabra pratica del remake. Quando si fa riferimento a quei film e a quelle scene appassionate non si può farlo per qualche cosa di meno ... ma è pericoloso fare paragoni impropri o azzardati. Come riferirsi alla Nikon F5 parlando della Nikon Z7, ad esempio. Liberi pensieri sulle nuove mirrorless Nikon Una precisazione d'obbligo per chi non mi conosce e non mi segue da tempo. Per me l'idillio con Nikon è cominciato una vita fa e proseguirà - se possibile - nell'altra vita. Già solo pensarmi con in mano una fotocamera di un altro marchio mi mette a disagio. Ma ho passato l'età dell'innamoramento, quello che ti acceca e non ti fa pensare lucidamente. Già ieri (e immagino quanti altri oggi) è stato un fiorire sul web di lunghi monologhi video (cercateli su Youtube se volete annoiarvi) con tanti personaggi - anche nostrani - che hanno sentito l'obbligo, l'impulso incontrollabile di esprimere giudizi taglienti e definitivi sul nuovo sistema mirrorless Nikon, senza averlo mai preso in mano e in larga parte, con esperienze alle spalle, non sempre abbastanza solide da poterne riempire un curriculum. Non è questo il caso, anche perchè noi non cerchiamo click, non vendiamo prodotti, non abbiamo link a partner commerciali che ci passano una piccola commissione per ogni acquisto di ogni nostro lettore. Scriviamo solo per passione, da appossionati fotoamatori. Ma abbiamo alle spalle anni di esperienze di lunghe sessioni fotografiche, accompagnati anche nella circostanza più sfidante, dalle nostre affidabili Nikon. Finalmente il 23 agosto 2018 anche Nikon è approdata al mercato grosso delle fotocamere mirrorless. L'aspettavamo da tempo e ognuno sapeva che ci sarebbe arrivati, prima o poi. eccole qua. E adesso che ci sono, sinceramente non mi interessa dibattere - come stanno facendo i summenzionati - i singoli punti della scheda tecnica di queste macchine per confrontarli con i corrispettivi delle macchine degli altri marchi. Io so che esistono altri produttori di fotocamere, ma ai miei fini di fotografo Nikon, ciò ha il valore aggiunto della raccolta delle nespole in Antartide. Capirete che sapere che la Nikon Z7 fa solo 5.5 scatti al secondo in RAW a 14 bit con esposizione e aufocus quando altre macchine fanno 10-12-20-100.000 scatti è puramente un fatto di cronaca. Quello che mi interessa é che vantaggio mi portano queste due mirrorless Nikon e il loro sistema e cosa Nikon mi sta dicendo con questo evento del 23 agosto. C'è del buon e c'è di che criticare. Tutto qui. E ve lo spiego. - Nikon ci ha dimostrato che c'è anche lei in questo mercato nuovo - che dispone bene o male della tecnologia che hanno anche gli altri - che ha fatto delle scelte anche controcorrente - che ci tiene a che i nikonisti si trovino a casa con le nuove mirrorless, cosa che non sarebbe lasciandosi tentare da altri marchi - ci sta promettendo per il futuro interessanti sviluppi - lo fa sposando a pieno i nuovi formati di memoria (XQD per adesso, CFexpress appena disponibili sul mercato) - con macchine costruite certamente molto bene e con una ergonomia migliore di certi altri modelli già presenti sul mercato (anche di Nikon stessa, penso a Nikon 1 V2 e V3) tutto bene in teoria. E quindi ? Dove invece Nikon ha clamorosamente fatto un passo falso è su tutt'altro versante e se vogliamo, marginale rispetto alle fotocamere stesse. - se fai una campagna di lancio così roboante con teaser continui - se enfatizzi il lignaggio delle tue fotocamere facendo chiaro riferimento alle ammiraglie che hanno segnato la tua e la nostra storia come le varie F-F3-F5-D3-D5 presenti nei filmatini - se scegli per data di lancio il 23 di agosto e lanci due macchine come nell'agosto del 2007, quando hai fermato il tempo con la mitica Nikon D3 (e la sua figlioletta D300) - se solletichi le aspettative del tuo pubblico e poi fai un evento in grande stile con i tuoi boss e i tuoi testimonial poi non puoi fare la figura di quello che per sparare troppo in alto, finisce con lo spaventare solamente i piccioni. Mirrorless Reinvented ? Non puoi dire sul serio con questa roba qui. Provaci ancora Nikon ! la Nikon D3 - prima reflex digitale full-frame di Nikon - lanciata nell'agosto 2007 insieme a Nikkor 14-24/2.8 e Nikkor 24-70/2.8 e a breve distanza dal lancio di 400/2.8, 500/4 e 600/4 VR Già, la gente si aspetta una nuova ammiraglia e una sua partner di pari profilo. Ma quando vede che le due macchine hanno una impostazione chiaramente amatoriale si domanda se fosse proprio necessario tutto questo fracasso. Infine, lo dico da felice ed orgoglioso proprietario della Nikon D850 (tra le migliori reflex dell'intera storia, non solo Nikon !), che cosa debbo pensare se vedo che metti il sensore della mia macchina in un apparecchio da passeggio e mi chiedi per quella un prezzo del tutto paragonabile a quello - solo parzialmente giustificato - che hai chiesto a me per una reflex professionale ? Si perchè se il target è quello del fotografo vagante e disinvolto (lo fa pensare il design, la compattezza e il peso relativamente contenuto, i video), come mi puoi chiedere quella cifra per aggiungerla a ciò che già ho ? le due nuove mirrorless Nikon Z6 e Z7 e certamente se mi fai una preparazione mediatica come quella, poi ti presenti all'evento pieno di sorprese. Non ti fai trovare con le brache calate il battery grip ancora ad uno stadio preliminare, sembra una stampa 3D nemmeno verniciata, giusto una sgrossatina, poi lo presenteranno tra 6-8 mesi e con i mockup di obiettivi che avresti dovuto presentare ieri i tre prossimi obiettivi. Tutti e tre promettenti ma che certo non spingeranno le vendite dal giorno zero. Cosa sarebbe stato meglio fare ? Non spetta a me dirlo. Ma qualche osservazione posso farla. Se hai deciso che il momento è arrivato, fallo con stile ma senza troppo rumore. Sei il penultimo ad uscire sul mercato, presentati con quello che hai, fammi vedere la roadmap ma non cercare di farmi credere che hai reinventato la ruota del carro. Se vuoi fare due macchine differenti e lanciarle insieme, differenziale nel modo giusto. Z6 e Z7 sono identiche tranne il sensore e il prezzo. Ma poi per 2000 euro cerchi di vendermi una macchina che ci sarà solo per Natale, che ha la metà dei punti di messa a fuoco (ed altre cosette nascoste) mentre pre il primo kit, quello che sarà quasi immediatamente in vendita mi chiedi il doppio. Ma soprattutto se in una mi metti il tuo sensore di punta, quella macchina deve essere in tutto un benchmark di mercato. Come lo è stata la Nikon F, la Nikon F3, la Nikon D3, lo è la Nikon D5 e certamente lo è la Nikon D850. Non può essere zoppa già a partire dall'aspetto. Altrimenti, continua a non far rumore, presentami solo la macchina più modesta, propronila però ad un prezzo MOLTO aggressivo, con cui aprirti il mercato. Risparmia sulla promozione, piuttosto, ma vendila subito al prezzo giusto. Non quando sarà troppo tardi ! Non ce la fai a presentare tutti quegli obiettivi che tu e il nuovo bocchettone extralarge sembrate promettere ? Presentati insieme a Sigma e a Tamron, e oltre all'adattatore per ottiche pachidermiche da reflex, assicurami che ci saranno i tuoi alleati ad allargare presto l'orizzone degli obiettivi. Soprattutto non darmi modo di pensare - con non tanta malizia - che si capisce che non eri pronto e che il marketing ha forzato e tentato di coprire uno sviluppo ancora in embrione con la pubblicità. Come se fosse stato ordinato agli ingegneri di andare sul mercato con quello che c'era di disponibile. Poi il resto si farà in seguito. Cosa c'è di buono. Ma - e qui parla la voce del vecchio nikonista smaliziato e ragionevole - c'è anche tanto di buono che sarà bene dire ad alta voce, visto che di gente che sorride là fuori (ma non sarà tollerata qua dentro !) ce n'è tanta. - abbiamo finalmente l'autofocus a rilevazione di fase con copertura al 90% del frame anche in casa Nikon - abbiamo finalmente anche in casa Nikon - dopo anni di negazioni - lo stabilizzatore sul sensore - abbiamo finalmente specifiche video abbastanza in linea con il mercato - abbiamo un mirino elettronico che a detta di tutti, anche i più scettici, è veramente il nuovo benchmark di mercato - abbiamo un ecosistema che può essere sviluppato e che parte con i migliori presupposti senza i limiti imposti da un attacco pensato 60 anni fa Il resto verrà A me i supergrandangolari attirano quanto una seduta di ore dal dentista. Ma quel 14-30/4 piccolo e compatto ma già estremo la dice lunga sulle possibilità del sistema Nikon Z. E se quel 58/0.95 non è indirizzato a tutti i fotografi, il 50/1.2 e più avanti i più che probabili superluminosi in focali che abbiamo sempre desiderato (85/1.2, 35/1.2) saranno certamente possibili e se non proprio abbordabili, almeno desiderabili. L'autofocus sembra già di buon livello e certamente potrà essere messo a punto in successivi modelli. Già, perchè tra meno di due anni ci saranno le Olimpiadi in Giappone e Nikon non si farà trovare nuovamente con la cucina in disordine. E se poi tra poco tempo cominciassimo a sentire i rumors che parte di questa tecnologia sbarcherà anche sulle ipotetiche Nikon D6 e Nikon D900 ? Vi immaginate il massimo della tecnologia dei due mondi fusa insieme ? Altro che fotografia vagante con lo zainetto ! Già perchè la presentazione di ieri del 500/5.6E PF che per molti è passata inosservata a causa delle aspettative suscitate dalle mirrorless, per me è la vera novità per cui merita di essere ricordata la giornata. Per quello - e per una futura reflex professionale che incorpori autofocus a rilevazione di fase, stabilizzatore sul sensore e ... altre tecnologie sinora riservate alle mirrorless - Nikon avrai subito i miei soldi. Per queste Z6 e Z7 mi dispiace dubito di essere disposto a spendere tutti quei soldi per un sistema acerbo. Aspetterò con pazienza non solo la seconda, ma forse anche la terza emissione. Quella che ritengo sarà pensata finalmente per me e non per l'ipotetica venticinquenne asiatica che, lo capisco, è il nuovo modello di consumo anche per l'industria occidentale cui il Giappone ha sempre fatto riferimento. Insomma, provaci ancora Nik ! Io ci conto. E voi ?
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