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Corredo Fotografico (sintetico !)

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  1. Dopo la città di Tokyo il mio viaggio prosegue a nord dell'arcipelago nipponico: in Hokkaido. Si tratta della regione più settentrionale e l'ultima ad essere stata annessa al Giappone, parliamo di un'epoca relativamente recente (l'annessione definitiva è di circa 150 anni fa) originariamente abitata dagli Ainu con la Restaurazione Meiji venne occupata dai coloni e alle popolazioni locali furono imposte lingua e cultura giapponesi. Solo di recente il governo di Tokyo sta lavorando a un riconoscimento degli Ainu e della loro cultura, provvedimenti ritenuti insufficienti ma da loro accettati. C'è da dire che l'anno prossimo la città di Tokyo ospiterà le olimpiadi estive (a luglio quando si muore di caldo, e non per modo di dire...) e il governo punta molto sul turismo, tanto da stanziare dei fondi per la promozione della cultura Ainu anche attraverso la costruzione di un museo a Shiraoi che dovrebbe attirare un milione di visitatori l'anno. trattandosi di un territorio di recente annessione l'Hokkaido presenta due peculiarità: una scarsa presenza di templi e santuari rispetto al resto del Giappone e, per il fatto che vennero chiamati architetti dall'estero per la sua urbanizzazione, una forte impronta occidentale delle sue città. Akarenga (palazzo del governo) Torre dell'orologio Maruyama Park Hokkaidō Jingū Questo è uno dei luoghi che mi è rimasto più impresso nella memoria per una cosa particolare: alcune delle colonne di legno avevano ancora l'odore, direi anzi il profumo, del legno fresco. La foto qui sotto mostra la fontana per la 'purificazione' del corpo con tanto di cartello che indica come procedere. Fushimi inari Jinja そして次の曲が始まるのです
  2. La quinta tappa di questa serie di articoli sul Giappone (continuo a non seguire l’ordine cronologico) ci porta ad Akita per un altro matsuri, completamente diverso da quelli di Susukino ed Aomori, ovvero il Kanto Matsuri. Il Kanto Matsuri, detto anche Akita Kanto Festival, è uno dei principali matsuri del Tohoku e si tiene ogni anno agli inizi di agosto, dal 3 al 7 per la precisione, nella città di Akita. Il Kantō (il termine significa letteralmente "un palo con lanterne") è composto da un palo di bambù a cui sono appese, a delle barre orizzontali, delle lanterne di carta di riso e ricorda la forma delle piante di riso mosse dal vento e rappresenta la principale attrattiva di questo festival. I kanto vengono suddivisi in 4 categorie a seconda di alcuni parametri rigidamente fissati: Oowaka: lunghezza 12m, peso 50kg, dimensione della lanterna 64*45 cm e numero di lanterne 46 Chuwaka: lunghezza 9m, peso 30 kg, dimensione della lanterna 48*36cm e numero di lanterne 46 Kowaka : lunghezza 7m, peso 15 kg, dimensione della lanterna 48*36cm e numero di lanterne 24 Youwaka: lunghezza 5m, peso 5 kg, dimensione della lanterna 30*21 cm e numero di lanterne 24 La funzione dei kanto è scacciare gli spiriti maligni attraverso offerte e preghiere alle divinità sia buddhiste che shintoiste ed essere così di auspicio per un buon raccolto dei cinque grani (grano, riso, fagioli, Setaria Italica e miglio cinese). L’origine di questo matsuri risale alla metà del 18° secolo quando vennero combinati assieme riti per propiziare buoni raccolti e per liberare il corpo dalle impurità e dagli spiriti maligni. Dal secolo successivo è diventato un evento annuale in cui venivano mostrati i kanto come simbolo di buon auspicio. In tempi più recenti ha iniziato ad avere più rilevanza l’abilità dei portatori di kanto. Le tecniche di kanto, dette "Myogi" si dividono in cinque categorie: Nagashi, Hirate (mano), Koshi (anca), Kata (spalla) e Hitai (fronte). Durante il matsuri, infatti, viene organizzata una gara di kanto (Myogikai o Kanto diurno) che ha lo scopo di "migliorare l'abilità del Kanto nel suo insieme mostrando le abilità dei membri della Società al pubblico e studiando le reciproche abilità" decretando come vincitore il partecipante che dimostra di avere la tecnica migliore e la posizione migliore. Per potervi partecipare i giovani si allenano con l’aiuto degli anziani (si inizia da bambini ad allenarsi) così da perpetuare la tecnica del kanto di generazione in generazione. I gruppi in competizione, 5 membri ciascuno, mostrano una alla volta le 5 tecniche. Le competizioni sono sia individuali che di squadra, con dei limiti di tempo per ogni tecnica e di spazio, in quanto l’esibizione deve avvenire all’interno di un’area circolare del diametro di 6 metri. il vincitore di ciascuna competizione riceve un premio dal Comitato Esecutivo Kanto. Lo spettacolo notturno, che è uno degli eventi principali di questo matsuri e a cui fanno riferimento le foto di questo articolo, si svolge lungo la ‘Chuo Dori street’ ed ha il solo scopo di intrattenere i visitatori mostrando loro le abilità dei portatori di kanto. i cavi lungo il percorso sono messi a protezione del pubblico, servono per evitare che i canto cadano sopra gli spettatori seduti sul bordo del marciapiede. つづく
  3. La quarta tappa di questa serie di articoli sul Giappone (non sto più seguendo l’ordine cronologico) ci porta ad Aomori dove ogni anno si svolge un altro matsuri, completamente diverso da quello di Susukino: il Nebuta Matsuri. Per chi, leggendo i miei articoli, se lo stesse chiedendo, con il termine matsuri si intende una festa tradizionale giapponese, che può svolgersi in un parco o sulle strade, attirando diverse centinaia di persone. Molti di questi hanno origine cinese ma col tempo le tradizioni originarie sono via via sparite e sono state sostituite o si sono mischiate alle usanze locali. Il concetto di “festa” in Giappone trae origine dal profondo legame tra uomo e natura, che costituisce dei cardini della religione tradizionale del Paese, lo shintoismo. Per questo motivo ogni santuario festeggia il proprio matsuri, che sia per rendere omaggio ai Kami protettori o per degli eventi stagionali/storici. Torniamo ora al Nebuta Matsuri. Questo nasce 300 anni fa. Si pensa che derivi dal tanabata ma le sue origini sono poco chiare. Esistono diverse teorie in proposito, la più conosciuta delle quali lo fa derivare dalla battaglia che si svolse nella provincia di Mutsu, durante la quale il futuro Shogun, Tamuramaro, avrebbe utilizzato flauti e taiko per attirare l’attenzione del nemico. Da questa storia ha preso origine il Tamuramaro Shō (Premio Tamuramaro) assegnato al miglior gruppo partecipante, successivamente rinominato Nebuta Taishō. Con tutta probabilità, però, si tratta di una leggenda, in quanto è improbabile che Tamuramaro abbia condotto delle spedizioni militari in quella che oggi è la prefettura di Aomori. La parata dei nebuta si svolge dal 2 al 7 agosto, quasi sempre di sera, tranne l’ultimo giorno, quando, invece, si tiene il pomeriggio per lasciare il posto nella serata a uno spettacolo pirotecnico. Come vi ho fatto notare nell'articolo precedente, anche in questo caso vi è una massiccia presenza di importanti sponsor e si tratta di aziende note a livello nazionale se non internazionale, come possono essere Asahi, Family Mart, Fujitsu e Japan Railways. A proposito: se andate in Giappone e volete spostarvi col treno da una città all'alta il JR pass è praticamente obbligatorio per non spendere un capitale coi biglietti del treno. Tra i 'carri' si possono vedere anche cose 'particolari', in riferimento al contesto della manifestazione, come questo Eva01. I nebuta di ogni gruppo sono accompagnati da suonatori di taiko, flauto e cembalo oltre che da centinaia di ‘ballerini’. Chiunque, anche i turisti, può partecipare a patto che indossi il costume tipico di questa manifestazione, il quale può essere comprato oppure noleggiato. La sfilata procede al grido di Rasserā ( ラ ッ セ ラ ー ), abbreviazione dialettale di "irasshai". Nel 2011 è stato aperto un museo dedicato all'evento, il Nebuta Museum Wa Rasse ( ね ぶ た の 家 ワ ・ ラ ッ セ ), all’interno del quale vengono spiegati i metodi di costruzione dei carri e la varietà di soggetti diversi a cui si ispirano, mentre nella nebuta hall è possibile ammirare alcuni dei più grandi nebuta che hanno partecipato alla parata. La visita è accompagnata da una musica di sottofondo con shamisen e flauto giapponese per ricreare un’atmosfera che ricorda quella del matsuri. Il museo offre la possibilità di riposarsi nella hall con vista sul lungomare o nel ristorante dove vengono serviti i piatti locali. Per chi vuole è disponibile il classico shop con i souvenir. 『つづく』
  4. La terza tappa del viaggio in Giappone mi porta a parlare dei matsuri estivi, eventi molto sentiti sia dagli abitanti delle varie città (i matsuri attirano nelle localitò in cui si svolgono moltissime persone) sia dalle aziende che, data l’importanza degli eventi, sono presenti in massa come sponsor. L’affluenza è talmente elevata che si rivela molto difficile trovare degli alberghi in cui soggiornare nella stessa città del matsuri. Oltretutto, molti alberghi sono riservati ai giapponesi e può capitare di doversi recare in città vicine per trovare alloggio, magari (come nel mio caso) località a mio parere non particolarmente interessanti come Omagari. Una cosa che accomuna tutti i matsuri sono gli stand gastronomici dove potersi fermare a mangiare dato che alcuni sono provvisti di tavoli e panche, e ce n e sono tantissimi anche se non è detto che siano sufficienti per tutto il pubblico presente. Questa manifestazione nasce nel 1951 come ‘Susukino-sai’, ma è dal 1965 che riprende vigore, dopo qualche anno di oblio terminata la 3^ edizione, ed è diventato un evento annuale. Nel 1978 nasce la Susukino Tourism Association che trasforma il festival in un evento sponsorizzato dalla stessa associazione. un attimo di relax prima di iniziare e gli ultimi preparativi per l'esibizione coi taiko Saké per tutti!! non eccezionale ma buono! Fa parte di questo matsuri la tradizionale danza del leone, promossa dalla Susukino kankō kyōkai (Susukino Tourism Association), associazione che mira a proteggere le arti tradizionali dello spettacolo. Nel 1985 viene aggiunta l’esibizione dei taiko, con l’idea di radunare almeno un migliaio di persone per suonarli lungo tutta la via principale della manifestazione, numero che negli anni successivi è stato superato. Una cosa particolare di questo matsuri è la marcia delle Oiran: ogni anno 2 donne vengono scelte per vestire i panni delle Oiran. Le oiran erano delle cortigiane considerate delle yūjo, ovvero "donne di piacere" o prostitute, con un ampio bagaglio culturale che spaziava tra danza, musica, poesia, calligrafia. A differenza delle geisha le oiran portano l’obi annodato sul davanti probabilmente perché più pratico da sciogliere. Purtroppo di quest’ultima parte ho solo alcune foto riuscite male dato che, per evitare la calca del rientro e quindi i treni sovraffollati, siamo tornati in albergo prima della fine del matsuri. Al prossimo articolo sul Giappone che riguarderà un altro matsuri. 『つづく』
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